Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Kristel_Hardit


  • Kristel_Hardit

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 267
       
       

    *Il sole faceva da protagonista quel giorno, il freddo non si era di certo ritirato dietro le quinte eppure quei pochi raggi caldi riuscivano a riscaldarle la pelle scoperta del viso. Kristel amava passeggiare, curiosare ovunque e soprattutto visitare posti nuovi.
    Erano ormai passati mesi da quando aveva messo piede lì, eppure sembrava che il tempo fino ad allora non le bastasse mai. Da settimane si riprometteva di recarsi in uno dei locali più frequentati di Hogsmeade e finalmente era riuscita a mantenere la promessa fattasi. Gli occhi della ragazzina scrutavano ogni angolo di quel villaggio curioso mentre, con il suo corpo esile, attraversava il viale che conduceva al centro del villaggio.
    Una lieve folata di vento accarezzo le sue guance, colorandole di un rosso vivo queste ultime e la punta del naso.
    Kristel allungò il passo, stringendosi nell'uniforme rossa-oro. Il mantello la avvolgeva completamente e il cappuccio, sollevato in capo, lasciava intravedere solamente i suoi grandi occhi scuri, vivaci e attenti.
    Il rumore procurato dalle sue scarpe echeggiava nell'aria e faceva compagnia alle voci che provenivano dalla strada. Era un vero trambusto, forse il sole aveva spinto fuori dalle tane molte persone quel giorno, studenti e adulti di ogni età erano sgattaiolati all'aria aperta per godersi una delle poche giornate di sole invernali.
    La Grifondoro, presa dalla miriade di pensieri che costellavano la sua mente, non si rese conto di esser già arrivata alla sua meta.
    Alzò il capo, puntò gli occhi sull'insegna appesa, era vecchia ed ondeggiante a causa del vento.
    Sorrise soddisfatta e lesse ad alta voce*

    I tre manici di scopa.
    Finalmente ti ho trovato!

    *Non esitò a lungo, si strinse nel mantello e varcò la soglia, puntando gli occhi dritti al bancone.
    Inspirò a pieni polmoni quell'aria calda, un odore pungente raggiunse le sue narici: era un profumo non identificabile, un misto di fragranze diverse, dolce e amaro, aspro e invadente.
    Sospirò felice e si avvicinò ad uno sgabello, prendendo posto.
    L'indecisione, come sempre, faceva da padrona e la ragazzina si trovò costretta a chiamare in soccorso la barista.*

    @Dorcas_Moore, mi scusi... non vorrei disturbarla, ma non so ancora cosa ordinare. Mi da un consiglio?



  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 312
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    [CASTELLO DI HOGWARTS - SALA COMUNE DI GRIFONDORO - ORE 16.15]



    *In una delle torri del castello, a rompere il silenzio di un pomeriggio invernale, solo il fruscio delle pagine di un libro, che giungeva da un tavolo parzialmente illuminato dal sole. Seduta, con solo i fedeli felini a farle da compagnia, una ragazzina dai lunghi capelli castani completava i compiti di Pozioni richiesti dalla professoressa Hunter.
    Quello era uno dei suoi pochi pomeriggi liberi dalle lezioni e, mentre i suoi compagni affollavano i giardini riscaldati da quell’inaspettato sole, lei si era rintanata in uno dei suoi luoghi preferiti a studiare, diligente come sempre.
    Amava la sensazione di calore che le trasmetteva la sua sala comune, non per merito del camino sempre acceso per riscaldare le fredde stanze, ma grazie alla sensazione di appartenenza che lì provava più che altrove. Amava Galway, amava la sua casa e soprattutto amava suo padre, ma nel mondo babbano in fondo si era sempre sentita un’estranea. Lì, ad Hogwarts, aveva finalmente trovato il suo posto, in quei primi due anni era riuscita davvero a capire chi era e Grifondoro in questo l’aveva aiutata. Aveva riscoperto dentro di sé un coraggio, una voglia di mettersi alla prova, che non ricordava di avere; finalmente aveva trovato il coraggio di affrontare il suo doloroso passato.
    Lo scoppiettio del camino accompagnava i suoi pensieri, ormai distanti dagli antidoti e veleni che avrebbe dovuto studiare. Poi un invitante profumo raggiunse il suo naso: dalla tazza posata accanto al libro, le ultime tracce del caffelatte invitarono Eirwen a riporre definitivamente i libri per concedersi una pausa e magari anche una squisita merenda. Non appena nella sua mente si fece largo l’idea di uno spuntino pomeridiano, la giovane si affrettó a riporre borsa e libri nella sua stanza e ad indossare il mantello invernale. Era estremamente golosa, non sapeva rinunciare a un buon dolce, e quale posto migliore se non il famoso Tre Manici di Scopa poteva soddisfare la sua voglia di cioccolata?*


