Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Derek_Bailey


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    [BIBLIOTECA]

    Ci vediamo In dormitorio.

    *Furono le ultime parole della giovane matricola, nei confronti di un suo compagno di casata; un cenno del capo, un sorriso sicuro e le mani infilate nelle tasche dei pantaloni scuri. Ormai era passato qualche mese dal suo ingresso nel mondo dei maghi e stava iniziando a farsi un'idea di questo mondo magico. Per quanto fosse difficile, aveva cercato di tenere per sé il fatto di essere nato in una famiglia babbana, sia per una questione personale, sia per evitare di fare una brutta figura davanti ad alcuni compagni che ovviamente erano purosangue. Ecco il motivo per il quale al termine di ogni giornata scolastica, terminati i compiti si dirigeva in biblioteca per qcculturarsi. Non poteva essere impreparato almeno sulle nozioni base, ma c'era ancora tanto da scoprire. Mentre si lasciava dietro di sé il corridoio, si inoltrata i vari scompartimenti della biblioteca, quelli almeno accessibili agli studenti. Si rintanava in quello più lontano dall'ingresso e con passo spedito, puntava alla grande vetrata. Gli occhi chiari erano fossilizzati su quel vetro pieno di goccioline.*

    Un bel temporale, eh? Perfetto.

    *Commentó lentamente, andando a sedersi sul bordo della vetrata, posizionando un libro sulle creature magiche dinnanzi a sé. Lo aprì senza indugio, adagiando la schiena al muro. La destra intanto si infiló nella tasca destra del mantello estraendone una mela rossa. Movimenti lenti, mentre gli occhi già si cibavano di parole e nozioni. Il frutto verrà portato alle labbra e un morso netto verrà eseguito con fare del tutto meccanico. È totalmente calmo e concentrato. Folletti interessante*

    E dire che alla tv li rappresentavano diversamente. Hanno sbagliato tutto.

    *una nota di ironia nel tono, mentre prosegue la lettura. *

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *L’orologio da polso con il quadrante bronzo segnava le quattro del pomeriggio e la ragazza gettò un’occhiata perplessa oltre la vetrata alla sua destra. Le torce che illuminavano l’imponente sala stipata di libri erano accese fin da quando aveva messo piede in quel luogo di cultura, ormai un’ora prima. Se non fosse stata perfettamente consapevole del lento scorrere del tempo avrebbe seriamente pensato che il suo orologio si fosse bloccato, il cielo scuro e cupo sembrava più adatto a delle ore ben più tarde, non a quelle di un pomeriggio che ancora non si era deciso a volgere al termine.
    Allungò la vista e i suoi occhi privi di imperfezioni le permisero di perdersi ad ammirare le gocce di pioggia che increspavano la superficie del Lago Nero. Solo il giorno precedente si era illusa che la tregua dal maltempo durasse almeno fino al weekend, quando finalmente avrebbe potuto concedersi una lenta e rigenerante passeggiata, ma così non era stato. Quella notte stessa, dopo che il sole aveva illuminato per l’intera giornata i colori intensi e caldi dei boschi che circondavano il Castello, l’ennesimo temporale si era abbattuto su quelle mura che chiamava casa. Un sospirò di sconforto le sollevò il petto e con grande sforzo riportò la propria attenzione sul foglio di pergamena che aveva davanti. Intinse ancora una volta la piuma nel calamaio e nel giro di pochi minuti mise finalmente un punto a quel tema. Poteva ritenersi soddisfatta del lavoro svolto.*

    ”Come il solito hai esagerato Quinn e sei stata troppo logorroica. Vogliamo parlare di quanto ci hai messo poi?”

