Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 15
    Galeoni: 584717
       
       



    Role Aperta da Serenity_Hunter


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 496
       
       



    *Si dice che quando si ha paura oppure ci si diverte, con la voglia impossibile di rallentare il tempo, quest'ultimo ha la spiacevole abitudine di affrettare il passo. Non si poteva descivere meglio la situazione di Hogwarts al termine della prima settimana di maggio, divisa fra due blocchi di studenti con pensieri totolamente opposti. I più giovani attendevano con ansia l'arrivo delle vacanze estive mentre gli studenti di quinto e settimo anno avrebbero tanto voluto che giugno non arrivasse mai. Il tempo però scorreva implacabile, non lasciandosi bloccare da niente e nessuno e rassegnando i vani tentativi di sfuggita da parte di chiunque ci provasse. Quella domenica però l'atmosfera generale sembrava essersi chetata più del solito fra i candidati degli esami, seppure il terrore di mettersi alla prova aleggiava comunque nell'aria. Che ci fosse di mezzo lo zampino di qualche incantesimo? Anche Serenity fu vittima di quell'innaturale calma, rendendosene conto ella stessa una volta che si svegliò fra le lenzuola bianche e azzurre del suo letto. I pallidi raggi di sole filtravano attraverso il vetro creando giochi di colore sul pavimento e rendendo visibile il turbinio continuo del pulviscolo atmosferico. Stiracchiandosi per bene la castana scostò dal viso una ciocca ribelle mentre cercava di riportare alla memoria il sogno che stava compiendo. Era sicura che per la prima volta l'argomento non trattasse gli imminenti esami, cosa alquanto strana visto che da due settimane la paura di non superarli la affliggeva anche nella fase REM del sonno. Decise però di non darci molto peso, dopotutto un giorno senza preoccupazioni non era affatto sgradito. A piedi nudi ciabattò verso la finestra, ancora mezza intontita dal sonno, ammirando il meraviglioso paesaggio di cui ogni Corvonero poteva vantare. Dall'alto della torre l'ampia spianata di alberi che circondava il Lago Nero, il quale si estendeva ben oltre il campo visivo della ragazza, creava un'enorme macchia verde brillante quasi accecante. Il Sole da poco sorto si rifletteva nell'acqua limacciosa e opaca del bacino naturale e nel cielo alcune ombre presagivano la presenza di rapaci o altre creature alate pronte a cacciare. La giornata prometteva davvero bene e per Serenity fu un gran sollievo: il picnic con Kribja di quella mattina poteva avere luogo. Dando le spalle alla finestra Serenity tornò verso il suo giaciglio ma a metà strada deviò verso la piccola stanzetta adibita a bagno. Sciacquandosi la faccia con vigore Serenity riuscì a riprendersi completamente dal torpore causato dal sonno grazie all'acqua gelida che gocciolava dappertutto sulla pelle. Un'occhiata allo speccio evidenziò le profonde occhiaie che da qualche giorno adornavano le orbite della Corvonero.*

    A furia di studiare diventerò un panda.

    *Commentò fra sè la giovane mentre per la terza volta ripercorse il proprio dormitorio. Il letto vuoto ma disfatto accanto al suo suggeriva che Elena era già scesa per la colazione. Serenity sorrise: non avevano più molte occasioni per chiacchierare come prima, il tutto si era ridotto agli sporadici incontri prima di dormire. Sospirò tristemente, poi la sua mente si focalizzò all'organizzazione dell'appuntamento con Kribja. La quindicenne aveva intenzione di svolgere il tutto nei pressi della prima serra, luogo scarsamente visitato anche dalla stessa professoressa per motivi a lei ignoti. Un paio di giorni prima le aveva inviato un gufo proprio per essere autorizzata ufficialmente dalla Arfen, ricevendo per fortuna il via libera dalla donna. L'amica però non era ancora a conoscenza del punto di ritrovo, cosa che Serenity si affrettò subito a rimediare. Dei molteplici dormitori presenti ignorava in quale fosse stata collocata Kribja ma il problema era aggirabile. Dalla tracolla estrasse un rotolo di pergamena, ne strappò un pezzetto e velocemente vi scrisse un messaggio indirizzato all'altra partecipante avendo cura di non macchiare tutto con l'inchiostro blu.*

    Citazione:
    Carissima Kribja,
    se per te va bene ho pensato di svolgere il nostro picnic nei pressi della serra numero uno. La prof. Arfen ha acconsentito, per cui non dobbiamo temere eventuali provvedimenti disciplinari da parte sua.
    Non vedo l'ora di incontrarti!
    Tua Serenity


    *Tramite un fischietto per gufi comprato all'Emporio del Gufo qualche anno addietro Serenity richiamò il suo fidato barbagianni, spalancando la finestra per farlo entrare nella stanza. Quell'oggetto le era risultato molto utile dato che non conosceva altri metodi per far sì che Hermes tornasse da lei a comando. Si era ricordata perciò di un documentario alla televisione visto da bambina, in cui i falconieri si servivano proprio di un fischietto simile per i loro rapaci quando volavano troppo lontano. E così la ragazza, facendo scorte di biscottini gufici a Diagon Alley prima dell'inizio del secondo anno, si era imbattuta in quel fischietto e da allora non se ne era più separata. Come previsto un frullo d'ali annunciò l'arrivo dell'elegante animale, premiato dalla padroncina con un biscotto per la sua puntalità.*

    Hermes, ho bisogno che consegni subito questo bigliettino a Kribja Armstrong. Si trova in questa torre ma non so la camera. Appena la trovi picchietta sul vetro per richiamarla va bene?

    *L'animale sbattè gli occhi un paio di volte, segnale che Serenity aveva imparato ad associare al sì umano. Accarezzando la testa piumata la quindicenne legò con un nastrino il biglietto alla zampa del barbagianni che con uno stridio volò via, lasciando dietro di sè alcune piccole piume. La Corvonero sorrise per poi rivestirsi in maniera adatta all'occasione. Pochi abiti semplici e soprattutto comodi erano di gran lunga i suoi preferiti e assolutamente perfetti per l'occasione. Mancava solo il doversi pettinare, cosa che portò via parecchi minuti a una spazientita Serenity: stavano divenendo troppo lunghi e ormai ingestibili. Forse era arrivato il momento di una piccola spuntatina. In compenso la ragazza non aveva intenzione di domare ancora la folta chioma castana, optando per una pratica coda di cavallo che l'avrebbe salvata nel caso in cui si fosse alzato il vento. Sul viso di Serenity era dipinta la felicità di trascorrere una mattinata diversamente dal solito e nemmeno il dover schivare i tranelli delle scale, che per ben tre volte la indirizzarono nel posto sbagliato, potè scalfire l'aura gioiosa che la pervadeva. Prima di dirigersi verso i giardini Serenity fece tappa nelle cucine per ritirare le prelibatezze che aveva commissionato la sera prima agli elfi domestici. Il profumino proveniente dal cestino in vimini era talmente invitante che durante il tragitto Serenity si arrischiò a sbirciare. Colse solo la ceramica lucida di una teiera e qualche muffin da sotto alla tovaglia quadrettata prima di rimettere tutto a posto, preferendo aspettare la sorpresa finale. In poco tempo raggiunse finalmente la prima serra di Erbologia, meravigliosamente ricca di piante mai viste quando era una semplice Babbana.



    *Domandandosi meravigliata come mai quel posto non fosse preso in considerazione da nessuno Serenity allestì un tavolo come meglio poteva, sistemando il cestino sulla tovaglia a quadri bianchi e rossi, in attesa che l'amica si facesse viva. Estrendo la fine teiera e un paio di tazzine la quindicenne era certa che Kribja avrebbe portato con sè il sacchetto in juta che le aveva donato a Pasqua, come ella stessa aveva proposto durante l'esercitazione di Erbologia. Un the era sempre un ottimo accompagmaneto per un picnic!*

    @Kribja_Armstrong,




    Ultima modifica di Serenity_Hunter 3 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Kribja_Armstrong

    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 1077
       
       

    [Bagno privato nel dormitorio di Corvonero - Torre Ovest]


    There goes my baby, he knows how to rock 'n roll, he drives me crazy, he gives me hot and cold fever, then he leaves me in a cool cool sweat. I gotta be cool, relax, get hipThere goes my baby, he knows how to rock 'n roll, he drives me crazy, he gives me hot and cold fever, then he leaves me in a cool cool sweat.
    I gotta be cool, relax, get hip


    *Dall'elegante doccia in muratura e vetro smerigliato proveniva il rumore delle gocce di acqua che cadevano dal soffione verso il pavimento rivestito con piccolissime piastrelle color del male più profondo, investendo la nuda figura di una ragazza intenta a cantare, a squarcia gola, una ritmata canzone di una rock band famosissima di origini babbana.
    Terminata la rilassante ed energica doccia, la Corvonero Kribja Armstrong si avvolse in un morbido ed enorme telo che le copriva l'intera e slancia figura per poi pettinare i lunghi capelli, nero corvino, e rinchiuderli a sua volta in un'asciugamano profumato. Il merito era tutto dei servizievoli elfi domestici della scuola che, oltre a preparare ottimi manicaretti con cui deliziale il palato di studenti e professori, ripulivano da cima a fondo il castello ogni notte, premurandosi anche di ricambiare le lenzuola dei letti a baldacchino nei dormitori o gli asciugamani adoperati.

    Kribja, come sempre, si era svegliata presto quel giorno, nonostante il sonno non aveva lasciato definitivamente le sue membra, conscia che, essendo domenica, avrebbe avuto modo di incontrare la compagna di casata Serenity Hunter per poter finalmente assaggiare il suo sofisticato tea, così come si erano accordate durante l'ultima esercitazione di Cura delle Creature Magiche. Entusiasta di quell'incontro aveva lanciato in aria le calde coperte in cui durante la notte si era raggomitolata e, cercando di fare il minor rumore possibile, si era diretta nell'ampio bagno della stanza assegnatole durante il primo anno ad Hogwarts.

    Così come in tutto il dormitorio dell’antica Casata di Priscilla Corvonero, anche nel bagno, il coloro predominante era il blu. No turchese, ne celeste ma blu, il colore de cielo notturno ricco di stelle brillanti nelle calde estati. L’unica cosa dalla cromia differente erano i sanitari, in bianca porcellana che sembravano spiccare ed intensificare maggiormente le piastrelle del pavimento, finemente abbinate ai rivestimenti delle pareti circondate da alte colonne grigio chiarissimo. Una grande finestra a tutta altezza permetteva di vedere la parte intorno alla Torre Ovest ed una porzione del Lago Nero.
    Ma la cosa più sorprendente, a parere della ragazza, era il soffitto. Le massicce colonne in pietra terminavano in una sorta di rosone blu, riccamente decorato, illuminato da piccole finestre ad arco. Un vero e proprio tripudio per gli occhi.



    Mentre stava ammirando l'architettura incantevolmente gotica del bagno, un barbagianni dall'aria familiare picchiettò con il becco su una delle finestre basse apribili, attirando l'attenzione della ragazza che si affrettò a permettere all'animale di completare il suo compito. Difatti ad una delle zampe era legata un pezzo di pergamena che Kribja si affrettò ad afferrare e leggere.*

    Citazione:
    Carissima Kribja,
    se per te va bene ho pensato di svolgere il nostro picnic nei pressi della serra numero uno. La prof. Arfen ha acconsentito, per cui non dobbiamo temere eventuali provvedimenti disciplinari da parte sua.
    Non vedo l'ora di incontrarti!
    Tua Serenity


    *La missiva era proprio da parte della cara Serenity. L'animale alato osservava la ragazza attendendo una ricompensa o una risposta da portare alla sua padrona, purtroppo Kribja non aveva niente per premiare la bravura del barbagianni per cui gli concesse solo delle dolci carezze sul capo dal pelo liscio e maestoso per poi affrettarsi a scrivere sul retro della pergamena.*

    Citazione:
    Buongiorno carissima Serenity,
    per me va benissimo la location che hai scelto per il nostro piccolo pic nic, il tempo di finire di prepararmi e ti raggiungo presso la serra I di Erbologia
    Anche io non vedo l'ora di incontrarti!
    A tra pochissimo.
    Kribja



    *Scrisse velocemente per poi restituire all'animale il foglietto e vederlo spiccare nuovamente il volo. Sempre più entusiasta dell notizia, si affrettò a prepararsi per raggiungere la cara amica, ma proprio mentre si ammirava un'ultima volta allo specchio, ripensò alle parole che si erano scambiate durante l'Easter Party, occasione in cui la castana aveva donato a Kribja parte della sua novella scorta della mistura personale della famiglia Hunter, relative alla trasfigurazione umana.
    Per la festa pasquale organizzata dallo staff del castello, la ragazza aveva adoperato una tecnica babbana per colorarsi i capelli di un fulvio rosso che bene si abbinava alla carnagione pallida, ma Serenity le aveva suggerito di adoperare un'incantesimo su se stessa per avere per ottenere il medesimo risultato.
    Certo la pratica era molto difficile ma Kribja confidava abbastanza nelle sue capacità magiche. Riportando alla memoria le nozioni che aveva letto su un libro di Trasfigurazione preso dalla Biblioteca della scuola, la ragazza eseguì l'incantesimo che, per le prime due volte, non le modificò l'aspetto. Al terzo tentativo, invece, i capelli neri cominciarono ad assumere un particolare ed intenso color rosso, lasciando però la radice del suo colore naturale.