    [HIGH STREET - TRE MANICI DI SCOPA - ORE 16.49]

    *Il sole scaldava le numerose persone che quel giorno avevano deciso di godere del bel tempo, mentre un mescolarsi di suoni accoglieva Eirwen appena arrivata in High Street. Le voci delle persone, mescolate allo sbattere delle porte dei negozi, riempivano l’aria di vita. La ragazza si fermò un istante ad apprezzare la vitalità della gente, gli odori provenienti dalle diverse botteghe, i colori che tornavano a splendere dopo lunghi giorni di uniforme bianco. Ferma in mezzo alla strada costringeva i passanti a deviare dal loro percorso, ma Hogsmeade era sempre troppo bello per non concedersi qualche attimo di ammirazione.
    Rivolgendo un sorriso imbarazzato di scuse ad alcune persone, riprese il suo cammino. Pochi minuti e si stava dirigendo verso il bancone del locale, i tavoli erano pieni di studenti e adulti, così prese posto su uno degli sgabelli.
    Accanto a lei una ragazza, che indossava i suoi stessi colori, chiese alla barista un consiglio su cosa ordinare. Attese che terminasse di parlare e che le fosse consigliato qualcosa, prima di prendere la parola.*

    Buongiorno! Per me una fetta di quella buonissima torta al cioccolato e del té caldo, grazie.

    *Aveva già l’acquolina in bocca, non vedeva l’ora di affondare la forchetta in quella bontà scura. Tutti i pasti ad Hogwarts erano più che soddisfacenti, dolci compresi, ma almeno una volta settimana doveva concedersi una pausa in quel locale; era un luogo accogliente, dove conoscere persone nuove, o semplicemente rilassarsi.*



    Ciao, sei del primo anno vero? Io sono Eirwen, secondo anno e Grifondoro come te!

    *Disse con un sorriso, rivolgendosi alla ragazza accanto; mentre, come accadeva sempre quando si rivolgeva ad una nuova persona, una punta di imbarazzo accompagnava le sue parole.*

    @Kristel_Hardit, @Dorcas_Moore,




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  • Kristel_Hardit

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 267
       
       

    *Gli occhi della mora scrutavano ogni angolo, era come se con essi cercasse di perforate ogni oggetto contenuto in quel luogo. Era curiosa da sempre ma, da quando aveva messo piede nella scuola di magia e stregoneria, quella curiosità era aumentata a dismisura, la sua fame di sapere era insaziabile e condivideva volentieri il suo bagaglio con le poche persone che aveva avuto modo di conoscere.
    La sua vita, in pochi mesi, era cambiata del tutto, era come se un tornado avesse investito la sua esistenza, ribaltando ogni carta in tavola. Le sue abitudini erano cambiate, le persone che la circondavano erano diverse e perfino lei stessa aveva subito una mutazione. Si sentiva più sicura di se, meno fragile, più determinata e coraggiosa.
    La piccola Grifondoro era completamente avvolta nei suoi pensieri che quasi non si rese conto della ragazza, della sua stessa casata, che aveva preso posto sullo sgabello accanto.
    La voce dolce di quest'ultima la riportò alla realtà e gli occhi di Kristel si adagiarono sul viso dell'interlocutrice.*

    Scusami tanto, non ti avevo vista.
    Si, esatto. Sono del primo anno e mi chiamo Kristel!