    *La rimproverò la vocina che da alcune settimane le dava il tormento per qualunque piccolezza. Almeno in quell’ambito però era brava a metterla a tacere, la sua bravura nello studio era probabilmente l’unica cosa che non era cambiata in quei quasi tre mesi e su quel versante si sentiva piuttosto inattaccabile. Non che l’irritante vocina non avesse ragione, non era da lei rimandare a lungo un compito. Ovviamente non aveva saltato con la consegna, era perfettamente nei tempi, ma in un momento diverso avrebbe senza dubbio portato a termine quel compito massimo due giorni dopo la consegna. Anche quella volta ci aveva provato, ma la domenica precedente, quando si era rintanata in biblioteca proprio con quello scopo era stata distratta dalla presenza di un altro studente. Scosse la testa per allontanare quel pensiero, non voleva finire nuovamente lì con il pensiero, ma sapeva che non sarebbe riuscita a impedirlo almeno che non avesse trovato una distrazione.
    Si alzò di scatto dalla sedia, afferrò i libri che aveva usato per la ricerca per la professoressa Casterwill e a passo sicuro iniziò a riporli al loro posto. Il compito le portò via solo qualche secondo, troppo poco e lei aveva ancora alcune ore da far passare prima che arrivasse il momento di dedicarsi alla cena. Aveva ancora alcuni ripassi da portare a termine, ma doveva tenere qualcosa da fare anche per quella sera altrimenti si sarebbe ritrovata senza qualcosa a distrarla e la sera era il momento peggiore per starsene con le mani in mano. Per qualche istante pensò di approfondire qualche argomento di Trasfigurazione, ma ben presto si rese conto che c’era un’altra materia che in quelle ultime settimane aveva trascurato di approfondire: Pozioni.
    Si guardò intorno per qualche secondo, sapeva bene dove trovare qualche libro interessante da leggere. I suoi passi risuonarono sul pavimento, tra le alte librerie silenziose anche il più piccolo suono veniva amplificato e fu proprio così che i suoi piani iniziali cambiarono. Era arrivata ad altezza degli scaffali più distanti dall’ingresso, quelli dove stavano i volumi meno consultati, i più avanzati, quelli per chi come lei amava approfondire certi argomenti, quando un suono attirò la sua attenzione. Non si era resa conto che in quell’angolo isolato della biblioteca si fosse rintanato qualcuno.
    La prima cosa che notò furono i capelli biondi scompigliati, poi il suo sguardo si soffermò su tutto il resto: i colori che decoravano la divisa, quelli verde e argento della Casa di Serpeverde, e la mela rossa che lo studente teneva stretta tra le mani. Si posò delicatamente all’alta libreria, proprio accanto alla vetrata alla quale il ragazzo stava seduto.*

    Tu lo sai vero che nel regolamento scolastico c’è scritto che non possiamo portare cibo e bevande in biblioteca?

    *Il tono con cui pose quella domanda era neutro, ma il sopracciglio destro si sollevò a rappresentare la sua perplessità. Le spalle erano appoggiate al legno, le gambe stese davanti a lei e le braccia intrecciate davanti al petto, in una posa rilassata. Non era un Prefetto e non aveva intenzione di rimproverare il trasgressore, che a ben osservarlo sembrava al primo anno nella Scuola. Sarebbe tuttavia stato giusto ammettere che lasciarsi andare a quel comportamento non era affatto da lei, ma sembrava proprio che il bisogno di una distrazione l’avesse portata a pronunciare quelle parole.*

    @Derek_Bailey,


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    *Il tempo pareva essersi fermato. Esistevano solo lui, quel libro e quella succosa mela rossa. Studiare non era mai stata una sua priorità e di certo non lo era ora che apparteneva al mondo dei maghi; babbano o no, certe cose non cambiano. Forse era stato proprio per quello che il cappello parlante alla fine aveva optato per Serpeverde e non Corvonero: si stava impegnando a studiare ma per necessità. Aveva un chiaro piano in mente e degli obiettivi precisi, non spendeva ora a leggere e studiare per semplice diletto. Eccolo dunque sfogliare un grande libro di 500 pagine o più, contenete foto di svariate creature magiche, la loro descrizione e curiosità. Non tutte quelle creature li presenti erano argomento del primo anno, naturalmente ma un suo compagno qualche ora prima aveva citato un "asticello", possibile? Ah si, ne aveva visto uno una volta e così a bruciapelo gli aveva chiesto se avesse idea di quanto creino un legame in fretta con un mago o i loro simili. Beh, per Derek un asticello, così dal nome ricordava tanto un insetto... Uno di quelli che si trovano nei campi di grano o comunque nell'erba. Non poteva e non voleva ammettere che non aveva neanche lontane te idea di come fosse fatto. Ecco spiegato perché terminati i compiti stava immergendosi ora in quel libro con attenzione.*

    Ab...,ac...,ar...

