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    Jason_Chalange ha scritto:


    Citazione:
    I Lezione di Aritmanzia: Origine e Storia ( Pitagorica ed Egiziana )



    Era un tipico inverno, le lezioni a Hogwarts erano incominciate, caricando gli studenti di compiti e tensioni, ma Hogwarts restava sempre la scuola che aveva affascinato miliardi di studenti e il nuovo insegnante di Aritmanzia continuava ad amarla. Il professore Chalange, che quel giorno avrebbe tenuto la sua prima lezione sperava che i suoi alunni gli avrebbero portato rispetto e che si sarebbero appassionati all'Aritmanzia, la materia che da sempre lo affascinava più di ogni altra insieme a Divinazione.

    [Leggi lo spoiler]
    [ L'uso della d in chiave eufonica, nell'italiano, è attestato tanto nell'uso della lingua parlata che di quella scritta. Tale fenomeno consiste nell'aggiunta finale (epitesi) della lettera "d" ad alcune particelle, qualora l'incontro vocalico con parole inizianti per vocale dia adito a cacofonie o difficoltà di pronuncia. Più frequentemente utilizzata nel passato, nell'uso moderno della lingua italiana la d eufonica ricorre in tre casi:
    nella preposizione ad ("a"),
    nella congiunzione ed ("e")
    e meno frequentemente nella congiunzione od ("o");

    Secondo, le indicazioni del famoso storico della lingua Bruno Migliorini, dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, quindi nei casi in cui la congiunzione e e la preposizione a precedano parole inizianti rispettivamente per “e”, per “a” e più raramente per “o” (es. ed ecco, ad ascoltare, od opporre etc.). Si tratta di una proposta di semplificazione coerente con molti altri processi di “volgarizzazione” cui è sottoposta la nostra lingua, comunque, se l’autore desidera utilizzare la d eufonica sempre, ciò non è scorretto ma solo più arcaico. Detto ciò, è evidente che, se l’autore ritiene di utilizzare sempre la d eufonica nel proprio testo non commette un errore ma, semplicemente sceglie un registro più arcaico della lingua e, per certi versi, “aulico”. Tuttavia, essa non va mai messa nei casi in cui fra le vocali delle due parole vi sia un'importante pausa sintattica, o ci si trovi all'inizio di un inciso; così com’è da evitare qualora capitasse la presenza di due particelle consecutive inserendo la d eufonica soltanto sulla seconda di esse. Infine, è caldamente sconsigliato il suo uso davanti a parola straniera iniziante con H aspirata, come in "a Hogwarts" e non "ad Hogwarts" .
    Siccome sono giornalista, personalmente mi attengo alla semplificazione suggerita e accettata dalla stessa Accademia della Crusca, e preferisco utilizzare la d eufonica solo nel caso in cui vi sia l’incontro con la stessa vocale (ed essere, ad abbracciare, od ottundere), con le sole eccezioni (sempre riconosciute dalla fonte prima citata) di alcune locuzioni cristallizzate, quasi idiomatiche, come ed io, ma tu ovviamente, puoi regolarti come meglio credi, in ogni caso, ti invito a non usare mai la d eufonica davanti alle parole straniere che iniziano per H, perché, come ho scritto sopra, ciò è fortemente sconsiglia e al limite della scorrettezza.]



    *Forza Jason, non avere ansia e cerca di dare il tuo meglio: la prima impressione è la più importante.*

    Si avviò e raggiunse il sesto piano, salutando la sua collega di Crittologia Shana Sakai: quando erano ragazzi, avevano frequentato contemporaneamente la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Con molta soddisfazione, il professor Chalange vide che gli alunni erano già in classe e chiacchieravano tra di loro.

    “Secondo me, è un ottimo professore: era un Corvonero."

    Ipotizzò uno studente della Casa blu-bronzo del 3° anno, con tono sicuro e vagamente tronfio.

    “Proprio per questo credo che non sia bravo: voi Corvonero ragionate solo su cose concrete e su arti mantiche siete molto scettici, senza offesa.”

