• Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *La situazione era alquanto tragica, per quanto potesse sembrare anacronistico visto le condizioni, non particolarmente ottimali, del tempo.
    Il vento e la neve, però, erano le ultime preoccupazioni dei tre Cacciatori di Grifondoro.
    Ancora una volta in possesso della Pluffa, erano marcati stretti dagli avversari, che rendevano loro impossibile operare qualsiasi passaggio. Quenya, tallonata da Daphne, cercava di valutare la situazione con freddezza e rapidità, ma sapeva perfettamente che non poteva correre il rischio di perdere la Palla con un passaggio tentato alla cieca.*

    ”Accidenti, devo riuscire a trovare una soluzione in breve tempo. Dobbiamo riuscire a segnare un punto!”

    *La sua mente lavorava frenetica, ripercorrendo tutte le strategie che, negli spogliatoi, avevano messo in pratica con minuziosa attenzione. Nessuna, però, pareva fare al caso suo in quella situazione.
    Shana e Holibus, infatti, erano entrambi occupati a cercare di distanziare i Cacciatori avversari, con scarso successo; il vento contrario li rallentava e la tenacia pareva non essere sufficiente.
    Ci sarebbe voluto un colpo di fortuna per uscire da quella situazione.
    Nel frattempo Quenya doveva cercare di non cedere il passo davanti a Daphne, continuando a detenere l’ambito possesso della Pluffa.*

    ”Anche se dovessi volare fino agli anelli da sola, puoi star certa che non ti cederò mai la palla!”

    *Pensò decisa, lanciando un’occhiata carica di astio all’avversaria, che arrancava dietro di lei, vicina ma sufficientemente lontana da non poter tentare di allungare il braccio per infastidirla.
    Per quanto poteva reggere? Gli anelli parevano ancora abbastanza distanti, specie se si considerava la costante lotta contro le raffiche, ma di sicuro anche la giovane Tassorosso incontrava le medesime difficoltà di Quenya, quindi non sarebbe riuscita a raggiungerla facilmente.*



    ”Se mantengo la sua stessa velocità dovrei riuscire a evitare di cedere nuovamente la palla agli avversari.”

    *Meditò, ormai consapevole che se la sarebbe dovuta vedere da sola contro Dragonis. Ma di certo non si sarebbe tirata indietro di fronte a quella difficoltà; era una Grifondoro e avrebbe fatto di tutto per portare in vantaggio la propria amata Casata.
    Non avrebbe mai sprecato quell’occasione! La partita durava da troppo per essere ancora fermi a un banale pareggio. Non era una cosa accettabile!
    Già si immaginava la delusione nei volti dei compagni… ormai il Campionato era agli sgoccioli e dovevano dare il massimo se non volevano avere rimpianti di alcun genere.
    Visto che la fortuna non era stata dalla loro parte nella precedente partita, dovevano arrangiarsi da soli in questa. Ed è quello che Quenya avrebbe fatto, conscia che il resto della squadra si sarebbe impegnata altrettanto duramente.
    Accelerò un minimo, rafforzata dai suoi stessi pensieri.

    Ma quella volta la fortuna stava girando dalla loro parte, anche se Quenya ancora non poteva saperlo.
    Pervinca, come Laura sempre attenta alle azioni di gioco, aveva scorto il trio in difficoltà e subito si prodigò per intervenire; sapeva di essere la sola a poter sbloccare quella situazione.*



    ”Laura è stata molto in gamba poco fa con il suo lancio, adesso però tocca a me fare qualcosa!”

    *Era la Vice-capitana, non poteva rimanere in disparte, a guardare i Bolidi scivolarle accanto. Ricordava perfettamente le parole di Shana, ma era intenzionata a liberare lei dalla morsa soffocante di Claire, certa che avrebbe potuto segnare tranquillamente una volta in possesso della Pluffa. La loro Capitana non avrebbe deluso le aspettative che tutti riponevano in lei.*

    ”Non so come faccia a restare impassibile e concentrata nonostante quello che tutti si aspettano da lei, è proprio in gamba.”

    *Pensò con un sorriso, orgogliosa di fare squadra con lei, mentre volava spedita verso uno dei Bolidi. Lo intercettò in volo, prima che potesse raggiungere la Battitrice avversaria e, con precisione e forza, lo colpì in pieno.
    Un brivido le percorse la schiena, risalendo dalle braccia come fosse un effetto del lancio stesso; adorava il suo ruolo. Le dava una tale soddisfazione che sarebbe altrimenti stata impensabile; niente era paragonabile a correre dietro i Bolidi e scagliarli per il campo.*

    ”Niente ti fa sentire più vivo e potente. Sai di avere il potere, e sai che gli avversari ti temono.”

    *Non era mai stata una persona violenta, ma in quei momenti, quando scivolava rapida sul campo ovale, si sentiva pervadere di un’energia insolita, accattivante. Probabilmente, se così non fosse stato, non avrebbe mai potuto svolgere il ruolo di Battitrice con altrettanta tenacia. In fondo ci voleva fegato per scagliare quella pesante palla contro coloro che, normalmente, erano i propri compagni di corso.
    Ma Pervinca era solita vedere il bicchiere mezzo pieno: avere il controllo dei Bolidi significava anche disporre dei mezzi per difendere i propri compagni di squadra.
    Osservò la traiettoria della palla, con un sorriso soddisfatto quando si rese conto che puntava perfettamente contro Claire. Adesso la giovane Tassorosso aveva due scelte: lasciarsi colpire o abbandonare il suo proposito di seguire Shana, salvando la pelle.
    Una persona saggia avrebbe scelto solo una delle due opzioni possibili, e la Battitrice era certa che Claire non avrebbe indugiato troppo a lungo.
    E infatti la scorse, nonostante la distanza notevole, aguzzare la vista e deviare la traiettoria giusto in tempo per evitare lo scontro. Fu uno spostamento rapido, un semplice guizzo di lato, ma fu sufficiente a Shana per levarsi di dosso la piaga che rappresentava la presenza costante dell’avversaria.
    Con un lieve sorriso di ringraziamento verso la compagna salvatrice, la Cacciatrice accelerò, portando il peso del busto in avanti, e si avvicinò a Quenya, che deteneva la Pluffa in quel momento.*

    Quen passa a me!

    *Le urlò, non sapendo se l’amica si fosse resa conto dello splendido operato di Pervinca. Adesso che lei era l’unica del trio libera da fastidiose ingerenze, doveva puntare agli anelli senza alcun tentennamento. Erano abbastanza vicini, ce l’avrebbe potuta fare.
    Quenya, udendo la voce, non si fece ripetere due volte l’avvertimento, desiderosa di levarsi di torno Daphne, che con la sua presenza minacciosa la metteva in difficoltà.
    Un tiro preciso, pulito.
    Shana si fiondò subito verso la Pluffa, consapevole di dover lottare contro il vento per afferrarla prima dell’avversaria, staccatasi quasi nello stesso istante da Quenya per cercare di prenderne il possesso a discapito delle due Grifondoro.*

    Puoi anche tornare indietro o andare ad aiutare Dragonis, non avrai la Pluffa finché ci sono io!

    *Le urlò di rimando, mentre allungava il braccio destro fino a sfiorare con le dita la fredda superficie della Palla. Ancora pochi centimetri.
    Daphne era sempre più vicina, ma anche se favorita dal vento, era in netto svantaggio; Shana fu più veloce e, con un movimento sicuro, afferrò la preziosa palla, sistemandola al sicuro al suo fianco.*



    *Con un sorriso soddisfatto e uno sguardo di sfida verso Daphne, la Grifondoro mantenne la velocità costante e puntò sicura verso gli anelli dei Tassorosso.
    Nessuno avrebbe potuto arrestare la sua avanzata.*

    @Sibilla, @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss, @Pervinca_Periwinkle


  • Claire_Biovero

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 395
       
       

    *La partita era intensa. Lo scontro tra Tassorosso e Grifondoro, a quanto pareva, era molto sentito da tutti gli abitanti del Castello che, sfidando gelo e neve, si erano riversati sugli spalti del campo da Quidditch quella mattina. La visibilità era ridotta e Claire, il più delle volte, faceva fatica a tenere il passo con le azioni. Le occasioni di segnare non erano mancate, ma purtroppo nessuna di esse era ancora andata a segno. La brunetta si sentiva a tratti ancora più nervosa e tesa di quanto non fosse quando aveva giocato la partita contro Serpeverde. Chissà perché, ma aveva pensato che dopo essere sopravvissuta allo scontro con la squadra verde-argento ogni altra partita sarebbe stata una “passeggiata”, poi, però, era entrata in campo quel giorno e, suo malgrado, aveva dovuto ricredersi. I giallo-neri non potevano assolutamente sedersi sugli allori, sarebbe stata la fine per loro e i rosso-oro ne avrebbero approfittato alla grande, pronti com’erano ad attaccare gli avversari alla prima occasione disponibile. Non che in uno sport come il Quidditch gli scontri fisici fossero vietati, ma Claire si era stupita dell’aggressività mostrata in campo dagli eredi di Godric Grifondoro. Gli avversari di quella partita erano animati da uno spirito fiero e combattivo che la ragazza non si aspettava di trovare, proprio in coloro che aveva più spesso visto come amici che come nemici.*

    Non farti ingannare dai bei faccini, Claire.

    *Si rimbrottò mentalmente la ragazza. Non voleva cadere nell’errore di distrarsi, lasciandosi abbindolare dalla presunta bontà degli avversari e sino a quel momento era andata bene. Certo aveva commesso qualche errore che avrebbe potuto evitarsi e, così, permettere alla sua squadra di avvicinare un po’ di più alla vittoria. Il suo tiro, poco prima, era stato impreciso e avrebbe potuto giustificarsi con visibilità ridotta e difficoltosa a causa della neve, ma non voleva illudersi: aveva sbagliato e le toccava fare di tutto per farsi perdonare. I successivi passaggi erano andati a buon fine, lei, Daphne e Sidney stavano facendo un ottimo lavoro. Anche Sinfo e Celine erano più cariche che mai, così come Dragonis, sempre pronta in porta e Gandalf non sapeva dove fosse, per cui era sicuramente a fare il suo lavoro di Cercatore e a fare onore alla divisa che tutti loro indossavano con onore e fierezza.
    Proprio quando la formazione compatta delle Cacciatrici giallo-nere stava marcando stretti gli avversari ecco che Claire aveva sentito la scopa fare un movimento indipendente dalla sua volontà.*

    Ma che diavolo… è?

    *Si chiese sorpresa e spaventata allo stesso tempo la ragazza. Non sapeva dire come mai, concentrata com’era sull’azione la sua scopa avesse tentato di sbalzarla via. Che qualcuno l’avesse incantata? Impossibile, si disse. Così, proprio mentre dalle tribune si sollevava il disappunto generale, Claire si girò e puntò lo sguardo sulla coda della sua scopa, era danneggiata. E lei sapeva quel danno da cosa era stato provocato, non le serviva ascoltare le parole confuse e infuriate che giungevano dagli spalti. Era ovvio che quel movimento brusco della sua scopa di poco prima era stato provocato da un bolide.*

    Accidenti… La mia scopa…



    *Le era andata bene così tante volte che quel giorno non poteva credere che quel Bolide avesse davvero ferito la sua scopa. Dopo i primi momenti in cui aveva esitato a salirci a cavallo, quel manico di legno volante si era rivelato il migliore amico che avesse potuto desiderare. La portava in giro, le faceva vedere le cose da un’altra prospettiva e le permetteva di fare degli scatti rapidissimi e le permetteva di vivere esperienze che non sarebbero mai stati possibili senza di esso. Ed ora, la sua preziosissima scopa, la sua compagna di tante avventure, era danneggiata.
    Claire alzò lo sguardo e seguì quella che, nella sua testa, avrebbe potuto essere la traiettoria della palla incantata che, effettivamente aveva svolto egregiamente il suo compito bloccando la sua offensiva. Guardando in quella direzione incontrò lo sguardo tronfio e pieno di sé di una delle due Battitrici di Grifondoro; Pervinca Periwinkle che la guardava con una certa espressione compiaciuta, lei e la sua mazza, colpevoli entrambe di aver fermato la Tassorosso e di aver danneggiato la scopa.*

    No, no, no…

    *Si ritrovò a sussurrare a se stessa mentre osservava con gli occhi lucidi la sua fedele Nimbus, regalo dei suoi genitori quando era entrata a far parte della formazione a sette giallo-nera. Quella scopa era preziosissima per lei, aveva pianto di gioia quando aveva scartato il pacco che la conteneva e adesso stava nuovamente per piangere, ma questa volta per la tristezza provocata dall’incidente.
    La Battitrice avversaria era fiera del suo operato e la guardava, almeno così pareva alla Tassorosso, con un piglio di sfida, come se quello fosse stato solo l’inizio. Claire scosse la testa per levarsi di mente l’idea di raccogliere la provocazione e ritornò con l’attenzione sul campo da Quidditch ma che subito si spostò verso gli spalti dove stava avvenendo una vera e propria rivolta.*

    EHI, ARBITRO! CHE FAI NON FISCHI?
    BUUUU!
    FORZA CLAIRE!

