Hogsmeade
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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 959
       
       

    [Dormitori femminili Grifondoro - Camera di Jane, Marina, Gianna e Emily]


    *Il caldo era ormai diventato un fedele compagno in quelle giornate di primavera, specialmente nelle prime ore del pomeriggio. Il sole splendeva alto nel cielo e batteva con insistenza sulle finestre della torre di Grifondoro. A quell’ora nelle camere dei dormitori regnava il silenzio, infatti i ragazzi o erano in Sala Grande per gustarsi un buon pranzo dopo le lezioni o da qualche altra parte per una breve pausa prima di ricominciare a studiare. Invece, in una stanza dedicata alla ragazze della Casa, un leggero suono si diffondeva tra le coperte scarlatte e i mobili in legno.
    Un fastidioso e insistente raggio, che si rifletteva sulla superficie di vetro di una finestra aperta, aveva deciso di andarsi a posare su un giovane viso, leggermente coperto da qualche ribelle ciocca di capelli. La chioma corta e castana ricadeva scomposta sui fogli sparsi sulla scrivania e copriva un paio di palpebre chiuse. Ma quel momento di calma non durò per molto! A causa del sgradevole intruso un mugolio infastidito si levò dalle labbra leggermente dischiuse della ragazza, che era ancora immersa in un sonno profondo. Gli unici suoni nella camera da letto era i suoi leggeri sospiri, mentre le sopracciglia si aggrottarono sulla fronte per il fastidio e la diciassettenne, indolenzita per la scomoda posizione, iniziava a destarsi dal pisolino. Con molta calma le pesanti palpebre si aprirono lasciando spazio a due occhi azzurri, ancora appannati dal sonno e infastiditi dal sole. Jane non ricordava come era finita lì, stesa sulla sua scrivania con qualche foglio appiccicato alla guancia. Dopo le solite lezioni mattutine aveva deciso di passare qualche ora nella sua stanza, continuando i suoi studi per gli esami, che si avvicinavano sempre di più. Non si era resa conto del passare del tempo e, piano piano, le palpebre si erano fatte pesanti, fino a serrarsi del tutto. Era crollata in seguito a ore di studio sul libro di Difesa, la guancia schiacciata sulla pagina che stava studiando, le labbra semiaperte, dalle quali uscivano dei leggeri e buffi rumori, e con i capelli a coprirle il viso rilassato. Se non fosse stato per quel raggio di sole avrebbe continuato a dormire fino a sera, recuperando le ore di sonno perse durante le precedenti notti.
    La Grifondoro si alzò a sedere sulla sedia, che in quel momento non le sembrava più così comoda, sentendo il suo collo implorare pietà e gli occhi pesanti. Guardò l’orologio da taschino della sua famiglia e si rese conto che aveva dormito almeno un’ora e che era ormai tardi per andare a pranzo. Dopo essersi sfregata gli occhi e un rumoroso sbadiglio, Jane si alzò per sgranchirsi le gambe e raccogliere qualche foglio che aveva fatto cadere durante il riposino. Proprio mentre si chinava per recuperare i suoi appunti un forte rumore si fece sentire, seguito da un leggero rossore sulle sue guance.*

    Grazie sole per avermi ricordato che devo mangiare e sopratutto per fortuna che non c’è nessuno in camera!

    *Disse per poi ridacchiare nella solitudine della stanza, leggermente incredula del rumore che aveva prodotto il suo stomaco.
    La ragazza decise di sistemare tutte le sue cose per poi andare nelle cucine alla ricerca di qualcosa da mangiare, ma, mentre metteva al loro posto tutti i libri, un pezzo di carta di cui aveva dimenticato l’esistenza cadde sotto i suoi occhi. Appena lo vide una serie di immagini si fecero presenti nella sua mente, ricordi belli ma collegati ad altri meno piacevoli. Jane prese tra le mani quel foglio, apparentemente insulso e senza un particolare valore, eppure lei rimase per qualche minuto a fissarlo. Si ricordò di quella canzone che aveva cantato con tutta la sua passione, quelle parole che sembravano essere state scritte per lei e che avrebbe voluto urlare con tutto il fiato che aveva in corpo. Avrebbe dovuto ricordarsi ogni giorno quei versi, ripeterli appena alzata dal letto e tenerli nella propria mente per tutto il giorno. Un piccolo ma genuino sorriso si fece spazio sul suo viso, ancora segnato dal sonno, mentre leggeva quello che c’era scritto sul piccolo premio che aveva vinto a quella gara di karaoke. Aveva lo stomaco brontolante e un buono di 30 Galeoni da spendere ai Tre Manici oppure alla Testa di Porco, quale miglior occasione per spenderlo?*

    Hogsmeade sia allora!

    *La diciassettenne raccattò le proprie cose, lanciandole nella sua immancabile borsa, nel giro di pochi minuti, prima di darsi un’occhiata allo specchio. I suoi capelli erano un disastro, la camicia della divisa era tutta stropicciata e la cravatta allentata, sembrava appena uscita da un duello! Provò a sistemarsi un po’, ma fu costretta a rinunciare dopo poco dato che i ciuffi castani sulla sua testa non volevano essere sistemati e la divisa era piuttosto messa male, in più il suo corpo reclamava incessantemente del cibo. Così, con l’aspetto simile a uno spaventapasseri e il coupon al sicuro nella borsa, Jane si diresse verso la sua meta.*

    [Hogsmeade - Tre Manici di Scopa]


    *Le giornate come quella erano perfette per una passeggiate tra le vie del villaggio, infatti la Grifondoro si ritrovò a allungare un po’ il proprio percorso prima di trovarsi davanti alla porta del locale. Era da molto che non vi entrava, da quando aveva aperto il proprio ristorante passava la maggior parte del suo tempo in cucina a provare nuove ricette, quindi si era quasi dimenticata di tutti gli altri locali e negozi. Eppure i primi anni aveva passato tanto tempo in quel posto, costruendo dei bellissimi ricordi con i propri amici.
    Jane spalancò la porta di legno, entrando finalmente nell’accogliente locale che, come sempre, era abbastanza popolato. Si guardò per un attimo intorno e i suoi occhi si posarono sul tavolino in cui era solita sedersi, in quel momento occupato, facendo riaffiorare vecchi ricordi ai quali non pensava ormai da tanto. Le sembrò per un attimo di rivedere quegli occhi che l’avevano conquistata fin dalla prima volta, proprio in quel locale. La ragazza si costrinse a distogliere subito lo sguardo per non ricadere in quei pensieri e si diresse verso il bancone, dietro il quale vide una figura. Si mise seduta su uno degli sgabelli e, mentre cercava di sistemare la borsa in modo da non farla cadere, iniziò a parlare per catturare l’attenzione del barista.*

    Buongiorno! Posso avere il menù per favore?

