MagicWars Partita 11109



  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    [Nocturn Alley, ore 20:21 p.m]


    *Era una situazione assai curiosa, quella in cui si trovava. Erano fuori da Magie Sinister, in divisa e… Charlotte si preoccupava di coprire il Marchio Nero? Certo, quello si che era un incantesimo utile, ma in altre situazioni, con altri presupposti. Ad ogni modo, Alexander protese l’avambraccio verso di lei, lasciandola fare, in silenzio. Certo, si trovava a far coppia con una Mangiamorte molto più grande di lui, molto più esperta… ma, contro oltre ogni aspettativa, non era teso. Era, invece, certo che avrebbe saputo tenere il passo di quella collega, di quella strega, senza esserle di peso. Per avere vent’anni, infondo, sapeva badare a se stesso. Si ripeteva mentalmente che non avrebbero avuto intoppi, quando Charlotte Mills gli comunicò la presenza di due Auror, in quel vicolo assieme a loro. Non poté che darsi dell’idiota, dell’illuso, per aver creduto anche un solo istante che i soliti ficcanaso “siamo i più fighi del mondo magico” non si fossero fatti vivi, quella sera. Sospirò rumorosamente da sotto la maschera, scambiando un’occhiata con la sua collega: dovevano muoversi, fare qualcosa, perché lo scontro era alle porte. Aveva affrontato più di qualche avversario, in quel paio d’anni, e non poteva definirsi un pivello come quelle due, invece, sembravano. Li tenevano d’occhio… senza nascondersi decentemente? Merlino, erano proprio nuove del mestiere! La loro doveva essere una missione di recupero, una compito semplice e veloce, senza dover avere ulteriori morti sulla coscienza. Certo, sempre se una coscienza ce l’aveva! No, dai, non era poi un mostro. Era un tipo un po’… complessato, difficile e privo del classico “amore per il prossimo” che una certa religione tratta, ma i suoi simili non li odiava: li ignorava, semplicemente. Quei due Auror, quella sua collega, non erano altro che pedine sulla scacchiera della sua vita. Era come essere il Re degli Scacchi Magici in carne ed ossa, essendo attorniati da Alfieri, Torri, Cavalli, Regina e Pedoni in Marmo. Non importava se a perire era una pedina alleata, ne se era un’avversaria. Cosa importava allora? Semplice: la propria sopravvivenza. Una morte, di un alleato o di un avversario, gli procurava sempre un certo divertimento. Era… curioso vedere la vita abbandonare un corpo, macabramente affascinante vedere gli occhi spegnersi, le labbra rilassarsi, il petto fermarsi. C’era un’aria particolare, tutt’attorno ad un morto, un clima inconfondibile, misterioso… dannatamente caratteristico.*

    Oh su Foster dopo tutti gli anni che hai passato ad Hogwarts, non ti ricordi più che sono un Animagus?

    *Per chi cavolo l’aveva preso? Certo, i loro “ferri del mestiere”, le maschere, non facilitavano la comunicazione tramite il linguaggio del corpo, perciò un semplice spostarsi da un piede all’altro poteva essere scambiato con un gesto di puro terrore.*

    A-ah.

    *Tagliò corto Alex, seguendo le istruzioni della sua collega ed entrando da Magie Sinister.*

    [Magie Sinister, ore 20:23 p.m]


    * Il proprietario stava contando gli incassi della giornata al lume di candela, dietro al grande bancone in legno scuro, circondato, al momento, più da scartoffie che dai vari manufatti oscuri che aveva provveduto a rimettere a posto per evitare furti… o situazioni come quella in cui, inconsapevolmente, si trovava. Un sorriso comparve dietro la maschera dell’ex Corvonero che, con un sorriso, mormorò:*

    Seeera.

    *Il vocione reso tale dalla maschera fece alzare gli occhi di scatto al signor Sinister che, dopo aver aperto la bocca in un’espressione di puro stupore, si tuffò in avanti con la bacchetta alla mano. Perché doveva rendere tutto più difficile? L’armadione a due ante di un metro e novantatré che era Alexander, gli strappò il catalizzatore magico di mano e glielo picchiò sul cranio dalla parte del manico, sentendo un “toc” sordo provenire dal punto preciso dove l’aveva colpito.*

    Queesto noon si fa!!

    *Canticchiò quella frase con lo stesso motivetto per riprendere dei bambini, tirandogli un violento colpo di tacco allo stomaco, facendolo inciampare e tossire, fino a farlo rovinare a terra, paonazzo e senza fiato.*

    Che… che cosa vuoi?

    *Oh, ma quanto si poteva essere ottusi? Come se non si aspettasse una visita da parte dei Mangiamorte! Insomma… Charlotte era stata davvero poco prudente, mostrandogli il Marchio Nero. L’aveva fatto accidentalmente, forse, o forse no. Fatto stava che avrebbe fatto meglio a celarlo prima, quando era in “borghese”, come dicevano i babbani. Ma ormai era fatta, giusto? Un altro dubbio, improvviso e fulmineo, aveva riempito la mente del Mangiamorte: era stato Sinister a chiamare gli Auror, quella sera? Erano lì per caso o, come il mago e la strega delle tenebre, erano per quelle strade con un motivo ben preciso?*

    Dovrei torturarlo, ucciderlo… o lasciar correre?

    *Bene, un’altra domanda a cui far fronte, un altro dubbio da chiarire. Non aveva molto tempo, ma sapeva di non poter perdere troppo tempo: Charlotte era di fuori e, benché non gli importasse granché della sua vita o del suo essere dentro o fuori Azkaban, la sua cattura o morte avrebbe permesso alle due novelline di chiamare i veri Auror: quelli temibili, quelli pericolosi, quelli addestrati… e non sarebbe stato un bene, per lui. Sinister si era rialzato in piedi, avvicinandosi “minacciosamente” al ragazzo con una Daga. Un gesto fulmineo e il Mangiamorte gli prese la mano armata dal polso, sbattendola contro un mobile e facendo scivolar via il pugnale dalla lunga lama, mentre un gemito del negoziante provava che aveva passato momenti migliori.*

    Dov’è la collana, Sinister? La Collana di Opali.

    *Non cercava cianfrusaglie prive di valore, non anelava a gingilli con qualche insignificante fattura o maledizione: voleva la collana che stregò Draco Malfoy nel tentativo di uccidere Albus Percival Wulfric Brian Silente, uno degli ex presidi di Hogwarts nonché il mago più potente del mondo… o almeno, era questo quello che si diceva. Insomma, persino il Signore Oscuro nutriva nei suoi confronti giustificato timore, ma questa è un’altra storia. Gli occhi del commerciante scattarono alla maschera del Mangiamorte, pieni di una luce a metà tra timore e consapevolezza.*

    Eri tu, questa mattina?

    *Certo, adesso che era tornato al suo reale aspetto, il ragazzo era più alto di diversi centimetri, ma l’idea che avesse potuto usare della Polisucco per quella “visita di cortesia” era ben chiara sul viso di Sinister che, non poi tanto stranamente, non sembrava sorpreso.*

    Ingengnoso.

    *Un lampo di rabbia mista ad impazienza attraversò gli occhi del mago oscuro che, mettendo mani alla sua bacchetta, lo Cruciò. Sinister cadde a terra, rantolando, urlando e dimenandosi sul duro pavimento come un pesce fuor d’acqua, in preda ad un dolore più unico che raro, una sofferenza che lasciava il segno e svuotava i polmoni dall’ossigeno, lasciando spazio a null’altro che sofferenza. Quello si, che si poteva definire un Crucio! Alex aveva una voglia matta di fargli del male, un desiderio che racchiudeva tutta la buona riuscita di quella Maledizione Senza Perdono, la chiave per una perfetta Cruciatus.*

    Non ho mai amato i chiacchieroni. Se poi da loro desidero qualcosa, beh, li sopporto ancor meno.

    *Il suo tono di voce era affilato come la lama di un coltello, i suoi occhi freddi e spietati, mentre riabbassava il catalizzatore magico per permettere al commerciante di artefatti oscuri di rialzarsi, lentamente, visibilmente provato per il trattamento di poco garbo riservatogli pochi istanti prima. Sinister barcollò, inciampando all’indietro privo di forze, aggrappandosi al bancone con le restanti forze, facendo impallidire le nocche delle mani, mentre il Mangiamorte avanzava verso di lui, mettendo la bacchetta in tasca. Con la Cruciatus non avrebbe fatto altro che privarlo di qualunque forza, oltre che torturarlo, perciò… era meglio proseguire “alla babbana”. Prendendolo per la collotta con la mano destra, cominciò a sferrargli ganci sinistri con tutta la sua forza. Dopo un paio, l’uomo rovinò a terra, la bocca piena di sangue, mentre il Mangiamorte gli prendeva posto sul petto, un ginocchio premuto a bloccargli il braccio sinistro, tenendogli la mano destra fra le sue.*

    Comincerò con il pollice.

    *Un sordo “crack” riempì la stanza, seguito da un ululato di dolore, mentre l’osso del primo dito cedeva sotto la morsa delle dita affusolate ma piene di forza del ragazzo. Ogni dito rotto, spezzato con foga, era un pugno alternato fra denti e setto nasale, che cedette sprizzando sangue dappertutto.*

    La collana, Sinister, e ti risparmierò la vita… oltre alle restanti falangi.

    *Il negoziante non faceva che urlare e dibattersi, sollevando della fine polvere dal pavimento, riempiendo il mantello del mago sopra di lui con un polverulento strato biancastro. La voce di Alex era miele misto ad un puntino di acido solforico, altamente corrosivo, mentre gli spezzava l’indice, mormorando divertito e con tono stucchevolmente minaccioso.*

    Sto aspettando….

    *Un altro pugno al viso fece sputare tre denti al negoziante che, incapace di parlare correttamente per la grande quantità di sangue che gli scivolava via dalle narici e dalle labbra, mugugnò in segno di resa. Un altro sorrisino curvò le labbra di Alexander Aiden Foster che, soddisfatto, sussurrò appena:*

    Bravo quest’ometto…

    *Afferrandolo per il bavaro della camicia, lo tirò su di peso, sentendo i bicipiti guizzare da sotto la larga divisa nera per il modesto sforzo, avvicinando il viso alla maschera di sangue che era quell’uomo, dicendogli in tono più divertito che minaccioso:*

    E adesso, la collana.

    *Detto questo, lo lanciò dall’altro lato del bancone, facendolo sbattere con forza di schiena al mobiletto dietro il grande tavolo nero che si ribaltò sotto il peso dell’”uomo volante”.Sinister cercava il modo di alzarsi, facendo leva sulle ginocchia, ed Alex guardava interessato la scena: quanto ci avrebbe impiegato? Gli fu accanto in pochi secondi, aiutandolo a rimettersi in piedi e lasciando che si afflosciasse sul bancone.*

    E’… nel ca-cassetto qui s-sotto.

    *La voce nasale di Sinister catturò ancora una volta l’attenzione del giovane mago che, per un secondo, si era focalizzata fuori dalla finestra del locale, lì dove Charlotte aveva dato inizio ai giochi.*

    Pff… è sempre lei a divertirsi.

    *Non che lui si stesse annoiando… ma per gli interrogatori no, non aveva molta pazienza. Il negoziante, che nel mentre si era abbassato, tentava di aprire un cassetto, quando il ragazzo vide qualcosa di roseo sfrecciargli dritto verso la pancia: quell’omuncolo voleva dargli un pugno? Lo lasciò fare, con un sorrisino. La mano di Sinister si schiantò contro gli addominali scolpiti del ragazzo, evidentemente aspettandosi che l’avrebbe piegato in due con un gancio allo stomaco. Il viso basito del negoziante si alzò negli incavi della maschera, lì dove due occhi neri come la pece lo guardavano, divertiti e curiosi di sapere cosa quel piccoletto contasse di fare.*

    Bravo, ora mi hai fatto venire fame.

    *Un altro pugno, più selvaggio, più aggressivo colpì in pieno volto l’uomo, facendolo rovinare a terra ad un paio di metri di distanza, mentre il ragazzo gli andava contro: ora si, che si stava stufando. La sua collega era fuori, a giocare con quelle “pigotte della luce”, e lui se la doveva vedere con un mulo, tanto testardo da farsi torturare, pestare ed umiliare per una maledetta collana?*

    O per una collana maledetta?

    *Ok, era da San Mungo, reparto psichiatrico. Chi, l’uomo? No, lui! Insomma, innervosito e tutto il resto a che andava a pensare? Alle scemenze? Ma infondo, Alex era più il tipo da “ti torturo scherzando, ti uccido facendo battute”. Però, adesso che sapeva che fuori erano iniziate le danze, voleva ballare anche lui.*

    Oh, povero Sini… sei caduto?

    *Gli mugugnò con il labbro inferiore arricciato, con il tono di voce innocente come quello di un bambino, o meglio, come fa una mamma a confortare il suo piccolino, mettendogli entrambi le mani attorno al collo, ringhiando il resto della frase, mostrando quanto fosse esasperato, innervosito e con l’istinto omicida alle stelle.*

    Aspetta che ti aiuto A RIALZARTI!

    *Lo sbatté di schiena contro la finestra, che andò in frantumi, mentre l’uomo cadeva a terra ancora una volta, apparentemente privo di sensi. Il rumore si era diffuso per quelle stradine, così Alex cacciò la mano destra con un pollice all’insù, dicendo:*



    Tutto beneee! Tutto bene…

    *Beh, almeno per lui andava tutto bene… ma si sapeva, subire una tortura non era divertente quanto ballare la Conga. Il commerciante era a pancia in giù, ansante, di nuovo lucido ma stravolto, con un grande pezzo di vetro ficcato nella schiena. Lo stivale di lui andò a premere sulla grande scheggia vitrea, premendola sempre più in profondità, sentendo l’uomo urlare con tutte le sue forze, disperato ed esausto, provato da quella tortura. Ma Alex era stanco, voleva finirla lì, di smetterla con quei giochi, fare un ultimo tentativo, svuotato della poca pazienza di cui disponeva.*

    Se non vuoi darmela, Sinister, morirai assieme a lei. All’altro mondo, poco dopo la tua morte, dovrai dire a tuo figlio Paul, a tua figlia Maggie e a tua moglie Katrina il perché della loro prematura dipartita. Dovrai spiegargli che, per non cedere una collana, avete trovato tutti la morte per mano mia… e la tua, te lo assicuro, sarà stata la più clemente.

    *L’aveva cruciato, l’aveva picchiato, ma quel dolore non sarebbe stato neanche lontanamente paragonabile a quello che avrebbe fatto alla sua famiglia. Avrebbe ucciso la sua donna, massacrato i suoi bambini e senza alcun indugio. Si, Alexander stava aspettando proprio quello sguardo, voleva vedere quel pallore riempirgli il viso, sintomo di una paura ben più grande di quella che nutriva per se stesso: la paura per ciò che il Mangiamorte avrebbe potuto fare. Non molto convinto di ciò che stava per affermare, Sinister cercò di divincolarsi inutilmente dalla presa salda come l’acciaio del suo aguzzino.*

    Non lo fara… AAAH!!!

    *Adesso la scheggia di vetro era affondata completamente nella sua schiena, mentre uno schizzo di sangue zampillava fuori dalla carne, dritto verso il ginocchio del ragazzo, tanta era la forza con la quale aveva premuto nel profondo il vetro, scoraggiando così un qualsiasi futuro tentativo del negoziante di rialzarsi. Le ormai rotte dita del signor Sinister erano gonfie, orribilmente disposte a casaccio sulla sua mano destra: fratture multiple, di certo. E Alex, in tutto ciò?*

    Oh, giuro su Godric, Tosca, Rowena e Salazar, Sinister: lo farò.

    *Il suo tono di voce, il modo con cui aveva sputato via quelle parole era veleno, iniettato direttamente nel cervello del negoziante, in quella mente che ben presto avrebbe ceduto. Si, Alexander l’avrebbe fatto davvero. Non aveva mai compreso il significato della parola “famiglia”, perché quando minacciavi uno dei membri di questa, gli altri erano pronti a proteggere quel loro familiare anche a costo di morire. Non avendo una famiglia, non si poteva capire, comprendere, come ci si sentiva in quelle situazioni.*

    Va bene, va bene!

    *Urlò in un pianto disperato Sinister, tirando fuori da una tasca interna del suo mantello un cofanetto nero. Alex lo prese, assestando un calcio nelle costole dell’uomo, sentendolo tossire e piangere, piangere e tossire. Lo aprì, piano, e si ritrovò davanti la splendida e tanto sudata Collana di Opali. L’aveva vista quella mattina, ma da vicino era molto più bella e la magia che racchiudeva risuonava nella mente del ragazzo come un lontano cinguettio di uccelli unito allo squittire dei Doxy. Si rese conto di avere le mani sporche di sangue mentre richiudeva il cofanetto con cura, uscendo dal negozio gongolante, sussurrando con il suo fare mieloso, soddisfatto ed appagato:*

    Buonasera…

    [Strade di Nocturn Alley, ore 20:49 p.m]


    *La voce di Charlotte riempiva le strade, mentre gli chiedeva se avesse finito con quell’uomo. Quella cosa lo infastidiva un pochino: c’era bisogno di alzare la voce come una pescivendola? Alzò un sopracciglio sotto la maschera, avanzando con le mani insanguinate, provvedendo a pulirle sul mantello nero.*

    Eccomi, eccomi…

    *No, non riusciva proprio a sopportare quei lavoretti di coppia. Era più rilassato e divertito quando gli affidavano delle missioni da svolgere individualmente, gli riusciva meglio. Insomma… non c’era da tener conto di nessun’altro, e questo non poteva essere che un bene. Avanzava verso la collega dimenticandosi completamente anche se per un istante la presenza dei due Auror, canticchiando spensierato un classico della musica magica che, seppure potesse essere definito da qualcuno “attempato”, aveva ugualmente un ritmo fantastico.*

    Can you dance like a Hippogriff? Ma ma ma, ma ma ma, ma ma ma!

    *Nel frattempo riponeva la Collana di Opali nella tasca dei jeans opportunamente ampliata con un incantesimo Estensivo Irriconoscibile, sotto la divisa nera, trovandosi di fronte alla sua collega e girandosi verso gli Auror, ricordandosi improvvisamente della loro presenza. Era indeciso, e fortemente, se esclamare qualcosa di spiritoso, denigratorio o, semplicemente, dire la prima cosa che gli passasse per la mente: scelse l’ultima.*

    Che abbiamo qui?

    *Beh, forse non era stato poi tanto originale… ma lo chiese perché sinceramente interessato, guardando per un istante la biondina che era in piedi, pietrificata dalla paura. Le sembrava un viso conosciuto, probabilmente incrociato a scuola, anche se non riusciva ricordare precisamente in che occasione, senza contare il suo nome, che non avrebbe ricordato ugualmente, prima di portare lo sguardo alla sua collega, quella a terra.*

    Perché sono sempre le più carine, quelle prese di mira?

    *Beh, si, la trovava affascinante. Ok, la trovava davvero “gnocca”, come avrebbe detto qualche babbano, ma “meravigliosa” era, forse, il termine più appropriato. Il suo viso, anche se stremato, era… bellissimo. Ok, che cavolo gli prendeva? Non si trovavano al concorso “Miss Diagon & Nocturn Alley” e lui non era uno dei giudici. Lei, loro, quelle due erano il nemico. Forse non molto temibili, ma non erano comunque il tipo di compagnia che avrebbe desiderato al suo tavolo per il cenone della Vigilia di Natale. Era attraente, davvero, ma non sembrava molto furba. Le parole che aveva appena pronunciato attirarono ulteriori attenzioni di Charlotte, fruttandole una bella Cruciatus. D’improvviso, il ragazzo si ritrovò a barcollare all’indietro, gli occhi sgranati, trattenendo il respiro: che diamine stava succedendo? Aveva visto cruciare ed uccidere parecchie persone, lui stesso aveva fatto entrambe le cose… ma cosa c’era di diverso, questa volta? Perché non riusciva a sopportare quella vista? Ci arrivò mezzo secondo dopo, analizzando meglio la scena, come solo un ex Corvonero sapeva fare: in quella ragazza rivedeva se stesso. Si trovava ad osservare una scena familiare accaduta anni prima, più volte, per tanti anni, ma che sembrava, adesso, un tremendo remake di un film nel quale cambiano unicamente gli attori.*

    [Inizio Flashback]


    *Aveva nove anni, ed era in quella che un tempo era chiamata Villa Foster. Era una tenuta tanto antica quanto lussuosa, meta di molti visitatori, liberi di girovagare per le grandi sale in marmo, ricche di statue e dipinti di valore. L’arredamento era in stile settecentesco mentre la tappezzeria, di solito polverosa, era linda e profumava di vaniglia. La casa era in pietra, con tante stanze e passaggi segreti senza aver nulla a che invidiare ad un castello medioevale, ma la parte interessante era custodita nei sotterranei, in un passaggio segreto dietro le cantine. E’ proprio in quei tunnel, nella stanza che racchiudeva molti oscuri misteri, che hanno luogo le disavventure del nostro Alex. Fin da piccolo era stato un gran curiosone, prendendo l’esplorazione della magione come una caccia al tesoro, ma quando trovò la camera, qualcosa al suo interno risvegliò il Rettilofono che era in lui. Il padre non era mai stato un uomo che mostrava particolare affetto per il proprio figlio, anzi, erano più le punizioni corporali che una semplice carezza. Riteneva, infatti, che la chiave per un carattere forte fosse un’educazione ferrea con tanto di ceffoni e calci nel sedere. Da quel giorno, quando annunciò a suo padre che aveva trovato una stanza segreta nelle cantine, la sua figura genitoriale non fece altro che odiarlo e torturarlo con la Cruciatus, per reprimere quel linguaggio con il quale gli si rivolse inconsciamente: il Serpentese. James Foster non capì una sola parola di quell’oscura lingua, cruciandolo per la prima volta.*

    Padre, vi prego, basta! Perché mi fate questo??

    *Piangeva il bambino, contorcendosi in terra, sul grande tappeto del salone, in preda a dolori immani, insopportabili per un bambino della sua età. Fin dalle prime parole pronunciate da neonato, il bambino non aveva mai avuto il consenso del padre a rivolgersi a lui e a sua madre senza dar loro del “lei”. L’uomo continuò, alternando i Crucio alle frustate con la bacchetta, mentre il bambino, con gli occhi pieni di lacrime, urlava piangendo:*

    Madre! Madre! Vi supplico, aiutatemi!

    *La donna guardava la scena, piangendo in silenzio, torturandosi le mani senza intervenire, lasciando che il marito punisse il figlio per qualcosa che aveva ereditato dalla famiglia di sua moglie, qualcosa di cui era all’oscuro fino a quel momento. Andò avanti così per anni, finché il bambino non smise di piangere. Ad ogni Crucio urlava, si dimenava, ma nulla di più. Ad ogni frustata stringeva gli occhi e serrava la mandibola, senza emettere un verso, senza versare una lacrima, un pianto che non versò mai più in tutta la sua vita.*

    [Fine Flashback]


    *Era di nuovo in piedi, fuori dal negozio di Magie Sinister, accanto alla collega che adesso vedeva come fosse suo padre. Ecco cos’aveva scatenato tutto ciò, tutta quella compassione, tutta quella preoccupazione: la reazione della ragazza ancora in piedi, quell’Auror che si stava comportando come la madre del ragazzo, lasciando che tutta quella situazione gli fosse familiare. Paragonava quella ragazza bionda, a terra, a se stesso. Una violenta rabbia pervase il Mangiamorte, che tirò fuori la bacchetta, rivolgendosi alla strega che, terrorizzata, lasciava che la sua compagna venisse torturata, umiliata, senza muovere un muscolo.*

    Ha intenzione di restare impalata ancora a lungo?

    *Ascoltare la voce del ragazzo, in quel momento, era come correre a piedi nudi sulla lama di una katana, mentre i suoi occhi esprimevano tutto l’odio che era stato “costretto” a rivivere dopo anni. Non aveva intenzione di attaccarla, non ancora, ma voleva esporle un bel quadro generale della situazione.*

    Vi definite buoni, alla difesa della gente. Vi definite coraggiosi. E alcuni di voi lo sono stati, come il vostro collega Cornelius Blake, che ho ucciso un paio di giorni fa.

    *Le sue mani tremavano, i suoi occhi si assottigliavano: poteva essere davvero così ignobile?*

    Siamo il nemico, siamo i Mangiamorte: non dovreste combatterci? Catturarci? Eppure lei ci sta provando! Tu, invece? Tu, mia cara, stai a guardare la tua collega, la tua amica soffrire. “Chi sei tu per parlare?”, mi chiederai. Bene, non sono che la feccia del mondo magico, un lurido mago oscuro ed assassino che ti sta facendo il predicozzo, e perché? Perché ti fingi quello che non sei.

    *Una risata bassa, priva di gioia, riempì il petto e successivamente l’aria di quel posto, di quelle luride strade per le quali si versava di continuo il sangue di giovani streghe e maghi che, loro malgrado, erano nel posto sbagliato o che non avevano lottato abbastanza o, ancora, avevano ingaggiato battaglia con le persone sbagliate.*

    Io uccido, signorina. Spezzo vite e spazzo via famiglie intere, portando lutti nei giorni di festa, dolore dove dovrebbe esserci gioia, ma non mi pento della mia scelta di vita. Non mi fingo ciò che non sono… e lei? Non la conosco e, scusi la franchezza, non mi importa conoscere il suo nome prima di averlo letto sulla sua lapide, stando in piedi sul freddo strato di terra che la ricopre. In questo momento non è molto diversa da me. Non uccide, non fa del male. Non direttamente. La guardi.

    *Detto ciò puntò un dito verso la sua amica, dedicandole uno sguardo pieno di autentica compassione, un’occhiata che non seppe decifrare, ma sapeva di non aver mai guardato nessuno così. Ritornò ad osservare l’atterrita ed incolume Auror con la stessa rapidità con la quale il suo sguardo e il suo tono di voce era tornato serio, tagliente, deciso a non sprecare ulteriori parole.*

    Può ancora dirsi una strega che lotta per la luce, un Auror? Non ha molto di diverso da me, in questo momento. E ora mi dica, signorina, chi è il più cattivo, fra me e lei?

    *Se non voleva morire, quella ragazza, avrebbe dovuto reagire. Alzò la punta della bacchetta contro l’edificio abbandonato che la strega aveva alla sua destra, puntando un muro, pensando:*

    Bombarda Maxima.

    Citazione:
    BOMBARDA MAXIMA
    Descrizione: distrugge qualunque oggetto venga colpito con un'esplosione di grande potenza
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per abbattere muri, pareti rocciose, addirittura parti di edifici
    Avvertenze: è un incantesimo molto potente e devastante, si consiglia di usarlo solo in casi di effettiva necessità (poco preciso)
    Livello Minimo Consigliato: 4


    *La parete cedette con una gran esplosione, mentre le macerie prendevano a volare in tutte le direzioni, alcune rotolando in strada ed altre volando nel vicolo accanto al loro. Un grande masso colpì l’Auror in pieno volto, sbalzandola di lato, a pochi metri dalla sua compagna che, inerme, soffriva ancora per la maledizione Cruciatus. Si rialzò piano, con la parte destra del viso ricoperta di sangue, mentre il petto del ragazzo si alzava sempre più velocemente, ad intervalli irregolari, sintomo che stava perdendo la calma, venendo accecato dall’odio. Quando fu in piedi, il ragazzo le sibilò contro:*

    Sarà meglio che lei combatta, o non proverò alcun divertimento nel privarla della sua vita. E questo non va bene.

    *Le puntò la bacchetta contro, ancora una volta, facendo una fatica immane per zittire la sua mente, indirizzarla alla concentrazione necessaria a scagliarle contro qualche altro incantesimo. Ma quale? Non voleva ucciderla, non ne valeva nemmeno la pena. Voleva farla soffrire, prima di scagliarle contro qualcosa di davvero doloroso. Un sorriso maligno gli dipinse il volto, un sorriso che nessuno poté mai vedere perché celato dalla maschera, mentre puntava con precisione la bacchetta al centro del naso della strega.*

    Confringo.

    Citazione:
    CONFRINGO
    Descrizione: crea una sostanza la quale, se un oggetto o persona ne viene a contatto, esplode.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: //
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Una sostanza a metà fra un raggio di luce e un getto d’acqua schizzò via dalla bacchetta del Mangiamorte, colpendo in viso la sua avversaria ed esplodendo fragorosamente. Vide la testa di lei scattare all’indietro, mentre un grande fiotto di sangue le sfuggiva dal naso e dalle labbra. Doveva essere tremendamente doloroso, ma il ragazzo, che pian piano stava uscendo fuori di sé, aveva solo un interesse: farle del male, tanto male. Il dolore che avrebbe potuto infliggerle non sarebbe stato mai abbastanza, non quella volta. Anche se era stata colpita in modo micidiale, la ragazza si mosse, lentamente, ma lo fece. La sua mano trovò la bacchetta, e fu allora che Alex ridusse gli occhi a due fessure. Non aveva intenzione di aspettare, così puntò il catalizzatore magico contro il corpo steso a terra di lei, pensando:*

    Flagramus

    Citazione:
    FLAGRAMUS
    Descrizione: incantesimo fiammeggiante che rende incandescenti gli oggetti
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per impedire a un avversario di toccare qualcosa oppure per lasciare dei segnali ben visibili
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *Sentì un urletto soffocato provenire dalla sagoma di lei, che lasciò la bacchetta all’istante, resa incandescente dall’incanto del Mangiamorte che, soddisfatto, la vide rotolare ai suoi piedi, stringendola sotto una scarpa. D’improvviso fu come accecato, finché qualcosa non esplose a pochi millimetri dal suo viso. L’incantesimo gli era rimbalzato contro? No, era successo qualcos’altro, giacché la sua visione dell’ambiente circostante fu più ampia: la sua maschera era stata ridotta in tanti pezzettini. Ben presto l’incantesimo legato alla maschera, quello che gli appellava la divisa addosso, si spezzò, lasciandolo in camicia nera, le cui maniche erano alzate fino ai gomiti, jeans scuri e Converse nere. L’anello oscuro di sua madre brillava al medio della mano sinistra, mentre lui si voltava un po’ sorpreso verso la fonte di quell’incantesimo. L’altra Auror, quella che era stata fino a pochi istanti prima sotto tortura, adesso aveva la bacchetta tra le dita, puntata ancora al suo volto. Gli aveva scagliato un Reducto niente male, per essere stata ridotta in quello stato. Nel frattempo, la personalissima vittima di Alex si era alzata in piedi, con il viso tanto gonfio quanto insanguinato, ma teneva gli occhi aperti abbastanza da identificarlo.*



    Foster... Un'altro crimine alla lista dunque.

