• Robin_Peach

    Grifondoro Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 400
        Robin_Peach
    Grifondoro Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [MANCHESTER - CASA PEACH]


    *Era una bella serata estiva; il tempo era rimasto soleggiato per tutto il giorno, e anche verso sera l'aria era rimasta calda. Robin si stava preparando per recarsi alla festa organizzata da Jane Casterwill, la proprietaria del Casterwill's Kitchen, per celebrare i cinque anni di apertura del ristorante.
    Il ragazzo si vestì come precritto dalla locandina, cioè con un completo scuro e scarpe eleganti; si mise anche un gilet, ma dato che teneva la giacca abbottonata esso si riusciva a scorgere poco*



    *Il ragazzo si diede una controllata allo specchio, poi, orgoglioso del risultato ottenuto, si incamminò verso la Passaporta: l'aveva predisposta perché, essendo elegante, non voleva sporcarsi con la fuliggine del caminetto! Aveva perciò preferito arrivare in quella maniera che per lui era un po' più scomoda, ma che era meglio per il suo look.
    Robin si appoggiò al bracciale del divano, salutò i genitori, poi scomparve alla loro vista.
    Si sentì tirare da tutte le parti, per un momento gli mancò il fiato, poi il buio.*


    [HOGSMEADE - CASTERWILL'S KITCHEN]


    *Robin si ritrovò su Gremlin Walk, la strada dove si trovava il ristorante; si incamminò velocemente per la strada, fino a trovarsi fuori dal locale*



    Uao!!!

    *Pensò il quindicenne: la facciata era bellissima, e l'interno ancora meglio! Ci era già andato, e quindi ci ritornava volentieri dato che gli era piaciuto la prima volta.
    Il Grifo spinse il battente ed entrò nel locale.
    Vide tantissime persone, alcune le conosceva, altre no*

    Ciao Luke! Vera, Varyare, Eirwen, Emily, Ronald, Damian!
    Buongiorno, sindaca Hansen! E anche a lei, Professoressa Mills!


    *Salutò tutte le persone che aveva riconosciuto e che erano suoi amici, poi si diresse verso la Professoressa e proprietaria del locale Jane Casterwill*

    Buonasera anche a lei, Professoressa Casterwill, complimenti per il locale!

    *Disse, per poi pescare una bandierina dal sacchetto che la donna teneva in mano*




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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *Le dolci note prodotte da un pianoforte risuonavano nella sala principale del ristorante quella sera, riprodotte da quel vecchio grammofono che spesso teneva compagnia alla proprietaria del locale nelle ore passate in cucina. Quella sera Jane, particolarmente appassionata di musica, per accompagnare i propri ospiti aveva scelto il Jazz. Amava particolarmente quel genere e lo trovava anche adatto a una cena come quella. Inizialmente aveva pensato di fare un misto di brani provenienti dai vari paesi per adattare anche la colonna sonora al tema della serata, ma non le era sembrato appropriato. La melodia che si poteva sentire fino a fuori il locale, grazie alle finestre e la porta aperte, invece creavano l’atmosfera perfetta, con un volume che permetteva a tutti di sentire ma senza disturbare. Il tema sperava sarebbe stato apprezzato attraverso i piatti che aveva scelto e che si era impegnata a realizzare. Creare quel menù si era rivelato...complicato, specialmente per l'utilizzo di ingredienti e tecniche che non era solita usare, ma alla fine poteva dirsi soddisfatta del risultato. Tuttavia era certa che lei quella sera non avrebbe assaggiato niente, finendo per trascorrere tutta la serata in piedi, vagando tra sala e cucina per assicurarsi che tutto andasse bene. Anche perché non si aspettava così tante persone.
    Jane, come sempre con la sua postura elegante e sicura, rimase in attesa dei primi arrivati per pochi minuti. Mentre era lì davanti al bancone del bar, con il sacchettino contenente le bandiere posato al suo fianco su quest’ultimo, vide entrare dalla porta principale una giovane ragazza che aveva visto qualche volta a scuola. Gli occhi verde smeraldo della diciottenne si posarono subito sulla figura dai capelli scuri e boccolosi, rivolgendole un lieve sorriso di benvenuto. La giovane che era appena arrivata la salutò con dei modi che Jane non si sarebbe aspettata da qualcuno che non dimostrava più di quattordici o quindici anni, ma sapeva bene che nel mondo magico per certe famiglie l’eleganza era d’obbligo. Certe volte si chiedeva se anche lei sarebbe cresciuta così passando l’infanzia con i suoi veri genitori.*

    Buonasera a lei signorina, grazie per essere venuta. Come ha giustamente sentito dalla mia presentazione iniziale deve pescare una bandierina da questo sacchetto per sapere dove si siederà questa sera. A tempo debito spiegherò tutto!

    *Con un gesto della mano destra, lento e elegante, andò a indicare il sacchettino che conteneva le bandiere colorate, incuriosita di vedere cosa avrebbe estratto la prima arrivata. Lo sguardo attento della padrona di casa seguì il movimento dell’arto della giovane che ne estrasse subito una, portando la diciottenne a sorridere.*

    Bandiera gialla per lei, che corrisponde all’Asia. Può pure accomodarsi, troverà la stessa bandierina sul tavolo corrispondente.



    *Nonostante non lo avesse ancora spiegato il motivo di quella disposizione dei posti non era casuale, nella sua testa aveva un’idea precisa per rendere più intrigante la serata ma lo avrebbe spiegato dopo aver fatto accomodare tutto quanti. Una sguardo attento tuttavia avrebbe notato che i cinque tavoli che aveva disposto nella sala portavano i nomi di altrettanti continenti e erano contrassegnati non con dei colori a caso. Essendo cresciuta tra i babbani Jane conosceva bene le loro usanze, comprese quelle sportive grazie al padre adottivo che ne andava matto. Lui le aveva trasmesso la passione per il Quidditch, ma allo stesso tempo le aveva fatto conoscere molte discipline sportive praticate dai babbani e ogni quattro anni in famiglia guardavano un particolare evento: i giochi olimpici. Proprio dal famoso simbolo che li rappresentava la diciottenne aveva preso i colori per quella sera. Era certa che se l’uomo avesse potuto partecipare alla festa sarebbe andato matto per la sua idea, purtroppo però, o per fortuna, in quella sala non sarebbe entrato nessuno dei suoi famigliari.
    Poco dopo fu il turno di un ragazzino che entrando nel locale inizialmente si guardò attorno, probabilmente era la prima volta che entrava nel ristorante, per poi avvicinarsi e a propria volta salutare. Di nuovo la giovane insegnante rivolse un lieve sorriso educato e contenuto al nuovo arrivato, ricambiando il saluto e ringraziandolo per i complimenti. In seguito attese che anche lui sporgesse la mano per estrarre una delle bandierine, osservando il risultato.*

    Per lei invece la bandierina blu, quella dell’Europa. Anche lei se vuole può accomodarsi al tavolo corrispondente!

    *Dopo quel paio di visi a lei poco familiari iniziarono ad arrivare quelli ai quali era più abituata. Prima tra tutti vide entrare Vera Grace, giovane Corvonero, che indossava un bel vestito blu scuro, semplice ma molto elegante che le calzava a pennello. Anche a lei Jane rivolse subito un sorriso.*

    Salve signorina Grace, grazie per i complimenti e per essere venuta, mi auguro che si troverà bene questa sera. Prego peschi pure una bandierina così vediamo in quale tavolo si siederà!

    *Jane prese quindi tra le mani il sacchettino, tenendolo ben aperto per permettere alla giovane di immergervi le dita e afferrare una di quelle asticelle alla cui estremità era ancorato un pezzo di stoffa colorato. Quelli che non erano ancora stati estratti erano molti ma si sa che in situazioni come quella può succedere di tutto, infatti sotto lo sguardo attento della docente emerse una tinta che aveva visto poco prima.*

    A quanto pare abbiamo una prima coppia a un tavolo. Anche per lei la bandiera blu dell'Europa, quindi sarà insieme al signor Deaggle. Il vostro tavolo è qui vicino!

    *Spostando lo sguardo sul tavolo più vicino all’ingresso, per indicarlo ai due giovani, incontrò una figura che le bloccò il fiato. Dalla stessa porta da cui erano entrati prima i ragazzi aveva appena fatto il proprio ingresso qualcuno che lei conosceva bene. Gli occhi color smeraldo di Jane, come delle calamite, furono attratti subito da un paio color cioccolato che fecero nascere un sorriso genuino sulle sue labbra tinte di rosso. Aveva cercato di non pensarci per tutto il giorno, ma in cuor suo aveva sperato per tutte quelle ore di vederla entrare, immaginandola incurante delle regole come sempre vestita con un paio di jeans. Forse era solo un modo per non immaginarla in un abito come quello che indossava realmente. Un lungo vestito nero fasciava come una seconda pelle le delicate e appena accentuate linee del fisico asciutto di Freya, la stessa ragazza con cui per anni aveva condiviso la stanza a Hogwarts ma che da quasi un anno ormai riusciva a farle mancare il respiro con la sua bellezza. Senza che se ne rendesse veramente conto lo sguardo della diciottenne si abbassò, analizzando per filo e per segno quel vestito che sembrava essere stato cucito per il sindaco di Hogsmeade. Ovviamente vedendo la pelle scoperta dell’altra le guance di Jane si colorarono subito di rosso, facendola pregare internamente perché non succedesse qualcosa.*

    ”Vi prego non diventate rosa, non diventate rosa...o di qualsiasi altro colore, per favore!”

    *Usandola come scusa per costringersi a guardare altrove, Jane distolse velocemente lo sguardo dall’amica, portandolo ai capelli che le ricadevano sulla spalla destra. Fortunatamente quello che incontrarono fu una chioma mossa e castana, proprio come doveva essere, senza inconvenienti. Un pesante sospiro di sollievo uscì dalle labbra tremanti della giovane, lasciando andare l’aria che aveva trattenuto fino a quel momento, ma con Freya nella vicinanze non sarebbe durata tanto.
    Quando sollevò nuovamente lo sguardo tornò a vedere solo quello dell’altra, forse era entrato qualcun altro dalla porta, tuttavia quegli occhi che la guardavano come se volessero mangiarla erano l’unica cosa che vedeva. Così Jane si ritrovò di nuovo a trattenere il fiato. Fortunatamente aveva posato di nuovo il sacchettino sul bancone del bar, altrimenti era certa che l’avrebbe fatto cadere a terra.*

    S-sindaco Hansen, s-s-alve. Grazie per ess…

    *Ovviamente non fece in tempo a finire la frase. Ogni occasione, da anni ormai, per la più grande era perfetta per far rischiare l’infarto alla giovane Casterwill, specialmente da quando anche quest’ultima si era diplomata. Da quando era diventata un’adulta a tutti gli effetti il sindaco si divertiva ancora più di prima a torturarla in ogni modo, soprattutto davanti ad altre persone. Quando Freya si avvicinò a lei con la scusa di prendere una delle bandierine le parole le morirono in gola, lasciando la frase in sospeso come il respiro di Jane che sembrava immobilizzata. Sentì subito il profumo familiare dell’amica invaderle le narici, portandola inconsciamente a fare un respiro profondo, seguito dalla sua voce profonda e il respiro caldo, prima vicino all’orecchio e poi sul collo. Prima che la più grande potesse allontanarsi la diciottenne le lanciò un’occhiata, sussurrandole:*

    Io ti odio Hansen!

    *Solo quando il sindaco si allontanò da lei tornò finalmente a respirare regolarmente e dopo un’altra occhiataccia mentre la sentiva parlare con gli altri presenti, controllò la bandiera che l’amica aveva appena pescato.*

    Quando hai finito di pavoneggiarti e far paura a questi poveri ragazzi sindaco, sappi che sei al tavolo verde, quello dell’Oceania.