    *Era sempre un piacere per lei conoscere persone nuove e, quando aveva la fortuna di ritrovarsi a chiacchierare o in compagnia di un suo concasato, si sentiva quasi a casa. La mancanza dei suoi affetti passati, soprattutto quelli familiari, era smorzata e affievolita proprio da coloro che riempivano il suo stesso dormitorio.
    Ogni qual volta si trovava a varcare la soglia del dormitorio dei Grifondoro infatti, Kristel sentiva di attraversare la porta di una nuova casa. Era come se una sensazione familiare invadesse il suo cuore, si sentiva come quando, di ritorno da scuola, attraversava l'entrata di casa e correva ad abbracciare sua madre.*

    E' la prima volta che vengo qui, sai?
    Me ne hanno parlato a lungo e le chiacchiere non sono false. E' davvero un gran posto!

    *Lei era così: amava chiacchierare, rompere il ghiaccio, aprirsi come un libro. L'importante era saperla leggere.*





    Ultima modifica di Kristel_Hardit circa 3 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 110
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Quel pomeriggio di inverno Dorcas era particolarmente di buon umore. Il tempo stava migliorando e un timido sole colorava il cielo di tiepide sfumature pastello. La neve copriva ancora le colline che circondavano il villaggio, le cui stradine erano ormai spoglie di quel freddo ed ingombrante ostacolo.
    La corvonero si sfregò le mani, nei pressi del caminetto del locale, mentre, rimboccandosi le maniche, si affaccendava tra i tavoli affollati. Non credeva di aver mai visto tanta affluenza ai tre manici di scopa prima che prendesse a lavoraci, che si fossero messi tutti d’accordo per rovinarle la vita? Non poteva evitare di domandarselo. Suo malgrado, però, non le dispiaceva tanto dover passare in quel posto le sue giornate. La faceva sentire a casa, con quell’odore intenso di cannella e succo di zucca, con quell’atmosfera famigliare e conciliante. Era forse uno degli ultimi posti in cui era stata realmente in pace con se stessa, aveva talmente tanti ricordi tra quelle pareti che le si scaldava il cuore al solo pensiero. Voltandosi verso uno dei tavoli in fondo alla sala, le sembrò quasi di vedere la chioma ribelle di suo fratello, intento a tentare di far parlare un pappagallino selvatico. Poteva sentire la sua risata, il suo odore di cioccolato fondente e caramello, le sue mani che le accarezzavano i capelli mentre leggeva appoggiata alla sua spalla. Poteva sentirlo accanto, che le tendeva il braccio, che la guardava, che le sorrideva. Poteva…*


    No


    *Un sussurro, un ordine perentorio che le impediva di perdere ancora la testa dietro quel ricordo. Scosse il capo, come per cancellare via gli ultimi ostacoli della mente e si voltò, dando le spalle a qualunque cosa stesse guardando, a qualunque cosa potesse ricordarle di nuovo lui.
    Senza temporeggiare oltre si affretto vero una nuova cliente la quale sembrava guardarsi intorno in sua attesa, non poteva permettersi distrazioni di questa portata, era pur sempre compito suo occuparsi della clientela*


    Chiedo scusa per il ritardo, purtroppo siamo molto affollati. Cosa posso portarti?


    *La ragazza sembrava indecisa così le porse il menù, scusandosi per la disattenzione. Di solito i clienti arrivavano già con le idee chiare, così spesso finiva con il dimenticare che non tutti erano pratici del posto*


    Certo, perdonami, che sbadata. Qui potrai trovare tutto quello che desideri, io non posso che consigliarti una burrobirra, è sicuramente la nostra specialità.












    *Le sembrava una ragazza in gamba, le dispiaceva che fosse lì da sola, allora decise di approfondire la conversazione, così che si sentisse a suo agio*


    È la prima volta che vieni qui? Immagino sia il tuo primo anno allora


    *Prima che la piccola grifondoro potesse rispondere, una seconda figura si avvicinò al tavolo. Dai colori che indossava doveva appartenere anche lei alla casa di Godric infatti, non appena si avvicinò la riconobbe. Si erano già incontrate a scuola ed era anche stata una sua cliente, così la salutò con un sorriso gioviale e raccolse la sua ordinazione*


    Molto bene ragazze, datemi cinque minuti e sono di nuovo a voi.