    *Proprio in quel momento fu costretta a chinarsi per recuperare il coupon che era appena caduto dalla sua borsa, quindi non riuscì subito a vedere il volto della persona che aveva davanti.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 105
        Emma_Williams
    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [TRE MANICI DI SCOPA]


    *Nel locale c'era diversa gente che parlava. Persone sedute ai tavoli vicino alle finestre, ordinava o costantemente Whisky Incandiario o altre bibite. In quella soleggiata giornata di Giugno, al bar "Tre Manici di Scopa" gli studenti non mancavano, ma erano in minoranza a confronto con tutti gli altri maghi che vi erano in quel locale. Una giovane studentessa, stava mettendo a posto i menù che erano nello scaffale sotto a un ritratto che Emma non aveva mai visto. Un imponente quadro raffigurante calici e boccali di burrobirra, risplendeva nel locale. Guardabdo il dipinto, ad Emma venne in mente di farlo uno anche lei mettendo assieme oggetti che si trovavano al bar. Tirò fuori il suo fidato quadernino dei disegni e prese una piuma, si sedette sullo sgabello dietro al bancone e cominciò. Una brocca di succo di zucca stava prendendo "vita" nel foglio. Accanto ad esso, Emma avrebbe disegnato delle belle mele colorite di rosso, con simpatiche sfumature gialle qua e là. Il disegno stava venendo bene; un cliente di avvicinò al bancone e chiese succo di zucca, ricordando ad Emma perché era lì. La ragazza guardò la persona e con un largo sorrisetto rivolto verso lui, si girò prendendo una tazza di vetro. Accanto a lei era sistemata la brocca della bibita che aveva appena disegnato a metà. Purtroppo con un imbranato movimento, Emma fece cadere la brocca a terra, dietro al bancone.*

    Oh, no! Quanto sono sbadata! Mi scusi, provvederò subito a portarle la tazza con il suo succo di zucca.

    *Emma si portò le mani alla bocca, era stata proprio sbadata. Ma lo spazio dietro al bancone, non era molto, e quindi di incidenti come quello ne potevano succedere proprio tanti! La quattordicenne scavalcò con un agile balzo la pozza di succo a terra, e andò a prendere lo straccio che si trovava in un mobiletto davanti al bancone. In pochi minuti il succo da terra si asciugò, anche grazie allo spazio di mochette che era in un angolo, proprio nell'angolo in cui era caduta la bibita. Emma portò a posto lo straccio e andò al tavolo in cui era seduto il signore di prima a portargli il succo di zucca. Poi tornò dietro al bancone, e controllò che a terra non fosse bagnato. Per fortuna il pavimento era asciutto!
    Un raggio di sole entrò nel locale, proprio davanti alla faccia di Emma. La ragazza sentì che il campanellino della porta di legno del bar suonò, quindi doveva essere entrato qualcuno cui Emma doveva portare da mangiare. Come tutte le persone che erano ai Tre Manici di Scopa, Emma non aveva fame, ma prima aveva addentato solo un piccolo panino fatto alla svelta da lei. La persona che era appena entrata, si era soffermata a guardare un tavolo, al quale erano sedute diverse persone. Forse quel tavolo stava riempiendo la figura di ricordi, in fo do anche per lei c'erano punti i cui soffermarsi per ricordare qualcosa di bello, o di brutto. La ragazza si avvicinò la bancone e si sedette su uno sgabello libero di fronte ad esso.*

    Ciao! Posso fare qualcosa per te?

    Buongiorno! Posso avere il menù per favore?

    *Emma guardò la ragazza, ma essa si chinò a raccogliere un foglio di carta che le era caduto dalla borsa. La Ave a già vista da qualche parte, solo che non se ne ricordava il nome. Evitando di fare figuracce, Emma sorrise e le disse:*

    Ora te lo vado a prendere.

    *Guardò meglio la ragazza e si voltò, per prendere uno dei menù che aveva sistemato prima. Glielo porse davanti e la guardò meglio. Capelli corti e castani, occhi di un celeste intenso, come i suoi... Aveva già incontrato la ragazza da qualche parte, sicuramente.*

    Ecco il menù... Mi pare di averti già incontrata da qualche parte. Comunque io sono Emma Williams, piacere!

    *La Corvonero era sicura su una cosa: la ragazza non era Corvonero come lei, poiché Emma non l'aveva mai vista in Sala Comune. La ragazza di fronte a lei, doveva essere sicuramente di uno degli ultimi anni ad Hogwarts, ma Emma non lo chiese, per evitare di fare gaffe.*









    @Jane_Casterwill




    Ultima modifica di Emma_Williams circa 4 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Buffo. Ecco come avrebbe descritto lo scenario che si svolgeva ormai da qualche giorno ai Tre Manici di Scopa. Era cresciuto con la convinzione che quel pub fosse lasciato "in gestione" a baristi giovani, studenti del castello, una delle numerose esperienze che la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts era pronta a far vivere ai suoi studenti, formandoli sotto mille e più aspetti. Sì beh, fino a qualche giorno prima, quando s'era ritrovato ad accettare un posto di lavoro che mai aveva ricoperto durante i suoi trascorsi nel castello. Anche quel momento fu una scena buffa, uno tipico da film babbani, uno in cui si vede il protagonista della scena annuire con un gran sorriso mentre, dalla sua testa, si sente risuonare la sua stessa voce in un "okay, cosa?". Alexander era così un po' in tutto ciò che faceva, peccando dell'incapacità di non farsi cogliere dall'entusiasmo fin dalla sua gioventù. Ma c'era da capirlo, ben poco di positivo coinvolgeva la sua vita da quando aveva lasciato il castello, quasi nulla di bello o che si potesse prendere con spensieratezza accadeva davvero: c'era solo morte, duelli magici e solitudine, segreti oscuri e pericolosi.*

    "Sì beh, una distrazione è d'obbligo."