    *Pronunciava ad alta voce mentre le dita pallide della destra facevano scivolare contro i polpastrelli una pagina alla volta. Creature in ordine alfabetico ovviamente... Ma lui aveva prima di tutto aperto a caso, capitando qualche minuto prima sui Folletti della Cornovaglia, rimanendo e divertito. *

    Sono buffi... Non hanno sembianze umane..

    *Sempre parlando a voce alta, continuava a fare un paragone tra la concezione di folletti babbana e quella reale. Il capo biondo ciondolava, mentre nuovamente tornó a portare la mela rossa alle labbra per prenderne un altro pezzo. Non appena i denti sfiorarono la buccia scura, si fermó di colpo, interrotto da una voce femminile. No, non la conosceva in teoria. Senza togliere la mela dalla bocca, volse il viso in direzione della ragazza che si era palesata lì davanti. Una radiografia, giusto per comprendere di che casata appartenesse, l'età e soprattutto se possedesse o meno la spilla da prefetto. Il regolamento? Certo che lo conosceva, ma ammettiamolo non è che lui sia mai stato votato al rispetto ligio delle regole. Sospiró, raddrizzando il Busto e di fronte all'altra morse la mela. Qualche secondo prima di passarsi la manica sinistra del mantello dinanzi alla bocca con rapido gesto. *

    Esistono molte regole a questo mondo, ma non tutte le condivido.

    *Semplice risposta. Lui possedeva degli ideali ma personali e in questo caso. *

    Il problema non è il cibo in biblioteca, quanto allo sporcare. Non sporco, non rovino il luogo, no?

    *Ed eccolo che prova a salvarsi in "corner". Gli occhi chiari tornano a posizionarsi per qualche istante sul volto della ragazza, facendo ciondolare di poco il capo. *

    Comunque... Tu sei?




    @Eirwen_Quinn

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Di lei si potevano senza dubbio dire molte cose, ma che fosse una ficcanaso non era tra queste. Curiosa si, ma ficcanaso no. Una cosa che si poteva però affermare con certezza era come rivolgere frecciatine, nel caso si ritrovasse testimone di comportamenti che non proprio apprezzava, le uscisse proprio spontaneo e spesso venato di un po’ di ironia.
    In quel momento era stato uno strano mix di irrequietezza e curiosità a spingerla a rivolgersi al ragazzino sconosciuto. Si certo, anche il fatto che stesse infrangendo una regola in biblioteca aveva contribuito a farle uscire quelle parole di bocca. Non che volesse rimproverare il ragazzo, non ne aveva il potere e in più lei stessa aveva infranto delle regole, sarebbe stato ipocrita avviare una discussione su quali regole potessero essere infrante e quali no. Un sorrisino le sollevò gli angoli delle labbra mentre ricordi di dieci mesi prima le attraversavano la mente: quell’incontro fortunato, le parole, l’unicorno e il finale di quella serata che l’aveva profondamente cambiata. Comunque in quel momento l’unica cosa che la preoccupava era che il libro che il ragazzino stava maneggiando rimanesse intonso, quello era davvero importante per lei che aveva trovato molte volte rifugio nelle pagine lì custodite. Gettò un’occhiata al voluminoso manuale per assicurarsi che tutto fosse come doveva essere, prima di tornare a prestare attenzione al biondo Serpeverde.
    Le sopracciglia castane della ragazza si sollevarono verso l’alto, l’espressione a metà tra il divertito e il perplesso. Non aveva mai visto quel volto prima d’ora ed era per questo piuttosto certa che si trattasse di una matricola, ma il modo di parlare di quel giovane non era certamente coerente con la sua età. A quel punto capì cosa l’aveva incuriosita al punto di avvicinarsi: il volto giovane contrastava nettamente con l'atteggiamento spavaldo e sicuro e questa cosa la incuriosiva.
    Una leggera risata le scappò dalle labbra quando vide il gesto di sfida del ragazzino, mordere la mela guardandola in faccia doveva ammettere che era un gesto davvero molto divertente oltre che fondamentalmente immaturo. Ma ben presto la risata venne sostituita da uno sguardo vagamente disgustato, pulirsi la bocca sulla manica della divisa era un gesto molto poco elegante; per non parlare del fatto che stava macchiando un indumento che per lei era diventato essenziale e che mai avrebbe pensato di trattare a quel modo.*

    Puoi anche smetterla di cercare la spilla da Prefetto, sono al quarto anno.

