• Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    La squadra dei Grifondoro era in vantaggio, anche se solo di dieci punti; ma la cosa non piaceva ai giocatori avversari che, arrabbiati per i due goal segnati dalle cacciatrici rosso-oro, cercavano in tutti i modi di varcare la difesa dei grifi e lanciare la pluffa in uno degli anelli. Le cacciatrici della casa di Godric, però, non erano facili da gestire e, avevano dato del filo da torcere ai cacciatori avversari. Nonostante le condizioni climatiche avverse, con nuvoloni neri che incombevano alti nel cielo, le giovani leonesse non avevano intenzione di arrendersi.*

    Palla ai Serpeverde. Ecco Katherine Grey che prende la pluffa lanciatale dalla sua compagna Duval.

    *La Grey prese al volo la palla di cuoio e, determinata, la strinse tra le mani e partì a tutta velocità verso i pali avversari. Istantaneamente la mora grifa spinse in avanti la sua Firebolt e cercò di bloccare la strada alla sua avversaria. Ma quella, intercettato il tentativo di fermarla da parte della rosso-oro, svoltò a sinistra e, velocemente, dribblò senza difficoltà la difesa dei Grifondoro e si fiondò con uno scatto verso la metà campo, guadagnando in pochi secondi un enorme vantaggio. Una certa agitazione si udiva dagli spalti, dove i tifosi, con i loro stendardi raffigurante un leone che ruggiva contro un serpente, incitavano i propri compagni con urla e apprezzamenti.*

    Venti a dieci per noi, ma se la lasciate passare e non prendiamo in fretta il Boccino, ci raggiungeranno e potranno persino vincere.

    *Marina Lightwood, con lo sguardo inferocito, ancora risentita verso i Serpeverde per aver spedito Helen in infermeria, gridò alla sua compagna Banks incitandola a bloccare la Grey che tentava di dirigersi verso i pali rosso-oro.*




    *Nel frattempo, in alto, sopra le loro teste, Jane Casterwill correva qua e là a cavallo della scopa, strizzando gli occhi per avvistare il Boccino. Un mormorio percorse gli spalti, mentre la cacciatrice verde-argento tentava di aggirare la difesa avversaria. Avrebbe voluto guardare giù, gridare qualche consiglio alle sue compagne; ma lei non poteva permettersi distrazioni, doveva rimanere concentrata e guardarsi intorno per riconoscere qualche sprazzo dorato. Ed ecco che lo vide! In un impeto di eccitazione, si tuffò in picchiata dietro quella scia d'oro. Anche il Cercatore del Serpeverde, Gabriel Master, lo aveva avvistato.
    Spalla a spalla, le due cercatrici si lanciarono entrambe alla rincorsa del Boccino d’Oro. Jane, con una potente accelerata, si portò leggermente avanti rispetto alla sua avversaria Master che, non aveva intenzione di lasciar perdere; le era alle calcagna e la tallonava cercando di avvicinarsi, ma il giovane capitano rosso-oro non era certo un tipo che si arrendeva facilmente. Dagli spalti non si sentiva nemmeno una parola; tutti erano lì, con gli occhi spalancati e le teste puntate verso l’alto, decisi a non perdersi nemmeno un minuto di quella scena. Anche i Cacciatori, che avrebbero dovuto tenere d’occhio i loro avversari verde-argento, alzarono lo sguardo per guardare quale delle due avesse la meglio. Non era una situazione facile e, se Master avesse preso il boccino, i Grifondoro avrebbe perso la partita.*

    Dai Jane, ce la puoi fare!

    *Gridò Gianna dai pali, anche lei con gli occhi puntati verso l’alto. Ma la Casterwill non aveva orecchie per nessuno; era concentrata soltanto sulla pallina rotonda che ad ali spiegate risaliva davanti a lei.*



    *Grey ne approfittò del momento di distrazione delle due cacciatrici rosso-oro, si lanciò verso la parte opposta del campo e riuscì ad attraversare la difesa avversaria. Proprio quando questa le volò accanto, Marina se ne accorse e, battendo il pugno sulla scopa, voltò il manico e cercò di raggiungere Katheryne. Anche Emily, che fino a poco prima aveva gli occhi puntati sulla loro compagna di squadra, puntò dritta verso la cacciatrice avversaria. Ma, purtroppo per loro, Davids e Duval erano accanto a loro e, in tutti i modi possibili, le tennero lontane dalla loro compagna, sempre più vicina agli anelli dei Grifondoro.*

    Togliti!

    *Lightwood lanciò uno sguardo furente ad Alexandra che, le bloccava la strada ogni qualvolta la grifa provava ad aggirarla. Banks era nella stessa situazione, mentre Grey si dirigeva, veloce come il vento, verso la porta rosso-oro.*

    La cacciatrice del Serpeverde ha ancora la pluffa: eccola che vola alto come una saetta diretta verso i pali. La ragazza è determinata a segnare.

    *La tensione era palpabile, tutto si trovava ora nelle mani di Gianna Fields che, sul suo manico di scopa, attendeva al centro dei pali, cercando di comprendere le intenzioni dell'avversaria che aveva di fronte. Ne studiò i movimenti della mano e del braccio e, dopo alcuni secondi di riflessione, si proiettò verso l'anello alla sua destra.*

    Ed eccola, sta per lanciare e……

    *Katherine con la pluffa stretta nella mano sinistra, portò la mano indietro e lanciò; la Pluffa seguì una traiettoria perfetta dirigendosi verso l'anello centrale, in quel momento privo di difesa. Appena Gianna si rese conto della finta della cacciatrice verde-argento, reclinò il manico della scopa e si tuffò di lato. La sua mano si protese in avanti, ma perse l'equilibrio e, tenendosi stretta, tentava di rimanere in sella e parare la palla contemporaneamente. Tutti, i tifosi dagli spalti e i giocatori di entrambe le squadre, trattennero il fiato, paralizzati. Ma la giovane riuscì nell'impresa e, mentre con la mano destra teneva impugnato il manico di scopa, con la sinistra sfiorò la Pluffa, mandandola lontano dagli anelli e impedendo ai Serpeverde di pareggiare.
    Le gradinate esplosero in un urlo di gioia acclamando la spettacolare azione difensiva di Gianna, che aveva mostrato ancora una volta il coraggio caratteristico della casa di Grifondoro.*



    Nessuna palla riesce a passare quando ci sono io in porta!

    *Esclamò Gianna, mentre le sue compagne scoppiarono in una sonora risata, rincuorate dalla bravura del loro portiere. Invece, i cacciatori Serpeverde, ancora più arrabbiati, ritornarono alle loro postazioni, pronti per la prossima azione.*




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  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 868
       
       

    Non ci siamo proprio



    *Achilles commentò con amarezza il momentaneo risultato dell'incontro, che vedeva la sua squadra sotto per 10-20. La partita non poteva dirsi conclusa, il divario era minimo e il Boccino d'Oro non era stato ancora avvistato, ma i Serpeverde ci tenevano molto a battere gli accerrimi rivali, e sopportavano poco l'essere in svantaggio proprio contro di loro. Inoltre vincere la prima partita di Quidditch dell’anno avrebbe ben predisposto la squadra ai prossimi incontri. Iniziare con una sconfitta, al contrario, avrebbe voluto dire dover inseguire. *

    Gabriel, vedi di prendere quel dannato Boccino, mentre noi faremo in modo di ribaltare il risultato.

    * Mormorò a denti stretti. Il Serpino aveva già dimostrato di avere un'idea molto personale di correttezza, non esitando a colpire duramente gli avversari o ad arpionare le loro scope, senza però subire alcuna sanzione fortunatamente. Era stato scaltro ad agire nei momenti giusti e, con poche mosse, era riuscito a recuperare velocemente la Pluffa e smarcarsi dall’azione di un Grifondoro. Non vedeva, quindi, motivo di cambiare il suo stile di gioco, quella per lui non era slealtà, ma astuzia. Per lui era valido il motto "punizione è quando l'arbitro fischia", come aveva ricordato anche agli avversari poco prima.
    Puntò con la sua consueta aggressività Emily, cercando di strapparle la Pluffa, ma questa fu più lesta e lo evitò con una certa destrezza per cui il giovane preferì lasciarla andare invece che sfruttare uno dei suoi trucchi, consapevole che l'arbitro lo stava tenendo d'occhio e che la Grifondoro non era una novellina.
    La Pluffa, passando di mano in mano, giundo fino a Marina ed Achilles ebbe la sua occasione perfetta: nessuno lo stava guardando, l’arbitro volava distante e sembrava concentrato su Yasmine che aveva compiuto una mossa forse azzardata. Afferrare la coda della scopa di Marina, così come aveva fatto poco prima con la giovane Helen, sembrava fin troppo facile, d’altronde la ragazza non si aspettava un tale comportamento e sembrava concentratissima sulla strada da percorrere per arrivare nell’area di tiro dei Serpeverde.
    Con destrezza, Achilles si ritrovò poco più in basso rispetto a Marina, allungò la mano per afferrare la coda della scopa della ragazza, con una manovra ormai collaudata ed era così vicino che poteva riconoscere ogni riflesso dei suoi lunghi capelli corvini.
    Sorprendentemente, il risultato non fu quello preventivato o desiderato: sentì i rametti accarazzargli le dita, scivolando oltre la mano inguantata del ragazzo che non riuscì nel proprio intento. Marina, resasi conto dell’avversario a così poca distanza, scattò via puntando verso l’alto, mentre lui rimase fermo, sospeso nel vuoto, immobile e con lo sguardo perso.*

    Che è successo? Come mai ho fallito?

