Hogwarts - 3° Piano
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  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Quando Amelia si fece la coda Ronald vide il volto della rossa che oltre aver gli occhi gonfi e che era pieno di lentiggini. Lui pensò:*

    ”è proprio carina anche con le lentiggini”

    Anche se per lui, lei era comunque bella fosse fatta perché oltre alla bellezza esteriore Ronald l’amava per quella interiore.

    Lei disse che non era allergia alle piume ma a quella del polline, e dopo solamente in quel momento e probabilmente insieme che videro dei fiori accanto al suo letto. Quindi disse:*

    Ok, tesoro. Vado a metterteli distanti. Vado a farti una tisana disintossicante. Prova a riposarti un po’. Si sa che il riposo fa sempre bene, quando si è ammalata. Io torno subito.

    *Ronald andò nella saletta di prima ci stette per un paio d’ore, perché si sa che per preparare le pozioni ci vuole tempo e per trovare gli ingredienti e gli utensili vari. Li trovò tutti ma facendo cosi aveva perso una mezz'oretta riempì una vecchia teiera per fare bollire l’acqua e visto che sembrava che non lo facesse, cominciò a sminuzzare qualche foglia di ortica, quindi la infilò quella polverina in una carta per infusioni, e vedendo che l'acqua non bolliva ancora. In quel momento Ronald pensò:*

    Dovrei chiedere all’infermeria o alla preside di potere usare l’elettricità o almeno un bollitore babbano, oltre alla teiera cosi l’acqua dovrebbe bollire più in fretta.

    Ogni tanto si affacciava alla porta per vedere se Amelia avesse avuto bisogno d’aiuto. Ronald siccome che non parve nessun cenno da parte della rossa continuò con la sua preparazione di ortica. Quando ritornò alla teiera che finalmente stava bollendo mise in infusione la sua cartina con l’ortica. Quindi dopo aver aspettato cinque minuti d'infusione tolse il pacchettino sgocciolando per bene e successivamente grattugiò dello zenzero.

    Sperando che le due cose funzionassero poi comunque la medicina più forte era l’effetto placebo, cioè è lo stesso cervello dell’essere umano che se convinto di una cosa quella li farà bene. Quindi quando l’assaggiò gli sembrò buona e gliela portò ad Amelia. Nello stesso momento in cui la vedeva inghiottire la bevanda gli sembrò anche che oltre agli occhi che si sgonfiassero e riprendere il colore naturale della pelle gli parve di vedere pure che le lentiggini sparissero. Sorridente stava pensando a: *


    “ Visto che lei ha avuto sempre i capelli sciolti forse voleva distrarre dal suo volto pieno di lentiggini, presumo che non le piacciano. Perché so che ad alcune ragazze piace avere il volto pulito senza imperfezioni. Le avrò fatto un favore”

    *Ignorando che cosa ne pensasse Amelia delle sue lentiggini gli appellò uno specchio che questo arrivò subito e le mostrò il riflesso della rossa senza lentiggini. In attesa di una reazione positiva o almeno lo sperava. *


    @Amelia_Smith,




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  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia provò subito sollievo quando il ragazzo le allontanò i fiori.*


    Ok, tesoro. Vado a metterteli distanti. Vado a farti una tisana disintossicante. Prova a riposarti un po’. Si sa che il riposo fa sempre bene, quando si è ammalata. Io torno subito.


    Grazie ancora. Sei il migliore.

    *Rispose la giovane, sincera; le era sempre piaciuto l'aspetto delicato e bellissimo dei fiori, ma non aveva mai potuto prenderne da vicino... mentre Amelia pensava questo, Ronald andò via. La ragazza si accorse che di tanto in tanto, lui si affacciava alla porta probabilmente per controllare se lei stesse bene; gli sorrideva ogni volta che la guardava, per fargli capire che era tutto a posto. Aspettò tanto, almeno due ore.*

    Alla faccia del "torno subito"... pace, sta facendo qualcosa per me. Dai... calma, Amelia! Sei più agitata tu di una bevanda gassata.

    *Pensò, cercando di tranquillizzarsi: ormai non stava più così male, ed era tipico di lei gasarsi appena possibile; era sempre stato così. Quando era malata, stava a letto giusto il tempo di riprendersi, poi andava subito a scatenarsi; era un comportamento molto imprudente, anche sua madre continuava a ripeterglielo, ma lei era di indole fatta così: agitata, volenterosa di darsi da fare, spericolata... tutto l'opposto di una persona tranquilla, insomma; d'altronde, con tre fratelli maschi maggiori, agitati anche più di lei, non si poteva certo pretendere una bambina calma.
    Il tempo passava... finalmente, il Corvo tornò, portandole quella che sembrava una pozione.*

    Cavoli... sto bevendo più oggi che nel resto della mia vita.

