Hogsmeade
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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Opal_Saphirblue


  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 141
       
       

    È impossibile che qualcuno mi trovi qui...

    *Un divano rattoppato e consunto era occupato da una esile ragazzina comodamente spaparanzata tra i cuscini scuciti, con i piedi nudi che penzolavano nel vuoto. Uno scoppiettante fuocherello gettava saturi chiaroscuri dal polveroso caminetto sul suo viso pallido, frutto di un precedente incantesimo Incendio di qualche momento prima. Le pareti dalle quali pendeva la vecchia carta da parati ingiallita erano rischiarate dalle fiammelle gioconde, mentre le candele semi sciolte che costellavano la stanza contribuivano a rendere il luogo allo stesso tempo tetro e confortevole.



    Una mano dalle unghie variopinte si allungò a destra, mentre tuffava un pennello dalla punta piatta in un bicchiere di acqua colorata di un mix di tinte differenti. Lasciò a mollo l'utensile per sostituirlo con un pennello più sottile, con cui rifinire i dettagli del disegno che teneva sulle ginocchia. Lambì quindi con le setole una macchia di rosso sulla tavolozza che aleggiava in aria e proseguì il dipinto.

    Il desiderio di relax della Tassetta maldestra non era stato soddisfatto: aveva tentato di godersi un liberatorio volo sulla scopa, ma aveva accidentalmente scelto il luogo e l'orario meno indicato secondi i professori, meritandosi un colloquio a quattr'occhi con la preside ed un castigo con i fiocchi.
    Insoddisfatta ma non scoraggiata dalla punizione, la streghetta aveva deciso di meditare accuratamente la sua prossima meta e aveva optato, dopo lunghi minuti di ponderazione durante la lezione di Storia della Magia che stava seguendo con interesse leggendario, per il posto più evitato e temuto da studenti e paesani di Hogsmeade: la Stamberga Strillante.



    La casupola situata su una collina della cittadina era caratterizzata da un aspetto assai sinistro e diroccato, con il suo tetto spiovente e mancante di parecchie tegole, i muri scrostati e crepati, i serramenti perennemente cigolanti e la leggera nebbiolina che donava all'abitazione un'aura di mistero. In passato, gli strepiti emessi da un famoso licantropo in trasformazione, nominato Remus Lupin, tenevano alla larga chiunque dalla Stamberga, essendo questo l'unico luogo disponibile per mantenere la sua doppia identità segreta, in quanto studente di Hogwarts di giorno e grumo di peli ringhiante di notte.
    Erano anni ormai che quell'ammasso di cemento e mattoni era disabitato, eppure nessuno osava comunque varcare la soglia, dimostrando la potenza nei secoli di leggende e dicerie popolari. Opal conosceva bene la storia locale e non era una codarda, anzi, sapeva strutturare questi due elementi a suo favore, approfittando della casa deserta ed incontaminata per concentrarsi sulla sua arte in santa pace. Dubitava fortemente che un prefetto o un docente l'avrebbe trovata lì e, anche se fosse accaduto, quel giorno il coprifuoco era assai lontano - dopotutto, aveva imparato la lezione.*

    Pak!


    *Fece una bolla bollente con la sua gomma da masticare, aggiungendo qualche pennellata scarlatta alla sua tela.
    Tutto era tranquillo. Nessuno avrebbe ora disturbato tale quiete.*

    O forse no?

    @Miles_Halter




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  • Miles_Halter

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde
       
       

    *Un'altra punizione, che stress! E aveva detto tutto. I professori sembravano come zanzare fastidiose che aveva occhi e orecchia ovunque. Si, era andato nelal foresta proibita e quindi? Era morto? No. Aveva incontrato il lupo mannaro o qualche altra creatura? No. Sfortunatamente no. Quello che in molti non capiscono è che Miles è difficile da controllare, più gli si vieta qualcosa, più lui tenterà di farla, è fatto così. La punizione era imminente, ma non ci pensava. Qualsiasi cosa potesse essere, non la temeva, solamente lo seccava. Aveva altro da fare e la cosa che più lo infastidiva era il fatto che aveva scoperto solo una cosa da quel suo "giretto" nella foresta. Quelle orme... i centauri erano agitati, stavano scappando da qualcosa, quelle orme più calcate in alcuni punti e sfumate in altre, potevano solamente significae questo. Il che era strano, almeno secondo il giovane mago. Solitamente i centauri si muovevano in gruppo e in gruppo potevano benissimo tenere alla bada un qualsiasi lupo mannaro. In effetti anche uno solo forse, avrebbe potuto tenerne a bada uno anche se con un bel po' di difficoltà. Il viso di porcellana era pensieroso. La fronte corrucciata e lo sguardo assente. Molti pensieri contorti, che facevano appello a tutte le sue nozioni sulle creature fantastiche, stavano cercando di risolvere un grosso mistero. Voleva risolvere quella questione, avere almeno un'idea che si avvicinasse alal verità. Le labbra si schiusero e la punta della lingua passò lungo il contorno labbra lentamente. Per essere libero di pensare doveva trovare un posto dove avrebbe potuto rimanere solo e soprattutto voleva lasciare per qualche momento quel castello, che già troppe volte, tra lezioni e punizioni continuava a vedere. Aveva sentito parlare a colazione da due studenti più grandi della famosa Stramberga Strillante. L'avevano definita come un luogo abbandonato che attirava pochissime persone ed era quasi sempre vuota. Il posto che faceva al caso suo, insomma. Magari almeno li, avrebbe trovato pace. Se non avesse paura? Quando mai. Aveva del tuttoimparato a non pensare. Non si era fatto problemi a varcare la soglia della foresta proibita, figuriamoci a varcare quella di una casa abbandonata. *

    Vediamo un po' com'è dentro questa Stramberga Strillante.

    *Disse con un tono totalmente privo di emozione. Prima di varcare la soglia di quella abitazione in legno, piena di spifferi e ragnatele. Mosse lenti passi ma comunque le assi sul pavimento continuavano a scricchilare, insomma, evitare di far identificare la propria presenza sarebbe stato impossibile. Non che il suo intento fosse quello, anche perchè pensava davvero di essere solo, ma poco dopo, all'interno di una stanza, la chioma turchina di @Opal_Saphirblue fece capolino nel suo campo visivo. Si appoggiò allo stipite della porta, osservando l'altra in silenzio per qualche secondo, sorridendo appena.*



    mmm...

    *Mugugnò piano, prima di schiarirsi la voce, per cercare a tutti gli effetti di farsi notare dalla interlocutrice tassorosso. Impossibile non notare gli attrezzi da pittura che l'altra aveva con sè. Il lato destro delle labbra si sollevò appena e la schiena si raddrizzò.*

    Ma guarda chi si rivede, la ragazza che mi ha fatto beccare..