    *Il pensiero andò subito all'errore tecnico, magari credeva soltanto di aver sbagliato una presa facile, mentre in realtà era distante dalla scopa della ragazza. Scosse la testa, assai poco convinto di questa ipotesi, mille altri scuse si formarono nella mente del Serpeverde, una più improbabile dell’altra.*

    Non prendiamoci in giro, so benissimo che avrei potuto prendere quella scopa.

    *Scartò una questione di motivazioni, era orgoglioso e mal sopportava le sconfitte. Un pensiero lo trafisse, gelido e duro, con il profumo di verità.*

    E se avessi sbagliato perchè di fronte avevi Marina?

    *Scosse la testa, ma con grande incertezza. Sapeva che avrebbe incontrato la sua ragazza sul campo, e aveva deciso di lasciare i sentimenti fuori. In quel momento erano avversari, nulla più, ed era certo che lei stesse giocando al meglio, senza farsi influenzare dall’affetto che nutrivano l’uno per l’altro. Si trattava di competizione quella, non ci poteva essere titubanze o esitazioni, la sua rigida e forse leggermente sleale linea di gioco, doveva continuare imperterrita. Se fuori dal campo la bella ragazza che aveva la Pluffa stretta sotto il braccio e si destreggiava tra gli altri giocatori era la sua Marina, in quel momento non gli doveva importare. Era un rivale e così andava trattata, senza sconti o fronzoli. Imprecò sottovoce e si morse il labbro, adirato con se stesso.*

    E' un'avversaria come gli altri. Non posso permettermi altri errori simili.



    *Il giovane si accorse di essere rimasti per diversi istanti fermo, a galleggiare nell'aria, e si sentì un idiota. Riprese a volare, cercando di arrestare l'azione offensiva dei Grifondoro, così da dimostrare alla propria squadra che sapeva come comportarsi su un manico di scopa.*

    Fai vedere a tutti loro quanto vale Achilles Davids

    *Borbottò il ragazzo, sprondandosi. Lui era un Davids, fiero e puro Serpeverde non avrebbe lasciato che qualche cosa gli mettesse i bastoni tra le ruota. Con il vento che gli soffiava sulla faccia, riprese il suo gioco, più determinato e sicuro di prima.*

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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Il punteggio continuava ad essere 20-10 per i Grifondoro, in vantaggio di 10 punti e, questo rendeva nervosi i giocatori di entrambe le squadre. La squadra rosso-oro temeva che i Serpeverde, con solo un altro goal, li avrebbe raggiunti; mentre i verde-argento, determinati a non essere sconfitti dagli avversari, decisero di passare alle maniere forti. La giovane Lightwood, in sella alla sua Firebolt, teneva la pluffa stretta tra le braccia, dirigendosi a tutta velocità verso la porta opposta. Sentiva i lunghi capelli legati in una coda, sfiorarle il viso, mentre la tensione, che fino a pochi minuti prima era diventata sempre più opprimente, si sciolse nell'emozione del volo.*

    Grifondoro in possesso di palla. Marina Lightwood ha la Pluffa e si dirige verso la porta di Serpeverde.

    *La voce del cronista le giunse disturbata e, non riusciva a sentire i commenti, con quel vento, ma il Buu che arrivò dalla tribuna verde-argento era così forte che era impossibile non accorgersene. Perse il senso del tempo, mentre tentava di reggere la palla di cuoio e di tenere dritto il manico di scopa. Nel frattempo il cielo continuava ad incupirsi; guardò in alto, per scorgere qualche lampo in arrivo e, avvistò Jane che, con il pugno alzato, la incitava a continuare così.*

    Forza Marina, ci sei quasi…. Oh no, attenta…

    *La diciassettenne si guardò intorno e vide Achilles che lo tallonava; accelerò cercando di allontanarsi sempre di più dal suo ragazzo. Ma, come lei aveva constatato diverse volte, Davids era troppo veloce e, in pochi secondi la raggiunse. Strinse la palla e serrò la mano destra infreddolita sul manico di scopa, mentre la sua Firebolt si allontanava dal giovane. Ma, come tutti i Serpeverde, anche il suo ragazzo non era il tipo di arrendersi e, in poco tempo le fu di nuovo accanto e, quasi come un riflesso, allungò la mano per afferrare la coda della scopa della ragazza. Ma la cacciatrice rosso-oro voltò bruscamente la sua Firebolt e, andò a posizionarsi alla destra del giovane il quale, sorpreso del suo invano tentativo, rimase per alcuni secondi sospeso nel vuoto, immobile sulla sua scopa. Marina avrebbe voluto fermarsi e consolarlo, ma non avrebbe mischiato la vita privata con il quidditch e, quello che contava in quel momento era vincere. Il giovane Davids, dopo un po', si riscosse e avvicinandosi alla grifa, deciso a riscattarsi agli occhi dei tifosi verde-argento, tentò nuovamente di disarcionarla urtandola e, invece di prendere la Pluffa, cercò di afferrarle il braccio.*



    *La Grifa si rovesciò in aria tenendo salda la presa sulla Firebolt; riuscì a rimanere in sella, ma la palla le scivolò dalle mani. Vide la pluffa cadere verso il basso e, si aspettava che da un momento all'altro il cacciatore Serpeverde si sarebbe fiondato giù e l'avrebbe presa. Ma Achilles non lo fece, avrebbe potuto approfittare di quel momento e, invece era lì, fermo sulla sua scopa, a guardarla mentre tentava di rimanere in sella. Quando la Pluffa toccò il terreno del campo ovale, i tifosi verde-argento iniziarono ad urlare, apostrofando il loro cacciatore con epipeti poco gentili; alcuni lanciarono cose, forse destinate inizialmente per la squadra Grifondoro, ma, infuriati com'erano, le usarono contro quel giocatore della loro stessa casata. L'arbitro, che aveva visto tutta la scena, dopo aver redagurgito i ragazzi sugli spalti, fischiò fallo, per niente contento del comportamento della squadra Serpeverde; la palla tornò quindi ai Grifondoro. Marina lanciò uno sguardo dispiaciuto ad Achilles; era per colpa sua se era stato costretto a subire quelle parole, il suo istinto nel proteggerla prendeva sempre il sopravvento! Sorrise al ragazzo e, legando i capelli in una coda più stretta, si sistemò sul manico e volò verso le sue compagne di squadra.*



    *Piene di una nuova determinazione, le due cacciatrici rosso-oro spinsero le scopa nell'aria turbolenta, mentre Emily prendeva possesso della pluffa. La quindicenne, nonostante una breve pausa dal quidditch, era ritornata ancora più carica, decise a vincere quella coppa che, ormai da troppo tempo, non era nelle mani dei Grifi. Erano rimaste solo lei e Marina dopo l'infortunio di Helen, cosa che aveva reso le leonesse poco inclini alla pace. Con uno sguardo complice e un sorrisetto divertito per il recente fallo commesso dai serpi, lanciò la palla alla sua compagna, la quale la prese al volo. Continuarono a lanciarsi la pluffa, decise a non farla finire nelle mani avversarie, mentre i verde-oro erano alle calcagna. Se non avessero fatto qualcosa, le avrebbero sicuramente raggiunte e intercettato la palla, cosa che in quel momento non potevano proprio permettersi. Con un gesto delle dita, la Lightwood che aveva di nuovo lanciato la palla di cuoio alla Banks, le disse qualcosa e, quell'altra, con un accenno del capo, acconsentì.*

    ORA!

    *Tutto accadde in pochi secondi: Emily sfrecciò in alto e, i cacciatori verde-argento la seguirono a tutta velocità. Ormai si distingueva una sola macchia rossa al centro di un verde scintillante. Tutti concentrati su di lei, dimenticarono l’altra giocatrice che, approfittando della distrazione, andò a posizionarsi al di sotto della compagna. Emily guardò giù e, ammiccando alla sua compagna, con un semplice gesto lasciò cadere la palla che finì dritta nelle mani di Marina. Lo stadio scoppiò in un boato di cori e applausi, inneggiando alle cacciatrici rosso-oro.*



    Così si fa, brave ragazze!

    *La Lightwood, pluffa tra le mani, svoltò e risalì il campo dirigendosi verso la porta avversaria. Sentì Gianna gridare dalla sua postazione e, sorrise. Era il momento di far vedere di che pasta erano fatte le leonesse di Grifondoro!*



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  • Gabriel_Master

    Serpeverde Certificato

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 4026
       
       



    *Daenerys aveva fatto goal ed era riuscita a ristabilire le sorti della squadra con un colpo ben piazzato ed ora, giustamente, era acclamata dall'intera curva dei Serpeverde. Il tiro che aveva provato era andato a buon fine, ed era stato incredibilmente difficile ed altrettanto incredibilmente utile per ristabilire la fiducia dei suoi compagni e dare quella spinta in più che serviva per sollevarsi dal torpore che sembrava essere sceso sul campo.
    Era incredibile quanta difficoltà stessero incontrando contro degli avversari che avevano un giocatore in meno. Che si fosse risparmiata durante gli allenamenti, andandoci leggera con i compagni? Anche Achilles non gliela contava giusta, si stava risparmiando troppo e la generalmente aria combattiva che lo accompagnava sembrava si affievolisse ogni volta che si scontrava con Marina. Lui stesso sembrava sorpreso da ciò che era successo, dall'aver sbagliato una manovra che aveva fatto e provato decine di volte, sembrava intontito e non completamente conscio di ciò che gli stava succedendo.*

    Se sta facendo il galantuomo mi sente.