    *Prese nuovamente la parola così, dopo aver lasciato che l’altro la illuminasse con la sua logica. Sensata forse, ma non necessariamente condivisibile. Certamente però avventurarsi nella Foresta Proibita come aveva fatto lei non era un gesto molto più coscienzioso e doveva solo stare zitta. Una fitta di desiderio si fece sentire dentro di lei, ma la scacciò con un impercettibile movimento della testa.*

    Comunque vuoi un applauso per il teatrale gesto di mangiarmi la mela sotto il naso? Un po’ infantile che dici?

    *Era stato più forte di lei, non riusciva proprio a trattenere quelle frasi colorate di ironia quando l’occasione per pronunciarle le veniva servita su un piatto d’argento. Non molti giorni prima si era sentita definire “bacchettona” a causa di quell’abitudine, ma la persona che aveva pronunciato quelle parole non aveva proprio capito nulla di lei.*

    Eirwen Quinn, piacere di conoscerti e benvenuto a Hogwarts, anche se con alcuni mesi di ritardo.

    *A quel punto l’ironia era stata interamente sostituita dalla sua consueta voce gentile e amichevole. Niente più sorrisini sarcastici, semplicemente l’educazione necessaria al momento delle presentazioni con uno sconosciuto, sempre se questo se lo fosse meritato e in quel caso era così.*

    @Derek_Bailey,


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    *Un ragazzino, ecco cosa era a tutti gli effetti, peró era vero il suo modo di atteggiarsi stona a molto con quel suo visetto innocente. In molti glielo avevano fatto notare, lo avevano ripreso ma al giovane "neomago" non importava. Condivideva alcuni valori, tra cui la schiettezza. Preferiva chi le cose veniva a dirle in faccia senza filtri; era stanco delle maschere ed in più l'empatia non era mai stata il suo forte. Viveva le emozioni con maggior distacco o almeno questo era ciò che faceva credere agli altri. Mai una volta fu visto piangere e aveva tutta l'intenzione di non tradire mai questo suo record personale.
    Le regole erano qualcosa che poteva essere infranto, come ad esempio il mangiare in biblioteca.
    Lo sguardo dal Busto della ragazza si portó al suo volto, quando ebbe conferma anche dalle parole altrui che non correva rischi, non era un prefetto. A quella consolidata certezza, seguì un sorrisetto vagamente divertito. *

    vorresti esserlo? Un prefetto, intendo.

    *Domandó prima di scuotere leggermente il capo biondo a destra e a sinistra, tornando ad abbassare di poco lo sguardo verso il tomo che ancora era aperto, vicino a lui. La mela nel mentre continuava ad essere mangiata con lentezza. Se a stava proprio gustando e a quell'osservazione successiva della ragazza il sopracciglio destro si sollevó vistosamente fino a formare un perfetto archetto. Lentamente le iridi azzurrine vagarono per il foglio pieno di parole, meditando forse in che modo rispondere. Qualche istante prima che la mancina, reggente la mela si tese verso la ragazza e finalmente il volto scattó in sua direzione *

    Hai ragione... Che maleducato. Vuoi un morso?

    *Forse una nota di sarcasmo nel tono prima che abbassasse il capo e emanasse una risata. Risa che non durarono molto, solo qualche istante.
    Il braccio dopo un po', almeno che l'altra non avesse accettato la mela, si ritrasse. Scrutó ancora per poco il volto della giovane andando a ripetere il suo nome, quasi volesse memorizzarlo nella mente. *

    Eirwen... Piacere. Sono Derek.

    *Si presentó, senza peró citare il suo cognome, non era per lui prassi farlo e quindi glissó. Prese un profondo sospiro prima di tornare al libro e.. *

    Quanto ne sai sugli asticelli?