    *La brunetta sentì le voci concitate di chi era rimasto sugli spalti darle un po’ di supporto. La ragazza si tranquillizzò e si preparò a ricominciare, anche se non sapeva quanto e se la sua scopa avrebbe retto.
    Claire diede un colpetto per verificarne la stabilità. Fortunatamente la Nimbus non la stava abbandonando, pur se acciaccata, eccola ancora lì a portarla fieramente in sella in giro per il campo da Quidditch.*

    Non mi tradisci mai, brava Nimby!

    *Sussurrò la Tassorosso accarezzando leggermente il manico di legno di quella che considerava una compagna fedele di vita.
    Claire si voltò poi verso gli spalti e fece segno ai compagni che le avevano dato sostegno morale che era tutto a posto, era felice di poter dire che per lei quella partita non era ancora finita.*

    CHE FINE HA FATTO IL GIOCO PULITO, RAGAZZI?

    *Urlò poi adirato l’arbitro per farsi sentire da tutti i giocatori. Stava anche tentando di calmare gli spalti che erano in rivolta, finalmente anche le sue parole contribuirono a sedare gli animi e anche i più infervorati tornarono ad assistere alla partita in maniera placida. Claire sorrise mentre le cadeva l’occhio sulla tribuna di Tassorosso che era un tripudio di giallo e di nero e di compagni di casata che non si perdevano un incontro e sostenevano con calore la squadra di amici.*



    *Proprio mentre la situazione si stava normalizzando, gli spalti si erano quietati e Claire aveva verificato che la sua Nimbus volava ancora abbastanza bene, Shana Sakai partì alla volta degli anelli di Tassorosso. Si erano distratti eccessivamente e così una Cacciatrice rosso-oro stava già volando verso Dragonis che, speravano tutti, fosse pronta a parare il colpo come lei sapeva fare.
    La brunetta si preparò a scattare, il Bolide che aveva danneggiato la scopa era solo un ricordo lontano. In quel momento il problema era la Sakai, ormai sempre più vicina alla porta giallo-nera.*

  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Il pubblico giallo-nero urlava indignato, protestando verso la mossa, a loro dire sleale, attuata ai danni della loro compagna Claire. Il loro vociare si insinuava indistinto tra le orecchie dei giocatori, risultando come un semplice rumore di sottofondo.
    L’arbitro sembrò accogliere in parte quelle grida di protesta, ricordando il bisogno di un gioco corretto, ma non fischiò nessun fallo, lasciando proseguire tranquillamente la partita.
    Shana non aveva bisogno di parlare con Pervinca per sapere che la sua intenzione in origine non era quella di far del male a nessuno. Aveva agito soltanto come ci si aspettava da un Battitore: allontanare gli avversari per aiutare i compagni.
    E Sidney e Claire erano davvero vicine sia a lei che a Holibus; rappresentavano una minaccia, insieme a Daphne che era solo a una spanna dalle sue amiche. La sua vice aveva soltanto fatto quello che il suo ruolo le permetteva: scagliare un Bolide per allontanare la minaccia.
    Se poi questo, a causa del vento, aveva deviato la sua traiettoria, e Claire non era stata abbastanza veloce da evitarlo, questo non era un problema loro.*

    ”Gli allenamenti esistono per questo. Non ci si può concentrare solo sulla Pluffa ma bisogna mantenere una visione generale sul campo, specialmente sui Bolidi, che possono disarcionare in un istante.”

    *Lei lo ripeteva sempre fino alla nausea, perché la salute dei suoi compagni e amici valeva più di una qualunque partita di Quidditch, ma era evidente che tra i Tassorosso qualcosa non aveva funzionato a dovere.*

    ”E’ facile urlare e sbraitare dopo. Vedono solo quello che vogliono vedere!”

    *Ma l’arbitro non era stupido, e comunque la sua decisione era insindacabile: la partita continuava e lei poteva proseguire il suo viaggio con in mano la tanto ambita Pluffa.
    Non avrebbe sprecato lo splendido passaggio di Quenya e l’ottimo intervento della sua Vice; doveva riuscire a segnare!
    Lanciò un’ultima occhiata alle sue spalle, intravedendo la giovane Claire mentre recuperava la stabilità necessaria. La sua scopa pareva rispondere ai comandi; a quanto pare non aveva riportato danni seri e la ragazza poteva continuare a giocare la partita.
    Chissà, però, se si sarebbe ripresa velocemente dallo spavento? Shana sapeva cosa volesse dire venire presi in pieno da un Bolide e di certo non la si poteva etichettare come una piacevole esperienza.*

    ”Il Quidditch può essere rischioso; bisogna saper andare avanti nonostante le possibili difficoltà.”

    *Ma la paura poteva annebbiare anche l’animo più forte, far dubitare delle proprie capacità, e allora sì che la situazione sarebbe potuta diventare rischiosa.
    Quello, però, non era un suo problema; spettava al Capitano dei Tassorosso verificare l’effettiva capacità della ragazza di continuare la partita o meno.
    A lei serviva solo verificare che Claire non fosse rimasta ferita o peggio; glielo imponeva il suo senso della giustizia. Perché non importava se la colpa era del vento o della scarsa attenzione del giocatore: non poteva approfittarsi a quel modo di qualcuno in difficoltà.*

    ”Dovrei farmi meno scrupoli; loro di sicuro non se li farebbero. In qualità di Capitana dovrei pensare solo alla mia squadra.
    Ma sono certa che anche i miei ragazzi agirebbero in questa stessa maniera, li conosco troppo bene.”


    *Sorrise. Se c’era qualcosa su cui sapeva di poter mettere la mano sul fuoco era la grande lealtà dei suoi Grifetti, quella capacità di pensare al prossimo, indipendentemente da chi fosse e dalle circostanze. Il gioco nudo e crudo, violento o senza scrupoli non faceva parte del loro modo di essere.
    All’improvviso percepì una presenza alle sue spalle e, quasi istintivamente, spinse il manico di scopa ancora più veloce, tornando alla realtà della situazione in cui si trovava.*



    *Vedeva i tre anelli dinanzi a sé, erano sempre più vicini, così come lo era la presenza alle sue spalle.
    Non era sicura che si trattasse di un avversario, ma non poteva arrischiarsi a verificare. Inclinò ulteriormente il busto in avanti, mantenendo il corretto assetto mentre la scopa accelerava bruscamente. Strinse più forte la Pluffa al fianco destro del suo corpo, come per evitare che potesse scivolarle via sospinta dal vento contrario prodotto dalla sua accelerazione.
    Ormai era a portata di tiro, poteva osservare il Portiere dritto negli occhi. Entrambi sapevano che erano al momento della verità, solo uno di loro avrebbe prevalso.
    Shana provò a giocare d’astuzia, senza limitarsi a calcolare la potenza e direzione delle correnti per poterle sfruttare. Fece scivolare lo sguardo alla sua destra, fissando l’anello che trovò libero; subito mosse il braccio, disegnando un arco preciso in modo da sfruttare tutta la potenza che era in grado di generare.
    Intravide con la coda dell’occhio Dragonis mentre si allungava in quella direzione, quasi come avesse visto già la palla staccarsi dalla presa ferrea della mano della Grifondoro.
    Ma quella era la mossa che Shana stava aspettando. Deviò all’ultimo, con un colpo del gomito, spedendo la Pluffa verso l’anello opposto.
    Era una mossa azzardata, ma il vento soffiava in maniera ideale e non si poteva non sfruttarne la forza che sapeva generare. Sotto lo sguardo attonito del Portiere, troppo lento per riuscire ad allungare a sufficienza la mano, la Pluffa venne incalzata dalla corrente ascensionale e centrò in pieno l’anello dorato.*

    E sono 10 punti per i Grifondoro!

    *Annunciò lo speaker, la cui voce venne, però, sopraffatta dalle grida di gioia che esplosero dalla tifoseria rosso-oro. E’ il primo punto della partita, dopo una serie di passaggi sempre troppo marcati stretti, e la felicità è alle stelle.
    E’ un duro colpo per gli avversari, che subiscono i cori dei Grifondoro in un silenzio carico di rabbia e amarezza.*



    Con un guizzo molto audace,
    un passaggio assai tenace,
    Shana ben spietata in campo
    Segna i primi punti in un lampo!


    *La prima a riprendersi dallo smacco è proprio Dragonis che, dopo il fischio dell’arbitro, rimette in gioco la palla tra le mani di Daphne, la giocatrice a lei più vicina.
    Frasi di incoraggiamento si perdono nell’aria a causa del frastuono che ancora anima la tifoseria; ma la giovane Tassorosso non ne ha bisogno: parte spedita e sicura di sé, e subito il gioco riprende con intensità.*

    Non dobbiamo lasciarla procedere!

    *La voce di Holibus arrivò nell’esatto istante in cui la formazione partì all’inseguimento dell’avversaria. Dopo il vantaggio ottenuto dovevano cercare di impedirle di rappresentare una minaccia.*

    @Sibilla, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Claire_Biovero

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 395
       
       

    *Quelle condizioni atmosferiche l’avevano resa meno reattiva del solito e l’incidente tra il Bolide e la sua scopa certamente non l’aveva aiutata, ne era sicura. Infatti, proprio mentre ancora si lamentava per la cattiva sorte toccata alla sua adorata Nimbus, Shana Sakai era volata verso gli anelli giallo-neri e aveva segnato.*

    Maledizione!

    *Aveva pensato risentita la ragazza. Si stavano giocando l’esito dello scontro con un tiro partito quasi per caso. La Cacciatrice rosso-oro era stata molto brava a cogliere al volo l’occasione offertale dalla compagna Battitrice, Claire non aveva dubbi, aveva svolto egregiamente il suo compito.*

    Per le mutande di Merlino!

    *Claire arrossì quando si rese conto di ciò che aveva detto, anche se, molto probabilmente, anzi sicuramente, nessuno l’aveva sentita. Se l’era fatto scappare ad alta voce, senza pensarci su, quando aveva visto Dragonis, il Portiere e Capitano di Tassorosso, non riuscire a parare quel colpo. Doveva essere un po’ demoralizzata anche lei e un capitano abbattuto non avrebbe certo giovato all’umore di tutta la squadra. Aveva scagliato la Pluffa verso Daphne, si vedeva lontano un miglio che il Portiere giallo-nero era decisamente infuriato, così Claire tentò di tranquillizzarla anche se a distanza.*

    FORZA DRAG!

    *Non erano mancati i fischi dagli spalti, ma erano anche molte le voci a sostegno dei Tassorosso che non potevano ancora darsi per vinti. Gandalf stava volteggiando sotto la neve alla ricerca del Boccino malandrino e, sino a che uno dei Cercatori non l’avesse recuperato, la partita non poteva dirsi conclusa. Tante volte ci si era seduti sugli allori o abbattuti troppo presto e si erano rivelati degli errori clamorosi. Non potevano assolutamente permettersi che una cosa del genere accadesse anche in una partita importante come quella.*

    FORZA FORZA TASSOROSSO
    LOTTA, LOTTA FINO ALL’OSSO
    NON MOLLARE PROPRIO MAI
    SIAMO CERTI VINCERAI!




    *Claire a sentire quel coro per poco non cadde dalla scopa dalle risate. I Tassorosso spettatori sapevano esattamente quali corde colpire per risollevare il morale ai sette compagni in campo, sotto quella neve che proprio non accennava a smettere di cadere copiosa dal cielo. Anche quella volta le loro voci avevano fatto centro, Grifondoro aveva solo 10 punti di vantaggio e non era ancora detta l’ultima parola, tutto stava nel mantenere la concentrazione sul gioco, da quel momento in poi non si poteva più scherzare, niente più distrazioni, niente più risate. La Caccaitrice si ripromise che non avrebbe più ascoltato nemmeno una delle voci esterne al gioco. La ragazza fece segno di pollice su al suo capitano che nel frattempo aveva lanciato violentemente la Pluffa nelle mani del vice-capitano, Dragonis da lontano rispose al suo gesto tirando su anche il suo pollice e alla brunetta parve addirittura di vedere un sorriso sollevarle le labbra. Fu felice che quel momento di delusione e frustrazione fosse quasi del tutto passato, dovevano andare avanti e continuare a giocare. In quel momento, si ricordò delle parole pronunciate proprio dal capitano negli spogliatoi:*

    Ragazzi, il tempo è pessimo, ma non dobbiamo arrenderci. Qualunque cosa accada. Siamo una squadra, uno per tutti e tutti per uno.