    Ribatté una Tassorosso, sfoggiando il fairplay tipico della sua Casa di appartenenza, ma esprimendo chiaramente la propria opinione.

    “Fammi il piacere Harris, alcuni di noi amano queste arti e ti ricordo che la professoressa Ewans insegna D ivinazione ed è il massimo…”

    Gli alunni tacquero quando videro il professore sorridente entrare. Alcuni, non conoscendo il nuovo insegnante, erano curiosi e impazienti di iniziare la prima lezione. Siccome l'Aritmanzia era una materia facoltativa, gli studenti presenti in aula erano, presumibilmente volenterosi e interessati alla materia. Molti alunni erano dei Corvonero e dei Tassorosso, ma comunque non mancava la presenza dei Grifondoro e Serpeverde. Il nuovo docente capì che non c’era motivo nell’ di avere paura, vedendo alunni così educati.

    “Buongiorno ragazzi, sono il professore Jason Chalange, docente di Aritmanzia e sono molto felice di essere il vostro insegnante. Spero che ricambierete il mio sentimento, ma vi avverto: chi parla senza essere interpellato o chi si comporta in maniera ineducata si ritroverà fuori della classe prima che colui o colei riesca a dire "numero". Se ci sono domande, ponetele, desidero che mi conosciate meglio, sono arrivato al Castello che l'anno era già iniziato, quindi, molti di voi mi vedono oggi per la prima volta ma, se collaboreremo , andremo sicuramente d’accordo.”

    I ragazzi erano un po’ terrorizzati e allo stesso tempo intrigati dal nuovo insegnante: ringraziando il cielo, Jason capì che gli alunni avevano compreso chi fosse il conducente di quel treno. Con sua ammirazione, il docente vide una mano alzata da una Grifondoro del quinto anno.

    “Dica signorina…”

    "Periwinkle, signore. Quando ha frequentato questa scuola, quali sono state le sue materie preferite? Cosa ne pensa delle Case?”

    Il professor Chalange fu deliziato da quelle domande che, seppur semplici, rendevano l'atmosfera più rilassata e divertente. Entro pochi minuti avrebbe iniziato a spiegare la propria materia, ma non c'era fretta, quel momento di svago serviva sia al docente, un po’ impaurito, sia agli allievi di studiarsi e di iniziare a intavolare un discorso. Ciò che a un osservato esterno, e un po' superficiale, poteva sembrare frivolo e privo di scopo, per il professor Chalange era una tappa propedeutica e fondamentale all'insegnamento: solo conoscendosi reciprocamente, il professore e gli studenti avrebbero potuto iniziare a costruire un rapporto.

    “Belle domande signorina Periwinkle, allora, iniziamo dalla prima:le mie materie preferite sono state, sicuramente, Divinazione, Aritmanzia, Cura Delle Creature Magiche e… Difesa Dalle contro Arti Oscure. Le ho sempre ritenute di fondamentale importanza, oltre che fra le più utili, senza togliere niente alle altre che arricchiscono la nostra conoscenza. Ora rispondo alla seconda: credo che i Corvonero siano i ragazzi più intelligenti di questa scuola e che posseggano molte qualità. I Grifondoro si caratterizzano dalla per la furbizia e la determinazione che li rendono dei maghi degna di nota. I Tassorosso mi piacciono per la loro profonda comprensione umanistica e per la loro storia. Infine, ci sono i Serpeverde, penso che in loro risieda un predisposizione per le Arti Oscure e che il loro fondatore rende i propri alunni che, come il loro fondatore, gli alunni di quella Casa siano un po’ “ribelli”.

    Tagliò corto il professore di Aritmanzia… i Serpeverde non gli erano mai stati simpatici, ma non poteva certo dirlo di fronte ai suoi studenti. Che esempio avrebbe dato loro? Inoltre, sapeva che, essendo un insegnante di Hogwarts, non poteva più lasciarsi guidare dagli antichi rancori, da quel momento in poi, avrebbe evitato facili e fuorvianti generalizzazioni: nella sua aula tutti sarebbero stati uguali e sarebbero stati valutati esclusivamente per il loro impegno e i risultati ottenuti in Aritmanzia. Non sarebbe stato sempre facile, se ne rendeva conto, ma l'integerrimo Corvonero avrebbe fatto il possibile per dimostrare di aver meritato la fiducia che la Preside gli aveva accordato, nonostante la sua giovane età e il suo temperamento un po' troppo sanguigno.

