Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Giardino - venerdì 25 Gennaio - 21.00


    Alcune chiarezze onde evitare di sbagliare e di non essere coerenti con la storia e l'ambientazione.

    Citazione:
    La Timeline e la spiegazione di ciò che è avvenuto, assieme a molti altri dettagli, la potete trovare cliccando su questo link.
    Tutti gli studenti e gli adulti possono partecipare a questo evento molto particolare e differente dalle semplici Role.

    Sarà possibile rispondere a questa role solo dopo il post iniziale pubblicato dal PNG di Rose Weasley, fino a quel momento è consigliato non scriverci.




    Ultima modifica di Charlotte_Mills circa 3 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  •    
       

    *Rose Weasley-Granger saltellava qua e la per i dintorni del castello di Hogwarts. Non era una pazza in preda a qualche incantesimo, ma semplicemente si stava dirigendo verso la Serra di Erbologia dove sapeva di trovare la professoressa Arfen. Qualche giorno prima le aveva chiesto consiglio su una pianta particolare e, la donna, aveva avuto l'idea di donarle un esemplare di quello che interessava a Rose. Per quello, quella sera, si trovava al di fuori delle mura sicure del castello adibito a scuola di magia e stregoneria.
    Rose adorava le lezioni di Erbologia, in particolare tutta la dedizione che la ex Tassorosso voleva trasmettere agli studenti per la materia che insegnava.
    Dopo aver scambiato qualche chiacchiera con la professoressa riguardo la sua materia e i possibili argomenti degli esami di fine anno, decise di tornare verso la sua seconda casa: Hogwarts.
    Da quella distanza il castello era davvero meraviglioso: si stagliava nel buio della notte da poco iniziata e, le luci del castello sembravano tante piccole lucciole. Un sorriso comparve sul volto della dodicenne smistate, l'anno precedente, nella stessa casata dei suoi genitori.
    La cravatta era rossa e dorata, i colori caratteristici di Grifondoro. Quella sera però la sua cravatta era poco visibile dato che, per via del freddo, la ragazzina si stringeva forte nel suo mantello color della pece, era possibile però notare i colori della sua casata nella sciarpa che indossava in quei mesi invernali.
    Uscita dalla Serra di Erbologia, con i libri sotto il braccio, si avviò verso la sua unica destinazione per quella sera: la sua sala comune. L'idea di un camino scoppiettante le allietava la mente, incoraggiandola a muoversi per raggiungere la torre di Grifondoro.
    Non prese scorciatoie di nessun tipo, passò però per il giardino della scuola. In primavera quel luogo era davvero stupendo. Alberi pieni di foglie, aiuole e cespugli in fiore erano una gioia per gli occhi per via dei loro colori appariscenti.


    Rose camminava.
    Camminava e continuava a camminare mentre, nella sua mente, una canzoncina sentita su “Radio Strega” qualche giorno prima iniziava a prendere piede. “I've got no root, but my home was never on the ground” continuava a ripetersi mentre canticchiava a bassa voce, una melodia ripetitiva ma davvero molto orecchiabile.
    Si strinse ancora di più sotto il caldo mantello, nascondendo il mento nella sciarpa della sua casata.
    Intorno a lei non c'era nessuno. Il silenzio in quel momento della serata, cioè poco prima del coprifuoco, era davvero qualcosa.. di meraviglioso? Di solito Hogwarts era piena di voci di adolescenti, ma in quel momento tutto quel silenzio sembrava surreale.
    Un rumore indefinito però la costrinse a voltarsi.
    Non c'era nulla se non i cespugli del giardino che, in quel momento della stagione, erano privi di foglie e di fiori colorati.
    Notò subito di non essere da sola. Qualcuno uscì dall'ombra... o meglio qualcosa si mostrò a lei.
    Il Lupo Mannaro era tornato.
    Avanzava lentamente verso di lei, mentre una gelida folata di vento mosse i capelli lunghi e cespugliosi della dodicenne. Il cuore le batteva forte come mai era successo prima di quel momento.
    I libri che teneva in mano caddero a terra rompendo il silenzio attorno a lei.
    Fece qualche passo cercando di indietreggiare tranquillamente, senza però mostrare la paura che la stava invadendo dall'interno. Quando la creatura si avvicinò ancora di più lei, ringhiandole contro, non potè far altro che girare i tacchi e scappare.*

    AAAHH!!

    *Urlò involontariamente, sperando però di essere udita da qualcuno.
    Sapeva che alcuni studenti erano ancora presenti li fuori, li vedeva dalle luci delle loro bacchette mentre altri si trovavano già all'interno del castello.*

    Aiu..AIUTO!

    *Non avrebbe potuto scappare per sempre da quella creatura. Lei era solo una studentessa del secondo anno mentre, il suo inseguitore era un pericolosissimo Lupo Mannaro.
    In tutto quello non si era accorta che, in quella serata, la luna splendeva bellissima in cielo. Era una luna piena.*




    OFF GDR
    Questa è l'ultima role organizzata dell'evento Werewolf, partecipate numerosi!
    Per ulteriori info e domande potete contattare qualsiasi membro dello staff.

    Buon divertimento Smile

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  • Cristine_Cullen

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 244
       
       

    *Cristine era appoggiata a una colonna della mura del castello mentre leggeva un incantesimo scritto nel libro che avevano insegnato proprio quella mattina e la Serpeverde muoveva leggiadra la bacchetta per impararlo al meglio. Lanciò un’occhiata all’orologio che teneva al polso e si accorse che il tempo stava scorrendo abbastanza velocemente, infatti erano già le 21.00. Forse era meglio se tornava nella Sala Comune. Infilò il libro nella borsa e la bacchetta nella tasca del mantello pronta a tornare dentro quando un urlo la fece voltare verso il giardino del castello.*

    Ma cosa?


    *Fece qualche passo in avanti sporgendosi con il collo in avanti per cercare di vedere qualcosa, ma non c’era nulla. Pensò che qualche studente stesse giocando quindi si voltò di nuovo per andarsene, ma proprio in quel momento sentì chiaramente un “ aiuto “ così senza pensarci troppo corse in quella direzione. La bacchetta stretta nella mano destra mentre il fiato le stava diventando corto si fermò quando vide una chioma rossa correre nella sua direzione.*

    Ehi! Che succede perché stai correndo?

    *Quando fu abbastanza vicina riconobbe la ragazza. Si trattava di Rose Weasley la figlia di Ronald Weasley ed Hermione Granger. Cristine guardò alle spalle della ragazza e quando riconobbe da cosa stava scappando la ragazza quasi svennè. Un Lupo Mannaro era entrato nel castello e doveva essere lo stesso che aveva tenuto per settimane prigionieri Scorpius e Gianna. La Serpeverde non ci pensò molto e scagliò il primo incantesimo che le venne in mente non preoccupandosi dei danni che avrebbe potuto creare.*

    BOMBARDA MAXIMA!

    *Lo lanciò contro il terreno per impedire al Lupo di avvicinarsi troppo e poi si voltò verso la dodicenne.*

    Corri dentro!


