• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Serenity_Hunter


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1061
       
       

    [Giardini di Hogwarts - ore 18.00]




    *Anche se la sera andava avvicinandosi, il caldo faceva ancora da padrone. Nonostante l'enorme disco solare, quasi simile a una palla infuocata, lentamente tendeva a scomparire dietro la linea dell'orizzonte, la lieve brezza non riusciva a placare le ondate calde di quella giornata di Sole. Non si poteva paragonare certo l'afa tropicale-mediterranea con le temperature massime di un clima continentale e oceanico come quello che caratterizzava la Gran Bretagna, ma per gli autoctoni del Paese come Serenity bastava per morire di caldo. Ragazzi europei che per vari motivi erano stati iscritti a Hogwarts creavano pareri contrastanti: i provenienti dal Nord-Est percepivano ancora più caldo dei britannici, mentre quelli di Sud-Ovest quasi morivano di freddo.*

    Deve essere strano, vivere in un posto dove a stento raggiungono lo zero a Natale.

    *Si riferiva ovviamente all'unica amica mediterranea di sua conoscenza, Elena. Anche la ragazza aveva lo stesso tipo di problema tutto l'anno e malediceva il fatto di non potersi crogiolare sotto il Sole cocente del Bel Paese. Il cibo era un'ottima scusa per rievocare la sua terra, ma la potenza dei raggi solari era insito nelle vene di chi ci viveva 365 giorni all'anno.
    Serenity sospirò, slacciandosi il bottone del colletto. Elena poteva amare quello che voleva, ma per lei i modesti 27° tipici della Scozia erano più che sufficienti ad alleggerire la sua divisa, optando per quella estiva. Annusò distrattamente l'odore floreale nel giardino, che le risvegliò qualche lieto ricordo, per poi dedicarsi alla scrittura di alcune frasi su un piccolo pezzo di pergamena. Appollaiato lì vicino, il suo barbagianni attendeva che la padrona finisse il suo operato. La sua pazienza non fu messa a dura prova per molto.*

    Citazione:
    Cara Aurora,
    ti aspetto nel giardino alle 18.00 per andare insieme a Hogsmeade. Devo fare un paio di commissioni da Sallis, il negozio di bacchette.
    Un affettuoso colpo di bacchetta
    Serenity


    *Il piccolo, ma succinto messaggio che Serenity legò alla zampa del suo fido Hermes era destinato a una piccola Corvonero del primo anno, conosciuta anche durante il viaggio di arrivo a Hogwarts. Per via dei suoi incessanti studi in vista dei M.A.G.O., raramente l'aveva incontrata in Sala Comune o per i corridoi. Poi, senza nemmeno accorgersene, si erano ritrovate a parlare e di comune accordo decidere di vedersi anche fuori dalle mura del castello. Quale migliore occasione per visitare per bene Hogsmeade?
    Hogsmeade era il primo - forse unico - paesino in prossimità del castello che fosse interamente abitato da maghi. Gli studenti dal terzo anno in su potevano visitarlo in precise occasioni organizzate dalla scuola, ma recentemente si erano aperti nuovi negozi di rifornimento come una filiale di Madama McClan o un nuovo negozio di bacchette. Per questo motivo era stato fatto uno strappo alla regola, consentendo anche ai neoarrivati di farsi un giro per Hogsmeade, magari provando una pinta della famosa Burrobirra ai Tre Manici di Scopa. Oppure, come nel caso della diciassettenne, fare rifornimento di materiali senza dover scomodare il povero Hermes in faticosi viaggi andata e ritorno verso Diagon Alley.
    La bacchetta di Serenity, un bellissimo e pregiato lavoro di ebanisteria certosino ricavato da legno di larice, lunga 11 pollici e con nucleo di piuma di fenice, non le aveva mai causato problemi. Questo grazie alla continua e quasi maniacale pulizia che la Corvonero puntualmente praticava sul catalizzatore ogni sera. La puliva attentamente, poi la testava con incantesimi più o meno semplici e infine passava un'altra mano di lucido prima di adagiarla nel suo contenitore. Detestava quando i suoi effetti personali erano in disordine, e la manutenzione giornaliera della sua bacchetta era uno dei tanti "riti" che ormai facevano parte del suo essere. Oltre al the e alle Pozioni, ovviamente.
    Proprio a causa di ciò, aveva terminato la boccetta del lucido. Doveva assolutamente comprarne dell'altro e, forse, sostituire un altro paio di oggetti dal kit. Solo le esperte proprietarie del negozio avrebbero saputo dirle se conveniva di più sostituire i pezzi mancanti e vecchi o comprare direttamente un kit nuovo di zecca.*