    *Che bella voce, aveva. Anche se stravolta, sembrava proprio un angelo. Torturata, spogliata della sua dignità, la ragazza manteneva comunque il suo candore, la sua aria da figlia della luce, da Auror come pochi potevano permettersi. La ignorò, spostando lo sguardo da lei alla sua amica, ormai privo di una qualsiasi concentrazione per quanta rabbia lo attraversava.*



    Sectumsempra.

    Citazione:
    SECTUMSEMPRA
    Descrizione: procura ferite da taglio molto gravi e profonde sul bersaglio
    Tipo: incantesimo oscuro
    Durata: istantanea
    Consigliato: per debilitare l’avversario ad inizio duello e comprometterlo (può rivelarsi mortale)
    Avvertenze: questa maledizione è molto potente ma si rivela poco efficace sia sugli esseri già morti, come gli Inferi, sia su quelli immateriali/evanescenti, come i Dissennatori. Inoltre, essendo un Incantesimo Oscuro, i maghi che non sono tali, dovrebbero astenersi dall’utilizzarlo
    Livello Minimo Consigliato: 6


    *Quell’incanto non si attivò come il ragazzo avrebbe desiderato. Nelle condizioni nelle quali versava la ragazza, quell’incantesimo oscuro, l’avrebbe portata ad un passo dalla morte ma, comunque, la vide fare due passi all’indietro, mentre un fiotto di sangue schizzò fuori dalla maglia di lei e un rantolo le sfuggiva dalla gola. Cadde in ginocchio, senza la minima esclamazione di dolore, portandosi le mani alla ferita. Il ragazzo si morse le labbra, calmandosi, prima di portare lo sguardo all’altra Auror, della quale la sua collega si era presa “cura” fino a poco prima. Doveva fare qualcosa… proteggerla, altrimenti Charlotte le avrebbe fatto ancora del male. Le puntò la bacchetta contro, tornando lucido e calmo.*



    Imperio.

    Citazione:
    IMPERIO
    Descrizione: costringe la vittima, persona o animale, a fare tutto ciò che gli ordina chi ha lanciato la Maledizione
    Tipo: maledizione senza perdono
    Durata: soggettiva (dipende dalla potenza del mago e dalla resistenza del bersaglio)
    Consigliato: per prendere il controllo di un essere vivente, e muoverlo come un burattino
    Avvertenze: è un incantesimo basato sulla forza di volontà e richiede una notevole concentrazione mentale per essere lanciato e mantenuto efficacemente
    Note: essere sorpresi a scagliare questa maledizione, equivale a procurarsi un biglietto di sola andata per il carcere di Azkaban
    Livello Minimo Consigliato: 8


    *L’avrebbe piegata alla sua volontà, poiché era proprio ciò che voleva fare, e la sua mente ordinava “mettiti in ginocchio”. La strega non poté opporre resistenza, cadendo con le ginocchia sul duro pavimento in pietra, mentre il ragazzo le sussurrava:*

    Non sei degna di guardarmi in volto, Auror. E’ sulle ginocchia, il tuo posto, quando il mio viso non è celato.

    *Era una situazione divertente, infondo: aveva messo in ginocchio, sottomesso due Auror in pochi minuti. Scambiò un’occhiata con Charlotte, comunicandole con questa quanto cominciasse a divertirsi. Avrebbe potuto combattere senza la maschera a limitargli la visuale, senza quel lungo mantello a impedirgli i movimenti. Ho detto combattere? No, con quelle due ci voleva giocare. Alzò il piede dalla bacchetta della ragazza con la quale se l’era presa, tirandole un calcio e spedendola alle gambe della sua proprietaria, pronto a divertirsi un po’, a dare una chance a quelle due che, ne era certo, non erano poi tanto male come sembravano.*

    @Maya_Mondlicht, @Daphne_Harris, @Charlotte_Mills,




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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       

    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Maya_Mondlicht ha ricevuto un bonus potenza di 3.
    # Maya_Mondlicht ha assegnato all'area 28 la potenza di 2
    # Maya_Mondlicht ha assegnato all'area 12 la potenza di 1
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Alexander_Foster da area 12 a area 8 con la potenza di 4
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 4 - 1; Difesa: 3 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha conquistato da area 12 l'area 8 che era di Alexander_Foster trasferendo automaticamente la potenza di 4
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Alexander_Foster da area 8 a area 11 con la potenza di 3
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 2 - 1 - 1; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha conquistato da area 8 l'area 11 che era di Alexander_Foster trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Charlotte_Mills da area 11 a area 1 con la potenza di 1
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 2 - 0 - 0; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Alexander_Foster da area 16 a area 15 con la potenza di 1
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 1 - 0 - 0; Difesa: 1 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Alexander_Foster da area 16 a area 15 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 1 - 0; Difesa: 5 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha conquistato da area 16 l'area 15 che era di Alexander_Foster trasferendo automaticamente la potenza di 1
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    # Maya_Mondlicht ha attaccato Alexander_Foster da area 28 a area 27 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 3 - 0; Difesa: 2 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha conquistato da area 28 l'area 27 che era di Alexander_Foster trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Maya_Mondlicht ha passato la mano.


  • Maya_Mondlicht

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 7073
       
       

    *Le peggiori previsioni di Maya si erano avverate e, non solo le due figure incappucciate si erano rivelate dei Mangiamorte ma le avevano pure scoperte e, ben presto, le avrebbero attaccate. Non importava quanto la loro sola esistenza fosse patetica e nostalgica, il retaggio di un passato ormai morto e sepolto, letteralmente. Per il Signore che erano votati a servire era stato sconfitto ed ammazzato più di tre lustri prima, eppure la setta, perché di questo si trattava, si era riformata e, negli ultimi tempi aveva raccolto sempre nuovi adepti. Al Ministero della Magia correva voce di questa minaccia strisciante ma lei, troppo razionale e logica non aveva mai voluto dare credito a quelle voci, almeno fino a pochi giorni prima quando, mettendo insieme di pezzi di un puzzle che aveva trovato quasi per caso, si era composta un'immagine inquietante, che sembrava dare credito alle più fantasiose dicerie. Già quella per la razionale Corvonero era stata una scoperta scioccante ma, trovarsi di fronte due "veri" Mangiamorte era davvero troppo. Troppo irrazionale, troppo assurdo e… troppo spaventoso. Non era pronta ad affrontarli, o meglio, teoricamente lo era, ma, in pratica, non sapeva che cosa avrebbe potuto fare contro dei fantasmi del passato, folli ed invasati, privi di ogni dote che rendeva essere umano degno di questo nome, a loro pietà e logica, raziocinio e compassione, erano ignoti. Dei vocaboli privi di senso che non rientravano del loro dizionario, con individui del genere non era possibile né ragionare né confrontarsi civilmente, perché, l'unico linguaggio che comprendevano era quello della forza bruta e dello scontro fisico. Ed era proprio a quella, la più bassa, ed apparentemente più loquace delle due figure mascherate, che stava attaccando lei e Daphne, mentre l'altra era scomparsa nel negozio del Signor Sinister, per qualche scopo sicuramente oscuro, non vi era dubbio.*

    Lasciaci in pace... non ti abbiamo fatto nulla...

    *Mormorò l'amica Tassorosso, troppo fiduciosa, troppo ottimista, troppo candida per capire che, con quella gente, era inutile parlare. Certo, loro non avevano fatto nulla, era vero ma ciò non contava un Gorgosprizzo, si erano trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato e quella era stata la loro rovina. Com'era prevedibile, anziché rispondere come un essere raziocinante, la Mangiamorte, proruppe in una risata sguaiata e sgradevole, che ben poco aveva di umano e non solo a causa della maschera assurda che le camuffava la voce o della ridicola livrea da figlia delle tenebre che indossava.*

    Ahah fammici pensare. NO.
    Mi divertirò con te fin quando voglio mentre la tua amica è troppo impaurita per aiutarti.
    Vedi?!
    Sembra che non abbia mai visto un Mangiamorte in vita sua! Hai scelto proprio una bella collega di lavoro…


    Incredibile, è anche in grado di formulare frasi di senso compiuto…

    *Pensò Maya sarcastica squadrando la sua avversaria. Non ci poteva fare nulla, quando era spaventata o sotto pressione, diventava più caustica del solito. In quella circostanza, però di sicuro il suo cinismo e la sua lingua tagliente non avrebbero giovato né a lei né a Daphne, quindi sarebbe stato molto meglio tacere e mordersi la lingua, per non peggiore ancora di più una situazione davvero spinosa.*

    Devo riflettere… valutare tutte le (poche) opzioni e, se possibile, trovare una soluzione per tirarci fuori da questo guaio…

    *Si ripeteva mentre la Mangiamorte, era certa che fosse una donna, l'alterazione vocale della maschera non riusciva a dissimulare il suo sesso, specie quando rideva, oppure strillava raggiungevo ottave davvero troppo alte per una voce maschile.*

    Dimmi un po’ Mondlicht quale incantesimo posso usare sulla tua amica? Non so... Dici che un Dismundo va bene? Sai non voglio ferirla subito... Che divertimento ci sarebbe!



    *Quelle parole la colpirono con maggiore forza di uno Stupeficium in pieno petto, non per l'ovvietà desolante del concetto espresso, e neppure per il tono canzonatorio usato, no, quelli erano dei cliché, delle specie di frasi stereotipate da Mangiamorte DOC, troppo prevedibili e banali per suscitare una reazione di qualsiasi tipo. Se non un certo disappunto per la mancanza di fantasia e creatività dimostrata. Ciò che aveva attirato la sua attenzione facendo vacillare la sua razionalità fu scoprire che l'avversaria mascherata che aveva di fronte sapeva il suo nome. Era da troppo poco tempo che lavorava al Ministero e, per essere del tutto sinceri il suo lavoro, fino allora almeno, era stato talmente insignificante che ben pochi all'infuori di amici e colleghi lo conoscevano.*

    Se sa come mi chiamo, è perché mi ha riconosciuta…

    *Fu l'ovvia conclusione cui giunse la Corvonero mentre la Mangiamorte si avvicinava ancora di più. E allora, capì, l'ultima tessera del mosaico era andata al proprio posto e la soluzione, sconvolgente e agghiacciante era davanti ai suoi occhi. Quella figura incappucciata, che non aveva nemmeno il coraggio di mostrare il proprio volto doveva essere la sua ex-insegnante di Arti Oscure, Charlotte Mills. Ecco perché l'aveva chiamata per nome, ecco perché sapeva che Daphne era una Tassorosso, ecco che il mistero era svelato.*

    Speravo di sbagliare… ed, invece, anche in questo caso ci ho preso in pieno, i babbani direbbero che sono un'ottima detective, io penso solo di essere una giovane Auror finita in un pasticcio troppo grande per le sue forze!

    *Si disse mestamente Maya, cercando di recuperare un minimo di lucidità dopo quella rivelazione scioccante ma, l'attimo di esitazione era stato fatale, perché nel frattempo anche l'altro Mangiamorte, quello altissimo che si era intrufolato nel negozio del Signor Sinister, Merlino solo sapeva per fargli che cosa, era uscito e lei, insieme alla sua amica, era cadute dalla padella nella brace... già contro un solo avversario spietato e privo di scrupoli avrebbero avuto difficoltà ma, contro due, l'impresa diventava pressoché disperata.*

    Eccomi, ho preso quello che ci serve.
    Il signor Sinister è stato un po’ difficile da convincere ma alla fine ha ceduto.


    *Affermò lui con le mani che grondavano sangue e Maya ebbe la risposta che non voleva. Se quella che pensava fosse la Mills poteva essere efferata il suo collega non era certo da meno.
    Fissava disgustata il Mangiamorte che si puliva le mani nel mantello, come un contadino che avesse appena sgozzato un agnello ed un conato di vomito le attanagliò lo stomaco. Non tanto e non solo per la vista del sangue, a quella ci era abituata, come la maggior parte delle donne, e non le faceva impressione, ma era la noncuranza per la sofferenza e la scarsa considerazione per la vita umana che quel gesto denotava ad averla nauseata. Un conto è sapere, leggere, studiare di quanto un nemico possa essere disumano, ma, ben altro, era vederlo all'opera e, come spesso accade, non sono i gesti eclatanti quelli che rivelano la natura di un individuo quanto, piuttosto, quelli banali e quasi automatici. Si può recitare la parte del Mangiamorte lanciando maledizioni impronunciabili ma quel gesto, così noncurante e disinvolto, era più eloquente di un Avada Kevadra.*

    Zitta ragazzina non si interrompono i grandi mentre parlano, ora mi hai davvero stancato.
    Crucio.


    *Mentre ragionava fra sé e combatteva contro il suo stesso corpo che pareva volersi ribellare all'orrore che aveva appena visto, la voce della Mangiamorte che credeva essere la Mills, le arrivò lontana, come attraverso una coltre ovattata, così come pure le grida della sua amica ma, quelle, la colpirono e si voltò a guardarla. Gli occhi di Maya si riempirono di lacrime, non aveva mai visto infliggere la tortura della Maledizione Cruciatus a nessuno, quella era la prima volta e, in un attimo, capì perché, fra le imperdonabili quella fosse considerata la più crudele e meschina. Infatti, l'Anatema che Uccide, benché avesse il nome più spaventoso e l'effetto più irreversibile, in fondo, era la più "clemente" delle tre, perché, nella sua crudeltà estrema, nella volontà di annientare il nemico aveva un che di pietoso perché, ammazzava ma senza causare sofferenza o, se la provocava era di breve dura, il tempo di vedere un lampo verde e tutto era finito, il dolore, la paura, anche la vita, ovvio, ma almeno era rapido e, quasi, indolore. La Maledizione Imperius, era una via di mezzo fra le due, perché, toglieva la capacità di intendere e volere a chi ne era colpito ma, salvo in rarissimi casi, non provocava dolore fisico. Non che le sevizie psicologiche siano meglio, anzi, talvolta possono essere addirittura peggiori e possono lasciare segni più profondi, tuttavia era davvero molto raro che si potesse mantenere il controllo su un altro essere umano tanto a lungo da causarli gravi danni. Crucio era sicuramente la più spietata e devastante, piegava il corpo della vittima e al contempo ne fiaccava la mente, mentre per il carnefice che, se la scagliava con successo, possedeva una massiccia dose di sadismo ed un inalienabile desiderio di nuocere, era una sorta di piacere perverso che si alimentava della sua stessa crudeltà. Più la vittima pativa più, paradossalmente, il potere ed il piacere dell'aguzzino crescevano, per alcuni maghi e streghe era addirittura galvanizzante ricorrere a quella maledizione, come se traessero forza ed energia dalla vita che stavano lentamente e dolorosamente spezzando.*



    Maledizione, Maya, fa' qualcosa… qualunque cosa, ma non stare a guardare mentre la tua amica è torturata!

    *Si rimproverò, cercando di riscuotersi dall'orrore e dal raccapriccio di quella scena. Se Daphne fosse stata al suo posto, avrebbe reagito, magari in modo impulsivo ed inefficace, ma avrebbe gettato il cuore davanti a sé ed avrebbe cercato almeno di fare qualcosa, esponendosi, rischiando in prima persona e, magari, anche sbagliando, ma non sarebbe stata immobile come una statua di sale. Lo sapeva bene, perché anche Gandalf avrebbe fatto esattamente lo stesso, i Tassorosso erano così, non ragionavano, agivano, seguendo il loro cuore e non preoccupandosi delle conseguenze, ma lei, per sua fortuna o per sua disgrazia, era una Corvonero e doveva razionalizzare ogni cosa. Il problema era che, in quel caso, non vi era nulla di logico, avrebbe potuto elaborare le più iperboliche teorie della magia ma non sarebbe servito a nulla, come sarebbe stato vano cercare di parlare o chiedere pietà. Avrebbe avuto bisogno di aiuto, da sola non credeva di potercela fare, si sentiva troppo piccola ed indifesa, troppo impreparata ad affrontare una simile situazione. Sull’amica non poteva contare, perché, era proprio lei ad avere bisogno del suo aiuto.*

    Mizar, se ci fosse lei, avrei una potente alleata che sbaraglierebbe in un sol colpo entrambi i Mangiamorte e ci porterebbe via di qui in un battibaleno…

    *Rifletté Maya rimpiangendo di non avere con sé la sua gattina, una bestiola apparentemente innocua ed insignificante ma che, grazie allo studio dell'Animagia ed all'attivazione dell'Incanto Superior, era diventata la più potente delle creature magiche, che non solo poteva assumere la forma e le abilità di animali fantastici come la Fenice od il Drago, ma poteva anche eseguire sortilegi di sua iniziativa.*

    E' un po' troppo lontana, ma posso comunque provare a chiamarla e, se mi sentisse, arriverebbe in un battito di ali…

    *Si disse la giovane Auror chiudendo gli occhi e provando a concentrarsi sulla sua piccola alleata magica. Forse, se fosse stata a Londra, anche se il loro Philum non era ancora argenteo sarebbe accorsa, ma la gattina, come ogni giorno da quando Maya lavorava al Ministero della Magia, era rimasta a Godric's Hollow nel giardino della bella casetta che condivideva con Gandalf e che nonni di lui gli avevano lasciato.*

    Devo tentare… o adesso o mai più!

    *Aveva la fortuna, si fa per dire, che i due Mangiamorte, per il momento, non parevano prendersela con lei, forse perché la consideravano troppo impaurita od inetta, oppure un misto delle due cose, per vederla come una minaccia o, semplicemente, per dedicarle le loro "caritatevoli" attenzioni, ma non sarebbe stato così ancora a lungo e, quando si fossero stancati di vessare Daphne sarebbero passati a lei. Quindi, se poteva sperare di riuscire nel suo intento, quello era l'unico momento propizio, non avrebbe avuto una seconda occasione e, per quanto fosse orrendo sembrare una codarda insensibile che non si curava delle sorti della sua amica, quella, era la migliore opzione che aveva e non poteva, né voleva lasciarsela scappare, perché non ne avrebbe avuta un'altra.*

    Mizar… Mizar… Mizar…

    *Continuava a ripetere nella propria testa sperando in una risposta, ma non poteva farsi illusioni, lei stessa sentiva che il contatto non c'era, poteva continuare a tentare ma, più i minuti passavano, più quella pratica pareva una perdita di tempo.
    Se fosse dipeso solo da lei, non avrebbe smesso, aveva un'incrollabile fiducia nella propria amica a quattro zampe ed era certa che, se solo avesse raggiunto il giusto livello di concentrazione, sarebbe riuscita ad avvertirla che era in pericolo e lei avrebbe volato sulle ali del vento per raggiungerla, difenderla e salvarla.*

    Siamo il nemico, siamo i Mangiamorte: non dovreste combatterci? Catturarci? Eppure lei ci sta provando! Tu, invece? Tu, mia cara, stai a guardare la tua collega, la tua amica soffrire. “Chi sei tu per parlare?”, mi chiederai. Bene, non sono che la feccia del mondo magico, un lurido mago oscuro ed assassino che ti sta facendo il predicozzo, e perché? Perché ti fingi quello che non sei.



    *Prima la voce e poi l'aspra risata del Mangiamorte la riscossero dalla sua meditazione, dal mantra che aveva recitato e che, evidentemente, non aveva sortito l'effetto sperato.
    Maya aprì gli occhi indaco e li puntò sulla maschera, esattamente nelle cavità dietro di cui dovevano esserci le iridi dell'avversario. Era vagamente inquietante fissare il nulla, vedendo il volto, gli occhi, le labbra di una persona si potevano immaginare ed intuire pensieri ed emozioni, ma quel simulacro non lasciava trapelare nulla, se non la voce di chi vi si celava dietro.*

    Ecco, la mia occasione si è volatilizzata, d'ora in poi dovrò contare solo su me stessa…

    *Pensò reprimendo un sospiro di disappunto e frustrazione, non aveva paura, in realtà, non ne aveva mai davvero avuta. Era stata, sorpresa, disgustata, imbarazzata, sconvolta, ma non aveva mai avuto propriamente paura, non poteva averne, perché qualsiasi cosa potessero fare al suo corpo od alla sua mente, non avrebbe cambiato la realtà dei fatti e non avrebbe modificato di una virgola la sua natura. Lei era un Auror dalla parte del bene, della luce, della giustizia, potevano torturarla come avevano fatto con Daphne o anche peggio, potevano farla agire contro la sua volontà, potevano perfino ucciderla ma la sua anima sarebbe stata sempre integra ed immortale. Loro, invece, come primo l'Oscuro Signore con il cui simbolo si marchiavano l'avambraccio alla stessa stregua delle bestie da macello, l'avevano già persa da molto tempo, efferatezza dopo efferatezza, assassinio dopo assassinio, e non possedevano più quell'anelito di eternità che eleva l'uomo sopra la contingenza. Potevano annientare lei e Daphne ma, comunque, non avrebbero vinto, perché erano sconfitti in partenza, perché avevano per se stessi.*

    Io uccido, signorina. Spezzo vite e spazzo via famiglie intere, portando lutti nei giorni di festa, dolore dove dovrebbe esserci gioia, ma non mi pento della mia scelta di vita. Non mi fingo ciò che non sono… e lei? Non la conosco e, scusi la franchezza, non mi importa conoscere il suo nome prima di averlo letto sulla sua lapide, stando in piedi sul freddo strato di terra che la ricopre. In questo momento non è molto diversa da me. Non uccide, non fa del male. Non direttamente. La guardi.

    *Continuò il Mangiamorte evidentemente seccato dal suo silenzio. In fondo, dal suo punto di vista aveva anche ragione, fino a quel momento lei era parsa la peggiore delle vigliacche, l'essere più spregevole sulla faccia della terra, non poteva certo immagina che, seppur inutilmente avesse cercato con tutte le proprie forze di trovare una scappatoia, di portare in salvo la sua amica per non vederla in quelle condizioni, per far cessare il dolore, per uscire da quella situazione assurda e grottesca che non avevano certo cercato. Aveva peccato di ottimismo, aveva mancato di tempismo, questo era vero, ma non per un attimo era stata indifferente, non per un attimo aveva perso di vista l'obiettivo, non per un attimo si era arresa allo sconforto ed al panico. Forse, si era sentita inadeguata, forse avrebbe preferito poter avere al suo fianco chi avrebbe potuto cambiare gli equilibri in campo, forse, in un certo senso aveva creduto di poter barare, ma qualsiasi errore avesse compiuto, non lo aveva mai fatto in malafede, con il desiderio di nuocere a Daphne od ad altri. No, che lui osasse anche solo paragonarla a se stesso oppure alla feccia dei suoi confratelli, la irritava davvero e più di quanto la sua nemesi potesse immaginare. Ma non avrebbe ribattuto, non avrebbe risposto a tono, aveva deciso, nel momento stesso in cui era iniziato lo sconto, che con i due avversari non avrebbe scambiato una sola parola. Non per arroganza o per un senso di superiorità, ma semplicemente perché, non intendeva sprecare fiato ed energie con qualcuno che tanto non l'avrebbe ascoltata, con qualcuno che non era in grado di ragionare e che anteponeva la forza bruta, la tortura, lo scontro fisico e l'assassinio alla comunicazione.*

    Può ancora dirsi una strega che lotta per la luce, un Auror? Non ha molto di diverso da me, in questo momento. E ora mi dica, signorina, chi è il più cattivo, fra me e lei?

    *Per sua disgrazia il Mangiamorte che aveva di fronte era il più logorroico della storia e lei, stufa di ascoltarlo, commise l'errore di concentrarsi su Daphne escogitando un modo che potesse contemporaneamente liberarla dalle corde che la avviluppavano e distrarre i due avversari il tempo necessario a portarla via con sé. Sarebbe bastato un piccolo diversivo, che le permettesse di raggiungerla e smaterializzarsi con lei. Non sarebbe stata la ritirata più gloriosa della storia e non se ne sarebbe mai vantata ma, almeno, avrebbe salvato entrambe da una fine orribile… sarebbe bastato davvero poco.*

    Ho bisogno di qualcosa che li distragga…

    *Rifletteva scandagliando il vicolo fiocamente illuminato in cerca di qualcosa, qualunque cosa potesse servire allo scopo, ma prima che riuscisse a trovare ciò di cui aveva bisogno una pioggia di calcinacci le cadde addosso, colpendola al volto e costringendola ad emettere il primo suono da quando erano state attaccate.*

    Ahi…



    *Perse l'equilibrio e cadde poco lontano da Daphne che ancora soffriva i postumi della Maledizione Cruciatus. Avrebbe voluto confortarla, avrebbe voluto abbracciarla e cullarla per farle sapere che non l'aveva abbandonata e, anche se era stata pessima e non aveva cavato un ragno dal buco, non era stata con le mani in mano tutto il tempo.*

    Resisti, ti prego, sto cercando un modo per portarci via di qui…

    *Sussurrò a fior di labbra, in un soffio quasi inudibile, prima di rialzarsi, stringendo più saldamente la bacchetta nella mano sinistra. Ormai non c'erano alternative o facili scorciatoie, se voleva uscire da lì avrebbe dovuto combattere, per sé e per la sua amica che era ferita. Ma di nuovo fu colta alla sprovvista da un Incantesimo non verbale. Un dolore lancinante la colpì in pieno viso mentre un calore inimmaginabile si irradiava agli occhi, alle orecchie, alle labbra, mentre un sapore metallico e mellifluo le riempiva la bocca. Era il suo sangue, non aveva bisogno di vederlo per saperlo. Chiuse le palpebre e deglutì a fatica, di nuovo un conato di vomito la attanagliò, ma il dolore che provava era più forte e soverchiò la nausea che si blocco in un punto imprecisato fra lo stomaco e la gola. Mentre, la testa pareva esploderle in un moltiplicarsi di fitte, sempre più intense ed insopportabili.*

    Non devo svenire, non posso… non posso… non posso…



    *Si ripeteva all'infinito cercando di concentrarsi su quel pensiero per mantenere un minimo di lucidità, ma non era semplice perché sembrava che ogni neurone del suo cervello esplodesse causando una minuscola deflagrazione di dolore che si moltiplicava in modo esponenziale. Poi, all'improvviso, proprio un istante prima che la sua volontà soccombesse al dolore tutto cessò. Ogni centimetro de suo corpo le doleva in mondo insopportabile, ma non poteva arrendersi, dove cercare di lottare, di opporsi al Mangiamorte che pareva divertirsi assai. Maya, con uno sforzo sovrumano ed il volto coperto del suo stesso sangue riaprì gli occhi e fissò la maschera del suo aguzzino e, inaspettatamente, non provò odio o rancore nei suoi confronti ma solo un'infinita pena. Che altro si poteva provare per un essere tanto abietto da godere delle sofferenze altrui?*

    No, la bacchetta no…

    *Pensò stringendo i denti e cercando di controllare l'istinto di aprire le dita per lasciare il proprio catalizzatore magico che era diventato improvvisamente incandescente. Il Mangiamorte doveva aver usato un altro incantesimo non verbale e lei, di nuovo, era stata colta alla sprovvista. L'epidermide ustionata gridava e bruciava dannatamente ma Maya cercava di resistere, non poteva perdere la sua unica arma, la sola che le desse la benché minima difesa, ma il calore aumentava, sempre più e, alla fine, vinse sulla sua volontà. Le falangi arrossate e coperte di piccole piaghe si aprirono, mentre l'Auror soffocava un urlo che più che di dolore era di rabbia e di frustrazione. Aveva ceduto, il suo stesso corpo l'aveva tradita e si ritrovava disarmata ed indifesa di fronte a chi, di certo, non avrebbe avuto pietà di lei. Vehil, cadde al suolo e rotolò fino a piedi dell’Oscuro Stregone che la pestò con la scarpa. Forse se lui non l'avesse bloccata e lei fosse stata un po' meno debole, la giovane strega sarebbe stata in grado di richiamare a sé la propria bacchetta che, grazie al legno di vite, che la componeva, possedeva l'innata capacità di riconoscere la sua legittima proprietaria anche senza bisogno di contatto fisico. All'inizio, non era stato semplice guadagnare la fiducia e la lealtà di quel catalizzatore, reso particolarmente stizzoso dal capello di Veela che ne costituiva l'anima magica ma, dopo oltre sette anni di frequentazione e svariate dimostrazioni del proprio valore, della propria rettitudine morale, nonché dei nobili valori che la animavano, Maya era riuscita a piegare, o forse sarebbe più esatto dire conquistare, Vehil, che ormai era la sua fedele e devota alleata e, in più di un'occasione, ne aveva dato prova. Anche in quel frangente estremo lo avrebbe fatto, ne era sicura ma, purtroppo, lei era troppo esausta e, anche il piccolo ostacolo costituito dal piede del Mangiamorte era sufficiente ad impedire al catalizzatore di tornare a lei che, sebbene fremesse impaziente, restava imprigionato sotto la scarpa nera.*

    Maledizione, basterebbe tanto poco…

    REDUCTO!

    *Fu allora che la voce cristallina, anche se provata, di Daphne, che in qualche modo doveva essersi liberata, anche se l'amica non avrebbe saputo dire né quando né come, risuonò nell'aria ed un fascio di luce colpì la maschera del Mangiamorte. L'artefatto stregato si spezzò e, con esso, la magia che appellava addosso al mago che la indossava la ridicola divisa degli adepti della setta di cui faceva parte. Così, egli si presentò per ciò che realmente era un giovane mago dai capelli neri come la pece e gli occhi altrettanto scuri. L'Auror vide il suo volto e trasalì, non poteva credere ai propri occhi.*



    E' Alexander Foster… non può essere, non è vero!

    *Esclamò nella propria testa riconoscendo nel suo aguzzino un ex-compagno di Casata e di squadra, di un paio di anni più vecchio di lei e con cui aveva condiviso gioie e dolori durante gli anni della scuola. Che gli era accaduto? Com'era possibile che fosse tanto cambiato? O, forse, era lei che non lo aveva mai davvero conosciuto? Queste e molte altre domande si affollarono nella sua giovane mente e, solo allora si rese conto che, se le era parso difficile affrontare un nemico sconosciuto e celato dietro una maschera, ciò era nulla in confronto all'alternativa che ora le si parava dinanzi agli occhi: combattere contro chi aveva considerato, se non esattamente un amico, di certo non un nemico e che si stava rivelando in tutta la sua crudeltà.
    Lui si voltò e la guardò con gli occhi neri colmi di rabbia, forse aveva capito che lei lo aveva riconosciuto e che lo stava giudicando per quello che era: un essere abietto e meschino.*

    Vuoi ancora combattere o hai perso la voglia adesso che non hai più la tua maschera, Foster?

