• Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 653
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    Era primo pomeriggio ad Hogwarts, adulti e ragazzi avevano appena finito di pranzare e l’ora di tornare a seguire, nel caso degli studenti, o ad impartire, nel caso dei professori, le lezioni era ormai giunta. Il sole dal suo picco massimo si stava lentamente dirigendo verso occidente, mentre la vita al castello era ancora più che attiva. Dopo un pasto sostanzioso, come al solito meravigliosamente preparato dagli elfi domestici, si poteva osservare la professoressa Lovely, alla quale giusto l’anno prima era stata affidata la cattedra di Erbologia, dirigersi a passo svelto verso la propria aula, posizionata nei dintorni dell’edificio. Quel freddo pomeriggio infatti avrebbe dovuto tenere una lezione che si era preparata da molto tempo ormai. Sperava davvero che l’argomento che aveva deciso di approfondire potesse piacere ed interessare gli studenti che regolarmente frequentavano le sue lezioni, obbligatorie secondo la scuola. Infatti ad Hogwarts esistevano anche corsi di studio facoltativi, frequentabili dal terzo anno in poi, tra i quali però non risultava la sua materia, insegnata sin dal primo anno. Quel giorno aveva deciso di optare per un look un po’ meno formale del solito completo elegante: un abito retrò di colore bianco, con delle rifiniture in pizzo sia sulla gonna che sul busto, un colletto di raso ed un fiocco sulla vita del medesimo materiale. Le piaceva molto quello stile dolce, quasi infantile, che però per via della sua posizione poteva adottare poco spesso.



    Era davvero entusiasta, quasi nervosa. Le piaceva davvero trasmettere la sua conoscenza, acquisita durante i vari anni scolastici senza contare lo studio individuale, ai giovani, in particolare quando gli argomenti che insegnava le stavano particolarmente a cuore. Un esempio era appunto l’oggetto di quella lezione: i fiori di campo. Lo considerava un argomento alquanto sottovalutato, soprattutto da chi li riteneva inutili da approfondire per gli studenti in confronto a piante più famose ed utilizzate in ambito pozionistico e non solo. A discapito di queste opinioni però, in realtà quello era non solo un argomento particolare, ma anche utilissimo date le svariate proprietà magiche e non di quei fiori meravigliosi. In mente aveva il discorso preparato giusto la sera prima, le mani leggermente sudate giocherellavano l’una con l’altra in attesa che i suoi studenti finissero di pranzare. Mentre era ancora persa tra i suoi pensieri, una voce la fece saltare dallo spavento.

    “Buongiorno professoressa Lovely!”

    Disse il ragazzo del primo anno davanti a lei, il primo ad essere entrato in classe. Dopo qualche secondo, il tempo di riprendersi e fare un bel respiro, sorrise ampiamente al ragazzo, per poi rispondergli.

    “Buongiorno anche a lei signorino Deaggle...e mi scusi per la reazione improvvisa, mi sono spaventata.”

    Ridacchiò, notando un gruppetto di studenti provenienti da diverse case entrare. Man mano che la stanza si riempiva, Raven si sentiva sempre più pronta a continuare la giornata di insegnamento e, facendo un passo indietro, ad iniziare la lezione di quel giorno. Essendo già in piedi, non ebbe il bisogno di alzarsi per dirigersi verso la lavagna e scrivere con il gessetto bianco sempre presente sulla sua scrivania l’argomento che avrebbero affrontato per le successive ore.



    “Buon pomeriggio ragazzi e benvenuti alla lezione di Erbologia. Oggi come potete ben vedere approfondiremo un argomento particolare. ‘Fiori di campo’ è un’espressione comune per descrivere alcune specie di fiori spontanei facilmente trovabili nei campi o nei giardini, raffigurati persino in quadri di Monet, Klimt e Van Gogh, ma quali sono davvero? Tra qualche secondo vi troverete davanti un foglietto con su scritti i più comuni. Ovviamente non sono tutti, anche perché non è una vera e propria categoria, però è utile conoscere quelli che vengono usualmente considerati tali.”