    Chissà se anche lei deve comprare qualcosa...

    *Si ritrovò a pensare Serenity, ammirando il magnifico piumaggio di Hermes mentre quest'ultimo si alzava in volo, diretto verso il sovrastante castello. Aurora era in Sala Comune? In biblioteca? In ogni caso per il barbagianni non ci sarebbero stati problemi, riusciva sempre a capire la destinazione dove trovare la persona a cui la Corvonero spediva il biglietto o pacco.
    Serenity era in perfetto orario. Non restava che attendere l'altra. Sperava con tutto il cuore di non dover scappare lungo tutta High Street per giungere in tempo per la cena, altrimenti sarebbero state costrette a sborsare qualche galeone di troppo rifoccilandosi dai Tre Manici di Scopa. Cosa che Serenity voleva evitare, giacché non aveva molti soldi nel borsello. Giusto un po' di più di quanto le servisse per rifornirsi da Sallis.
    Aspettò dunque l'arrivo della Corvonero, osservando distrattamente il giardino in cui s trovava - o meglio, il cortile esterno racchiuso tra quattro lunghi corridoi in pietra. Se non fosse stato per la presenza di massici alberi, potea definirsi spoglio, simile all'orticello di un monastero. Per fortuna c'era la possibilità di ripararsi all'ombra delle folte chiome o addrittura arrampicarsi sui rami e sentirsi più vicini al cielo. E fu proprio quello che decise Serenity che, pur incontrando qualche difficoltà, riuscì a incastrare piedi e mani nei giusti appigli e issarsi su un grosso e nodoso ramo con un'avvallatura vicino al tronco. Era un posto perfetto dove apprezzare i giochi di luce e rilassarsi un po' dopo ore intense di studio.*



    *Durante le ore di Erbologia si esaminavano molte insolite piante, alcune utili e altre pericolose, ma a volte la professoressa Arfen avrebbe dovuto soffermarsi sula magnificenza delle piante ordinarie del tutto prive di poteri magici. Quel verde intenso, che rifletteva benissimo i potenti raggi solari, calmavano l'animo di Serenity, preoccupata per gli esami. Aveva già svolto eccellentemente i G.U.F.O., eppure l'idea di rimettersi in gioco - e stavolta in vista di una possibile carriera lavorativa - la agitava nuovamente. Il sentirsi cullata dalle foglie mosse dal vento, a quasi due metri di altezza dal suolo, i piedi ciondoloni dal ramo, contribuivano a far passare di mente i problemi. Almeno per quel giorno ne aveva abbastanza di libri e studio, aveva voglia di distrarsi. E così la ragazza chiuse gli occhi, abbandonandosi completamente ai sensi, in attesa che Aurora giungesse all'appuntamento.*

    Che pace...!

    @Aurora_Quinzel,


  • Aurora_Quinzel

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 2
    Galeoni: 114
       
       

    * C’erano ancora in cielo raggi di sole con un atmosfera mozzafiato al tramonto e Aurora era nella sala comune della sua casa che si stava rilassando, guardando fuori dalla grande finestra della torre quei colori che tanto la incantavano e improvvisamente un triste ricordo le balenò in mente, le mancavano quelle sere d’estate passate con i suoi genitori babbani in Italia, questo pensiero fu interrotto da un’ improvvisa apparizione di un gufo. Un gufo che conosceva molto bene, era Hermes, l’aveva conosciuto nell’espresso per raggiungere Hogwarts, il pennuto di Serenity le si avvicinò facendole sventolare il ciuffo biondo sopra la fronte *

    Ciao, Hermes!

