Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Jeiden_Hatwood


  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    *Era dannatamente indietro con i compiti e avrebbe dovuto recuperare, se avesse voluto sostenere i G.U.F.O., prima si fosse impegnato, prima avrebbe superato quell'ostacolo.
    fu per quel motivo che in quel primo pomeriggio, si recò in biblioteca per ripassare un paio di materie dove sapeva bene avere delle lacune, rinunciando all'ozio e ad importunare qualche sfortunato a caso.
    Afferrò dagli scaffali i manuali di cui aveva bisogno, in particolare cercò il tomo di aritmanzia per ripassarne le basi, non era affatto portato per quel tipo di materie, e sapeva che prima o poi ci avrebbe dovuto fare i conti.
    Individuò un tavolo all'angolo della biblioteca, a ridosso della parete in pietra dove catapultò i libri che aveva preso in prestito, prese posto e iniziò a riorganizzare i vari appunti.
    Doveva ammettere che mantenere la concentrazione non era affatto semplice, anzi, continuava a distrarsi continuamente e per tutte le volte che si passò le mani tra i capelli, ora erano ancora più sbizzarriti rispetto al normale, era proprio indietro e sapeva perfettamente che non poteva permettersi altri ritardi con le varie consegne.
    prese a mordicchiare una liquirizia quasi nervosamente, mentre il pensiero si soffermò per un attimo sul divano posto più in la, dove serate addietro, ci aveva passato la notte con Elisabeth.
    Sbuffò sonoramente pensando a tutto ciò che aveva affrontato in quella settimana, doveva ammettere che i suoi nervi stavano per cedere, proprio la sua concentrazione nello studio ci stava rimettendo alla grande, come se non bastasse tra pochi giorni avrebbe avuto anche la partita e neanche in quel caso, poteva permettersi cedimenti.*



    *si alzò poco dopo rendendosi conto che gli mancavano determinate nozioni che il primo tomo non conteneva, si diresse nuovamente verso lo scaffale mentre si allargava la cravatta verde-argento, prevedeva una lunga nottata visto e considerato che non era ancora riuscito a concludere granchè.*

    trovato!!

    *disse, estraendo il libro dalla fila perfetta iniziandolo a sfogliare mentre si avviò per tornare al posto, pagina dopo pagina, il suo sguardo esaminava ogni singola nozione per cercare di semplificarsi il lavoro, apprendendone le cose più importanti, mentre frenava l'impulso di chiudere tutti i libri ed uscire fuori all'aria aperta, era proprio una bella giornata.*

    @Marina_Lightwood



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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Perchè si era arretrata tutti quegli argomenti? Con le mani tra i capelli e la schiena china su uno dei tavoli della biblioteca, Marina si malediva per non aver studiato regolarmente giorno per giorno. Eppure quell'anno si era ripromessa di dover svolgere i compiti non appena le insegnanti le assegnavano. Ma, naturalmente, come con tutti i buoni propositi, la giovane non li rispettava mai. Ed eccola lì, in quel pomeriggio assolato durante il quale avrebbe potuto starsene comodamente in giardino sdraiata sull'erba, rinchiusa in quelle mura asfissianti cercando di comprendere una lezione di Antiche Rune. Sfogliava pagina dopo pagina, si soffermava su qualche punta, ricopiava quello che le poteva essere utile e, dopo due ore di studio incessante proprio non ce la faceva più. Non aveva alzato la testa nemmeno per un momento e il collo, ma soprattutto i suoi neuroni, iniziavano a dare segni di cedimento. Si portò una mano alla nuca e tirò indietro il capo chiudendo gli occhi, cercando di alleviare quella sensazione di intorpidimento.*

    Ma perchè non è stato inventato un incantesimo per riuscire a fissarti le nozioni nella mente?

    *Doveva ammettere che in quel campo, a differenza di altri, la magia era stata piuttosto ingiusta. Immaginava un mondo magico in cui tutti avrebbero potuto leggere in fretta, imparare in fretta. Purtroppo non era così semplice e, anche lì, ad Hogwarts, dove succedevano cose che agli occhi dei babbani sarebbero state considerate "fantastiche", i ragazzi dovevano ancora stare ore sui libri per acculturarsi. Quello, però, non era il momento adatto per darsi alle riflessioni su quanto fosse giusta o ingiusta la magia; era lì per studiare, non per fantasticare su un mondo magico migliore. Scoppiò a ridere, le sembrava di recitare uno slogan politico. Lei che di politica non sapeva proprio nulla! Riaprì gli occhi e una figura alta e familiare catturò la sua attenzione. Immerso nella lettura di un tomo abbastanza grande di chissà quale materia, c'era Jeiden, in piedi nel corridoio di fronte al suo tavolo.*



    Mi scusi Signore, qui non è concesso studiare in piedi.