    *Era lì, nello scantinato-magazzino del locale ad ammucchiare l'ultima consegna di barili di Burrobirra in un angolo, portando infine le mani lungo i fianchi nell'esaminare l'ormai concluso lavoro: proprio niente male. Non era certo qualcosa che poteva chiedere di fare ad Emma Williams, sua collega e quattordicenne studentessa di quella che un tempo era stata la sua casata d'appartenenza: non aveva parlato poi tanto con lei, incontrandola solo pochi giorni prima all'ingresso del pub, ma ricordava d'aver preso involontariamente e senza neanche pensarci "le redini" della situazione, relegandola al bancone mentre lui s'occupava di sistemare l'inferno che avevano in magazzino, fra disordine ed incuria. Insomma, quella ragazza era pur sempre una studentessa ed era assai più giovane del ventiquattrenne, uno che mosso dall'insieme di queste motivazioni non poté neanche valutare l'idea di farla faticare tanto. Ma da quel momento aveva finito e sì, sarebbe ritornato come promesso a darle man forte al bancone. Agguantò così un paio di fusti di Burrobirra, salendo le scale in legno fino a sbucare dietro il bancone, lì dove udì la collega servire qualcuno al bancone: per essere tanto giovane, quella ragazzina era davvero instancabile, doveva concederglielo.*

    Buongiorno.

    *Salutò in automatico l'ex Corvonero senza neanche voltarsi in direzione del bancone, aprendo sostituendo i due fusti vuoti della famosa bevanda del mondo magico con quelli che aveva provveduto a portare su dal magazzino, facendo la strada a ritroso per portare quei due grandi contenitori ormai vuoti accanto alla porta in cui, il giorno dopo, ci sarebbe stato il ritiro dei colli esausti. Si ravvivò i capelli con un sospiro, tornando così al bancone e sorridendo questa volta alla cliente: Jane Casterwill. Non aveva granché avuto modo di parlare con lei, ma era una delle studentesse di cui più si parlava ad Hogwarts. Sì, quel castello era un po' come la versione magica del "Grande Fratello" babbano, un luogo in cui delle persone dovevano convivere per un determinato periodo di tempo, uno nel quale presto spiccavano personaggi che avevano più rilievo di altri. Certo, se si tralasciava tutto l'aspetto magico dell'esperienza formativa di Hogwarts. Osservò con la coda dell'occhio la giovane Corvonero servire in maniera impeccabile e zelante la Grifondoro, qualcosa che gli strappò un sorrisetto sghembo mentre lavava le mani: Emma stava realmente prendendo quel lavoro sul serio. Certo, era ragionevolmente sorpreso, ed in maniera assolutamente positiva, in quanto alla sua età Alexander non si sarebbe certamente dato anima e corpo a servire dei clienti.*

    Per qualsiasi cosa, non esitare a chiedere.

    *Mormorò con un sorrisetto verso la Grifondoro, lasciandola così libera di consultare i menù che Emma le aveva lasciato poc'anzi. Approfittò di quel momento per muovere una mano verso dei boccali ormai vuoti, quelli che volteggiarono in sua direzione e che vennero accolti nel lavello da una levitante spugna accuratamente insaponata, quella cominciò il suo minuzioso lavoro. I boccali puliti si adagiarono poco più in la, venendo presi da Alex che, con uno strofinaccio pulito, li asciugava minuziosamente prima di adagiarli capovolti su una mensola alle sue spalle.*

    @Emma_Williams, @Jane_Casterwill,


  • Martha_Hemingway

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 217
       
       

    [ TRE MANICI DI SCOPA]

    *Non era la prima volta che Martha si rintanasse al bar Tre Manici di Scopa anche solo per concedersi qualche minuto per se stessa, forse accompagnato da una o piú burrobirre.
    Era l'inizio di Luglio e il suo primo anno ad Hogwarts procedeva con costanza, niente di diverso da cosa si era immaginata, ormai si era innamorata della sua nuova casa con tutti quei misteri e quegli intrighi ancora non scoperti.
    Si trovava seduta al bancone intenta a tirare fuori dallo zaino un libro babbano che in biblioteca aveva attirato la sua attenzione, per quanto sia in famiglia che a Serpeverde si ripetesse in continuazione della loro inferiorità Martha non ne aveva tenuto conto. Forse erano inferiori ma questo non toglieva la possibilità alla ragazza di continuare una lettura.
    Era così banale e insulso il modo di vivere di questi uomini privi di magia, il tempo passava più lento e ogni azione era dettata da una legge, tutto troppo limitato.
    Non era il primo libro babbano che leggesse, l'affascinava l'idea di "studiare" chi in un certo senso le stava accanto.
    Mentre rifletteva vide poco lontano una giovane ragazza @Emma_Williams, di qualche anno più di lei, intenta a scarabocchiare su un taccuino ma da lí passó poco tempo che facesse cadere a terra una brocca ripiena di qualche bevanda*



    Che imbranata


    * Pensó tra se e se*
    * Martha aveva lasciato da parte il libro ed era rimasta ad osservare la scena che si svolgeva davanti ai suoi occhi.
    Aveva già incontrato quella ragazza dai capelli scuri, apparteneva a Corvonero questo era sicuro anche se i suoi comportamenti sembravano piú quelli di un debole Tassorosso ma come si sa Hogwarts é varia.
    Poco dopo aveva visto Emma, una delle cameriere da quello che aveva intuito, dirigersi da un cliente femmina: una ragazza con magnetici occhi azzurri vispi che sembravano elaborare tutti i minimi dettagli presenti nella stanza, lei si che era un oggetto interessante.
    Non era Serpeverde purtroppo dato che Martha non l'aveva mia vista nei sotterranei, poi ricordó, era una Grifondoro @Jane_Casterwill di uno degli ultimi anni, l'aveva notata qualche volta nei corridoi ed era anche nocciolo di molti pettegolezzi che vagano tra i maghi e le streghe del castello.
    Comunque stava per ricevere il menú, cosa che sarebbe servita anche alla piccola Serpeverde solo se ci fosse stato qualche cameriere in piú.
    Al duo si era unità un terzo, @Alexander_Mongestern, non sembrava affatto uno studente di Hogwarts ed era appena salito dalle scale che portavano allo scantinato.
    Sembrava lavorare lì e dopo essersi intromesso nel servizio della Corvonero ,che sembrava portare a termine in modo abbastanza decente il suo lavoro, si era diretto al bancone vicino a Martha asciugando i bicchieri che gli volteggiavano affianco.


