• Stefano_Draems

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  • Charlotte_Mills

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    [LONDRA – RESIDENZA MILLS]


    *Una donna, in quella sera così buia e piena di nubi, si trovava nel seminterrato della propria casa a Londra.
    Quella donna era Charlotte Mills, professoressa di Arti Oscure, Preside ma ancora prima madre. L'ex Serpeverde aveva cambiato la sua vita per il bene delle persone che aveva attorno, in particolare del piccolo bambino che aveva adottato dall'orfanotrofio nei pressi di Hogsmeade. Poche persone conoscevano quella triste realtà: tantissimi bambini senza una famiglia, in attesa che qualcuno li portasse via da li. Uno di loro era stato fortunato, ma era ancora troppo piccolo per saperlo.

    [INIZIO FLASHBACK]
    anno 2014

    *Qualche giorno prima Charlotte si era recata in un orfanotrofio nei pressi di Hogsmeade, era li che venivano portati tutti i bambini orfani di genitori maghi. Era un bellissimo posto che Charlotte non aveva mai avuto l' occasione di visitare. Un grande edificio immerso nel verde della campagna accoglieva bambini di ogni età, fino ai diciasette anni cioè fin quando non raggiungevano la maggiore età e non entravano nel mondo del lavoro.
    La donna non si trovava li per lavoro ma per “affari personali”.
    Non lo aveva detto a nessuno delle persone che conosceva, solo Sibilla, la preside di Hogwarts ne era al corrente.
    Charlotte avrebbe adottato un bambino.
    L' ex Serpeverde era su di giri. Erano mesi che era nelle liste per adottare un bambino proveniente da quell'orfanotrofio e finalmente aveva l'occasione per realizzare il suo desiderio più grande: diventare mamma.
    “Buongiorno Signorina Mills si accomodi.”
    Iniziò così il colloquio con il responsabile delle adozioni. Era lui che accettava o no una persona come genitore dei bambini che avevano in quel grande orfanotrofio, che purtroppo non aveva abbastanza posti per tutti i bambini presenti. Le battaglie degli ultimi anni avevano reso orfani moltissimi bambini.
    Il colloquio di Charlotte andò a gonfie vele e l uomo che si trovava difronte a lei pareva soddisfatto di lei e delle sue credenziali.
    Avrebbe garantito ad ogni bambino che le fosse affidato una vita agiata e ricca di amore, infatti Char era moltissimo tempo che desiderava avere un figlio e alla fine aveva optato per adottarne uno.
    L'adozione che stava compiendo Charlotte era un "adozione chiusa" cioè non avrebbe mai potuto contattare i genitori biologici del bambino e a dire il vero poco le interessava, quello di cui aveva premura non era il passato ma il futuro del bambino che avrebbe chiamato figlio.
    Era pronta a conoscere il piccolo fagottino che sarebbe cresciuto assieme a lei. Il cuore batteva forte. Avrebbe finalmente coronato uno dei desideri più grandi che aveva anche se i suoi vari impegni potevano essere un ostacolo ma di certo avrebbe fatto di tutto per quel pargoletto, anche ridurre le ore di lavoro a scuola e al Town Hall.
    Il cuore batteva forte.
    La porta si aprì di nuovo e l'espressione che comparve sul suo volto poteva sicuramente trasmettere la sorpresa di Charlotte nel vedere un piccolo fagottino avvolto in una copertina bianca.


    *Era la creaturina più dolce e graziosa che l' ex Serpeverde avesse mai visto.
    Quell'orfanotrofio trattava solo bambini dotati di magia ma anche se fosse stato un bambino senza poteri magici la sua bellezza non sarebbe cambiata.
    Nella domanda di adozione Charlotte, purosangue da generazioni, non aveva indicato uno stato di sangue preciso. Lei non era come tutti i Serpeverde, lei non aveva pregiudizi, mezzosangue, magonò e purosangue erano tutti uguali.
    Quel piccolo bambino che era appisolato si svegliò. Grandi occhi verdi la guardarono curiosi e vispi.*

    Ma ciao piccolo... Kyle.


