Notturn Alley
Notturn Alley


  • Stefano_Draems

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    Role Aperta da Daenerys_Martin


  • Daenerys_Martin

    Serpeverde

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    [Diagon Alley]

    *Era domenica e Daenerys aveva deciso di passarla fuori dal Castello.Dopo una bella e rilassante passeggiata e qualche acquisto nei negozi di Diagon Alley, tutto puoi aspettarti tranne che incontrare, o quasi, la persona che odi di più. Daenerys continuava la sua camminata, fermandosi ogni tanto davanti a qualche vetrina, ma ripetendo a se stessa che per quel giorno aveva fatto già abbastanza acquisti. Era una domenica calda, il sole era ancora alto nel cielo e la pelle chiara della Serpeverde quasi brillava, per modo di dire, sotto quei caldi raggi solari. Aveva deciso che era arrivato per lei il momento di tornare ad Hogwarts, i suoi acquisti erano terminati dopotutto. Le passò accanto una signora ben vestita e con un cappello a punta che teneva per mano il suo bambino, quest'ultimo con un cono di gelato in mano, preso poco prima dall'unico gelataio di Diagon Alley, Florian Fortebraccio, per poi distrarsi un momento e sbattere la crema e la panna contro il jeans di Daenerys. La madre si scusò immediatamente, ma la bionda neanche fece in tempo a rispondere che mentre si puliva notò, in lontananza, una sagoma familiare. Quando lo riconobbe spalancò gli occhi.


    Senza esitazione scattò verso di lui. Era lui, ne era certa, la persona che più odiava di più. Suo fratello. Percorse mezza Diagon Alley cercando di raggiungerlo, ma questo continuava ad avanzare e a tratti sparire.*

    [Notturn Alley]

    *Daenerys svoltò un angolo e si lasciò alle spalle il caos della via commerciale piena di luce, ritrovandosi in un vicolo poco luminoso ed umido. Capì subito che si trattava di Notturn Alley, un quartiere magico raramente frequentato da brave persone, con i vialetti talmente stretti e palazzi grigi e ammassati da non far penetrare neanche un po' di luce; i negozi erano tutti così sinistri, con gli armadi colmi di polvere e ragnatele, ed i lampadari gotici che si intravedevano dalle vetrine pendevano minacciando di cadere da un momento all'altro. Tutte le persone che girovagavano in quel vicolo fantasma avevano un aspetto trasandato e malridotto, le braccia e le mani consumate, i capelli unti e le guance sporche. Persino le cose, che componevano quell'ammasso di oscurità, sembravano che parlassero fra loro per combinare qualcosa di diabolico. I sussurri perpetui, i soliloqui di strane persone provenivano dappertutto. Alcuni maghi, di quelli da evitare, cercavano di avvicinarsi a lei sospetti, ma Daenerys cercava di non farsi prendere dall'ansia e li evitava.
    Dal che aveva deciso di tornare al Castello, si ritrovò a Notturn Alley, senza sapere realmente come comportarsi.
    Si guardò attorno cercando suo fratello, ma era sparito.
    Il fatto era che lo seguì istintivamente, solitamente una persona che si odia si desidera non vederla, ma il male che lui per anni e anni le aveva fatto, lei non poteva dimenticarlo. Era vendetta quella che bramava, voleva fargli del male proprio come lui aveva fatto a lei, o forse peggio. Negli ultimi due anni aveva cercato di cambiare, cercava di essere una persona migliore, eppure c'era sempre quella piccola parte di lei che non riusciva a cambiare, quella nel quale i ricordi di quell'orrenda persona continuavano a vivere senza alcun sbiadimento, senza mai svanire.
    In quel momento non lo vedeva più. In realtà, si stava iniziando a chiedere se fosse davvero lui, se non se lo fosse solo immaginato o se non avesse scambiato qualcuno per lui. Poi, però, lo rivide. Era davanti ad un negozio e la stava fissando, poi, all'improvviso, prima ancora che lei tirasse fuori la sua bacchetta, il ragazzo si smaterializzò.*

    No!

    *Urlò. Non capiva, no, non riusciva a capire perché si era mostrato. Sapeva cosa voleva fare Daenerys, lo sapeva benissimo. Eppure era comparso a Diagon Alley e si era fatto seguire. Perché? Non aveva senso. Di colpo un rumore la fece sobbalzare e girare di scattò, che la stesse attaccando alle spalle?


    Un sospiro, misto tra sollievo ma anche delusione per non essere ancora riuscita a puntare la bacchetta alla gola di suo fratello, uscì fuori dal suo petto quando davanti a lei si ritrovò la professoressa Mills. Il respiro era ancora affannato, il fatto era che l'essere diventata maggiorenne non contribuiva all'essere pronta a tutto questo. Probabilmente ancora non lo era. Il problema più grande era però che, dopotutto, non esisteva un vero e proprio momento. La Martin non riusciva ad andare avanti, quella sete di vendetta la dominava più di qualsiasi altra cosa e non spaeva più come gestirla.*


    @Charlotte_Mills




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  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Charlotte quel giorno aveva una gran voglia di passeggiare per le vi di Notturn Alley, anche se non era il posto migliore dove passeggiare in tranquillità senza essere osservati da qualcuno.
    Notturn Alley infatti era un luogo malfamato, dove alcuni maghi oscuri si ritrovavano tra di loro. La professoressa Mills quasi ogni settimana si recava li, in un negozio in particolare, per reperire oggetti o restituire ciò che il commesso le dava. l'ex Serpeverde aveva smesso di recarsi per scopi "personali", ma puramente per scopi ludici cioè per trovare oggetti che potessero servire durante le sue lezioni ed esercitazioni a Hogwarts.
    Con il suo vestitino viola sbracciato, per via del caldo di giugno, decise di entrare in uno dei negozi più famosi di quelle vie.*


    Oscura giornata Borgin! Come vanno gli affari quest'oggi?

