Notturn Alley
Notturn Alley


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Benjamin_Lasnier


  • Benjamin_Lasnier

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 446
       
       

    [LONDRA – ore 23.50]



    *Le strade di Londra brulicavano di gente: turisti di ogni parte del mondo, persone euforiche, agitate, di fretta, “magiche”. La città della regina era una accozzaglia infinita di emozioni e stati d’animo; e Benjamin era praticamente nel ventre della vacca. Camminava tranquillo osservando con occhio lesto e meticoloso ogni minimo movimento: dal gelataio all’angolo con il suo carrettino, ai due piccioncini che si riversavano l’uno addosso all’altro il proprio amore smielato oppure lo strambo signore seduto alla panchina a duecento metri di distanza che non faceva altro che fissare il vuoto. Strano vero? Cosa mai stare pensando quel curioso esemplare di essere umano con il suo pantalone viola sgargiante e il papillon amarrandolo.
    Si avvicinava velocemente la mezzanotte e si sa che a quell’ora in citta cosi metropolitane il registro di persone per strada si modifica radicalmente: gli innocenti bambini con i propri genitori, si sostituiscono ai soliti ragazzi “poco raccomandati”, accompagnati da buttafuori davanti ai locali e donne seminude agli angoli della strada; ogni città ha il suo lato oscuro e Benjamin ci si voleva tuffare all’interno immergendovisi completamente fino a quasi affogare. Chissà per quale motivo amasse così tanto l’oscurità, forse perché non necessariamente quello che è oscuro è male; anzi forse l’unica prerogativa valida e che l’oscurità è solitudine. Questo Benjamin amava o almeno era l’unica cosa che conosceva cosi bene e affondo da amare.
    Il rimanere solo non lo spaventava, al contrario lo bramava. Rimanere da solo e stare bene è un simbolo di una forza smisurata, il non aver bisogno di nessuno l’essere il pilastro portante della propria vita ed esistenza. Ma come Londra si dimostra bifasica anche questa scelta ha il suo lato negativo ancora più buio della parte apparentemente positiva. Rimanere solo è rimanere solo: significa non condividere un ricordo con qualcuno (anche perché gli unici ricordi sarebbero quelli con solo noi stessi), non sperimentare nessuna nuova emozione perché se non si scopre non si conosce niente di nuovo e il nostro corpo piano piano cadrà nella monotonia. Ecco! La monotonia era quello che spaventa di più Benjamin Lasnier, quello che lo spaventa anche più della morte stessa. Lui si sente importante, vorrà essere qualcuno che molti ricorderanno; ma tutto questo sarebbe solo un utopico sogno se cadesse nella “routine quotidiana” *

    I grandi uomini fanno grandi cose Benjamin, non te lo dimenticare mai.

    *L’unico vero consiglio che il signor Lasnier aveva mai pronunciato per dare una mano al figlio, se veramente mano si può definire una qualche parola liberata nell’aria in cinque minuti al massimo. *


    [FLASHBACK]


    [VILLA LASNIER – ore 21:00]






    * Una donna urlava in modo squillante alla sua domestica che, poveretta, cercava di velocizzare nel modo più consono ed elegante la cena. Questa era la signora Lasnier in tutta la sua impazienza, mania del controllo e disturbo bipolare delle emozioni. Un cocktail velenoso per qualsiasi essere vivente non si trovasse alla modica distanza di tre chilometri. Benjamin la detestava con tutto il cuore, era sua madre eppure non riusciva a trovare un appiglio per volergli bene; non ci riusciva proprio. Troppo diversi, troppo distanti e sembra assurdo che anni addietro Amalia Lasnier avesse allattato il figlio, cambiato il pannolino e cantato la canzone della buona notte per farlo dormire. Benjamin la fissava cercando di immaginarla diversa, forse com’era un tempo, “amorevole”. Quei capelli raccolti in uno chignon perfetto, il collier di diamanti che gli illuminava il collo lungo e che faceva brillare quegli occhi freddi come il ghiaccio; era una visione paradisiaca quanto infernale. Sedeva a capotavola sulla sinistra mentre il posto di August Lasnier era a desta e in mezzo a quei due fuochi c’era la sedia del giovane Ben. *

    “Meno male che questo tavolo è abissale almeno non mi devo sforzare ad iniziare una conversazione brillante e magari rivolgere dell’affetto a questi due mostri. “

    * Pensava Benjamin mentre giocava con il cucchiaio nella zuppa. Dopo pochi minuti verso le ventuno e un quarto, arrivò il signor Lasnier. Un uomo sulla cinquantina: particolarmente alto, capelli brizzolati, completo gessato di Tagliatore made in Italy e un’aria di chi potrebbe uccidere una persona senza battere ciglio. La luce del camino rifletteva sulle alte vetrate, che si affacciavano sul giardino inglese, di villa Lasnier mostrando l’insicurezza e l’ansia di Ben come il male che risiedeva nei suoi genitori.
    Benjamin questo pensava della sua famiglia, “male”. Entrambi dirigenti del ministero, entrambi facoltose e brillanti entità al servizio del mondo magico: di tutto il mondo magico, tranne che di loro figlio, abbandonato a sé stesso se manco forse orfano dalla nascita. Che destino crudele, che vita infelice! Per quanto tempo un ragazzo prima di ammalarsi, poteva resistere in quella gabbia rivestita di sfarzo e apparenze? Fortunatamente quella cena si concluse presto. Dopo aver mangiato fino all’ultimo boccone il dolce a rabarbaro (così da non indispettire la signora Lasnier), Benjamin con un veloce e doloroso schiocco della mano venne mandato a dormire. Esclusa la buona notte, esclusa una carezza, un bacio, un sorriso affettuoso…tutti regali che neanche il più grande dei fondi fiduciari avrebbe potuto comprare. Salendo le scale che portavano alla camera Benjamin si fece una promessa, una promessa che suonava più come una condanna autoinflitta, ma che almeno gli avrebbe dato modo di vivere serenamente di non soffrire più come aveva sofferto dalla nascita fino a quegli ultimi instanti in sala da pranzo. *

    “Rimarrò solo, vogli rimanere solo…posso contare solo su di me, sulla mia persona, su quello che voglio diventare, su quello che voglio essere. Non permetterò più a nessuno di farmi male, così male, come l’hanno fatto i miei genitori. Non voglio soffrire più e se la soluzione è inibirsi completamente sono disposto al sacrificio; lo farò!”