    *Aveva detto perentoria Dragonis senza lasciare alcuna ombra di dubbio circa ciò che avrebbero dovuto fare in campo. Dovevano essere uniti, nessuno sarebbe stato lasciato indietro e nessuno avrebbe dovuto cedere allo sconforto; ne avrebbero risentito tutti e sarebbe costato caro nella corsa alla Coppa del Quidditch.*

    Niente storie, Tassi. Si fa sul serio, i Grifi sono forti, ma noi dobbiamo tirare fuori i denti e fargli vedere che siamo carini e coccolosi sino a un certo punto!

    *Quello era lo spirito con cui ciascuno di loro giocava ogni partita e anche in quel momento, sotto di dieci punti, avrebbero fatto egregiamente il loro dovere. I Tassorosso erano così, una squadra, una casata, una famiglia. Nessuno veniva trascurato o sottovalutato e tutti erano fondamentali per la buona riuscita delle partite.*



    *Claire sorrise con una nuova carica dentro di sé, dando uno strattone alla scopa per avvicinarsi a Daphne ancora in possesso della Pluffa. Avevano provato quei passaggi circa un milione di volte durante gli allenamenti e quello sarebbe stato il momento meno adatto per sbagliare la presa. La brunetta si avvicinò all’amica che prontamente fece il passaggio che si aspettava. La Cacciatrice più giovane non ebbe esitazioni e recuperò saldamente la pluffa.*

    Sei mia!

    *Pensò decisa Claire mentre, strattonando ancora più forte il suo manico di scopa un po’ malconcio, si dirigeva verso la porta rosso-oro degli avversari. Era quella l’occasione di cui la squadra aveva bisogno. La ragazza schivò i Bolidi che volevano continuare il lavoro iniziato poco prima, ma la ragazza era molto più concentrata di quanto non fosse stata in precedenza. Ce l’avrebbe fatta. Avrebbe evitato tutti le palle stregate salvando se stessa, la sua Nimbus e il possesso palla.*

    Finalmente..!

    *Si disse la Tassa mentre senza ulteriori intralci raggiungeva la metà campo, stupendosi da sola della facilità con cui quell’operazione le era stata possibile. Stava per tirare un sospiro di sollievo, continuando la sua corsa verso gli anelli di Grifondoro, quando si accorse che la calma che l’aveva accompagnato sin lì era finita. Ad aspettarla c’erano due Cacciatori rosso-oro, Holibus Skett e Quenya Faraway che avevano tutta l’intenzione di renderle la vita impossibile. La brunetta trasalì per la sorpresa, ma, senza perdersi d’animo, strinse ancora più forte a sé la Pluffa e provò a scartare gli avversari virando verso l’alto, superandoli e stupendo tutti, e forse lei stessa più di chiunque altro.*

    INCREDIBILE! Claire Biovero riesce nel numero e scarta Skett e la Faraway virando in alto!

    *La voce del cronista le confermò che quello che, sebbene ciò che stava facendo non fosse frutto di calcoli o attente strategia ma solo del sui istinto, le stava che la manovra appena compiuta aveva un senso. Claire non aveva mai provato una mossa simile, ma le era riuscita facilmente, come se l’avesse sempre avuta come asso nella manica senza averne la consapevolezza, come se davvero quel manico di scopa fosse stato un’estensione del suo corpo e non solo un oggetto incantato.*

    Sì!

    *Esultò dando un’occhiata sotto di sé ai due increduli avversari che aveva lasciato con un pugno di mosche in mano e che non avevano avuto i riflessi così pronti da mettersi al suo inseguimento. Un effetto sorpresa che era riuscito piuttosto bene e la ragazza, guardando nuovamente di fronte, a sé si accorse di dover evitare ancora una giocatrice prima di potersi dirsi di nuovo tranquilla. Proprio sopra i due Cacciatori di Grifondoro che lei aveva evitato stava volando, alla ricerca del Boccino, la Cercatrice rosso-oro, Jane Casterwill, Claire strattonò nuovamente la sua scopa e riuscì a passarle a pochi centimetri evitando così di fare falli e regalare la Pluffa agli avversari.*

    La Biovero per poco non travolge Jane Casterwill! Deve fare più attenzione, ma, signori, che riflessi la ragazza!

    *La voce del cronista, a metà tra l’ammirato e il sarcastico, descrisse l’azione appena conclusa. Per sua fortuna, Claire era riuscita nell’intento di allontanare la palla dagli anelli di Tassorosso. Finalmente aveva tirato fuori i denti anche lei e ne aveva dato prova davanti a tutti. I giallo-neri non erano dei pappamolla e sapevano giocare a Quidditch, lo vedevano tutti e più nessuno, ormai, avrebbe potuto negarlo. In quel momento restava un’ultima cosa da fare, trasformare quella corsa folle in un’azione da goal. Dovevano pareggiare e, poi, magari, ribaltare il risultato.*

    Forza Tassorosso!

    *Si ritrovò a pensare mentre, dopo aver schivato gli avversari, sapeva che l’unica cosa da fare era valutare le opzioni e, possibilmente, farlo anche il più velocemente possibile. Non c’era tempo da sprecare o perdere.*

  • Quenya_Faraway

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 1260
       
       

    *I Grifondoro si trovavano in vantaggio di 10 punti, grazie al loro ultimo, sorprendente tiro agli anelli, ma non potevano lasciarsi andare all'entusiasmo perché la partita non era ancora finita. Mai allentare la corda, poiché per una squadra sportiva sarebbe stato fatale. Inoltre i Tassorosso, ed in particolare Dragonis, sembravano iracondi per qualche ragione, il che li aveva resi ancora più agguerriti.*


    *Non sembravano affatto docili, come invece faceva credere il Cappello Parlante nella filastrocca che recitava ai giovani da smistare. Claire continuò ad avanzare senza indugio attraverso il campo da Quidditch, evitando grazie ad uno scatto anche i due Cacciatori Grifondoro, Quenya e Holibus, i quali avevano tentato di bloccarla per riprendersi la Pluffa al fine di aumentare il distacco di punti. La Cacciatrice Tassorosso, volonterosa di riportare la partita ad un livello di parità, non si fece attendere a lungo per sfoggiare un lancio. Senza guardarsi alle spalle, concentrò tutta la potenza nel braccio destro con cui reggeva la Pluffa, tanto che traballò leggermente sulla scopa, e tirò la palla in direzione degli anelli. Un tiro, però, davvero troppo corto per la distanza in cui si trovava. La palla, infatti, non seguì la traiettoria desiderata e calò verso il basso, con il conseguente rattristamento dei tifosi giallo-neri.*

    Ha-haaaa! Vi sta bene, Tassi dei miei stivali!

    *Pensò Angie, il Portiere dei Grifondoro, radiante per non aver neanche avuto la necessità di allungare un dito. Non avrebbe potuto sopportare una sconfitta. Tuttavia, la Pluffa non cadde tra le mani delle sue compagne, ma fu recuperata da un altro componente dei Tassorosso, Sidney. Fu grazie a quest'ultima che Claire poté tirare un sospiro di sollievo.*

    Accidenti!

    *Sussurrò piano Shana Sakai, il Capitano della squadra rosso-oro. Quenya osservò la Responsabile di casata con occhio preoccupato ed seguì la Tassorosso Johnes mentre acciuffava la palla con energia. Sidney, che aveva già tentato un tiro in precedenza, era infatti "sbucata" dal basso, prendendo alla sprovvista la Smith, che in un attimo di distrazione non riuscì a posizionarsi davanti agli anelli come avrebbe voluto.*

    Angie, attenta!

    *Urlò la Faraway dalla faccia sconvolta in direzione di Angie, ed il suo grido si disperse nell'aria gelida e tesa della partita. Purtroppo, però, neanche quell'avvertimento aiutò il Portiere a compiere l'impossibile. Di nuovo, Sidney ed Angie si fronteggiarono, di nuovo la Tassorosso riuscì a incutere nella Grifondoro un po' di timore, anche perché prima era già riuscita a beffarla. Cogliendo al volo quella ghiotta opportunità, la figlia di Tosca lanciò la Pluffa in porta con rapidità ammirevole, e fece trattenere il fiato a tutta la tribuna degli avversari. Un enorme boato di disappunto, fece intendere ad Angie di aver commesso un grosso errore e che, inevitabilmente, la palla era entrata correttamente nel cerchio, riportando la partita alla tanta temuta parità.*

    Dannazione! Argh!

    *La Smith, adirata più con se stessa che con la scaltra Tassorosso, non poté fare a meno di imprecare e cercò con sguardo di scuse gli occhi del suo Capitano.*

    10 punti per Tassorosso, abbiamo di nuovo una situazione di pareggio!

    *La voce del cronista si propagò veloce tra i pensieri di Angie come un incantesimo pietrificante, facendola bloccare con un'espressione da funerale sul volto.*


    *Il giubilo dei Tassorosso riempiva l'aria, e alla ragazza bastò una rapida occhiata verso i suoi compagni di squadra per vedere la delusione sui loro volti. Quel giorno stava giocando davvero malissimo, non si poteva certo dire il contrario. Stizzita, sentì una lacrima di rabbia e frustrazione rigarle il volto. Una soltanto, però: non poteva di certo lasciarsi andare ad un patetico nonché inutile sentimentalismo, che non avrebbe migliorato la situazione. Una ventata fredda fece rabbrividire tutti i giocatori, che erano ormai stanchi e bagnati per la neve, mentre gli spettatori continuarono ad incoraggiare ciascuno la propria squadra, sperando così di portarla alla vittoria.*


    *Sul Campo la tensione era palpabile, poiché quella parità iniziava a dare sui nervi a tutti, ragione per cui entrambe le squadre si riproposero di mettercela tutta, di non mollare e di cercare di vincere quella partita. Nessuno di loro parlava con i compagni, ma dai loro sguardi si poteva capire qualsiasi loro pensiero.
    Shana strinse i denti, ma cercò di non farlo notare. Non avrebbe mai voluto dare l'impressione di una perdita di fiducia, poiché credeva ciecamente nei suoi compagni di squadra e, se l'amica non era riuscita a parare, evidentemente la volta successiva avrebbe prestato cento volte più attenzione.*

    @Sibilla_Strangedreams, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle,
    (Post di @Angie_Smith con piccole modifiche da parte mia.)


  • Claire_Biovero

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 395
       
       

    *La partita tra Tassorosso e Grifondoro stava regalando delle emozioni intensissime a tutti, giocatori e spettatori. Se qualcuno aveva pensato che i carini e coccolosi non avrebbero fatto nulla per difendere il loro onore di squadra, be’, si era sbagliato, e di grosso anche. I Tassi avevano tirato fuori degli artigli notevoli e non stavano concedendo nulla agli avversari. Certo, c’erano state delle azioni poco fortunate che avevano lasciato i giocatori nello sconforto, ma non avevano impiegato troppo tempo a riprendersi e a volare fieramente a cavallo delle loro scope tentando di risollevare il risultato. La giovane Sidney Jones, poi, aveva pensato a rimettere il sorriso sulle labbra di Claire. Grazie a quel goal, e ai suoi dieci punti, erano di nuovo in pareggio, un testa a testa molto sentito dalla Cacciatrice che subito dopo l’incidente alla sua scopa aveva temuto addirittura di dover abbandonare il campo. Invece no, le tre Cacciatrici giallo-nere erano ancora lì, pronte a recuperare la Pluffa e a segnare altri goal senza farsi demoralizzare da niente e nessuno.*

    Sì, Sid, così!

    *Aveva esultato apertamente la Biovero quando si era resa conto che forse, davvero, nulla era perduto, non ancora almeno. La brunetta aveva dubitato anche delle sue capacità in quel gioco, ma stare lì, in quel momento, era l’unica cosa che avrebbe potuto fare, lei era nata per il Quidditch, amava il gioco di squadra e con le sue compagne Cacciatrici c’era un’intesa incredibile.*

    Il Quidditch non è uno sport per deboli…

    *Quel pensiero risoluto attraversò la mente della giovane Tassorosso facendole stringere ancora più saldamente il manico della sua Nimbus. Si chiese come avesse anche solo potuto iniziare a dubitare, lei per il Quidditch aveva lottato in maniera incredibile contro la sua paura dell’altezza e l’aveva fatto egregiamente. Claire Biovero non era una debole, non era una che aveva sbagliato sport e l’avrebbe dimostrato anche durante quella partita. Sorrise fieramente mentre controllava la situazione in campo.*



    *Claire guardava davanti a sé. La sua compagna aveva appena segnato e stava ancora esultando, la piccola Sidney era un elemento prezioso per la squadra e in tutte le partite della Coppa del Quidditch si era dimostrata un asso nella manica incredibile. Quel goal aveva restituito a tutti la speranza di farcela ed era quello in cui dovevano credere fermamente.*

    Ce la possiamo ancora fare!