    *Domandò Charlotte entrando e salutando il suo commerciante preferito, la donna infatti ogni volta che passava a Notturn Alley entrava da Magie Sinister, il suo negozio preferito in assoluto.
    Il commerciante sembrò quasi felice di vederla, dopotutto Charlotte era la sua miglior cliente. Iniziò quindi a chiacchierare un po' con il commerciante alla ricerca di qualche oggetto misterioso da compare.
    Passarono numerosi minuti, forse anche quindici, a chiacchierare su quegli oggetti in vendita, ma alla fine la ventottenne se ne uscì con un semplice, ma allo stesso tempo, oggetto in vetro colorato. Le sue proprietà erano magiche e molto ambite da molti maghi oscuri.. L'oggetto perfetto per le sue lezioni.
    Con guardo salutò l'uomo e se ne andò da quel negozio. Passeggiò ancora per quelle vie che, ormai, non le facevano più paura. Quando girò l'angolo si ritrovò difronte a duna ragazzina che conosceva bene.
    Era bionda, grandi occhi chiari e pelle diafana, dall'aspetto delicato che mascherava la forza d'animo che possedeva, quella era Daenerys Martin. Sul voltò però notò una strana espressione.*

    Signorina Martin! Cosa... Cosa ci fa qui?!

    *Domandò curiosa la donna.
    Gli studenti non potevano allontanarsi da Hogwarts durante i mesi scolastici, anche quelli maggiorenni. Negli ultimi mesi però la preside Sibilla era stata molto permissiva con loro, permettendo ai più grandi di dirigersi a Diagon Alley esclusivamente per far rifornimento di materiale scolastico. Ma loro, in quel momento, non si trovavano a Diagon, ma a Nutturn Alley, luogo di certo offlimits per uno studente anche se dicissettenne.*

    @Daenerys_Martin,


  • Daenerys_Martin

    Serpeverde

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    *Daenerys sapeva perfettamente quanto Notturn Alley fosse off limits per gli studenti, anche per lei, che seppur maggiorenne non aveva il permesso di addentrarsi li. Il problema era che non era andata per semplice curiosità, come molti di nascosto facevano, lei stava semplicmente per tornarsene al castello, quando si ritrovò a inseguire suo fratello, ritrovandosi in quel vicolo buio all'improvviso. Era la prima volta, non ci era mai andata prima e, sinceramente, mai la curiosità l'aveva accecata al punto di infrangere le regole e visitare quel posto pieno di maghi e streghe alla quale era meglio non avvicinarsi.*

    Signorina Martin! Cosa... Cosa ci fa qui?!

    *Eccola, la fatidica domanda. Come avrebbe risposto a quelle parole? Non lo sapeva neanche lei. In quel momento si trovava li, davanti alla professoressa Mills, e non aveva molte scusanti. Come poteva qualcuno crederle se si metteva a parlare di un inseguimento? Questo avrebbe solo aumentato le domande. Soprattutto nel momento in cui non c'era neanche più traccia di lui. Dalla sua bocca uscì qualcosa, parole che neanche sembravano molto credibili, eppure erano stranamente la verità, o meglio quasi.*

    Io... il gelato… ero intenta a tornare al castello… poi ho visto qualcuno, io... io volevo solo…

    *Voleva solo cosa.. parlargli? Minacciarlo? Ucciderlo? Qualsiasi cosa avesse voluto fare, lei stessa non ne aveva idea, dopotutto sarebbero stati il suo istinto e il suo non pensare prima di agire a fare quel che sicuramente, in qualsiasi caso, non sarebbe stato qualcosa di buono. Sta di fatto che dopo diciassette anni di vita era la prima volta che Daenerys Lilith Martin non sapeva davvero cosa dire, come spiegare una situazione. Aveva sempre una risposta per tutto, sempre. Questa volta era diverso. E non era per timore che venisse sgridata dalla Mills, non aveva paura di venire messa in punizione per quella sua scampagnata superando i limiti delle regole di Hogwarts o per timore che i punti alla sua Casa fossero tolti. Quelle sue parole uscite male erano una conseguenza di non saper spesso dire la verità. Questa volta ci aveva provato, ma era incompleta e per tutte le menzogne che nella sua vita aveva detto alle persone, spesso per difesa personale, ora era diventato quasi difficile crederle. Neanche i genitori sapevano del male che aveva ricevuto da parte del fratello, non sapevano di tutti i danni anche psicologici che le aveva provocato e di tutte le volte che la bacchetta oscura di quel ragazzo fosse stata puntata e usata contro l'unica di quella famiglia a non avere il Marchio Nero sul braccio. Probabilmente lui la vedeva solo come una debole, e farla star male era un modo per lui di divertirsi e esprimere il suo odio nei confronti della sorella minote. Gelosia forse? Neanche lei lo sapeva per certo. Della vendetta che bramava e che aveva giurato lei stessa davanti a suo fratello, nessuno sapeva. Alla fine, non era la ragazza debole che lui credeva. Ecco forse il secondo motivo per cui non sapeva cosa dire, non le era mai capitato di dover spiegare una situazione che non era altro che una conseguenza alla vista di quel ragazzo.
    Un rumore alla sua destra la fece sobbalzare lievemente, si guardò accanto subito nel caso potesse essere lui, l'espressione mista tra preoccupazione e odio nei suoi occhi era tornata. Alla fine non era altro che una strega con la gobba che osservava con una strana espressione sul viso la Martin e la Mills. Daenerys a quel punto tornò con lo sguardo verso la sua professoressa.


