Capitolo 1 – Un Castello Di Carte

Questa storia è parte della FanFiction The Lie I've Lived





Giovedì 9 Giugno 1994

Tutto è iniziato quando ho scacciato via i Dissennatori presso il lago. All’inizio, era solo un leggero ronzio nella mia testa. Più tardi avrei potuto dire che sembrava simile a un’euforia o a un’ubriachezza. Fin troppo presto è diventato una violenta emicrania. Al tempo, non avevo idea di cosa stesse succedendo. Mentirei se dicessi che riesco a ricordare i dettagli di quella notte. Anche se è indimenticabile il volo sul dorso di Fierobecco con le urla di Hermione nelle mie orecchie per tutto il tempo.

Gran bel paio di polmoni quella ragazza. Posso testimoniarlo, se necessario. Ma dovrete parlare forte e chiaro per chiedermelo.

Un’ora dopo, Sirius era sparito in groppa all’Ippogrifo e io stavo passando la notte in Infermeria con Hermione e Ron. Sirius aveva lasciato proprio un bel segno sulla gamba di Ron. Questo mi ha ricordato qualcosa. Avete mai provato quella sensazione di déjà vu? E’ ironico detto da un ragazzo che ha appena finito di viaggiare nel tempo usando un giocattolino appeso a una collana, no? Eppure l’avevo appena provato. Sono riuscito a convincere Madama Chips a darmi qualcosa per il pulsante mal di testa che mi tormentava e ho tentato di dormire un po’.

“Harry, ti sei già addormentato?” La voce di Hermione mi ha raggiunto dal letto a fianco al mio.

“Sì, e sto anche sognando.” Ecco, chissà se capirà che non è vero…

“Scemo! Cosa pensi che succederà?”

“Non so davvero. Sirius dovrà continuare a stare nascosto. Almeno è possibile che Silente abbia delle risorse per aiutarlo. Avrei dovuto lasciare che uccidessero Minus. Ovviamente, con la fortuna che mi ritrovo, Remus avrebbe finito col divorare la prova d’innocenza di Sirius.”

“Che schifo! Non dire così, Harry! Hai fatto la cosa giusta.” Per essere una ragazza tanto intelligente, Hermione Granger può essere così ingenua. Il senno di poi è un senno dannatamente migliore del mio e sono parecchio sicuro che un Peter Minus morto non sarebbe scappato a nessuno.

"Allora… non ti ho mai chiesto come ti è andata la corsa ad ostacoli del Professor Lupin. E come farai a fare gli altri esami delle tue classi extra?” Non mi interessava saperlo davvero, ma vi rivelerò un segreto: la voce di Hermione ha una melodia simile a un ronzio con la quale è bello addormentarsi.

Se pensavo che il mal di testa fosse fastidioso, i sogni erano peggio. Ero abituato ai terrori notturni, freddi e appiccicosi. Essere chiuso in un ripostiglio almeno serve a qualcosa. All’inizio, ho pensato che quei sogni fossero una conseguenza del trovarsi circondati da un gran numero di Dissennatori... non esattamente una comitiva allegra. Potrebbe suonare blasfemo, ma forse mangiare grosse quantità di cioccolato appena prima di andare a letto non è poi una grande idea. Dopo aver svegliato Hermione e Ron per la seconda volta, ho lanciato un Silencio attorno al mio letto. E’ stata una delle peggiori notti di sonno nella mia breve ma piena vita.

Alla luce del giorno, il cosiddetto ‘Trio D’Oro’ appariva un po’ opaco. Ron andava in giro appoggiandosi a un bastone. Hermione aveva dovuto passare circa venti minuti a sistemarsi i capelli per far sì che la sua sembrasse più una testa e meno un esperimento in Erbologia andato male. E’ una grande amica, ma ci sono delle cose che neanche la magia può sistemare. Io non ho neanche perso tempo sui capelli. Avevo un aspetto orribile. Le grosse occhiaie sotto i miei occhi mi hanno spinto a chiedermi se in realtà non fossi un Animagus procione intrappolato a metà della trasformazione. C’erano dolori in parti del mio corpo che non dovrebbero esistere su un tredicenne.

Distrattamente, ho infilato la mia bacchetta in bocca e ho mormorato “integrum restituere”. Il mio alito si è rinfrescato e i miei denti si sono puliti. ‘Colazione, sto arrivando.’ Sarebbero passati un po’ di giorni prima di accorgermi che nessuno aveva mai isegnato a Harry James Potter quel particolare incantesimo. Fortunatamente, sguazzavo beato nella mia ignoranza. Fortunatamente, perché non ero ancora pronto per un crollo nervoso.

