• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       


    *Il tempo quel venerdì non era dei migliori, per quasi tutto il giorno la pioggia aveva continuato a scendere senza sosta su Hogwarts e il villaggio di Hogsmeade, costringendo molte persone a ripararsi all’interno di case o negozi. Ma c’era anche qualcuno a cui quella situazione non dispiaceva affatto. Da un locale situato a Gremlin Walk, non molto distante dal mercato, nonostante il rumore della pioggia che si infrangeva sui vetri delle finestre, si poteva sentire della musica. Sulla porta era ancora affisso il cartello “Chiuso” ma come sempre la proprietaria del locale era già all’opera.
    Quella mattina Jane si era risvegliata nel suo ufficio al secondo piano del castello, con fogli sparsi e qualche segno di inchiostro sulla guancia. Le succedeva spesso di trascorrere lì la notte, dopo una sera passata tra compiti e altre cose alla fine il sonno prendeva il sopravvento, soprattutto se non dormiva da giorni. Stranamente però quel giorno, tralasciando il mal di schiena, la sua calligrafia impressa sulla guancia destra e le poche ore di riposo, si era svegliata piuttosto bene. Il resto della giornata era trascorso senza problemi o impegni particolari e dopo l’unica lezione che doveva tenere quel venerdì si era subito diretta verso Hogsmeade. La diciottenne amava particolarmente il fine settimane, non vedeva l'ora di uscire dal castello e chiudersi in uno dei suoi posti preferiti: il suo ristorante. Aveva creato il Casterwill’s Kitchen anni prima, appena quindicenne, insieme a sua sorella gemella che non vedeva ormai da molto tempo. Ricordava ancora la festa per inaugurare il ristorante che si era tenuta la stesso giorno del loro quindicesimo compleanno. Jane non aveva mai amato quel giorno, preferiva non festeggiarlo e rimanere sola cercando di non pensare ai spiacevoli ricordi che portava con sé, ma quell’8 Agosto era stato diverso da tutti gli altri. Grazie a Effie e i loro amici che avevano partecipato alla festa per una volta la Grifondoro era rimasta lontana dai suoi pensieri cupi. Da allora molte cose erano cambiate nella sua vita e anche il ristorante aveva visto qualche modifica, tuttavia per Jane rimaneva sempre un rifugio sicuro in cui chiudersi, lontana da occhi indiscreti. Le piaceva ancora rimanere ore e ore in cucina, inventando qualcosa di nuovo o modificando vecchie ricette, spesso ritrovandosi coperta di farina o altro, quello non era cambiato affatto. Nonostante l’assenza di Effie che metteva tutto a soqquadro la diciottenne era in grado di sbucare dalla cucina con i capelli bianchi o cioccolato ovunque, come era successo mesi prima durante il censimento annuale. Però per sua fortuna, da quando era insegnante, nessuno dei suoi studenti l’aveva vista in quello stato e preferiva mantenere la propria reputazione intatta, se non considerava i vari pettegolezzi che erano girati sul suo conto nell’ultimo mese. Eppure, pur sapendo che avrebbe potuto fare una figuraccia, aveva deciso di appendere sulla bacheca del villaggio un volantino.*



    *L’idea di avere degli studenti nel suo locale non le piaceva inizialmente, per questo, al contrario di altri negozianti del villaggio, Jane era stata indecisa fino all’ultimo. Ma allo stesso tempo le dispiaceva non avere qualcuno che potesse aiutarla o tenere aperto il ristorante quando lei non c’era. Da quando la sorella era sparita non era stata in grado di affidare a qualche sconosciuto il ristorante, quindi tutto il suo tempo libero lo passava lì, con rarissime eccezioni. Quella sera, dopo mesi, si era finalmente decisa a tenere il primo colloquio, nella speranza di trovare qualcuno all’altezza e di cui potersi fidare.
    Come tutti i venerdì si era recata ore prime dell'apertura serale al Casterwill’s Kitchen per iniziare a sistemare e preparare quello che poteva, ma prima di mettersi all’opera aveva inviato un gufo a una giovane studentessa che si era dimostrata interessata all’annuncio.*

    Portala a Raven Lovely

    Signorina Lovely,

    Se è ancora interessata al tirocinio presso il Casterwill’s Kitchen l’aspetto questa sera al locale prima dell’orario di apertura, per poter parlare con calma. La porta d’ingresso sarà aperta.