    [FINE FLASHBACK]


    * Era oramai l’una e mezza, si era fatto tardissimo e Benjamin doveva ancora fare un’ultima fermata. Con passo svelto il giovane Serpeverde si addentrò nella notte più buia di sempre e tra le luci ad intermittenza e marciapiedi dismessi raggiunse Charing Cross Road. Dopo un centinaio di metri entrò in una taverna. *

    [IL PAIOLO MAGICO – ore 01:45]



    *Appena Ben entrò in quel locale il barista lo vide e inizio ad osservarlo in modo strano come a dire "ragazzino non è un posto che fa per te".
    Il giovane Lasnier non sapeva come reagire, ragazzino? RAGAZZINO? La sua carnagione quasi diafana divenne viola per poi stabilizzarsi sul colore “rosso adesso ti crucio”. Per non creare scompiglio in quella ammuffita e fatiscente taverna, il giovane Lasnier decide di limitarsi ad uno sguardo fulminante di girare i tacchi e andare verso il retrobottega. Un ultimo sguardo alla locanda fu l’unica azione commessa: La polvere era di sicuro la cliente più affezionata, per il resto qualche mago ubriacone e un paio di brutti ceffi dai visi corrosi dal tempo e dalle cicatrici di forme quantomeno creative, come una mezzaluna ed un'altra che a primo impatto sembrava una civetta. Il retrobottega era una versione concentrata della locanda, immondizia maleodorante, qualche topo accuratamente cresciuto date le dimensioni abnormi.
    Benjamin ovviamente non era andato li per la bella vista o per l’ottimo servizio, quindi con molta cautela e senza fare troppo chiasso, tocco il muro di mattoni, mattone dopo mattone, in una sequenza che ad ogni tocco sembrava una cantilena conosciuta. Magicamente il muro si divise in due mostrando in tutta la sua bellezza Diagon Alley. *

    [VERSO MAGIE SINISTER – ore 02:00]



    * Il panorama non era dei migliori, i lampioni in ferro battuto illuminavano lievemente la strada che forse si notava di più per il chiaro di luna che splendeva. La strada a differenza del giorno era quasi deserta, con qualche mago di passaggio e con gli animali del Serraglio Stregato che fissavano curiosi i movimenti del giovane Serpeverde. Benjamin fece all’incirca duecento metri prima di addentrarsi in una delle centinaia di stradine secondarie che costellavano il fianco destro e sinistro dell’intero viale. La notte era giovane, il silenzio riempiva ogni strada quasi fosse un rumore assordante e non si poteva fare altro che sentirlo. Più Ben avanzava più comparivano dei tipi parecchio discutibili, cosi brutti che i tizzi del Paiolo Magico potevano fare gli animatori ad una festa per bambini.
    Dopo una ventina di minuti e qualche cambio di strada Benjamin ha raggiunto la sua metà, Magie Sinister, ma qualcosa lo fa trasalire di sbotto. Qualcuno lo aveva seguito, era palese, dei rumori troppo artificiali si fecero assordanti alle orecchie di Ben. Chi poteva mai seguirlo? Ma poi, perché?
    Senza pensarci due volte il Serpe prese la bacchetta che aveva riposto nel mantello e iniziò a perlustrare tutto quello che lo circondava: un cassonetto, un angolo buio qualche strada che si concludeva in una voragine oscura, qualche vecchia catapecchia abbandonata con tutte le imposte rovinate, ma cosa più importante erano posti perfetti per nascondersi. *

    Avanti non sei molto bravo a nasconderti né tanto meno a seguire qualcosa, almeno senza farti scoprire. Chi sei? E cosa vuoi da me?

    * Poi improvvisamente un’idea balenò nella mente di Ben e se non fosse solo una persona, il rumore fece percepire che qualcosa lo seguiva ma non escludeva la presenza di più persone. *








    OFF POST o OFF TOPIC(non so se ho scritto bene hahahahaha)

    Comuque volevo dirvi che è da parecchio che non scrivevo, di solito lo faccio qui. Quindi non essendoci non c'è stato modo, ecco diciamo così!
    Ho pensato di fare questa roll per diciamo sgranchirmi le dita atrofizzate e prendere nuovamente dimestichezza con la tastiera.
    Detto questo vorrei che questa roll vincesse il primo posto per la ROLL DEL MESE DI LUGLIO.
    Quindi per chi volesse partecipare non c'è il minimo problema o costrizione semplicemente delle regole da seguire...post lunghi e articolati, belli, scorrevoli pieni di dettagli. Lo dico chiaramente chi non è in grado non è il ben venuto (è quel Serpe che in me che parla haahhahahah).


    In più avendo aperto la roll mi piacerebbe seguire un chiamiamolo canovaccio, una linea guida.
    1. Nessuno si scontra con nessuno, collaboriamo insieme contro degli ipotetici antagonisti (di cui non potremo muovere le azioni o scrivere i dialoghi ma soltanto descrivere quello che vediamo o percepiamo tramite il nostro Personaggio) che possono essere chiunque vedremo per le strade di Nocturalley
    2. La storia dovrebbe procedere con un furto da Magie Sinister, un artefatto antichissimo della famiglia Lasnier che ho venduto anni addietro e che adesso rivoglio a tutti i costi e voi se volete potrete darmi una mano in questa prima fase.
    3. Successivamente il furto vedremo di escogitare qualche altra attivita poco lecita o magari qualche duello di gruppo contro una qualche entità misteriosa e pericolosa.


    *Quasi dimenticavo, per non incorrere a problemi cronologici (es. si procede con la storia) non avanzerò con un nuovo post fino alla 00:00 di GIOVEDI 28 GIUGNO, proprio per dare tempo e spazio a chi volesse partecipare fin dall'inizio.
    Dopo questi tre giorni (credo bastino per fare un post quanto meno decoroso) si va aventi con la storia, ovviamente chi arriva troppo tardi o scrive un post che a grandi linee racconti tutto (se ci riesce ben venga) se non legge i post e capisce quando si deve inserire per non intaccare tutto.