    *Pensò indisposta, dividendo la sua attenzione tra il campo e il Boccino. Sembrava che la maledetta pallina avesse addosso un incantesimo di Disillusione, non riusciva a scorgere nemmeno il più piccolo luccichio che si stagliava sul cielo plumbeo.
    Gabriel mise da parte tutti i pensieri su Achilles e la sua galanteria mal riposta, pronta a riprenderlo se avesse riscontrato un altro comportamento lesivo per la squadra. Era sempre il capitano, era una sua responsabilità far in modo che tutti giocassero al meglio delle proprie capacità, senza considerare la sua indole competitiva. Non avrebbe ammesso la sconfitta solo per patetici bega fra innamorati.
    Infastidita, si alzò gli occhiali protettivi, liberandosi la visuale. Con la coda dell'occhio vide uno strano movimento, ben lontano dall'essere l'agognata pallina ma non per questo meno interessante. Poco distante da lei le due Battitrici di Grifondoro, Anastasia Gray e Lucy Summer, stavano cercando un Bolide con, sembrava, un po' troppa insistenza. Era certo un comportamento normale da parte dei Battitori, ma quello che la insospettiva era che sembrava proprio che stessero prendendo la mira per colpire Daenerys e farle pagare il pareggio, nonché per pareggiare i conti per aver spedito Helen in infermeria.
    I suoi dubbi furono confermati quando le due avversarie direzionarono con un colpo preciso la pesante palla di ferro verso la sua vice.*

    Dae, attenta!

    *Si udì strillare, vivendo l'azione come se non fosse nemmeno sul campo. Seguì con lo sguardo la traiettoria del Bolide e vide, con un certo sollievo, il momento in cui Daenerys realizzava il pericolo in cui era. Gli spalti trattennero il fiato, aspettando trepidanti la conclusione dell'azione. Sarebbe finita come con Helen, disarcionata e trasportata in infermeria? Tutto si mosse al rallentatore, pur non durando più di qualche secondo. Ogni sibilo, ogni voce era ovattato e tutti aspettavano la conclusione dell'azione, per vedere se la ragazza sarebbe riuscita a schivare il colpo. All'ultimo momento la giovane Cacciatrice serpeverde si scansò, mandando il tiro delle Battitrici a vuoto per pochissimi centimetri, tanto che la scopa quasi venne sfiorata dalla pesante palla borchiata.*



    *Sembrò che quel movimento avesse disperso la tensione nervosa quasi palpabile che era scesa solo qualche istante prima sul campo, e le urla di giubilo dei serpeverde inghiottirono i mormorii e i fischi degli spettatori rosso-oro.
    Anche il capitano tirò un sospiro di sollievo, salutando con un cenno della mano la compagna quando le passò vicino, e il gioco riprese a scorrere normalmente, abbandonando la strana staticità che aveva permeato lo stadio in quel breve momento.
    Gabriel scosse la testa: del Boccino d'Oro nemmeno l'ombra e la Pluffa era nuovamente in mano agli agguerriti Grifondoro, che avevano già dato prova di volerle provare tutte pur di vincere. Be', almeno avevano dato risposta alla domanda che si stava ponendo da quando avevano buttato giù Helen dalla scopa: per quanto dicessero di essere degli eroi, non erano poi così insensibili alla vittoria altrui.*

    Ma guarda, ora usano i nostri metodi.



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  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2383
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    * La partita proseguiva in una situazione di parità. Gianna era ancora scossa dal goal segnato dagli avversari e la colpa era stata tutta sua. Aveva lasciato che il coro in suo favore la distraesse permettendo agli avversari, guidati da un'abilissima Daenerys Martin, ne approfittassero per riportare la partita al pareggio. Ma ormai abbattersi non serviva a nulla, ciò che era fatto era fatto, non poteva tornare indietro! Quello che poteva fare per farsi perdonare dalle sue compagne era impegnarsi e concentrarsi al massimo per impedire il ripetersi di situazioni come quella precedente. Le battitrici di Grifondoro, dopo l'incidente di una delle Cacciatrici, ci stavano mettendo tutto l'impegno possibile per disarcionare le avversarie e, per un pelo, non riuscirono nell'intento. Il merito era stato di Gabriel Master che riuscì ad avvertire Daenerys appena in tempo. Ma nella confusione totale, la Pluffa passò in mano a Marina. Il portiere dalla sua postazione urlava e incitava le ragazze:*

    Anastasia, Lucy bellissimo tentativo! Continuiamo così, facciamo vedere a questi presuntuosi di cosa siamo capaci!

    * Disse sgolandosi dal centro degli anelli. I Serpeverde erano dei duri, questo lo sapevano, ma loro non erano da meno e lo avrebbero dimostrato! Marina intanto si divincolava sulla sua scopa scartando tutti quelli che le si paravano davanti. Era determinata a riportare la partita al vantaggio che avevano poco prima. Nessuno riusciva a fermala per quanto ci provassero. I Battitori lanciavano continuamente i Bolidi che ogni volta venivano respinti dalle Battitrici di Grifondoro. I tifosi esultavano ad ogni azione ben riuscita con cori a favore di Marina e delle battitrici!*



    * Intanto Jane, la Cercatrice della squadra si dava un gran da fare per cercare di individuare il Boccino d'Oro e garantire la vittoria della squadra, ma non era l'unica! Marina intanto passò la Pluffa ad Emily mentre un cercatore Serpeverde cercava invano di intercettare il passaggio. Ormai tutti gli avversari erano stati superati senza molta difficoltà e così l'unico ostacolo tra Emily e Marina era Alexandra Duval, il portiere avversario. Gianna, come molti della squadra e dei tifosi, pensava fosse ormai fatta visto le precedenti performance scadenti della giovane. Emily passò la Pluffa a Marina che, senza perdere tempo, lanciò con forza e precisione la palla verso l'anello alla destra del portiere. Erano già tutti pronti ad esultare quando, contro ogni previsione, la giovane Duval intercettò il lancio e, con molta abilità afferrò la Pluffa tra le mani! Nessuno si aspettava una tale parata nemmeno, forse, i suoi compagni di squadra. I tifosi Serpeverde applaudirono la ragazza esultando per la splendida parata.*



    * Marina fece schioccare le dita, dispiaciuta per non aver segnato ma Emily le si avvicinò dicendole:*

    Tranquilla Marina, hai fatto un lancio e un'azione bellissima! Andrà meglio la prossima volta! Ora pensiamo a recuperare di nuovo la Pluffa e riportiamoci in vantaggio!

    * Vide Marina sorriderle e annuire e anche lei urlò e incitò i tifosi affinché dessero un po' di sostegno alla squadra. Intanto Alexandra, emozionata ed eccitata per quella prodezza, senza perdere tempo lanciò la Pluffa al Cacciatore Achilles Davids che, sorridendo alla giovane, inizio la sua “corsa” verso la porta avversaria. Gianna allora segui attentamente l'azione gridando alle amiche:*

    Forza ragazze, fermatelo! Siate dure e spietate così come lo sono loro! Non facciamoci intenerire!

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  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 868
       
       

    *Achilles si stava innervosendo sempre di più, non soddisfatto del proprio rendimento. Quello non era proprio l'esordio che si era aspettato. Fino a quel momento aveva mostrato più astuzia, con alcuni colpi al limite del proibito, che il talento dimostrato il giorno del suo provino. Era anche vero che l’agitazione gli stava giocando brutti scherzi ma lui non era tipo da badare molto a quelle cose. Poco gli interessavano gli occhi del resto dei studenti puntati su ogni sua piccola mossa.*

    Devo riprendermi, anche a costo di buttare giù dalla scopa chiunque si pari tra me e la Pluffa.

    *Si mise all'inseguimento di Marina, cacciatrice che stava gestendo la Pluffa, puntando la porta di Serpeverde. Spinse la sua scopa al massimo della velocità, sentendo il vento colpirgli il viso e scivolargli tra i corti capelli neri.*

    Forza, più veloce



    *Strinse i denti, incoraggiandosi mentalmente ed allungando il braccio per cercare di raggiungere la Grifa, ma questa si dimostro più veloce del ragazzo sfuggendo alle sue grinfie con un abile mossa . Il lancio dell'avversaria non fu in grado di stupire il Portiere Alexandra, che parò senza troppa fatica. Nonostante anche Duval fosse un nuova recluta delle file di Serpeverde, la ragazza non stava perdendo al lucidità necessaria al suo ruolo, ponendosi come una sicura barriera tra gli avversari ed i tre anelli.
    Achilles si posizionò in modo tale da ricevere la Pluffa dal proprio Portiere per poter far ripartire il gioco ed accumulare punti prima che i Cercatori acciuffassero il Boccino d’oro, ma, inaspettatamente si ritrovò il proprio capitano pararglisi contro. Il ragazzo, stranito, la guardò con sguardo incuriosito e duro, gli occhi ridotti a fessure, aspettandosi qualcosa di poco piacevole. Si rivolse a lei con voce fredda.*

    Dimmi Gabriel.

    Achilles, così proprio non ci siamo. Certi sentimenti lasciali fuori di qua e vedi di giocare come si deve. La prossima volta piuttosto buttala giù dalla scopa, ma vedi di uscirne vincitore. Mi auguro tu ne abbia il coraggio.

    *Come previsto Gabriel intendeva redarguirlo, incolpandolo di giocare senza sufficiente serietà e di comportarsi con troppo riguardo nei confronti di Marina, sua avversaria ma anche la sua fidanzata.
    Achilles sapeva bene a cosa si riferiva e si sentì pervadere da una rabbia gelida, reputava di meritare maggiore considerazione e non di essere trattato come uno sprovveduto ed innocuo ragazzino. Sapeva bene di avere sbagliato, ma non ci stava né di passare come capro espiatorio, né che venisse messo in discussione il suo legame con i colori verde e argento. Era stato lui a fermare l’azione di Helen mentre la Grifondoro si dirigeva spedita verso gli anelli di Serpeverde e beccarsi fischi di ammonimento dai tifosi. Nessun’altro aveva avuto il coraggio di sconfinare in quella mossa poco lecita ma risolutiva per la situazione.
    Con il caratteraccio che da sempre lo contraddistingueva prese la critica sul personale e reagì di conseguenza.*

    Posso accettare ogni critica sul mio gioco, non sulla mia correttezza. Se la vedi così non abbiamo altro da dirci, se non che finita questa Coppa avrete bisogno di un nuovo Cacciatore.