    *Cercò di imitare il più possibile la voce della bibliotecaria, ma lo scoppio di riso che ebbe sull'ultima parola, la tradì. Sorrise al ragazzo e, battendo la mano sulla sedia accanto a lei, gli fece cenno di accomodarsi. Con la mano richiuse il libro, non prima però di aver messo una foto che aveva come segnalibro, alla pagina a cui si era fermata. Perchè ne era sicura, da quel momento non avrebbe più studiato!*


    @Jeiden_Hatwood,


  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    "mi scusi signore, quì non è concesso studiare in piedi"

    Jeiden era talmente sovrappensiero da non preoccuparsi se fosse solo o meno, non si era minimamente guardato attorno ma quella voce be...alzò subito la testa voltandosi in sua direzione allargando le labbra in un sorriso sincero, chiuse il tomo avanzando verso il tavolo, sedendosi sulla sedia indicata da Marina, l'unica persona capace di farlo stare bene.
    Il ragazzo si chinò verso di lei lasciandole un bacio affettuoso sulla guancia, si gettò sulla sedia stiracchiandosi, anche per quel pomeriggio, aritmanzia sarebbe passata al giorno successivo.
    Incrociò le mani sul tavolino guardando la ragazza, non l'aveva più vista dalla serata passata assieme, tuttavia suppose che stesse meglio, nessun velo triste sul suo volto questa volta.*

    allora? come stai?

    *chiese mentre rinfilava gli appunti nella borsa e spostava tutti quei libri dal tavolo per aver maggior spazio e comodità, sbadatamente fece cadere il libro di lei a terra, alzò gli occhi al cielo scattando subito in avanti per riprenderlo, era caduto aperto in avanti, evidentemente doveva esserci un qualche segnalibro*

    scusami, sono dannatamente maldestro

    *disse il ragazzo abbozzando un sorriso nervoso mentre riposava il libro della ragazza, il segnalibro spuntava fuori mostrandone solamente l'angolo, tuttavia Jeiden aveva ben capito che fosse una foto e stava cercando di combattere la sua curiosità, sicuramente era una foto di una certa importanza per farsì che la ragazza la portasse con se, pensò probabilmente che si trattasse di un qualche ragazzo...fu in quel momento che la sua mano scattò veloce sul ritratto con un sorriso spavaldo*

    vediamo un pò chi è il fortunato!!

    *tutto accadde nella frazione di un secondo, il sorriso dalle labbra del serpe scomparve, la fronte si corrugò, i suoi occhi verde smeraldo sembrassero diventare neri pece, la mano come ogni sua parte del corpo prese a tremare mentre senza batter ciglia, fissava quell'immagine con la bocca semiaperta, fece oscillare gli occhi che parvero ignettati di sangue sulla grifondoro.*

    Dove diavolo l'hai presa questa.

    *disse a denti stretti quasi sibillando, quella frase uscì fredda e sussurrata, piena di rabbia e di incertezza, in quel momento il ragazzo si allontanò dal tavolo, vedere quella foto lo aveva scosso e non riusciva a capire perché l'avesse lei, cosa potesse significare.
    fece qualche passo nella stanza come per cercare di dare una spiegazione logica, era la prima volta che si rivolgeva in quel modo scontroso e rabbioso verso Marina, proprio contro di lei che si era ripromesso..mai avrebbe dovuto conoscere quel lato di lui.
    Troppo tardi, Jeiden non era più in se.*

    rispondimi dannazione!



    *questa volta il suo tono non era affatto pacato e le sue parole non erano sibilate, anzi, fu una specie di urlo quello che uscì dalle labbra del serpeverde*

    che significa.

