• Zack_Plans

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        Zack_Plans
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    *Le loro labbra si erano sfiorate e poi catturate, per poi lasciarsi.
    Tutta quel bisogno di affetto espresso e non tenuto nascosto era qualcosa di nuovo ed estremamente strano per il ragazzo che, tutta Hogwarts, considerava scorbutico e chissà quale altra cosa che lui stesso non aveva sentito.
    Dorcas scostò delicatamente la mano, portandogliela sul viso e carezzando il lieve accenno di barba che al buio non si notava ma che lui sapeva esserci.
    Tutta quell'intimità tra i due ragazzi era qualcosa di di inaspettato e, se raccontato a qualcuno si incredibile, ma per Zack qualcosa della quale non aveva nessun rimpianto.
    Fu in quel momento che Zack domandò alla bionda strega cosa rappresentasse quell'anello appeso al collo. La vide sospirare mentre il sorriso in volto sembrava essere mutato. Se aveva suscitato tale emozione e sensazione doveva essere qualcosa alla quale teneva molto e che le provocava qualcosa simile alla malinconia, almeno quello era quello che il ragazzo aveva catturato dal cambiamento del sorriso.
    Vide la bionda ed affascinante ragazza prese l’anello tra le dita sottili e interporlo tra di loro, fu in quel momento che Zack riuscì ad osservarlo meglio.*

    Questo è l’anello di famiglia dei Moore, nello specifico è l’anello di famiglia di Lysander Moore, mio fratello

    *Aveva sentito parlare della tragedia della famiglia Moore, ma non era mai stata una persona alla quale interessava impicciarsi degli affari altrui, di conseguenza no conosceva tutto quanto sapeva solo che suo fratello era morto anni prima.
    Osservò nuovamente l'anello che la Corvonero portava con sé. Era particolare, infatti rappresentava un occhio assai inquietante.*

    L’occhio è per ricordarti che, ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo, qualcuno ti sta guardando, quindi “preserva le apparenze”. Mio fratello credeva che nostra madre ci spiasse attraverso questi cosi.

    *Disse ridacchiando e lui si unì a lei.
    Era una cosa sensa senso, ma allo stesso tempo possibile con la magia.*

    Inquietante

    *Affermò ironico.
    Stava osservando quell'anello così particolare quando sentì lei stringersi ancor di più in quell'abbraccio istintivo che si era creato tra i due.*

    Ti manca, vero?

    *Domandò.
    Sapeva quando una persona cara potesse mancare, sopratutto dopo una morte che poteva essere inaspettata. Quella era ciò che provava Zack Plans dalla morte dell'amato padre.
    Erano passati anni da quando era accaduto ma per Zack era rimasto un lutto difficile da superare.
    Aveva immagazzinato tutto quanto, non l'aveva raccontato a nessuno se non a se stesso. La stessa emozione e sensazione che aveva spento il sorriso di Dorcas aveva, in quel momento, spento quello del ragazzo che, da un momento all'altro, aveva deciso di lasciare da parte la sua parte dispotica e mostrare che dietro a quella maschera Zack Plans era anche fatto d'emozioni.*

    @Dorcas_Moore,




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    Corvonero

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    Ti manca, vero?


    *Non aveva mai pensato a Lysander in termini di mancanza, non aveva mai avuto il bisogno di farlo.
    Lui era sempre lì, non si separavano mai, era una parte di lei.
    Non riusciva ad immaginare una vita senza di lui, perché era impossibile che non ci fosse. Come un braccio.
    Non immagini mai come sarebbe la tua vita senza un braccio semplicemente perché è lì che deve essere ed è lì che sarà per sempre.
    Quando è morto, per lei non è stata semplice mancanza, era un dolore fisico, come se le avessero amputato una parte del corpo. Si sentiva senza fiato, privata della parte più bella ed importante della sua anima.
    Lysander non era semplicemente suo fratello, non era solo una persona con il suo stesso sangue e il suo stesso cognome. Era tutto ciò che di bello aveva.
    Senza di lui non c’era altro che vuoto, senza di lui nulla aveva più senso.*


    A volte riesco a non pensarci *Iniziò a parlare, il tono sottile, quasi trasognato* Come un ricordo lontano, un pensiero di fondo, una vocina fastidiosa che mi ronza perennemente nelle orecchie


    *Prese una piccola pausa, sospirando lievemente ed evitando il suo sguardo, nascondendo il rossore del suo viso sulla spalla del ragazzo.*


    E altre volte succede questo… non riesco ad evitarlo. Non capita spesso, solo quando sono più debole, se mi dimentico di mangiare o se dormo di meno…



    *La sua voce si spense, in quel piccolo e vano tentativo di giustificarsi. Senza volerlo aveva dato un perché alla sua sporadica presenza in Sala Grande, a quello spettacolo pietoso che aveva avuto luogo poco prima, alla paura nel suo sguardo e a quell’improvviso bisogno di attenzioni. Come una ragazzina fragile e petulante.
    Era così che si sentiva, una ragazzina fragile e petulante.
    Ridacchiò lievemente, evitando ancora il suo sguardo*


    Lo so, è sciocco. *Abbassò lievemente il capo, lasciando che i capelli le ricadessero sul viso, nascondendolo agli occhi del ragazzo, e aggiunse, parlando frettolosamente* mi dispiace averti rovinato la serata, credevo che qui non sarebbe venuto a controllare nessuno e non volevo svegliare le mie compagne.


