Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2368
       
       

    [HOWL WAY - CASA DELLA GIOVENTÙ, ore 18.00]




    *Come sempre in quel periodo dell’anno la Casa della Gioventù era deserta, abitata solo, quando i vari impegni lo permettevano, da una delle proprietarie. Quella sera la più giovane delle tre donne che avevano acquistato quella dimora, si trovava proprio tra quelle mura. Era strano trovarla lì a quell’ora, solitamente preferiva dedicare il tempo libero al proprio ristorante, ma non quel mercoledì sera.
    Dopo aver trascorso la giornata a Hogwarts, tra lezioni e compiti da correggere, Jane aveva deciso di tornare a casa per stare un po’ da sola e riposare. Come tutti gli insegnanti anche lei aveva una propria camera nella quale stare al castello, tuttavia certe volte preferiva di gran lunga qualche minuto di passeggiata per raggiungere quel posto e chiudersi nella camera in cui si trovava in quel momento. Se solo si fosse decisa a fare l’esame di Materializzazione quei minuti sarebbero diventati secondi. In ogni caso circa alle cinque del pomeriggio era arrivata, dirigendosi subito nella stanza che ormai aveva reso sua, per quanto possibile. In tutti quegli anni, tranne quando all’inizio era una normale casa per lei e le altre due padrone, non era mai riuscita a sopportare l’arredamento delle stanze. Per i suoi gusti era tutto troppo bianco e candido, in più quel forno rosa che spiccava nella cucina era in grado di renderla irritabile. Odiava quel colore! Tuttavia, anche se ormai quella casa la gestiva solo lei, non si era mai decisa a fare qualche cambiamento, neanche nella stanza che utilizzava lei. Doveva ammettere però che quel letto era proprio enorme e comodo, peccato che lei, come sempre, non riusciva a dormire. E alla fine aveva passato quasi un’ora a fissare il soffitto.
    Erano ormai le sei quando, con i capelli scompigliati e una maglietta oversize come pigiama, Jane si alzò dal letto arresa all’idea che era inutile rimanere lì. Trascinando i piedi, rincuorata dal fatto che nessuno potesse vederla, si diresse verso il bagno personale, collegato alla camera da letto. Quando, posizionata davanti al lavandino, alzò lo sguardo per osservare il proprio volto allo specchio la prima cosa che pensò fu “faccio invidia a un fantasma”. Per lei non era niente di strano, dopo anni ci aveva fatto l’abitudine, ma nei mesi seguenti al suo diploma era riuscita a trovare un po’ di pace, fino a qualche settimana prima. Da un po’ di giorni, circa due o tre settimane, la vecchia Grifondoro che si svegliava di notte tremante e urlando era tornata.*



    ”Meglio se vado a fare una passeggiata, magari mi sveglio.”

    *Pensò, mentre si passava una mano sul volto dopo essersi rinfrescata con l’acqua gelata che non aveva ottenuto alcun effetto.
    Fuori dalle finestre della casa la giovane poteva osservare il cielo. In autunno il sole tramontava molto presto e le vie di Hogsmeade erano lievemente illuminate dalla luce del tramonto, un momento perfetto per uscire.*

    [HIGH STREET - TRE MANICI DI SCOPA, ore 18.34]


    *Avvolta in abiti comodi e nella immancabile giacca di pelle, forse un po’ troppo leggera per le temperature della sera ma poco le importava, Jane passeggiò per le vie del paese con calma. Prima di uscire si era premurata, come tutte le volte che doveva tenere una lezione, di coprire con cura i segni della stanchezza e un beanie nero teneva a bada i capelli ribelli. Siccome il mercoledì sera il ristorante rimaneva chiuso, mentre camminava, abbandonando Howl Way, decise che sarebbe andata ai Tre Manici di Scopa per bere qualcosa. Dall’ultima volta in cui la diciottenne era stata nel locale erano passati mesi. Effettivamente la sua vita ormai si riduceva solo a lezioni, ristorante, Hogwarts e ancora ristorante. Comunque decise di percorrere tutta High Street per raggiungere la propria meta, passando quindi davanti al Municipio.
    Camminò per tutto il tempo con le mani in tasca e lo sguardo che vagava da una parte all’altra. La ex Grifondoro trovava affascinante osservare le persone che vagavano tranquillamente per le vie o quelle che invece dimostravano una certa fretta. Ogni tanto poteva sentire il suono del campanello di qualche negozio, notando qualcuno entrare o uscire. Finché si ritrovò a osservare la facciata del Town Hall e lì si fermò per qualche minuto. Gli occhi verdi e stanchi di Jane percorsero la pietra dell’edificio, adornata di piante rampicanti, fino ad arrivare a una finestra in particolare. Non era state molte volte in quel maestoso palazzo, ma sapeva per certo che quella al quarto piano si affacciava sull'ufficio dei sindaci. Anzi sindaco.
    Dall'ultima volta che le due amiche si erano viste erano passate esattamente cinque settimane e tre giorni. Sì, le aveva contate. Da allora, quel pomeriggio al Casterwill’s Kitchen, Gianna non si era più fatta viva e Jane, ancora imbarazzata, non l’aveva cercata. Eppure il pensiero di quello che era successo non le aveva lasciato tregua, specialmente il giorno del compleanno della più grande. La diciottenne era stata più volte tentata dall'idea di irrompere nel suo ufficio, lo stesso che stava fissando, con una torta al cioccolato tra le mani, sperando di poter risolvere quella situazione. Ma alla fine era rimasta dov'era e i giorni erano passati.
    Dopo qualche minuto e un sonoro sospiro, Jane ricominciò a camminare. Non mancava ancora molto ai Tre Manici e il vento pungente stava arrossando il volto scoperto, probabilmente appena arrivata avrebbe ordinato qualcosa di caldo.
    Alle 18.34 la porta del pub più famoso del villaggio si spalancò, mostrando agli occhi dei presenti la figura della docente di Difesa Contro le Arti Oscure. Come aveva immaginato prima di entrare il locale non era gremito di gente, era pur sempre metà settimana infondo e solitamente solo gli abitanti di Hogsmeade si trovavano da quelle parti. Osservando l’interno Jane notò un tavolo libero, abbastanza isolato per poter stare tranquilla ma comunque visibile dai camerieri per poter essere notata. In più da lì la vista sull'ingresso era perfetta e, come già detto, a lei piaceva osservare. A passo spedito andò a sedersi su una delle sedie che circondavano il tavolo in legno, sistemando su un’altra la borsa che aveva portato con sé.*