    Una volta ottenuto, finalmente, il risultato che stava cercando, Kribja si affrettò a mettere tutto a posto con un colpo di bacchetta e, dopo aver appellato il grazioso sacchetto di juta che sprigionava un piacevolissimo odore, si diresse spedita verso il luogo concordato per l'incontro con Serenity.


    [Serra I di Erbologia]


    *Il clima, in quella seconda domenica del mese, aveva concesso una pausa, permettendo al sole caldo di illuminare con i suoi raggi il magnifico giardino che circondava il castello di Hogwarts. Con passo spedito la Corvonero raggiunse la Serra di Erbologia, scelta da Serenity, per ospitare il loro incontro. Kribja non ricordava di aver mai messo piede in quella particolare ala esterna di dominio della professoressa Arfen e se ne stupì appena vide il floreale interno. La struttura in legno era completamente bianca ed i molteplici vetri permettevano alle piante contenute al suo interno di crescere rigogliose e protette dagli agenti atmosferici.
    La cara amica aveva scelto una location a dir poco favolosa.
    Kribja la individuò subito, intenta a sistemare su un tavolo una tovaglia a quadroni rossi e bianchi che rendevano l'ambiente ancora più accogliente per cui, sorridente, si palesò alla ragazza.*

    Buon giorno Serenity, spero di non averti fatto aspettare tanto!
    Come stai stamane? Hai scelto un posto incantevole per il nostro pic nic.




    *Esclamò gioiosa la ragazza avvicinandosi all'amica da lunghi capelli legati in una coda e notando che, anche lei, aveva portato uno dei caratteristici cestini in vimini utili per riporre l'occorrente per la colazione all'aperto. Avevano avuto la medesima idea a quanto pareva.
    L'Hunter tea sarebbe stato accompagnato con piccole prelibatezze quella mattina.*

    @Serenity_Hunter,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 496
       
       

    *Il tavolo era stato adeguatamente imbandito per l'imminente picnic, che si sarebbe svolto nel modo più semplice e tranquillo possibile. Serenity contava molto sulla presenza dell'amica, di cui stava scoprendo molteplici sfaccettature inimmaginabili. Prima che il mese precedente acquistassero quel grado di confidenza creatosi le due si erano solo scambiate i giusti convenevoli nelle occasioni importanti, per il resto si ignoravano quasi completamente fino a che la passione comune per il the non legò le vite delle due Corvonero. La castana stentava a credere che esistesse qualcun altro capace di eguagliare la sua ammirazione per una bevanda così antica, la cui preparazione affondava radici in tutto il mondo ed era praticata da molteplici secoli. Questo pensiero ovviamente fu smentito nell'attimo in cui si ritrovò a discorrere con la ragazza dai capelli corvini durante il precedente ritrovo nella sala comune organizzato da Elena. Sentirla affrontare ogni aspetto relativo ai the era stata una lieta sorpresa per la castana, inducendola così alla decisione di donarle un po' della mistura segreta ideata da suo padre. In famiglia, in realtà, era dal ramo materno che la ragazza aveva appreso la sopraffina arte del the, tuttavia fu proprio il modesto e umile signor Hunter, bibliotecario di una fornitissima libreria di Cambridge, a ricercare le giuste combinazioni di spezie ed erbe fino al culmine, la perfezione racchiusa nell'Hunter Tea. Serenity ricordava quando ne aveva bevuto una tazza sotto lo sguardo indagatore del genitore, alzando verso di lui lo sguardo carico di meraviglia. Tale espressione aveva dipinto il volto di Kribja al solo annusare la fragranza proveniente dal sacchetto, per cui la Corvonero era certa che il gusto l'avrebbe colpita molto di più rispetto a quando accadde a lei diversi anni addietro. Stava per ultimare gli ultimi particolari - come l'estrarre i vari tovaglioli accompagnati da piatti e posate per due - quando in lontananza udì un lento ma costante fruscio. Serenity riconobbe dal ritmo che doveva trattarsi di un uccello, probabilmente Hermes di ritorno con la risposta. E difatti un puntolino nero si stagliò nel cielo, volando in picchiata dalla Torre sino ai giardini. Schermando gli occhi smeraldini dagli accecanti raggi solari riuscì piano piano a definire sempre più l'agile sagoma del suo barbagianni ad ali spiegate, il quale atterrò proprio all'ingresso della serra con eleganza senza una piuma arruffata.*



    Hai risposte per me?

    *Gli domandò Serenity, ricevendo in risposta il doppio sbattere delle palpebre da parte del rapace che spiccò un salto aggraffandosi allo schienale di una delle sedie tramite i poderosi artigli. La giovane sfilò in fretta il bigliettino trovando sul retro un paio di frasi accalorate che annunciavano l'arrivo dell'amica. Complimentandosi con Hermes per l'ottimo lavoro svolto la studentessa prese dal cestino un pezzetto di biscotto da offrirgli come ricompensa, sbriciolandolo grossolanamente fra le mani per consentire al becco dell'uccello di raccoglierlo per nutrirsi. Tubando Hermes becchettò piano la falange della padroncina per poi accettare il suo dono. Quando anche l'ultima briciola sparì dal palmo tubò ancora prima di volare via in un turbinio di polvere e piume. Soddisfatta dell'operato svolto dal fido amico piumato Serenity sistemò meglio la tovaglia e stava per estrarre le prime pietanze ancora sconosciute quando un altro rumore la distolse da ciò che stava facendo. In quel caso era inconfondibile lo scricchiolio dei rametti secchi accompagnato dal fruscio di foglie smosse dal terreno, a indicare il rapido incedere di qualcuno che si dirigeva verso la serra. La fonte del suono si arrestò, come Hermes, sul ciglio e gli occhi di Serenity incrociarono quelli verde cangiante della sua amica Kribja. La ragazza era ritta poco fuori dalla serra, incorniciata dall'edera che rigogliosa cresceva tutt'intorno all'arcata di entrata in ferro battuto bianco. Fra le mani reggeva anche lei un cestino in vimini piuttosto pesante ma il dettaglio che per primo fu colto dalla Corvonero consisteva nell'accesa tonalità della chioma non più corvina dell'amica. I capelli della quindicenne, infatti, erano di un intenso rosso scuro che tendevano al nero solo verso l'attaccatura dei bulbi piliferi al derma del cuoio capelluto. Sembrava che Kribja avesse emulato lo stesso trattamento compiuto a Pasqua: anche in quell'occasione li aveva tinti adoperando un metodo babbano. In quel frangente però anche la radice dei capelli erano rosse, a differenza di quella domenica in cui era netto e ben visibile il contrasto fra colore naturale e tintura. Di certo la tonalità scelta da Kribja era particolare - un rosso bordeaux che tendeva al carminio quando la ragazza era colpita dai raggi provenienti dalle ampie vetrate - però il lavoro stranamente non era stato svolto con la stessa precisione della volta precedente.*

    Buongiorno a te, Kribja. Non preoccuparti sono arrivata da cinque minuti, o forse anche meno. Prego mettiti comoda e prendi pure posto dove vuoi. Non dovevi disturbarti a portare qualcosa, ci avevo già pensato io. Spero solo che non ti sia dimenticato il protagonista assoluto nel nostro picnic.

    *Esclamò Serenity con un velo di ironia nella parte in cui alludeva a una possibile dimenticanza, piuttosto surreale, dell'Hunter Tea da parte di Kribja. Ormai era a conoscenza dell'affidabilità di quella ragazza ed era pronta a scommettere cento galeoni che la mora - anzi, rossa in quel momento - non avrebbe mai tralasciato un particolare così importante. Voltandosi verso il cestino Serenity attese che anche l'altra posasse il suo sul tavolo prima di ricominciare l' dove si era interrotta. In pochi minuti la tovaglia era ricca di pietanze assolutamente superbe. La decisione della giovane strega di affidarsi alla competenza degli elfi si era rivelata fondamentale per la riuscita del picnic come constatò osservando il vasto assortimento di pietanze, alcune di origine straniera e altre decisamente british. C'erano moltissimi macaron di vari gusti, bignè farciti con crema pasticcera e ricoperti di glassa o ganache al cioccolato; tartellette simili a quelle che Kribja le fece assaggiare una volta ai Tre Manici di Scopa, tanti biscotti e tramezzini farciti con affettati o verdure. Troneggianti su tutto però c'erano i dolci che per eccellenza fungevano da accompagnamento al the caldo, quelli che su una tavola britannica non sarebbero mai mancati: i famosi scones. Consistente in una via di mezzo tra un panino e una tortina, gli scones erano il simbolo del the britannico assieme ai cucumber sandwiches ossia tramezzini al burro e cetriolo anch'essi presenti fra le pietanze. Le due morbide metà del dolce venivano assemblate l'una sull'altra, spalmando nel lato interno confettura di fragole o lamponi accompagnata da clotted cream, panna solida. Il tutto era poi cosparso di abbondante zucchero a velo, dettaglio particolarmente apprezzato dai più piccoli. Erano semplicemente appetitosi solo a vederli, veniva già voglia di afferrarne uno per intingerlo nel the.*



    Se ci aggiungiamo il contenuto del tuo portavivande ne uscirà fuori un tripudio di sapori e colori a dir poco impressionante! A proposito di colori, è una tintura diversa o stavolta hai sperimentato per davvero con la Trasfigurazione umana?

    *Chiese curiosa Serenity, additando la chioma bicromatica dell'amica mentre prendeva posto. Le piante che pendevano dal soffitto, assieme al resto della vegetazione presente, incorniciavano perfettamente il modesto tavolo in legno circondato da alcune sedie anch'esse dello stesso materiale. La castana potè guirare di aver riconosciuto fra le tante specie botaniche comune anche ai Babbani presenti un paio di esemplari di Frullobulbo, qualche Fico Avvizzito dell'Abissinia - la pianta che produceva il Grinzafico - e persino alcune Mandragole che sonnecchiavano ben ricoperte da uno spesso manto di terriccio fresco. Forse quella serra non era poi così trascurata come credeva. Lo stomaco prese a brontolarer, portando Serenity a chiedersi quando avrebbero comunciato con l'infusione del the.*

    @Kribja_Armstrong,


  • Kribja_Armstrong

    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 1077
       
       

    *La scuola di magia e stregoneria di Hogwarts donava molteplici possibilità alle giovani mente che varcavano la sua soglia ogni anno nel primo giorno di Settembre.
    Forniva una completa ed esaustiva istruzione magica per arricchire lo scarno bagaglio degli undicenni che, entravano tra le mura del castello come dei bambini con doti straordinarie ma incontrollabili, per poi uscirne come maghi e streghe in grado di padroneggiare molteplici arti. Metteva a loro di disposizione un'ampio ambiente ricco di suggestive aule in cui studiare, rilassarsi, divertirsi ma anche scoprire se stessi, ne erano un esempio la stanza della Necessità, al settimo piano, di fronte all'arazzo di "Barnaba il Babbeo bastonato dai Troll" che poteva essere scoperta solo da chi ne aveva realmente bisogno, in cui trovare tutto ciò di cui necessità. Oppure il campo di Quidditch, l'area ovale destinata alla competizione a cavallo di scopa tra le quattro Casate di Hogwarts ma anche la fornitissima Biblioteca con stretti corridoi pieni di libri di magia e tavolini nei quali gli studenti si potevano sedere per studiare o leggere avvolti nel rigoroso silenzio. E molteplici altri spazi tutti da scoprire.

    Un'altra peculiarità che distingueva la scuola di magia inglese dalle altre, era il corpo docenti, composto da maghi e streghe di elevata cultura morale e didattica che mettevano a disposizione le proprie competenze nella speranza di donare il miglior sapere possibile alle future generazioni, augurandosi un domane sempre più florido.

