Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Eirwen_Quinn


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Il silenzio regnava nel cortile ai piedi della Torre d'Astronomia ormai da qualche minuto. Le lezioni mattutine alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts erano concluse e gli studenti si trovavano nella Sala Grande, a consumare il pranzo e a rilassarsi con gli amici prima della seconda parte di lezioni della giornata.
    In un angolo del cortile, seduta sull'erba con le spalle appoggiate alle mura che circondavano il cortile, se ne stava una solitaria figura. Per proteggere la divisa scolastica dall'erba umida sotto di lei, aveva sistemato una larga felpa nera, indumento babbano che stava utilizzando come una coperta. Le gambe erano stese e ai lati aveva sistemato una bottiglietta di succo di zucca, un toast e un libro.
    Si trattava di Eirwen Quinn, una Grifondoro al quarto anno, che aveva preferito il contrasto tra la frizzante brezza invernale e i caldi raggi del sole alla confusione della Sala Grande all'orario dei pasti. Le giornate di bel tempo durante gli inverni nelle Highlands scozzesi erano così rare che, quando poteva, approfittava di ogni momento libero per stare all'aperto. Aveva sempre avuto un rapporto profondo con la natura, suo padre si era rassegnato ormai da anni a vederla sparire per andare a camminare immersa nella natura a qualunque ora e a niente serviva provare a trattenerla né le condizioni metereologiche avverse.
    In quegli ultimi mesi tuttavia l'esigenza di stare all'aperto, di ritagliarsi degli istanti per sé, era diventata più pressante che mai. L'aveva capito settimane prima, durante un inaspettato incontro serale sulla riva del Lago Nero, quel bisogno era più intenso perché stare in mezzo a troppe persone era quasi soffocante in quel periodo. Nella sua mente c'era un affollamento di voci, parole, pensieri, domande e dubbi, che spesso ritrovarsi circondata da altre voci e persone le risultava difficile da sopportare. Per non parlare di come vedere i suoi compagni, per la maggior parte felici e spensierati, la facesse sentire ancora più distante, un'estranea incapace di partecipare alla vita sociale di un mucchio di normali adolescenti. Scosse la testa, nel tentativo di allontanare quei pensieri e afferrò il toast.*

    "Per fortuna sono riuscita a recuperare queste poche cose senza farmi beccare…"

    *Sapeva bene che non avrebbe dovuto recarsi nella cucine per chiedere del cibo da portare via e altrettanto bene sapeva che sarebbe finita in punizione se un membro del Personale Scolastico o un Prefetto l'avesse beccata, ma ciò non l'aveva certamente fatta desistere. Arrivare a cena senza ingerire nulla era fuori discussione e rinunciare a quegli istanti di tranquillità era inimmaginabile, aveva dovuto scegliere e a vincere era stata la parte di lei meno responsabile. Le ci vollero solo pochi istanti per concludere il suo frugale pasto, sufficiente per arrivare fino a sera senza crampi allo stomaco, ma non altrettanto per soddisfare completamente la sua fame.
    Il libro, abbandonato sulla felpa accanto alle sue gambe, richiamava la sua attenzione, ma per la prima volta si ritrovò a pensare che non aveva voglia di leggere. Si trattava di un romanzo babbano, anche se ora conosceva la sua vera natura non aveva mai smesso di leggere anche opere babbane. In quel caso si trattava di un genere che trovava particolarmente curioso leggere: il paranormal romance. Prima di compiere undici anni leggeva quei libri incuriosita dal mondo protagonista, chiedendosi quanto ci fosse di vero e dove si trovassero le creature che popolavano le fantasie sue e di molti altri babbani. Dopo più di tre anni a fare realmente parte di quel mondo fantastico, qualcuno avrebbe potuto pensare che fosse ridicolo continuare a leggerli, ma la verità era che lei li trovava divertenti. Era una distrazione utile confrontare le credenze babbane o le caratteristiche inventate da fantasiose menti babbane con quella che lei sapeva essere la realtà.
    Gettò un’altra occhiata al libro, prima di decidere che in quel momento avrebbe preferito stendersi e rilassarsi un po’. Nelle ultime settimane dormiva davvero poco, non aveva certamente l’intenzione di recuperare stesa lì nel cortile, ma chiudere gli occhi e crogiolarsi al sole non le sembrava una cattiva idea. Adagiò il suo corpo sulla felpa, larga abbastanza per permetterle di stendervi sopra testa, busto e la parte superiore delle gambe e portò le braccia dietro la testa. Solo quando riuscì a trovare una posa sufficiente comoda si concesse di chiudere gli occhi, nascondendo le iridi verdi.*