    *Gridò lei, spezzando l'altezzoso silenzio che si era imposta, con un tono che avrebbe voluto suonare risoluto ma che, in realtà, appariva alquanto patetico, era disarmata ed indifesa alla mercé dei due Mangiamorte eppure non poteva, né voleva tacere. Lui si voltò ed increspò le labbra in un sorriso crudele e privo di allegria mentre, puntando di nuovo la sua bacchetta contro di lei enunciò le scagliò addosso uno degli Incantesimi Oscuri più debilitati ed insidiosi, il Sectumsempra.
    Un dolore pungente come una stilettata la colpì al torace e Maya, istintivamente, si portò le mani al petto per tamponare l’emorragia magica ma inutilmente. Le dita si riempirono del suo stesso sangue che, seppur lentamente fluiva fuori dal corpo, sottraendole energia vitale e lucidità, goccia dopo goccia in uno stillicidio di morte, lento ma inesorabile.*

    Pensavo che facesse più male…



    *Fu il suo commento stupito, fissando incredula le proprie dita. Allora si ricordò ciò che aveva letto in un libro babbano circa la morte per dissanguamento che, contro a qualsiasi previsione, pareva essersi dimostrata una delle più indolore, perché le forze abbandonavano il corpo, progressivamente e senza causare troppo dolore e l’incoscienza sopravveniva molto prima dell’ultimo respiro ammantando con il misericordioso velo dell’oblio la mente, prima che il corpo cedesse. Nel frattempo, Foster aveva cambiato di nuovo approccio e stava infliggendo a Daphne la Maledizione Imperius, quella che più di ogni altra spogliava chi ne era colpito della propria dignità prima ancora che della volontà. Poi si voltò di nuovo verso Daphne e, sotto gli occhi esterrefatti di Maya, la costrinse ad inginocchiarsi al suo cospetto, sibilando parole piene di odio e disprezzo.*

    Non sei degna di guardarmi in volto, Auror. E’ sulle ginocchia, il tuo posto, quando il mio viso non è celato.

    *La Corvonero era indignata e furente, lasciata da parte la propria razionalità e quel poco di energia che le era rimasta, sarebbe stata pronta allo scontro fisico… avrebbe fatto qualsiasi cosa, perfino colpire con calci e pugni l'ex-compagno di Casata, piuttosto che restare ferma a guardare quella scena disgustosa. Tanto che aveva da perdere se entro pochi minuti sarebbe comunque morta?*

    E' molto più alto e muscoloso di me, su questo non c'è dubbio, tuttavia, se gli ficcassi due dita negli occhi potrei sopraffarlo, anche se per poco, e ciò mi permetterebbe di recuperare la bacchetta…

    *Non erano certo i pensieri elevati e nobili di un Auror ma, piuttosto, quelli di una ragazza dilirante che cercava disperatamente un modo per salvare se stessa e la propria amica.*

    Peccato solo che la Mills non mi permetterebbe mai di attuare il mio piano indisturbata, è la che ci fissa e, anche se non le vedo il viso, sono certa che avrà un'espressione compiaciuta e divertita…

    *Per un attimo, Maya si era dimenticata che i suoi avversari erano due e, senza il proprio catalizzatore magico, non aveva alcuna speranza di poterli tenere a bada entrambi… be', a dire il vero, anche con Vehil fra le dita le sue possibilità erano assai scarse, specie se avesse perso coscienza.*

    Non posso stare qui ferma, devo fare qualcosa… o mi dissanguerò e tutto sarà perduto… per sia per me sia per Daphne!

    *Anche se il Sectumsempra sembrava aver avuto un effetto meno intenso rispetto a quello che si sarebbe aspettata, la Corvonero continuava a perdere sangue lentamente ma inesorabilmente e di certo la Tassorosso, prostrata in una posizione di forzato vassallaggio, non avrebbe potuto né difendersi né ribellarsi. Maya era sconvolta e la sua mente cercava disperatamente una soluzione che pareva fuori dalla sua portata, alla fine, più per disperazione che per effettiva convinzione, decise che lo scontro fisico era l'unica possibilità. Deglutì la saliva mista al suo stesso sangue e si preparò ad attaccare. Forse, quella che credeva essere la Mills l'avrebbe fermata prima che potesse raggiungere Foster, o forse lui l'avrebbe colpita prima che riuscisse a mettere in pratica il suo piano ma, anche se le sue possibilità di successo rasentavano lo zero, doveva tentare.*

    Ma che fa? E' impazzito?

    *Si chiese la giovane strega quando, per l’ennesima volta, il suo avversario la stupì, facendo qualcosa di insensato ed assurdo: sollevò il piede che fermava la sua bacchetta e la colpì con un calcio. Vehil, ormai libera, un po' per inerzia un po' per la volontà di tornare fra le dita di Maya, schizzò veloce e sicura verso l'Auror che si chinò ad afferrarla con la mano destra, perché la sinistra, la sua dominante, presentava una brutta ustione che le avrebbe impedito di stringerla adeguatamente. La ragazza, serrò le falangi mentre un mezzo sorriso le illuminò il viso martoriato ed ancora sporco del suo stesso sangue. Poi si voltò e senza proferire parola, puntò il catalizzatore di energia verso Foster enunciando mentalmente una formula.*

    LEVICORPUS

    Citazione:
    LEVICORPUS (n-vbl)
    Descrizione: fa sollevare in aria la persona colpita, tenendola sospesa per le caviglie
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per schiantare e confondere il nemico
    Avvertenze: per essere lanciato e mantenuto efficacemente, richiede una discreta concentrazione ed è indispensabile non distogliere mai lo sguardo dalla propria vittima
    Livello Minimo Consigliato: 5




    *Il fascio di energia che si sprigionò colpì in pieno petto il ragazzo che fu sbalzato in aria e, dopo aver compiuto una specie capriola, si ritrovò sospeso a testa in giù, come se una forza invisibile lo trattenesse per le caviglie. Maya allora si avvicinò a Daphne che, sebbene ormai fosse libera dal sortilegio del Mangiamorte, aveva gli occhi azzurri vacui, come se la sua mente fosse vuoto.*

    Tesoro, ce la fai ad alzarti? Dobbiamo cercare di andarcene di qui…

    *Disse Maya con dolcezza avvicinandosi all'amica ed aiutandola a ritrovare la postura eretta.*

    Appoggiati a me…

    *Aggiunse offrendole il braccio e sorreggendola. Era una scena al limite del grottesco: la ragazza ferita e sanguinante che, raccogliendo le ultimi forze, cercava di sorreggere l’amica che era apparentemente illesa. La ferita di Maya continuava a sanguinare, sottraendole linfa vitale ed energie ma, in quel momento, Daphne era più sconvolta e bisognosa di aiuto di lei, come se la sua anima fosse stata stravolta dalle sevizie appena subite. Anche se nei libri non se ne parlava, era presumibile, e la Tassorosso ne pareva la prova vivente, che due Maledizioni Senza Perdono inflitte a breve distanza l’una dall’altra potessero avere effetti lucidità mentale di una persona.*

    Spero che sia una cosa temporanea… non so come farei se l’avessi persa per sempre…

    *Pensava la giovane Auror cercando di ricacciare i funesti presagi che pareva di scorgere negli occhi dell’amica. Se solo non fosse stata così malconcia e debole, si sarebbe smaterializzata all’istante e sarebbe sorsa insieme a Daphne al San Mungo dove, di certo, avrebbero saputo intervenire in modo adeguato sia sulle ferite fisiche sia su quelle psichiche ma, nello stato in cui era, fatica già solo a reggersi in piedi e non aveva né la forza né la lucidità per smaterializzare due persone contemporaneamente, come minimo avrebbe rischiato uno Spaccamento, se non peggio.*

    Ti prego, dobbiamo muoversi!

    *Implorò Maya sentendosi in colpa per le condizioni in cui versava la sua amica, ma, almeno per il momento, non poteva né curarla né alleviare le sue sofferenze, si dovevano togliere di lì ed in fretta. Sentiva le forze abbandonarla e non sapeva per quanto sarebbe riuscita ancora a mantenere il Mangiamorte appeso nella posizione innaturale in cui era. Senza contare che l'altra di certo non sarebbe stata ferma a guardare.*

    Ecco, brava, così…

    *Disse incoraggiante, poi, puntò di nuovo la propria bacchetta contro Foster e scandì un'altra formula, sapendo che, appena avesse perso il contatto visivo, l’avversario sarebbe stato liberato, quindi, per limitare al minimo i danni era necessario disarmarlo.*

    EXPELLIARMUS

    Citazione:
    EXPELLIARMUS
    Descrizione: è il classico incantesimo di disarmo e serve a far volare via dalle mani dell'avversario la sua bacchetta magica e sbalzarlo indietro
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disarmare l'avversario e lasciarlo senza protezione o mezzi d'attacco
    Avvertenze: è un incantesimo piuttosto semplice ma molto efficace e, se eseguito correttamente, può mettere in difficoltà anche un mago esperto e potente
    Livello Minimo Consigliato: 2




    *Di nuovo un lascio di luce, ma meno intenso del precedente, si sprigionò dalla punta di Vehil e colpì il catalizzatore magico di Foster che lasciò le sue dita. Come nella fisica babbana anche in quella magica ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria così, l'energia cinetica dell'impatto dell'Incantesimo, raggiunto il proprio obiettivo, rimbalzò indietro, facendo piroettare in aria la bacchetta che, compiendo una parabola in direzione inversa rispetto a quella del fascio magico, ricadde nella mano sinistra tesa di Maya. Ma la giovane Auror aveva fatto i conti senza l'oste, ossia la seconda Mangiamorte, quella che prima l'aveva schernita e che credeva fosse Charlotte Mills, che, subito si avventò su di loro. Con la coda dell'occhio intravide un mantello nero, in una frazione di secondo realizzò, si voltò di scatto, puntando il proprio catalizzatore, pronunciò la formula dello Schiantesimo.*

    STUPEFICIUM

    Citazione:
    STUPEFICIUM
    Descrizione: Questo Incantesimo é chiamato Schiantesimo, e serve per far perdere conoscenza alla vittima. L'incantesimo fa schiantare una persona, scaraventandolo all'indietro e lasciandola senza sensi. quando viene evocato dalla bacchetta esce una luce rossa. Viene usato numerose volte da Harry e i suoi per schiantare i Mangiamorte nell'ufficio misteri.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: qualche ora (oppure fino a contro incantesimo)
    Consigliato: è il miglior incantesimo per far perdere i sensi al nemico
    Avvertenze: per difendersi da Stupeficium può essere utile la formula Protego, ma ben pochi maghi sono tanto abili e veloci da riuscire a pronunciarla prima di essere colpiti
    Livello Minimo Consigliato: 5




    *Un po’ per la fretta un po’ per la vista che si cominciava ad appannare, prese male la mira ed il sortilegio non ebbe l'effetto desiderato, colpendo di striscio l'assalitrice e deviando solo la sua traiettoria senza però farle perdere i sensi, come avrebbe voluto e sperata Maya.*

    Presto ci sarà di nuovo addosso… e pure l'altro!

    *Commentò la Corvonero alquanto delusa: infatti, non solo lo schiantesimo aveva lasciato pressoché illesa una dei Mangiamorte ma, essendosi girata ed avendo perso il contatto visivo, anche l'altro era stato liberato dalla magia che lo teneva appeso in aria. Per fortuna, cadendo al suolo dalla posizione in cui si trovava aveva preso un bel colpo in testa ed era rimasto stordito, ma non avrebbe impiegato molto a riprendersi.*

    Dobbiamo correre, pensi di farcela?

    *Chiese Maya tendendo il braccio sinistro all'amica. Non ottenne nessuna risposta, Daphne continuava a fissare il vuoto davanti a sé comese tutto ciò che stava accadendo non la riguardasse minimamente. Allora, la Corvonero la strattonò per cercare di riscuoterla e vacillò un attimo così, senza volere, aprì le dita facendo cadere a terra la bacchetta di Foster.*

    Imbranata!

    *Si rimproverò mentalmente ma non provò nemmeno a chinarsi per raccoglierla per non rischiare di perdere l'equilibrio che aveva appena miracolosamente raggiunto: infatti, era conciata davvero male; la testa le doleva ancora terribilmente, la mano ustionata lanciava fitte lancinanti ed un senso di nausea persistente le attanagliava lo stomaco, quindi, anche solo quel piccolo gesto le sarebbe costato un eccessivo dispendio di energie e, con ogni probabilità, sarebbe stato solo un'inutile perdita di tempo perché, appena il Mangiamorte si fosse ripreso, avrebbe cercato di appellare il proprio catalizzatore magico e lei non avrebbe avuto la forza di trattenerlo, non con le dita in quelle condizioni, non con la vita ce le scivolavi via.*

    Un passo dopo l'altro…

    *Si ripeteva Maya cercando faticosamente di strascinare Daphne lontano dagli avversari ma erano troppo lente, troppo traballanti, troppo patetiche e costituivano un bersaglio troppo facile. In quel modo non sarebbero arrivate da nessuna parte, era fin troppo ovvio.*

    Maledizione, così non va… fra pochissimo ci saranno addosso e sarà stato tutto inutile!

    *Piagnucolò fra sé in preda alla disperazione. Aveva bisogno di un diversivo, di qualcosa che tenesse impegnati i due Mangiamorte mentre loro si allontanavano… più facile a dirsi che a farsi. In quel momento, era davvero a corto di idee ed il suo cervello di Corvonero sembrava non volerla aiutare; era troppo impegnato a resistere al dolore, a comandare al corpo di continuarsi a muovere, a lottare contro le ondate di nera incoscienza ed a sostenere il peso di Daphne per poter anche ragionare.*

    Pensa, accidenti, pensa, lo puoi fare, è la tua specialità!

    *Si rimproverò silenziosamente scuotendo impercettibilmente il capo e guardandosi intorno in cerca di un'illuminazione, una qualsiasi idea che potesse rendere un po' meno disperata la loro situazione. Fu allora, che, nella luce incerta delle fiaccole, notò la statua di un drago che, a mò di cariatide, sosteneva l'insegna di un negozio dal nome tanto inquietante quanto l'aspetto degli articoli esposti in vetrina.*

    Potrei provare, in fondo, le Trasfigurazioni sono fra gli incantesimi che ci riescono meglio e tu non mi abbandonerai, vero Vehil?

    *Sussurrò rivolgendosi alla propria bacchetta che, naturalmente non le rispose, ma non ce n'era bisogno, Maya la conosceva fin troppo bene e sapeva che, grazie alla magia combinata del legno di vite e del capello di Veela quello era uno dei catalizzatori magici più portati per la Trasfigurazione e ne aveva avuto prova in molte occasioni durante gli anni della scuola, quando Incantesimi che ai suoi coetanei risultavano difficili a lei riuscivano bene al primo colpo.*

    Focalizza l'obiettivo… visualizza l'animazione… concentrati sull'energia vitale che vuoi infondere alla roccia… poi, agita e punta!

    *Recitò mentalmente i passaggi che erano necessari a scagliare l'incantesimo che aveva scelto, uno dei più complessi e potenti, che non era insegnato in aula di Trasfigurazioni ma al Palazzo dei Master dove, per sua fortuna, aveva seguito un corso non obbligatorio ma "vivamente consigliato" a tutti gli aspiranti Auror. Poi trasse un profondo respiro e cercò di estraniarsi dalla situazione contingente, ignorando il dolore, la minaccia dei Mangiamorte, la preoccupazione per Daphne, e puntò gli occhi indaco sulla statua. Immaginò la vita che vi voleva infondere e si concentrò sulla potenza della creatura magica di cui la pietra avrebbe assunto le caratteristiche, poi, quando, si sentì pronta, agitò con precisione la bacchetta, riproducendo il movimento esatto che le era stato insegnato e scandì un’unica parola.*

    DRACONIFORS

    Citazione:
    DRACONIFORS
    Descrizione: anima le statue di drago
    Tipo: incantesimo di trasfigurazione
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per difendersi dai nemici e per crearsi dei potenti alleati
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 6




    *Subito sentì l'energia magica fluire il suo corpo dilaniato, lungo il braccio fino a raggiungere l'impugnatura della bacchetta, dove si raccolse per poi essere sprigionata sull'obiettivo. Contrariamente a ciò che era accaduto prima, non apparvero né lampi luminosi né fasci di luce, semplicemente l'aria parve fremere intorno alla statua che, sussultando, prese a respirare come una creatura vivente. Alzò il capo ed aprì le ali, emettendo un suono acuto e stridulo. Dove un istante prima vi era la dura roccia, era apparso un drago in carne ed ossa, pronto ad attaccare i loro inseguitori.*

    Il nostro nuovo amico dovrebbe tenerli impegnati per un po'!

    *Esclamò sollevata e, per quanto le circostanze lo permettessero, felice di essere riuscita nel proprio intento. Ma quella piacevole sensazione durò poco, troppo poco, perché, Daphne per poco non cadde trascinandola a terra con sé. La Tassorosso non sarebbe riuscita a scappare, questo era chiaro, già era stato un miracolo fosse arrivata fin lì e lei, dal canto suo, faticava a reggersi in piedi, mentre la testa le diventava sempre più leggera e le membra più pesanti.*

    Dai, Daph, ancora un piccolo sforzo…

    *Mormorò Maya abbracciando ed aiutandola a trascinarsi fino ad un vicolo poco lontano. Non aveva la minima idea di dove si trovassero perché, fuggendo, si erano sempre più inoltrate in Notturn Alley. Tutto intorno taceva e, se qualcuno le stava osservando da dietro le gelosie chiuse, sicuramente, non sarebbe corso in loro aiuto. Si dovevano arrangiare da sole. L'unica era cercare di far arrestare l'emorragia, per recuperare un poco di forze e, forse, poter sopportare lo stress della materializzazione.*

    Ecco, ora ci sediamo un attimo, in quel portone, così tu ti riposi un po’ ed io vedo di fare qualcosa per questa brutta ferita…

    *Le disse con dolcezza, sorreggendola ed aiutandola come poteva, poi, giunte alla loro meta, con delicatezza la fece sedere. Purtroppo, i gradini di roccia e le pareti di mattoni non erano confortevoli ma, comunque, erano il meglio che potessero trovare e, cosa non secondaria, le nascondevano temporaneamente alla vista. Quando i Mangiamorte si sarebbero liberati del drago, e non ci sarebbe voluto molto, le avrebbero seguite nel vicolo ma non le avrebbero viste subito e, con un po' di fortuna, magari, avrebbero pensato che si fossero smaterializzate e le avrebbero lasciate in pace.*

    Ecco, brava, così, respira e cerca di stare tranquilla, vedrai che andrà tutto bene…

    *Mentì Maya, fingendo un ottimismo che non possedeva, solo per infondere un po' di coraggio all'amica. Poi con delicatezza e le mani che le tremavano, aprì il proprio mantello per esaminare la ferita. Ciò che vide, purtroppo, confermò le sue peggiori previsioni: infatti, anche se la maledizione, per qualche ragione che non sapeva spiegarsi, aveva colpito con minor intensità di quanto solitamente accade e l'emorragia era, tutto sommato, di modesta entità, non avrebbe smesso naturalmente di sanguinare, come sarebbe successo per una lesione analoga causata, per esempio, dalla lama di un coltello, perché era di origine magica e solo la magia poteva farla arrestare.*

    Conosco solo un Incantesimo che sia efficace contro il Sectumsempra, ma è al di sopra delle mie capacità e solo i Medimaghi lo sanno eseguire correttamente…

    *Era un azzardo e lo sapeva ma, d'altra parte, non aveva molte scelte e, anche se le possibilità di successo erano a dir poco esigue, doveva tentare.*

    Se non altro ho osservato Gandalf mentre si esercitava… e, almeno, ho un'idea di ciò che si deve fare per lanciarlo… magari, per una volta, potrei avere la fortuna del principiante.

    *Si fece coraggio, cercando di ricordare ogni dettagli della scena vista non molto tempo prima nel salotto della casetta di Godric's Hollow, mentre il suo compagno, un tirocinante Medimago, si impratichiva ad eseguire quello ed altri incantesimi curativi avanzati. Con gli occhi della mente prima isolò il movimento della bacchetta che gli aveva visto fare, delicato ma deciso, con un colpo finale verso l'alto, poi ripensò alla formula, concentrandosi sulla pronuncia esatta. Non era facile ma poteva farcela e, comunque, non aveva molte altre scelte, il tempo stringeva; se non si fosse ripresa almeno un po', loro non avrebbero potuto andarsene e, volendo essere realistica, dubitava che sarebbero riuscite a resistere ad un altro attacco. Certo, c'era sempre la speranza che i Mangiamorte rinunciassero all'inseguimento oppure che, non vedendole, pensassero che fossero fuggite ma, poiché quella sera il fato sembrava tramare contro di loro, realisticamente le probabilità che una di quelle due ipotesi si realizzasse era assai remota.*

    Devo tentare, tanto, se non fa bene di certo male non può fare…

    *Decise alla fine e, dopo aver fatto un paio di movimenti con il polso, cercando di riprodurre con la maggior accuratezza possibile quelli che aveva visto compiere a Gandalf, trasse un respiro profondo e puntò la bacchetta contro la ferita, scandendo la formula e cercando di pronunciarla correttamente.*

    VUL-NE-RA SA-NAN-TUR
    Citazione:
    VULNERA SANANTUR
    Descrizione: è uno degli incantesimi curativi più efficaci e difficili poiché è efficace anche contro le ferite provocate dalla magia oscura
    Tipo: incantesimo curativo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per guarire da ferite mortali
    Avvertenze: è un sortilegio molto potente e complesso, che non si impara in nessuna scuola; è magia arcana ed enormemente complessa
    Livello Minimo Consigliato: 9




    *Il catalizzatore si mosse docile nella sua mano ma non funzionò, come se l'energia magica incanalata non riuscisse a fuoriuscire perché qualcosa la bloccava. Doveva aver sbagliato qualcosa ma, anche pensandosi e ripensandoci non avrebbe saputo dire che cosa… sperava che almeno il sortilegio avesse un effetto blando ed imperfetto ma che era stato completamente inutile la demoralizzò non poco.*

    Maledizione, perché non ci ho pensato, eppure è teoria della magia base!

    *Si rimproverò ricordando ciò che aveva appreso tanti anni prima: nessun Incantesimo curativo può essere applicato su se stessi perché , come nella fisica babbana, nulla si crea e nulla si distrugge e se un copro non ha sufficiente energia vitale per sostentarsi non può nemmeno produrre l’energia magica necessaria al guarire.*

    Ora che faccio?

    *Si chiese in preda allo sconforto più completo. La sua ferita continuava a sanguinare e, anche se non poteva vedersi, sapeva di essere pallida, era pallida come un fantasma ed era quasi incosciente: la vita le stava scivolando via, goccia dopo goccia.*

    [color=darkvioletTi prego, riscuotiti ho bisogno di te… da sola non ce la faccio… [/color]

    *Impotente e sconsolata abbassò la bacchetta e accarezzò il volto di Daphne con il dorso della mano sinistra, perché il palmo, che era orribilmente ustionato, le doleva terribilmente, solo allora le venne un'idea che, se avesse funzionato, avrebbe risolto tutti i loro problemi, o quasi.*

    Che sciocca, come ho fatto a non pensarci prima? Potrei prendere due piccioni con una fava, come dicono i babbani!

    *Con gesti frenetici cominciò rovistare nella propria borsa, spostando carte, fogli di appunti, penne e molte cose assolutamente inutili che conservava senza una ragione precisa. Il bello, od il brutto, di avere contenitori incantati è che vi si tengono talmente tante cianfrusaglie di cui spesso ci si dimentica l'esistenza.*

    Ma dove diavolo è finita? Ero certa di averla, la porto sempre…

    *Era quasi decisa a usare di nuovo la bacchetta per appellare ciò che stava cercando quando, finalmente, le due dita toccarono una piccola ampolla di vetro dal tappo in sughero che era finita sotto il promemoria ministeriale che aveva ricevuto quella stessa mattina da Rosemary Sullivan.*

    Eccola, sapevo che c'era!

    *Esclamò a bassa voce afferrando il piccolo flacone ed estraendolo dal Pozzo di San Patrizio che era la sua borsa.*



    Essenza di Dittamo, efficace contro ogni tipo di ferita, sia di origine naturale sia causate dalla magia… tre gocce su una ferita aperta sono in grado di fermare l’emorragia, creando uno strato sottile di pelle nuova e guarendo istantaneamente bruciature, abrasioni e tagli, inoltre, è indicata anche in caso di Spezzamento da Materializzazione…

    *Mormorò togliendo il tappo di sughero e lasciando cadere tre stille sulla sua mano sinistra. Immediatamente, il bruciore si alleviò e le brutte bolle gonfie di acqua iniziarono a riassorbirsi.*

    Non avevo dubbi che sull’ustione avrebbe funzionato… spero solo che possa essere efficace anche sulla lesione da Sectumsempra!

    *Commentò versandosi alcune gocce sul petto dell'amica e trattenendo il fiato. L'effetto non fu altrettanto rapido ed eclatante ma, nella luce incerta delle fiaccole, Maya ebbe l'impressione che l'emorragia cominciasse ad arrestarsi.*

    Sia ringraziato il Cielo… forse ci vorrà un po' e, probabilmente, dovrò ripetere l'applicazione, ma pare che funzioni!

    *La gioia appena provata si trasformò repentinamente in panico perché udì delle voci provenire dall'imboccatura del vicolo e vide apparire le figure dei Mangiamorte, nell’incerta luce crepuscolare.*

    Ti prego, ti prego, ti prego fa' che se ne vadano… mi serve solo un po' di tempo e, poi, ci potremo smaterializzare lontano da qui

    *Implorò la Corvonero mentre il suo cuore accelerava di nuovo ed il fiato si faceva corto. Per un attimo, i due discussero sul daffare, sembravano per rinunciare ma, alla fine, Foster che, evidentemente era più scrupoloso della collega, decise di perlustrare i portoni.*

    Non impiegherà molto a trovarci.. ed io non potrei mai affrontarlo da sola, non prima che l’Essenza faccia un po’ di effetto… e Daphne, be’, per il momento su di lei non posso proprio far affidamento…

    *Lanciò un’occhiata sconsolata all’amica poi, senza perdere tempo, a riflettere passò Vehil nella mano sinistra, ormai guarita, e compiendo un ampio gesto con il braccio, sussurrò la formula dell'Incantesimo Scudo più potente che conoscesse, il solo che avrebbe garantito a lei ed alla Tassorosso un'efficace protezione anche contro la Magia Oscura.*

    PROTEGO HORRIBILIS

    Citazione:
    PROTEGO HORRIBILIS
    Descrizione: crea una protezione contro la magia nera
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: contro incanti di magia oscura, anche potenti
    Avvertenze: è inefficace contro le Maledizioni Senza Perdono
    Livello Minimo Consigliato: 7




    *Immediatamente dalla punta della bacchetta si sprigionò un fascio di luce azzurra che, aprendosi come un ombrello formò una specie di guscio protettivo intorno al loro riparo improvvisato. Naturalmente, il bagliore prodotto attrasse l'attenzione dei loro inseguitori che si misero a correre verso il punto da cui aveva avuto origine il tenue lucore.*

    Purtroppo, non avevo altra scelta ma, almeno saremo protette per un po' dai loro assalti… anzi, per sicurezza è meglio che renda ancora più impenetrabile il nostro scudo magico…

    *Rifletté, concentrandosi un attimo prima di muovere elegantemente in proprio catalizzatore magico, scandendo le due parole che avrebbero amplificato e rafforzato l'effetto protettivo del sortilegio precedentemente eseguito, un’altra magia potente che non si imparava a Hogwarts, bensì durante i Master Avanzati post M.A.G.O..*

    FIANTO DURI

    Citazione:
    FIANTO DURI
    Descrizione: crea uno scudo protettivo quasi invalicabile.
    Tipo: 1 turno ogni 4 livelli
    Durata: istantanea
    Consigliato: per contrastare qualsiasi incanto, fattura o sortilegio di livello medio-alto
    Avvertenze: l'effetto migliore si ottiene se usato in Combo con Protego Horribilis o Repello Inimicum,
    Livello Minimo Consigliato: 8




    *Bagliori iridescenti pervasero lo scudo come una sorta di ragnatela di luce. Quello era il massimo che Maya poteva fare per sé e per la sua amica, nella speranza che i pochi minuti che avrebbero guadagnato sarebbero stati sufficienti all'Essenza di Dittamo per fare effetto, permettendo al lei di riprendere un minimo le forze ed a Daphne di ritrovare se stessa.*

    Tesoro, devi reagire, ti prego, ho bisogno di te… stanno arrivando!

    *Le mormorava con dolcezza accarezzandole la fronte con una mano e tenendo la bacchetta puntata con l'altra, ma era stanca, mortalmente esausta, avrebbe voluto solo chiudere gli occhi e riposare un po' ma sapeva che, se lo avesse fatto, forse non li avrebbe mai più riaperti.*

    Devo resistere... fra poco l'Essenza di Dittamo farà effetto ed io starò meglio...

    *Si ripeteva cercando di non chiudere le palpebre e di restare vigile ma, Dio, quant'era difficile, sarebbe stato molto più facile abbandonarsi torpore, lasciarsi andare, smettere di affannarsi e combattere.*

    Non posso abbandonarla, non di nuovo, non così...

    *Riaprì le palpebre e fascio cadere altre tre gocce sulla ferita, non sentì nulla ma, in realtà, neanche poco prima aveva avvertito un reale sollievo perché, stranamente quella ferita, benché fosse mortale, non era poi molto dolorosa. Si guardò intorno: i Mangiamorte erano vicinissimi e loro erano in trappola e non avevano via di fuga, eccetto la porta alle loro spalle che Merlino solo sapeva dove potesse portare. Se fosse stato necessario, l'avrebbe abbattuta, su questo non c'era dubbio, ma, se le cose fossero andate come sperava, non sarebbe stata costretta a farlo perché, prima che la barriera invalicabile che le proteggeva fosse stato superata, la sua ferita si sarebbe rimarginata e lei avrebbe recuperato le forze necessarie per Smaterializzarsi insieme a Daphne lontano da quel luogo da incubo, lontano dai Mangiamorte, lontano dagli orrori di quella notte.*

    @Alexander_Foster, @Daphne_Harris, @Charlotte_Mills,



    OT.
    Sinceramente, non so se la combinazione di Crucio ed Imperio possa causare uno stato di apatia e confusione mentale simile a quello da me descritto, tuttavia, questo piccolo espediente, o licenza letteraria, è l'unica scappatoia che ho trovato per rendere plausibile il mio post. Infatti, se Daphne fosse stata perfettamente lucida e presente perché, Maya, che era ferita più gravemente di lei, avrebbe dovrebbe fare tutto il lavoro e si sarebbe prodigata per difendere se stessa e l'amica? A volte il confine fra vero e verosimile è davvero molto sottile ed io, in questo caso, mi sono barcamenata sulla linea incerta che separa l'uno dall'altro come una funambola, cercando di raggiungere un difficile equilibrio... spero di esserci riuscita.




    Ultima modifica di Maya_Mondlicht oltre 1 anno fa, modificato 3 volte in totale


  • Stefano_Draems

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    # Charlotte_Mills ha passato la mano.