    *non spostò gli occhi da quelli di lei, sentiva nuovamente quella sensazione negativa montargli dentro, rabbia, confusione, ira...perchè proprio lei aveva quella foto? lo aveva forse preso in giro ed in realtà aveva un secondo fine? lo stava studiando? voleva qualcosa da lui? ....Hatwood davvero non capiva.
    @Marina_Lightwood

  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Il giovane, con il nodo della cravatta verde un po' allentato, si avvicinò a lei con un gran sorriso e si allungò per stamparle un bacio sulla guancia. Il gesto la fece sorridere; come era possibile che in così poco tempo si fosse affezionata a lui a tal punto? C'era qualcosa di strano, qualcosa che la spingeva ad avvicinarsi a quel ragazzo, lei che così raramente si trovava a parlare con qualcuno senza aver paura di rivelare se stessa. Le fece piacere che il serpe si trovasse lì, ad interrompere quella giornata noiosa. Purtroppo il suo studio ne avrebbe risentito. Incrociò le mani sul tavolino squadrando la ragazza per cercare di scorgere un velo di malinconia sul volto della ragazza e le chiese come stava.*

    Bene, grazie. E tu? Come sta la mano?

    *chiese abbassando lo sguardo sulle nocche del ragazzo e notò che era visibilmente migliorata, quasi non si vedeva che aveva preso a pugni un albero. Nel frattempo Jeiden cominciò con lo spostare i libri posti sul tavolo, compreso quello di antiche rune che lei stava usando poco prima. Ed ecco che, come aveva pensato, la sua giornata di studi stava andando in frantumi. Per sbaglio il ragazzo fece cadere quel tomo pesante lasciando intravedere un lembo della foto che lei usava per segnalibro. Marina si irrigidì; da quando Rosy e Paul gliel'avevano spedita, non aveva mai fatto vedere a nessuno quella foto. Si allungò per riprendere il libro, ma il giovane fu più veloce di lei. Chiuse gli occhi per cercare di non arrabbiarsi. Certo, però, non si sarebbe aspettata la reazione del giovane alla vista di quel ritratto. Cosa gli prendeva? Perchè aveva quell'espressione così truce e arrabbiata? Lui, arrabiato? Era lei a dover esserlo per aver ficcanasato in cose che non erano sue. Strinse i pugni e cercò di mantenere la calma.*

    Dove diavolo l'hai presa questa.

    *Il suo tono di voce aumentò e il modo in cui si era rivolta a lei non le piacque. Abbassò la mano nella tasca della sua gonna e tirò fuori la bacchetta. Non sapeva che cosa fregasse a lui di quella foto, era sua, le apparteneva e perderla avrebbe significato non avere più un ritratto di quelle persone e, con esso la speranza di ritrovarle.... a parte una che, purtroppo, non c'era più. Non si rese conto che fissava il serpeverde senza dargli una risposta, ma cosa gli doveva dire? Tutto si stava trasformando in qualcosa di sbagliato. Lei e Jeiden che litigavano, e per cosa? In seguito alle parole urlate dal ragazzo, Marina non si trattenne e alzando la mano libera, diede un sonoro schiaffo sulla guancia del giovane.*

    Non ti azzardare ad alzare la voce con me!



    *Gli puntò il dito indice dinanzi alla faccia e mostro la bacchetta nella mano destra. Mai nessuno si era permesso di urlarle contro, tantomeno l'avrebbe potuto fare un ragazzo prepotente e arrogante come lui.*

    Questa foto....

    *Urlò strappando di mano il pezzo di carta dalle mani del serpeverde.*

    È mia.... Questi sono i miei genitori e mio fratello, hai capito?

    *Il suo tono di voce aumentò sempre di più e, avvicinandosi al ragazzo, gli puntò la bacchetta contro.*

    Questa è la mia famiglia!


    @Jeiden_Hatwood,


  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    *Non riuscì ad immagazzinare tutte le nozioni che aveva appena appreso, rimase immobile dopo lo schiaffo della ragazza pieno di rabbia nei suoi confronti, la guardò sbigottito mentre la testa prese a girargli, non poteva essere, doveva esserci un equivoco, lasciò che si riprendesse la foto mentre gli ribadiva che quella era la sua famiglia, che quei due bambini erano suo fratello e lei...
    gli diede le spalle mentre il suo corpo ebbe un cedimento, poggiò le sue mani tese sul tavolino per sorreggere il suo peso, come poteva essere?
    sentì gli occhi bruciare, arrossarsi, diventare lucidi sentendo le lacrime spingere per fuoriuscire, sentì il cuore amuntare vistosamente i battiti cardiaci, prese a respirare a fatica, sentendo come se i polmoni si stessero rimpicciolendo.*

    non è possibile



    *sussurrò tra se e se per poi voltarsi lentamente verso la ragazza, vistosamente sconvolto, si passò una mano sul volto sino ad imprigionare le proprie labbra, come poteva esser successo?
    fece due passi verso di lei mentre una lacrima rigò il volto di Jeiden che scosse il capo lentamente...*

    volevi che ti stupissi ricordi? beh credo di esserci riuscito.
    tu sei mia sorella.