    *Le urlò contro, senza esitazione e con un ultimo sguardo gelido, Achilles si allontanò di qualche metro afferrò la Pluffa, lanciatagli da Alexandra ma, invece di scattare all'attacco come avrebbe fatto in un'altra occasione, la lanciò subito verso la compagna Katherine.*

    Visto che io non sono in grado, vai tu!

    *Digrignando i denti affiancò la sua compagna, puntando verso gli anelli difesi da Gianna. Mentre monitorava i movimenti degli altri giocatori inspirando profondamente.*



    Devo calmarmi e tornare in me. Questa Coppa è appena iniziata, vediamo di recuperare e chiudere in bellezza l'avventura da Cacciatore.


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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 3106
       
       

    *Le due squadre erano ancora in parità ma, a quanto sembrava, entrambe non erano disposte a lasciare il risultato fermo ancora per tanto.
    Purtroppo per loro l’azione delle Cacciatrici rosso-oro non era finita come speravano. Invece di portare a casa altri punti per i Grifondoro, la giovane Alexandra Duval era riuscita a fermare la Pluffa giusto in tempo. Dopo la miracolosa parata la ragazza aveva rimesso subito in gioco la palla di cuoio che, infatti, era nelle mani dei Cacciatori di Serpeverde. Tuttavia uno di questi sembrava aver perso la grinta iniziale. Sarebbero riuscite le avversarie della casa di Godric a approfittare del momento per riprendere possesso delle Pluffa?
    Achilles Davids subito dopo aver preso fra le mani la sfera rossa l’aveva lanciata alla propria compagna di squadra, Katherine Gray, lasciando un po’ tutti stupiti. Dopo l’iniziale momento di disorientamento Marina e Emily cominciarono a seguire i Cacciatori avversari, ma anche il pubblico si accorse che qualcosa non andava. Gli applausi e le urle di incitamento si trasformarono così in mormorii e, in alcuni casi, anche in fischi, tutti rivolti al Cacciatore maschio della formazione verde-argento.*

    ”Cosa sta succedendo? A quanto pare fra i Serpeverde c’è qualche problema, forse potrei approfittare della situazione!”

    *Pensò Lucy, Battitrice di Grifondoro, mentre osservava le proprie compagne inseguire gli avversari. Era ormai evidente a tutti che il ragazzo, in seguito alla sua azione fallita contro Marina, la sua ragazza ma avversaria sul campo, avesse ricevuto una bella ramanzina dal capitano dei Serpeverde. In più sembrava che il Cacciatore non fosse più concentrato come prima, per questo la Grifondoro decise di approfittare della situazione. In un secondo rivolse uno sguardo d'intesa e un veloce cenno del capo alla propria compagna Anastasia, la quale colse al volo il messaggio. Così le due giocatrici iniziarono a volare velocemente verso i Bolidi, volendo provare a colpire qualche avversario o anche solo difendere al meglio le compagne. Erano entrambe pronte e determinate ad aiutare il più possibile le amiche, concentrate a inseguire i tre Cacciatori verdi-argento. Purtroppo però non furono le uniche, anche i giocatori dell’altra formazione sembrarono risvegliarsi e iniziarono a lanciare i Bolidi verso le avversarie. Diedero inizio a una vera e propria sfida fra Battitori, in cui le pesanti sfere di ferro cominciarono a volare da una parte all’altra del campo, sfiorando più volte i vari giocatori di entrambe le formazioni. Sugli spalti il pubblico ritornò ad acclamare la propria squadra, sperando che i giocatori di questa non venissero colpiti o, al contrario, sperando che gli altri seguissero Helen in infermeria. Ogni volta che un Bolide si avvicinava a un giocatore tutto sembrava fermarsi, comprese le mille voci che riempivano il campo, lasciando ben visibile la netta divisione della tifoseria. Da una parte c’erano quelli che temevano per l’incolumità di quella persona, con i visi preoccupati e il fiato sospeso, inclinati in avanti il più possibile per riuscire a vedere meglio. D'altra, invece, quelli che speravano che la squadra per cui tifavano si fosse liberata di un giocatore. Questo però non accadde e tutti i rimanenti componenti dei due team rimasero seduti saldamente sulle proprie scope.*

    ”Per Merlino ci è mancato un pelo! Forza ragazze non mollate!”

    *Pensò Jane, capitano della squadra di Grifondoro, mentre osservava Lucy e Anastasia correre da una parte all’altra per difendere le proprie compagne. La ragazza non poteva essere più fiera delle proprie compagne, si stavano impegnando al massimo e dimostrando che forse infondo la diciassettenne non aveva esagerato con tutti gli allenamenti extra. La giovane Casterwill era più che consapevole di essere stata fin troppo dura durante i mesi di preparazione, ma alla fine quelle giornate intere passata sul manico di scopa avevano portato a qualcosa. Stava osservando le proprie compagne dall’alto, mentre sorvolava il campo alla ricerca del Boccino d’oro, avendo così una perfetta visuale su tutto il gioco.
    Riuscì a vedere Gianna davanti ai tre anelli della loro metà campo, con uno sguardo concentrato e una presa salda sulla propria scopa, pronta a scattare per fermare qualsiasi tiro. Poi Marina e Emily che, oramai da molto rimaste solo in due, inseguivano senza rallentare gli avversari, cercando disperatamente di riprendere il possesso della Pluffa. Insieme a Lucy e Anastasia, che colpivano con tutta la loro forza le pesanti palle di ferro che tentavano di colpire le compagne.*

    [INIZIO FLASHBACK]


    Forza ragazze non poltrite, siete troppo lente! Lucy, Anastasia, colpite più forte e soprattutto concentratevi se non volete farci finire in ospedale tutte quante!

    *Era ormai da ore che le sei giocatrici volavano nel campo da Quidditch senza sosta, messe sotto torchio dal capitano della squadra. Quello era l’ultimo allenamento prima della partita di apertura della Quidditch Cup invernale e toccava proprio a loro l’onore di aprire la stagione. Le sette ragazze avevano davanti a loro una faticosa partita contro i loro acerrimi rivali: i Serpeverde. Proprio per questo motivo Jane aveva deciso di tirare giù dal letto tutte molto presto quella mattina e, dopo una sostanziosa ma comunque leggera colazione, la squadra formata da sole ragazze si era ritrovata nel grande campo da Quidditch. Non avevano però considerato che quel giorno avrebbero dovuto sudare ancora di più delle altre volte.
    Il capitano non era stata affatto delicata con loro, aveva infatti deciso di spingerle al massimo, essendo perfettamente consapevole che le proprie compagne erano in grado di dare il meglio.*

    Forza Gianna lo so che puoi prenderle tutte se vuoi, quindi forza veloce!

    *Jane era davanti ai tre anelli ai limiti del campo, lanciando senza sosta la Pluffa per fare centro in uno di esse e Gianna correva da una parte all’altra per impedirle di fare punto. Era tutto il giorno ormai che la Grifondoro continuava a difendere la porta mentre o le Cacciatrici o il capitano cercavano di segnare, eppure sembrava non crollare mai. Ben poche volte, nonostante il breve intervallo fra un lancio e l’altro, la Pluffa era passata.
    Le Cacciatrici invece erano state costrette a fare il giro del campo il più velocemente possibile almeno un centinaio di volte, per poi esercitarsi nei passaggi o a riprendere la palla in possesso a un avversario.
    Le Battitrici si erano esercitate senza sosta sulla forza con cui battere e i riflessi, in modo da essere pronte a difendere le proprie compagne dai Bolidi.
    Anche Jane stessa non si era fermata un attimo. Oltre ad aiutare le proprie compagne e urlare loro che erano troppo lente, aveva impiegato il proprio tempo cercando di migliorare la propria velocità e agilità. Con l’aiuto di Marina, il vice capitano, si era cimentata in un esercizio che consisteva nell’afferrare una noce, lanciata in basso dalla compagna, prima che toccasse il suolo. Il tutto, ovviamente, con Jane dalla parte opposta del campo rispetto a Marina.

    A fine giornata le sette ragazze si erano ritrovate stese sul morbido prato del campo, ormai prive di forze.*

    Bene ragazze...adesso direi che possiamo ricominciare tutto da capo, che ne dite?

    *Chiese Jane, con il respiro pesante, osservando le compagne stese a terra che come risposta si limitarono a un forte brontolio prima di alzarsi e lasciare lì da sola la ragazza che scoppiò a ridere.*

    [FINE FLASHBACK]


    *In quella partita le Grifondoro avevano dimostrato al proprio capitano che il lavoro svolto aveva portato degli ottimi risultati e Jane si promise di fare i complimenti a tutte alla fine della partita, qualsiasi fosse stato il risultato.
    Dopo la breve distrazione la ragazza tornò a guardarsi intorno e a volare in giro per il campo, alla ricerca del minimo segno della presenza del Boccino.*



    ”Dov’è finito? A quanto pare anche Gabriel non lo vede”

    *Pensò mentre teneva d’occhio anche la propria avversaria che, come lei, osservava attentamente tutto quanto, anche il minimo movimento.*

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  • Eurus_Holmes

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
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        Eurus_Holmes
    Serpeverde
       
       

    *Entrambe i cacciatori di Serpeverde procedevano con estrema pressione e brutalità nei confronti della squadra avversaria. Non risparmiavano colpi e senza esitare minimamente sfrecciavano accanto ai cacciatori avversari mirando e colpendo le loro scope come più potevano. Mentre Percy e Yasmine erano occupati con le loro tattiche di gioco i loro compagni Daenerys, Achilles e Kate si passavano la pluffa lanciandola in varie direzioni e facendo volare la squadra avversaria per tutto il campo senza dar loro modo di capire che tipo di gioco stessero facendo. Mentre l’azione stava compiendosi un Achilles irritato passò la palla alla giovane Kate lasciando a lei l’onore di portare a compimento il punto. La timida ragazza dai capelli lunghi si diresse verso l’anello centrale schivando i cacciatori avversari senza accorgersi del fatto che Gianna, avvertendo la sua mossa si era astutamente messa di fronte all’anello centrale, difendendolo.*

    A sinistra! Lancia!