    *Non ebbe il tempo di dirle che anche lei stava benissimo con quel vestito, ma era certa che durante la serata avrebbe colto l’occasione per farlo. Dopo un ultimo veloce sguardo e un sorriso in direzione della giovane donna, la padrona del locale tornò a prestare attenzione all’ingresso giusto in tempo per scorgere un altro ragazzo. Anche lui, come gli altri prima, si avvicinò salutandola per poi pescare la propria bandierina.*

    E’ la serata del blu a quanto pare! Terza persona al tavolo dell’Europa, buona cena!

    *Successivamente fu il turno di un’altra adulta che Jane era lieta di poter considerare sua amica, nonostante la differenza d’età e gli anni passati come sua studentessa. La preside Mills entrò come sempre elegantemente e con un abito a pantalone che le stava alla perfezione. In tutti quegli anni mai una volta l’aveva vista vestita male o con qualcosa fuori posto, quella donna era sempre impeccabile sia nel vestiario che nei modi di fare. Spesso quando era studentessa ne aveva invidiato l’eleganza e quella sera era particolarmente felice di vederla lì. La diciottenne ricordava bene che proprio quella donna, quando lei e la gemella avevano fatto richiesta per aprire il ristorante, era sindaco del villaggio, quindi era anche grazie a lei se quel progetto aveva preso forma.*

    Preside Mills sono molto felice di vederla qui! Temo che gli alcolici saranno un problema con la presenza del sindaco, ma mi assicurerò che siano solo gli adulti a toccarli. Peschi pure la sua bandierina e vediamo in che tavolo sarà!

    *Nonostante l’amicizia che le legava la diciottenne continuava a dare del lei a quella donna con la quale aveva anche condiviso una casa, la stessa che era diventata la Casa della Gioventù. Forse a causa dell’abitudine o probabilmente era il rispetto e l’ammirazione che provava per lei a farle sempre scegliere quel modo formale di rivolgersi alla professoressa.*

    Ecco appunto, parlando del sindaco siete nello stesso tavolo. Anche per lei bandiera verde, Oceania. Buona fortuna!

    *Dietro una lieve risata Jane cercò di nascondere l’agitazione che l’idea delle due donne allo stesso tavolo le causava. Quella serata sarebbe sicuramente stata interessante!
    Una giovane ragazza con i capelli castani raccolti in una treccia e un bel vestito nero fece il suo ingresso nel Casterwill’s Kitchen. Da qualche giorno la stessa ragazzina era ospite della dimora che gestiva e in cui abitava Jane, che quando la vide arrivare le rivolse un sorriso e un cenno del capo.*

    Buonasera Eirwen, ti ringrazio. Vediamo che bandierina hai pescato...Abbiamo la prima rossa, da brava Grifondoro! Il tuo continente è l’America, accomodati pure.

    *Erano poche le persone che la Casterwill considerava amiche. Da studentessa aveva fatto la conoscenza di molte persone e altrettante, per un motivo o per un altro, erano uscite dalla sua vita. Molti dei suoi affetti se ne erano andati, senza più tornare, lasciandole un vuoto dentro. Negli ultimi anni solo di due si era fidata: Freya e Charlotte e credeva anche che le cose non sarebbero cambiate. Ovviamente conosceva altre persone, come la giovane Grifondoro a cui aveva appena dato il benvenuto ma non poteva considerarsi veramente loro amica. Però, ormai molti mesi prima, qualcuno a cui aveva tenuto particolarmente durante gli anni da studentessa aveva fatto ritorno e la diciottenne fu più che felice di vederla entrare da quella porta. Sorridendo Jane osservò Emily entrare nella sala principale del ristorante, con un mazzo di fiori tra le mani. Per un attimo vedendo la bionda e Freya nella stessa stanza le sembrò di tornare indietro, quando loro tre e Marina condividevano la stessa stanza. Le loro serate insieme passate a parlare e soprattutto le tante partite di Quidditch insieme. Le sue tre amiche, il perfetto trio di cacciatrici e lei, cercatrice della squadra, sembravano passati secoli.*

    Ciao Emily, sono veramente molto contenta che tu sia qui, è bello riaverti tra noi! Sei bellissima anche tu e ringrazia tua madre per i fiori.

    *Nonostante a Hogwarts fosse una sua insegnante lì non erano tra le mura della scuola, quindi non le importava del tono informale con cui si era rivolta a lei. Dopo aver preso i fiori che l’altra le stava porgendo e averli velocemente messi in un vaso improvvisato, preso dietro il bancone, rimase in attesa dell’estrazione della bandiera. Avrebbe dovuto aspettarsi che con tutti i colori ancora disponibili lei avrebbe pescato proprio quello, dando così inizio a quella che per lei sarebbe stata una lunghissima serata.*

    Magnifico qualcuno mi ha lanciato il malocchio...sei al tavolo verde con il sindaco e la preside. Tienila d’occhio!

    *Non ebbe bisogno di specificare a chi si riferiva, era certa che Emily avrebbe capito, probabilmente anche a causa del sorriso imbarazzato che le rivolse. Emily e Freya insieme potevano essere peggio di un terremoto.
    Arrivò quindi il turno dell’ennesima elegante ragazza, nonostante il sorriso un po’ tirato che aveva sul viso. Anche lei l’aveva vista qualche volta a scuola e anche una sera, non ricordava esattamente quando, in quello stesso ristorante in compagnia di un ragazzo. Nonostante passasse quasi tutto il tempo in cucina, ogni tanto Jane si divertiva a spiare in sala per vedere chi c’era, come era successo quella volta. Trovava anche intrigante che molti giovani studenti scegliessero il suo locale per gli appuntamenti romantici. Cinque anni prima non si sarebbe mai aspettata un tale successo, ne così tante coppie felici tra quelle mura, se si tralasciava il fatto che l’unica che si era sposata lì dentro alla fine non era durata. Eppure su quel muro pieno di foto era ancora presente una scattata proprio in quel giorno speciale.*

    Buonasera, la ringrazio signorina, anche a lei dona molto questo vestito.

    *Rispose al saluto con un sorriso, prima di portare lo sguardo alla bandierina pescata.*

    Abbiamo la prima bandiera nera, che corrisponde all’Africa. Le auguro una buona serata!

    *Mentre la musica di sottofondo accompagnava il chiacchiericcio dei presenti Jane allungò velocemente lo sguardo verso l’orologio che si trovava appeso a una parete del locale. Erano trascorsi pochi minuti e il locale si stava già riempiendo, era felice e sorpresa allo stesso tempo di vedere così tante persone. All’inizio aveva temuto che la richiesta di un specifico dress code potesse spaventare molte persone, ma a quanto sembrava si era sbagliata.
    Un altro giovane mago fece il suo ingresso nel Casterwill’s Kitchen. Anche lui, come Eirwen, quella estate aveva deciso di essere ospite della Casa della Gioventù. Come gli altri fece il suo ingresso indossando un elegante completo nero con un tocco di rosso che era decisamente apprezzato da Jane. Aveva sempre amato la sua Casa e anche il colore rosso.*

    Buonasera, grazie fa sempre piacere sapere che il locale viene apprezzato. A quanto sembra la bandiera è in tema con il suo abito: rosso, quindi America. E’ al tavolo con la signorina Quinn, buona serata!

    *Trovava particolarmente divertente come il caso certe volte si divertisse a giocare con le carte in tavola. Prima il trio composto da Freya, Charlotte e Emily allo stesso tavolo, poi due Grifondoro al tavolo rosso, uno dei quali vestito con il medesimo colore.
    L’orario segnato per l’inizio della festa era ormai arrivato quando arrivarono altri due ragazzi, entrambi suoi studenti. Il primo, con un completo blu, dopo averla salutata pescò la propria bandiera.*

    Buonasera! Per lei abbiamo la bandiera nera, quindi l’Africa. Si accomodi pure, inizieremo tra poco.

    *Infine un ultimo ragazzo si avvicinò per sapere dove avrebbe dovuto sedersi quella sera.*

    Buonasera anche a lei! Vediamo...bandiera gialla, quella dell’Asia.
    Accomodatevi tutti ai vostri posti per favore!


    *Il sacchetto, ormai quasi vuoto, con le poche bandiere rimaste lo posò velocemente dietro il bancone, nel caso fosse arrivato qualche ritardatario, per poi assicurarsi che i fiori fossero ben sistemati nel vasi e al sicuro da possibili cadute accidentali. Finalmente era arrivato il momento di iniziare a spiegare in cosa consisteva quella festa.
    Prima di voltarsi per parlare con i propri ospiti, Jane si sistemò il vestito, lisciando con le mani la stoffa mentre si schiariva la voce. Era sempre un po’ in soggezione, nonostante fosse insegnante da ormai un anno, quando doveva parlare davanti a molte persone, o forse erano le persone presenti quella sera a farla sentire così. Avrebbe scommesso che un paio di occhi scuri sarebbero stati fissi su di lei per tutta la sera. Dopo un respiro profondo si girò, incamminandosi al centro della sala, davanti ai cinque tavoli apparecchiati per assicurarsi di essere vista e sentita da tutti. Quando ebbe l’attenzione di tutti la voce profonda di Jane si levò nella stanza, sovrastando, ovviamente senza urlare, la musica.*

    Grazia a tutti per essere qui in questa serata speciale. Cinque anni possono sembrare pochi ma sinceramente per me sono tantissimi e sono felice che abbiate scelto di venire qui questa sera per festeggiare questo traguardo. Come avrete intuito da questo strano modo per assegnare i posti non sarà una semplice cena. Ogni tavolo corrisponde a un continente: Africa, Oceania, Asia, Europa e America. Ma oltre a questo rappresenta la vostra squadra. Durante la serata potrete assaggiare dei piatti particolari, tipici di molti paesi diversi, tuttavia non saprete di quali, anche i nomi sul menù sono inventati per non darvi indizi e chi conosce questo ristorante sa che i nomi strani dei piatti sono una nostra firma. Tornando a noi, nel corso della serata io vi darò una breve spiegazione delle portate che vi verranno servite e voi dovrete cercare di indovinare da quale paese provengono. Ovviamente, visto che siete divisi in squadre, dovrete collaborare e quando sarete pronti per dare la risposta vi basterà alzare la bandierina del vostro tavolo. A fine serata chi avrà indovinato più paesi vincerà un buono per una cena gratis, per due, qui nel mio ristorante.
    Avete qualche domande prima di iniziare?




    OFF GDR

    Come detto nel precedente post i posti sono stati sorteggiati a caso. Vi riporto qua di seguito la lista per evitare confusione:

    - Africa (nero): Varyare e Ronald;
    - Oceania (verde): Freya, Charlotte e Emily;
    - Asia (giallo): Clarissa e Robin;
    - Europa (blu): Luke, Vera e Kevin;
    - America (rosso): Eirwen e Damian.

    I ritardatari si possono unire alla festa scrivendo che vanno da Jane per chiedere quale sarà il proprio posto.