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  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 763
       
       

    *La cena nella sala grande era finita, lo stomaco era soddisfatto ogni oltre limite, tanto che la bruna pensava che avrebbe rimesso tutto il cibo ingurgitato. I suoi conciasti imboccarono le scale diretti alla sala comune blu bronzo per intavolare una partita a scacchi magici, immergersi in una buona lettura o scambiare opinioni di fronte all'allegro scoppietto della legna arsa. Però il prefetto sentiva lo strano bisogno di passeggiare, probabilmente per riuscire a digerire l'abbondante pasto appena consumato. Si voltò verso il portone d'ingresso, la luna argentea splendeva piena nel cielo petrolio. Katrin distese le labbra in un sorriso, non sapeva perché ma era sempre stata affascinata dalla notte. Con un veloce movimento del polso richiamò a sé il mantello dalla sua stanza, lo indossò con calma e varcò il pesante portone il legno massiccio. Molti studenti vagavano poco lontano dall'ingresso della scuola magica, scambiando convenevoli o godendosi l'aria fresca. La corva sentì il freddo pungerle le guance, un lieve brivido le percorse la schiena, respirò lentamente e una nuvoletta di vapore si levò dal suo respiro tremulo. Imboccò un vialetto e iniziò a camminare senza allontanarsi troppo, la neve fresca imbiancava ogni cosa rendendola candida e inviolata, qualche orma si distingueva lasciando largo spazio all'immaginazione della ragazza. Le piante di rose non erano altro che lontani fantasmi di ciò che sarebbero stati da lì a qualche mese. Gli alberi spogli sembravano vecchi scheletri incartapecoriti e rattrappiti dal freddo, i lunghi rami si protendevano verso il cielo come in una muta supplica, zone di ritrovo per gli studenti erano sepolte sotto una coltre bianca e quindi impraticabili. Il chiacchiericcio dei compagni la accompagnava mentre con passo lento e svogliato si aggirava per ciò che, nella giusta stagione, diventava una cacofonia di colori e odori. Le sue iridi smeraldine si soffermavano sui piccoli dettagli, come il verde sbiadito di un nuovo bocciolo, prestivo, ma a monito dell'avanzare dell'inverno e dell'avvicinarsi della primavera. Era tutto così tranquillo e quieto, così come se il mondo stesso stette trattenendo il fiato. Questo pensiero attraversò la mente della corva e un senso di disagio e aspettativa si impossessarono di lei rendendola irrequieta.*



    * L'urlo squarciò la notte, dandole da una parte senso di sollievo, la tensione l'aveva portata a irrigidirsi al punto da sentire dolore fisico e dall'altro sentì i suoi muscoli scattare, il cervello mettersi in moto. Vide una figura correre e si lanciò al suo inseguimento. Qualcosa la fece fermare, si arrestò di botto, i piedi si piantarono al suolo con irruenza, voltò lo sguardo alle sue spalle, verso l'ingresso. C'erano altri studenti, alcuni allungavano il collo, altri si stavano dirigenti verso la fonte dell'urlo. Non serviva che si mettessero in pericolo, anzi, visto che ancora non sapeva la fonte o il motivo di tale gesto doveva limitare i possibili danni.*

    Tutti dentro! Trovate un professore o la preside!

    *Dopo aver dato disposizioni semplici e precise ripartì verso la chioma corvina che aveva visto saettare poco prima. La scena che si presentava era da gelare il sangue: il lupo mannaro che aveva messo in allarme Hogwarts e il mondo magico londinese si stagliava oscuro e minaccioso, la piccola Rose Weasley era pietrificata dalla paura e in viso un'espressione di puro terrore. Nel mezzo la giovane serpeverde Cristine Cullen si stagliava a bacchetta tratta, Katrin vide l'incantesimo partire e sapeva che avrebbe solo fatto infuriare ulteriormente la creatura, che sotto l'influsso della luna piena non aveva più nulla di umano.*

    PROTEGO TOTALUM

    *Esclamò avanzando, sapeva che l'incantesimo non sarebbe servito a molto, ma doveva tenere al sicuro le studentesse, temporeggiare, almeno finché non fossero sopraggiunti dei rinforzi.*

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  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 110
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Dorcas era seduta, in silenzio, all’ombra di un salice; le mani strette in grembo e il capo lievemente inclinato verso sinistra. Era avvolta nel suo mantello color della notte e i capelli pallidi le ricadevano, intrecciati, sulla spalla destra. Un libro sostava indisturbato al suo fianco, ma lei sembrava non badarci, intenta com’era ad osservare gli ultimi studenti affrettarsi oltre le mura del castello.
    Aveva passato l’intero pomeriggio in quello stato di semiapatia a saggiare la leggerezza del vento sulla sua pelle, ormai gelida, e a reclamare quei puri attimi di pace che tanto si ritrovava ad agognare.
    Da quando era stata costretta ad impegnarsi in quel lavoro aberrante, non riusciva più a ricavare del tempo per se stessa. Lo studio richiedeva impegno e per quanto, in ambito lavorativo, si limitasse ad agitare la bacchetta, sottostare agli ordini di individui altri ai sui genitori era sempre stato per lei un ostacolo da non sottovalutare.
    Questo era stato il motivo che, quel pomeriggio, l’aveva spinta ad abbandonare qualsiasi forma di impegno per dedicarsi completamente a se stessa. Aveva pensato di dedicarsi alla lettura, interesse che da sempre la rilassava, eppure non era riuscita a concentrarsi su più di una parola ed era finita a lanciare incantesimi sulle foglie che lentamente si staccavano dai rami secchi dell’albero alle sue spalle.
    Non sapeva cosa le prendesse, erano giorni che si sorprendeva ad osservare il nulla o a perdersi a causa della distrazione. Sembrava costantemente con la testa tra le nuvole, come se avesse scoperto un universo etereo e fosse maldisposta a condividerlo persino con se stessa, sebbene si trovasse spesso a vivere assoggettata ad esso. Ma non aveva voglia di preoccuparsene, era una corvonero, la sua mente andava da se, le suggeriva come comportarsi e poco importava che lei la comprendesse. Sapeva che prima o poi tutto avrebbe acquisito un senso, era come essere in una fase di stallo, in cui la sua mente elaborava qualcosa che lei non era ancora pronta ad apprendere.
    Accarezzo il prato, umido, ai suoi piedi e socchiuse gli occhi, prima di sospirare sommessamente. Strinse le dita affusolate lungo la copertina di cuoio, del libro al suo fianco, e reclinò il polso, puntellandosi sul terreno con il ginocchio e sollevandosi di scatto, come una molla tirata al limite.
    Una folata di vento gelido le accarezzò le gambe, nel punto in cui i calzini bordati di blu lasciavano spazio alle balze della gonna, scoprendone un’ampia porzione. La corvonero strinse i due lembi del mantello, lasciando visibili solo le mani guantate, tra cui faceva capolino il libricino sgualcito. Sulla copertina vi erano incise solo tre lettere, vergate con una calligrafia raffinata ed elegante “D & L” che non lasciavano tanto spazio all’immaginazione. Dopotutto, per quanto introversa e silenziosa fosse Dorcas Moore, tutti sapevano chi fosse quel misterioso ragazzino dagli occhi grigi che la tormentava e che colorava quel volto di bambina di un sorriso sbiadito che non meritava.
    Fu così che, con passo felpato, si avviò verso le mura accoglienti del castello di Hogwarts. Lo sguardo fiero e il volto sempre alto, le movenze di una donna forte e determinata, maldisposta ad assoggettarsi al dolore e alla malinconia. Non badava molto a ciò che la circondava, come al solito, persa in chissà quali congetture fu per questo che quando un grido, seguito da un fragore improvviso, la colsero del tutto alla sprovvista.



