• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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    Role Aperta da Elisabeth_Boleyn


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

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    L'abbraccio finì, troppo presto. Si stava allontanando, da lei...
    "Non andare via, fermati. Ti prego, io..."
    Eppure non si fermava, non sentiva la sua voce? Non sentiva le sue urla, la sua disperazione?
    Era sola.


    *Elisabeth si svegliò di soprassalto, nel suo comodo letto all'interno della Torre Ovest. Si guardò intorno, cercando di capire cosa fosse accaduto: era stato tutto un sogno, frutto della sua fantasia e dei pensieri che vorticavano nella sua mente.
    Si sistemò meglio nel letto, tentando di dormire.. ma il sonno non voleva saperne di arrivare. Lanciò un'occhiata alle sue compagne di stanza e certa di non essere fermata da nessuna delle Corvette, si vestì di tutta fretta diretta in un luogo dove, sicuramente, non ci sarebbe stato nessuno. O almeno, nessuno che potesse farle domande.*

    [FORESTA PROIBITA]

    *Bacchetta alla mano, la Corvonero si addentrò in quello che era stato un luogo lugubre per lei fino a qualche settimana prima. Dopo l'Orienteering aveva pensato spesso alla Foresta Proibita, alla tranquillità che avrebbe potuto trovarvi in caso di bisogno.
    E quello era certamente un momento di bisogno.
    Non aveva intenzione di farsi del male, sperava di non dover utilizzare la bacchetta e certamente non si sarebbe spinta troppo oltre l'inizio della fitta boscaglia; cercava solo un luogo tranquillo dove ripensare a quel sogno, senza dover dare spiegazioni di alcun genere.

    Sapeva dove andare, almeno lo sperava.* Quell'albero ricurvo... Non l'avevo superato cinque minuti fa? *Il suo senso dell'orientamento era praticamente nullo e, ad aggiungersi al suo stato d'animo, arrivò la certezza di essersi persa. Prendendo un respiro profondo, si accomodò ai piedi di uno degli arbusti e chiuse gli occhi, lasciando che la testa si svuotasse di tutto.
    Doveva capire.*

    @Alexander_Morgenstern,




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem Responsabile di Casa

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    Io boh.

    *E mentre l'ennesimo Gytrash scompariva nella luce della bacchetta in ebano e pelle di Basilisco, Alexander avanzava nella Foresta Proibita con un'aria parecchio soddisfatta: babbani, li adorava. Loro e quelle espressioni tanto assurde quanto particolari. Aveva appena appreso quella che esprimeva un concetto che per anni gli era sempre stato difficile esprimere, bloccato proprio lì, fra la testa e le labbra senza che quest'ultime potessero rendergli giustizia. Certo, c'era anche il "io boh, ma tu mah" di cui andava pazzo. Ecco cos'era il bello di lavorare in un pub a Londra, a stretto contatto con il lato della specie umana più variopinto, espressivo e sì, dotato: cos'erano i maghi, senza la loro magia? Un incontro fra mah e boh piuttosto imbarazzante. Ed i babbani? Musicisti, attori, chef, artisti e chi più ne ha più ne metta: razza inferiore? Alexander aveva i suoi dubbi.*

    "Un altro po' di luce e finirò di certo nella pancia di qualche bestia notturna: per fortuna non è luna piena, questa notte."