    @Clarissa_Greythorne, @Luke_Deaggle, @Vera_Grace, @Freya_Hansen, @Kevin_Mitchell, @Charlotte_Mills, @Eirwen_Quinn, @Emily_Banks, @Varyare_King, @Damian_Saps, @Ronald_Canard, @Robin_Peach, @Raven_Lovely,


  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 636
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    [CASA DELLA GIOVENTÙ - ORE 18:50]


    *Le pareti e l’arredamento bianchi della stanza contrastavano enormemente con la ragazza che stava attentamente analizzando il suo aspetto allo specchio. Quella sera infatti Raven, ovviamente in veste di tirocinante, avrebbe dovuto presenziare all’evento in onore dell’anniversario di cinque anni del Casterwill’s Kitchen. Le ore prima aveva aiutato con il riarrangiamento del locale, necessario dato il particolare tema della serata, oltre che con mansioni varie come pulire, sistemare i centritavola e tante altre cose. Si poteva tranquillamente dire che il suo capo, la signorina Casterwill, era un tipo alquanto perfezionista. L’aveva dimostrato in svariate occasioni e quella in particolare, tanto che pretendeva che fosse tutto esattamente come nella sua mente. La Corvonero l’aveva capito in due mesi di allenamento nel fare le cose ordinatamente e il quanto più vicino alla perfezione che riusciva, figuriamoci chi la conosceva da anni! Un’altra cosa che aveva imparato durante quel breve ma lungo periodo era la regola fondamentale del locale: mai entrare nella cucina senza esplicito invito della padrona, evento più unico che raro. Per la giovane donna era una faccenda estremamente personale e giustamente, nonostante non capisse a pieno le motivazioni, Raven non osò mai mettere bocca sulla questione. La domanda più importante però era: come mai si trovava alla casa della gioventù e non a Glastonbury? Quando ottenne il lavoro capì subito che l’impegno l’avrebbe tenuta occupata anche durante i mesi estivi. Contattò quindi subito i genitori, stabilendo assieme a loro che sarebbe rimasta alla casa della gioventù, gestita anch’essa da Jane Casterwill, facendo occasionali visite a quella che chiamava e sentiva come casa. Come da dress code, indossava un abito lungo nero, che le scendeva fino ai piedi, con maniche di pizzo ed ornamenti su tutto il busto dello stesso materiale. Come calzatura aveva addosso uno stivaletto del medesimo colore dell’abito, provvisto di tacco mediamente alto. Doveva ammettere che ebbe bisogno di allenamento per riuscire ad indossarlo con piena naturalezza. Tra gli svariati gioielli a sua disposizione, scelse solo una collanina argentata non troppo evidente che le arrivava all’altezza della clavicola. Finalmente era soddisfatta della sua apparenza.*



    “Direi proprio che ci siamo.”

    Pensò sorridente. Controllò l’ora. Alla vista del ritardo spalancò gli occhi con una leggera preoccupazione, iniziandosi a dirigere più velocemente possibile (tenendo conto delle scarpe) verso il locale.

    [CASTERWILL’S KITCHEN, ore 19:02]


    *Riuscì ad arrivare al locale giusto prima della spiegazione della serata. La porta di legno e vetro, notabile tra l’edera che circondava la facciata, scricchiolò all’apertura da parte della giovane, rivelando l’accogliente atmosfera del ristorante, dalla disposizione leggermente diversa per l’occasione. Diede un’occhiata ai cinque tavoli dinnanzi a lei. Alcuni volti le risultavano nuovi, altri familiari. Ad esempio riconosceva la cara amica Eirwen, seduta al tavolo dell’America, la concasata Vera, in un elegante abito blu e molti altri, tra i quali notò persino la preside Mills! Dopotutto se lo aspettava, oltre al peccato di perdersi una sera simile, lei e il suo capo condividevano un’amicizia a quanto sapeva. Salutò con un cenno della mano le sue amiche, per poi tornare al lavoro.*



    *Vedendo che stava per iniziare l’introduzione, si posizionò tre o quattro passi dietro la proprietaria verso la propria sinistra, in modo da non risultare ingombrante né totalmente invisibile. Il discorso descrivente il gioco in programma per l’evento era già di per sé molto esplicativo; tuttavia, per correttezza verso i clienti, la donna chiese se ci fossero eventuali domande. Raven restò in piedi sorridente, in attesa di poter iniziare a servire le portate e in generale svolgere i propri incarichi.*


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  • Varyare_King

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 95
        Varyare_King
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Nonostante fosse arrivata alla festa da poco aveva già riconosciuto alcuni dei suoi amici, che non mancò di salutare meno cordialmente rispetto agli clienti che anche se aveva visto diverse volte in giro, non conosceva. Alcuni davano l'idea di avere più o meno la sua età, e poteva essere più che sicura che fossero ancora studenti di Hogwarts.Appena arrivata non si era accorta dell strana disposizione dei tavoli, e solo ora che si guardava attorno notò che ad ognuno era stato dato un colore; dalla spiegazione della Professoressa Casterwill poté capire che ad ogni bandierina corrispondeva un tavolo, in modo che i posti fossero stati casuali. Come anche l'ultima volta che era venuta l'arredamento era impeccabile, e a differenza di quando era stata a cena lì solo qualche settimana prima, si poteva sentire di sottofondo della musica proveniente da un vecchio grammofono che pensò essere Jazz.
    Subito dopo aver dato un'occhiata al locale immerse una mano nel sacchetto aperto che la proprietaria del ristorante teneva in mano, e pescò una bandierina nera che dalle parole della professoressa capì essere l'Africa. Dopo averle augurato di passare una buona serata, pur sapendo che avrebbe passato la maggior parte del tempo in cucina, guardò le bandierine sui tavoli, e vide che "l'Africa" era proprio al centro della sala. Era proprio curiosa di scoprire con chi sarebbe stata al tavolo, e soprattutto se fosse stato un suo conoscente.
    Non passò molto tempo che un suo amico la raggiunse, si trattava di Luke che proprio quel giorno aveva compiuto gli anni. La salutò complimentandosi con lei dicendo che stava molto bene con il vestito che indossava. Lei ricambiò il sorriso e lo ringraziò, ma non fece in tempo ad aggiungere nient'altro che il Grifo, che ormai la conosceva bene, non potè non notare che c'era qualcosa che non andava in lei.*

    No, non è nulla. E' solo che non so camminare con questi tacchi.

    *Rispose ridendo. Era la prima volta che li indossava e non si sentiva affatto a suo agio, sperava di non darlo troppo a vedere però. Intanto stavano entrando altre persone attraverso la porta del locale, affollando l'ingresso . Tra questi riconobbe i suoi amici Ronald e Robin che come gli altri pescarono la loro bandierina, e il suo ragazzo Damian che dopo aver compiuto lo stesso gesto si avvicinò a lei salutandola, per poi chiederle come andava.*

    'Sera, è un piacere incontrarti qui. Comunque sì, tutto a posto, tu?

    *Rispose sorridendogli. Notò che aveva pescato una bandierina rossa e che perciò non sarebbero stati allo stesso tavolo, però sperava comunque di poterci scambiare quattro parole insieme.
    Non aveva prestato più molta attenzione alle bandierine che avevano pescato gli altri e perciò non sapeva con chi si sarebbe seduta al tavolo, ma l'avrebbe scoperto nel giro di pochi minuti. Dopo aver rivolto agli amici un ultimo sorriso andò a sedersi al tavolo dell'Africa, dove poco dopo la raggiunse Ronald che a quanto pare aveva pescato la bandierina dello stesso colore. Il loro incontro non era stato per così dire normale, l'aveva conosciuto infatti una sera al cimitero di Little Hangleton e non avevano avuto modo di parlare molto tra un fatto e l'altro.
    La Professoressa Casterwill prese la parola mentre nel frattempo al suo fianco era arrivata una ragazza che pensò lavorasse lì. Spiegò che ogni tavolo, oltre a rappresentare un continente, era anche la squadra di chi ci era seduto; continuò dicendo che durante la serata i piatti serviti sarebbero appartenuti ognuno ad un continente diverse e il loro "obbiettivo" era quello di indovinarne la provenienza consultandosi con i compagni di tavolo.
    Varyare capì subito che quella non sarebbe stata una serata come le altre, ed era più che sicura che si sarebbe divertita.*

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  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2378
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    Io ti odio Hansen!

    *Freya per poco non scoppiò a ridere scuotendo la testa, il suo balbettare significava che in un modo o nell'altro aveva attirato e non poco la sua attenzione. Le disse che il tavolo a lei assegnato era quello verde, Oceania. Annui e si avviò con un sorriso soddisfatto sul viso. Intanto il locale iniziava a riempirsi di persone, per lo più studenti. Freya sperava con tutto il cuore di veder comparire un adulto con cui poter bere qualcosa visto che ai minorenni era vietato l'uso di alcolici. E sperava anche di vedere la sua migliore amica Emily entrare, non la vedeva da quel giorno nel suo ufficio, quando l'aveva rivista dopo anni e quando le aveva detto tutto ciò che le era capitato. Fu la prima persona a sapere tutta la storia, seguita da Jane. Mentre pensava con un sorriso sincero a lei, la prima sua preghiera fu esaudita. Fece il suo ingresso la Preside Mills, bellissima nel suo abito nero. Freya sorrise felice di vedere un viso conosciuto. Aveva passato tempo prima una serata con la preside e altri adulti durante la quale avevano bevuto e si erano divertiti molto. Magari la stessa situazione si sarebbe ripresentata quella sera a meno che...*

    "Ti prego Casterwill fai in modo che quella benedetta donna si sieda al mio tavolo!"

    *Si ritrovò a pensare l'ex Grifondoro. Qualche minuto dopo finalmente anche il suo secondo desiderio fu esaudito: Emily era arrivata. La bocca di Freya si allargò in un sorriso felice, mentre osservava senza parole la bionda. Dopo aver salutato la padrona di casa nonché sua amica, i loro sguardi si incrociarono e la ragazza si avvicinò all'ex Grifondoro:*

    Sindaco Hansen, è davvero un piacere vederla qui. Le faccio i miei complimenti è davvero incantevole, sono sicura che non è passata inosservata.

    *Freya scoppiò a ridere cogliendo al volo la frecciatina dell'amica. Si avvicinò e l'avvolse in un abbraccio caloroso continuando a sorridere mentre le parlava all'orecchio per evitare che qualcuno sentisse:*

    Ciao Em, sono felicissima anche io di vederti, iniziavo a sentire la tua mancanza sai? E si, mi auguro davvero di non essere passata inosservata ma ti svelo una cosa...dal suo balbettare deduco che sia riuscita nel mio intento! Ma ora fatti vedere per bene...

    *Disse allontanandosi da lei ma tenendole comunque le mani e l'osservò incantata, era davvero bellissima!*

    Em sei uno schianto! Credo che anche tu stasera avrai parecchi pretendenti sai? Ma ovviamente dovranno avere anche il mio consenso! E per favore per te sono e sarò sempre Freya, non il sindaco Hansen.

    *Le schioccò un bacio sulla guancia e la lasciò finalmente libera di salutare gli altri invitati. Il tempo scorreva e finalmente con immensa gioia scopri che anche la preside ed Em erano al tavolo con lei. Esultò felice prendendo posto e sventolando una mano verso la Mills.*

    Preside, è un piacere vederla! Sono lieta di condividere il tavolo con lei, almeno avrò una partner di bevute!

    *Disse sorridendo in modo scherzoso mentre rivolgendosi a Emily le faceva segno di sedersi di fianco a lei. La serata era iniziata benissimo e di sicuro sarebbe potuta andare solo meglio, almeno se lo augurava. Dopo aver assegnato i posti a tutti, Jane spiegò come si sarebbe svolta la serata. Freya la osservava attentamente cercando di rimanere concentrata sulle parole della ragazza e non su...altro. Squadre, gara, piatti tipici di qualche zona che si doveva indovinare e il premio finale: cena per due nel suo locale. La Hansen alzò un sopracciglio passando la punta della lingua sul labbro inferiore mentre sorrideva. Strinse la mano ad Emily e osservò quelle che sarebbero state le sue compagne di squadra, tutti alla pari e disse:*

    Mie care amiche di squadra...dobbiamo assolutamente vincere! Siamo le più forti senza dubbio.

    *Concluse non mollando la presa dalla mano dell'amica che, di sicuro, da li a breve l'avrebbe mandata a quel paese per il dolore. Ma il suo obbiettivo era chiaro e non poteva assolutamente perdere un'occasione del genere.*

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  • Vera_Grace

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 1101
        Vera_Grace
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    *Il primo a salutarla fu Luke, un suo amico, anche lui vestito con un abito elegante in cui nonostante tutto sembrava essere a suo agio. Gli sorrise, ridacchiando alla sua affermazione dato che in effetti ultimamente si incontravano spesso cosa che alla corva non dispiaceva. Poi il ragazzo le fece una domanda.*

    ma ascolta, hai detto professoressa? Quella che ha il sacchetto con le bandiere è una professoressa? Intendi proprio una professoressa di Hogwarts?

    Oh sì! La proprietaria del locale, ovvero la professoressa Casterwill, è la docente di Difesa Contro le Arti Oscure... è davvero brava e la materia che insegna è fantastica, aspetta di venire ad Hogwarts e lo vedrai con i tuoi occhi!

