Famiglia Mills
Famiglia Mills


  • Stefano_Draems

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    Role Aperta da Mihos_Renny


  • Mihos_Renny

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    MANGIAMORTE

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        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    [INIZIO FLASHBACK]


    Buona sera signor Renny, signorina Thratchet. A cosa devo questa visita inaspettata?

    *Chiese la docente facendo accomodare i due adolescenti tra i banchi dell'aula. La prima a rispondere fu Kristal introducendo il discorso, ma fermandosi subito guardando l'amico, era logico che doveva spiegare lui del motivo della loro presenza lì.*

    Ecco.. Siamo qui per...

    Professoressa siamo venuti stasera perché vorrei farle un paio di domande su... ehm...

    *Mihos non sapeva come spiegarsi, era una semplice parola, ma non riusciva a dirla, forse per paura di non avere alcun tipo di risposta o forse perché avrebbe potuto far ricordare dei brutti momenti alla sua insegnante. Prese un respiro profondo e si fece coraggio.*

    Professoressa, vorrei farle un paio di domande sui Mangiamorte, so che è un capitolo chiuso della sua vita, ma avrei assolutamente bisogno che rispondesse alle domande che le porrò, se non vuole lo capisco.

    *Disse con fermezza e sguardo serio il giovane Tassorosso. Avrebbe avuto il coraggio di ascoltare le risposte dell'insegnante qualunque esse fossero.*

    *Lo sguardo della donna si posò prima sul ragazzo e poi sulla Grifondoro al suo fianco.
    Chissà perché volevano sapere di più su quell'argomento considerato quasi tabù all'interno di Hogwarts. scola di magia frequentata da tantissimi adolescenti provenienti, la maggior parte, dalla Gran Bretagna.
    L'ex Serpeverde un po' si sentì "offesa" dal fatto che quei due studenti si trovassero li per quel motivo e non per la materia che la professoressa insegnava.
    La sua appartenenza ai Mangiamorte era un capitolo chiuso della sua vita, della quale ricordava ben poco, e per un buon motivo.*

    Ok signor Renny, ma non le prometto nulla. Forse ho un modo per risolvere ogni suo dubbio in modo più efficace

    [FINE FLASHBACK]


    *Erano passati più di due anni da quella visitina che Kristal e Mihos fecero alla Preside Charlotte Mills, nel suo ufficio con conseguente viaggio nei suoi ricordi di Mangiamorte, un viaggio che cambiò la vita del quindicenne per sempre. Molti anni prima di cominciare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, Mihos Renny era un ragazzino normale, come tanti nella sua città, fino a che un evento tragico non lo segnò: la morte di suo padre.
    Per anni ha creduto che quello che avesse ucciso il genitore fosse un semplice malore, qualcosa che la piccola testolina del moretto non poteva comprendere, così eliminò dai suoi ricordi tutto quello che aveva visto, una sorta di meccanismo di difesa per i traumi infantili. Da allora la sua vita cambiò, non era più il bambino solare, giocoso che era prima e si chiuse.
    All'età di undici anni arrivò un gufo a portargli una lettera, dalla dubbia provenienza, tanto che all'inizio sia lui che sua madre non capirono nulla all'inizio, solo dopo essersi chiariti le idee capirono che non fu uno scherzo e dovette trovare tutto l'occorrente e il materiale che gli sarebbe servito imbarcandosi in quella che sarebbe stata una lunga avventura.
    Tutto procedeva bene per Mihos, imparava magie, pozioni e la storia del mondo magico, a lui nascosta per anni ed è al suo secondo anno che inizia a pensare "e se suo padre fosse stato un mago?" a quella domanda susseguirono svariate ricerche, fatte senza nessun tipo di aspettativa dato che avrebbe potuto anche non trovare nulla, sull'origine di suo padre.
    Nessun risultato, niente di niente, per tre anni non riuscì a trovare niente, finché insieme a quella che ora è la sua ragazza, Kristal Thratchet, non trovò il suo nome in uno degli annuari della scuola e da lì tutto sembrò farsi più facile, perché giorno dopo giorno sembrò trovare sempre più indizi, fino al momento in cui scoprì che il genitore, che tanto rispettava e del quale voleva seguire le orme, era un Mangiamorte. Quello che per un attimo gli sembrò essere il momento più bello della sua vita si rivelò diventare il momento più brutto.
    I successivi anni ad Hogwarts li passò pressoché da solo, studiava insieme alla sua ragazza, parlava con i compagni di casa senza lasciar trasparire nulla, per molti era sempre lo stesso, ma dentro aveva solo un forte desiderio di vendetta, non gli era ancora chiaro del perché il padre si fosse aggregato a quella "setta" oscura e voleva saperne di più e al contempo distruggere tutti quelli che gli avevano portato via la persona che più contava e al quale voleva più bene. Terminati i M.A.G.O. al suo settimo anno decise di prendersi una piccola pausa da tutta la magia e decidere anche cosa fare della sua vita e quasi subito gli fu chiaro. Ai primi anni voleva diventare Magizoologo, perché le creature magiche lo affascinavano molto, ma più avanti andava e più scopriva che avrebbe voluto fare di tutto, aveva l'imbarazzo della scelta, ma in quel periodo di fermo capì, grazie anche ad uno scambio di opinioni con sua madre, che quello che voleva fare era l'insegnante e gli capitò proprio a fagiolo scoprire che l'aula di Incantesimi ad Hogwarts era vacante; così fece domanda e venne accettato, ma non prima di aver deciso di fare quello che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato.
    Eccolo lì ora, un Mangiamorte e insegnante di Incantesimi.*

    Bene, direi che sono pronto



    *Prima di prendere la giacca alzò la manica della camicia e si guardò l'avambraccio sinistro, sul quale c'era un disegno, un tatuaggio animato, formato da un teschio e dalla cui bocca fuoriusciva un serpente, sorrise quasi nel vedere il Marchio Nero prima di risistemarsi e nasconderlo nuovamente. Controllò di avere tutto con sé, oltre che al portafoglio con i soldi Babbani e la bacchetta nascosta bene in una tasca interna della giacca di pelle nera che aveva addosso. Uscito da casa di sua madre a Londra, si diresse in un'enoteca nelle vicinanze per comprare una bottiglia di vino, dopotutto stava andando a casa di una persona che nella sua vita ha giocato un ruolo importante: la casa di Charlotte Mills.*

    [COVENT GARDEN - RESIDENZA MILLS]




    *Conosceva Londra molto bene e sapeva dove e come smaterializzarsi senza essere notato da occhi indiscreti, infatti una volta arrivato vicino a casa della Mills attorno a lui non c'era nessuno. Venendo fuori da un vicolo si incamminò verso la sua destinazione finale. Non ci volle molto e si ritrovò davanti ad una grande casa e una volta verificato l'indirizzo si fece strada fino alla porta alla quale bussò.*

    Spero sia in casa.