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Daphne Harris si trovava a terra, Maya Mondlicht invece parve trovare il coraggio per aiutare la collega Auror e metter ko i due Mangiamorte.
    Charlotte conosceva bene le due ragazze e sapeva che nulla le avrebbe impedito di combattere, non che Char non lo volesse ma una piccola parte di lei, in fondo in fondo, teneva a quelle ragazze, come teneva ad Alexander.
    Vari incantesimi furono sprigionati dalle bacchette dei tre ragazzi più giovani di lei.
    Mentre cercava di difendersi notò che poco lontano da lei, Alex, giovane Mangiamorte, era stato privato della sua maschera che gli copriva il viso.
    Le dispiaceva per il giovane perché oltre ad essere ricercato, alla sua lista di crimini si sarebbe aggiunto anche il furto e l’ aggressione di quella sera.*

    Mi dispiace Alex

    *Passò per la mente della donna distraendola da quello che la circondava lasciando così modo ai suoi avversari di colpirla.
    Fu un incanto realizzato da Maya a schiantarla lontano, facendola cadere a terra stordendola ma nulla più.
    Per fortuna non aveva perso i sensi, conseguenza dello schiantesimo che aveva subito. Allora la fortuna ogni tanto era dalla sua parte.
    Distesa a terra, a pancia in giù vedeva lontano da lei due figure sfuocate che si allontanavano di qualche metro e che realizzavano con un incantesimo qualcosa che poteva risultare davvero pericolo.*

    Quello è… Un drago?



    *Poteva immaginarsi di tutto, ma quello proprio no.
    Era un pericolo e non avrebbe mai permesso che quella missione fallisse per colpa di una stupida statua.
    Anche Alexander si era accorto del “piccolo” problema.
    Doveva però stare attento, Char non si sarebbe mai perdonata che il giovane si ferisse gravemente, il capo avrebbe dato la colpa a lei ed inoltre la missione a cui partecipavano entrambi da ormai alcuni mesi sarebbe finita in cenere.*

    ALEX STAI ATTENTO!

    *Urlò l’ ex Serpeverde in direzione del collega Mangiamorte, che si difese egregiamente, la stessa cosa non valeva per Charlotte ancora un po’ stordita.
    La lunga coda del drago di pietra era un arma davvero efficace e dolorosa.*

    Ahi.
    Dannato drago io non fuggo dai mostri, sono loro che lo fanno!




    *Disse la donna davvero esasperata da quella situazione.
    Non poteva passare tutto il tempo a combattere contro quella creatura di pietra, aveva cose più importanti da fare quella sera.*

    Magari, anche se uso un semplice incantesimo, lo faccio cadere sulla protezione che ha creato Maya, “rompendola” e in tal modo sbarazzarmi di loro.
    Meglio provare che restare inermi.
    Incendio.


    *Non serviva a niente di concreto, fatta eccezione per quello che aveva in mente la donna. Il grande drago indietreggiò cadendo sul Fianto Duri creato da maya, ma non disintegrandolo completamente.*

    Mi avete decisamente rotto le gobbiglie voi due.

    *Charlotte puntò la bacchetta contro Daphne e Maya che si trovavano a qualche passo da lei, si fermò però quasi subito.
    La protezione avrebbe respinto gli incantesimi offensivi. Non aveva altra scelta. Solo alcuni incantesimi potevano essere utilizzati su un Protego Horribilis: le maledizioni senza perdono.*

    CRUCIO.

    Citazione:
    CRUCIO
    Descrizione: chi viene colpito è istantaneamente invaso da atroci dolori lungo tutto il corpo, si dice che la sensazione che prova la vittima sia essere infilzato da coltelli bollenti
    Tipo: maledizione senza perdono
    Durata: istantanea
    Consigliato: per indebolire notevolmente il nemico o per estorcergli informazioni attraverso la tortura
    Avvertenze: per scagliare la Maledizione Cruciatus non è sufficiente provare rabbia o paura, ma è necessario possedere il desiderio di infliggere dolore per pura e semplice crudeltà
    Note: essere sorpresi a scagliare questa maledizione, equivale a procurarsi un biglietto di sola andata per il carcere di Azkaban
    Livello Minimo Consigliato: 8


    *Pronunciò la donna puntando la bacchetta contro la ragazza più ferita all’ interno di quella pseudo protezione: Daphne.
    La giovane dai lunghi e biondi capelli ricci come di consueto urlò.
    Non era di certo esilarante sentire qualcuno urlare dal dolore ma quella era la maledizione e lei non poteva farci nulla.
    Charlotte fece la stessa cosa con Maya, puntò la bacchetta verso di lei e pronunciò lo stesso incantesimo.*

    CRUCIO.

    *Era quasi più liberatorio cruciare la ragazza appartenuta a Corvonero, era stata lei a schiantarla poco prima e doveva quindi pagarla.
    Le urla delle due ragazze riempirono l’ aria circostante e le loro reazioni successive a quell’ incanto permisero a Charlotte di escoglitare.*

    Foster! Tu occupati del drago. Sei o non sei il futuro docente di Incantesimi? Datti da fare.

    *Ecco. Tutto d’ un tratto l’ atteggiamento di Charlotte era cambiato, quell’ atteggiamento lo aveva represso molti anni prima, proprio quando aveva ucciso i suoi genitori aveva promesso di non essere più quella persona.
    Si, Charlotte insieme a qualcun’ altro aveva messo fine alla vita dei suoi genitori. Due Auror, due famosi Auror morti per mano di qualche sconosciuto.
    Quello era quello che pensava il Ministero della Magia.
    Charlotte con passo svelto si avvicinò alle due ragazze. La protezione però non sembrava essere ceduta del tutto, facendo così cadere Charlotte a pochi passi di distanza.
    La sua machera si era rotta in grossi pezzi, la sua copertura per non essere scoperta era scomparsa. Da quel momento in poi non avrebbe più vissuto una vita normale.
    Si rialzò piano piano con la testa che le girava, controllando per la seconda volta che tutto fosse ok.*



    Spero siate contente.
    Mi avete scoperto.
    Si, sono un Mangiamorte e lo so cosa state pensando e vi rispondo subito: si sono un Mangiamorte infiltrato ad Hogwarts.
    Da quanto tempo’ da sempre. Lo sono sempre stata e nessuno di voi se ne è mai accorto, neppure la grande e generosa Sibilla!
    Ah, povera Sibilla, tra poco la sua vita cesserà e il male tornerà ad Hogwarts, proprio come accadde anni fa dopo la morte di Silente, un altro Mangiamorte siederà alla scrivania della preside… E nessuno di voi in tutti questi anni si è mai accorto di nulla… Fino ad oggi.


    *Una lunga pausa seguì quelle dure parole rivolte ai due Auror che si trovavano inermi vicino a lei.*

    Lo so che avete iniziato ad indagare su di me, lo so che oggi avevate intenzione di entrare in casa mia peccato però che non lo abbiate fatto.. Non ne sareste più uscite.

    Vi ridurrò talmente male che la vostra casa per i prossimi anni a venire sarà solamente il S. Mungo.
    ARDEMONIUM!


    Citazione:
    ARDEMONIO (ARDEMONIUM)
    Descrizione: è un potente e pericoloso fuoco maledetto
    Tipo: incantesimo oscuro
    Durata: fino a controincantesimo
    Consigliato: per ferire (o addirittura uccidere) i propri nemici
    Avvertenze: essendo un particolare fuoco che si scinde in una serie di creature demoniache che divorano tutto ciò che incontrano, è molto difficile da controllare e solo un mago potente e Oscuro può utilizzare questa maledizione senza rischiare che gli si ritorca contro (non può essere spento ed è il grado di distruggere ogni cosa, persino gli Horcrux). Inoltre, essendo un Incantesimo Oscuro, i maghi che non sono tali, dovrebbero astenersi dall’utilizzarlo
    Livello Minimo Consigliato: 7 (11 per dare forma e governare il fuoco)


    *Quella suonava proprio come una minaccia, ma non lo era era quello che Charlotte avrebbe fatto quella sera, grazie anche all’ ardemonio che stava eseguendo.
    Certo non era molto in grado di dare forma e governare al meglio quel fuoco malvagio, ma sarebbe comunque servito al suo scopo.
    Con la bacchetta puntata verso le due avversarie Charlotte non dava importanza a quello che la circondava. Non dava più importanza al drago di pietra.
    Voleva mettere fine alle vite e alle sofferenze delle due ragazze.
    Non amava comportarsi in quel modo ma non poteva fare altrimenti.
    L’ espressione della giovane Mondlicht non lasciava dubbi: l’ Ardemonio l’ aveva stupita e di sicuro aveva stupito anche la sua collega Harris.



    Mai però avrebbe lasciato fuggire quelle due ragazze senza averle scagliato altri incantesimi, incantesimi adatti ad uno scontro tra bene e male.
    Charlotte non sopportava i Tassorosso, mai li aveva sopportati e non sopportava nemmeno quelli che si erano uniti ai Mangiamorte di recente, sarebbe partita da Daphne Harris con quegli incantesimi che aveva in mente prima di andarsene.*

    IMPERIO

    Citazione:
    IMPERIO
    Descrizione: costringe la vittima, persona o animale, a fare tutto ciò che gli ordina chi ha lanciato la Maledizione
    Tipo: maledizione senza perdono
    Durata: soggettiva (dipende dalla potenza del mago e dalla resistenza del bersaglio)
    Consigliato: per prendere il controllo di un essere vivente, e muoverlo come un burattino
    Avvertenze: è un incantesimo basato sulla forza di volontà e richiede una notevole concentrazione mentale per essere lanciato e mantenuto efficacemente
    Note: essere sorpresi a scagliare questa maledizione, equivale a procurarsi un biglietto di sola andata per il carcere di Azkaban
    Livello Minimo Consigliato: 8


    *Daphne si alzò da terra, era messa male e quella maledizione di certo l’ avrebbe ridotta ancora peggio, sia fisicamente che moralmente che mentalmente.*

    Uccidila

    *Disse solamente Char che controllava ogni mossa di Daphne che era sotto il suo comando.
    Sentiva che cercava di porre resistenza ma lo avrebbe fatto ancora per poco.*

    DOLOHOFERIO!

    Citazione:
    MALEDIZIONE DI ANTONIN DOLOHOV (DOLOHOFERIO) (n-vbl)
    Descrizione: provoca serie ferite interne, ma non mostra alcun sintomo esterno
    Tipo: incantesimo oscuro
    Durata: istantanea
    Consigliato: per ferire gravemente l’avversario senza nemmeno spargimento di sangue
    Avvertenze: essendo un Incantesimo Oscuro, i maghi che non sono tali, dovrebbero astenersi dall’utilizzarlo
    Livello Minimo Consigliato: 8


    In questo momento la Maledizione di Antonin Dolohov si sta spargendo nel tuo corvo, fai quello che ti ho ordinato se non vuoi morire.
    Ho detto uccidila.


    NO

    *la ragazza era davvero un osso duro, non voleva mollare, non voleva cedere alla maledizione im-perio, una delle tre imperdonabili, una di quelle più potenti.
    Ci voleva grande volontà per non cedere.*

    Peggio per te.
    PULLUS


    Citazione:
    PULLUS
    Descrizione: tramuta la creatura colpita in un pollo
    Tipo: incantesimo di trasfigurazione
    Durata: istantanea
    Consigliato: ideale per prendersi gioco dell’avversario che però riacquisterà le proprie sem-bianze durante il suo turno
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 6


    *Aveva sempre desiderato utilizzare quell’ incanto e finalmente ne aveva l’ occasione.
    L’ ormai ex tassorosso si sarebbe dovuta in un pollo. Non un coniglio, non un furetto. Un pollo.
    Ma qualcosa però non andò per verso giusto. La ragazza non si trasformò interamente nella creatura desiderata ma solo i suoi piedi si trasfigurarono in lunghe zampe da pollo-gallina.
    Era davvero una scena divertente.
    Un mezzo pollo che stava per morire.
    Maya Mondlicht sembrava preoccupata per le sorti dell’ amica così Charlotte decise di utilizzre lo stesso incantesimo su di lei, con la speranza però che neanche quella volta andasse a segno del tutto. E così fu.*

    PULLUS!

    *Al posto delle braccia comparvero delle strani ali da volatine, ali di un volatiche che però non po-teva volare.
    Una grande risata uscì dalle labbra di Charlotte, era davvero uno spasso osservarle in quei panni.*



    Perdonatemi ma ho sempre voluto usare questo incantesimo contro qualcuno. In questo caso non è andato a segno al 100% ma devo dire che è molto più divertente così che con due veri e integri polli.

    *Affermò Charlotte non riuscendo a fermare le risate.
    magari avrebbe realizzato un incantesimo simile, solo per puro divertimento.
    ma cosa poteva fare? Magari poteva trasfigurare le gambe di maya in due zampette da coniglio con l' incantesimo Lapifors.
    Non era male come idea.*

    LAPIFORS

    Citazione:
    LAPIFORS
    Descrizione:
    tramuta la creatura colpita in un coniglio
    Tipo: incantesimo di trasfigurazione
    Durata: istantanea
    Consigliato: ideale per prendersi gioco dell’avversario che però riacquisterà le proprie sembianze durante il suo turno
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 6


    ahahah davvero esilarante.
    Foster vieni qui! Guardale, non le trovi davvero buffe?


    *Chiese la donna quando il giovane amico Mangiamorte si avvicinò a lui, in un momento di pausa del combattimento tra lui e il drago di pietra.
    Chissà chi stava vincendo.
    Si avvicinò ancora di più ad Alex, per far si che solo lui potesse sentire quello che gli avrebbe sussurrato.*

    Ho un piano.
    Dobbiamo riparare i vetri infranti del negozio di magie Sinister e cancellare la memoria al signor sinister e a queste due.
    Un Reparo e un paio di Oblivion dovrebbero bastare. In questo modo potremo andarcene senza che nessuno si ricordi di questa giornata So che ce la possiamo fare.


    *Sussurrò la donna al suo ex studente che condivideva con lei quel problema.
    Dovevano andarsene da li il prima possibile e cancellare la memoria a tutti quanti le persone che avevano incontro in quella giornata era una buona idea.
    Sopratutto in quel modo le due Auror avrebbero dimenticato di aver indagato su Charlotte e di aver scoperto che lei fosse un Mangiamorte, non poteva rischiare di far saltare la sua copertura in un modo così banale.*

    @Stefano_Draems,
    @Sibilla_Strangedreams,
    @Alexander_Foster,
    @Daphne_Harris,
    @Maya_Mondlicht,




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       

    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Daphne_Harris ha ricevuto un bonus potenza di 1.
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 26 la potenza di 6
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 6 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 26 a area 2 con la potenza di 4
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 3 - 1; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Daphne_Harris ha conquistato da area 26 l'area 2 che era di Charlotte_Mills trasferendo automaticamente la potenza di 3
    # Daphne_Harris ha attaccato Alexander_Foster da area 26 a area 34 con la potenza di 3
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 0 - 0; Difesa: 6 - 5 - 0;
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 2 a area 30 con la potenza di 3
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 4 - 0; Difesa: 6 - 2 - 0;
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 2 a area 29 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 0 - 0; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 2 a area 5 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 0 - 0 - 0; Difesa: 5 - 4 - 0;
    # Daphne_Harris ha attaccato Alexander_Foster da area 6 a area 3 con la potenza di 4
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 2 - 1; Difesa: 6 - 6 - 2;
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 6 a area 5 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 0 - 0; Difesa: 6 - 3 - 0;
    # Daphne_Harris ha passato la mano.


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Il volto di Alexander Foster, i suoi occhi, il suo sguardo. Era bellissimo.
    Un Angelo o un Diavolo? Cosa era?
    Vedeva quei tratti severi, udiva quel tono di voce, credendosi migliori di loro o cosa? Daphne non udiva più nulla, ormai era persa nel suo mondo.
    I pensieri vagano veloci e ad ogni mossa del giovane mago, lei era in balia di mille domande. Non sembrava volesse ferirla, perché altrimenti le avrebbe riservato un trattamento simile a quello di Maya, no? Non riusciva a distinguere molte cose al momento, eccetto il dolore al ginocchio cui il Mangiamorte l'aveva fatta inchinare ai suoi piedi con violenza e quel forte impulso di non poter reagire.
    Daphne Dianne Harris non aveva il controllo del suo cervello, del suo corpo, di tutto il suo essere. Era un ameba, china al volere di quell'affascinante uomo, che non riusciva a farle del male in modo sanguinolento. Che provasse pietà? Che provasse anche lui qualcosa?*

    Stai sognando troppo.

    *Per quanto si costringesse di tornare alla realtà, di vedere cosa stesse accadendo, darsi un contegno e non pensare a quella piccola voce che le urlava il nome di Alex, non riusciva proprio a farlo. Come poteva innamorarsi di qualcuno che fosse contro di lei? Volevano solo la morte degli Auror e colui che aveva di fronte, era ricercato anche e soprattutto per aver ucciso un suo collega. Sarebbero morte anche loro o lui le avrebbe risparmiate? Forse a lei? Perché non le aveva scagliato incantesimi su maledizioni? Era una domanda continua, che non cessava, che la lasciava perplessa ed esausta. Non aveva voglia di reagire, non aveva voglia di alzarsi.
    Il pavimento di pietra di quella buia stradina di Notturn Alley sembrava... comoda? Forse non era il termine giusto, ma era fredda, distaccata, severa e imponente sotto il corpo della biondina che vi era accasciata. Sembrava volesse rimproverarla perché la stava sporcando della sua volontà ceduta e della sua grande debolezza.*

    Non è colpa mia...

    *Disse rivolta ad occhi chiusi alla pietra, ormai certa che stesse davvero delirando. Si era appena resa conto che l'Imperio era cessato, solo dopo che ormai erano... quanto tempo era passato? Non capiva nemmeno come fruisse il tempo. Sembrava un'eternità che lei soffrisse, sembrava una vita intera e anche di più, che si trovasse distesa inerme su quella pietra, in attesa di una morte lenta e dolorosa. Ogni muscolo richiedeva pietà, voleva riposo, lo desiderava con tutte le forze.
    No, lo bramava ogni oltre immaginazione e lei non riusciva a far nulla per accontentare il suo corpo e la sua mente. Era del tutto priva di energie, di forze, di speranze. Non le rimaneva niente a cui aggrapparsi, anche se udiva una voce consolatoria vicina, delle parole dolci, un corpo caldo che la stringeva. Nonostante tutto il dolore e la sofferenza, Maya era al suo fianco. La conosceva da così tanto tempo che i suoi gesti e le parole premurose, le ricordavano sempre quelle di una mamma che si occupa dei suoi figli e la Corvonero sapeva sempre come consolarla e tirarla su di morale. Lei trovava sempre una soluzione per tutto, se prima era rimasta immobile, Daphne sapeva che vi era un motivo e non era certo la codarda con la quale era stata raffigurata dai due nemici. Non era Maya altrimenti.
    Lei, la più degna figlia di Rowena che la casata abbia mai avuto, studiosa, diligente e intelligente, trovava sempre di risolvere con la logica e la mente ogni problema, ma forse, questa volta, non era riuscita a dar un senso al labirinto più grande di loro in cui erano accidentalmente finite. Sentiva le sue gambe muoversi, da sole, come fossero comandate ancora da una forza più grande di lei, o era una sciocca sensazione. Le veniva da piangere, per la forza che aveva l'amica e quella che invece non trovava lei al momento. Eppure, nemmeno quelle volevano venir giù. No, stavano dentro, immobili, stanche anche loro di rigarle il volto, di bagnarlo e donarle quel colore luminoso e argenteo sotto la luce della luna nel cielo. O forse non era la luna? Qualcosa di argenteo c'era di certo, ma ormai i suoi occhi volevano solo chiudersi, dormire un sonno eterno e non svegliarsi mai più. Era tutto un brutto incubo. Solo uno di quei terrificanti incubi che si presentano la notte e ti lasciano l'amaro in bocca e bagni di sudori.
    Il dolore presente in tutto il corpo però non andava via. Non cessava. Sembrava aumentare ogni secondo di più e ormai il suo pensiero era proiettato in mondo paradisiaco, dove l'unica cosa migliore della vita, era fluttuare di fiore in fiore come una farfalla. O librarsi nel cielo, tuffandosi nelle nuvole soffici e candide, come fossero zucchero filato, dolce e avvolgente. Poteva avvertirne persino l'odore insinuarsi nelle narici, o il gusto sulle labbra, passandosi la lingua su di queste come per godersi le ultime tracce di zucchero. La realtà era ben diversa e il sapore che avvertì una volta che si leccò le labbra, era un'altro, l'opposto di quello che avrebbe voluto godersi davvero. Sapore metallico, forte e decisamente ferroso. Sangue, ecco cosa era. Qualche rivolo di sangue le era ricaduto in viso, ma non era certa che fosse il suo. Dopotutto, non era stata attaccata, vero?*

    Devi renderti conto di quel che accaduto. Che fai piccola mia, devi reagire.

    *Di nuovo la voce che aveva udito prima, come una presenza continua e incessante. Come poteva sua nonna morta, parlare con lei? Ovvio che non poteva, era pazza! Ormai era del tutto fuori di testa no? Incantesimi, maledizioni, dolore e sofferenza, l'avevano fatta impazzire e anche di brutto. Sapeva di non essere morta, o non avrebbe più sofferto, ma era come se viaggiasse in un stato di stallo. Tra vita e morte. Tra sogno e realtà. Il reale e l'irreale. Forse era così che ci si sentiva in punto di raggiungere un mondo a tutti sconosciuto? Il luogo dove si trovava la nonna di Daph? Sapeva di non aver raggiunto quel luogo candido e indolore, perché avvertiva piccoli spilli uscirle dal corpo ogni secondo che passava e la voce di Maya, nonostante fosse vicina, sembrava così distante ed estremamente preoccupante. Cercava di mascherare quelle emozioni, di tirarla su di morale, di calmarla e farla riprendere. Era persino in grado di fingere positività, anche se Daphne sapeva che l'amica non era specializzata in quel campo. Di solito era lei che trovava il bene nel male, luce nelle tenebre, bontà nella cattiveria, persino e sopratutto in Alexander. Si era invaghita di lui e non riusciva a levarsi dalla mente il suo volto.*



    *Era diverso da come lo aveva visto prima, sorrideva, indossava abiti eleganti ed era felice come non mai. Non sapeva se fosse o no stato felice, ma una persona che passa al lato Oscuro, di certo non deve aver avuto un buon passato, ma era ugualmente...*

    Bellissimo.

    *Furono le parole nella mente della biondina, raggiante come non mai, dirigendosi a passi lenti verso di lui. La vista era spettacolare: erano su una bellissima ed enorme balconata, vi erano candele fluttuanti ovunque, la luna che rischiarava il suo cammino, ornato di petali di rosa e orchidee, che emanavano la loro dolce essenza. I colori rosa chiaro e avorio erano in ogni dove e i volti degli ospiti erano deliziati dalla sua presenza e della musica che l'accompagnava, verso il suo futuro sposo. I capelli raccolti, l'abito lungo, ricamato e delicato, adatto alla biondina, che più felice che mai si dirigeva verso l'altare. Voleva correre, raggiungerlo, abbracciarlo e baciarlo, ma non poteva farlo. Era la tradizione seguire a piccoli passi il tappeto di fiori e farsi notare per bene da tutti gli invitati, che erano deliziati dalla sua grazie e dal meraviglioso panorama del lago dinanzi i loro occhi. Erano inebriati da come fosse organizzato l'evento, ma Daphne non aveva nient'altro davanti, se non il suo unico amore.*



    Come posso pensare ad una cosa simile?

    *Rifletté nel suo mondo caldo e sicuro la biondina, non rendendosi più conto di cosa era reale e cosa no, cosa era giusto e cosa sbagliato. Per lei esistevano solo lei e Alex, in una sua versione buona e innamorato di quell'Auror dal quale anni prima non voleva essere guardato in volto. Poteva accadere mai una cosa del genere? Poteva essere reale un futuro del genere? Chi poteva dirlo. Soprattutto in condizioni del genere, non era certa che avrebbe resistito a lungo. Magari a breve sarebbe morta e lei fantasticava nel suo mondo di cotone e stelle filanti uno di quegli amori da favole per bambini Babbani.*

    Non abbiamo molte scelte. O moriamo o continuiamo a lottare.

    *Pensò Daphne, avvolta da una luce bianca, così chiara che era troppo per la sua povera vista. Voleva solo chiudere gli occhi e abbandonare quel mondo di dolore e quelle terribili sofferenze. E chissà quali altre torture le avrebbero afflitte. E se le avessero catturate per avere delle informazioni sul Ministero e sul loro lavoro? Non poteva permettersi di cadere nelle loro mani. Non poteva smettere di lottare. Lei non era così debole, fragile e piccola. Era entrata a far parte degli Auror per la sua grinta e la sua forza, la sua energia positiva e la voglia di splendere, anzi, FAR splendere la luce del bene. Maya contava su di lei. Era rimasta sola, aveva bisogno del suo aiuto, non poteva crollare, non poteva restare inerme sul rigido pavimento a contemplare il suo dolore e le possibili torture cui i due nemici potevano affliggere ancora le due Auror, prima di far esalare loro l'ultimo respiro e abbandonare questo mondo per sempre.*

    Se proprio devo morire, lo farò a modo mio.

    *Si incoraggiò Daphne, trovando lo stimolo dentro di sé e forse da alcune parole lontane di Maya. Non sapeva se davvero stesse parlando o no, ma come poteva dire che stava solo immaginando tutto questo? Lei non riusciva a capirlo, ma sapeva che voleva lottare, per cui, forse, era anche vero che la Corvonero fosse al suo fianco e cercasse di riscuoterla dal suo stato di torpore. Poteva dire davvero di vivere in un mondo ovattato e paradisiaco. Non le era mai capitato, ma forse quel momento le sarebbe servito per raggiungere il suo obiettivo. Sapeva di avere ancora la bacchetta in mano, la stringeva forse a sé, ne avvertiva la forza e l'energia che le passava dentro. Sembrava scorrere come sangue nelle vene dentro di lei, per cui, con gli occhi chiusi, si fece di nuovo trasportare nel suo mondo magico, inventato, alternativo, dove lei e Alex erano solo una coppia in procinto di sposarsi. Maya e Gandalf, vicini a loro reggevano gli anelli, Testimoni del loro Matrimonio, la Preside Strangerdreams, raggiante in un lungo abito giallino, sorrideva verso di loro nelle prime file, insieme al Ministro e altri incaricati del Ministero della Magia, invitati all'evento dell'anno. La terrazza che dava sul lago era ricca di ospiti e tutti erano illuminati dalla gioia, che risplendeva immensamente negli occhi di Daphne, mentre percorreva ancora la navata, dirigendosi verso lui. L'unico ed ineguagliabile amore della sua vita. Colui con il quale aveva passato giorni interi a coccolarsi, a scambiarsi teneri baci, a rincorrersi a piedi nudi nelle rive placide del mare d'estate di una calda notte di Agosto. Uno dei loro splendidi viaggi nelle coste della Spagna, con la musica di sottofondo in lontananza e festeggiamenti di un'occasione a loro estranea. Un tuffo in acqua, un bagno romantico, un bacio e... amore, passione, desiderio e brama di quel corpo contro il suo, finché non trovò la forza per fare l'unica mossa che potesse portare a qualcosa.*

    Expecto Patronum.

    Citazione:
    EXPECTO PATRONUM
    Descrizione: evoca tramite la bacchetta magica una figura argentea che difenderà il mago o la strega per alcuni minuti
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: 1 turno ogni 5 livelli
    Consigliato: per allontanare i Dissennatori e per respingere il Leihifold. Inoltre, Il Patronus viene usato dai membri dell'Ordine della Fenice per comunicare tra di loro senza essere scoperti
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 4 (5 per un Patronus Corporeo)




    *Una forza argentea si sprigionò dalla bacchetta di Acero, facendo fuoriuscire un bellissimo Unicorno argenteo. Il Patronus di Daphne era lì, dinanzi gli occhi socchiusi e felici della sua padrona e di Maya, forse meravigliata da quello che l'amica era riuscita a fare nelle sue condizioni. Era riuscita a trovare le forze necessarie per uno sforzo più grande del dovuto, ma non avevano molto tempo. La ricciolina lo osservò, con un dolce sorriso.*

    Sai che fare mia cara amica...

    *Le disse la giovane Auror mantenendo la concentrazione del suo ricordo felice. Certo, seppur inventato era pur sempre fantastico...

    La Creatura fece un cenno alla sua evocatrice, prima di galoppare veloce verso le nuvole, diventando una pallina argentea, diretta alla meta prevista da Daphne.

    ...i raggi deboli del sole che illuminavano la sabbia chiara e l'acqua cristallina, il cielo dava la sensazione che mescolasse più colori, dall'azzurro, al celeste, al blu, rosso, arancione e giallo. Colori, speranza, forza. Un'altro bacio, un'altra carezza, un ballo lento, dolce e romantico, ancora e ancora... Un'emozione senza fine, un'amore senza confini.

    Come poteva essersi invaghita del suo nemico così? Lui voleva solo farle male, no? Eppure il pensiero positivo, i lunghi e lenti baci, gli abbracci caldi e teneri, la rendevano ancora concentrata sul Patronus. Doveva darle modo di giungere a destinazione, esserne certa, convincersi che tutto il loro lavoro non fosse andato in fumo, che tutti fossero avvisati che Charlotte Mills non era altro che una lurida e sporca Strega legata ancora alla vendetta di una perdita, che non avrebbe mai potuto trovare il modo di appagarla. Nemmeno se avesse ucciso loro, o la Preside, o chiunque ella volesse far fuori, non avrebbe portato in vita il fratello morto anni e anni prima. Era davvero così stupida? Sperava solo che Alexander invece, fuggisse, si nascondesse, non restasse con lei e si salvasse il prima possibile dai guai in cui si era cacciato. Una parte di Daphne, credeva potesse provare davvero qualcosa per lei e non farle male, proteggerla, condurla in luogo sicuro e poter vivere quel sogno, che era solo frutto della sua vivace e fervida fantasia.*

    Fantasia che mi ha dato la forza di salvare molte vite. Spero anche le nostre.

    *Voltandosi con occhi socchiusi verso l'amica, il volto pallido e preoccupato. Aveva perso parecchio sangue, quel sangue che prima si era ritrovata addosso lei. Ecco di chi era quel calore e l'odore ferroso.*

    Andrà tutto bene...

    *Sussurrò Daph mettendosi a sedere a fatica, la bacchetta ancora in mano, l'altra che teneva quella di Mya. Non sapeva come vi era finita, ma era giusto stringerla. Avevano bisogno l'una dell'altra, della loro amicizia e della loro unione per combattere. Non erano messe bene e forse non sarebbero riuscite in niente, ma erano insieme e quello era l'importante.*

    Presto dovremmo avere i rinforzi, o quanto meno, il nostro lavoro non è andato nella spazzatura.