    *Pensò la Biovero mentre faceva un breve riepilogo della situazione. Lei, la Jones e la Harris erano vicine agli anelli della porta di Grifondoro dove erano stati segnati 10 preziosi punti per la loro squadra e aspettavano la rimessa in gioco della Pluffa da parte del portiere avversario. Angie Smith, infatti, dopo lo smacco subito, stava valutando attentamente quale sarebbe stata la migliore risposta al gioco. La Cacciatrice rosso-oro Quenya Faraway le si avvicinò e si fece passare la palla.*

    Non avrai vita facile, Quenya…

    *Disse Claire mentre con la sua scopa un po’ malconcia compiva delle piccole evoluzioni per riscaldarsi un po’ e non rendere troppo ovvie le sue azioni. Durante quella partita, la parola d’ordine era confusione per i giocatori e anche per gli spettatori. Le Battitrici rosso-oro colpivano i Bolidi e facevano da scudo alla Faraway che, quasi indisturbata, dopo aver recuperato la palla rossa, si avvicinava sempre di più agli anelli di Grifondoro.*

    Ma cosa fa?

    *Sussurrò la brunetta mentre osservava quell’azione che non le era per niente chiara. La ragazza non riusciva a capire quale fosse la necessità di tornare indietro quando avrebbe potuto partire alla volta della porta giallo-nera. Certo, lei, Daphne e Sidney erano sull’attenti, pronte per qualsiasi evenienza, pronte a ostacolarla in ogni modo, ma quella corsa nelle retrovie era “strana” in ogni caso.
    La tassetta cercò di valutare velocemente le cose, c’era di sicuro un perché a quella mossa e loro, in tutti i modi, avrebbero dovuto tentare di fermarla, ora che avevano ottenuto di nuovo il pareggio non potevano permettersi di lasciarselo sfuggire come fumo tra le dita. Si muoveva a scatti, innervosita da quell’azione nebulosa, in cerca di risposte, ma niente di quello che vedeva la riusciva a rassicurare. In campo era già una conquista riuscire a vedere qualcosa e la sua espressione era quella classica smorfia che faceva quando qualcosa che non le andava a genio stava capitando.
    La neve continuava a cadere copiosamente, i soffici e bianchi fiocchi gelidi rendevano la visibilità ridotta al minimo. Il freddo penetrava al di sotto delle spesse divise da gioco invernali. L’intero corpo della Biovero era scosso da tremori dovuti al freddo senza che avesse una qualche possibilità di bloccarli.*




    Che freddo, per Merlino!

    *Pensò tra l’arrabbiato e il risentito la Tassorosso. Aveva paura che quei tremori e quel freddo la distraessero dal gioco, dalle azioni in corso e la portassero a fare errori da principiante, come quello di permettere alla Faraway, e ai suoi compagni Cacciatori, di avvicinarsi troppo alla porta difesa da Dragonis. Non avrebbe potuto permettere una cosa simile, non l’avrebbe mai permessa, non se lo sarebbe mai perdonato. Già troppe volte aveva dato prova di fare errori banali e in quel momento non avrebbe voluto farlo per niente al mondo.
    Quei fiocchi di neve le imbiancavano il cervello, le impedivano di compiere dei pensieri più evoluti e meno nebbiosi di quelli che stava facendo in quel momento, la loro magia invernale la stordiva più di ogni altra cosa e non riusciva a capire perfettamente quello che stava succedendo intorno a lei. Quenya Faraway aveva saldamente il possesso della Pluffa, ma non si sbilanciava in azioni avventate, con quella pessima visibilità nessun giocatore avrebbe mai fatto una pazzia, tutti si impegnavano affinché la squadra traesse solo vantaggi da tutto ciò che facevano in campo, non c’era spazio per scherzi, burle e stupidaggini.
    Anche con la neve che cadeva così abbondante dal cielo Claire vide Gandalf e Jane, i due Cercatori, vagare per il campo alla ricerca del Boccino d’oro.*

    Fa’ che lo acchiappi Gandalf! Fa’ che lo acchiappi Gandalf!

    *Pensò intensamente la Biovero come fosse stata una formula magica. Avrebbe tanto voluto appellare il pallina dorata e consegnarlo al suo compagno intento al suo inseguimento, sapeva di non poterlo fare, ma desiderava solo che quella partita finisse in fretta. Il freddo le stava facendo rallentare i riflessi e sperava di riprendersi per poter contrastare gli avversari.
    Nel frattempo, però, i due Cercatori sembravano non essere minimamente disturbati da quelle condizioni meteorologiche avverse, quasi come se la neve non li potesse distrarre. La tassa sapeva che, per ricoprire quel ruolo, ci volevano delle abilità e delle capacità fuori dal comune ma quel giorno lo stavano capendo tutti. Pur vagando come nel vuoto alla disperata ricerca dell’aurea sferetta dispettosa, sia Jane sia Gandalf sapevano perfettamente cosa fare, con o senza i fiocchi di neve abbondanti che offuscavano loro la vista.*

  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    I fiocchi bianchi calavano sugli anelli del campo di Quidditch, leggeri, adagiandosi sul metallo laccato rosso-oro a sud, giallo-nero a nord. Nel Cuore di Hogwarts, un importante torneo era in corso e poco importava quanto l'aria fosse gelida, perché era una tradizione amata dai maghi e difficilmente vi avrebbero rinunciato, se non per gravi motivi. La partita, fino a quel momento, era stata emozionante sotto tutti gli aspetti e Quenya, dopo diversi passaggi di pluffa con Shana e numerosi cambi di direzione, iniziò a sentir bussare la stanchezza al suo corpo di quindicenne.*

    Avanti, non vorrete cedere proprio adesso che siamo in parità!

    *Implorò la Faraway ai suoi quattro arti. La neve scendeva più copiosa che mai, rattrappendo le dita scoperte dai guanti dei giocatori, e l'aria era così glaciale da far invidia ai poli. Le cacciatrici dei Grifondoro si muovevano parallelamente verso il portiere avversario, rapide e costanti, quasi come guidate da un burattinaio invisibile. Quenya, la quale stringeva la pluffa tra le costole ed il braccio destro, si accorse improvvisamente che il ritmo perfetto creato dall'incedere dei tre cacciatori di Godric si incrinò, poiché dei Tassorosso volanti le otturarono la visuale sugli anelli. Shana, a circa cinque metri di distanza dalla compagna, si accorse dell'intoppo verso il quale si stava dirigendo l'amica, dunque gridò con prontezza:*

    Quen, a me!

    *Alcuni ciuffi svolazzanti erano evasi dall'acconciatura di Quenya, una coda di cavallo troppo debole per il maltempo del momento, e le frustavano insistentemente le orecchie. L'urlo di Shana le giunse in ritardo, poiché deviato dalle forti raffiche di vento, tuttavia Quenya era già pronta ad abbandonare la pluffa ancor prima che le fosse suggerito, e fu un segnale piuttosto positivo per i Grifondoro. Ciò significava che, finalmente, erano riusciti a formare un gruppo unito, con stesse abitudini e linee di pensiero. La pluffa compì un semicerchio sgangherato e passò di mano in mano, da una cercatrice all'altra, costringendo gli avversari ad agire di conseguenza.*

    Bravissima, tesoro.

    *Pensò la capitano della squadra rosso-oro, soddisfatta. Aveva allenato duramente i suoi giocatori, si era impegnata a fondo per trasmettere loro valori come la sincerità e l'amicizia tra compagni di squadra, ma non aveva tralasciato di insegnare anche tecniche di prontezza nel reagire e rapidità nel cambiare direzione in volo. I Grifondoro erano pronti ed era giunto il loro momento di farsi valere. Shana assicurò la pluffa sotto la sua "ala" sinistra e procedette in direzione degli anelli, incurante dei fiocchi di neve che le schiaffeggiavano le guance accaldate.*



    *La cacciatrice era così ipnotizzata dai tre cerchi sfalsati che neanche si accorse di avere un avversario all'altezza delle caviglie. La cacciatrice dall'uniforme color giallo-nero allungò una mano e strinse le ginocchia attorno al manico della scopa per aumentare velocità, pronta a sfilare la pluffa dal braccio della Sakai, ma una voce allarmata bloccò l'azione.*

    Attenta, Shana!

    *Fu il grido di Holibus ad irrompere nel frastuono della tempesta di neve, e fu recepito giusto in tempo per impedire alla Tassorosso di impossessarsi della palla. Shana, troppo impegnata per ringraziare, compì un movimento ad arco con il braccio e lanciò con forza la pluffa verso l'alto, dove si trovava Skett. Lui, pronto a riceverla, allungò la mano sinistra ed attese che la superficie dura della palla entrasse a contatto con i suoi polpastrelli morbidi, tuttavia qualcosa andò storto. Le esili dita di Alexander sfiorarono soltanto l'aria, poiché le continue raffiche di vento deviarono la traiettoria della pluffa verso il basso ed inutile fu anche il tentativo del ragazzo di acciuffarla con i piedi.*

    No, no! Accidenti, non ci voleva!

    *La pluffa, ignorando le imprecazioni del cacciatore dei Grifondoro, scese inesorabilmente tra le mani di Daphne Harris che, con la perseveranza della formica operaia, stava tampinando l'avversario da diverse decine di metri. Shana e Quenya, partecipando direttamente alla scena, provarono una lieve rabbia, ma furono allo stesso tempo abbastanza sagge da accorgersi che Skett non era stato il vero colpevole dell'accaduto. Daphne ruppe le linee di attacco e si distanziò dai Grifondoro; ruotando la scopa all'indietro lanciò la palla in direzione della compagna Tassorosso Sidney.
    Shana si adoperò immediatamente per ricostruire una nuova formazione al fine di sottrarre la pluffa agli avversari. Quenya, determinata, digrignò i denti.*

    Non gliela faremo passare liscia.

    *Pensò, per niente rassegnata, ma pronta a dimostrare fino in fondo la tenacia, da alcuni scambiata per testardaggine, che da sempre animava la squadra.*

    @Sibilla, @Stefano, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Sidney_Jones

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 112
        Sidney_Jones
    Tassorosso
       
       

    *Erano finalmente riusciti a riprendere la Pluffa. Glil'avevano passata e Sidney l'aveva presa a due mani, con le sole gambe che l'assicuravano alla scopa, tenute così strette che le facevano male. L'aveva avuta perfettamente grazie anche ad una corrente di vento e ad un perfetto tiro di Daphne.*

    Siamo proprio adorati dal vento oggi!

    *La giovane Cacciatrice si era subito precipitata di nuovo davanti al Portiere avversario. Sapeva che non poteva sperare nella fortuna avuta poco prima, la dea bendata, si sa è mutevole capricciosa. La Tassorosso, quindi, valutò con cura tutte le opzioni ,consapevole che sarebbe stato difficile tirare con due avversari ai lati, come due spine nei fianchi. Gli spalti erano indecisi, non sapevano se esultare, perché speravano in un’azione come quella di prima, o stare zitti per non disturbare la Cacciatrice che doveva restare concentrata.*

    Dai Sid, stendili!



    *Le urlò una voce che suonava vaga tra i boati del pubblico, mentre stendardi giallo-neri stregati ondeggiavano al vento. Ma Sidney non si lasciò distrarre, aveva già ruotato il busto leggermente per tentare il tiro, per infondere quella potenza necessaria per arrivare all'anello sinistro e, se possibile, segnare. Perché era quello il suo compito, non doveva cercare una piccola pallina d'oro o spaccare le ossa a qualcuno usando mazze e palle di ferro. All’ultimo momento, proprio prima di lasciare la Pluffa, vide con la coda dell'occhio un guizzo rosso sulla lucida scopa della sua amica, che era a pochi metri da lei, era il riflesso sfocato del mantello di un Grifondoro. Lo aveva vicinissimo alle sue spalle e si rese conto che da lì non poteva assolutamente tirare, se l’avversario dietro di lei avessero allungato una mano, avrebbero potuto prenderla per il mantello.
    Era circondata totalmente dai colori, giallo, nero, rosso e oro. C'erano quelli che sostenevano i Tassorosso, chi i Grifondoro e chi, come molti Serpeverde, erano venuti solo a sghignazzare e a mettere in ridicolo i giocatori, credendo di essere bravi quanto i professionisti della nazionale britannica. Ma a Sidney non interessava. L'unica cosa che era importante in quel momento era dare il meglio di sé e gli altri potevano tenersi le loro opinioni per la propria mente. Mentre i Cacciatori avversari la premevano e la spingevano dai lati, la sua mente si estraniò dal corpo e venne risucchiata in un ricordo lontanissimo della sua infanzia.*

    [INIZIO FLASHBACK]


    *Era piccola e sua nonna le insegnava ad arrampicarsi.*

    No! Non voglio nonna!!

    *Si infuriò. Era uno scricciolo e salire su di un albero che era alto dieci volte lei non era una bella prospettiva.*

    Non lo vuoi fare perché pensi troppo! Svuota la mente e fallo! Agisci d'istinto!

    *Ribatté la donna. Era evidente che la piccola Sidney aveva paura, a quella tenera età aveva le vertigini. Tutto era più grande di lei e nessuno poteva obbligarla a salire su quell'albero. Ma un po' per mettere fine alla discussione, un po' perché non sopportava di essere sgridata, avanzò lentamente verso l'albero e mise una mano su di un piccolo ramoscello.*

    Brava! Così!