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

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    *Quella sera Charlotte Mills is trovava a casa propria in tempo per la cena.
    Capitava spesso di fare tardi e saltare la cena assieme al figlio, Kyle, che aveva quasi sei anni e mezzo.
    Per quella sera, sapendo cosa piaceva al maghetto si era fermata in una rosticceria di origini orientali a comprare la cena di quella sera. Doveva stare attenta a non consegnare al Babbano galeoni, ma bensì le sterline che non era altro che la valuta dei non-magici. Ravioli cinesi e altre delizie orientali sarebbe stata la loro cena, ed era sicura che tornata a casa con quel sacchetto rigonfio di profumi il bambino avrebbe, magari, dimenticato la giornata passata.
    Quando arrivò alla soglia di casa si fermò ad osservare l'abitazione. Un piccolo sorriso comparve sul volto della ex Serpeverde.
    Forse quella non era la vita che aveva sempre sognato ma era felice di quello che era riuscita a creare nel corso degli anni. Varcata la soglia del portone d'ingresso l'Elfo Domestico Hokey l'accolse con un profondo inchino, mentre Kyle Mills si trovava seduto a disegnare qualcosa con dei coloratissimi pastelli a cera.
    Quando la vide smise di fare quello che stava facendo e corse ad abbracciarla. Anche se non passava molto tempo assieme a lui, a parte le sere e le mattine prima di andare a lavorare, era felice dell'amore che quel bambino le riservava.*

    Ho preso quelle cose che tanto ti piacciono, dal signor Yao.

    *Affermò la donna, sapendo di aver stuzzicato l'immaginazione e l'appetito del figlio.
    Assieme apparecchiarono la tavola e, dopo essersi lavati le mani, si sedettero tutti quanti a tavola.
    Erano passati ben sei anni da quando Charlotte aveva adottato quel piccolo maghetto. Kyle era stato lasciato all'orfanotrofio nei pressi di Hogsmeade dove, la sua madre biologica, lo aveva partorito e abbandonato.

    [FLASHBACK – sei anni prima]

    *Qualche giorno prima Charlotte si era recava ad un orfanotrofio nei pressi di Hogsmeade, era li che venivano portati tutti i bambini orfani di genitori maghi. Era un bellissimo posto che Charlotte non aveva mai avuto l'occasione di visitare.
    Un grande edificio immerso nel verde della campagna accoglieva bambini di ogni età, fino ai diciassette anni cioè fin quando non raggiungevano la maggiore età e non entravano nel mondo del lavoro. La donna non si trovava li per lavoro ma per “affari personali”.
    Non lo aveva detto a nessuno delle persone che conosceva, solo Sibilla, la preside di Hogwarts ne era al corrente.
    Charlotte avrebbe adottato un bambino. L'ex Serpeverde era su di giri. Erano mesi che era nelle liste per adottare un bambino proveniente da quell'orfanotrofio e finalmente aveva l'occasione per realizzare il suo desiderio più grande: diventare mamma.
    “Buongiorno Signorina Mills si accomodi. Iniziò così il colloquio con il responsabile delle adozioni. Era lui che accettava o no una persona come genitore dei bambini che avevano in quel grande orfanotrofio che purtroppo non aveva abbastanza posti per tutti i bambini presenti. Le battaglie degli ultimi anni avevano reso orfani moltissimi bambini.
    Il colloqui di Charlotte andò a gonfie vele e l' uomo che si trovava difronte a lei pareva soddisfatto di lei e delle sue credenziali.
    Avrebbe garantito ad ogni bambino che le fosse affidato una vita agiata e ricca di amore, infatti Char era moltissimo tempo che desiderava avere un figlio e alla fine aveva optato per adottarne uno.
    L'adozione che stava compiendo Charlotte era un "adozione chiusa" cioè non avrebbe mai potuto contattare i genitori biologici del bambino e a dire il vero poco le interessava, quello di cui aveva premura non era il passato ma il futuro del bambino che avrebbe chiamato figlio.
    Era giunto il momento di conoscere suo figlio.
    Il cuore batteva forte. Avrebbe finalmente coronato uno dei desideri più grandi che aveva anche se i suoi vari impegni potevano essere un ostacolo, ma di certo avrebbe fatto di tutto per quel pargoletto anche ridurre le ore di lavoro a scuola e al Town Hall.
    Il cuore batteva forte.
    La porta si aprì di nuovo e l'espressione che comparve sul suo volto poteva sicuramente trasmettere la sorpresa di Charlotte nel vedere un piccolo fagottino avvolto in una copertina bianca. Era la creaturina più dolce e graziosa che l' ex Serpeverde avesse mai visto.
    Quell'orfanotrofio trattava solo bambini dotati di magia ma anche se fosse stato un bambino senza poteri magici la sua bellezza non sarebbe cambiata. Nella domanda di adozione Charlotte, purosangue da generazioni non aveva indicato uno stato di sangue preciso, lei non era come tutti i Serpeverde, lei non aveva pregiudizi, Mezzosangue, Magonò e Purosangue erano tutti uguali.
    Quel piccolo bambino che era appisolato si svegliò. Grandi occhi verdi la guardarono curiosi e vispi.*

    Ciao piccolo... Kyle.