    *Continuò la ragazza con un debole sorriso, sperando di portare un po' di positività nell'ex Corvonero, costringendosi a restare concentrate sul loro obiettivo, la loro missione, fino alla fine. Erano Auror e non avrebbero frignato come delle incompetenti, ma avrebbero fatto il possibile, anche se non vi era molto da fare.*

    In qualche modo ne usciremo. Fidati di me.

    *Erano le parole di una sciocca amica infatuata del nemico e continuava a mentirsi. Perché si faceva del male da sola, di un'amore che non sarebbe mai potuto nascere e che mai sarebbe fiorito! Era solo nella sua testa e niente di vero. Lui dopotutto, seppur bello, era impossibile da avere. Aveva progetti di vita diversi, stile opposto al suo, pensieri contrari a quelli che aveva la biondina, per non parlare della questione odio che lui provava per lei dopo averle rotto la maschera, no? Era una strana sensazione, ma non avevano molto tempo e non avevano molte forze. Le uniche che aveva, erano state di vitale importanza per un compito ben più importante e arduo. Lei e Mya erano solo delle pedine per qualcosa di più grande e salvare il Ministero e la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, era di gran lunga la cosa migliore che loro potessero fare. Almeno, ogni loro sforzo non era andato a pezzi.*

    Si avvicinano di nuovo.

    *Confermò Daphne allo sguardo dell'amica, ormai entrambe in balia di un destino cui non ne conoscevano il piano, ma solo dei contorni sfocati e distorti. La donna era sola, infuriata come non mai e l'unica cosa che avvertì dopo la sua figura, era il dolore lancinante che aveva già provato. Di nuovo la Maledizione Senza Perdono che provocava sofferenze, come pugnali inseriti nella pelle, colpendola con furia e ferocia, facendole lacrimare gli occhi e desiderare una morte istantanea. Non ne poteva più, i suoi muscoli erano rigidi, gli occhi di nuovo vacui, il pensiero di nuovo proiettato al nero più assoluto. Non era scelta migliore, non era quello che doveva fare, perché l'amica di fianco a lei stava soffrendo, anche lei colta dalla forte malvagità della Mills.*

    Non mi è mai piaciuta ed ecco il perché.



    *Il dolore persistente le scorreva in ogni fibra del corpo, persino i capelli ribelli reclamavano pietà, ma Daphne osservava in giro, Mya di fianco a lei era stesa ancora scossa dal dolore della maledizione, la loro nemica era ancora dinanzi a loro e non era prevedibile la sua prossima mossa. Non era normale. Era una pazza! La Mills era solo una pazza furiosa! Doveva fare qualcosa, nonostante sapeva già che contro di lei non avevano molte speranze. Per di più, se veniva anche Foster, erano rovinate.*

    Morte credo sia la parola da usare. Ormai non abbiamo forze, siamo a pezzi.

    *Di disse demoralizzata, osservando confusa e stupita, le fiamme più pericolose che potessero esistere nel mondo magico e non. Tentò di attivare il suo scudo, facendo carico alle sue forze e questo si innalzò davanti a loro.*



    *Ovviamente le speranze di Daphne crollarono del tutto, perché le sue forze non erano abbastanza per reggere simile protezione, che fin dalla nascita l'aveva protetta. Adesso era inutile. Completamente e assolutamente inutile. Il calore delle fiamme tutto intorno si facevano sentire e la pelle di entrambe era imperlata di sudore, mescolata a sporco e sangue e non riusciva a capire che altro. Sapeva solo che voleva andare via da lì, farsi coccolare da delle calde e morbide coperte e magari in balia di qualche Guaritore che si prendesse cura di quelle ferite e quel dolore mentale che era insopportabile. Gandalf si sarebbe preso personalmente cura della sua migliore amica e della sua compagna di vita? Viveva insieme a Mya ormai, quindi era certo che non l'avrebbe lasciata un'istante sola e loro, sarebbero state messe in camere insieme? Lo sperava. Non poteva sopportare di svegliarsi nel cuore della notte, sola, spaesata, senza qualcuno che potesse cullarla tra le braccia mentre piangeva a dirotto per i brutti incubi che la tormentavano. Alex, colui che l'aveva fatta innamorare... O era stata solo colpa dell'Imperio? Che l'avesse resa priva della sua coscienza? Poteva davvero innamorarsi a prima vista qualcuno? Ne aveva sentito palare molte volte, ma diamine! Lui era il nemico!*

    Il nemico... cosa è mai il nemico, se la mia vita e quella di Mya sono ormai in balia di questa maledetta Strega?

    *Neanche a pensare a qualche possibile via di scampo, che fu colpita ancora dalla Mills. Ormai sentiva e avvertiva la sensazione di essere comandata. Lottava con le sue poche forze, perché lei voleva farle uccidere la sua migliore amica. Non lo avrebbe fatto mai, nemmeno per idea. Opponeva resistenza e i muscoli sembravano tirarsi e strapparsi dentro di lei. Ogni fibra del suo corpo era tirata da una forza più grande, ma nonostante tutto, manteneva la concentrazione e lottava contro la docente di Arti Oscure.*

    Sei solo una codarda! Non riesci a farci fuori tu e quindi vuoi farci uccidere a vicenda!

    *Le sue parole furono quello che le aveva provocato fitte forti all'interno dello stomaco o era proprio la Mills? Le sue preoccupazioni furono chiarite dalla donna in persona, qualora con voce acida e superiore, le diceva di ciò che le aveva fatto. Bene, adesso non era certa più della sua sopravvivenza, ma avrebbe preso ogni piccolo resto della sua volontà per non far del male a Maya.*

    Vai via! Fuggi! SALVATI!

    *Urlò Daph in preda al panico, il dolore sempre più forte. Poteva sentire lacerarsi le vene e fuoriuscire il sangue in tutto il corpo, ferite di cui non capiva né l'entità né la gravità nelle sue condizioni, di cui avvertiva solo la forte sofferenza. Non voleva che la Corvonero si trovasse nelle sua stessa situazione. Si ritrovò a urlare ancora contro la Mills, non darle la soddisfazione di far del male all'unica persona che faceva parte di ogni istante della sua vita scolastica fino a quel momento, quella serra che le aveva rese pupazze nelle mani del nemico. Mya, colei che l'ascoltava sempre, con la quale ridevano e condividevano segreti ed emozioni. Non avrebbe ucciso la sua migliore amica, mai e poi mai. Lottava per lei stessa, per Mya, per Gandalf, per il Ministero e Sibilla. Oh, la loro amata Preside. Sarebbe stata fiera di lei e della sua forza di volontà? Aveva già ricevuto il Gufo del Ministero, con l'avvertimento del Patronus di Daphne e delle possibilità di una sua morte? La Strangerdreams era una donna forte e preparata, non si sarebbe certo fatta prendere alla sprovvista da una come Charlotte. Sapeva che ogni tassello era al suo posto e anche se fosse deceduta quella notte, aveva fatto il possibile.
    L'Imperio cessò e lei cadde sulle ginocchia, ansimando e tossendo. Rivoli di sangue le uscivano dalla bocca, causa delle ferite che si aprivano dentro di di lei e aveva la nausea. Come poteva non averla? Il sapore metallico e il dolore era così forte e insopportabile oramai, che non aveva persino la forza di piangere. Osservava Mya, gli occhi dispiaciuti, tristi, incapaci di tornare alla realtà.*

    Non posso perdermi di nuovo nel mio mondo in attesa di morire. Non posso lasciarla qui.

    *Pensò osservando l'amica e stringendo i pugni, graffiandosi con le pietre del pavimento. Si gettò a terrà, non riuscendo a reggersi in piedi. Anche perché, non aveva più i piedi, bensì..*

    Gambe da pollo? Davvero deludente.

    *Rifletté Daph, incapace di parlare, mentre la donna schiamazzava come una gallina, ridendo per le sue orride Trasfigurazioni. Nemmeno fosse stata una studentessa del primo anno.*

    Dilettante.

    *Vero, lei era l'ultima che poteva parlare, dato che non era in grado nemmeno di muoversi ormai, ma sapeva fare una Trasfigurazione completa. Forse non quella sera, ma ne era in grado. Era sconfitta, moribonda e desiderava solo abbandonare questo mondo in pace, ma voleva tentare ugualmente di usare le ultimissime forze e scagliare qualche incantesimo. Non per lei, perché ormai non aveva speranze di vivere, ma per la sua amica. Lei poteva farcela. Lei era sempre stata la più intelligente e avrebbe capito che quello era un modo per distrarre gli avversari e darle modo di fuggire. Era in grado di Smaterializzarsi? Poteva farcela? Gli occhi sfocati della biondina a terra osservarono il corpo dell'amica, che seppur avvolto dal sangue, sembrava non avesse più ferite aperte. Aveva di certo usato qualcosa per curarsi un minimo, chiudere le ferite e darsi una possibilità. Poteva farcela. Doveva farcela.*

    Per quanto sia intelligente, la sua testardaggine è così tanta che non mi lascerà mai qui. Ne sono certa.

    *Pensò afflitta, dando modo per la prima volta quella sera, a farle uscire una lacrima solitaria, che aveva trovato la forza di scorrere sul volto pallido e sporco. Per quanto lottasse e resistesse, sapeva che non sarebbe riuscita a salvare nessuno, tanto meno sé stessa. Eppure, anche se scagliava incantesimi, avrebbe dovuto sperare che l'amica trovasse la forza di andarsene e salvarsi. Chiedere aiuto o qualunque altra possibile soluzione.*

    Non abbiamo molta scelta.



    *Tratteneva i conati di vomito, causati da quel forte sapore di ferro in bocca e la debolezza che le impediva di rigettare tutto. Cercava di darsi forza, di pensare alla salvezza di Mya, nel farla tornare a casa da Gandalf, al lavoro al Ministero e farle continuare la sua carriera. Era stata solo una spina sul fianco dell'amica, non aveva fatto nulla per aiutarla, era stata solo un peso. Doveva farsi valere adesso, dimostrarle che aveva apprezzato i suoi sforzi e che le voleva bene, donando la sua vita per permetterle di fuggire.*

    Attacca!

    *Si disse, facendo muovere il cervello, forzandolo a dire il vero, per far uscire qualche idea. Non erano brillanti, ma non aveva che farci. Era troppo sconvolta per dare un senso alle sue mosse. Puntò la bacchetta a caso, dritta verso gli ipotetici nemici e scagliò il primo incantesimo che le venne in mente.*

    Aguamenti.

    Citazione:
    AGUAMENTI
    Descrizione: genera acqua dalla bacchetta
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per attaccare il nemico con ondate d'acqua, fino ad intrappolarlo dentro una sfera
    Avvertenze: sconsigliato in luoghi angusti
    Livello Minimo Consigliato: 3


    *Non sapeva se aveva funzionato, se era uscita dell'acqua dalla sua bacchetta, anche solo per rinfrescare le idee degli avversari, ma non riusciva nemmeno ad aprire gli occhi. Doveva riporre le sue speranze solo per distrarre i due Mangiamorte e permettere a Maya di andare via da quell'incubo. Senza riflettere e senza strategia, lanciò un'altro incantesimo, così, a casaccio. Prima dovevano funzionare e poi prendere qualcuno. Non sapeva se avesse risolto qualcosa, ma ci avrebbe provato. Era pronta a tutto ormai. Era pronta a dire addio.*

    Confringo.

    Citazione:
    CONFRINGO
    Descrizione: crea una sostanza la quale, se un oggetto o persona ne viene a contatto, esplode.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: //
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Un rumore in lontananza, un fragore le giunse alle orecchie, ma non era certa fosse stata lei o qualcos'altro. I rinforzi? Non aveva tempo per rimuginare, doveva solo continuare la sua tecnica alla cieca, reagire, sopportare il dolore e impiegare gli ultimi sforzi per far sì che l'amica si Smaterializzasse. Vi erano altre vie d'uscita? Loro non sarebbero scappati, non sarebbero andati via senza farle fuori. Non era certa di una cosa: avevano visto il suo Patronus prima? Sapevano che erano in pericolo anche loro adesso? Forse una speranza c'era. Doveva esserci per forza. Era l'unica cosa a cui aggrapparsi, l'unica che avevano al momento. Che altro avevano tra le mani? Strinse i denti, lottando contro gli avversari ad occhi chiusi, lacrimanti e sofferenti, respirando a fatica e preparandosi a concentrare le poche forze contro la Mills, che ormai odiava con tutto il cuore. Sentiva la sua voce ovunque, non sapeva se era a destra o a sinistra, ma che importava? Tanto stava per morire. Lo avvertiva. Sentiva le forze cedere, la mente iniziare a svuotarsi, il corpo contrarsi in piccoli spasimi.*

    Se questo va a buon fine, Mya può scappare. Melofors.

    Citazione:
    MELOFORS
    Descrizione: incantesimo che trasforma la testa dell'essere colpito in una zucca
    Tipo: incantesimo di trasfigurazione
    Durata: 1 turno
    Consigliato: può servire a confondere l’avversario impedendogli di vedere e di parlare
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 6


    *Servivano quegli incanti o era solo uno spreco di energie? Lottava più contro il dolore che contro il nemico e non sapeva più quanto avrebbe resistito. Era convinta che non poteva farcela all'infinito, se lo sentiva dentro. Gli organi interni sembravano cedere, collassare e sanguinare anche loro. Poteva essere vero o era solo un brutto pensiero? La Corvonero era fuggita? Era riuscita ad Smaterializzarsi?*

    Continua Daph. Proteggila. Proteggiti. Stupeficium.

    Citazione:
    STUPEFICIUM
    Descrizione: Questo Incantesimo é chiamato Schiantesimo, e serve per far perdere conoscenza alla vittima. L'incantesimo fa schiantare una persona, scaraventandolo all'indietro e lasciandola senza sensi. quando viene evocato dalla bacchetta esce una luce rossa. Viene usato numerose volte da Harry e i suoi per schiantare i mangiamorte nell'ufficio misteri.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: qualche ora (oppure fino a controincantesimo)
    Consigliato: è il miglior incantesimo per far perdere i sensi al nemico
    Avvertenze: per difendersi da Stupeficium può essere utile la formula Protego, ma ben pochi maghi sono tanto abili e veloci da riuscire a pronunciarla prima di essere colpiti
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Poteva ancora farcela, poteva ancora lottare, essere utile e dimostrare alla Mills che non era una ragazza che frignava alla prima difficoltà. Sentiva ad ogni impercettibile movimento, anche quelli causati dal polso per lanciare gli incantesimi, rompersi dentro, come se fosse fatta di vetro. Era in mille pezzi, eppure il suo corpo era tutto unito, avvertiva le dita dei piedi e quelle della mani. Era una sensazione orrenda causata dalla Maledizione lanciata dalla docente di Arti Oscure. Faceva infinitamente male e sperava davvero di non provarla mai più. Aveva provato troppo dolore quella sera, come mai in vita sua. Tutto in una volta sola, che l'aveva gettata al suolo e non le aveva dato molte vie di scampo, fin dall'inizio.*

    Accio bacchetta.

    Citazione:
    ACCIO
    Descrizione: utilizzato per attirare a sé gli oggetti
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per richiamare armi durante un duello oppure una scopa volante per fuggire
    Avvertenze: dato che serve ad attirare oggetti che si trovano sia vicini che lontani, è evidente che maggiore è la distanza della cosa da richiamare maggiore dovrà essere la concentrazione
    Livello Minimo Consigliato: 1


    *Un'altro sforzo sovra umano, nonostante fosse un'incanto di primo anno. Eppure per lei era troppo. Troppo difficile, troppo pericoloso, troppo grande e contro-produttivo. Stava morendo o era solo di nuovo diretta in un mondo alternativo? Doveva delle scuse a Mya, chiederle perdono per la poca utilità quella sera. Voleva dichiarare la sua attrazione verso Alex, dire alla Mills quanto la odiava. Le parole non le uscivano, non ne era in grado.*

    Confundus...

    Citazione:
    CONFUNDUS
    Descrizione: incantesimo utile per confondere oggetti magici o la mente delle persone
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per confondere il nemico, utile in qualsiasi momento del duello
    Avvertenze: essendo una forma di manipolazione mentale richiede grande concentrazione e forza di volontà, quindi, i maghi giovani e inesperti non dovrebbero usarlo
    Livello Minimo Consigliato: 3


    *Un'altro sforzo e la bacchetta le cadde dalle mani, lei rimase immobile, nel rigido pavimento di pietre, il volto carico di dolore e le forze ormai perse del tutto. Aveva reagito come poteva, ma non era carica, non era in forma e non aveva concluso nulla. Lottare per cosa? Ormai, sapeva che stava per raggiungere la sua amata nonna. Sapeva che non vi era più posto per lei su questo mondo. Perché altrimenti vedeva di nuovo quel luogo candido e sereno? Non vi erano suoni di alcun tipo e tutto era calmo e tranquillo.
    Era sola. Completamente sola in un mare di bianco.
    Una figura si avvicinava a lei, sempre di più. Era lui, sempre più bello e affascinante, dirigendosi verso di lei con un tenero sorriso, prendendola e stringendola tra le sue braccia calde e possenti.*



    Stai con me... ti prego.

    *Sussurrò Daphne, coccolata da lui, frastornata ma incondizionatamente legata a lui. Perché? Perché vi era qualcosa con quel ragazzo che nemmeno conosceva? Aveva fatto del male alla sua amica, aveva costretto lei a inginocchiarsi, eppure desiderava le sue braccia.*

    Tanto sto solo sognando.

    *Si disse, coccolata da quel calore, da quel pensiero, da quel respiro lento e regolare, che sapeva di certo non fosse il suo. Era viva o morta? O forse vagava tra due mondi in attesa di una fine? Sembrava stare bene in questo mondo fatto solo di loro due, ma a volte fitte di dolore la scuotevano dallo stallo in cui si trovava, finché non vi ricadeva, ancora e ancora.*

    Mya...

    *Farfugliò la biondina, restando inerme, immobile, tra due luoghi, una linea sottile che divideva la vita dalla morte. Era in bilico e il tempo non sembrava a loro favore. Sperava solo che la Corvonero fosse fuggita, che lei avesse colpito i Mangiamorte e che lei stesse per abbandonare quel dolore che l'avvolgeva e la faceva affondare in quella meravigliosa spiaggia, lontano da tutto e tutti, solo con il suo affascinante nemico buono. Sapeva solo, che quel sogno, era decisamente meglio di quella terribile realtà, nella quale ormai Daph non vi apparteneva più. Erano solo lei e Alex, abbracciati e felici. Niente e nessuno poteva ormai farle male.*

    @Alexander_Morgenstern, @Maya_Mondlicht, @Sibilla_Strangedreams, @Stefano_Dreams, @Charlotte_Mills,




    Ultima modifica di Daphne_Harris oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       

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    # Alexander_Foster ha ricevuto un bonus potenza di 4.
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    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 19 a area 20 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 5 - 3 - 0; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Alexander_Foster ha conquistato da area 19 l'area 20 che era di Maya_Mondlicht trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 19 a area 16 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 1 - 0; Difesa: 6 - 0 - 0;
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    # Alexander_Foster ha trasferito da area 20 a area 16 la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 16 a area 15 con la potenza di 1
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 0 - 0; Difesa: 3 - 0 - 0;
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    # Alexander_Foster ha passato la mano.


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Per quelle strade, tutto ciò che un tempo Alexander non avrebbe mai creduto possibile stava diventando realtà: era lì, assieme a Charlotte, una donna che aveva tutto l’interesse a restar nascosta dalla bacheca dei ricercati del Ministero della Magia, la sua ex professoressa di Arti Oscure. Non capiva il perché di tante cose, come ad esempio il motivo per il quale si trovasse lì assieme a due Auror: le avrebbe uccise, normalmente, e senza perder tempo. Insomma… la loro missione era prendere la Collana di Opali, un manufatto oscuro che teneva al sicuro con se, nella tasca dei jeans ampliata dall’incantesimo Distensivo Irriconoscibile, e quella missione era terminata nel momento stesso che era uscito da Magie Sinister. E ora? Ora era lì, in piedi, con la bacchetta tenuta pigramente fra le mani, a esaminare la situazione: no, non la stava esaminando, si stava chiedendo cosa lo trattenesse in quel posto.*

    Io non devo stare qui. Ho fatto quel che dovevo fare: perché non me ne vado?

    *Esatto, perché stava ancora fra quelle strade malfamate? Certo, non che lui fosse un tipo raccomandabile… ma perché non tornare a casa per consegnare la collana? Così avrebbe potuto prendere un altro po’ di Polisucco e… via, andare a prendere una bella Burrobirra ai Tre Manici di Scopa. Invece era ancora lì, a perdere tempo con due avversarie che non erano né alla sua altezza né a quella della sua collega. Certo, per essere diventate Auror dovevano essere streghe eccezionali… ma, paragonate ai loro avversari, erano due scolarette. Voleva, forse, cercare un motivo per il quale risparmiarle? Aveva intenzione di evitare le cerimonie funebri alle loro famiglie? Avrebbe risparmiato al Ministero discorsi di commiato, quelli nei quali sono tutti angeli seppur abbiano vissuto come demoni?*

    Fatemi sentire vivo.

    *Pensò con un improvviso guizzo negli occhi, aspettando un qualcosa che avvenne dopo pochi istanti. Vide la ragazza che aveva attaccato tanto duramente poco prima puntargli contro la bacchetta. La Danse Macabre, l’eredità della sua famiglia appresa anni prima, l’avrebbe uccisa in un istante, senza darle modo di pensare “è arrivata la mia ora”, ma voleva lasciarla fare: voleva vedere se davvero, un giorno, avrebbe potuto trovare gusto nell’ucciderla.*

    Ecco!

    *Pensò sgranando un po’ gli occhi, trovando risposta a quel perché, a quelle domande che non riusciva a smettere di porre a se stesso: non le avrebbe uccise solo perché non ci avrebbe provato gusto. Infondo, non aveva senso abbattere una preda indifesa, tremante, che non avrebbe potuto reagire perché miseramente inferiore, di un livello totalmente opposto. Forse in futuro, con un po’ di esperienza, si sarebbe potuti arrivare ad uno scontro vero, lì dove la vita e la libertà erano in serio pericolo. Alexander cercava un motivo per vivere, uno scopo… e mettere a repentaglio la vita, lì dove sentivi la fredda carezza del pericolo mista all’adrenalina, quello si che lo faceva sentire vivo per davvero. Si ritrovò sospeso in aria a testa in giù, con un’espressione divertita, ricordandosi in seguito che quella biondina gli aveva puntato contro la bacchetta.*

    Un Levicorpus? Merlino, ti prego, non farmi del male!

    *Ridacchiò sarcastico, con un paio d’occhi che non promettevano nulla di buono. Bene, almeno una delle due cominciava a dar prova di qualcosa che fosse vagamente un’istruzione scolastica: ma niente di più, eh! Era lì, a galleggiare placidamente in aria, scoccando un’occhiata divertita in direzione di Charlotte, canticchiando:*

    Voo - la - ree… who - ho!

    *Era carino galleggiare lì in aria, anche se a testa in giù non era il massimo, quando sentì la bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco volargli vai dalle mani. Quell’Auror l’aveva disarmato?*

    Un Expelliarmus? Per Giove, facciamo progressi!

    *Era entrato nella fase ironica, quella nella quale vedeva tutto sotto il punto di vista sbagliato: stare lì, appeso come un salame, adesso gli pareva divertente. Ok, dagli Auror non ci si aspettava certo un Anatema che Uccide, ma cose tanto semplici! L’incantesimo che lo teneva lì sospeso si disattivò, permettendo al giovane mago di cadere sui palmi delle mani in verticale, facendo leva sulla muscolatura delle braccia per saltare e mettersi correttamente in piedi, guardandosi attorno: era senza catalizzatore magico, certo, ma era stato addestrato a sopravvivere anche in questo, contando unicamente sulla sua forza fisica, sulla magia che c’era in lui e sul suo ingegno. Vide Charlotte volare via, colpita da uno Stupeficium: eppure non aveva perso i sensi. L’avevano colpita male, probabilmente molto molto male.*

    Dilettanti.

    *Pensò con un sorriso ed una scrollatina di spalle, proprio mentre un drago in carne ed ossa si parava di fronte a lui e a Charlotte.*

    Un Ungaro Spinato?

    *Esclamò divertito, con un gran sorriso in volto, sentendo la bestia ruggire: certo, quell’Auror doveva aver usato un Draconifors. Peccato per lei che Alexander aveva studiato per diventare un Allevatore di Draghi.*

    ALEX STAI ATTENTO!

    *La voce di Charlotte annunciò che la grande coda del drago stava calando sull’ex Corvonero che, con un salto all’indietro, la evitò con un gran sorriso. La stessa cosa non si poteva dire per la sua collega Mangiamorte che venne leggermente ferita. Nulla di che, solo le era bastato per farsi un bel taglio. Tuttavia, non sembrò volersi occupare del drago in modo eccessivo e, Alexander lo sapeva, sarebbe toccato a lui.*

    Merlino, tutte a me...

    *Ma mentre lei scagliava Maledizioni Senza Perdono in direzione degli incanti protettivi delle due Auror, il drago sembrava provare un certo interesse per il ragazzo, come il ragazzo lo provava per il drago. Erano lì, a scrutarsi e girarsi attorno, il drago con un basso ringhio gutturale e il ragazzo con un sorrisino interessato in volto.*

    Foster! Tu occupati del drago. Sei o non sei il futuro docente di Incantesimi? Datti da fare.

    *Un gran sorriso dipinse il volto del giovane disarmato che, allargando le braccia e guardando per un istante Charlotte ridacchiò:*

    E’ presto fatto, collega!

    *Le due ragazze erano sparite dalla scena, così come tutto il resto: ora esisteva soltanto quel magnifico esemplare, per Alexander. La creatura fu la prima ad infrangere il silenzio di quell’attesa, lanciando un grande sbuffo di fiamme verso il Corvonero che, con velocità notevole ottenuta in tutti quegli anni di addestramento, rotolò verso sinistra, ritrovandosi così accanto all’edificio che aveva quasi buttato a terra con il Bombarda Maxima di poco prima, lì dove c’era un bel tubo d’acciaio dall’aspetto massiccio.*

    Bingo.

    *Pensò il mago, afferrando il tubo con le mani e, nel tirarlo con forza, assestò un calcio con il tacco all’estremità arrugginita conficcata nel terreno, spezzando quel tubo in modo da renderlo appuntito ad un’estremità.*

    Fantastico.

    *Disse fra sé e sé, facendo saettare in alto la sua nuova arma, afferrandola e facendola sfrecciare dietro le spalle, come gli era stato insegnato per quanto riguardava il combattimento corpo a corpo. Aveva imparato del Wrestling, Pugilato e qualcosa sulle Arti Marziali perciò… “watà!”*


    Fatti avanti, dai…

    *Mormorò l'ex Corvonero in direzione del drago, mentre il suo sangue freddo, la prontezza di riflessi e la capacità di esaminare i punti deboli dell’avversario si mettevano in moto. Lo sapevano tutti che i draghi avevano la pelle coriacea, o meglio, le scaglie dure come roccia e di perforarle con un’improvvisata lancia non se ne parlava proprio. Ed ecco che il cocco della prof di Cura delle Creature Magiche faceva una rapida analisi di chi si trovava di fronte.*

    Ungaro Spinato, femmina. Artigli in grado di lacerare l’acciaio, coda capace di ridurre a farina le ossa di un uomo adulto. Taglia media per la sua specie, ma grande apertura alare. Ciò implica una maggior velocità rispetto ai restanti esemplari appartenenti alla sua specie.

    *Ecco, un’analisi del genere avrebbe fatto scoppiare in lacrime di gioia qualunque docente di Cura del mondo magico e, quando si decideva a pensarci, gli dispiaceva tantissimo di non essere diventato un Allevatore di Draghi.*

    Siamo in una strada stretta, perciò non scatterà: non ha spazio sufficiente per un’apertura alare tanto grande. Ha la bocca perfettamente chiusa: ciò sta a significare che è pronta a sputare fuoco. L’unico modo per fermarla è ucciderla. Unico punto debole: membrana alare. La coda è immobile dietro di lei: posso farcela.

    *L’unico modo per uscirne vivo era conficcare la sua arma di fortuna nella membrana alare, facendosi così spazio tra le scaglie più morbide delle costole, giungendo in pochi istanti dritti al cuore. E fu così che il Mangiamorte scattò in avanti, deviando un soffio di fuoco che avrebbe ridotto in cenere chiunque, sentendo però il caldo spostamento d'aria bruciargli la pelle, proprio mentre una zampa del drago si alzava. Sentì gli artigli strappargli un po’ la camicia, senza però toccare la pelle.*

    C’è mancato davvero poco.

    *Si disse tenendosi basso sotto l’esemplare femmina di Ungaro Spinato, prima di raccogliere tutte le sue forze in un breve istante, sibilandole contro:*

    Muori.

    *E fu così che affondò con tutta la sua forza la lancia di fortuna nel costato della bestia, trafiggendo la membrana con facilità e sentendo le costole scricchiolare contro il metallo che, inevitabilmente, si piegò. Il drago ruggì, gemette e si accasciò a terra, morto, prima che si tramutasse nelle macerie di quello che una volta era la statua di un drago di pietra.*

    E anche questa è fatta. Accio.

    *Pronunciando quelle parole aveva puntato la mano sinistra contro il suo catalizzatore magico che, senza esitare un istante, gli sfrecciò tra le dita. Una scarica sottopelle gli partì dalle dita con le quali stringeva la bacchetta fino alla base della schiena, segno che questa era felice di aver ritrovato le dita, la mano, il mago che scelse anni prima da Olivander. Il Mangiamorte sorrise, voltandosi poi verso le due Auror, notando Charlotte senza maschera.*

    Oh… volevi respirare anche tu un po’ d’aria fresca?