    La ragazza si passò una mano sulla macchia di gelato sul suo pantalone, lei era ancora li, a differenza del fratello. Che fosse scappato? Allora perché attirarla li? Era tutto confuso nei pensieri della verde-argento.*

    Che mi creda o no, professoressa, non so neanche io come sono finita proprio a Notturn Alley, sinceramente… è solo successo.


    @Charlotte_Mills




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  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Lo sguardo di Charlotte si posò dal volto di Daenerys, Serpeverde dell'ultimo anno, alla macchi adi gelato alla quale accennò. In effetti i suoi indumenti, in particolare quelli della parte inferiore, erano sporchi di gelato e di certo non era stata lei a sporcarsi da sola.
    Gli occhi scuri della professoressa Mills incrociarono quelli chiari della diciassettenne. Conosceva Daenerys, conosceva anche la storia della sua famiglia, in particolare i suoi genitori alla quale assomigliava tantissimo.
    Da loro aveva ereditato la folta chioma bionda e riccia, i grandi occhi azzurri e il carattere determinato e perchè no, anche un po' orgogliosa.
    I suoi genitori, se non ricordava male, si chiamavano Evelyn e Jonathan. Molti anni prima aveva avuto a che fare con loro, ma da quando la ventottenne aveva lasciato le schiere dei Mangiamorte non aveva avuto più contatti con chi aveva un marchio impresso a vita sulla pelle.*

    Che mi creda o no, professoressa, non so neanche io come sono finita proprio a Notturn Alley, sinceramente… è solo successo.


    *Affermò la biondina.
    La professoressa però non sapeva se crederle davvero o meno. Chiunque si recava a Nutturn Alley non lo faceva per curiosità, ma perchè attirato dalla curiosità... O da qualcos'altro.
    Charlotte non conosceva molto bene Daenerys... Che fosse li per motivo non del tutto scolastici? Quel dubbio iniziò ad insinuarsi nella donna che ormai, dopo il Marchio Nero sul cielo di Hogsmeade, non sapeva più a cosa credere veramente.
    Il mondo sembrava essere impazzito tutto d'un colpo.*

    ..Ok.

    *Disse titubante Charlotte, squadrando da capo a piedi la studentessa.
    Pur essendo così simile ai suoi genitori ne era totalmente diversa, nell'animo sopratutto. Sapeva che era una grande amica per gli altri Serpeverde, lo vedeva ogni volta che entrava nella sala comune. Chiacchierava e scherzava con molti coetanei, ma anche con studenti più piccoli alla quale dava consigli su come orientarsi a Hogwarts e svolgere alcuni dei compiti delle materie nella quale lei eccelleva.*

    @Daenerys_Martin,


  • Daenerys_Martin

    Serpeverde

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    ..Ok.

    *Rispose la professoressa, abbastanza titubante. Probabilmente non sapeva se credere o meno alle parole di Daenerys, in effetti la bionda stessa al suo posto non avrebbe saputo se farlo. In qualsiasi caso il motivo per cui era la non era di certo dei più nobili, ma non arrivarono più domande dalla parte della donna, e in un certo senso questo sollevò la studentessa. Una delle cose che odiava di più era essere in difficoltà, e in quel caso ci si sarebbe trovata sicuramente. Inoltre conosceva qualcosa riguardo il passato della Mills, cose che ovviamente conoscevano un po' tutti in generale ad Hogwarts. Di certo non era una novità che fosse un ex Mangiamorte e Daenerys non si sarebbe stupita se conoscesse, anche di poco, i suoi genitori. Eppure, nonostante questo, tra loro e la professoressa c'era molto a contraddistinguerli. Quell' “ex” faceva la differenza, non lo si poteva negare. Evelyn e Jonathan non si erano mai pentiti della loro scelta, come neanche i loro genitori prima ancora, a parte l'unica donna che aveva deciso di allontanarsi da quel mondo oscuro. La nonna materna di Daenerys era sempre stata una donna buona, mai, neanche una volta, si era fatta attrarre dall'oscurità. Ecco, forse l'unica cosa che la distingueva da sua nipote. Le mancava, le mancava molto.
    Comunque sia, Daenerys sinceramente neanche conosceva la strada per uscire da Notturn Alley, ci era finita con così tanta fretta e senza neanche rendersene conto, che ora guardandosi attorno non si ritrovava più. Si era ritrovata in una stradina, dentro la strada. Possibile? Per tornare a Diagon Alley doveva camminare lungo la via, verso destra o verso sinistra? Rimase un attimo confusa sul da farsi, poi si voltò nuovamente verso la sua insegnante.*

    Professoressa, ha altri giri da fare o sta tornando al castello? Perché nel caso della seconda, potremmo avviarci insieme a questo punto.


    *Disse mostrando un lieve ma gentile sorriso, iniziando finalmente a nascondere quello che stava provando per ciò che era da poco successo. Anche se, ormai, l'espressione che aveva avuto fino a poco prima parlava da sola. Sta di fatto che ormai erano entrambe li, se la sua compagnia non avrebbe infastidito la professoressa, sarebbero potute tornare al castello e chissà, magari anche a rompere leggermente il ghiaccio. Daenerys avrebbe presto finito scuola, o almeno sperava di superare gli esami senza problemi. Su questo ci si stava impegnando, il suo problema era il dopo. Non era ancora molto convinta del lavoro che avrebbe voluto fare una volta terminato il suo percorso scolastico. A volte si chiedeva come sarebbe stato fare l'insegnante, proprio come la Mills, ma non credeva di essere adatta molto a quel ruolo, sinceramente. Studiare era okay, doveva farlo per finire nel modo giusto la scuola, ma insegnare.. insomma, non faceva esattamente per lei. Le piacevano gli animali, quindi non sarebbe stato male fare la magizoologa, o ancora meglio l'allevatrice di quelle creature che tanto ammirava: i draghi. O chissà, magari sarebbe finita al Ministero oppure a fare qualche lavoro di minore importanza tra le vie magiche, attendendo che venisse ispirata da qualcosa di più grande.
    Aveva sempre puntato in alto, almeno questo diceva un tempo, eppure ora eccola li, senza aver ancora trovato se stessa e il suo posto nel mondo.
    Notò che anche la Mills, come lei, aveva fatto compere. Daenerys aveva ancora in mano le sue buste, con alcuni acquisti scolastici che le sarebbero serviti per quest'ultimo mese, anche se nell'inseguimento se ne era persa una lungo la strada. L'unica busta contentente oggetti comprati per puro piacere, in effetti.*

    Ha fatto acquisti per le sue lezioni? Sa, le ho sempre trovate interessanti.