    Disse, per poi sfilare velocemente la bacchetta dalla tasca e agitarla, facendo comparire su ogni banco un piccolo foglio di carta con su scritto un elenco di sei specie.

    Citazione:
    - margherita
    - pratolina
    - fiordaliso
    - camomilla
    - papavero
    - tarassaco


    “Come potrete notare sei specie sono davvero un bel po’ da affrontare. Quindi, se nessuno ha obiezioni, direi di dividere questa lezione in due parti e approfondirne tre oggi e tre la prossima volta. Che ne dite?”

    Chiese agli alunni, sorridendo non appena vide l’annuire delle teste davanti a lei. Non che avessero molta scelta, il tempo non era materialmente abbastanza per tutto ciò che c’era da dire, ma le piaceva condividere queste cose, seppur piccole, con gli alunni e renderli effettivamente partecipi delle lezioni. A volte pensava addirittura di fare dei sondaggi per decidere gli argomenti delle lezioni, ma quello sarebbe stato un po’ troppo contando innanzitutto le sue risorse come insegnante (non poteva trattare proprio tutti gli argomenti nel corso di un anno) e soprattutto le divergenze di interessi degli studenti. Il suo scopo come insegnante ma ancora di più come persona era quello di innanzitutto cercare di rendere la sua materia il più appassionante possibile: sapeva benissimo che un metodo di insegnamento troppo distante dal proprio metodo di studio poteva rendere una materia più noiosa e più difficile, quindi cercava sempre di adattarsi ai tempi e ai bisogni dei suoi studenti; ma ancora di più di far sentire gli studenti sereni e a loro agio nell’ambiente scolastico. Voleva che tutti si potessero sentire a casa nel castello, e ciò comprendeva le lezioni, che cercava di rendere il meno pesanti possibili. Ovviamente sapeva che questo metodo non era approvato e utilizzato da tutti, eppure continuava senza ricevere critiche. In fondo l’insegnamento era una cosa alquanto personale e un metodo poteva essere effettivamente da migliorare, ma mai sbagliato.
    Spense velocemente le luci e accese il proiettore davanti alla cattedra in modo da mostrare l’immagine di una margherita.



    “Come penso tutti sappiate, questa è l’immagine di una margherita comune, il primo fiore che approfondiremo oggi. Ha come dominio eukaryota, come regno plantae, come superdivisione spermatophyta, come divisione magnoliophyta, classe magnoliopsida, sottoclasse asteridae, ordine asterales, famiglia asteraceae, sottofamiglia asteroideae, tribù anthemideae, sottotribù leucantheminae, genere leucanthemum, ed infine questa che vedete è la specie leucanthemum vulgare, conosciuta comunemente con il nome di margherita. Essa è una pianta perenne, chi sa dirmi cosa significa?”

    Una mano tra gli studenti si alzò, era quella di una giovane Grifondoro che a quanto pare conosceva la risposta. Ricevette subito il permesso di parlare da parte della professoressa tramite un cenno del capo.

    “Le piante perenni sono quelle che vivono per più di due anni, mentre quelle annuali vivono solo per un anno e quelle biennali vivono solo per due anni, esattamente come dicono i rispettivi nomi.”

    La Lovely sorrise ampiamente alla ragazza, che sembrava essere del quarto anno.

    “Complimenti signorina Quinn, cinque punti a Grifondoro!”

    Esclamò, per poi continuare la spiegazione.

    “Gli esemplari sono alti mediamente 30 centimetri, anche se possono arrivare a raggiungere i 100. Hanno un fusto verde allungato, a volte poco ramificato anche se solitamente semplice, e spesso senza foglie cauline, ovvero quelle presenti sul fusto, che se presenti sono di forma oblunga od ovata. I petali sono bianchi e lanceolati. Le foglie basali sono riunite in una rosetta e sono comunemente di forma obovata.”