    *Infondo non era un gran problema: avrebbero Obliviato entrambe, oltre al Signor Sinister. Sicuramente era dove l’aveva lasciato in precedenza, ridotto tanto male quanto privato delle forze. Fu allora che Alexander riconobbe il viso dell’Auror che l’aveva appeso a testa in giù, un volto che, sinceramente, gli era sembrato familiare fin dal primo istante.*

    Maya…

    *Si, ricordava quella Corvonero, quella ragazza che era stata la sua migliore amica nel castello, o per lo meno l’unica persona con la quale avesse avuto un legame per sette lunghi anni. Era una ragazza simpatica, intelligente e… buona. Si, era sempre stata buona e adesso? L’aveva ridotta ad uno straccio. Sicuramente lei l’aveva riconosciuto molto prima e chissà quanto disprezzo poteva provare per lui. Ma lei non sapeva, così come tutti gli altri il perché di quella situazione, per quale motivo lui volesse essere un Mangiamorte, a quale scopo faceva ciò che faceva. Viktor Foster, suo zio, era uno dei Mangiamorte più vicini al capo e, al momento opportuno, avrebbe ucciso Viktor per tutte le sciocchezze che andava predicando in giro, per tutto il male che aveva fatto a gente che conosceva, per poi consegnarsi al Ministero. Non aveva interesse nell’uccidere Babbani, Mezzosangue e cose varie: lui era Alexander Aiden Foster, un uomo libero e bastante a sé, un uomo che aveva visto attraverso le tenebre dei Mangiamorte la luce, una luce che sarebbe esplosa, accecante e calda, dopo la morte di suo zio e dopo aver assestato un duro colpo ai Mangiamorte. Sarebbe stato arrestato, spedito ad Azkaban e condannato a subire il bacio del Dissennatore, ma non gli importava: avrebbe contribuito, nella sua vuota esistenza, in qualcosa di buono, in qualcosa per la quale valesse la pena mentire, tradire, forse anche uccidere: ma no, non si sarebbe pentito di nulla. Trasalì, quando si rese conto di avere ancora la lettera in tasca, quella lettera che avrebbe voluto spedire a Maya tanto, tanto tempo fa. Voleva scusarsi con lei per essere sparito, spiegarle perché non avevano più potuto essere amici. Alex sapeva che Maya aveva intenzione di diventare un Auror… ma non così presto! Non avrebbe voluto far tante cose, specialmente puntare la bacchetta contro la sua amica, ridurla in una maschera di sangue e… far del male a quell’altra ragazza, quella che, adesso, sembrava stesse per perdere la vita.*

    Non morirà nessuno, oggi.

    *Pensò a denti stretti, intravedendo in quell’occasione un’opportunità per dare a Maya quella lettera che non aveva mai potuto spedirle. Sperava potesse esserle chiaro, dopo aver letto quelle righe, il motivo per il quale un suo Concasato fosse passato al lato oscuro, sperava non lo odiasse troppo… ma ciò non gli importava. Era disposto a morire per ciò che riteneva giusto e, forse, portare in atto il suo piano prima di perdere l’anima per il bacio del Dissennatore sarebbe stata l’unica cosa giusta che aveva fatto in vita sua.*

    Foster vieni qui! Guardale, non le trovi davvero buffe?

    *No, non trovava quelle due povere ragazze buffe. Trovava tutto ciò disgustoso e… crudele. Ma, infondo, la feccia come lui non aveva il diritto di giudicare la crudeltà altrui. Con un sospiro si sforzò di andare accanto a Charlotte, abbozzando un sorrisino per il suo operato: le due Auror, trasfigurate a metà, erano diventate qualcosa di tremendamente pietoso quanto triste, facendo sentire Alex ancor più uno schifo di quanto non si sentisse già normalmente. Tutto ciò gli faceva venire terribilmente voglia di Schiantare la sua collega ma, almeno per adesso, aveva un ruolo al quale attenersi.*

    [color=#A0CE00]Ho un piano. Dobbiamo riparare i vetri infranti del negozio di magie Sinister e cancellare la memoria al signor sinister e a queste due. Un Reparo e un paio di Oblivion dovrebbero bastare. In questo modo potremo andarcene senza che nessuno si ricordi di questa giornata So che ce la possiamo fare.


    *Non poteva chiedere occasione migliore. Alexander annuì, gettando uno sguardo fermo e sicuro alle due ragazze, deciso a recitare alla perfezione una parte per la quale aveva rischiato e rischiava tutt’ora, uno stile di vita che, almeno per il momento, doveva mantenere.*

    Molto bene. Io mi occupo di loro, facendo in modo che non abbiano più né memoria del perché si trovino qui, né ferite addosso: in questo modo nessuno saprà della Collana di Opali, delle due Auror aggredite ne di nient’altro. Tu va ad occuparti di Sinister.

    *Charlotte, ovviamente, sapeva che guarire dalle ferite le proprie vittime dopo averle messe k.o. ed Obliviate era l’unico modo per uscirne senza che qualcuno facesse indagini. Era la cosa più ragionevole da fare, nonché la più furba e, da un Corvonero, non ci si poteva certo aspettare un’idea sciocca. Tutto filava a gonfie vele, per Alex. Vide la sua collega annuire, andando dentro il locale: aveva pochi minuti. Si voltò così verso Maya, tirando un’occhiata alla sua amica che aveva cercato fino a poco prima di sparare Fatture all’impazzata: era messa parecchio male. Infondo, i Crucio non erano incantesimi molto carini, anzi, erano a dir poco debilitanti. Fece aleggiare la bacchetta su entrambe, mormorando:*

    Animaleus Nobodyx.

    Citazione:
    ANIMALEUS NOBODYX (o Incantesimo Homosembiante)
    Descrizione: serve a far tornare in forma umana Animagus, persone trasfigurate e lupi mannari
    Tipo: incantesimo di trasfigurazione
    Durata: istantanea
    Consigliato: //
    Avvertenze: si tratta di trasfigurazione umana, ed è quindi un sortilegio molto pericoloso e complesso
    Livello Minimo Consigliato: 6


    *Poteva vedere lo stupore nel viso di entrambe, sebbene in quello di Maya fosse più evidente perché aveva più energie, mentre riacquistavano la loro forma umana… ma, subito, la strega cercò di scattare ed attaccarlo. Fu così che il Mangiamorte le puntò contro la bacchetta, calmo, sussurrando appena:*

    Expelliarmus.

    Citazione:
    EXPELLIARMUS
    Descrizione: è il classico incantesimo di disarmo e serve a far volare via dalle mani dell'avversario la sua bacchetta magica e sbalzarlo indietro
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disarmare l'avversario e lasciarlo senza protezione o mezzi d'attacco
    Avvertenze: è un incantesimo piuttosto semplice ma molto efficace e, se eseguito correttamente, può mettere in difficoltà anche un mago esperto e potente
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *Il catalizzatore magico di lei le volò via dalle mani, all’istante, venendo catturato dalla mano destra del ragazzo. Aveva bisogno di tempo, aveva bisogno della loro attenzione… e non avrebbe avuto facilmente né l’uno ne l’altro.*

    Oblivion.

    Citazione:
    OBLIVION
    Descrizione: fa dimenticare a chi viene obliviato un avvenimento preciso
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per cancellare il ricordo di un babbano che ha assistito a fatti magici oppure per manipolare la memoria di chiunque e per far dimenticare delle informazioni che non si vuole siano divulgate
    Avvertenze: è necessario eseguire Oblivion con attenzione e perizia, perché altrimenti si rischia di creare seri, e spesso irreversibili, danni alla mente di chi s’intende obliviare
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Alexander scandì la formula magica in modo molto più che chiaro ed alta voce, così che Charlotte, ormai dentro il locale, potesse sentirlo. Tuttavia, non concentrò la ben che minima energia magica nel suo catalizzatore, così l’incanto non si attivò: no, non voleva che Maya dimenticasse, anzi, aveva tutto l’interesse che la ex Corvonero ricordasse ciò che a breve le avrebbe detto. Non aveva dimenticato niente e lo stupore le si leggeva in volto… ma non aveva tempo per sentirla fare domande, così levò ancora una volta la bacchetta, attivando un incanto non verbale.*

    Silencio.

    Citazione:
    SILENCIO
    Descrizione: fa perdere completamente la voce alla persona colpita
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: 2 turni
    Consigliato: per disorientare l’avversario e impedirgli di pronunciare le formule magiche
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 4


    *Un’ondata d’aria uscì fuori dalla punta d’Ebano della bacchetta del Mangiamorte, travolgendo la giovane Auror, prima che il ragazzo mettesse via la bacchetta, alzando le mani in segno di resa.*

    Non voglio farti del male, Maya, ma abbiamo poco tempo.

    *Le andò incontro, estraendo dalla tasca dei jeans la lettera che avrebbe voluto spedirle anni prima, esattamente un anno e duecento ventisette giorni prima, nella quale le spiegava cosa aveva in mente di fare, il motivo per il quale non potevano più essere amici e… tanto, tanto altro. *

    Ti chiedo di leggerla, quando avrai tempo. Forse mi odierai, ma te l’ho scritta il giorno dopo i M.A.G.O, quando avevo ancora un posto nel tuo cuore… amica mia.

    *Abbassò lo sguardo, certo che non avrebbe trovato in quegli occhi un segno d’esitazione seppur minimo per l’odio che nutriva nei suoi confronti… ma come biasimare Maya? Lui adesso, per lei e il resto del mondo magico, era il nemico, un Mangiamorte ricercato e null’altro che uno degli uomini che doveva essere spedito ad Azkaban al più presto. Mise così la mano in tasca, osservando le sue ferite e sussurrandole appena, sentendosi uno schifo completo:*

    Pozione di Recupero del Sangue. Bevila, andrà molto meglio.

    *Nel frattempo il ragazzo si inginocchiava accanto all’altra Auror, quella carina da morire, quella che lo fece arrossire ed emettere un sospiro: lei, forse, aveva solo bisogno di un tiramisù. Così Alexander tirò fuori la bacchetta, puntandogliela contro sotto lo sguardo vigile di Maya, sussurrando:*

    Innerva.

    Citazione:
    INNERVA
    Descrizione: incantesimo di Recupero delle Energie, è indicato da usare su chi è stato schiantato
    Tipo: incantesimo curativo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per ridare forza a chi si sente particolarmente debole
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 4


    *Lo sguardo della ragazza si fece un po’ più vigile, forse aveva la forza di tirarsi in piedi ma… era stata colpita con un Dolohoferio, qualcosa che richiedeva un immediato intervento. Così il Mangiamorte infilò una mano in tasca, tirando fuori diverse boccette: Essenza di Dittamo? No, non erano ferite normali, e poi il Dittamo bisognava applicarlo sull’epidermide, non ingerirlo.*

    Eccola!

    *Sussurrò con un sorrisino il ragazzo, stappando una boccetta dal contenuto fumante e di un bel color viola. Cominciò a farlo sorseggiare lentamente alla ragazza, dicendo intanto in direzione di Maya, cercando di essere più rassicurante possibile, facendole capire che non voleva più far del male a nessuna delle due:*

    Pozione Cura Ferite. Da sola non ha l’effetto che vorrei, ma dovrei avere…

    *Tirò fuori un’altra boccetta contenente un'ultima pozione, però questa era giallognola e, combinata a quella che le aveva precedentemente somministrato, aveva quasi lo stesso effetto di un Vulnera Sanantur, un incanto che, pur volendo, non avrebbe potuto praticare correttamente come nessuno degli altri presenti.*

    Essenza di Purvincolo.

    *Disse a Maya, facendo attenzione che la sua collega bevesse tutto: non aveva l’aria di un intruglio dall’ottimo sapore, ma… beh, poche pozioni lo avevano, davvero poche. Alexander si rialzò in fretta, non avendo il tempo di vedere quell'Auror migliorare, dicendo in direzione di Maya:*

    E’ importante che facciate credere a Charlotte che io vi abbia cancellato la memoria. Metti la lettera in una tasca che controlli spesso così che, se lei riuscisse a privarti dei ricordi, troverai tra quelle righe tutto ciò che ti serve sapere.

    *Fece così un passo indietro, guardo entrambe serio, prima di restituire a Maya la sua bacchetta, dicendo:*

    Appena potete, scappate. Io ora devo andare, o Charlotte si insospettirà. Ci vediamo il più tardi possibile, Maya. Buonasera a tutte e due e buona fortuna.

    *Fu così che diede alle due Auror le spalle, camminando verso il negozio e, passando accanto alla vetrina, facendo un cenno di saluto a Charlotte. Una volta fuori dal raggio visivo della mia collega, il ragazzo si voltò verso le Auror, scambiando con loro un’occhiata di intesa, carica di preoccupazione e… di dolore. Fu proprio allora che le tenebre lo avvolsero, mentre si smaterializzava con la Collana di Opali, lontano.*



    *Non era stata una bella esperienza, pensava mentre sorvolava Diagon Alley, scontrarsi con un’amica appartenente al suo passato. Ma, forse, l’intervento di Maya e di quell’altra ragazza preannunciavano un nuovo inizio: la nascita di una nuova vita, per Alexander, una vita nella quale, dietro alle fredde tenebre, brillava una calda, accogliente luce.*

    @Daphne_Harris, @Maya_Mondlicht, @Charlotte_Mills,




    Ultima modifica di Alexander_Morgenstern oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       

    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Maya_Mondlicht ha ricevuto un bonus potenza di 3.
    # Maya_Mondlicht ha assegnato all'area 11 la potenza di 3
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Charlotte_Mills da area 11 a area 12 con la potenza di 3
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 5 - 4 - 1; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha conquistato da area 11 l'area 12 che era di Charlotte_Mills trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Maya_Mondlicht ha attaccato Charlotte_Mills da area 12 a area 1 con la potenza di 1
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 0 - 0; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Maya_Mondlicht ha passato la mano.


  • Maya_Mondlicht

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 7073
       
       

    *I Mangiamorte erano vicini, sempre di più, sempre più inesorabilmente, e Maya non poteva far nulla se non sperare che l’estrema protezione che aveva posto funzionasse. Si voltò a guardare Daphne che sembrava ancora irretita in un mondo lontano da cui la Corvonero iniziava a temere non potesse tornare.*

    Mi spiace ma non ce la faccio a portarti via di qui…

    *Si scusò in un sussurro, accarezzando il volto pallido dell’amica e le parve che le labbra della Tassorosso si increspassero in un sorriso. Forse stava sognando qualcosa di bello, di molto diverso dalla situazione che stavano vivendo.
    Diverso dal dolore che avevano dovuto subire e che, ben presto, se non fosse accaduto un miracolo, sarebbe ricominciato, sempre più atroce, sempre più inesorabile, sempre più annichilente.
    Diverso dall’angoscia infinita e dalla paura che avevano provato e che Maya provava tutt’ora, in modo avvolgente e persistente, come delle antipatiche e sgradite compagne di cui non si poteva liberare, che le serravano lo stomaco in una morsa dolorosa, quasi più intesa della sofferenza fisica.
    Diverso dalla delusione, dall’amarezza e dalla desolazione di scoprire che colui che un tempo credeva un amico, o comunque non certo un nemico, era il suo avversario, era colui che l’aveva umiliata ed offendesa a parole, mentre ne feriva e seviziava il corpo.*

    Continua a sognare, tesoro…

    *Mormorò con dolcezza, in fondo, forse, era meglio così, meglio che Daphne fosse in un mondo tutto suo, felice e spensierata, così, forse almeno lei non avrebbe più sofferto, così forse la morte sarebbe arrivata pietosa ed indolore. Maya non poteva sperare nemmeno in quello, se non aveva perso i sensi e la ragione dopo ciò che aveva già subito, sarebbe stato assai improbabile che l’incoscienza potesse sopraggiunge per sottrarla da quell’orribile e crudele realtà, che era molto peggio del peggiore degli incubi.*

    Ci siamo, questo è l’ultimo atto…

    *Pensò serrando con maggior forza le dita intorno alla bacchetta, quando la sagoma nera di uno dei Mangiamorte, il solo che portasse ancora la maschera, si intravvide in lontananza attraverso la barriera traslucida. Certo la Combo di Protego Horribilis e Fianto Duri era il più potente e solido scudo magico che si potesse edificare ma nulla è eterno, nulla è insuperabile e, presto a tardi, anche l’estrema protezione sarebbe crollata e, se la giovane Auror non fosse riuscita a recuperare le forze per tentare una doppia Smaterializzazione, avrebbe dovuto combattere, di nuovo e, nelle sue condizioni, non poteva che capitolare. L’unica incognita di quella macabra sciarada era sapere quanto dolore e quanta sofferenza avrebbe dovuto sopportare prima che la vita la abbandonasse, lasciandola nel dolce e rasserenate abbraccio della morte.*

    EXPECTO PATRONUM.

    *Inaspettatamente udì una flebile voce alle sue spalle, mentre un lucore argenteo illuminava il loro rifugio. Maya si voltò e lo vide, bello e splendente, uno dei Patronus corporei più perfetti che una strega od un mago potesse evocare, dalle sembianze della più magica delle creature, quella che simboleggiava la purezza e l’integrità, una delle poche che potesse addirittura sconfiggere la morte: l’unicorno.*



    Ma come… io pensavo… che bello ti sei ripresa

    *Balbettò incredula sgranando gli occhi e fissando l’amica che, seppur pallida e provata, si sforzava di sorriderle, pronunciando parole rassicuranti, mentre l’evanescente unicorno galoppa veloce e leggero, verso la sua meta, senza produrre il caratteristico rumore degli zoccoli ma levitando a pochi centimetri da terra, come se galleggiasse nell’aria.*

    Andrà tutto bene... presto dovremmo avere i rinforzi…
    o quanto meno, il nostro lavoro non è andato nella spazzatura.
    In qualche modo ne usciremo. Fidati di me.


    *La voce di Daphne era fioca, quasi un sussurro. Era commovente che cercasse di rassicurarla quando entrambe sapevano che nessuno sarebbe mai arrivato in tempo per salvarle, forse, l’unica verità era che, con ogni probabilità, l’argenteo messaggero avrebbe messo in allarme il Ministero e, forse, i propositi criminali della Mills sarebbero stati sventati, forse, il loro lavoro non sarebbe andato perduto, forse Hogwarts e la Preside si sarebbero sottratti alle losche macchinazioni della docente di Arti Oscure. Valeva la pena di sacrificare la vita per quello, lo poteva accettare. Ben diverso sarebbe stato se tutto ciò che avevano passato, e che ancora le attendeva, fosse stato vano. Allora, sì che la disperazione si sarebbe impadronita di lei, allora sì, che avrebbe ceduto allo sconforto, allora sì, che le sarebbe davvero dispiaciuto dover morire senza uno scopo.*

    Certo, andrà tutto bene… sai che mi fido ciecamente di te, tesoro!

    *Rispose la Corvonero stringendo le dita della destra intorno a quelle della Tassorosso che, in qualche modo misterioso, erano intrecciate alle sue. Era facile mentire, perché prima che Daphne, Maya aveva voluto rassicurare se stessa con quell’affermazione tanto folle da sfidare ogni logica ed ogni buon senso. Era vero che riponeva una fiducia assoluta nella bionda figlia di Tosca, le avrebbe affidato la propria vita, questo era certo, ma che potessero avere anche una sola speranza e che tutto sarebbe andato bene era una pietosa bugia.*

    Si avvicinano di nuovo.

    *Disse Daphne guardando oltre la spalla di Maya che, senza voltarsi annuì, sapeva che almeno uno dei Mangiamorte si stava dirigendo verso di loro, lo aveva visto un attimo prima che l’amica evocasse il proprio Patronus.*

    Insieme ce la possiamo fare…

    *Ribatté la Corvonero stringendo un’ultima voltala mano della Tassorosso prima di voltarsi verso l’avversaria, giusto in tempo per vederla agitare la bacchetta enunciando quella che pareva la sua formula preferita, o forse, era l’unica che conoscesse.*

    CRUCIO.

    *La maledizione, resa impercettibilmente meno atroce dalla protezione magica, attraversò lo scudo di luce e colpì Daphne che gridò. Allora, Maya sussultò, rimpiangendo che l’amica avesse ripreso conoscenza, se fosse rimasta nel suo mondo onirico almeno si sarebbe risparmiata quell’ennesimo dolore e la lunga, interminabile, agonia che sarebbe seguita, la stessa che, ne era certa, sarebbe toccata anche a lei.*

    Perché il Fianto Duri non ha funzionato?

    *Si chiese stupidamente spalancando gli occhi per lo stupore e l’orrore, mentre, l’ovvia risposta si imponeva alla mente in tutta la sua lucida e cruda verità.*

    Il sortilegio è potente, ma io sono troppo debole per sostenerlo…

    *Ogni incantesimo richiede concentrazione e vigore per sussistere, niente può essere creato dal nulla, nemmeno la magia, ed ogni incanto ha un suo prezzo, se il mago o la strega che lo evoca non è abbastanza forte da alimentarlo con la propria energia vitale, allora l’effetto svanisce o, comunque, risulta ridotto.*

    Lasciala stare…

    *Gridò sollevando il viso verso l’avversaria poi, compiendo uno sforzo immane e combattendo con il suo stesso corpo, si alzò in piedi, brandendo il catalizzatore magico con la sinistra e sorreggendosi al muro con la destra. Non sopportava che la Mangiamorte la guardasse dall’alto in basso, se doveva morire, lo avrebbe fatto combattendo strenuamente, da pari a pari, fissando negli occhi la sua rivale.*

    CRUCIO.

    *Fu allora che la Maledizione la colpì, troppo veloce per poterla scansare, troppo potente per poterla contrastare. Mille fitte dolorose le attraversarono ogni cellula, donandole una nuova ed inattesa definizione di dolore. Nulla che avesse mai provato in precedenza poteva essere paragonato a ciò che sentiva in quel momento, era come se ogni ricettore del dolore fosse costantemente stimolato in modo variabile, affinché il corpo non potesse, come sempre accade, adattarsi alla sensazione sgradevole, perché essa mutava ogni istante, impedendo alla sofferenza di diminuire anche solo di poco ma, al contrario, facendola aumentare fino a livelli impensabili, insopportabili, sia per il fisico sia per la mente.*



    Non devo gridare, non voglio darle soddisfazione… solo questo posso fare!

    *Si ripeteva Maya stringendo i denti e continuando a serrare le dita intorno alla propria bacchetta, incapace di usarla, raccogliendo tutte le sue poche forze residue per restare in piedi e non prostrarsi di fronte alla Mangiamorte, per restare in silenzio mentre ogni fibra del suo essere urlava di dolore. Provò a pensare ad altro, a qualcosa che le permettesse anche solo per un attimo di estraniarsi da se stessa e dal quel supplizio, ma non vi riuscì. La sua lucida mente che, di solito, aveva il controllo su corpo era trafitta da fitte tanto lancinanti che le impedivano di pensare, di ragionare, di immaginare qualcosa che non fosse quell’ottenebrante dolore, che, come una marea senza fine continuava a crescere. Stava per cedere, Maya se ne rendeva perfettamente conto, la domanda non era se la Maledizione l’avrebbe spezzata ma quando.*

    Se tanto è inevitabile, prima è meglio è…

    *Si disse rassegnata, nella vana speranza che l’oblio l’avvolgesse sottraendola da quella sofferenza atroce. Quando, incredibilmente, qualcosa mutò, avvertì come un fremito nell’energia magica, forse la protezione non era ceduta completamente e tentava di contrastare l’avversaria che, impegnata su due fronti, aveva disperso la potenza della Maledizione. Il dolore iniziò a diminuire mentre, sotto lo sguardo attonito della Corvonero, la Mangiamorte era sbalzata indietro, come se il suo stesso sortilegio le si fosse rivoltato contro , anzi, no, era accaduto qualcosa di simile a ciò che succede ai babbani che, sparando, risentono del rinculo dell’arma. L’oscura strega cadde a terra e la maschera, che l’aveva nascosta fini a quel momento, si spezzò, lasciando il viso scoperto.*

    Avevo indovinato…



    *Constatò quasi sollevata, riconoscendo i lineamenti di Charlotte Mills. Le ricerche compiute nei giorni precedenti, le congetture fatte quella stessa notte, tutto, si era rivelato esatto… sotto certi aspetti, era confortante sapere di non aver formulato accuse infondate, di non aver additato un innocente, di aver visto giusto. Mentre si rialzava la docente di Arti Oscure stava ripentendo ciò che Maya sapeva già da un po’ di tempo, quindi, l’Auror non ascoltò il suo delirio e le ovvietà che stava dicendo, ma, piuttosto, cercava di riprendere il controllo del proprio corpo martoriato. La ferita al petto sanguinava ancora, evidentemente, il blando effetto dell’Essenza di Dittamo era stato annullato dalla Maledizione che l’aveva colpita prima che si fosse ripresa almeno un po’… non aveva mai davvero sperato di guarire, sapeva bene che, per contrastare quell’incantesimo oscuro, occorrevano le cure di Medimaghi esperti. Aveva sperato di tamponare l’emorragia abbastanza a lungo da potersi Smaterializzare ma, ormai, era chiaro che quella era un’utopia bella e buona. Se voleva lasciare quel luogo maledetto lo avrebbe dovuto fare alla maniera dei babbani, sulle sue gambe, sempre se l’avessero retta abbastanza a lungo.*

    ARDEMONIUM!



    *L’oscuro fuoco stregato si infranse contro la barriera magica, la Mills, evidentemente, non era in grado di padroneggiare quella potente magia, dandole forma fisica o, forse, la protezione stava sortendo gli ultimi effetti, Maya non lo poteva sapere mentre fissava con stupore e raccapriccio le fiamme maledette lambire lo scudo invisibile che aveva eretto ma che ormai si stava crepando in più punti sotto l’assalto malefico. Solo la scarsa competenza delle Mangiamorte, impedì che le due Auror finissero arse vive dalle verdi lingue di fuoco che, improvvisamente com’erano apparse scomparvero, proprio nell’istante in cui lo scudo si spezzava, svanendo nell’aria notturna. Oramai, erano senza la benché minima protezione alla mercé di una pazza psicopatica e del suo lacchè che, entro breve, si sarebbe sbarazzato del Drago trasfigurato da Maya ed avrebbe raggiunto la sua socia per aiutarla a finirle.*

    Devo reagire… devo fare qualcosa…

    *Si ripeteva sempre più fiocamente mentre l’incoscienza, che poco prima aveva pregato di sottrarla allo strazio della Maledizione Cruciatus, la lambiva come un’onde sempre più impetuosa. Stava perdendo troppo sangue e, ben presto, avrebbe perso anche i sensi, per non riprenderli mai più. Se un Anatema che Uccide non l’avesse raggiunta prima, sarebbe morta in quel portone, riversa nel suo stesso sangue che, goccia dopo goccia, le avrebbe sottratto anche l’ultima stilla di vita. Le orecchie le fischiavano furiosamente per via della pressione che continuava a scendere in modo inesorabile, quindi, non poteva udire né le parole della sua avversaria né quelle della sua amica. La testa le girava sempre più e la nausea che, per un po’ si era placata, la attanagliava di nuovo più intensamente di quanto avesse fatto prima.*

    Sto morendo…

    *Lo aveva ammesso, finalmente, almeno con se stessa, era stata sincera. Non sarebbe mai più tornata nella casetta ridente di Godric’s Hollow, non avrebbe più abbracciato Gandalf, non lo avrebbe mai sposato, non gli avrebbe mai dato i figli di cui, talvolta, un po’ per serio un po’ sul serio, fantasticavano, scegliendo nomi ed immaginando piccoli visi paffuti dagli occhi chiari, non sarebbe invecchiata al suo fianco. Quella sera, il suo Tassorosso l’avrebbe aspettata invano, mentre la vita e, con essa, i suoi sogni e le sue speranze, le scivolava via, si rimproverò di non aver accettato un noioso e ben retribuito lavoro alla Gringott oppure un impiego stimolante e mal pagato alla Gazzetta del Profeta, con i voti conseguiti nei M.A.G.O. avrebbe potuto intraprendere qualsiasi carriera ma lei, testarda ed idealista, aveva scelto la più rischiosa, quella di Auror, illudendosi di poter fare la differenza, di poter arginare l’avanzata delle tenebre, di poter rendere il mondo magico un luogo migliore… quanto era stata sciocca ed arrogante che ognuno possa essere l’artefice del proprio destino, quanto era stata ingenua e presuntuosa a credere di essere una paladina della luce.*

    Sei solo una codarda! Non riesci a farci fuori tu e quindi vuoi farci uccidere a vicenda!



    *La voce sofferente ma sprezzante di Daphne fece breccia oltre il sibilo delle orecchie, oltre il senso di vertigine, oltre la nausea e, seppur a fatica, la costrinse a riprendere il contatto con la realtà. Socchiuse le palpebre e cercò di mettere a fuoco il viso dell’amica, era terreo, una maschera di dolore, eppure fiero e combattivo. Ma contro che cosa stava duellando? Che Incantesimo oscuro le aveva scagliato la Mills?[/color]

    In questo momento la Maledizione di Antonin Dolohov si sta spargendo nel tuo corpo, fai quello che ti ho ordinato se non vuoi morire. Ho detto uccidila.

    *Ecco la risposta, inattesa e sconvolgente, che la colpevole di quello scempio pronunciava, con la solita crudeltà, con la cieca superbia di chi ha perso ogni briciolo di pietà, di compassione e di umanità. Maya si voltò a guardare sconcertata il viso della Mangiamorte che sembrava divertirsi, gongolante nell’attesa che la volontà oppure il corpo della giovane cedesse, facendola capitolare e costringendola ad assolvere lo spietato ordine. La Corvonero sapeva bene che, anche in condizione normali, mai avrebbe alzato la propria bacchetta contro l’amica, nemmeno per salvare la sua stessa vita, preferiva essere uccisa piuttosto che duellare con Daphne. Quella situazione, però, era tutt’altro che “normale” e, anche volendo, non sarebbe riuscita a difendersi, se la Tassorosso l’avesse attaccata, non avrebbe avuto la forza di reagire, come non l’aveva per contrastare la magia malefica della sua carnefice.*

    Vai via! Fuggi! SALVATI!

    *Le intimò, sempre più pallida e provata, con le labbra rese bluastre dalle innumerevoli lesioni interne che stavano compromettendo un organo dopo l’altro. Il sangue che Maya riversava sulla dura pietra, Daphne lo conservava dentro di sé, ma l’emorragia interna non era certo meno grave, anzi, se possibile, lo era ancora di più perché il fluido vitale diveniva, in quella perversa aberrazione, un venefico effluvio fatale.*

    Mi spiace, non posso…

    *Rispose Maya in un rantolo quasi incomprensibile, scuotendo leggermente il capo e, con esso, i lunghi capelli argentei ormai imporporati dal suo stesso sangue. Chissà se l’amica aveva capito? Chissà se anche lei era consapevole che, ormai, ogni resistenza era vana? Chissà se si era resa conto che, ogni istante, le portava un passo più vicine alla morte?*

    Andrà tutto bene… presto, tutto finirà.

    *Aggiunse a fior di labbra, mentre la voce le incespicava in gola ed il respiro si faceva quasi affannoso. Pensò di sorriderle per rassicurarla, ma l’espressione che le increspò il volto era più simile a una smorfia grottesca, in cui si fondevano dolore e disperazione.*

    PULLUS

    *Fu allora, proprio quando Maya si era arresa, pensando che nulla avrebbe più potuto stupirla e che niente potesse peggiorare la loro situazione, l’incanto trasfigurativo, imperfetto, e per questo più impietoso, colpì la Tassorosso, trasformando le sue gambe in due immonde zampe di pollo o, meglio, di gallina. Quello era davvero troppo, perfino per la più abietta delle streghe oscure, perfino per la più crudele delle avversarie. Lo sdegno diede quel poco di forze necessarie a Maya per sollevare la propria bacchetta, avrebbe tentato di fermare ad ogni costo la Mills, restituendo un minimo di dignità all’amica.*

    PULLUS.