A colazione, siamo venuti a sapere che il Ministro aveva rimosso i Dissennatori dalla scuola. Io, Hermione e Ron siamo stati i destinatari di numerose occhiate del resto dei Grifoni e anche di qualche Tasso e Corvo**. La voce di corridoio che diceva che eravamo stati tutta la notte in Infermeria aveva già iniziato a circolare. Il fatto che avessimo un aspetto terribile probabilmente non era sfuggito a nessuno.

In quel momento non ho potuto fare altro che adorare i miei amici. Ron era così maledettamente inconsapevole… fantastico. Potrebbe giungere l’Apocalisse e se in quel momento quello scemo stesse mangiando, non se ne accorgerebbe. Hermione era così abituata ad essere un’emarginata che non le importava proprio di tutti gli sguardi. Anche se sospetto che quando deciderà di iniziare a provare ad attirare i ragazzi la cosa cambierà. Ginny, Fred, George e Percy stavano interrogando Ron a proposito della sua ferita. La strillettera di sua madre non sarebbe arrivata prima di almeno venti minuti. Siamo rimasti coerenti con la storia che un animale vicino la capanna di Hagrid era venuto fuori dalla foresta e aveva morso Ron. L’omone è addirittura passato al nostro tavolo e ha detto a Ron di avere cacciato quel Kneazle selvaggio tra gli alberi, ma che non è riuscito a catturarlo… astuto, molto astuto. Divertito dal fatto di essere riuscito a pensare ad Hagrid e alla parola ‘astuto’ nella stessa frase, non mi stavo neanche accorgendo dell’idiota che si avvicinava al nostro tavolo.

‘Oh perfetto! La pustola sul culo della vita sta arrivando. Proprio quello che mi serviva per cominciare la giornata.’

“Che cosa vuoi Malfoy?” Doveva essere qualcosa di importante se si era portato dietro la Parkinson oltre al solito gruppo. Ho cosiderato la possibilità che non sarebbe diventato omosessuale dopo tutto… ma un momento dopo l’ho messa da parte per mancanza di interesse nei suoi confronti.

Il biondino effeminato ha ghignato. Devo ancora trovare un buon insegnante per imparare a usare un simile ghigno. “Sono solo passato per vedere se avete saputo delle dimissioni di quella creatura di Lupin. Magari quello zotico di Hagrid potrà metterlo in una gabbia così potremo studiarlo l’anno prossimo.”

“Dieci punti dai Serpeverde per mancanza di rispetto nei riguardi di un professore! Lascerò che siano gli insegnati a decidere se potrai ancora andare ad Hogsmeade oggi.” Draco perdeva colpi. Non aveva neanche notato che Percy era ancora in zona. Al ‘tiranno rosso’ restava solo poco più di una settimana del suo ‘regno del terrore’ e stava probabilmente cercando di usarla al massimo.

“Lupin si è dimesso. Non sto mancando di rispetto a nessun insegnante.” La sua espressione soddisfatta si voltò verso il Caposcuola.

“Mi pare che tu abbia chiamato il Professor Hagrid uno ‘zoticone’, altri cinque punti per aver risposto al Caposcuola. Vediamo... se ti porto dal Professor Piton, verrebbero revocati. Se vado dalla Professoressa McGranitt, il tuo Capocasa mi accuserebbe di 'parzialità'. Quindi andiamo da qualcuno di neutrale.”

Ho osservato Percy condurre Malfoy verso niente meno che Hagrid. Proprio un tipo bastrado Percy, non è vero? E ancora lo è, da quel che so. Immediatamente dopo, Piton si è precipitato in soccorso del suo pupillo. Colazione e spettacolino… niente male. Eppure, ha detto che Remus si è dimesso. Mi sentivo obbligato a investigare. Hermione si stava già scusando dicendo di voler tornare alla nostra torre per potresi dare una ripulita. Ci ha salutato e si è diretta verso la Sala Comune con Ginny dietro di lei. Ron ha consegnato una ‘lista della spesa’ ai gemelli, sfruttando la sua ferita nel migliore dei modi. Ho salutato anch’io e mi sono diretto alla classe del Professor Lupin.



Remus mi ha offerto una burrobirrra alla Testa di Porco. La maggior parte della gente preferisce I Tre Manici di Scopa e proprio per questo il licantropo ha scelto l’altro pub. E’ stato bello riavere indietro la Mappa del Malandrino. Tecnicamente, non potevo neanche starci ad Hogsmeade, ma in tutta la confusione nello staff per gli eventi della notte precedente e per gli esami GUFO e MAGO ancora da fare, mi sono semplicemente infilato in mezzo al gregge e nessuno se n’è accorto, nonostante fossero in molti quelli a fissare il lupo mannaro accanto a me per le strade. Dopo due altre burrobirre e un paio di storie sui miei genitori e le buffonate di Padfoot***, la conversazione era giunta alla fine. Remus è un così bravo narratore che mi era sembrato di essere presente a tutte le scene che mi ha raccontato! L’ho seguito fuori dal pub, verso il punto di smaterializzazione più vicino.