    @Eirwen_Quinn

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Fin da quando era apparsa accanto alla vetrata non si era mai mossa dalla posizione in cui si trovava, qualunque cosa facesse e dicesse l’altro era rimasta sempre mollemente appoggiata alla libreria con le braccia incrociate davanti al petto. Il libro, suo obiettivo iniziale che l’aveva condotta in quell’angolo della biblioteca, era stato presto dimenticato, sostituito dalla curiosità per quell’incontro. Non che ci fosse alcun problema in quello, in fondo il libro che era intenzionata a leggere era solo una distrazione come un’altra, solo forse più noiosa di quella che alla fine aveva trovato.
    Quando la domanda le arrivò alle orecchie, lasciò che a rispondere fosse solo il silenzio. Non si era mai posta quel quesito e forse la risposta stava esattamente lì. Dopotutto se una cosa le interessava rimaneva come un chiodo fisso nella sua testa e se ne liberava solo quando riusciva a venire a capo della questione o a ottenere una determinata cosa, ma in quel caso non era mai stato così. Aveva molti sogni nel cassetto, alcuni dei quali aveva deciso di tenere ben nascosti, ma tra questi sembrava proprio non esserci quello di diventare un Prefetto.*

    No, non direi. Altrimenti sentirei troppo la responsabilità di comportarmi sempre bene.

    *Rispose con un sorriso chiaramente divertito, sorriso che non lasciò le sue labbra nemmeno quando il ragazzino con palese sarcasmo le allungò la mela offrendola. Per un istante sentì l’istinto di afferrarla e farla sparire, forse era ancora troppo giovane per eseguire un incantesimo evanescente fatto come si deve, ma ce n’erano molti altri che avrebbe potuto usare.*

    Sai sei fortunato, la mia parte educata prevale su quella che avrebbe tanto voluto far sparire quella mela dalla tua mano.

    *Disse con tono sarcastico, quando la mano del ragazzo si ritrasse.
    In quei quattro anni a Hogwarts aveva perso il conto del numero di volte in cui i suoi compagni si erano ritrovati a ripetere il suo nome, nel tentativo di memorizzarlo. Ormai avrebbe dovuto essere abituata a quel comportamento e non trovarlo così divertente, ma non riusciva a fare a meno di divertirsi notandolo. Se non altro poteva essere piuttosto certa che nessun altro si sarebbe potuto chiamare come lei.
    Stava quasi per allontanarsi da quell’angolo, sicura che il discorso a quel punto sarebbe morto, quando il ragazzo la stupì ulteriormente. Lasciò scivolare la schiena lungo la libreria, finendo per sedersi a terra con le gambe distese davanti a lei. Sembrava che quella conversazione non sarebbe finita in tempi brevi ed era meglio che si mettesse comoda.*

    Se al quarto anno non sapessi almeno qualcosina sugli asticelli, sarebbe grave. Non trovi? Anche se devo ammettere che non amo molto Cura.

    *Rispose con sincerità, inclinando la testa leggermente verso destra, chiaro segno che la sua curiosità era stata stuzzicata.*

    @Derek_Bailey,


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    *Il viso giovane del serpeverde tornó lentamente a sollevarsi, ciondolando appena. Non si aveva mutato più di tanto la sua postura, da quando la conversazione era iniziata. Alle parole della ragazza, le estremità delle labbra si sollevarono vagamente divertite. E rimase a fissarla in silenzio per qualche secondo. *

    Mmm... Quindi sei una a cui vanno a genio le regole ma é disposta anche ad infrangere, dico bene?

    *Le labbra si schiusero appena e la lingua scoccó rumorosamente contro il palato,generando un sonoro scocco. Il Busto si raddrizzó per intero, andando a trovare appoggio sul limite della finestra. Prese le distanze dal libro che stava attirando la sua attenzione, sebbene al contrario la mela venne portata alle labbra e morsicchiata ancora. *

    È interessante, non l'avrei mai detto. Hai già infranto qualche regola?

    *Domandó a bruciapelo, tirando le somme in base alle parole altrui e poi provando giusto a provocarla,incuriosita dalla Grifa. Il palmo mancino andó ad adagiarsi al marmo su cui sedeva mentre la gamba mancina iniziava a muoversi avanti ed indietro a penzoloni. Sul dire successivo in merito alla mela sorrise nuovamente divertito, sicuro di sé, quasi spavaldo. *

    Falla sparire, coraggio. La faró ricomparire.