    *Spiegò Vera abbassando un po' il tono come aveva fatto l'amico per non farsi sentire. DCAO era sempre stata insieme ad incantesimi la sua materia preferita e merito era in gran parte all'insegnante che riusciva a farla piacere anche nonostante il fascino innato di quella particolare disciplina. Anche la Casterwill la salutò con un sorriso e le fece pescare la bandierina, la curiosità della corva alle stelle, mischiata ad un po' di nervosismo, non sapeva cosa aspettarsi. *

    A quanto pare abbiamo una prima coppia a un tavolo. Anche per lei la bandiera blu dell'Europa, quindi sarà insieme al signor Deaggle. Il vostro tavolo è qui vicino!

    *Annunciò la donna, mentre la ragazza osservava la sua bandiera blu. Sorrise radiosa, se non sbagliava aveva capito che sarebbe stata con Luke che era molto simpatico, senza aggiungere che almeno lo conosceva. Aveva avuto un po' di timore, chissà con chi sarebbe potuta finire! Nel frattempo era arrivata Freya Hansen, il sindaco di Hogsmeade, una bellissima donna che dopo aver salutato la professoressa si era rivolta a lei, Luke e Clarisse, presentandosi e affermando che erano fortunati ad avere come insegnante la proprietaria del locale.*

    Buonasera sindaco Hansen, è un piacere vederla! Direi che ci siamo già conosciute al drive-in, ma in ogni caso io sono Vera Grace

    *Disse con un sorriso. Ammirava molto il sindaco, era davvero capace e il villaggio era frequentato e sempre perfetto anche durante gli eventi. Ad interrompere i pensieri della ragazza furono due nuovi arrivati, Eirwen e la professoressa Mills, preside di Hogwarts, un'altra persona che la corva ammirava e rispettava.*

    Buonasera Eirwen, quanto tempo... preside Mills, è un piacere vederla!

    *Disse educata dopo aver salutato l'amica che non sentiva da un pezzo. Erano entrambe molto eleganti, come tutti d'altra parte. Nonostante quei vestiti potessero essere scomodi era davvero bello vedere tutte quelle persone così eleganti, era una festa di anniversario decisamente perfetta.
    Una ragazza che Vera aveva già intravisto ma con la quale non aveva mai avuto occasione di scambiare qualche parola si presentò come Emily.*

    Buonasera, io sono Vera Grace, piacere. Vayare, Robin, Damian, buonasera!

    *disse la ragazza prima presentandosi ad Emily e poi salutando la sua amica serpeverde e l'amico grifondoro che erano appena entrati. Poi si rivolse a Luke e a Kevin, il ragazzo che come loro aveva estratto la bandierina dell'Europa.*

    Luke siamo allo stesso tavolo! Ciao, io sono Vera, quinto anno a Corvonero e a quanto pare tua compagna di posto! Che dite, andiamo a sederci?

    *Concluse, proponendo ai due di accomodarsi mentre la Casterwill prendeva la parola per spiegare cosa avrebbero fatto. Era un idea fantastica e probabilmente si sarebbero divertiti tantissimo, senza parlare di quello che probabilmente avrebbero assaggiato, conoscendo la fantastica cucina dell'insegnante.*

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  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 256
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald dopo aver preso la bandierina nera, e la professoressa nonché la proprietaria disse che aveva pescato quella dell’Africa e che doveva andare al tavolo con il medesimo oggetto.
    Ronald passò davanti ad alcuni amici scambiando qualche cenno di saluto, e si diresse verso la tavola dell’Africa in cui notò che c'era Varyare.
    Si poteva dire che la sua speranza era stata esaudita.In effetti lui e Varyare s’erano incontrati in maniera casuale o forse era stato il destino al cimitero, in cui avevano scoperti di essere, probabilmente, imparentati alla lontana. Ronald trovò questa situazione un’ottima occasione anche per approfondire la loro reciproca conoscenza. Quindi quando arrivò al tavolo, Ronald disse:*

    Ciao Varyare, come va ? Bell’abito.

    *Mentre si stava accomodando a tavola si voltò verso la professoressa Jane che stava spiegando tutto anche per quelle strane posizioni. In poche parole, da quanto intuì Ronald, la padrona di casa aveva creato un gioco a cena che consisteva d'indovinare da quale Paese provenisse la pietanza e dovevano collaborare con il compagno di tavolo. Quando chiese se avevano delle domande, lui alzò la mano, era un’abitudine presa ad Hogwarts, poiché del tutto sommato erano, in effetti, un allievo e una docente. Quando Jane gli diede il permesso di parlare, chiese:*

    Quando ci arriveranno i piatti, potremo fare delle domande inerenti agli stessi? Potremo chiedere almeno il nome di uno degli ingredienti del piatto?

    *Dopodiché tornò con il volto verso Varyare e disse: *

    Io qualcosina del cibo babbano lo conosco. Per essere onesti sono mezzo sangue, mio padre è un babbano. Varyare te ne intendi di cibo?.

    *Ronald sperando che le sue lacune fosse colmate dalla conoscenza di Varyare e poi gli aveva rivelato che era un babbano, perché non sapeva come l’avrebbe presa se avesse detto ch'era anche figlio di un prestidigitatore babbano, cioè che per molti purosangue erano dei ciarlatani o truffatori. Attese le risposte della sua compagna di squadra e anche il piatto, perché aveva fame ed in quanto Corvonero aveva sete di conoscenza.*


    scusatemi per la mancanza di citazione, m'ero accorto ma sapendo che non quando si posta nelle role non si può modificare ho aspettato il vostro permesso
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    Ultima modifica di Ronald_Canard mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Alice_Mcdougal

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 169
       
       

    *Alice era molto eccitata. Non andava spesso a ricevimenti eleganti, ma quel giorno aveva fatto un'eccezione.
    La undicenne infatti doveva andare alla festa in onore dei 5 anni di apertura del ristorante Casterwill's Kitchen, ad Hogmeade. Essendo cresciuta in una famiglia di maghi, Alice era già stata a Casterwill's Kitchen, e le piaceva molto la loro cucina, perciò era contenta di prendere parte a quel ricevimento. C'era una cosa che però le dava fastidio: il dress code. Alice odiava i dress code. Spesso quelli femminili richiedevano abiti eleganti e tacchi, che lei odiava indossare, anche per la sua giovane età. Alice infatti aveva quasi dodici anni e stava per iniziare il suo primo anno nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, la più famosa al mondo, destinata ai giovani maghi e streghe britannici.
    Alla fine però la ragazzina aveva trovato un outfit adatto: un abito blu scuro leggero, stretto in vita, con una lunga gonna che arrivava fino alle caviglie e dei tacchi molto bassi color grigio caldo. Teneva i lunghi capelli castani sciolti. Il dress code imponeva anche di indossare degli accessori, altra cosa che Alice odiava. Così decise di indossare un cerchietto con un fiocco dello stesso colore del vestito ed una fascia di stoffa grigia decorata messa a mo' di braccialetto. Poi si era messa del trucco leggero: un pochino di ombretto, mascara e lucidalabbra. La ragazzina sarebbe arrivata ad Hogmeade Smaterializzandosi insieme a sua madre, perciò aveva insistito ad arrivare almeno un quarto d'ora prima, in quanto lei spesso aveva la nausea quando praticava una Smaterializzazione congiunta. La prima volta avevano anche vomitato. Come al solito però avevano fatto tardi, perciò erano arrivati al ristorante in ritardo. Ormai in molti erano arrivati.
    [CASTERWILL'S KITCHEN]

    Alice entrò*.

    Eccoci

    *Si disse tra sè e sè. Sua madre le augurò buona fortuna e se ne andò. La ragazzina, rimasta sola, si guardò intorno: riconobbe la preside Mills, veramente splendida. Le sembrava una donna autoritaria, e pensò che avrebbe fatto bene a non sgarrare le regole ed avere a che fare con lei. Cercò di impicciarsi in tutte le conversazioni che riusciva ad origliare, un po' per il suo carattere curioso, un po' perché voleva sapere più cose possibili sul mondo di Hogwarts, dato che molte persone lì presenti la frequentavano. Poi riconobbe la professoressa Jane Casterwill, la proprietaria del locale. Vicino a lei c'era Freya Hansen, la sindaca di Hogmeade. Entrambe erano bellissime. Aspettò che la Casterwill finisse di parlare con un ragazzo che non conosceva, poi timidamente le si avvicinò e le disse*

    Buonasera professore Casterwill, e complimenti per lo splendido ricevimento! Ci scusi per il ritardo. Mi hanno detto di rivolgermi a lei per il posto al tavolo, e quindi...sono qui

    *E attese imbarazzata. Temeva di sembrare una leccapiedi, che si stesse complimentando con la donna solo per ingraziarsela, dato che era arrivata in ritardo e che sarebbe stata una sua professoressa, ma Alice sapeva che non era vero, così ricacciò indietro il brutto pensiero.*




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    Ultima modifica di Alice_Mcdougal mese scorso, modificato 3 volte in totale


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *Le piccole lancette dell’orologio appeso alla parete del locale segnavano ormai che erano passati un paio di minuti dall’orario stabilito e indicato sui volantini, per immensa gioia della proprietaria. Jane nella vita di tutti i giorni non era così precisa, bastava entrare in camera sua per rendersene conto, ma in certi ambiti riusciva a essere molto puntigliosa, specialmente quando si trattava del suo locale. La sala doveva sempre essere perfettamente pulita, i tavoli apparecchiati come si deve, anche il resto della struttura, piano superiore compreso, doveva essere impeccabile. Poi c’era la sua amata cucina in cui ci si poteva specchiare per quanto la teneva pulita, nonostante i disastri che combinava quando decideva di inventare nuove ricette. La sua “ossessione” per quella parte del locale era iniziata quando, per sbaglio, sua sorella gemella aveva rischiato di dare fuoco a tutto per qualche suo strano esperimento. Da allora aveva cacciato anche lei da lì, almeno finché Effie non era definitivamente sparita dalla sua vita. Erano passati anni, eppure quel locale le sembrava ancora vuoto senza di lei, che ne combinava continuamente una delle sue. Tuttavia, nonostante le minacce della padrona di casa, una persona riusciva sempre a entrare da quelle porte proibite a tutti, quasi sempre con l’intento di disturbarla. La stessa giovane donna che pochi minuti prima era riuscita a farle diventare il viso color pomodoro e che la fissava da uno dei tavoli. Le era impossibile non sentire lo sguardo del sindaco su di sé.
    Comunque Jane era quasi certa di essere particolarmente odiata dai suoi collaboratori, specialmente dalla giovane strega che, per fortuna o sfortuna, aveva deciso di farle da tirocinante. Proprio Raven, in un elegante abito nero, fece il suo ingresso nel locale poco prima che iniziasse a spiegare. La diciottenne si voltò per farle un cenno di saluto con il capo, insieme a un lieve sorriso che voleva essere di ringraziamento. Nonostante la sua iniziale indecisione sul prendere un tirocinante, da quando la Corvonero aveva iniziato a lavorare lì si era resa conto che le serviva un po’ di aiuto. Ad esempio quella sera non era certa che sarebbe riuscita a preparare la sala in tempo senza la sua collaborazione. Ma ovviamente anche alla ragazza dai lunghi capelli biondi l’accesso in cucina non era ancora permesso, se non per poter prendere i piatti da portare in tavola. Forse un giorno la ex Grifondoro si sarebbe decisa a farla entrare, sotto la sua supervisione.
    In seguito al veloce scambio di sguardi con l’ultima arrivata la padrona del locale prese la parola, spiegando, sperava nel migliore dei modi, come si sarebbe svolta la serata. Quando aveva pensato a cosa organizzare per quel particolare evento inizialmente si era immaginata una normale cena, elegante e diversa dal solito, tuttavia il suo timore era che gli invitati potessero annoiarsi. Così era nata l’idea di quel semplice gioco che si augurava avrebbe divertito i presenti. Naturalmente la scelta dei piatti, che era stata piuttosto lunga e difficile, non era ricaduta su pietanze semplici da ricollegare al paese di provenienza. Durante le sue ricerche Jane aveva fatto parecchie scoperte e, man mano che stendeva il menù, la sua curiosità nel vedere le persone messe alla prova cresceva. Sicuramente per lei quella serata si sarebbe rivelata divertente, anche perché solo lei conosceva la provenienza dei piatti. Non l’aveva rivelato a nessuno, neanche a Raven.
    Alla fine della spiegazione Jane rimase per un attimo in attesa, con gli occhi smeraldini che passavano da un tavolo all’altro, alla ricerca di mani alzate oppure sguardi perplessi, come durante le sue lezioni. E con tutti quegli studenti davanti a lei sembrava veramente di essere a scuola. I tavoli in prima fila erano tutti occupati dai ragazzi, che durante il suo discorso l’aveva osservata come se stesse spiegando un nuovo argomento di Difesa Contro le Arti Oscure. Più indietro invece, da quello identificato con la bandiera verde, sentiva un paio di occhi scuri fissarla intensamente. Dopo una veloce occhiata a tutti i presenti, lo sguardo di Jane si incontrò proprio con questi, appena in tempo per vedere una classica espressione dell’amica: sopracciglio sollevato e la lingua che passava appena sul labbro inferiore. Molto spesso, specialmente nell’ultimo anno, aveva visto Freya fare quel movimento e sapeva che qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Inconsciamente, vedendo la reazione dell’altra, anche la diciottenne si ritrovò a sorridere in sua direzione, anche se forse era più un tentativo per non scoppiare a ridere.*