“Lo andrai a cercare?”

“A suo tempo, Harry, tutto a suo tempo. E’ probabile che mi metta per un po’ in viaggio quest’estate, ma proverò a mandarti un gufo prima o poi.”

“Grazie, Professore.” Ho teso la mano. Lui l’ha stretta con fermezza.

“Ti prego, chiamami Remus o se vuoi, Moony.****”

“Stammi bene, Moony.” L’hai trovato strano e nel contempo giusto riferirti a lui in quel modo.

L’uomo si è smaterializzato con un leggero crack e io mi sono diretto verso il sentiero per tornare a scuola. Non c’era motivo di sfidare ancora la sorte, e poi il mio mal di testa era tornato a piena potenza. Invece di dirigermi direttamente verso i dormitori per un sonnellino, sono passato per il campo di Quidditch e ho preso la mia Firebolt. Magari l’aria fresca mi schiarirà la testa, ho pensato. Ho distinto alcune sagome in alto. Qualcuno stava giocando un po’ a Quidditch. Non mi sono sorpreso quando ho visto Baston tra gli anelli. E’ stato frenetico sin da quando il Puddlemere gli ha mandato la sua lettera di invito. Il suo provino sarebbe stato due settimane dopo. Probabilmente avrebbe dovuto prepararsi per il suo esame pratico dei MAGO, ma anche io farei la stessa cosa se avessi la mia grande occasione! Ero in dubbio se menzionare la cosa a Hermione per vederla agitarsi come una pazza, ma poi ho evitato. Katie Bell e la sua amica Leanne Patterson lo stavano bersagliando di tiri. Come noi piccolini del terzo, anche i quarto anno avevano finito i loro esami.

“Ohi Ollie! Non dovresti sgobbare per i tuoi MAGO?”

Il ragazzo ha riso e mi ha fatto un saluto mono-dito. “Sono pronto, Harry. E questo è molto più importante! Katie, dai al ragazzo prodigio la Pluffa. Forza Harry, fammi vedere quello che sai fare su quella tua Firebolt. Due dei tre Cacciatori titolari del Puddlemere ce l’hanno.” Ho volato pigramente verso Katie e poi ho accelerato.

“E tu non dovresti divertirti ad Hogsmeade?” Ho gridato alla ragazza dai biondi capelli ricci mentre lei mi ha lanciato la Pluffa. Io l’ho afferrata con una sola mano e mi sono voltato verso gli anelli, sentendola a malapena gridare felicemente “Biglietti gratis! Perché mai sarei qui se no?” Ollie favorisce il suo lato destro anche se non di molto, quindi tende a stare verso il lato sinistro della porta che sta proteggendo. Dovendo tirare prima di raggiungere la linea del tiratore, ho virato a sinistra, ho preso quota e ho rilasciato la palla scegliendo di provare un tiro difficile. La Pluffa è passata oltre la punta delle dita della sua mano allungata e guantata e ho visto la palla infilarsi nell’anello. Potter Uno, Baston Nada.

Ollie sembrava confuso, arrabbiato, e elogiativo allo stesso tempo mentre riprendeva la palla da terra e la riportava in campo. “Per le uova benedette di Elfo Domestico, Harry! Mi hai nascosto il tuo talento. Facciamo un accordo. Tu continui ad allenarmi per due settimane e io non lo dirò ad Angie. Se le dovessi dire che sai fare quello che hai appena fatto, lei sarebbe obbligata a spostare Katie o Alicia al ruolo di Cercatore per il prossimo anno.”

Sono tornato indietro verso un’esultante Katie. “Forza Bell, io porto palla e poi te la servo su un piatto d’argento. Tu mettiti sotto il terzo anello. Facciamolo muovere un po’! Ollie! Arriva un due contro uno! Fermaci se ci riesci!” Fare il Cacciatore è un po’ più restrittivo rispetto a fare il Cercatore. La linea del passatore è a venti metri dai tre anelli. Una volta oltre questa, non si può passare a un altro giocatore. A dieci metri c’è la linea del tiratore. Chiunque ha la Pluffa in mano deve prendere il tiro prima di superarla. Il Portiere ha quei pochi istanti per capire a quale dei tre anelli stai mirando e per fare la sua mossa.

Ho fatto un bel po’ di spostamenti e finte per tenere la Firebolt in movimento quasi alla massima velocità, e al contempo per permettere alla Comet 375 di Katie di restare vicina. Ho dato un’occhiata piuttosto evidente al primo e al secondo anello e ho passato senza guardare a Katie prima di virare. La ragazza ha messo il biscotto nel barattolo sghignazzando allegra, mentre Oliver andava di nuovo a riprendere la Pluffa. La regola non scritta degli allenamenti è ‘se il Portiere para, è il tiratore a prendere la palla. Se il Cacciatore segna, allora è il Portiere che deve andare.’