    *Si, suo figlio si sarebbe chiamato Kyle. Kyle Mills.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Quello era stato il giorno più bello e felice della sua vita.
    Erano seguite nottate sveglia a calmare Kyle dai suoi pianti disperati. Aveva addirittura ipotizzato che piangesse per colpa sua, perchè non gli piaceva stare li o perchè, in qualche modo, sentiva che c'era ancora dell'oscurità in lei. Ma con il passare dei giorni e delle settimane i due si erano abituati all'altro e, da allora, tutto era andato a gonfie vele.
    Anni erano passati e il piccolo Kyle era cresciuto. I capelli si erano fatti scuri e leggermente ricci, mentre i grandi occhi verdi erano rimasti vispi e pieni di curiosità come il primo primo giorno.
    Erano cresciuti assieme. Il piccolo ometto esplorava il mondo attorno a lui, mentre Charlotte aveva respinto e lasciato andare tutta l'oscurità del proprio passato.
    C'era riuscita.. Fino ad un certo punto.
    L'oscurità era tornata a bussare alla sua porta, più violentemente della prima volta. L'oscurità quella volta aveva un volto a lei assai conosciuto. Quello che credeva fosse un famigliare morto da anni, per la precisione suo fratello Luke, in realtà si era solo finto morto.
    Luke Mills era stato il primo Serpeverde della sua famiglia, dai genitori ripudiato per la casata di sua appartenenza e le scelte sbagliate fatte. Luke Mills era un Mangiamorte, e lo era sempre stato, fino alla sua morta avvenuta nel maggio 1998. Charlotte. All'epoca solo una ragazzina ancora troppo piccola per comprendere tutto quanto, aveva pianto per giorni, se non settimane per la perdita dell'amato fratello... fratello che anni dopo risbucava, si faceva vedere, attaccava uno dei Prefetti di Hogwarts e, per finire, rapiva un bambino di quasi cinque anni.
    Tutto quello per una sola ragione: l'oscurità tornava sempre a riscuotere, e quello era il suo turno.
    La donne nel seminterrato osservava fogli, foto, documenti vari che lei assieme ad Alexander Morgenstern erano riusciti a trovare. L'aiuto dell'amico ex Corvonero era stato fondamentale, la sua voglia di giustizia aveva acceso vecchi fuochi nell'animo della donna in pena per la scomparsa del proprio figlio.
    I mesi erano passati dal giorno della scomparsa di Kyle, ma nessun passo avanti era stato fatto, fino a quella sera.
    Aveva trovato, dopo vari appostamenti, il rifugio del rapitore di suo figlio. Si trattava di una vecchia casa nella periferia di Little Hangleton. Lo sguardo di Charlotte si fece serio tutto d'un tratto.
    Non avrebbe aspettato altro tempo. Erano passati troppi mesi alla ricerca di informazioni, era giunto il momento di agire.
    Senza pensare a ciò che stava andando a fare, si alzò e salì quei pochi gradini che separavano il seminterrato dal resto della casa. Si recò in cucina, andando a frugare tra il ripiano dei liquori. Non si era andata li per farsi un goccetto ma per prendere ciò che aveva nascosto in una bottiglia. In quella bottiglia in particolare si trovava una pozione particolare, un preparato illegale che però aveva ricevuto in dono per il battesimo di Kyle. Quella era Felix Felicis.





    Il tempo di cincischiare era finito.
    Era giunto il momento di agire.



    La donna dai capelli castani era una strega abile con gli incantesimi, la Felix Felicis non le serviva ma una spinta di incoraggiamento non la negava nessuno neppure il più abile dei maghi.
    Aprì e la bevve tutta d'un sorso. Una stranissima sensazione la pervase. Si sentiva, per così dire, fortunata, come se qualsiasi cosa sarebbe andata a fare avrebbe avuto una riscontro positivo.
    Indossò un maglione e pantaloni scuri, evitò il solito mantello che avrebbe potuto impedirle certi movimenti e, una volta uscita si smaterializzò non troppo lontano dalla sua destinazione.
    La casa nella quale era diretta esternamente assomigliava a un rudere, ma sicuramente era qualche incantesimo a ingannare lo sguardo dei passanti. Durante i suoi appostamenti aveva visto figure incappucciate, ma vestite come normai babbani, entrare e uscire da li. Era da quando aveva osservato l'andare e tornare dei misteriosi uomini che aveva ipotizzato della presenza di incantesimi di protezione. La sua presenza li avrebbe reso tutti in allerta, ma non importava.
    Rivoleva suo figlio.*

    EHI! LURIDI BASTARDI!

    *Disse con tono della voce alto, avvicinandosi al cancelletto della “casa rudere”.
    A quelle parole due uomini, che riconobbe per il suo passato passato con la setta dei Mangiamorte, uscirono dalla porta d'ingresso con le bacchette puntate verso di lei. Lei, a sua volta, con le mani alzate verso il cielo, fece cadere la propria.
    Cosa stava facendo? Beh non lo sapeva bene, ma sapeva che con la Felix in circolo nulla sarebbe andato storto.*

    Che c'è.. Volevate riavermi tra i ranghi? Beh, sono qua.