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 287
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Anche il mese di Dicembre aveva deciso di regalare giornate soleggiate agli studenti del Castello di Hogwarts, che potevano così, nel tempo libero godersi l'aria aperta. La settimana era quasi terminata e, con l'avvicinarsi del weekend, docenti e ragazzi potevano riposarsi per la pausa dalle lezioni. Come ogni mattina Sarah Jonson, una Corvonero del quinto anno, si era alzata verso le 7.30 e dopo aver indossato la divisa della sua casata era uscita dal suo dormitorio dirigendosi per fare colazione verso la Sala Grande. Ogni mattina, solitamente, mangiava qualcosa di diverso e per iniziare al meglio aveva preso un pancake con sciroppo d'acero e bevuto del tè alla menta. Una volta essersi saziata abbastanza e aver scambiato qualche chiacchiera con i compagni del tavolo presenti, era tornata nel dormitorio che condivideva con la migliore amica e un'altra concasata per prendere lo zaino azzurro che conteneva libri, piume e fogli di pergamena per prendere eventuali appunti, ovvero tutto il necessario per le lezioni di quella mattinata. Verso le 12, come prevedeva il regolamento scolastico, le ore di lezioni mattutine erano finite e la scolaresca poteva consumare il pranzo nella Sala Grande del Castello. Così, avendo una gran fame, la rossa si era precipitata al Tavolo Corvonero mangiando con gusto delle baked potatoes insieme a delle scotch eggs e bevendo un bicchiere di Succo di Zucca, concludendo, infine, il pranzetto con una fetta di torta al cioccolato, uno dei suoi dolci preferiti che ogni tanto si divertiva a cucinare. Guardandosi intorno nell'enorme sala, che l'aveva tanto stupita quando ci era entrata la prima volta durante il primo anno, puntò in particolare lo sguardo sulle finestre che permettevano di vedere il paesaggio, notando di quanto fosse soleggiata quella giornata autunnale, anche se, presto sarebbe arrivato anche l'inverno, però al momento preferiva non pensarci. Aveva tempo libero fino alle 14, orario in cui sarebbero riprese le lezioni e non sarebbe più uscita, se non per spostarsi da un'aula all'altra, così invece di rimanere chiusa dentro al Castello, preferì uscire all'aria aperta per fare due passi negli esterni. A sua disposizione aveva più o meno un'ora e mezza, come potè constatare mentre camminava verso il Giardino di Hogwarts guardando sul suo orologio da polso color argento, posizionato sul braccio sinistro. Se doveva essere sincera non odiava la stagione autunnale, anzi, nonostante preferisse l'estate, la trovava molto piacevole. I suoi colori preferiti, infatti, si presentavano soprattutto durante quella stagione e, anche se trovava triste vedere gli alberi spogliarsi piano piano delle loro foglie che erano verdi in primavera e autunno, da piccola si divertiva a raccogliere quelle più belle e tenerle chiuse nei libri per ricordo. L'aria di quel pomeriggio appena iniziato era tranquilla, a parte i suoi passi silenziosi e il crepitio di qualche foglia che pestava, non c'era alcuna forma di baccano o schiamazzo di qualche studente. Si fermò un attimo accorgendosi di una figura familiare poco lontana, si trattava di Eirwen Quinn, una studentessa di Grifondoro e un anno più piccola di Sarah, quindi frequentava il quarto anno ad Hogwarts. Non erano amiche, dato che non avevano avuto parecchie occasione per chiacchierare, conoscersi meglio e instaurare un'amicizia, questo però non significava che la trovasse antipatica. Come lei, la quattordicenne era una Nata-Babbana, quindi qualcosa in comune potevano avercela di certo, solo che forse apparentemente avevano due caratteri quasi diversi, la rossa però preferiva non lasciarsi nelle prime impressioni e prima di giudicare avrebbe dovuto averci parlato con la Grifondoro. Avvicinandosi cercando di non spaventare troppo la ragazza, si accorse che era sdraiata sopra ad una felpa con le braccia intorno alla testa, forse cercava di riposare dato che teneva anche gli occhi chiusi. Non l'aveva vista in Sala Grande fra gli studenti seduti al tavolo di Grifondoro, quindi magari aveva avuto l'idea di mangiare all'aperto e di leggere un po', dato che vicino a lei c'era anche un libro. Temeva di disturbarla, però decise ugualmente di salutarla, le sembrava educato, sperava inoltre di non disturbare il suo sonno.*