    Disse, mostrando con il proiettore un’immagine delle foglie della margherita.



    “Per la descrizione fisica penso proprio sia abbastanza, passiamo ad altro.”

    Affermò, spegnendo temporaneamente il proiettore e passando alla successiva parte della spiegazione.

    “Sono presenti nella maggior parte dei climi da fine Febbraio circa sino a fine Ottobre, anche se a volte si possono trovare anche durante il mese di Novembre. Crescono da 0 a 1500 metri sopra il livello del mare e sono originarie dell’Eurasia. Essendo appunto fiori spontanei, si trovano per la maggior parte sui lati di strade, binari e sentieri, prati e orticelli, in particolare quelli incolti, per non parlare di campi e frutteti, non a caso a volte viene considerata specie infestante. Non sempre però cresce spontaneamente, difatti secoli fa molti iniziarono a coltivarla ed apprezzarla come pianta ornamentale. In aggiunta, le sue radici vengono usate nella pozione restringente.”

    Si fermò per qualche secondo, giusto il tempo di permettere agli studenti davanti a lei di finire di prendere appunti. Non appena sentì il tipico rumore della penna che passa sulla pergamena smettere, proseguì con la lezione.

    “Questo fiore viene spesso collegato alle decisioni d’amore. Già nel medioevo le fanciulle non sposate avevano l’usanza di mettere in testa corone di margherite per indicare che ancora non erano state promesse in sposa. Inoltre conoscerete benissimo il rito scaramantico che prevede di strappare i petali uno ad uno con la sequenza ‘m’ama, non m’ama’ per prendere decisioni in campo sentimentale. Ci sono per caso domande?”

    Chiese, osservando attentamente gli alunni per notare eventuali studenti necessitanti di chiarimenti sull’argomento. Un ragazzo Corvonero dai capelli castani alzò la mano, se la giovane donna non sbagliava si trattava di Ronald Canard. Ovviamente ottenne subito il permesso di parlare da parte della professoressa.

    “Professoressa, non era per caso la margherita un fiore sacro ad Ostara, la dea norrena della primavera?”

    Raven sorrise a quell’affermazione. Apprezzava molto quando gli studenti erano curiosi e facevano ricerche autonome, dimostrava il loro interesse, che fosse per la sua materia o per altre.

    “Sì e no. Innanzitutto vorrei assegnare due punti a Corvonero per l’intervento. Come seconda cosa la specie di cui parli non è la margherita ma la pratolina, due fiori che vengono spesso confusi nonostante le svariate differenze. Vediamola subito.”

    Disse, per poi accendere di nuovo il proiettore, che questa volta mostrava la foto di alcune pratoline.



    “Queste sono delle pratoline comuni, la seconda pianta che approfondiremo oggi. Il suo dominio è eukaryota, regno plantae, superdivisione spermatophyta, divisione magnoliophyta, classe magnoliopsida, sottoclasse asteridae, ordine asterales, famiglia asteaceae, sottofamiglia asteroideae, tribù astereae, sottotribù bellidinae, genere bellis, specie bellis perennis. Nonostante le caratteristiche simili, la pratolina e la margherita si distinguono soprattutto per la loro altezza. La pratolina infatti non supera quasi mai i 15 centimetri e l’altezza media è di 5. Il fusto non è un fusto vero e proprio, più che altro uno stelo che parte direttamente dalla rosetta basale. Quest’ultima è formata da foglie spatolate con la massima larghezza verso la punta. I petali sono bianchi e a volte possono presentare le punte o gli interi petali stessi di color rosa. Hanno una forma allungata, anche se sono più piccoli rispetto a quelli della margherita e disposti in più file.”

    Affermò, cambiando ancora una volta l’immagine proiettata per mostrare alla classe le foglie presenti sulla rosetta basale della pratolina.