    DETTO QUESTO SPERO DI NON ESSERE PESANTE CON TUTTE QUESTE PRETESE - GRAZIE DI SOPPORTARMI HW


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    Ultima modifica di Benjamin_Lasnier oltre 6 mesi fa, modificato 8 volte in totale


  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 763
       
       

    [LONDRA-23.30]


    *Katrin avanzava nell'ombra, spostandosi da un vicolo all'altro come ormai era abituata a fare, il suo turno di lavoro in quella bettola stantia, che le permetteva di alloggiare in una camera squallida e infestata da tarli e insetti vari, era appena finito. Era l'unico modo che aveva trovato per restare al sicuro, per guadagnare tempo e decidere come muoversi sull'enorme scacchiera su cui si era ritrovata intrappolata, un po' pedina e un po' giocatore. Sapeva di non potersi sottrarre a quella partita, ma finché non scopriva la strategia del suo avversario o l'identità dello stesso, avrebbe continuato a strisciare nell'ombra come una fuggitiva. Svoltò l'ultimo angolo, quella sera aveva scelta la strada più lunga e articolata, il suo istinto le diceva di essere particolarmente cauta anche perché le era sembrato di sentire quella sensazione di disagio che si prova quando si è osservati. Passò tre volte di fronte al suo alloggio prima di entrare, i suoi sensi le dicevano che era sola quindi varcò la scricchiolante porta, venne investita dall'odore di muffa e naftalina di quel luogo. Ogni volta che era certa di essersi abituata era costretta a ricredersi. La sua stanza era grande quanto un armadio, al quarto piano di un piccolo B&B in una via laterale a circa trenta minuti a piedi da Trafalgar square. L'edificio passava abbastanza inosservato perchè strizzato tra altre palazzine, l'intonaco cadeva a pezzi sia dentro che fuori, la muffa abitava gli angoli più alti e ombrosi e le infiltrazioni non erano una novità. Nella sua stanza erano presenti un armadio, una cassettiera e un letto e Katrin non aveva ben capito quale dei tre facesse più rumore quando veniva toccato. Il piccolo bagno affiliato alla stanza era un vero incubo per la giovane corva ormai abituata agli agi di Hogwarts, ma si era dovuta abituare, quello era l'ultimo luogo sulla faccia della terra dove qualcuno sarebbe andata a cercarla. Inoltre aveva dato un nome falso alla reception, anche se il proprietario dell'attività, ribattezzato dalla ragazza come Bug, non le aveva fatto domande o prestato particolare attenzione, nonostante fosse una quindicenne, munita di baule e mantello, presentata con il nome di Amanda Dolan e che fino a quel momento aveva pagato in contanti.*

    Ah che schifo...

    *Commentò fissando la divisa del lavoro che era costretta a portare, nei locali in cui lavorava di solito in estate pretendevano un certo portamento, le avevano già imposto un outfit ma era completamente diverso. Di solito indossava gonne e camicie eleganti che mettevano in risalto la serietà del luogo, mentre quell'estate aveva accettato un lavoro in un luogo un po' diverso, lo stipendio era una miseria e il locale era ancora peggio. Era costretta a indossare dei pantaloncini ascellari e una maglietta decisamente succinta, sapeva di essere la principale attrazione di quel posto, ma ingoiava i rospi amari che i clienti abituali le rifilavano giornalmente e andava avanti anche se si sentiva tremendamente mercificata.*

    Mi serve una doccia!!

    *Esclamò sfinita sfilandosi quegli orridi vestiti.*

    [NOTTURN ALLEY - 2.00]


    *La castana aveva provata a restare al sicuro rintanata nel suo bugigattolo infernale, ma la giornata l'aveva davvero resa irrequieta e restare chiusa in quel luogo la rendeva claustrofobica, così si era rivestita.*

    Se voglio scoprire qualcosa non posso restare chiusa qui dentro...

    *Disse al suo riflesso con sguardo determinato. La sua mente andava a ruota libera cercando un posto, un modo da dove iniziare, qualsiasi cosa andava bene, pur di non restare un'altra notte lì dentro a respirare insonne l'odore di nicotina ormai permanente sulle lenzuola. *

    Cominciamo dal luogo più malfamato che conosco, magari riesco a scovare qualcosa...

    *Sussurrò pensierosa prendendo il mantello e imboccando le scale dissestate e scricchiolanti. Così si era ritrovata a varcare il muro che separava Londra da Diagon Alley e poi a portarsi verso i vicoli meno raccomandabili per una quindicenne sola. Giunta nei dintorni di Magie Sinister, la sensazione di essere pedinata era ancora assente ma lei continuava a muoversi nell'ombra ormai abituata ad essere tutt'uno con l'oscurità, sua nemica e sua compagna e alleata al contempo. L'illuminazione funzionava a intermittenza e la splendida luna che fluttuava leggiadra nel cielo compiva gran parte del lavoro, questo rendeva il mimetismo più semplice. Un individuo differente dagli altri attirò l'attenzione di Kat, che scrutava la strada semideserta e iniziava a chiedersi il motivo della sua presenza in quel luogo, aveva un modo di muoversi diverso, i lineamenti del viso erano in parte contratti dalla tensione ma non trasmettevano pericolosità, qualcosa in quel giovane era familiare alla ragazza, una specie di senso di déjà vu la pervase. Era uno studente del castello, probabilmente un serpeverde. Si fermò a pochi metri dalla giovane, camuffata nell'ombra, lei lo vide impugnare il catalizzatore, ma rimase immobile, poi dei rumori provenienti dall'altro lato della via la misero in allerta, qualcosa non andava.*

    Avanti non sei molto bravo a nasconderti né tanto meno a seguire qualcosa, almeno senza farti scoprire. Chi sei? E cosa vuoi da me?

    *Il giovane proferì con queste parole verso la fonte del rumore e la corva non poté fare a meno di pensare che quelle persone poteva essere lì per lei, per attuare le promesse che per mesi l'avevano terrorizzata, non lo sapeva, ma era uscita per scoprire la verità. Non sapeva se il serpeverde se la sarebbe data a gambe abbandonandola in quel vicolo, ma decise di rischiare. Se erano lì per lei, lui poteva essere un aiuto prezioso, se così non era si sarebbe resa utile e sarebbe tornata sui suoi passi. Uscì dall'ombra, sguardo fiero e testa alta, non avrebbe mai mostrato le sue emozioni.*

    Chiunque sia, cerca guai!