    Ciao Eirwen. Ti dispiace se mi siedo qui a farti compagnia?

    *Disse educatamente tenendo un tono calmo e un po' basso per non spaventarla troppo, concludendo con un sorriso. Nel caso la ragazza non avesse voglia della sua compagnia e preferisse dormire in pace, se ne sarebbe andata via senza battere ciglio, nella speranza di non essere cacciata via in malo modo. Se però la Quinn avesse accettato che si sedesse lì con lei le avrebbe fatto piacere, anche a Sarah avrebbe fatto piacere scambiare qualche parola con qualcuno, soprattutto se avrebbe trovato il modo per conoscere di più la ragazza castana che le aveva sempre dato l'idea di una giovane simpatica, intelligente e tranquilla.*

    @Eirwen_Quinn,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *I raggi del sole baciavano la sua pelle chiara, mentre la fredda brezza invernale la raffreddavano; aveva sempre apprezzato quel contrasto e proprio per quel motivo quel giorno aveva deciso di accomodarsi sul prato del cortile, anzichè starsene chiusa tra le grigie mura di pietra. Si era appena sdraiata da pochi minuti, a ripararla dalla fredda erba vi era solo una felpa, non aveva nessuna intenzione di dormire, ma certamente non si aspettava nemmeno di sentire una voce provenire da accanto a sé.
    Lentamente sollevò le palpebre, spostò la mano destra per coprirsi gli occhi dalla luce e osservò attentamente la persona in piedi poco distante da lei. Presa dal suo momento di relax non era riuscita a riconoscere la voce femminile, anche se questa le era sembrata familiare, ma in fondo non conosceva abbastanza la proprietaria di tale voce da riconoscerla sentendola e basta. Sarah Jonson era una studentessa di Corvonero di un anno più grande, con la quale Eirwen non aveva mai avuto molte occasioni di parlare. O forse avrebbe dovuto dire che, come sempre, non aveva nemmeno a creare le occasioni giuste per conoscerla meglio.*

    Ciao Sarah! Accomodati pure.

    *Rispose, prima di sollevarsi e tornare a posare la schiena sul muro alle sue spalle. Spostò anche le sue cose in caso l’altra avesse voluto accomodarsi sulla sua felpa, anzichè sedersi sull’erba fredda. Quando aveva deciso di rintanarsi in quell’angolo del cortile non aveva previsto di avere compagnia, ma in fondo la presenza di un’altra persona non le dispiaceva. L’unico problema era lo stesso che aveva sempre quando si ritrovava con persone con cui non aveva confidenza: era totalmente incapace di rompere il ghiaccio. Si morse il labbro inferiore prima di rivolgere all’altra la domanda più banale che le venisse in mente.*

    Come va? Anche tu hai deciso di stare un po’ all’aperto prima delle lezioni pomeridiane?

