Capitolo 2 – Ipotesi Imperfette

Questa storia è parte della FanFiction The Lie I've Lived





Domenica 12 Giugno 1994

Sì, sono io. Sono io il ragazzo eroe che se ne va in giro annebbiato da tutta la merda che ha in testa. Oggi, generalmente, ho cercato di evitare tutti. Ho brevemente considerato l’idea di ritornare in Infermeria, cosa da non trascurare considerato il mio odio leggendario per quel posto! Ho detto a Hermione che avrei passato la giornata con Ron e a Ron che sarei stato con Hermione per aiutarla a prepararsi per il ‘ritiro libri di biblioteca’ che, come tutti sanno, sta arrivando.

Mi chiedo se è questo che si prova quando si impazzisce. Ci sono alcune maledizioni magiche così intense che attraverso un’esposizione prolungata possono far uscire di senno le persone. E’ questo, forse, quello che sta succedendo a me? Continuo a vedere immagini di qualcosa. Forse sono un Veggente e sto vedendo qualcosa che avverrà? E’ per questo che conoscevo la risposta al problema di traduzione runico di Brenda? Ma certo! Cazzo, perché no? Nel futurò imparerò il Celtico Antico ed ecco come ho potuto rispondere alla domanda... no?

Divinazione è sempre stata… be’, ad essere sinceri, una barzelletta. Non è che mi sia mai impegnato tanto nella materia, ma chi sono io per rifiutare le doti che possiedo? Ehi, posso smettere di inventarmi i compiti da fare! Sarà un po’ più utile probabilmente di, diciamo, tutta quella storia del parlare ai serpenti. Anche se, non è difficile immaginare che se questa cosa venisse fuori, i sussurri e le mani puntate su di me inizierebbero nuovamente. Ah, che bei tempi erano quelli… avrei dovuto capirlo la prima notte che sono arrivato qui. Adoro quando la gente inizia a indicare e sussurrare. E’ l’idiota egocentrico che c’è in me!

Riesco già a vedermi… sistemare un tavolino al centro di Hogsmeade con la mia sfera di cristallo ad aspettare che la gente venga e mi lasci un paio di zellini per farsi leggere le foglie di tè o per farmi lanciare delle ossa per loro. Quanto si divertirebbe a vedere quella scena quel segaiolo di Malfoy? No, la cosa non può funzionare assolutamente! Il mio primo tentativo a predire il futuro mi mostra che sarebbe un totale disastro.

Mi serve aiuto, ma a chi chiedere? Perché non proprio alla pazza psicotica? Già, quella è una conversazione che mi piacerebbe fare con la cara vecchia Sibilla. Cazzo, la cosa divertente è che lei ha davvero il dono, ma non ne ha il controllo in nessun modo. Forse potrei andare da Silente? No, la testa mi fa già abbastanza male senza tutti i suoi indovinelli ed enigmi. Perché non la professoressa McGranitt? Oh questo sì che sarebbe fantastico, andare a parlare proprio a lei della possibilità di essere un Veggente. Mi supporterebbe al cento per centro, sicuramente! Tanto varrebbe fare trentuno e chiederle da dove vengono le streghette e i maghetti. Riceverei un'opinione migliore se andassi semplicemente da Mocciosus a raccontargli i miei problemi. Almeno quando mi toglierà dei punti, potrò dire ‘Lo sapevo che l’avresti fatto!’ Ricordare di quando Sirius l’ha preso in giro per i suoi strumenti di Pozioni porta il sorriso sul mio volto...

Dopo un altro po’ di girovagare, mi accorgo di essere affamato come non mai e che il pranzo in Sala Grande è appena finito. Perché non fare una capatina giù nelle cucine per qualcosa da mettere sotto i denti? E' parecchio divertente guardare il caos delle dozzine di Elfi Domestici tutti intenti a fare qualcosa, mentre scendo le scale. Un Elfo mi vede e immediatamente smette di fare quello che stava facendo. Oh merda! Non lui! Chiunque ma non lui!

“Harry Potter è venuto a trovare Dobby!” Anche gli altri Elfi lo guardano un po’ di traverso. E’ triste in un certo senso che io non abbia mai chiesto che cosa gli era successo. Ma ripensandoci, è vero anche che lui mi ha ferito per ‘aiutarmi’. Non credo che sarebbero in molti quelli a incolparmi di non aver cercato di avviare una stretta e personale amicizia con una creatura mentalmente instabile come questa.

“Err, come stai Dobby?”