    *Esultò gioviale la sua nonna, come se vedere la nipote le avesse fatto riaffiorare alla mente tantissimi ricordi. La guardò salire con le lacrime agli occhi, mentre la bimba non vedeva nient'altro che la corteccia robusta dell'albero e la prospettiva di ammirare il mondo con occhi diversi. Finalmente arrivata in cima, si nascondeva nelle foglie, perché si rese conto di quanto fosse alto e tutte ansie risorsero come una fenice dalle ceneri. Era bloccata dal terrore e non poteva scendere; non era certo una bella situazione.*

    Ci risiamo... non pensare, fallo!

    *Riprese la donna con un tono che faceva trasparire la stanchezza di ripetere per la centesima volta la stessa cosa.*

    Almeno, se ti spacchi il collo cadendo, sai che è colpa sua.

    *Le disse una vocina interiore assai fastidiosa, simile a quella di Pix il Poltergeist di Hogwarts.*

    Basta, ora mi sono stufata!

    *Urlò improvvisamente e senza neanche accorgersene saltò giù e si diresse velocemente a casa. Entrata dalla porta si bloccò e capì; era scesa. Indietreggiò, uscì e corse nelle braccia di sua nonna, che non riuscì a trattenere le lacrime. La sollevò e la trascinò in casa.*

    [FINE FLASHBACK]




    Non pensare, fallo!

    *Sussurrò ancora Sidney, mentre con un altro scosso si risvegliò dai suoi ricordi. Quella voce le rimbombava in testa, ed era la stessa che l’aveva seguito per anni. Caricò il tiro portando la Pluffa verso il basso, come una fionda.*

    Ma cosa fa la Jones?! Sembra voler passare la palla alla Harris, ma da quella distanza... non ci riuscirà mai!

    *Disse il cronista eccitato.*

    Di buon auspicio, ma hai capito perfettamente...

    *Sussurrò sarcastica, preparando bene il tiro. Non era certa che le sue esili braccia potessero imprimere tanta potenza, però aveva fiducia nelle suoi compagne e sperava che, anche se avesse fallito, Daphne e Claire non avrebbero permesso tanto facilmente ai Grifondoro di conquistare la Pluffa.*

    Pronta a regalare altri 10 punti ai Tassorosso?

    *Urlò una determinata e un po' troppo fiduciosa Sidney.*

    @Dragonis_Witch, @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss, @Sibilla_Strangedreams, @Shana_Sakai,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *La partita era nel pieno dell'attività, con la stessa energia e decisione con cui la neve continuava a cadere imperterrita dalle nuvole, attirata dalla forza di gravità come le api sul miele.
    Ma nessuno pareva farci particolare caso.
    Le azioni si susseguivano senza sosta, e i colori delle divise si mischiavano in modi sgargianti, seguendo le performance che i giocatori mettevano in atto nella speranza di portare in vantaggio la propria squadra.
    Visto che il Boccino ancora non era stato acchiappato da nessuna delle due fazioni in gara, il gioco era ancora tutto in mano ai Cacciatori.
    E Quenya, Holibus e Shana lo sapevano bene. Era proprio per quello che inseguivano Sidney senza lasciarle un momento di tregua.*

    Dobbiamo riprendere il possesso della Pluffa!

    *Aveva detto Shana, senza bisogno di aggiungere altro; ovviamente i compagni erano perfettamente d'accordo. Sapevano che tutta la Casata contava su di loro, sulle loro capacità che li avevano portati a rivestire un ruolo nella formazione ufficiale. Potevano permettersi di deludere le aspettative di quelli che credevano in loro?
    Assolutamente no!*

    "Dobbiamo tallonare senza sosta Sidney, costringerla a lasciare la palla, e fare in modo che Holibus ne approfitti al momento giusto."



    *Anche se il Grifondoro non era il più leggero del trio, era comunque veloce, e di sicuro più forte, quindi era il soggetto ideale per sopraffare la mingherlina Daphne qualora Sidney avesse tentato un passaggio disperato verso l'amica.
    Di contro Quenya e Shana erano più veloci, e quindi potevano tallonare l'avversaria con più facilità, anche considerando il vento contrario che non lasciava tregua a nessuno dei giocatori.*

    "Coraggio, ci siamo quasi!"

    *Pensò mentre tentava di accelerare ulteriormente. Quenya, quasi avesse letto i pensieri della Capitana, la seguì a ruota, arrivando nello stesso istante ad affiancare la Tassorosso.
    L'avevano chiusa tra le loro spire, come un cacciatore faceva con la sua fragile preda. Adesso non l'avrebbero lasciata scappare; presto la Pluffa sarebbe stata loro!
    E dovevano agire in fretta, gli anelli rosso-oro erano sempre più vicini. Nonostante i fiocchi di neve rendessero più difficile vedere l'ambiente circostante, Shana ne distingueva il profilo.*

    Adesso Quen!

    *Urlò all'amica e compagna, incurante di essere udita anche da Sidney; a quel punto poco importava, sicuramente l'avversaria aveva già chiaro in mente cosa avrebbero cercato di fare.
    Un istante dopo, eccole a spintonare la scopa della Tassorosso, senza violenza, ma giusto quel tanto che poteva dirsi sufficiente a metterla sotto pressione e minare al suo equilibrio.
    Angie, da qualche metro di distanza, osservava la scena senza perdere di vista un solo istante la palla in mano all'avversaria; sapeva che non poteva permettere di farli segnare un'altra volta.*

    "Non subirò un altro smacco, non possiamo permettercelo!"

    *La sua concentrazione era al massimo, niente avrebbe potuto distrarla, neanche i candidi fiocchi bianchi che scivolavano davanti al suo sguardo a grande velocità, muovendosi seguendo le correnti. La loro danza era un qualcosa di ipnotico e affascinante, ma la giovane Portiera non si lasciava incantare; non con una partita da giocare e una tale responsabilità sulle spalle.*

    "Voglio proprio vedere se riuscirai a tirare in quelle condizioni!"

    *Pensò con un sorriso ammirato all'azione che, con grande stile, stavano portando avanti le sue compagne di squadra. Forse avrebbe potuto rilassarsi, Sidney non avrebbe mai potuto superare quella difesa da sola, ma la presenza costante di Daphne le lasciava intendere guai.
    Certo, la sua posizione non era ottimale per un passaggio, ma era proprio in quelle situazioni disperate che si tentava l'impossibile.
    Temeva che, pur di non cedere il possesso della palla agli avversari, la Tassorosso avrebbe tentato qualcosa di assurdo; pareva che anche lo speaker si fosse reso conto di qualcosa di strano, ma la sua voce arrivò ovattata alle orecchie della Portiera, che non riuscì a comprenderla fino in fondo.
    Ma le bastò comunque intravedere il movimento del braccio della Cacciatrice per sentire la vocina nella sua testa urlare "pericolo!".
    Pochi secondi, un grido lanciato nel vento, e la Pluffa volò verso l'alto, lungo una traiettoria impervia, fino a incrociare la giovane Daphne.*



    *Per qualche istante, Daphne parve perplessa, indecisa sull'azione da eseguire, ma un lampo improvviso di sicurezza la spinse a tentare di portare a termine la manovra disperata che si era delineata nella mente della compagna.
    Anche se sapeva che era impossibile, sotto lo sguardo sorpreso di tutti i presenti, tentò il tiro.*

    @Sibilla, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne Harris osservava la scena, inizialmente indecisa, quasi confusa, per quel passaggio fuori dal comune. La piccola Sidney aveva fatto davvero un buon lavoro, lanciando la Pluffa in aria e lasciando i Grifondoro a bocca asciutta, mentre la Harris si gettava a capofitto a prenderla. Era una posizione difficile, scomoda ed era quasi impossibile far entrare la palla negli anelli da quell'angolatura, ma avrebbe provato ugualmente. Dopotutto la Jones aveva fatto di tutto pur di mantenere il possesso della Pluffa e, se la conosceva un po', avrebbe voluto che tentasse di fare goal, nel bene e nel male.*

    Meglio se nel bene!

    *Pensò la biondina, gettandosi a capofitto verso la sua "preda", afferrandola giusto in tempo, prima che questa precipitasse a terra, affondando nella coltre di neve sottostante. Dagli spalti si levarono voci di incitazione per il Vice-Capitano della squadra che, con un sorriso sul volto e la determinazione nel cuore, lanciò la palla scarlatta con forza verso l'anello di sinistra, quello più vicino.*

    WOW! 10 punti a Tassorossoooo!

    *Urlò entusiasta lo Speaker, seguito dalle urla allegre e fiere dei Tassorosso, di Alex e Maya, che distingueva a fatica in mezzo a tutta la folla giallo-nera. Daphne sfrecciò verso le sue compagne, festeggiando e complimentandosi per la mossa azzardata, ma ben riuscita, infine, tornò a posare lo sguardo sulle tribune che era in totale fermento. Coriandoli e stelle filanti svolazzavano mosse dal vento, notevolmente meno forte di quando era iniziata la partita. I colori dei festoni e delle decorazioni spiccavano sul bianco candido della neve e di tutto il panorama circostante; il giallo e il nero risaltavano agli occhi dei giocatori della squadra di Tosca, fieri e orgogliosi di aver causato tanto entusiasmo. *



    Sono mitici!

    *Pensò la biondina, osservando gli spalti, dai quali si alzò una voce conosciuta e... tanto gradita: quella del suo amore.*

    Bravissima, piccola!

    *Le parole di Alex giunsero alle orecchie di Daphne, che sfrecciò senza esitare verso le tribune dove si trovava lui, lanciando un dolce bacio a colui che credeva in lei, che le dava forza e coraggio. Senza il sostegno di lui, probabilmente, non avrebbe tentato mai un tiro così insensato e improvviso. Lui era il suo tutto. Lo amava tanto e, se possibile, amava ancora di più la stima e la fiducia che le dimostrava ogni giorno. Ogni volta che lei era giù di morale, lui c'era e faceva di tutto pur di farla felice, farla sorridere, darle forza e farle uscire sempre il meglio. Per quanto l'idea di tutti sulla Cacciatrice giallo-nera fosse solo di bellezza e sicurezza, lei si sentiva sempre fuori posto e con poca fede in sé stessa, cosa che invece il Corvonero cercava di darle ogni istante. Erano due ragazzi che si erano trovati e Daphne era sicura che fosse per sempre.*



    *La biondina salutò il ragazzo e si diresse di nuovo dalle compagne, pronta a proseguire la partita, con tutta la grinta e la gioia che le stava riempiendo il cuore. Già, era stracolmo di tanti sentimenti positivi e sapeva che, anche se avessero perso, avevano giocato una partita strepitosa e si erano impegnati fino alla fine, collaborando come una vera e propria squadra. Questo era il punto forte della Casa di Tassorosso: l'unione. Suo padre lavorava come Vigile del Fuoco e diceva spesso che, lui e i suoi colleghi, prima di andare a spegnere un fuoco, citavano sempre quel motto che, se non ricordava male, era proprio: "l'unione fa la forza". Daphne si rendeva conto che Diego Harris aveva perfettamente ragione e lei, insieme a tutti i Tassorosso, sul campo da Quidditch stava lottando per il Campionato invernale e la Coppa tanto ambita, come lui con i suoi colleghi fronteggiava il fuoco fatale. Se solo lui sapesse quanto fosse nei guai... se solo non fosse stato così prevenuto nei suoi confronti e timoroso delle sue capacità. L'unica cosa che desiderava la diciassettenne era avere al suo fianco la sua famiglia, mentre ormai la sua famiglia era composta da Alex, Luna e Gmork. Non che le dispiacesse avere il suo Corvonero e i loro due animali, ma i genitori erano ancora vivi entrambi e le faceva male non averli nella sua vita. Purtroppo, da quando aveva scoperto di essere una Strega, il rapporto con suo padre e sua madre si era fatto sempre più teso e distaccato perché, purtroppo, i due Babbani non avevano mai né compreso né accettato l’eccezionalità della figlia e, peggio ancora, avevano sempre guardato con sospetto e timore la magia che lei, mai e poi mai, avrebbe usato per fare del male.*

    Non è il momento di pensare a questo.

    *Si convinse a far fluttuare via dalla sua mente i pensieri e i ricordi negativi, concentrandosi sulla partita ancora in pieno fermento. I Grifondoro erano adirati, Angie urlava ai compagni, sperando di incitarli, così come il Capitano Sakai, era intenta a mantenere alto il morale della squadra. In quello erano abbastanza bravi, ma non quanto i Tassorosso che quanto ad affiatamento e altruismo erano imbattibili. Se non vi fosse stato un simile rapporto fra i giocatori giallo-nero, non avrebbero condotto un gioco come quello e non avrebbero potuto improvvisare un tiro come era avvenuto pochi minuti prima. Tutti sapevano che, senza la cattura del Boccino d’Oro, la partita non si poteva considerare finita. I Tassorosso, però, si godevano i loro cinque minuti di gloria “battendo il cinque” e scambiandosi affettuose pacche sulle spalle, sotto gli occhi un po' irritati degli avversari, che sembravano meditare la propria vendetta. Eppure, l'unico pensiero per i figli di Tosca era godersi la partita e tenere alto il nome della loro fondatrice. Niente di vendicativo o di cattivo, solo divertirsi e far divertire il pubblico che li acclamava e che non desiderava altro che vedere movimento in campo. La biondina rifletté alla donna che era stata a dare il nome alla loro casata, alla sua bontà e alla sua pazienza e con uno sguardo al cielo, non poté che sorridere.*

    Sarebbe stata molto orgogliosa di noi e del nostro gioco di squadra.