    @Kristel_Hardit, @Eirwen_Quinn,


  • Kristel_Hardit

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 267
       
       

    *La barista sembrava combattere su mille fronti, doveva essere alquanto faticoso. Clienti che sbucavano da ogni dove, richieste assurde e milioni di chiacchiere da digerire, non doveva essere affatto semplice, eppure quella ragazza sembrava serena, affaticata sì, ma doveva amare il suo lavoro e lo si leggeva in viso. Era molto gentile e le sue scuse fecero sorridere Kristel che, dopo aver scosso il capo, afferrò il menù, stringendolo come una bambina stringe un giocattolo che ha paura di rompere.
    Era così di solito con lei, non ci metteva un bel nulla per distruggere un qualcosa, non lo faceva per volere o cattiveria ma, molti degli oggetti che possedeva, finivano al macino. Maledetta sbadataggine!
    La ragazza dai capelli scuri alzò il viso e posò le sue iridi sul viso della barista, inclinò il capo e un sorriso le colorò le guance.*

    Avvaloriamo o smentiamo questa diceria allora!
    Una burrobirra, grazie.

    *Affermò con ironia prima di stringere fra le mani il menù e lasciarlo ricadere sul bancone.
    Riportò poi l'attenzione sulla sua interlocutrice che le aveva posto una domanda alla quale Kristel non riuscì a rispondere. La conversazione continuò così con la nuova figura che da poco aveva preso posto al canto della Grifa*



    @Dorcas_Moore,
    @Eirwen_Quinn,

  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 110
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Dorcas si affrettò verso il bancone con aria disinvolta. Era ormai più di un mese che lavorava ai Tre Manici di Scopa eppure ancora non era del tutto certa di ciò che provasse ogni volta che passava attraverso quei tavoli.
    Da un lato c’erano i suoi ricordi, la sua infanzia, suo fratello che sembrava camminarle accanto ogni volta che non si sentiva abbastanza forte da distogliere lo sguardo. La faceva sentire come in un salto, indietro nel tempo, attraverso quella vita che non riusciva a lasciarsi alle spalle, colorandole il volto di quel sorriso meraviglioso che da anni provava ad imitare.
    Dall’altro, invece, c’era la rabbia, il malcontento per quella situazione precaria a cui non era tenuta ad abituarsi, l’egoismo e la presunzione che la accompagnavano dalla nascita; ma, soprattutto, il disgusto nel doversi dimostrare servizievole e attenta verso individui che in altre circostanze non avrebbe degnato neanche di uno sguardo. Non faceva per lei, quella vita, il lavoro, il doversi sottomettere a persone altre da se stessa. Era presuntuosa e viziata, non esattamente le qualità perfette per una cameriera. D’altro canto era stata costretta a prendersi quell’incombenza, quindi non potevano aspettarsi altro che questo da lei.
    Mentre preparava la Burrobirra ed il tè caldo per le sue due nuove clienti, arrivò proprio a questa conclusione. Se c’era qualcosa che bramava di quel lavoro, era l’esigenza puramente edonistica di scendere a patti con il suo passato.
    Lo aveva capito il giorno in cui aveva messo piede in quel posto, cinque anni prima, come cliente, da sola per la prima volta in tutta la sua vita.
    Lo aveva capito quando aveva teso la mano, inavvertitamente, per stringere quella di suo fratello, come faceva da bambina quando sua madre li abbandonava lì per ore intere.
    Lo aveva capito sedendosi al solito posto, infondo al locale, dietro quella colonna striata dal tempo, quando aveva sentito il suo odore e la sua voce e la sua risata cristallina penetrarle nelle ossa, piegandola dal dolore.
    E adesso lo sapeva, con assoluta certezza, e se lo ripeteva ogni qual volta era costretta a chiare il capo, ad obbedire ad ogni dannato purosangue, sanguesporco o mezzosangue le si piazzasse davanti con la presunzione di poterle mettere i piedi in testa. Masticava l’orgoglio e li metteva a tacere con un solo sguardo, con quegli occhi violetti che bastavano a soffocare ogni astio, così freddi e profondi da gelare sul posto chiunque osasse sfidarli. Era fatta così, la piccola Dorcas Moore, bella e fragile come una bambolina di cristallo, ma letale come un’arma a doppio taglio.
    Non era facile per lei trascorrere le sue giornate in quel posto, ma lo faceva, perché da un lato ne aveva bisogno. A volte si sentiva anche a suo agio, con quella rare persone con cui trovava piacevole intrattenersi, e in quei casi sorrideva, proprio come quel giorno, perché era tranquilla, perché lo stava accettando.
    Con in mano la bacchetta e alle spalle un vassoio fluttuante, si avvicinò con grazia al tavolo delle due ragazze, lasciando che le rispettive ordinazioni si adagiassero al loro cospetto*


    Ecco a voi


    *Sorrise con gentilezza prima di proseguire*


    Di qualsiasi cosa abbiate bisogno, fosse anche solo un po’ di compagnia, non esitate a rivolgervi a me.