    * Disse la ragazza accennando un sorriso al piccolo amico *

    Hai un messaggio per me vedo, molto bene vedrò di cosa si tratta!

    * Mentre la ragazza pensava tra se e se cosa avrebbe contenuto il messaggio, accarezzò Hermes e lui in un battibaleno volò via. Aurora lesse la lettera, guardò l’ora dal grande orologio della sala comune ed essendo già molto tardi si affrettò ad andare all’appuntamento di Serenity *

    @Serenity_Hunter,

  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1061
       
       

    *Immersa com'era nella pace di quel pomeriggio assolato, Serenity lasciò vagare i suoi pensieri. Si stupì che il suo inconscio la indirizzava sempre al momento della giornata che più attendeva con trepidazione e che ormai era passato da più di un'ora.
    Era uno dei momenti preferiti di Serenity, quello in cui riusciva a calmarsi e la coinvolgeva fino in fondo. Strabiliante come il the fosse la bevanda più diffusa e bevuta al mondo, seconda solo all'acqua - che per di più era una componente fondamentale per la preparazione. Il momento dell'infusione era il punto focale di tutto, perché in base a essa derivava la bontà di un the. Anche possedendo i migliori ingredienti esistenti il risultato finale poteva essere drasticamente rovinato se l'infusione non era svolta nei modi e nei tempi giusti. Una tazza di tè ben fatta può riscaldare il cuore e l'anima di ogni amante del the, ma può essere spiacevolmente amara o senza sapore in modo deludente se preparata in modo sbagliato. Un approccio meticoloso alla preparazione può massimizzare il sapore e i benefici per la salute donata dalla pianta del the, la Camellia sinensis. In Cina e in Giappone la preparazione del the era così importante e soprattutto rigrosamente sacra da essere considerara una vera e propria cerimonia, in cui gesti propiziatori precedevano la degustazione della bevanda. I britannici come Serenity erano la popolazione europea più affine a tale ideologia e la qdiciassettenne era felice che esistessero ancora giovani dello stesso avviso. Molti coetanei in realtà non erano più così interessati come lo erano i rispettivi genitori, un vero peccato dover buttare al vento secoli di tradizioni per niente spiacevoli.*

    Anche se ne ho bevuta già una tazza, non mi dispiacerebbe prepararmi di nuovo il mio Hunter Tea.

    *Essendo l'Hunter Tea appartenente alla famiglia dei the neri era essenziale che la temperatura fosse quella massima, ossia di 100°C: gradi inferiori non sarebbero stati sufficienti a sprigionare successivamente tutti i principi attivi contenuti nella mistura, come invece accadeva nel caso dei the più delicati in cui anche 75°C andavano bene. A parte poi si metteva a scaldare anche il latte con il quale avrebbe allungato il suo the: le piaceva il gradevole accompagnamento che tendeva ad armonizzare il sapore fin troppo deciso del liquido ambrato. In mancanza di biscotti allo zenzero - i suoi preferiti, preparati interamente a mano dalla madre - il latte era un valido sostituto.
    Serenity si immaginò la procedura, il versare un po' d'acqua calda nella tazza e nella teiera: il trucco era abituare la ceramica al calore che veniva trattenuto bene da quel materiale, in modo che il the risultasse ancora più caldo e buono. Non appena tutti i recipieni diventavano tiepidi era il momento dell'infusione, il punto tanto preferito quanto cruciale per la ragazza. Bastavano anche un paio di minuti in più e la bevanda era irrimediabilmente rovinata, in cui era percepibile solo un gusto molto amaro che neanche tre cucchiai di zucchero potevano addolcire. Bastavano due quadrati di stoffa con trama a rete - in modo che fungessero da filtrante, lasciando passare nell'acqua calda tutti gli aromi e i principi attivi degli ingredienti trattenendo al contempo gli elementi corpuscolati - perché Serenity potesse infilarci una manciata di mistura profumata.
    Era composta da foglie essiccate, mandorle frammentate grossolanamente e pezzi di radice. Il suo the non era assolutamente composto da ingredienti polverizzati: nel mondo dei Babbani poco avvezzi alla sopraffina arte del the ciò invece accadeva quasi sempre, generando così misture molto scadenti e poco saporite. L'altro segreto per un'ottima bevanda era lasciar seccare le foglie di Camellia sinensis intatte e non tritarle mischiandole poi con chissà quali altre foglie.
    Pochi minuti e la bevanda tanto amata dalla Corvonero era pronta.*