    Posso ordinare?


    * Chiese un poco titubante la strega che infondo era ancora una novellina, quell'uomo non le trasmetteva sicurezza anzi sembrava avere un'aura enigmatica, solitaria come la maggior parte dei personaggi nei libri babbani che aveva letto, spesso banali e ripetitivi come le vite di chi li scriveva, la trama sempre la stessa e lo stesso valeva per il finale: il bene vince sempre infondo, come nelle favole che si raccontano ai bambini, ma la vita é molto diversa.
    Il male, le ingiustizie erano presenti in tutti i giorni e creavano un certo equilibrio difficile da spezzare e il cameriere davanti a lei sembrava esserne consapevole.
    Chissà se quello era stato sempre il suo lavoro o se fosse solo un passatempo per allontarsi dalla vita che lo attendeva.
    Il secondo caso era più plausibile, o almeno in apparenza, il giovane aveva la stessa luce presente negli occhi grigi di Martha ma la ragazza sembrava essere piú capace a camuffarla con uno sguardo gelido, impassivo con un poco di malizia e l'aria che si respirava nei sotterranei di Serpeverde non aiutava, in un certo senso aveva perso una parte della scommessa, era stata plasmata dalla sua famiglia.*


    Vorrei una burrobirra, anzi due grazie



    *La giornata sarebbe stata ancora lunga e Martha aveva ancora molto su cui pensare e non c'era miglior cosa se non una burrobirra di qualità a farle compagnia.
    Le piaceva abbastanza la presenza dei suoi "amici" ma aveva sempre bisogno di qualche momento per se stessa, i suoi occhi continuavano a vagare per il pub, mentre con le mani si acconciava i capelli in un chignon alto e disordinato.
    Questo gesto che in apparenza sembra abbastanza comune per Martha significava rilassarsi e iniziare ad impegnarsi per davvero, ormai era noto tra gli studenti della sua età, questo era il momento in cui la giovane Serpeverde rivolgeva completamente la sua attenzione, in cui iniziava ad interessarsi veramente a qualcosa.*

    É ora di iniziare

    *Pensó tra se e se la ragazza mentre il cameriere appoggiava le due burrobierre fumanti sul balcone e ritornava alla sua postazione senza però aver prima rivolto uno sguardo verso quella piccola ragazza che sembrava essere fin troppo consapevole di cosa le stesse succedendo intorno.*

  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 105
        Emma_Williams
    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Dopo aver porto in modo gentile il menù a Jane, la Grifondoro da poco entrata nel locale, Emma sentì un frastuono. Si girò e vide che nel magazzino dietro al bancone, il suo compagno barista Alex stava sistemando pesanti casse di bibite. Quelle casse sembravano davvero pesanti! Allora Emma decise di lasciare il suo posto solo per un secondo, solamente per vedere se Alexander avesse bisogno del suo aiuto. Appena la quattordicenne sollevò una delle casse, la rimise immediatamente giù, nel posto in cui era prima, poiché era troppo pesante. Quando poteva, lei era sempre disposta a dare una mano; ma quelle casse era o veramente troppo pesanti, e lei riprovò a sollevare una, ma la trasportò di appena quindici centimetri. Quello era il massimo che riusciva a fare. Il blu bronzo davanti a lei, era sicuramente molto più forte di Emma, ed in effetti sollevò le casse senza problemi, ma anche per lui alcune casse erano pesanti. Vedendo che Alex ce la stava facendo benissimo da solo, la ragazza tornò dietro il bancone. Guardandosi attorno, vide che nessuno aveva bisogno di uno dei due baristi. Allora Emma prese la sua borsa, e ne tirò fuori uno dei suoi dolci preferiti: una Cioccorana. La prima volta che ne aveva assaggiata una, era stato qua do al suo terzo anno scolastico era andata a Mielandia, un negozio che da quel giorno aveva amato. Le gelatine Tuttigusti + 1 le piacevano molto per i vari guasti che vi si potevano trovare all'interno; ma quando ne aveva assaggiata una verde che si rivelò essere all'alga (ed Emma aveva pensato peggio, aveva 8mmaginato che fosse alla caccola), e aveva assaggiato una Cioccorana, aveva cambiato idea. Le bacchette alla liquirizia erano buone, ma non tanto quanto le rane di cioccolata. Insomma, per Emma nessun dolce era ineguagliabile alle Cioccorane. Mentre stava pensando, ne tirò una fuori dalla fidata borsa che portava ovunque e cominciò subito a masticarla.*

    ... Albus Silente... Con questa ne ho già cinque. Una figurina che non mi è mai capitata sotto l'occhio è quella di Harry Potter... Chissà se la troverò mai...

    *La figurina di Silente era quella che più le capitava quando mangiava uni di quei dolci. La figurina che più desiderava era quella del mago chiamato "Colui che è sopravvissuto". Aveva sempre desiderato di trovare quella figurina e di custodita come fossero mille galeoni d'oro.*



    *Tutto un tratto, una piccola ragazzina bionda si avvicinò al bancone, rivolgendosi a Alex. Ella sembrava intimorito dal ragazzo ed Emma guardò i due con uno sguardo interrogativo. Perché mai una ragazzina avrebbe dovuto aver paura del compagno barista Corvonero? Forse I primini avevano paura vedendo quanto il ragazzo fosse grande? O forse perché? Alex era possente, ma era una brava persona. Era un blu bronzo affidabile, di cui si poteva contare, ed Emma ne era certa, anche se lei ed Alexander avevano avuto modo poche volte di parlare. La ragazzina aveva mano un libro riguardante la Casata dei Serpeverde, qui di Emma non poté fare à meno di chiederle se ella fosse una Serpeverde. Ma prima di lei, la Serpeverde parlò.*

    Posso ordinare?
    Vorrei una burrobirra, anzi due grazie.