    *Si, suo figlio si sarebbe chiamato Kyle. Kyle Mills.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Aveva passato numerose notti insonni con quel bambino tra le braccia che non voleva smettere di piangere, aveva passato dei bellissimi momenti ma anche dei momenti che avrebbe voluto dimenticare. Non solo Kyle era figlio di Charlotte Mills ma era anche figlio di un ex Mangiamorte che aveva deciso di abbandonare la via oscura per il bene del figlio. Era per colpa del passato della donna, diventata Preside, che il bambino un anno prima era stato vittima di quel gruppo di maghi e di streghe dalla quale Charlotte si era allontanata.
    Aveva lasciato delle questioni in sospeso e a quanto sembrava rapire suo figlio sarebbe dovuto servire a farla tornare sulla via “del male”. Beh non era successo.
    Charlotte era felice dov'era: aveva una carriera che poteva far invidia a molti, aveva una famiglia... aveva tutto quello che desiderava.
    In quel momento si stava godendo uno squisito involtino primavera quando qualcuno bussò alla porta. Charlotte, con guardo corrucciato osservò l'Elfo Domestico che si avviava verso l'ingresso. La donna si alzò lentamente dal tavolo tenendo stretta la bacchetta nella mano sinistra, non stava aspettando nessuno quindi l'allerta era alta.*

    Hokey, di chi si tratta?

    *Domandò prima di vedere l'uomo che stazionava proprio sull'uscio.
    Si trattava del professore di Incantesimi Mihos Renny, un ex Tassorosso che la donna aveva conosciuto qualche anno prima quando era ancora uno studente.*

    @Mihos_Renny,


  • Mihos_Renny

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        Mihos_Renny
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    *Una volta arrivato nella zona di Covent Garden sapeva bene dove dirigersi. Durante il tragitto continuava a cambiare la mano con cui teneva la bottiglia di vino che aveva comprato poco prima, era nervoso, non si spiegava bene il perché, ma di lì a poco avrebbe incontrato la donna che anni prima le aveva cambiato la vita, anche se in realtà erano stati i suoi ricordi a farlo. Si trovava lì in veste personale e non come insegnante o Mangiamorte in missione, ma aveva comunque uno scopo preciso.
    Ad ogni passo faceva un respiro profondo per evitare la tachicardia, avrebbe voluto scolarsi la bottiglia che continuava a passarsi da una mano all'altra, un po' di coraggio liquido insomma, dopotutto stava per entrare a casa sua senza invito e c'era anche la possibilità che non fosse in casa. Dopo qualche minuto di camminata si ritrovò davanti alla residenza Mills e bussò alla porta. Le luci erano accese ma poteva benissimo non esserci, dopo qualche secondo la porta si aprì, ma non vide nessuno, finché non abbassò lo sguardo e si ritrovò davanti un piccolo Elfo Domestico sull'uscio, prima che potesse dire qualcosa o fare qualsivoglia domanda sentì la voce della Preside provenire dalla stanza accanto.*

    Hokey, di chi tratta?

    *Mihos si sporse appena incrociando lo sguardo della Mills, la mano destra si sollevò appena per salutarla, accennò di un sorriso sollevando l'angolo destro delle labbra. Notò che la mano destra della donna impugnava la sua bacchetta, così senza cercare di giraci troppo attorno prese la parola, senza però varcare la soglia.*

    Salve Preside Mills, mi scuso di essere piombato qui così e spero di non recarle troppo disturbo venendo a quest'ora. Vorrei solo scambiare qualche parola con lei.

    *Si scusò come prima cosa, dopotutto si era presentato così senza preavviso e senza nessunissimo tipo di invito, il che poteva farlo passare per un maleducato e forse se lo sarebbe meritato.
    Supererà la porta d'ingresso solo quando la Preside glielo concederà. Da quando è diventato professore di Incantesimi ad Hogwarts non ha mai avuto nessuna occasione per parlare a quattrocchi con lei, tra le correzioni dei compiti, preparare le lezioni per i giorni successivi e le varie sorveglianze per i corridoi della scuola di rado gli capitava di trovare il tempo per un po' di svago. Fortunatamente quella sera era riuscito a ritagliarsi una serata e decise di andare dalla ex-Serpeverde e per fortuna che l'aveva trovata in casa, altrimenti chissà quando avrebbe avuto un'altra opportunità, dopotutto anche lei aveva il suo gran da fare e non c'era di certo da biasimarla se non avesse avuto tempo.*

    Per scusarmi... è rosso... cioè vino rosso

    *Disse porgendo alla donna la bottiglia che teneva in mano, rischiando di incartarsi con le parole, certo non si sarebbe potuto presentare senza nulla, insomma, una piccola cortesia.*

    @Charlotte_Mills,




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  • Charlotte_Mills

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    *Per sua fortuna a suonare alla porta non fu nessuno di sospetto o poco gradito, ma solamente un mago che conosceva e della quale non c'era bisogno di allarmarsi.
    Quando la donna si diresse verso la porta d'ingresso vide che l'Elfo Domestico Hokey aveva già aperto la porta principale e, sull'uscio, c'era Mihos Renny.*

    Salve Preside Mills, mi scuso di essere piombato qui così e spero di non recarle troppo disturbo venendo a quest'ora. Vorrei solo scambiare qualche parola con lei.

    *Disse il mago scusandosi con lei in primis.
    La donna gli sorrise gentilmente. Charlotte Mills conosceva quel mago, ex Tassorosso, da molto tempo in particolare da quando era ancora solo uno studente. Da promettente alunno Tassorosso era diventato uno dei Prefetti della sua casata e successivamente, una volta uscito dalla scuola con ottimi voti aveva provato a conquistare la cattedra di Incantesimi. E ci era riuscito.
    Una cosa che le piaceva della sua Hogwarts che gestiva era l'età media dei professori, tutti infatti erano giovani. Alcuni avrebbero forse detto “anche troppo giovani” ma a suo dire se qualcuno si dimostrava all'altezza e pieno di voglia di fare era giusto premiarlo. Così quindi era capitato con Jane e anche con Mihos che, in quel momento, si trovava ancora sull'uscio di casa sua.*

    Per scusarmi... è rosso... cioè vino rosso

    *Disse il mago porgendole una bottiglia di vino rosso italiano.
    Mihos sicuramente non lo sapeva, ma quel tipo di vino era il preferito della ex Serepverde, Preside di Hogwarts.*

    Prego entra pure.