    *Sono qui per insegnare non per fomentare la rivalità, o peggio l'odio, fra le Case, me ne dovrò sempre ricordare... gli erdi di Salazar meritano il beneficio del dubbio!*

    Si disse Jason, prendendo il materiale che gli sarebbe servito per la lezione, senza lasciar trapelare alcuno dei suoi pensieri. Amava la sua materia e voleva che fosse così anche per i suoi alunni. Prese il materiale per la lezione e la incominciò.

    “L’Aritmanzia è la pratica divinatoria esercitata attraverso l'interpretazione dei numeri. Deriva dalla parola greca arithmòs che, come potete ben immaginare, significa numero e dal termine greco mantèia… che significa?”

    “Pratica divinatoria,signore”

    Rispose prontamente una studentessa che indossava la divisa giallo-nera.

    “Molto bene signorina Meadowes: 5 punti a Tassorosso. Essa è conosciuta anche con altri 2 termini un altro termine, che ha la stessa identica etimologia e che, a parere mio, definisce meglio la materia: Aritmomanzia. che, a parer mio, è un termine migliore per definirla, o anche Numerologia, ma è inesatto definire quest’arte in questo modo, perché essa è una branca della Numerologia. Inoltre, vi è anche un piccolo fraintendimento che vale la pena chiarire, onde evitare che anche voi commettiate un errore grossolano molto diffuso fra i babbani. L'Aritmanzia è una branca, se posso permettermi, una delle più importanti, della Numerologia ma non può essere in alcun caso indentificata con essa... per farvi capire meglio, sarebbe come affermare che Cartomanzia e Divinazione sono sinonimi, cosa che, come tutti certamente capirete è assolutamente assurda, nonché sbagliata."

    Il professor Chalange fece una breve pausa per verificare che quella fondamentale distinzione fosse ben chiara a tutti, quindi, vedendo che nessuno aveva dubbi o domande da porre proseguì.

    [Come ti ho scritto anche in precedenza, ti consiglio di evitare i discorsi diretti troppo lunghi, per due ragioni:
    1) inserendo all'interno di un lungo dialogo dei piccoli intervalli narrativi si rende il tsto più completo e coinvolgente e, stilisticamente, se ne innalxa il livello;
    2) facendo delle brevi pause narratice che scandiscano i cambi di di argomento, la lezione risulta meglio cadenzata e ciò permette agli allievi di comprendere meglio diversi argomento affrontati.


    [color=blue]"Questa pratica
    L'artimanzia è una delle pratiche numerologiche più antiche e risale a circa 4500 anni fa. I più grandi popoli che hanno usato questa nobile arte sono stati quelli degli gli Egizi e Caldei, vista i quali eccellevano per la loro brillante conoscenza divinatoria. Non credo che tutti sanno sappiate che l'Aritmanzia è molto legata all'Aritmetica, materia di studio babbana [potrei sbagliare, ma credo che Matematica, Aritmetica e Greometri siano studiate e)o usate anche nel mondo magico]. Ma questa arte divinatoria non si basa su molti calcoli, almeno non come la Matematica. L'Aritmanzia è una delle poche pratiche che si può definire "scienza magica" perchè essa è formata dalla Divinazione, basata sull'intuizione o, se preferite, sull'illuminazione e dalla Matematica, materia basata sulla ragione. Questa scienza, Aritmanzia, non è accessibile a tutti. Poche sono le persone che posseggono il dono, gli altri invece possono comunque compiere alcune profezie. della precognizione od occhio interiore, tipico delle pratiche mantiche, però, anche chi non ha sviluppato questo speciale talento può fare predizioni servendosi dell'Artimanzia: infatti, come ho appena detto, essa combina Divinazione e Matecamatica, così, laddove la predisposizione individuale non sia sufficientemente sviluppata, le regole e i calcoli possano supplire alle eventuali carenze. Tuttavia, vi è una gran differenza fra il compiere predizioni più o meno accurate basandosi unicamente sullo studio e l'applicazione di determinate cliché e la capacità innata di leggere e interpretare correttamente i segni del vero e proprio veggente. Vorrei anche farvi capire l'utilità di questa materia sottovalutata: che, solo chi possiede il "dono", può veramente conoscere il futuro... non esiste niente di più importante secondo me!"