    *Emma non doveva interferire. La ragazza avrebbe voluto affrontare la sua "paura" verso Alex, ed Emma non avrebbe dovuto interromperli. La ragazzina sembrava timida ed allo stesso tempo decisa, cosa che fece riflettere la quattordicenne.*

    Alex, te ne occupi tu?

    @Martha_Hemingway, @Alexander_Morgernstern @Jane_Casterwill




    Ultima modifica di Emma_Williams circa 4 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  • Loren_Grey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 260
        Loren_Grey
    Serpeverde
       
       

    [ TRE MANICI DI SCOPA ]



    *Loren stava camminando per strada, quando giunse sotto i suoi occhi l'insegna dei Tre Manici di Scopa e, avendo tempo da perdere, decise che avrebbe potuto permettersi uno sgarro al suo programma giornaliero. Entrata nel locale la ragazza tirò quasi un sospiro di sollievo, aveva proprio bisogno di un momento per rilassarsi in quei giorni, e Tre Manici di Scopa era sicuramente il posto migliore per farlo.
    La giovane strega analizzò con un primo sguardo la stanza e intravide il barista @Alexander_Morgenstern, ma pensandolo occupato decise di cercare un posto dove sedersi.
    Poco più lontano di dove si trovava c'era un tavolo vuoto, vicino al bancone così, con passo deciso, lo raggiunse e si sedette su una sedia. La ragazza si guardò intorno per qualche minuto, ma non trovando nulla che la intrattenesse decise di aprire il suo solito zaino nero e di prendere il libro che le era stato dato dalla sua famiglia, parlava della storia di Hogwarts, e doveva ammettere che fosso molto interessante.
    Dopo quattro capitoli del libro letti alzò il capo e, finalmente, decise di avviarsi verso il bancone per ordinare.*

    Posso ordinare?

    * Chiese la ragazza nel tentativo di attirare l'attenzione di qualcuno.*



    Ultima modifica di Loren_Grey circa 4 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *E fu così che un quasi tranquillo pomeriggio ai Tre Manici divenne una bolgia. Intendiamoci, quel locale era un continuo viavai di gente e, spesso, persino i posti a sedere ai tavoli o semplicemente al bancone venivano meno. Molte volte aveva trovato nella ragazza che gli stava accanto, Emma, una collaboratrice assai preziosa, una che nonostante la giovane età aveva un mostruosamente sconfinato senso del dovere: ammirevole, lo era davvero. Inarcò un sopracciglio al primo ordine ricevuto, uno che lo lasciò interdetto non di poco, giacché "due burrobirre" assieme... beh, non erano certo affari suoi.*

    Alex, te ne occupi tu?

    Scansafatiche.

    *Mormorò con un sorrisetto scherzoso, scoccando un'occhiolino alla collega ed annuendo prima di voltarsi a prendere una mezza pinta pulita alle sue spalle, tornando a fronteggiare la clientela.*

    Ecco a te. Ti lascio i menù, nel caso desideri accompagnare le tue bevande con qualcosa da mangiare.






    *Sì, aveva ordinato due burrobirre, ma di certo gliene avrebbe servita una per volta. Fu così che al boccale affiancò i menù, buttando un'occhiata fuori dalla vetrata alla sua destra. Era davvero una bella giornata e quello era sicuramente il momento che preferiva della giornata, lì dove il viavai di maghi era ridotto dall'orario: con le pance piene del pranzo e quel caldo, beh, come si poteva non aver voglia d'una pennichella? Tornò così ad asciugare quegli ultimi boccali, rivolgendo un sorrisetto a Jane prima di posare lo sguardo alle spalle delle due clienti al bancone, scorgendone una terza che sopraggiungeva ma che, diversamente, sedeva lontano dal bancone.*

    Ehi Em. Te ne occuperesti tu, per favore?

    *Già, ecco un'altra strega alla quale aveva affibbiato un nomignolo: stava diventando un po' la sua specialità. Riportò così lo sguardo alla giovane strega di fronte a sé, asciugando boccali e riponendoli magicamente alle proprie spalle.*

    Primo anno ad Hogwarts?

    @Emma_Williams, @Jane_Casterwill, @Loren_Gray, @Martha_Hemingway,


  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 105
        Emma_Williams
    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [TRE MANICI DI SCOPA]


    *Il locale si stava ormai piena do di gente. Gli studenti di Hogwarts stavano entrando ed erano le persone più presenti ai Tre Manici di Scopa. Per Emma i locali "Testa di Porco" e "Manici di Scopa", erano diventati i luoghi in cui Emma passava molto del suo tempo mentre era ad Hogwarts. Servire i clienti in modo gentile, era una cosa abbastanza semplice. Ma finendo la sua cioccorana, la quattordicenne udì il suono della campanella della porta squillare, e capì immediatamente che un nuovo studente era ormai giunto al bar. La Corvonero osservò che la ragazzina doveva essere sicuramente una primina ad Hogwarts. Notandola, la ragazza dagli occhi di ghiaccio osservò incuriosita la bambina. Si era messa in un tavolo, da sola, e sembrava che non stesse aspettando nessuno. La ragazzina dopo aver letto un po' il libro che si era portata dietro, arrivò al bancone timidamente. Prima che potesse parlare, Alex si rivolse ad Emma.*

    Scansafatiche

    *La Corvonero guardò il ragazzo in modo strano e colpevole. Come poteva non aver capito? Quella piccola ragazzina probabilmente Serpeverde, si era rivolta ad Alex con timidezza, con paura verso i suoi confronti, e come poteva non averlo capito? Emma lo guardò e cercò di parlargli in modo che non la sentisse nessun altro apparte Alex.*

    Alex... Non hai visto? Quella ragazzina sembra aver paura... di te. È meglio se le dai tu le burrobirre, così potrete diventare amici... E lei potrebbe non avere paura di te.

    *Probabilmente il discorso tra i due Corvonero non era sentito da nessuno. Comunque Alex preparò due burrobirre e le diede alla ragazzina. La piccola maga accanto all'altra ragazza Serpeverde, interruppe la loro conversazione.*

    Posso ordinare?