    Ma Hogwarts era soprattutto il posto in cui nascevano e venivano coltivate le prime esperienze dei giovani maghi e streghe che si affacciavano alla vita lontani dall'ovattato ambito familiare. Nei sette anni che i ragazzi avrebbero trascorso tra le mastodontiche mura di cinta del castello, avrebbero instaurato le prime vere amicizie della loro vita che con il tempo sarebbero maturate con loro scegliendo poi percorsi affini o lontani, avrebbero provato quello strano sentimento che si manifesta con il batticuore, le farfalle nello stomaco e la gola arsa, ma anche avrebbero scoperto parti del proprio carattere che mai si sarebbero aspettati.

    Erano proprio questi gli aspetti che Kribja stava scoprendo di Hogwarts in quel periodo. Dalla titubante giovane bambina che aveva varcato la soglia della Sala Grande ben cinque anni addietro, si era trasformata in un'adolescente estroversa e sempre più sicura di sè e delle sue possibilità.
    Aveva appreso movimenti per compiere incantesimi, ingredienti da combinare per realizzare pozioni, metodi per comprendere il futuro e la volta celeste, nozioni per affrontare animali pericolosi o per curarli, tutto questo per poter poi dirigere una ricca vita dopo la scuola.
    Ed in più, stava scoprendo come fosse soddisfacente e sorprendente avere qualcuno che si fida di te e goda della compagnia, al di fuori dei legami di sangue. Durante quei nove mesi del suo quinto anno nel castello Kribja aveva legato maggiormente con persone splendide come l'esuberante Elena o la misteriosa Jane ma, più di tutti, in quel periodo, aveva scoperto la dirompente Serenity Hunter.
    Una ragazza che, per chi non la conosceva, poteva sembrare rigida ma se ci soffermava leggermente a scostare quel velo che usava giustamente per schermarsi, si scopriva una persona dai tratti semplicemente eccezionali, sempre pronta ad aiutare il prossimo, con un carattere forte e deciso ed una bontà d'animo che pochi avevano in realtà. Inoltre i tratti che le accomunavano sembrava essere molteplici, come la passione smodata per il the, la conoscenza del mondo babbano da cui in parte derivavano oppure l'essere figlie uniche.

    Nella rigogliosa serra I di Erbologia, Kribja notò subito con quanta cura la ragazza avesse allestito tutto per rendere ancora più piacevole la loro permanenza nella stanza poco usata da docenti e studenti. Appoggiando il pesante cestino di vimini su una delle sedie attorno al tavolo, riempito con le prelibatezze che era riuscita ad acquistare il giorno prima, dopo il suo turno come barista ai Tre Manici di Scopa, nei caratteristici negozietti del villaggio incantato di Hogsmeade, cercò il grazioso sacchetto di juta che conteneva il protagonista assoluto del picnic come giustamente detto da Serenity.*

    Eccolo qui, non avrei mai potuto dimenticarlo. L'ho custodito gelosamente nel mio baule così nessuno poteva essere tentato di prenderlo. Adesso parte dei miei abiti hanno un'odore talmente delizioso..



    *Scherzò la Corvonero rivelando quell'aneddoto veritiero. Spesso, mettendo una delle maglie contenute nel suo baule ai piedi del letto a baldacchino, si ritrovata avvolta dalla fragranza particolarmente magnifica che emanava il contenitore della miscela del Hunter Tea lasciandola con l'acquolina in bocca per la forte voglia di assaggiare quello che doveva essere, senza dubbio, un pezzetto di paradiso.*

    Che dici, diamo inizio alla preparazione? Ti giuro che non vedo l'ora di assaggiare l'Hunter Tea. Non sai quante volte sono stata tentata di berne una tazza.

    *Esclamò la rossa porgendo il sacchetto all'amica per invitarla a mettere in infusione la miscela. Era curiosa di sapere se c'erano delle procedure particolari da rispettare per far si che il sapore della mistura sprigionasse al massimo il suo sapore e, dato che Serenity aveva sicuramente bevuto litri e litri della bevanda, sapeva come prepararla al meglio.
    Notò inoltre i fantastici manicaretti che la ragazza aveva portato. La tavola imbandita era meravigliosamente ricca di ogni delizia sia dolce che salata per cui Kribja si affrettò a ordinare ciò che aveva portato affianco alle pietanze di Serenity. Tirò fuori dal cestino un soffice plumcake aromatizzato ai frutti rossi, dei piccoli muffin, due abbondanti porzioni del dolce crumble alle mele e dei particolari cornetti alla crema. Di quest'ultima ricetta ne aveva sentito parlare dalla compagna di stanza di Serenity, Elena Apefrizzola di origini italiane, e quando li aveva notati in una vetrina la curiosità l'aveva assalita, portandola ad entrare nel negozio ed acquistandone un paio.




    Terminata l'operazione la tavola sembra così riccamente imbandita che avrebbero potuto favorire in dieci persone. Fortunatamente Kribja era decisamente affamata e avrebbe assaggiato ognuna di quelle prelibatezza. Notò poi un particolare che la fece illuminare.*

    Oh Serenity io adoro gli scones, sono perfetti con il tea! Ma hai preparato tutto tu?
    Devo rivelarti che il mi sono affidata alle ricche scorte dei Tre Manici di Scopa oltre che ai negozi di Hogsmeade.


    *Esclamò allegra la rossa, sedendosi su una delle sedie ed invitando a gesti l'amica a fare lo stesso per poter procedere con il luculliano banchetto. Si ricordò, però, della domanda posta dall'amica in merito al nuovo fiammeggiante colore di capelli e si affrettò a risponderle.*

    Questa volta ho seguito il tuo consiglio per cambiare colore ai capelli. Ho utilizzato una formula che aveva letto su un libro sulla Trasfigurazione Umana qualche tempo fa. Sembrano venuti bene, non credi?

    *Domandò alla castana conscia che avrebbe risposto con estrema sincerità ed obbiettività. D'altronde era anche questo uno dei motivi per il quale Kribja adorava Serenity. Non aveva timore di esporre la sua idea. Una qualità fantastica a suo parere.*

    @Serenity_Hunter,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 496
       
       

    *Il sacchetto di juta donato da Serenity non tardò a comparire fra le mani dell'amica, contenta d poter assaggiare quel prelibato the. Il profumo sprigionato dalle foglie essiccate miste alla mandorla e una radice curativa era molto forte, tanto che la stessa Kribja confidò alla castana come tutti i suoi indumenti fossero stati impregnati da un così intenso aroma. Di certo ogni volta che apriva il baule e percepiva l'odore del the non poteva che desiderare di poterne bere una tazza. Una promessa però andava mantenuta e la bruna non aveva intenzione di trasgredire, attendendo forse con impazienza quel picnic. Sorridendo Serenity ricevette quello stesso sacchetto di qualche settimana prima, intatto e profumato: Kribja aveva ragione quando asseriva del delizioso odore presente ormai nel suo baule.*

    Se avessi sgarrato con una tazza in questi giorni non me la sarei di certo presa. Però sono felice che abbia voluto aspettare.



    *Mormorò la castana abbassando lo sguardo, compiaciuta di quel gesto all'apparenza così semplice ma in realtà carico di rispetto verso la castana. Mentre delicatamente apriva il sacchetto poggiandolo sul tavolo Kribja non si mosse, attendendo che fosse lei a iniziare con l'infusione. Era uno dei momenti preferiti di Serenity, quello in cui riusciva a calmarsi e la coinvolgeva fino in fondo. Strabiliante come il the fosse la bevanda più diffusa e bevuta al mondo, seconda solo all'acqua - che per di più era una componente fondamentale per la preparazione. Il momento dell'infusione era il punto focale di tutto, perché in base a essa derivava la bontà di un the. Anche possedendo i migliori ingredienti esistenti il risultato finale poteva essere drasticamente rovinato se l'infusione non era svolta nei modi e nei tempi giusti. Una tazza di tè ben fatta può riscaldare il cuore e l'anima di ogni amante del the, ma può essere spiacevolmente amara o senza sapore in modo deludente se preparata in modo sbagliato. Un approccio meticoloso alla preparazione può massimizzare il sapore e i benefici per la salute donata dalla pianta del the, la Camellia sinensis. In Cina e in Giappone la preparazione del the era così importante e soprattutto rigrosamente sacra da essere considerara una vera e propria cerimonia, in cui gesti propiziatori precedevano la degustazione della bevanda. I britannici come Serenity e Kribja erano la popolazione europea più affine a tale ideologia e la quindicenne era felice che la sua compagna fosse dello stesso avviso. Molti coetanei in realtà non erano più così interessati come lo erano i rispettivi genitori, un vero peccato dover buttare al vento secoli di tradizioni per niente spiacevoli.
    Nel cestino, come richiesto dalla quindicenne, gli elfi le avevano procurato tutto il necessario per la preparazione. Pronta a concentrarsi unicamente all'infusione Serenity prese un bollitore presente nel cestino, riempiendolo d'acqua con la bacchetta tramite l'Incantesimo Aguamenti. Tutto, persino la qualità dell'acqua stessa, era importante per la riuscita della bevanda: se ancora si fosse trovata fra i Babbani Serenity avrebbe dovuo utilizzare solo acqua di bottiglia oppure quella di rubinetto ma fatta scorrere per almeno dieci secondi al fine di non contaminare il the con impurezze. Dato che invece poteva contare sull'utilizzo della magia quel problema non sussisteva. Il passaggio successivo era riscaldare l'acqua fino a ebollizione ma essendo la serra piena di legno e altri materiali facilmente infiammabili Serenity dovette proseguire sul pavimento, raccogliendo dei rametti secchi sparsi dappertutto in modo da innescare la fiamma.*

    Incendio!

    *Pronunciò la castana puntando la bacchetta sul mucchietto sopra il quale, a pochi centimetri, levitava il contenitore metallico in modo da ricevere il giusto calore dal fuoco sprigionatosi dal suo incantesimo. Le fiamme scoppiettavano allegramente mentre dopo qualche minuto di attesa dal bollitore si udivano i rumori generati dal ribollire dell'acqua. Essendo l'Hunter Tea appartenente alla famiglia dei the neri era essenziale che la temperatura fosse quella massima, ossia di 100°C: gradi inferiori non sarebbero stati sufficienti a sprigionare successivamente tutti i principi attivi contenuti nella mistura, come invece accadeva nel caso dei the più delicati in cui anche 75°C andavano bene. A parte mise a scaldare anche il latte con il quale avrebbe allungato il suo the: le piaceva il gradevole accompagnamento che tendeva ad armonizzare il sapore fin troppo deciso del liquido ambrato. In mancanza di biscotti allo zenzero - di cui era presente una radice fra gli altri ingredienti aggiuntivi concessi dagli elfi, forse da tagliare a fette - il latte era un valido sostituto. Fatta anche questa procedura Serenity si accinse a versare un po' d'acqua calda in ogni tazza e nella teiera: il trucco era abituare la ceramica al calore che veniva trattenuto bene da quel materiale, in modo che il the risultasse ancora più caldo e buono. Non appena tutti i recipieni furono tiepidi fu il momento dell'infusione, il punto tanto preferito quanto cruciale per la ragazza. Bastavano anche un paio di minuti in più e la bevanda era irrimediabilmente rovinata, in cui era percepibile solo un gusto molto amaro che neanche tre cucchiai di zucchero potevano addolcire. Prendendo dal cestino due quadrati di stoffa con trama a rete - in modo che fungessero da filtrante, lasciando passare nell'acqua calda tutti gli aromi e i principi attivi degli ingredienti trattenendo al contempo gli elementi corpuscolati - Serenity vi infilò una manciata di mistura profumata.*



    *Era composta da foglie essiccate, mandorle frammentate grossolanamente e pezzi di radice. Il suo the non era assolutamente composto da ingredienti polverizzati: nel mondo dei Babbani poco avvezzi alla sopraffina arte del the ciò invece accadeva quasi sempre, generando così misture molto scadenti e poco saporite. L'altro segreto per un'ottima bevanda era lasciar seccare le foglie di Camellia sinensis intatte e non tritarle mischiandole poi con chissà quali altre foglie. La Corvonero richiuse la stoffa a formare dei piccoli sacchetti muniti di cordicella, ponendoli poi nella teiera prima di versarci sopra l'acqua bollente. Solo dopo aver coperto la teiera si accorse che Kribja aveva già da tempo posizionato le sue vivande accanto a quelle della castana.*

    Vedo che nemmeno tu scherzi con le quantità. No, ho chiesto aiuto agli elfi domestici di Hogwarts. Non me la sentivo di sperimentare proprio oggi, magari accadrà un'altra volta.