    [Ho modificato il tuo discorso perché, oltre a essere scritto in modo pessimo, quindi, incomprensibile, era contraddittorio e conteneva un errore concettuale di fondo: con l'Artmanzia tutti possono fare predizioni più o meno accurate ma, se un oracolo possiede il "dono", i suoi vaticini saranno più attendibile e completi.
    Inoltre, come ho scritto in precedenza, devi assolutamente evitare i discorsi diretti troppo lunghi ed ecclettici, quindi, a questo punto, visto che cambi argomento, in modo a dir poco arbitrario, meglio inserire una pausa narrativa che crei un minimo stacco e faccia apparire meno caotica la tua spiegazione.]


    L'insegnante si era molto accalorato mentre cercava di far comprendere agli allievi un concetto fondamenta che era alla base della maggior parte delle pratiche divinatorie, compresa, ovviamente, l'Aritmanzia. Era esaltante e frustrante allo stesso tempo tentare di spiegare una materia che, per la maggior parte degli allievi, sarebbe stato poco più che un insieme di nozioni e tabelle di freddi numeri: ben pochi, infatti, sarebbero stati dotati di una qualche predisposizioni e avrebbero potuto ambire a "sentire" la vibrazione insita nelle cifre, squarciando, così, il velo dell'ignoto e guardando dritto al futuro.


    "C’è da ricordare che l'Aritmanzia è il frutto di 3 tre pratiche più antiche che hanno alla base i numeri: Isopsefia, Onomanzia ed infine Gematria. L’Isopsefia, che si fonda sul sistema di numerazione greco. Questo termine deriva dalla lingua parola Greca: "ἰσοψηφία", composta da "ἴσος ", che significa "uguale", e "ψῆφος", che significa "sassolino" oppure "conteggio", visto che i popoli antichi usavano essi proprio dei piccoli sassi per contare.Con isopsefia si intende la qualità, che può caratterizzare due o più parole scritte in greco, di essere associate allo stesso numero secondo una corrispondenza di tipo numerologico basata sul sistema di numerazione greco. Per calcolare il numero di una parola si usava una particolare corrispondenza tra le lettere dell'alfabeto greco e un valore numerico associato a ciascuno di esse, sommando i valori corrispondenti a ogni lettera si otteneva il numero associato alla parola.
    Lo studio dell'Isopsefia consisteva nel ricercare parole che fossero associate allo stesso numero. Per esempio, al numero 93 corrispondevano sia "θέλημα" (volontà) sia "ἀγάπη" (amore), quindi, le due parole "ἀγάπη" e "θέλημα" erano dette isopsefiche, perché avevano una forte relazione fra di loro..."


    Il professor Chalange si rese conto che si stava addentrando su un sentiero troppo aspro e tortuoso per i suoi giovani allievi, quindi, decise di non approfondire ulteriormente cià che quasi nessuno avrebbe potuto comprendere.

    "Il discorso sarebbe alquanto lungo e, forse, troppo complesso per voi che, fra la'ltro, non conoscete la lingua greca, quindi, vi basti sapere che l'I[/color]sopsefia venne praticata soprattutto per scopi divinatori essa ed è alla base dell’Onomanzia, in quanto dobbiamo a loro, insieme alla Gematria, la pratica dell’Aritmomanzia. Questa sorella dell’Aritmanzia si basa sul legame di una parola greca e di un numero. Anche essa ha origine greche: è composta, infatti, dal prefisso "ὄνομα", che vuol dire "nome", e dal suffisso "manzia" che significa "divinazione". L’Onomanzia, invece, è un'arte che si basa sulla predizione simbolica, etimologica e numerologica del nome di ogni esserepropri ed era usata sia per individuare presagi nel nome già imposto sia per scegliere un nome che fosse di buon auspicio. A tale proposito, forse qualcuno di voi conosce la locuzione latina "nomen omen" che, per la'appunto, si traduce "il nome è un presagio" e che ben sintetizza il concetto su cui si fonda l'Omomanzia."