    *Nel dirlo lo stomaco iniziò a vorticare provocandole una fitta dolorosissima, lui era suo fratello, le persone ritratte nella foto erano sua madre morta quando era solo un bambino, e lui....l'uomo che si rifiutava di chiamare padre.
    Marina era sua sorella, la stessa ragazza che riuscì a sbloccargli quel cuore freddo che gli batteva in petto, la stessa che aveva fatto nascere dei sentimenti in lui, mai avrebbe potuto pensare che la sua vita potesse riservargli un simile scherzo del destino.
    era la stessa ragazza che lui trovava attraente e con la quale avrebbe passato tutti i giorni senza pensare al tempo che scorreva inesorabile.
    passò una mano con violenza sul proprio volto asciugando quella lacrima, era troppo sconvolto per poter realmente accettare e capire che lei fosse sangue del suo stesso sangue, l'aveva talmente desiderata che adesso poteva solamente reprimere tutto e lasciare che il tempo gli insegnasse ad amarla come una sorella, a starle accanto da fratello che doveva prendersi cura di lei, che doveva proteggerla dallo stesso uomo che li aveva messi al mondo e poi separati, lasciando che la vita massacrasse Jeiden in quel modo.*

    tu sei mia sorella...

    *si avvicinò a lei tremante mentre una seconda lacrima scivolò giù, era sicuro che avrebbe nuovamente eretto un muro tra se ed il resto del mondo, non era in grado almeno in quel frangente, di essere lucido per atuoconvincersi che ciò che credeva di provare per lei fosse solamente bene incondizionato ed inconsapevole per una sorella mai conosciuta.*



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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *La reazione di Jeiden era incontrollata e insensata. Si stava scaldando per cosa? E quel suo atteggiamento di certo non aveva giovato la su immagine dinanzi agli occhi della grifa che, anzi, stava pensando a tutti i tipi di incantesimi che avrebbe potuto lanciargli se solo si fosse permesso di alzare di nuovo la voce con lei. Quando lei gli puntò la bacchetta contro, lui rimase perplesso e, con gli occhi strabuzzati, la fissava come se non la conoscesse. Poi si voltò e, poggiando le mani sul tavolo, si chinò su di esso quasi come se non ce la facesse a stare in piedi. E, ad un tratto l'ira che provava verso di lui si tramutò in preoccupazione. Era stata così arrabbiata del fatto che lui avesse gridato che, non aveva chiesto perchè lui si fosse comportato in quel modo. Lentamente abbassò la bacchetta, tenendola ancora stretta tra le mani, e si avvicinò al giovane.*

    Jeiden parlami! Pèrchè hai reagito in quel modo?

    *Quando il serpeverde si voltò, vide una lacrima rigargli il viso e, quasi istintivamente, la giovane la asciugò con la sua mano. Il ragazzo spavaldo e sicuro di sé non c'era più; ora un adolescente addolorato aveva preso il suo posto. Non era di certo stato il suo schiaffo a ridurlo così, di certo non avrebbe pianto per quel ceffone. Si avvicinò a lei e, dopo pochi secondi parlò.*

    volevi che ti stupissi ricordi? beh credo di esserci riuscito.

    *A cosa si riferiva? Di certo non la stupiva vedere qualcuno piangere, anche se a farlo era un ragazzo come Jeiden. Lei non si stupiva facilmente, era vera. Eppure qualcosa in quella frase le fece capire che lui parlava di altro. Ed aveva ragione, perchè quello che disse dopo la lasciò letteralmente a bocca aperta.*

    tu sei mia sorella...

    *Cosa? Non aveva più fiato, quasi come se avesse corso senza fermarsi e adesso non riusciva più a respirare. Suo fratello, lui era suo fratello. Da quanto tempo lo aveva cercato? Aveva con sé quella foto da un anno e, non si era mai resa conto della somiglianza di quel bambino col ragazzo che aveva di fronte. Ecco perchè si sentiva così protettiva verso di lui, ecco perchè sentiva che un legame li unisse, qualcosa di più della semplice amicizia, qualcosa di più, qualcosa di fraterno.*



    Respira

    *Si disse fra sè cercando di evitare che quei abituali attacchi di panico prendessero il sopravvento. Chiuse gli occhi e, quasi non si accorse che stava piangendo.*

    Come lo sai?