    Come un riflesso involontario, agguantò rapidamente la bacchetta, portandola davanti al volto pronta ad attaccare. In pochi secondi i suoi sensi si convogliarono in quell’unico mezzo a cui si aggrappava con tutte le sue forze.
    Aguzzò lo sguardo, spostandolo verso il castello e focalizzando tre figure che si muovevano in un turbine di polvere e detriti. Improvvisamente si sorprese a correre nella loro direzione fino a distinguere la situazione con chiarezza.
    Davanti ai suoi occhi si stagliava la figura longilinea di una creatura semiumana di cui spesso aveva sentito parlare. Si avvicinò con cautela per consentire ai suoi occhi curiosi di osservare con attenzione quell’essere che tanto la incuriosiva, ma non temporeggiò più del dovuto.
    Al suo fianco si ergeva combattiva Cristine, la probabile artefice dell’incantesimo avventato che aveva demolito una cospicua porzione del giardino. Una zolla di terreno volò nella sua direzione e la bacchetta della corvonero si mosse quasi di sua spontanea volontà, con un fluido movimento del braccio, mentre la ragazza enunciava il primo incantesimo che le era sembrato utile*


    Depulso!


    *con una tale forza da frantumare il piccolo pericolo in cui rischiava di incorrere. Avvertiva la magia attraversarle le dita sottili legandole con forza al legno della bacchetta. Si guardò intorno cercando di distinguere qualcosa intorno a lei. Vide una chioma ramata fuggire in direzione del castello, invogliata dalle serpeverde e non potè fare a meno di sperare che avesse la lungimiranza di avvertire qualcuno.
    La fortuna sembrava volgere in loro favore perché in pochi secondi Katrin varcò la soglia del castello, probabilmente attirata dal frastuono proveniente dall’esterno. La sentì scagliare un incantesimo di protezione ma non sarebbe servito a molto. Dovevano agire in fretta e sapeva che il caos provocato dall’esplosione non avrebbe contribuito a rendere di umore collaborativo la creatura. Avvertendo un incontenibile senso d'impotenza la ragazza non poté, quindi, far altro che cercare di proteggersi il più possibile servendosi delle proprie conoscenze e la propria abilità magica.*

    @Cristine_Cullen, @Katrin_Hopkirk, @Rose_Weasley,




    Ultima modifica di Dorcas_Moore circa 3 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 312
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Un altro mese stava per concludersi, non le sembrava vero ma lei era già al secondo anno della sua istruzione magica. Eirwen si era abituata alla vita ad Hogwarts, ai ritmi frenetici scanditi da lezioni, compiti, libri, esercitazioni e chiacchiere con gli amici.
    A volte ancora sentiva la mancanza di papà e di Galway, nonostante si scambiassero lettere almeno due volte a settimana e lui si premurasse di farle avere spesso foto della sua città natale. Tuttavia doveva ancora trovare nella scuola qualcuno con cui parlare delle sue passioni, non era riuscita a trovare una persona con cui condividere davvero i suoi studi e le sue curiosità, come riusciva a fare con il padre.
    Pensava a questo mentre, nascosta dall’ombra delle mura, se ne stava appoggiata da sola. Il cielo era sereno, dopo giornate di nevicate intense, aveva deciso di dare una tregua agli abitanti del castello. La neve ricopriva i giardini del castello, che in primavera erano un tripudio di colori: fiori di ogni specie arrichivano il verde dei cespugli, mentre grandi alberi gettavano ombre su gruppi di adolescenti. Quella sera invece il bianco della neve rendeva tutto uniforme, piatto; il paesaggio adatto per lasciar correre i pensieri, mentre la luna piena alta nel cielo creava misteriosi giochi di luce.*



    *Eirwen si sentiva strana, si era svegliata quella mattina sentendosi così, non sapeva spiegare cosa avesse; poi quella sera era arrivata la luna piena a peggiorare quell’emozione: da mesi quell’evento era motivo d’ansia nel castello, da quando alcuni mesi prima un lupo mannaro era apparso nel castello.
    Intorno a lei, sentiva il vociare degli altri ragazzi, sulla pelle percepiva il freddo che penetrava i pesanti strati del mantello e della sciarpa, ma niente riusciva a superare quel muro di apatia che era sceso su di lei.
    Poi all’improvviso un urlo squarció il silenzio, quello era il segnale, quello era il momento che aveva atteso per tutto il giorno, l’unica cosa che poteva scuoterla. Volse lo sguardo verso la direzione da cui era arrivato il suono, la voce proveniva da poco distante ed Eirwen era indecisa su cosa fare.
    Un istante di indecisione interrotto da un secondo urlo, questa volta riconobbe le parole: era una richiesta di aiuto; sapeva che non era saggio correre dritto verso il pericolo, ma non sarebbe rimasta lí a guardare. Poi le tornò in mente quanto aveva visto poco prima: una sua concasata, Rose Weasley, si era diretta da sola verso le serre, la stessa direzione da cui era arrivato l’urlo. Quello era tutto ciò che le serviva per prendere la decisione, una persona che conosceva, una ragazza della sua età con cui aveva condiviso alcune lezioni era in pericolo e non sarebbe rimasta ferma.*



    *Si allontanò di scatto dal muro, a cui si era appoggiata, e correndo raggiunse il luogo dove tutto stava accadendo.
    Nei pochi istanti di indecisione che le erano serviti per decidersi, altre persone si erano avvicinate. Una di queste era una ragazza più grande, che ordinò a tutti di tornare dentro, Eirwen però non avrebbe ascoltato: non sapeva chi fosse, non le sarebbe importato nemmeno se fosse stata un Prefetto, non era nella sua natura restare a guardare, non aveva mai voltato le spalle a un pericolo per salvarsi e non avrebbe iniziato ora.
    Oltre ad Eirwen, in tutto le ragazze accorse erano tre e incantesimi di ogni genere iniziarono a volare: chi faceva scoppiare il terreno, chi lanciava incantesimi scudo, chi cercava di distruggere i detriti che volavano. Nella foga di rendersi utili avevano creato più confusione e senza dubbio avevano contribuito a rendere ancora più feroce il lupo, mentre Rose rallentata dalla paura non si trovava ancora al sicuro nel castello. Eirwen la prese per mano e, correndo insieme a lei, fece in modo che arrivasse al sicuro il prima possibile.*

    So che sei spaventata, ma qualcuno deve informare la Preside Mills o qualche professore! Corri a chiamare qualcuno, Rose!