    *Disse tendendo la mela, o meglio, quello che ne rimaneva verso la ragazza. Avrebbe scoperto magari un nuovo incantesimo, chi lo sa. Era curioso di vedere la determinazione e le capacità della ragazza. Si tornava sempre lì, curiosità. Il discorso poi parve glissare. La ragazza stava dando i segnali di volere levare le tende. Tornó al libro quindi, udendo la risposta altrui. *

    Me ne parleresti? Per favore.

    *Non altro fu aggiunto, in quel momento semplicemente attese. *

    @Eirwen_Quinn

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Con un sopracciglio alzato osservò l’undicenne che stava riassumendo in modo molto preciso quale fosse esattamente il suo modo di vedere e vivere le regole. Prima di iniziare il suo percorso lì a Hogwarts avrebbe giurato di essere una persona perfetta per il ruolo di Prefetto, sempre ligia al dovere, rispettosa delle regole, di certo da lei non ci si aspettava niente di anche solo lontanamente imprevedibile. Nell'ultimo anno però si era dovuta ricredere e senza dubbio aveva fatto ricredere la persona che la conosceva meglio al mondo: suo padre.
    A giudicare dall’interesse del Serpeverde e da quanto aveva detto, la sua maschera anonima era tuttavia ancora intatta, nonostante lei si sentisse così diversa. Un sorriso a stento trattenuto le piegò le labbra, quando udì la domanda che le veniva posta, chiara provocazione di un ragazzino irriverente.*

    È la prima volta che ci parliamo e già vuoi sapere tutti i miei segreti?

    *Disse con finto tono di rimprovero, sollevando il dito indice della mano destra e muovendolo da destra a sinistra, nel gesto universale per dire “no”, o forse in quel contesto più che altro “non si fa”.
    Non l’avrebbe mai ammesso ad alta voce, ma si stava divertendo particolarmente in quel momento, quell’incontro era proprio la distrazione di cui aveva bisogno. Tuttavia pochi minuti dopo, con il proseguire della conversazione, si ritrovò costretta a rendere evidente il suo divertimento. L’arroganza, la spavalderia di Derek nel metterla alla prova la divertì così tanto, che scoppiò a ridere di gusto e fu costretta a tapparsi la bocca con una mano per attutire il suono.*

    Sei uno spasso e mi darebbe immensa soddisfazione toglierti quel sorriso divertito, ma infrangere una regola in Biblioteca basta e avanza per oggi.

    *Non era infatti possibile, tra le altre cose, eseguire incantesimi in quel luogo. Se fosse stata al quinto anno e avesse avuto la certezza di saper utilizzare perfettamente Evanesco avrebbe senza dubbio corso il rischio, ma non essendo ancora a quel livello avrebbe dovuto ricorrere ad altri incantesimi che avrebbero senza dubbio richiamato l’attenzione. Scelse quindi di lasciare quel discorso in sospeso, senza dare una dimostrazione e stava quasi per allontanarsi quando la voce del ragazzo la bloccò.
    Quello non era un discorso veloce da affrontare e l’undicenne sembrava desideroso di ricevere un aiuto da uno studente più grande per approfondire lo studio di un aspetto magico in particolare. La ragazza si lasciò scivolare con la schiena lungo la libreria, sistemò ordinatamente il mantello sotto di sé e allungo le gambe intrecciando le caviglie. Solo quando fu comoda prese la parola.*

    Beh di cosa da dire ce ne sono, non so esattamente cosa vuoi sapere, quindi inizierò con l’aspetto.
    Gli asticelli sono verdi e piuttosto piccoli, l’altezza massima è di venti centimetri, e questo li rende difficili da riconoscere. Potremmo dire che sembra un incrocio tra un insetto stecco, non so se hai presente, e una pianta. Comunque ha degli occhietti marroni ed è fatto di corteccia e legnetti. Le zampette sono brune e assomigliano quasi a delle radici, mentre ha due arti superiori che terminano con delle, potremmo dire, dita appuntite.