    *Fu l'unica cosa che riuscì a dire dopo minuti di silenzio. Entrambi stavano piangendo e, mentre lui si avvicinò, lei le prese le mani e le strinse nelle sue. Jeiden era suo fratello; il fratello che cercava da ben sei anni ora era lì, insieme a lei.*


    @Jeiden_Hatwood,




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  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    *La testa gli pulsava come se volesse esplodere, questa volta le lacrime uscirono senza controllo, senza che lui riuscisse a fermarle, la mano di lei passò delicata sul suo viso per asciugarle e questa volta davvero, non si vergognò di essere fragile, non poteva controllare ciò che stesse provando in quel momento..una serie di emozioni contrastanti tra loro, lei era sua sorella, doveva essere per forza così, non c'era altra spiegazione.
    Strinse le mani di lei tra le sue sospirando, c'era ben poco da fare se non conoscersi davvero questa volta, doveva sforzarsi di capire ed accettare che lei fosse sangue dello stesso sangue e niente di più.



    Staccò una mano da quella presa per passarsela sul viso, si accorse solo in quel momento che anche lei era in lacrime, non riuscì a fare nient'altro se non afferrarla con decisione per abbracciarla forte, la strinse sul suo petto accarezzandole la testa, erano entrambi sconvolti, quella scoperta aveva devastato lui quanto sconvolto lei, e ne era certo.. mai si sarebbe potuta aspettare che proprio Jeiden fosse suo fratello.*

    Lo so perché li ho riconosciuti nella foto, non ho mai sospettato di avere una sorella ma suppongo che adesso si spieghino tante cose

    *Disse con la voce spezzata e tremante come se quel nodo in gola non lo lasciasse respirare, si sentiva in colpa per aver provato attrazione nei suoi confronti, per essere arrivato talmente vicino al punto di baciarla e dirle tutto, che non sapeva realmente cosa fare adesso.
    Dovevano metabolizzare entrambi quella notizia, sapeva che non sarebbe mai dovuto uscire dalla sua bocca una cosa simile o l'avrebbe messa ancor di più in difficoltà e poi non sarebbe servito assolutamente a nulla.
    Lentamente si staccò da lei sentendo che non riusciva a tenere un contatto più di un tot di secondi, sicuramente con il tempo ci sarebbe riuscito, gli sarebbe passato tutto in fretta sapendo e realizzando il grado di parentela.
    Prese appunto le distanze afferrando quella foto, fissò il volto di sua madre lasciando che i suoi occhi si inumidissero di nuovo, poi guardò quella bimba tanto dolce e fragile che con gli anni era diventata la donna forte avanti a lui...e poi guardò suo padre, nessuna emozione, nessuna sensazione, il vuoto più totale.
    Risollevó lo sguardo su sua sorella... già... rabbrividí pensandola di doversi appellare a lei in quel modo..*

    Io non...non so cosa dire

    *Sussurrò mentre i suoi occhi cerchiati e scavati sembrassero non aver più alcun tipo di espressione, era stata una doccia fredda, scoprirlo così, scoprire di avere una sorella mai conosciuta, sapere che fosse proprio lei.*

    @Marina_Lightwood,

  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Le sue mani strette in quelle del giovane si riscaldarono di quel calore che le mancava, quel calore che non aveva mai provato quando Rosy e Paul la stringevano a loro. E, da lì capì che Jeiden era una parte della sua famiglia e, forse, grazie a lui avrebbe potuto riunirsi con quelli che erano i suoi parenti biologici. Il ragazzo la strinse tra le braccia e lei si rintanò sul suo petto, strinse gli occhi e un sorriso fece capolino tra le lacrime. E adesso ringraziava che quella sera Jey avesse dato un pugno ad un albero, ringraziava che portasse quella foto sempre con sé, perchè, se così non fosse stato, non avrebbe mai trovato il fratello che aveva sempre cercato, a cui non aveva mai smesso di pensare. Allacciò le sue braccia intorno al corpo del giovane e lasciò che i suoi pensieri si fermassero per un momento, voleva godersi quell'attimo di felicità. Dopo un po' si staccarono e lei guardò quei lineamenti così simili ai suoi e gli sorrise.*

    Lo so perché li ho riconosciuti nella foto, non ho mai sospettato di avere una sorella ma suppongo che adesso si spieghino tante cose

    *Rispose alla domanda che la grifa gli aveva posto poco prima. In quel momento riflettè che aveva tanto cose da chiedergli, tante domande che si era posta nella sua mente, ma cosa più importante voleva chiedergli dove fosse suo padre.*

    Jeiden, io non posso crederci, davvero. Ti ho cercato per così tanto tempo e... ora sei qui.