    *Che poi, di preciso, che cavolo ci faceva lì? Era un adulto, e non poteva entrare ad Hogwarts quando meglio gli pareva. Ma un momento... non aveva, lui, una certa "proprietà", fra quei boschi? Beh, comunque sarebbero andate le cose, il giorno successivo avrebbe mandato un gufo alla Preside Mills per giustificare la sua presenza in zona: quanto ancora l'amica lo avrebbe guardato ancora una volta in silenzio, prima di lasciarsi andare ad un sospiro e lasciar correre? Esatto, era a questo che pensava mentre spegneva la punta del catalizzatore, incantandosi gli occhi con un incanto elementare di visione notturna, restando comunque con la bacchetta stretta fra le dita: era un adulto, un mago a tutti gli effetti, ma ciò non stava a significare che in quella foresta poteva permettersi di farsi trovare impreparato. Mille e più creature si aggiravano fra quegli alberi e, di notte, giravano le più ostili. Fu allora che la vide: okay, fu il Lumos di lei che anche se lontano appariva alla sua vista incantata come un faro nella notte, ma fu quando la vide che decise di sciogliere quell'incanto, accendendo così la luce della bacchetta. Farle prendere un colpo, doveva ammetterlo, non era nei piani della serata.*

    Ehilà.

    *Salutò formalmente, accennando a quel che parve essere un sorrisino, incontrando gli occhi di Elisabeth. Le avrebbe chiesto cosa ci faceva lì? Naaah. Alla sua età, lui e la foresta avevano un rapporto... alquanto intimo, ecco. Era chiaro che fosse lì per motivi di cui certo non avrebbe voluto parlare.*

    Ehm... io non ho visto te e tu non hai visto me...?

    *Propose adesso con un sorrisetto da impunito.*

    @Elisabeth_Boleyn,


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

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    *Elisabeth teneva ancora gli occhi chiusi, ma la sua mente pareva non voler svuotarsi: i pensieri che l'avevano accompagnata in quella sua fuga notturna le facevano ancora compagnia.*

    Ehilà.

    *Aveva le allucinazioni? Si era addormentata senza accorgersi e aveva ricominciato a sognare?
    Si decise ad aprire gli occhi, girandosi verso il mago che l'aveva salutata. No, non era un sogno. Alexander Morgenstern era proprio lì, davanti a lei.*

    Ciao Alexand...ehm.. Alex.

    *Il tono della ragazza era stato una via di mezzo tra l'interrogativo e il sorpreso. Cosa portava un mago adulto in un luogo come quello? E chi era lei per giudicare, senza sapere?
    Alex larve intendere i suoi pensieri perché mise in chiaro un punto fondamentale di quell'incontro.*

    Ehm..io non ho visto te e tu non hai visto me..?

    *Il sorriso che comparve sul volto dell'ex Corvonero fece aprire la ragazza in un sorrisetto divertito. Stringendo quel patto, lei non avrebbe avuto conseguenze a causa della sua uscita e Alex avrebbe potuto passeggiare ancora per la Foresta, indisturbato.*

    Affare fatto, Alex. Ma...cosa ci fai in giro a quest'ora?
    Sempre se non sono indiscreta, insomma.



    @Alexander_Morgenstern,




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem Responsabile di Casa

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    Credo la domanda esatta sia "cosa ci faccio qui". A proposito, ti ringrazio per non averlo chiesto. Sei stata un po' meno clemente sul resto, ma è qualcosa sulla quale ci si può lavorare.

    *Mormorò in un sorrisetto, affiancandosi alla strega e posando la schiena contro quel tronco d'albero, guardando dritto di fronte a sé per qualche secondo. Cosa stava facendo, in quel momento? Sarebbe potuta essere la risposta, seppur facilmente riconoscibile come lo svicolare che era, qualcosa su cui sperava non avrebbe fatto ulteriori domande: raggirare una Corvonero, infondo, era un'impresa assai dura.*

    Sarò un tipo sentimentale, ma mi piace perdermi nei ricordi: in questa foresta, almeno, potrò perdermi in qualcosa.

    *Commentò con un sorrisetto, alludendo in maniera fin troppo palese alla realtà che gli si era parata dinnanzi: s'era persa, e lo si poteva notare da quell'aria smarrita con la quale l'aveva vista aggirarsi fra quegli alberi. E cosa avrebbe dovuto fare? Indagare a sua volta.*

    Cercherò d'essere più clemente e non chiederti il perché di questa tua lontananza dalla torre dei Corvonero.