    *Buttò ad indovinare, dopotutto capitava spesso che portasse qualche nuovo oggetto alle sue lezioni di Arti Oscure. Non chiese di cosa si trattava di preciso, ovviamente, non voleva fare l'impicciona esagerata. Ma sicuramente un suo acquisto fatto a Notturn Alley era più interessante degli acquisti fatti da Daenerys, che comprendevano pergamene, piume, libri extra per lo studio da dedicare agli esami imminenti e qualche altra oggetistica utile, oltre che al cibo per il suo serpente. Ah, mancava però la busta con i zuccotti di zucca e i cioccoli giganti comprati da Mielandia poco prima che si creasse tutta quella assurda situazione.*

    I miei dolcetti, ho smarrito i miei dolcetti. Ne avevo così voglia.

    *Borbottò ricontrollando per sicurezza le sue buste, ma niente, non c'era. Doveva esserle caduta, per forza. Per una volta che sgravava un po' e non pensava a restare in forma, ovviamente ci pensava il destino a toglierle i suoi tanto amati dolcetti. Forse quello era il segno che doveva restare a dieta per tutta la vita! Quasi non se ne rese conto, ma i suoi pensieri rivolti verso il fratello, erano diminuti. Forse incontrare la professoressa era stato anche positivo se la si voleva mettere in questo modo. SI stava distraendo.*


    @Charlotte_Mills


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Attimi di silenzio invasero le vie di Notturn Alley. sembrava quasi che Daenerys cercassi un motivo valido da esporre alla professoressa Mills che, come molti sapevano, si recava li per motivi scolastici. I suoi affari ormai erano pubblici e anche il commesso di Magia Sinister sapeva tutto di lei, talmente erano tante le volte che si recava li e le numerosi voci che giravano sul suo conto nella comunità magica.
    Quando la donna aveva raccontato il suo passato all'intera Hogwarts aveva ricevuto numerose lettere di dissenso, molte delle quali provenivano dai genitori di alcuni studenti che, dopo quella sconcertante scoperta, volevano ritirare da Hogwarts i loro figli.*

    [INIZIO FLASHBACK]

    *Si, Charlotte era la nuova responsabile di Serpeverde insieme a Gabriel Master, sua amica da molto tempo.
    Insieme avevano condiviso la stessa sala comune, insieme aveva condiviso segreti, insieme avevano condiviso le gioie e i dispiaceri della maternità, insieme sarebbero stata una magnifica squadra.
    Era proprio per quello che la ventisettenne aveva uno sguardo serio e spento sul volto, era proprio per quello che la linea di distacco tra lei e gli studenti si stava per creare.
    Sibilla, sua amica e compagna di passeggiate nella Foresta Proibita, dopo qualche momento di attesa accolse calorosamente i vari studenti e i suoi colleghi insegnanti.
    Sibilla insegnava infatti Animagia, una materia molto distante da quella insegnata e spiegata dall'ex Serpeverde.
    Presentò ai nuovi arrivati l'intero corpo insegnanti e, ai più grandicelli, informò di alcuni cambi nel personale. Uno di quei cambi riguardava Serpeverde e Charlotte nel personale.
    Ne aveva fatta di strada da quando aveva abbandonato il castello di Hogwarts da studentessa, con una valigia piena di speranze e progetti che, purtroppo, non aveva portato a termine. Aveva sempre grandi idee per il suo futuro, ma quel futuro che si era creata dopo l'oscurità che aveva vissuto, era davvero un bellissimo futuro che si prospettava difronte a lei.
    Aveva abbandonato la via oscura della magia, aveva lasciato quella cerchia di maghi oscuri, aveva creato un piccola famiglia tutta sua e, aveva fatto carriera anche nel mondo del lavoro. Ovviamente le era dispiaciuto dover lasciare la sua precedente carica al villaggio di Hogsmeade, ma sapendo che quel villaggio di soli maghi e streghe era in buone mani se n'era andata con il sorriso sulla faccia, felice dei progressi che era riuscita a compiere in quasi due anni del suo mandato.
    Lasciava Hogsmeade per spendere più del suo tempo al castello di Hogwarts, castello che sarebbe diventata davvero la sua seconda casa.
    Quella nuova mansione probabilmente significava passare qualche ora in meno con suo figlio, ma per lui e il suo futuro quello era solo una piccolissima briciola in un mare di felicità. Voleva il meglio per suo figlio, Kyle Mills, e proprio per quello si trovava li con sguardo serio e un po' spento.
    La donna tornò in se quando sentì la voce di Sibilla rivolgersi verso di lei.
    Doveva parlare? Ah già, doveva parlare.
    Lentamente diede un ultimo sorso al bicchiere di acqua che si trovava difronte a lei e, con eleganza innata si alzò.
    Tutta Hogwats era li ad ascoltare la sua voce, qualcosa di totalmente differente dalle lezioni che era solita svolgere.*

    ”E' molto diverso dal salotto di casa mia.”