Katie ha fatto un mezzo giro della vittoria al suo ritorno, saltellando sulla sua scopa. Era un bel saltellare. “Ollie ha ragione. Ci hai tenuto nascoste le tue capacità. Neanche sono sicura se Angie avrebbe saputo fare quello che hai fatto. Devo iniziare a pensare a come si fa a prendere un Boccino?”

Sentendomi ancora un po’ esaltato ho risposto “Non preoccuparti, Sky Princess. Ero ancora un Cercatore l’ultima volta che ho controllato. Non possiamo mica separare le ‘gattine volanti’, se capisci cosa intendo…” La ragazza era un po’ sorpresa nel vedermi flirtare. Cazzo, se ci avessi pensato, sarei stato scioccato anch’io!

Ollie non sembrava contento. “Porca puttana, Harry! Ricordami chi di noi due ha un provino per diventare un professionista tra due settimane. Dopo il quinto anno dovresti provare a entrare nella Lega di Sviluppo!” La maggior parte dei giocatori professionisti passano i primi due o tre anni nella Lega di Sviluppo. Ollie e uno dei Battitori dei Corvi sono riusciti ad avere il permesso di uscire da scuola brevemente per partecipare.

“Nah, subito nei professionisti io” ho detto in risposta scherzando prima di prendere la Pluffa e virare verso la linea di centrocampo, facendo mangiare la polvere a entrambe le ragazze. “Okay Ollie! Sembra che tu abbia bisogno di un po’ di aiuto. Katie è il tuo difensore. Pronta Leanne?” L’esile ragazza mora ha annuito volando sulla sua Scopalinda 8 che sembrava quella di Alicia. “Katie mi marcherà stretto. Si aspetta che sia io a tirare. Ti passerò la palla poco sopra il primo anello. Se puoi tirare fallo. Se no, fai un giro antiorario e pescami sopra il secondo anello. Sarò più indietro.”

Oliver e Katie hanno fermato l’azione, ma solo perché Leanne ha fatto un pasticcio durante lo scambio tra noi due. L’espressione sul volto di Ollie diceva che sapeva che sarebbe stato battuto poco dietro il secondo anello.

Trenta minuti dopo, tutti e quattro eravamo zuppi di sudore. Sia Ollie che Katie si sono messi a giurare e spergiurare che io mi ero improvvisamente trasformato in una specie di demone posseduto da un Cacciatore. Mi sono beccato uno schiaffo sul braccio quando mi sono offerto di farmi la doccia nello spogliatoio femminile così le due ragazze avrebbero potuto ispezionarmi alla ricerca di alette da pipistrello. Baston mi vuole sul campo da Quidditch ogni giorno e mi ha ringraziato per averlo allenato tanto duramente quanto gli era successo nella Lega di Sviluppo. Ho apprezzato anche l’offerta di biglietti gratis.



Quella notte i sogni sono stati ancora peggiori. Avevo sperato che stancarmi mortalmente sul campo da gioco mi avrebbe aiutato. Non è stato così. Svegliarsi ricoperto di sudori freddi non è stata una bella cosa. Mi sono ritrovato a trascinare il mio povero culo fino alle docce alle cinque di mattina. Almeno era Sabato. Ho superato alcuni disperati del settimo anno a sgobbare per gli esami di Lunedì. Brenda Thorton sembrava completamente abbattuta mentre fissava le tre pergamene di Rune di fronte a lei.

“Questa fottuta cosa non ha senso! Sto impazzendo. Non riesco a capire quale cazzo sia il problema!”

Tanto per curiosità, mi sono avvicinato, sempre divertito dalla frustrazione altrui. Ho osservato le carte e le loro traduzioni: Celtico Antico. Ho indicato le prime tre del foglio. “Ecco, quei due simboli. Non sono ‘unità e orgoglio’ quando vengono usati insieme. Insieme, vogliono dire ‘forza del cuore’. Prova a riposare un po’. Sembri un po’ stanca.”

La settimo anno mi ha fissato per un momento prima di capire che avevo ragione. Mi ha regalato un sorriso di ringraziamento prima di mettere da parte il mio consiglio e tirare fuori un’altra traduzione dal suo blocco di pergamena. E’ stato solo quando sono arrivato a metà corridoio, mentre ricordavo di come quella combinazione mi avesse fregato una volta, che ho pensato che io non ho mai fatto Antiche Rune.

Quello è stato il momento nel quale ho compreso di trovarmi nei guai.






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