    @Eirwen_Quinn, @Gianna_Fields, @Serenity_Hunter,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *La prima metà della settimana stava per giungere al termine, un altro paio di giorni e il desiderato fine settimana sarebbe arrivato, così avrebbe potuto prendersi una pausa da quella stancante routine. Fino alla settimana prima tutto filava liscio, riusciva a stare al passo con i compiti e a dedicarsi al lavoro nel modo migliore, ma quella settimana la stava mettendo a dura prova; le lezioni erano tutte particolarmente impegnative e al locale si alternavano giornate noiose a giornate fin troppo intense.
    Il giorno prima, a causa della pioggia, il pub era stato per quasi tutto il pomeriggio vuoto, solo sul tardi la giornata era diventata interessante: una studentessa al primo anno era arrivata a farle un po' di compagnia ed era stata una piacevole conoscenza. Quel giorno, invece, gli attimi di pace erano stati davvero pochi; studenti bisognosi di una pausa dallo studio e avventori giunti al villaggio per comprare qualcosa, avevano affollato la stanza di legno scuro.
    I commercianti stavano già iniziando a chiudere i loro negozi, ma il famoso pub non si fermava mai, o almeno non a quell’ora; gli abitanti del villaggio, prima di tornare a casa propria, amavano fermarsi lì a scambiare qualche parola e qualche brindisi. Dopo le 18, il locale si svuotava degli studenti di Hogwarts, che tornavano al castello per la cena; e, anche nelle giornate più affollate, i tavoli occupati non erano più molti. O almeno questo accadeva durante la settimana, nei weekend gli avventori erano molto più numerosi e anche gli studenti del castello si concedevano di restare qualche minuto in più, rimandando un po’ la cena.
    Quelle serate infrasettimanali erano quelle che Eirwen preferiva, gli avventori erano in numero abbastanza consistente da permetterle di avere sempre qualcosa da fare senza annoiarsi, ma non c’era troppo caos e lei riusciva a gestire la sala comodamente. Fino a venti giorni prima nemmeno lei avrebbe mai scommesso che sarebbe riuscita a gestire quel lavoro, nessuno avrebbe potuto scommettere su una goffa solitaria come lei. D’altronde chiunque l’avesse vista in quel momento non avrebbe potuto riconoscere in lei la ragazzina timida che due anni prima, per la prima volta, aveva messo piede in quel locale. Solitaria lo era ancora, viveva al castello da due anni e ancora non aveva fatto amicizia con nessuno, ma scoprire cosa poteva fare l’aveva resa più sicura di sé e il lavoro al pub aveva migliorato un po’ la sua goffaggine.
    In quel momento si trovava in piedi accanto ad uno dei tavoli preferiti da alcuni commercianti, che erano soliti trascorrere tutte le sere una mezz’ora almeno nel pub; i loro visi erano ormai diventati familiari alla ragazza, che scambiava volentieri qualche parola con loro, quando il lavoro lo permetteva.*



    *I lunghi capelli castani e lisci scivolavano liberi sulle spalle, mentre le mani si muovevano libere, accompagnando le parole della giovane; suo padre le diceva sempre che doveva imparare a dosare quell’abitudine, ma lei ancora non aveva capito come.
    Ascoltò ancora per qualche minuto i divertenti aneddoti dei suoi interlocutori, condividendo le proprie simpatiche esperienze come barista, e poi si congedò portando con sé i boccali vuoti.*

    ”Se solo fossi capace di dialogare a quel modo anche con mio padre, ma è da quest'estate che non parliamo più come facevamo prima. Dovrò cercare di recuperare durante le vacanze invernali.”