    *Sarcastico il tono, prima di sospirare e provare a varcare la soglia della stanza, avvicinandosi all'altra con lento fare. Lo sguardo cercava silenziosamente l'immagine di ciò che l'altra stava dipingendo.*

    Cosa ci fai qui? Alla ricerca di un posto tranquillo?

  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 141
       
       

    *Uno scricchiolìo sospetto indusse Opal a sospendere in aria il suo pennello per un momento e concentrarsi sui rumori intorno a sé. Appoggiò l'utensile nella giara di acqua che aleggiava accanto al divano consunto e mise da parte la tela su cui stava lavorando: trattenne il fiato.
    Certo, tanta era la polvere e il vecchiume della Stamberga che il zampettare di un topo non sarebbe parso assolutamente strano. Eppure quei fastidiosi criiic erano troppo persistenti per essere solamente frutto del leggero passo di un roditore.
    E la porta che si aprì cigolante confermò tale teoria, facendo sobbalzare la Tassetta.

    Al suono di una voce sicura di sé dietro le sue spalle, il timore che si era insediato dentro la ragazzina mutò in autentico terrore: tremò per un istante, poi cadde rovinosamente dal divano per lo spavento improvviso ed inaspettato.

    Prona sul tappeto in velluto che ricopriva le assi rovinate del pavimento, si scostò una ciocca azzurra dal viso e identificò sbuffando il suo interlocutore.*

    Dovremmo smetterla di incontrarci così, Miles... La prossima volta rischerei davvero un infarto...


    *Espressione saccente, sorriso glaciale, occhi magnetici e capelli scuri come la notte: il suo compagno di punizione era tornato.
    I due studenti erano stati scoperti da un professore a gironzolare per la Foresta Proibita oltre il coprifuoco: quest'ultimo era stato stabilito per prevenire la sicurezza degli alunni a causa di un particolare tipo di licantropo che spaventava Hogwarts e i dintorni durante quel periodo; due ragazzi erano scomparsi misteriosamente, allertando ancora di più i docenti e restringendo maggiormente le regole del Castello.
    Ciononostante, i vincolanti dogmi stavano evidentemente stretti al mago e alla strega dagli occhi perlacei, che solevano incontrarsi casualmente nei luoghi più impensabili ed interdetti.

    La giovane si sollevò da terra, mettendosi seduta e fissando il ragazzo con un'espressione perplessa e divertita allo stesso tempo.*



    Ah, io ti avrei fatto beccare? Certo che non ti smentisci proprio mai tu!


    *Esclamò allegra, distendendo i nervi prima contratti in una risata cristallina.
    Osservò Miles sostare teatralmente sulla porta d'ingresso: pareva essere apparso dal nulla e, inoltre, come faceva un mago del primo anno a conoscere la famigerata Stamberga Strillante?*

    Stavo tentando di prendermi una pausa dallo studio e dal TreMaghi, dato che l'ultima volta il mio volo sulla scopa è stato interrotto... E tu? Pausa dalle punizioni?


    @Miles_Halter


  • Miles_Halter

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde
       
       

    *Aveva appena fatto il suo ingresso nella stanza, aveva identificato la tassorosso, prima di osservarne la caduta rovinosa dal divano. La squadrò dall'alto al basso prima di arricciare le labbra in una smorfia divertita. Non potè fare a meno di enunciare una delle sue frecciatine, in riferimento al loro ultimo incontro, che li aveva anche condannati ad una punizione.*

    Meno male che poi non ti facevo paura, eh?

    *Ridacchiò sotto i baffi con la solita espressione da schiaffi, provando ad avvicinarsi all'altra, per osservarla mentre quest'ultima si sollevava da terra. L'espressione tornò apatica dopo pochi secondi; lo sguardo grigio tornò a scrutare ogni elemento presente in quella vecchia e impolverata stanza, prima di provare a sedersi su una poltrona scucita li presente. Portò in avanti il busto e i palmi delle mani andarono a posarsi sulle rispettiva ginocchia. Lo sguardo si perse per qualche secondo, prima che la voce di @Opal_Saphirblue tornò a giungere alle sue orecchia. Il viso si accigliò per qualche secondo prima di tornare ad indirizzarsi verso la nuova interlocutrice dai capelli azzurri. A quella accusa, l'angolo destro delle labbra si sollevò appena. *

    Mai, signora.

    *Il tono era sarcastico e pungente. Raddrizzò la schiena, appoggiandola allo schienale della poltrona, senza badare alla polvere che vi era sopra. Appoggiò lentamente il braccio mancino sul bracciolo della poltrona, ed iniziò a muovere appena le dita, come per far circolare meglio il sangue. Così si stava prendendo una pausa, eh? Non commentò quel "il mio volo sulla scopa è stato interrotto." limitandosi a tornare a fissare la tavolozza di colori che la ragazza aveva portato con sè. *

    Ah, non credo che riuscirò per troppo tempo a tenermi lontano dalle punizioni. Sembra che siano loro a cercare me. Poi, non è che mi turbi più di tanto, solo che le trovo una così inutile perdita di tempo...nel senso..*

    *Si sollevò in piedi, compiendo qualche passo per la stanza, mentre lo sguardo scivolava su quelle file di libri e libri impolverati, credenze piene di ragnatele e vasi rotti, più o meno antichi. Si volse poi di scatto verso Opal e terminò il suo pensiero ,mentre le mani da prima distese lungo i fianchi si sollevarono in segno di incomprensione.*



    Se io credo in quello che sto facendo, non smetterò di farlo solo perchè qualcuno me lo dice o cerca di convincermi a cambiare idea tramite punizioni varie. E' difficile farmi ubbidire..

    *Disse un'ovvetà che probabilmente l'altra aveva già colto da tempo. Portò poi gli arti superiori, tesi verso il soffitto per stenderli e tornò a far calare il suo sguardo sulla turchina.*

    Sono venuto qui per riflettere sulle impronte che ho notato prima del tuo "tentato" e "fallito" tentativo di spaventarmi.

    *Ironia nel tono della voce, prima di puntare ancora una volta lo sguardo al dipinto altrui, incuriosito.*

  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 141
       
       

    *Erano trascorsi solo pochi minuti, eppure Miles già dominava la scena.
    Una frecciatina sarcastica sul timore che lui le incuteva - o avrebbe dovuto trasmetterle - più tardi, il ragazzo si accomodò su una vecchia poltrona dinnanzi alla figlia di Tosca, riassumendo l'espressione austera e glaciale che lo caratterizzava.

    La streghetta appoggiò la testa sulla mano, piegandola leggermente a destra, pensierosa.



