Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Dubhe_Dolohov




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  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 757
        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    *Camminava spedita, verso qualcosa, verso un luogo lontano da tutti, dimenticato da tutti. Uscì dal castello, il passo veloce, affrettato. Non si curò del fatto che fuori, le nuvole erano plumbee, non le interessò che fosse vestita leggera, troppo per quella giornata di vento. Non le importò nulla.
    Era arrabbiata. Anzi no. Era infuriata. Era nera dalla rabbia. Per cosa? nemmeno lei lo sapeva. Sapeva solo che la rabbia che aumentava ogni minuto che avanzava, era insopportabile. Fu per questo che uscì, incurante di tutto e di tutti.*



    *Non appena varcò la soglia del Castello, una frustata di vento la colpì, inaspettatamente. La ragazza venne percorsa da un brivido di freddo ma continuò la sua avanzata. Camminò. Continuò a camminare, veloce, insicura. Aveva freddo. Poco importava. Aveva voglia di isolarsi.Lo avrebbe fatto. Aveva voglia di piangere. No, non li. Non in un luogo dove tutti l'avrebbero potuta vedere. Fu sulle vie di Hogsmeade. Si fermò. Dove doveva andare ora? Mentre sceglieva un posto dove andarsi a rifugiare, passò vicino alla Stamberga Stregata. Ed ebbe l'illuminazione. Li sarebbe andata. Li. Nel luogo dimenticato da tutto e da tutti. Nel luogo dove nessuno avrebbe mai messo piede. Dove sarebbe stata sola. Finalmente, sola.
    Non appena entrò, l'odore di polvere, di stantio che si respirava, le arrivò al setto nasale, lasciandola scombussolata. Quando riuscì ad abituarsi quando bastava al tanfo che impregnava quella casa, si diresse lenta ai Sotterranei. Non erano tanto diversi dal resto dell'edificio. Le assi di legno scricchiolavano anche li. La puzza c'era anche li, se non in maniera più consistente. Infilò la prima stanza. Una stanza buia, dove solo una persona disperata, come lei, sarebbe entrata. Probabilmente c'era qualche topo, li. Dubhe non avrebbe saputo dirlo con certezza. Quando fu dentro, si appoggiò alla parete e, con lentezza, come un corpo morto quando cade, si accasciò a terra. Quando sentì il legno sulle cosce, non si trattenne più. E pianse. Pianse con disperazione, in silenzio. Pianse perché qualcosa, dentro di lei, un sesto senso, le diceva che qualcosa che lei non si spiegava, stava andando storto. Portò le ginocchia al petto, abbracciò le gambe. Chiuse gli occhi. Tanto non le servivano. E continuò a piangere. Lasciò che le lacrime scorressero sulla sua pelle morbida e candida, lasciò che le lacrime le bagnassero i vestiti, lasciò che le lacrime la rendessero vulnerabile e debole.*



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  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 757
        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    *Ora, il silenzio era rotto. Rotto dai suoi singhiozzi, da troppo tempo trattenuti. Il petto si alzava e si abbassava rapidamente, il corpo scosso da quei singhiozzi che ora erano rilasciati, quasi con forza e violenza. Gli occhi, verdi e grigi, come un celo plumbeo su un prato, erano rossi, rossi dal troppo pianto, rossi di rabbia, forse. Quegli occhi che si erano persi talmente tante volte, quegli occhi che si erano tuffati nei suoi occhi, nei suoi occhi così simili all'Ametista, che si schiarivano e si scurivano con il cambiare del tempo. Le mani quasi bianche come la neve, tremavano. Tremavano o fremevano, dipende dai punti di vista. Tremavano, scosse dai singhiozzi e del freddo ma anche per il suo pianto. Fremevano di rabbia. La sua bocca, solcata dalle lacrime salate, non era rosea bensì rossa. la sua fronte, imperlata di sudore.*

    Perché tutto questo dolore? Perché?

    *Era una domanda rivolta a se stessa, certo, ma quella risposta che attendeva si faceva troppo attendere. Troppo. Anzi, non arrivava. Il freddo, la stava congelando.*

    E dire che siamo in Estate inoltrata... Accio coperta.

    *Sussurrò, dopo aver estratto la sua bacchetta. Dopo pochi istanti una calda coperta blu, proveniente dalla sua stanza, arrivò a lei. Subito se la mise addosso. Si sentì immediatamente meglio anche se la rabbia che aveva non si era sopita.*