    *Lo prese per mano e lo condusse vicino ad uno scaffale, dove si lasciò scivolare per poi sedersi sul pavimento della biblioteca.*

    Io ho saputo solo sei anni fa che ero stata adottata, che avevo dei genitori e un fratello. Non sapevo i loro nomi e, credimi, ho provato di tutto per riuscire a trovarvi. Poi...

    *La voce le mancò e, con la foto ancora stretta tra le mani, abbassò lo sguardo per guardare il volto sorridente e felice della donna rappresentata nella foto, i lunghi capelli neri come i suoi, gli occhi verdi come quelli di Jeiden e il sorriso di entrambi.*

    Poi..ho trovato una prima pagina tra le vecchie Gazzetta e ho visto il suo volto impresso in prima pagina. Come è morta nostra madre? Tu l'hai conosciuta, ricordi qualcosa di lei? E nostro padre, è ancora vivo?

    *Parlò senza mai fermarsi, voleva sapere così tante cose che quasi non si rese conto che, forse, aveva sopraffatto Jeiden.*

    Scusami... è che io... non so nulla di voi, veramente. Ti prego parlami di loro....

    *Chiese, quasi supplicando il giovane. Appoggiò la testa sulla sua spalla e alzò la foto in modo che potessero guardarla entrambi.*



    Guarda come eravamo felici. Possiamo esserlo di nuovo, ne sono sicura!


    @Jeiden_Hatwood,


  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    *Era più che normale che la ragazza volesse conoscere la verità, li aveva cercati incessantemente per così tanto tempo, doveva quantomeno darle qualche risposta soddisfacente ma nello stesso momento, avrebbe dovuto tutelarla, non doveva spezzare quella felicità ritrovata nella ragazza, dirle ogni minima verità avrebbe comportato un peso ed un fardello che non avrebbe mai e poi mai mandato giù...per quello, c'era lui, lui che si sarebbe continuato ad addossare ogni verità indicibile.
    Lasciò che la raffica di domande lo investisse a pieno, abbozzò un piccolo sorriso prima di raggiungere il finestrone per perdersi al dilà della vetrata, da qualche parte doveva pur iniziare, decise di parlarle di lei, di raccontarle com'era, di tramandarle quel ricordo bello, l'unico della sua infanzia, per quanto triste e ingiusto.*

    Si chiamava Josephine ed era una donna così dolce e buona...

    *il ragazzo interruppe le sue parole abbassando lo sguardo, quella era la prima volta dopo tanti anni, che tornava a parlare di sua madre, tutto quel tempo che aveva taciuto sul suo conto, gli fece pensare che l'avesse quasi dimenticata eppure..bastarono le domande di sua sorella per sentirla nuovamente accanto a lui, per farla tornare vivida nei suoi ricordi.*

    Ricordo tutte le volte che mi prendeva tra le sue braccia ed io ero così piccolo...cercava di far di tutto pur di non farmi comprendere quanto critica fosse la situazione....se solo fossi stato più grande, se solo avessi avuto più tempo io....

    *Jeiden strinse i pugni sul davanzale, si sentiva così in colpa per non essere stato in grado di salvarla, di aiutarla quando lei gridava in silenzio nel cuore della notte e nessuno riusciva a capire..
    Parlare di lei comportava anche questo, i suoi incessanti sensi di colpa che tornavano alla luce, il suo viso riprese colore, i suoi occhi si inumidirono di nuovo..mandò giù quel groppo in gola per cercare di continuare il discorso, lentamente si accasciò accanto a lei schiena contro la parete scivolando piano verso il basso, una mano tra i capelli poggiata sulla fronte quasi volendosi sorreggere il capo..
    Si rifiutò di parlare di lui, una cosa era certa, non era riuscito a proteggere la loro madre, adesso era tutto diverso però, ora era cresciuto, era rabbioso, era pieno di rancore e pericoloso, avrebbe fatto il possibile per proteggere lei.*




    *Guardò la foto che la ragazza stringeva tra le mani, si voltò verso il suo viso scuotendo lentamente il capo, le lasciò un bacio sulla fronte delicato, sapeva quanto lei ci contasse a riunirsi alla sua vera famiglia, ora che aveva anche ritrovato suo fratello, ma ciò gli sarebbe dovuto bastare.*

    Rimanere abbracciati, a non dirsi niente. A sentire tutto.

    tu non hai idea di quanto sei stata fortunata a crescere lontano dagli Hatwood, hai avuto una bellissima famiglia che hai tutt'ora e che ti ha sempre amata e sempre lo farà, lascia stare i legami di sangue, quella foto..rimane solo una foto.