    Il giovane, talvolta, sembrava un po' bipolare: in pochi istanti passava da una forte e piccante ironia ad una assoluta apatia, come se le sue emozioni fossero state improvvisamente risucchiate dalla sua severa razionalità.
    Opal riconosceva di essere una strega dalla mentalità altalenante tra il buonsenso e la follia, ma proprio non riusciva a celare così misteriosamente la sua personalità: preferiva essere genuina e aperta. Era più semplice: nessuna maschera, nessuna corazza da sostenere, solo lei stessa.
    Ciononostante, riusciva ad intravedere il vero Io di Miles in determinate situazioni, cogliendo alcuni sprazzi di malinconia di ricordi passati tra un'occhiata beffarda e un arrogante sorriso. E questo era... Interessante.

    Il Serpeverde la fissò per qualche istante, incatenando i loro sguardi incuriositi dalla presenza altrui.
    Rispondendo alla domanda precedente della figlia di Tosca, il mago si alzò per camminare a passo lento per la stanza, sostenendo l'inutilità delle punizioni contro la sua determinazione. Un "È difficile farmi ubbidire..." finale fu la perfetta conclusione del quadro di ragazzo ribelle che Miles voleva dipingere su di sé.

    Proprio bravo... Quando la smetterà di ricoprirsi di quest'aura da Draco Malfoy mancato?

    Pensò la ragazzina dalla chioma turchese, assorbendo una punta di acidità dal ribelle compagno di avventure.
    Alzò le spalle e si sedette nuovamente sul divano, lisciandosi il vestito bianco con le mani, riflettendo sulle sue parole, giocherellando con i pennelli che costellavano il divano.

    Le giunse alle orecchie che Miles si trovasse alla Stamberga per meditare su alcune impronte che aveva osservato la notte alla Foresta Proibita.

    Delle orme?

    Ma di cosa stava parlando?
    Opal sollevò improvvisamente gli occhi argentei sul ragazzo, distraendosi dalla tela che ancora stringeva in mano e lasciandola appoggiata al cuscino sgualcito, permettendo una fugace occhiata al suo dipinto.
    Le tinte si intrecciavano in diverse tinte fredde, sulle cromie dell'azzurro chiaro e del blu cobalto, esaltate da sottili linee candide con valore costruttivo che parevano minuscoli serpenti attorcigliati tra loro. Si poteva intravedere anche una macchia rosea e cangiante, ma la Tassetta si affrettò a voltare la superficie dipinta con noncuranza, per rivolgersi direttamente al suo affascinante interlocutore.*

    Di quali impronte stai parlando, Miles? Per caso hai scoperto qualcosa in più su...


    *La sua mano macchiata di tempera frugò rapida nella borsa in pelle lasciata aperta ai piedi del divano, sbucando dopo poco con un cartoncino che aveva realizzato qualche sera prima, durante la famigerata notte in cui erano scomparsi Gianna e Scorpius.*



    ...ti riferisci a questa giusto? Cioè, al licantropo colpito dalla Luna Rossa...


    *Nonostante la sera del rapimento fosse rimasta nel suo dormitorio, qualche giorno a seguire Opal aveva discusso a lungo con alcuni docenti e svariati alunni per attivarsi riguardo il ritrovamento dei due compagni nelle grinfie dello strano licantropo: i professori avevano categoricamente escluso ogni loro tentativo di ricerca sul campo, reputando la Foresta Proibita, luogo di sparizione del Serpeverde e della Grifa, uno spazio troppo pericoloso per la loro incolumità, irto di insidie e del... Dell'uomo-lupo, appunto.
    Si era quindi optato, dopo mille battibecchi, per una teorica ricerca in Biblioteca oppure aiutare gli Elfi Domestici in Infermiera con gli studenti più giovani, terrorizzati dall'accaduto.

    Evidentemente il ragazzo dallo sguardo di ghiaccio aveva qualche problema di udito... Ecco il motivo per cui si trovava nella Foresta quella notte: si stava dedicando ad accrescere le sue nozioni sul colpevole di tutto questo. Onorevole, da parte sua, mettere a repentaglio la sia vita per altri due coetanei... O c'era dell'altro dietro?
    La Tassetta voleva chiarire le idee confuse che le frullavano in testa.*

    Quindi era per questo che eri nella Foresta Proibita... Ma mi dica, aveva voglia di schiattare, di dimostrare il suo coraggio o tiene davvero a ritrovare Scorpius e Gianna, signore?


    *Domandò ironica, concludendo con il nomignolo appena utilizzato dallo stesso figlio di Salazar poco prima.
    Per quanto ne sapeva, Miles non doveva avere particolari legami con nessuno dei due. Era limpido stesse nascondendo - di nuovo -, qualcosa...
    La streghetta sbuffò piano, divertita: avrebbe dovuto farci l'abitudine con quell'atteggiamento cripitico?*

    @Miles_Halter


  • Miles_Halter

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde
       
       

    *Erano passati pochi minuti e Miles aveva già preso a studiare con attenzione il nuovo ambiente in cui si trovava. Chi ci aveva vissuto nel corso del tempo? Quanto vecchi erano i singoli oggetti li presenti? Si dice che dall'arredamento si possano cogliere molti indizi sulla personalità delle persone. Insomma, stava osservando, studiando quell'ambiente con attenzione, come un animale sulla difensiva. Mentre la ragazza dai capelli turchini sedeva tranquillamente sul sofà impolverato e faceva le sue riflessioni, lui si avvicinò ad alcuni scaffali, sollevò la mano destra e con lentezza fece percorrere le dita su ogni libro li presente, registrando con il freddo sguardo i titoli di ciascuno di loro. I dettagli. Quanto erano essenziali i dettagli. Una sua fissa, forse, ma per lui dipendevano tutto. Potevano aiutare a capire se uno mentiva o se stava indossando una maschera o se celasse qualcosa. In più era una sfida, una sfida contro sè stesso e le proprie abilità e una cosa a cui Miles non sapeva dire no, erano proprio le sfide, tacite o dichiarate. Quel suo "passeggiare" per la stanza aveva però un senso, come tutto quello che faceva. Almeno aveva un senso per lui. *

    Forse ha lasciato qualcosa...

    *Pensò il ragazzo tra sè e sè, ostinandosi a ricontrollare quei tomi e fogli sparsi per gli scaffali impolverati. Se non si fosse capito stava cercando qualcosa. O sarebbe meglio dire che si aspettava di trovare qualcosa. La presenza di @Opal_Saphirblue fu accantonata per qualche istante; la sua mente si stava perdendo in altri ragionamenti contorti, di cui forse avrebbe parlato alla Tassetta ,ma non ora; in un secondo momento. La voce della ragazza lo riportò al presente, in quella stanza e a quella domanda, accompagnata da un fugace movimento nella sua borsa, fecero volgere di scatto il ragazzo verso di lei. Aveva estratto un cartoncino. Il soparcciglio destro si sollevò appena interrogativo, prima di volgere alcuni passi verso la ragazza, puntando gli occhi su quel dipinto. Una rappresentazione di quella notte. La prima notte. Un lieve cenno del capo, prima di far scivolare la punta della lingua lungo l'arcata superiore dei denti, per poi provare a sedersi sul divano accanto all'altra, senza distogliere lo sguardo da quella luna rossa.*

    Ho visto delle orme di centauri. E si, so che la foresta ne è piena, quindi ti starai chiedendo quale sia la novità,giusto? Bene.. erano recenti, dalla consistenza del terreno direi di uno massimo due giorni prima. Erano ben nitide ma erano come se..