    *Era un vero e proprio impunito, un lato di sé con il quale aveva imparato a convivere fin troppo bene e, negli anni, riuscendo a vederlo quasi come un pregio. Restò lì, con la bacchetta stretta fra le dita, a guardare quel po' che si intravedeva del castello, quello che visto da lì sembrava essere inghiottito dai grandi, cupi alberi.*

    Data la tua ultima, simpatica risposta a questa domanda che ti ho posto qualche giorno fa... come ti vanno le cose, qui ad Hogwarts?

    @Elisabeth_Boleyn,


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

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    *Alexander si avvicinò a lei, posandosi con la schiena all'albero sotto il quale era seduta la giovane Corvonero. Il ragazzo aveva ragione, la domanda che avrebbe voluto porgli era un'altra ma, non essendo affari suoi ciò che quell'uomo faceva, aveva preferito buttarla su una domanda meno impegnativa.
    E, nonostante la domanda fosse piuttosto innocente, Alex lo fu decisamente meno con quella che sembrava uns frecciatina.*

    Sarò un tipo sentimentale, ma mi piace perdermi nei ricordi: in questa foresta, almeno, potrò perdermi in qualcosa.

    *Il sorriso da chi la sa lunga che accompagnò quelle parole fecero alzare il viso della giovane verso quello del suo interlocutore. Possibile che l'avesse seguita? Che l'avesse vista girare per la foresta, totalmente disorientata?
    Elisabeth arrossì al pensiero, tentando di nascondere la sua reazione abbassando la bacchetta fino a posarla per terra e cercando di diminuire la luce che ne scaturiva.*

    Tralasciando il fatto che non hai risposto, esattamente, alla mia domanda...da quanto mi stavi seguendo?

    *Il ragazzo intanto pareva essere tornato nel ruolo dell'adulto, facendole capire che non avrebbe dovuto trovarsi li. Di notte. Eppure non avrebbe fatto la spia, Elisabeth ne era certa.
    Fu la domanda successiva a lasciarla realmente a bocca aperta: non era nulla di che, eppure le aveva ricordato quanto male si fosse comportata con lui, il giorno dopo l'orienteering.*

    Diciamo che ultimamente sono un po' presa dagli impegni, tra lavoro e studio. E poi c'è la mia insonnia, che mi porta a passeggiare nei luoghi più disparati..dentro e fuori il castello.
    Tu, come stai?
    Ehm.. Alex, volevo ancora chiederti scusa per l'altro giorno. Sono stata imperdonabile.



    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
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    Tralasciando il fatto che non hai risposto, esattamente, alla mia domanda...da quanto mi stavi seguendo?

    *Quelle parole furono sufficienti a far voltare il viso del mago verso quello della giovane strega in un'espressione che era un miscuglio fra il divertito e l'incredulo: pensava davvero che la stesse seguendo? Sì, quel pensiero doveva esserle balenato nella mente o, comunque, l'aveva di certo sfiorata. Macché, l'aveva presa alla grande.*

    So che sembrerà strano, ma vedi, in notti tanto buie un Lumos è distinguibile a diverse centinaia di metri. E non sono molti gli studenti che si avventurano fra questi alberi: non da soli, non a quest'ora della notte.

    *E lui doveva ironizzare ogni cosa. Sicuramente perché lo divertiva, probabilmente perché era quel tipo di maschera che aveva deciso di indossare di fronte al mondo intero, ma era così dannatamente da Alexander che il mago non avrebbe potuto farne a meno. Aveva fin troppi problemi, fin troppi pensieri che un ventiquattrenne non avrebbe dovuto avere perciò tendeva a sorridere d'ogni cosa, anche delle più brutte o più tristi: perché soffrire di fronte agli altri era cosa a dir poco sbagliata.*

    E credimi, non vi raccomandano di vagare da soli in questa foresta a causa di eventuali stalker magici. Altro punto curioso sul quale potrai riflettere in seguito: sono l'essere meno ostile che potrai incontrare in questo posto.