    *Le urlò prima di lasciarla andare; solo a quel punto, mentre tornava sui suoi passi, si permise di estrarre la bacchetta, che fino a quel momento era rimasta nella tasca del mantello, stretta nella mano destra. Non aveva intenzione di avvicinarsi troppo, nel giardino un caos di detriti rendeva impossibile capire la situazione, ma voleva essere a portata di bacchetta nel caso qualcun’altro si trovasse in pericolo e avesse bisogno di aiuto per raggiungere il castello.*

    @Cristine_Cullen, @Rose_Weasley, @Jane_Casterwill, @Chloe_Hills, @Sarah_Jonson, @Opal_Saphirblue, @Gianna_Fields, @Dorcas_Moore, @Sprotte_Smerald, @Marissa_White, @Serenity_Hunter, @Charlotte_Mills, @Miles_Halter, @Keith_Connington, @Katrin_Hopkirk,


  • Chloe_Hills

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 509
        Chloe_Hills
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La Serpeverde era tranquillamente appoggiata ad una parete del castello di Hogwarts, con in un mano un libro di creature magiche. Non pensava a niente, i suoi pensieri avevano preso possesso di lei e spesso doveva rileggere una riga più volte per cercare di afferrare l'argomento. A pochi metri da lei c'era Cristine, una sua amica, che aveva salutato con un cenno di mano poco prima. Nel cielo scuro sorgeva la luna piena, che illuminava con i suoi raggi argento la terra e faceva brillare ogni angolo del castello.
    Ad un certo punto...successe tutto così in fretta. Chloe udì un urlo strozzato ripercorrere le stanze del castello e un nodo le si formò in gola. Che cosa stava succedendo? Una ragazza si avvicinò con un espressione spaventata in volto? Chi era? Con tutto quel chiasso, la Serpe non riusciva a distinguerne il volto...ma aspetta. Era Rose Weasley! Dopo poco una strana figura si avvicinò correndo, e la Serpe per poco non si sentì male. Un lupo mannaro. Cristine lanciò un Bombarda Maxima, e la serpeverde, spaventata e confusa com'era, non riuscì neanche ad intravedere i danni causati. Ma almeno -forse- aveva intimorito il lupo! Chloe si sentiva in bisogno di intervenire, ma la voce si era bloccata come la mente, che non riusciva a pensare a un possibile incantesimo contro l'animale feroce. Ma doveva fare qualcosa, l'animale si era rialzato. Con un grido strozzato urlò un incantesimo, il primo che le era venuto in mente.*

    Lacarnum Inflamare

    *Si allontanò velocemente, con il fiato che inspirava velocemente. Non riusciva neanche ad intravedere chi era lì con lei, ma non era sola. Aveva sentito la voce di Dorcas che scagliava un incantesimo contro il lupo, ma non vedeva se quest'ultimo si era ferito o no. C'era un caos di detriti incredibile, ma in quella situazione era il minimo problema. Un lupo mannaro, nel castello! La Serpeverde si allontanò coprendosi le mani per evitare che i detriti le arrivassero addosso, ma cambiò idea un attimo dopo, quando un detrito le sfiorò la caviglia e la fece inciampare.*

    Accidenti! Meglio che torno dagli altri!

    *Una volta arrivata, intravise le figure di Rose e di Eirwen, spaventate quanto lei. Le uscì spontaneo chiedere loro come stavano e se erano ferite*

    ragazze tutto okay?

    *Era una domanda stupida, ovvio che non andava nulla bene! Ma voleva sentirsi rassicurare. Bisognava avvisare qualcuno, e anche subito! Era troppo pericoloso stare lì, infondo Chloe era ancora al quarto anno! Si allontanò per l'ennesima volta dal corridoio di battaglia, in cerca di aiuto, urlando con quanto fiato aveva in gola*

    Aiuto! C'è qualcuno?

    @Cristine_Cullen, @Rose_Weasley, @Jane_Casterwill, @Sarah_Jonson, @Opal_Saphirblue, @Gianna_Fields, @Dorcas_Moore, @Sprotte_Smerald, @Marissa_White, @Serenity_Hunter, @Charlotte_Mills, @Miles_Halter, @Keith_Connington, @Katrin_Hopkirk @Eirwen_Quinn,




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  • Gianna_Fields

    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1202
        Gianna_Fields
    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [Infermeria]


    *Erano passati ormai diversi giorni dal salvataggio avvenuto nella Foresta Proibita. Lei e Scorpius, dopo lunghi ed interminabili giorni di prigionia, erano stati finalmente ritrovati e messi in salvo dall’aiuto dei docenti, della preside e tante altre figure. Doveva loro molto e non avrebbe mai dimenticato ciò che avevano fatto per salvarli. Avevano messo in pericolo anche le loro vite e questo non poteva non essere ricordato. Purtroppo di quella serata ricordava ben poco, ciò che sapeva in quel momento le era stato raccontato da altre persone tra cui Jane, sua inseparabile amica che, da quando era stata ritrovata, non mancava di farle visita nemmeno un giorno. Da quando le erano state somministrate le cure necessarie, si sentiva molto meglio e sembrava aver recuperato la maggior parte delle forze, ma l’infermiera insisteva per tenerla ancora qualche giorno li, giusto il tempo di completare il ciclo delle medicine tra cui la Pozione Anti-lupo. La ferita sul fianco destro era quasi guarita, le provocava giusto qualche fastidio quando cercava di girarsi su quel lato o se lo sforzava. Ma non era nulla che non potesse superare, il peggio sembrava ormai passato. Scorpius invece era stato dimesso qualche giorno prima poiché le sue ferite non erano cosi gravi. La Grifondoro fu estremamente felice di vederlo in piedi mentre con un sorriso usciva da quel posto. Era sicura che quella vicenda li avesse legati in un modo indescrivibile e mai avrebbero dimenticato l’accaduto. Si voltò verso la porta, erano le due del pomeriggio ed era sicura che a breve il Prefetto più in gamba che conoscesse avrebbe fatto il suo esuberante ingresso, portando una boccata di aria fresca. E Gianna aveva bisogno più di ogni cosa di un po’ di allegria e positività. Jane era una persona buona, disponibile, apprensiva, leale, generosa e gentile che per lei si era fatta in quattro nei giorni della sua scomparsa, l’aveva saputo tramite altri studenti. Ma era anche una ragazza dura, inflessibile che, quando il caso lo richiedeva, non accettava un no come risposta. Avevano litigato molto spesso in passato ma ogni volta erano tornate insieme, sempre unite come fossero poli opposti della stessa calamita. Nulla le avrebbe mai separate ne spezzato quel legame. Jane era la sua persona speciale, avrebbe anche lei fatto di tutto per lei. Mentre questi pensieri felici le attraversavano la mente, i suoi occhi caddero sulla pozione che era poggiata sul comodino. L’infermiera, cosi come gli insegnanti e la preside, si erano raccomandati di prenderla alle 16 in punto. Non un minuto di più né uno di meno. E la Grifondoro non aveva fatto domande di nessun tipo, aveva annuito e basta. Mancavano ancora un paio di ore cosi, mentre osservava il soffitto, cadde in un sonno profondo.*

    [Inizio Flashback]


    *Il freddo impediva alla Grifondoro il benché minimo movimento, le sembrava di essere bloccata e non sentiva più le gambe. Non ci vi era traccia del Lupo e, quel piccolo fuoco che aveva acceso era ormai spento. Gianna guardò Scorpius che era raggomitolato su sé stesso, scosso da freddo.*

    Tranquillo Scorpius, sono sicura che presto arriveranno!

