Quella notte un corpo affondò nella neve



"Ognuno di noi può sentirlo dimenarsi nei sussulti interiori. Il suo compito è agire, vagare libero nei cunicoli in attesa della grande fiamma." (Miao Yin)

Il senso è taciturno.

Questo penso, io inginocchiato nella neve.
Mi abbandono, con la fronte appoggiata al ventre del Longhorn, creatura stesa, affossata nella coltre bianca come un corpo quasi inerte ma ancora caldo, ancora, seppur debolmente, impetuoso.

Poggio delicato le mani fra le scaglie scure, riflessi di verde, e accarezzo, lungo, calmo, tremante, il grande e maestoso corpo fremente.


Charlie caro, sono così dispiaciuta che tu non possa raggiungerci!
Io l’ho sempre detto: prenditi una pausa, rilassati, allontanati un po’ da quel lavoro tanto faticoso!
Se neppure il Natale riesce a unirci, cosa potrà?



Le gambe diventano insensibili, mi unisco alla terra.
Respiro profondamente e a bocca aperta, il suo odore pesante e selvatico mi riempie la gola; ho le labbra gonfie, livide, ferite, il sangue ha il terrore di colare, nell’aria cruda.


Si sentirà la tua mancanza!
La piccola Ginny era impaziente di ascoltare le tue belle storie, non sai come scalpitava!
“Quando torna Charlie mamma? Quando?” non smette di chiedermi.
L’hai affascinata con i tuoi racconti; purtroppo le dovrò dare una triste delusione.

Tristezza che dovrà svanire presto!
Il Natale è sempre pieno d’amore.



Ho la brina fra i capelli.
È come guardare un fuoco imperlato.
Ho la mano ancora posata sul creatore della grande fiamma.
Ma è il gelo, che brucia.


Per non parlarti dei gemelli! Sono ore che sento scoppi nella loro stanza, adesso sono sempre impegnati con i loro misteriosi esperimenti.
È naturale che io li rimproveri (facessero qualcosa di serio, per Godric!), ma questa volta lascerò correre.

Ci sarà anche Harry a Natale, e preferisco che l’atmosfera sia delle migliori; non tanto per gli addobbi, le ghirlande, le decorazioni scintillanti (sai che non esageriamo mai), per stare insieme basta poco.

Abbiglieremo la Tana di risate!


Sono lontano da tutti.
Un solo regalo ti chiedo.
Che tu sia in pace, creatura, che spiri, portando il mio ardente amore che ho riservato solo per te.


Ti lascio qui, caro, ho così tante cose da fare!
Cercheremo di venirti a trovare il più presto possibile.

Intanto ti bacio, figlio mio, e non farmi più vedere altre bruciature simili su quelle braccia!
Quanto mi hanno sconvolta…

Auguri, e sii felice, amore mio!

Molly



E così, nel gelo sferzante di quella notte, il ventre smette di palpitare.
Un gemito rotto e profondo, rauco, esala dalla gola possente e riempie tutte le vallate, lungamente, straziante, s’insinua fra tutti i tronchi, si lascia bagnare dalla neve.

Sono appoggiato a quelle scaglie scure, dai riflessi verdi, che non si muovono più.







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