    “Sono presenti tutto l’anno fino ai 2000 metri circa sopra il livello del mare, in quasi tutti i climi. Sono inoltre originarie dell’Europa Occidentale, Settentrionale e Centrale.”

    Spiegò, per poi spegnere un’altra volta il proiettore temporaneamente.

    “Le prime testimonianze di questa pianta provengono da Plinio il Vecchio, uno scrittore, naturalista e filosofo romano, che vi si riferisce come ‘bellis perennis’. L’etimologia del suo nome è abbastanza incerta: alcuni sostengono che provenga dal latino ‘bellus’, con il significato di bello o grazioso; altri pensano che sia derivato sempre dal latino ‘bellum’, ovvero guerra, date le sue capacità curative; altri ancora affermano che provenga da Bellide, una delle crudeli Danaidi, figlie di Dànao. Inoltre, come già diceva il vostro compagno, è un fiore sacro ad Ostara, la dea norrena della primavera.
    Le foglie, oltre ad essere comunemente adoperate all’interno di insalate, nell’antichità venivano posate fresche sulle ferite per aiutare la cicatrizzazione. I fiori invece, se ingeriti, hanno una leggera capacità diuretica e lassativa, in generale disintossicante. Ci sono domande?”


    Chiese per la seconda volta, di nuovo osservando attentamente i ragazzi davanti a lei. Questa volta però nessuno sembrava avere dubbi o domande, cose che fece sorridere la professoressa.

    “Perfetto. Direi di passare alla prossima e ultima pianta per questa lezione.”

    Disse, accendendo di nuovo il proiettore. Questa volta il fiore non era bianco come nei primi due casi, bensì indaco. Era infatti un coloratissimo esemplare di fiordaliso, uno dei fiori preferiti della professoressa oltre al narciso, pianta altrettanto stupenda che però avrebbe trattato un’altra volta.



    “Questo è un esemplare di fiordaliso o ciano. Come al solito, ecco la classificazione tassonomica del fiore: dominio eukaryota, regno plantae, superdivisione spermatophyta, divisione magnoliophyta, classe magnoliopsida, sottoclasse asteridae, ordine asterales, famiglia asteraceae, sottofamiglia cichorioideae, tribù cardueae, sottotribù centaureinae, genere centaurea ed infine la specie è centaurea cyanus. Questa, a differenza delle altre, è una pianta annuale, cioè che resta in vita solo per un anno. Cresce molto spesso nei campi, in particolare quelli di cereali, ed è originaria della zona mediterranea. Fiorisce attorno a Maggio ed è presente fino a fine Ottobre dagli 0 ai 1500 metri sopra il livello del mare. Passando alla descrizione fisica, la pianta può andare dai 20 ai 90 centimetri; le foglie, come sempre divise in basali e cauline, sono rispettivamente a forma di penna e di forma lanceolata, entrambe di colore verde-grigiastro. Il fusto è ramificato e ricoperto di peluria simile ad una ragnatela. Questa caratteristica, data proprio la sua somiglianza ad una ragnatela, si chiama peluria aracnoidea.”

    Stava per continuare a parlare quando una mano si levò in modo alquanto evidente tra gli studenti. Una studentessa Serpeverde, riconoscibile dalla divisa, sembrava avere una domanda da porre alla giovane donna.

    “Signorina King! Prego, mi dica pure.”

    Disse Raven, sorridendo alla quattordicenne.

    “Per le altre due piante ci ha raccontato usanze antiche, anche questo fiore ha collegamenti simili?”