    *Esclamò posizionandosi accanto al ragazzo e fissando nella sua stessa direzione, la bacchetta in mano e l'incantesimo che le danzava sulla punta della lingua.*



    @Benjamin_Lasnier,


  • Stellagiulia_Clarke

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 209
       
       

    [LONDRA - VILLA CLARKE - ore 00:10]

    *La piccola StellaGiulia era tornata da poco a casa dai suoi genitori. Quella sera decise di uscire nonostante il suo coprifuoco fosse passato già da qualche ora. Non era mai uscita senza chiederne il permesso. Non aveva molto chiaro dove dirigersi. Sentiva la mancanza delle amiche, forse sperava solo di incontrarle per le strade della capitale. Ma a quell'ora di notte? E poi mica tutte abitavano nella capitale. Allora cosa l'aveva spinta ad uscire da sola a quell'ora cosi strana per una dodicenne? In un primo momento ebbe l'impulso di chiamare il Nottetempo e farsi portare da @Sylvia_Turner o da @Emma_Williams ma come avrebbe giustificato a loro lo strano orario e la sua piccola fuga da casa a loro? Con che occhi l'avrebbe guardata Sylvia? Probabilmente aveva solo bisogno di uscire da quelle quattro mura di camera sua, non era una giustificazione sufficiente. Iniziò a girovagare per le strade della capitale senza una meta precisa.*

    [DIAGON ALLEY -ore 02:00]

    *Si ritrovò alla fine di fronte a qualcosa che non aveva ancora mai visto: la strada per Diagon Alley, di siscuro non era il posto adatto a lei, non era posto per una giovane strega di 12 anni ma la curiosità è donna e la piccola Clarke non era meno delle altre in quanto a curiosità.
    Vide un ragazzo che si inoltrò per quella viuzza. Decise di accendere la sua bacchetta per avere un po' più di luminosità in quelvicolo così scuro, forse era cosi buio anche in pieno giorno.*

    Lumos!

    *Sussurrò alla sua fedele compagna di avventure che iniziò a fare una piccola luminescenza, giusto quanto bastava per vedere cosa stesse calpestando e non perdere di vista il ragazzo poco più avanti di lei.
    Si fermò, e con lui un'altra giovane strega, davanti a Magie Sinister, non ricordava di essere mai entrata in quel negozio e ad essere sincera con se stessa tutta questa situazione le metteva un po' di paura ma ormai era in ballo e doveva ballare.*


    Avanti non sei molto bravo a nasconderti né tanto meno a seguire qualcosa, almeno senza farti scoprire. Chi sei? E cosa vuoi da me?


    Chiunque sia, cerca guai!

    *Sembravano intenzionati a lanciare qualche incantesimo, forse era meglio non stare ancora molto dietro a loro, ma se fosse uscita allo scoperto cosa sarebbe successo? L'avrebbero vista troppo piccola e rispedita a casa chiamando i suoi genitori? Sarebbe finita nei guai, con ogni probabilità ci sarebbe finita lo stesso. La bacchetta le scivolò dalle mani e lei che si stava nascondendo tra i bidoni dietro loro cadde facendo un gran frastuono.*

    @Benjamin_Lasnier,




    Ultima modifica di Stellagiulia_Clarke oltre 6 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Emma_Williams

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 116
        Emma_Williams
    Corvonero
       
       

    [Londra - Villa Williams - Ore 00:00]


    *Villa Williams. Emma era tornata a casa sua quella sera, e, dopo i saluti con i familiari, si mise a dormire. Quella sera la luna splendeva nel laghetto vicino casa, ma la Corva era abituata ad osservare la luna dal Dormitorio di Corvonero sul Lago Nero. Era arrivata solamente quel giorno a casa, e aveva già sentito la mancanza di Hogwarts. Le mancavano le sue amiche. I suoi amici. Le uscite con amici. Quella sera, era distesa sul suo letto, della camera sua e della sorella Grifondoro. Sulle pareti della camera, vi erano appesi alcuni stendardi con il simbolo della casa dei Grifondoro, ed alcuni con lo stemma dei Corvonero. Chiara dormiva profondamente; mentre la quattordicenne non aveva sonno. Non riusciva a dormire. Cosa poteva fare? Scansò le tende di camera, e vide che fuori dalla finestra, tutti dormivano, probabilmente. E se fosse andata a fare una passeggiata notturna? Che bella idea! Diagon Alley era poco distante da "Villa Williams", ma Emma ci era andata molte volte, quindi ora conosceva Diagon Alley come le sue tasche. Un posto in cui le sue sorellone, ed i suoi genitori, le avevano proibito di andare era Notturn Alley, perché sapevano che Emma, scontrandosi un giorno, per caso in quel posto, ci sarebbe andata. La curiosità della Corva, era conosciuta in tutta la famiglia Williams. A dire il vero, lei era sicuramente la Williams più curiosa dell'intera famiglia. La Corva si alzò dal suo lettuccio, e facendo attenzione per non svegliare Chiara, andò al piano inferiore. Aveva addosso pantaloncini corti ed una magliettina leggera, a maniche corte, ma non si poteva cambiare i vestiti. Sarebbe stato inutile! Si tolse le ciabatte, e si infilò le scarpe da ginnastica. Prima di andare, controllò di avere la bacchetta ed il portafogli a portata di mano. La notte, buia e silenziosa nel quartiere della villa di Emma. Solo lei era in giro a quell'ora.*

    Dove sarà? Ma certo... Basta che io vada a Diagon Alley, e svolti nella strada accanto.

    *Aveva un po' di paura, e non lo poteva negare. E se avesse incontrato qualcuno pericoloso? Gianna le aveva consigliato di non andare a spasso da sola, di notte; ma cosa poteva fare se non andare a fare una passeggiata? Poteva incontrare persone cattive, a Notturn Alley, ma aveva già preso la sua decisione. Sarebbe stato meglio acirvere una lettera ad una delle sue amiche, forse, ma lei era partita spedita.*

    [Notturn Alley - 2:00]


    *Emma si ritrovò sdraiata su una panchina. Durante il viaggio, aveva avuto sonno, e si era sdraiata su una panchina, per riposare un po'. Ma il sonnellino era durato molto! Aveva trascorso mezz'ora a camminare, e l'altra mezz'ora a dormire. Quando si rialzo, decise di partire subito verso la sua meta. Una voce maschile, seguita da una che le sembrava di conoscere, attirò la sua attenzione.*

    Ehi! Che... Cosa sta succedendo?

