10. Ice

Questa storia è parte della FanFiction La Dama Bianca -Mascherina-





Vuoto. Nulla.

Giornate piatte si susseguivano senza sosta.

Insignificanti, ma troppo lente.

Il tempo passava, cosi' come doveva fare, ma per lei era troppo, troppo lento. L'eternita' era lunga, e doveva viverla tutta.

E quando finisce un'eternita'?

Mai.

Il tempo sarebbe passato cosi' per sempre.

Le mancavano i suoi amici, non aveva smesso di pensare a loro. Il dolore, oltretutto, era aumentato dal momento in cui li aveva visti. Le faceva male sapere che soffrivano per colpa sua, che aveva disobbedito e che anche loro ne stavano pagando le conseguenze. Stava causando dolore alle persone che amava, a cui voleva bene piu' che a se stessa, e non poteva sopportarlo.

Un fardello che era costretta a portare.

§§

-Era lei...- ripete' ancora Harry, chiudendo gli occhi, per rivedere l'immagine della ragazza.

-Si', ma... non vuole parlarci, non possiamo farci niente...- Ron alzo' le spalle, mestamente.

-Quante volte devo ancora ripetervi che e' categoricamente impossibile che fosse lei?- Ginny li guardo', con le lacrime agli occhi -Vi fate solo del male, cosi'. Sperate che lei torni quando la realta' e' che non lo fara' mai! Aprite gli occhi, la realta' e' dura, e' difficile... e dovete accettarla...-.

-Ginny... ti giuro che...-.

-Sono stanca, Harry.- l'interruppe lei -Stanca delle vostre fantasie. Hermione e' morta, punto! Perche' non volete capirlo? E' morta e non tornera' mai piu'... la nostra Herm... le volevamo bene, ma dobbiamo andare avanti...-.

-Non... Ginny...-.

-Non dire niente, e rifletti: lei vi avrebbe detto qualcosa, sai?-.

-Ci ha parlato, te l'abbiamo detto.-.

-E' impossibile, Harry. Impossibile.-.

Non credeva, rifiutava di farlo.

Sperare ancora, certo... avrebbe potuto.

Ma se niente fosse stato vero? Lei non era pronta a vedere le sue speranze morire di nuovo.

Non avrebbe avuto la forza di superarlo.

§§

Svanita nel nulla.

Draco sospiro', guardando un gruppo di Corvonero seduti intorno ad un albero a studiare. Pensava a Mascherina, come in ogni istante da quando l'aveva conosciuta.

Con lei aveva fatto l'amore.

Non poteva dimenticarla.

Non si era piu' fatta vedere, nemmeno al pianoforte. Non le aveva piu' parlato da quando era scappata via. Fuggita da lui. E continuava a domandarsi in cosa, quella volta, avesse sbagliato.

Ci aveva provato, davvero.

Tentare di fare la cosa giusta, come sempre, non era servito a niente.

L'aveva persa.

Ed era solo colpa sua.

-Come sempre...- sospiro' di nuovo, scuotendo lentamente la testa -Come sempre.-.

§§

Vederlo, sentire il suo profumo ancora una volta.

Guardare la perfezione con cui faceva ogni gesto, leggere la tristezza nei suoi occhi. Poi la gioia.

Baciare la sua pelle, piu' morbida di quanto avesse mai pensato.

Amarlo, ancora e ancora.

Le mancava Draco. Le mancava tanto. Non sapeva come, ma qualcosa di eterno li aveva uniti, qualcosa di incredibile e perfetto. Si era innamorata di lui, ed era stanca di negarlo.

Farlo non avrebbe avuto senso.

Aveva pensato tante volte di andare a cercarlo, per guardarlo. Sarebbe stata nascosta, attenta a non farsi vedere da nessuno, soprattutto da lui e dai suoi amici. Ma alla fine aveva ritenuto che sarebbe stato meglio restare nell'ombra, in un'ala del castello sempre deserta, dove non poteva essere trovata.

Seguiva le regole, per non far soffrire ancora.

Ma lei soffriva.

Forse uno sguardo, un solo sguardo... sentire la sua voce, solo un istante... forse... forse non avrebbe fatto male a nessuno...

Aveva comunque paura.

§§

Le sue mani, che lievi e delicate gli sfioravano la pelle.

Quelle labbra, sulle sue, sul suo corpo.

Il profumo, fresco e dolce, semplicemente perfetto.