    *Poco dopo l’attenzione dell’insegnante fu richiamata da uno dei ragazzi presenti all’evento. Dal tavolo dell’Africa si sollevò una mano, riportandola alla realtà e facendola subito voltare verso esso, proprio al centro in prima fila. Con un cenno del capo, come spesso capitava durante le sue lezione, diede il permesso al giovane mago di parlare. Ascoltò attentamente la sua domanda, prima di rispondere:*

    La maggiorparte degli ingredienti saranno scritti sul menù come vedrete tra poco, quindi no non potrete fare domande ma dovrete accontentarvi di quello che vi dirò io e delle cose che leggerete. Se ce ne sarà bisogno vi aiuterò!

    *In seguito a quella del ragazzo non ci furono altre domande, così la giovane, dopo essersi congedata dagli ospiti, si voltò per rivolgersi brevemente alla sua tirocinante.*

    Vado a controllare in cucina e poi possiamo iniziare a servire. Come ti avevo già accennato, nei momenti di pausa puoi scegliere un tavolo in cui sederti con i tuoi amici, non ti farò rimanere tutta la sera in piedi con i tacchi!

    *Jane capiva bene che portare quel tipo di calzatura per tutta la sera non era comodissimo, anche lei, nonostante non si vedesse affatto, non era così abituata a portarli. Però negli eventi speciali, come quella festa o quelle al castello, era praticamente obbligatorio indossare qualcosa di più elegante rispetto alle solite scarpe comode di tutti i giorni. Era comunque sicura che appena finita la serata sarebbe rimasta scalza, probabilmente chiusa in ufficio a sistemare qualche scartoffia.
    Si allontanò da Raven poco dopo, diretta, come preannunciato, verso la cucina. Accompagnata dal suono dei tacchi sul pavimento di legno varcò la “soglia proibita”, entrando nella grande stanza pregna di profumi di ogni tipo. Sui fornelli accesi le pentole fumanti emanavano dei gradevoli odori, mentre nei forni altre pietanze si riscaldavano o ultimavano la loro cottura. Jane si avvicinò a uno dei lucidi banconi su cui i piatti degli antipasti erano quasi pronti. La tentazione di mettere mano a qualcosa, terminando lei stessa di preparare, era tanta, ma allo stesso tempo temeva di sporcare il vestito che indossava. Così, con suo grande dispiacere, rimase solo a osservare il lavoro altrui. Dopo pochi minuti i piatti erano ormai quasi pronti, infatti in sala, su ciascuno dei cinque tavoli imbanditi, fece la sua comparsa un’altra pagina del menù, unendosi a quella delle bevande analcoliche.*



    *Quella era la prima pagina delle quattro, bevande comprese, che Jane aveva creato per quella serata. Su di essa si potevano leggere due nomi particolari, come d’abitudine nel Casterwill’s Kitchen, seguiti da una brevissima spiegazione. Alla fine della pagina invece si trovavano due opzioni riservate esclusivamente agli adulti: gli alcolici. Ripensando a chi si trovava seduta nell’altra stanza la diciottenne si pentì di aver fatto quella scelta. Ricordava molto bene la festa tra adulti che aveva tenuto ormai un anno prima, soprattutto gli effetti di certi tipi di bevande su Freya e lei. Sperava vivamente di non ritrovarsi di nuovo schiacciata contro un bancone in cucina con un sindaco un po’ brillo, data la presenza di così tanti studenti e delle persone che stavano lavorando lì dentro. In ogni caso il suo primo pensiero in quel momento era servire quei piatti, augurandosi che sarebbero piaciuti a tutti.
    Alla fine la Casterwill non riuscì a resistere e mise mano a qualche dettaglio per rendere più presentabili gli antipasti. I tre tipi di frittelle vennero disposti in tre piatti diversi, uno per tipo, sistemati ordinatamente. Nel primo una semplice montagnetta ordinata di frittelle di ceci, il secondo invece era un piccolo cestino contenente quelle al pomodoro e infine, in un altro piatto, con al centro un contenitore con della maionese allo yogurt, quelle alle zucchine. Infine la tartare al tonno con verdure, servita con delle fette di lime come decorazione.*



    *Gli antipasti erano finalmente pronti per essere serviti agli ospiti, così Jane diede il via libera per iniziare a portare i piatti in tavola. I primi tre, quelli del tris di frittelle, sarebbero stati posati al centro dei tavoli rotondi per essere condivisi. Anche la padrona di casa prese i piatti da portare a uno dei tavoli: quello con le due adulte.
    Portando su un vassoio i sei piatti, camminando senza problemi nonostante il vestito lungo e le scarpe, la diciottenne uscì dalla cucina diretta verso di loro. Infatti, prima di poter spiegare a tutti i presenti le pietanze, voleva chiedere alle due adulte cosa preferissero da bere tra gli alcolici a disposizione. Di quelli si sarebbe occupata lei personalmente per evitare qualche spiacevole inconveniente. Su tutti i tavoli erano già presenti delle bottiglie di acqua fresca, sia naturale che gassata per rispondere ai gusti di tutti, in più i giovani presenti avrebbero potuto scegliere tra i drink riportati sul menù. Arrivata al tavolo delle sue tre amiche Jane posò i piatti, uno di tartare per ognuna e gli altri tre al centro, prima di sollevare lo sguardo sulle due adulte.*

    Signore sul menù trovate anche gli alcolici consigliati con questi due antipasti. Pensateci un attimo mentre spiego a tutti i piatti, poi torno da voi per chiedervi cosa volete

    *Fece appena in tempo ad allontanarsi, in direzione del centro della sala come per il discorso di apertura, quando la porta si aprì nuovamente. Questa volta ad entrare fu una ragazzina di cui non conosceva il nome, la quale si avvicinò a lei dopo essersi guardata attorno. Visto che l’evento era già iniziato Jane non si aspettava di vedere arrivare qualcun altro, ma come era successo con gli altri invitati prima di lei le rivolse un sorriso di benvenuto. Velocemente, dato che quasi tutti avevano già ricevuto il proprio piatto, ricambiò il saluto per poi invitare la nuova arrivata a seguirla per poter estrarre una bandierina. Arrivate vicino al bancone del bar la diciottenne prese nuovamente tra le mani il sacchettino, sporgendolo verso la ragazzina per permetterle di pescare.*

    Bene signorina a quanto pare è al tavolo giallo, si accomodi pure. Purtroppo abbiamo già iniziato quindi si è persa la spiegazione, ma sono sicura che i suoi compagni le potranno spiegare al meglio!

    *Solo dopo aver sistemato anche lei e aver posato nuovamente il sacchetto Jane continuò la serata come da programma. Diede una veloce occhiata ai tavoli, per assicurarsi che tutti avessero il proprio piatto, mentre camminava per arrivare allo stesso punto di prima, dove tutti avrebbero potuto sentirla. Intanto la musica jazz, con le inconfondibili melodie prodotte dal pianoforte, proseguiva di sottofondo.*

    Come spiegato poco fa, prima di lasciarvi alla vostra cena vi spiegherò brevemente i piatti che avete davanti.
    Sul menù potete leggere il nome Thokelle, si tratta delle piccole frittelle che sono state disposte al centro dei vostri tavoli. Questo sfizioso antipasto è fatto semplicemente di verdure, abbiamo un tipo composto da zucchine, quello servito con la salsa d’accompagnamento, il secondo invece di ceci e infine, quello che sicuramente potrete distinguere dal colore, è con il pomodoro. Non c’è molto da dire su questo piatto, se non che va gustato in compagnia e solitamente viene servito in dosi molto più abbondanti.
    Nell’altro piatto invece abbiamo quello che ho nominato Ponesienne. Si tratta di una tartare di tonno con succo di lime, erbe aromatiche, verdure a cubetti, tra cui cetriolo, carota e qualche altra. Infine un ingrediente che per il momento non vi rivelerò, a mio parere diventerebbe troppo facile riconoscere il paese, se vi vedrò in difficoltà vi aiuterò.
    Per correttezza vi informo che solo io in questa sala sono a conoscenza del paese di origine e della ricetta, quindi non ci saranno favoritismi!


    *Con l'ultima parte del discorso la giovane lanciò un'occhiata in direzione del tavolo verde, sorridendo lievemente, come a voler far capire a qualcuno che non avrebbe detto niente, neanche se implorata.*

    Per qualsiasi cosa siamo qui. Non mi resta che augurarvi una buona cena!

    *Al termine del proprio discorso Jane, come promesso, tornò verso il tavolo in cui erano presenti le altre due adulte della serata, pronta a prendere le loro ordinazioni per il bere e, ne era quasi certa, sentire qualche commento da parte del sindaco.*



    OFF GDR

    - Africa (nero): Varyare e Ronald;
    - Oceania (verde): Freya, Charlotte e Emily;
    - Asia (giallo): Clarissa, Robin e Alice;
    - Europa (blu): Luke, Vera e Kevin;
    - America (rosso): Eirwen e Damian.


    Importante:
    Per evitare imbrogli le risposte date in post modificati non saranno considerate valide.


    @Clarissa_Greythorne, @Luke_Deaggle, @Vera_Grace, @Freya_Hansen, @Kevin_Mitchell, @Charlotte_Mills, @Eirwen_Quinn, @Emily_Banks, @Varyare_King, @Damian_Saps, @Ronald_Canard, @Robin_Peach, @Raven_Lovely, @Alice_Mcdougal,




    Ultima modifica di Jane_Casterwill mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Robin_Peach

    Grifondoro Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 400
        Robin_Peach
    Grifondoro Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Poco prima della prima portata arrivò una ragazzina sugli undici anni, che Robin non conosceva*

    Buongiorno, signorina... Lei non frequenta Hogwarts, vero? Non l'ho mai vista!