    *Mentalmente si tirò da sola uno schiaffo, quando si rese conto delle due domande che erano appena uscite dalle sue labbra. Certamente non conosceva abbastanza Sarah da avventurarsi in altri discorsi, ma qualcosa di meno scontato avrebbe potuto trovarlo sforzandosi un po’ di più. Abbasso lo sguardo, imbarazzata, augurandosi che l’altra non cambiasse idea subito, non sarebbe stato d’aiuto per la sua autostima.*

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 287
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Probabilmente l’idea che aveva avuto Sarah, non era stata l’unica ad averla, infatti una volta uscita dalle mura del Castello nel Giardino di Hogwarts, proprio sotto i raggi solari che erano stati regalati agli studenti in quel venerdì di Dicembre, aveva visto Eirwen. Non aveva idea se la quattordicenne era posizionata lì da molto o meno, dato che in Sala Grande non l’aveva proprio vista. Prima di avvicinarsi aveva preferito guardarla per qualche secondo da lontano, quasi come se si sentisse incerta di andare proprio in quella direzione invece di continuare la sua passeggiata negli Esterni del Castello, motivo per cui aveva scelto di uscire dopo il pranzo in Sala Grande. Lentamente si era avvicinata verso la figura sdraiata vicino al prato del cortile, notando che era sdraiata su una felpa, probabilmente per non rischiare di bagnare la divisa dato che nei giorni prima aveva piovuto e il terreno non era ancora asciutto del tutto. Quando si era ritrovata a pochi passi dalla Grifondoro un anno più piccola di lei, le aveva rivolto un saluto chiedendole se per caso potesse accomodarsi vicino a lei, magari per scambiare due chiacchiere prima che riprendessero le lezioni pomeridiane, le ultime di quella settimana. Gli occhi color verde della Quinn che fino a quel momento erano stati chiusi, forse per un riposo in tranquillità, si aprirono lentamente e nello stesso istante vennero coperti dalla mano destra della ragazza dai lunghi capelli castani. Nonostante il fastidio della luce Eirwen rimase ad osservare per pochi secondi colei che aveva davanti, Sarah, che dal canto suo non sperava in una reazione infastidita dalla giovane che soprattutto conosceva poco. Per fortuna il saluto venne ricambiato e la proposta di sedersi insieme era stata accettata, così dopo un silenzioso sospiro di sollievo la rossa con un cenno del capo e un sorriso ringraziò, felice di aver trovato qualcuno che avesse voglia di parlare con lei. Intanto la studentessa del quarto anno si stava sollevando, andando ad appoggiare la schiena sul muro, spostando le sue cose personali, un gesto molto gentile da parte sua, nel caso la nuova volesse sedersi sulla felpa restando asciutta. Con un ulteriore sorriso senza ringraziare a parole, la quindicenne si accomodò sullo spazio libero della felpa, ascoltando le due domande di Eirwen, che le chiese come andava e se pure lei avesse scelto di approfittare di restare all’aria aperta prima che cominciassero le lezioni pomeridiane.*

    Tutto bene grazie, tu invece? Proprio così, dato che tutta la mattina sono rimasta chiusa all’interno del Castello per le lezioni e lo stesso farò il pomeriggio ho scelto di uscire per fare una passeggiata, in questo periodo è raro trovare un bel tempo così… Spero di non averti disturbata mentre riposavi Eirwen, ti ho vista e mi è venuto spontaneo salutarti

    *Presa la parola con il solito sorriso stampato sulle labbra la Jonson aveva risposto alla prima domanda, ricambiandola. Quando aveva introdotto il motivo per cui fosse uscita all’aria aperto dopo aver mangiato, si era nuovamente preoccupata di aver interrotto la tranquillità della giovane e se doveva essere sincera non aveva idea del perché si fosse messa in testa di parlare con la Grifondoro, la cosa certamente non le dispiaceva, ma si chiedeva il motivo, dato che le due non erano mai state amiche in quei quattro anni di studi condivisi ad Hogwarts, forse voleva e si sentiva in dovere di conoscerla meglio.*


    @Eirwen_Quinn,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *post in stesura*



    Ultima modifica di Eirwen_Quinn mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *post in stesura*