“Dobby sta bene. Dobby è felice di vedere il grande e potente Harry Potter Signore!” Sorrido un poco chiedendomi dove fosse quando ero sceso quaggiù per del cibo in passato. Merda! Quando mai sono sceso quaggiù per del cibo? La risposta è che non l’ho mai fatto! E a proposito, come facevo a sapere la strada per entrare nelle cucine come prima cosa? Ho sentito Fred e George parlarne, ma non penso di essere mai stato qui.

“Non sono mai venuto quaggiù, non è vero?”

“Il Signor Albus Silente chiede a Dobby di non cercare Harry Potter, così Dobby ha sperato che Harry Potter Signore viene a vedere Dobby.”

Immagino che io non ci sia mai stato ‘ancora’. Forse è questa mia nuova cosa da Veggente che si attiva di nuovo. “Perché Silente non vuole che tu venga a trovarmi?”

“Lui dice a Dobby che il Grande Harry Potter potrebbe non volere l’aiuto di Dobby adesso.” Io silenziosamente aggiungo ‘e ha ragione’.

“Quando te l’ha detto?” Ho già cominciato a capire che l’uomo cerca sempre di tenere all’oscuro tutti.

“L'ha detto a Dobby il giorno che Harry Potter ha liberato Dobby dal padrone cattivo. Dobby non sapeva dove andare, allora il Grande Albus Silente Signore ha dato a Dobby un lavoro.”

“Ti ha mai ricordato di non avvicinarti a me?”

“No, Preside è troppo impegnato per parlare con povero Dobby. Ogni mese un galeone compare sul materasso di Dobby quindi Dobby viene pagato!” Okay, posso abbandonare i miei sospetti per questa volta. Le azioni di Silente sembrano abbastanza ragionevoli. Però il fatto che io abbia dei sospetti su di lui mi fa pensare a come mi tratterà in futuro. Tutte queste cazzate preveggenti mi stanno facendo scoppiare la testa.

“Perché volevi parlarmi, Dobby?”

“Dobby vuole diventare l’Elfo personale di Harry Potter!”

“Elfo personale nel senso di vincolato magicamente a me?”

“Sì! A Dobby non viene in mente nessun modo più grande per ripagare il Grande e Fantastico Harry Potter Signore per averlo liberato.”

Okay, questo è un ragionamento un po’ contorto che necessita una spiegazione. “Allora, fammi capire bene… tu vuoi ringraziarmi per averti liberato diventando un mio servo?” Noto che i suoi occhi iniziano a venir fuori e sembra che debba pisciare o qualcosa del genere… non un gran bel segno. Inizio ad aver paura che inizi a strusciarsi contro la mia gamba come ha fatto uno dei cani di Zia Marge quando avevo sei anni.

Allora… queste sono le mie opzioni: prima cosa e cosa fondamentale, Dobby è un pazzoide. Posso arrischiarmi ad affermare che sia un po’ strano anche sencondo gli standard degli Elfi Domestici. Potrebbe combinare grossi casini solo cercando di aiutarmi. Ma pensandoci bene, per quando starò dai miei Zii, potrebbe farmi fare qualche bella risata. Potrei sempre dargli dei vestiti e liberarlo qualora dovessi perdere il controllo. Moony* dice sempre che ho un talento per ‘sfruttare tutto a mio vantaggio’. Aspetta un fottuto secondo! Quand’è che mi avrebbe detto – o è ‘mi dirà’? - questa cosa? Cavolo, essere un Veggente è strano… Okay, meglio dare una risposta allo psicotico.

“Dobby, non so se sono pronto per possedere un Elfo personale. Facciamo così: che ne dici se ti assumo per l’estate? Puoi lavorare per me per un periodo di prova. Potremmo considerare l’idea di rendere il tutto permanente in futuro dopo che ci assicureremo che ti va di lavorare per me.” Quelle faccende di casa a Privet Drive stanno diventando piuttosto noiose. Ora che sto crescendo, Vernon probabilmente inizierà a farmi fare tutte quelle schifezze che finora è stato troppo tirchio per far fare a qualcuno pagandolo. Già mi ci vedo con uno sturalavandini in mano perché le merende gigantesche di Dudley hanno intasato il cesso... di nuovo. Già, questo suona più come un lavoro per Dobby che per me. Dicono che un buon aiuto sia difficile da trovare. Dalle mie esperienze passate, dico che qualsiasi tipo di aiuto sia difficile da trovare. C’è sempre qualche incantesimo eccezionale o qualche altro motivo idiota per il quale finisco da solo a combattere per la mia vita. Be’, c’è stata Hermione con me l’ultima volta che la situazione è andata alla malora, quindi magari le cose stanno migliorando, no?