    *I migliori dolci erano sicuramente gli scones. Era semplicemente perfetto, con le due fette di impasto che golosamente racchiudevano la panna e la confettura di lamponi. Data la sua morbidezza era un accompagnamento perfetto al the in quanto l'interno spumoso ben tratteneva la bevanda se intinto nella tazza.
    Un frullare d'ali riscosse Serenity. Non si aspettava un repentino ritorno da parte del suo barbagianni*

    Hermes?

    *L'amico piumato era tornato, senza biglietto sulla zampa. Serenity dedusse quindi che la ragazza avesse preso visione della brevissima lettera inviata giusto pochi minuti prima. E difatti, mentre con cautela si risistemava seduta sul ramo, le parve di vedere un puntolino uscire dal castello. Raccolse i capelli in una crocchia improvvisata - faceva davvero caldo - e guardò con più insistenza il puntolino.*

    Aurora sei tu?

    *Salutò la Prefetto dall'alto dell'albero, sperando che davvero fosse la giovane Corvonero pronta per dirigersi a Hogsmeade.*



    @Aurora_Quinzel,


  • Aurora_Quinzel

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 2
    Galeoni: 114
       
       

    * Stava scendendo le scale del castello, Aurora e nel frettempo si sistemava il ciuffo di capelli che poco prima il pennuto aveva scompigliato con il battito delle sue ali troppo vicine alla sua testolina.
    Arrivata in fondo alle scale sení una voce fievole in lontanza, proveniva dai giardini del castello appena li fuori. Era Serenity che non essendo sicura della sua presenza le chiese a gran voce se fosse veramente la piccola corvonero *

    Si, Serenity sono io! Ho fatto il prima possibile per raggiungerti!

    * Disse con tono affannato Aurora, che aveva percorso le scale in tutta fretta per non farla aspettare più di tanto. Appena la vide seduta in cima all’albero, la piccola contraccambiò il suo saluto e le strizzò l’occhio in modo amichevole *

    Sono pronta per andare a Hogsmeade!

    * Esclamò Aurora in tono allegro e baldanzoso, infatti era molto contenta che il suo prefetto l’avesse invitata a fare questo piccolo tour del villaggio. Così la giovane continuò a fissare Serenity aspettando che scendesse dal suo albero *

    @Serenity_Hunter,

  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1061
       
       

    *Ci aveva visto giusto. La vista prodigiosa, che più di qualcuno elogiava chiamandola Occhio di Lince, non aveva sbagliato. Quel piccolo puntolino era davvero Aurora, affannata ma puntuale. Hermes tubò allegramente, come a confermare l'ipotesi della ragazza: era un rapace e il formidabile senso della vista li aiutava a cacciare, anche più delle linci. Chissà perché non avevano scelto Occhio di Falco piuttosto che Occhio di Lince.
    In poco tempo Aurora fu ai piedi dell'albero e dal basso la salutò allegramente con un occhiolino. Era particolarmente gioiosa quel giorno.
    Ora restava solo scendere dall'albero, cosa che improvvisamente sembrò difficilissimo per la Hunter. Stentava acrederci, ma le sembrava di essere più su di quanto pensasse. Due metri? Minimo erano quattro. Forse si era arrampicata un po' troppo in alto e non voleva farsi male. A volte scendere era mille volte più faticoso del salire, perché non si poteva vedere bene dove mettere i piedi e il rischio di scivolare era dietro l'angolo. Decise perciò di ricorrere a un incantesimo, la cui formula urlò nel momento in cui si lasciò cadere dal ramo dove si stava riposando.*

    MOLLIATE!