    *Pensò Daphne sorridendo, preparandosi a conquistare la Pluffa e a dare in meglio per vincere. Negli occhi delle sue compagne di squadra vi era la stessa determinazione, speranza e concentrazione. Eppure i Grifondoro non erano pronti a farsi sconfiggere, ne era più che certa. Un respiro profondo le bastò per scacciare i pensieri negativi e continuare a lottare per la coppa.*



    Adesso continuiamo e facciamoci valere!

    *Urlò alle Cacciatrici vicino a lei, incitandole, nonostante la sua voce fosse leggermente attutita dal vento e le nuvole sembravano riempirsi sempre più di neve. Era convinta che da lì a quella sera, sarebbe caduta così tanta neve, da ricoprire ogni cosa del suo bianco candore.*

    I Tassorosso sembrano carichi! Vediamo come andrà a finire questa meravigliosa partita di Campionato!

    *Il cronista sembrava entusiasta dall'andamento del match, avvolto con mantello, sciarpa e cappello, che da lontano nemmeno si vedeva in viso. Nonostante il freddo, lui era euforico e raggiante, quasi volesse sciogliere la neve con dei raggi solari che emetteva con la sua energia. Scioccamente quel pensiero la fece calmare, prima di voltarsi ad osservare la situazione in campo, in modo molto sfuggente e poco accurato.*

    Adesso che cosa faranno i Grifondoro? Sembrano un pochino adirati!

    *Commentò ancora, con quel tono di voce che, non faceva trasparire molto sconforto. Più che altro quel ruolo non doveva essere di parte e non lo era, ma quando vi era movimento in campo e azioni mozzafiato, sembrava proprio fare il tifo per la squadra vincitrice. Daphne personalmente, a volte lo odiava, perché le dava la sensazione di essere dalla parte vincente. E poi, il suo commentare troppe azioni le dava i nervi! Se volevano attuare qualche mossa particolare, ecco che lui apriva bocca e tutto andava in fumo.*

    E’ un po' rompigobbiglie ma, quando è allegro, mi provoca una forte gioia nel cuore.

    *Pensò con un sorriso la biondina, riscaldandosi le mani, strofinandosele l'un l'altra, prima di impugnare il manico della sua Firebolt e muoversi veloce verso la metà-campo di Tassorosso, in attesa del rilancio della Pluffa.*

    @Shana_Sakai, @Gandalf_Derweiss, @Sibilla_Strangedreams,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

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        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Nessuno ci avrebbe scommesso; nessuno avrebbe pensato che il tiro di Daphne potesse avere occasione di sfidare seriamente la prontezza di riflessi del Portiere di Grifondoro.
    Eppure ecco che la Pluffa prese il volo, puntando con estrema precisione l'anello difeso dalla giovane Angie.
    Shana la vide scattare in quella direzione, lottando contro il vento contrario che invece facilitò per qualche attimo la traiettoria della palla; poteva vedere come sarebbe andata a finire l'azione, anche se le riusciva incredibile da credere.
    Ma quando la palla oltrepassò il cerchio dorato, la più remota e pessima delle possibilità divenne duramente realtà.
    Ancora prima di realizzare veramente cosa era successo, la tifoseria giallo-nera proruppe in urla di entusiasmo. E, in fondo, ne avevano tutte le ragioni: dallo svantaggio in cui si trovavano all'inizio, adesso i Tassorosso erano riusciti a rimontare.*

    "Ma non sarà così ancora per molto!
    Recupereremo presto questo distacco!"


    *Dovevano farlo! Il Boccino, unica vera speranza per aggiudicarsi la vittoria, era in volo chissà dove, quindi non avevano altra scelta: dovevano impedire che il distacco aumentasse e riportarsi in posizione di parità. A quel punto, poi, avrebbero alzato la posta in gioco portandosi loro in vantaggio, come avevano fatto a inizio partita.*

    Coraggio ragazzi, non dobbiamo demordere!
    Siamo più bravi di loro!


    *Urlò la giovane Capitana, rivolta soprattutto ai suoi due amici Cacciatori, ma speranzosa che il grido giungesse fino alle orecchie degli altri giocatori giallo-oro. Sapeva di poter contare su ciascuno di loro per vincere la partita, li aveva allenati fino allo sfinimento e nessuno di loro avrebbe mollato fino alla fine.
    Nemmeno lei.
    Ricevette la palla direttamente da Angie e, senza perdersi in ulteriori indugi, scattò dritta verso gli anelli avversari.
    Niente strategia stavolta, solo forza bruta. Era stanca di provare tecniche delle più disparate, rischiando di incappare nella difesa avversaria. Adesso sarebbe toccato ai Tassorosso cercare di individuare con quale mossa avrebbero portato avanti l'attacco, perdendo tempo inutile, visto che si muovevano semplicemente come delle calamite attratte dagli anelli dorati.*

    Coraggio ragazzi, attacco forza bruta.

    *Esclamò verso i compagni, conscia che quell'affermazione significasse qualcosa solo per loro. Li vide annuire, forse d'accordo con l'idea che aveva attraversato la mente di Shana, e subito partirono in formazione; la Capitana, in testa, guidava l'avanzata, protetta dagli altri due Cacciatori, uno a destra e uno a sinistra, leggermente più indietro rispetto alla sua posizione.
    Gli avversari non si lasciarono intimorire troppo a lungo, però, e, carichi per la piccola vittoria appena ottenuta, ripartirono all'attacco, tentando di preparare un'efficace difesa a metà campo.
    Forse non sapevano però che qualcuno, più in alto rispetto a loro, si stava attivando per infastidirli.
    Laura, che aveva udito il messaggio criptato di Shana per i compagni, sapeva benissimo come intervenire; il Bolide che le ruotava attorno, poi, sembrava desiderare di volare contro il trio per fare un po' di danni.*

    "Non posso certo lasciarmi pregare!"

    *Ridacchiò la Battitrice, che si preparò subito per caricare il tiro. Il braccio all'indietro, pronto a dare potenza al lancio, e subito dopo l'impatto, violento e crudo.
    Il Bolide partì a razzo, mordendo l'aria al suo passaggio, e procedendo senza intoppi verso l'obiettivo che Laura aveva fissato nella sua mente.
    L'azione ormai era partita, tutto si giocava con la forza e la determinazione. Ma i Grifondoro avevano il coltello dalla parte del manico.
    Ormai erano vicini, pronti all'impatto contro gli avversari, sicuri e decisi nonostante le possibile conseguenze; il Bolide, però, raggiunse l'obiettivo prima di loro, costringendo il muro difensivo posto dai Tassorosso a disperdersi nella zona circostante.
    A quanto pareva la determinazione loro non era stata sufficiente, e questo voleva dire che Shana, Quenya e Holibus avevano la via libera.*

    Avanti tutta!

    *Urlò con tutta l'aria che aveva nei polmoni, mentre accelerava visibilmente, superando senza guardarsi indietro la sua compagna, ma rivale in quel momento, Daphne.
    Sapeva che non sarebbero mai stati in grado di raggiungerli nuovamente; procedevano troppo spediti per loro. Riusciva a vedere gli anelli difesi da Dragonis, e sentiva vicino il loro pareggio. Il punto di partenza per la rimonta che li avrebbe visti vincitori di quello scontro.*

    @Sibilla, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Dragonis_Witch

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Certificato

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    Livello: 7
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    *Dopo che Laura aveva scagliato i Bolidi verso le Cacciatrici della squadra giallo-nera, si verificò se qualcuno fosse rimasto ferito ma, con sollievo generale, parve che tutti i giocatori coinvolti fossero illesi, e la partita riprese immediatamente. Nessuno, ovviamente si preoccupò delle condizioni del Cercatore sia perché era troppo lontano sia perché sembrava che, dopo il colpo di poco prima che quasi lo aveva disarcionato dalla scopa, fosse tornato a volare senza troppi problemi. La realtà, purtroppo, era ben diversa ma né i giocatori né l’arbitro potevano né saperlo né immaginarlo. Dragonis vide che Shana, Holibus e Quenya erano diventati sempre più veloci e si passano la palla senza nessun problema avanzando sempre più vicino al loro bersaglio: lei. *

    Forza dai avete paura di farvi avanti e di tentare di pareggiare? E il vostro coraggio simbolo dei Grifondoro dove è finito?

    *Erano questi i pensieri della donna che li osservava con uno sguardo deciso e con gli occhi da lince, si ricordava perfettamente quando qualcuno le aveva detto che aveva quel tipo di occhi ed era stato uno dei tanti complimenti che aveva ricevuto dalla persona del suo cuore.*



    [Inizio Flashback]


    *C'era un sole splendente quel pomeriggio a Hogwarts e la ragazza aveva da poco terminato i suoi compiti, così aveva deciso di prendere la scopa e di allenarsi un po'. C'era un venticello primaverile e il clima era molto mite, le ultime partite erano state discrete, ma la cosa più bella che le era successa in quel periodo era il fidanzamento con quel corvetto che conosceva da tempo ma che non aveva mai considerato nulla più di un amico. Però, durante un'esercitazione di incantesimi avevano iniziato a scambiarsi sguardi fugaci e poche, timide parole, da quel giorno ogni volta che ne avevano l’occasione, fra una lezione e un allenamento, fra una gita a Hogsmeade e un’escursione nella Foresta Proibita, i due continuarono il loro innocente gioco di sguardi e mezze parole. All’inizio, come spesso capita agli amori nati fra studenti di Casate differenti, avevano incontrato alcune difficoltà, ma le avevano sempre affrontate a viso aperto, senza nascondersi né mentire. Il sentimento che li legava era bello e puro, ed entrambi ne erano orgogliosi, e lo avevano sempre dichiarato alla luce del sole Più il tempo passava più Dragonis era coinvolta da quella relazione che le faceva sentire il cuore leggero e palpitante; le bastava vedere Geordie per sentirsi, come direbbero i babbani, “al settimo cielo”. Ero tutto romantico e perfetto e la giovane strega non poteva desiderare di meglio.*

    Verissimo, ma non sono qui per pensare a “lui”… anche se è davvero difficile!

    *Sospirò la Tassorosso riscuotendosi, poi, decise di prendere il baule contenente la Pluffa, i Bolidi e il Boccino d’oro. Non era folle ed era ben consapevole che non avrebbe potuto allenarsi da sola, forse, se avesse rivestito qualunque altro ruolo, con un po’ di fantasia e tenacia, ce l’avrebbe fatta ma, essendo il Portiere, necessitava per forza di avversari da contrastare. Così, con un trucco che le aveva insegnato il vecchio Capitano della sua squadra di Tassorosso, stregò dei manichini per far sì che si impegnassero a tirare tentando di centrare gli anelli, che lei, ovviamente, avrebbe difeso con tutta l’anima come se di fronte avesse Cacciatori in carne e ossa. Il Portiere si librò in cielo e si mise al centro degli anelli ad aspettare che gli avversari posticci facessero la loro mossa, che non tardò ad arrivare e che Dragonis parò senza nessun problema, poi ne venne una seconda, una terza e, dopo circa un'ora di allenamento, vide una figura comparire a bordo campo che la salutava. Da quella distanza la giovane non aveva capito subito di chi si trattasse ma, appena si avvicinò, riconobbe Geordie, il SUO Geordie che la salutò allegramente.*

    Ciao amore, sapevo di trovarti qui, ho incontrato una tua compagna e mi ha detto che, visto il bel tempo, avevi deciso di allenarti per migliorare la tua tecnica… anche se, da quello che ho visto, non credo che tu ne abbia!

    *Dragonis arrossì per quel complimento perché sapeva perfettamente che lui non le avrebbe mai mentito per nessun motivo al mondo e lo accolse con un leggero bacio sulle labbra prima di parlare.*

    Ciao a te amore, sì, diciamo che ho colto l'occasione per scacciare ogni pensiero e per tenermi in perfetta forma… anzi che ne diresti se mi mostrarmi quanto sei bravo con la Pluffa? So benissimo che sei un ottimo Cacciatore dato che ti ho visto all'opera qualche settimana fa durante l'esercitazione tra Case.