All’inizio quando pensa che lo stia rifiutando, l’Elfo Domestico sembra deprimersi. Poi, non appena pronuncio la frase ‘considerare l’idea di rendere il tutto permanente’, mi abbraccia la gamba. Lancio un’occhiata agli altri Elfi e loro a me. Giurerei quasi che i loro occhi stiano dicendo ‘buona fortuna’ riferendosi a me oppure ‘ce ne siamo liberati’ riferendosi a Dobby. Almeno non si sta strusciando... ancora.

“Dobby, io vivo ancora con i miei parenti Babbani. Dobbiamo stabilire alcune regole di base. Non possono vederti. Se ti scoprono, mi costringeranno a mandarti via. Potrai fare il tuo lavoro e stare nascosto?”

“Oh sì! Dobby può farlo! Dobby è bravo a nascondersi. Quando i parenti di Harry Potter Signore sono vicini, non vedranno Dobby.”

“Bene. Bene. Okay, ai miei parenti non piaccio molto, diranno cose poco carine su di me…”

“Non devono dire cose cattive sul Grande Harry Potter Signore!”

La cosa potrebbe rivelarsi più dura di quello che avevo pensato all’inizio. “Dobby, devi lasciar loro dire quelle cose su di me. Altrimenti ti scopriranno e mi dovrò liberare di te. Puoi farlo?”

L’Elfo non ne è felice, ma annuisce lentamente. “Okay, considerati assunto per quando comincerà l’estate. Mi potresti portare qualcosa da mangiare ora? Ho perso il pranzo.” Come un missile vivente, l’Elfo sfreccia ai fornelli e inizia a mettere insieme qualcosa. Io mi siedo a un tavolino e tento di concentrarmi su questi nuovi poteri. Ho delle visioni di me che possiedo un elfo? Mi pare di sì. Mi ricordo di un elfo meno agitato. Forse questo piccolo esaltato si ingentilirà col tempo? Mi viene da chiedermi se ci sono delle pozioni che posso dargli per renderlo una tacca meno psicotico…

Due minuti dopo, non meno di cinque sandwich e tre tipi di succo di frutta sono davanti a me. Un piccolo fanatico zelante, non è vero? Mi massaggio la fronte col palmo della mano.

“La testa di Harry Potter Signore fa male? Dobby può andare a prendere una pozione per il dolore…” Annuisco distrattamente e l’Elfo sparisce con un pop mentre io inizio a mandar giù il sandwich con carne e mostarda. E’ piuttosto buono. Sono al secondo sandwich - prosciutto e formaggio, come se a qualcuno importasse... - quando Dobby torna con una fiala. Una pozione dopo, riesco a ragionare più chiaramente. Ho davvero bisogno che qualcuno mi esamini il cervello. Madama Chips è perfetta per tagli, bernoccoli, lividi e incantesimi occasionali, ma penso che un esame mentale sia leggermente fuori dalle sue competenze. So la persona che fa al caso mio, be’… più che altro la cosa che fa al caso mio: il Cappello Parlante!

“Dobby potresti andare a prendere il Cappello Parlante dall’ufficio del Preside?" L’Elfo sembra esitante. Parecchi altri si fermano a guardare. “Qualcosa non va?”

“Gli Elfi Domestici non dovrebbero prendere niente dall’ufficio del Preside senza il permesso di Albus Silente Signore. Perché il Grande Harry Potter vuole parlare con quel brutto pezzo di stoffa?” Silente non c’era a colazione questa mattina. Potrebbe essere lontano da scuola. Questa cosa non può aspettare! Devo sapere adesso!

“Devo solo parlargli e poi lo potrai riportare. Non voglio rubarlo. Devo solo fargli alcune domande.”

Dobby accetta la spiegazione e sparisce. Ritorna un minuto dopo a mani vuote. “Brutto Cappello dice che non vuole venire. Dice a Dobby “Chiedi al moccioso ‘perché dovrei venire?’ Dobby porterà la risposta al brutto Cappello.”

Dannatamente meno utile questa volta di quella scorsa al secondo anno nella Camera dei Segreti! “Chiedi al Cappello se ha altro da fare in questo momento oltre che stare seduto su uno scaffale per i prossimi tre mesi.”

Dobby sparisce e ritorna. Ancora una volta, non ha il Cappello. La cosa comincia a farsi stancante. “Brutto e cattivo Cappello ha chiamato sia Dobby che Harry Potter Signor tante cose che Dobby non vuole ripetere davanti al suo Padrone. Brutto Cappello dice che è Harry Potter a dover venire, se davvero vuole parlargli.”