    Jane Casterwill


    *Dopo aver osservato il gufo che volava via si era subito messa all’opera e le ore erano trascorse piuttosto velocemente.
    All’interno del ristorante, come sempre quando c’era solo la proprietaria, la musica a un volume piuttosto elevato sovrastava il rumore della pioggia che continuava a scendere senza sosta. Jane si trovava ovviamente in cucina, con la sua divisa nera e i capelli accuratamente raccolti. Con le ultime modifiche al locale, il bancone del bar all’ingresso, il suo ufficio al piano superiore e qualche ritocco alla cucina, aveva deciso di mettere da parte il vecchio grembiule con il simbolo del ristorante per adottare un abbigliamento un po’ più professionale, ma quella fenice presente sulla facciata risaltava anche sul nero di questi. Nonostante la divisa la Casterwill non aveva cambiato il suo modo di cucinare e anche con le mani sporche di farina e immerse nell’impasto per le sue lasagne alla Godric cantava e ballava. I pensieri che aveva per la testa da settimane quando entrava in cucina sembravano sparire per qualche ora, lasciando la diciottenne spensierata che si muoveva a ritmo di musica tra i fornelli e accompagnava con la propria voce profonda quella dei cantanti che si susseguivano. In quel momento, quando mancavano una ventina di minuti alle 17, stava finendo di stendere la pasta per le lasagne mentre nel ristorante risuonava la melodia di una chitarra.*



    Oh, we're dancin' in my living room
    And up come my fists
    And I say I'm only playing, but
    The truth is this
    That I've never seen a mouth that I would kill to kiss
    And I'm terrified, but I can't resist


    @Raven_Lovely,


  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 636
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    [DORMITORIO CORVONERO – STANZA VIRGINIA WOOLF, ore 16:00]


    *Era una giornata alquanto piovosa e metà del pomeriggio se n’era già andato, lasciando così giusto qualche ora prima del calar della sera. Quel Venerdì Raven se ne stava appollaiata sul davanzale della finestra, leggendo attentamente un volume di filosofia babbana. Già da qualche tempo si stava sempre di più appassionando alle discipline non magiche, in particolare quelle definite “umanistiche”. Si era sempre posta domande articolate e complesse sulla vita quotidiana, ma mai aveva pensato di poter trovare risposte. Sfogliava delicatamente le sottili pagine cucite, mentre la sua mente apprendeva informazioni ad una velocità estrema. Le lettere stampate formavano miriadi di parole, che a loro volta si univano in frasi di senso compiuto, sino a trasmettere completamente l’idea che si ha in testa al lettore. La studentessa iniziò pian piano però a distrarsi, iniziando a vagare con la fantasia. Casualmente ripensò ad una giornata alquanto particolare: la mattina del trenta Novembre. Aveva infatti notato un volantino alquanto interessante sulla bacheca di Hogsmeade. La professoressa Casterwill, seppur solare e spiritosa, era una persona alquanto riservata, in particolare riguardo al suo ristorante. La sorprese quindi sapere che cercava un tirocinante proprio per il locale di sua gestione. La Corvonero si presentò al luogo in questione, senza però trovare alcuno. Da quel giorno non ebbe più notizie della donna, se non per le lezioni e un articolo di gossip sulla gazzetta del profeta di cui aveva ignorato il contenuto.*

    “Chissà se sa almeno della mia visita.”

    *Pensò la quindicenne, rendendosi conto solo allora che avrebbe potuto avvisare prima che passassero così tanti mesi. Come a farlo di proposito, un gufo si affacciò alla finestra proprio in quel momento. Raven vedendolo aprì con estrema rapidità l’anta di legno, facendosi consegnare fra le mani una lettera da Jane Casterwill.*

    Citazione:
    Signorina Lovely,

    Se è ancora interessata al tirocinio presso il Casterwill’s Kitchen l’aspetto questa sera al locale prima dell’orario di apertura, per poter parlare con calma. La porta d’ingresso sarà aperta.