    *La voce di Jey era ridotta ad un sussurro, alzò il mento di lei per poterla guardare negli occhi, quegli occhi che ancora non riusciva a guardare in un certo modo, ancora non sapeva guardarla come lei guardava lui, il pollice passò sulla sua guancia delicatamente ed un sorriso rassicurante si parò sulle labbra del ragazzo.*

    ci penso io a te, d'ora in poi, sarò io la tua famiglia, non permetterò mai che ti accada qualcosa.



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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Josephine, il nome più bello del mondo. Jeiden non si rendeva conto di quanto fosse fortunato ad aver avuto solo la possibilità di avere dei ricordi di quella donna, la sua mamma, la loro mamma. E, come diceva lui, era dolce e buona. Non sapeva perchè, ma lo aveva immaginato solo guardando una sua foto. Avrebbe voluto anche lei ricordarsi delle sue braccia che la stringevano, di sentire quanto la proteggeva. Eppure non poteva fare a meno di pesare che quell'atto di portarla dai Lightwood era stato proprio un gesto di protezione. Perlomeno lei aveva avuto una madre, anche se non era la sua; Jey era cresciuto senza una figura materna. Strinse più forte le sue dita incrociate a quelle del serpeverde e, riguardò quella foto. Perchè Jeiden non aveva ancora accennato al loro padre? Cosa c'era che non andava?*

    tu non hai idea di quanto sei stata fortunata a crescere lontano dagli Hatwood, hai avuto una bellissima famiglia che hai tutt'ora e che ti ha sempre amata e sempre lo farà, lascia stare i legami di sangue, quella foto..rimane solo una foto.

    *Non fece in tempo a chiedergli spiegazioni che lui pronunciò questa frase. Lei era tutt'altro che contenta di essere cresciuta lontano dagli Hatwood, aveva sempre sentito un vuoto incolmabile, cosa che nemmeno i Lightwood, si dolci e amorevoli, avevano potuto risanare. Era come se un pezzo di sé, un pezzo del suo cuore, fosse lontano da lei.*

    Una foto non è mai solo una foto. Ci sono persone che si sono fermate in quel momento per farsi fotografare e, quei sorrisi, si i nostri, di nostra madre, sono veri, sinceri. Perchè dici così Jeiden? Spiegamelo, non voglio rimanere all'oscuro.

    *Ma suo fratello non voleva collaborare e, sospirando, le stampò un bacio sulla fronte, quasi come se quel gesto posse calmare la sua curiosità. Beh, non ci era riuscito! Con due dita la costrinse ad alzare lo sguardo verso di lui e lei potè osservare quanto simili fossero, e non solo esteriormente, cosa che aveva notato sin dal primo giorno che si erano incontrati, ma anche dentro perchè entrambi si nascondevano dietro una facciata che solo pochi riuscivano ad abbattere. E loro le avevamo abbattute in quel preciso istante.*

    ci penso io a te, d'ora in poi, sarò io la tua famiglia, non permetterò mai che ti accada qualcosa.

    *Quella frase la fece cedere, lei finalmente poteva contare su qualcuno, poteva contare su suo fratello.*

    Voglio che mi parli di nostro padre Jeiden, non cederò tanto facilmente. Voglio conoscerlo, e tu non puoi impedirmelo. Adesso che conosco i vostri nomi sarà molto più facile rintracciarlo.



    *Guardò il ragazzo con la fronte corrugata e, conoscendosi, sapeva che qualunque cosa le avesse detto non le avrebbe fatto cambiare idea. Lei avrebbe conosciuto quell' uomo che era suo padre, fosse stata l'ultima cosa che avrebbe fatto.*


    @Jeiden_Hatwood,


  • Jeiden_Hatwood

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 6
    Galeoni: 1014
       
       

    *Proprio in quel momento, Jey si domandò perché fossero così simili, perché anche lei avesse ripreso quella testardaggine così marcata proprio come il fratello.
    Tuttavia non aveva intenzione di cedere, quell'instinto che sino a quel momento era vigile nei suoi confronti, ora divenne ancora più marcato sentendo il volere della sorella.
    Jey si alzò in piedi ricomponendosi, il suo viso tornò ad essere duro e impassibile come se l'ora trascorsa assieme a lei non avesse stravolto la sua vita, si risistemò la cravatta mentre la fissava negli occhi.*

    Non ho intenzione di discutere su questo, nostra madre è morta anni fa e per quanto riguarda lui..