    *Affermò avvicinandosi sempre di più.
    Si trovò faccia a faccia con quello che riconobbe essere Michael Foster, mago con la quale aveva chiacchierato numerose volte di sera durante il suo periodo di permanenza con i Mangiamorte.
    Poteva non conoscere i loro piani, ma conosceva le loro potenzialità e le loro abitudini.
    Un sorriso scaltro però comparve sul volto della donna.*
    "Sono qua per farvi fuori."
    A quelle parole la preside di Hogwarts assunse la propria forma da Animagus, un gatto completamente nero, mentre dietro di lei comparvero quelli che erano Auror. Nelle ultime settimane aveva deciso di raccontare tutto quanto a Stefano Draems, suo amico non che Ministro della Magia. Dopo aver sentito e appreso tutto ciò che Charlotte aveva da dirgli aveva optato per assegnare, a quel caso, i due auro più intelligenti e bravi di quel dipartimento. Si trattava di una missione “segreta” e quali persone erano migliori se non il capo del dipartimento? Il famoso harry Potter e la sua spalla Ron Weasley l'avrebbero aiutata, nonostante tra la famiglia di Charlotte e quella dei Weasley ci fossero dei trascorsi.
    Tempo addietro infatti, quando era stata annunciata la morte di Luke Mills (palesemente fasulla) era stato fatto credere che era stato proprio quel mago dai capelli rossi fuoco e dalle lentiggini a ferirlo. Fin da piccola aveva avuto un certo risentimento per quel mago, era anche colpa sua se si era unita al mondo dei Mangiamorte ma, solo quando aveva abbandonato l'oscurità e poi scoperto la verità su quello che considerava un amato fratello.
    Mentre gli auror si occupavano dei primi due maghi avversari la donna, sotto forma di gatto, correva veloce qua e la per le stanze. Quelle del primo terra erano tutte vuote. Passò velocemente a quelle del piano superiore. La notò subito, in un stanza era accesa una piccola luce. Fu li che lo vide. Nonostante fossero passati vent'anni dall'ultima volta che l'aveva visto bene, non era cambiato per nulla.
    Luke Mills si trovava difronte a lei.
    Fu solo in quell'occasione che da gatto tornò donna.*

    Pietrificus Totalus.

    *L'incantesimo, evocato in versione non verbale non ebbe l'effetto sperato, dato che il suo avversario era preparato a difendersi.
    Fu in quell'occasione che, finalmente, i due si parlarono faccia a faccia. Tutto quello per cosa era stato fatto? Per quale motivo aveva rapito suo nipote?
    La risposta era una sola: la sua missione, in atto anni e anni prima, non si era conclusa. Lei lo sapeva bene, perchè aveva rivelato tutto prima all'amica Sibilla, poi all'amico e Ministro Stefano. Tempo addietro, quando la ex Serpeverde indossava ancora la maschera da Mangiamorte, era stata incaricata di infiltrarsi a Hogwarts per avere una spia all'interno. La sua missione consisteva per fare rapporto su ciò che accadeva, farsi amica le persone con la carica più alta al castello per poi spodestare la nata babbana che veniva considerata indegna di gestire una scuola di magia importante come Hogwarts.
    Quella era la missione che non aveva mai portato a termine e, doveva ammetterlo, alla fine era fiera della scelta che aveva fatto. Gli ideali di quella setta non coincidevano con i suoi, fin dall'inizio.+

    Non osare metterti contro di me Luke.

    *Le sue parole non fecero altro che generare una risatina nel suo avversario, mentre una vocina, dietro quel mago, attirò la sua attenzione. Kyle era proprio li. Erano mesi che suo fratello l'aveva preso dalla casa della Gioventù a Hogsmeade senza una vera e propria spiegazione.

    [INIZIO FLASHBACK]

    Quando...quando sono tornata dalla cucina,...Kyle non c'era più. Sono salita a cercarlo, nelle stanze di sopra. A volte per giocare si nasconde li. L'ho cercato dappertutto....Charlotte...Alexander...Kyle è sparito, Non c'è traccia di lui da nessuna parte.