    *Pensò con un sospiro, mentre con un abile movimento di bacchetta iniziava a lavare le stoviglie sporche.
    Quell’estate per la prima volta Eirwen aveva posto delle domande sulla scomparsa della madre, di cui non sapeva nulla; da quando aveva sei anni e la loro vita era cambiata aveva sempre pensato che il padre provasse troppo dolore nel parlarne, ma ora si chiedeva se dietro quella tragedia non si nascondesse altro. Sapeva che i genitori avevano sempre creduto nella magia e che con i loro studi si erano sempre interessati a quel mondo a loro precluso, la conferma l’aveva avuta due anni prima quando aveva ricevuto la lettera di ammissione ad Hogwarts e il padre non ne era rimasto stupito; ora che viveva circondata dalla magia e che ne studiava la bellezza e i lati oscuri sapeva quanto quella realtà potesse essere pericolosa. Nella sua mente aveva iniziato ad affacciarsi l’idea che la scomparsa della madre potesse avere qualcosa a che fare con i loro studi, ma quando aveva posto le prime domande al padre questo si era prima chiuso e poi alterato; per la prima volta avevano discusso e da quel momento non erano più riusciti a parlare, sembrava che il padre mantenesse le distanze timoroso di ricevere altre domande. Durante le vacanze invernali era intenzionata a recuperare un minimo il dialogo, ma anche ad andare avanti da sola con le sue ricerche; non sapeva ancora da dove avrebbe iniziato, ma si sarebbe fatta venire un’idea.
    I suoi viaggi mentali furono interrotti dal rumore della porta che veniva aperta, lavorava in quel locale da tre settimane e ancora non le era capitato di dover servire qualche insegnante di Hogwarts, ma quella sera le cose sarebbero cambiate. Dalla porta era infatti entrata la professoressa Casterwill, docente di Difesa Contro le Arti Oscure, una delle sue materie scolastiche preferite. Al sicuro dietro il suo bancone la osservò mentre individuava un tavolo isolato ma strategicamente posizionato, da cui sarebbe stata bene visibile e avrebbe potuto tenere sott’occhio ciò che la circondava. Attese qualche istante e prese un profondo respiro, era abituata ad avere a che fare con i docenti all’interno delle pareti scolastiche, ma in quel contesto si trovava in difficoltà. Jane Casterwill non era solo la sua insegnante, ma era anche stata la prima persona ad accoglierla ad Hogwarts e colei che l’aveva aiutata ad ambientarsi, accompagnandola anche a comprare il suo fidato catalizzatore. Da quando l’ex Grifondoro aveva concluso il suo percorso scolastico ed era diventata insegnante quella era la prima volta che la incontrava in un contesto informale. Percepì le guance arrossarsi e scuotendo la testa, frustrata per la propria immancabile timidezza, afferrò i menù e si avvicinò al tavolo della professoressa.*

    Buonasera professoressa Casterwill, le lascio i menù oppure è già pronta per ordinare?

    *Chiese con un sorriso alla donna davanti a lei, mentre la mano destra saliva a spostare i capelli dietro l’orecchio con fare nervoso.*

    @Jane_Casterwill, @Serenity_Hunter, @Gianna_Fields,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2098
       
       

    *Spesso, durante quelle giornate in cui la temperatura non era talmente rigida da costringere ogni essere vivente a rinchiudersi fra le mura del castello, Serenity amava trascorrere interi pomeriggi a leggere all'esterno, cambiando di volta in volta luogo. Era un'abitudine acquisita già dal periodo svolto da studentessa, durante il quale in poco tempo aveva esplorato l'enorme parco antistante l'antico edificio, la zona intorno al lago fino a spingersi al limitare della Foresta Proibita senza però mai avvenurarsi all'interno. L'ex Corva nutriva un profondo rispetto per le regole e non aveva mai avuto intenzione di infrangerle rischiando la sua permanenza nella scuola. Tale pensiero non era mutato una volta divenuta docente, anzi esigeva che i ragazzi della sua Casa seguissero con disciplina le precise disposizioni dettate dal buonsenso.
    Quel giorno, essendo la giornata assai promettente dal punto di vista meteorologico, Serenity ne approfittò per concedersi nuovamente una bella passeggiata dopo aver completato i suoi doveri da professoressa. Infatti, dopo essersi dedicata più di un'ora alla preparazione della successiva lezione di Pozioni appundosi delle annotazioni sul margine del foglio, la castana decise che era il momento per passare alla consueta passeggiata. Sebbene le zone soleggiate riscaldavano a dovere chiunque vi passasse attraverso, si trattava pur sempre di fine novembre per cui la giovane per precauzione non aveva certo dimenticato l'ampia sciarpa e i guanti in pelle di drago riposti in quel momento all'interno della tracolla. Il piacevole tepore rendeva inutile il suo impiego ma almeno se il tempo fosse peggiorato Serenity non sarebbe stata colta impreparata. Vestita perciò in maniera adeguata Serenity volle trascorrere un po' di tempo al pub dove per due mesi si era offerta di lavorare come barista. Da allora erano state poche le occasioni in cui si era potuta permettere di rientrarci in veci di cliente e quella sembrava proprio una giornata di cui approfittarne. A passo svelto raggiunse il villaggio, individuando quasi immediatamente l'insegna del pub che cercava.*

    Che strano non dover entrare più dal retro.

    *Pensò Serenity, mentre varcava l'ingresso principale accompagnata da un tenue scampanellio. Un sorriso si dipinse non appena abbe messo piede all'interno guardandosi attorno.



