L'ultimo respiro agli Hunger Games



Questa storia non è ambientata ad Hogwarts, ma durante gli Hunger Games e i protagonisti sono due utenti del nostro amato Harryweb

Dragonis faceva parte del distretto 11, uno dei distretti più poveri che si trovavano sotto il controllo di Panem.
Il giorno della mietitura era vicino e ciò significava per lei e gli altri ragazzi, solo una cosa : Hunger Games. Quell'anno aveva molta più paura degli anni precedenti, dettata da strane sensazioni, e sapeva che non era l'unica. Anche il suo amico Geordie, aveva le sue stesse paure.
Ma ciò che la terrorizzava maggiormente, era perdere proprio lui.
Geordie era con lei quando il padre l'aveva abbandonata, lasciandola con un madre assente che si era lasciata morire lentamente. C'era stato quando, si era chiusa in se stessa.
E quando la famiglia Rogers l'aveva accolta a braccia aperte, lui era stato un ottimo amico, confidente perfetto su cui poggiarsi quando tutto sembrava crollarle addosso. Provava dei sentimenti per lui, tenendoli dentro di sè pur di non rovinare quell'idillio perfetto. La loro amicizia era la cosa più importante che le restava.

La notte precedente la mietitura, il ragazzo si intrufolò silenziosamente nella camera di Dragonis. Una 'loro' piccola ed innocente tradizione, e non volle tradirla nemmeno quell'anno. Sapendo che il giorno dopo, tutto , probabilmente sarebbe cambiato.
La vide terrorizzata, tremante, e le si avvicinò cauto. Sedendosi sul letto, le sussurrò :
" Dra, io non ti lascio. Ti sarò vicino ogni momento, e farò di tutto per proteggerti. Sei ciò di più importante della mia vita, una sorella per me. " la guardò " Probabile, domani nell'arena cambierà ogni cosa, ma ce la caveremo. Non verremo scelti. " e sperò vivamente che la sua ultima frase si avverasse.
Le posò un bacio, dolce, sulla fronte, l'abbracciò stretta, ed attese che lei si addormentasse. Prima di seguirla in un mondo di sogni.
La mattina seguente, Keira, la madre del ragazzo, quando entrò nella camera si ritrovò la scena, come ogni anno. Cauta, con fare dolce e materno li svegliò : " Svegliatevi, ragazzi. È ora di andare alla mietitura... Vedrete che la giornata terminerà presto."

I due ragazzi si prepararono, e dopo una parca colazione, Dragonis si avvicinò a Geordie.
"Grazie per ciò che hai detto ieri.. .non so cosa farei se non ci fossi.!"
Geordie, la guardò dolcemente, e l'abbracciò forte. Uscirono per strada, tenendosi per mano, fino al momento di separarsi nell'arena.
Si guardarono per tutto il tempo, anche quando una donna di mezza età si espose, ed iniziò a parlare di quella settantaduesima edizione degli Hunger Games. Tutti, ormai conoscevano la storia, e la cosa che loro premurava maggiormente era sapere chi sarebbe stato scelto! Sapendo che ogni singolo nome scelto, avrebbe cambiato per sempre le loro vite.
"Ora, veniamo alla parte più interessante." disse la donna, sorridendo falsamente. " Prima le signorine, per cavalleria." e nel dirlo, mescolò velocemente i bigliettini.
Il cuore della ragazza, batteva all'impazzata fino a che non udì : " Dragonis Witch." e salì sul palco, con le lacrime agli occhi , guardando ancora una volta l'amico.
"Ora, i ragazzi."
Ancora una volta, con timore, Dragonis mantenne il contatto visivo con l'amico. Sentendo, il cuore fermarsi quando ciò che temeva di più, uscì dalle labbra della donna : " Geordie Rogers."
E lasciò che le lacrime uscissero. Sapeva che alla fine dei giochi, solo uno di loro due sarebbe tornato a casa.
Non smise di piangere, fino a che lui non salì sul palco. Abbracciandola come la notte prima, calmandola dolcemente con poche parole.
Quello era il potere di Geordie. Parlarle, dolcemente, in ogni situazione per quanto disperati fossero.
Si trovavano all'interno del Palazzo di Giustizia, sapendo che di lì a poco sarebbero giunti i coniugi Rogers. Sam cercava di essere forte, nonostante fosse evidentemente scosso, Keira invece emetteva numerosi singhiozzi. Avvicinandosi ai due, riuscì malappena a dire poche parole.
"Dragonis, sai che sei come una figlia per me. E vedervi entrambi nell'arena, mi spezza il cuore. Immagino solo, ciò che può accadere lì dentro." l'abbracciò quasi soffocandola. Mentre il padre si era avvicinato al ragazzo :" Geordie, abbi cura di lei. Difendila da tutti e tutto. Ha bisogno di te e lo sai..."


La partenza arrivò in fretta, ed in poco tempo si trovarono a Capitol City, seguiti da uno staff per le presentazioni dei giochi.
Dragonis, considerata debole per tutte le lacrime che aveva versato fin dall'inizio, così l'attenzione era rivolta maggiormente verso Geordie.
A lei non importava, sapeva che non aveva possibilità di vincere e che probabilmente sarebbe stata una delle prime a morire. Era decisa ad allenarsi duramente in quei giorni, le bastava addormentarsi tra le braccia dell'amico.
Poi, il giorno maggiormente temuto giunse.
Molte vite, sarebbero finite, e lo sapevano tutti.
Superarono la Cornucopia, a differenza di sette ragazzi di differenti distretti, ed andarono avanti. Uniti per una settimana, tra alleanze anche con altri distretti. Facendosi forza con un stretta di mano, o solo uno sguardo.
Ma un giorno, mentre il sole picchiava forte, fermi a riposare accanto ad un lago, rinfrescarsi dall'arsura, successe ciò che , Dragonis temeva di più.
Geordie, venne colpito da una freccia al cuore, cadendole tra le braccia. Sussurrando solo due parole, che per troppo tempo si era tenuto dentro. " Ti... amo." ed esalò il suo ultimo respiro.
Dragonis pianse. Il Suo Sole si era spento.






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