    *Il viso si alzò di scatto e puntò la ragazza, arricciando le labbra e tendendo una mano, quella destra in sua direzione, per poi indicare con un cenno del capo il materiale da pittura che l'altra aveva con sè.*

    Hai una matita? e un foglio?

    *Di base non sapeva dipingere ma in disegno non se la cavava male. Come anche Jane aveva scoperto, lui in modo particolare disegnava tutto ciò che riguardava le creature magiche. Voleva mostrarle le orme che aveva visto ma nel mentre, attendendo una risposta e l'eventuale "materiale" altrui. continuò il suo ragionamento.*

    Era come se stessero scappando da qualcosa, in gran velocità. Come ben saprai vivono in gruppi e respingere un lupo mannaro o qualsiasi altra belva isolata, se insieme non è un'impresa assurda, anzi. Per quanto i lupi mannari perdano il "senno" rimangono vittimi degli istinti animali, se ne tengono alla larga, così come qualsiasi altra creatura. Quindi... io credo che qualsiasi cosa gli abbia spaventati, era qualcosa che non erano abituati ad incontrare.

    *Aveva espresso parte del suo ragionamento prima di raddrizzare la schiena e aggiungere cosa volesse fare quella sera, in cui si erano incontrati nella foresta. A quella domanda altrui il capo si abbassò e sorrise enigmaticamente. Le avrebbe detto la natura e la verità del perchè si fosse trovato nella foresta quel giorno? Forse si, forse no. Forse la tassorosso ci aveva visto giusto e le maschere erano si, il suo forte*

    Signora, non ho mai avuto rapporti con Scorpius e con Gianna solo una volta e non scorre buon sangue da quanto ho capito. Da parte di lei, penso, non da me. Mi crede così gentile e premuroso da voler salvare qualcuno? Perchè?

    *Tornò quindi ad osservare l'altra con aria interrogativa. Cosa faceva credere all'altra di essere andato in quella foresta per salvae qualcuno. Lui? Ma se al castello, molto probabilmente era odiato da tutti, e se non da tutti dalla maggior parte.*

    ..E no. Non ho istinti suicidi ma avevo un piano in caso mi fossi imbattuto in qualcosa di troppo "sinistro". In più confido nelle mie conoscenze sulel creature. Volevo provare a parlare con un centauro. Secondo me, loro saprebbero dirci qualcosa in più su questo fantomatico "lupo".

  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 141
       
       

    *Camminava, toccava le librerie, osservava le copertine consunte, passava le dita sulle mensole impolverate...
    Miles si stava decisamente calando nel personaggio di Arthur Conan Doyle, ispezionando accuratamente ogni più piccolo dettaglio della stanza. Opal aveva notato il suo momentaneo straniamento dalla conversazione, mentre lei era impegnata a frugare nella sua borsa e tra i suoi pensieri disordinati.
    Fin dall'inizio si era accorta che, stranamente, pareva come se il Serpeverde già conoscesse quella vecchia catapecchia decadente... Quasi cercasse qualcosa tra i mobili rovinati e le anticaglie secolari...*

    Un altro mistero da scoprire...



    *Si appuntò mentalmente la ragazzina, accennando un sorriso sulle labbra rosee.

    Uno schiocco impertinente della lingua e Miles rivelò le sue recenti novità: aveva constatato alcune insolite impronte nel sottobosco, lasciate sicuramente da alcuni elementi della colonia di Centauri che da sempre occupava la Foresta Proibita. Niente di strano, ma la nitidezza delle orme faceva pensare ad una loro fuga improvvisa: bizzarro, in quanto creature potenti, assai erudite e riservate. Sembrava quasi avessero incontrato un essere mai visto prima, una bestia da temere.

    La streghetta raccolse un mozzicone di matita e un pezzo di pergamena dalla sua sacca e li porse a Miles.
    Ora era il suo turno di mostrare quanto era riuscita a scoprire in Biblioteca con i due Serpeverde Keith e Cristine e la sua amica Katrin, Prefetto di Corvonero.
    Certo, non ci sarebbe stato troppo su cui discutere...
    Nonostante avesse inizialmente appoggiato l'idea, dopo qualche ora di letture interessanti ma relativamente utili, Opal era giunta alla conclusione che forse la scelta non era in fondo stata una delle più efficaci al loro scopo. Starsene con le mani in mano la faceva innervosire, più che tranquillizzare, e proprio lei aveva proposto un parere alternativo sbucato anche nella conversazione con il signor Halter: provare a porre alcune domande ad un Centauro. La sapienza e l'arguzia delle creature magiche più esperte del luogo del rapimento sarebbero state di grande aiuto per le ricerche degli studenti.*

    Sono d'accordo con lei, signor Halter: secondo me parlare con uno di loro potrebbe essere davvero... Illuminante. L'ho suggerito anche a Keith, Cristine e Katrin, si potrebbe domandare l'aiuto - e ovviamente anche il permesso questa volta - al professor Largh, sai, per evitare problemi.
    In Biblioteca alla fine abbiamo letto un'infinità di leggende e miti, assai curiosi, ma di poco aiuto, devo ammetterlo.


    *Rispose, scostandosi una ciocca cerulea dal viso ed appoggiandosi ad uno dei cuscini stropicciati del divano antiquato.

    Non ignorò la domanda ironica del giovane: lo credeva davvero così gentile e premuroso nei confronti altrui?
    Opal aveva la tendenza a vedere del buono in chiunque: era convinta che ognuno condividesse un candido lato gentile intersecato ad una parte oscura e criptica, con cui si doveva imparare a convivere per non esserne sopraffatti. La vita è una questione di equilibrio: ponderare il buono che c'è in noi pigmentandolo a volte con qualche nota color carbone, per rendere più interessante e di carattere la nostra personalità.
    Perfino un ragazzo freddo e apatico come Miles doveva nascondere in profondità - e che profondità - una sfaccettatura di sé... Diversa. La Tassetta ancora non lo conosceva così bene da poter determinare con certezza il suo Io, ma poteva ipotizzare mentalmente le sue prossime mosse.

    La ragazzina dagli occhi perlacei si alzò lentamente dal divano e si avvicinò di qualche passo verso il Serpeverde, ancora appoggiato alla antica libreria in legno di quercia.*

    Beh, perché credo che salvare qualcuno faccia bene all'ego di una persona, alla sua anima... E potrebbe addirittura appagare alcuni errori passati...