Inizio a pensare a una risposta intelligente, una che involva quello che potrei fare a quel vecchio straccio, quando una palla di fuoco appare proprio di fronte a noi. Fanny sta fluttuando appena sopra di me e ha il Cappello nel becco.

“Riportami indietro immediatamente! Fottuto idiota di un uccello!” Invece di fare come ordinato, Fanny fa precipitare il Cappello dritto dritto sul mio piatto assicurandosi di farlo atterrare su un mucchietto di mostarda che era caduta dal primo sandwich. Il Cappello è parecchio arrabbiato adesso. Giuro che la Fenice mi ha fatto l’occhiolino prima di sparire. Il quasi infinito flusso di volgarità del Cappello mi fa chiedere silenziosamente dalle menti di quali undicenni ha tirato fuori quelle parole.

“Puliscimi da questa roba immediatamente, cervello ignorante pieno di merda!” Una delle voci di corridoio che Petunia aveva diffuso nel vicinato era che io avevo una cosa chiamata sindrome di Tourette. Una volta scoperto cosa fosse, ero indeciso se iniziare a mostrarne i sintomi in pubblico per vendicarmi.

“Ehi, voglio solo parlare. Non c’è bisogno di rompere” dico prendendolo e togliendogli di dosso la mostarda.

“In nome della palla sinistra di Salazar, perchè pensi che io voglia parlare con te?”

“Forse perché te l’ho chiesto…” Il pulsare nelle mie tempie sta iniziando di nuovo. E questa cosa non sta aiutando.

“E io ti chiedo di fare un bel salto dalla fottuta torre di Astronomia!”

“Ehi! Ho un’idea. Che ne diresti se ti rovesciassi e cagassi proprio dove ho tirato fuori la spada qualche tempo fa? Migliorerebbe il tuo atteggiamento di merda?”

“Senti, fottuto idiota! Ho solo due lavori e basta! Cantare una fottuta canzone e dire a un gruppo di bambini dalla faccia sporca di moccio che ancora bagnano le lenzuola e che sono solo il risultato di quello che non è gocciolato giù dalle gambe delle loro madri, in quale Casa farebbero meno schifo!”

Mi mancano le parole per un attimo. Neanche Piton è così stronzo! “Per le palle di Merlino, qual è il tuo dannato problema?”

“Vuoi sapere qual è il mio problema, Potter? Sono duecento anni che non esco da questo fottuto castello! Ne mancano altri cinquanta prima che ci sia la sospensione di questa fottuta pena.”

“Che cosa hai fatto?” Deve essere stata una cosa notevole per meritarsi una punizione da un quarto di millennio, certamente non qualcosa di ordinario.

“Ho traumatizzato un piccolo succhia-mammelle rivelandogli che il Signore Oscuro di quel tempo era il padre illeggittimo del bastardo. Quella merda senza spina dorsale si è fatta fuori quella stessa notte! Conosci il detto 'non maledire il messaggero'? Be’, non è vero un cazzo! Quando sei arrivato tu piagnucolando e lagnandoti di essere l’erede di Salazar, ti ho dato un aiutino sperando che Silente mi avrebbe tolto qualche annetto per buona condotta. Lo sai cosa mi ha detto quel frocetto succhiatore di sorbetti al limone, con quel suo culo stretto e che ha smesso di pisciare a letto all’età di nove anni? ‘Ma come Cappello? Una buona azione è la sua stessa ricompensa.’ Oh, ho una bella canzone pronta per quando il Mietitore finalmente si deciderà a prendere quell’inutile ammasso di diarrea puzzolente!”

Be’, queste espressioni di certo non le avevo mai sentite prima d’ora. “Che ne dici di fare un accordo. Tu mi dai una mano e io metto una buona parola con il Preside... Ho una buona presa su Silente. Non ti sembra conveniente?”

“Che cosa ti fa pensare che tu abbia anche una presa minima, oltre che quando ce l’hai sul tuo pistolino mentre urli il nome della Granger?”

Lascio stare per questa volta, nonostante il colpo sia basso. Ora, se avesse detto Cho Chang sarebbe stata un’altra storia. “Sembra parecchio interessato alla mia vita al contrario dei normali studenti del terzo anno. Gli parlerò. Mi deve qualcosa. E sono il ragazzo eroe. E… cazzo, non lo so. Troverò un modo per portarti via da questo castello per un po’. Ci stai o no?”

Quella cosa bastarda mi fa pure aspettare un secondo prima di rispondere. “Ci sto Potter, ma ti avverto. Se mi fotti, sodomizzerò fino allo stremo il cranio di tutte le gocce di sperma che la tua famiglia manderà mai in quesa scuola.”