    *E non poteva finire una frase del genere senza un sorrisetto accompagnato da un occhiolino, tornando poi a guardare diritto di fronte a sé, posando la bacchetta su quell'albero ed intrecciando le dita fra loro, scrutando le luci lontane di Hogwarts.*

    Diciamo che ultimamente sono un po' presa dagli impegni, tra lavoro e studio. E poi c'è la mia insonnia, che mi porta a passeggiare nei luoghi più disparati..dentro e fuori il castello.
    Tu, come stai?
    Ehm.. Alex, volevo ancora chiederti scusa per l'altro giorno. Sono stata imperdonabile.


    *Un bel quadretto, insomma. E sì, avrebbe volutamente ignorato quella parte delle scuse, sperando lei cogliesse il messaggio: non era tipo da portar rancore, specie per quisquilie di quel genere. Si limitò unicamente ad annuire, restando a fissare quel castello e sì, posando una mano sullo stesso tronco sul quale s'era ormai seduto. Questo scricchiolò ritmicamente, mentre la sua corteccia si deformava, supportata da radici che guizzarono dietro la schiena del Corvonero, andando assieme al tronco a formare una specie di schienale ricurvo, quello sul quale si distese restando quasi a mezzobusto, continuando a guardare quel castello che gli mancava come l'aria nei polmoni.*

    Per l'insonnia potresti provare un semplice rimedio.

    *Allungò una mano nella tasca magicamente estesa dei jeans, pescando uno scontrino d'un locale babbano. Allungò poi la mano alla bacchetta e lo sfiorò appena, mentre nella sua sottile ed appuntita calligrafia le porgeva un rimedio che si apprestava ad enunciarle perché avesse tutto chiaro.*

    Tre grammi di radice di Centranthus, un grammo di zolfo, mescoli quattro volte in senso antiorario ed aggiungi una pietra di luna. Trasferisci il tutto in una provetta e preparati ad una bella dormita.

    *Talvolta ciò che spiazzava la persone dell'avere a che fare con Alexander era la sua naturalezza, o forse del suo fare/dire cose con totale noncuranza, come se stesse leggendo un elenco puntato. Ma lui, infondo, era fatto a modo suo.*

    Oh, comunque io sto benone. Dovresti allentare un po' con il lavoro e alternare lo studio a interi pomeriggi di svago. Non fanno solo perdere del tempo, ma aiutano a riportare l'equilibrio nella propria vita.

    @Elisabeth_Boleyn,


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
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    *Elisabeth avvampò alle parole del mago, la sua frase era stata male interpretata. Stalker magico? Ma cosa aveva capito?*

    Alex.. Non intendevo dire che mi stavi seguendo, nonostante io abbia usato queste parole. Ehm.. La tua frase di prima, quella sul perdersi.. Ecco.. Credevo semplicemente mi avessi visto girare intorno,come una sciocca.
    Credevo di riuscire a trovare la radura in cui abbiamo incontrato l'Unicorno, ma mi sono persa non appena ho messo piede qui dentro.


    *Abbassò lo sguardo, imbarazzata come non mai. Non era certo tipa da tirar fuori spiegazioni, se gli altri interpretavano erroneamente le sue parole, eppure con lui sentiva il bisogno di giustificarsi.*

    Tre grammi di radice di Centranthus, un grammo di zolfo, mescoli quattro volte in senso antiorario ed aggiungi una pietra di luna. Trasferisci il tutto in una provetta e preparati ad una bella dormita.

    *Aveva davvero appena snocciolato gli ingredienti di una pozione sedante come fosse la lista della spesa? La ragazza rise, tornando a guardare il volto dell'ex Corvonero, ora più vicino vista la posizione assunta dal ragazzo.*

    Perdonami, non ridevo di te. Cioè si, ma non per cattiveria.. É buffo come tu mi abbia dato gli ingredienti per una pozione come se stessi leggendo la ricetta per un dolce. Sei proprio un Corvonero, e bada bene: é assolutamente un complimento.