    Ehi Em. Te ne occuperesti tu, per favore?

    *La Corva guardò Alexander e si sentì felice: nessuno le aveva mai dato o un soprannome o un nomignolo. Ora si sentiva al settimo cielo. Per molti la cosa in questione potrebbe essere stata una cosa su cui passare sopra, ma per Emma era importante essere chiamata in un altro modo diverso da "Emma" oppure (nel caso dei professori) "Signorina Williams".*

    Certo Alexander!

    *La Corva salutò in modo gentile la nuova arrivata, e prese un menù. Glielo porse e la guardò. Doveva certamente essere una maga del primo anno: Emma si ricordava dello smistamento il primo settembre. Quel visino le era rimasto impresso.*









    Ecco qua il menù. Se hai bisogno di qualcosa, non esitare a chiedere. Ok?

    *Emma guardò di nuovo la Ragazza. Poi guardò Alex. La gente che c'era nel locale era veramente molta!*

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  • Loren_Grey

    Serpeverde

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        Loren_Grey
    Serpeverde
       
       

    [TRE MANICI DI SCOPA]







    * La ragazza stava aspettando che qualcuno venisse a servirla, va bene che il locale era affollato, ma insomma, qualcuno l'avrà pur vista?!
    Alzò per l'ennesima volta il capo, pronta a non trovarsi nessuno davanti, quando i suoi occhi incontrarono dei lunghi capelli scuri, una giovane ragazza si trovava dinnanzi a lei. Ella la salutò e le porse il menù del locale per poi dirle.*

    Ecco qua il menù. Se hai bisogno di qualcosa, non esitare a chiedere. Ok?

    *La giovane strega annuì. Quei capelli le erano familiari, era piuttosto sicura di aver già visto quella ragazza, forse ad Hogwarts ma non ne era certa... Ma certo! Durante la festa dello smistamento! Ora si che ricordava... Quella ragazza doveva essere la corvonero che si trovava al tavolo con quelli della sua casa...*

    Grazie mille!

    *Rispose accennando un lieve sorriso. Loren lesse attentamente il menù, era una giornata piuttosto calda quella di oggi e la giovane ragazza aveva proprio bisogno di una bevanda fresca. Ormai senza speranze girò l'ultima pagina di quel grazioso menù e, per sua grande fortuna, trovò ciò che faceva per lei. Alzò il viso di scatto con un'espressione quasi trionfante e incrociò lo sguardo della corvonero di fronte a lei.**

    Potrei cortesemente avere una Burrobirra ghiacciata?

    *Chiese gentilmente la ragazza, cosa che non era da lei, solitamente sapeva avere un tono molto severo con le persone che non facevano parte della sua famiglia, sia che fossero più grandi o più piccole di lei, adulti e bambini.*

  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

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        Emma_Williams
    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La ragazzina di fronte alla Corvonero dagli occhi celesti, sembrava indecisa; era da un po' che aveva in mano il menù che le aveva dato Emma, ed ancora non aveva deciso cosa ordinare. Finalmente, arrivata all'ultima pagina del menù, la ragazzina guardò Emma, e le disse grazie. La quattordicenne le sorrise, ed aspettò l'ordinazione della primina. Infine, la piccola decise.*

    Potrei cortesemente avere una Burrobirra ghiacciata?

    *Emma la guardò e, sempre con il sorriso in volto, le rispose.*

    Ma certo cara! Qual è il tuo nome?

    *Magari, facendo conversazione con una ragazza più grande, la primina si sarebbe aperta un po' di più. La Corvonero era sempre disposta a dare una mano, alle persone che ne avevano bisogno. Girandosi, in attesa della risposta da parte della ragazza davanti a lei, Emma aprì il congelatore che si trovava dietro a bancone. Gelati, e bibite, ma di una Burrobirra ghiacciata, neanche l'ombra. Guardando meglio, la Corvonero trovò la bibita ordinata dalla bionda, proprio in fondo all'ultimo scomparto del frigo. La prese, e la diede alla ragazza dagli occhi smeraldi davanti al bancone.*



    *Siccome quella era l'ultima rimasta, pensò di prendere altre Burrobirre dal magazzino e metterle nel congelatore. Ma quando stava andando in magazzino, si accorse che del succo di zucca che aveva fatto cadere prima, ne era rimasta una macchia sul pavimento. Dov'era finita la sua borsa? Emma trovò la borsa sopra uno sgabello dietro al bancone, e prese la sua bacchetta di acero che quattro anni prima aveva comprato ad Hogsmeade. Bei ricordi le risalivano in mente, ma doveva ripulire e poi servire i clienti e andare a prendere altre burrobirre, non si poteva distrarre!*

    Poiltio!

    *Ecco fatto: la macchia sul pavimento era ormai sparita! Riponendo la sua bacchetta nella borsa, la quattordicenne non trovò solamente i suoi libri, il suo quadernino e il suo quaderno prendiappunti, ma una lettera la fece sussultare. L'indirizzo era sconosciuto, e lei non capì: chi le poteva scrivere se non la sua famiglia o i suoi amici? Con paura, Emma aprì la lettera.*



    Citazione:
    Cara Emma,
    Forse non lo sai, ma è meglio dirtelo. Non sai chi sono io, ma io so chi sei tu. Te lo volevo dire prima, ma le mie lettere venivano intercettate; mio padre... Ucciderà tutti voi nati babbani, e vuole cominciare da te... Pensa che un mondo di nati babbani sia un mondo senza senso, ed è mio dovere dirtelo; ti conosco molto bene, e ti consiglio di stare attenta, io ti ho avvisata.
    Firmato,
    C. R.