Sono un adolescente. Ormai ho sentito praticamente qualunque parolaccia o espressione volgare, ma c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questo cappello. Forse dovrei semplicemente andare da Poppy e lasciarla agitarsi attorno a me come desidera lei? Nah, mi sono già spinto troppo lontano ormai. “Va bene, mi serve che tu guardi nella mia testa. Vedo delle cose ultimamente. Ho aiutato una ragazza con un problema di Rune, quando non ho mai aperto un libro sull’argomento. Ho dato problemi a Baston giocando come Cacciatore contro di lui. Non ci ero mai neanche andato vicino in passato. Credo di essere un Veggente e di vedere il futuro. Ho pensato che tu fossi la scelta migliore per dare una controllata alla testa di qualcuno.”

“Bene Potter, finiamo questa scemenza in fretta.”

“Questa cosa non deve saperla nessuno, neanche il Preside.”

“Come se glielo dicessi a quel succhiacazzi sdentato! Preferirei vedere la nuvola di polvere sollevarsi da quelle zone quando lui e la McGranitt provano a dimostrare che possono ancora farlo.”

“Non ho bisogno di sentire questa roba!” Chi ha bisogno di avere quell’immagine nella propria testa?

“Non me ne frega molto di quello che vuoi tu, stupido cazzone! Forza, mettimi in testa! Non lo faccio da tanto, quindi potrebbe fare un po’ male.”

Indosso il cappello. “Lo fai ogni anno con circa trenta ragazzini.”

La voce nella mia testa risponde. “No. Quando mi trovo sulla testa di qualcuno, sussurro al loro subconscio. Dico parole come coraggio e audacia e vedo quali immagini mi mostra la loro mente. Passo a lealtà, impegno, ingegno, intelligenza, ambizione, astuzia. Le immagini che mi colpiscono come le più intense mi portano alla mia decisione. Quello che stai chiedendo tu è una profonda indagine dei tuoi pensieri. Farà un po’ male, ma non sei estraneo al dolore tu, non è vero?”

Mi dico d’accordo e il Cappello inizia a torturarmi. Volete sapere cosa provo in questo momento? Afferratevi un ciuffo di capelli e tirate forte. Ecco cosa sto provando in questo momento.

“Interessante, molto interessante. Ecco, ragazzo, seguimi nella tua mente.”

Cerco di seguire la voce come se stessi viaggiando in un vortice. “I tuoi pensieri sono sparpagliati, ragazzo. Prova a imparare un po’ di Occlumanzia in futuro. Gli undicenni sono più facili da leggere. Vedi questa nebbia? Sono i tuoi ricordi. Richiamane uno e immaginati Silente o chi vuoi tu. Vedi l’immagine che si forma nella foschia? Ora guarda qui.”

Sento una spinta mentre vengo trascinato più in profondità nei miei ricordi. La nebbia si scurisce e diventa buio con solo minuscole parti di luce. “Questo posto è diverso. Questa zona è qualcosa che hai represso e nascosto a te stesso. I bordi stanno diventando più luminosi e questo vuol dire che qualunque cosa sia, la barriera che la protegge sta cedendo. Spostati in quella zona proprio al limite e cerca di vedere il ricordo che c’è lì. Non ho tutto il giorno, fottuta femminuccia!”

Sono spaventato. Non ho paura di ammetterlo. A chi piacerebbe sentirsi dire che ci sono delle cose che stai nascondendo a te stesso? Non è che Vernon si è divertito col suo nipotino? Merda! Non è che è stato Dudley? Qualunque cosa sia, non è destinata a rimanere segreta per sempre. Porto la mano nella nebbia e sento il ricordo. Sto volando durante una partita. Stiamo giocando contro i Corvonero. Lancio un passaggio in diagonale a un settimo anno e mi abbasso verso il terreno. Viro con forza con la Comet che sto guidando e scendo quasi in picchiata proprio fino alla linea del tiratore. L’altro Cacciatore mi passa la Pluffa proprio nel punto che avevamo provato in allenamento e io tiro. La palla passa sotto la scopa del Portiere e attraverso il secondo anello.

“Bel tiro, Potter!” Il Cacciatore dai capelli rossi mi urla.

“Un passaggio fottutamente perfetto, Frank. Mettiamo a segno più punti possibili e speriamo che la Collingsworth riesca a prendere il Boccino! Questa partita la dobbiamo vincere di almeno ottanta punti!”

“Non preoccuparti per la mia Alice. Lo prenderà!”

Mi sento rispondere mentre il ricordo svanisce.

“Non sono un Cacciatore e chi cazzo è Frank?”