    *La Mangiamorte fu più veloce, non che ci volesse molto, dato che i movimenti di Maya erano lenti ed impacciati, le membra pesanti e quasi ostili, per via della mortale spossatezza che si era impossessata di lei.*

    No…



    *Piagnucolò quando le sue braccia furono trasfigurate in corte e goffe ali di gallina, inadatte al volo ma, ancora più incapaci di stringere una bacchetta. Istintivamente afferrò l’aria con le dita, per esattezza le penne, ma non sortì alcuni risultato, il suo catalizzatore di energia cadde a terra, vicino ma irraggiungibile.*

    Maledetta, figlia di una Gargoyle… non ti basta ucciderci, vuoi anche umiliarci.

    *Sibilò con tutto il fiato che aveva in gola, con la forza che le veniva dal furente sdegno che provava. Se solo avesse potuto, l’avrebbe fulminata con le iridi indaco che fiammeggiavano nella notte, di rabbia incontrollabile e rancore devastante, ma non poteva, era solo una mezza strega disarmata e moribonda.*


    Prdonatemi ma ho sempre voluto usare questo incantesimo contro qualcuno. In questo caso non è andato a segno al 100% ma devo dire che è molto più divertente così che con due veri e integri polli… LAPIFORS.

    *La Mills rispose scoppiando in una risata sguaiata, per poi infierire ancora sulla giovane Auror. trasfigurando anche la parte inferiore del suo corpo, Maya avvertì le gambe cedere, mentre si ritraevano fino ad assumere l’aspetto grottesco di due zampe di coniglio.*

    Sono un mostro… una essere immondo e raccapricciante.



    *Constatò mentre calde lacrime le solcarono il viso: se l’incantesimo oscuro lanciatole da Alexander Foster la stava privando della vita, i sortilegi della Mills avevano fatto di peggio, l’avevano privata della propria dignità. Poteva accettare di morire ma non poteva in alcun modo tollerare che Gandalf la vedesse così, che i suoi genitori non potessero nemmeno piangere sul corpo della loro unica figlia.*

    Ti prego, aiutami, un’ultima volta…

    *Pensò rivolgendosi a Vehil, la sua bacchetta di legno di vite e capello di Veela che, poco distante da lei, pareva fremere per tornare nelle mani della sua legittima proprietaria. Ma quali mani? Le rigide penne non erano pensate per afferrare qualcosa, anche se la fedele alleata le avesse obbedito, lei non avrebbe potuto servirsene. Non era mai stata molto brava ad eseguire magie senza l’ausilio dell’amica legnosa ma, in quel momento, mentre le ultime forza l’abbandonavano, era impensabile scagliare anche il più semplice dei sortilegi, forse avrebbe fallito anche brandendo la bacchetta ma, senza, non valeva nemmeno la pena tentare. Si sarebbe solo resa ancora più ridicola agli occhi divertiti della Mangiamorte. Dal canto suo Daphne, che era ancora armata, agitava forsennatamente la propria bacchetta, enunciando formule che, però, non sortivano alcun effetto.*

    Ho un piano… dobbiamo riparare i vetri infranti del negozio di magie Sinister e cancellare la memoria al signor Sinister e a queste due.
    Un Reparo e un paio di Oblivion dovrebbero bastare. In questo modo potremo andarcene senza che nessuno si ricordi di questa giornata So che ce la possiamo fare.


    *Senza alcun ritegno, come se le due Auror non fossero più presenti, la Mangiamorte espose la propria idea al collega che, nel frattempo, si era sbarazzato del Drago e l’aveva raggiunta. Se avesse avuto la forza, Maya sarebbe scoppiata a ridere: infatti, l’elaborata pianificazione della Mills era a dir poco eccessiva e fuori luogo visto che lei e Daphne stavano morendo. Perché cancellare le loro memorie se, tanto, i loro occhi ben presto si sarebbero spenti? Possibile che quella strega oscura fosse tanto sprovveduta da non rendersi conto delle condizioni in cui versavano? Possibile che la sua follia la rendesse tanto cieca? Evidentemente, sì.*

    Molto bene. Io mi occupo di loro, facendo in modo che non abbiano più né memoria del perché si trovino qui, né ferite addosso: in questo modo nessuno saprà della Collana di Opali, delle due Auror aggredite ne di nient’altro. Tu va ad occuparti di Sinister.

    *Aveva convenuto Foster, lasciando di stucco Maya. Il giovane che conosceva, o che pensava di conoscere, poteva avere mille difetti ma, di certo, non era uno stupido. Nel bene o nel male possedeva la lucidità, il raziocinio e l’intelligenza di tutti i migliori eredi di Rowena. Se la Serpeverde aveva perso il senno ed il ben dell’intelletto, lo stesso non poteva essere accaduto al Corvonero, di questo era assolutamente sicura, ci avrebbe messo… le penne sul fuoco.*

    Ma allora, perché aveva risposto in quel modo? Per compiacere la sua padrona? Per non contraddirla? Oppure aveva altro in mente?

    *Queste e molte altre domande le si affollarono nella testa, mente la docente di Arti Oscure si allontanava per svolgere la propria parte del compito, ma lei non la seguì con lo sguardo, i suoi occhi dal colore più indefinibile che mai erano fissi sull’ex-compagno di Casata, increduli ed interrogativi.*

    ANIMALEUS NOBODYX



    *Quando lui enunciò sottovoce l’ultima formula che lei si sarebbe mai aspettata, lo fissò con stupore, non riuscendo né a capire né ad immaginare perché mai avesse deciso di restituire a lei ed a Daphne i loro corpi. Certo, se dovevano nascondere ogni traccia dello scontro, aveva senso che non le lasciasse orrendamente trasfigurate ma, comunque, avrebbe potuto usare l’Incantesimo Homosembiante dopo averle obliviate, quando ormai non sarebbero più state in grado né di ricordare né di attaccare. Forse, al contrario della sua socia, si era reso conto che le due Auror non avrebbero potuto comunque costituire una minaccia, quindi, aveva invertito l’ordine logico delle cose… ed aveva commesso un errore, Maya, avrebbe tentato almeno di recuperare la bacchetta, per cercare, in un ultimo disperato guizzo di orgoglio e lucidità, di salvare se stessa e la sua amica.*

    Vehil!

    *Richiamò mentalmente il proprio catalizzatore magico che, grazie al legno di vite, era uno dei più portati a riconosce ed obbedire al padrone anche senza bisogno di una contatto diretto. Di nuovo, la stecca magica fu pronta ad esaudire i suoi desideri e si sollevò a da terra e, praticamente, saltò nella sua mano protesa.*

    Ti sei dimenticato, Foster, che cosa ripetevo sempre durante? Gli allenamenti di Quiddicth? Mai sottovalutare gli avversari!

    *Esclamò lei puntandogli addosso il catalizzatore magico ma, di nuovo, il suo corpo martoriato e spossato la tradì, rendendola troppo lenta ed impacciata per impensierire il Mangiamorte che, con un gesto fulmineo, la disarmò.*

    EXPELLIARMUS



    *L’energia dell’Incantesimo colpì la mano sinistra di Maya e la bacchetta le sfuggì, volando nella mano destra dell’avversario che non sembra né divertito né compiaciuto della sua prodezza.*

    Cretina, deficiente, stupida che non sono altro… dovevo tacere ed agire, sono stata io a sottovalutare lui o, forse, a sopravvalutare me stessa… che poi è la stessa cosa.

    *Si rimproverò scuotendo il capo sconsolata, si era lasciata scappare la sua ultima possibilità, ormai era proprio la fine, l’epilogo di quella ingloriosa avventura. La sua carriera di Auror, come quella della sua amica, sarebbe stata stroncata prima ancora di iniziare. L’unica speranza che tutto ciò che avevano patito fosse servito a qualcosa era che il Patronus di Daphne raggiungesse il Ministero per portare il prezioso messaggio. Per loro non ci sarebbe stato scampo, perché nessuno sarebbe mai arrivato in tempo, ne era certa, ma almeno, la Preside sarebbe stata avvertita e sulla testa di Charlotte Mills, ex-docente di Arti Oscure, sarebbe stata posta una cospicua taglia. Non avrebbe più potuto aggirarsi impunemente per il mondo magico, non avrebbe più potuto tramare nell'ombra indisturbata e, con un pizzico di fortuna, non avrebbe potuto mai più portare a temine la vendetta, che tanto a lungo aveva pianificato, cullato e bramato.*

    OBLIVION.



    *Il Mangiamorte scandì la formula dell’Incantesimo di Memoria ad alta voce, come se volesse che la sua collega, da dentro il negozio, lo potesse sentire. Un fascio di luce si spigionò dalla punta del suo catalizzatore magico ed istintivamente Maya chiuse gli occhi, rassegnata all’inevitabile, all’amnesia indotta magicamente… le ultime ore sarebbero scomparse, cancellate dalla sua mente e lei non poteva fare nulla per impedirlo.*

    Perché non accade niente? Possibile che abbia fallito? Da una distanza tanto ravvicinata e contro due avversarie inermi?

    *Si chiese stupita riaprendo le palpebre e guardando interrogativa il Mangiamorte, che le sorrideva. Non era possibile, la sua immaginazione le stava giocando strani scherzi… perché il suo avversario avrebbe dovuto dimostrare indulgenza o pietà nei suoi confronti? No, si stava di certo ingannando, il mago che l’aveva aggredito prima con un Confringo in pieno volto e poi con un Sectumsempra al petto, non poteva dimostrare compassione o pietà. Semplicemente, stava ridendo di lei, quella doveva essere l’unica possibile spiegazione.*



    Non voglio farti del male, Maya, ma abbiamo poco tempo.

    *Eppure quelle parole sussurrate non se le stava immaginando, il ragazzo le aveva davvero pronunciate, avvicinandosi a lei che, istintivamente, si ritrasse. Avrebbe voluto risponde, magari con una delle sue frasi caustiche e sagaci, ma la voce non le uscì dalla gola e le sue labbra si mossero senza emettere un solo suono. Evidentemente, non si era accorta che lui aveva evocato un incantesimo non verbale che la costringeva a tacere. Anche quella scelta non era comprensibile, che cosa ci avrebbe guadagnato da un’avversaria muta, dato che, comunque, non era armata e che, cosa assai più rilevante, era prossima a perdere i sensi. Foster continuava ad avanzare mentre con la mano libera rovistava nella tasca dei jeans.*

    E adesso che sta facendo?

    *Si domandò continuando ad arretrare. Non poteva fidarsi delle sue parole e nemmeno dei suoi occhi. Non dopo tutto ciò che aveva detto e fatto quella notte. Era ferita gravemente e la sua lucidità vacillava, lo sapeva perfettamente, ma non si sarebbe fatta abbindolare da un falso sorriso e da frasi ingannevoli.*

    Un foglio di carta!

    *Maya non credeva ai propri occhi, tutto si sarebbe aspettata che lui tirasse fuori dalla tasca, da qualche oscuro artefatto a qualche strano oggetto venefico, ma mai e poi mai avrebbe immaginato che le sue dita avrebbero stretto una pergamena ripiegata più volte, sgualcita dall’usura ed ingiallita dal tempo.*

    Ti chiedo di leggerla, quando avrai tempo. Forse mi odierai, ma te l’ho scritta il giorno dopo i M.A.G.O, quando avevo ancora un posto nel tuo cuore… amica mia.

    *Le spiegò lui, abbassando lo sguardo mentre le porgeva la lettera. Lei allora, si fermò. Sbigottita dal suono delle ultime due parole pronunciate, quasi con vergogna, quasi con timore, quasi con pudore… “amica mia”. Suonavano talmente strane e fuori luogo in quel momento da sembrare quasi sincere. Erano stati amici durante gli anni della scuola? Anche se Maya, per poterlo affrontare, aveva negato il rapporto di affetto e fiducia che un tempo li aveva legati, la risposta a quella domanda non poteva che essere sì. Un’ondata di ricordi dal sapore agrodolce la investì, trascinandola in una luogo lontano, in un tempo diverso. Rivide la Sala Comune situata nell’alta Torre Ovest, ricordò le ore interminabili trascorse a chiacchiere, a studia, a scherzare. Rivide il campo da Quidditch su cui avevano lottato strenuamente fianco a fianco, contro la squadra avversaria ma, molto spesso, contro i loro stessi compagni, troppo pigri e stolti per dei degni eredi Rowena. Ricordò l’affetto, le speranze e l’ambizione che li aveva legati… tutto le tornò in mente vivido e presente, come se, da allora, non fossero passati oltre due anni, come se il tempo si fosse riavvolto magicamente, senza bisogno di una Giratempo, perché i sentimenti prima sopiti e poi negati, erano riaffiorati riportandola a quell’epoca felice e spensierata in cui anche lei lo chiamava amico.*

    Lo farò, Alex, stanne certo!

    *Rispose lei muovendo le labbra ma senza emettere alcun suono, mentre prendeva dalla mano di lui il foglio ripiegato e lo stringeva fra le dita, fissandolo con un misto di curiosità e gratitudine.*



    Non vedo l’ora di sapere che cosa c’è scritto… forse finalmente capirò qualcosa… ma dubito che lo potrò mai odiare più di quanto ho fatto stasera… probabilmente non potrò condividere le ragioni che lo hanno spinto a rinnegare tutto ciò che di più sacro e prezioso ci sia ma, almeno, potrò sapere che cosa lo ha spinto ad una scelta tanto estrema… biasimabile, certo, ma a modo suo coraggiosa…

    *Rifletteva non riuscendo a staccare gli occhi dalla lettera e faticando non poco a reprimere l’impulso ad aprirla per conoscerne il contenuto… forse, se non lo avesse fatto prima che l’incoscienza e l’oblio la rapissero dal mondo, non avrebbe avuto un’altra possibilità.*

    Non posso aspettare, la leggo… devo sapere, voglio capire!

    *Decise mentre con dita tremanti e poco coordinate cercava di dispiegare il foglio che sembrava non voler collaborare, come se il troppo tempo trascorso lo ne avesse incollato i lembi, sigillandolo.*

    Pozione di Recupero del Sangue. Bevila, andrà molto meglio.



    *Maya sussultò, come un bambino colto in flagrante reato mentre ruba la marmellata. Sollevò il viso ed accennò un mezzo sorriso, riconoscente ed imbarazzato al tempo stesso. Poi, tenendo la missiva ancora chiusa in una mano, con l’altra afferrò l’ampolla che Alexander le stavo offrendo.*

    Grazie…

    *Ringraziò muta, boccheggiando come un pesce, poi si portò la Pozione alla labbra e la bevve avidamente. Non aveva un buon sapore. Quasi tutte le Curative, per qualche ragione insondabile, come le medicine babbane, erano sempre più o meno disgustose. Il liquido acre le scese nella gola, pervadendo il suo corpo martoriato ed esangue con un piacevole senso di calore. Il cuore accelerò ed il battito si fece più forte e regolare. Un senso di benessere, seppur fugace ed effimero, si impadronì di lei, mentre la testa smetteva di girare e la nausea svaniva. Un semplice Pozione non poteva certo essere una cura definitiva contro il Sectumsempra, per rimettersi davvero avrebbe dovuto affidarsi alle cure dei Medimaghi del San Mungo, lo sapeva fin troppo bene. Ma quella sorsata di energia e vigore, forse, l’avrebbe sostenuta abbastanza a lungo da trarsi in salvo, insieme a Daphne che, nel frattempo, era accudita da Alexander. Mangiamorte-soccorritore prima l’aveva rinvigorita con l’Incantesimo Innerva e poi le aveva somministrato un liquido violaceo e fumante che spiegò essere la Pozione Cura Ferite, anche in quel caso, si trattava di poco più di un palliativo contro la devastante Maledizione di Antonin Dolohov, ma era comunque meglio di niente. Una pezza provvisoria che avrebbe fatto guadagnare tempo anche alla Tassorosso.*

    Forza, Daph, ce la puoi fare… ce la possiamo fare.

    *Mormorò afona, mentre la speranza, come una Fenice dalle proprie ceneri, risorgeva in lei, più splendente che mai. Forse non tutto era perduto, forse la sua vita non sarebbe finita, forse sarebbero riuscite a fuggire da quel luogo maledetto, forse avrebbe riabbracciato Gandalf forse avrebbe realizzato i propri sogni, forse avrebbe potuto ancora fare la differenza… tutto per merito dell’aiuto inatteso del più improbabile degli alleati.*

    Essenza di Purvincolo.

    *Disse Alexander rialzandosi e porgendo al Maya un flacone contenente un liquido ambrato che, se possibile, aveva un aspetto meno allettante dei precedenti ma che, combinato alla Pozione Cura Ferite, poteva rafforzarne l’effetto e, sebbene non fosse efficace quanto un Vulnera Sanantur bene eseguito, poteva essere un valido sostituto, in attesa della cura definitiva.*

    E’ importante che facciate credere a Charlotte che io vi abbia cancellato la memoria. Metti la lettera in una tasca che controlli spesso così che, se lei riuscisse a privarti dei ricordi, troverai tra quelle righe tutto ciò che ti serve sapere.

    *Concluse lui arretrando e porgendo la bacchetta a Maya, lei annuì, ma non disse nulla, ormai, dopo tre tentativi falliti, sapeva bene che sarebbe stato inutile tentare di proferir parola.*

    Appena potete, scappate. Io ora devo andare, o Charlotte si insospettirà. Ci vediamo il più tardi possibile, Maya. Buonasera a tutte e due e buona fortuna.

    *Si voltò senza esitare, poi si diresse verso la vetrina del negozio del Signor Sinister, fece un cenno di saluto, presumibilmente alla Mills, la socia che aveva appena tradito, e si smaterializzò, con un sordo POFF. Maya restò ancora per un istante a fissare il punto esatto in cui lui era scomparso, incredula, stringendo la bacchetta nella sinistra e la lettera e l’Essenza di Purvincolo nella destra.*

    Non ho tempo da perdere… fra poco lei avrà finito e tornerà!

    *Si disse risoluta, poi puntò il catalizzatore magico verso la propria gola e, non sapendo con esattezza quale sortilegio Alexander avesse usato per metterla a tacere, enunciò mentalmente la formula del contro-incantesimo più a largo spettro che esistesse, efficace contro tutti i sortilegi minori.*

    FINITUS!

    Citazione:
    FINITE INCANTATEM o FINITUS
    Descrizione: pone fine agli Incantesimi minori
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per contrastare qualsiasi incanto, fattura o sortilegio di livello medio-basso
    Avvertenze: ovviamente, non ha effetto sugli Incantesimi Oscuri e sulle Maledizioni Senza Perdono
    Livello Minimo Consigliato: 1




    *Un esile filo di energia, simile ad una eterea voluta di fumo, si sprigionò dalla punta della bacchetta colpendo, anzi, sfiorando, delicatamente il bersaglio, mentre un formicolio solleticò la gola della ragazza che iniziò a tossire, una, due, tre volte.*

    COFF… COFF… COFF

    *Era strano come, talvolta, annullare un incantesimo potesse avere effetti tanto fastidiosi. In quel caso, però, la spiegazione era abbastanza ovvia: prima era troppo concentrata su altro per rendersi conto che qualcosa di blando e quasi impercettibile aveva modificato la sua capacità di parlare mentre, poi, quando aveva eseguito il contro-incantesimo, tutta la sua attenzione era rivolta alla gola, alle corde vocali, al dono della parola che le era stato, anche se temporaneamente, sottratta e, poiché si aspettava che qualcosa accadesse, era attenta an ogni minima variazione e l’innocuo Finitus, provocò in lei una reazione decisamente eccessiva .*

    Forza, tesoro, bevi questo… non è succo di zucca, ma ti farò bene.

    *Disse con dolce fermezza accovacciandosi vicino all’amica e versandole in bocca il liquido denso color ocra. Daphne non si ribellò, anzi, sebbene avesse ancora gli occhi socchiusi, deglutì rapidamente l’intero contenuto della piccola ampolla.*

    Va meglio? Riesci ad alzarti?

    *Chiese la Corvonero premurosa e preoccupata, voltandosi di tanto in tanto in direzione del negozio, per controllare che la Mills non uscisse. La Tassorosso annuì debolmente, aprendo un po’ di più le palpebre e svelando le iridi azzurre.*

    Brava, allora, appoggiati a me… così, ce ne andiamo!

    *Forse Daphne aveva peccato di ottimismo o forse aveva creduto di essere già abbastanza in forze per comminare ma, purtroppo, la realtà era ben diversa. A fatica e con una lentezza esasperante, Maya la aiutò a riacquistare la posizione eretta, ma mantenerla e muovere qualche passo era tutta un’altra storia. Un po’ perché anche la Corvonero non era certo in forma smagliante, un po’ perché la Tassorosso era ancora troppo debole. A ben vedere, era già un piccolo miracolo che fosse ancora viva e che fosse tornata lucida.*

    Tranquilla, non ti scoraggiare… devi solo riposarti ancora un pochino…[ andrà tutto bene!

    *Intervenne rassicurante Maya, cercando di sfoggiare il suo miglior sorriso, mentre aiutava di nuova l’amica a sedersi. Daphne respirava pesantemente, come se avesse compiuto uno sforzo immane, non ce l’avrebbe mai fatta a fasciare Nottun Alley sulle proprie gambe, quello era poco ma sicuro. L’unica speranza era la Smaterializzazione, Maya lo sapeva, in cuor suo lo aveva sempre saputo… di nuovo si era mentita, di nuovo aveva peccato di ottimismo.*

    Se lei è troppo debole e provata per camminare, io lo sono per tentare di Smaterializzarci via di qui, già temo che non sarei in grado di traportare solo me stessa ma un’altra persona, specie in quelle condizioni, è impensabile… il rischio di spaccamento è troppo elevato, inaccettabile per me!

    *Rifletté, continuando ad accarezzare la guancia dell’amica: la fronte era imperlata di sudore e le gote arrossate, doveva esserle salita anche la febbre, ma non avrebbe saputo ipotizzare quale delle tante Maledizioni che aveva subito ne fosse la causa…*

    Fra poco arriveranno i soccorsi, il tuo Patronus, ormai, dovrebbe essere già al Ministero… vedrai che presto compariranno Smith e gli altri colleghi del turno di notte.

    *La Corvonero parlava lentamente e a voce bassa, scandendo le parole, un po’ come si fa quando si racconta una bella favola ad un bambino, non era importante che dicesse la verità, bastava che fosse avvincente e verosimile, bastava che Daphne ci credesse. Anche Maya avrebbe voluto potersi lasciar ingannare dalle sue stesse parole, ma ormai il tempo delle illusioni e delle mistificazioni era finito, non voleva più raccontarsi bugie, non voleva più credere in cose non vere perché, poco prima ne aveva avuto la prova, spesso la realtà supera la fantasia e può essere più sorprendente di qualsiasi finzione.*

    Se non ci vede, non ci può attaccare… tanto più che Alex, le ha fatto credere di averci obliviate… se non ci trova potrebbe ragionevolmente supporre che, essendo ferite e così lontane dalle vie più frequentate, abbiamo deciso di tornare verso Diagon Alley, per poi andare al San Mungo.

    *Sì, poteva funzionare a, anche se i rinforzi non fossero mai arrivati, avrebbero potuto liberarsi della Mangiamorte, poi, con calma, magari strisciando, si sarebbero incamminate nella notte e, con un pizzico di fortuna, avrebbero raggiunto la loro meta.*

    Adesso, tesoro, ci nascondo… però dobbiamo stare in silenzio, se non vogliamo che scopra il nostro trucco.

    *Spiegò con un filo di voce Maya spostando una ciocca ribelle che ricadeva sulla fronte dell’amica, che di nuovo annuì. Lo sguardo sembrava un pochino più vigile e presente di prima, magari, se avesse riposato ancora un po’, sarebbe stata in grado di camminare, senza rischiare di trascinare a terra anche la Corvoner, che era un instabile e precario sostegno, ogni passo.*

    Non posso fallire!

    *Decise risoluta, concentrandosi e cercando di attingere a tutta la poca energia vitale che scorreva in lei e che la Pozione non aveva del tutto ripristinato, anche perché sarebbe stato come cercare di riempire una vasca da bagno in cui lo scarico non fosse stato tappato. La ferita al petto, infatti, seppure più lentamente di prima, continuava a sanguinare e non avrebbe mai smessi, se non quando un Medimago esperto, l’avesse curata nel modo appropriato. Per un attimo, Maya sperò che fosse Gandalf a guarirla, quella sera doveva fare il turno al San Mungo, le sarebbe piaciuto perdersi negli occhi chiari e limpidi, mentre le mani forti e delicate la sorreggevano, avrebbe voluto vedere il suo sorriso radioso, che era in sé una delle magie di più potenti che Maya conoscesse, mentre la bacchetta bacchetta di abete si muoveva su di lei, sanando la malefica ferita.*

    DESILLUDO


    Citazione:
    INCANTO DI DISILLUSIONE (DESILLUDO)
    Descrizione: crea quasi lo stesso effetto del mantello dell'invisibilità ma non rende invisibili, rende dello stesso colore dell'ambiente circostante, un po' come un camaleonte
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: 1 turno ogni 5 livelli
    Consigliato: per nascondersi dai nemici o per spiare qualcuno senza essere visti
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 3




    *Pronunciò la formula a fior di labbra, in un sussurro quasi inudibile, mentre con il catalizzatore magico compiva un ampio movimento che comprendesse sia lei sia l’amica e sperò ardentemente di aver prodotto l’effetto voluto. Il brutto dell’Incanto di Disillusione era proprio che, se lo si scagliava su se stessi, non si poteva vederne l’effetto; solo la prova pratica, cioè guardandosi allo specchio oppure incontrando qualcuno si poteva avere la certezza che fosse davvero riuscito ma, purtroppo, in quel caso, l’unica che potesse darle quella conferma era proprio la sua più acerrima nemica, Charlotte Mills.*

    Ora non possiamo far altro che aspettare e sperare…

    *Solo in quel momento si rese conto che aveva ancora fra le dita il foglio di pergamena e la curiosità prese il sopravvento sulla paura, sulla prudenza perfino sul raziocinio, così alla flebile luce della torcia alle sue spalle, dispiegò il foglio e si mise a leggerne il contenuto.*



    Alexander Aiden Morgenstern

    *Sussurrò il nome con cui si era firmato, che non era lo stesso che tutti conoscevano e di cui, forse solo, lei conosceva il significato, perché era stato Alexander stesso rivelarglielo tanto tempo prima, quando entrambi erano due persone molto diverse, quando mai e poi mai avrebbero alzato la bacchetta l’uno contro l’altra… forse, non tutto era perduto, forse potevano ancora recuperare, forse, quando lui avesse raggiunto il proprio scopo, sarebbe stata Maya a salvare l’amico dal più atroce dei destini.*

    Non posso sapere con certezza cosa sono stato io per te, in questi anni scolastici. Non posso pretendere di conoscere l'affetto che hai nutrito per me, ma sappi che il mio è stato un affetto smodatamente grande, un amore che si prova per una sorella, ed è con il pianto che ti dico addio.

    *Il sentimento era reciproco, me poteva non essersene reso conto appieno? Alexander era il fratello maggiore che Maya non aveva mai avuto, il confidente discreto, la spalla su cui piangere, l'amico fedele su cui poter contare e, ancora una volta, seppur nelle condizioni peggiori, anche quella notte si era dimostrato tale, una persona non troppo diversa da quella che aveva conosciuto ed amato.*

    La via che ho scelto al di fuori della scuola sarà pericolosa, oscura, distante da te e dal bene che hai fatto nascere in me in questi sette anni. Sei stata la prima luce che i miei occhi hanno veduto, come un neonato quando apre le palpebre e scopre un mondo di colori, suoni, profumi.

    *Parole enigmatiche che, se fossero state lette due anni prima, quando furono scritte, forse non avrebbero avuto senso, ma che, dopo le rivelazioni scioccanti avvenute in quel cupo vicolo in un notte di inverno, esano perfettamente chiare, non per questo meno inquietanti ma certo comprensibili.*

    "Nacqui nobile tra gente ignobile", così diceva Leopardi, e credo che nulla possa descriverti in maniera più adeguata. Mi hai aperto il tuo cuore, in questi anni, mostrandomi che non c'è un solo modo di vedere la vita, ma tanti, e mi hai insegnato a vedere quelli giusti, sebbene il mio viso, adesso, guardi quelli sbagliati.

    *Si era schierato dalla parte sbagliata ma l'animo che provava simili sentimenti e che poteva chiaramente distinguere il bene dal male, ciò che è lecito da ciò che non lo è, la luce dall'ombra, non era completamente perduto, non era troppo irretito sulla via dell'oscurità. Aveva fatto una scelta, forse errata ma sicuramente non mossa da sentimenti perversi o fallaci, al contrario, era stata un decisione travagliata che messo Alexander a confronto con la propria coscienza che, mai per un attimo, aveva rinnegato od ignorato.*

    Sciolgo la nostra amicizia, Maya, e con gran rammarico ti dico arrivederci. No, il giorno in cui ci vedremo sarò diventato un'altra persona, un uomo che disprezzerai, odierai con tutto il cuore per le tenebre di cui si è rivestito ma sappi che ciò che sono è qui…

    *Perché mai aveva scelto di sciogliere il vincolo che li legava? Forse per proteggerla? Forse per non esporla ad inutili rischio? O, piuttosto per proteggere se stesso dal giudizio di lei, dalla sua influenza che, in modo seppur involontaria, avrebbe potuto fa vacillare la determinazione di Alexander?*

    No, il giorno in cui ci vedremo sarò diventato un'altra persona, un uomo che disprezzerai, odierai con tutto il cuore per le tenebre di cui si è rivestito ma sappi che ciò che sono è qui. L'hai veduto, udito, conosciuto e non ti dimenticherò mai più. Mi hai detto tante volte che nella vita si fanno scelte, scelte delle quali bisogna cercare d'andar fieri. Mi hai detto, ancora, che ognuno di noi ha un ruolo a questo mondo, un compito che nessun'altro potrebbe adempiere all'infuori di quella stessa persona.
    Ebbene, se ho il coraggio, la forza, di affrontare il mio destino, sappilo, è solo grazie a te...


    *Sì, l'uomo che aveva conosciuto quella sera era molto diverso dal ragazzo con cui aveva vissuto a Hogwarts, perlomeno all'apparenza, perlomeno nel momento cui stava recitando un ruolo che, probabilmente gli stava stretto ma che doveva farsi andare a genio per raggiungere il proprio obiettivo. Ma, poi, quando per pochi minuti fugaci aveva potuto rivelare almeno in parte la propria vera natura, Maya non aveva più visto il Mangiamorte spietato ma, al suo posto, aveva riconosciuto il giovane Corvonero tormentata ed integerrimo che tanto cui tanto era stat affezionata e che, in fondo al cuore, amava ancora.*

    Sei e sarai sempre la mia migliore amica, la ragazza che mi ha salvato dalle tenebre, indicandomi la luce, mostrandomi la via... e non ti dimenticherò mai... Ave atque vale.