    *Il Corvonero la guardò leggermente imbarazzato e un lieve rossore gli colorò le guance, ma subito accettò con entusiasmo la sfida che gli era stata lanciata. Anche lui indossò la divisa ed inforcò una scopa, poi, i due iniziarono ad allenarsi insieme e, dopo un paio di ore, lui, che era riuscito a segnare solo 3 volte, si complimentò con lei.*

    Wow, amore, ma sei bravissima, ti puoi considerare l'Oliver Baston al femminile e hai un occhio di lince da far invidia a molti… fidati se te lo dico io!

    *Esclamò Geordie facendole l'occhiolino. Dragonis rise di gusto a quella battuta che la fece moto divertire… in realtà, non era solo per quella che rideva, bensì, perché era stata una giornata fantastica, che avrebbe custodito come una dei ricordi più belli, e che niente né il passare del tempo né altro, avrebbe potuto rovinare.*




    [Fine Flashback]


    Concentrazione, determinazione e fiducia in me stessa, quella che solo Geordie sapeva darmi, di questo ho bisogno adesso!

    *Dragonis riportò l'attenzione su ciò che stava succedendo in campo, i tre Cacciatori si erano avvicinati ancora di più e, dietro di loro, vi erano le care Celine e Sinfo che, scagliando Bolidi
    a destra e a manca, cercavano di rompere la formazione degli avversari ma, dannazione, non vi era nulla da fare, i Grifondoro erano davvero abili nei passaggi e nelle rapide virate e, così, proseguivano quasi indisturbati la loro avanzata. In quelli che al Portiere parvero solo pochi secondi i tre Cacciatori rosso oro furono davanti a lei.*

    Maledizione, sono davvero in gamba, lo devo ammettere…

    *Pensò sinceramente ammirata Dragonis, indietreggiando leggermente, non per paura ma per poter meglio difendere gli anelli che erano dietro di lei.*

    Ma io non sono da meno!



    *Concluse il proprio ragionamento stringendo i pugni e preparandosi a scattare, ovunque avessero tirato la Pluffa lei sarebbe stata pronta a fermarla. Non temeva né i Grifondoro né nessun altro, da tempo aveva imparato a controllare ogni suo sentimento, quando si trattava di assolvere al proprio compito.*

    @Shana_Sakai, @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss




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  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    *Dolore, freddo, frustrazione e dolore, ancora dolore. Il torace di Gandalf bruciava terribilmente, più il tempo passava più le fitte si facevano intese e lancinanti, tanto da togliergli il fiato e rendere corto, affannoso, il suo respiro, Solo mantenersi in volo per il giovane Cercatore di Tassorosso era un'impresa sovrumana ma non avrebbe ceduto, avrebbe stretto i denti e sarebbe rimasto al suo posto, seppur ferito e dolorante.*

    Devo resistere per le mie compagne che contano su di me… per la carissima Daphne, per la dolce Claire, per la piccola Sidney, per la generosa Celine, per la caparbia Sinfo e per l’infaticabile Dragonis… tutte loro contano su di me!

    *Il ragazzo sapeva bene che una squadra senza Cercatore era condannata alla sconfitta, prima morale e poi fisica. Infatti, non vederlo al suo posto, sapere che non stava cercando il Boccino d’Oro avrebbe minato la sicurezza di tutte le giocatrici giallo-nero. Nello stato in cui si trovava non poteva fare molto, se non combattere contro gli elementi ed il suo stesso corpo per restare esattamente dov’era, in modo che le amiche e compagne lo vedessero e pensassero che fosse ancora in gioco.*

    Continuare a volare.. stringere la Firebolt con le mani… resistere alla bufera ed al dolore… solo questo devo fare!



    *Il suo petto si alzava e si abbassava, attaccandosi alla divisa bagnata e ghiacciata, ma quel freddo umido era un sollievo. Lo stesso gelo che sembrava essere il peggior nemico degli altri giocatori in campo, per lui, era l'unico, crudele alleato, che intirizziva i muscoli e la pelle ma, allo stesso tempo, rendeva quasi sopportabile il dolore, riducendo l'emorragia ed il gonfiore causato dalle costole che, se un primo momento pensava fossero solo incrinate, in seguito, si era reso conto che dovevano essere rotte. Solo così si spiegava l’avvallamento che avvertiva sul lato destro del costato, esattamente dove il Bolide lo aveva colpito, ed il dolore pungente che lo trafiggeva ad ogni respiro.*

    Questa volta non potrò fare a meno di andare in Infermeria…

    *Il viso pallido, la mascella serrata, gli occhi arrossati e le pupille contratte, mentre i capelli bagnati gli ricadevano inerti sulla fronte e sugli occhi, riducendo la visibilità. I candidi fiocchi di neve sembravano danzare sul suo volto provato, formando raffinati ghirigori e fondendosi al sudore, per poi finire sulle labbra tirate e bluastre per il freddo.
    Il collo era contratto per mantenere la testa puntata verso il Boccino, ma era investito da gelide raffiche di vento frammiste ai fiocchi pungenti, che si insinuavano nel collo della divisa, colando sulla sua pelle, lungo la colonna vertebrale e facendolo rabbrividire fino al coccige che, rattrappito sul manico di scopa, gli causava anch'esso dolore, come se, invece che sulla sua Firebolt, fosse seduto su mille aculei.
    I muscoli delle braccia erano contratti e non poteva muoverli, mentre l'articolazione scapolo-omerale gli doleva in modo sordo ma continuo, probabilmente a causa dell'eccessivo sforzo compiuto per ritornare ad inforcare la scopa. Le gambe, anch'esse provate dalla movimento innaturale e faticoso di poco prima, erano incrociate sotto il fedele manico, ma quasi non le sentiva più, a causa di un formicolio sempre più intenso e persistente.*

    Non ce la faccio… vorrei solo che il dolore finisse e che il freddo mi avvolgesse nel suo abbraccio…

    *Gandalf delirava, febbricitante e tremante, per lo shock, per il freddo e per il dolore che, come un'onda anomala lo sovrastava, impedendogli di pensare ad altro, impedendogli di concentrarsi, impedendogli quasi di respirare.
    Dentro il suo animo si agitava una tempesta di sentimenti, che lo sbalzavano prima da una parte e poi dall'altra, provocandogli cambi di umore repentini ed incontrollabili, dall'ira alla paura, dall'autocommiserazione al rimpianto, dalla speranza alla disperazione… ma cosa poteva mai sperare di fare conciato in quel modo? Perché non abbandonare tutto e lasciarsi risucchiare dall'oblio luminoso e privo di dolore?*

    Sarebbe bello non avvertire più tutto questo, vorrei solo che smettesse…

    *Gandalf delirava e bruciava di febbre, ogni fitta al petto, sia di rabbia, sia di paura, nonché di dolore, sembrava strappargli le capacità ragionare, ogni stilettata che lo colpiva lo allontanava sempre più dalla realtà. Il suo corpo martoriato tremò, come a volersi scrollare di dosso il peso della vita, ma riuscì solo a riempirsi di nuove dolorosissime crepe. Ancora una volta l'ondata lo sommerse, più intensa di prima, offuscandogli la vista e togliendogli il fiato. E se quello fosse stato il suo ultimo respiro? Era poi così terribile la morte? No, in quel momento, al Tassorosso pareva che la nera signora fosse una generosa dispensatrice di pace anziché l'arcigna mietitrice di anime che molti dipingevano.*

    Pace , silenzio, un po’ di tregua nella bufera…

    *Gandalf delirava e le sue capacità si affievolivano sempre più. Quello stato emotivo si rifletteva negli occhi: il verde limpido e pieno di vita era diventato cupo e torbido, uno specchio oscuro dove propaggini di tenebra si insinuavano nei punti più imperscrutabili della sua anima. I laghi cristallini erano divenuti melmosi pozzi di petrolio tossico e da quelle profondità emanavano una luce triste e priva di speranza, una non luce, che rifletteva il suo dolore fisico e morale.
    Una sensazione di familiarità e pace lo avvolse, ma una parte della sua mente continuava a lottare contro il dolore, che gli strappava spietatamente e con l'inganno i sensi, proprio nel momento in cui sarebbe dovuto essere più lucido e presente, all'epilogo di quella partita, nell'attimo della vittoria o della sconfitta. Ma era troppo faticoso... troppo doloroso. E Gandalf allentò la presa. I suoni diventarono un lontano e flebile ronzio, mentre le dita non stringevano più il manico della Firebolt. Nessun dolore gli pervadeva il corpo, mentre una parte di lui, ormai per inerzia, mormorava alle compagne parole di scusa, mentre dalle labbra semi-aperte uscì un gorgoglio incomprensibile.*

    Mi spiace non ci riesco…



    *Precipitava lentamente, ma inesorabilmente verso l’incoscienza. Un lungo, interminabile ed ingannevole abisso bianco splendente si dispiegava dentro ai suoi occhi, senza confini, un oceano luminoso ed immenso che lo inghiottiva. Era semplicemente infinito. La sua mente vuota volteggiava con lui come uno dei tanti fiocchi di neve mossi dal vento, nessun pensiero la attraversava. Galleggiava tranquillo, il dolore era passato e si sentiva in pace con tutto ciò che lo circondava. Il bianco fluttuava leggero ed impalpabile, lucente e senza fine. Non vi erano né forme né colori né altro... era un perfetto niveo candore. Vuoto e stupendo.
    Il giovane non respirava e non vedeva, ma si sentiva al sicuro e protetto… stava bene in quell'universo ovattato che tanto doveva assomigliare al ventre materno; indistinto e confortevole, tiepido e confortante. Il bianco lo cullava e lo accoglieva benevolo tra le sue braccia. Il suo corpo era immobile sulla scopa eppure Gandalf, o forse la sua coscienza, continuava a sprofondare gradualmente ma inevitabilmente. Verso dove? Non gli importava, perché era piacevole e privo di dolore; ciò gli bastava.
    Ad un tratto, però, la caduta rallentò fino a fermarsi, mentre lui fluttuava senza peso al centro di un universo candido ed impenetrabile. Era rilassato, sereno, spensierato, non pensava né voleva nulla, se non continuare a galleggiare senza peso, senza pensieri, senza dolore.
    Poi qualcosa successe. Un fiocco di neve si staccò dal bianco amorfo e danzò verso di lui. Più si avvicinava più acquistava una forma, dapprima era solo una sagoma indistinta, poi assunse l’aspetto di una mano, candida e minuta, dietro alla quale, in seguito, apparve un braccio, un corpo ed, infine, un viso. Era Maya che si protendeva verso di lui e lo invitava ad aggrapparsi a lei.*

    Reagisci, non lasciarti andare… so che fa male, ma devi riscuoterti dal torpore… se non vuoi o non puoi farlo per te stesso e le tue compagne di squadra, almeno, fallo per me!

    *Fissava la mano della ragazza, il suo viso ed i suoi occhi stupendi, era tentato di avvicinarsi a lei e di ripercorrere il cammino a ritroso, ma la consapevolezza che, se si fosse allontanato da lucore indistinto, il dolore sarebbe tornato lo bloccò. In quel luogo informe e lattiginoso stava bene ed era sereno, anzi, non provava proprio nulla, il suo corpo galleggiava senza peso, senza spasimi e senza dolore. Perché sarebbe dovuto tornare al freddo ed alla sofferenza? Che senso aveva? Nessuno… a meno che ciò non significasse dover rinunciare a lei. Per non perderla sarebbe stato disposto ad affrontare di nuovo quella strana tortura che il suo stesso corpo gli infliggeva. Fra la solitudine indolore e la sofferenza affianco a lei, non aveva dubbi; sceglieva la seconda.*

    Ci provo, meine Liebe…



    *Sussurrò lui mentre, con uno sforzo di volontà immane si impose di muoversi verso di lei, verso la luce che era alle sue spalle, verso la vita.
    Il corpo del giovane mago si contrasse dolorosamente in più spasmi, ed ogni volta desiderò tornare nel bianco senza tempo, senza spazio e privo di dolore. Ma strinse i denti e, seppur arrancando fra i tormenti, proseguì.*

    Ci sono quasi, ma fa maledettamente male…

    *Un'esplosione di luce accecante e Gandalf aprì di nuovo gli occhi sul campo da Quidditch. Sbatté le palpebre per abituarsi alla luce reale, molto differente da quella mentale in cui era stato immerso fino a quel momento. Dopo qualche istante, quando le pupille si furono contratte ed i fiocchi di neve volarono via dalle sue ciglia scivolando nel vento, riuscì a vedere più chiaramente. Nulla era cambiato da poco prima, né il campo innevato, né l’infuriare della bufera e nemmeno il dolore, che era tornato con identica intensità, resa più acuta dal breve attimo di sollievo che aveva provato, mentre era in bilico fra incoscienza e coscienza. Le dita si strinsero al manico per migliorare le presa che un po’ si era allentata, e nuove fitte lo attanagliarono come una morsa spietata.*

    Le devo ignorare… dopo avrò tutto il tempo per leccarmi le ferite, ma ora devo concentrarmi sul mio compito.