    *Disse; immaginò che dovesse iniziare il primo anno, ma non poteva esserne sicuro.
    I suoi pensieri furono interrotti dalla Professoressa e proprietaria Jane Casterwill che annunciava la prima portata*

    Come spiegato poco fa, prima di lasciarvi alla vostra cena vi spiegherò brevemente i piatti che avete davanti.
    Sul menù potete leggere il nome Thokelle, si tratta delle piccole frittelle che sono state disposte al centro dei vostri tavoli. Questo sfizioso antipasto è fatto semplicemente di verdure, abbiamo un tipo composto da zucchine, quello servito con la salsa d’accompagnamento, il secondo invece di ceci e infine, quello che sicuramente potrete distinguere dal colore, è con il pomodoro. Non c’è molto da dire su questo piatto, se non che va gustato in compagnia e solitamente viene servito in dosi molto più abbondanti.
    Nell’altro piatto invece abbiamo quello che ho nominato Ponesienne. Si tratta di una tartare di tonno con succo di lime, erbe aromatiche, verdure a cubetti, tra cui cetriolo, carota e qualche altra. Infine un ingrediente che per il momento non vi rivelerò, a mio parere diventerebbe troppo facile riconoscere il paese, se vi vedrò in difficoltà vi aiuterò.
    Per correttezza vi informo che solo io in questa sala sono a conoscenza del paese di origine e della ricetta, quindi non ci saranno favoritismi!


    *La Professoressa Casterwill spiegò i piatti che avevano davanti, e Robin esultò interiormente, perché li conosceva: il padre si era recato in quel posto per lavoro, e aveva "tramandato" la ricetta ai famigliari!
    Il ragazzo alzò la bandierina gialla del proprio tavolo*

    Professoressa Casterwill, ho la soluzione!

    *Disse, sventolando la bandiera e formulando mentalmente la risposta; quando fu sicuro di essa, cominciò a parlare*

    Questi piatti sono originari di Tahiti, in Oceania; sono quindi oceanici, ma possiamo considerarli europei in minima parte perché la Polinesia è una colonia francese! Comunque la mia risposta è Oceania!

    *Era orgoglioso di se stesso, era riuscito a dare una risposta esaustiva e sperava davvero fosse giusta! Aspettò un feedback dalla Casterwill, sperava in un assenso ma non era sicuro potesse essere così.
    Poi iniziò ad assaporare i piatti: erano veramente deliziosi!
    Il suo preferito era quello alla carne di pesce, perché era il cibo che gli piaceva di più: in particolare quella tartara di tonno gli piaceva molto! Era aromatizzata, ma allo stesso tempo si sentiva il sapore del tonno e quello delle verdure!
    Quando finì l'antipasto si girò verso il tavolo della professoressa, per vedere se aveva indovinato o meno: per lui la conferma era stata data dal palato, ma la soluzione era in mano alla donna diciottenne proprietaria del locale*




    @Jane_Casterwill,


  • Alice_Mcdougal

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 169
       
       

    *Fortunatamente, la professoressa Casterwill non sembrava essere arrabbiata per il ritardo come Alice temeva. La ragazzina si sentiva gli occhi di tutti addosso, ma per fortuna le loro bocche erano sorridenti, cosa che la rincuorò molto. Ella sospettava di essere diventata tutta rossa e sperò che così non fosse.
    La Casterwill si avvicinò al bancone e prese il sacchetto che aveva determinato il posto a sedere di tutti gli invitati, e che stava per farlo anche con lei. Alice vi infilò la mano dentro e pescò. La professoressa le comunicò che si sarebbe dovuta sedere al tavolo giallo, e la ragazzina obbedì. Al tavolo c'erano un ragazzo e una ragazza, entrambi in età di Hogwarts secondo l'undicenne. Il ragazzo la salutò*

    Buongiorno, signorina... Lei non frequenta Hogwarts, vero? Non l'ho mai vista!

    *Alice si sedette, e prima che potesse rispondere, la professoressa Casterwill iniziò a spiegare:*

    Come spiegato poco fa, prima di lasciarvi alla vostra cena vi spiegherò brevemente i piatti che avete davanti.
    Sul menù potete leggere il nome Thokelle, si tratta delle piccole frittelle che sono state disposte al centro dei vostri tavoli. Questo sfizioso antipasto è fatto semplicemente di verdure, abbiamo un tipo composto da zucchine, quello servito con la salsa d’accompagnamento, il secondo invece di ceci e infine, quello che sicuramente potrete distinguere dal colore, è con il pomodoro. Non c’è molto da dire su questo piatto, se non che va gustato in compagnia e solitamente viene servito in dosi molto più abbondanti.
    Nell’altro piatto invece abbiamo quello che ho nominato Ponesienne. Si tratta di una tartare di tonno con succo di lime, erbe aromatiche, verdure a cubetti, tra cui cetriolo, carota e qualche altra. Infine un ingrediente che per il momento non vi rivelerò, a mio parere diventerebbe troppo facile riconoscere il paese, se vi vedrò in difficoltà vi aiuterò.
    Per correttezza vi informo che solo io in questa sala sono a conoscenza del paese di origine e della ricetta, quindi non ci saranno favoritismi!

    *Alice osservò i piatti. Le Tokhelle al pomodoro le sembravano molto invititanti ed iniziò a ragionare sulla loro possibile provenienza. Il ragazzo al suo tavolo però fu più veloce e comunicò a tutti la sua ipotesi:*

    Questi piatti sono originari di Tahiti, in Oceania; sono quindi oceanici, ma possiamo considerarli europei in minima parte perché la Polinesia è una colonia francese! Comunque la mia risposta è Oceania!

    *Alice lo guardò; la sua spiegazione le sembrava molto plausibile, anche perché il nome "Ponesienne" le faceva venire in mente la Polinesia, che appunto si trovava in Oceania. Sperò che il suo compagno di tavolo avesse ragione. Poi continuò la conversazione che era stata interrotta:*

    Buonasera, mi chiamo Alice McDougal e, sì, non frequento ancora Hogwarts, la inizierò questo settembre. Voi invece? Comunque penso che ma tua spiegazione sia giusta.*

    *Guardò i ragazzi al suo tavolo, aspettando risposte ed assaggiando una buonissima Tokhelle rossa.*







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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Le voci, sempre più numerose, iniziavano a risuonare alte nello spazio racchiuso da muri con mattoni a vista. La quattordicenne iniziava a pentirsi della decisione presa la sera precedente. Quando era arrivata alla Casa della Gioventù e aveva visto i volantini che parlavano della festa, aveva pensato fosse una buona idea andarci piuttosto che passare la serata chiusa da sola nella propria camera, inoltre le sembrava giusto ringraziare a quel modo la professoressa Casterwill. In pochi lo sapevano, ma la Casa della Gioventù era di proprietà della professoressa ed era anche la sua dimora, permettere a dei giovani di alloggiare in casa propria era un gesto molto cortese e presentarsi a un evento, senza dubbio importante per lei, le sembrava il giusto modo per ringraziare.
    Era entrata nel ristorante da pochi minuti e ne era rimasta affascinata, la musica Jazz che veniva diffusa dal grammofono era perfetta per l’ambiente in cui si trovava e contribuiva a renderlo ancora più accogliente. La sensazione di calore che aveva provato entrando nel locale tuttavia aveva avuto vita breve, accanto alla docente vi era un contenitore pieno di bandierine, che aspettavano solo di essere pescate.
    Non era mai stata brava a rapportarsi con gli altri e l’idea di finire seduta al tavolo con qualcuno che non conosceva le provocava non poca ansia. Guardandosi intorno infatti aveva notato che con solo una persona si sarebbe trovata a proprio agio, i giovani presenti erano tutti volti noti, ma solo con Vera aveva abbastanza confidenza da riuscire a non sentirsi in imbarazzo. Le speranze di finire con l’amica però svanirono nel giro di pochi secondi, quelli necessari per estrarre la bandierina dal contenitore. Almeno il colore della bandierina che aveva pescato le piaceva, come le aveva giustamente fatto notare la donna, da brava Grifondoro aveva pescato proprio il colore della propria casa.*

    ”Chissà cosa c’entrano i colori con il tema della serata…”

    *Si chiese tra sé la ragazza mentre stringeva nella mano la bandierina, pochi istanti dopo la sua domanda inespressa ricevette risposta. La professoressa Casterwill le spiegò infatti che il colore rosso era associato al continente americano e lei rimase affascinata dalla cura della donna per l’organizzazione della serata.*

    Grazie, non vedo l’ora di assaggiare i suoi piatti professoressa.

    *Disse rivolgendosi un’ultima volta alla donna, il sorriso che tendeva le labbra era un chiaro segno della sincerità delle sue parole. Aveva sentito parlare bene della cucina del ristorante ed era molto curiosa di poterlo verificare di persona. Da buona curiosa qual era inoltre non vedeva l’ora di assaggiare cibi provenienti da vari paesi del mondo.
    Prima di accomodarsi al proprio tavolo si diresse verso il gruppetto di compagni di scuola che si stava formando all’ingresso, voleva salutare tutti. Salutò in generale tutti i presenti prima di chiedere a Clarissa, una Serpeverde che conosceva da tempo, come stesse. Solo dopo aver concluso la frase si rese conto che con alcuni dei presenti non si era nemmeno mai presentata, nel gruppo c’erano infatti un ragazzo e una ragazza con i quali non aveva mai parlato, Luke e Varyare, a quanto aveva capito quelli erano i loro nomi.*

    Io sono Eirwen Quinn, piacere di conoscervi.

    *Disse con un sorriso, ascoltando le frasi che gli altri si scambiavano. Le mani erano affondate nelle tasche nascoste del vestito, rendersi conto che tutti i ragazzi presenti avevano già confidenza e che lei era praticamente l’unica esclusa peggiorava il suo già evidente disagio. Si era ripromessa molte volte, all’inizio degli anni scolastici, di cambiare quella situazione, ma ogni volta finiva sempre nello stesso modo. Un sospiro sconfortato sollevò le sue spalle, proprio mentre un volto noto attirava la sua attenzione. Non poteva dire di conoscere bene la bionda Grifondoro, ma avevano condiviso la camera nel dormitorio femminile ed era felice di incontrarla.*

    Ciao Emily, anch’io sono contenta di vederti.

    *Nel frattempo non poteva far altro che cercare tra le bandierine strette tra le mani degli altri avventori quella gemella alla sua. Il cuore batteva veloce nel suo petto, nessuno dei presenti aveva ancora pescato una bandierina rossa e iniziava a temere di finire al tavolo con qualche adulto che non conosceva. Finalmente però, quando ormai iniziava a perdere le speranze, un’altra bandierina vermiglia venne pescata e in fondo le era andato meglio di quanto avrebbe mai potuto immaginare.*

    Ciao Damian, a quanto pare siamo allo stesso tavolo. Devo essere sincera, sono contenta di condividere la cena con te, iniziavo a temere di finire con qualche adulto sconosciuto.

    *Disse, rivolgendo un sorriso amichevole al concasato, dopo aver atteso in disparte che terminasse di parlare con i suoi amici. Non poteva di certo definirlo un amico, ma almeno avevano avuto altre occasioni per parlarsi e sapeva per certo che era una persona piacevole e simpatica.*

    Io inizio ad avviarmi verso il nostro tavolo, a quanto pare è il più distante.

    *Aggiunse poi, aveva intuito che lui e la Serpeverde volessero scambiare qualche parola prima di separarsi e decise di lasciar loro un po’ di privacy.
    Si era accomodata giusta in tempo, ad ogni commensale era stato assegnato un tavolo e Jane stava per dare il via alla serata. La voce della donna sovrastò per qualche minuto la piacevole musica, che il grammofono continuava a diffondere, i presenti vennero ringraziati e, a sorpresa, venne spiegata la serata. Non si trattava infatti di una semplice cena a tema, i clienti si sarebbero anche potuti divertire con un gioco a premi.*

    Sembra divertente, speriamo di riuscire a vincere! Anche se devo ammettere che non saprei con chi venire qui a cena di nuovo.