    *Il corpo perse del tutto peso, non sentiva più l'inesorabile richiamo verso terra della forza di gravità. Era come una piuma che, dolcemente accarezzata dal vento, planava per poi toccare il suolo con leggerezza. Era quella la stranissima sensazione che provava la Corvonero, per nulla spaventata dall'impatto con l'erba del giardino. Sapeva che non avrebbe provato affatto dolore. Nelle lezioni di Volo veniva insegnato quasi subito, perché una caduta dalla scopa poteva anche riportare danni fatali. Lei stessa ne era consapevole, dopo la rovinosa caduta nel match Serpeverde - Corvonero, quando perse i sensi dopo essere stata colpita dalla Battitrice avversaria. Con la vita non si scherzava e quel semplicissimo incantesimo, a volte sottovalutato, si rivelava utile in situazioni di pericolo.
    Fu come se fosse atterrata su di un cuscino piuttosto soffice. Il corpo di Serenity toccò terra con grazia prima che la ragazza riacquistasse la vera percezione del peso corporeo. La Hunter a quel punto si rialzò, spazzolandosi la divisa leggermente sporca di terriccio.*

    Incantesimo Imbottito *spiegò con un sorriso la diciassettenne.* Il professor Smith dovrebbe averlo già insegnato a voi del primo anno, se non sbaglio.



    *La piccola Corvonero era davvero un impeto di entusiasmo, non vedeva l'ora di partire per Hogsmeade. Lo si leggeva benissimo dal tono di voce. Gaio, spensierato, vivace, aggettivi perfetti per descrivere uno stato emotivo di grande contentezza. E chi non lo sarebbe stato, con quella magnifica giornata di Sole? Serenity ricambiò l'entusiasmo della piccola compagna di Casa.*

    Ti vedo molto felice, Aurora. Non è da tutti poter visitare Hogsmeade alla tua età, per di più accompagnata da un Prefetto. Spero ti sia portata qualche galeone dietro, nel caso ti andasse di acquistare qualcosa.

    *La borsa a tracolla era rimasta dove l'aveva lasciata, cioè poggiata sulle radici dell'albero. Lì dentro c'erano tutti i suoi effetti personali, come l'occorrente per scrivere, il kit semiusato e la borsetta di galeoni ora gonfia e tintinnante. Non aveva idea di quanto avrebbe speso, così si era assicurata di prelevare un po' più del solito dai suoi fondi babbani - opportunamente cambiati in galeoni, falci e zellini. Controllato velocemente di non aver dimenticato niente, furono entrambe pronte per andare.*

    [Hogsmeade - ore 18.30]


    *Nonostante il passo svelto che avevano adottato, ci volle un po' perché fossero abbastanza lontane da Hogwarts e più vicine al villaggio magico. Lungo il viale che collegava Hogwarts al villaggio magico c'era un discreto viavai di persone, fra studenti e adulti in procinto di spassarsela in qualche pub o fare delle commissioni. Per tutto il viaggio Serenity si assicurò che Aurora non la perdesse mai di vista: non voleva perdere tempo tornando indietro per cercarla, sparita in mezzo alla folla.*

    Tutta questa gente che vedi fa spesso rifornimento qui e alcuni ci vivono addirittura. Non ti spaventare se vedi così tante persone, è normalissimo. A volte è anche peggio.

    *Rassicurò la più grande delle due, pur sottolineando l'importanza di starle vicino così da non perdersi.*

    Tieni a mente che, tecnicamente, non dovresti poter andare a Hogsmeade prima di aver compiuto tredici anni. *Aggiunse Serenity, per conversare un po' con lei.* Ultimamente però noto che un po' tutti sono diventati più permissivi su questa regola, visto che ora ci sono i negozi per la scuola. Non so perché ora sia così. Ci sono un sacco di ragazzi che tranquillamente infrangono questa regola.