    *Con tutta la voce che aveva in corpo Yasmine urlò all’amica che titubante aveva iniziato a rallentare la velocità di marcia quasi raggiunta da Helen che con forte velocità le stava alle calcagna guadagnando sempre più terreno. La giovane Kate lanciò uno sguardo all’anello di destra non pensando di riuscire a raggiungere quello di sinistra troppo fuori mano per lei e, proprio mentre stava per lanciare, una voce da dietro le face cambiare idea.*

    Qui! Passa!

    *Daenerys si fece spazio tra i due Grifondoro e sbucando tra la folla giocatrice si avvicinò sempre più all’area d’attacco. Kate le passò la palla e senza nemmeno avere il tempo di afferrarla e di percorrere pochi metri, in una frazione di secondo Daenerys centrò l’anello di sinistra con un lancio netto che spiazzò il portiere rosso-oro. I serpeverde esultarono, sugli spalti tutta la casata verde-argento non stava più nella pelle urlando e cantando cori incitatori. 20 a 30 per i Serpeverde, la partita era ancora nelle loro mani.*

    Grande Dae, ottimo lancio! Bisogna mettere bene in chiaro qual è il loro posto all’ interno del torneo.

    *Gabriel si congratulò con la compagna e con un sorriso di scherno rivolse le sue parole verso il giocatore avversario che, passando lì vicino, aveva captato ogni parola della sua frase. Ogni giocatore si congratulò con lei e con Kate che nonostante la sua poca esperienza sul campo aveva dimostrato caparbietà e velocità nel trovare soluzioni spiazzanti. La partita continuò con lo stesso ritmo, Serpeverde attaccavano e Grifondoro rispondevano più aggressivi che mai. Yasmine e Percy, dopo essersi brevemente distratti durante la precedente azione ripresero il loro ruolo e cambiando tattica cominciarono nuovamente a infastidire i giocatori avversari con bolidi sempre più agguerriti. La nuova tattica venne per la prima volta sperimentata su Emily che fino a quel momento era restata impunita dai due Cacciatori. Decisero di usare un corpo a corpo scorretto: mentre la pluffa tornò nelle mani di Serpeverde, Yasmine volò alla sinistra di Emily lasciando Percy alla sua destra. La strinsero ripetutamente costringendola a cambiare più volte direzione finchè Percy mollò la presa allontanandosi da loro e lasciando le due giovani ragazze a spingersi a vicenda verso direzioni improponibili. Yaz riuscì a spingere la ragazza, nonché sua amica, verso gli spalti mentre Percy poco lontano dalla scena direzionava un bolide verso di loro. La prima a schivarlo abilmente fu Yasmine seguita poco dopo da Emily che precedentemente distratta dall’amica Serpeverde non aveva fatto in tempo a captare il bolide che la prese di striscio al braccio sinistro spingendola verso la tribuna dove batté la spalla. Dolorante diresse il proprio manico di scopa in direzione contraria con i fischi della propria squadra a sostenerla contro i due battitori serpeverde: sembrava non essersi rotta nulla.*

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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Tutti sapevano che il Quidditch non era un gioco molto sicuro e, i Serpeverde erano decisi a mantenere viva quell’affermazione. Durante quella partita tante erano state le ingiustizie nei confronti dei Grifondoro e, una delle più gravi era stato quella inflitta ad Helen, costretta a lasciare il campo per essere portata in infermeria. In quel momento, con la squadra verde-argento in vantaggio, le cacciatrici rosso-oro avevano deciso di contraccambiare gli attacchi ricevuti in modi altrettanto aggressivi. Tuttavia, per quanto volessero ripagare con la stessa moneta, non riuscivano ad essere”spietate” quanto i loro avversari e, a pagarne le spese, fu Emily. La giovane, nonostante fosse sprovvista di pluffa, fu presa di mira da Percy e Yasmine che, stringendola tra le loro scope, le lanciarono contro un bolide che, dopo averla colpita al braccio, la spinse verso la tribuna.*

    Emily!

    *Le sue compagne di squadra abbandonarono le loro postazioni e raggiunsero la ragazze che, dolorante, si manteneva a stento sulla scopa. Il dolore la costrinse a chiudere gli occhi e, stringendo la mano destra sul suo manico di scopa, cercò di mandare via quel dolore lancinante alla spalla.*

    Sto bene ragazze, è tutto ok!

    *Rassicurò le altre giocatrice e, forzatamente, si aprì in un sorriso per riuscire a camuffare l’espressione dolorante sul suo viso. Ma le sue amiche non se l’erano di certo bevuta; in particolare Anastasia, battitrice Grifondoro che, stanca di quei trucchetti meschini dei loro avversari, voltò di scatto la scopa e si diresse verso il battitore Serpeverde che aveva ridotto l’amica in quello stato.*

    A che gioco stai giocando? Vuoi far fuori ogni singolo membro della nostra squadra? Hai capito che è questo l’unico modo in cui voi, inetti e ripugnanti, possiate vincere questa partita, vero?

    *L’espressione furiosa dipinta sul viso della ragazza impaurì le sue compagne. Conosceva l’indole irascibile della Gray e, sapevano che se non sarebbero corse a calmare la loro compagne, la situazione sarebbe degenerata. Ma Percy, non era di certo un agnellino e, con un ghigno divertito sul volto, rispose a tono ad Anastasia che, con le mano destra stretta sull’impugnatura della mazza, era pronta a far scomparire quel sorrisetto dal volto del ragazzo. Fortunatamente, l’arbitro si accorse della discussione in atto e, con un fischio mise fine a quella scenetta.*

    Adesso basta, che cosa sta succedendo qui? Datevi subito una calmata voi due o giuro che farò in modo che non metterete più piede su questo campo.

    *Con grande sollievo delle altre giocatrici, Anastasia fu allontanata da lì dalla sua amica Lucy che, trattenendola, la condusse alle loro postazioni, pronte a ricominciare. Anche Emily aveva lasciato andare la spalla e aveva riassunto un po’ di colorito sul viso.*

    Che caratterino la Signorina Gray, un altro po’ e avrebbe fatto fuori il caro Percy!…. Ed ecco che si ricomincia, palla ai Grifondoro.



    *La pluffa fu lanciata in aria e, prontamente, la Lightwood, decisa a riscattarsi, la prese al volo e, stringendola nella mano sinistra, voltò la scopa e si diresse verso la porta avversaria. Immediatamente i cacciatori avversari le si pararono davanti, costringendola a fare una deviazione verso il basso. Banks, intercettato lo sguardo della compagna, scende anche lei e, trovandosi una accanto all’altra, si passano la palla ripetutamente, disorientando gli avversari.*



    Forza ragazze!

    *La voce del loro capitano dall’alto giunse loro forte e chiara. Infatti, la Casterwill, mentre tentava di adocchiare la piccola pallina dorata, non poteva fare a meno di volgere lo sguardo in basso per assicurarsi che tutto filasse per il meglio. Nel frattempo, più in basso, le due cacciatrici continuavano a lanciarsi la pluffa; non potevano perderla, non con i serpi in vantaggio.*

    E se venissimo sconfitti?

    *Quel pensiero le si delineò all’improvviso nella mente della Lightwood. Sino a quel momento la Cacciatrice rosso-oro non aveva neanche contemplato la possibilità di perdere quella partita. Le tribune erano in delirio e, lei sentiva su di sé la pressione e le aspettative dei compagni rimasti sugli spalti e di quelli in campo. Era una cacciatrice e il suo compito era quello di tenere salda la palla e centrare uno degli anelli. Si voltò e, prima di lanciare la palla alla sua compagna, si voltò per controllare i giocatori avversari. Il suo ragazzo e l’altra cacciatrice verde-argento, Daenerys Martin, le erano alle calcagna. Se avesse passato la pluffa in quel momento, si sarebbe tuffati in avanti e l’avrebbero presa; no, non poteva correre quel rischio! La Cacciatrice strinse la palla saldamente sotto il braccio, quasi come se fosse stata un’estensione del suo corpo, attenta a non farsi intercettare dagli avversarie che in quel momento avevano occhi solo per lei. Sferzò bruscamente verso l’alto e si portò dietro i giocatori verde-argento che, disorientati, si fermarono per capire dove fosse Marina. La giovane, approfittandone di quel momento di distrazione, lanciò la pluffa ad Emily che la prese a volo e, impugnando il suo manico, si avvicinò alla porta della squadra avversaria.*

    E adesso provate a prenderla!