    Gli studenti erano un po' perplessi ma non osavano chiedere spiegazioni, si limitavano a scrivere freneticamente sulle pergamene con le loro penne, per non perdere nemmeno una parola della lunghissima e complicatissima spiegazione.


    Ed adesso Infine, arriviamo alla Gematria, un'arte nata grazie agli Ebrei. La parola deriva dell'ebraico "גימטריה (gīmatrīyā)": che ha una certa assonanza col termine greco "γεωμετρία", ossia "geometria". E' lo studio numerologico delle parole scritte in lingua ebraica ed è uno dei metodi di analisi utilizzati nella Qabbalah (l'insieme degli insegnamenti "esoterici" e "mistici" propri dell'ebraismo che si manifestino nel metodo d'interpretazione esegetica ebraica della Torah). Vi basti sapere che, anche in questa disciplina che, forse, è più mistica che mantica, è il numero e la sua interpretazione ad avere un ruolo centrale e che la Gematria, insieme a Isopsefia e Onomanzia, può essere considerata la sorella maggiore dell'Aritmanzia che. Essa ha contribuito alla nascita dell’Aritmanzia. L’Aritmanzia, se interpretata correttamente, permette di conoscere il futuro di una persona e riesce a farci capire il numero che vibra in noi, quello che più ci rispecchia. C’è da ricordare notare che non sempre il nostro numero preferito è quello che ci riguarda."

    Fra gli studenti serpeggiò un tenue brusio, forse indice di stupore o forse dettato da un certo disappunto, comunque fosse, l'insegnante mise subito a tacere gli allievi con un perentorio gesto della mano e un eloquente occhiata carica di disapprovazione.

    " Tale arte, permette di compiere le predizioni mettendo in relazione l’alfabeto latino e alcuni numeri. Anche se esistono numerose storie su questa pratica, io inizierò dicendovi che l'Aritmanzia ha influenzato le storie dei cartomanti Egizi e Caldei. Nonostante non fossero molto vicine fra di loro questi 2 due popoli, avevano un rapporto, quale?”

    “Professore, io credo che il loro unico punto in comune sia lo scambio mercantile, e in tal modo i Caldei hanno diffuso questa nobile pratica fra gli Egizi.”

    Rispose una studentessa, che di certo doveva avere una buona conoscenza della storia, sia dei babbani che dei maghi.

    “Perfetto, signorina Knight: 10 punti a Corvonero. Gli Egizii ritenevano i numeri simboli della vita e credevano che, grazie ad essi, si potesse migliorare il regno e anche il proprio “io”. Non a caso, molti dei loro sacerdoti dedicarono studi approfonditi alla divinazione numerologica. Loro ritenevano che la natura si basasse sui numeri.

    Il professor Chalange, fece una breve pausa per verificare che gli allievi non avessero domande, quindi, vedendo che nessuno alzava la mano, proseguì.