E il respiro, regolare e leggero, che si mescolava al suo.

Non l'avrebbe mai dimenticata. E ne era perfettamente certo. Stava cadendo in un baratro senza fine, nonostante ormai sapesse che non aveva mai capito cos'era realmente vita. Ed era arrivata lei, con la sua semplicita', con la sua purezza, e gli aveva mostrato in che modo potesse cominciare a vivere.

Aveva avuto solo un assaggio della vita.

Poi, cosi' com'era arrivata, era scomparsa.

E si era portata con se' tutto quello che gli aveva donato.

Gli era bastato un solo secondo, per capire che era indispensabile.

Aveva trovato la felicita', e gli era stata strappata, prima ancora che potesse conoscerla davvero. Aveva imparato a sentire, con il cuore, e non avrebbe piu' potuto farlo.

“Un Malfoy non deve piangere.”, si ripeteva, come un mantra. Eppure gli mancava, anche se non avrebbe mai avuto il coraggio di ammetterlo. Quel fantasma, quella fantastica ragazza scomparsa nel nulla, era diventata la sua vita.

E non voleva perderla.

Non sarebbe mai stato pronto a farlo.

§§

Una volta, una sola.

Hermione fluttuava lentamente. Aveva preso la decisione piu' difficile della sua vita, e forse stava sbagliando. Sapeva che non avrebbe dovuto farlo, sapeva che vederlo avrebbe messo a rischio, a repentaglio, la sua vita. E lei non voleva, non voleva che lui si sacrificasse.

Aveva tutti i diritti di vivere la sua vita.

Era diretta nella stanza dove c'era quel bellissimo pianoforte nero, dove sperava di trovare Draco. Un Malfoy, quel Malfoy. E lei aveva un disperato bisogno di vederlo, di sentire la sua voce.

Aveva bisogno di lui.

Ormai ne era certa, aveva capito: si era innamorata.

Di lui, di quel Lui.

E capiva anche che era stato inevitabile.

-Stai calma...- si disse, trattenendo il fiato.

Ma lei non respirava.

Entro', tremando. Aveva paura di cosa avrebbe potuto vedere, o non vedere. Aveva paura di quello che sarebbe successo. Draco era li'.

Lei se l'aspettava, eppure era sorpresa.

Il Serpeverde aveva i gomiti appoggiati alla finestra e la fronte che toccava il vetro freddo. I suoi occhi erano chiusi, la sua mente persa in chissa' quale luogo. Mascherina sussulto', le era mancato cosi' tanto.

Riusciva a sentire il battito del suo cuore, nonostante lui fosse lontano.

Percepiva il suo respiro nell'aria, caldo.

Aveva la sensazione che lui la stesse abbracciando, anche se le sue mani erano ferme, lungo i fianchi.

Era come se le sue labbra, morbide e leggere, la stessero sfiorando.

Ogni cosa era cosi' palpabile, anche se non era vera.

Fluttuo' ancora, muovendosi verso di lui. Forse anche se l'avesse soltanto sfiorato, non sarebbe successo niente. Sfiorato, solo con un dito. Nient'altro, niente piu' di questo.

Cosa poteva comportare un'azione cosi' piccola?

-Mascherina...- lo senti' mormorare.

-Draco...- sussurro', fermandosi.

-Dove sei?-.

-Qui.- avrebbe voluto urlarlo, con tutto il fiato che aveva in corpo. Avrebbe tanto voluto correre da lui e gettarsi tra le sue braccia, l'unico luogo dove riusciva a sentirsi viva, dove tornava viva.

Ma non poteva.

Rischiava di ucciderlo anche con la sua sola presenza.

§§

-E' arrabbiata.- Ron scosse la testa, mentre Ginny usciva dalla stanza.

-E' solo triste ed amareggiata, Ron. Come tutti.- Harry fissava nel vuoto, pensieroso.

-Ha reagito...- s'interruppe -Ecco...- sospiro', scuotendo la testa.

-Forse...-.

-Cosa? Non ci ascoltera' mai, non accettera' mai che quello che abbiamo visto e' vero... e lo sai anche tu.-.

-Dovremmo solo trovare il modo...- lascio' la frase in sospeso, portando lo sguardo alle fiamme nel caminetto.

-Si', certo. E come diavolo facciamo, Harry? Sai anche tu che mia sorella e' cocciuta.-.

-Basterebbe solo...-.