    *L'entrata ad arco del villaggio era già ben visibile.*

    Quando ho lavorato ai Tre Manici di Scopa non era raro vedere studenti di primo o secondo anno chiedermi una Burrobirra. Oggi invece sei sotto la tutela di un Prefetto, cioè io, perciò non dovresti ricevere provvedimenti disciplinari. Non stai infrangendo nessuna regola.

    *Così dicendo la ragazza tranquillizzò il più possibile l'altra Corvonero. Molti, soprattutto i più ribelli, trasgredivano a ciò che i Prefetti ordinavano di fare e non fare. Il periodo dell'adolescenza era il peggiore, perché arrivati i quattordici o quindici anni, ci si sentiva più indipendenti e vogliosi di prendere la propria vita in mano. Di conseguenza qualunque ordine veniva boicottato alla grande, oppure i più furbi travavno scappatoie sotto al naso di professori e Prefetti. Più rari erano le persone come Serenity, che pur avendo come tutti gli stessi impulsi adolescenziali, si mantenevano ligi al dovere. Evidentemente era per quel motivo che era stata nominata Prefetto al quinto anno, il fulcro dell'adolescenza.
    Ormai si stagliava netto, in contrasto col cielo azzurro e limpido, l'insegna nera col simbolo del paese - un cinghiale che sovrastava i tetti a spiovente di numerose casupole - e il benvenuto ai viaggiatori di passaggio nel villaggio di Hogsmeade. C'erano moltissimi negozi interessanti, fra cui occiamente Mielanda per gli amanti dei dolci. Ci potevi trovare un vasto assortimento di cibo zuccherato da averne la nausea.
    Ma a loro, in quel momento, interessava la piazza, Magic's Square, dove appunto si trovava il negozio di bacchette. Magari, se avanzava del tempo, una scappatina da Zonko o Mielandia ci poteva stare.
    Un negozio fra tutti risaltava, in netto contrasto col resto della piazza. L'insegna recitava chiaramente "Sallis - Negozio di bacchette". Era il posto giusto.
    La diciassettenne conosceva bene le proprietarie del negozio, ma ignorava chi delle due fosse dietro al banco quel pomeriggio. Entrambe avevano i loro impegni e non sempre riuscivano insieme a chiudere il negozio, preferendo dividersi il compito nell'arco della giornata. L'unica cosa certa era la bravura sopraffina delle due, nonché la dedizione per un impiego non sempre apprezzato dai maghi. Non erano fabbricanti di bacchette, quindi mansioni del tipo riconoscere a occhio nudo i nuclei delle bacchette esulavano dal loro compito, ma possedevano le giuste conoscenze perché potessero consigliare al meglio chi richiedeva il loro aiuto.*

    Vado avanti io, tu seguimi.

    *Disse Serenity, quando ormai furono abbastanza vicine alla porta d'ingresso. Inutile tergiversare ancora per molto. Detto ciò spinse con decisione sulla maniglia, spalancando appena l'uscio. La campanella legata al di sopra di essa, come era prevedibile, risuonò forte *



    Permesso? C'è qualcuno?

    *Disse, mentre entrava nel locale polveroso e pieno di scatole stipate qua e là. Aurora doveva essere entrata con lei. Mentre scrutava bene se il negozio fosse deserto o meno diede uno sguardo rapito al negozio. Quanto amava quel genere di bottega! Le ricordava troppo la piccola biblioteca di cui suo padre quotidianamente doveva prendersi cura: stessi scaffali impolverati e stesso odore quasi di antico, solo che da Sallis l'oggetto d'interesse erano bacchette e non libri. Eppure anche in quel caso tutto era adeguatamente riposto e catalogato secondo criteri che la ragazza ancora non conosceva. Rimase quindi in attesa che qualcuno di facesse vivo.*