    *Fece una pausa mentre rimise apposto i libri negli scaffali, una freddezza mai provata prima mentre la presenza di Marina era con lui, si impadronì del ragazzo.
    Non aveva alcuna intenzione di presentarglielo, di parlarne e tantomeno di spronarla a ricostruire i pezzi di un puzzle appartenente oramai al passato*

    Beh puoi considerare morto anche lui.

    *La sua voce non tradì alcun tipo di emozione, se era così che doveva comportarsi lo avrebbe fatto, riprese le sue cose riordinando il banco, quei minuti in cui il suo sguardo non toccava quello di lei, servivano a Jey come ancora per non cedere..era troppo per lui, doveva metabolizzare troppe cose, ma un conto era lasciare che i suoi sentimenti svanissero nel nulla, un conto era aiutarla ed invogliarla per spingerla nelle braccia di lui.
    Non lo avrebbe mai fatto, lei non avrebbe mai saputo..non serviva.



    Ora vado, fai in modo di non farmi sapere che lo stai cercando Marina, o mi ritroverò costretto a porti di nanzi ad una scelta..e non sto scherzando.

    *Ora per lui non contava più nulla, ora doveva occuparsi solo ed esclusivamente di lei, questo importava e la sua mente recepí solo quell'informazione, come fosse un soldato addestrato con un unico obiettivo.
    Prima di muovere altri passi, guardò la ragazza intensamente prima di stringere la sua mano in quella di lei, non avrebbe aggiunto altre parole, non sarebbe servito a nulla, non poteva costringerla a non cercarlo ma sicuramente non l'avrebbe né assecondata né aiutata.
    Si avviò verso l'uscita con il cuore e la testa esageratamente pesanti*

    Ho bisogno di una doccia, ci vediamo in giro

    *Disse senza voltarsi, senza salutarla calorosamente, di una cosa era certo, aveva bisogno di tempo per accettate quell'assurda situazione e sapeva anche che l'unico modo era starle lontano per un po', sicuramente non l'avrebbe persa d'occhio, ma meno gli sarebbe stato accanto meglio sarebbe stato per il serpeverde, non era pronto, non ancora*
    @Marina_Lightwood,

  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *La reazione del fratello alla sua richiesta non era stata quella che si era aspettata. In realtà si sarebbe aspettata spiegazioni, racconti, dettagli; invece si ritrovò davanti un Jeiden arrabbiato e distante. Beh, se era quello il gioco a cui voleva giocare, lei non si sarebbe tirata indietro. Anzi era piuttosto brava nell'allontanare le persone. Era vero, lui era suo fratello, ma questo non voleva dire che lo avrebbe ascoltato, che avrebbe permesso di imporgli delle cose. Lei non accettava ordini, lei non accettava ammonizioni e ne ultimatum come quello che Jeiden le aveva appena fatto. Le aveva spiegato che sua madre era morta, ma per lui lo era anche suo padre. Si, per lui; ma non per lei. Non capiva che lei aveva bisogno di sapere e non le importava cosa quell'uomo gli avesse fatto, perchè lo aveva spinto ad odiarlo sino a quel punto, lei voleva conoscerlo, lei voleva vedere di persona di che pasta era fatto.*

    Ora vado, fai in modo di non farmi sapere che lo stai cercando Marina, o mi ritroverò costretto a porti di nanzi ad una scelta..e non sto scherzando.

    *COSA? Non credeva alle sue orecchie, chi credeva di essere per rivolgersi a lei in quel modo? Dinanzi ad una scelta. Una cosa era certa, Jeiden non aveva capito che in quel momento aveva lanciato una sfida; e lei accettava sempre le sfide e le portava a termine.*



    Allora ponimela, perché è come se l'avessi già fatto! Troverò mio padre costi quel che costi

    *Gli urlò dietro, mentre quello si avviava a grandi falcate verso l'uscita senza voltarsi nemmeno una volta. Avrebbe voluto prenderlo a schiaffi, schiantarlo e fargli ritirare quella lingua tagliente che si ritrovava. Sembrava una bambina mentre percorreva avanti e indietro quel corridoio.*

    Non ancora conosci tua sorella caro Jeiden!

    *Ma glielo avrebbe mostrato a breve. E, con quel pensiero nella mente e un sorriso beffardo sulle labbra, uscì dalla biblioteca.*


    @Jeiden_Hatwood,