    *Pensò l'ex Serpeverde che si era preparata, in precedenza, il discorso di quella sera.
    Era un discorso molto importante, sia per lei che per chi lo ascoltava. Sarebbe riusciva a pronunciarlo davanti a tutte quelle persone? Non aveva pura del loro giudiia, ormai si era abituata a quelli, ma aveva paura che le parole non potessero uscirle e rimanere di conseguenza bloccate in gola. Doveva muoversi, se no avrebbe fatto la figura della stupida.*

    Innanzitutto ringrazio te Sibilla e anche te, Stefano, per la fiducia che mi avete dato per ricoprire questa nuova carica.

    *Iniziò a parlare Chrarlotte Mills, dopo essersi schiarita la voce per farsi udire da tutta la Sala Grande. Era una grandissima stanza rettangolare in cui l'acustica era davvero perfetta.*

    Fiducia che, spero, non diminuisca tra me e voi studenti.
    Sono la nuova responsabile di Serpeverde, insieme alla mia collega Gabriel master, ma sono anche un ex Mangiamorte.



    *Affermò la ventisettenne provocando un brusio tra le fila dei vari studenti.
    Finalmente Charlotte si era liberata di quel peso, peso che portava on se da molto tempo e di cui non ne andava fiera.
    Aveva intrapreso quella via della magia proprio dopo aver lasciato Hogwarts. Non l'aveva fatto per piacere, o per curiistà, ma l'aveva fatto per vendetta, vendetta per la morte del suo amato fratello Luke.
    L'amore fraterno l'aveva resa cieca, l'aveva portata a intraprendere la stessa strada intrapresa da Luke Mills molti anni prima, una strada che l'aveva potato alla morte.
    Quella strada però Charlotte l'aveva abbandonata da anni ormai, quasi due per l'esattezza. Quando era diventata professoressa di Arti oscure, svolgeva ancora quell'oscura occupazione, ma da quando il piccolo Kyle, che a Dicembre avrebbe compiuto due anni, era entrato nella sua vita se n'era allontanata, lasciandosela alle spalle una volta per tutte.*

    Questo mio, per così dire, confessarmi con voi, non significa che potete considerarmi vostra amica.

    *Disse la donna, osservando però, in quel momento il lungo tavolo di Serpeverde. Molti di quegli studenti nell'ultimo periodo avevano iniziato a “pretendere” di passare del tempo con Charlotte, tempo che la donna preferiva passare insieme alla sua famiglia. Si era vista studenti anche davanti alla porta di casa, costringendosi a farli entrare controvoglia. Per quello esistevano dei limiti e una gerarchia che andavano rispettati.*

    Proprio per questo la mia aula non deve essere punto di ritrovo o addirittura la location del nuovo club del the dei Serepverde.

    *Terminò l'ex Serpeverde.
    Sapeva che con quelle ultime parole aveva raccolto il pensiero di molti dei suoi colleghi insegnanti. Le gerarchie esistevano? Andavano quindi rispettate e non accerchiate o snobbate come molti, negli ultimi mesi, avevano fatto.*

    [FINE FLASHBACK]


    Professoressa, ha altri giri da fare o sta tornando al castello? Perché nel caso della seconda, potremmo avviarci insieme a questo punto.

    *Disse Daenerys abbozzando un sorriso, facendo tornare con i piedi per terra la ventottenne.
    Ovviamente la professoressa Mills rispose affermativamente, dopotutto i suoi giri a Diagon Alley e a Notturn Alley erano terminati.*

    Ha fatto acquisti per le sue lezioni? Sa, le ho sempre trovate interessanti.

    Esattamente.
    Sono felice che a qualcuno piacciono, vuol dire che i miei sforzi non sono inutili.


    *Affermò l'ex Serepverde mentre camminava insieme alla giovane Martin. Dovevano uscire prima da Notturn Alley per poi tornare a Hogwarts. Girarono l'angolo e si ritrovarono in una vietta stretta e lunga, che portava verso la fine di Diagon Alley, proprio dove si trovavano negozi che nessuno visitava purtroppo.
    In quel momento che vide una figura maschile in lontananza. Non sapeva chi era, non aveva idea di chi potesse essere e, nonostante il suo sguardo verso di loro per pochissimi microsecondi, se ne tornò per i suoi passi, scomparendo come era apparso.*

    @Daenerys_Martin,


  • Daenerys_Martin

    Serpeverde

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    *La professoressa Mills si perse per qualche momento fra i suoi pensieri. Sembrò come se un ricordo le si fosse appena presentato davanti, facendola perdere con lo sguardo nel vuoto. La Martin si chiese cosa l'avesse distratta così tanto, ma ovviamente non glie lo avrebbe domandato. Era una studentessa e la donna era una professoressa, una camminata insieme e una chiacchierata ci stavano anche, ma non le sembrava il caso di scavare in maggiori dettagli. Solo nel sentire la voce di Daenerys farle la proposta di tornare insieme al castello la fece tornare alla realtà. A quel punto la diciassettenne ricevette un'affermazione come risposta, e così iniziarono a camminare verso l'uscita di Notturn Alley. Questa volta, i maghi presenti in quel vicolo buio, non si avvicinarono, probabilmente per la presenza della Mills. Quando poi la bionda fece all'insegnante la domanda riguardo gli acquisti e commentò le sue lezioni, mentre nel frattempo camminavano per quelle vie, la Mills rispose.*

    Esattamente.
    Sono felice che a qualcuno piacciono, vuol dire che i miei sforzi non sono inutili.