    *Il ragazzo riprese a parlare, questa volta con fare meno posato, più da amico. Elisabeth sapeva bene che le parole del giovane erano corrette, avrebbe dovuto svagarsi ogni tanto.*

    Si, ci provo a svagarmi. Però diventa difficile con i M.A.G.O. alle porte e un lavoro che mi porta via parecchio tempo. E il Quidditch, avevo dimenticato il Quidditch tra i vari impegni.
    Sono indiscreta se ti chiedo dove vivi? Nel senso...finché sei qui ad Hogwarts...


    @Alexander_Morgenstern,



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  • Frank_Fireboom

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 156
       
       

    FORESTA PROIBITA

    Cavolo mi son perso, ed ora quale sarà la direzione giusta?

    *Frank quel pomeriggio uscì per far due passi, la concentrazione per lo studio ormai era stata persa, pensò a tante cose, ma nel frattempo non si accorse di essersi perso, la foresta era buia, versi di animali dominavano la scena, calò anche la nebbia, il giovane mago riuscì a malapena a vedere le sue mani, tirò fuori la bacchetta e formulò*

    Lumos!

    *Una sfera luminosa uscì dalla sua bacchetta, ora si che si poteva ragionare. Girovagò a lungo, si rese conto di essersi completamente perso. In lontananza vide due ombre, sembravano studenti di howgarts. Iniziò a correre come non mai verso di loro ed urlò*

    Vi prego aiutatemi!

    * I due ragazzi si girarono immediatamente, capirono subito che il giovane mago era in difficoltà.*



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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 275
       
       

    Perdonami, non ridevo di te. Cioè si, ma non per cattiveria.. É buffo come tu mi abbia dato gli ingredienti per una pozione come se stessi leggendo la ricetta per un dolce. Sei proprio un Corvonero, e bada bene: è assolutamente un complimento.

    *E scoppiò a ridere. Rise di cuore, come non faceva da un po' di tempo, tornando a guardare quel castello, quella casa perduta ormai da qualche anno. Essere adulti, almeno sotto quel punto di vista, era un vero schifo: essere costretti ad abbandonare per sempre quelle mura, quelle che ti ospitavano per anni interi, era a dir poco spaesante.*

    Suppongo tu abbia ragione. Il Cappello non avrebbe potuto smistarmi altrove.

    *Ne convenne, annuendo e spostando lo sguardo al cielo notturno. Se la Foresta Proibita era un luogo di notevole pericolo, compensava di certo per quel cielo stellato che si poteva intravedere da lì, lontano dalle luci del castello. E dovette sforzarsi di non lasciare che il pensiero volasse lontano, oltre quelle mura e quei cieli, scomparendo fra le stelle così come il suono delle loro risate.*

    Si, ci provo a svagarmi. Però diventa difficile con i M.A.G.O. alle porte e un lavoro che mi porta via parecchio tempo. E il Quidditch, avevo dimenticato il Quidditch tra i vari impegni.
    Sono indiscreta se ti chiedo dove vivi? Nel senso...finché sei qui ad Hogwarts...


    *Quidditch: aveva la sua completa attenzione. Sì, certo, avrebbe risposto anche al resto ma, menzionando lo sport magico per eccellenza di cui andava matto, la studentessa non poté che guadagnarsi uno sguardo ammirato dall'adulto.*

    Sei in squadra, quindi. Che ruolo?
    Uhm, certo che no, figurati. Vivo a Londra, se proprio devo essere sincero. Come ho detto, mi trovavo qui per fare due passi.