    @Zack_Plans,




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    *Essendo figlio unico Zack Plans non aveva mai potuto provare l'amore fraterno, oppure condividere qualcosa con qualcuno. Doveva ammettere che, anche se non l'aveva mai desiderato, era qualcosa che avrebbe voluto provare. Avere un fratello o una sorella con la quale giocare, chiacchierare o confidarsi avrebbe sicuramente trasformato il Serpeverde in una persona diversa da quella che era in quel momento.*

    A volte riesco a non pensarci

    *Affermò Dorcas.
    Il Prefetto rimase ad osservarla attentamente: avrebbe voluto anche lui non pensare alla morte di suo padre, ma anche se erano passati un paio di anni era ancora una ferita aperta.
    Capiva benissimo ciò che la ragazza al suo fianco provava.
    Senza accorgersene la Corvonero aveva dato un perchè alla sua sporadica presenza in Sala Grande o, ancora, il perchè quella notte si era ritrovata li con sorpresa del Serpeverde.*

    Lo so, è sciocco.
    mi dispiace averti rovinato la serata, credevo che qui non sarebbe venuto a controllare nessuno e non volevo svegliare le mie compagne.

    *Fu quello il turno di Zack di ridacchiare leggermente.
    Detestava il ruolo da Prefetto e non l'aveva raccontato a nessuno. Detestava il dover rispettare regole, lui che le regole non le aveva mai rispettate fin dal primo giorno al castello. Si poteva dire che la spilla appuntata al petto lo aveva cambiato, ma lui stesso detestava quel cambiamento.*

    Non me l'hai rovinata, anzi.
    Di solito la ronda notturna è sempre noiosa, tu invece l'hai resa diversa.


    *Disse abbozzando un piccolo sorriso.
    Volendo avrebbe passato il resto della nottata li, in sua compagnia con il profumo di lei ad inebriargli i sensi, ma purtroppo era ora di tornare entrambi nella propria sala comune. Dovette purtroppo, con il suo permesso, liberarsi da quell'abbraccio allontanandosi leggermente da lei. Una volta in piedi tese la mano destra alla ragazza per aiutarla ad alzarsi.
    Come già detto Zack non avrebbe fatto rapporto a qualche professore della presenza della bionda strega fuori dalla propria sala comune, ma avrebbe come fatto finta di nulla.. come se non l'avesse incontrata.
    Solo loro due sapevano cosa era successo in quel luogo così poco frequentato ma, allo stesso tempo, assai interessante.*

    @Dorcas_Moore


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

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    Tu invece l’hai resa diversa.


    *Dorcas non potè impedirsi di sorridere a quell’affermazione, avvertendo il sapore delle labbra del ragazzo ancora sulle sue. Il formicolio di quelle attenzioni rubate alla notte, da quei due ragazzi così simili, così improbabili.
    L’aveva resa diversa, come dargli torto. Ogni cosa era stata diversa in quella notte. C’era stata debolezza, comprensione, vicinanza. C’era stata quell’umanità che entrambi avevano sempre rifiutato di mostrare.
    Erano stati sinceri. Non diversi, sinceri. Tanti silenzi e poche parole: quello non sarebbe cambiato mai.
    Ma, a modo loro, erano stati in grado di capirsi, di supportarsi come nessuno aveva mai provato a fare.

    Non disse nulla, si limitò ad osservarlo, in silenzio. Godendosi ancora per un po’ la leggerezza di quello sguardo cristallino, la delicatezza dei suoi lineamenti, la familiarità del suo profumo. Consapevole che a breve sarebbe dovuto finire, che quell’idillio aveva il tempo limitato della notte. Che tra poche ore sarebbe tornato tutto alla normalità.
    Si sentiva a suo agio, non aveva voglia di andare via, non provava il desiderio di allontanarsi. Contrariamente alla repulsione che solitamente provava per chiunque.
    Quel sorriso, così strano sul suo volto. Quel sorriso che si specchiava in uno identico, che colorava quella notte che non poteva più definire infelice.

    Sentiva ancora il sapore delle sue stesse lacrime, il panico che le aveva invaso il cuore, il colore così scuro che dominava la notte. Eppure non poteva fare a meno di sentirsi in pace.

    Sentì Zack muoversi al suo fianco, lo vide alzarsi, porgerle la mano.

    Tentennò, appena un secondo, soffermandosi ad osservarlo ancora per un attimo, il tempo di abituarsi a quella mancanza. E poi la strinse. Avvolse le sue dita sottili attorno a quelle del ragazzo, beandosi di quella stretta ancora una volta, sorridendo di quella piacevole armonia. E si alzò, con grazia, eleganza, dignità ritrovata, senza mai distogliere lo sguardo da quello del ragazzo.
    Si ritrovò così a pochi centimetri dal suo viso, ancora una volta, e sorrise, spontaneamente, con un pizzico di malizia che non si sforzò di celare. Occhi negli occhi, ancora una volta. Voleva imprimerseli nella mente, portarsi dietro la pacatezza di quello sguardo. Voleva raccogliere la sua sicurezza, bearsi della sua vicinanza.
    Si sollevò leggermente sulle punte e gli sfiorò le labbra con le sue, un’ultima volta.*


    Si goda la serata prefetto Plans


    *Un sussurro, appena accennato, ancora sulle sue labbra, ancora persa nei suoi occhi. Solo per un’ultima volta. Gli sorrise, un ultimo sorriso, e lo liberò dalla sua stretta.
    Non disse nient’altro, mosse un unico passo all’indietro e poi si voltò, dandogli le spalle e allontanandosi nel buio.*

    @Zack_Plans,



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