    *E Daenerys era stata sincera. Non era il tipo che cercava di adulare gli insegnanti o cose del genere, e forse questa era una delle poche cose che risultavano completamente vere anche semplicemente dal suo tono di voce. Trovava seriamente interessanti le lezioni di Arti Oscure, e questo non era collegato ne alla sua sete di vendetta e ne ad altro. Il fatto era che quelle arti erano qualcosa di normale nella famiglia Martin. Seppur Daenerys, a differenza del resto dei familiari, non le aveva mai praticate. Il problema era che, per quanto potesse provare a negare di essere come tutti loro, era proprio la Magia Nera l'unica che avrebbe potuto usare contro suo fratello quando sarebbe stata abbastanza forte per farlo. I coniugi Martin volevano che la figlia seguisse le loro orme, non le avrebbero mai negato di usarla, ma questo solo perché non sapevano contro chi avrebbe voluto usare quell'oscurità. Cosa ancora più evidente era che la Martin, dalle Arti Oscure, ne era completamente affascinata, il che non sapeva quanto potesse definirsi positivo.*

    Bhe, che non sono inutili è certo, lo confermano tutti i studenti che ogni volta sono presenti alle sue lezioni e alle esercitazioni che organizza.

    *Aggiunse per poi ritrovarsi in una stretta vietta che portava verso la fine di Diagon Alley. Solo ora Daenerys si rese conto di quei negozi a cui non aveva mai fatto caso. Li osservò ed alcuni attirarono molto la sua attenzione, eppure erano così vuoti a differenza di tutti quelli a cui era abituata ad entrare. Si soffermò, mentre camminava, ad alcuni oggetti incantati posti nella vetrina di un negozio, quando dal riflesso del vetro notò la professoressa fissare qualcosa in lontananza. O meglio qualcuno. Spostò lo sguardo dalla vetrina alla professoressa.


    Si girò poi subito dopo verso ciò che stava guardando.
    Fu li che Daenerys notò nuovamente la stessa figura maschile, coperta però da un cappuccio nero. Lui, dopo averle osservate un attimo, se ne andò all'istante, sparendo di nuovo. La bionda iniziò di nuovo ad aumentare il passo verso di lui, ma si bloccò un attimo dopo. Non era neanche certa di aver visto bene, cosa pretendeva? Inoltre in quel momento era con la professoressa, intente a tornare al Castello, non doveva fare nulla di stupido.
    Pensò che però, se si trattava davvero di suo fratello, la sua presenza in quel posto e lo spiarla da lontano dovevano significare qualcosa. Se poco prima aveva qualche intenzione di attaccarla, dopo averla attirata a Notturn Alley, ora quell'intenzione doveva essere sparita. Il motivo? Probabilmente la presenza della Mills. Era una persona che non doveva essere presente, che non era nei calcoli, eppure era li.*

    Professoressa, credo che lei oggi sia stata una variante.
    Se non l'avessi improvvisamente incontrata, forse le cose sarebbero andate diversamente.


    *Disse continuando a guardare verso il punto in cui la figura era sparita. Poi si voltò verso la Mills.*

    Ha appena evitato che mi scontrassi con una persona da me non gradita.
    Ed è stata una fortuna, perché non era ancora il momento.


    *Il suo istinto non l'avrebbe fermata nel caso se lo fosse trovato davanti, non avrebbe avuto la ragione in quel momento. Ma lo sapeva di non essere ancora pronta. Era ancora una studentessa di dicassette anni e seppur forte, non lo era abbastanza per affrontare suo fratello, un Mangiamorte che praticava le Arti Oscure fin da sempre.
    Infine, sentì il miagolio straziante di un gatto. O meglio, della sua gatta.*

    Kali?

    *Nominò confusa il suo nome, guardandosi attorno. Durante il suo sesto anno ad Hogwarts il felino si era ammalato, così la verde-argento aveva deciso di riportarla a Villa Martin sperando di poter riuscire a farla curare. Allora perché ora aveva appena sentito il suo miagolio rimborbare in quella vietta a Diagon Alley? Daenerys riconosceva il suono della sua Kali, non si sbagliava mai. Con lo sguardo, continuò a cercarla, ancora estremamente confusa.*


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    *Charlotte non capì subito le parole di Daenerys. A cosa illudeva? Forse a quella persone che era apparsa nel vicolo.
    Lo sguardo di Daenerys era fisso verso il punto nella quale la figura incappucciata era scomparsa.*

    Ha appena evitato che mi scontrassi con una persona da me non gradita.
    Ed è stata una fortuna, perché non era ancora il momento.


    *Affermò la ragazzina di diciassette anni.
    Gli occhi di Charlotte passarono, dal vicolo nella quale si trovavano, al volto dalla pelle diafana della giovane strega.
    Chi era quella persona a lei non gradita? forse un amico, o un parente? l'ex Serpeverde sapeva poco sulla giovane Martin.. Stava di fatto che qualcuno ce l'aveva con lei. Non c'era nulla da sorprendersi, dopotutto era figlia di Mangiamorte e per i più ignoranti in materia, anche lei poteva essere lo stesso, ma essere "figli di" non significava avere automaticamente un marchio nero impresso a vita sulla pelle, quella era una scelta, una scelta difficile e personale.
    Fu in quel momento che sentirono dei miagoli, ma non erano semplici miagolii, ma bensì qualcosa di peggio.*

    Kali?

    La tua gatta?

    *Affermò la donna, sapeva praticamente tutto dei felini che abitavano Hogwarts perché compagni a quattro zampe degli studenti perché, non tutti lo sapevano, ma la professoressa Mills era un Animagus e si trasformava in un gatto dal pelo nero. Sotto forma di felino riusciva a comprendere tutto dei suoi simili, e alcune volte intraprendeva con loro lunghe chiacchierate. Poteva risultare strano e impossibile, ma era esattamente così.
    Come faceva Daenerys capire che si tratta proprio della sua gatta rimane un mistero per Charlotte.*


    Sei sicura Che si tratta di lei?