    *Disse al compagno di tavolo con un sorriso a metà tra il divertito e l’imbarazzato. Le piaceva molto mangiare e avrebbe fatto del suo meglio per indovinare da quale paese provenissero i piatti che sarebbero stati serviti. Mentre osservava la professoressa Casterwill parlare una figura, alle spalle della donna, attirò la sua attenzione. Raven era appena arrivata, con qualche minuto di ritardo, era felice di vederla e sperava che alla ragazza toccasse accomodarsi al tavolo rosso. Non appena però la donna ebbe finito di parlare, rispondendo anche alla domanda di Ronald, che voleva sapere se era possibile fare domande, Eirwen si rese conto che l’amica Corvonero non era lì come ospite. Perplessa, si ripromise di chiedere alla ragazza se avesse iniziato a lavorare lì e quando fosse accaduto.
    Intanto che la professoressa Casterwill si dirigeva verso la cucina, la quattordicenne prese in mano il menù delle bevande, già presente sul tavolo. Come anticipato dalla proprietaria anche le bevande avevano dei nomi particolari, con un sorriso divertito lesse tutto il menù.*

    Che nomi originali per delle bevande, appena si presenta l’occasione mi piacerebbe chiedere un bicchiere di Remon Spritzer.
    Vuoi guardare?


    *Aveva appena allungato il menù in direzione del compagno quando un secondo menù apparve sul tavolo, si trattava di quello degli antipasti. In quei pochi minuti la sua curiosità era salita alle stelle, l’ansia per l’evento sociale in cui si trovava era stata sostituita dalla fame e dal divertimento per il gioco. Assaggiare cibi che non conosceva e cercare di indovinarne la provenienza rendeva quella serata più piacevole di quanto sembrava inizialmente. Posò il menù degli antipasti sul tavolo solo quando vide i primi piatti essere serviti.
    Al centro del tavolo vennero disposti due piatti e un cestino contenenti delle invitanti e profumate frittelle, mentre davanti a ciascuno dei commensali venne sistemato un piatto contenente una tartare di pesce. I profumi che giungevano al suo naso parlavano di posti esotici, lontani e affascinanti, era impossibile impedire alla mente di viaggiare. Solo la voce della diciottenne mise fine alle fantasie della giovane.*

    Wow, le voci su questo posto non mentivano, i piatti sembravano davvero buoni. Tu eri mai stato qui?

    *Afferrando una delle posate alla sua sinistra, la più piccola adatta agli antipasti, iniziò a servirsi le frittelle di verdure. Ne prese una per tipo, per iniziare, e le assaporò con calma cercando di capire se nella preparazione fossero state usate spezie particolari. Il sapore delicato dei ceci invase il suo palato, era ammirata dalla realizzazione di quel fritto, fatto nel modo sbagliato il gusto dell’olio rischiava di coprire quello della verdura, ma non era quello il caso. Dopo averle assaggiate tutte non sapeva scegliere la sua preferita, quella al pomodoro risultava la più saporita, ma la salsa che accompagnava la frittella di zucchine era assolutamente deliziosa.*

    Le frittelle sono buonissime, mai assaggiate di così buone, ma devo dire che la loro provenienza mi sta mettendo in difficoltà.

    *Per un istante mentre assaporava il cibo si era dimenticata del gioco, ma il suo spirito competitivo era tornato a bussare. Era un aspetto della sua personalità che solitamente riusciva a tenere ben nascosto, ma quando una cosa la appassionava, e la cucina era senza dubbio una cosa che le piaceva molto, non sopportava di non fare bella figura dando la risposta giusta.
    Nel frattempo da uno dei tavoli si levò una voce, che la ragazza riconobbe, si trattava di Robin, un altro Grifondoro. Ascoltò attentamente la risposta del ragazzo, continuando a riempirsi la bocca con quelle deliziose frittelle, e un sorrisino piegò l’angolo destro della bocca. La fretta non era mai una buona consigliera quando si trattava di dare una risposta e ancora meno lo era il cercare di attirare l’attenzione a tutti i costi. Spesso, anche a scuola, le capitava di essere quella che alzava la mano per dare la risposta ad una domanda e le piaceva che le risposte fossero corrette ed esaustive, ma più che voglia di attirare l’attenzione si trattava di amore per il sapere. Il padre le aveva insegnato l’importanza della conoscenza, ma le aveva soprattutto insegnato che era giusto condividere con gli altri quanto appreso, per questo raramente teneva per sé ciò che pensava di conoscere.
    Accantonata la risposta, a suo avviso sbagliata, del concasato, la sua mente iniziò a lavorare freneticamente. Aveva solo assaggiato l’antipasto chiamato Thokelle e aveva l’assoluta certezza che la sua origine non fosse oceanica.*

    Secondo me la risposta di Robin è errata, almeno per quanto riguarda le frittelle. Una di esse è fatta con i ceci, un legume che ha origine nei paesi che si sono sviluppati attorno al Mediterraneo.
    Ricordo che in Medio Oriente un piatto tipico sono delle polpette di ceci, che se non ricordo male vengono chiamate Falafel.


    *Disse ad alta voce, condividendo con il compagno i ragionamenti, che la sua mente aveva iniziato a elaborare. Non era certa che quello che stava pensando fosse giusto, ma si sentiva piuttosto sicura di ciò che diceva, tanto da restringere i possibili paesi a quelli che mediorientali o a quelli affacciati sul Mar Mediterraneo. Il problema ora diventava scegliere quale fosse più plausibile.*

    Non so se ti sembra sensato ciò che sto dicendo e se può essere un giusto ragionamento, ma il problema in ogni caso arriva qui. Se restringiamo il campo ai paesi mediorientali o comunque vicino al Mediterraneo ne rimango comunque molti e non so più come scegliere.

    *Disse mentre la mano destra si sollevava per portare alla bocca un’altra frittella. Approfittando di un momento in cui Raven era nei paraggi, attirò la sua attenzione con un cenno della mano e con un sorriso le ordinò qualcosa di diverso da bere. Voleva assaggiare la tartare, ma per farlo doveva prima sciacquare la bocca dal gusto del fritto, altrimenti non avrebbe potuto gustarla nel modo giusto.*

    Ciao Raven, non sapevo che lavorassi qua al Casterwill’s Kitchen, dovrai raccontarmi. Potrei avere del Remon Spritzer? Tu Damian prendi qualcosa?

    *Solo dopo aver assaggiato la deliziosa bevanda, perfetta da sorseggiare tra una portata e l’altra, grazie alla presenza del limone e del pompelmo che con il loro sapore lavavano via il gusto del piatto precedente, si permise di affondare la posata nel piatto di pesce. Il tonno era ottimo, si scioglieva in bocca e le verdure scelte si sposavano perfettamente con esso. Ciò che però davvero rendeva unico il piatto era la marinatura, il lime e l’ingrediente segreto arricchivano il piatto della giusta freschezza.*

    Uhm...non so cosa sia l’ingrediente segreto, perchè non riesco a riconoscerlo bene mescolato con il lime, ma questo piatto è ottimo.
    Appena ho letto gli ingredienti ho pensato ad un piatto sudamericano, ma ora inizio a cambiare idea. Il lime viene effettivamente usato molto in Messico e in Brasile, ma la combinazione con l’altro ingrediente, che mi sembra dare un tocco di dolcezza, mi sa di qualche paese ancora più esotico.


    *Non aveva viaggiato molto nella sua vita, conosceva bene l’Europa dove suo padre aveva viaggiato spesso per partecipare a convegni, ma al di fuori del continente europeo non aveva avuto occasione di vedere altro. Quella mescolanza di sapori però la portava a immaginare una spiaggia bianca, l’oceano blu e il verde delle palme, mentre lei se ne stava sdraiata a godersi il sole tropicale. La Polinesia effettivamente poteva essere il giusto paese di origine di quel piatto, pensava mentre terminava la sua portata. Ora non le restava che decidere con quale altro paese tentare di vincere il premio.
    Con sguardo assorto iniziò ad osservare le frittelle rimaste al centro del tavolo e, come spesso accade con le idee migliori, un’intuizione le balenò nella mente cancellando i dubbi.*

    Ho trovato!

    *Disse a voce non troppo alta, sorridendo al compagno di tavolo. Afferrò la bandierina rossa con la quale prenotarsi per dare la risposta e la sollevò in aria, attirando l’attenzione della proprietaria.*

    Grazie. Secondo me la tartare di tonno, Ponesienne, è un piatto tipico della Polinesia. Invece le frittelle di verdure, Thokelle, sono originarie della Grecia.

    *Disse riportando la bandierina sul tavolo. Immaginava che la professoressa Castewill avrebbe dato a tutti la possibilità di rispondere prima di rivelare la soluzione corretta, quindi riportò l’attenzione sul suo compagno.*

    Non so se è corretto, ma guardando il piatto ho avuto un’intuizione. Lo yogurt viene molto usato nella cucina greca. Nella salsa di accompagnamento delle frittelle alle zucchine c’è sicuramente dello yogurt e così ho pensato che visto anche che la Grecia è un paese mediterraneo in cui i ceci sono sicuro diffusi poteva essere quello il paese di origine del piatto.

    *Tutto il tavolo avrebbe vinto il premio della serata, quindi le sembrava giusto rendere Damian partecipe dei propri ragionamenti.*

    @Clarissa_Greythorne, @Luke_Deaggle, @Vera_Grace, @Freya_Hansen, @Kevin_Mitchell, @Charlotte_Mills, @Eirwen_Quinn, @Emily_Banks, @Varyare_King, @Damian_Saps, @Ronald_Canard, @Robin_Peach, @Raven_Lovely, @Alice_Mcdougal, @Jane_Casterwill,


  • Luke_Deaggle

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 1
    Galeoni: 17
        Luke_Deaggle
    Grifondoro
       
       

    *Luke imitando quello che aveva fatto la ragazza prima di lui si avvicinò per estrarre una bandierina dal sacchetto; il suo stato d'animo era a metà tra il curioso e l'impaurito, pur non dandolo troppo a vedere agli altri si sentiva leggermente intimorito dalla ragazza che distribuiva le bandiere e dal fatto che si trovava in un posto dove conosceva pochissimi ragazzi e la maggior parte delle persone erano sconosciute. Immerso nei suoi pensieri e un po' distratto fece quell'operazione per essere poi ridestato dalle parole della padrona del locale.*

    Per lei invece la bandierina blu, quella dell’Europa. Anche lei se vuole può accomodarsi al tavolo corrispondente!


    *Luke guardò la bandierina che aveva tra le mani e che gli avrebbe indicato il posto dove doveva sedersi, tavolo situato ad una delle estremità vicino al bancone, non lontano dal tavolo giallo e dal tavolo nero.*

    Oh grazie signora, ora vado.


    *rispose educatamente sorridendo alla padrona del locale per poi mettersi di lato, aspettando gli altri. Luke era davvero curioso di sapere con chi si sarebbe seduto, temeva infatti di essere seduto con tutti sconosciuti che magari si conoscevano già tra di loro e lo avrebbero tagliato fuori dalle loro conversazioni... o peggio ancora con soli adulti a cui non sapeva cosa dire... o magari con qualcuno che lo avrebbe considerato troppo piccolo anche solo per rivolgergli la parola... Cercò di allontanare questi pensieri e salutò gli altri arrivati al locale, alcuni visi noti e altri no.

    Nell'attesa scoprì parlando con Vera Grace, una Corvonero del quinto anno che aveva conosciuto pochi giorni prima che la padrona non era una semplice ragazza, ma addirittura la professoressa di difesa contro le arti oscure. Luke guardò incredulo la ragazza che teneva il sacchetto delle bandierina, così giovane non era affatto la classica professoressa che si era immaginato. Nel suo immaginario i professori di Hogwarts erano signori di una certa età, sempre molto seri e con aria autoritaria, la professoressa Casterwill invece, pur avendo l'aria di una persona che sapeva come farsi rispettare, era una ragazza che non doveva essere maggiorenne da molto, giovanissima, che sembrava in grado di ridere e scherzare con altre ragazze, come stava facendo in quel momento con la sindaca, insomma totalmente lontana dalle immagini impolverate che si era fatto dei professori della Scuola di Magia e Stregoneria che avrebbe iniziato di lì a un mese. Luke quindi sottovoce rispose a Vera*


    Incredibile, lei è la prof di difesa contro le arti oscure! Non l'avrei mai detto, i professori me li immaginavo tutti diversi...