    Jane Casterwill


    “Che coincidenze...sarà meglio che mi prepari.”

    *Disse nella sua testa, per poi dirigersi verso l’armadio. Nonostante fosse Maggio e l’estate fosse alle porte, la pioggia e il vento portavano freddo, lasciando poca scelta alla ragazza: si sarebbe dovuta coprire più di quanto avrebbe voluto. Infatti con quel tempo un vestitino tra i suoi preferiti le avrebbe procurato febbre e raffreddore per almeno due settimane, oltre ad una bella sgridata da parte dell’infermiera scolastica. Optò per una t-shirt bianca felpata e dei pantaloni blu morbidi di cotone, con una borsa nera contenente alcuni dei suoi effetti personali.*



    *Uscì dal dormitorio “armata” di giacchetta a fiori (nel caso avesse ancora freddo) e ombrello, sorridente come al solito.*

    [CASTERWILL’S KITCHEN, ore 16:40]


    *Dopo una rilassante e umida passeggiata tra le vie della città, finalmente raggiunse Gremlin Walk, dove si trovava l’unico ristorante di Hogsmeade, lo stesso per il quale stava andando a fare un colloquio di lavoro. Si accostò alla porta, chiuse l’ombrellino riponendolo nella borsa e si affacciò al locale, trovando la porta aperta come indicatole nella lettera. L’ambiente era rustico ed accogliente come sempre, nonostante fossero state evidentemente apportate delle modifiche all’arredamento. Fece qualche passo avanti, trovandosi così nel bel mezzo della sala. Guardandosi intorno non vide nessuno, cosa che la preoccupò leggermente.*

    “Eppure tra poco arriverà l’orario di apertura...CHE STUPIDA! Probabilmente è in cucina!”

    *Pensò maledicendosi per la sua costante ansia inutile. Era sempre stata una ragazza ansiosa, soprattutto in momenti come quelli. Dirigendosi verso porta di legno sentì la melodia di una canzone, sovrastata dal canto distratto di qualcuno all’interno della stanza. Le venne spontaneo sorridere, pensando che la professoressa avesse una bella voce. Si riprese, avvicinandosi sempre di più fino a una distanza tale da permetterle di bussare.*

    Professoressa? Sono Raven, ho ricevuto la sua lettera.