    *Confessò Serenity imbarazzata. Anche Kribja sembrava non aver preparato da sè tutte quelle leccornie come lei stessa confidò raccontando di aver attinto cibo direttamente dalle scorte dei Tre Manici di Scopa, non senza aver pagato adeguatamente la proprietaria del locale. La sua compagna aprrezzò particolarmente la presenza dei tipici scones: del resto le due ragazze, l'una di Cambridge e l'altra londinese, conoscevano bene le tradizioni della propira terra. Fra i cibi presenti, però, ve ne erano alcuni che ricordavano molto la tipologia di dolci preparati da Elena, soprattutto alcuni a forma di mezzaluna ripieni di crema e cioccolato. Serenity sapeva bene che quelli erano croissant, tipici della colazione francese ma anche molto gettonati in Italia, confermando così i sospetti circa un'influenza del Prefetto nella scelta culinaria d Kribja. Mentre attendeva i cinque minuti necessari affinché l'infusione si completasse la ragazza potè affrontare il discorso sulla nuova tinta con la ragazza stessa una volta che entrambe furono sedute al tavolo.*

    Sai, in tutta sincerità preferivo il metodo babbano che hai impiegato per la festa di Pasqua. Non so, è come se fosse incompleta perché la radice dei capelli è rimasta del tuo colore natuale a differenza delle ciocche. Se poi quello era il tuo scopo allora vai bene, ci sei riuscita in pieno.

    *Sorrise Serenity dando un'occhiata al'orologio. Era giunto il momento di continuare. In fretta rimosse i due sacchetti e andò a prelevare il latte ormai caldo, versandolo in un delicato bricco. Dal cestino Appellò la radice di zenzero e la zuccheriera, non conosendo appieno i gusti dell'amica così che potesse scegliere fra una vasta gamma di assortimenti. Serenity preferiva di gran lunga il latte caldo, non perdendo tempo a versarne poco sul fondo della sua tazza per poi procedere con il the. A poco a poco il liquido color ambra scuro riempì completamente la sua tazza, pronta da degustare. Serenity, conclusa l'operazione, prese uno scone con un fazzoletto e si rivolse all'amica.*



    Prego, serviti pure. Lascio a te l'onore di assaggiare per prima.

    *Propose Serenity a Kribja, curiosa di udire da lei il suo giudizio imparizale. Fino a quel momento si era accontentata del caratteristico aroma del sacchetto, ma il gusto era tutt'altra cosa.*

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    *Serenity aveva appezzato il gesto della novella rossa nel conservare la profumata mistura intatta e sigillata così come era stata consegnata tra le sue mani al party pasquale e non esitò a farglielo sapere. Nonostante troppe volte Kribja era stata tentata di assaggiarne solo una tazza, complice l'intenso odore che emanavano i suoi vestiti che erano stati a contatto con il sacchetto di juta, era stata brava a non cedere alla tentazione, senza infrangere la parola data. Difatti una volta ricevuto il dono della Hunter, la Covonero aveva insistito per aver modo di sorseggiare insieme la bevanda, questo non ripagava la ragazza dell'apprezzato gesto di donarle parte della mistura inviatole da casa, ma almeno era un modo per poter condividere ancora del tempo piacevole insieme. Kribja le sorrise grata prima di concentrarsi ad osservare i gesti che stava facendo difatti, con la grazia e l'eleganza che la caratterizzavano, Serenity cominciò la preparazione dell'Hunter Tea.
    Aveva voluto che fosse proprio la "padrona di casa" a dedicarsi a questa delicata pratica perchè, conoscendo a pieno tutte le qualità ed ogni minima fase della preparazione della mistura, era sicuramente abile in tutti i gesti da fare per enfatizzarne al massimo ogni minimo componente. Infatti, solo chi era un vero appassionata della bevanda era a conoscenza che il tea verde di origini cinesi, per esempio, doveva restare in infusione per soli pochi minuti, dai 3 ai 4 e la mistura doveva essere continuamente allontanata dall'acqua per poi esservi nuovamente immersa. Oppure che il tè cinese Gunpowder, varietà utilizzata spesso in Marocco e nei Paesi arabi, andava sciacquato con l'acqua bollente prima di buttare via il risultato della prima infusione e poi versare nuova acqua bollente sulle foglie di tè e sulla menta per poi mescolate e lasciate in infusione per 4-5 minuti. O ancora la preparazione di alcune varietà di tea bianco non prevedevano i tipici 2 grammi di mistura per ciascuna tazza ma quasi il doppio per riuscire ad assaporarne a pieno il gusto.
    L'arte della preparazione tea dei sacra solo per i veri intenditori.
    La castana aprì sul tavolo il sacchetto di juta che raddoppio in breve tempo il fragrante aroma che emanava, di cui la stanza era già empia nonostante tutte le prelibatezza poste sul tavolo apparecchiato per l'occasione della Corvonero. Dopo di che, Serenity prese un bollitore dalla sua cesta e lo riempì di acqua con un'incantesimo per poi farlo levitare sopra un mucchietto di rametti secchi che si affrettò ad incendiare. Il piccolo falò sembrava essere acceso d svariato tempo dato che fiamme arzille che riscaldavano il bollitore ed invece erano passati pochi istanti da quando Serenity aveva pronunciato la formula magica. Era quello il bello della magia quella forza naturale che poteva essere utilizzata per aggirare le normali leggi della natura e per compiere azioni non definite comuni.

    Kribja era rimasta in religioso silenzio, attenta a scrutare ogni movimento della castana, affascinata dalla cura che ci stava mettendo nell'adempiere alla preparazione della bevanda, soprattutto quanto, arrivata ad ebollizione l'acqua nel bollitore, ne versò un pò nelle tazze e nella teiera per riscaldare la ceramica affinchè si intiepidissero. Quello era un piccolo trucchetto che conosceva anche la ragazza che non riuscì a trattenere un sorrisetto compiaciuto. Era talmente piacevole vedere come l'amore che le era stato tramandato dalla madre nei confronti del tea si rispecchiasse anche nei gesti di Serenity. Iniziò poi la parte più delicata. La castana creò una sorta di bustina grazie a dei quadratini di stoffa a trama larga in cui aveva inserito una manciata della mistura, per poi inserirli nella teiera precedentemente svuota dell'acqua e versarci all'interno il liquido bollente. Durante l'analisi del procedimento, a Kribja, sembro di intravedere i famosi pezzi di mandorla che la castana aveva svelato, durante un'incontro del Gruppo del Corvo, fossero contenuti nella mistura dell'Hunter The.
    La concentrazione di Serenity, ultimo ormai la preparazione, ritornò sull'amica che aveva disposto le pietanze che aveva portato sul tavolo rivelando, anche lei, di essersi concessa un aiuto esterno, gli elfi domestici della scuola. Kribja le sorrise prima di schiarirsi la gola secca sia per essere stata zitta per un pò che per l'acquolina che le si era formata nella bocca nel sentire l'incantevole aroma che emanava in tea in infusione.*

    Diciamo che siamo in due ad esserci lasciate prendere un pò la mano. Ma c'erano talmente tante cose buone ad Hogsmeade che no ho saputo trattenersi, ed immagino che gli elfi domestici ti abbiano riempito di cibo anche non richiesto.

    *Scherzò la ragazza lanciando un'occhiata all'invitante banchetto che avevano creato le due, pieno di colori e profumi. Serenity riportò poi l'argomento di discussione sul colore fiammeggiante dei capelli della Corvonero esprimendo il suo parere. Come aveva immaginato, con estremo garbo e gentilezza l'amica rivelò i pensieri che le passarono per la testa, preferendo la completezza e l'uniformità del colore a quella bicromia che Kribja aveva creato.*

    In realtà avrei preferito che fossero completamente rossi ma, forse non ho capito a pieno come funziona la formula magica, ed adesso sembrano incompleti, come hai detto. Per essere il primo esperimento, però, non mi lamento, d'altronde la Trasfigurazione Umana è molto complessa e difficile. Il libro diceva che l'effetto sarebbe svanito dopo 24 ore e di dover aspettare un pò prima di provare a rifarlo. Dovrei fartelo vedere quando hai tempo, contiene così tante informazioni.

    *Esclamò Kribja riferendosi al libro che aveva trovato in biblioteca, mentre l'amica osservava l'orologio che aveva al polso, rimosse i sacchetti improvvisati e versò il liquido ambrato nelle tazze di ceramica. L'Hunter Tea aveva un magnifico aspetto con quel colore intensamente deciso giallognolo, quasi aranciato, ed emanava un forte profumo in cui spiccava, ovviamente l'intenso aroma della Camellia sinensis. Kribja vide Serenity aggiungere del latte alla sua tazza e fu grata all'amica di non averlo aggiunto anche al suo. Il tea le piaceva al naturale, senza aromi aggiunti, ne latte, ne zucchero, ne zenzero o quant'altro perchè le piaceva assaporare il vero gusto delle foglie per di più bollenti. Da piccola si scottava costantemente la lingua nel sorseggiare avidamente la bevanda, sotto gli occhi divertiti della madre per la foga della sua bambina, ma con il tempo aveva imparato che bere a piccoli sorsi era l'arma vincente contro una possibile ustione.
    Quando Serenity le diede campo libero, la corvetta le sorrise immensamente grata prima di prendere la fine ceramica dal manico e, senza soffiarci sopra, la accosto alle labbra godendo ancora meglio dell'ottimo aroma che sprigionava la bevanda. Se fosse stato buona la metà di quando era deliziosamente profumato l'Hunter Tea avrebbe scalato vertiginosamente la sua classifica dei dieci tea più buoni che avesse mai assaggiato.

    Ed invece, come un pochino si aspettava, non solo il sapore eguagliava il profumo, ma lo superava di gran lunga.
    Dal caratteristico sapore amarognolo, come tutti i tea neri, quella specifica bevanda era subliminalmente ricca e corposamente strutturata grazie al foglie intere ed essiccate della Camellia sinensis che lasciavano spazio al retrogusto dolciastro delle mandorle e l'altrettanto intenso della radice che però, Kribja non riuscì ad individuare.
    Una sola parola poteva descrivere a peno la bevanda: sublime, senza ombra di dubbio.
    Dall'incredibile espressione di giubilo, unito al basso mormorio di apprezzamento che fece nel berne un secondo piccolo sorso Kribja ipotizzò che Serenity avesse già immaginato il verdetto.*

    Santi numi Serenity, questo tea è strepitosamente buono. Le mie papille gustative sono in paradiso e gioiscono sentendo gli angeli cantare. E' divino, devi assolutamente fare i complimenti a tuo padre per aver creato una bevanda così speciale.

    *Si affrettò a rivelare Kribja non volendo tenere sulle spine l'amica per poi berne ancora un pò, sarebbe potuta tranquillamente diventare dipendente da quella bevanda che le scendeva calda lungo l'esofago riscaldandole il petto ed allietando la sua anima di appassionata di tea. Era così felice di aver avuto modo di assaggiare il piccolo tesoro custodito dagli Hunter e non potè fare a meno di ignorare le pietanze sul tavolo e concentrarsi unicamente sulla bevanda contenuta nella sua tazza, ormai dimezzata.
    Improvvisamente un leggero prurito la colse proprio sulla nuca, troppo concentrata sul tea provò ad ignorarlo, ma il fastidio continuava così, quasi con distrazione, indirizzò la mano sulla zona formicolante e la grattò leggermente con le sue unghie mangiucchiate ma non scomparì, anzi si intensifico infastidendo la Corvonero.*


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    *Lo sguardo di Kribja non fu distolto nemmeno per un secondo dalle mani della castana durante tutta la durata della preparazione. Serenity poteva quasi immaginare come la materia grigia dell'amica, da buona Corvonero, analizzava passo passo ogni procedura, ogni passaggio critico appuntando quelle poche nozioni volte a una maggior qualità del suo the. La strega sospettava che molti trucchetti come il versare prima un po' di acqua per intiepidire la ceramica non fossero per niente sconosciuti alla mora, ora fulva, grazie agli insegnamenti ricevuti da parte di sua madre. La sua attenzione doveva perciò essere rivolta ad altro, tipo la temperatura di infusione o la durata necessaria al rilascio da parte della mistura di tutto il suo aroma rendendo ambrata l'acqua. Ormai era tutto pronto per cominciare quella inusuale colazione, resa ancor più ricca dalla gentilezza offerta dagli elfi domestici. Proprio come Kribja aveva supposto il cestino preparatole nelle cucine era così stracolmo di cibo che Serenity dubitava contenesse solo ciò che lei stessa aveva richiesto - come in effetti aveva appurato una volta imbandita la tavola. Ma del resto la natura di quelle creature era basata sul servilismo e un'aggiunta non richiesta di alimenti non era un problema per loro.*

    Credevo non avresti più sperimentato con la Trasfigurazione Umana. Se non sbaglio mi dicesti che avevi rinunciato dopo che il tuo ultimo tentativo aveva prodotto... vediamo, come l'avevi definita? Ah sì, un'onda azzurra e bianca. Comunque mi piacerebbe leggere quel libro.

