DiagonAlley - Gringott
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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *La risposta di Daphne all'attacco-prova di Viktor fu fenomenale: prima bloccò le macerie e poi, con un colpo da maestra le fece esplodere in tante piccole, affilate schegge. Il Mangiamorte sembrò colto alla sprovvista, infatti, non fu abbastanza veloce nel voltarsi dal lato opposto per provare a salvare il proprio viso dall'attacco combinato di tante piccoli pezzettini di affilata pietra. Alcuni di questi gli aprirono un lungo ma lieve graffio sullo zigomo, mentre una goccia di sangue gli colava giù lungo la guancia. Immediata, fu la risposta a quell'affronto: gli occhi color ghiaccio divennero folli di rabbia, le labbra già sottili di loro si ridussero ad una fessura quasi affilata, mentre il mago oscuro portava le dita allo zigomo ferito, guardandole poi sporche del suo stesso sangue.*

    Oh, coraggio: non dirmi che quando è il tuo di sangue, a sporcarti, ti fa schifo?

    *Mormorò in un sorrisetto sinceramente divertito il Corvonero, facendo qualche passo in direzione dei due sfidanti, tirando un bacio sulla guancia di Daphne, quella ragazza che si stava rivelando capace oltre ogni oltre possibile previsione di Viktor. L'aveva stupito, e questo si leggeva dal suo sguardo folle, mentre mormorava in risposta quanto fosse arrabbiato.*

    Credo sia arrivata l'ora di smetterla con i giochetti.

    *Ecco, adesso si stava arrabbiando sul serio. Era finito il riscaldamento, se così si poteva chiamarlo, e il predatore era pronto a saltare addosso alle prede. Non li avrebbe lasciati andar via così facilmente, così come non avrebbe permesso ad una ragazzina di vantarsi per essere riuscita a fargli un graffio.*

    Hai ragione, ho una certa fretta di tornare a casa.

    *Sibilò in risposta il Corvonero, tenendo la bacchetta stretta tra le dita, parandosi dinnanzi a Daphne, mentre il Mangiamorte lo guardava malevolmente divertito.*

    Credo sia chiaro che non mi farai del male. La tua ragazza, lì dietro, mi sembra l'unica che vuole davvero uccidermi. Che c'è? Hai paura di mostrarle quanto sei marcio dentro?

    *Stava puntando sulla consapevolezza di Alexander sulla pietà che provava per lui, stava puntando al fatto che Daphne non conosceva l'Alex che Viktor aveva allevato: non conosceva il suo "lato oscuro" e, lo zio aveva ragione, Alex non avrebbe mai voluto mostrarglielo.*

    Sta zitto.

    *Rispose il Corvonero con tutto l'odio che sentiva montargli dentro, stringendo la mandibola e guardandolo con tutto il risentimento che provava verso di lui, con tutto il disgusto che gli era rimasto in corpo, come l'amaro in bocca, da quando l'aveva scaricato solo perché sarebbe stato il marito di una Auror, in un futuro lontano.*

    Io ho visto, cosa nascondi, Alexander: un potere troppo grande per te, un qualcosa che un diciassettenne non dovrebbe neanche possedere. Hai le carte per diventare "uno dei maghi oscuri più potenti della storia", proprio come mi ripetevi quando avevi dodici anni, proprio quando lei ti ha fatto del male! Chi c'era con te? Io!

    *Aveva cominciato ad urlare Viktor, facendo un passo avanti, proprio mentre Alexander gli puntava la bacchetta contro il petto, intimandogli di non fare un altro passo. L'avvertimento sembrò arrivare alle attenzioni del mago oscuro che, con un sorrisino, continuò il suo monologo.*

    Ti ho insegnato ciò che potevo, ti ho rivelato cose che nessuno all'infuori dei Mangiamorte dovrebbe conoscere. Sono stato la tua famiglia, quella che desideravi e che hai avuto sotto il naso, e tu? Tu mi hai sputato in faccia, scegliendo una donna che ti farà soffrire ancora e ancora. Sarà lei stessa a spingerti nelle tenebre, prima o poi.

    *No, questo Daphne non l'avrebbe mai fatto, Alex ne era sicuro. Glielo si leggeva negli occhi perché, lo sguardo e il tono di Viktor, tornarono adirati, taglienti e carichi di odio.*

    Allora non ti resta che morire qui, assieme a lei, e per mano mia. Stai sprecando il tuo vero potenziale ragazzo, a giocare a nascondino con il male che hai dentro. Lei non può saperlo, ma sia io che tu sappiamo di cosa stiamo parlando: hai una predisposizione, Alexander, e non puoi farci proprio niente. Né tu, ne la tua amata Auror.

    *Era confuso, stordito dalla parlantina di Viktor. Si sentì improvvisamente svuotato, privo d'ogni scopo, d'ogni senso, d'ogni speranza. "Oscurità chiama oscurità", e non avrebbe potuto essere altrimenti. Ne avevano discusso tante volte, con suo zio, della sua predisposizione al male. Non che fosse un cattivo ragazzo, questo no... ma, alcune volte, ragionava con una freddezza ed una crudeltà che neanche il Mangiamorte possedeva, il più delle volte lasciandolo di stucco. Il suo Patronus, poi, era solo un altro dei tanti esempi che Alexander poteva riportare alla mente. Troppo gli aveva fatto credere, per tutto quel tempo, che luce ed oscurità, dentro ogni essere umano, in rari casi si equivalevano. Fu in un sussurro che rispose, quasi in maniera sofferente, rilassando i muscoli del suo corpo, in un sospiro:*

    So di non essere della luce... so di non essere come lei.

    *Accennava a Daphne, chiaramente.*

    Ma devo provarci.

    *Avrebbe fatto di tutto per essere simile a Daphne, pur sapendo che mai ci sarebbe riuscito come avrebbe voluto. Il seme del male era in lui, da sempre, spingendolo ad agire crudelmente come ben pochi con i suoi nemici, spingendolo a provare un irrefrenabile attrazione per le Arti Oscure spingendolo, fin troppe volte, a voler apprendere quel tipo di magia che il Ministero "non tollerava". Ma era parte di lui, e doveva accettarla.*

    @Daphne_Harris,



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