    *Affermò sorridendo al collega professore, con la quale però non aveva avuto molte occasioni di chiacchierare negli ultimi mesi. Gli impegni erano stati molteplici per tutti quanti soprattutto nell'ultimo periodo.*

    Vista l'ora ipotizzo che tu non abbia cenato.. unisciti a noi, ti va?
    Ah, non fare caso alla mia “mise casalinga”, non indosso tailleur in casa.. non ancora almeno



    *Disse ironica la donna ultra trentenne che, una volta tornata a casa smetteva di indossare i suoi soliti abiti eleganti e si metteva comoda per stare in compagnia della persona più importante della sua vita: suo figlio Kyle che, in tutto quello, era rimasto al tavolo a mangiare la sua porzione di involtini primavera.*


    @Mihos_Renny,


  • Mihos_Renny

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        Mihos_Renny
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    Prego entra pure.

    *Mihos Renny abbassò la testa sorridendo ringraziandola. Si pulì le scarpe prima di entrare senza togliersi la giacca, salutando anche l'Elfo Domestico sorridendogli, non aveva intenzione di stare tutta la sera ad annoiare la Preside con le sue chiacchiere, dopotutto una volta che l'ex-Tassorosso iniziava a parlare e a prendere confidenza non smetteva di parlare.*

    Davvero non vorrei disturbarvi più di quanto non abbia già fatto...

    *Proprio in quel momento la pancia dell'adulto iniziò a brontolare, il che lo fece diventare rosso di vergogna, incrociò le braccia e annuì appena con la testa.*

    Forse qualcosina e... non si preoccupi dopotutto è casa sua

    *Andrebbe a dire con un po' di imbarazzo nella voce. Seguirà la donna notando un bambino seduto a tavola intento a mangiare degli involtini primavera, Mihos rimase fermo qualche istante con il sorriso, per poi diventare serio sgranando gli occhi indicando il piccolo.*

    Mio Dio... è Kyle?! Cavolo quanto è cresciuto

    *Ricordava il piccolo figlioletto della Preside al matrimonio di Marcus e Sylvia, da quel giorno non ebbe più occasione di rivederlo e non poté non stupirsi dopo averlo rivisto dopo così tanto tempo. Provò ad avvicinarsi e a sedersi davanti a lui, continuò a sorridergli, perché poteva ben immaginare che la cicatrice che portava sul volto poteva non essere una bella visione, soprattutto per un bambino così piccolo, avrebbe potuto impressionarlo. Iniziò a fargli le linguacce per provare a farlo ridere, non aveva molta dimestichezza con i bambini così piccoli, ma fece così anche per dimostrare che non era una persona cattiva, o almeno non aveva brutte intenzioni nei loro confronti. Guardando Kyle, l'ex Tassorosso prese a pensare a quanto la Mills avrebbe potuto perdere se le persone con cui lui si era alleato l'avrebbero minacciata o dato la caccia.*

    Sa Preside... non l'ho mai ringraziata abbastanza per quello che ha fatto per me quando ero studente e poi questo lavoro...

    *Scosse appena la testa fissando un punto indistinto del tavolo, come se si fosse incantato a guardare quei momenti in quell'esatto punto. Si riprese e cercò lo sguardo della donna sorridendogli.*

    Continua ad aiutarmi, mi sento in qualche modo debitore

    *Ammette tornando con lo sguardo sul figlioletto dell'ex-Serpeverde facendogli l'occhiolino.*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

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    Davvero non vorrei disturbarvi più di quanto non abbia già fatto...

    *Affermò ex Tassorosso, ma la padrona di quella casa non ci fece caso. Il professore di Incantesimi si era presentato alla sua porta ed era suo dovere farlo entrare e visto l'orario offrirgli qualcosa.
    Il mago però cambiò subito idea con sorpresa della donna ultra trentenne.
    Charlotte gli sorrise apertamente facendogli da guida in quella casa nel cuore della capitale britannica. Casa Mills non era tanto grande, ma abbastanza da garantire spazio e privacy alla donna quando lo desiderava.
    Fu quando raggiunsero la sala da pranzo, luogo dove era rimasto Kyle seduto a tavola, che il mago rimase sorpreso. Osservava il piccolo maghetto ed infatti affermò di essere rimasto sorpreso da quanto era cresciuto dall'ultima volta che lo aveva visto.
    Charlotte rimase a rimuginare; effettivamente era molto tempo che quel mago non incontrava il bambino, forse anni. Tornando però con la mente alla realtà lasciò spazio a Mihos per sedersi proprio difronte al bambino e al suo fianco.
    Iniziò a fargli le linguacce per provare a farlo ridere nonostante si vedesse che non possedeva molta dimestichezza con i bambini, lo si capiva dal fatto che Kyle, maghetto di sei anni, non ridesse alle sue espressioni buffe e strambe.

    Sa Preside... non l'ho mai ringraziata abbastanza per quello che ha fatto per me quando ero studente e poi questo lavoro...

    *Affermò il professore di Incantesimi mentre Charlotte gli passava un piatto ricco di ravioli, involtini e sushi di vario genere.
    Aggiunse, inoltre, con un sorriso stampato in volto che in qualche modo le era debitore per tutto ciò che aveva fatto nei suoi confronti.
    In tutto quello, oltre a porgere il piatto pieno di pietanze, l'Elfo Domestico aveva stappato il vino portato dal giovane ospite e ne aveva versato un po' nei loro bicchieri.*

    Io non ho fatto gran che, è tutto grazie al tuo essere un mago assai abile ad averti portato dove sei.