-Cosa? Trovarlo, il modo?- esclamo', sbuffando.

Soffrivano.

Tutti soffrivano.

Ognuno stava reagendo a suo modo.

-No.- Harry guardo' l'amico -Trovare Hermione.-.

§§

Draco percepiva appena il freddo del vetro. L'avrebbe sentito, in una situazione normale. L'avrebbe sentito se solo dentro di lui, in quel preciso isante, non ci fosse stato il gelo piu' totale.

E pensare che la sua anima era sempre stata di ghiaccio.

Ghiaccio sciolto, fuso.

Ghiaccio che ora era piu' presente di prima.

Forse perche' sentiva la differenza.

-Mascherina.- ripete'.

Inutile, era tutto inutile.

Lei non c'era.

Dire il suo nome non avrebbe certo cambiato le cose, e lui lo sapeva bene. Oltretutto, non stava nemmeno pronunciando il suo nome, ma solo un patetico soprannome che lui stesso le aveva dato. Si diede dello stupido, dell'idiota. Sentiva freddo, quando il freddo era l'unica cosa che gli avessero insegnato ad amare.

Ora lo odiava.

Quel gelo che gli penetrava le ossa, incurante dei vestiti.

Quel gelo che veniva da dentro, dalla sua anima, dal suo cuore.

Quel gelo che non poteva combattere, interminabile, assurdo.

Odiava ogni cosa.

Se solo avesse potuto sentire ancora per un secondo, un solo secondo, il calore soffocante di quell'abbraccio.

Invece sentiva solo freddo, tremava, ma non lo dava a vedere. Era un Malfoy, teneva tutto dentro. Anche il dolore, la rabbia, la frustrazione. E quell'opprimente sensazione di vuoto che solo un suo sorriso avrebbe potuto colmare. Pensava a lei, pensava a come poter cancellare tutte quelle sensazioni. Ma non trovava alcuna risposta.

I bagni caldi sarebbero stati inutili, il fuoco del camino non avrebbe mai potuto scaldare il suo cuore.

Improvvisamente, pero', fu come se il potere del ghiaccio fosse stato annullato.

Non sentiva piu' freddo, non sentiva niente.

Come se tutte le cellule del suo corpo, dalla prima all'ultima, fossero state atrofizzate.

Il veleno che scorreva nelle sue vene, gelido ed implacabile, fermato.

Il dolore che lacerava la sua anima, non gli faceva piu' male.

Non sentiva niente.

Il freddo, il caldo... ogni cosa... lui non sentiva.

Come se stesse morendo.

§§

-Trovare Hermione?- chiese Ron, con voce stridula.

-Esatto.-.

-E come pensi di fare?-.

-Magari... chiedere alla McGranitt... se Hermione e' nella scuola, di sicuro lei ne sa qualcosa.- spiego'.

-E se avesse ragione Ginny?-.

-Io non credo. Voglio aggrapparmi a questa speranza Ron. E lo so, sono certo che Hermione e' qui, e non posso non tentare quest'ultima volta.-.

Sperava, e non avrebbe mai smesso di farlo.

§§

Le gambe di Draco cedettero, lui si aggrappo' al muro. Non riusciva a capire cosa gli stesse succedendo. Forse quella era la fine, quella era la sensazione che si provava appena prima di morire. Il suo ultimo istante. Era cosi' che si era sentita la sua Mascherina?

-Draco...- Hermione fece un passo in avanti, senza capire cosa stava succedendo -Draco.-.

-Mascherina.- lei sussulto', lui l'aveva sentita.

-Draco... ti prego...-.

-Ehi...- si giro' verso di lei ed abbozzo' un sorriso.

Piccolo e tirato. Ma reale e sincero.

-Siediti, tu stai male...- si avvicino' ancora a lui.

-No, sto benissimo, credimi.-.

-No, Draco tu... tu...- avrebbe pianto, se solo avesse potuto -Tu non stai bene, devi sederti. Devo... devo chiamare qualcuno e... e poi tu... non posso lasciarti qui... e... siediti...- lo supplico', alzando debolmente il braccio. Ma non arrivo' a sfiorarlo.

-Ora sto bene, davvero.- la guardava, come se in vita sua non avesse mai visto altro.

E come se fosse l'unica cosa che lui avesse mai voluto vedere.

-Draco...-.