    *Fu un rumore poco distante a farlo girare di scatto, balzando seduto rispetto alla posizione coricata di poc'anzi, la bacchetta stretta fra le dita della mano sinistra, pronta ad essere brandita per ogni evenienza. E si accorse di un secondo catalizzatore magico, uno brandito da un ragazzino che a giudicare dall'aspetto sembrava uno del primo anno. Si lasciò andare ad un sospiro di sollievo, abbassando la bacchetta e sorridendo al nuovo arrivato, cercando di sembrare il più tranquillizzante possibile.*

    Ehi, ehi, ehi: sta calmo, mh? Va tutto bene.

    *Cavolo, cosa ci faceva un undicenne in giro per quei boschi, a quell'ora della notte? Non poteva che chiederselo, esaminando senza neanche accorgersi il suo nuovo interlocutore da capo a piedi: sembrava star bene e, probabilmente, non c'era cosa che importasse di più.*

    Mi chiamo Alex, e sei al sicuro qui con noi.

    *Dopo di che si voltò verso Elisabeth, scrollando le spalle e chiedendo in maniera fin troppo retorica il suo parere: non potevano certo lasciarlo vagare lì, in quei boschi, tutto da solo.*

    Lo accompagniamo al castello?

    @Frank_Fireboom, @Elisabeth_Boleyn,


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    *Elisabeth temeva di averlo offeso, ridendo di lui. Ma Alexander la sorprese, più di quanto si aspettasse, scoppiando in una sonora risata. La ragazza si ritrovò a fissarlo, lo strascico del sorriso di poco prima ancora visibile sul volto chiaro, e si rese conto di quanto facilmente avesse dimenticato i pensieri che vorticavano nella sua testa.
    Abbassò la testa verso il terreno, continuando a guardare di sottecchi il ragazzo accanto a lei; aveva ragione Alex, e come lui, anche Elisabeth sapeva che il Cappello non avrebbe potuto scegliere altrimenti.*

    Sei in squadra, quindi. Che ruolo?
    Uhm, certo che no, figurati. Vivo a Londra, se proprio devo essere sincero. Come ho detto, mi trovavo qui per fare due passi.


    *Alexander si era voltato verso di lei, guardandola...con ammirazione? La Corvonero lo guardò stranita, come a voler nascondere l'effettiva sensazione di calore che si era diffusa nuovamente sul suo viso. Diventava assurdamente timida, quando era in sua compagnia e, come le altre volte, si domandava il perchè.*

    Uhm..sono Portiere. Non da molto, comunque. Tu eri...Cacciatore?
    Io sono nata a Londra, ma ho sempre vissuto in campagna. Ai miei genitori non piace il caos della città.
    Uhm..due passi piuttosto lunghi, Alex.


    *La ragazza si stava ancora chiedendo cosa, in realtà, stesse facendo il mago all'interno della Foresta proibita, quando un rumore fece scattare sull'attenti entrambi. Elisabeth fu decisamente più lenta di Alexander a recuperare la bacchetta e, se fossero stati in pericolo, tutto sarebbe dipeso dall'ex Corvonero. Fortunatamente per loro, la fonte dei suoni sentiti era un ragazzino del primo anno, o almeno Elisabeth lo credeva tale.
    Alexander, come lei, si accorse dell'aria smarrita del giovanotto e senza perdere tempo si girò verso la rossa, scrollando le spalle e offrendosi di riaccompagnarlo al castello.*

    Certamente, non lo si può rimandare indietro da solo. Ciao, io sono Elisabeth, piacere.

    *Alzatasi in piedi per avvicinarsi al nuovo arrivato, si affiancò al mago adulto e parlò con voce appena udibile.*

    Avresti dovuto riaccompagnare anche me, in qualsiasi caso. Non sarei in grado di ritrovare la strada per il castello.

    *Elisabeth sbuffò sonoramente, piuttosto arrabbiata con sè stessa. Era una ragazza indipendente, lei, e ammettere con qualcuno che aveva bisogno d'aiuto era per lei impensabile. Eppure l'aveva appena fatto.*

    @Alexander_Morgenstern, @Frank_Fireboom,