    *Si disse cercando di estraniarsi dal suo stesso corpo, per non sentire le costole doloranti che, ad ogni respiro, trafiggevano sempre un po’ più a fondo il polmone sottostante, per raccogliere quel poco di lucidità che gli era rimasta alla disperata ricerca di Boccino d’oro. Il solo che avrebbe potuto mettere fine alla partita e, con essa, ai suoi tormenti. Il Cercatore socchiuse le palpebre per aguzzare la vista e tentare, così, di distinguere i movimenti della pallina dorata nell’imperversare della tempesta, mentre con le mani strette al manico, lottava per mantenere il controllo della propria Firebolt spazzata dalle forti raffiche di vento, ma più aspramente lottava contro il dolore che lo aggrediva ad ogni minima contrazione muscolare.
    Quando all’improvviso un balenio lontano, catturò il suo sguardo. Gandalf fissò le iridi verdi su quel miraggio, cercando di metterlo a fuoco e sperando con ogni cellula del suo corpo che fosse l’agognata preda.*

    Non lo sto immaginando, quello è proprio il Boccino!

    *Esclamò quasi incredulo. La minuscola sfera alata splendeva, come una stella tra i luminosi riflessi dei cristalli di neve. Unica fonte di pace, calore e… vittoria. Tutto il resto sembrava grigio e senza senso. Mentre la metteva a fuoco, la pallina dorata parve fermarsi un attimo e Gandalf avrebbe giurato che con le sue alucce gli facesse cenno di muoversi per raggiungerlo ed acchiapparlo. Il Cercatore di Tassorosso avrebbe voluto raccogliere la sfida e lanciarsi all’inseguimento, come aveva sempre fatto, e come avrebbe continuato a fare, ma non ci riusciva. Era come avvinghiato nella morsa del dolore, che lo spingeva, lo strattonava e lo paralizzava, lambendo con sue unghie arcigne le delicate membra ed affondando i sui denti affilati nella carne tenera e palpitante. Gli mormorava parole incomprensibili agli uomini e gli prometteva eterno tormento. Il suo implacabile avversario lo stava sconfiggendone, piegando la sua ragione, la sua volontà e perfino il suo cuore.*

    Non ti lascerò vincere, non così facilmente, non senza combattere!



    *Sibilò serrando ancora di più la mascella e facendo stridere i denti gli uni contro gli altri. Non voleva arrendersi al dolore, non poteva farlo, proprio quando la sua meta era tanto vicina.
    Lo sguardo puntato al Boccino ora sfocava, come se Gandalf guardasse da dietro un vetro appannato, ora rendeva ogni immagine nitida e chiara, tanto da far sfumare tutto il resto, a parte l’irraggiungibile preda alata. Richiamando tutte le poche forze residue che gli rimanevano, si avvinghiò alla Firebolt e si lanciò all’inseguimento. Ogni metro superato, ogni accelerazione impressa alla scopa era una tortura, che gli faceva conoscere nuove e sempre più profonde varietà di dolore. Gli occhi gli si riempirono di lacrime, mentre il vento gli schiaffeggiava il viso e lo colpiva come al petto. I fulmini, portati dalla tempesta, saettavano ovunque nel cielo e lo deridevano per la sua fragilità, per la sua debolezza, per la sua caducità. Ma il Cercatore di Tassorosso non ci fece caso era troppo concentrato a mantenere un minimo di coscienza, sarebbe bastato davvero poco perché il suo invisibile nemico avesse la meglio e lo sopraffacesse facendogli perdere i sensi.*

    Il Boccino… il Boccino… il Boccino

    *Si ripeteva Gandalf in preda al delirio per restare concentrato sulla propria meta. Neanche per un istante si chiese che stesse facendo la Cercatrice di Grifondoro, perché, il quel momento, aveva un avversario molto più spietato e potente di lei con cui battersi, un antagonista che, se lo avesse sconfitto, avrebbe potuto sottrargli molto più della pallina dorata e della vittoria.*

    @Shana_Sakai, @Daphne_Harris, @Dragonis_Witch, @Sibilla_Strangedreams,


  • Shana_Sakai

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    *Lottare contro la bufera si faceva ogni minuto più difficile. Nonostante tutto la scopa di Jane continuava a muoversi frenetica lungo tutto il campo; non era solo perché era continuamente spazzata dalle gelide folate di vento, ma anche e soprattutto perché la giovane non aveva intenzione di darsi per vinta, lanciando occhiate in ogni direzione nella speranza di non lasciarsi sfuggire neanche il minimo bagliore luminoso.
    Certo, con quel tempo era tutto più difficile, ma sapeva che anche con quei fiocchi che scendevano dal cielo, lo sfavillio dorato non le sarebbe potuto sfuggire facilmente.*

    "Ho già volato con condizioni atmosferiche simili, devo solo concentrarmi maggiormente a mantenere la scopa nel giusto assetto."

    *Ricordava ancora una delle prima volte che aveva dovuto lottare assiduamente contro il volere del tempo.*

    [Inizio Flashback]

    *In groppa alla sua scopa, intimorita, Jane si apprestava a mostrare le sue abilità durante uno dei primi allenamenti; era stata scelta per entrare in squadra e adesso doveva far vedere a tutti che cosa aveva portato Shana a prendere quella decisione.
    Ma il vento era tanto forte e violento nelle sue raffiche, che non riusciva a salire più di qualche metro, sentendosi ridicola di fronte a tutti.*

    "Accidenti, più lotto contro le correnti e più queste mi trascinano violentemente a terra!"

    *Era demoralizzata; sapeva di essere una buona Cercatrice, ma in quel momento avrebbe preferito sparire.
    Quando vide la Capitana, Shana, volare verso di lei, fu per qualche momento tentata di scappare, lasciando tutto lì. Ma conosceva la giocatrice, sua amica e compagna di Casata, e doveva convincersi che non le avrebbe gridato contro; non era nelle sue corde un simile atteggiamento.
    La vide scendere sul morbido terreno innevato, con il suo solito sorriso sul viso, prima di avvicinarsi a lei.*

    Che cosa non va tesoro?

    *Le domandò con il tono dolce e gentile che aveva sempre usato con tutti i compagni di squadra.*

    Non... non riesco a vincere le correnti...

    *Ammise Jane alquanto imbarazzata, abbassando lo sguardo fino a fissarsi le sue stesse scarpe. Come avrebbe reagito la Capitana? Era stata lei a sceglierla in squadra... se ne stava forse pentendo?*

    Ho notato che tu cerchi di combattere le correnti, ma purtroppo la natura è quasi sempre più forte di noi. Facendo così non riuscirai mai a salire di quota. Devi seguire le correnti, sfruttarle a tuo vantaggio.
    Specie ad alta quota scoprirai che variano spesso e non seguono una logica. Devi scoprire tu come soffiano per poter volare più veloce degli avversari.


    *Jane si limitò ad annuire, annotando mentalmente le informazioni ricevute, e sorrise felice, fiera di far parte di una squadra meravigliosa come quella.*

    Dai riproviamo assieme.

    *Sorrise Shana, montando sulla scopa insieme alla Cercatrice, pronte a spiccare il volo con sicurezza e coscienza.*

    [Fine Flaskback]


    *Jane si arrestò qualche secondo, prendendosi un attimo di tempo per studiare le correnti. Era inutile affannarsi a quel modo, lasciandosi prendere dalla paura.
    In quelle condizioni avrebbe soltanto danneggiato la squadra, che invece faceva affidamento su di lei per strappare la vittoria agli avversari.*

    "Ce la puoi fare, Jane.
    Segui i consigli di Shana e perlustra il campo."


    *Riprese il volo, leggiadra, sfruttando le correnti ascensionali per raggiungere il suo avversario; sapeva che restargli appresso era la soluzione migliore per non rischiare di lasciare nelle sue mani la vittoria.
    Proprio in quel momento, una sua poderosa accelerata la convinse ad allungare lo sguardo dinanzi a loro.*



    *Ed eccolo apparire dietro la giovane Dragonis, quasi si stesse prendendo gioco di entrambi.
    Nemmeno la neve che scendeva copiosa, coi suoi grandi fiocchi, riusciva a nasconderlo alla vista dei due Cercatori; fermo tra i due anelli, pareva in attesa della loro partenza a razzo verso di lui.*

    "Accidenti Jane, muoviti!"

    *Si rimproverò la giovane, cominciando a inseguire la piccola sfera dorata, indietro di qualche metro rispetto al suo diretto avversario. Non vedeva niente altro se non lo sfarfallio di quelle piccole ali in costante movimento; niente avrebbe potuto scalfire quella maschera di concentrazione.
    Era conscia del pericolo che rappresentavano i Bolidi, ma avrebbe preferito rimanere colpita piuttosto che lasciare la vittoria nelle mani di Gandalf.*

    "So che Shana si arrabbierebbe con me, ma non posso fare altrimenti!"

    *Arrancava dietro il Cercatore giallo-nero, allungando il suo corpo sul manico della scopa per cercare di guadagnare qualche centimetro.
    Le correnti, però, continuavano a tenerla debitamente a distanza, lasciando Gandalf in leggero vantaggio.*

    "Non posso permetterlo! Devo ragionare lucidamente e sfruttare al meglio ciò che la natura mi offre, anziché considerarlo un ostacolo al mio volo."

    *Non era facile, lo sapeva bene, ma da quella posizione era la sua unica possibilità di superare in velocità l'avversario. Doveva almeno tentare, o non sarebbe più stata in grado di guardare i suoi compagni in faccia per la vergogna.*

    "Coraggio, a noi due!"

    *Le lezioni di volo si dimostrarono utili; aveva studiato le correnti in una di esse e aveva qualche idea su come sfruttare la cosa a suo vantaggio.
    Abbandonò l'inseguimento, portando la sua scopa verso l'alto di pochi metri; incontrò qualche leggera difficoltà in principio, ma fu questione di pochi istanti. Adesso aveva una visuale perfetta del campo sotto di lei e del Boccino; vedeva come Gandalf vi arrancava dietro, come stesse lottando contro qualcosa di più potente del semplice vento.
    Ma non era quello il momento di pensare ad altro: il suo unico obiettivo era il Boccino d'oro!
    Ed ecco finalmente quello su cui aveva sperato.
    La percepì subito, la corrente d'aria la sospinse in avanti, e lei ne approfittò senza troppi fronzoli.
    Impugnò il manico con la sinistra, allungando il braccio destro in avanti mentre puntava la sua Firebolt verso la piccola sfera dorata.
    La scopa, sospinta dalle correnti, scivolò quasi in avanti, superando senza difficoltà il giovane Tassorosso.*



    *Furono attimi di tensione; il braccio di Jane tremò leggermente per il freddo che attraversava tutto il suo corpo, ma la mano riuscì comunque ad artigliarsi attorno al freddo metallo del Boccino.
    Le dita si chiusero, serrandolo al suo interno.*

    "L'ho preso?"

    *Si chiese Jane per qualche istante, timorosa ad aprire la mano temendo di lasciar volare nuovamente via il prezioso risultato ottenuto. L'aveva sognato tante volte, e quasi non riusciva a pensare fosse stata in grado di farcela sul serio: era riuscita a farla a uno studente più grande di lei, portando alla vittoria la sua squadra.
    Il fischio dell'arbitro e la voce dello speaker che annunciava la loro vittoria, arrivarono pochi istanti dopo, confermando le supposizioni che la giovane Cercatrice cercava di frenare per evitare delusioni.*

    E' tutto vero!

    *Un sorriso si dipinse automaticamente sul suo volto, mentre si apprestava a scendere a terra, ansiosa di festeggiare insieme ai compagni di squadra e al resto dei Grifondoro che, dagli spalti, dimostravano ampiamente la loro immensa felicità.*

    @Sibilla, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Sibilla_Strangedreams

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    Livello: 13
    Galeoni: 536261
       
       

    TASSOROSSO 150 - GRIFONDORO 50



    La 5° Partita della Coppa Invernale del Quidditch è vinta da Tassorosso,
    sia per l'impeccabile gioco di squadra sia per il valore oggettivo di ogni singolo intervento,
    nonché, per non aver saltato nemmeno un post di quelli assegnati.

    Inoltre, non solo la squadra di Grifondoro è stata penalizzata dall'aver saltato ben due post ma, anche il grave errore di coerenza che hanno commesso, e che mi ha costretto a editare un post per far sì che la partita potesse proseguire secondo la traccia dato, ha pesato molto sulla valutazione finale.

    Comunque, complimenti a tutti per l'impegno dimostrato e in particolare
    a @Shana_Sakai, per aver svolto da sola il lavoro di un'intera squadra e
    a @Gandalf_Derweiss, sia per i bellissimi post che ha scritto in modo
    davvero impeccabile ed emozionate, sia per i video che ha inserito;
    se non erro, è la prima volta che qualcuno ha pensato di ricorrere
    a questo supporto e l'idea mi è davvero molto piaciuta.


    @Daphne_Harris, @Dragonis_Witch, @Pervinca_Periwinkle, @Shana_Sakai, @Stefano,



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