    *Sempre durante la festa di Pasqua fra le due c'era stato un breve scambio di opinioni circa il cambiare colore con un incantesimo trasfigurante, che Kribja aveva deciso di non utilizzare in quel frangente dati i disastrosi risultati ottenuti in precedenza. Quella domenica mattina, però, si era cimentata nuovamente e sebbene non fosse stata del tutto precisa il colore era proprio quello che desiderava. Per Kribja era già un grande progresso ma Serenity confidava in lei e nella totale riuscita dell'incantesimo in seguito. La castana inizialmente era convinta che l'effetto bicromatico fosse stato voluto espressamente dall'amica, ma dopo il suo discorso comprese che le mancava giusto un po' di pratica prima di padroneggiare benissimo quel difficile incanto. Riguardo al libro in cui Kribja aveva ricavato la giusta formula Serenity nutriva un sincero interesse. La Trasfigurazione era una materia molto affascinante se eseguita bene, mentre in casi negativi poteva causare effetti anche piuttosto gravi. In una delle lezioni svolte all'inizio di quello stesso anno si era trattato il tema dell'Evanescenza, ossia il far sparire completamente un oggetto o un animale. Se non ci fosse stata la giusta concentrazione parti dell'animale non sarebbero svanite rendendo difficile l'esecuzione completa dell'incantesimo. Le conseguenze erano pertanto la mancata reversibilità dell'Incanto Evanesco o addirittura la scoperta del parziale prodotto finale da parte di un Babbano. Magari quel libro conteneva, oltre a formule, consigli per la concentrazione e come atteggiarsi mentalmente durante la parte pratica di Trasfigurazione.*



    *Il dolce che reggeva emanava un profumo molto delicato, intiepidendo la mano che lo reggeva avvolto in un tovagliolo. Era semplicemente perfetto, con le due fette di impasto che golosamente racchiudevano la panna e la confettura di lamponi. Data la sua morbidezza era un accompagnamento perfetto al the in quanto l'interno spumoso ben tratteneva la bevanda se intinto nella tazza. In trepida attesa di inzuppare per bene quel dolce Serenity attese il verdetto da parte d Kribja che per prima si accinse a bere l'Hunter tea dopo essersi servita da sola una fumante tazza. L'idea della quindicenne circa il non aggiungere altri ingredienti nella tazza prima che fosse versato il the si rivelò esatta: Kribja faceva parte del ristretto circolo dei puritani, coloro che bevevano the senza aggiunte di latte, zucchero o altro. Secondo quella filosofia il sapore sprigionato dalle foglie non doveva essere violato con altre fragranze e doveva essere ingerito caldo sempre per lo stesso motivo. E difatti Kribja non si permise nemmeno di soffiarci sopra ma immediatamente portò alle labbra il bordo di ceramica della tazza, pronta per un lungo sorso. Anche la studentessa castana seduta di fronte a lei per certi tipi di the poteva considerarsi una puritana, ma nel caso di the neri come il suo il sapore ricavato solo dall'infusione non era di suo gradimento. Accettando comunque l'ideologia dell'amica Serenity fu ampiamente soddisfatta quando, come già in altre occasioni era successo, il volto della neo rossa dimostrava il suo apprezzamento sincero senza che fosse necessaria alcuna parola aggiuntiva da parte sua. Kribja, però, non poteva non esprimere a voce i suoi complimenti.*

    Mi spiace averti fatto attendere così tanto, allora. Come ti dissi al party questo preparato ha ottimi effetti curativi per via della radice, quindi ti consiglio di berne un po' quando ti sentirai spossata. Tonfica molto il corpo durante un qualsiasi malanno, un ottimo sostituto delle pozioni curative se non hai le forze di prepararne una.

    *Consigliò con trasporto Serenity mentre intingeva lo scone nella sua tazza. Ciò che esplose nel cavo orale una volta staccato il primo morso fu un misto tra dolcezza, acidità, morbidezza e corposità a generare una fragranza molto saporita. L'Hunter tea era già da sè una bevanda ricca di sapore ma associato a quel dolce era tutt'altra storia. Era proprio quello il motivo per cui tutti i Britannici consideravano gli scones i dolci perfetti per l'ora del the. Attaccando subito un crumble fornito dalla compagna la Hunter diede inizio alla colazione vera e propria. C'erano un sacco di prelibatezze tutte da provare, specialmente quelle italianeggianti che dovevano essere state ispirate almeno in parte dalla coinquilina Elena. Kribja prese improvvisamente a grattarsi distrattamente la nuca con evidente fastidio e dsappunto. Sincerandosi che stesse bene Serenity tornò alla propria colazione, non senza gettare sguardi preoccupati a quel prurito comparso così di botto. La quindicenne, per cercare di distrarre la rossa, si prodigò nell'elogiare il gusto dei crumbles.*



    Amo combinare le mele alla cannella! Penso che la nostra cucina sia la migliore dopo quella italiana e quella cinese, tu che dici?

    *Domandò Serenity, chiedendosi se quella ragazza avesse avuto la possibilità di sperimentare cucine internazionali. Sfortunatamente la castana ignorava entrambe di quelle citate da lei per cui poteva solo sperare nell'amica se voleva conoscere informazioni aggiuntive in merito. Quella domanda per intrattenersi durante quella splendida mattina avrebbe distolto l'attenzione da quello spiacevole inconveniente?*

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    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
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    *Il delizioso sapore del Hunter Tea continuava a riscaldare le membra della Corvonero che, tralasciando momentaneamente le prelibatezze messe a disposizione sul tavolo, si stava dedicando solo ed esclusivamente a quella prelibata bevanda. Forse, ad occhi estranei, poteva sembrare assurda la venerazione con cui Serenity aveva preparato il tea o la cura con cui Kribja lo sorseggiava analizzandone il ricco retrogusto ad ogni sorso, ma per loro, vere inglesi ed amanti dell'ora delle cinque, quelle pratiche erano solo una dimostrazione della loro passione nei confronti della calda bevanda.
    Il livello del liquido ambrato si era praticamente dimezzato nella tazza in ceramica della rossa, che continuava a lasciare discretamente delle grattatine qui e lì sul capo formicolante, mentre l'amica le ricordava le parole che aveva usato per definire il pasticcio che aveva fatto l'ultima volta che aveva provato ad usare la Trasfigurazione Umana su se stessa. Non potè che ridere di gusto perché in alcune occasioni il suo filtra tra bocca e cervello era davvero esilarante.*

    Bhè non avevo tutti i torti l'altra volta, volevo cercare di assomigliare ad Ariel la Sirenetta della Disney ed invece sembravo più il suo sfondo marino.

    *Scherzò allegra nel rivelare quel particolare all'amica conscia che, essendo per metà di origini babbane, avrebbe capito immediatamente l'allusione al cartone animato che da piccola era solita vedere nella sua villetta londinese. Il loro comune stato di sangue era solo un'elemento di più che le accomunava e rendeva piacevole e scorrevole la discussione.*

    Però ero al quarto anno durante il mio ultimo tentativo e quest'anno mi sono impegnata abbastanza in Trasfigurazione nonostante resta comunque una materia molto difficile ai miei occhi, seppure incredibilmente affascinante. Mi sono esercitata parecchio con la trasfigurazione animale e vegetale, seppure ogni volta mi faccio un sacco di scrupoli morali nell'utilizzare la magia su dei piccoli animaletti indifesi.

    *Rivelò spostando una ciocca, dal color particolarmente intenso, che le era ricaduto sul volto. Sin dal primo anno, avere la capacità di mutare l'aspetto e la fisionomia di oggetti, animali e persone attraverso l’alterazione della struttura molecolare, l'aveva affascinata in maniera incredibile ma, per quanto impegno lei ci mettesse nella suddetta materia, i risultati ottenuti non la soddisfacevano mai a pieno, tentandola addirittura di chiedere al docente in carica della cattedra di Trasfigurazione di concederle delle lezioni private. Il suo animo da Corvonero unita alla sua testardaggine, che certe volte la rendeva quasi accomunabile ad una Grifondoro, le impediva di procedere e la incitava a cercare nei libri e della sua concentrazione l'esatto risultato. Per questo sul comodino di Kribja, accanto al suo letto a baldacchino, era sempre presente uno dei pesanti libri preso in prestito dalla Biblioteca della scuola relativo alla Trasfigurazione.*

    Sarà un piacere mostrartelo quando torniamo nel dormitorio. L'ho preso in prestito un pò di tempo fa dalla Biblioteca ed è talmente affascinante che non riesco mai a trovare la forza di restituirlo.
    Spero solo che la bibliotecaria non mi rimproveri tanto quando sarò costretta a farlo.


    *Escamò osservando il modo preciso in cui Serenity intingeva il suo profumato e ricco scone nella tazza del suo tea allungato con un goccio di latte che addolciva leggermente l'amaro della bevanda. Oltre al capo dolenti Kribja dovette preoccuparsi anche del suo stomaco che prese a brontolare, d'altronde non era passata in Sala Grande ed il suo corpo necessitava nelle energie fornite da una di quelle squisitezze poste sul tavolo per affrontare il resto della giornata. Avvolse anche lei uno degli scone più piccolo nel tovagliolo e lo portò cautamente alla labbra mordendolo, cercando di evitare che parte della morbidezza interna strabordasse macchiando la tovaglia a quadrettoni rossi e bianchi.



    Il dolce sapore della brioche mista alla crème fraiche e alla confettura di fragole le esplose in bocca deliziando la Corvonero affamata, decisa ad assaggiare un pezzettino di ogni bontà portata da entrambi. Spesso si era ritrovava a chiedersi come gli elfi domestici avessero imperato a cucinare così bene, considerata la varietà di portate che ogni volta era presente sulle lunghe tavolate della Sala Grande, poi ricordava che la loro caratteristica principale era quello di "prostrasi" ai servigi dei loro padroni e quindi immaginava che migliorare le loro capacità culinarie era uno dei modi che li spronava a far sempre meglio. In ogni caso il dolcetto era delizioso, buono quanto quella della signora Abby, la fornaia del negozietto nei pressi di casa sua a Londra, che ogni giorno, per anni, aveva conservato una leccornia alla piccola e golosa Kribja.
    A distrarla da quei pensieri fu la castana che spiegò nuovamente gli effetti benefici della radice contenuta nell' Hunter Tea che stavano bevendo, così come l'aveva avvertita al party pasquale e nell'alta Torre di Corvonero la prima volta che avevano intrapreso il discorso.*

    Se non sbaglio mi dicevi che neppure tu conosci il nome di questa radice che tuo padre aggiunge alla mistura, vero? O forse non ti ricordavi il nome, nell'occasione in cui ne abbiamo parlato, ma non sapevi i giusti dosaggi per realizzare il tea. Scusami, non ricordo bene

    *Domandò curiosa, rammendando vagamente un qualcosa di misterioso tra i componenti del tea nero ma non avendo ben chiaro cosa preferì domandarglielo per accertarsene. Era passato diverso tempo da quando ne avevano dialogato la prima volta, occasione in cui avevano cominciato a stringere maggiormente amicizia. Sembrava essere passato un secolo, però, tante erano state le volte in cui si erano ritrovate a scoprirsi reciprocamente ed apprezzarsi come persone ed amiche.
    Finito lo scone, lo stomaco della rossa continuava a non essere soddisfatto, mormorando nuovamente e portandola a afferrare uno dei muffin ai frutti rossi ottimi per depurare l'organismo grazie alle proprietà dei mirtilli, dei ribes, dei lamponi e delle more contenute nel soffice impasto arricchito con morbido yogurt.

    Serenity invece era passata ad assaporare uno dei gustosi crumbles alla mela esprimendo il suo parere sulle qualità delle varie cucine mondiali. Quello era uno tra i dolci preferiti dalla rossa proprio per la presenza del frutto.*

    Lo credo anche io, la nostra cucina possiede molte portare succulenti e deliziose.
    Senza ombra di dubbio quella italiana è la migliore cucina in assoluto per la varietà di elementi che combina, ma d'altronde la salutare dieta mediterranea è nata proprio dallo stivale italiano.
    Per quanto riguarda la cucina cinese, invece, mi piace ma sinceramente non ho mai mangiato molte pietanze oltre ai tipici pollo in agrodolce, il riso alla cantonese, gli involtini primavera ed... il maiale bambù e funghi.
    A dire il vero credo di preferire quella indiana che conosco meglio, grazie a tutte quelle spezie con cui arricchiscono i piatti, ma non posso esserne sicura dato che ho assaggiato poche pietanze cinesi.
    Tu invece conosci bene la cucina etnica?