    *Disse alzando un po’ la voce per permettere alla donna di sentirla.*


    @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *post in stesura*

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *Quando si trovava sola nel locale le veniva spontaneo ripensare a come tutto era iniziato. Nonostante gli anni trascorsi Jane ricordava i pomeriggi in cucina con la gemella. Passavano ore nella loro casa a Londra, dove ormai abitavano solo i genitori, davanti ai fornelli, per inventare nuove ricette o combinare qualche disastro. All'inizio per le due sembrava una vera impresa riuscire a cuocere correttamente qualche patata. Oppure dosare le spezie per rendere commestibili i piatti. Più di una volta l'eccessivo dosaggio di paprika aveva reso le pietanze fin troppo piccanti e le loro labbra insensibili. Poi, con il tempo, avevano trovato il loro equilibrio e da una frase detta per ridere era nato l'unico ristorante del villaggio. Avevano passato giorni interi a studiare ogni dettaglio, in particolar modo gli stravaganti nomi dei piatti. Dopo la sparizione della sorella la ex Grifondoro aveva pensato più volte di cambiare il menù e apportare qualche modifica al locale, ma si era convinta a cambiare qualcosa solo in seguito al diploma. Forse avrebbe trovato il coraggio di mettere finalmente mano anche alle due pagine di pietanze, magari attingendo alle tante ricette che aveva testato nelle lunghe giornate passata in cucina. Negli anni, tra idee rubate agli elfi dai sostanziosi pasti al castello e quelle trovate qua e là, aveva riempito parecchi quaderni. Una volta poteva contare sul parere imparziale di due clienti più che graditi, la preside Mills e suo figlio, ma con il tempo anche le loro visite erano diminuite. Ma nonostante tutto quel posto rimaneva sempre il suo rifugio segreto, quello in cui nascondersi, immergendo le mani negli ingredienti, quando voleva rimanere sola. Jane aveva visto molte persone entrare e uscire dalla porta d’ingresso, alcune non le aveva più viste, altre fortunatamente erano ancora parte della sua vita. Tra quelle mura aveva assistito a una dichiarazione d’amore e in seguito al matrimonio di una coppia che credeva essere un esempio, invece anche loro alla fine erano arrivati al capolinea. Si era ritrovata a piangere e ridere, oppure a imbarazzarsi così tanto da far diventare i propri capelli rosa. Ne aveva passate così tante che l’idea di far entrare qualcuno nel suo mondo, come stavano facendo molti altri negoziante del villaggio in quei mesi, era stata inizialmente esclusa senza pensarci molto. Ma alla fine, dopo parecchio tempo a pensarci, anche lei si era arresa, con le proprie condizioni. Nel volantino infatti aveva accuratamente specificato che prima di scegliere avrebbe messo alla prova i candidati, non voleva portare nel ristorante qualcuno che avrebbe potuto metterlo a soqquadro. Era certa che peggio di Effie, che aveva quasi dato fuoco al locale, non ci fosse nessuno, tuttavia preferiva non rischiare. Per sua fortuna però la prima richiesta era arrivata da una giovane Corvonero che le sembrava abbastanza affidabile. Tuttavia la sua regola principale valeva ancora: nessuno, oltre a lei e che ne prendeva il posto quando non c’era, poteva entrare in cucina. Tralasciando il sindaco che non perdeva occasione per farla innervosire.
    Aveva ormai steso tutto l’impasto quando, attutita dalla musica che le teneva compagnia, sentì una voce chiamarla. Velocemente si pulì le mani sullo straccio che teneva sempre a portata di mano, per poi dirigersi verso la porta che separava il suo regno dalla sala principale del locale.*



    Buonasera! Grazie per essere venuta nonostante il poco preavviso signorina Lovely. Sediamoci al bancone del bar così possiamo parlare tranquillamente. Posso offrirle qualcosa da bere?

    *Con un gesto della mano indicò alla giovane strega gli sgabelli disposti davanti al bancone nuovo, lo stesso che aveva inaugurato l’estate prima con gli altri adulti e colleghi. Camminando verso di essi Jane lanciò una veloce occhiata all’orologio, rendendosi conto che il tempo a loro disposizione non era molto ma avrebbe potuto almeno porre qualche domanda a Raven. Nell’annuncio si era premurata di specificare chiaramente che prima del periodo di prova avrebbe tenuto un breve “colloquio” con le persone che si sarebbero candidate. La loro permanenza nel ristorante dipendeva da poche domande e solo in seguito dal lavoro svolto.
    La diciottenne si accomodò su uno degli sgabelli, rivolgendo per un attimo lo sguardo alla parete piena di foto, anche quella era stata un’idea della gemella, infatti uno scatto di loro due insieme si trovava al centro, circondata dalle altre. Quella parete, dietro al bancone del bar, era stata dedicata ai momenti speciali e i ricordi più belli trascorsi tra quelle mura ma era da parecchio tempo che la proprietaria non aggiungeva nuove immagini.*

    Mi dispiace averla fatta aspettare così tanto, purtroppo ho avuto qualche imprevisto, ma mi fa piacere vedere che è ancora interessata. Come saprà dal volantino prima di vederla al lavoro vorrei porgerle qualche domanda, non è una interrogazione e fuori da Hogwarts non sono così terribile come dicono!

    *Con un sorriso a incresparle le labbra si voltò per guardare la quindicenne. Ormai sapeva bene di essere temuta dagli studenti, specialmente quando si trattava di voti, ma trovava la cosa parecchio divertente.*

    Vista l’ora inizio subito con le prime domande. Ha qualche esperienza in questo ambito? Anche l’aver imparato a cucinare grazie a un qualche parente va bene, neanche io sono una cuoca professionista! Poi quella che mi interessa di più: perché vuole diventare una tirocinante nel mio locale?