    @Daenerys_Martin,




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    *Come giusto che fosse sul volto della Mills si creò un'espressione confusa nel momento in cui Daenerys tirò fuori il nome della sua gatta. Era difficile riconoscere un gatto solo dal miagolio, visto che era il loro verso. Ma quello di Kali era sempre stato un po' strano, dal suono strozzato, nasale e sottile, era molto ma molto riconoscibile. Ancora di più da quanto si era ammalata, che emetteva un miagolio che sembrava suonare quasi a tratti.*

    La tua gatta?
    Sei sicura che si tratta di lei?


    *Domanda più che lecita. Dalla bocca di Daenerys in quel momento uscì una specie di risatina, si morse il labbro inferiore e socchiuse leggermente gli occhi. Quella domanda la riportò semplicemente alla realtà. Doveva smetterla di farsi paranoie. Poteva esserci qualsiasi altro gatto nella situazione di Kali, poteva somigliarle. Inoltre come era potuta uscire da Villa Martin? Solo un familiare poteva averla portata la. E fu proprio a quel pensiero che le venne un po' di sospetto, di nuovo. Però no, se arrivava a sospettare del fratello questo sarebbe significato che alla gatta poteva essere accaduto qualcosa e già il solo pensiero che soffrisse già di suo per la leucemia felina la distruggeva. La domanda della professoressa si trasformò, per la bionda, in un motivo per cui sarebbe andata avanti per la sua strada senza immaginarsi altre cose inutili. Kali era a casa e stava bene.*

    Infatti. Non sono affatto sicura.
    Sarebbe assurdo se lo fossi, vero?


    *Aveva finito di farsi troppe paranoie. C'era un limite anche a questo. Anche essere convinta di riconoscere la sua Kali superava ogni limite. Forse. Si voltò verso la professoressa, mise su un piccolo sorriso e la incitò a riprendere il passo.*

    La prego, non ci faccia troppo caso.
    La vista di quella figura di prima mi ha fatto venire troppi pensieri negativi, sono influenzabile. Soprattutto da quando la mia gatta sta male. A quanto pare anche io posso essere paranoica certe volte.


    *Tornata al castello avrebbe mandato un gufo a sua madre per sapere se a casa fosse tutto apposto, per quel che era possibile in quella famiglia, compresa la sua gatta nera. Riprese così a camminare, guardandosi dritta davanti, con'espressione seria.*

    Dopotutto un miagolio strozzato, nasale e sottile come quello di Kali potrebbe appartenere a qualsiasi altro gatto. Lei non è diversa dagli altri.

    *Disse, convincendo anche se stessa, o almeno ci provava. La professoressa probabilmente lo sapeva meglio di chiunque altro, il suo animagus non era una sospresa per nessuno, doveva averne sentiti a bizzeffe di quei strani miagolii. Probabilmente quando Kali era al castello si era fatta più chiacchierate con la Mills di quante aveva potuto farcene Daenerys. La verde-argento si chiese se in effetti la donna si era accorta della sua assenza in quell'ultimo anno. Per quanto poco Daenerys volesse ammetterlo, la vita di Kali non sarebbe durata ancora molto a lungo. Negarlo era quasi inutile.
    Inoltre, riprendendo a camminare verso la loro destinazione avrebbero, forse, potuto incontrare il gatto che aveva emesso quel triste miagolio, sperando si trattasse semplicemente di uno sconosciuto gatto raffreddato, niente di più. In cuor suo, sperava sul serio di essersi convinta della cosa giusta, non voleva altre sorprese. Voleva solamente tornare al Castello, quella giornata l'aveva già abbastanza scombussolata.*


    @Charlotte_Mills


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    *Come immaginava Daenerys no poteva essere sicura che quel miagolio arrivasse proprio dalla sua gatta. Forse aveva senso se quel giorno il micio si fosse recata li con lei, ma dubitava che la Serpeverde si portasse dietro il gatto ovunque andasse. Dopo quelle semplici parole abbozzò un sorriso e tornarono poi a camminare.
    La diciassettenne le raccontò che la sua gatta stava male. Era per quello quindi che non la vedeva gironzolare per la sala comune come sempre.*

    Dopotutto un miagolio strozzato, nasale e sottile come quello di Kali potrebbe appartenere a qualsiasi altro gatto. Lei non è diversa dagli altri.

    *Affermò la verde-argento dai capelli biondi e la pelle diafana.
    Doveva ammettere che aveva sempre invidiato la bellezza dei Martin, era una caratteristica di famiglia. Erano tutti (o quasi) biondi con occhi chiari con la pelle chiarissima. Forse avevano qualche parente Veela, o forse era solo una questione di genetica.*

    Invece ti sbagli, tutti siamo diversi, anche i felini.

    *Disse la donna che, di gatti, ne sapeva qualcosa.
    Anni e anni prima aveva scoperto l'abilità di Animagus, un abilità che aveva sfruttato. Alcune volte, durante i suoi anni bui, quella capacità veniva sfruttata. Chi mai avrebbe dubitato di un povero gatto randagio dal pelo nero? Nessuno si sarebbe immaginato che un gatto in realtà fosse un Mangiamorte Animagus. Per fortuna era una capacità che con la schiera di quei maghi oscuri usava poco, essendo registrata al Ministero.
    Essere un Animagus però non significava solo quello, ma anche scorribande della foresta proibita assieme all'amica Sibilla, significava comprendere i miagolii del felini del castello e molto, molto altro.*

    Kali è una brava micia, ed è molto affezionata a te.

    *Affermò Charlotte mentre le due continuavano a camminare.
    Camminando e camminando erano giunte al Paiolo Magico dove, da li a poco, avrebbero utilizzato la Metropolvere per tornare a Hogwarts, esattamente a Hogsmeade, dove poi si sarebbero incamminate per la scuola di magia.*

    @Daenerys_Martin,


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    Invece ti sbagli, tutti siamo diversi, anche i felini.