    *Il tono giocoso era sparito, sostituito da uno ben più serio. Prendeva molto seriamente lo studio, anche quando si trattava di materie che non amava particolarmente e altrettanto seriamente prendeva il compito di aiutare altri a studiare. Lasciò che a seguire le sue parole fosse il silenzio, voleva capire cosa interessasse esattamente a Derek prima di proseguire, le sembrava inutile fornire informazioni che non gli interessavano.*

    @Derek_Bailey,


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    *Azzarda delle supposizioni, lancia le provocazioni e resta in attesa. Gli occhi di ghiaccio risalgono la sagoma della Grifondoro, fermandosi sempre sul suo volto. Potè cogliere il sollevare del sopracciglio altrui alla sua affermazione ed in risposta l'angolo destro delle labbra si sollevò rapido. Non una parola di commento, almeno fino a quando l'interlocutrice non riprese parola. Il capo dorato oscillò vagamente da destra a sinistra, proprio come farebbe un animale curioso. Le labbra si schiusero e la lingua scoccò rumorosamente contro il palato, generando un sonoro scocco.*

    Beh è la parte più divertente del conoscere una persona,no? Provare a toglierle dal volto la maschera che solitamente presenta a tutti. In poche parole conoscerne la vera essenza. I suoi segreti

    *Espresse il suo parere, prima di tornare ad abbassare il capo verso le proprie calzature. Inclinò di qualche grado il piede destro, e le sopracciglia fini si avvicinarono l'un l'altra, per qualche attimo. Sollevò poi di poco la gamba, flettendo il ginocchio e con l'indice destro andò a strofinare su un piccolo alone presente sulla superficie. Qualche secondo, prima che lasciasse poi ricadere il piede verso il suolo.
    Tornò poi a Eirwen e alla mela che ancora le mostrava, tenendo il braccio teso. Sollevò di poco le sopracciglia a quel rifiuto da parte della Grifa, cercando quasi di sondarne la mente. Si accigliò leggermente, prima di ritrarre il braccio e così la mela, incrociando le braccia al petto. Un lieve sollevamento delle spalle e con un fare provocatorio..*

    Pazienza se non sei capace. Dopotutto non si smette mai di imparare,no?

    *Tagliente lo sguardo che poi andò a rivolgerle. Uno sguardo di sbieco, mentre guardava fuori dal vetro della finestra, osservando nuovamente la pioggia precipitare al suolo. Stava scherzando, provocando...come a lui piaceva fare. Vedere come reagivano le altre persone. Le labbra si arricciarono e tornò ad osservare la ragazza, esibendo nuovamente uno sguardo divertito, più aperto.*

    Vuoi vedere come faccio apparire un'altra mela? Avrei fatto lo stesso, se tu mi avessi fatto sparire questa...

    *Abbozzò una rapida risata, prima di districare quell'abbraccio in cui le braccia erano posizionate e con la mano libera...estrasse dalla tasca un'altra mela, ancora del tutto intatta. Nessuna magia,ovviamente. Semplicemente se l'era portata dietro dalla sala comune. Non potè però mostrarla con orgoglio all'altra e dire*

    Poof. Magia

    *Una risata prima che il ragazzino mutasse ancora una volta l'espressione tornando serio. Un viso apatico al cento per cento. Incominciando a prestare attenzione a quelle "perle" sugli asticelli, provando a memorizzarle a dovere. La lasciò parlare, per poi aggiungere.*

    * Dove si trovano di solito? Qui nel castello ce ne sono? In cortile,intendo...e...assomigliano agli insetti stecco,giusto?


    @Eirwen_Quinn




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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Non sapeva come dal parlare di regole infrante fossero arrivati a parlare delle maschere che le persone indossano, ma in fondo era quello il bello di parlare con persone interessanti e capaci di portare avanti una conversazione. Era da tempo che non aveva una conversazione così piacevole e costruttiva con qualcuno, principalmente a causa del suo isolamento autoimposto, che quel giorno per noia aveva gettato al vento.
    Derek non poteva sapere quanto ciò che aveva appena detto la toccasse nel profondo. Aveva scelto di indossare una maschera molti anni prima, per proteggersi, ma nell’ultimo anno l’aveva sentita sgretolarsi. Non che se ne fossero accorti in molti, l’unico segno di cedimento era stato ben visibile solo in quegli ultimi mesi, quando anche le poche persone con cui prima aveva un rapporto almeno decente l’avevano vista allontanarsi.
    Distolse lo sguardo dagli occhi azzurri del ragazzo e lo posò sulla pioggia scrosciante oltre il vetro. In quelle ultime settimane era stata messa di fronte alla realtà dei suoi rapporti umani fin troppe volte, principalmente da se stessa ma non solo, e non era in grado di rispondere con lucidità alla frase dell’altro.*

    Diciamo che hai un approccio un po’ troppo irruento.