    *Pronunciò molto lentamente e ben scandita l'ultima frase, intenzionata a fare breccia nella maschera glaciale del figlio di Salazar.*

    @Miles_Halter




    Ultima modifica di Opal_Saphirblue circa 4 mesi fa, modificato 3 volte in totale


  • Miles_Halter

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde
       
       

    *Arthur Conan Doyle? Esatto, forse il giovane figlio di serpeverde aveva letto troppi romanzi di questo tipo, talmente tanti da voler essere a tutti i costi un novello Sherlock Holmes. La magia era tutto per un mago e al tempo stesso voleva migliorare il suo intuito. Credeva fermamente che l'intuito potesse salvarti la vita più di una volta, lo aveva sperimentato. Si era mosso tra quegli scaffali e lo sguardo continuava la sua ispezione silenziosa e quasi "privata". Era tornato al presente e ora l'attenzione era verso @Opal_Saphirblue. Le spiegò il suo ragionamento e ciò che aveva scoperto. Osservò lentamente il fare della ragazza, prima di afferrare matita e foglio e cercare quindi di appoggiarsi ad un angolo del tavolino scheggiato per rappresentare quelle orme. Centauro: metà uomo, metà cavallo. Rappresentò quindi due dei quattro zoccoli della creatura. Il disegno era chiaro, due zoccoli sul foglio, ma cercò anche di sfumare un po' i contorni, volendo far intendere che lo zoccolo fosse affondato nel terreno morbido e scivolato leggermente in avanti, allungando le impronte, proprio come capita quando si fugge da qualcosa o qualcuno.*



    *Non commentò limitandosi a mostrare all'altra il disegno, accompagnato dalle spiegazioni precedenti. Toccò all'altra parlare e gli occhi di ghiaccio si posarono sulla interlocutrice turchina; lo stava rendendo partecipe di ciò che avevano scoperto in biblioteca. Un sorriso appena beffardo e divertito. Ironico il tono:*

    Davvero? Immaginavo che in biblioteca non avreste trovato nulla... Magari nella parte proibita.. ma anche li reputo sia inutile, almeno fino a quando non capiremo la natura della creatura che abbiamo di fronte e per avere idee più chiare un centauro è quello che ci vuole.

    *Ascoltò il termine della frase della ragazza, prima di fare spallucce. "Chiedere il permesso questa volta"; si forse. Sempre che il professore li avesse perdonati.*

    Credi davvero che il professor Largh,se accettasse, ci porterebbe con lui? O ci odia ancora. Forse a te no, ma scommetto quello che vuoi che con me.. se l 'è legata al dito.

    *Un sorriso divertito apparse sulle labbra del volto di porcellana. Si spostò ancora tornando a quelle librerie e mensole. Prese in mano qualche libro sfogliandolo, rimettendolo a posto e continuando così. All'udire i passi altrui, fermò il suo fare, volgendole lo sguardo. Errori passati eh? Un lieve ghigno in sua direzione prima di commentare.*

    Per quello.. bisognerebbe avere sentimenti, ma non credo quelli facciano per me. Ad ogni modo... forse anche qui potremmo trovare qualche informazione...

    *Volse quindi lo sguardo a quei tomi strappati e lasciati invecchiare. Prima di terminare il suo pensiero e spiegare come mai stesse setacciando quella stanza. Parlò con tono serio e apatico, verso l'interlocutrice. No, non era mai stato li prima ma..*


    Stamberga Strillante.. ne stavano parlando due ragazzi del 6 anno. Mi sono incuriosito e ho fatto ricerche. Ottimo luogo per stare in pace e riflettere ma.. è stata anche l'abitazione di Remus Lupin, lupo mannaro no? Alcuni di loro sono orgogliosi della loro natura ma a mio avviso Lupin non era uno di quelli.. magari mentre cercava conforto e rifugio in questo luogo sperduto ed isolato ha fatto ricerche su questa "maledizione"; scritto appunti e riflessioni sul suo essere e magari... Aveva anche incontrato un lupo mannaro come quello della luna russa... Forse qui c'è qualcosa che potrebbe tornarci utile. Non trovi?

    *Propose il suo punto di vista, prima di attendere un commento dalla tassorosso.*

  • Opal_Saphirblue

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    *Gli occhi grigio perla della Tassetta fecero un ampio giro dal pavimento scricchiolante al soffitto velato di ragnatele all'ironico commento di Miles riguardo le loro ricerche in Biblioteca.
    Sapeva che il ragazzo aveva disapprovato quell'idea in principio, ritenendola superflua, eppure, sentire sottolineare la loro ingenuità risultava piuttosto... Fastidioso.

    Il Serpeverde impugnò la matita offertagli da Opal e ritrasse abilmente le impronte di Centauro che aveva notato nella Foresta Proibita, mentre lei si sistemava i capelli cerulei in due pratiche code.
    La streghetta rimase piacevolmente colpita dalla precisione con cui il compagno di punizione aveva disegnato le orme: le ombreggiature sfumate, i contorni precisi, i volumi correttamente eseguiti... Se non fossero state in bianco e nero, avrebbero potuto sembrare davvero realistiche.
    Sfiorò appena con le dita la pergamena, riflettendo sulle teorie di Miles.

    Leo stessa aveva già dimostrato di essere della sua stessa opinione riguardo l'utilità di un incontro con un Centauro; ora occorreva solamente cercare un modo per rendere possibile la loro trovata.
    Ritornare da soli nel bosco che circondava Hogwarts era da veri citrulli, considerata la facilità con cui un docente li aveva scoperti l'ultima volta. E Opal non era assolutamente intenzionata a trascorrere la sua vita tra l'ufficio della preside Mills e i bagni di Mirtilla Malcontenta, dove avrebbero forse scontato la severa punizione - già immaginava lamenti strazianti, gabinetti intasati e lerciume nauseabondo....

    La ragazzina dai capelli turchini aveva quindi proposto di chiedere aiuto al professor Largh, insegnante di Cura delle Creature Magiche, proprio il mago che li aveva scovati nella Foresta Proibita oltre il coprifuoco, con un diavolo per ogni suo capello rosso fuoco.



    Opal accennò una risata quando il ragazzo dagli occhi ghiaccio espresse la sua sicurezza riguardo l'odio che provava Marcus nei suoi confronti.
    La Tassorosso conosceva abbastanza bene la persona in questione, sia come docente, sia come Responsabile di Casata, sia come compagno di squadra di Quidditch, ed era consapevole della sua razionalità ed imparzialità quando si trattava di argomenti ostici e delicati. Era certa, infatti, che, qualora entrambi gli studenti ribelli gli avessero presentato un piano attuabile e funzionale alla causa, il mago dalla chioma fulva non lo avrebbe rifiutato solo per il castigo appena ricevuto dagli ideatori.