    *Sorrise la diciassettenne passando accanto ai due cacciatori ancora storditi dalle azioni fulminee. Adesso la Pluffa era nelle mani di Banks, era lei a dover cercare di segnare, sorretta dalla sua fedele scopa ed alla mercé degli avversarie che le stavano convergendo contro. Ma lei non avrebbe ceduto, non avrebbe lasciato che le sottraessero la Pluffa, avrebbe puntato diritto verso gli anelli. Stringendo al petto la palla scarlatta, come per proteggerla, si mosse a zigzag nell’aria per cercare di togliersi dalla scia il trio avversario che erano un passo dietro di lei, troppo vicini. Nonostante Marina avesse bloccato le due ragazze, Achilles volava indisturbato.*

    Se ci fosse stata Helen…

    *Pensò rannicchiandosi sul suo manico per guadagnare qualche metro sul suo inseguitore che, caparbio e determinato, tentava intatti i modi di avvicinarsi a lei. Si guardò intorno, sperando che Marina le fosse accanto in modo da passarle la palla; ma la sua amica era troppo impegnata a trattenere le cacciatrici verde-argento. Emily, allora, sterzò improvvisamente verso l’alto, sperando che il suo inseguitore rimanesse disorientato; ma non fu così. Il giovane, con il suo mantello verde smeraldo, aveva puntato il suo manico in alto nello stesso momento in cui l’aveva fatto lei. Cosa avrebbe potuto fare? Avrebbe dovuto rischiare e tirare? E se Davids avrebbe intercettato la pluffa proprio mentre lei l’avrebbe lanciata? Ma, se non avesse tirato lui l’avrebbe presa comunque, era troppo vicino. Non le restava altro da fare!*

    Non è la posizione migliore e sono ancora troppo lontana… ma è l'unica cosa che posso fare… o lancio o lascio che lui intercetti la palla.

    *Sollevò decisa il braccio destro che reggeva la palla e, cercando di avvicinarsi un altro po’, mirò all’anello sinistro. Trasse un profondo respiro e, si preparò al lancio. Aveva la mano tutta sudata per l’agitazione e, proprio quello fu la sua rovina. La palla le scivolò di mano nel momento in cui lei stava per lanciare. Il giovane Achilles, come un falco che tiene d’occhio la sua preda, si accorse dell’errore della giovane e, istantaneamente, si precisò verso il basso e recuperò la pluffa. Con un sorriso stampato sul volto, la strinse tra le amni e, con tutta la determinazione, si diresse verso l’area di tiro avversaria.*



    Maledizione!

    *Emily, di solito calma, si asciugò la mano sul pantalone della divisa e, inferocita, si lanciò all’inseguimento del suo avversario.*




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  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 868
       
       

    *La sfuriata tra Percy Smith e Anastasia Grey aveva surriscaldato gli animi. La partita tra Serpeverde e Grifondoro era particolarmente sentita e calda perchè le due Case davano vita alla maggiore rivalità di Hogwarts. Non di rado si vedevano scene simili, ma Achilles era molto stupito dal fatto che fosse stato proprio Percy a perdere la testa e litigare con un'avversaria. Il Battitore era generalmente mansueto, il sangue caldo ce l'avevano altri membri della squadra, in primis lui e Gabriel, che non si lasciavano sfuggire mai la possibilità di far notare uno sbaglio commesso, proprio come era accaduto poco prima.
    Achilles, però, non ebbe molto tempo per rimuginarsi su, il gioco non era fermo e le squadre continuavano a fronteggiarsi sempre più agguerrite. Vide Daenerys con la Pluffa e si lanciò verso di lei per affiancarla. Le chiese palla e, una volta ricevuta, si lanciò verso gli anelli difesi da Gianna.*



    Achilles, hai la tua occasione, segna questo punto.

    *Il giovane stava valutando il posizionamento di Gianna, pronto a dimostrare a Capitano Gabriel quanto si era sbagliata nel considerarlo troppo mansueto, quando sentì un forte urto che gli fece perdere l'equilibrio. Tutto era successo in un attimo: poco prima stringeva saldamente la palle in cuoio rosso sotto il braccio destro, ed un secondo dopo l’affidabile manico di scopa aveva cominciato a vibrare sotto il suo corpo con troppa intensità fino a farlo quasi scivolare di sotto.
    In quel momento Achilles si ritrovò a ringraziare i proprio riflessi pronti e la sua destrezza nel governare la sua cavalcatura, affinata in anni di pratica nel suo maniero ad Apeldoorn. Riuscì a restare in sella, ma l’inaspettato movimento lo aveva portato a deconcentrarsi e non badare più alla Pluffa che era scivolata dalla sua stretta.
    Ebbe subito chiaro cos'era accaduto, un Bolide aveva colpito la sua scopa cercando di disarcionarlo. Furioso, si volse indietro, alla ricerca dei Battitori, il cui compito era notoriamente quello di evitare situazioni del genere. Gli rodeva parecchio l'aver sprecato l'occasione di redimersi.*



    Dove eravate mentre questo Bolide quasi mi buttava giù dalla scopa?

    *Si rivolse con brutalità verso Yasmine e Percy che non sembrava neppure avessero visto il Bolide fellone che lo aveva investito. Ma per la barba di Merlino, avevano bistecche sugli occhi? Loro era in due, così come le sfere in ferro, cosa diamine gli costava impedire loro di attaccare i propri compagni? Scuro in volto, si allontanò velocemente per evitare di fare loro una vera e propria sfuriata, ci avrebbe pensato una volta raggiunto lo spogliatoio ad informarli che gli avevano fatto sprecato la sua occasione. In quella partita stava andando semplicemente tutto storto, i Serpeverde non riuscivano a dimostrare la loro superiorità e Gabriel non aveva ancora avvistato il Boccino per chiudere l’incontro.*

    Di questo passo finirò giù dalla scopa entro fine partita

    * Mormorò, mentre lentamente i battiti del suo cuore tornavano a stabilizzarsi. Fece un respiro molto profondo e si rilanciò nell'azione. Non tutto era perduto, lo svantaggio era tranquillamente recuperabile e tutto poteva ancora succedere. *



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  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 119
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Calma e sangue freddo era quello che serviva nelle partite di Quidditch per rimanere concentrati e attenti sul gioco. Ma spesso l'ansia da prestazione e l'agitazione potevano essere la rovina del giocatore, facendolo sbagliare anche le cose più banali, come tenere la Pluffa tra le mani. Ed era proprio quello che era successo ad Emily. Se solo fosse stata più tranquilla, forse ora i Grifondoro avrebbero guadagnato 10 punti in più. Invece si era vista scivolare dalle sue mani la Pluffa, con Achilles che andava a recuperarla approfittando ovviamnte dell'errore dell'avversaria.*

    Maledizione!

    *Asciugò la mano sudata, sul pantalone della divisa, frustrata per quel suo stupido errore, che poteva benissimo evitare. Solitamente era sempre calma, e non riusciva a capire il motivo di tale agitazione. Certo, era la sua prima partita di Quidditch, ma d'altra parte si era allenata duramente per quel giorno e non poteva permettere che una mano sudata le impedisse di fare centro negli anelli avversari. Doveva assolutamente recuperare la pacatezza persa, e prendere a tutti i costi la Pluffa dalle mani avversarie. Ancora inferocita e più determinata di prima, si lanciò all'inseguimento di Acchiles che venne immediatamente affiancato da Daenerys e Katherine, le altri cacciatrici. Nonostante Helen avesse dovuto abbandonare il campo, aveva ancora l'altra cacciatrice Marina con lei, che immediatamente si uní ad Emily nell'inseguimento dei cacciatori avversari. Ad aiutarle nell'intento fu Lucy, battitrice Grifondoro, che con un colpo secco direzionò il Bolide contro Achilles destabilizzandolo di quel che bastava per fargli perdere la Pluffa.*

    Vai Marina!

    *Urlò Emily alla compagna che immediatamente sfrecciò per prendere la Pluffa, prima che Katherine e Daenerys lo facessero al suo posto. Ma a quello ci avrebbe pensato Emily, che riuscì a bloccarle sfrecciando davanti a loro, permettendo così alla compagna di impossessarsi della Pluffa.*

    Forza ragazze continuate così!

    *Le incoraggiò Gianna dagli anelli, unendosi ai cori e alle grida di esultanza dei tifosi. Le due cacciatrici rosso-oro guadagnarono immediamente terreno, superando i cacciatori avversari che le seguivano come predatori. Si passavano la palla, volavano a zig zag, ma era tutto inutile, i serpeverde non intendevano mollare la presa. Erano talmente concentrate a passarsi la Pluffa che si erano dimenticate dei Bolidi e dei battitori, disposti a tutto pur di vincere. Infatti Yasmine, ne spedì uno contro Marina che era in possesso della Pluffa. Emily riuscì ad accorgersi in tempo della palla roteante diretta verso di lei e con sguardo allarmato gridò alla propria compagna.*

    Marina attenta!



    *Marina istintivamente inclinò il manico verso il basso, tenendo allo stesso tempo la Pluffa stressa a sé, riuscendo così ad evitare il bolide con un'azione straordinaria. La sua bravura riuscì a farla rimanere in perfetto equilibrio sulla scopa, passando subito dopo la palla di cuoio ad Emily, che era proprio accanto a lei. La quindicenne volò come una saetta verso gli anelli avversari, determinata a segnare. La tensione era palpabile, non voleva sbagliare, non ancora. Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di far passare quella palla in uno degli anelli, non avrebbe permesso che gli avversari le sottrassero la Pluffa. Doveva ammettere però, che non era facile seminare i cacciatori, sopratutto adesso che erano in vantaggio e ancora più agguerriti a difendere quei punti di distacco. Daenerys tra i tre, fu la più svelta, e riuscì a raggiungere Emily, che in sella alla sua Nimbus cominciò a muoversi a zig zag per confondere l'avversaria, riuscendo nell'intento, ma non per molto. Ben presto la cacciatrice tornò all'attacco, ancora più agguerrita di prima, e si scontrò contro di lei, colpendo Emily proprio sul braccio infortunato provocandole una grande fitta di dolore. Strinse a sé la Pluffa e serrò la mano destra sul manico della scopa, con Daenerys che continuava a spingerla per impossessarsi della Pluffa. Il braccio le doleva sempre più e la cattiveria di Daenerys non migliorava di certo quella situazione. Ma era ora di farla finita, non poteva stare con le mani in mano e permettere a Daenerys di riuscire nel suo intento. Emily doveva segnare e la cacciatrice verde-argento non glielo avrebbe di certo impedito. Diede un forte spintone, nonostante il braccio dolorante, a Daenerys che per poco non perse l'equilibrio dalla scopa. Ma quello non era il momento per provare pena nei confronti degli avversari, quando proprio loro avevano spedito Helen in infermeria completamente priva di sensi. Noncurante di Daenerys e approfittando proprio della sua distrazione sfrecciò dritta verso gli anelli avversari protetti da Alexandra. Aveva completamente via libera: non c'era nessun cacciatore, solo lei e il portiere.*

    A noi due Alexandra!