    *Un ragazzo poco più grande di Emma, era accanto ad una ragazza bruna, che la Corva conosceva fin troppo bene. Che faccio? Emma non sapeva che fare... Così, sfoderò la sua bacchetta. Dietro ai due, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, intravide una faccetta familiare. Ma non era certa. Katrin e StellaGiulia? Che ci facevano lì a quell'ora? Con quel ragazzo che la Corva lo aveva visto si e no una volta?*



    *La testa di Emma si riempì di pensieri e preoccupazioni, più di quanti "problemi" avesse avuto fin da quel giorno. Però un pensiero che le venne subito in mente, la fece sorridere.*

    [Inizio Flashback - Villa Williams - 18:35]


    *La porta di "Villa Williams", si era spalancata. Emma e le sue sorelle, entrarono in casa; appena tornate da Hogwarts. Viola e Chiara andarono subito ad abbracciare Julie, mentre Emma e Matilde si guardavano. Sguardi pieni di vergogna, dolcezza ed affetto si incrociarono tra i loro occhi. Come avevano fatto? Due sorelle che non si parlavano da quattro anni. La Corva aprì la bocca, ma subito dopo, la richiuse. Senza dirsi una parola, le sorelle si abbracciarlo. La Serpeverde si scusò con Emma. Le disse che era stata una sciocca, prendendola in giro la gelosia l'aveva soprassaltata. Le chiese di nuovo scusa, e le disse che non sapeva come aveva fatto a non parlare con lei per quattro lunghi anni. Le disse un "Ti voglio bene" che sconvolse Emma e la fece piangere.*

    Mati... Anche io ti voglio bene! Forse è colpa mia, se non ci siamo parlate così tanto a lungo. Ogni volta che tu cercavi di parlarmi, io andavo in un altro posto. Siamo state veramente sceme!


    *Il giorno in cui Emma e Matilde avevano fatto pace, era stato uno dei giorno più belli di tutta la vita della Corvonero. E pensare che era successo il giorno precedente all'uscita a Notturn Alley... *

    [Fine Flashback]


    *Emma sorrise, ma il sorriso le scomparì dalla faccia, quando sentì altre voci e frastuoni. Che stava succedendo?*

    @Katrin_Hopkirk @StellaGiulia_Clarke @Benjamin_Lasiner




    Ultima modifica di Emma_Williams oltre 6 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  • Benjamin_Lasnier

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 446
       
       

    [ MAGIE SINISTER – ore 02:35]



    *Una tranquillità tanto agognata, un silenzio che veniva interrotto solo dal fruscio del vento e dalla lucentezza accecante della luna. Tutto distrutto! Benjamin con un viso sofferente aveva ragione…più persone abitavano quell’antro buio di Notturnalley. Adesso come avrebbe fatto ad intrufolarsi furtivamente di Magie Sinister? Come avrebbe fatto a recuperare il medaglione dell’amato fratello oramai morto? *


    [FLASHBACK]


    [CIMITERO DI VILLA LASNIER – ore 9:00]



    *Quella mattina era gelida. Un freddo che ti congelava le ossa, ti immobilizzava aspettando che il ghiaccio colpisse il cuore a martellate. Ma non era un evento meteorologico a causare quella calamità; no! Era qualcosa organizzato dal genere umano, per autoinfliggersi il dolore più grande di tutti, “la perdita”. *

    “perché? Perché? PERCHE?”

    *La testa di Benjamin scoppiava come non mai, le sinapsi del cervello si scontravano tra di loro non creando quella giusta sinergia bensì funzionando come delle piccole e letali bombe atomiche. Gli occhi erano completamente rossi, pieni di venature sanguinanti e le ciglia erano bagnate di lacrime oramai da giorni. Non ce l’avrebbe fatta…né fisicamente né psicologicamente. Il mondo in quell’istante si è fermato ora non era più il tempo a far girare tutto ma il dolore. Con il dolore tutto diventa impossibile: cibarsi diventa un susseguirsi di coniati di vomito, camminare porta alla distruzione delle ossa e all'atrofizzarsi dei muscoli, vedere è una tale agonia che preferiresti la cecità. Ma tutto questo sembra un sogno quando si parla di affrontare un lutto.
    Lo sforzo di Benjamin di alzarsi dal letto fu immane, la forza di gravità lottava contro di lui, cercando di sopprimergli il corpo e lo spirito. Dopo essersi accuratamente lavato e vestito scese le scale dell’enorme villa Lasnier. Ad aspettarli davanti all'ingresso principali i familiari più stretti ed i genitori. Figure a dir poco demoniache vestite in abiti griffati che illusoriamente nascondevano un animo nero come la pece.
    Ma anche se tutto quel male albergava in sole due persone la morte di un figlio fa crollare una madre come un padre. Benjamin per la prima volta notò fiorire un sentimento diverso dal disprezzo sul viso della madre e diverso dal disgusto sul viso dell’odiato padre. Anche se il dolore non era quello che Benjamin sognava che i genitori provassero almeno quella era la testimonianza che infondo (ma molto infondo) fossero umani.
    Scesa l’enorme scalinata di pietra che precedeva l’ingresso principale…eccola! La bara!
    Un groppo in gola assalì Benjamin facendogli mancare il respiro, bloccandogli il cuore e facendogli bagnare la camicia bianca di candide lacrime. *

    “Scoprirò chi è stato caro fratello, te lo giuro sulla tua tomba che ti vendicherò; non oggi ma un giorno scoprirò chi ha fatto questo e morirà di una morte lenta e dolorosa…dolorosa come tutto il male che adesso sto provando.”