    Alzò lo sguardo, incrociando distrattamente gli occhi del suo... Amico?*

    Vedi, noi Tassorosso non siamo solitamente rancorosi e Marcus non è una persona fiduciosa nei pregiudizi: vedrai, se gli esponiamo il progetto, passerà sopra all'episodio della Foresta Proibita. Dopotutto, provare non costa nulla!


    *Concluse, sorridendo per aver trovato una nuova pensata con cui proseguire il Caso Luna Rossa.
    Si sentiva come una piccola investigatrice e trovarsi con Miles in un luogo sinistro a scambiarsi le loro scoperte acuiva ancora di più la sua impressione. Mancavano lenti d'ingrandimento e taccuini, poi sarebbero potuti diventare Sherlock e Watson.

    Non passò un istante che il viso di porcellana del mago si contrasse in un'espressione malinconica, immediatamente celata dietro un lieve ghigno.
    In quel momento Opal non riuscì più a trattenersi e scoppiò fragorosamente a ridere.
    Una reazione un po' bizzarra, ma l'ego spropositato del ragazzo l'aveva indotta all'ilarità.

    I sentimenti non facevano per lui? Ma figuriamoci! Nemmeno una maschera ben calibrata come la sua poteva pensare tali malsane idee: ognuno di noi possiede una sfera soggettiva, fondamentale per la nostra personalità ed essenziale per godere la vita al meglio. Fosse tutto oggettivo e dominato dall'intelletto, il mondo si rivelerebbe banale, omologato e ripetitivo. Perfetto ed equilibrato, certo, ma l'imperfezione e lo squilibrio, invece, sono sicuramente più accattivanti.
    Miles voleva dare l'impressione di essere ponderato e ben calibrato, ma proprio con quella uscita si era dichiarato, invece, ricco di emozioni difficili da perpetrare.*

    Oh, Miles, quando calerai questa tua maschera di ghiaccio? Tutti hanno dei sentimenti, perfino il più infimo essere del pianeta... E non bisogna esserne spaventati.


    *Ma il Serpeverde si era già voltato verso la libreria, scrutando ogni angolo alla ricerca di un qualche indizio, affermando un'altra arguta riflessione.



    Ma certo, come aveva fatto a non pensarci prima? Il mago aveva ragione: la Stamberga era il luogo ideale per scoprire di più sulle abitudini di un licantropo, del resto, si trattava pur sempre della "casa di trasformazione" di Lunastorta no?

    Opal si batté una mano sulla fronte, per poi scuotere divertita la testa.*

    Ottima idea Miles, non ci avevo pensato! Dove pensi sia meglio iniziare?


    @Miles_Halter


  • Miles_Halter

    Serpeverde

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    *Qualche minuto e la rappresentazione di quelle orme fu completa. Mostrò il foglio all'altra, prima di poggiare la matita vicino ai pennelli altrui; presenti sulla superficie lignea. Lanciò poi quel commento leggermente pungente e sarcastico verso l'antipatia che il professore Largh avrebbe potuto avere nei suoi confronti. No, bisognava ammettere che non lo conosceva affatto. Era il loro professore di Cura delle Creature magiche e a Miles andava a genio il suo approccio a quella materia, che dal punto di vista del figlio di Salazard era la più interessante ma non aveva mai avuto modo di conversare con lui al di fuori della serata priva di luna piena in cui il licantropo si era trasformato ugualmente e nella foresta proibita. In entrambi i casi il professore gli era sembrato abbastanza innervosito e turbato dal suo atteggiamento, quindi, l'ipotesi che potesse avercela con lui, per il serpeverde non era così impossibile. Un cenno del capo verso @Opal_Saphirblue quando quest'ultima rise. Storse il naso prima di incrociare le braccia al petto ed avvicinarsi lentamente all'interlocutrice turchina. Il suo commento venne recepito rapidamente e quelle informazioni sul professore vennero registrate. Come se nella mente del ragazzo, in perfetto stile investigativo, vi fosse un fascicolo per ogni persona che incontrava, contenente tutte le informazioni possibili pe rogni soggetto. Raddrizzò le spalle ed annuì.*

    Oh, su questo hai ragione. Tentare non costa nulla. A proposito... sai qualcosa in merito alla natura della nostra punizione?

    *Chiese all'altra, dopotutto dal modo in cui lei parlata del professore e compagno di casata, sembravano essere amici; magari qualche anticipazione era stata a lei concessa. Il nostro caro Sherlock riprese a camminare per la stanza, con lo stesso passo cadenzato che aveva avuto fin dall'inizio. Lo sguardo ora, però, si soffermava sui vari fogli sparsi per quella stanza. Parlò anche, esprimendo una considerazione su di sè, prima che l'altra scoppiasse di nuovo a ridere al suo dire. Una smorfia appena accennata, prima di volgere di scatto e con sguardo tagliente il volto verso la tassorosso. Ne ascoltò il dire e il lato destro delle labbra si sollevò appena, in quel suo solito sorriso sbilenco e pragmatico.*



    Ho detto che i sentimenti non fanno per me; nel senso che non sono bravo a gestirli. Forse hai ragione Opal. Ne ho e anche tanti.

    *Iniziò quindi a contare sulle dita, quel suo elenco con una certa ironia e amarezza nel tono*

    Rancore, dolore, rabbia, frustazione, vendetta, indifferenza etc. Quindi si, ho sentimenti ma è meglio se li tengo a bada. Non ne sono spaventato, non più .. ci so convivere ormai.

    *Ne disse alcuni prima di voltarsi verso un foglio caduto, non si sa dove su un ripiano. Lo afferrò facendoci scorrere le iridi grige su ogni parola e raffigurazione, prima di riappoggiarlo. L'altra aveva condiviso la sua idea: cercare qualcosa sui licantropi in quella casa che ne aveva accolto uno per anni.*

    Beh da quello che ho potuto vedere fin dal primo momento in cui ho messo piede in questa stanza.. non credo ci sia qualcosa.. o ci mettiamo a sfogliare pagina per pagina di ogni libro ,oppure... ci sono altre stanze qui dentro, che tu sappia? Magari più su?

    *Indicò con l'indice destro il soffitto, indicando un eventuale piano superiore, fermando solo per qualche secondo la sua "indagine". Qualche secondo prima di azzardare?*

    Chi vuoi essere?