    *Disse la Preside Mills.
    Mihos era diventato professore di Incantesimi dall'inizio di quell'anno scolastico e, sicuramente, non era merito della donna se aveva ottenuto quel lavoro ma piuttosto merito del mago stesso e delle abilità che aveva dimostrato nel corso degli anni.
    Sapeva da quale famiglia Mihos proveniva, anni e anni prima aveva incontrato suo padre, anche se però non lo aveva conosciuto bene. Flavius Renny era stato un Mangiamorte, proprio come lo era stata lei, ma le loro strade erano proseguite in modi totalmente differenti. Charlotte era riuscita ad uscire dall'oscurità per il bene della propria famiglia, mentre Flavius purtroppo ci era rimasto fino alla morte.
    Mihos però era diverso e lo dimostrava la sua sorpresa alla porta della casa della donna ex Serpeverde, ex Mangiamorte e Preside di Hogwarts.*


    @Mihos_Renny,


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        Mihos_Renny
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    *Si era presentato davanti a Casa Mills senza invito e non voleva essere di troppo disturbo quando la donna lo invitò a mangiare qualcosa, ma l'odore che proveniva da dentro la casa fece gorgogliare lo stomaco del mago che cambiò idea e accettò l'invito. Arrivato nella stanza dove c'era anche il figlio della donna Mihos non poté non stupirsi e provò a far ridere il piccolo Kyle ma senza successo, i suoi studenti erano più grandi, certamente, e con loro qualche battuta la poteva fare per farli ridere, ma con il piccolo di Charlotte Mills? Non sapeva che tasti toccare e lo sguardo dell'ex-Tassorosso si abbassò sulla tavola con fare rassegnato, non era proprio capace. Dopo che l'Elfo Domestico stappò la bottiglia Mihos sorrise e inclinò la testa come segno di ringraziamento ascoltando quanto la Preside gli disse riguardo la strada che aveva fatto fino a quel momento dichiarando che era solo merito suo e del suo essere un abile mago. Il castano abbozzò un sorriso.*

    Lei mi lusinga, Preside... ma è qua che si sbaglia. Forse lei non lo sa, ma dopo il nostro incontro, nel suo ufficio, anni fa quando mi ha mostrato i suoi ricordi... mi ha cambiato la vita.

    *Non distolse lo sguardo dalla Preside mentre la sua mano si allungò per prendere il bicchiere con il vino, non era un'amante del distillato d'uva a meno che non si trattasse di berlo in compagnia, dopotutto le cose hanno un sapore migliore se gustate in compagnia. Iniziò a girare il bicchiere guardando il vino compiere quei movimenti circolari per poi tornare a sollevarsi verso il viso dell'ex-Serpeverde.*

    Certo, anche l'incontro con...

    *Indicò con l'indice della mano libera la sua cicatrice sull'occhio destro con nonchalance lasciandosi scappare un sorrisetto divertito. Quello era il risultato di uno scontro avuto con il fratello della donna anni prima nel quale il Mangiamorte rischiò di venire ucciso, se non fosse che era riuscito a scamparla per un pelo smaterializzandosi al San Mungo dove la stessa Preside il giorno dopo andò ad accertarsi cosa fosse successo.*

    ...beh lo sa, no? Non ho più sentito parlare di lui

    *Forse perché non aveva intenzione di saperne nulla dato che, conoscendosi, sarebbe andato a cercarlo per vendicarsi, nonostante avesse moltissime domande da fargli. Non poteva di certo di che non fosse curioso di dove fosse finito Luke Mills, ma non poteva nemmeno crucciarsi per la vita.
    Visto che decise di rimanere e mangiare decise di togliendosi la giacca di pelle che appese allo schienale della sedia, estrasse la bacchetta dalla tasca interna e la appoggiò sul tavolo alla sinistra del piatto che le aveva appena portato Charlotte. Prima di prendere le posate alzò un po' di più il bicchiere porgendolo verso la donna e sorrise.*

    Un brindisi ai nuovi inizi allora

    *Dopo che fecero il brindisi, Mihos, bevve un bel sorso prima di iniziare a mangiare. Se all'inizio si sentiva nervoso da quell'incontro ora era già più a suo agio, mangiava tranquillamente senza nessun tipo di preoccupazione, tanto che, senza accorgersene, si tirò su le maniche dalla camicia, prima la destra e poi la sinistra, rivelando così le linee che definivano la parte finale di quel tatuaggio che per la Mills significava il passato, dalla quale era fuggita. Mihos guardò il braccio e si paralizzò per qualche istante, il cuore accelerò di colpo, contrasse la mascella e chiuse gli occhi sospirando, aveva abbassato la guardia, si voltò verso la trentenne con sguardo serio, mentre la mano scivolava sulla tavola dove la sua bacchetta era a portata di mano, non le avrebbe mai fatto del male ma se lo avesse attaccato avrebbe dovuto difendersi.*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

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    *Mihos Renny era davvero un mago abile con gli incantesimi,e le sue non erano lusinghe ma conferme di ciò che il giovane mango era.
    La serata proseguì tranquillamente, nonostante il mago nominò il fratello della donna, Mangiamorte della quale preferiva non parlare. Proprio qualche anno prima quell'uomo per la quale si era unita alle oscure fila, che aveva pensato morto ma che in realtà l'aveva ingannata, per qualche strano motivo aveva deciso di rapire suo nipote e veder scomparire ogni possibilità di riavvicinamento con la donna, Preside di Hogwarts.

    [FLASHBACK]



    [FINE FLASHBACK]

    Quando Mihos nominò quell'uomo che aveva lasciato un segno indelebile sul suo volto, il mezzo sorriso sul volto della ex Serpeverde si affievolì.*

    Un brindisi ai nuovi inizi allora

    *Affermò il mago dopo che l'Elfo Domestico ebbe stappato la bottiglia di vino rosso italiano che il professore di Incantesimi aveva portato quella sera.
    Fu in quel momento che il cuore della donna iniziò a battere più velocemente di quanto volesse, tutto quello era colpa di qualcosa che aveva visto? Assolutamente si.
    Senza destar sospetti diede un lungo sorso al vino del suo calice e, subito dopo, si rivolse a suo figlio Kyle che noncurante continuava a mangiare le cose nel suo piatto.*

    Kyle, ti va di andare a prendere la tua scopa giocattolo e farla vedere al professor Renny?