    *Neanche Maya lo avrebbe mai dimenticato, era stato il suo migliore amico, l'unico che non le avesse mai voltato le spalle il solo di cui potesse fidarsi ciecamente. Le cose erano cambiate, certo, am i sentimenti non erano mutati, lo aveva letto negli occhi scuri come la notte di lui, lo aveva intuito dal suo chinare il capi imbarazzato, lo aveva udito nell'inflessione dolce della sua voce, mentre si prendeva cura di lei della sua amica Tassorosso.*

    Non addio, ma arrivederci... presto o tardi le nostre strade si rincontreranno e non saremo avversari, in realtà, non lo siamo ma stati, nemmeno stanotte...

    *Scosse il capo sorridendo, poi ripiegò il foglio e, come le aveva suggerito l’amico-Mangiamorte, lo ripose in posto in cui la Mills non l’avrebbe mai né cercata, né trovata, ma dove chiunque l’avesse soccorsa, anche Maya se fosse stata priva di coscienza, non avrebbe potuto ignorarla: nel reggiseno, all’altezza dello sterno, nel naturale incavo che ogni donna possiede, perfino le meno formose, com’era lei, proprio poco sopra la ferita sanguinante che Alexander le aveva inferto.*

    Non voleva farmi del male… stava recitando una parte, ha scelto di adempiere una missione che per lui è importante, io non riesco nemmeno ad immaginare quale possa essere… ma sono certa che sarà qualcosa di importante, qualcosa che possa giustificare il pubblico vilipendio, il biasimo di amici e conoscenti, l’incarcerazione ad Azkaban e perfino la peggiore delle pene, il bacio gelido che toglie la vita…

    *Il filo dei pensieri di Maya fu interrotto dai passi pesanti Charlotte che scendeva i gradini del negozio e si fermava in mezzo alla via, guardandosi intorno, in cerca delle due Auror, era fin troppo ovvio.*

    Ti prego, fa’ che abbia funzionato e che non ci veda…

    *Implorò alzando gli occhi al cielo e trattenendo il fiato, mentre, istintivamente le dita della mano che reggeva la bacchetta, l’altra era stretta in stretta in quella di Daphne, si incrociarono, in un gesto scaramantico che aveva imparato durante la sua infanzia fra i babbani e, sebbene sapesse non aver alcuna efficacia, continuava meccanicamente ad usare, specie quando né l’abilità né l’ingegno potevano esserle di aiuto, ma le occorreva "solo" una dose extra di fortuna, che facesse volgere gli eventi a suo favore.*

    @Sibilla_Strangedreams, @Daphne_Harris, @Charlotte_Mills, @Alexander_Morgenstern,





    OT.

    La lettera è realmente di Alexander, non mia.
    Spero di averla valorizzata abbastanza, anche se, mi rendo conto
    che, avendo un po' più di tempo avrei potuto certo fare di meglio.
    Grazie di cuore mio carissimo amico.




    Ultima modifica di Maya_Mondlicht oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

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    # Charlotte_Mills ha ricevuto un bonus potenza di 8.
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    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 2 - 0; Difesa: 5 - 0 - 0;
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    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 3 - 0 - 0; Difesa: 1 - 0 - 0;
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    # Charlotte_Mills ha attaccato Maya_Mondlicht da area 28 a area 24 con la potenza di 0
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    # Charlotte_Mills ha passato la mano.


  • Charlotte_Mills

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    *“Tu va ad occuparti di Sinister.”
    Erano quelle le ultime parole che Alexander aveva riservato alla collega, lei doveva occuparsi del signor Sinister e lui si sarebbe occupato delle due Auror, ormai ex studentesse di Hogwarts.
    Fu con riluttanza che Charlotte si allontanò da quel luogo reduce dei loro incantesimi e dei loro disastri.
    Prima però doveva occuparsi del Patronus della Signorina Harris, doveva fermalo in qualsiasi modo. Evocò quindi anche lei il suo Patronus che, con un ordine semplice e chiaro, spedì a fermare l’ unicorno argenteo.
    Doveva bloccarlo in qualsiasi modo, c’ era in gioco tutta la sua vita, non voleva finire ad Azkaban.
    La donna tornò ad eseguire il compito che gli aveva assegnato il collega Mangiamorte.
    Le vetrine del negozio erano da riparare. Fu la prima cosa di cui si occupò. Doveva cancellare i ricordi dalla mente del commesso di Magie Sinister, niente di più semplice.*

    Cos-cosa vuoi ancora da me?

    *Balbettò il commesso allo stremo delle sue forze che, vedendo in volto la strega rimase più che sorpreso.
    Lei era la sua cliente migliore, erano addirittura diventati amici dopo anni di chiacchiere e sicuramente non si sarebbe mai aspettato di incontrala in quella strana situazione.
    La donna puntò la bacchetta contro l’ uomo e gli cancellò i ricordi di tutta quella giornata. Non si sarebbe ricordato di quello che era successo quella mattina o quel pomeriggio. Non si sarebbe ricordato di aver incontrato due Mangiamorte e di essere quasi rimasto ucciso per colpa dell’ aggressività di uno di loro.
    Con un semplice incantesimo si dimenticò di tutto quello che aveva passato, ma per non essere vittima delle sue domande impersistenti, lo mise ko con una tradizionale botta alla testa.
    Sarebbe rimasto li, seduto sulla sua sedia del retro negozio per ore, e quando si sarebbe destato da quella situazione era come se si fosse addormentato dopo l’ orario di chiusura.
    Mentre Charlotte, ex Serpeverde adagiava con calma l’ uomo sulla sedia del retro bottega, e sanava tutte le sue ferite delle lievi parole giungevano all’ orecchio di Animagus di Charlotte.*

    Oblivion.

    *Quella era la voce di Alex che stava cancellando i ricordi di quella giornata alle due ragazze. Bene, stava facendo il suo lavoro.
    Però qualcosa non quadrava. Char era come in un limbo tra serenità ed paura, era una sensazione che non aveva mai provato fino a quel momento.
    Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto? Solo sprazzi di quello che il suo collega Alexander diceva, arrivavano all’ orecchio allenato della donna.*

    Non voglio farti del male, Maya, ma abbiamo poco tempo.

    *Cosa stava combinando, cosa stava combinando quel ragazzo che, fino a qualche minuto fa aveva tutta la sua fiducia.
    Il cuore di Charlotte iniziò a battere forte, forte come non mai.
    Non si mosse, rimase li dov’ era, da li riusciva a cogliere sprazzi di conversazioni, ma era sempre meglio di nulla e di sicuro non voleva farsi scoprire dal collega, poteva rischiare di essere bersaglio di suoi incantesimi.
    Cosa diamine stava combinando.*

    […]E’ importante che facciate credere a Charlotte che io vi abbia cancellato la memoria….

    *Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso.
    La stava prendendo per i fondelli! L’ aveva per caso presa per i fondelli per tutta la serata, o alla vita dei volti delle due ragazze aveva deciso di stare dalla loro parte? Era qualcosa di più importante e complesso, ne avrebbe discusso con il diretto interessato insieme al loro “capo”.
    Di sicuro si sarebbe pentito per quello che aveva fatto.
    La donna, che era rimasta a bocca aperta al sentire quelle poche parole rimase all’ erta, voleva capire qualcos’ altro di più su quella situazione.



    Era per quel motivo che l’ aveva spedita all’ interno del negozio che aveva precedentemente distrutto, voleva rimanere da solo con le ragazze e lei come una stupida c’era cascata.*

    […]Appena potete, scappate. Io ora devo andare, o Charlotte si insospettirà….

    *Quelle furono le sue ultime parole.
    Il ragazzo aveva parlato di una lettera, una lettera che avrebbe messo nei guai più Charlotte che lui.
    Alex non capiva, non poteva permettersi di diventare ricercata, avrebbe perso tutto quello a lei più caro, avrebbe perso qualsiasi cosa, finendo rinchiusa ad Azkaban a vita insieme ad altri maghi e streghe pericolose.
    Osservò fuori dal negozio, la sagoma di Alexander gli fece un cenno come per salutarla, sicuramente non gli era passata neanche per l’ anticamera del cervello che lei, avesse potuto alche cogliere un piccolissimo frammento di quella loro conversazione.
    Il ragazzo si smaterializzò poco lontano da li.
    Intorno a loro solo silenzio.
    Il giovane Mangiamorte aveva sicuramente fornito alle due Auror delle pozioni per curarsi le ferite provocate dai vari incantesimi, scelta, forse l’ unica che Charlotte condivideva.
    Doveva cancellare la memoria a quelle due ragazze e, ridotte com’ erano avrebbero sospettato qualcosa.
    Charlotte uscì quasi immediatamente da quel negozio che era stato rimesso a nuovo grazie a dei semplici Reparo qua e la.
    La rabbia e la pura della donna in quel momento iniziavano a farsi sempre più forti, in ballo c’ era la sua vita e non certo bazzecole.
    Si guardò intorno, non notò subito le due ragazze dalle chiome chiare, le vide a qualche metro di distanza, cercavano di allontanarsi e probabilmente pensavano di non essere viste.*

    Expelliarmus

    Citazione:
    EXPELLIARMUS
    Descrizione: è il classico incantesimo di disarmo e serve a far volare via dalle mani dell'avversario la sua bacchetta magica e sbalzarlo indietro
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disarmare l'avversario e lasciarlo senza protezione o mezzi d'attacco
    Avvertenze: è un incantesimo piuttosto semplice ma molto efficace e, se eseguito correttamente, può mettere in difficoltà anche un mago esperto e potente
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *La bacchetta di Maya volò lontano.
    la ragazza poteva aspettarselo da lei, ma forse no. Poteva sicuramente pensare che lei se ne sarebbe andata via tranquillamente, che forse non aveva sentito nulla di quello che Alex le aveva detto e che non si era curato di non farle sentire.
    Charlotte non voleva fare del male, voleva solo portare a termine la sua "missione" e portare le penne salve a casa. Tutto qui.*

    Stupeficum

    Citazione:
    STUPEFICIUM
    Descrizione: Questo Incantesimo é chiamato Schiantesimo, e serve per far perdere conoscenza alla vittima. L'incantesimo fa schiantare una persona, scaraventandolo all'indietro e lasciandola senza sensi. quando viene evocato dalla bacchetta esce una luce rossa. Viene usato numerose volte da Harry e i suoi per schiantare i mangiamorte nell'ufficio misteri.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: qualche ora (oppure fino a controincantesimo)
    Consigliato: è il miglior incantesimo per far perdere i sensi al nemico
    Avvertenze: per difendersi da Stupeficium può essere utile la formula Protego, ma ben pochi maghi sono tanto abili e veloci da riuscire a pronunciarla prima di essere colpiti
    Livello Minimo Consigliato: 5


    Perdonami, non mi diverto a fare certe cose….

    *Pensava Charlotte nel vedere l’ ex Corvonero venir schiantato contro un muro per poi perdere i sensi.
    Quella non era la fine della giornata che aveva ipotizzato fino da quella mattina, la maggior parte di lei non voleva terminare in quel modo la serata, non voleva provocare danni alle altre persone, mentre una piccola parte di lei godeva nel vedere le persone in difficoltà.
    Charlotte rimase li ad osservare sia con disprezzo che tristezza le due ragazze.
    Una aveva perso i sensi, l’ altra troppo malconcia per riuscire ad evocare qualsiasi voglia incantesimo.
    La donna si avvicinò tranquilla a Maya, ragazza dai lunghi capelli quasi argentei, era sempre stata una ragazza bellissima e acculturatissima.
    Doveva ammetterlo: era invidiosa di quella ragazza, alla sua età lei non aveva nemmeno una briciola di quello che lei possedeva alla sua giovane età.
    Maya, che fu scaraventata lontano, probabilmente non se ne era accorta, ma lei si.
    Le era caduto qualcosa da una tasca, era un foglio di carta che si posò poco distante da Charlotte.
    Chissà cos’ era, chissà cosa c’ era scritto su quel foglio di pergamena.



    Era una lettera, ed era firmata Alexander_Morgenstern.
    Il ragazzo, non solo non aveva cancellato i ricordi delle due Auror con cui quella sera si erano scontrati, ma ad una di loro aveva addirittura consegnato un a lettera vecchia di chissà quanti mesi se non anni.*

    Morgenstern.. Io ti scuoio vivvo appena ti incontro!

    *Perchè, perchè aveva fatto tutto quello, perchè aveva creato tutta quella spiacevole situazione?
    proprio Charlotte non riusciva a capirlo.
    Prese quella lettera risposta in una busta e la prese con se, non poteva permettersi di lasciarla nelle mani dei suoi avversari.
    Si avvicinò alla ragazza priva di sensi, mentre Daphne la osservava con sguardo stravolto.*

    Tergeo

    Citazione:
    TERGEO
    Descrizione: pulisce istantaneamente da sangue, polvere e sporcizia
    Tipo: incantesimo curativo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per ripulire abrasioni, ferite e tagli
    Avvertenze: da non confondere con GRATTA E NETTA
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *Fu così che pulì le ferite di maya, per poi rimetterla in sesto.
    Non era brava come una guaritrice ma se la cavava abbastanza bene con gli incantesimi di guarigione.
    maya sembrava tornata come nuova, come se nulla di tutto quello che era successo quella sera fosse accaduto.
    Daphne però era quella messa peggio, ed era proprio li che la stava osservando con sguardo stralunato.*

    Non mi guardare così Harris, sai benissimo che tutto ciò non mi va gran che a genio.

    *Affermò seria Charlotte che puntò la bacchetta contro la ragazza ancora sveglia.
    Doveva perdere i sensi, per far si alla donna di rimetterla in sesto come meglio poteva, per poi cancellarle i ricordi dell' intera giornata.
    Era quello il suo unico piano, era quella la sua unica scappatoia senza subire le conseguenze.
    Avrebbe cancellato i ricordi alle due sue ex allieve, mentre il suo Patronus impediva a quello di Daphne Harris di informare chissà chi di quello che era successo li quella sera.*

    Perdonami Harris.
    Stupeficium




    *Anche quella ragazza fu schiantata per perdere poi i sensi.
    Ok, doveva ammetterlo: non aveva molta fantasia con gli incantesimi da usare, ma doveva in qualche modo farle perdere i sensi e quello era l' unico incantesimo che aveva in mente in quel preciso momento.
    Trascinò la Tassorosso vicino all' amica, si sarebbero svegliate a terra, da sole e con un paio di bottiglie d' alcool tra le mani.
    Charlotte curò anche le restanti ferite della giovane ragazza dai lunghi capelli biondi e ricci, erano tornate ad sembrare due comunissime ragazze, intelligenti e bellissime.
    Char le osservò con attenzione: sembravano dormire beatemente.
    Le avrebbe volentieri lasciate li, senza manipolare la loro memoria, ma non poteva rischiare, c' era in ballo tutta la sua vita e il suo futuro.*

    Oblivion.

    Citazione:
    OBLIVION
    Descrizione: fa dimenticare a chi viene obliviato un avvenimento preciso
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per cancellare il ricordo di un babbano che ha assistito a fatti magici oppure per manipolare la memoria di chiunque e per far dimenticare delle informazioni che non si vuole siano divulgate
    Avvertenze: è necessario eseguire Oblivion con attenzione e perizia, perché altrimenti si rischia di creare seri, e spesso irreversibili, danni alla mente di chi s’intende obliviare
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Sussurrò la donna concentrandosi al meglio, qualsiasi ricordo di quella giornata sarebbe scomparsa dalle giovani menti delle due Auror.
    Si sarebbero dimenticate del loro risveglio, del loro arrivo al lavoro, di tutto quello che avevano scoperto sul suo conto in quella lunga e tortuosa giornata.*

    Oblivion

    *Evocò di nuovo puntando la bacchetta, quella volta, verso Maya.
    Non avrebbe perso la sua intelligenza, intelligenza che l’ aveva sempre caratterizzata, avrebbe perso solo i ricordi di quella pesante giornata.
    Al loro posto si sostituirono altri pensieri, pensieri nuovi e artefatti, pensieri e ricordi che non appartenevano veramente a loro ma che andavano a sostituire quelli che avevano perso.
    Prima di andare Charlotte cercò di curare al meglio tutte le ferite delle ragazze, cercando anche di ricucire alcuni strappi nelle magliette.*

    Reparo

    Citazione:
    REPARO
    Descrizione: incantesimo riparatore
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per riparare oggetti inanimati
    Avvertenze: non ha alcun effetto sulle persone, su oggetti disintegrati o frantumati magicamente
    Livello Minimo Consigliato: 1


    *Cercò di riparare gli strappi delle loro magliette, i buchi nei loro jeans ma era impossibile, erano troppo ridotti male per essere riparati con quel semplice incantesimo.
    Non le rimane che aspettare che le due ragazze si svegliassero, ovviamente lei non sarebbe rimasta li, difronte a loro, ma si sarebbe nascosta debitamente dietro a qualche bidone dell’ immondizia sotto forma di gatto, la sua forma animale.
    Non ci volle volto, le ragazze si svegliarono all’ incirca dopo trenta minuti e i loro sguardi sembravano persi nel vuoto.
    Per un’ attimo Charlotte pensò di non aver eseguito al meglio gli incantesimi per cancellare loro la memori, forno però le loro parole a tirarla su di morale.*

    Che-che cosa ci facciamo qui Mya?

    Non so, ricordo solo che, dopo una giornata noiosa a lavoro, siamo uscite dall’ Ministero e che siamo andate in un pub a Diagon Alley.
    Ci siamo ubriacate Daph?


    Può essere…



    *Sollevata Charlotte, se ne andò.
    Era solo un semplice gatto nero che gironzolava per Notturn Alley, ma dentro di se era una donna, una donna soddisfatta di quella serata ma piena di rabbia verso il proprio collega Mangiamorte.*

    [QUALCHE ORA DOPO - COVO MANGIAMORTE]


    *Ad aspettarla al loro punto di ritrovo c' era Alexander, con in mano la collana di Opali, oggetto per cui si erano mossi quella sera.
    Non era una collana come tutte le altre, era una collana speciale perhè maledetta.
    Sarebbe stato il regalo di compleanno per la preside Sibilla, che finalmente avrebbe lasciato il mondo dei vivi.
    Tornata, però Charlotte non si dedicò molto a congratularsi con il suo collega Mangiamorte ma si preoccupò di far sapere all' uomo per cui lavoravano tutto quello che il ragazzo aveva fatto quella sera.*

    Ti rendi conto della stupidaggine che hai fatto!?!?
    E' grazie a me e a Charlotte se adesso ti trovi qui Morgenstern, e tu osi deluderci in questo modo!?
    Per fortuna Charlotte ha sentito tutto quanto e ha sistemato le cose!
    Se fosse stato per te a quest' ora ci troveremo tutti quanti ad Azkaban..


    *Erano quelle le parole che il capo di quel gruppo di persone aveva riservato ad Alexander.
    Charlotte non poteva tenere tutto per se quello che era successo qualche ora prima, di conseguenza l' aveva detto "al suo superiore", uomo che conosceva da moltissimi anni e fin troppo bene.
    Dall' espressione Alex non sembrava felice, probabilmente pensava davvero di scamparla, pensava davvero che lei non si fosse accorta di nulla.
    la lettera che aveva scritto a Maya era stata gettata in un camino e di conseguenza non esisteva più nessuna traccia di lei, non esisteva più nessuna traccia di quelle parole e non esisteva più nessuna traccia nemmeno di quella giornata faticosa per tante persone.
    Come per punizione, quella giornata venne cancellata anche dalla mente di Alex, per non rischiare altri suoi "colpi di genio".
    Nessuno si ricordava di quella giornata, solo Charlotte ne aveva memoria, anche se fosse stato per lei, avrebbe tranquillamente fatto a meno di tutti quei ricordi spiacevoli.
    Basta, era arrivato il momento di smetterla con tutta quella storia, iniziava ad essere troppo pericolosa, iniziava a starle stretta.
    Doveva smettere di essere un Mangiamorte.*

    @Stefano_Draems,
    @Sibilla_Strangedreams,
    @Alexander_Foster,
    @Daphne_Harris,
    @Maya_Mondlicht,




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  • Sibilla_Strangedreams

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    OT.

    Complimenti a @Charlotte_Mills, e @Alexander_Foster, per la vittoria sulla scacchiera! Smile
    @Daphne_Harris, @Maya_Mondlicht, non disperate: infatti, anche se avete perso potrete comunque vincere il premio per il GDR.

    A tale proposito mi sembrano doverose alcune precisazioni:
    innanzitutto, è ovvio che il GDR dovrà tenere conto di ciò che è realmente accaduto sulla scacchiera;
    non solo del fatto che i Mangiamorte hanno vinto ma anche delle reali azioni, quindi, eccetto che nella fase iniziale del rinforzo, ad ogni mossa compiuta sulla scacchiera deve corrispondere un'azione nel GDR;
    infine, come per il CDD i testi, una volta inseriti, non potranno essere editati (in pratica per ogni post è ammesso un solo edit ma, nel caso in cui un giocatore decida di editare il proprio post più volte, per la risposta dell'avversario, poiché non abbiamo altro metodo di verifica, farà fede la data dell'ultimo edit).

    Considerato sia che questa è la prima volta per tutti e che nessuno sapessi bene come fare sua che Daphne, Alexander e Maya sono studenti ed è presumibile che abbiano non poche difficoltà ad immedesimarmi in PG che hanno caratteristiche assai diverse da quelle dei "loro personaggi" abbiamo deciso di lasciare a tutti più tempo, fermo restando che si avranno 10 giorni di tempo per iniziare a editare i post (Charlotte purtroppo li ha già vanificato questa agevolazione che vi era stata concessa postando ieri), dal momento che un giocatore edita il post, il suo avversario diretto (cioè chi dovrà rispondere subito dopo) avrà 7 giorni di tempo (come nel CDD) per postare la sua risposta.

    Infine, per pareggiare le forze in campo, tutti i giocatori potranno usare incantesimi di livello 8.

    Buon divertimento!

    Sibilla & Stefano

    PS. Pare superfluo sottolineare che in nessun caso, la sconfitta potrà portare alla morte di uno dei personaggi in gioco!


    @EDIT BY ME

    Scusate, ho corretto un'imprecisione: ora per rispondere al CDD si hanno 7 giorni di tempo, non 5 come quando ero duellante io, quindi, per equità, lascio anche a voi lo stesso tempo… chiedo venia ma in questi giorni sono più stordita del solito.


    @Stefano,




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    Mangiamorte 108 - Auror 110



    Gli Auror si aggiudicano la vittoria nel GDR.

    Innanzitutto, grazie mille per l’impegno che ciascuno di voi ha profuso in questa Partita di Prova che permetterà a ma e Stefano di stilare il Regolamento delfinito di MagicWars, perciò, a prescindere dall’esito dello scontro, o a ognuno di voi sarà assegnato un Premio Admin, pari a 150 galeoni, valido sia sul profilo sia in CDC, per il prezioso contributo offerto per il miglioramento del sito. Assistere al vostro duello, vedere le difficoltà che avete dovuto affrontare, rilevare i piccoli e grandi errori commessi, ci ha permesso di comprendere quali sono le possibili insidie di questo gioco e quali regole imporre al fine che la narrazione sia il più plausibile e verosimile.


    @Charlotte Mills = (38 + 10) 48

    10 - Vittoria scacchiera
    7 - Coerenza
    8 - Eloquenza
    7 - Incantesimi
    8 - Realismo
    8 – Stile

    Valutazione – Cara Charlotte, ciò che più ha penalizzato la valutazione della tua prova sono stati la scelta discutibile degli Incantesimi (da un lato la Combo di Protego Horribilis e Fianto Duri è efficace anche contro la Magia Oscura e le Maledizioni Senza Perdono e dall’altro gli Incanti i Trasfigurazione, come Pullus a Lapifors, posso fallire oppure riuscire, ma in nessun caso posso essere parziali) la mancanza di Coerenza (ossia il non esserti attenuta sempre a ciò che è accaduto sulla scacchiera e che, fra l’altro, era una delle poche regole che avessimo imposto già prima dell’inizio di questa partita). Di conseguenza, anche il Realismo dei tuoi post, specie l’ultimo, è gravemente minato da questo errore. Ti abbiamo assegnato 7 solo perché questa era una partita di prova ed era la prima volta che tutti vi cimentavate con questo tipo di GDR ma, se fosse stato uno scontro “vero”, il punteggio sarebbe stato assai più basso.
    Nello specifico, il tuo ultimo post, si può definire uno scempio per diversi motivi, vediamoli insieme.
    1) Non puoi bloccare il Patronus di Daphne per ben tre ragioni: la prima è più importante è che, secondo ciò che è scritto nella scacchiera quell’Incanto è andato a buon fine (il territorio è stato conquistato); la seconda è che, il Patronus è stato scagliato ancora prima che tu attaccassi le due Auror protette dallo scudo realizzato grazie alla Combo di Protego Horribilis e Fianto Duri (in breve è già troppo lontano come pensi di poterlo arrestare?); terza, se anche tutto ciò non fosse vero e tu avessi voluto davvero annullarlo averti dovuto usare un Incantesimo specifico a tale scopo (anche se dubito che esista un sortilegio che vanifichi un Patronus corporeo).
    2) Non puoi prendere la lettera che Alexander ha dato a Maya dalla sua tasca perché non l’ha messa in tasca, bensì nel reggiseno.
    3) Non è credibile che da dentro il negozio tu abbia potuto udire ciò che Alexander ha detto bisbigliando.
    Purtroppo, il tuo ultimo post, non va affatto bene perché contrasta sia con ciò che è stato scritto in precedenza sia con ciò che è stato stabilito dalla scacchiera, ed è inaccettabile.
    Per coerenza, la storia si deve concludere in modo ben diverso rispetto a ciò che hai scritto tu, nello specifico:
    1) il Patronus di Daphne arriva indisturbato Ministero e recapita il suo messaggio;
    2) la lettera resta nel reggiseno di Maya, dove lei l’ha nascosta;
    3) le due Auror sono effettivamente Obliviate (perché, per qualche ragione nutri dei sospetti su Alexander oppure per eccesso di zelo, non importa, ciò che conta, è che la loro memoria è cancellata).
    Detto questo, decideremo se editare il tuo ultimo post per renderlo coerente con quanto stabilito nella scacchiera e con ciò che hanno scritto coloro che hanno postato prima di te oppure no.
    Consiglio: non lasciarti traportare dall’entusiasmo e pianifica ogni tua mossa con cura, valutando con attenzione sia ciò che hanno scritto gli altri sia gli esiti della scacchiera, inoltre, attieniti scrupolosamente alle indicazioni degli effetti degli Incantesimi, basandoti sia sull’elenco del CDD sia sulla Potterpedia. Infine, attenta a usare la Maledizione di Antonin Dolohov, perché, se eseguita correttamente, causa lesioni interne tali da non lasciare scampo all’avversario colpito… proprio vedendo il vostro scontro ci siamo resi conto che, sebbene nessun Sortilegio debba essere vietato, alcuni devono essere riservati solo all’ultimo post, per rendere la narrazione plausibile, inoltre, proprio per consentire agli Auror di sanarsi, abbiamo reso tutti gli Incantesimi accessibili, eccetto L’Anatema che Uccide.


    @Daphne Harris = (45 + 5) 50

    5 – Sconfitta Scacchiera
    9 - Coerenza
    8 - Eloquenza
    10 - Incantesimi
    9 - Realismo
    9 – Stile

    Cara Daphne, La scelta degli Incantesimi è impeccabile, però, nel tuo ultimo post hai commesso un piccolo errore di Coerenza, scagliando l’Expecto Patronum cronologicamente prima che fosse il tuo turno di postare, ciò nonostante il Realismo della tua narrazione non ne ha risentito in modo significativo. Gli unici aspetti leggermente carenti sono l’Eloquenza e lo Stile, perché, l’uso del delirio e delle visioni, specie nel tuo ultimo post, rende un po’ difficile comprendere l’esatto svolgimento degli eventi, comunque è solo un dettaglio minimo che, tutto sommato, è in sintonia con lo stato di confusione mentale del PG.
    Consiglio: fai in modo che il delirio e la mancanza di lucidità del PG non si rifletta sulla chiarezza narrativa e poni maggiore attenzione alla cronologia degli eventi.


    Alexander Morgernstern (47+ 10 + 3 bonus carisma) 60

    10 – Vittoria Scacchiera
    9 - Coerenza
    10 - Eloquenza
    9 - Incantesimi
    9 - Realismo
    10 – Stile

    Pertinente, precisa e puntale la Coerenza con ciò che ha stabilito la scacchiera, eccellente sia l’Eloquenza sia lo Stile. Gli unici aspetti che lasciano sono la scelta degli Incantesimi e, di conseguenza il Realismo. Nello specifico, un Sectumsempra, anche se non perfettamente riuscito, non può che causare il dissanguamento dell’avversario se non è tempestivamente curato con il contro-incantesimo specifico (Vulnera Sanantur).
    Geniale il colpo di scena del tuo ultimo post, la scelta coraggiosa di aiutare le due Auror, l’espediente della lettera, per questo meriti un bonus di 3 punti per il carisma dimostrato (premio, che teniamo a precisare, non sarà sempre assegnato se non in casi eccezionali, come questo).
    Consiglio: attento a usare il Sectumsempra, perché, se eseguito correttamente il dissanguamento in pochi minuti… proprio vedendo il vostro scontro ci siamo resi conto che, sebbene nessun Sortilegio debba essere vietato, alcuni devono essere riservati solo all’ultimo post, per rendere la narrazione plausibile, inoltre, proprio per consentire agli Auror di sanarsi, abbiamo reso tutti gli Incantesimi accessibili, eccetto L’Anatema che Uccide.


    Maya Mondolicht (50 + 5 + 5 bonus miglior roler) 60

    5 – Sconfitta Scacchiera
    10 - Coerenza
    10 - Eloquenza
    10 - Incantesimi
    10 - Realismo
    10 – Stile

    Cara Maya, i tuoi post sono impeccabili sotto ogni punto di vista: la Coerenza, la scelta degli Incantesimi e, di conseguenza il Realismo, sono a dir poco perfetti. Ma le tue doti migliori non sono queste, bensì l’Eloquenza e lo Stile superbo che rendono ogni post un piccolo gioiello. Scrivi in modo mirabile e, grazie alla tua capacità narrativa, riesci a rendere plausibile ciò che in teoria non dovrebbe esserlo, a chiarire ciò che è un po’ farraginoso e, alla fin fine, a coinvolgere in ogni momento. Racconti una storia e costringi chi la legge a crederci, a gioire e patire con te, emozionandosi ogni riga.
    Per tutte questa ragioni meriti il bonus di 5 punti come miglior narratrice, un premio che non sarà sempre assegnato, se non nei casi di effettiva eccellenza.
    Consiglio: corri a iscriverti al CDD!

    Grazie di cuore a tutti e complimenti!



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