    @Kristel_Hardit, @Eirwen_Quinn


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 312
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Non sopportava di sedersi sugli alti sgabelli, non riusciva mai a trovare una posizione comoda, ma nelle ultime settimane era praticamente impossibile trovare posto ai tavoli. In qualsiasi giorno e a qualsiasi ora il locale era pieno di persone: giovani e anziani, studenti e professori, abitanti del villaggio e stranieri di passaggio. Il famoso locale era un posto davvero affascinante dove trascorrere alcune ore, soprattutto per una persona curiosa come Eirwen, che amava osservare le persone e i loro comportamenti.*

    Scusami tanto, non ti avevo vista.
    Si, esatto. Sono del primo anno e mi chiamo Kristel!
    E' la prima volta che vengo qui, sai?
    Me ne hanno parlato a lungo e le chiacchiere non sono false. E' davvero un gran posto!


    *Richiamata dalla voce sicura della sua interlocutrice, Eirwen riportò l’attenzione sulla giovane grifa accanto a lei. Gli occhi scuri della ragazza la guardavano sorridenti, specchio della gioia che Kristel provava nel trovarsi lì per la prima volta. Come la capiva, nonostante fosse al suo secondo anno di istruzione magica ancora provava meraviglia e i suoi occhi si emozionavano davanti alla bellezza di alcuni luoghi.*

    È uno dei miei posti preferiti qui ad Hogsmeade. Qualunque sia il tuo umore, di qualunque cosa tu abbia voglia il Tre Manici di Scopa si rivela spesso il posto adatto!

    *Fece una breve pausa durante la quale si concesse un’occhiata al locale: alle travi e alle colonne in legno segnate dal tempo, al lungo bancone decorato da graffi e macchie ricordo dei molti momenti di convivialità, alle finestre da cui ammirare la vita nel villaggio. Chiuse gli occhi, inspiró l’odore pungente degli alcolici mischiato ai profumi speziati e lasciò che il calore dell’ambiente la avvolgesse, prima di proseguire a parlare.*

    Se hai voglia di chiacchierare questo è il posto migliore, troverai sempre qualcuno disposto a farti compagnia. Se invece hai solo voglia di rilassarti i tavoli vicini alle finestre sono perfetti per osservare il villaggio e concederti una pausa.

    *Concluse con un sorriso, mentre i suoi occhi correvano ad osservare la Corvonero che dietro al bancone si apprestava a preparare le loro ordinazioni. Non aveva mai visto il lavoro della barista come interessante, ma in quel momento iniziava a vederne il potenziale fascino. Dopotutto il continuo contatto con molte persone differenti avrebbe potuto rappresentare una sfida interessante per una ragazza come lei. Il lavoro manuale non la spaventava, aveva imparato molto presto cosa volesse dire prendersi cura di una casa e non aveva dubbi che sarebbe riuscita ad occuparsi anche del locale. I rapporti sociali erano un altro paio di maniche però, non era timida e le piaceva molto conoscere e parlare con persone nuove, tuttavia non era mai riuscita ad abbattere, anche solo parzialmente, il muro eretto alcuni anni prima tra lei e il resto del mondo. O forse non aveva mai trovato persone che rappresentassero un valido motivo per compiere quel grande passo.*

    Ecco a voi.
    Di qualsiasi cosa abbiate bisogno, fosse anche solo un po’ di compagnia, non esitate a rivolgervi a me.


    *Come sempre si era persa nei suoi pensieri e non si era accorta che la barista aveva terminato di preparare le ordinazioni per poi servirle. Avrebbe dovuto sforzarsi di rimanere più focalizzata sul presente se voleva dare a sé stessa la possibilità di conoscere qualcuno con cui instaurare un qualche tipo di rapporto.*

    Grazie Dorcas! Quando hai voglia di fare una pausa passa di qua, un po’ di compagnia è sempre ben accetta.



