DiagonAlley - Gringott
DiagonAlley - Gringott


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Ricordava chiaramente qual'era stata la sensazione nell'avventurarsi per la prima volta nella banca dei maghi, tredici anni prima: disagio. Quei visi truci, ostili un po' per natura ed un po' per malcelato disprezzo verso la stirpe dei maghi non gli erano mai piaciuti, anzi, ricordava che per diverso tempo aveva ripensato a quegli occhi: tanto neri e piccoli, incastonati in un viso che ricordava quello umano ma che, a differenza di questo, sembrava più il frutto d'un errore della natura. O il risultato d'una Fattura Pungente eseguita con una certa maestria, sì: tanti bambini vecchi, per intenderci. Così piccoli ed enigmatici nei loro pensieri quanto decisamente palesi nel disprezzo, la diffidenza ed il distacco con i quali osservavano i loro clienti maghi, fossero questi grandi o piccoli, gentili o scortesi. Già, persino dopo tutto quel tempo i folletti, nanerottoli quasi invisibili ad un ragazzone d'un metro e novantaquattro come lui, riuscivano ad innervosirlo.*

    Alexander Aiden Morgenstern.

    *Annunciò di fronte a quello che era lo sportello principale, stringendo le dita della mano sinistra attorno alla spessa e lunga catena che, avvolta, partiva dal fianco destro alla spalla sinistra, ormai di poco superiore alla ridicolmente alta scrivania del banchiere, lo stesso che smise di scribacchiare enigmatiche parole su un grande registro, alzando appena gli occhietti neri e vispi verso il mago che si trovava di fronte.*

    Desidera fare un prelievo, signor Morgenstern?

    *Il tono fintamente colloquiale dell'elfo neanche sembrava volere mascherare quell'accenno di fastidio, un disturbo che era palese il "nano malefico" voleva Alexander avvertisse per averlo distratto da quel che era il suo lavoro. Ma l'ex Corvonero neanche ci badò, facendo scivolare via le dita che stringevano la catena, solo per farla tintinnare appena, vedendo quegli occhi neri sondarla quasi con curiosità.*

    Devo semplicemente assicurarmi che il drago non vi rispedisca tutti sotto terra.

    *E lì, l'occhiata del folletto divenne seriamente ostile, mentre quella dell'impunito ex studente della torre ovest di Hogwarts si fece volutamente ilare, divertito, come se quella che avesse fatto fosse la battuta del secolo, una che aveva appena piegato in due il suo interlocutore. Ma no, se quel viscido essere non lo stava attaccando era perché, in quel momento, Alexander stava lavorando per il Ministero, oltre che per la Gringott. Sì, c'era più d'un motivo se Alex detestava i folletti e, il maggiore di questi, era proprio la causa della sua presenza in quella banca: doveva cambiare le catene al drago che tenevano imprigionato, relegato nelle profondità della banca con alcune nuove, appena incantate ad hoc per resistere a strattoni, eventuali morsi e tentativi di volo.*

    "Come se quella povera bestia avesse ancora la forza di provarci."

    *A quel pensiero la stretta sulle catene si serrò nuovamente, le nocche che sbiancarono e sì, la voglia di puntare la bacchetta in mezzo ai maligni occhietti di quei mostriciattoli e far esplodere le loro testoline così come succede ad un'anguria dopo una brutta caduta crebbe ai massimi storici. Ma lavorava per il Ministero, no? E per lo meno, avrebbe salvato diverse vite di maghi o streghe non permettendo al drago di risalire a fare una strage. Perché era successo, anni prima, ai tempi d'Harry Potter.*

    Verrà scortato di sotto, signor Morgenstern. Attenda nella sala qui accanto.

    *Si limitò a sibilargli contro il folletto, tornando a scrivere sulle pagine di quel registro qualcosa per la quale il mago non aveva il minimo interesse, incamminandosi nella sala indicata senza neanche salutarlo, credendo seriamente quella creatura dovesse ritenersi fortunata se non lo costringeva a seguirlo, portando "un bocconcino" a quel povero drago.
    E ci volle tempo, parecchio, prima che uno sgambettante e barcollante tipetto in smoking facesse fronte all'allevatore, scortandolo attraverso le gallerie verso quello che per Alexander sembrava la prova dell'esistenza dell'inferno: perché sì, se i folletti non eccellevano per "umanità", i maghi e le streghe che permettevano tali soprusi su creature antiche e fiere come i draghi, erano anche peggio.*

    Cosa ti hanno fatto...

    *Si ritrovò a sussurrare, mentre quel drago dagli occhi vitrei ed oscurati da un'orrenda forma di cataratta alzava il muso, aprendo le ali e spostando il peso da una zampa all'altra per ben due volte di fila dava i chiari segni di chi si preparava a combattere. Laddove la catena si stringeva al lungo collo piaghe insanguinate lasciavano quasi intravedere le giugulari, mentre la membrana delle ali presentava diversi fori o assottigliamenti sulla pelle resa pallida dalla totale assenza di sole.*

    Sekà. Za ne, ti ruh de ra. (Sta calmo. Non ruberò, né ti farò del male.)

    *Sentì i polmoni della grande creatura prendere un lungo respiro, mentre vedeva le ali richiudersi e il drago avanzare, mentre il folletto dietro Alexander faceva diversi passi indietro, impossibilitato a raccogliere quell'arnese infernale con il quale costringeva il drago ad appiattirsi contro la parete per chiara "richiesta gentile" dell'allevatore durante il loro spostarsi fin lì.*

    Reshen karul? (Sei qui per liberarmi?)

    *Quella voce, quell'accento tanto duri riempirono la grotta con un'eco al quale Alexander neanche badò, quel groppo in gola che rischiava di soffocarlo così come quella morsa allo stomaco rischiava di ucciderlo, estraendo la bacchetta e con un Relascio non verbale facendo saltare le vecchie catene. Deglutì invano, quel desiderio di liberare il grande animale e sì, lasciarlo libero di vagare per tutto il mondo, vivendo come una creatura tanto maestosa avrebbe dovuto fare, ritrovandosi a rispondergli con voce tremante, passando un pollice sotto le catene che portava appese ad una spalla, lasciandole cadere attorcigliate attorno a sé, la bacchetta stretta fra le dita della mano sinistra.*

    Ja neh..(No..)

    *E prima di dare tempo al drago di ribellarsi, scattò in avanti con la mano armata, le lunghe catene che si levarono da terra andando a lambire a forma di lazzo il collo della bestia, restando un po' più larghe rispetto a quelle precedenti onde evitare ulteriori piaghe ma strette abbastanza da impedirgli di liberarsi, stringendosi infine alle colonne.*

    Shisam. (Uccidimi.)

    *Fu lì che Alexander crollò, portando una mano a soffocare i singhiozzi, copiose lacrime che presero a rigargli il viso. E voltò i tacchi, dovendo ancora una volta sentire quella supplica echeggiare fra le mura della grande cava, adesso arrese, d'una tristezza che non si sarebbe potuta descrivere: mai più avrebbe accettato un lavoro del genere. Mai più avrebbe permesso crudeltà come quella.*