    @Charlotte_Mills, @Sylvia_Turner, @Aurora_Quinzel,


  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 1826
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    * Il sole stava tramontando dietro le colline scozzesi, illuminando con i suoi raggi i dolci profili e facendo sembrare d'oro le montagnole che circondavano il pittoresco villaggio di Hogsmeade, un villaggio molto particolare abitato soltanto da maghi e streghe.
    Nonostante fosse tardo pomeriggio,le strade brulicavano di persone. Chi andava in giro per negozi per fare acquisiti, famiglie che facevano solo una passeggiata, oppure qualche turista di passaggio, qualche bambino che correva per la strada con i genitori che gli correvano dietro per riacchiapparlo, e se si stava attenti, in alcuni piccoli vicoletti si nascondevano dei gatti, vicino a dei bidoni dell'immondizia.
    Il grande orologio del municipio aveva da poco segnato le diciotto, mentre in un negozio una donna di diciannove anni, lunghi capelli castani e occhi nocciola, stava sistemando alcuni scatoloni con delle nuove bacchette appena arrivate.
    Sylvia Turner, ex tassorosso, si trovava al negozio di bacchette Sailis, dal mattino presto. Nonostante in quel periodo si trovasse al Paiolo Magico, non aveva voluto abbandonare il negozio. Sapeva che c'era sempre bisogno di un aiuto, aiuto che lei era sempre ben felice di dare, specialmente in quel periodo. Le teneva la mente occupata. Oddio, non che quel piccolo fagottino che le dava un immensa gioia, che dormiva nella carrozzina accanto al bancone non la tenesse occupata. Sua figlia, Emma, di due mesi, dormiva beatamente nella carrozzina.
    La donna non se la era sentita di lasciarla al Paiolo sotto la supervisione del proprietario.Non si fidava molto, e poi caspita, era sua madre. Se non se ne occupava lei! Gettò uno sguardo alla carrozzina ma sembrava che Emma dormisse tranquillamente.Aveva preso il sonno di Sylvia.
    Finche sentiva rumori dormiva, come faceva lei da piccola, Era sicura che non appena avesse sentito silenzio , si sarebbe mesa a piangere.
    In quel momento la donna si trovava sulla scaletta, con in mano una confezione rettangolare, quando all'improvviso, la campanella legata sopra alla porta suonò.*

    Permesso? C'è qualcuno?

    *La diciannovenne si girò cautamente verso la porta e vide entrare due persone.*

    Sono subito da voi!

    * Era stravolta, non si era fermata un attimo dalla mattina. O almeno si era fermata giusto una decina di minuti per dare da mangiare alla bambina. Era davvero stanca, ma non poteva però darlo a vedere.Be, quello era impossibile. Quanto meno poteva cercare di darlo a vedere il meno possibile.
    A inizio giornata il sorriso le era spuntato piano piano, ma ora era un bel sorriso allegro, anche se in quel periodo non era facile sorridere, ma non poteva di certo deludere quelle clienti.
    Cosi scese dalla scaletta e si avviò al bancone, nella sua divisa da commessa, camicia bianca e gonna corta nera e armandosi del suo sorriso, arrivò al bancone per accogliere le due clienti.*





    Buonasera e benvenute da Sailis! In cosa posso esservi utile?

    *Sylvia si stupì quando riconobbe una delle due persone. Era una sua ex compagna di scuola.*

    Oh buonasera Serenity! Scusami, ma dalla scaletta non ti avevo riconosciuta!

    *Vide che accanto a lei c'era una ragazzina sugli undici anni, doveva sicuramente frequentare il primo anno. Sulla divisa portava lo stemma dei Corvonero. Sorrise dolce alla ragazzina e la salutò, accogliendola.*

    Buonasera anche a te e benvenuta al negozio di bacchette " Sailis". Io sono Sylvia, piacere di conoscerti!

    *Disse cercando di mettere la ragazzina a proprio agio.*

    @Serenity_Hunter,@Aurora_Quinzel,




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