    “Adesso possiamo… no, aspettate! Mi scuso profondamente per il mio lapsus, ma dobbiamo parlare un po’ di Pitagora: personaggio fondamentale per i nostri studi perché è considerato il padre mitico dell'Aritmanzia "La figura storica del filosofo, messa in discussione da diversi studiosi, si mescola alla leggenda narrata nelle numerose Vite di Pitagora, composte nel periodo del tardo neoplatonismo e del neopitagorismo dove il matematico viene presentato come figlio del dio Apollo, autore di miracoli, profeta, guaritore e mago. Di certo, noi sappiamo solo che non era un mago ma un babbano dalla mente geniale che diede un contributo a dir poco inestimabile alla pratica divinatoria e, in particolare, all'interpretazione Numerologica. Ma andiamo con ordine, per comprendere la genesi e l'evoluzione del suo pensiero è indispensabile tener presente alcuni fatti biografici che ebbero una notevole influenza su di lui.Questo grande pensatore, è nato nacque a Samo nel [color=red]intorno al 572 A.C (anche se molti presumono del 575 A.C), poi, circa nel Circa nel 535 a.C., Pitagora si spostò [/color]trasferìin Egitto, dove restò per venti anni e apprese apprendendo in questo modo le conoscenze numerologiche dei Sacerdoti Egizi. Pitagora non era un mago, ma la sua grande mente ha fatto "nascere" molti argomenti Aritmantici. Anche se molte persone affermano che meglio ignorare questo aspetto Divinatorio di questo pensatore, io credo che stia proprio in questo punto la grandezza di Pitagora:Egli ebbe il grande merito di mettere in relazione la matematica e la divinazione, ragione e intuizione, visione e comprensione per Pitagora erano aspetti antitetici e complementari dell'universo, le chiavi che potevano dischiudere all'uomo il mistero della vita, il passato, il presente e il futuro, pochissimi scienziati babbani hanno messo in relazione la ragione e la pratica Divinatoria. Egli Lui affermava che la Numerologia era alla base dell’universo, che tutto ciò che esiste è in relazione con i numeri, probabilmente ha dato tratto questa affermazione conclusione dal suo viaggio in Egitto, dato che gli Egizi credevano che i numeri fossero le fondamenta di ogni singolo creato.[/s] A Pitagora va sicuramente attribuito il merito di aver fondato nel VI secolo a.C. la prima autentica scuola filosofica, e di aver avuto la grande intuizione di applicare la matematica per indagare la realtà, conferendo ai numeri un valore ontologico oltre che meramente aritmetico. L'originalità della scuola consisteva nel presentarsi come setta mistica-religiosa, comunità scientifica e partito politico aristocratico.
    La coincidenza dei tre diversi aspetti della scuola pitagorica si spiega con il fatto che l'aspetto mistico nasceva dalla convinzione che la scienza libera l'uomo dall'errore e che attraverso il sapere ci si monda dal peccato dell'ignoranza, ci si purificava e ci avvicinava a Dio, l'unico che possiede tutta intera la verità. L'uomo, infatti, è "filosofo" (dal greco φιλοσοφία, composto di φιλεῖν –filèin-, amare e σοφία –sofìa-, sapienza, ossia amore per la sapienza), quindi, può solo amare il sapere, desiderarlo ma mai possederlo del tutto.
    Durante i suoi numerosi viaggi, fece scalo a Crotone, dove formò una scuola che aveva alla base la Matematica e la Musica. Questo famoso personaggio può essere definito il “fondatore” dell’Aritmanzia Occidentale, ma, nonostante le sue numerose conoscenze, pochi babbani ricordano il suo rapporto con la Divinazione ed è proprio grazie a lui che esiste la Tavola Pitagorica. Tenete, però presente, che la sua è una paternità più ideale che concreta, in quanto, essendo greco, Pitagiora non ebbe nessun ruolo nell’elaborazione pratica dell’Aritmanzia, comunque, egli ebbe il merito di dare un fondamentale contributo all’Isopsefia, e all’Onomanzia, due delle discipline da cui, come vi ho spegato in precedenza, nacque la nuova arte divinatoria. Probabilmente è proprio per questo motivo che la tabella delle corrispondenze fra le lettere e i numeri usata in Aritmanzia è detta “Tavola Pitagorica” e che il metodo di associazione utilizzato è noto anche come Metodo di Pitagora."

    Il professore continuava a spiegare la sua lezionevedendo una particolare attenzione dagli studenti giallo-neri e rosso-oro, che annuivano, prendendo appunti. muovendo con deciso ed eleganza la propria bacchetta fece apparire l'immagine di una strana tavola in cui erano raffigurate lettere e numeri.