    *Era come un mantra che ripeteva più per convincere sé stessa che il ragazzo. Stava davvero iniziando a perdere le speranze quando un rumore attirò la sua attenzione. Si voltò e dopo qualche secondo, vide finalmente un viso conosciuto. Marcus Largh, docente di Cura delle Creature Magiche, si faceva largo per raggiungerli. Riconobbe anche la preside e Shana, una ragazza che aveva avuto il piacere di conoscere. La sua felicità era immensa ed indescrivibile! Il professore riuscì con molti incantesimi ad aprire la gabbia e i due ragazzi vennero tirati fuori. Shana la prese sotto il braccio per sostenerla.*

    Andrà tutto bene tesoro; adesso ci siamo noi qui e vi riporteremo subito al Castello, al sicuro

    *Le parole confortanti di Shana fu l’ultimo ricordo poiché dopo il buio l’avvolse e si risvegliò in infermeria.*

    [Fine Flashback]


    *Si svegliò di soprassalto, quel sogno, per quanto piacevole, le provocava sempre un po’ di ansia ed era lo stesso che ripeteva da diverse notti ormai. Osservò l’orologio da polso che teneva sul comodino e per poco non le prese un colpo. Erano circa le 20 e 30! Aveva dimenticato di prendere la Pozione Anti-Lupo. Un dolore improvviso le venne dal fianco sinistro. Portò una mano sulla fasciatura emettendo un gemito di dolore. A fatica si alzò dal letto e, come se fosse attratta da qualcosa, si avvicinò alla finestra. Fu allora che alzò lo sguardo incrociandolo con la luna piena che era apparsa da dietro le nuvole…*

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    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 320781
       
       

    [SALA GRANDE]

    *Charlotte, quella sera, aveva cenato nella Sala Grande assieme al resto dell'intera scolaresca e del corpo docenti.
    Era da un paio di giorni che la donna non si fermava a mangiare qualcosa preparato dagli Elfi Domestici delle cucine di Hogwarts. Solitamente cercava di passare le sue serate nella propria casa a Londra dove l'aspettava suo figlio Kyle che, da un paio di settimane compiuto ben cinque anni. Gli anni erano passati con uno schiocco di dita e non se ne era accorta. Il piccolo fagottino che aveva adottato dall'orfanotrofio nei pressi di Hogsmeade era cresciuto e, ora mai, sembrava quasi che non volesse più essere abbracciato.. era un piccolo ometto.
    Quella sera però non era in sua compagnia, per motivi burocratici si era dovuta fermare a discutere con la professoressa di Antiche Rune, che era anche uno dei sindaci di Hogsmeade, riguardo le gite mensili degli studenti al villaggio poco distante da li. Ogni tot di tempo le due professoresse si trovavano e, davanti ad un bicchiere di Whiskey Incendiario tra le tante cose chiacchieravano del più e del meno. Quella sera però, trovandosi tutte e due li avevano sfruttato l'occasione.
    Dopo una porzione di unj dolce delizioso che non aveva mai mangiato fino a quel momento, ma della quale avrebbe degustato tantissime altre porzioni tra una chiacchiera e l'altra il tempo passò. In men che non si dica erano già arrivate le nove di sera.*

    Direi che è meglio continuare domani, che dici?

    *Affermò Charlotte, pensando al proprio figlio che l'aspettava a casa, a Londra. Anche la professoressa di Antiche Rune era una mamma e di sicuro anche lei voleva dirigersi al più presto dalla sua piccola Joy. Era strano il rapporto tra le due donne. Avevano all'incirca la stessa età, durante gli anni scolastici non si erano frequentate per via delle loro casate diverse ma, solo una volta diventate docenti avevano scoperto davvero le persone che erano.
    Sorrise allontanandosi dall'amica, dirigendosi verso il suo ufficio al settimo piano.
    Mentre percorreva il Salone d'Ingresso un frastuono assordante attirò la sua attenzione.*

    [SALONE D'INGRESSO & GIARDINO]

    ”Ma cosa diamine sta succedendo...”

    *Pensò, nel momento in cui alcune voce poco distanti da li pronunciavano il suo nome.*

    Tutti dentro! Trovate un professore o la preside!

    So che sei spaventata, ma qualcuno deve informare la Preside Mills o qualche professore! Corri a chiamare qualcuno, Rose!

    *Quelle voci l'allarmarono.
    Aumentò il passo e, solo quando si ritrovò davanti al grande portone di legno che dava sul giardino di Hogwarts capì, cosa stava succedendo. Gli alunni più grandi erano schierati con le loro bacchette magiche puntate verso l'esterno. Li c'era il Lupo Mannaro. Non era un Lupo Mannaro come tutti gli altri, ma sicuramente era lo stesso che aveva tenuto segregati Scorpius Malfoy e Gianna Fields. Non ne era sicura ma di esemplari di quelle creature non ne erano presenti nei dintorni del castello, fatta eccezione per quel lupo-uomo/donna che non erano riusciti a catturare quasi un mese prima.
    La sua sorpresa nel vederlo a pochi metri da loro era davvero enorme: come aveva fatto ad eludere le protezioni del castello? Si trovavano a ridosso del Giardino della scuola e, quel luogo, era ben protetto da incantesimi di diversi livelli di potenza. Si doveva trattare di un mago, o di una strega, assai potente. *

    TUTTI DIETRO DI ME!

    *Disse la preside Mills, proteggendo istintivamente i giovani alunni con atteggiamento materno allungando il braccio per tenerli dietro di se. Tutti loro erano sotto la sua responsabilità e, anche se poteva risultare strano, erano tutti un po' come suoi figli o fratelli minori.. Quello era il tipo di affetto che aveva la donna verso i vari alunni, anche se non potevano immaginarlo.
    Con il proprio catalizzatore magico puntato verso l'esterno evocò, non verbalmente, un semplice PROTEGO TOTALUM, solo pochi secondi dopo puntò di nuovo la bacchetta in legno di ebano verso il loro avversario.
    Gli studenti presenti avevano già cercato di tenere lontano la creatura ma, i loro sforzi avevano solo rallentato il Lupo Mannaro che ogni volta si rialzava più arrabbiato di prima.*

    STUPEFICIUM.

