Hogsmeade
Hogsmeade


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Il weekend era arrivato, il primo da quando maghi e streghe britannici, di età compresa tra gli undici e i diciotto anni, avevano iniziato un nuovo anno scolastico alla Scuola di Hogwarts. Come se non bastasse questo a spingere gli studenti ad evadere dalle mura del Castello per qualche ora, un sole splendente illuminava quell’angolo di Scozia ed esercitava un forte richiamo sugli adolescenti già stressati dallo studio dopo solo pochi giorni.
    Eirwen Quinn, una Grifondoro quattordicenne, non faceva eccezione. Si era sforzata di restare concentrata sui libri, ma la voglia di uscire a godersi una passeggiata aveva avuto la meglio sulla necessità di restare al passo con gli argomenti da studiare. Sapeva bene che anche quella sera sarebbe rimasta fino a tardi nella Sala Comune, dormire poco aveva anche i suoi vantaggi.
    Come spesso accadeva quando si concedeva una passeggiata questa era però finita nel posto migliore dove trovare compagnia. C’era solo un locale dove eri sicura di trovare sempre, a quasi qualsiasi ora del weekend, uno studente con cui scambiare qualche parola: il Tre Manici di Scopa. Anche quel giorno le sue aspettative non erano state deluse e la compagnia si preannunciava ottima. Con nessuno dei tre ragazzi già accomodati al tavolo aveva molta confidenza, ma in fondo con quasi nessuno poteva dire di averne. L’unica cosa che contava per lei era essere sicura che fossero una compagnia piacevole e di questo non dubitava.*

    Ciao Helen, è un piacere vedere anche te.

    *L’ultima persona presente al tavolo, oltre a Esperanza che quel giorno però era presente in veste di barista, era una sua coetanea di Serpeverde con cui non aveva mai parlato. La conosceva di vista e sapeva il suo nome, ma oltre a quello sulla mora coetanea non avrebbe saputo dire nulla.*

    Mi farebbe piacere unirmi a voi, ma forse Helen ha ragione ed è meglio spostarci. Grazie per la premura però Artemis.

    *Rivolse un sorriso caloroso e genuino all’undicenne che si era premurato di procurarle una sedia, pur rendendosi sicuramente conto che quel tavolo sarebbe stato troppo piccolo per tutti loro.*

    Anche per me un succo di zucca, grazie Esperanza.

    *Il sorriso che le aveva sollevato gli angoli della bocca era già sparito, quel giorno proprio non riusciva ad essere rilassata e spontanea. Anche il consueto sorriso, che normalmente era solito illuminarle il volto, faceva capolino solo per pochi istanti prima di lasciare il posto ad un’espressione… Era difficile da definire, non vi era traccia di tristezza o malinconia nè di ansia o apprensione. Forse era proprio quello il problema, sui giovani lineamenti non erano evidenti emozioni, cosa insolita per lei che era sempre così facile da leggere. Sembrava invece che quel giorno andasse avanti semplicemente per inerzia, che si trascinasse avanti senza riuscire a dare un senso a quella giornata.
    Con calma aiutò Helen a spostare le cose sul nuovo tavolo, non sapeva se sarebbe riuscita ad essere molto di compagnia, quasi sicuramente avrebbe dovuto sforzarsi per riuscirsi, ma sentiva che era ciò di cui aveva bisogno. Prese posto ad una delle quattro sedie, accavallando le gambe fasciate dal jeans, prima di prendere nuovamente la parola.*

    Artemis, non voglio essere invadente, ma non ho potuto fare a meno di notare la tua ricordella.

    *L’indice della mano destra si protese davanti a lei, indicando la sfera di vetro trasparente che aveva attirato la sua attenzione. Era difficile infatti non notare il fumo rosso che si trovava al suo interno. Non aveva mai posseduto una ricordella, ma sapeva bene come funzionavano e sembrava proprio che il ragazzo si fosse scordato qualcosa.*

    Mi sa che ti sei dimenticato qualcosa, vero? E scommetto che non sai cos’è.

    *Un leggero sollevarsi dell’angolo destra della bocca tradì il leggero divertimento che provava. Quell’ultima affermazione era il motivo per cui non aveva mai voluto possedere una ricordella. Difficilmente dimenticava le cose, aveva l’abitudine di segnarsi qualsiasi cosa le passasse per la mente su un taccuino, ma in caso fosse accaduto non avrebbe sopportato di trascorrere il suo tempo con il tarlo nella mente di aver dimenticato qualcosa, senza sapere cosa.*

    @Varyare_King, @Esperanza_Fuentes, @Artemis_Pengwing, @Helen_White,



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