    * Il sole splendeva a tratti coperti da tempestosi e grigi nuvoloni, che presagivano l’arrivo di una tempesta e avevano completamente ragione. Dopo la funzione Ben corse via, abbandonando la madre e il padre e recandosi in camera di suo fratello. Era stato tutto accuratamente tolto, dai tendaggi, ai mobili, ai quadri perfino il letto e gli effetti personali del caro e amato James. Ma il giovane Serpeverde sapeva dove cercare, conosceva ogni angolo di quell’immensa magione ma ancor di più ogni nascondiglio che lui e il fratello condividevano gelosamente. Dove prima si trovava la testata del letto Benjamin trovò la grata per il condotto d’aria. *

    “Oh James! Quando dolore mi hai inflitto, non dovevi farmelo.”

    * pensava il giovane Serpe mentre rovistava nel condotto alla ricerca del tesoro più prezioso del fratello. Un medaglione: d’oro con le iniziali incise e una lavorazione impeccabile; un cimelio di famiglia che nonno Lasnier regalò a James. Benjamin se ne voleva disfare, ogni ricordo del fratello si doveva perdere nel dimenticatoio.
    Il lutto era forse l’unico dolore che una famiglia già martoriata dal male non doveva subire, altre lacrime bagnarono il viso di Ben, mentre fissava il medaglione con tanta rabbia quanta malinconia. *

    “Addio caro fratello!”


    [FINE FLASHBACK]


    * Il ricordo più doloroso di tutti fece ancora affiorare le lacrime di Ben che gli contornarono le guance leggermente rosee e gli occhi arrossati dal dolore. Non poteva permettere a qualcuno di rovinargli quel piano congeniato da mesi. Quella sera c’era pochissima gente a Notturnalley, per un ritrovo di maghi oscuri nella parte settentrionale di Londra, tra tutti questi anche il signor Sinister doveva partecipare. Questa era l’occasione di Benjamin per intrufolarsi in un negozio vuoto e prendere ciò di cui per errore si era liberato. *

    Chiunque sia, cerca guai!

    * Chi era quella ragazza? Forse una studentessa di Hogwarts? Aveva un viso familiare ma di sicuro non faceva parte della casata di Serpeverde. Dall’ombra difronte i due ragazzi si erse una persona: Alta almeno 190 centimetri, vestita tutta di nero ma con abiti logori e sporchi, cicatrici coprivano il viso e lo sguardo assatanato era secondo soltanto al sorriso malevolo e beffardo. Ci voleva attaccare! Lo si leggeva negli occhi, nelle labbra inarcate in un ghigno terrificante ma la prova che confutava tutto era la bacchetta impugnata nella mano sinistra. L’agitava con leggiadria, da vero esperto di magia, pronto a scagliare chissà quale maleficio sui due poveri ragazzi. *

    “Io non la conosco questa persona! Ma se non è venuta per me, significa solo una cosa…è venuta per lei.”

    * Mille pensieri affioravano nella mente di Ben, era un ottimo studente con una media pazzesca nella maggior parte delle materie, ma ovviamente non poteva competere con un uomo che a parer suo aveva passato l’intera vita a combattere con le unghie e con i denti. Come se questo non bastasse, un fastidioso frastuono risuonò in tutto lo spazio adiacente il famoso negozio di manufatti oscuri. Benjamin si voltò di scatto, come fece la ragazza e la sua spiacevole conoscenza. *

    STELLAGIULIA?! Cosa ci fai qui? Vattene, ORA!

    * Dodici anni di ragazzina ed era già per le strade di Notturnalley. Benjamin non aveva mai avuto a che fare con quel Tasso dopotutto la differente età non faceva combaciare neanche una determinata cerchia di amicizie, però è capitato che alcune volte il giovane Serpe l’aveva incontrata ancora spaesata per i corridoi di Hogwarts. Nel tentativo di riprendere la bacchetta che ancora teneva in mano con timore e insicurezza fece capire a Benjamin che quella ragazzina andava protetta a tutti i costi; ovviamente questo portò il brutto ceffo alla consapevolezza di un punto debole (come se l’inesperienza, la differenza di età non fossero già dei problemi immani d’affrontare).
    Ed ecco che arrivò la ciliegina sulla torta! Dall’unico barlume di luce che proveniva dall’inizio della piccola e ramificata stradina una nuova entità si aggiunse al trio, almeno Benjamin questo sperava. Fortunatamente le sue preghiere vennero accolte: un’altra ragazza, particolarmente preoccupata si avvicinò. Sembrava conoscere le altre due ragazze e non esitò ad estrarre la bacchetta. *

    Allora non vi conosco, voglio solo sperare che siate studentesse di Hogwarts, ma cosa più importante che non abbiate fatto un pisolino durante le lezioni d’Incantesimi. Salterei i convenevoli e cercherei di risolvere il problema più che evidente che questa ragazza ha con quel “dolce e innocente” signore. Spero si sia sentito il sarcasmo!

    * Benjamin sperava in un aiuto di quelle ragazze anche perché dovevano proteggere StellaGiulia; nessuno avrebbe voluto un articolo sulla “terrificante uccisione di alcuni ragazzi nelle strade di Notturnalley”. Altri funerali, altri dolori inflitti a genitori che in quel momento stavano facendo sogni tranquilli e spensierati. NO! Questo non doveva assolutamente succedere.
    Benjamin decise di attaccare per primo, l’effetto sorpresa o comunque la prima mossa erano momenti decisivi che in quel caso, potevano decidere la sorte del duello, la vita e la morte. Con uno scatto veloce e preciso Benjamin prese la mira e centro in pieno il brutto ceffo pronto a scagliargli contro qualcosa, qualsiasi cosa. Svuotò la mente, fece un respiro profondo riempiendo i polmoni di ossigeno e cacciando anidride carbonica, in fine aprì gli occhi e…*

    Exulcero!



    * Un’onda impercettibile all’occhio di molti, ma che Benjamin notò bene, colpì la mano sinistra del avversario, creando delle bolle e delle ustioni ancora sfrigolanti; come se la mano si fosse appena intinta nell’olio bollente, il risultato? Che Benjamin riuscì a temporeggiare per ancora qualche minuto, mentre l’incantesimo continuava a causare un dolore lancinante ed il tintinnio della bacchetta avversaria caduta a terra riempiva l’aria, oramai già piena di adrenalina. *







    @Katrin_Hopkirk, @Emma_Williams, @Stellagiulia_Clarke,


    ALLORA grazie per aver seguito le regole (anzi i consigli) alla lettera, ottimi post ma sopratutto SCRITTI BENE...complimenti a tutti.
    Questa e un po' una spiegazione del perchè Benjamin si trovasse a Notturnalley + il proseguimento della storia.
    Adesso tocca a voi LANCIARE UN INCANTESIMO se volete o fare altro per aiutare la squadra a sconfiggere il cattivo ( mi raccomando questo cattivo non avrà dialoghi ma solo descrizioni passive tramite i nostri personaggi.)