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Un'altra settimana di scuola si stava per concludere, ma la pausa pranzo di relax che aveva deciso di concedersi si era presto trasformata in altro, qualcosa di inaspettato. Molte parole si potevano usare per descrivere Eirwen Quinn, ma tra queste senza dubbio non vi era "espansiva". Proprio per questo lo stupore si era fatto largo dentro di lei quando una sua compagna, che a malapena conosceva, si era avvicinata con l'intento di farle compagnia.
    Con sguardo attento osservò la quindicenne, non poteva esserne certa ma per un istante le era sembrato di scorgere del sollievo sul volto dell’altra. Ciò che più la lasciava perplessa era quale avrebbe dovuto essere la sua reazione: da una parte era contenta che qualcuno fosse realmente interessato a parlarle, dall’altra le dispiaceva rendersi conto che alcuni compagni dubitavano della sua voglia di compagnia. Ricacciare quelle sensazioni, quei pensieri, in profondità non fu facile, ma non era quello il momento giusto per analizzare se stessa.
    Mentre la Corvonero prendeva posto, poche e banali parole lasciarono le labbra della giovane. Aveva già iniziato a pentirsi per la sua domanda quando l’altra rispose, come già sapeva la più grande aveva meno difficoltà di lei a conversare e la sua risposta articolata, insieme al sorriso amichevole, l’aiutarono a sentirsi più a proprio agio.*

    Abbastanza bene...

    *L’incertezza di quel periodo complicato aveva regalato alla domanda un tono quasi interrogativo. In un gesto nervoso si scostò i capelli dal viso e, augurandosi che l’altra non si fosse resa conto di nulla, riprese parola.*

    Ti capisco, quando posso e quando il clima invernale lo permette cerco sempre di approfittarne per stare all’aperto.

    *Spostò lo sguardo oltre le spalle della ragazza, gettando un’occhiata al cortile in cui si trovava. Amava l’inverno, ma non vedeva l’ora di ritrovarsi nuovamente immersa nei colori che la natura regalava in primavera, aveva la sensazione di sentirsi più viva.*

    Non ti preoccupare Sarah, davvero. L’intenzione era solo di prendere un po’ d’aria fresca, avevo solo chiuso gli occhi per rilassarmi.

    *Non era sicura di essere riuscita a farle capire che non l’aveva disturbata, quindi abbassando il tono di voce aggiunse.*

    Mi fa piacere che tu ti sia fermata a salutarmi, so che non sono molto espansiva, ma non mi dispiace chiacchierare con te.

    *Concluse con un sorriso sincero.*

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 287
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *L'ultimo mese dell'anno era ufficialmente iniziato, ma per fortuna il sole quella mattinata non aveva lasciato spazio alle nuvole di neve. Durante la solita pausa pranzo Sarah Jonson era uscita dal Castello, con l'intenzione di fare una passeggiata. Raggiunto il Giardino di Hogwarts la quindicenne aveva adocchiato da lontano una ragazza con dei lunghi capelli castani che indossava la divisa di Grifondoro: si trattava di Eirwen Quinn. La ragazza fino a quel momento non aveva mai fatto parte del suo "cerchio delle amicizie", di certo non per antipatia. Per un motivo sconosciuto la rossa aveva deciso di avvicinarsi per capire se si trattasse proprio della giovane un anno più piccola di lei, trovandola sdraiata sulla sua felpa. Senza dar troppo peso al fatto che la quattordicenne stesse riposando, le aveva rivolto un saluto amichevole, pentendosene subito dopo temendo di averle in qualche modo creato disturbo. Già all'inizio la Grifondoro era rimasta perplessa dell'arrivo della Corvonero, dato che in quei quattro anni passati al Castello di Hogwarts avevano avuto solo rare occasioni per scambiare quattro chiacchiere, forse sarebbe stato il momento per conoscersi meglio. Insieme al saluto la Jonson aveva chiesto se si poteva sedere per farle compagnia, le era anche dispiaciuto vederla lì da sola, sapeva cos'era la solitudine ed era sensibile in quell'argomento avendola provata sulla sua stessa pelle anni prima. Nel momento in cui si stava accomodando sulla stessa felpa della quattordicenne, ella le chiese come stava e subito dopo Sarah le rispose che andava tutto bene, ricambiando la domanda. Con un gesto nervoso e voce incerta la castana le rispose che andava abbastanza bene, facendo capire alla più grande delle due che qualcosa, o forse più di una cosa, non andava.*

    So che non sono affari miei, ma perchè quell'"abbastanza"?