    @Kristel_Hardit, @Dorcas_Moore,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 3
    Galeoni: 398
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS
       
       

    *Era una giornata molto soleggiata, Sarah si trovava a spasso per Hogsmeade e, ritrovandosi davanti ai Tre Manici di Scopa decise di farsi avanti ed entrare. Entrata trovò Dorcas indaffarata come sempre e due ragazze sedute ad un tavolo, tra le due riconosce Eirwen, una Grifondoro che aveva incontrato sempre in quel luogo però l'aveva vista anche a Hogwarts. Si avvicinò a loro e gli rivolse a loro facendo un sorriso*

    Ciao! Posso sedermi con voi, ovviamente se non disturbo...

    *Disse aspettando la risposta dalle due ragazze, che in teoria dovevano essere più piccole di lei ed entrambe Grifondoro. Poi posò lo sguardo su Dorcas, le sorrise e disse*

    Ciao, come procede il "lavoro" di barista?

    *Le disse*



    @Kristel_Hardit, @Eirwen_Quinn, @Sarah_Darcy, @Dorcas_Moore


  • Kristel_Hardit

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 267
       
       

    *Kristel avvolse le mani intorno al suo boccale di Burrobirra: finalmente avrebbe assaggiato la bevanda più rinomata fra i corridoi della scuola di magia e stregoneria!
    Immaginare la sua vita passata le era ormai difficile, era come se quella nuova 'esistenza' l'avesse rapita completamente, Hogwarts le aveva donato nuovi interessi, nuovi modi di vedere le cose e nuova prospettiva. Quel luogo era stato capace di far emergere nuove sfumature della ragazzina, parti di sè stessa che neanche conosceva.
    Era così surreale tutto quello, sapeva fin da bambina di appartenere ad un modo molto distante da quello babbano, ma ritrovarcisi era tutta un'altra storia.
    Eppure era proprio ciò che al momento la faceva sentire così viva, ad averle distrutto il cuore anni prima. Era quel suo essere magico, quella parte di sé che lei tanto amava, ad averle portato via sua sorella e ad aver lasciato un vuoto enorme nel cuore della piccola Kristel.*

    Tua sorella capirà piccola mia... non preoccuparti. Passerà, dalle solo del tempo. Tu sei diversa e lei non lo accetta al momento ma arriverà il giorno in cui si renderà conto che è follia questo suo atteggiamento e che ha bisogno di sua sorella...Non temere, Elodie ti vuole bene, lo sai bene.




    *Le parole sagge di sua madre le erano tornate alla memoria in quel momento e volteggiavano imponenti nella mente della ragazzina che, per sottrarsi ai pensieri tristi fu costretta a scuotere il capo e si aggrappò alla voce della barista che, con un velo di cortesia e gentilezza, offriva la sua compagnia alle due ragazze sedute al bancone.
    Un sorriso sincero colorò il viso della giovane Grifondoro.*

    Ti ringrazio Dorcas!
    Dorcas giusto?... Ho un abilità innata nello sbagliare i nomi di solito.

    *Mormorò Kristel, con un velo di ironia, sperando di non aver sbagliato sul serio. Aveva sentito pochi attimi prima chiamare la ragazza ed era andata a colpo sicuro.
    L'attenzione della Grifa si spostò poi sul viso della concasata seduta al suo canto. I suoi occhi curiosi accarezzarono il suo profilo con l'intento di memorizzarne ogni sfumatura così da riconoscerla nei giorni successivi fra i banchi di scuola, nel dormitorio o fra i corridoi.
    Un nuovo sorriso spuntò sulle labbra di Kristel che, tornando alle parole della giovane annui, trovandosi in pieno accordo con tutto ciò che aveva precedentemente affermato.*

    Credevo che fossero solo chiacchiere e invece hai ragione...
    Avevo paura di ritrovarmi qui, seduta ad uno di questi sgabelli, sola e divorata dai pensieri e invece...'