“L’ho riconosciuto. E’ stato nell’ufficio di Silente abbastanza spesso. Era Frank Paciock. Suo figlio è del tuo anno. Quel ricordo non era tuo, ragazzo. Apparteneva a tuo padre.”

“Com’è possibile che ci siano i ricordi di mio padre nella mia testa?” urlo.

“Forse la domanda che dovresti farti è ‘Com’è possibile che ci siano i miei ricordi nel corpo di mio figlio?’ C’è un bel po’ più buio che luce in questa parte della tua memoria. Mi sembra che Lily abbia lasciato al corpo di suo figlio la sua protezione e Voldemort ci abbia trasferito la sua abilità di parlare ai serpenti. E’ possibile che anche James Potter abbia lasciato qualcosa? Cazzo, Harry Potter potrebbe essere morto quella notte e tu hai vissuto come fossi lui da allora, eh James? Piton è sempre davanti alla scrivania di Silente a lamentarsi che tu sei proprio come il tuo maledetto padre. Forse quella unta testa di cazzo ha ragione!” Il Cappello ride in modo derisorio.

Io non rispondo al tutto per niente bene. Mi tolgo con forza il cappello dalla testa e urlo a pieni polmoni. Gli Elfi Domestici scappano in tutte le direzioni. Non è possibile. Non sono mio padre! Sono Harry! La Mappa, la Mappa non mente mai! La tiro fuori dalla tasca e la distendo completamente. Mi ci vuole solo un istante per attivarla e trovarmi nelle cucine.

Vedo le parole sulla pagina: Harry Potter. Si trasformano in James Potter davanti ai miei occhi. No! Cambia di nuovo in Harry Potter e inizia a fare avanti e indietro da un nome all’altro. No! No! No! Dopo un minuto si ferma lasciando scritto Harry James Potter. La mappa non mostra i secondi nomi. Non l’abbiamo creata in quel modo. Fanculo a tutti! I Malandrini non l’hanno creata in quel modo!

Immagino di essere svenuto, soprattutto perché sono sul pavimento e da quel che capisco Dobby mi ha appena rovesciato in faccia una brocca di succo di frutta. Sto sputacchiando il liquido dalla bocca e dal naso, annaspando per respirare, mentre il Cappello si limita a stare lì e ridere alla scena. Dovrei riconsiderare tutta questa faccenda di Dobby... seriamente, la creatura ha appenna cercato di annegarmi! Mi sforzo per alzarmi in piedi.

“Ti metterai a urlare e a svenire come una ragazzina di nuovo, cazzone?” Dovrei dire a Dobby di ammazzare il cappello. Ecco, questa è una buona idea!

Mi assicuro di tossire molto forte e di mandare un bel proiettile di succo catarroso sul pezzo di stoffa. Ancora mezzo strozzato, riesco a dire “No. Sto bene.”

“Bene. La prossima cosa che l’Elfo userà probabilmente sarà zuppa calda. Nonostante mi piacerebbe un casino vedere la scena, abbiamo un accordo Potter. Devo chiamarti Harry o James?”

“Harry, fottuto scarto di stoffa! Sono Harry Potter.”

Il cappello si schiarisce la gola. “Sembra la domanda del giorno. Sono contento che tu sia così sicuro.”

Dopo un veloce incantesimo la mia faccia e i miei vestiti sono ripuliti di tutto il succo. Pulisco anche la schifezza che avevo lanciato prima al Cappello. “Dato che sei così esperto, cosa credi che possa fare adesso?”

“Sono un cappello non un fottuto guaritore. Potresti obliviarti. Questa soluzione ha funzionato parecchio bene con quel ciarlatano di Allock… oppure potresti accettare la cosa. Tutti quei ricordi prima o poi torneranno in superficie che tu li voglia o no. Ora che sai cosa sta succedendo, è probabile che il processo sarà più veloce.”

Non ho una risposta intelligente a quello che ha detto. “Hai ragione. Potrei probabilmente preparare delle pozioni della memoria per velocizzarlo. Questa cosa, l’Occlumanzia che hai detto prima... suona familiare. Potrei usare anche quella probabilmente.”

“Bene. C’è ancora speranza per te, ragazzo. Non piagnucolare per la merda che non puoi cambiare, invece concentrati sul fare qualcosa di costruttivo. Ora, rimandami alla mia prigione e inventa una buona scusa per liberarmi.”

Faccio un cenno del capo a Dobby e l’Elfo sparisce col Cappello. Sono così scioccato che quasi dimentico la Mappa nelle cucine. Vago distratto verso la libreria. Ci sono dei testi medici lì. Controllerò il trattamento magico per le amnesie. E’ un inizio.