    *Non guardò la ragazza e nemmeno specificò quella sua domanda, prendnedo in mano un taccuino scarabocchiato, per studiarlo. A lei le interpretazioni ed eventuali domandi.*

  • Opal_Saphirblue

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    *Dopo un attimo di riflessione da parte del ragazzo, Opal lo trovò stranamente subito d'accordo con lei, a pochi centimetri dal suo viso e con le braccia conserte.
    Era dunque deciso: avrebbero chiesto al professor Largh di provare a chiedere ulteriori informazioni sulla questione ad un Centauro, la creatura più erudita della Foresta Proibita, il luogo del rapimento dei due studenti di Hogwarts vittime di un misterioso licantropo.



    Opal si lasciò cadere lentamente sul divano, sfogliando un libercolo consunto sfilato da una delle librerie che circondavano la stanza decadente.*

    So che la curiosità ti divora e, credimi, è lo stesso anche per me, ma ne so quanto te


    *Sottolineò la sua mancanza di precisazioni riguardo la punizione prossima e riprese ad analizzare le pagine ingiallite del piccolo manuale di astronomia lunare.

    Il mago dallo sguardo argenteo ricominciò quindi ad aggirarsi furtivamente per la sala, alla ricerca di possibili indizi lasciati dal vecchio proprietario della Stamberga Strillante, l'uomo lupo Remus Lupin.

    Dopo la risata e il commento piccante della Tassetta in risposta alla dichiarazione di una totale assenza di emozioni nell'animo di Miles, quest'ultimo assunse il suo caratteristico sorriso enigmatico, questa volta accompagnato da un'occhiata tagliente come un rasoio. Concordò ironicamente con la interlocutrice, evidenziando il suo essere ricolmo di sentimenti.
    Inizialmente Opal si stupì assai per la sua risposta, per abbassare lo sguardo divertita ascoltando la successiva - e più prevedibile - precisazione del mago: elencò un serie di emozioni negative come rabbia, dolore, indifferenza... che riteneva appartenere al suo Io.
    Cosa mai gli era accaduto per rendere il suo spirito un deserto di iceberg che i ghiacci del Polo Nord sarebbero parsi tizzoni bollenti a confronto?

    Altre parole con Miles, altre risposte criptiche su cui andare a fondo...

    Rifletté la Tassorosso, sfogliando un'altra pagina del libro che aveva tra le mani senza distogliere però lo sguardo dal figlio di Salazar. Lo fissò a lungo, come se tentasse di scovare la motivazione di tanta apatia nella sua esteriorità, nonostante fosse il luogo meno indicato per il suo scopo. Piano piano, probabilmente, avrebbe compreso più a fondo la personalità dell'ombroso investigatore.*

    Addirittura vendetta, rabbia, rancore... Signor Halter, mi sa che lei è stata vittima del ghiaccio di qualcuno prima che penetrasse nel suo cuore...


    *Pronunciò lentamente la Tassorosso, passando gli occhi perlacei sulla nuca del ragazzo.

    Il giovane si era infatti voltato nuovamente verso i tomi disordinati ed impolverati sugli scaffali, scartabellando pagine strappate ed appunti rovinati in cerca di qualcosa di utile alla loro causa. Richiuse l'ultimo libro, suggerendo di cambiare stanza o trovare un luogo alternativo per non finire come le infruttuose ricerche nella Biblioteca del Castello.

    Ma la domanda che seguì fu come una lama fredda ed affilata alle orecchie della streghetta dalle ciocche turchine.
    Aveva appena posato ancora una volta gli occhi sulle parole del taccuino che stava osservando, leggendo notizie vaghe e confuse sul fenomeno della Luna Rossa. Ripetevano ciò che già aveva trovato ad Hogwarts, nulla di nuovo... Chi vuoi essere?

    Che abbia bevuto qualcosa di strano mentre ero intenta a frugare nella mia borsa?

    Si domandò la Tassetta perplessa, aggrottando le sopracciglia e corrucciando le labbra rosee. Era una giovane spontanea ed espansiva, non era abituata a messaggi cripitici ed indecifrabili.
    Miles era come un sentiero irto di rami spinosi: riuscivi a liberare il passaggio da uno di essi e subito un altro ti si parava davanti, ostacolandoti ulteriormente.

    E già il misterioso individuo aveva afferrato un notes vecchio e logoro dove nascondere il suo sguardo glaciale.*

    Chi voglio essere? Cosa intendi?


    @Miles_Halter




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  • Miles_Halter

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    Serpeverde
       
       

    *Tutto inutile, sembrava proprio che neanche la tassorosso @Opal_Saphirblue sapesse qualcosa della punizione ormai imminente. Chissà cosa sarebbe toccato loro? Una punizione particolarmente gravosa? O qualcosa di relativamente "semplice" come fare le pulizie? Non che Miles fosse preoccupato, sinceramente non gli interessava minimamente della punizione. Sentirsi in colpa? Non era molto da lui. Se faceva qualcosa, era perchè era convinto delle sue motivazioni. Recepì la risposta della ragazza dalla chioma turchina, prima di limitarsi a sollevare le spalle.*

    Girano voci che sarà "pesante". Credi torneranno alle punizioni corporali?

    *Chiaramente ironico il tono, prima che volgesse l'attenzione su vari elementi della stanza in cui era presente, lasciando cadere la discussione per soffermarsi su altro. Non sembrava esserci nulla di significativo, almeno non in quella stanza, che probabilmente aveva avuto la funzione di un soggiorno..? Non ne era molto sicuro, ma ovviamente non era molto importante come dettaglio. Uno scambio rapido di battute riguardo ai sentimenti, a quello che il giovane figlio di Salazar potesse e non potesse provare. Ora, la tassorosso lo stava fissando, ne sentiva lo sguardo addosso. Non ci badò più di tanto, prima della successiva frase che l'altra gli indirizzò; continuando ad indirizzarsi a lui con " Signor ", gioco che aveva iniziato lui, precedentemente. Il busto si torse e gli occhi grigi tornarono sull'interlocutrice con fare apatico.*

    Beh, Signora Opal, ciascuno ha un vissuto. Alcuni meno gradevoli di altri. Io sono uno di quelli che anche avendo avuto tutto, sotto certi punti di vista è come se non avesse mai avuto niente.

    *Un sorriso amaro e tagliente, prima che anche questa volta lasciasse decadere il discorso, portandosi però istintivamente la mano destra al polso sinistro, lasciando che le dita si infilassero- per quanto possibile- sotto la manica della camicia, sfiorando quei segni sulla pelle, che in alcuni momenti dolevano più che mai. Una smorfia, rapida come un battito di ciglia. Aveva proposto di cambiare stanza... dopotutto li non sembrava esserci nulla di particolarmente interessante. Qualche passo verso l'uscio della porta, prima che lo sguardo si focalizzasse sulla scala che conduceva, possibilmente al piano di sopra. Le labbra si schiusero e la punta delle labbra scivolò lungo il loro contorno. Assottigliò lo sguardo soffermandosi sulle scale, prima di afferrare un taccuino e rivolgere appena divertito quella domanda alla sua interlocutrice, senza guardarla. Il taccuino era per la maggior parte delle pagine vuoto.*

    Mah, inutile... credo ci convenga andare di sopra. Ci sei mai stata? Sai che stanze ci sono?