    *Disse con tono di voce piatto, ancora immersa nei propri pensieri e nella contemplazione delle gocce d'acqua che scivolavano lungo il vetro. Si sentiva esattamente così in quel periodo, destinata ad una lenta, ma inesorabile, discesa. Prima o poi avrebbe pur dovuto toccare il fondo e si augurava che, in qualunque modo esso arrivasse, poi sarebbe stato seguito da una risalita.*

    E poi se al primo incontro scopri già i segreti più interessanti, cosa ti rimane per quelli successivi?

    *Dopo aver scosso leggermente la testa per riportare l’attenzione sul presente, si rivolse nuovamente all’altro con quelle parole, il tono quella volte era però divertito.
    Irriverente, senza dubbio quell’aggettivo era perfetto per descriverlo, dopo tutto solo un undicenne con quella caratteristica si sarebbe preso gioco di una ragazza di ben tre anni più grande. E non la stava provocando su un argomento qualunque, ma su quello che era forse l’unico in cui si sentisse davvero sicura di sé. Prima o poi forse avrebbero avuto abbastanza confidenza e lo avrebbe ringraziato, non per la conversazione interessante, ma per quella sfida. Era da tempo che non sentiva accendersi dentro di sé quella determinazione, gli occhi si illuminarono mentre ascoltava quella provocazione, non se ne sarebbe dimenticata in fretta e prima o poi avrebbe mostrato al ragazzino chi era davvero Eirwen Quinn, o almeno in parte.*

    Credo si siano dimenticati di insegnarti a non tirare troppo la corda eh? Ma è ovvio, o non saresti finito nelle fila delle Serpi.

    *Le labbra tese in un sorrisetto impertinente e divertito allo stesso tempo, che non lasciò mai le sue labbra. Con gli occhi osservava attentamente i movimenti, ma soprattutto lo sguardo orgoglioso e divertito di Derek, che senza alcuna magia faceva apparire dalla tasca una seconda mela. La ragazza non si scompose minimamente davanti a quella dimostrazione di astuzia, ciò che aveva da dire lo aveva già detto e non era quello il momento adatto per dare qualche tipo di dimostrazione. Per un istante nella sua mente di fece largo una domanda: perchè mai nonostante l’arroganza di quel Serpeverde restava lì a parlarci e la cosa la divertiva anche? Le bastò giusto qualche istante per capire la risposta: non si comportava a quel modo con malizia, non aveva secondi fini, nemmeno quello di attirare l’attenzione, era solo genuinamente se stesso e quello glielo faceva apprezzare.
    Nel giro di pochi minuti si ritrovò seduta a terra con le gambe allungate davanti a sé, intenta a spiegare ciò che conosceva degli Asticelli.*

    Si, come ti ho detto assomigliano agli insetti stecco, ma molto più carini. Ricordano vagamente quegli insetti nella forma, ma diciamo che io li definirei più una specie di piantina con sembianze quasi umane. Insomma hanno gli occhi e arti simili a gambe e braccia.

    *Non aveva ancora avuto il piacere di vederne uno dal vivo, ma aveva visto abbastanza immagini per poter essere piuttosto certa della propria descrizione.*

    Sono diffusi soprattutto nell’Inghilterra ovest, nella Germania sud e in alcuni punti della Scandinavia. Vivono sugli alberi e li custodiscono, in particolare su quelli il cui legno è adatto per produrre bacchette.
    Non ne ho mai visto uno quindi non posso essere sicura che ce ne siano, ma la Foresta Proibita è talmente grande e ci sono così tante specie diverse di alberi che non escludo ce ne sia una comunità da qualche parte.


    *Era la prima volta che si trovava a spiegare a qualcuno qualche argomento di studio e doveva ammettere che non le dispiaceva.*

    @Derek_Bailey,