    Ah, che bello tornare ai Tre Manici di Scopa! Non vi entrava da molto tempo ma sostanzialmente non era cambiato nulla. Il profumo invitante era buono e persistente come sempre, Bizzarramente nessuno sostava dietro al bancone. Non che ci fosse l'urgenza di qualche avventore scalpitante per ricevere la sua Burrobirra calda o una lunga fila d'attesa del proprio turno. In realtà l'intero pub era semivuoto, cosa normalissima non essendo un giorno di weekend. Meglio per Serenity che odiava la calca di gente, odiosamente appiccicosa quando si trattava di luoghi stretti e dai possibili risvolti. Di risse non ne aveva mai vedute, forse più frequenti alla Testa di Porco più che ai Tre Manici di Scopa così frequentato da giovani apprendisti come lo era stata lei, però non scherzava in fatto di caciara e voci assordanti tali da far venire un mal di testa pazzesco. Serenity si guardò attorno in cerca di chi fosse in quel periodo il nuovo o la nuova barista part time previsto generalmente a tutti gli interessati. Era capitato anche a lei anni addietro assieme a una Grifondoro di cui aveva perso le tracce subito dopo il termine dei due mesi da barista. Ricordava ancora l'inesperienza nel trattare un simile mestiere ma trovandovi poco a poco parecchie affinità pozionistiche, soprattutto in ambito di cucina. Ricordava con piacere quegli anni. Molto piacere.
    Fu quando gli occhi smeraldini si posarono su una coppia poco lontana da lei che realizzò chi stesse effettivamente guardando. Una studentessa di Grifondoro, che la Hunter ricordava come Quinn di cognome, sostava accanto al tavolino occupato unicamente dalla collega di Difesa Contro le Arti Oscure Jane Casterwill. Da come si approcciava era chiaro che in quel momento stesse occupando le veci di barista e non semplice studentessa. Dunque c'era qualcuno, ecco spiegato il motivo dell'assenza di personale dietro al bancone.*

    Buonasera signorina Quinn. Potrei avere il menù per favore?

    *Sorrise gentilmente, nessun accenno di pretesa né fretta. Solo un gran desiderio di visionare per bene la lista di pietanze offerte che per varie ragioni non ricordava più perfettamente a memoria. In più era ancora indecisa: solo bere o anche mangiare? Galeoni in portafoglio ne aveva, ma decidere se rinunciare o meno alla luculliana cena del castello era qualcosa che avrebbe voluto evitare. Eppure aveva un certo languorino da soddisfare, perciò sperava ci fosse qualcosa capace di placare momentaneamente la fame in attesa del vero e proprio pasto.*

    Buonasera Jane, è libero?

    *Domando con cortesia la giovane rivolgendosi stavolta alla collega, indicando la sedia non ancora occupata. Forse Jane preferiva rimanere sola - e in tal caso avrebbe ripiegato subito sul bancone, classico posto per sorseggiare una bevanda - ma l'ultima parola spettava all'altra.*

    @Jane_Casterwill, @Eirwen_Quinn,


  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2378
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Il sole era ormai tramontato e Gianna, come ogni sera, era nel suo ufficio. Passava li giornate intere, immersa nel lavoro fin quando, quando si rendeva conto che ormai fuori era buio, prendeva le sue cose e si dirigeva verso la sua enorme e vuota casa. Stava valutando l’idea di trasferirsi in ufficio, avrebbe sistemato una specie di letto in una delle stanze ormai vuote e avrebbe passato la notte li. Sorrise tra sé pensando a quanto stupida fosse quell’idea…o forse no. Tolse le scarpe e posò i piedi sul tavolo accavallandoli, si allungò sulla sua poltrona di pelle nera e sospirò. Osservò per un attimo il soffitto per poi voltare lo sguardo sulla sua scrivania dove aveva posizionato un piccolo quadretto che ritraeva lei e Jane sorridenti. Sorrise al ricordo di quella giornata trascorsa al parco quando le cose tra le due erano semplici e normali. Due amiche che si erano incontrate per passare un pomeriggio insieme e li avevano scattato una foto, l’unica, in memoria di quel giorno. Solo lei aveva la copia e Jane non sapeva nemmeno che l’avesse posizionata in ufficio. Quella stanzetta era diventata il suo posto sicuro, li raramente riceveva visite e tutte le riunioni si facevano altrove quindi li dentro aveva tutta la privacy del mondo soprattutto da quando era diventata l’unica ad “amministrare”. Osservò ancora il ritratto ed inevitabilmente il suo pensiero andò a lei e alla loro situazione attuale. Si erano viste l’ultima volta più di un mese prima in occasione del censimento. La situazione, per colpa sua, aveva preso una piega strana…aveva fatto dei gesti che mai avrebbe pensato di fare e si sentiva terribilmente in colpa. Non sapeva darsi una spiegazione ed era questo che più di tutto la tormentava…cosa le era preso? Sapeva solo che Jane negli ultimi tempi l’attraeva a sé come una calamita, come un’ape con il miele.*

    Non succederà più!

    *Disse in un sussurro mentre passava le mani sul viso e poi tra i capelli ormai sciolti che ricadevano lungo la poltrona. Erano quasi le sei e mezza di pomeriggio, le luci di Hogsmeade illuminavano le strade e la stanza stessa di Gianna che, persa nei pensieri, non aveva acceso alcuna luce. Si alzò dalla poltrona e, canticchiando un motivetto che aveva in testa, apri la finestra. Si affacciò poggiando entrambi gli avambracci sul davanzale, inspiro profondamente l’aria fresca della sera e, non appena riapri gli occhi, notò una figura svoltare l’angolo della strada. Senti una strana sensazione, non riusciva a spiegare ma le sembrava di conoscere quella persona. Non aveva avuto modo di capire se si fosse sbagliata o no perché’ aveva avuto una frazione di secondo per guardarla prima che scomparisse…*

    Stai diventando pazza!