    [Ricorda che, quando inserisci un'immagine nella lezione devi sempre giustificare la sua comparsa nel GDR]
    [/color]



    “ Nelle prossime lezioni useremo questa tavola…adesso vi spiego perché sulla foto c’è scritto “Agrippa”: Le tavole Pitagoriche e quelle di Cornelio Agrippa riportano gli stessi dati, anche se, come vedremo, presentano alcune differenze… ma di questo, parlemo nella prossima lezione, perché il tempo a nostra disposizione sta finendo ed ragazzi tra poco finisce l’ora, è meglio che vi dia i compiti.”

    Citazione:
    Compiti I lezione di Aritmanzia: Origine e Storia ( Pitagorica ed Egiziana )

    1 Fai una ricerca approfondita sull’Onomanzia, Gematria ed Isopsefia. ( 8 punti )
    2 Qual è il tuo giudizio sull'Aritmanzia: ti piace? Perché? Qual è il numero che preferisci? Pensi che esso in un modo o in un altro ti possa aiutare? Ulteriori spiegazioni saranno apprezzate. ( 7 punti )
    3 Fai una ricerca approfondita su Pitagora, esaltando il suo rapporto con l’Aritmanzia. ( 10 punti)
    4 Scrivimi i significati dei numeri da 1 a 9 della Tavola Pitagorica/Agrippa. ( 5 punti )

    Questa domanda non ha molto senso, sia perché non puoi chiedere agli allievi di spiegarti qualcosa che non hai nemmeno accennato loro, sia perché, scritta in questo modo, èil significato è assai ambiguo: infatti, secondo Pitagora e Agrippa i numeri dall'1 al 9 potevano avere differenti significa secondo come vengono ricavati ma, non avendo spiegato nulla circa questa distinzione, non puoi pretendere che gli studenti facciano il lavoro al tuo posto. Piuttosto, secondo me, potresti dividere la domanda 2 ricavando da essa anche la 4:
    2) Qual è il tuo giudizio sull'Aritmanzia: ti piace? Perché? Cosa ti aspetti da questa materia?
    4) Qual è il numero che preferisci e perché? Qual è la sua interpretazione Numerologica? Tale interpretazione corrisponde a ciò che il tuo numero preferito ti trasmette? Quale sarebbe la tua personale lettura? Ulteriori spiegazioni saranno apprezzate. ( 7 punti )


    Gli elaborati possono devono essere consegnati entro e non oltre le 23.59 del XX di XXXX, tramite l'apposito modulo. Tutti i compiti copiati non saranno presi in considerazione. Sarà attribuito un bonus di 5 punti a chi produrrà il miglior compito e anche 3 punti alla casata che darà più compiti ritenuti accettabili. Sarò molto felice di rispondere alle vostre domande nel mio ufficio.


    "Vi auguro una splendida giornata, ragazzi, e grazie per la vostra partecipazione."

    Il docente, molto stanco, fu felice soddisfatto di sentire gli apprezzamenti su di lui dei ragazzi. Era felicissimo di essere riuscito a coinvolgere gli studenti: la sua lezione era stata buona, a parer suo. Adesso però andava a prendersi Però, era molto stanco e aveva bisogno di rilassarsi un po', bevendo una bella cioccolata.



    Caro Jason_Chalange il tuo training, nonostante i vari edit, purtroppo, presenta ancora non pochi problemi sia per ciò che riguarda la forma sia per quel che concerne il contenuto, ma andiamo con ordine.

    1) FORMA: le lezioni devono essere un esempio di “bello scrivere” per tutti gli utenti, quindi, non puoi infarcire il testo di errori e imprecisioni!
    Nello specifico, ti suggerisco:
    - fare attenzione alla coniugazione e ai tempi dei verbi,
    - evita le ripetizioni, ti ho segnato alcuni termini da cambiare e ho cancellato diverse frasi che erano ripetute più volte
    - usa correttamente la punteggiatura, nello specifico: il punto interrogativo e quello esclamativo devono essere sempre singoli (non ne puoi mettere due o tre, a piacimento), tali punti vanno scritti esattamente come quelli fermi e le virgole, ossia, uniti alla parola che li precede e separati da uno spazio da quella che segue
    - rileggi sempre le frasi che scrivi spesso ha fatto discorsi tanto contorti e non si riusciva a capire dove volessi arrivare oppure hai scritto periodi non di senso compiuto
    A tal proposito, ti suggerirei di seguire le interessantissime ed edificanti lezione della professoressa Cavendish.