    @Raven_Lovely,


  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 636
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    *Si sentiva nervosa. Molto nervosa. Cosa le avrebbe chiesto la professoressa Casterwill? Doveva possedere particolari abilità? Per il sentimento d’ansia aveva preso a giocherellare con le sue mani, un cattivo segno senza dubbio. Non possedeva chissà quali straordinarie doti culinarie. Certo, aveva fatto un tirocinio ai Tre Manici di Scopa, ma era durato solo tre mesi e non aveva imparato chissà quali ricette complesse e difficili. Da piccola spesso si era ritrovata ad aiutare sua madre a preparare dei piatti, dolci o salati che fossero, oltre all’aver avuto l’occasione di osservare i famosi elfi domestici di Hogwarts in azione, ma non si era mai davvero cimentata di suo in modo che non fosse scherzoso. Sarebbe stata questa la sua occasione? O ciò sarebbe stato visto come una penalità agli occhi della giovane donna? Nel frattempo aveva abbassato inconsciamente lo sguardo, fissando a tratti il pavimento e a tratti le sue dita in movimento costante. Non aveva la più pallida idea di cosa aspettarsi.*

    “Dai Raven, è solo un colloquio.”

    *Pensò, mentre tentava di farsi coraggio internamente. Prese un bel respiro, concentrandosi finalmente sul momento e calmandosi definitivamente. Non aveva alcun che da temere, era pronta. Il capo della Corvonero si alzò di scatto ad un rumore improvviso davanti a lei che la colse di sopresa. La porta si aprì di scatto, lasciando posto ad una versione della donna che Raven non aveva mai visto. I capelli legati si mostravano leggermente scompigliati e il grembiule era imbrattato di farina, facendo chiedere mentalmente alla ragazza cosa diavolo stesse preparando per sporcarsi così tanto. Dopo averla accolta con un sorriso in volto, che ovviamente la ormai sedicenne ricambiò, le indicò un bancone da bar, davanti al quale erano disposti degli sgabelli, invitandola ad accomodarsi e chiedendole se avesse gradito una bevanda.*

    Sono a posto così, grazie infinite.

    *Rispose cordialmente, con il suo solito sorriso gentile. Mentre si dirigeva alla zona mostratale a passi decisi si stupì della propria stessa stupidità, chiedendosi ancora una volta come facesse a farsi mangiare costantemente dall’ansia e dal nervosismo. Si accomodò su una sedia, sistemandosi con cura e assumendo una postura corretta. Per un attimo le sembrò che la professoressa stesse guardando qualcosa alle sue spalle, ma la sensazione svanì subito. La donna iniziò a parlare, facendo per un attimo ridacchiare la più piccola. Ancora una volta i fatti smentivano il suo nervosismo, era anche una persona simpatica quella che aveva davanti! Essendo lei una professoressa non le aveva mai parlato se non riguardo la sua materia e non aveva idea di che carattere celasse la sua reputazione da insegnante severa. In effetti quella diceria era più condivisa dai primini, Raven personalmente nel corso di ben cinque anni in quella scuola l’aveva raramente vista arrabbiata, pensava avesse solo un profondo rispetto delle regole.*

    Vista l’ora inizio subito con le prime domande. Ha qualche esperienza in questo ambito? Anche l’aver imparato a cucinare grazie a un qualche parente va bene, neanche io sono una cuoca professionista! Poi quella che mi interessa di più: perché vuole diventare una tirocinante nel mio locale?

    *Appena menzionò l’orario si rese conto per la prima volta in quella giornata del fatto che da lì a poco il locale avrebbe dovuto aprire. Se n’era ovviamente già resa conto, ma non aveva collegato la cosa al colloquio. Si rilassò un po’ alle sue parole, nessuna abilità culinaria da professionisti era richiesta. Formulò brevemente una risposta nella sua testa, per poi esporla.*

    Sì, ho un’esperienza di tre mesi come barista ai Tre Manici di Scopa. Lì ho imparato a preparare alcuni piatti basilari, la burrobirra e alcuni drink. Non so se io sia in grado di preparare cose più complesse, ma posso certamente imparare!