    Citazione:
    STUPEFICIUM 
    Descrizione: Questo Incantesimo é chiamato Schiantesimo, e serve per far perdere conoscenza alla vittima. L'incantesimo fa schiantare una persona, scaraventandolo all'indietro e lasciandola senza sensi. quando viene evocato dalla bacchetta esce una luce rossa. Viene usato numerose volte da Harry e i suoi per schiantare i mangiamorte nell'ufficio misteri. 
    Tipo: incantesimo offensivo 
    Durata: qualche ora (oppure fino a controincantesimo) 
    Consigliato: è il miglior incantesimo per far perdere i sensi al nemico 
    Avvertenze: per difendersi da Stupeficium può essere utile la formula Protego, ma ben pochi maghi sono tanto abili e veloci da riuscire a pronunciarla prima di essere colpiti 
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Dalla propria bacchetta magica uscirono alcune scintille seguite da una luce color rubito, quella era segno che l'incantesimo era stato evocato correttamente, ma la creatura sarebbe stata tanto furba da spostarsi dalla traiettoria del pericolo incanto evocato dalla ex Serpeverde?*


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  • Marissa_White

    Tassorosso Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 2
    Galeoni: 270
        Marissa_White
    Tassorosso Barista 3MDS
       
       

    *Marissa era nella sua stanza con alcune amiche q chiacchierare della giornata, delle lezioni e del più e del meno, quando sentì delle grida provenire da fuori.
    Era spaventata, non immaginava cosa stesse capitando, ma nella sua paura trovò quell istinto che la spinse ad uscire, con la sua bacchetta stretta tra le mani.
    Appena uscita dal suo dormitorio, vide tutti i ragazzi correre verso l'ingresso, allarmati, con delle amiche segui la corrente degli altri e ai ritrovò davanti uno scenario da brividi, la preside ed altri ragazzi tutti schierati con le bacchette che lanciavano fasci di luce contro quella bestia, non molto chiara inizialmente, dopo essersi avvicinata si rese conto di cosa si trattasse, un Lupo Mannaro era li davanti a loro, con la bava alla bocca, senti aguzzi, sguardo da celare il sangue, Rose, figlia di Ron ed Hermione, era in fondo tremante come una foglia.
    Marissa decise di avvicinarsi alla ragazza dandole la mano, dolcemente e dicendole all'orecchio in maniera molto delicata e quasi impercettibile.*

    Sta tranquilla Rose, ora siamo qui, stringimi forte la mano e non piangere ti prego, non ti lascio sola, tranquilla, andiamo a chiamare gli altri ragazzi più siamo e meglio è.

    *Detto questo, sempre stringendo la mano di Rose, si diresse verso ogni angolo del castello per avvisare gli altri di quello che stava succedendo, altri ragazzi nemmeno avevano percepito cosa stesse succedendo, presi da altro, dopo essersi tranquillizzata che i suoi compagni stessero bene, decise si portare Rose, nella sua stanza, aveva bisogno di stare tranquilla, bere un po' d'acqua, le sarebbe venuto sicuramente qualcosa e Marissa voleva evitare altri traumi.
    Anche il suo cuore ormai batteva talmente forte che nemmeno lo sentiva più, non sapeva come faceva a respirare era davvero terrorizzata, ma dentro lei sapeva che nel suo piccolo doveva proteggere Rose, e cercare di limitare i danni, tenendo al sicuro anche altri che come lei erano spaventati.
    Decise così, dopo essere sicura di aver tranquillizzato Rose, lasciata nella sua camera, di uscire e verificare che anche gli altri stessero bene, qualcuno si era ferito cadendo mentre scappava, altri erano tutti lì all'ingresso nel cercare di caccia e via quel lupo, troppo grande, per essere sconfitto facilmente.*

    ragazzi cerchiamo di stare allerta, ci vogliono più persone, dobbiamo trovare altri professori



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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 1209
        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    [SALA GRANDE]


    *L'abbondante cena in Sala Grande era terminata da poco e molti studenti si stavano dirigendo delle proprie sale comuni, altri invece vagavano per il giardino della scuola prima del coprifuoco. Un prefetto di Tassorosso era ancora seduto nella sua tavolata cercando di leggere qualche riga di un libro di Cura delle Creature Magiche per i futuri esami M.A.G.O. che avrebbe dovuto tenere a fine anno per poter uscire dalla scuola come diplomato e chissà, magari avrebbe viaggiato per il mondo o sarebbe andato a cercare subito un lavoro.
    Il capitolo del libro parlava dei Lupi Mannari. Leggendo Mihos si slacciò appena la cravatta gialla e nera mentre i suoi occhi percorrevano ogni riga di quel tomo, ripensò alle settimane precedenti e a quello che era successo nella scuola e nella Foresta Proibita, e pensare che una creatura così pericolosa aveva attaccato degli studenti gli faceva venire i brividi.*

    Dovrei andare a trovare Gianna... chissà come sta...

    *Pensò ad alta voce passandosi una mano sui lunghi capelli castani scompigliandoseli un po'. Non aveva avuto occasione di andare a trovarla prima, sapere come stava e come si sentiva, aveva stretto un bel rapporto con lei tempo addietro, ma purtroppo si sono parlati e visti sempre meno e sì che, per quanto grande, Hogwarts é piccola. La mano ricercava una riga persa mentre pensava alla grifa un'urlo attirò la sua attenzione, lo sguardo scattò in direzione del portone della Sala Grande e molti studenti si diressero all'esterno cosa che fece anche il Tassorosso dopo aver chiuso violentemente il tomo della materia che stava studiando, con una veloce corsa vide alcune persone lanciare degli incantesimi su qualcosa di indefinito e la Preside che si parò davanti a loro come per proteggerli.*

    TUTTI DIETRO DI ME!

    *Il successivo incantesimo scagliato dalla Mills gli fece notare cosa ci fosse davanti a loro, un lupo mannaro. Un altro lupo mannaro aveva superato le difese della scuola, ma come? Il ragazzo si avvicinò estraendo la bacchetta in legno di Tasso con l'intento di aiutare la preside in qualsiasi modo, nel vedere quella bestia la cicatrice sul suo occhio destro iniziò a pulsare a ritmo col battito del cuore come se volesse avvisarlo che quella era una situasione pericolosa e non priva di rischi Mihos però non si sarebbe tirato indietro, ma una richiesta d'aiuto attirò la sua attenzione.*

    Preside Mills, vado a controllare che nessuno sia ferito se posso esserle di aiuto in altri modi mi chiami

    *Certo non pretendeva che chiamasse proprio lui, ma per quanto potesse essere ancora uno studente voleva dare una mano nel miglior modo possibile non voleva restare in disparte, capiva però che molti studenti potevano essere molto spaventati e anche quello poteva essere un aiuto. Si allontanò per andare verso l'origine di quella richiesta di aiuto e vi trovò una Serpeverde, due Grifondoro tra cui Rose Weasley e una concasata che riconobbe come Marissa.*

    State tutte bene? Siete ferite?

