Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Blair_Volkov


  • Blair_Volkov

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 233
        Blair_Volkov
    Serpeverde
       
       

    *Era finalmente giunto il weekend. Dopo un'altra settimana passata tra lezioni e compiti vari poteva fare una pausa da tutto ciò che la occupava al castello.
    Da quando era ad Hogwarts la sua vita era cambiata radicalmente. Essendo lei sempre vissuta insieme e ai babbani non sapeva nulla del mondo magico, era per lei ancora qualcosa di ignoto da scoprire e nonostante avesse passato gli ultimi mesi completamente immersa in quell'atmosfera così carica di magia, ancora nulla le pareva familiare in quel posto. Le era tutto così estraneo che quasi rimpiangeva il giorno in cui le era arrivata la lettera per Hogwarts. Ogni giorno si chiedeva se era quello il luogo giusto per lei. Dopo molto tempo di pratica faticava ancora a compiere le magie più elementari correttamente e non si era affatto adattata a quella nuova vita, anche se alla fine non cambiava di molto a ciò che faceva prima...
    Ogni giorno le pareva uguale, di una monotonia tale che forse il pensiero di scappare da lì non le sembrava poi così folle come invece le era parso all'inizio. Ma sapeva di non poterlo fare. Non era lì neanche da un anno e già non ne poteva più. Se fosse andata avanti di questo passo probabilmente non avrebbe mai terminato gli anni che le restavano.
    Con questi pensieri si stava incamminando per la strada che dal castello la portava ad Hogsmeade, il villaggio che spesso nei mesi passati era stato luogo di "fuga" della Serpeverde dalla vita della scuola. Lo aveva visitato parecchie volte, non tanto per i negozi che si affacciavano sulla strada principale, ma più che altro per le stradine che si diramavano tra una casa e l'altra. In quei vicoli vi era certamente più silenzio e tranquillità, erano poco conosciuti e raramente le capitava di incontrarvi qualcuno. Era spesso andata a fare alcune passeggiate nei dintorni, trovando di piacevole conforto il clima quasi familiare che l'oscurità dell'ombra delle case le provocava.
    Quel giorno non era da meno. Con il cappuccio a nasconderle metà del volto e Melody, l'inseparabile chitarra, pendente sulla sua spalla sinistra, sperava di arrivare al villaggio senza attirare troppa attenzione. Probabilmente sarebbe stato un compito arduo, dato che lo strumento a corde non sarebbe di certo passato inosservato, ma se avesse fatto finta di nulla magari sarebbe riuscita nel suo intento.
    Sotto il cappuccio della larga felpa grigia un paio di ciocche bionde talmente chiare quasi da sembrare bianchi, le passavano sopra ai particolari occhi dai colori diversi che curiosi vagavano sulla strada davanti a sè.
    Camminava con passo spedito, guardandosi attorno quel tanto che bastava da sembrare interessata ma senza sembrare particolarmente attenta da ciò che vedeva. La sua infanzia solitaria dopotutto le aveva offerto alcuni vantaggi. Trovandosi molto spesso sul ciglio della strada ad osservare i passanti aveva potuto catturare il modo di fare di parecchie persone, sai movimenti poteva percepire il nervosismo o la tristezza, la felicità o la rabbia. Chiunque sarebbe stato in grado di farlo solamente guardando. Ma non tutti si fermano a osservare ciò che li circonda.
    In questo modo si aggirava Blair quel pomeriggio, imitando il comportamento disattento della maggior parte dei maghi durante la giornata.
    In breve tempo arrivò al parco della piccola cittadina. Solitamente andava in quel posto durante gli orari di pranzo, quando la maggior parte dei maghi è al lavoro o impegnata, ma quel pomeriggio era stato diverso. Fino a poco prima era rimasta rintanata nella propria sala comune cercando di finire i compiti assegnati della materia che proprio non riusciva ad accettare: "incantesimi", attività che le aveva richiesto parecchio impegno e, soprattutto, tempo; perciò non aveva avuto altra scelta se non recarsi lì a metà pomeriggio.
    Notò con dispiacere che vi erano già abbastanza persone, dopotutto era una bella giornata e non uscire quando il sole splendeva così alto d'inverno era un vero spreco. Si guardò velocemente attorno, notando subito un albero un po' in disparte, solitario.
    Decise che avrebbe trascorso lì il suo tempo e perciò si sedette all'ombra dei rami che iniziavano a fare spuntare le prime foglie dopo un inverno che, a suo parere, era molto meno freddo del solito.
    Prese accuratamente Melody dalla custadia nella quale era riposta per poggiarla sulle gambe incrociate sule freddo terreno.
    Prima di iniziare a suonare passò con delicatezza un dito sulle sei corde che le si presentavano davanti ogni volta, per poi pizzicare una con l'indice destro, a vuoto. Solo dopo essersi accertata nuovamente di non esser disturbata e di non disturbare si decise a suonare. Questa volta non era nulla di conosciuto, bensì una melodia scritta da lei durante i mesi in cui era stata al castello. Al contrario di ciò che suonava di solito, questa era meno armonizzata e si concentrava più sulla ritmica, tanto che era composta interamente da accordi. Con la solita insicurezza che la caratterizzava intonò il primo verso, accompagnato dal dolce suono della chitarra classica.*