    *Era riuscita a segnare una volta, non doveva e poteva fallire proprio adesso che aveva la possibilità di pareggiare. Era ormai in zona di tiro e ciò che vedeva davanti a lei erano solo i tre anelli. Caricò il braccio, e nonostante il dolore pulsante, scagliò con tutta la forza e precisione che aveva in direzione dell'anello centrale. Alexandra non riuscì a parare il colpo e la Pluffa volò all'interno dell'anello mirato da Emily. Metà stadio di Quidditch esplose in grida di esultanza per il tiro messo a segno dalla giovane Grifondoro, insieme a loro anche le sue compagne che "anche da lontano" l'avevano sostenuta. Le squadre erano di nuovo in parità: 30-30. Se la partita era stata agguerrita fino ad ora, chissà come si sarebbe evoluta adesso che erano in parità. Ognuna delle due squadre avrebbe messo ancora più cattiveria e determinazione per portare a casa la vittoria, bisognava solo vedere chi tra le due avrebbe avuto la meglio.*

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  • Alexandra_Duval

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 1165
       
       

    *Alexandra sapeva perfettamente che parare un goal praticamente fatto, non significava per forza di cose essere un vero portiere. La Serpeverde aveva pochissima esperienza in questo ruolo e nonostante tutto l’impegno ci stesse mettendo per evitare di prendere ulteriori goal, non poteva essere certa di riuscire nel suo intento. La ragazza sapeva perfettamente che la buona volontà non poteva colmare le sue lacune. Aveva bisogno di tanto allenamento, ora però doveva solo concentrarsi e dare tutto ciò che poteva alla squadra. Solo così per lo meno sarebbe stata in pace con la sua coscienza. La Duval dalla sua postazione osservava attentamente i movimenti di ogni singolo giocare, a volte riusciva persino ad anticipare qualche mossa dei suoi stessi compagni ed il fatto che fosse riuscita ad estraniarsi dalle urla che provenivano dagli spalti era una grande cosa. Non doveva distrarsi doveva restare concentrata ed osservare attentamente il gioco per evitare di farsi trovare impreparata. Era così concentrata che riusciva persino a sentire il suono della pluffa che veniva lanciata, i bolidi colpiti ed a volte uno strano frullare di ali, ma quest’ultima cosa veniva immediatamente accantonata per concentrarsi solo ed esclusivamente su pluffa a cacciatori.
    Ogni virata, ogni passaggio, tutto le lasciava presagire che presto sarebbe arrivato il suo momento. La ragazza sapeva che distrarsi ora significava un nuovo goal e di conseguenza un nuovo pareggio per i Grifondoro. Un pareggio che la Duval voleva evitare ad ogni costo.
    La cacciatrice avversaria avanzava spedita verso di lei ed Alexandra riusciva persino ad immaginarne i pensieri, pensieri che ora erano anche i suoi. Segnare. Evitare un nuovo goal. Quale anello mirare? Quello di destra. Quello di sinistra o quello centrale. La ragazza quasi totalmente l’anello di destra e per pochissimi centimetri quello centrale. Quindi la Grifondoro avrebbe mirato sicuramente agli altri due anelli. Già ma a quale? Non era stata una grande idea coprire quell’anello, in futuro doveva ideare una nuova tattica, doveva trovare un modo per coprire l’intera aria alla visuale delle cacciatrici avversaria. In futuro. Ora doveva solamente evitare l’inevitabile.
    Ancora una volta si mosse una frazione di secondo in ritardo.*

    30 a 30

    *Quello era decisamente troppo. Alexandra mal sopportava le sconfitte e quel giorno ne stava accumulando più di quante fosse disposta a sopportare. In un modo o in un altro doveva correre ai ripari. Quello sarebbe stato l’ultimo goal che avrebbe preso, nella sua carriera. Si sarebbe allenata all’inverosimile. Niente doveva più oltrepassare i suoi anelli.
    Ora era lei in possesso della Pluffa. Era compito suo rimetterla in gioco e passarla ai suoi compagni.
    Compito che tardò per osservare il suo Capitano partire all’inseguimento di qualcosa. Ancora quel frullare d’ali. Gabriel partì all’inseguimento di quel frullare d’ali seguita da quella che doveva essere la cercatrice avversaria.
    Serpeverde aveva una possibilità di vittoria.
    Intanto la Duval rimise in gioco la pluffa che finì dritta dritta tra le grinfie dei Grifondoro.*

    Non è possibile, non ci credo, ma che fanno dormono?

    *Alexandra si sistemò esattamente al centro dell’aria che doveva proteggere, pronta a tutto pur di evitare una nuova sconfitta. Questa volta era determinata a non far passare nulla e nessuno. Se i suoi compagni non le avrebbero dato man forte avrebbe fatto tutto da sola. Peccato quel rumore molesto, che riuscì a raggiungerla proveniente dagli spalti.*

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    CANTIAMO TUTTI IN CORO,
    STANNO ARRIVANDO I GRIFONDORO!

    *I cori di esultanza dei tifosi della squadra rosso-oro arrivarono alle orecchie di tutte e sei le giocatrici in campo. La prima partita della Quidditch Cup, che fin dall’inizio si era dimostrata agguerrita, vedeva ancora una volta le due formazioni in perfetta parità.*

    Questa partita sembra non voler finire! Grazie a un perfetto tiro di Emily, Grifondoro ha subito recuperato lo svantaggio. L’esito della partita sembra essere esclusivamente nella mani della due Cercatrici!

    *Dopo aver perso il Boccino la prima volta, per un errore del capitano della squadra di Grifondoro, la piccola pallina sembrava essere scomparsa. In più anche il cielo pieno di nuvole scure e il clima puramente autunnale di quel giorno contribuivano a creare una perfetta copertura per la sfera dorata, già difficile da individuare.
    Le due Cercatrici erano sedute sui propri manici di scopa, in attesa di un piccolo luccichio, mentre l’incontro procedeva senza sosta, con un susseguirsi di azioni e scontri fra i giocatori. Jane, in sella alla sua fidata Firebolt, prestava attenzione a ogni minimo movimento e, allo stesso tempo, osservava le proprie compagne che si impegnavano per tenere testa ai Serpeverde.*

    ”Se non mi fossi distratta e non avessi perso il controllo della scopa forse a quest'ora sarei già con le altre a festeggiare la vittoria. Devo concentrarmi di più!”

    *Si rimproverò ancora una volta da quando aveva perso l’occasione perfetta per mettere fine alla partita, mentre il suo volto mostrava tutto il senso di colpa che provava in quel momento. Vedere le sue compagne e amiche in difficoltà, durante quei minuti, aveva messo in crisi l’autostima della diciassettenne. Era ormai da anni che la ragazza ricopriva il ruolo di Cercatrice nella squadra di Grifondoro, ma, invece, doveva ancora calarsi nel ruolo di capitano della squadra. Non si era ancora abituata a vedere le altre finire in infermeria o, come era successo a Emily, rimanere ferite senza poter fare niente. Da quando quest’ultima era stata colpita a un braccio l’umore di Jane era calato a picco. Era da tutta la partita che non poteva fare altro che rimanere a guardarsi intorno, nella speranza di scorgere un minimo segnale della presenza del Boccino, ma ancora niente. Per la prima volta dopo tanti anni in quel ruolo si sentiva veramente inutile!
    La Grifondoro era ancora concentrata a osservare il resto della squadra, dopo il fantastico tiro di Emily, quando quei cori di esultanza da parte dei tifosi sugli spalti catturarono la sua attenzione. In quel momento Jane stava volando lentamente in modo da poter tenere d’occhio meglio tutto il campo. I suoi occhi chiari guizzavano da un lato all’altro, senza un attimo di sosta. Ma, mentre osservava verso il pubblico che applaudiva, le sembrò di vedere un leggero bagliore che risaltava contro le bandiere dei colori delle due squadre. Per un attimo credette che fosse solo il riflesso di un fugace raggio di sole scappato dall’oscurità delle nuvole, poi si rese conto che della grande stella che illuminava il cielo non c’era traccia. Osservò un po’ meglio fra la moltitudine di stendardi rosso-oro e verde-argento, scorgendo finalmente il proprio obiettivo. Il Boccino d’oro volava tranquillo e indisturbato, schizzando da una parte all’altra, proprio davanti ai volti curiosi delle persone sulle gradinate, avvicinandosi man mano sempre di più ai ragazzi e ragazze che osservavano la partita.
    Fu questione di un secondo e le due Cercatrici, che si trovavano distanti l’una dall’altra, cominciarono a volare a tutta velocità verso quella sfera simile a una noce. Jane, che fino a poco prima temeva che l’esito della partita non sarebbe stato positivo per la propria squadra, mise subito da parte tutti i dubbi e i pensieri sul proprio errore di prima.*



    Questa volta non ti lascio scappare, finiamo questa partita!

    *Disse, con gli occhi fissi sul Boccino come se gli stesse parlando.
    Al contrario del precedente tentativo tutto intorno alla ragazza sembrò sparire. Sapeva di avere di fianco la propria avversaria, grazie al cronista che stava seguendo e descrivendo la scena a cui tutti stavano assistendo, ma non le importava. I due capitani erano spalla a spalla, in una frenetica corsa per poter finalmente mettere fine a quella lunga partita, la quale per qualcuno, come Jane, era sembrata interminabile.*

    Ecco il Boccino! Ha inizio una gara di velocità delle due Cercatrici, chi riuscirà a portare alla vittoria la propria squadra?