    *Disse tra sé mentre chiudeva la finestra e infilava le scarpe. Prese la sua giacca e usci dall’ufficio. Camminò per un po’ fin quando senti il suo stomaco brontolare, cosi decise di fare una piccola sosta ai Tre Manici di scopa. Svoltò l’angolo e si trovò davanti alla porta del famoso quanto antico locale. Quello era un posto dove aveva passato molte giornate e anche delle notti, era stata li con diverse persone e di tutti aveva più o meno un buon ricordo. Ed era forse l’unica a poter dire di non essere stata mai beccata da un prefetto! Sorrise nostalgica ed apri la porta. A prima vista il locale sembrava vuoto, non c’erano molte persone il che era comprensibile ma, non appena ispezionò il locale interamente, rimase bloccata li sulla porta alla vista della persona che evitava da settimane e che era l’unica che non si aspettava di vedere quel giorno: Jane Casterwill. *



    *“Maledizione!” pensò restando ancora li ferma. Notò, oltre alla figura dell’eccellente barista Eirwen, quella di Serenity, una delle insegnanti e colleghe di Jane. Approfittò della situazione per sgaiattolare ad un tavolo al lato opposto visto che due ragazzini se n’erano appena andati. Sperando di essere passata inosservata, aspettò che Eirwen facesse ritorno al bancone per segnalarle la sua presenza. Si stava forse comportando da codarda? Si, poteva anche essere ma al momento non aveva idea di come affrontare la ragazza e, per non fare ulteriori danni, preferiva di gran lunga eclissarsi dietro alla colonna del locale.*

    @Jane_Casterwill, @Eirwen_Quinn, @Serenity_Hunter,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2368
       
       

    *Gli occhi chiari e assenti della giovane professoressa erano fissi in un punto, esattamente sulla porta di legno del locale, come se nascondesse qualcosa di molto interessante. In realtà non c’era nulla che potesse attirare la sua attenzione. Le iridi color smeraldo osservavano solamente le striature del semplice legno, probabilmente cercando di trovare una qualsiasi distrazione per non addormentarsi sul tavolo o perché non aveva molta voglia di guardarsi attorno e incontrare qualche viso familiare. Non era certa di essere in vena di compagnia. Fu del movimento dietro il bancone che riuscì a spostare l’attenzione di Jane su altro. Il capo della diciottenne si spostò verso esso e solo in quel momento notò la presenza di una strega che aveva avuto modo di conoscere quando era ancora studentessa. La ex Grifondoro aveva incontrato la ragazzina del terzo anno tempo prima, quando era arrivata a Hogwarts. Come Prefetto della loro Casa si era occupata di darle il benvenuto e aveva cercato di aiutarla ad ambientarsi tra quelle mura. Alla Casterwill risultava ancora strano non essere più una studentessa ma una docente.
    La osservò avvicinarsi, notando un lieve rossore a colorare le guance della tredicenne. Quando arrivò vicina al suo tavolo, parlandole con cortesia, le rivolse un sorriso. Ascoltò Eirwen parlare, notando solo in quel momento che effettivamente un lieve brontolio si propagava dal suo stomaco. Quel giorno non aveva mangiato molto, ma sapeva anche che al castello quella sera, come sempre, l’avrebbe aspettata una delle meravigliose cene preparate dagli elfi. Forse avrebbe potuto saltare quel pasto in Sala Grande per una volta.*

    Buonasera signorina Quinn, ancora al lavoro? Comunque prendo volentieri il menù, grazie!

    *Rispose alla piccola Grifondoro con gentilezza. Era decisamente evidente il nervosismo della ragazzina e Jane riuscì a stento a trattenere una risata, tramutata in un sorriso divertito. Metteva così in soggezione da insegnante? Avrebbe tanto voluto entrare nella mente degli studenti durante le lezioni e poter sentire i loro pensieri, purtroppo però la legilimanzia non era tra le sue abilità. Metamorfomagus, abile duellanti, da poco anche Animagus, ma leggere nella mente le era impossibile, anche se sarebbe stato divertente per lei.
    Una terza voce a lei familiare si unì poco dopo alla breve conversazione tra le due. Gli occhi color smeraldo della diciottenne si alzarono verso la persona appena giunta al tavolo. Si ritrovò quindi a guardare la figura della sua collega di Pozioni, Serenity Hunter. Ogni volta che la incontrava al di fuori delle mura del castello si ritrovava a pensare quanto fosse ridicola la vita certe volte. Avevano passato anni nella stessa scuola, si erano incrociate più di mille volte tra i corridoi e a lezione, avevano avuto amicizie in comune, eppure non sapeva niente di quella giovane donna che aveva davanti. Se ne era resa conto quella estate durante la festa al proprio ristorante. Jane posò lo sguardo sul viso dell’altra e sorrise lievemente.*



    Buonasera Serenity, siediti pure!

    *Accennò con il capo alla sedia, per poi prendere la propria borsa e spostarla da essa, posandola ai suoi piedi. Peccato però che la borsa fosse aperta. Di conseguenza nel movimento repentino per liberare la seduta da esse uscì un blocco di fogli da disegno, alcuni utilizzati, altri no, alcuni mezzi staccati. Quest’ultimi furono i primi ad uscire dal blocco. Proprio in quel momento il campanello di entrata suonò, lasciando entrare una persona che lei conosceva fin troppo bene. Dopo un sussurrato “accidenti” Jane si piegò per raccogliere i disegni caduti sul pavimento. Si risollevò poco dopo con una manciata di fogli tra le mani e i capelli ricaduti davanti al viso. La mano destra passò tra essi, mentre l’altra posava il tutto sul tavolo.*

    Scusami, sistemo subito tutto quanto!