Ottengo l’aiuto di Hermione dicendole che sono curioso su come possono aver cercato di curare Allock. Scopro che l’Occlumanzia mi ostacolerebbe invece di aiutare. Il trattamento raccomandato è una Bevanda dell’Apertura per rimuovere barriere protettive della mente, seguito dall’Elisir della Reminiscenza per facilitare la riscoperta dei ricordi mancanti, e per finire una Bevanda della Pace per aiutare il paziente a rilassarsi e a non entrare in panico. Nessuna delle ricette sembra poi tanto difficile. La Bevanda della Pace è così comune che probabilmente potrei mandare Dobby a comprarla a pacchi in uno dei negozi di Diagon Alley. Lì però non vendono pozioni della memoria agli studenti per la stupida nozione che noi onorabili alunni le useremmo per imbrogliare a scuola. Come se non avessi visto un settimo anno tornare da Hogsmeade con una fiala o due! Quella pozione la dovrò preparare io oppure dovrò assumere qualcuno perché la prepari per me. La stessa cosa vale per la Bevanda dell'Apertura. Dobby dovrà andare a prendere gli ingredienti da negozi differenti per evitare che qualcuno faccia due più due qualora li comprasse tutti nello stesso posto. Potrei probabilmente saccheggiare il magazzino di Piton, ma per quale cazzo di motivo dovrei farlo? Ce li ho i soldi! Quella è una cosa in meno che potrebbe mandare tutto in malora.

Torno alle cucine per dare a Dobby la sua lista della spesa. Gli dico di prendere la chiave della mia camera blindata e gli spiego che deve comprare solo un paio di ingredienti a negozio. Gliel’ho dovuto dire tre volte di non comprare tutto nello stesso posto. Posso preparare le pozioni a casa a Privet Drive. Mi offrirò volontario per ridipingere il garage. Dovrebbe tenere i Dursley fuori dalle scatole per una settimana, tempo necessario per preparare tutte quelle schifezze. La parte iniziale del piano è pronta. Ora devo solo convincere Silente a lasciarmi portare il Cappello.



"Oh, buon giorno Harry, cosa posso fare per te?” mi chiede il vecchio.

“Professore, mi stavo chiedendo se potevo chiederle un favore…”

“Puoi sempre chiedere. Se sarà in mio potere, sarò felice di assisterti.”

Le sue frasi mi irritano davvero adesso. Prima che iniziasse tutto questo casino, sembrava così intelligente e saggio. Ora è solo irritante. “Volevo studiare la storia e gli artefatti magici. Sarebbe possibile se prendessi in prestito il Cappello Parlante? Vorrei studiarlo quest’estate e magari scrivere un saggio per il Professor Ruf.” Suona come qualcosa che farebbe Hermione, ma magari se la berrà… strofino un po’ i piedi sul pavimento e faccio la classica faccia da ‘timido e imbarazzato’.

Lui sembra scettico. “Non so se il Cappello sarebbe un soggetto di studio adatto, Harry. Forse potresti scegliere qualcos’altro? Ho molti oggetti. Minerva mi dice sempre che ne ho troppi.”

“Be’, ho già familiarità con il Cappello, Professore. Ho trovato incredibile che la spada di Grifondoro potesse essere contenuta in uno spazio magicamente ingrandito. In più, visto che parla, speravo in un po’ di compagnia per quest’estate.”

“Oh, capisco. Ad ogni modo, il Cappello non è un artefatto molto socievole. Ha una personalità piuttosto irascibile.”

“Ti ho sentito brutto verme decrepito.”

Lancio un’occhiataccia al Cappello che chiaramente non sta aiutando! “Be’, chiediamoglielo. Cappello, speravo di fare una ricerca quest’estate. Interferirà con la canzone per il prossimo anno il fatto che tu venga con me?”

“Per niente, ragazzo.”

“No Harry, mi spiace ma non posso permetterlo. Il nostro Cappello si trova ancora in punizione per una trasgressione passata.”

Aggiungendo un leggero piagnucolio alla mia voce, simile a quello che usa Ron quando vuole del cioccolato, continuo. “Ma, Preside, il Cappello sceglie la Casa di tantissimi studenti cresciuti nel Mondo Babbano, eppure non lo conosce per niente. Dovrebbe vedere com’è il mondo all’infuori di quello Magico. Altrimenti, come farà a capire abbastanza da sapere come assegnare appropriatamente la Casa ai futuri studenti?”