    *Esclamò sorridente. Alla seconda domanda non aveva idea di come rispondere; non ci aveva mai pensato prima di allora. Aveva visto il volantino, le piaceva l’idea e qualcosa dentro le aveva detto di proporsi. Prese tutto quel poco di coraggio che aveva dentro e diede una risposta spontanea, proveniente direttamente dai meandri più reconditi della sua mente.*

    Vorrei diventare una tirocinante qui per sostanzialmente tre motivi. Il primo è che amo l’ambiente confortevole di un ristorante, quell’atmosfera che sa un po’ di casa anche se non troppo, e certamente non avrei problemi a passare qui svariate ore; il secondo è che mi sembra estremamente interessante come occupazione e sono pronta ad impegnarmi in qualsiasi cosa dovrò fare; il terzo è che sono abbastanza brava a relazionarmi con le persone e ho molta pazienza, quindi non avrei problemi con i clienti, anche quelli più scontrosi. So che non è molto, ma spero basti.

    *Disse, sperando che fosse andata bene. Non aveva davvero mai fatto un colloquio prima di quel giorno, non sapeva esattamente come funzionasse. Le avrebbe comunicato subito l’esito? O avrebbe dovuto aspettare qualche giorno? Settimane? Ancora una volta non ne aveva idea, l’unica cosa di cui era certa era che aveva fatto del suo meglio per dare una buona impressione, il resto era nelle mani della donna seduta dinnanzi a lei.*


    @Jane_Casterwill,




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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *post in stesura*

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *La reputazione di Jane tra le mura di Hogwarts era quella di un'insegnante severa, che raramente, anzi quasi mai, dava voti alti per i compiti e che teneva al rispetto delle regole. Tutti aspetti di lei che erano reali, tuttavia chi la conosceva sapeva bene che dietro a quella figura si trovava molto altro. Ad esempio una ragazza di diciotto anni timida che arrossiva per i complimenti, oppure quella giovane che quando era sola in casa o nel ristorante girava cantando e ballando, spesso con una scopa tra le mani da utilizzare come microfono. Per non parlare poi di tutto quello che aveva combinato da studentessa. Negli anni, prima di diventare Prefetto, aveva perso il conto delle punizioni che aveva ricevuto. Però ricordava molto bene la prima. Era a una semplice festa tra amici a Hogsmeade, qualcosa ideato per passare una serata diversa in compagnia, peccato che la piccola Grifondoro dai capelli rosso fuoco era finita a gridare dietro e a dare dell’impicciona all’allora sindaco del villaggio, che stava origliando la conversazione tra lei e Sylvia. Ovviamente entrambe erano finite in punizione, a pulire la Guferia senza poter usare la magia, ma da lì era nata l’amicizia tra la Grifondoro e la Tassorosso, quindi non le era dispiaciuto aver parlato così alla attuale preside di Hogwarts. Comunque sperava con tutto il cuore che Charlotte quel piccolo scontro non lo ricordasse. Forse il fatto che fosse sempre stata una persona piuttosto riservata era una fortuna per Jane, vista la poca differenza di età con i suoi studenti. Molti di loro, infatti, prima erano stati suoi compagni, ma siccome non aveva mai legato con la maggior parte nessuno sapeva quanto la loro professoressa fosse diversa da quello che credevano. Doveva solo sperare di non essere colta durante uno dei suoi “spettacoli” da Raven nel periodo del suo tirocinio.
    In seguito alle sue domande alla diciottenne sembrò di vedere la ragazza un po’ più rilassata, forse si aspettava qualcosa di ben più difficile come colloquio. A Jane non interessavano particolarmente come avrebbe risposto, voleva solo essere certa di non far entrare nel suo locale qualcuno a cui non importava minimamente quel lavoro o che avrebbe combinato solo disastri. Anche lei, come aveva detto poco prima, non era una professionista ma in quello che faceva ci metteva tutta se stessa, soprattutto quando cucinava e ogni occasione era buona per imparare cose nuove e migliorare. Da quando aveva aperto il locale con la sorella gemella i libri di cucina non mancavano mai nella sua casa, si era anche fatta dare dei consigli e qualche lezione da entrambe le madri, specialmente da quella adottiva. Era stata proprio quest’ultima a insegnarle a cucinare.
    Dopo aver pensato per qualche secondo Raven prese la parola, pronta a rispondere. Jane, sentendo le sue parole, lasciò andare un sospiro di sollievo, rilassando visibilmente le spalle e allargando le labbra in un sorriso.*

    Questo è un vero sollievo! Mi fa piacere sapere che sa già servire i clienti e che ci sono poche probabilità che mi ritrovi il locale sottosopra.