    “Certamente! Se notate infatti la pianta ha come genere “centaurea”, che è un riferimento a Chirone, centauro e personaggio di svariati miti greci, nonché mentore del famoso semidio Achille. Invece la specie è “centaurea cyanus” e, nonostante venga dal sostantivo greco kýanos, ovvero blu, può anche essere considerata un riferimento ad una mitologia molto simile a quella greca. Infatti Ciano nei miti romani era un mortale innamorato perdutamente di Flora, dea della fioritura e successivamente della primavera. Quest’ultima ricambiava e, quando il giovane morì in un campo di fiordalisi, ella diede ai fiori il nome del defunto.
    Se non ci sono ulteriori dubbi io passerei all’ultima parte per oggi.”


    Disse, spegnendo in modo definitivo il proiettore posizionato al centro della stanza e schiarendosi velocemente la voce.

    “L’estratto di fiordaliso è alquanto utile come astringente ed antinfiammatorio, mentre sotto forma di infuso viene utilizzato come decongestionante, come rimedio per le labbra screpolate e a volte anche come rimedio per la forfora. Inoltre i colliri a base di questi fiori sono particolarmente efficaci contro la congiuntivite e gli occhi arrossati in generale. Queste proprietà vengono dalla presenza di svariati antiossidanti, in particolare flavonoidi.”

    La professoressa batté le mani due volte, sorridendo smagliatamente alla classe che aveva davanti. Avevano svolto un bel po’ di lavoro quel giorno e pensare che non avevano ancora finito per quell’argomento.

    “Per oggi abbiamo finito, tra qualche secondo vi ritroverete davanti i compiti per la prossima volta.”

    Finì di pronunciare la frase e subito apparve davanti ad ogni studente un foglietto con su scritti i compiti per la lezione successiva.

    Citazione:
    MODULO A
    (Max 15 punti)
    QUIZ

    MODULO B
    (Max 15 punti)

    ATTENZIONE: svolgere solo UNA di queste tracce

    B1. Fai una ricerca sui miti o sulle usanze collegate ad UNA delle piante affrontate a lezione.
    B2. Scrivi un gdr (minimo 2500 caratteri spazi inclusi) che tratti come minimo uno dei fiori approfonditi a lezione. Può essere un ricordo infantile, una serata studio, una passeggiata nei boschi o qualsiasi altra cosa, l'unica condizione è che rispetti il minimo di caratteri e che sia presente (solo una menzione non basta) come minimo una delle piante affrontate.

    Vietato fare copia-incolla, pena l’annullamento della domanda.

    Gli elaborati potranno essere inviati a questo MODULO (o in mancanza di esso via MP) entro e non oltre le 23:59 del 26/11/2020

    Per qualunque dubbio o domanda non esitate a mandarmi un gufo o raggiungermi nel mio ufficio.


    “Spero che la lezione vi abbia interessati, ci vediamo ragazzi!”

    Sorrise, guardando gli alunni lasciare la classe uno dopo l’altro. Una volta ritrovatasi da sola si congratulò con se stessa.

    “E un’altra lezione è andata.”

    Affermò serena, tirando un sospiro. Rimase lì ad osservare l’esterno per alcuni minuti, per poi lasciare la stanza soddisfatta. Ogni giorno che passava la giovane amava sempre di più il suo lavoro e non pensava che alcun che l’avrebbe potuta convincere del contrario.



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  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
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    Corvonero Insegnante
       
       

    Citazione:
    @Dragonis_Witch
    MODULO A: se eseguito è già accreditato sul profilo personale
    MODULO B: 8/15
    TOTALE: 8/15
    GIUDIZIO: Le prime due leggende sono state rielaborate pochissimo, hai cambiato giusto la punteggiatura e qualche parola. La terza è molto più riadattata e hai usato parole tue, ma hai commesso molti errori nella punteggiatura e hai reso tutto il testo una sola frase, senza alcun punto nel mezzo. In generale un lavoro decente anche se ti consiglio di esercitarti un po' di più.

    TOTALE:
    TASSOROSSO: 8 PT.
    CORVONERO:0 PT.
    GRIFONDORO: 0 PT.
    SERPEVERDE: 0 PT.