    *Affermò guardando mortificata e imbarazzata la collega. Raccolse in fretta quei fogli sui quali con leggeri tratti di matita, per la maggior parte, erano raffigurati vari soggetti. Dai luoghi, specialmente parti di Hogwarts, ai volti. Tra quest’ultimi erano presenti i compagni delle due ormai giovani adulte, appartenenti a tutte le case. Si poteva riconoscere il volto gentile e giovane di Sylvia in compagnia di Marcus, quello di Marina, quello di un giovane Serpeverde a cui Jane una volta era stata legata. Infine una Corvonero che entrambe conoscevano.
    In tutto questo trambusto non si era però accorta della presenza di un paio di occhi scuri di cui sentiva la mancanza da settimane, nascosti dietro a una semplice colonna.*

    @Eirwen_Quinn, @Gianna_Fields, @Serenity_Hunter,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Impacciata, ecco come si sentiva ed era ridicolo considerando che lavorava in quel locale da quasi un mese. Aveva imparato a vincere la sua timidezza, ora era in grado di parlare con le persone senza diventare paonazza, ogni giorno condivideva pensieri e aneddoti soprattutto con i clienti abituali oppure stringeva amicizia con alcuni compagni di scuola. Eppure in quel momento non era in grado di tenere a bada l’imbarazzo, senza dubbio i clienti che conosceva meglio presenti nel locale si stavano chiedendo cosa le era preso, come se lo stava chiedendo lei.
    Era bastata la presenza di una sua docente per riportare a galla la Eirwen imbranata, aveva bisogno di un discorso di incoraggiamento.*

    ”Dacci un taglio Quinn, è solo la professoressa Casterwill e di certo non ti mangerà. Sei ridicola, datti un po’ di contegno e svolgi bene il tuo lavoro.”

    *Cercando di non farsi notare raddrizzò le spalle e cerco di sostituire il sorrisino impacciato con uno spontaneo. Non capiva cosa le stesse capitando, ma credeva che la sua reazione fosse dovuta al bisogno di far bella figura davanti alla professoressa seduta davanti a lei. Era abituata a fare una buona impressione a lezione, era sempre preparata e pronta a rispondere alle domande, ma il padre, professore ad una università babbana, le aveva insegnato che altrettanto importante era l’impressione di sé che veniva data al di fuori delle mura scolastiche. Dentro di sé, una vocina le ripeteva che avrebbe fatto una figuraccia, non la abbandonava mai; tuttavia, mentre solitamente riusciva a metterla a tacere, trovandosi davanti una persona il cui giudizio teneva in gran considerazione, le risultava più difficile farlo.
    Era contenta che quel momento fosse arrivato, per crescere avrebbe dovuto mettersi alla prova, vincere contro quella vocina fastidiosa. Ci sarebbe voluto del tempo, era troppo radicata dentro di sé, ma era sicura che anche quello prima o poi sarebbe cambiato.
    La voce gentile della professoressa Casterwill richiamò la sua attenzione, a quanto sembrava non era arrivata lì con un’idea precisa su cosa ordinare. Probabilmente si era ritrovata seduta a quel tavolo per caso, una passeggiata senza una meta precisa l’aveva condotta tra quelle mura, come spesso accadeva agli avventori del pub. Il Tre Manici di Scopa era un luogo sicuro dove rifugiarsi, dove trovare compagnia o dove distrarsi osservando in solitudine.
    Non fece in tempo a rispondere porgendo i menù, che un’altra voce femminile conosciuta la interruppe. A quanto sembrava quella sera tutte le docenti del castello avevano avuto la stessa idea, accanto a lei era appena comparsa la professoressa Hunter, docente di Pozioni. Anche la seconda donna chiese il menù, prima di rivolgersi alla collega.*

    Ecco qua, professoresse. Vi lascio qualche minuto per decidere.





    *Rivolse un sorriso alle due donne, prima di voltare loro le spalle. Mentre si allontanava un aperto sorriso si fece largo sul suo viso, a quanto sembrava non era l’unica impacciata a volte, la professoressa Casterwill nello spostare la borsa aveva fatto cadere a terra i fogli.
    Si diresse verso al bancone, ma pochi istanti prima di raggiungerlo un altro volto noto attirò la sua attenzione. Mentre era ferma al tavolo delle due professoresse qualcun altro era entrato nel locale, un’altra donna che lavorava e viveva in quell’angolo delle Highlands scozzesi. Non si fermò a parlarle subito, non aveva più menù in mano e prima di presentarsi al suo tavolo doveva recuperarne.*

    Buonasera Sindaco Fields, è un piacere vederla. Le lasciò il menù, mentre vado a prendere le altre ordinazioni.

    *Disse, con voce gentile, alla donna mora seduta al tavolo, prima di allontanarsi nuovamente. Aveva lasciato abbastanza tempo alle donne all’altro tavolo per decidere e non voleva farle attendere troppo, quindi tornò a prestare la propria attenzione alle due docenti.*

    Avete scelto o devo lasciarvi ancora qualche minuto? In caso torno tra poco.

    *Le guance si tinsero di rosa, ma avrebbe potuto aggiungere qualche altra parola, invece di restarsene lì ferma a giocare nervosamente con le mani.*

    A quanto sembra oggi è la serata delle donne in carriera, al tavolo laggiù in fondo c’è anche il sindaco Fields e se voi avete bisogno di ancora qualche minuto, torno da lei.