    *Il figlio della professoressa Mills amava volare, proprio come la madre adottiva. Qualche anno prima per natale gli era stata regalata una scopa volante giocattolo, un regalo che piacque davvero molto al maghetto di sei anni e qualche mese.
    Quando si parlava di scope e Quidditch Kyle saltava dalla gioia. Felice, senza neppure terminar eil boccone che aveva iniziato, il piccolo maghetto si allontanò.
    Fu in quel momento che la donna osservò il professore di Incantesimi che, notò in quel momento, aver la mano a pochi centimetri dalla propria bacchetta.
    Il suo sguardo era serio.*

    Fuori di qui.

    *Disse la ex Serpeverde ed ex Mangiamorte.
    Aveva lasciato quel gruppo di maghi oscuri da quando Kyle era entrato nella sua vita. Aveva lasciato la magia oscura per il bene della sua famiglia anche se sapeva che mai si sarebbe liberata del marchio che ancora era impresso sul suo avambraccio sinistro, della quale però tutti sapevano l'esistenza.*

    Come.. Come osi parlare di Luke davanti a mio figlio.
    Come osi entrare in casa mia con “quello” sul braccio! FUORI DI QUI, SUBITO.



    *Quello era davvero un colpo basso: Mihos Renny si era unito alla schiera dei Mangiamorte? Non voleva saperne il perchè ma doveva solo vergognarsi di quello che aveva fatto. Aveva deciso deliberatamente di rovinarsi la vita. Sarebbe diventato proprio come colui che gli aveva sfregiato il volto, come coloro che avevano obbligato Charlotte a torturare maghi e streghe.
    In quel momento l'unica cosa che voleva però era che quell'uomo se ne andasse da casa, immediatamente.*


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    Mi sono distratto...

    *In un primo momento pensò che Charlotte Mills non avesse visto quel tatuaggio, cosa che gli fece tirare un sospiro di sollievo, ma successivamente quella domanda al figlio, di mostrargli la sua scopa giocattolo, un sorriso verso il bambino che di corsa andò in un'altra stanza e le parole che la donna pronunciò poco dopo.*

    L'ha visto...

    *Un sospiro di sconforto passò per la bocca dell'ex-Tassorosso. Di certo non si sarebbe aspettato una reazione diversa da quella sfuriata, se le avesse spiegato tutto forse si sarebbe calmata? Nella sua testa però era consapevole che la donna non gli avrebbe potuto perdonare quanto fatto quella sera e che sicuramente lo avrebbe cacciato senza troppi complimenti. La mano scivolò sulla sua bacchetta che si apprestò a prendere e, con un movimento di polso fulmineo, puntò verso la Preside con l'intenzione di immobilizzarla ed eseguì l'incantesimo non verbalmente.*

    Immobilus!

    *Si assicurò che la donne fosse veramente immobilizzata prima di fare ulteriori mosse.*

    So che è difficile guardare questo marchio, non posso immaginare quello che ha provato, quello che ha passato...

    *E fu sincero nel pronunciare quelle parole, tutto il nervosismo che prima di entrare in quella casa percorreva il suo corpo, fino a farlo incespicare con le parole, era quasi del tutto sparito; il cuore batteva forte, mentre si alzava dalla sedia abbassandosi la manica della camicia con in mano il suo catalizzatore.*

    Speravo di potervi parlare senza che saltasse fuori questo, ma ahimè, ho abbassato la guardia. Non vi biasimo per quello che avete detto, anzi probabilmente avrei usato le stesse parole...

    *Alzò lo sguardo verso l'alto con fare pensieroso cercando di mettersi nei panni della proprietaria di casa. Compì un passo dopo l'altro per avvicinarsi a lei e girarle intorno continuando a parlarle come se fosse ancora una conversazione fra due persone, anche se quasi a senso unico.*

    Lei mi ha... aperto gli occhi dopo quella sera, ma soprattutto lo ha fatto vostro fratello. Sa che è stato lui a uccidere mio padre? Me lo ha detto quando mi ha fatto questa cicatrice ed era pronto ad uccidere anche me quel giorno, a quanto pare ero figlio di un traditore. Si dice che il mondo sia bello perché vario, ma chi ha detto queste parole non ha mai conosciuto gente come Luke Mills. Gente spietata, senza scrupoli, disposti a tutto pur di portare a termine il piano di una persona morta ormai da più di due decadi...

    *Non aveva conosciuto Luke Mills, ma quei pochi minuti con lui gli bastarono per capire che tipo di persona era. Confessò alla Preside quello che il mago gli disse quel fatidico giorno, cosa che tenne per sé fino a quel momento, alzando il tono di voce durante quella domanda. Continuava a parlare girando attorno alla donna arrivandole anche alle spalle, picchettandosi la punta della sua bacchetta in legno di tasso sul palmo della mano.*

    Ma è anche grazie a suo fratello che ora sono qui. Mi sono unito ai Mangiamorte? Sì. Condivido i loro pensieri e le loro azioni? Assolutamente no. Sono state torturate e uccise fin troppe persone da quegli squilibrati.
    Io la stimo e la rispetto, Preside, per come è riuscita a tirarsi fuori da quel mondo e per come sta crescendo un figlio splendido senza l'aiuto di nessuno ed è proprio per questo che sono qui, non avrei mai voluto fare tutta questa sceneggiata, sia chiaro, mi sono solo... distratto.


    *Sorrise sbuffando appena una risata, marcando quell'ultima parola come se fosse la fine di una battuta, ma era completamente serio e sincero come non lo era mai stato prima tanto che si lasciò andare ad un sospiro, come se si fosse tolto un grosso peso dallo stomaco, come se avesse confessato un segreto che si portava dietro da anni.*

    Ti devo molto Charlotte ed è per questo che voglio proteggere te e Kyle e tutti coloro che avranno a che fare con i Mangiamorte da ora in avanti.