    *Domandò Kribja tornando nuovamente a grattarsi il capo formicolante, stava cominciando ad essere ridicola a passare sempre la mano tra i capelli ma non riusciva a farne a meno. Sperò che Serenity non si innervosisse per il gesto poco educato che continuava a svolgere, soprattutto considerando che si trovavano a tavola.
    Dialogare delle diverse cucine la aiutava a distogliere il pensiero ma solo per pochi instanti. Perseverando la rossa provò a ricordare altre pietanze di origini cinesi che aveva assaporato a Londra nei ristoranti tipici, o in giro con i genitori grazie ai tour musicali in cui era impegnato il padre babbano, ma senza i risultati sperati. Si accorse inoltre di aver finito, tra un morso e l'altro, il suo tea per cui, un po in imbarazzo per la voracità con cui aveva bevuto la bevanda calda, chiede con garbo all'amica*

    Scusa Serenity, posso prendere un'altra tazza del tuo tea? E' talmente buono che l'ho finito subito

    *Domando sorridente con le gote arrossate per la richiesta.*

    @Serenity_Hunter,


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    *Serenity non si trattenne dal ridere quando Kribja azzardò una battuta sull'improbabile colore di capelli turchini, generato dal suo precedente fallimento in Trasfigurazione umana. Era bello che quella ragazza di fronte a lei sapesse essere così autoironica da non prendersela quasi mai se qualcuno le faceva notare qualcosa di strano. Per di più aveva apprezzato la schiettezza della castana nell'esprimere la propria opinione, una delle ragioni che forse avevano spinto Kribja a chiedere consigli proprio a lei. Serenity ebbe all'improvviso la visione del volto affilato e pallido, dai lineamenti morbidi, incorniciato da una marea di ricci azzurri venati di bianco invece del rosso che caratterizzava quel particolare personaggio Disney. Gli altri loro compagni, a meno che non fossero abituati al mondo babbano, avrebbero storto il naso a parole come Sirenetta o Disney tanto conosciute fra i bambini Babbani o cresciuti con essi. La fiaba originale era molto triste e ben diversa dal cartone animato visto miriadi di volte alla televisione. Una sirena trasformata in umana, in cambio della sua voce, solo per farsi amare dal principe che aveva salvato da una tempesta. Tale principe però credeva che a salvarlo fosse stata la principessa del regno vicino, avendola trovata al suo capezzale dopo il salvataggio. Un anno non era bastato per la povera Sirenetta a far innamorare di lei il principe e così, malgrado la possibilità offerta dalle sorelle per tornare sirena, preferì non uccidere l'uomo che amava diventando spuma di mare. Quando aveva visto la trasposizione cinematografica di quella infelice storia Serenity era rimasta molto perplessa dato che non si faceva affatto menzione di un'altra principessa, della spuma di mare e soprattutto il divenire uno spirito dell'aria da parte della sirena. Lì tutto era stato mutato per rendere tutti felici e contenti, tipica frase conclusiva di ogni racconto. Ma non doveva finire così! Forse era a causa di tutti quei cambiamenti, riscontrati anche in altre storie, che Serenity per un po' aveva creduto che tutto avesse un lieto fine? Lo aveva imparato a sue spese: non sempre le vicende nella realtà rendono tutti felici e contenti.
    Kribja toccò un tasto dolente quando, citando la Trasfigurazione, menzionò l'utilizzo di animali adatti a quello scopo.*

    Non mi sarei mai permessa di esercitarmi con gli animali se avessi avuto la certezza matematica di far loro del male. Anche a me dispiace quando in classe trasformiamo uccelli in calici, testuggini in teiere o li facciamo sparire. Ti confesso che al primo anno ero seriamente tentata di abbandonare il corso.

    *Anche fra i Babbani, sebbene fosse ancora una bambina, aveva molto a cuore le sorti degli animali per cui notizie riguardanti vivisezione e altre torture a cui erano sottoposte quelle piccole creature la facevano rabbrividire. Per come era sensibile su questo argomento era capace persino di scoppiare a piangere davanti a violenza gratuita verso di essi. Anche Kribja, senza smettere per un attimo di grattarsi la nuca, scelse uno scone come primo dolce della colazione. Le confidò del suo timore nell'essere rimproverata dalla bibliotecaria, essendo in netto ritardo sulla consegna. Serenity non aveva mai conosciuto una persona più simile a lei, rispecchiandosi in molti suoi comportamenti e abitudini. Anche la castana aveva il vizio di dilungarsi molto quando prendeva un libro dalla biblioteca: non perché fosse lenta a leggere quanto più perché non voleva nuovamente restituire i preziosi tomi, desiderandoli per sè. Quel libro si stava rivelando piuttosto interessante, se anche una lettrice accanita cone Kribja era giunta a evitare il momento della consegna pur di spulciarlo da cima a fondo.*

    Entrambe le frasi sono corrette. Non ho idea di che tipo di radice impieghi mio padre e, soprattutto, ignoro le dosi dei vari ingredienti affinché si generi l'Hunter Tea. Credo non sia ancora il momento giusto per conoscere questi dettagli, ma la cosa non mi dispiace.

    *Replicò la quindicenne vuotando definitivamente l'ultimo sorso di tea rimasto nella tazza. Il crumble che stava mangiando le aveva suscitato una gran sete per cui Serenity non perse tempo a riempirsi la tazza di the fumante. Era un bene che tutti i recipienti fossero in ceramica, la bevanda ambrata era ancora bella calda e sembrava essere stata infusa da appena cinque minuti invece che da mezz'ora. Mentre aggiungeva il latte dal bricco la Corvonero notò che l'amica aveva addocchiato un muffin dall'aspetto delizioso e al contempo assimilava le giuste nozioni per rispondere adeguatamente alla domanda da lei posta. Serenity non sbagliava nel pensare che quella ragazza di fronte a lei conoscesse piatti etnici e di derivazione straniera, come ella stessa ebbe modo di raccontarle dopo il primo morso.*



    Mi spiace, non ho mai avuto modo di sperimentare altre cucine all'infuori di quella britannica. Non ne ho mai avuto la possibilità. Comunque puoi servirti di the quando vuoi, non preoccuparti.

    *L'amica era molto più esperta della castana in ambito di esperienze culinarie, essendosi dilungata nella descrizione dei vari piatti etnici con cui aveva avuto a che fare. Nel piccolo e modesto paesino di Cambridge era difficile che ci fossero negozi o ristoranti che esulavano dalle tradizioni inglesi, come invece poteva accadere in una grande metropoli come Londra. Kribja era stata molto fortunata su vari aspetti, a partire dalla situazione familiare da Mezzosangue fino alla locazione del domicilio, molto più vicino al confrontarsi con diverse realtà rispetto al piccolo mondo ristretto di cui faceva parte la giovane Serenity. Chissà come sarebbe stata la sua vita se fosse stata lei a vivere nella capitale britannica, con genitori come quelli della neo rossa e quindi in procinto di compiere nuove esperienze al di fuori del contesto in cui viveva...
    La compagna sembrava quasi innamorata del tea della famiglia Hunter, tanto da volerne subito un'altra tazza. L'invito di Serenity era la miglior offerta che potesse rivolgerle, anche perché non l'avrebbe di certo bloccata se più in là avrebbe bevuto ben dieci tazze di the. Del resto tutta la mistura del sacchetto era un dono che la ragazza di Cambridge aveva volentieri offerto alla londinese, senza nulla in cambio! Con un sorriso invitò dunque l'amica a non porsi più quel genere di problemi con lei. Aveva quasi terminato il suo crumble quando si accorse nuovamente del tic che da parecchi minuti sembrava aver colpto Kribja.*

    Tutto bene? Sembra che ti abbia punto qualche insetto da come ti gratti!

    @Kribja_Armstrong,


  • Kribja_Armstrong

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    *Le risate delle due ragazze riempivano la, solitamente silenziosa, Serra numero I delle Professoressa Arfen che, gentilmente, aveva loro concesso la possibilità di utilizzarla come location per la ricca colazione che si stava concedendo. L'auto ironia che l'animo estroverso di Kribja esternava, in merito al risultato bizzarro della sua Trasfigurazione umana, le aveva portate al momento di ilarità condiviso. La ragazza sentiva di poter raccontare quei particolari all'amica in tranquillità, conscia che non avrebbe ricevuto critiche per non essere riuscita nel suo intento o che ai suoi occhi, non sarebbe parsa una strega meno capace di quello che era. Spesso, alcuni studenti, soprattutto quelli della loro comune Casata, cercavano di mascherare gli errori commessi, di apparire sempre perfetti in ogni piccola cosa. Questo aveva portato anche Kribja, all'inizio del suo percorso scolastico, a ricercare la perfezione dei suoi incantesimi e, se i risultati ottenuti non erano quelli sperati, lo celava dietro una tranquilla apparenza per poi ricercare un aula vuota dove provare e riprovare da sola. Era decisamente frustrante, perchè la magia non era una strumento facile da incanalare ed indirizzare, soprattutto nei primi anni ah Hogwarts. Con il tempo aveva deciso che subire questa pressione l'avrebbe portata a stressarsi più di quanto già non lo era, considerando già l'impegno che metteva per cercare di eccellere in tutte le materie, e che dimostrare di non essere perfetti in tutto quello che faceva poteva essere solo un'altro modo di vedere le cose. Preferiva ammettere di sbagliare e riderci sopra per poi riprovare e riprovare a raggiungere l'obbiettivo piuttosto che nascondersi dietro menzogne. D'altronde sbagliare era umano.
    Quando poi Kribja accennò alla sua riluttanza nell'utilizzo degli animali nella Trasfigurazione anche il viso di Serenity, fino a quel momento allegro e gioioso mutò improvvisamente. Come anche lei sostenne, odiava il dover utilizzare la magia su quei piccoli esseri viventi seppure in buona fede rivelandole inoltre che durante il primo anno era tentata di abbandonare.*

    Sono perfettamente d'accordo con te ma ritengo anche che tutte le prime esercitazioni che vengono fatte ad Hogwarts sono sotto stretta sorveglianza degli insegnanti che, nell'eventualità dovesse accadere qualche imprevisto, saprebbero benissimo come intervenire per risolvere la situazione.
    Sono contenta che alla fine non hai abbandonato.


    *Esclamò sincera la rossa osservando i grandi occhi verdi dell'amica seduta davanti a lei. Serenity era una fantastica strega, dalle doti eccezionali sfruttate da una mente brillante che aveva degli obbiettivi ben precisi da perseguire come le aveva rivelato durante un loro incontro presso i Tre Manici di Scopa, la locanda di Hogsmeade in cui la Corvonero momentaneamente aveva l'incarico come barista, tra l'altro ormai agli sgoccioli. In quell'occasione Serenity aveva rivelato la sua ambizione di intraprendere una carriera nell'ambito della fitoterapia, ossia la capacità di curare maghi e streghe tramite elementi naturali come decotti. Kribja ne era rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che l'amica aveva le idee ben chiare sull'ambito lavorativo da voler intraprendere una volta finito la scuola e questo l'aveva stimolata a pensare con maggior raziocinio a quali fossero le sue aspirazioni.
    Quando l'argomento di conversazione venne dirottato sulla miscela che aveva dato l'input per quella colazione condivisa e sulle tipologie di cucine straniere che avevano avuto modo di assaggiare, mentre Kribja continuava a lasciare grattatine sulla nuca formicolante, Serenity le rivelò di non conoscere il nome della radice che il padre univa agli altri componenti dell'Hunter Tea ne le dosi di essi. Un pochino se lo aspettava data che ricordava vagamente l'accenno che le aveva fatto durante uno dei loro primissimi momenti di condivisione con il Gruppo del Corvo per cui non replicò ma rimase leggermente interdetta sul non aver mai assaporato cibi che non venissero sfornati dalle cucine inglesi. Con l'immensa varietà di pietanze che c'erano era un vero peccato che l'amica non avesse mai avuto modo di assaggiarle e gustarle, soprattutto quella indiana che con le molteplici spezie utilizzate per insaporire sarebbero state decisamente apprezzate dalla castana.*

    Se vuoi, durante quest'estate, potresti venirmi a trovare a Londra per qualche giorno, così ti porto ad assaggiare del cibo esotico.
    Sono certa che ti piacerebbero molto ed inoltre ai miei genitori farebbe estremamente piacere conoscerti.