    *La ragazza lasciò che la frase di concludesse da sé, non occorrevano ulteriori parole. Bastava guardarsi intorno, nessuno era lasciato a sé stesso, se non lo si voleva.
    Forse era il posto più bello che l'aveva ospitata fino a quel momento, il posto adatto a tutti, il posto adatto a lei e ai suoi innumerevoli sbalzi d'umore.
    D'un tratto una nuova voce femminile giunse alle orecchie della Grifondoro, cosa che la costrinse ad portare l'attenzione sulla nuova sagoma femminile che, da lì a poco, si era fatta avanti.
    Kristel inclinò il capo, scrutò la ragazza e sorrise di buon grado, annuendo appena.*

    Alcun disturbo...accomodati!

    *Era ufficiale: I Tre manici di scopa era il posto ideale per fare nuove conoscenze.*

    @Dorcas_Moore,
    @Eirwen_Quinn,
    @Sarah_Jonson,



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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 312
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       



    *La forchetta affondava nella golosa torta al cioccolato, gli occhi seguivano il movimento della mano, mentre i pensieri volavano ad un ricordo lontano ma ancora doloroso.*

    [INIZIO FLASHBACK]


    *A Galway la primavera iniziava a profumare l’aria, i primi fiori spuntavano a colorare il monotono paesaggio invernale, il profumo del mare riempiva l’aria attraverso le finestre finalmente aperte. In una cucina soleggiata una piccola Eirwen ascoltava la madre raccontarle del riconoscimento lavorativo ottenuto dal padre, motivo per cui quel weekend avrebbero organizzato qualcosa di speciale.*

    Potresti preparare quella torta al cioccolato con la glassa, che papà chiede da mesi! La sai fare, vero mamma?

    *Disse la piccola ricordando il desiderio del padre di mangiare una torta di quel tipo fatta in casa.
    Nemmeno un’ora dopo, da un angolo appartato dello studio, proveniva un frenetico voltare di pagine. I lunghi capelli castani ad isolarla dal mondo, un ricettario di dolci stretto in mano, Eirwen cercava di capire il più possibile su come realizzare quella torta. La madre aveva promesso che le avrebbe insegnato a fare quel dolce, ma non era nella sua natura restare ad aspettare, quando a portata di mano aveva la possibilità di iniziare già ad apprendere.*

    [FINE FLASHBACK]


    *La dodicenne grifa scosse la testa, per distogliere i pensieri da quel ricordo. Sua madre non le aveva mai insegnato a fare quel dolce e lei non aveva più voluto imparare a farlo, accontentandosi di comprarlo e mangiarlo accompagnata dal doloroso ricordo ad esso legato.*

    Credevo che fossero solo chiacchiere e invece hai ragione...
    Avevo paura di ritrovarmi qui, seduta ad uno di questi sgabelli, sola e divorata dai pensieri e invece…


    *Un sorriso si aprì sul volto di Eirwen, spazzando via l’espressione cupa e ridonando al volto la consueta dolcezza: sola e il nome del locale erano parole che proprio non riusciva ad associare.*

    Sui pensieri non posso darti consigli, con me hanno la meglio anche quando sono circondata da persone. Sulla solitudine però posso dirti che spesso, quando mi sento così, mollo tutto e vengo qui. Questo posto è un antidoto contro la solitudine, è uno dei luoghi che più mi trasmette calore, insieme alla nostra Sala Comune.

    *A quel punto un’altra voce femminile, che aveva già sentito, la interruppe. Kristel invitò la nuova arrivata ad accomodarsi, mentre lei concordava con un cenno del capo e rivolgeva un saluto con la mano alla Corvonero appena arrivata.*

    @Kristel_Hardit, @Dorcas_Moore, @Sarah_Jonson,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 110
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Dorcas stingeva tra le mani la copertina flessibile di uno dei menù che era posato sul bancone. Senza rendersene neanche conto si stava affaccendando a ripiegarne gli angoli, incurvandone la superficie plastificata e stringendolo morbosamente tra le dita sottili. Non sapeva cosa le causasse quello stato nervoso, ma sentiva il costante bisogno di tenere le mani impegnate e non osava assolutamente metter mano a quel dannato anello che portava al collo. Ancora riusciva a sentire le carni del petto bruciare a contatto con quell’aggeggio infernale e non osava immaginare che cicatrice celasse quella catenina argentata.
    Era stanca, quella giornata era stata piuttosto faticosa e non accennava a finire. I clienti sbucavano da ogni dove e ogni qual volta le sembrava di aver servito tutti, ecco che ne arrivava un altro, era un circolo vizioso, il suo personalissimo girone infernale. Non sapeva se avrebbe resistito ancora a lungo. Quel posto le stava stretto, voleva solo uscirne viva, il prima possibile.
    Per ingannare il tempo decise di avvicinarsi nuovamente al tavolo di Eirwen e della nuova arrivata. Aveva bisogno di tenere la mente occupata altrimenti avrebbe finito con l’impazzire. Inoltre, circondata com’era, da quei loschi buzzurri, poter scambiare qualche parola con individui dotati d’intelletto le sembrava una manna dal cielo.
    Neanche a dirlo, non appena raggiunse le due giovani amiche, al tavolo si affiancò una terza figura familiare. Dorcas sorrise a Sarah e si affretto a rispondere con un tono velatamente amaro alla sua domanda amichevole*