    Ora una precisazione per chi volesse lanciare un incantesimo, solo un incantesimo per volte e del livello PARI o INFERIORE al vostro, ovviamente il tutto deve avere un senso e l'ideale sarebbe anche descrivere l'avvenuta riuscita o meno dell'incanto.
    Continuiamo così che riuscirà una roll degna di un vero MAGO hahahhahahaah

    Ecco qui il link degli incantesimi con tutte le info che vi servono: http://www.harryweb.net/modules.php?name=Game&file=viewtopic&t=3302

    Ecco qui il link invece del regolamente per candidare una roll per qualsiasi problema dateci un occhiata o contattatemi privatamente: http://www.harryweb.net/modules.php?name=Game&file=viewtopic&p=563927#563927






    Un'altra piccola INFO, cercate di non editare (ovvero modificare il vostro post dopo averlo inviato) perchè andreste solo a rovinare e a far perdere punti alla roll stessa. QUINDI dalla prossima volta controllare e ricontrollate e ricontrollate il post prima di inviarlo così da eliminare ogni errore di battitura o meno e sopratutto da evitare di EDITARE il post stesso.





    DETTO QUESTO ANCORA COMPLIMENTI E CONTINUIAMO COSI RAGAZZE... Very Happy

  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 763
       
       

    *Il sopraggiungimento di altre due ragazze lasciò Katrin interdetta, soprattutto perchè le nuove venute non erano affatto sconosciute. La reazione del ragazzo all'apparizione di Stellagiulia fù uno sbaglio che causò un tic involontario all'angolo della bocca della corva, non sapeva chi fosse il suo nuovo compagno ma sapeva che non bisognava mai distrarsi o lasciare intendere emozioni che non fossero sicurezza e determinazione. Lanciò un'occhiataccia al bruno per poi tornare a fissare il losco individuo sbucato dalle ombre, un energumeno tutto muscoli e cicatrici, stretto nel pugno teneva un corto e tozzo catalizzatore, quasi ridicolo in confronto al fascio di nervi che aveva come corpo. La seconda ragazza corse in contro al terzetto con la bacchetta stretta in mano.*

    Emma...

    *Mormorò cercando di indirizzare la concasata verso la scelta giusta, correre via, a gambe levate, non corrergli in contro a bacchetta spianata. La sua mente si mise a girare a velocità inaudita, vedeva ogni cosa più nitida, ogni informazione, libro letto, dettaglio, si incastravano nella sua mente, qualcosa urlava come una sirena d'allarme nelle sue orecchie, nessuno poteva sentirla, ma la situazione richiedeva intelletto.*

    Oh Rowena, aiutami tu!

    *Pensò cercando di incatenare tutte le informazioni che vorticavano caotiche e senza un senso preciso, si passò una mano tra i capelli, cercando di calmarsi, prendendo un respiro. Doveva agire in fretta ma con arguzia.*



    Allora non vi conosco, voglio solo sperare che siate studentesse di Hogwarts, ma cosa più importante che non abbiate fatto un pisolino durante le lezioni d’Incantesimi. Salterei i convenevoli e cercherei di risolvere il problema più che evidente che questa ragazza ha con quel “dolce e innocente” signore. Spero si sia sentito il sarcasmo!

    *La voce del giovane giunse come ovattata, come se la sua testa fosse dentro una bolla, ma era certa di non aver effettuato alcun incantesimo testabolla, scosse il capo confusa. Qualcos'altro aveva attirato la sua attenzione:" Che questa ragazza ha con quel dolce e innocente signore" così aveva detto il ragazzo, quindi erano tutti nei guai a causa sua, perchè nonostante fosse stata prudente non lo era abbastanza, sentì la paura disciogliersi e lasciare il posto a una calma piatta come la terra brulla durante un lungo periodo di siccità, sentì la rabbia montare e ruggire come il rombo del mare contro gli scogli e poi il silenzio più completo. Non era quello il momento per chiedere spiegazioni, non era quello il momento di sapere la verità e quel losco figuro pareva avere il cervello di un nargillo rinsecchito, quindi probabilmente non le avrebbe detto niente, ma poteva essere utile per mandare un messaggio.*

    Se sei qui per me, allora, vienimi a prendere

    *Ringhiò a denti stretti.*

    Exulcero!

    *Pronunciò il ragazzo prima che il piano si formasse completamente nella mente della corva, il gigante si trovava sotto un impalcatura arrugginita e dal legno marcito, bastava colpirla nel modo giusto, svitare uno dei cardini ricoperto di materiale ferroso aranciato e bruno, sarebbe crollata interamente sommergendo il problema, seppellendolo completamente, ma non a sapeva come fare. L'incantesimo partì mentre lei si scagliava contro il braccio di lui intimandogli di fermarsi, ma era troppo tardi, per quanto l'incantesimo non fosse molto potente e si trovasse in un luogo malfamato, loro tutti erano ancora protetti dalla traccia, il ministero li monitorava tutti e loro erano minorenni, non potevano fare magie fuori da Hogwarts. Non aveva tempo per spiegare, presto si sarebbero ritrovati circondati da emissari del ministero.*

    Non farla così drastica, magari passerà inosservata...

    *Cercò di sdrammatizzare mentalmente, ma dovevano togliersi da lì all'istante e trovare un posto da cui osservare senza essere visti. Però poteva sfruttare la situazione a suo vantaggio.*

    Ottima mossa... Ora il ministero manderà gli Auror, dobbiamo toglierci di mezzo!!

    *Esclamò a voce forse troppo alta e calcando sul termine "Auror", non sapeva se era vero ma era un buon modo per tenere occupato quel troll di montagna che ringhiava reggendosi una mano che si stava ricoprendo di bolle purulente, sperava bastasse, ma non si è mai abbastanza sicuri quindi afferrò un mattone e lo lanciò alla cieca verso le travi marce. Un rumoraccio si sparse per il vicolo ma la ragazza non si fermò a guardare se il suo tentativo aveva avuto effetto.*

    VIA!!