    *Propose allegra Kribja ricordando la lettera di risposta, che aveva ricevuto qualche giorno primo,da sua madre in cui le diceva di essere entusiasta della ragazza che la figlia le aveva descritto così accaloratamente nella sua missiva. Nonostante ormai fosse abituata a stare lontana da casa per la maggior parte del tempo, Kribja dedicava sempre un pensiero ai suoi genitori cercando di scrivergli ogni settimana per raccontargli i suoi progressi scolastici, le nuove avventure o semplicemente quello che le passava nella testa per poi informarsi su come procedevano le cose lì da loro. Quel rapporto così stretto con i tutori la faceva sentire bene e costantemente amata.
    Mentre si versava una nuova tazza del dorato Hunter Tea, dopo che l'amica le aveva concesso il "permesso" senza esitazione, Serenity le fece la domanda che temeva da quando erano cominciati quei fastidiosi e, sempre più intensi, formicolii che la portavano a grattarsi sempre più intensamente il capo. Si imbarazzò profondamente, consapevole che quello che stava adottando, non era un comportamento educato eppure non riusciva a farne a meno. Il capo le prudeva e pulsava esageratamente in alcune zone snervando la ragazza per quell'inconsueta sensazione.
    Con le gote arrossate per la pessima figura ed una mano tra i capelli per cercare di attenuare quello che pian piano stava diventando vero e proprio dolore, Kribja cercò di scusarsi come meglio poteva per l'imprevisto senza accorgersi che qualcosa stava cambiando in lei.



    Scusami Serenity sono mortificata. Ho un fastidiosissimo prurito che non riesco a placare e non posso fare a meno di grattarmi la testa. Sembra che degli aghi mi si stiano conficcando nel cuoio capelluto.

    *Esclamò la ragazza cercando di spiegare quell'assurda situazione che stava interferendo con i loro programmi.*


    @Serenity_Hunter,


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    *Vienimi a trovare.
    Tre semplici parole ma che insieme creavano una frase capace di sorprendere Serenity. Aveva udito male o Kribja le aveva appena proposto di incontrarsi al di fuori dalle mura di Hogwarts? In cinque anni un'occasione simile non le era mai capitata. Era bello vedere come il rapporto fra le due si accrescesse sempre più al punto da spingere la rossa a un invito del genere. Per di più si era anche offerta di farle assaggiare piatti etnici, di cui la castana era completamente all'oscuro. Un gesto nobile e generoso da parte sua. A sua memoria l'ultima persona che aveva visitato la villa degli Hunter era stata una ragazzina delle elementari che aveva prestato alla piccola Serenity un libro di fiabe. Da allora nessun altro aveva messo piede lì. Serenity provò a immaginare l'abitazione dell'amica: era nel cuore di Londra o più in periferia? A un piano alto o basso? E soprattutto era curiosissima di conoscere i suoi genitori e l'eccessiva allegria del padre, così interessato al mondo magico a cui appartenevano moglie e figlia. Forse sarebbe stata tempestata di domande ma ne sarebbe valsa la pena per rendere felice quell'uomo all'apparenza simpatico.
    Il the nuovamente sparì dalla tazza, tanto era apprezzato dalle due ragazze. Mr Hunter non avrebbe potuto creare una miscela migliore per due grandi estimatrici della bevanda nata in Oriente. La mattinata trascorreva serena e a poco a poco i dolci che prima imbandivano trionfi il tavolo bianco in legno sparirono, gustati appieno dalle Corvonero. L'unica pecca di quella giornata meravigliosa era stata l'improvviso prurito che aveva colto la rossa senza sosta.*

    Non devi scusarti, mi dispiace vederti in questa condizione.

    *Si rammarco Serenity, conscia di non poter fare molto per aiutarla. L'imbarazzo di Kribja era palese ma d'altronde nemmeno lei sapeva spiegarsi l'origine improvvisa di quel fastidio. Una pianta urticante era la candidata maggiore assieme alla puntura di insetto dato il luogo in cui si trovavano. Le due erano in una serra, circondate da piante magiche che come quelle babbane attiravano coi loro profumi ogni sorta di insetto: era piuttosto scontato pernsare a quelle due possibilità. Difficilmente si poteva credere ad altre cause, eppure Serenity non era del tutto convinta. Fino a quel momento non si erano visti strani animaletti e le piante emanavano solo un delicatissimo aroma che richiamava alla primavera. Molte di esse non presentavano infiorescenze ma altri spiccavano, variopinte e maestose, sulle sorelle. Fra tutti un angolo della serra era stato adibito a roseto e in quel momento era praticamente ricolmo di stupende rose, così perfette da non immaginare che fossero semplici fiori. Il colore cremisi dei petali spiccava rispetto a quello dei loro steli, attirando subito l'attenzione dell'osservatore intento ad ammirare quella serra. Da dove era seduta Serenity le vedeva benissimo, una macchia verde tinteggiata di rosso: quella tonalità era per antonomasia il simbolo della passione ardente, che poteva celare delle insidie come le spine che si irradiavano il gambo sottile del fiore.*



    Guarda quelle rose, Kribja. Non sono merav...?

    *Esordì Serenity mentre la domanda le moriva in bocca quando il suo sguardo si posò nuovamente sull'amica, o meglio sulla folta chioma che coronava le fattezze del viso morbido e ovale. Quando la castana era stata attratta dal mini roseto le fulve ciocche quasi si confondevano con lo sfondo retrostante, ma non appena gli occhi smeraldini colsero uno sprazzo di bianco in primo piano furono irreversibilmente attratti dalla fonte di colore. In realtà la quindicenne già di sua spontanea volontà aveva intenzione di rivolgere nuovamente la parola all'amica, solo che il tutto fu accelerato dopo essersi accorta di quello strano avvenimento. La mano che reggeva la tazza ormai vuota, con i pochi sedimenti del the rimasti sul fondo, si irrigidì assieme al resto del corpo mentre l'espressione facciale di Serenity mutò radicalmente: sbarrò gli occhi, quasi spaventata, e la voce si incrinò non appena riuscì a proferire nuovamente parola.*

    K-Kribja... I-i tuoi ca-capelli...

    *Riuscì solo a dire, additando tutta tremante la testa della ragazza. I capelli da rossi si stava tramutando in una folta chioma bianca! A partire dalla radice si andava ramificando quello strano colore; le punte erano ormai rosa, ma prossime a divenire bianche anch'esse. Sembrava di aver davanti la versione più anziana ma senza rughe di Kribja, come se avesse ingerito per sbaglio una Pozione Invecchiante.
    Com'era possibile? Tutto era cominciato da quel maledetto prurito che l'aveva condotta a quel punto. Che fosse opera di una pozione oppure di un incantesimo la ragazza sapeva che bisognava agire in qualche modo. Alzandosi di scatto, rischiando di rompere la pregiata tazza da the, Serenity cercò ovunque qualche informazione che la aiutasse a capire il perché l'amica si stesse imbianchendo così. Sbriciò nella tazza, controllò un paio di dolci ma niente. Tutto sembrava in regola e non si erano uditi passi di qualcuno che per dispetto o altro le avesse scagliato un incantesimo. E se prurito e colore di capelli fossero correlati? Si sarebbe potuto escludere a priori perciò una reazione allergica a una pianta o a un insetto. Restava solo un'unica ipotesi tutta da confermare: l'incantesimo trasfigurante. Kribja era alle prime armi, come lei stessa aveva dichiarato, e potevano esserci stati degli intoppi durante l'esecuzione. Oppure il problema risiedeva nella formula stessa, chi poteva saperlo.*

    Appella il libro, per favore. Non vorrei che sotto quella formula ci fossero delle controindicazioni...

    *Propose Serenity, visibilmente preoccupata. Qualora si potesse subito risalire al problema magari era possibile ideare un piano di risoluzione.*

    @Kribja_Armstrong,


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    *Kribja aveva messo gli occhi su dei graziosi dolcetti realizzati dagli Elfi domestici nelle cucine della scuola già pregustando il sapore fruttato delle fragole che lo decoravano in perfetta sintonia con il retrogusto amarostico dei sorsi dell'Hunter Tea quindi non si accorse subito dell'espressione che aveva assunto il volto dell'amica quando le aveva proposto di venirla a trovare durante le pausa estiva. Appariva quasi sorpresa dalla sue parole, uscite talmente tanto spontanea dalle labbra di Kribja che non aveva minimamente pensato a come la ragazza avrebbe potuto prendere la richiesta.
    In fondo ormai era da più di due mesi che le ragazze si frequentava assiduamente in quell'ambito magico e alla rossa avrebbe fatto decisamente piacere avere modo di conoscere e scoprire Serenity anche in un'altra realtà. Già si vedeva a passeggiare allegramente per i viali alberati del Regent's Park con la castana diretta alla British Library -l'edificio in rossi mattoncini affiancato alla stazione di St Pancras- che conteneva la biblioteca nazionale del Regno Unito famosa per essere una delle più importanti Biblioteche di ricerca grazie ai milioni di documenti che custodiva. Con tutti gli interessi comuni che avevano e la megalopoli di Londra a loro disposizione avrebbero potuto divertirsi moltissimo. Serenity avrebbe conosciuto i suoi genitori ma anche i componenti della band del padre, onnipresenti a casa sua, e i suoi amici londinesi babbani. A Kribja sembrò essere una prospettiva alquanto simpatica e le avrebbe fatto molto piacere se la ragazza avesse accettato.
    Mentre lasciava fantastica la sua mente verso l'ipotetico prossimo futuro, però, la fastidiosa ed ormai costante sensazione di prurito non ne voleva sapere di abbandonarla costringendola a scusarsi imbarazzata con l'amica che non aveva potuto fare a meno di notare il suo strano atteggiamento. *

    Quanto sembrerò sciocca continuando a grattarmi con una scimmia...

    *Pensò sconsolata la ragazza insistendo con le unghie mangiucchiate sul lato inferiore sinistro del capo particolarmente pruriginosa. Sembrava che la testa le solleticasse in maniera spiacevole, infiammandosi da un punto all'altro ed il semplice sfregare i polpastrelli sulle parti dolenti non alleviasse il sintomo.
    Serenity volgeva lo sguardo verso la serra che le circondava soffermandosi su qualcosa alle sua spalle almeno finché non posò lo sguardo sull'amica incitandola ad osservare delle rose per poi interrompersi brutalmente come se avesse visto un fantasma. Gli occhi sgranati e l'espressione allarmata portarono la ragazza a voltarsi nella direzione in cui prima era rivolta Serenity, nel compiere il gesto -ancora con una mano a grattarsi il capo- una ciocca dei suoi lunghi capelli le finì davanti al viso. Inizialmente non ci badò e la spostò semplicemente concentrandosi su cosa aveva sconvolto tanto l'amica, finché non si rese conto di un particolare. I fluidi capelli, naturalmente lisci, di Kribja, che avrebbero dovuto essere di un rosso intenso, erano ruvidi al tatto, quasi come sfibrati e non curati per tanto tempo ma soprattutto erano bianchi.

    Bianchi.

    Bianchi come il latte contenuto nel bricco con cui Serenity aveva allungato il suo tea. Bianchi come i piccoli petali delle margherite del vaso li affianco e non rossi come l'ardente fiamma del fuoco di un caminetto. Cosa diamine stava accadendo?
    Paralizzata dal panico quasi non udì l'amica indicare la sua capigliatura modificata ed alzarsi di scatto per cercare qualcosa sul tavolo che le divideva. Come potevano essersi modificati tanto velocemente i suoi capelli che alle punte sembravano la parte terminale di un mocio? Per l'occasione, oltre a provare ad usare un'incantesimo di Trasfigurazione Umana per far diventare rossa la sua chioma nera, li aveva arricciati leggermente con un secondo incantesimo preso da una rivista di moda magica che aveva trovato nella sala comune di Corvonero.
    Ma i boccoli morbidi e delicati erano completamente spariti a favore di lisci, spettinati e stoppose ciocche bianche.
    Allarmata ed incredula alzò gli occhi sull'amica che a sua volta era rivolta verso di lei invitandola ad appellare il libro da cui aveva appreso l'incantesimo di Trasfigurazione. Incapace di stare seduta, troppo agitata per aver sbagliato ancora una volta del maledetto incanto, Kribja balzò in piedi estraendo la bacchetta cominciando a camminare in cerchio per sfogare la frustrazione. Quando aprì le labbra per seguire il consiglio dell'amica, in un primo momento le mancò la voce, poi si concentro meglio, focalizzandosi sul libro che era riposto sul comodino accanto a letto per recitare la formula di appello.*

    Accio libro di Trasfigurazione umana.