-Si'...- la sua voce era poco piu' di un sussurro, le sue gambe cedettero di nuovo. Questa volta non riusci' a reggersi in piedi e cadde in ginocchio.

-Oddio.- Hermione sussulto', tremava.

-Sto bene, tranquilla.- si sforzo' ancora di sorridere.

-No, non stai bene.- gli sfioro' una guancia.

Lui senti' solo un soffio d'aria.

-Mi mancava il tuo tocco.- ammise.

-Non ti sto toccando.-.

-Invece si'.-.

Lo toccava, dentro.

Sfiorava il suo cuore.

Univa l'anima alla sua.

-Draco...- la sua mano scorse lungo la sua guancia, timida e leggera.

-Mascherina... sto morendo...-.

-No.- scosse la testa.

-Si'. Voglio... io...- s'interruppe, respirando profondamente.

-Tu? Tutto quello che vuoi. Sono pronta a darti ogni cosa.-.

Ed era vero.

Ogni cosa che lui avesse chiesto, lei gliel'avrebbe data.

-Il tuo nome...- mormoro'. Sentiva che l'energia lo stava abbandonando, era sempre piu' sicuro che quella fosse la fine.

-No, non posso.- scosse la testa, senza smettere di sfiorarlo. Si sentiva bene, sentiva che il suo corpo stava riacquistando le forze.

-Dimmi chi sei...- il suo respiro era irregolare, lento. Faticava a prendere fiato.

Si stava lasciando andare.

-Se solo potessi...- una lacrima le scese lungo una guancia, mentre si inginocchiava di fronte a lui. Le sue gambe toccarono il pavimento freddo, riusciva a percepire anche il calore della pelle di Draco.

Lei sentiva.

-Chi sei?- domando', perdendo sempre di piu' il contatto con i suoi sensi, con la realta'.

Stava svanendo.

-Io...-.

-Ti prego... chi sei?- si sentiva leggero, leggero come non era mai stato. Era come se il peso del suo corpo stesse diventando nulla.

Stava morendo.

-Draco, cosa...?- non riusci' a continuare, rimase immobile di fronte a lui.

-Chi sei?- chiese ancora.

-Draco...- il suo corpo era sempre piu' trasparente, sempre meno presente. Le dita di Hermione sfioravano solo aria, e nient'altro.

-L'unica cosa che voglio sapere...- smise di respirare.

-Draco...- Hermione senti' un calore improvviso, che le affluiva alle guance.

Caldo, vita.

Il sangue le pulsava nelle vene.

Era ritornata a vivere.

-Sei bellissima...- le sussurro'.

Eppure ormai non respirava piu'.

-Sei... sei diventato... un...- calde lacrime iniziarono a scorrere lungo le sue guance.

-Chi sei?-.

-Non lasciarmi, non cedere.-.

Ma che senso aveva vivere senza di lei?

-Io...- non riusci' a dirle altro.

-Ti prego... resta con me. Ti prego...-.

-Dimmi chi sei...-.

-Draco... io... non posso... io...- cerco' di aggrapparsi a lui, invano -Non lasciarmi...-.

-Sono io che prego te.- stava svanendo, svanendo nel nulla. Ormai era quasi un fantasma, quasi completamente trasparente.

-Draco...-.

-E' la fine. Voglio solo sapere chi sei... e...-.

E chi era la ragazza di cui si era innamorato.

-Draco...- non riusci' a dirgli altro, avrebbe voltuto salvarlo, staccare la mano dalla sua guancia, ma era impossibile.

Era come se una forza invisibile la tenesse attaccata a lui.

-Chi sei?-.

-Io sono...- questa volta ando' avanti, gli rispose -Sono la ragazza che si e' innamorata di te... sono la ragazza che non vuole perderti, quella che ha bisogno di te. Non mollare, non andartene. Lotta, ti prego.-.

-Chi sei, tu?-.

-Io sono io, Draco.- scosse la testa -Io sono io.-.

Il ragazzo la guardava, gli si dipinse un sorriso sul volto. Hermione piangeva. Lo stava perdendo, di nuovo. Questa volta davvero, per sempre, e per colpa sua. Improvvisamente, si senti' piu' leggera. Era come se tutto il peso che era stata costretta a portare fino a quel momento, stesse sparendo. Senti' che la maschera che portava davanti agli occhi, si stava staccando dal suo viso.

Cosi' fece, e cadde a terra.

Si frantumo' in mille pezzi.