    *ammise mentre lasciava Vera avanzare per prendere la sua bandiera.
    I timori di Luke fortunatamente furono allontanati poco dopo appena la professoressa Casterwill osservò i colori della bandiera di Vera*


    A quanto pare abbiamo una prima coppia a un tavolo. Anche per lei la bandiera blu dell'Europa, quindi sarà insieme al signor Deaggle. Il vostro tavolo è qui vicino!

    *Luke sorrise e fece l'occhiolino a Vera, se non altro al suo tavolo almeno conosceva qualcuno e non avrebbe passato la sera in silenzio. Non passò molto tempo che anche un tassorosso fu assegnato allo stesso tavolo, si chiamava Kevin e dall'aspetto doveva avere qualche anno più di Luke.*

    Luke siamo allo stesso tavolo! Ciao, io sono Vera, quinto anno a Corvonero e a quanto pare tua compagna di posto! Che dite, andiamo a sederci?

    *Disse Vera avvicinandosi verso di lui, indicando il tavolo dove avrebbero dovuto sedersi.*


    Certamente, andiamo ad accomodarci intanto! Così aspettiamo tranquilli se la professoressa ha altro da dirci sulla serata.


    *e così i tre si diressero al tavolo, Luke in segno di cavalleria spostò la sedia perché la ragazza si sedesse*


    Ecco Vera, accomodati pure


    *le disse cordialmente, poi si voltò verso il ragazzo con cui ancora non si era presentato.*


    Comunque ciao, io mi chiamo Luke Deaggle, tu come ti chiami? Devi avere qualche anno più di me quindi sei già ad Hogwarts giusto?


    *disse sorridente al ragazzo mentre Luke prendeva posto al tavolo sedendosi nella sedia che dava sul resto della sala avendo quindi ben in vista il tavolo nero e leggermente di lato il tavolo giallo. Luke si sedette, versò da bere un po' d'acqua a lui e ai compagni e attese le parole della padrona di casa che poco dopo illustrò che quella sera non era una banale cena ma si trattava di un vero e proprio gioco, i tavoli infatti avrebbero dovuto indovinare la provenienza delle pietanze che sarebbero state servite quella sera. Luke non era un vero e proprio appassionato di cibi tipici stranieri ma conosceva qualcosa dalla scuola primaria sulla provenienza dei vari ingredienti quindi forse in qualcosa sarebbe potuto essere d'aiuto ai due compagni di tavolo. La giovane ragazza osservandola meglio aveva infatti un po' i modi da professoressa, Luke lo notò osservando come si guardava sempre attorno cercando di capire se tutti erano attenti alle sue parole, nel modo in cui diede la parola a Ronald per la domanda e nel modo didattico con cui spiegò gli antipasti della serata, la professoressa ogni tanto gettava le occhiate in qua e in là anche se notò che dei sorrisi complici partivano talvolta in direzione del tavolo verde dietro al tavolo dell'Asia, quello dove sedevano la preside e la sindaca, c'era qualcosa di strano e particolare però in quegli sguardi... Dopo aver aiutato a servire gli antipasti e aver aggiunto la spiegazione sui due antipasti della serata un'ultima frase chiuse la spiegazione augurando a tutti una buona cena*

    Per qualsiasi cosa siamo qui. Non mi resta che augurarvi una buona cena!

    Furono le ultime parole della professoressa, parole che diedero il "via alle danze", Luke incoraggiò quindi i due seduti con lui:*


    Forza ragazzi, dobbiamo mettercela tutti, magari possiamo anche vincere!


    *disse ottimista mentre consultava appunto il menù con le pietanze e iniziava a servirsi.

    Dopo aver assaggiato la Ponesienne cercò di capire cosa fosse l'ingrediente misterioso, Luke doveva ammettere che in quel posto si mangiava molto bene, il piatto infatti era straordinariamente delizioso, il pesce crudo infatti si mangiava molto bene e non aveva nessun odore acre ben armonizzato con il succo di limone, le verdure e l'ingrediente misterioso. Luke si sforzò per capire cosa fosse, il piatto era talmente ben fatto che nessun ingrediente spiccava sugli altri, gli sembrò però di sentire una nota di lime. Dopo essersi un po' consultato con i suoi compagni però sicuro sventolò la sua bandiera!*

    Professoressa, professoressa, credo di aver capito, se non ho sentito male in questa tartare è presente anche il lime e comunque questo piatto è originario di una delle isole della Polinesia quindi la nostra risposta è: Tahiti. Credo di averlo mangiato una volta questo piatto però non questo nome affascinante ma con il più banale nome di "poisson cru"!

    *disse quindi Luke alla professoressa sperando di aver indovinato. Passò quindi a gustare il secondo piatto, il tris di frittelle di verdure, anche queste erano davvero buone, Luke non mangiò quelle ai ceci perché non amava quel legume ma apprezzò moltissimo quelle al pomodoro e quelle alle zucchine; i ceci tuttavia gli diedero l'ispirazione per la provenienza delle Frittelle quindi di nuovo sventolò la sua bandierina soddisfatto*

    Credo di aver capito anche l'origine della Thokelle, il paese di origine è la Grecia!

    *disse infine attendendo la risposta della professoressa.*




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  • Damian_Saps

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 86
        Damian_Saps
    Grifondoro
       
       

    *Damian si trovava davanti al bancone dove la professoressa Casterwill, nonché proprietaria del locale, gli fece pescare una bandierina colorata per decidere dove si sarebbe seduto.*

    Buonasera, grazie fa sempre piacere sapere che il locale viene apprezzato. A quanto sembra la bandiera è in tema con il suo abito: rosso, quindi America. E’ al tavolo con la signorina Quinn, buona serata!

    *Gli disse una volta estratta una bandierina dal sacchetto.*

    Grazie mille.

    *Rispose gentilmente, per poi dirigersi verso un gruppo formato da alcuni dei suoi amici. Tra quei suoi amici c'era anche Varyare, la sua ragazza, che non mancò di salutare e chiederle come stava.*

    Sera, è un piacere incontrarti qui. Comunque sì, tutto a posto, tu?

    *Gli rispose.*

    Sì, tutto a posto, soprattutto adesso che ci sei anche tu.

    *Le disse, quando poco dopo Eirwen, la concasata più grande di lui con cui avrebbe condiviso la cena, lo salutò.*

    Ciao Damian, a quanto pare siamo allo stesso tavolo. Devo essere sincera, sono contenta di condividere la cena con te, iniziavo a temere di finire con qualche adulto sconosciuto.

    *Disse salutandolo. Anche lui all'inizio aveva paura di finire con qualche sconosciuto, ma sentendo che era al tavolo in compagnia di Eirwen gli faceva piacere. Era stata la persona che l'aveva aiutato a introdurlo nel mondo magico che, anche se con un po' di fatica all'inizio, adesso preferiva a quello babbano.*

    Ciao Eirwen, non preoccuparti, anch'io all'inizio avevo paura di finire in un tavolo dove non conoscevo nessuno.

    *Le rispose sorridendole a sua volta. Poi aggiunse che si sarebbe diretta al tavolo a loro destinato, che da dove si trovavano ora era anche il più lontano. Guardando più attentamente la disposizione dei tavoli e i loro colori, si accorse che gli ricordava qualcosa, ma non ricordava quel qualcosa.*

    Ti raggiungo subito.

    *Rispose, per poi finire di parlare con gli amici.
    Quando infine andò a sedersi al tavolo rosso dove lo aspettava Eirwen, la professoressa Casterwill spiegò come si sarebbe svolta la serata.*

    Grazia a tutti per essere qui in questa serata speciale. Cinque anni possono sembrare pochi ma sinceramente per me sono tantissimi e sono felice che abbiate scelto di venire qui questa sera per festeggiare questo traguardo. Come avrete intuito da questo strano modo per assegnare i posti non sarà una semplice cena. Ogni tavolo corrisponde a un continente: Africa, Oceania, Asia, Europa e America. Ma oltre a questo rappresenta la vostra squadra. Durante la serata potrete assaggiare dei piatti particolari, tipici di molti paesi diversi, tuttavia non saprete di quali, anche i nomi sul menù sono inventati per non darvi indizi e chi conosce questo ristorante sa che i nomi strani dei piatti sono una nostra firma. Tornando a noi, nel corso della serata io vi darò una breve spiegazione delle portate che vi verranno servite e voi dovrete cercare di indovinare da quale paese provengono. Ovviamente, visto che siete divisi in squadre, dovrete collaborare e quando sarete pronti per dare la risposta vi basterà alzare la bandierina del vostro tavolo. A fine serata chi avrà indovinato più paesi vincerà un buono per una cena gratis, per due, qui nel mio ristorante.
    Avete qualche domande prima di iniziare?

    *Nel frattempo che ascoltava, notò sul tavolo un menù, che però indicava solo alcune bevande e dopo averlo fatto guardare alla concasata lo prese lui. Come l'ultima volta che ci era stato, anche ora i nomi erano sempre strani e originali.*

    Io invece vorrei provare il viscow mule.

    *Rispose ad Eirwen che prima di passargli il menù disse che avrebbe preso un Remon Spritzer. Appena finito commentò che la serata si prospettava divertente e sicuramente avrebbero provato a vincere, anche se non sapeva poi con chi venire.*

    Potresti venire con qualche tua amica, o magari con un ragazzo che ti piace.

    *Poco dopo i suoi consigli, vennero portati due cesti contenenti delle frittelle e un piatto a persona con una tartare di pesce.*

    Wow, le voci su questo posto non mentivano, i piatti sembravano davvero buoni. Tu eri mai stato qui?

    *Gli disse la concasata Grifondoro.*

    Non sembrano solo buoni, lo sono davvero. La professoressa Casterwill è un portento in cucina. E sì, ci sono stato poco tempo fa per la prima volta con la mia ragazza.

    *Rispose alla domanda di Eirwen.
    Poi iniziato ad assaggiare i piatti scambiandosi commenti positivi quando Robin cercò d'indovinare l'origine delle tartare, proponendo la polinesia.
    In effeti pensandoci bene, nel nome c'era qualche indizio, ma rimaneva ancora da indovinare da dove provenivano le frittelle. Passò altro tempo ed Eirwen riuscì a restringere il campo ai paesi del mediterraneo. Lui conosceva la cucina italiana, ma non aveva mai assaggiato niente di simile, ma il campo di scelta era ancora troppo ampio.
    Nel frattempo la giovane concasata chiamò l'attenzione di una ragazza che scoprì chiamarsi Raven.*

    Ciao Raven, non sapevo che lavorassi qua al Casterwill’s Kitchen, dovrai raccontarmi. Potrei avere del Remon Spritzer? Tu Damian prendi qualcosa?

    *Gli chiese.*

    Sì, un viscow mule grazie.

    *Rispose prima che la ragazza si allontanasse.
    Ritornando così a discutere su quale potrebbe essere l'origine delle frittelle, alla compagna di tavolo venne un colpo di genio.*

    Non so se è corretto, ma guardando il piatto ho avuto un’intuizione. Lo yogurt viene molto usato nella cucina greca. Nella salsa di accompagnamento delle frittelle alle zucchine c’è sicuramente dello yogurt e così ho pensato che visto anche che la Grecia è un paese mediterraneo in cui i ceci sono sicuro diffusi poteva essere quello il paese di origine del piatto.

    *Gli disse dopo aver provato a indovinare dicendolo alla professoressa Casterwill.*

    Come posso notare, sei sempre tra i migliori a trovare la risposta a qualsiasi quesito ti si presenti.
    Adesso dobbiamo sperare solo che il tuo intuito non abbia fatto cilecca.

    *Disse complimentandosi per esserci arrivata prima degli altri, sperando davvero che la maga avesse azzeccato.*

    @Jane_Casterwill, @Clarissa_Greythorne, @Luke_Deaggle, @Vera_Grace, @Freya_Hansen, @Kevin_Mitchell, @Charlotte_Mills, @Eirwen_Quinn, @Emily_Banks, @Varyare_King, @Ronald_Canard, @Robin_Peach, @Raven_Lovely, @Alice_Mcdougal,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *post in stesura*


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