    *Si avvicinò all'orecchio dell'ex-Serpeverde, come se volesse farsi sentire solo da lei.*

    Nessuno dovrà più morire o soffrire a causa loro, debellerò questa piaga dall'interno.

    *Glielo sussurra, qualcosa che pensava di non dover mai dire a nessuno, ma le circostanze lo fecero aprire. Mai prima di quel giorno aveva confessato le sue intenzioni così apertamente, che fosse stato il vino a sbloccare quei filtri che metteva per evitare di dire cose a sproposito come una macchinetta? Probabilmente sì, ma poteva lasciare che la Preside si ricordasse tutto era troppo doloroso per lei.*

    Peccato che di questa conversazione non ricorderà nulla. Stia tranquilla suo figlio sarà al sicuro, ma dopotutto con una madre come lei come potrebbe non essere altrimenti?

    *Le sorrise. Si ricompose facendo un paio di respiri profondi e massaggiandosi la faccia come se fosse stanco e si fosse appena alzato dal letto dopo poche ore di sonno, tornò a sedersi al suo posto cercando di riprendere la stessa posizione che aveva quando prima di immobilizzare la Mills, quasi con rammarico guardò lo gli occhi della trentenne e quel sorriso che aveva si trasformò piano piano in qualcosa di più forzato. Puntò nuovamente la bacchetta verso la donna e si concentrò come mai prima per riuscire a rimuovere tutti i ricordi dall'esatto momento in cui aveva scoperto il suo braccio fino a quell'istante, provando a modificare le giuste sequenze, in modo che sembrasse tutto normale. Un ultimo sorriso prima di pronunciare le ultime parole.*

    E' stata una bella chiacchierata Preside Mills. Oblivion!

    *Tenne fisso lo sguardo su di lei, la precisione con cui doveva giocare era minima, non doveva permettersi nessun tipo di errore, non poteva. Una volta terminato appoggiò di nuovo la bacchetta nella stessa posizione in cui l'aveva lasciata, facendo attenzione, questa volta, a tenere la manica della camicia ben tirata, senza lasciar trasparire niente.*

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    *Quello che Charlotte disse fu solo colpa dell'istinto.
    Vedere quelle linee scure sull'avambraccio del professor Renny l'avevano riportata indietro nel tempo. Le era tornato in mente il giorno in cui aveva deciso di rovinarsi il futuro, le erano tornate in mente tutte le vittime che i Mangiamorte avevano fatto sulla loro strada, aveva ricordato quel brutto periodo che aveva subito quasi un anno prima quando suo figlio era stato rapito. Tutto quello era colpa del marchio nero che la donna aveva ripudiato, ma della quale non si sarebbe mai liberata.
    Stava per ribattere al mago quando le sue labbra non si mossero.
    Nonostante tutta la sua forza di volontà non si muovevano. Allungò la mano verso la propria bacchetta riposta in una delle tasche del maglione, ma quelle rimasero ferme a pochi centimetri dal bordo del tavolo.
    Fu in quel momento che comprese cosa stava succedendo. Mihos Renny l'aveva immobilizzata.
    Nonostante i trenta e passa anni di vita quella donna non aveva mai subito e provato gli effetti dell'incantesimo Immobilus. Non poteva muovere nulla ed era frustante. Poteva però continuare ad osservare l'uomo che lei stessa aveva fatto entrare in casa e che, sicuramente dopo quella serata, sarebbe diventato un mago disoccupato.*

    Speravo di potervi parlare senza che saltasse fuori questo, ma ahimè, ho abbassato la guardia. Non vi biasimo per quello che avete detto, anzi probabilmente avrei usato le stesse parole...

    *Iniziò a parlare l'ex Tassorosso alzandosi dal tavolo apparecchiato per la cena.
    Le racconto, quasi per filo e per segno, ciò che aveva influenzato la sua vita e la scelta di unirsi al gruppo di maghi oscuri. La sua però non era stata una scelta dettata dagli interessi ed ideali in comune, ma bensì per uno scopo più importante.*

    [...]Nessuno dovrà più morire o soffrire a causa loro, debellerò questa piaga dall'interno.

    *Disse l'uomo sussurrandole all'orecchio.
    Un brivido le percorse la schiena. La voce di quel mago, anche se poteva essere sincera non lo era per lei.
    Mille pensieri girovagavano per la sua mente. Cosa aveva fatto Mihos per quel gruppo di maghi? I loro compiti potevano essere dei più brutali e inimmaginabili, oppure essere più strategici e riguardo quegli ultimi lei, ex Mangiamorte, ne sapeva qualcosa.*

    Bugiardo.

    *Pensò tra sé e sé la Preside di Hogwarts non convinta per nulla dalle parole del giovane mago.
    Furono le parole successive che la fecero tornare ad osservare Mihos dritto negli occhi. Non si sarebbe ricordata nulla di tutto quello.
    In tutto quello riusciva a sentire le dita iniziare a formicolare, gli effetti dell'Immobilus stavano iniziando a svanire.
    Fu quando riuscì a muovere le dita, la testa e tutto il resto che si rivolse nuovamente a Mihos.*

    Raviolo?