    *Disse con un sorriso che le tendeva le labbra. Era curioso come dopo settimane che lavorava, proprio quella sera le avesse trovate tutte lì insieme.*

    @Jane_Casterwill, @Gianna_Fields, @Serenity_Hunter,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2098
       
       

    *Solerte, attiva e per nulla appesantita dal lavoro (almeno all'apparenza!) la barista part time dei Tre Manici di Scopa seppe come accogliere la nuova cliente, anche se questa era un'altra delle sue professoresse. Per Serenity fu un piacere che fosse lei a servirla e ringraziò con un leggero accenno di capo la cerimoniosa attenzione che le stava riservando, certa non fosse legata solamente alla carica che ricopriva a Hogwarts. *

    Gentilissima, signorina Quinn.

    *La vide allontanarsi dal tavolo da lei scelto e dove già la professoressa Casterwill aveva preso posto una volta poggiati i menù del locale. La collega, nel frattempo, aveva recepito la domanda posta accettando che Serenity le facesse compagnia, per così dire. D'altro canto la professoressa di Pozioni mai avrebbe considerato un suo eventuale rifiuto come un gesto di cortesia alla sua persona. Il libero arbitrio valeva per tutti e scegliere quale compagnia frequentare era prerogativa di chiunque. Per fortuna non era quello il caso.*

    Grazie.

    *Mormorò la Hunter quando l'altra liberò la sedia spostando la borsa che precedentemente l'aveva occupata. Con quel movimento brusco, però, il contenuto si rovesciò interamente al di fuori sul pavimento e sul tavolo prima vuoto. Fogli di carta svolazzarono un po' ovunque, con grande rammarico da parte di Jane che si affrettò a scusarsi per quanto accaduto. La donna sorrise: certe volte quegli imprevisti potevano capitare. Figurarsi quante volte era successo a lei, con rischi ben peggiori per quanto riguardavano le pozioni e soprattutto i calderoni pronti a esplodere!*

    Lascia che ti aiuti a raccoglierli.

    *La maggior parte erano stati comunque recuperati da Jane, ma alcuni - pochissimi - le erano caduti ai suoi piedi. Serenity lì raccolse e non riuscì a trattenersi dal guardare cosa vi fosse rappresentato sopra. Avrebbe creduto si trattasse di scritti per lezioni, non certo quei meravigliosi disegni che si trovava ad ammirare fra le mani. Li poggiò delicatamente sul tavolo, temendo di sciuparli come fossero le sue preziose ricette di Pozioni, riconoscendovi scorci del castello da entrambe frequentato negli anni di gioventù e alcuni volti, noti e non per quanto riguardava la ex Corvonero. Pareva che i soggetti dovessero balzare fuori dalla carta per quanto sembrassero reali, concreti, tangibili. Ancor più reali dei soggetti stessi rappresentati. Chi avrebbe mai pensato che con carta e penna si riuscissero a creare quelle meraviglie artistiche? No era un'esperta d'arte nel senso lato della parola, quella relativa ai quadri e all'espressione tramite la Pittura. No, la pratica delle Pozioni per lei era uno dei tanti modi d'espressione dell'arte e l'unico che conosceva e sapeva applicare. Aveva disegnato un Asticello una volta, a lezione di Cura delle Creature Magiche, ma quello era solo un copiare senza imprimerci qualcosa di estremamente personale nella tela. E lì, su quei fogli, nonostante ci fosse effettivamente la precisione nei dettagli, Serenity vi leggeva qualcosa che andava oltre il soggetto disegnato ma che non riusciva a identificare. Ed era giusto così, che fosse solo la Casterwill a conoscere le reali intenzioni mentre disegnava.
    Una presenza, come un brivido d'aria, le percorse la schiena al passaggio di un'altra persona. Non si volto però a guardare chi fosse, probabilmente un altro cliente di passaggio.*

    Sono bellissimi, davvero! Così realistici! Li hai disegnati tu?

    *Chiede accomodandosi. Non che dubitasse delle eventuali capacità della collega, ma una domanda di sicurezza era lecita. Ignorava le reali capacità artistiche della donna di fronte, non avendo mai avuto occasione di conoscerla intimamente com'era accaduto con altre. Forse erano stati disegnati da altri e lei semplicemente li collezionava, oppure tutti i pensieri precedenti rappresentavano il vero. Chiunque ne fosse il reale autore, però, aveva un talento innato senza dubbio. Era vero che la pratica spesso incrementava le capacità di una persona, ma senza la passione la fiammella si sarebbe presto estinta. Portare avanti un hobby impegnativo come quello non si poteva riassumere in pochi anni di esecuzione.
    Un volto fra i tanti rappresentati le gelò il sangue delle vene. Tutto il corpo di Serenity Hunter improvvisamente si irrigidì sulla sedia, appena tremante, gli occhi color smeraldo che non riuscivano a distogliersi da quelli solcati sulla carta e incorniciati da una chioma che conosceva fin troppo bene. Ne fissò i lineamenti terribilmente familiari, incredibilmente somigliante alla sua controparte in carne e ossa, che ancora suscitava senza volerlo quelle sensazioni che credeva dimenticate. Cosa provava nello specifico? Dolore? Rimpianto? Nemmeno sapeva più distinguerli fra loro.*

    È Kribja, vero?