    *Quella frase poteva forse significare che, alla fine, Daenerys aveva ragione ed aveva seriamente sentito il miagolio appartenente proprio alla sua gatta? Ma no, inutile convincersi di certe cose alquanto negative. La studentessa e la sua professoressa continuavano a camminare, erano ormai nei pressi del Paiolo Magico e la Metropolvere che le avrebbe riportate ad Hogsmeade stava aspettando solo il loro arrivo.
    Mentre i loro passi continuavano ad aumentare quasi ritmicamente tra loro, per una manciata di pochissimi secondi lo sguardo di Daenerys, o almeno la coda del suo occhio sinistro, si posarono sulla Mills. Doveva ammettere di non conoscere affatto quella donna, se non per quel che si sapeva sul suo conto, maggior parte delle informazioni trasmesse proprio da lei stessa. Ma dopotutto non c'era motivo che sapesse di lei più a fondo, non c'era mai stato modo di chiacchierarci seriamente se non per situazioni del tutto scolastiche o per i vari saluti educati agli eventi organizzati dalla scuola. In fondo, dalla parte della professoressa non c'era mai stata, e si vedeva, quella gran voglia di chiacchierare con i suoi studenti molto a lungo. Anche agli eventi notava come cercava sempre di allontanarsi dalla massa di studenti. Era una donna che all'apparenza sembrava abbastanza severa e il suo essere taciturna le regalava sempre quell'aria un po' austera. Eppure, secondo Daenerys, c'era molto altro dietro il modo in cui si poneva. Ad esempio, quando ogni tanto si mostrava in compagnia del suo bambino che, da quanto aveva capito, aveva adottato, si poteva notare un carattere molto affettuoso. Certo, del tutto normale verso un figlio, ma quello dimostrava che anche la Mills nascondeva un lato amichevole e amorevole.
    Quel giorno, con la Martin, non era stata di molte parole, come per l'appunto sempre. Ma alla bionda andava bene così, la capiva perfettamente. Si erano incontrate per caso e in una situazione neanche molto piacevole, inoltre a Notturn Alley, dove Daenerys neanche si sarebbe dovuta recare. Purtroppo, la circostanza creatasi l'aveva portata a raggiungere proprio quei bui vicoli. Così eccole li, a camminare verso il mezzo che le avrebbe riportate insieme ad Hogsmeade, per poi recarsi al castello.*

    Kali è una brava micia, ed è molto affezionata a te.

    *Aggiunse la donna, facendo questa volta spostare l'intero sguardo della diciassettenne verso di lei. Un piccolo sorriso a labbra serrate si formò sul viso chiaro di Daenerys, per poi tornare con lo sguardo davanti a lei.*

    Si, è vero. Ed io lo sono a lei.

    *Il tempo di dire quelle parole, che il suo lieve sorriso svanì all'improvviso, quando a pochissima distanza dal Paiolo notò il corpicino di un gatto nero stesso a terra. Lo sguardo serio della ragazza osservò il felino sperando con tutto il cuore di non vedere il collarino rosa e la macchietta distintiva sulla coda dell'animale. Il tempo di spostarsi leggermente che la nuova visuale mostrò entrambe le cose.
    Al contrario di ciò che ci si sarebbe potuto aspettare, non ci fu reazione facciale da parte di Daenerys. Solo uno sguardo perso, nelle iridi azzurre si vedeva solo un grande vuoto.
    Non disse nulla, si avvicinò semplicemente al gatto, si abbassò al suo livello e nulla, Kali, la gatta di cui la Mills poco prima aveva parlato tanto bene, era morta. Portò le mani curate sul corpicino dal pelo nero della sua gatta e l'accarezzò. Tutti i suoi pensieri andarono al fratello. Era ovvio, del tutto sicuro, che fosse stato lui, l'unico che avrebbe fatto una cosa simile e che aveva potuto portarla fuori da Villa Martin senza troppe domande. Una piccola mossa crudele con il solo scopo di far stare male Daenerys, o meglio, di avvertirla che questo non era nulla a confronto a quello che un giorno sarebbe accaduto davvero. Uccidendo Kali il ragazzo aveva semplicemente dato il via alla guerra. La prima pedina della scacchiera, quella del fratello, si era mossa. La Martin in quel momento era quasi certa che lui era nelle vicinanze, ma aveva capito che li era e li sarebbe rimasto, aveva fatto il suo dovere per quel giorno. Se lui era li ad osservarla, da qualche parte nascosto, lei non si sarebbe mostrata debole, anche se il dolore era in realtà ben visibile nei suoi occhi. Con lo sguardo ancora in quello stato, perso nel vuoto di fronte a lei, al di sopra della visuale della gatta, parlò.*


    È arrivato per noi il momento di andare via di qui.

    *Disse, stanca di passare un solo altro secondo a Diagon Alley. Non le importava neanche di sapere quale fosse lo sguardo della sua professoressa in quel momento alla vista di quella ragazza bionda piegata sulle sue stesse gambe e che tutto stava mostrando, tranne che alcuna emozione. Dal che fino a poco prima sembrava preoccupata, ora all'apparenza sembrava non provare niente di niente, mentre dentro di lei cresceva invece un misto tra dolore e rabbia. Non era preparata a tutto questo, non sapeva neanche cosa fare in quel preciso momento nei confronti della sua gatta. In qualsiasi caso, i genitori sarebbero stati i primi ad essere contattati. Daenerys l'aveva sempre detto, quella gatta, quando sarebbe arrivata al termine della sua vita, sarebbe stata seppellita.*

    @Charlotte_Mills