Ho provato questo discorsetto tutto il pomeriggio. E’ la migliore motivazione che sono riuscito ad ideare. Penso che stia funzionando.

“Il Cappello ha problemi comportamentali.”

“Mi so comportare perfettamente, Silente. E’ che scelgo di non farlo. Il ragazzo ha qualcosa che tu non avrai mai.”

“E saresti tanto gentile da dirmi cosa sarebbe?”

“Il mio rispetto. L’ho visto combattere l’animaletto di Salazar. E’ un eroe e non un fossile succhiatore di sorbetti al limone che vive delle proprie glorie passate.”

Devo ammettere che il Cappello è un volgare bastardo. Silente gli sta riservando il suo migliore sguardo di rimprovero. “Capisco. Harry, i Dursley non si sono dimostrati molto ben disposti alla magia e ai suoi artefatti.”

“Oh, quel problema l’ho risolto, Professore. Ho assunto Dobby. Lo presterò alla scuola quando torneremo per il prossimo anno.”

“Dobby? Oh sì, è l’Elfo libero giù nelle cucine. Ricordo che voleva vincolarsi a te. So che è leggermente eccitabile.”

“Ah, sì, lo è. Abbiamo già discusso come debba rimanere nascosto e per il momento l’ho assunto solo per un periodo di prova.”

“Come avevi pensato di esaminare il Cappello?”

“Volevo controllare alcuni libri sugli artefatti incantati dalla libreria. Teoria Riguardo L’Incantazione e L’Arte Della Creazione.”

“Questo ancora non spiega come eseguirai gli incantesimi diagnostici necessari senza incorrere nelle ire di Madama Hopkirk.”

Metto su un’espressione colpevole. “Be’, uh, in pratica è così. Dobby dice che può evitare che gli incantesimi deboli vengano rilevati, proprio come aveva fatto pensare che fossi stato io a eseguire quegli incantesimi qualche estate fa, per mettermi nei guai. Ho provato un paio degli incantesimi diagnostici di base e lui dice che può mascherarli.”

Silente mi lancia uno sguardo di rimprovero ma poi quel leggero luccichio rispunta nei suoi occhi. “Certamente non posso perdonare una simile idea, ufficialmente. Lo capisci, Harry, che ci sono dei limiti a quello che può fare un Elfo Domestico? Dovrai essere prudente e limitare le tue attività.”

Muovo la testa su e giù in una perfetta imitazione di Dobby. “Certo, Professore! Dobby prenderà alcune pietre di barriera con un incantesimo del silenzio incorporato così i miei parenti non sentiranno me e il Cappello parlare.”

“Sì, queste sembrano tutte della precauzioni molto prudenti. Mi scalda il cuore vederti così interessato nell’arte dell’Incantazione. Puoi anche comunicarlo al Professor Vitious. E’ molto appassionato in materia. Manda il tuo Elfo a prendere il Cappello una volta finita la festa di fine anno.”

Cammino fuori dal suo ufficio sorridendo e dando una pacca al Gargoyle a lato quando lo supero. ‘Missione Compiuta!’



Qualche giorno dopo, sono sul treno diretto verso il mio solito purgatorio. Ron parte in quarta a proposito di non avere compiti per le vacanze, ma Hermione solleva gli occhi dal suo libro per ricordargli delle ricerche estive da fare. La ragazza probabilmente le avrà già finite entro la prima settimana. Evito di dire ai miei amici dei miei ‘compagni estivi’. Sia Dobby che il Cappello saranno già a Privet Drive ad aspettare, al mio arrivo. Ron non capirebbe e Hermione neanche probabilmente, ma chiederebbe una spiegazione. E non sarebbe la sola. Ne sto aspettando una anch’io.

“Ti senti bene, Harry?”

“Penso di sì, Hermione. Non vedo i Dursley da quando ho trasformato quella balena di mia Zia nella mongolfiera che è in realtà. Mi sto solo chiedendo come sarà quest’estate.” E’ una mezza bugia, be’… forse è più una libera interpretazione della verità, ma la ‘verità’ farebbe sì che tutti quanti si immischiassero negli affari miei. Chiunque io sia, sono una persona riservata. Questo è certo. Quest’estate dovrò scoprire chi o cosa cazzo sono davvero. Ho un Cappello, una Civetta e un Elfo. Non è molto e l’Elfo probabilmente proverà così duramente a dimostrarsi di essere adatto a lavorare per me, che mi ferirà anche gravemente prima o poi. Forse sono Harry. Forse sono James. Forse non importa neanche.

Che il divertimento cominci…






>> Storie a Puntate >> Capitolo 2 – Ipotesi Imperfette by Gabrielle_Armatay