    *La pallina d’oro era sfrecciata via, cambiando nuovamente la sua posizione, ma questa volta nessuna delle due lasciò sola la scia brillante che rimase perennemente inseguita dagli sguardi delle Cercatrici. Il Boccino, che poco prima si trovava a qualche metro di distanza dal pubblico, sembrava voler prendersi gioco delle due giocatrici. Entrambe le ragazze, in una frazione di secondo, svoltarono velocemente la punta della propria scopa per cambiare direzione, non volendo perdere quella preziosa occasione. Così facendo si ritrovarono a puntare contro le gradinate piene di spettatori, i quali, vedendo arrivare verso di loro le due giovani a tutta velocità, sembrarono allarmarsi.
    Il capitano di Grifondoro era testa a testa con la propria rivale, la quale probabilmente sperava in un altro suo errore per potersi appropriare della vittoria. Infatti Gabriel sembrava voler mantenere una certa distanza fra lei e la Grifa, per poter prevenire qualche altro errore. Ma Jane non era disposta a ripetere il proprio sbaglio ne tanto meno a lasciare vincere la squadra di Serpeverde. La ragazza era completamente concentrata sulla piccola pallina oro che brillava davanti ai suoi occhi, dalla quale non staccava gli occhi neanche per un secondo, come se tutto il resto non esistesse più, neanche Gabriel. Tutto divenne solo un sbiadito contorno di quella frenetica azione, nella quale avrebbe avuto la meglio la più veloce o la più astuta e che si sarebbe conclusa con la vittoria di solo una delle due. Anche le voci e i mormorii spaventati che provenivano dagli spettatori verso cui si stavano dirigendo sembrarono sparire. Non le importava se a quella velocità probabilmente non sarebbe riuscita a fermarsi in tempo per evitare di finire contro i poveri ragazzi che la fissavano con gli occhi fuori dalle orbite. Non le importava neanche della possibilità che un Bolide lanciato dai Serpeverde potesse colpirla. L’unica cosa che vedeva era il Boccino davanti a sé che, ogni secondo che passava, si avvicinava sempre di più.*

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    *Dopo una brevissima parentesi in cui i Serpeverde erano stati in vantaggio, i Grifondoro li avevano nuovamente raggiunti grazie ad una magistrale giocata di Marina ed Emily che, pur combattendo contro i Bolidi dei Battitori sempreverde, erano riuscite a mettere a segno altri 10 punti. Era incredibile come quella partita si stesse svolgendo, sembrava che nessuna delle due casate riuscisse a prevalere sull’altra. Tra il disarcionamento di Helen, l’aver ripreso Achilles per la sua galanteria mal riposta, e l’ammonizione a Percy e Anastasia in seguito alla loro diatriba verbale, per la quale l’intera Hogwarts si sarebbe ricordata, Gabriel non sapeva più come far terminare quella partita.
    Era estenuante la staticità che, pur lavorando al massimo, avevano raggiunto.”

    Siamo ad un impasse

    *Pensava, cercando febbrilmente un luccichio sul campo, un qualsiasi indizio che le facesse capire dove si fosse cacciata la maledetta pallina d’oro che poteva porte fine alla partita. A quanto pareva anche la sua avversaria era dello stesso parere e, a giudicare dalla sua faccia, anche lei non vedeva l'ora di porre fine alla partita. Forse l'aver visto le sue compagne colpite o mandate in infermeria l'aveva scossa tanto da voler chiudere il gioco per accertarsi che stessero bene. Le tifoserie facevano a gare dagli spalti, tentando di sovrastare l'una le urla dell'altra, e il cronista continuava a commentare ovvietà, facendola innervosire ogni secondo di più.
    D’un tratto lo vide, un guizzo dorato che si muoveva veloce sopra gli spalti, poco distante dalla testa degli spettatori. Le due ragazze, Jane e Gabriel, partirono subito all’inseguimento, pronte a non risparmiarsi pur di portare a casa la vittoria. Il Boccino schizzava tra la folla in visibilio, che ne osservava estasiata l’incessante svolazzare, galvanizzata dalla lotta della Cercatrici che, testa a testa, cercavano sia di conquistare la pallina, sia di non colpire alcuno spettatore con le loro manovre.*



    *Non sembrava che Jane fosse particolarmente interessata al colpire o meno qualche tifoso, a giudicare dalla velocità a cui andava. Forse la squadra verde-argento aveva sottovalutato la competitività dei Grifondoro, poiché anche dopo aver cercato di sabotarli non si erano arresi. Non sembrava nemmeno che Jane volesse rischiare di compiere un errore come quello di prima quando, per una distrazione, aveva mancato il Boccino e, sfortunatamente, l'aveva fatto perdere anche a Gabriel, sancendo l'inizio di quella stasi insopportabile.
    La Cercatrice serpeverde si estraniò da tutto, cercando di ignorare il caos che la circondava, concentrandosi solo sulla vittoria che schizzava davanti a lei. Si appiattì sul manico della sua Firebolt, trovando la posizione perfetta in automatico, frutto del tanto tempo passato ad allenarsi ed a giocare. Il legno caldo accolse la sua presa con naturalezza, come plasmandosi sotto le sue dita, consentendole di mantenersi salda e controllare la sua scopa al meglio, per evitare errori. Il Boccino continuava a cambiare direzione, zigzagando da una parte all'altra e mandando i tifosi in allerta, mentre le due ragazze si davano battagli ad una velocità che, se non ci fosse stato così tanto in ballo, forse non avrebbero mai raggiunto stando così vicino agli spettatori. Erano concentrate non solo sulla pallina, ma anche sui ragazzi che le circondavano, deviando ad ogni istante ma mantenendosi costanti per non perdere l'opportunità di vincere.*

    Maledizione!

    *Imprecò sottovoce la cercatrice verde argento, scansando all’ultimo istante un gruppetto di tifosi che si accucciarono con un urlo, vedendosela piombare addosso. La scopa vibrò sotto di lei, e Gabriel spostò metodicamente e velocemente il suo peso, facendo perno con i talloni e alzando il manico per rallentare e, allo stesso tempo, evitare di colpire qualcuno: alla velocità a cui andavano, finire in infermeria sarebbe stato l'ultimo dei loro problemi. Quell’istante di distrazione bastò perché la sua avversaria le passasse davanti, allungando la mano e, con un veloce movimento della mano, chiudesse le dita in una stretta sicura, conquistando l’agognato Boccino e conquistando così 150 punti e la vittoria. Le urla di gioia che esplosero dalle tribune rosso oro erano assordanti, ma suonavano ovattate alle orecchie di Gabriel che, incredula, fissava l’avversari mentre era festeggiata dai suoi compagni. Mentre il cronista gridava il risultato, 180 a 30, che si disperdeva nel campo confondendosi con i fischi dei Serpeverde e le grida dei Grifondoro, mentre intorno a lei tutti si muovevano, per un motivo o per l'altro, esultando o lamentandosi, mentre tutto il mondo si muoveva, per un attimo lei si rimproverò qualsiasi distrazione, anche l’ultima, ripromettendosi, la prossima volta, di non fermarsi davanti a nulla.
    Quella partita era stata strana fin dall’inizio e, anche giocando al meglio, nulla avevano potuto contro la sfortuna che li aveva accompagnati. Fece cenno alla squadra di scendere a terra e di rientrare negli spogliatoi, tra le urla e i fischi di disappunto della loro casata. Quella sera avrebbero dovuto accusare il colpo, fare buon viso a cattivo gioco e sopportare le battute e gli scherni di chi aveva fatto il tifo per loro e ora, deluso, si prendeva la sua rivincita. Tanto meglio, avrebbe dato loro la carica per non subire più una tale umiliazione e vincere la partita successiva.
    Ad ogni costo.*



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    Complimenti a Grifondoro e Serpeverde che hanno svolto una magnifica partita in GdR! E' stato davvero avvincente leggere i vostri post.
    Scegliere la squadra migliore è stato però molto difficile, ma alla fin fine ad aggiudicarsi i 150 punti nella Coppa delle case è
    Grifodoro

    Come piccolo commento alla partita posso dirvi che: entrambe le squadre se la sono cavate molto bene nel gdr, sorprendendomi positivamente in certi passaggi.
    Il motivo per cui ho "scelto di premiare" la squadra capitanata da Jane e Marina, è perché i loro post presentavano, in alcuni casi, più descrizioni nel narrato (inserendo alcune volte di flashback che non stonavano con il resto), rendendo così i loro post più descrittivi riguardo ciò che li circondavano e ricchi di emozioni dei loro PG.



    Come recita il regolamento:
    Citazione:
    I punti assegnati in coppa delle case saranno 150 in caso di vittoria, 100 in caso di pareggio, e 50 in caso di perdita della partita: Supponendo che a settembre vinca Serpeverde verranno quindi dati in coppa delle case 150 punti a Serpeverde e 50 a Grifondoro, supponendo invece un pareggio verranno dati 100 punti a ognuno. (a questi prima dell'accredito verranno comunque tolti 10 punti per ogni post mancante della squadra.)

    Di conseguenza in CDC verranno accreditati 140 punti a Grifondoro e 40 a Serpeverde per i loro post mancanti.
    Per qualsiasi chiarimento potete scrivermi via Messaggio Privato ed io, il prima possibile, vi risponderò.

    Buon proseguimento di campionato
    e buon divertimento a tutti Smile


    Serpeverde | 40 | Hogwarts Quidditch Cup - Grifondoro VS Serpeverde
    Grifondoro | 140 | Hogwarts Quidditch Cup - Grifondoro VS Serpeverde

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