    *La diciottenne non poteva essere più sincera di così. Quando aveva sentito che gli altri commercianti del villaggio si erano messi alla ricerca di tirocinanti il suo primo pensiero era stato un qualche studente in giro per il suo ristorante, poi piatti e bicchieri rotti. Gli incidenti ovviamente potevano capitare a chiunque, lei compresa, ma nella sua testa più che qualche piccolo inconveniente erano tutti episodi ripetuti in continuazione. I quali terminavano in qualche modo con lei infuriata che cercava di salvare il locale da un incendio. Forse era stata fin troppo melodrammatica ma negli anni passati lì dentro, specialmente all’inizio con Effie, ne aveva viste di cose. Probabilmente la Corvonero che aveva davanti le avrebbe fatto cambiare idea.
    Per la seconda domanda a Jane sembrò di vedere per un attimo un po’ di indecisione sul volto della ragazza, forse stava scegliendo se essere sincera con lei oppure no. In ogni caso attese pazientemente, senza aggiungere altro, avrebbe parlato alla fine.
    Dopo aver ascoltato anche l’ultima risposta Jane annuì lievemente, per poi prendersi qualche secondo per pensare. Non poteva dire di conoscere Raven, ma da quel che sapeva su di lei e da quello che aveva potuto vedere le sembrava una ragazza affidabile. La giovane si prese ancora un po’ di tempo, con lo sguardo fisso in un punto indefinito della stanza, primi di schiudere le labbra tornando a focalizzarsi sulla più piccola.*

    Voglio che sappia che per il momento non potrà entrare in cucina, se non per prendere i piatti da servire. Sono piuttosto...diciamo protettiva nei confronti di questo ristorante e preferisco metterla al servizio ai tavoli prima di tutto, quindi non sono richieste particolari abilità culinarie. Però il fatto che abbia già avuto esperienza ai Tre Manici è una buona cosa.

    *Il discorso di Jane si interruppe per un attimo, il tempo di un altro respiro profondo. Da quando Effie era sparita aveva fatto entrare nel loro ristorante solo qualche collaboratore occasionale, le sembrava strano quello che stava per dire.*

    Questo per dire che ha superato il colloquio, congratulazioni!
    Ormai è tardi quindi per questa sera abbia finito, potrà iniziare il periodo di prova quando vorrà. La prossima volta che ci vedremo le spiegherò un po’ come funziona il locale, gli orari e cose così, se è d'accordo.


    *Concluse con un sorriso, prima di rivolgere velocemente lo sguardo all’orologio. Non mancava ancora molto all’orario di apertura, doveva sbrigarsi ad ultimare le ultime cose prima dell’arrivo dei primi clienti. Per questo motivo si alzò poco dopo dallo sgabello su cui si era accomodata per parlare con Raven, tornando nuovamente a guardarla.*

    Mi dispiace ma ora devo proprio lasciarla, il dovere chiama. Io sono qui praticamente tutti i giorni, sopratutto il fine settimana, quindi l’aspetto. Buona serata signorina Lovely!

    *Aspettò la risposta della giovane, prima di voltarsi e incamminarsi nuovamente verso quelle due porte che dividevano la sala principale dal cuore del locale. Le stesse che si chiusero nuovamente alle sue spalle, lasciando che Jane si immergeva nuovamente in quei piatti che ormai conosceva a memoria ma di cui non si stufava mai. Forse un giorno, visto i cambiamenti che stavano avvenendo nel Casterwill’s Kitchen, si sarebbe inventata qualcosa di nuovo per allietare i palati dei suoi clienti.*

    @Raven_Lovely,