    We are a narcissists
    Al to discover America
    Broke town
    Smoke town
    Tick Tock
    Stop the clock
    The moment has come
    Life is a bad shot

    *La voce della dodicenne era leggera, probabilmente nessuno avrebbe potuto sentirla a meno che non si fosse avvicinato. Non volve a che ciò accadesse. Per lei suonare era un modo per esprimere le sue emozioni e i suoi pensieri, cosa che non la riusciva a fare in nessun'altra modo, ed era perciò qualcosa di veramente personale che non aveva mai condiviso con nessuno. Aveva paura di mostrarsi agli altri, preferiva rimanere nell'ombra nella solitudine.
    Dopotutto fino ad adesso non era cambiato nulla, e tutto andava per il verso giusto. Al momento nessuno sospettava che fosse una mezza-Veela e andava benissimo così.*

    @William_Rogers, @Gabriel_Gray, @Sarah_Khan, @Sarah_Jonson, @Kristal_Thratchet,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Jeans, anfibi, maglietta termica e una pesante felpa. Quello era l'outfit che la quattordicenne aveva scelto per quel pomeriggio di febbraio, che, nonostante il sole splendente, conservava ancora il freddo pungente dell'inverno.*

    Ramo della Trasfigurazione che permette di alterare forma e aspetto di un bersaglio, animato o inanimato.

    *Con il libro stretto tra le mani, a passo lento, si aggirava per i viali che tagliavano il cuore verde del villaggio, ripetendo ad alta voce quanto vi era scritto. Dopo una settimana di studio diligente e concentrato, poteva ritenersi soddisfatta, finalmente sentiva di essere riuscita a recuperare gran parte degli argomenti lasciati indietro. Così, quando poco prima, dalla Biblioteca, si era resa conto che una splendida giornata di sole non poteva essere perduta standosene chiusa tra i libri, aveva preso una decisione insolita. Dismessa la divisa scolastica e indossati dei comodi abiti babbani, con il manuale scolastico stretto tra le mani, si era diretta verso il vicino villaggio di Hogsmeade.
    Non era l'unica studentessa di Hogwarts ad aver preso quella decisione, durante il suo cammino aveva incrociato numerosi gruppetti di coetanei, ma la maggior parte aveva scelto di riempire il pomeriggio in modo diverso. Alcuni si trovavano al Tre Manici di Scopa, altri si concedevano un giro per negozi, altri ancora avevano raggiunto il parco come lei e si erano accomodati sulle panchine. Tutti però avevano qualcosa in comune tra loro: erano in compagnia. Mentre lo stesso non si poteva dire di lei, almeno che non si considerasse il libro che stava leggendo una compagnia.
    Era consapevole di apparire piuttosto strana agli occhi di chi la incontrava lungo i sentieri, la testa era china sul libro e lasciava che fosse la sua vista periferica a guidarla permettendole di non scontrarsi con nessuno, ma non le importava. Una settimana prima, durante un'altra delle sue passeggiate, aveva preso un'importante decisione che aveva la sensazione avrebbe cambiato qualcosa per lei e con essa ne era conseguentemente arrivata un'altra. Sapeva che rilevare un negozio non sarebbe stato facile e se voleva avere la concentrazione necessaria per dedicarsi al suo progetto doveva recuperare lo studio. Così aveva deciso di darsi una settimana, mentre il Consiglio e i Sindaci decidevano se approvare o meno la sua richiesta lei avrebbe recuperato tutto lo studio arretrato. La risposta affermativa era arrivata ben prima dello scadere della settimana, ma con quell'ultimo pomeriggio anche il compito che si era affidata poteva ritenersi concluso ormai. Dal giorno seguente la sua attenzione si sarebbe concentrata in egual misura su studio e rinnovo del locale.
    Si trovava in uno degli angoli più isolati del parco quando qualcosa attirò la sua attenzione, distogliendola dall'ennesima e innecessaria lettura del capitolo riguardante la Trasformazione. Della musica giunse alle sue orecchie da un punto indefinito del parco, la ragazza iniziò a guardarsi attorno per capire chi sapesse produrre suoni così belli con quella che le sembrava essere una chitarra classica. A lei il dono della musica non era stato concesso e forse era proprio questo a farle apprezzare e ammirare maggiormente chi ne era dotato. Fu al secondo giro su se stessa che individuò l'albero da cui la musica proveniva: alle spalle di esso qualcuno stava suonando.
    Senza fare rumore si avvicinò alla persona ignota, non voleva disturbare chiunque fosse, almeno non prima di aver sentito meglio le note che la chitarra produceva. Pochi minuti dopo prese coraggio e decise di rendere evidente la sua presenza, era stata indecisa fino all'ultimo e sembrava che a prevalere fosse la sua naturale reticenza a stringere amicizia, alla fine però aveva deciso di provare a buttarsi. In verità ciò che aveva prevalso era stata la curiosità, voleva capire chi sapesse suonare e cantare così bene.*

    Wow, complimenti! Non avevo mai sentito niente del genere.

    *Disse con voce gentile, spostandosi al fianco della persona il cui volto era celato dal cappuccio. Non voleva spaventare o infastidire chiunque fosse, ma ormai non le restava che attendere una reazione.*

    @Blair_Volkov,