    *Terminò il racconto l'amica Tassorosso, Charlotte si sentì la terra sotto i pedi come scomparire.
    Era una sensazione che non aveva mai provato fino a quel momento, ma che sempre aveva temuto. Sapeva che il suo passato oscuro, prima o poi, sarebbe tornato a farle visita costringendola in un modo o nell'altro a tornare sui propri passi. Era ciò che odiava più nella vita e che più temeva.. Ed era accaduto.
    Si appoggiò alla prima cosa che le capitò a tiro, non prima di sobbalzare per lo scatto dell'uomo al suo fianco. Strana era la sua reazione, in particolare per il nessun rapporto che legava lui al piccolo maghetto che era stato rapito. Chissà cosa provava, come si sentiva e se quella persona, della quale aveva una mezza idea, lo stesse trattando bene.
    Fu in quel momento che sentì lo sguardo di qualcuno su di sé. Alzò gli occhi scuri e li vide Alexander, ex Corvonero, osservarla attentamente... Alle parole di Sylvia anche lui aveva sicuramente pensato la stessa cosa di Char, o Charliez come la chiama lui per punzecchiarla.*

    E' chiaro che si tratta di un rapimento. Se l'avessero voluto morto, non avrebbero esitato.

    *Disse il mago fingendo difronte all'ignara neo mamma che, fortuna per lei, non sapeva tutto ciò che i due amici stavano passando.
    Alex e Charlotte si stavano cacciando in qualcosa di immenso, troppo grande per loro, ma non per Noctis o come lo chiamava lei più semplicemente “Serial Killer di Mangiamorte”. Il ventiquattrenne aveva riso la prima volta che aveva sentito quell'appellativo, ma non si era soffermato su quello che era davvero e che forse, nel suo profondo, cercava di non dare seguito.

    Ti contatteranno presto, Charlotte. L'unica cosa che devi fare adesso, è non fare nulla di stupido.

    *Affermò l'ex Corvonero rivolgendosi di nuovo a lei.
    Sapevano entrambi però che non avrebbero dovuto aspettare tanto, sopratutto con lui al su fianco. Lo sguardo dell'uomo raccontava tutto. Sapeva lui cosa fare e, senza obbiezioni, se ne sarebbe occupato.
    Glien'era grata, ma Kyle era suo figlio e non sarebbe rimasta li ad osservare, non sarebbe rimasta li ad osservare come la prima volta che l'aveva visto all'orfanotrofio dove, la famiglia biologica per un motivo o per un altro l'aveva lasciato.*

    Io...Ale io non posso, è mio figlio.


    *Disse soffocando un pianto che voleva mostrarsi fin da quando aveva saputo della tragica notizia datagli da Sylvia, la più giovane dei tre presenti. Lei non sapeva nulla. Non sapeva di tutto quello che aveva passato, non sapeva quello che stava passando assieme ad Alexander, non sapeva come davvero Kyle sarebbe tornato a casa, era all'oscuro di molte cose e, probabilmente, non le avrebbe conosciute per moto altro tempo.
    Lo sguardo ancora fisso sul giovane ex Corvonero, come a fargli capire che, per quella volta, Noctis non sarebbe stato da solo a mietere le sue vittime.
    Non gliel'avrebbe mai permesso, ma un po' di persuasione avrebbe ammorbidito anche il più testardo dei blu-bronzo.*

    Mio dio…

    *Sussurrò la donna, non sapendo se odiare od essere indifferente davanti a tutta quella situazione alla quale avrebbe dovuto abituarsi nelle ore successive, se non giorni che sicuramente sarebbero stati interminabili.*



    [FINE FLASHBACK]

    *Dopo tutti quei mesi aveva ritrovato l'unico vero uomo della sua vita: Kyle, che sembrava essersi svegliato per il frastuono che proveniva dal piano inferiore. Fu solo quando la bacchetta del rapitore volò lontana che, un espressione di paura comparve sul volto di Luke. Espressione che si accentuò quando i due Auror comparvero sullo stipite della porta puntando i loro catalizzatori contro. Per Luke Mills la latitanza era finita. Dopo vent'anni di finta morte uno dei Mangiamorti più longevi sarebbe finito ad Azkaban a vita. Ma tutto quello alla donna non importava, in quel momento l'unica cosa che le importava era riabbracciare suo figlio.
    Visivamente stava bene, ma moralmente? Nessuno poteva saperlo. Chissà cosa gli era accaduto in quei mesi, cosa aveva visto.
    L'abbracciò forte. Gli era mancato davvero tanto. Le sue piccole braccine, i suo ricciolini, la sua statura da bambino. Sarebbero stati davvero al sicuro quella volta? Nessuno poteva garantirglielo, ma almeno una minaccia in meno l'avevano sventata.
    Avrebbe dovuto spiegare a Stefano e ai suoi Auror come aveva ricevuto certe informazioni senza rivelare, ovviamente la vera identità delle persone che l'avevano aiutata, ma quella non era la cosa che la premeva di più. Quello che la premeva era riportare suo figlio a casa dove, ad aspettarlo, c'era il suo letto perfettamente fatto, una cena calda pronta per essere gustata e tutti i suoi amati giochi dalla quale era stato separato tutto quel tempo.*



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