    *Dalla bacchetta della ragazza non uscì alcun lampo o luce brillante ma mentre l'oggetto appellato arrivò nella Serra, superando brillantemente ostacoli frapposti, si udì un sibilo ed il libro si ritrovò saldamente tra le mani della Corvonero.



    Il vecchio libro, finemente rilegato, emanava un forte odore di pergamena, tipica dei tomi custoditi nella Biblioteca, ma in quel frangente Kribja non se ne preoccupò ma sfogliò le pagine fino ad individuare il paragrafo che le interessava. Dato che il formicolio non voleva saperne di alleviarsi la ragazza strinse con maggior intensità l'oggetto tra le mani cercando di non badare a cosa erano divenuti i suoi capelli. Quando individuò la parte che le interessava puntò un tipo sul titolo pomposo: Trasfigurazione dei capelli umani.
    Rilesse ancora una volta tutte le informazioni ed i consigli che suggeriva il libro, oltre alla formula -mutatio capillus- ormai ben impressa nella mente della ragazza. Stava per girarsi sconsolata verso l'amica al suo fianco che leggeva per la prima volta quelle pagine alla ricerca di una soluzione immediata quando si accorso che in fondo sull'altro lato della pagine, relativa alla modifica dei baffi maschili, c'era una piccolissima nota.*

    ...è vivamente sconsigliato l'utilizzo di altri incantesimi o pozioni sull'area trasfigurata prima del trascorrere di un'ora.


    *E mentre leggeva per la prima volta quella minuscola avvertenza, Kribja si irrigidì sentendosi furiosa con se stessa. Aveva quel libro da tanto tempo, aveva studiato e ristudiato quella pagina per riuscire a trasfigurare i suoi capelli e poi non notava quell'avvertenza. Era quasi tentata di urlare.
    Prese un profondo respiro per distendere i nervi. L'ira non avrebbe portato a nulla.*

    è stata colpa mia! Se i capelli sono in queste condizioni e sento un forte prurito è a causa di uno stupido incantesimo che ho usato dopo quello di trasfigurazione per renderli boccolosi.

    *Spiegò a Serenity, che leggeva avidamente le righe della pagina in esame, cercando di apparire calma con scarsi risultati. Indicò la piccola nota sull'altra pagina per far intente alla castana il motivo delle sue parole.
    La causa scatenante dell'imprevisto era stata individuata, in quel momento serviva una soluzione, come un contro incantesimo o altro, che Kribja cercò ancora tra le parole del libro senza risultati.*

    Cosa faccio adesso?

    *Domandò in un sospiro. Il prurito continuava e si intensificava sempre di più, forse andare in Infermieria sarebbe parsa la soluzione più idonea.*

    @Serenity_Hunter,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante

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    *La prospettiva di trascorrere una tranquilla mattinata insieme, approfittando della bella giornata per una colazione fuori dal comune, sembrò essere definivitamente abbandonata dopo lo strano incidente di Kribja. La ragazza sbiancò rendendo ancor più grottesca la sua figura quasi albina: di certo non era uno spettacolo divertente vederla atterrita mentre esaminava una per volta le ciocche stoppose e sfibrate. Le morbide onde rossastre erano un lontano ricordo, sostituite da quell'ammasso aggrovigliato di capelli bianchi.
    Non poteva essere avvenuto per caso, da qualche parte doveva esserci la risposta. Al momento però Serenity era in alto mare dato che la sua ispezione non aveva portato a nessun risultato. La ex-rossa rimase al suo posto, non riuscendo a muovere un muscolo se non per ricontrollare febbrilmente lo stato della sua chioma. Preoccupata, la castana si passò una mano fra i capelli temendo di aver subito il suo stesso problema: niente bianco per fortuna. Le ciocche che fece scorrere fra le dita possedevano ancora la caratteristica e solita sfumatura tendente al biondo cenere.*

    Se fosse il cibo il problema, anche io mi sarei ritrovata con i capelli bianchi.

    *Fu il pensiero della quindicenne dopo che ebbe appurato la veridicità di quell'ipotesi. Allora la causa doveva risiedere in qualcos'altro - o qualcun altro. E se ci fosse lo zampino di qualche burlone che, ben nascosto, aveva puntato la bacchetta contro Kribja. No, impossibile: le ampie vetrate della Serra erano trasparenti e lasciavano ben vedere a chi c'era all'interno il giardino esterno. Chiunque si fosse avvicinato sarebbe stato immediatamente sorpreso dalle due Corvonero, anche perché il silenzio che regnava sarebbe stato un ottimo complice per udire qualsiasi rumore estraneo. Centrava qualcosa la Trasfigurazione che Kribja aveva praticato su se stessa? Quei generi di incantesimi per modificare alcune parti del corpo umano potevano risultare molto pericolosi se sbagliati, ma Serenity non ricordava che fra i vari imprevisti era compreso il cambio di colore.
    A meno che l'amica non le avesse raccontato proprio tutto. Forse c'era stato un altro incantesimo che poteva collier con l'effetto del primo, oppure la formula non era stata pronunciata bene. Ecco perché in tutta fretta Serenity aveva proposto di Appellare il libro in modo da confermare o smentire l'improvvisa ipotesi balzata in mente.
    Kribja non se lo fece ripetere due volte e levò la bacchetta per effettuare l'incantesimo corretto. Immediatamente un puntolino indistinto si mosse in loro direzione, ingrandendosi sempre di più fino ad acquisire la forma di un enorme libro polveroso conservato per chissà quanto tempo in biblioteca.*

    Andrà tutto bene.

    *Consolò Serenity senza aggiungere altro. Non voleva mostrarsi troppo pietosa nei suoi confronti ma solo compassionevole e desiderosa di trovare la giusta soluzione per Kribja. L'amica aprì il libro, sfogliandolo in fretta raggiungendo presto la pagina incriminata. Il testo era scritto in caratteri gotici, molto elegante ma un tantino barocco per i suoi gusti. Al centro in alto il titolo spiegava esaustivamente l'argomento trattato: cambiare colore ai capelli. Da sopra la spalla dell'amica - dovette mettersi in punta di piedi perché Kribja era leggermente più alta di lei - Serenity scorse rapidamente le fini righe dattiloscritte in cerca di qualsiasi elemento che potesse aiutarle.
    Infine la vide, quella piccolissima riga seminascosta a caratteri minuscoli. Doveva anche averla notata Kribja perché la sentì trattenere il fiato, irrigidendosi. Non era che una semplice frase ma che racchiudeva la soluzione del mistero. Il libro allertava maghi e streghe che si cimentano con quell'incantesimo a non assumere pozioni o praticare altre fatture se non dopo un certo periodo di tempo. La ragazza albina si scusò ad alta voce, ammettendo che per rendere mossi i capelli si era affidata a un'altro incanto. Dunque era quello il motivo per cui la ragazza si ritrovava un caschetto bianco in testa!*

    Potremmo andare in infermeria oppure... cavarcela da sole. Il problema è che al momento sono a corto di idee ma forse qualche altro libro di testo potrebbe aiutarci.

    *Consigliò Serenity calmando l'amica ormai terrorizzata. Prendendo un paio di respiri profondi anche la castana prese il suo catalizzatore ripetendo lo stesso incantesimo ma rivolto a un altro libro.*

    Accio libro di Pozioni!

    @Kribja_Armstrong,


  • Kribja_Armstrong

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    *Kribja continuava a stringere tra le mani il grande libro sulla trasfigurazione umana preso in prestito, tempo a dietro, dalla Biblioteca della scuola sentendosi tradita e delusa dalle sue capacità. Un tale errore era contemplabile per chi era troppo distratto o ai primi anni di scuola, non a lei che ormai sapeva che ogni incanto può avere delle ripercussioni.
    A quante lezioni di Incantesimi aveva partecipato in cui la docente in carica ricordava ai suoi studenti di prestare ben attenzione prima di pronunciare la formula magica? Quante volte invece la professoressa di Pozioni aveva detto che i particolari, anche i più insignificanti, rendono il tutto perfetto?

    Non era arrabbiata perchè il suo incantesimo non era riuscito come sperava, quella era una cosa che poteva capitare essendo ancora in età da studio e non una strega "fatta e finita", e neppure per l'aspetto ridicolo che aveva in quel momento, infatti quello che la innervosiva oltremodo, era stata la sua mancanza di attenzione verso quella piccola nota scritto ai piedi della pagina affianco. Troppo presa dalla sua vanità di voler riuscire in una formula di quella branchia così particolare ed impegnativa della Trasfigurazione, aveva tralasciato un particolare non indifferente che in quel momento stava vanificando tutti i suoi sforzi.
    Quasi le venivano su le lacrime dalla rabbia nei suoi confronti. Come era potuta essere così sciocca? Lei che leggeva anche le bibliografie al termine dei libri aveva sorvolato, cosi impunemente, proprio in quel frangente.

    Fortunatamente accanto a se aveva Serenity che, dimostrandosi ancora una volta una cara ragazza ed amica, cercava di consolarla suggerendole che tutto sarebbe ritornato a posto. Era stata fortunata ad essere con lei nel momento in cui la sua non ottemperanza delle regole magiche si era mostrata portandola ad avere il capo completamente ricoperto da ciocche bianche sfibrate. Serenity non l'avrebbe derisa, ne rimproverata per quella mancanza di attenzione ma supportata ed aiutata in un momento così delicato in cui la ragazza si sentiva estremamente vulnerabile.
    Risolutiva come sempre la castana propose due soluzioni: andare in Infermieria e lasciare che la donna preposta al ruolo di infermiera della scuola gestisse al meglio delle sue possibilità quella situazione alquanto bizzarra con le sue competenze magiche oppure provare ad unire le forze tra loro due e ristabilire una parvenza di ordine tra i capelli della Corvonero.
    Ormai il danno era fatto per cui provare a trovare da sole una soluzione accettabile non avrebbe fatto male inoltre avrebbe potuto correre ai ripari rivolgendosi all'infermiera nell'eventualità non avessero trovato una adeguata risoluzione.*

    Ok facciamolo, cerchiamo noi un modo per risolvere questo problema.

    *Rispose sconsolata la ragazza appoggiando il pesante tomo sul tavolo ed osservando sconsolata la bella tavola imbandita e ricca di prelibatezze. Per una sua sciocca vanità aveva rovinato quello che doveva essere un rilassante e piacevole picnic con protagonista il sublime Hunter Tea. Neppure terminò di pronunciare quelle parole che l'amica appellò il libro di Pozioni sperando di trovare delle istruzioni per realizzare qualche mistura che avrebbe portato i capelli di Kribja al colore ed alla consistenza originale. Anche in quel caso non ci furono lampi di luci abbaglianti ma dopo pochi secondi un sibilo persistente indico l'arrivo del libro di testo della materia tanto cara a Serenity. In quel momento un'altra fitta la portò a guaire sommessamente ed afferrare una ciocca di capelli bianca per vedere cosa altro le stesse capitando.



    I capelli si stavano pian piano accorciando come se si ritirassero all'interno del cuoio capelluto causandole l'intensificazione del prurito, inoltre stavano nuovamente modificando il colore che da albini divennero leggermente tedenti all'azzurrino pallido.*

    Davvero uno spettacolo!

    *Pensò con una vena di ironia malinconica osservando la corta ciocca. Dovevano agire il prima possibile con una soluzione risolutiva. Osservando l'amica concentrarsi nello sfogliare il libro di testo che aveva saldamente tra le mani e cercare febbrilmente un qualcosa che le potesse aiutare Kribja non potè non pensare che, per ironia della sorte, lei era la prima vera paziente della futura fitoterapeuta Serenity Hunter.
    Difatti la ragazza, giorni prima, durante una conversazione nel locale in cui Kribja lavorare temporaneamente, le aveva rivelato che in futuro avrebbe voluto intraprendere una carriera simile alla Guaritrice ma più particolare, grazie all'utilizzo di pozioni come decotti creati con solo ingredienti naturali. Da come le aveva raccontato l'amica i babbani chiamavano questa disciplina fitoterapia. Il pensiero riuscì a strappare a Kribja un piccolo sorriso dopo tutte quella rabbia inespressa.*

    A quanto pare sarò il tuo primo soggetto da curare come fitoterapeuta.

    *Disse sottovoce alla compagna per non distrarla dalla ricerca ma cercando, al contempo, di alleggerire la situazione assurda che lei stessa aveva creato.*



    @Serenity_Hunter,



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