    *Affermò sorridendo all'uomo porgendogli un piatto pieno di quelle delizie orientali.
    La sua mente era priva dei ricordi della precedente conversazione, tutto quello che era successo da quando aveva visto il marchio nero sulla pelle di Mihos era scomparso. Tutte quelle preoccupazioni, sensazioni e pensieri nei confronti del mago erano scomparsi, per lui c'era solo rispetto.*


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    *Quando si presentò davanti alla porta di casa della Preside sperava di poterle parlare tranquillamente, senza farsi prendere dall'ansia o dal nervosismo del momento.
    Per fortuna dopo aver iniziato a parlare con la donna iniziò a tranquillizzarsi, forse anche merito del vino che bevve e fu anche per quello che si distrasse e si lasciò sfuggire la manica della camicia che sollevò più del dovuto lasciando scoperto l'avambraccio e il Marchio Nero e questo fece a dir poco infuriare la ex-Serpeverde. La immobilizzò quasi subito, voleva spiegarle del perché era lì senza nessun tipo di interruzione.
    Vide lo sguardo della donna su di lui, che nonostante fosse immobilizzata, poteva ancora muovere gli occhi. Non avrebbe mai mentito alla Mills, tutto quello che uscì dalla sua bocca rispecchiava la verità, nient'altro che la verità e poteva solo sperare che lei gli credesse, ma sarebbe stato comunque inutile, anche perché dopo tutte quelle parole, nei ricordi della trentenne, non sarebbe rimasto nulla.
    Più la guardava ritornare alla normalità e più un forte senso di colpa si fece largo nella coscienza del neo-adulto di averla immobilizzata, avrebbe potuto evitarlo, certo, ma non poteva sapere come avrebbe reagito la donna, contando quello che era successo nell'esatto momento in cui Mihos si fece scappare quel marchio.
    Bastò il sorriso della Preside preceduto da quella deliziosa offerta a far sorridere di conseguenza anche l'ex-Tassorosso che porse il piatto mettendosi alcuni di quei ravioli.*

    Molto voletieri, grazie.



    *Riempitosi il piatto, in pochi bocconi spazzolò tutto quello che c'era, non voleva ammetterlo ma aveva veramente fame. Finì il vino che rimase nel suo bicchiere e prese la bottiglia porgendola alla Preside.*

    Vuole ancora un po' di vino, Preside?

    *Domandò. Le riempì il bicchiere a metà, nel momento in cui la risposta fu affermativa, in caso contrario riempì solo il suo. Prima di riprendere a bere guardò il vino nelle sue mani e ripensò a quanto appena fatto, per quanto giusta un'azione potesse sembrargli continuava a sentire quella morsa allo stomaco. Non gli risultava difficile mentire e fare il doppio gioco con quei maghi oscuri ai quali si era unito, se avesse ritenuto necessario farlo li avrebbe combattuti uno per uno senza nessuna remora, ma farlo ad una persona che stimava e rispettava? Era tutt'altra storia.
    Cercando di dare meno sospetti sul suo comportamento bevve un altro sorso di distillato d'uva.
    Aspettò che anche la Preside avesse finito di mangiare prima di alzarsi.*

    Preside, la ringrazio infinitamente per l'ospitalità. Ero venuto per ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me quando ero uno studente e per questo offrirle il mio aiuto per qualsiasi cosa. Sul serio, se avesse bisogno di qualunque cosa non esiti a chiamare.

    *Affermò con voce e sguardo serio prima di prendere la giacca di pelle e la bacchetta. Che accettasse o meno il suo aiuto lui si sarebbe comunque dato da fare per mantenere quella promessa che Charlotte aveva dimenticato poco prima per via dell'incantesimo della Memoria lanciato dal professore di Incantesimi.*

    @Charlotte_Mills,


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    Molto volentieri, grazie.

    *Affermò il professor Renny.
    In tutto quello il piccolo Kyle era tornato dalla propria cameretta con un piccolo manico di scopa proporzionato alla sua statura. La donna lo osservò divertita.
    Amava vedere suo figlio felice.
    Ovviamente chiese al bambino di sei anni di non usare quell'oggetto magico in casa, visto che non era adatto ai posti chiusi, e gli promise che dopo cena avrebbe potuto svolazzare nel giardino sul retro.*

    Vuole ancora un po' di vino, Preside?

    Oh no grazie, preferirei rimanere sobria.
    Ma magari solo un goccino.


    *Rispose la ex Serpeverde, vedendosi riempire il bicchiere fino alla metà.
    Un sorrisetto comparve sul volto della donna.. per fortuna che aveva detto “goccino”. Charlotte rimase in silenzio ad osservare il mago in volto. La sua cicatrice che si era guadagnato qualche anno prima era ancora li, e non se ne sarebbe mai andata, proprio come quel piccolo segno che Charlotte portava proprio sopra il labbro superiore che, ogni volta le ricordava, dei suoi vecchi duelli con Auror mentre era ancora una Mangiamorte.
    La donna rimase ad osservare Mihos, fino a quando lo sguardo del giovane professore non si posò su di lei.*

    Sta cercando di farmi ubriacare professor Renny?

    *Domandò tra l'ironico e il serio la donna proprietaria di quella piccola casetta su due piani. Entrambi bevvero un sorso di quel vino rosso assai delizioso, aveva scoperto una nuova caratteristica di Mihos Renny: poteva considerarsi un intenditore di vini, nonostante la sua giovane età.
    Fu quando tutti e tre ebbero finito di cenare che la strega e il mago adulto si alzarono dal tavolo rettangolare che poteva ospitare fino a sei commensali. Le parole del Tassorosso la fecero nuovamente sorridere. Era stato davvero gentile e le sue parole le riempirono il cuore di gioia. Era giunto li solo per ringraziarla di ciò che aveva fatto per lui quando era uno studente, e quello era proprio il motivo per cui alla fine aveva accettato di diventare Preside di Hogwarts. Tutti quanti potevano contare su di lei e su i vari professori del castello, e vedere che il messaggio era giunto a destinazione la rendeva davvero felice.

    Sul serio, se avesse bisogno di qualunque cosa non esiti a chiamare.

    *Affermò l'uomo poco prima di prendere la propria giacca appoggiata sullo schienale della sedia.
    La donna lo seguì e successivamente gli fece strada verso la porta da dove era entrato. Oramai si era fatto tardi e anche lui se ne era accorto, dato che si era alzato dal tavolo appena finito di cenare.
    Fu quando la donna rimase di nuova sola con Kyle che currugò la fronte, come se qualcosa non le tornasse.
    Rimase in piedi a pensare tra sé e sé, dubbiosa su qualcosa accaduto quella sera anche se non sapeva cosa. Si portò una mano alla nuca.
    No, nulla.*


    E' sicuramente il vino.

    *Sussurrò Charlotte, tornando da suo figlio felice di aver incontrato un mago nuovo quel giorno.*

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