    *Domandò, rivolgendo il capo verso Opal, turbata dalla sua domanda precedente, al quale ancora non aveva dato una risposta. Abbasso il capo, sollevando appena il lato destro delle labbra. Fece dietro front, avvicinandosi alla ragazza, ancora seduta.*

    Siamo qui per indagare no? Ci servono dei nomi. Ma se non vuoi scegliere ti dirò io chi sei.

    *Alzò le spalle divertito, prima di tendere la mano destra verso l'altra, quasi ad invitarla e per aiutarla ad alzarsi*

    Sarai Watson, elementare no?



    *Un sorriso divertito. Quello suo sbilenco, solito. Una faccia da prendere a sberle, semplicemente Miles. Non aggiunse altro, rimanendo in attesa di una reazione e di una risposta da parte della "collega*

  • Opal_Saphirblue

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    *Una risata cristallina spezzò il silenzio della Stamberga Strillante. La ragazzina dallo sguardo argenteo richiuse di scatto il blocco note che stava analizzando, godendosi quel momento di pura ilarità.
    Il suo interlocutore sembrava curioso riguardo il castigo che avrebbe loro inflitto la preside di Hogwarts a causa della loro recente infrazione del coprifuoco.
    Ma... Punizioni corporali?*

    Probabilmente ci metteranno alla gogna per una settimana, poi toglieranno le nostre unghie una ad una con una pinzetta ed infine scalderanno due pentole capovolte piene di topi sulle nostre pance, cosicché i sorci ci possano divorare le budella...
    Molto da preside Mills, insomma


    *Doveva ammettere di essersi lanciata senza ritegno nella descrizione di macabri sistemi di tortura babbani che aveva studiato alla scuola di Dublino, quando ancora non era a conoscenza dell'esistenza di bacchette magiche e manici di scopa.
    Ricordava infatti che fin dal Medioevo un corpo di individui nominati dal papa, sommo capo di una delle religioni più diffuse al mondo, era impegnato nel perseguitare ed eliminare chiunque non si attenesse al codice e alle leggi stabilite dal pontefice ed ogni metodo era concesso per raggiungere tale scopo.
    Quando aveva per la prima volta letto l'argomento, Opal era rimasta scioccata da quanta sadica creatività può essere immagazzinata in una mente umana, una che di fatto di umano non aveva proprio nulla. Quanta cattiveria, quanto impegno per creare macchinari con cui far soffrire atrocemente numerose persone, talvolta addirittura innocenti? Nessuno si meritava tali crudeltà, nemmeno il peggiore dei criminali, probabilmente.

    La risposta successiva del ragazzo riportò la Tassetta al presente dalle sue innumerevoli finestre mentali, sempre aperte su qualsiasi topico. Sorrise all'appellativo che le aveva affibbiato il Serpeverde, nonostante fosse assai buffo attribuito ad una ragazzina giovane ed esile come lei.

    Quindi Miles aveva, come la streghetta già sospettava, un passato travagliato. Ecco la probabile origine di tale freddezza. Opal notò le dita del ragazzo indugiare sul suo polso sinistro, ma non riuscì a scorgere nulla di significativo. Parlava di mancanze e di eccesso di beni... Opal decise di assecondare la sua curiosità, addentrandosi cautamente nella questione, cercando di non sembrare una fastidiosa ficcanaso.*

    Quando dici di aver avuto tutto e niente, intendi che i tuoi genitori ti hanno concesso l'impossibile pur non donandoti alcun tipo di... Affetto?


    *Un sorriso amaro si impossessò delle labbra del figlio di Salazar, segnalando il suo disagio riguardo quel delicato argomento.

    Smorzò dunque l'atmosfera tagliente con una battuta riguardo le loro possibili identità alternative.
    Opal sbuffò divertita: quel "gioco" investigativo iniziava a piacerle... Poteva starle bene l'aura da investigatrice forse...



    Allora, collega Sherlock, cosa proponi di fare?


    @Miles_Halter




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  • Miles_Halter

    Serpeverde

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    *Ovviamente la sua domanda sulle punizione corporali era stata un'esagerazione con una spruzzatina di sarcasmo e il risultato lo aveva ottenuto, poco dopo @Opal_Saphirblue aveva riso, stando anche al gioco. Sentì quello che l'altra sapeva sulle punizioni corporali in silenzio, mentre sul viso di porcellana si dipinse un ghigno divertito.*

    Davvero?! Ah, meno male. Spero che mettino anche la mia preferita,.. dove ti ricoprono i piedi di sale e lasciano che le capre te li lecchino fino all'osso.

    *Ironico come sempre, inutile specificarlo ma a quanto pare erano davvero esperti in fatto di torture medioevali, tipiche dei babbani. Un'alzata di spalle, prima di far roteare gli occhi verso un libro li a terra dalla copertina rossa. Non distava molto da lui, era appena sotto alla finestra, dall'altra parte della stanza ma perchè muoversi quando si ha una bacchetta? Arricciò il naso, mentre qualche pensiero corse per la sua mente, veloce come un fulmine ed infine rivolse una nuova frecciatina alla ragazza dai capelli turchini, senza guardarla.*

    Certo che sei un'esperta di torture, non lo avrei mai detto. Che anche tu abbia un lato oscuro?

    Accio libro!


    *Domandò con il suo solito tono provocatorio, prima di estrarre la bacchetta da sotto il cappotto ed afferrare quel libro rosso. Qualche secondo e quest'ultimo finì nella sua mano sinistra con un rumore sordo. Il discorso scivolò su altro, su un topic più conoscitivo. Si era forse lasciato sfuggire troppo e come spesso soleva fare, fece un passo indietro. A quella sua domanda il volto tornò di nuovo verso l'interlocutrice tassorosso, squadrandola appena. Il lato destro delle labbra si sollevò e con il suo solito fare ambiguo, portò la punta della bacchetta che nacora reggeva nella destra alla rispettiva tempia.*

    oh, no. Intendevo la sanità mentale

    *Alzò le spalle, senza aggiungere altro. Insomma aveva evitato di rispondere, per quanto forse poteva anche essere logica la risposta alla domanda di Opal. Si scostò dallo stipite della porta, osservando la ragazza. Era daccordo sul suo ruolo di "Watson", ottimo. Che fare ora? Beh, ricerche ovviamente ma prima una nuova domanda.*

    Direi di vedere se troviamo foglietti sparsi tra i libri o qualche diario... ma, secondo te dormiva qui?

    *Il viso, così come il tono erano tornati freddi, apatici e distaccati. Gli occhi lentamente tornarono al libro dalla copertina rossa che recava in mano.*


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