    2) CONTENUTO: rispetto al training precedente, hai focalizzato e centrato meglio l'argomento, tuttavia, ho avuto l'impressione che certe cose non le avessi comprese bene tu e perciò faticassi a spiegarle agli allievi. Ti consiglio, prima di scrivere, di ripetere ad alta voce i concetti che intendi esprime e verificare se ciò che dici è comprensibile oppure no.
    Inoltre, trattare la storia dell'Artmanzia, non significa copiare un paio di definizioni dal web ma spiegare in cosa consistono le diverse pratiche. Tieni presente che stai parlando con giovani studenti che sentono termini come Onomanzia, Gematria o Isopsefia non significano nulla e, anche se accenni loro all'etimologia, non risolvi alcun problema. Capisco che hai inserito la domanda nei compiti, e questo è giusto, però, durante la lezione, devi sempre dare almeno un'idea approssimativa di ciò di cui stai parlando.

    Personalmente, temo che tu sia o troppo giovane o poco predisposto all'insegnamento per essere un professore di Hogwarts, tuttavia, voglio darti fiducia e ti chiedo di fare tre cose:
    I) al più presto, ricopia il training della prima lezione inserendo tutte le correzioni che ti ho indicato e modificando le domande 2 e 4 come ti ho suggerito;
    II) segui la lezione di Lingue e, se possibile, ripassa per benino le regole dell'italiano... vorrei anche chiederti di leggere dei libri per prendere dimestichezza con la bella narrazione ma, forse, ciò richiederebbe troppo tempo, quindi, limitati a fare più pratica possibile, cercando di scrivere in bell'italiano, evitando modi di dire tipici della lingua parlata e impegnandoti a usare un registro di scrittura "alto"
    III) rifletti molto bene su tutte le correzioni che ti ho fatto e tenta di mettere in pratica i suggerimenti che ti ho dato per scrivere il training della seconda lezione.

    Se hai dubbi, come al solito, non ti fare scrupoli a chiedere o in questo topic oppure per MP.
    Cordialmente
    Sibilla Strangedreams, Preside di Hogwarts


    PS.Ti ricordo che i due Responsabili di Corvonero, Cosetto_Silverwing e Selene_Corvin, sono insegni professori di Hogwarts il cui valore è riconosciuto in tutto il Castello, quindi, se lo ritieni opportuno, rivolgiti anche a loro per eventuali consigli riguardo l'arduo e fantastico mestiere di insegnante.


  • Jason_Chalange

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    Sibilla_Strangedreams, non sono totalmente d'accordo, comunque per tua informazione, io leggo ed anche molto, e non solo HP...LEGGO AGATHA CHRISTIE, quindi non dirmi che devo leggere di più...Detto questo: Chiudi il training.



    Ultima modifica di Jason_Chalange oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Sibilla_Strangedreams

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    Caro Jason_Chalange, mi spiace davvero che tu abbia preso i miei consigli e le mie critiche, che volevano essere costruttive, come offese o peggio.
    Posso comprendere la tua delusione, anche perché so che ti sei impegnato, tuttavia, come Preside di Hogwarts ho il dovere di fare sempre e solo ciò che è meglio per il Sito e ciò comprende l'onere e l'onore di correggere i training al fine di trovare gli utenti più idonei a svolgere il difficile compito di insegnante. Come ho scritto, nel mio post precedente, benché nutrissi dei dubbi, ti avrei volentieri dato un'altra possibilità, sperando che le correzioni e i suggerimenti potessero esserti utili per migliorare, ma tu hai scelto di rifiutare questa occasione, quindi, come da te richiesto, chiudo questo training.

    Ossequi
    Sibilla Strangedreams, Preside di Hogwarts

    Selene_Corvin, Cosetto,




    PS. Auspico che questo episodio non pregiudichi il rapporto di stima reciproca che si è instaurato fra noi e, soprattutto, che non ti impedisca di continuare a giocare e divertirti sul sito...



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