    Urlò, sperando che le ragazze non avessero lanciato altri incantesimi nel frattempo, sarebbe stato come lanciare un enorme razzo di segnalazione proprio nel bel mezzo del ministero. Afferrò il bruno per un braccio sperando che Stellagiulia e Emma li seguissero a ruota e pregando nella buona sorte spinse una porta in legno dai cardini scuri e arrugginiti che pareva portare nel retrobottega di Magie Sinister.*

    State bene?

    *Sussurrò poi, immersa nel buio più completo. Non sapeva dove erano, ne se erano entrati tutti, ma lo sperava. Il cuore le martellava nelle orecchie e una strana sensazione di attesa le permeava tutto il corpo. Rimase in ascolto, sentendo solo il martellare nel suo petto e il rombo del suo respiro, il suo intuito le sussurrava come una serpe che la nottata non avrebbe avuto un seguito più quieto.*

    @Emma_Williams, @Stellagiulia_Clarke, @Benjamin_Lasnier,


  • Stellagiulia_Clarke

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 209
       
       

    *StellaGiulia sapeva benissimo di essere troppo piccola per stare in quel posto, sapeva anche che, oltre che nei guai a casa per essere uscita senza permesso e soprattutto per essere andata a Notturn Alley, sarebbe stata in pericolo ma la piccola Tassorosso conosceva gli incantesimi di guarigione e sapeva che sarebbero serviti ai suoi compagni di ventura. Non c'era certo bisogno di urlare il suo nome così da far scoprire a chiunque girasse per quelle strade che era fuori casa senza sorveglianza. Era ciò che avrebbe voluto controbattere al ragazzo ma questo lanciò un incantesimo contro quell'essere che si trovava di fronte a loro.*

    Exulcero!

    Ottima mossa... Ora il ministero manderà gli Auror, dobbiamo toglierci di mezzo!!

    come farsi beccare a lanciare incantesimi pericolosi fuori dalla scuola parte uno. Non dovrei essere qui e di certo non era così che volevo incontrare @Emma_Williams e @Katrin_Hopkirk

    *Pensò tra se e se la giovane strega. Neanche tempo di fare un pensiero che mettesse insieme una qualche contromossa e si ritrovarono a correre nella direzione del retrobottega di Magie Sinister. L'interno del negozio era polveroso e cadente, come se non vi avesse messo piede nessuno da lungo tempo, non c'era abbastanza luce per vedere intorno. Probabilmente lei aveva giusto qualche sgraffio per la caduta mentre era nascosta, niente di irrimediabile e niente di non facilmente nascondibile con una qualche piccola bugia del tipo che era stato il gatto a farle quegli sgraffi, Penelope quando giocava la mordicchiava e la graffiava talvolta quindi era più che credibile.*

    State bene?

    Si. Non c'era bisogno di urlare in mezzo alla strada il mio nome!

    *Rispose prima a Katrin e poi avvicinandosi a @Benjamin_Lasnier gli urlò quello che avrebbe voluto gridargli in mezzo alla strada, parandoglisi davanti con aria minacciosa. Poi si calmò e teneramente domandò: *

    Ferite da qualche parte? Sarò anche piccola ma un incantesimo di guarigione so come si lancia.

    *Lo sapeva eccome! Aveva osservato più di una volta Sylvia lanciarne. Aveva letto tutto il possibile e anche se non bene come lei sapeva il fatto suo in questa materia. Si guardò intorno e non notò subito la presenza di Emma.*

    Dove è Emma? E quello che vuole da te?

    *Era troppo curiosa per avere solo 12 anni, e la curiosità spesso la portava a non avere paura.*

  • Emma_Williams

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 116
        Emma_Williams
    Corvonero
       
       

    Emma...

    * Emma si gurdò attorno. Quella voce era decisamente familiare. Katrin...La Corva aveva indovinato. Non capiva cosa stesse succedendo, ma un troll di montagna la fece sobbalzare. Cosa ci faceva un Troll di montagna a Notturn Alley? Era stata una stupida idea andare in quel posto. Il troll era spuntato dal nulla! Cosa? Come aveva fatto? Il ragazzo gridò il nome di StellaGiulia. Infatti, la quattordicenne aveva notato la chioma di Stella, subito. La bacchetta non sarebbe servita a nulla, siccome gli incantesimi al di fuori di Hogwarts erano proibiti. *

    Allora non vi conosco, voglio solo sperare che siate studentesse di Hogwarts, ma cosa più importante che non abbiate fatto un pisolino durante le lezioni d’Incantesimi. Salterei i convenevoli e cercherei di risolvere il problema più che evidente che questa ragazza ha con quel “dolce e innocente” signore. Spero si sia sentito il sarcasmo!

    *Incantesimi era una delle materie preferite da Emma, infatti alcuni le riuscivano molto bene. Lei non voleva assolutamente essere espulsa dalla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts! Il troll stava cominciando a spaventare Emma; la Corva vide che Katrin aveva preso un braccio del ragazzo, e lo stava trascinando dentro al negozio più vicino: Magie Sinistrer. Stella aveva seguito Katrin e il ragazzo, ma Emma era stata afferrata dal troll. Cercava di dimenarsi, ma ormai era in una delle mani del troll, quindi non sapeva che fare. Aveva cercato di seguire i ragazzi, ma il troll di montagna era stato più veloce di Emma, e l'aveva afferrata.*

    Aiuto! Kat, Stella... AIUTO!

    *Era ovvio che le ragazze non l'avevano sentita. Cosa poteva fare? Aveva ancora la bacchetta di acero in mano; poteva fare un incantesimo contro il mostro. Non poteva pensare, quindi gridò il primo incantesimo che le venne in mente.*

    LASCIAMI SUBITO, BRUTTA BESTIACCIA!
    CONFRINGO!


    *Una sostanza uscì dalla bacchetta della giovane strega, e il troll esplose. Forse sarò espulsa da Hogwarts, ma era necessario! La Corva entrò nel negozio in cui era entrato il gruppetto, e tirò un sospiro di sollievo.*

    Katrin...StellaGiulia...dove siete?

    @Katrin_Hopkirk @StellaGiulia_Clarke @Benjamin_Lasiner




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