    *Domandò guardandole preoccupato per paura che potessero aver riportato delle ferite gravi.*

    Tranquille resto io con voi

    *Disse cercando di rassicurarle, anche se in quell'occasione era un'impresa ardua data la situazione tanto spaventosa quanto pericolosa.*

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  •    
       

    *Rose correva, correva più veloce che poteva. Aveva imparato a correre veloce per scappare ai cugini quando – da piccoli – giocavano assieme.
    Stava correndo veloce quando si imbattè in una ragazza che non conosceva, o meglio che non aveva mai avuto la possibilità di conoscere.*

    Ehi! Che succede perché stai correndo?

    *La piccola grifondoro non fece tempo a riprendere fiato che, la studentessa Serepverde al suo fianco si accorse subito del pericolo alle sue spalle. Era da un Lupo Mannaro che Rose Weasley-Granger stava scappando.
    Mentre assieme alla Serpeverde cercava di allontanarsi il più possibile da quella creatura, cercando anche di destabilizzarla nel modo migliore che due adolescenti poteva, una seconda voce si unì a loro.

    So che sei spaventata, ma qualcuno deve informare la Preside Mills o qualche professore! Corri a chiamare qualcuno, Rose!

    *Lei la conosceva! Era Erwin ed era stata smistata Grifondoro proprio lo stesso anno della figlia di Ron Weasley ed Hermione Granger. Non ci aveva parlato molto, solo scambiato qualche chiacchiera in sala comune riguardo le lezioni che entrambe seguivano ma, da quello che sembrava, era una ragazzina molto intelligente e simpatica.
    Rose Degluttì, cercando di riprendere fiato per andare a cercare qualcuno che li poteva aiutare. Lanciare in continuazione vasi di terracotta del giardino del castello non avrebbe fermato quella creatura assai pericolosa.*

    Sta tranquilla Rose, ora siamo qui, stringimi forte la mano e non piangere ti prego, non ti lascio sola, tranquilla, andiamo a chiamare gli altri ragazzi più siamo e meglio è.

    Io.. IO NON STO PIANGENDO!

    *Disse la dodicenne alla Tassorosso che non conosceva.*

    Io sono figlia di Ron Weasley ed Hermione Granger, migliori amici di Harry Potter! Non sarà un lupo a mandarmi in panico..

    *Affermò gonfiando il petto d'orgoglio.
    Fu in quel momento che apparve la Preside Mills, sicuramente attirata dagli schiamazzi degli studenti che cercavano di temporeggiare mentre qualcuno giungesse ad aiutarli.
    Stava per raggiungere la donna quando il Prefetto di Tassorosso si mise tra loro e la potente strega che aveva appena lanciato uno Stupeficium, incantesimo assai adatto all'occasione.*

    State tutte bene? Siete ferite?
    Tranquille resto io con voi

    Dobbiamo aiutare la Preside.. ci deve essere un modo per farlo!
    Magari non noi dodicenni, ma gli studenti più grandi e abili con la magia...

    *Domandò rose sfoderando la propria bacchetta e tenendola stretta tra le mani.*


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  • Viola_Colombo

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 2
    Galeoni: 268
        Viola_Colombo
    Serpeverde
       
       

    *Viola camminava tranquilla dirigendosi verso i sotterranei dove si trovava la sua Casa per potersi stendere finalmente sul suo letto dopo un pomeriggio passato a fare alcuni compiti in biblioteca.
    Ma quel momento di tranquillità fu infranto dalle urla di qualcuno.
    Lei corse all'ingresso sentendo oltre alle grida dei versi che conosceva: un lupo mannaro infatti stava inseguendo le due ragazze.
    Viola vedendo quel lupo mannaro si spaventò molto ma essendo una Serpeverde decise di non far vedere la paura*
    TUTTI DIETRO DI ME!
    *Era la preside di Hogwarts.
    Non se lo fece ripetere due volte che raggiunse velocemente la donna e si nascose tra gli studenti.
    Viola voleva però assicurarsi che le due ragazze stessero bene.
    Non riuscì a trovare la Grifondoro ma scorse la seconda ragazza: era anch'essa una Grifondoro.
    Si avvicinò*
    Stai bene? Perché quel lupo mannaro vuole attaccarci?
    *Non era strano vedere una Serpeverde aiutare altre ragazze, ma Viola si sentiva molto osservata: non era lei quella ragazza sempre sola e solita a non conversare con nessuno nemmeno a pranzo o a cena?
    In ogni caso a lei importava di più che la ragazza davanti a lei stesse bene*
    Posso aiutarti in qualche modo?



    Ultima modifica di Viola_Colombo mese scorso, modificato 2 volte in totale


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    Livello: 11
    Galeoni: 320781
       
       


    *Il giardino di Hogwarts era uno dei luoghi più frequentati a Hogwarts.. durante la giornata, quando la luna calava diventava invece un luogo buio e quasi tetro. Da studentessa aveva sempre amato lo studio all'aria aperta e quello era sempre stato il suo luogo preferito. L'aria frizzantina, il profumo dei fiori in fase di fioritura, il cinguettio degli uccellini di passaggio. Insomma a Hogwarts non esistevano luoghi di seconda classe o bistrattati, tutto era fantastico e magico.. ma quel Lupo Mannaro stava distruggendo tutto quanto con la sua presenza. Solo il suo essere li distruggeva, nella mente degli studenti, il paradiso terrestre che poteva essere quel piccolo giardino.*
    “Cosa vuole da noi..”, pensava la donna mentre evocava l'incantesimo Stupeficium.
    Quell'incanto non sarebbe servito a molto, o almeno non sarebbe servito solo quello per sconfiggere un Lupo Mannaro che negli ultimi mesi aveva dato molto filo da torcere ai professori di quel grande edificio.*

    Preside Mills, vado a controllare che nessuno sia ferito se posso essere di aiuto in altri modi mi chiami.

    *Affermò il prefetto di Tassorosso che, dopo essere stato attirato dal fracasso decise di aiutare le sue compagne di scuola.
    Mihos, in quel momento, era lo studente più esperto in quella calca e confusione ma la sua “esperienza” faceva comodo in quella situazione così drammatica. Mai una creatura pericolosa si era introdotta a Hogwarts, anche perché quella scuola era protetta da barriere magiche di qualsiasi tipo ma non si sapeva come mai l'uomo (o la donna) che si celava dietro al Lupo Mannaro era assai potente e ingegnoso.
    Mai nessuno aveva dato così filo da torcere come negli ultimi mesi.
    La Preside Charlotte ringraziò il diciassettenne lasciandolo, per il momento, libero di aiutare gli studenti più giovani e più spaventati.
    In tutto quello il suo schiantesimo aveva avuto l'effetto desiderato. Il Lupo Mannaro era stato sbalzato lontano tra i cespugli e, per pochi minuti perse conoscenza.
    Quello, secondo la ex Serpeverde, era il momento giusto per agire. Si avvicinò agli studenti poco distanti da lei di qualche metro.*

    Stia bene? Perché quel lupo mannaro vuole attaccarci?