    *Certo che era lei. Chi altri le assomigliava così? Ricordava bene che fosse figlia unica, quindi nessuna gemella a cui appillarsi o qualche fantomatico doppelganger. Di Kribja ce n'era solo una, per sua enorme sfortuna. E Jane? Fino a che punto Jane si era spinta con lei, con la confidenza e la compagnia durante la loro comune fase di adolescenza? Qual era stato il legame fra le due, che per ovvie ragioni non poteva conoscere profondamente, tale da indurla a riportare una sua copia cartacea e conservarla con così tanta cura?
    Presa da tutti quei turbolenti pensieri, succeduti uno dietro l'altro senza un attimo di tregua, quasi non si accorse che la signorina Quinn era tornata da loro, in attesa certamente dell'ordinazione.*

    Sì... Sì. *Farfugliò la donna, ancora lievemente scossa dalla scoperta, tornando a guardare rapidamente il menu. Per me andrà bene la Shepherd's Pie, grazie. E una Burrobirra.

    *In realtà lo stomaco quasi non ne voleva sapere di mangiare. E nemmeno aveva l'attenzione necessaria per comprendere che il sindaco Fields era giunta alle loro spalle. A dire il vero non aveva più attenzione per altro che non fosse il volto sul foglio, nero su bianco.*

    @Jane_Casterwill, @Eirwen_Quinn, @Gianna_Fields,




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  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2378
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Osservava la sua amica dal lato opposto della sala, certa ormai di non essere stata notata né da lei né da Serenity. Un sorriso le sfuggi quando vide che, per la fretta di fare spazio alla docente di pozioni, Jane fece cadere la sua borsa contenente diversi fogli. Non era riuscita a capirne il contenuto essendo troppo lontana. Scosse la testa sussurrando:*

    La solita pasticciona!

    *Vide Eirwen lasciare il menu alle due docenti, doveva dire che la ragazzina sapeva il fatto suo. Era molto cordiale e gentile con qualsiasi cliente avesse di fronte…avevano scelto davvero bene! Mentre un sorriso soddisfatto si dipingeva sul suo volto, vide la ragazza dirigersi verso di lei.*

    Buonasera Sindaco Fields, è un piacere vederla. Le lasciò il menù, mentre vado a prendere le altre ordinazioni.

    *Sorrise a sua volta alla promettente ragazza:*

    Buonasera Eirwen, il piacere è tutto mio! Grazie, ti aspetto qui tanto so già cosa prendere.

    *Concluse sorridendo ancora mentre la guardava avvicinarsi al tavolo delle due donne, le quali erano indaffarate a raccogliere i fogli caduti precedentemente. Sorrise osservando la scena con il viso poggiato sui palmi delle mani. Da li riusciva a sentire le loro conversazioni, almeno in parte. Scopri presto che quelli erano i disegni di Jane grazie alle parole della Hunter che si complimentava con l’ex Grifondoro. Sapeva bene quanto fossero belli i disegni della ragazza, li aveva visti diverse volte e i soggetti erano sempre diversi…era davvero in gamba! Una frase in particolare destò la sua attenzione:*

    È Kribja, vero?

    *Ed ecco che quella persona che ormai non vedeva da tempo tornava prepotentemente nelle loro vite!*



    Non può essere vero!

    *Sussurrò con espressione mista tra noia e delusione. Non capiva proprio perché, dopo tutti quegli anni e dopo tutto ciò che quella ragazza le aveva fatto passare, conservasse ancora un suo ritratto. Ricordava bene la festa nel locale di Jane e come lei, Marina e Sylvia avessero architettato un piano per far parlare le due in modo tale da far uscire allo scoperto i sentimenti di Jane…Kribja, non solo l’aveva più o meno rifiutata ma era scappata come una codarda. Gianna non l’aveva mai perdonata per aver fatto soffrire una delle sue più care amiche in quel modo. Un pensiero, come un fulmine a ciel sereno, le piombò in testa…”e se non l’avesse ancora dimenticata?” pensò sgranando gli occhi. Quell’eventualità avrebbe potuto spiegare molte cose…fu Eirwen a riportarla alla realtà. Tornò in sé durante un pezzo del suo discorso dove annunciava alle due che lei era lì! Copri il viso con entrambe le mani scuotendo la testa:*

    Ma porca…

    *Il suo intento di passare inosservata era ufficialmente andato a puttane. Che fare? Andare dalle due o far finta di niente? Onestamente non le andava minimamente di star li ed ascoltare le chiacchiere delle due sulla stupenda e brillante Kribja Armstrong, assolutamente no! Avrebbe aspettato che la ragazza le portasse il suo ordine e poi, solo alla fine, si sarebbe avvicinata per salutarle e uscire da quel locale che in quel momento, sembrava volesse chiudersi su di lei…Serenity addirittura stava quasi balbettando per lo shock! Sapeva che, durante il periodo scolastico, le due Corvette erano molto amiche e che avevano aperto anche un negozio lì ad Hogsmeade che attualmente, per ovvi motivi, la Hunter gestiva da sola. Ma possibile che la loro amicizia persa la sconvolgesse così tanto oppure c’era dell’altro che Gianna ignorava? Anche lei aveva perso la sua migliore amica Emily e si, le mancava ogni giorno…ma se avesse visto un suo ritratto di sicuro avrebbe sorriso, felice di vederla seppur su un pezzo di carta. I dubbi e le domande assalivano l’ex Grifondoro ma, nonostante questo, aveva deciso di attenersi al suo piano: consumare la sua bibita e uscire di li.*

    @Jane_Casterwill, @Eirwen_Quinn, @Serenity_Hunter,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2368
       
       

    *post in stesura*


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