    *Cosa? Ma perché? Mille domande saltarono in mente ad Emma. Chi era C. R.? E. Cosa voleva dire con "mio padre ucciderà tutti i nati babbani e comincerà da te"? La mente di Emma cominciò a girare, ella non capiva: che aveva fatto di male nella sua vita? Emma era sicura di non conoscere nessun C. R. e ragionandoci, non capì. Il mal di testa si faceva più forte, e la Corvonero per poco non cadette a terra. Non stava capendo niente, forse perché le lettere la mettevano in ansia, e lei si sentiva una nullità completa. Con un "Aguamenti"! si riempì il bicchiere d'acqua, ma non sapeva cosa fare. Bevve altra acqua, ma il mal di testa non le passava, cosa stava succedendo attorno a lei? *



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  • Loren_Grey

    Serpeverde

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        Loren_Grey
    Serpeverde
       
       

    *Loren era finalmente riuscita a dare il suo ordine e la ragazza di fronte a lei le sorride gentilmente dicendole.*

    Ma certo cara! Qual è il tuo nome?

    *Detto questo la Corvonero si girò in cerca del suo ordine, forse, e quando lo trovò gliela poggiò davanti, la giovane strega stava per rispondere alla sua precedente domanda, quando la vide sparire dal suo campo visivo, così, un po' disorientata si guardò intorno alla ricerca della ragazza, ma poi la rivide dietro al bancone, un po' distante da lei che prendeva la bacchetta e lanciava un incantesimo di pulizia, poi quando stava per riporre la sua bacchetta trovo un fogliettino, la Serpeverde guardò incuriosita quella scena.*

    Cosa potrà mai esserci scritto in quel fogliettino?

    *Pensò la ragazzina incuriosita, ma poi vide che la ragazza barcollando e si teneva la testa, prese un bicchiere d'acqua, ma dal di fuori la situazione non sembrava migliorare, così la ragazzina si sporse sul bancone per capire cosa stesse succedendo a quella povera ragazza.*

    Ehi come va? Cos'hai?

    *Chiese la serpa sperando che stesse bene e che non le fosse successo niente.*

    Oh cavolo!

    *Esclamò la ragazza quando vide la Corva che traballava per poi cadere a terra, così si precipitò dietro al bancone senza pensarci due volte.*


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  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

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        Emma_Williams
    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La faccia piena di lentiggini di Emma, si riempì di un colorito roseo, quasi simile al rosso. Non capiva il giramento di testa improvviso e il suo colorito, ma le sembrava di impazzire. La lettera la fece preoccupare, ancor di più quanto lo fosse prima. L'acqua non l'aveva aiutata molto, anzi per niente; decise di mettersi a sedere nel posto più vicino a lei: il pavimento. Oh... Ma cosa? Cioé una lettera strana da nessuno, o da un certo C.R. che conosceva bene Emma. La ragazza dagli occhi celesti non sapeva di chi potesse trattarsi la firma, ma era certa di non averlo mai sentito da nessuna parte. Sarà certamente uno scherzo da parte di qualcuno che ha voglia di scherzare.... Ma... Io... mi sento male... Le lettere finte si riconoscevano bene, o quello era uno scherzo fatto molto bene, o era veramente qualcuno che voleva uccidere Emma. Perché proprio cominciare da lei? Lurido imbecille con la testa di drago... La Corvonero avrebbe voluto insulare a vita la persona In questione, ma lei non si poteva fidare del ragazzo che le aveva scritto una lettera... Oppure era una ragazza? A lei non importava, chiunque fosse. La bionda cui aveva servito prima una burrobirra ghiacciata, era andata dietro al bancone, era una mossa che le era venuta spontanea, secondo Emma. Prima le aveva chiesto cosa aveva, prima di andare dietro al bancone, poi vedendola quasi svenire a terra, si era catapultata dove era Emma; senza pensarci due volte. Fortunatamente non era svenuta, ma la stanchezza le era sopraggiunta. Aveva molto caldo, anche perché quella era una giornata molto calda di Giugno. Il suo "cadere a terra" non era dovuto solamente alla lettera; ma più che altro agli impegni che la stavano sopraggiungendo. In quel mese scolastico, aveva ricevuto il ruolo di barista, ma poi si era anche offerta come portiera per la squadra di Quidditch di Corovnero, e altri impegni tipo lo studio la facevano stancare. Avrebbe sempre sognato di fare la giornalista, ed infatti il suo desiderio si sarebbe avverato da lì a poco. Il sindaco Grent le aveva anche affidato l'incarico di Membro del consiglio di Hogsmeade. Come avrebbe potuto rinunciare a quelle opportunità offertole? Quelle cariche la avrebbero potuto aiutare per il lavoro che avrebbe scelto di fare da grande; e la avrebbero aiutata, in caso sarebbe andata a fare uno di quei lavori. Ma il suo sogno era fare la giornalista, lei non sapeva per quale giornale, Gazzetta del Profeta, o Cavillo, le sarebbero andati bene tutti e due. Aprì gli occhi con il pensiero che la lettera non era l'unico motivo della sua stanchezza, e si stropicciò i suoi occhi celesti. Si rialzò in piedi, e si accorse che alcune persone si erano affollate davanti al bancone per vedere cosa le fosse successo. Con il dorso della mano si toccò la fronte: scottava un po'. Doveva avere un po' di febbre babbana, e quando qualcuno la aveva, doveva riposarsi nel suo lettuccio, al caldo. Ma quel giorno il locale si era pienato di gente, quindi c'erano molte persone da servire, ed Alex non ce la poteva fare da solo.*

    State tranquilli... Io sto bene!

    *Disse Emma alla folla. Poi si girò verso la bionda che ora era dietro al bancone.*

    Grazie, per esserti preoccupata di me....
    Comunque sono "quasi svenuta" per lo stress accumulato in questi giorni... Ora devo tornare al lavoro, e poi, finito il mio turno, rientrerò in Dormitorio a riposarmi un po'.
    Prima che succedesse questo inconveniente stavi per dirmi il tuo nome... Allora, qual'è?


    *Emma raccontò la verità alla bionda, ma non poteva parlare della lettera con nessuno. La prese e la strappò. Con un movimento di bacchetta, fece roteare la lettera nel cestino della spazzatura. Era affaticata, ma non poteva mollare. Forza Emma... Tra un po' il tuo turno sarà finito... E potrai finalmente stenderti sul tuo lettuccio di Dormitorio... Solo tra... Due ore e poco più circa! Devi resistere!... Era strano per lei parlarsi in terza persona, ma doveva veramente resistere. Una ragazza si avvicinò al bancone e scrutò la quattordicenne. Le chiese del sidro di mele.
    La Corva annuì e si girò; ma nel frigo non ce n'era traccia.*

    Mi dispiace, ma il sidro è finito... Vado a controllare se in magazzino ce n'è rimasto un po'.