    *Pensò, sorridendo scherzosa. Ad ogni modo bevve l'intruglio, e cominciò a sentirsi subito meglio. Il bruciore era passato, e gli occhi le sembrarono sgonfiarsi... poi, lui le appellò uno specchio.*

    Uffi... lo so già che sono orripilante, non c'è bisogno che me lo faccia vedere.

    *Si disse, ironica, e sorrise ancora; comunque si guardò allo specchio e vide qualcosa di diverso... anche se non capì subito cosa... poi spalancò gli occhi: aveva visto cosa le mancava!*

    Ma le mie lentiggini... che fine hanno fatto???

    *Pensò, allarmata: lei aveva sempre amato le sue lentiggini, ne andava fiera, così come del colore dei suoi capelli: nessuno in famiglia li aveva, erano tutti bruni i suoi parenti, e neppure quei puntini li aveva ereditati. E per lei erano sempre stati motivo di enorme vanto, li adorava, ne andava pazza! E ora erano spariti... non era certo brutta in quello stato, anzi qualcuno avrebbe anche potuto tranquillamente reputarla ancora più carina, ma lei non si piaceva: Amelia Smith non era più Amelia Smith senza lentiggini. Forse qualcuno avrebbe potuto pensare che ci stava dando fin troppo peso, ma per lei erano infinitamente importanti, quei puntini. La rendevano unica.
    Si guardò le mani, tremante: anche lì, come quasi dappertutto, era ricpoerta di puntini rossi. E si spaventò ancora di più quando si accorse che neppure lì c'erano. Ma ben presto la sua paura si trasformò in una spontanea ira; divenne tutta rossa dalla rabbia, e fulminò il suo fidanzato con lo sguardo.*

    MA CHE HAI COMBINATO?!?

    *Urlò, incavolata: le lentiggini non poteva certo averle perse dal nulla, e l'unica cosa che poteva aver causato quell'indesideratissimo effetto era senza ombra di dubbio la pozione che le aveva dato.*

    Ma l'hai fatto apposta?

    *Era la prima volta che si era arrabbiata così tanto con il ragazzo. In caso affermativo, la sua furia sarebbe aumentata ancora di più: aveva fatto una cosa simile senza prima chiedere il suo parere! Però forse la cosa era stata accidentale, e in quel caso gli avrebbe solo intimato di stare infinitamente più attento la volta successiva.*

    SPERO PER TE CHE TU SAPPIA RIMEDIARE! Oppure GIURO che non la passi liscia.

    *Quella era la classica sfuriata di primo grado, da lei a lui... aveva combinato un bel disastro, e ci sarebbe voluto taaaanto tempo prima che lei lo avesse perdonato del tutto...*
    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald si spaventò quando Amelia senza lentiggini divenne rossa ma era di un tono diverso rispetto al suo solito poiché non era d’imbarazzo ma di rabbia. Ronald cercò di scusarsi, dicendo:*

    Scusa cara, pensavo che alle ragazze piace avere la pelle senza imperfezioni. Quindi pensavo che ti facesse piacere ciò.

    *E pensò:*

    ”Ronald devi ricordati che Amelia non è come le altre ragazze”

    Ronald appellò un libro. In una pagine c'era scritto che il Solem avrebbe dovuto fare ricomparire le lentiggini. Quindi Ronald siccome Amelia in quella versione gli faceva più paura, di quella con lentiggini. Disse:*

    Amelia e se ci fosse qualche altro paziente sveglio, vi consiglio di chiudere gli occhi,

    *E quando si fu assicurato che anche gli altri pazienti, perché potevano essercene. Lui si stava occupandosi solamente di Amelia, lui e chiudendo gli occhi contemporaneamente facendo 2 giri completi in senso orario disse:*

    Lumos Solem

    *Alcuni secondi dopo pur non vedendo nulla, sentì un cambiamento proveniente dalla bacchetta, lasciando quella sensazione per qualche minuto, esclamò:*

    NOX

    *Quando senti che quella sensazione proveniente dal suo catalizzatore spariva. Ronald riaprii gli occhi e dopo che la vista fu tornata e assieme a ciò anche le lentiggini della paziente stavano tornando. Disse a tutti:*

    ora potete riaprire gli occhi.
    *Quindi Ronald pensò: *

    “Sono salvo, okay adesso so che ne pensa delle sue lentiggini. Ronald ricordati di segnare che il prossimo paziente devi chiedere se ci fosse qualche imperfezione che non gli piace.”

    @Amelia_Smith,



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