    Che dire Sarah, procede. Tu piuttosto, come te la passi? Ti porto qualcosa?


    *In attesa di risposta si rivolse nuovamente alla piccola Kristel che nel frattempo aveva attirato la sua attenzione. Le sembrava una ragazzina gentile e, sebbene avesse poca affinità con i grifondoro, doveva ammettere che ultimamente la culla dei coraggiosi ospitava un ampio numero di amicizie. Decise quindi di approcciarsi amichevolmente e di rivolgersi a lei con un ampio sorriso prima di inchinarsi scherzosamente*


    Dorcas Moore, al suo servizio signorina Hardit


    *Disse il suo nome senza una particolare inflessione, ormai si stava abituando anche a quello. A non notare gli sguardi della gente, ad ignorare la luce nei loro occhi mentre la collegavano alla sua famiglia e poi alla morte. Era come portare appeso al collo il marchio dell’assassino eppure, ostinatamente, stava imparando ad ignorarlo. Quasi senza rendersene contò riportò lo sguardo su quel tavolo, rimasto deserto, infondo alla sala e non si stupì di incrociare gli occhi vispi e violetti di suo fratello. La guardava, con quel solito sorriso beffardo, la guardava e sorrideva, in silenzio, come aveva sempre fatto.
    Restò qualche secondo ad osservarlo, mentre, quasi in uno stato di trance, rassettava i tavolini liberati dai clienti. Qualche secondo, prima di rendersi conto del mondo che la circondava e della vita che, per quanto assurdo potesse sembrare, continuava ad esistere anche senza di lui.
    Si voltò dunque verso le tre ragazze e si rese conto che la conversazione si stava evolvendo e decise di intervenire sempre con quel lieve sorriso malinconico a segnarle il volto, più maturo di quanto non volesse sembrare*


    In questo posto, troverai sempre qualcuno disposto ad accoglierti, di questo ne sono certa. Ci sono cresciuta, ed è forse uno degli ultimi posti in cui mi sono sentita realmente a casa. Quindi mettiti a tuo agio e vieni quando vuoi, ti divertirai.


    @Eirwen_Quinn, @Kristel_Hardit, @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 3
    Galeoni: 398
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS
       
       

    *Sarah stava attendendo la risposta di una delle due Grife, sperando sia positiva, poichè non avrebbe saputo dove sedersi altrimenti, dato che non conosceva nessun altro dei presenti, eccetto Dorcas.*

    Alcun disturbo...accomodati!

    ]Grazie...Ehm...Tu sei?

    *Dopo poco una ragazza di Grifondoro la fece accomodare su una sedia del tavolo, non sapeva il suo nome, perchè non le sembrava di averla già vista, però le sembrava gentile. Dopo poco si accorse di aver interrotto Eirwen, che però le fa un cenno di saluto e un sorriso*

    Scusa Eirwen....Non volevo interromperti...

    *Le disse imbarazzata, non voleva disturbarla..*

    Che dire Sarah, procede. Tu piuttosto, come te la passi? Ti porto qualcosa?

    *Le disse Dorcas, una sua amica e concasata, o meglio, Sarah sperava di essere amica di Dorcas*

    Ehm...Non saprei cosa mi consigli se non la Burrobirra, in senso qualcosa che non ho mai assaggiato...

    *Chiese, sperando di non metterla troppo in difficoltà, che forse aveva di meglio da fare che perdere tempo con una cliente indecisa...*



    @Kristel_Hardit, @Eirwen_Quinn, @Dorcas_Moore,




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