    *Il magazzino era abbastanza piccolo, ma controllando nella "sezione bibite" Emma non lo trovò. Uscì dal piccolo magazzino e si rivolse prima alla ragazza, poi al compagno barista.*

    Non ce n'è neanche in magazzino...
    Alex, dovremo ordinare altro sidro di mele!


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  • Loren_Grey

    Serpeverde

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        Loren_Grey
    Serpeverde
       
       

    *Loren vide la ragazza sdraiata a terra aprire gli occhi per poi stropicciarli e si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo, poi la Corvonero si alzò in piedi e, con una forza che Loren non avrebbe mai avuto dopo essere quasi svenuta, annunciò alla folla.*

    State tranquilli... Io sto bene!

    *La ragazza si girò poi verso la giovane strega*

    Grazie, per esserti preoccupata di me....
    Comunque sono "quasi svenuta" per lo stress accumulato in questi giorni... Ora devo tornare al lavoro, e poi, finito il mio turno, rientrerò in Dormitorio a riposarmi un po'.
    Prima che succedesse questo inconveniente stavi per dirmi il tuo nome... Allora, qual'è?


    *Loren le sorrise sinceramente, e stava per risponderle, quando, per la seconda volta in quella giornata, venne interrotta da qualcun'altro, o qualcos'altro.
    Una ragazza dai capelli rossi annunciò, interrompendo la bionda che stava per parlare e che, per non urlarle in faccia con tutto il disprezzo che aveva in corpo, si morse la lingua, di volere del sidro di miele.
    La mora andò a controllare in frigo, e non lo trovò, perciò disse alla ragazza che sarebbe andata a controllare in magazzino. Quando la Corvonero tornò annunciò che il sidro di miele non si trovava neppure in magazzino e, rivolta ad Alex, disse che lo avrebbero dovuto ordinare.

    La giovane strega stava ancora scrutando la ragazza rossa cercando di trasmetterle con il pensiero tutto il suo odio verso di lei per averla interrotta, ma poi si accorse che la mora ora era libera così le si avvicinò e con un lieve sorriso le disse.*

    Comunque io mi chiamo Loren

    *Poi si ricordò di non conoscere il nome della ragazza così le chiese.*

    E tu invece?







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  • Emma_Williams

    Corvonero Giornalista Membro del Consiglio di Hogsmeade

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    *Emma si era ormai ripresa dal suo "quasi svenimento" per colpa dello stress, ma non poteva negare che aveva bisogno di un bel riposino. La testa le faceva ancora un po' male. Ma ora poteva finalmente tornare a servire i clienti nel locale. La ragazza rossa dopo che Emma le avesse detto che la bevanda che aveva appena richiesto, il sidro, era finito, aveva rivolto una smorfia snob verso la Corva, e aveva detto qualcosa che la quattordicenne aveva compreso, poiché era vicino alla rossa. La ragazza aveva detto una cosa come : Uff... Ma non avete niente in questo locale? e si era girata senza dire né grazie, e senza aggiungere nulla. Però Emma, osservatrice com'era, non aveva visto quanto odio provasse la ragazza bionda che si era preoccupata per lei, verso la snob. O si conoscevano dapprima, ma avevano avuto una lite in precedenza, o la bionda odiava letteralmente la rossa, per averla interrotta, appena stava per parlare. Anche essere interrotta, mentre parlava, dava molto fastidio ad Emma; era una cosa che non sopportava, e la Corva aveva già trovato qualcosa che mettesse in comune le due ragazze. Emma si lasciò sfuggire un complice e strano sorrisetto, a se stessa. Quando finalmente la snob se n'era andata, mentre la bionda la osserva con tutto l'odio che avrebbe voluto rivolgere verso di lei, sorrise poco, e si rivolse ad Emma; rispondendo alla domanda che le aveva fatto prima.*

    Comunque io mi chiamo Loren.
    E tu invece?


    *La quattordicenne, guardando la bionda, si rese conto di averla già vista da qualche parte, al banchetto di inizio anno; e scrutandola meglio, ne era sempre più convinta. Loren era un nome bello, e soprattutto si addiceva alla persona in questione. Si... Loren è sicuramente un nome azzeccato per lei... Certe volte, Emma si divertiva a chiacchierare e scoprire i nomi di persone che non conosceva, con sua sorella Matilde. A proposito di lei, la Corva diventò triste, ma se lo tenne dentro. Non voleva far vedere agli altri la sua tristezza che la separava dalla sua sorellona Serpeverde. La lite per colpa della gelosia, aveva insegnato alle sorelle Williams, che essere gelosi, può portare ad una lite. La lite tra la Corvonero e la Serpeverde era durata per quattro anni. Quattro anni senza dirsi una parola. Le altre due sorelle di Emma, erano rimaste in disparte, ma poi Chiara era intervenuta nella lite, e si era beccata un pugno. Viola, la tassa di famiglia, era sul divano di casa che guardava la lite con attenzione, ma non aveva provato ad intervenire come aveva fatto la Grifondoro, Chiara. Quattro sorelle, natebabbane, perlopiù smistate tutte in quattro case differenti, era una cosa mai sentita prima; ed Emma aveva avuto l'occasione per sperimentare quella cosa. Alzò lo sguardo verso Loren, e cercando di non farle capire la sua tristezza improvvisa, rispose alla domanda fatta da lei in precedenza.*

    Piacere Loren! Io mi chiamo Emma Williams, e sono una Corvonero del quarto anno.

    *Dal libro che stava leggendo prima, Emma aveva dedotto che Loren era Serpeverde, ma la sua curiosità, certe volte, dominava sulla mente, e non poté fare a meno di chiederle se lei fosse una Serpa del primo anno.*

    ... Se non mi sbaglio tu sei del primo anno... Sei della Nobile Casata di Salazar, vero?



    *Quelle parole le uscirono dalla bocca, senza pensare. Chiacchierando, si rese conto che doveva assolutamente fare pace con la sorella, appena sarebbe tornata a "Casa Williams" per le vacanze estive.*

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