The kidnapping of Halloween



I signori Morgàn e Will Deeps, ogni anno, cercavano di evitare il tormento di perdere la figlia Caroline munendosi di due scope di vimini e sale, tanto sale. Mettevano le scope dietro la porta d’ingresso e dietro quella sul retro, poi trasferivano il sale in piccoli recipienti che mettevano sul camino e alle finestre. Il sale e le scope in vimini...


* Sulle colline della cittadina di Port Isaac, a nord della Cornovaglia, il cielo era nuvoloso, tanto che non si riusciva a scorgere la Luna. Tutti gli abitanti di quelle colline temevano la mezzanotte, o perlomeno, tutti temevano per le sorti delle loro ragazze vergini. Ogni 31 ottobre a mezzanotte, infatti, in questo posto sconosciuto alla maggior parte del mondo, una ragazza vergine veniva rapita dalle streghe che le offrivano in sacrificio per il loro Sabba.

I signori Morgàn e Will Deeps, ogni anno, cercavano di evitare il tormento di perdere la figlia Caroline munendosi di due scope di vimini e sale, tanto sale. Mettevano le scope dietro la porta d’ingresso e dietro quella sul retro, poi trasferivano il sale in piccoli recipienti che mettevano sul camino e alle finestre. Il sale e le scope in vimini impedivano alle streghe di entrare: infatti, la strega, doveva obbligatoriamente contare tutti i legnetti della scopa ed essendo questi tantissimi, le streghe perdevano tempo e,quando finivano, rimaneva poco tempo per rapire la ragazza. Il sale, invece, simbolo della purificazione delle case, impediva l’accesso ad esseri malvagi.
Anche quell’anno avevano compiuto il solito rito, ma non riuscivano a dormire. Se ne stavano sdraiati nei loro letti, con gli occhi sbarrati e le orecchie pronte a cogliere il minimo rumore che non fosse il loro respiro.
Non potevano certo sapere, che sarebbe stata la loro adorata figlia ad aprire la porta di casa alle streghe!

Erano quasi le undici e mezzo quando Caroline scese le scale che dal piano di sopra, portavano alla cucina. Aveva sete e voleva bersi un bicchiere d’acqua.
Sapeva delle streghe,come sapeva che lei poteva essere rapita quella sera, ma non sapeva delle tradizioni dei genitori per evitarle una brutta fine. Quindi, quando vide una scopa in vimini davanti la porta d’ingresso, pensò di rimetterla al suo posto, nel sottoscala.
Svuotò il suo bicchiere e tornò nella sua camera di fianco quella dei genitori. Se fosse stata rapita, avrebbe accettato la cosa.

L’orologio del campanile scoccò i dodici rintocchi tanto temuti dalla cittadina.

Le streghe atterrarono nella piazza del villaggio, scendendo dalle loro scope e dirigendosi, ognuna, verso una casa diversa. Non sarebbe stato facile,la gente del posto imparava ad imbrogliarle, ma loro ce l’avrebbero fatta.
Ellhenà arrivo davanti quella dei Deeps. Era l’unica ancora a provare, visto che era una casa invalicabile. Fu con enorme sorpresa della ragazza che la porta si aprì.
Entrò nella casetta dalle pareti gialline e salì le scale vicine all’ingresso. Aprì la prima porta che si rivelò essere quella del fratellino piccolo di Caroline, la richiuse ed aprì la seconda. Eccola lì, seduta, che la guardava sorridendo, vestita della sua camicia da notte bianca. I capelli castani le ricadevano scompostamente sulle spalle e gli occhi neri luccicavano d’euforia.
La strega sussultò quando si rese davvero conto che la ragazza era sveglia, ma fu niente in confronto alle parole della ragazza.*

Siete venute a prendermi, vero?Avete scelto me?


* La voce era calma, quasi speranzosa,anche se Ellhenà non capiva il perché.*

Sì, siamo venute a prenderti.

* Si aspettava una resistenza, urla! Invece Caroline si alzò, si mise le ciabatte e le andò incontro. *

Bene. Tanto lo so che non sacrificate nessuno. Sono solo stupide leggende…

* Guardò la sua sequestratrice negli occhi, sorridendo appena. L’altra ricambiò con una scrollata di spalle e, prendendola per un polso, la portò fuori. Poi capì: l’euforia della ragazza era dovuta all’adrenalina!*

Aspettami qui, devo fare prima una cosa, ci vorrà un po’ di tempo.

* Non aspettò risposta, si avviò semplicemente verso il fienile, dove si trovavano gli animali della famiglia. In una scuderia si trovavano due cavalli, uno nero ed uno bianco. Si avvicinò al cavallo scuro ed iniziò ad intrecciarne la coda. Poco tempo dopo, forse per l’abitudine, al posto del ciuffo nero, si trovava una treccia lucida.
Intrecciò anche la criniera folta della bestia. Quando ebbe finito,tagliò le due trecce e le appese sulla porta di casa sotto l’occhio incuriosito di Caroline. (*)Quando iniziò ad albeggiare, Ellhenà richiamò la sua scopa e volarono via.

Quando i signori Deeps andarono a controllare che la figura della figlia fosse nel suo letto, rimasero stupiti: vuoto, completamente vuoto. Le lenzuola spiegazzate e fredde, però, testimoniavano che lei vi fosse stata.
Si ricordarono della strana sensazione che li aveva colpiti e capirono: era accaduto, semplicemente.
Ancora però, non erano riusciti a capire come avevano fatto ad entrare in casa, ma vedendo la scopa nel sottoscala, capirono.
Uscirono in cortile e con orrore si accorsero delle trecce appese alla porta: un conto era sapere, un conto era vederne le prove! *

Se è ancora viva, il prossimo anno, la rivedremo.

* Le parole del signor Deeps risvegliarono la donna, facendola sussultare, che annuì.
E fu con quella convinzione che raggiunsero la piazza per dare la notizia.
Un altro 31 ottobre era passato ed un’altra ragazza era stata portata via. *






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