    *Disse una studentessa dalla cravatta dei colori di Serpeverde rivolta all'ormai nota Rose Weasley. La donna non lasciò tempo alla Grifondoro del secondo anno di rispondere a quella che era Viola Colombo, dodicenne anche lei. Osservò quella ragazzina: aveva lunghi capelli castani, grandi occhi bruni e la sua statura era leggermente più bassa rispetto a quella dei suoi coetanei.*

    Signorina Colombo mi verrebbe da chiederle dove ha vissuto negli ultimi mesi, ma non è il momento.

    *Affermò la trentenne rivolgendosi poi a tutti i presenti attirando la loro attenzione. Avrebbe dato un compito assai importante ad ognuno di loro, nessuno sarebbe rimasto con le mani in mano.*

    Signorina White e signorina Quinn vi chiedo, per favore, di recarvi in Infermeria. Li troverete Gianna. Controllate come sta e, una di voi torna a riferirmelo.

    *Disse la ex Serpeverde, rivolgendosi poi a due Serpeverde di età differenti.*

    Hills e Colombo, vi chiedo invece di recarvi nel mio ufficio. Li troverete un Elfo Domestico, si chiama Hokey.. Avvisatela dell'accaduto. Saprà poi, da sola, cosa fare.

    *Profetizzò severa.
    Hokey era un piccolo Elfo Domestico di sesso femminile che, da più di un anno aveva smesso di lavorare nelle cucine del castello e aveva iniziato ad aiutare la preside con varie scartoffie. Era una creaturina molto gentile che, nel corso del tempo, si era guadagnata la fiducia della Preside tanto da diventare il suo elfo personale. Tutti sapevano che gli Elfi Domestici di Hogwarts erano Elfi liberi e stipendiati ma, ad Hokey, un aumento poco interessava.. a lei importava di più il contatto con le persone e non rimanere chiusa in una cucina calda e piena di odori.*

    Cullen, Hopkirk, Moore e Renny voi verrete con me.

    *Quello sarebbe stato il momento di gloria per quegli studenti, avrebbero infatti aiutato la Preside Mills a mettere finalmente ko quella creatura tanto indesiderata e rincorsa per i mesi successivi. Gianna Fields e Scorpius Malfoy erano stati suoi prigionieri per lunghissime settimane, uno di loro aveva addirittura riscontrato un morso da parte della creatura. Era proprio per quello che Charlotte aveva incaricato due studentesse di avvisarsi verso l'Infermeria: Gianna si trovava li. Non sapeva se la guaritrice di turno le aveva somministrato la Pozione Antilupo e, proprio per quello, era meglio andare a controllare. Se il morso del lupo fosse risultato infetto la Grifondoro del settimo anno si sarebbe trasformata, in caso contrario avrebbe solamente sviluppato una curiosa voglia di grigliata leggermente al sangue.
    Lo sguardo di Charlotte si riposò sulla creatura tra i cespugli; si stava risvegliando.
    I suoi movimenti erano ancora lenti e intorpiditi dovevano quindi agire.
    Cristine Cullen e Dorcas Moore si sarebbero posizionate, ovviamente nascosti, alle spalle del Lupo Mannaro mentre i due prefetti Katrin Hopkirk e Mihos Renny ai lati.
    Avrebbero accerchiato la creatura.
    Tutti avevano le proprie bacchette magiche sfoderate e puntate verso l'ignota persona. I loro incantesimi sarebbero servii per rallentare la creatura e, alla fine, lasciarla senza via d'uscita. Il loro compito sarebbe stato quello, appunto, di non uccidere il Lupo Mannaro, ma solo di fermarlo. Al resto se ne sarebbero occupati gli Auror del Ministero che, prontamente, sarebbero stati chiamati da Hokey l'Elfo Domestico. Era per quello che le giovani Chloe Hills e Viola Colombo dovevano agire in fretta. Hokey era stata avvertita dalla donna, Preside di Hogwarts, che per qualsiasi pericolo si fosse presentato a Hogwarts doveva informare immediatamente gli Auror del Ministero, in particolare il loro capo ufficio che tempo addietro aveva aiutato nel ritrovamento di Gianna e Scorpius all'interno della Foresta Proibita.
    Da soli non sarebbero mai riusciti a fermare un Lupo Mannaro, nonostante tutto l'impegno che ci mettevano. Sovrastare quel tipo di pericolo era compito del Ministero e non di professori e studenti di Hogwarts.
    L'accerchiamento verso la creatura sembrava funzionare.
    Un espressione simile al soddisfatto comparve sul volto di Charlotte Mills.


    Finalmente avrebbero messo fine alla paura che negli ultimi mesi riempiva l'animo degli studenti del castello. Per proteggerli da qualsiasi pericolo inaspettato il coprifuoco, purtroppo loro, era stato spostato preventivamente al tramonto, ma di sicuro da quel giorno in poi sarebbe tornato alla normalità.
    Si sentì ancora più sollevata quando vide tornare Eirwen Quinn dall'Infermeria. Gianna non aveva assunto la Pozione Antilupo ma fortunatamente non le era capitato nulla al chiaro della luna piena. Quello era un sollievo. Fu un sollievo maggiore quando le due studentesse incaricate di avvertire l'Elfo Domestico Hokey tornarono in compagnia di un manipolo di Auror capitanati da un uomo con occhiali tondi e una vistosa cicatrice sulla fronte.
    Finalmente tutto quello era finito. Gli studenti avrebbero potuto dormire sonni tranquilli, mentre i professori non sarebbero più stati obbligati a ronde notturne per proteggere e confini della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
    La donna sospettava che dietro a quel Lupo Mannaro si nascondesse una figura losca, altrimenti non avrebbe rapito due studenti innocenti.
    E così infatti era.
    Qualche giorno dopo quella confusione e paura nel giardino di Hogwarts Charlotte ricevette una lettera da parte del Ministero. In quella lettera su pergamena giallastra parole in inchiostro color smeraldo brillavano. La donna dai capelli corvini lesse attentamente tutto quanto più volte. Il Lupo Mannaro si era rivelato essere un Mangiamorte poco conosciuto dai maghi sotto copertura. Un Mangiamorte diverso dagli altri.. gli era stata tagliata la lingua e i suoi ricordi non aiutavano nella ricerca dei suoi compagni.
    Charlotte rimase sorpresa da tutto ciò. Nel periodo che aveva passato tra le file di quei maghi oscuri non aveva mai conosciuto qualcuno senza l'uso della parola, e mai ne aveva sentito parlare.
    Ma cosa ci faceva un Mangiamorte nel perimetro di Hogwarts? Come aveva fatto a rompere le numerose difese del castello?
    Quelli erano quesiti alla quale, per quel momento, nessuno avrebbe potuto dar risposta.*


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