    *Chiese qualche secondo dopo, con un volto serio. L'ultima delle sue intenzioni era quella di essere un impicciona, però si era preoccupata per la ragazza, seppur non la conoscesse molto bene. Dopodichè rimase in completo silenzio, aspettando una risposta, se la quattordicenne non avesse voluto darle una motivazione del perchè non stesse molto bene di certo non avrebbe insistito per farla parlare. Intanto Eirwen rispose al discorso della quindicenne sulla decisione di fare due passi durante la metà del giorno, dicendo che la capiva spiegando che quando poteva e il clima lo permetteva approfittava spesso del bel tempo, smettendo di osservare la Jonson per gettare un'occhiata al cortile in cui si trovavano le due ragazze. Per l'ennesima volta la Quinn rassicurò la compagna dicendole che non l'aveva disturbata e la sua unica intenzione era quella di prendere un po' di aria fresca, chiudendo poco dopo gli occhi per rilassarsi. La corvetta si limitò ad annuire senza aggiungere nient'altro, non dubitava delle parole appena dette. Entrambe rimasero in silenzio, fino a quando la castana ruppe il ghiaccio con un sorriso sincero, dicendo che le faceva piacere che si fosse fermata a salutarla, sapendo che non era una gran chiacchierona, e non le dispiaceva scambiare qualche parola con lei.*

    Figurati, ti ho vista qui da sola e nemmeno a me dispiace la tua compagnia. Comunque ti capisco, anche io fino a qualche anno fa non ero una gran chiacchierona diciamo.

    *Sorrise anche lei, non proseguendo il suo discorso dato che probabilmente alla ragazza di fronte non interessava granchè la storia della sua vita, in particolare quella piuttosto difficile vissuta nel mondo babbano durante l'età infantile.*

    @Eirwen_Quinn,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Doveva saperlo, si disse, che sperare che una studentessa appartenente alla Casa di Corvonero non si accorgesse di qualcosa era una vana illusione. Era talmente poco abituata a parlare con le persone però che non era riuscita a nascondere l’incertezza nella sua voce, o forse il problema era che più di tutto non era abituata a rispondere alla banale domanda che le era stata posta. Così eccola lì, a cercare di sviare il discorso parlando della sua necessità di starsene all’aria aperta il più possibile.
    Fu solo quando il silenzio riempì lo spazio tra le due che, con un pesante sospiro, si decise a rispondere, colmando il vuoto di una seppur minima spiegazione della parola pronunciata poco prima.*

    Abbastanza perchè...beh perchè da un po’ di tempo sto passando un periodo diciamo complicato a livello personale.

    *Sapeva che quella frase poteva voler dire tutto e niente, ma non era in grado di fare più di così al momento. Solo in tre occasioni era riuscita a rivelare qualcosa di più sulla sua vita privata e solo di una di queste non si era pentita almeno una volta.
    Conscia del fatto che quell’ennesimo tentativo di conversazione non stava andando granchè, prima ancora che l’altra avesse il tempo di rispondere tentò di rimediare. Non voleva impedirle di commentare quanto aveva appena detto, piuttosto sperava di farle capire una volta per tutte che non era infastidita dalla sua presenza. Non era sicura che affermare “non mi dispiace parlare con te” fosse il modo giusto per dimostrarsi disponibile per una chiacchierata, ma a giudicare dalla risposta e dal sorriso della più grande non doveva essersela cavata proprio male.
    Fu uno sguardo perplesso quello che però accolse le parole della Corvonero. Non per la prima volta infatti si chiese come a qualcuno potesse fare piacere la sua compagnia, difficilmente trovava argomenti di conversazione che non fossero scolastici e si dimostrava fin troppo spesso distaccata anche se gentile. Sulla punta della lingua sentiva premere quella domanda, ma con uno sforzo fu un altro il quesito che lasciò uscire dalle sue labbra.*

    Anche tu sei una Nata Babbana giusto?

    *Faticava a immaginare la rossa meno loquace, ma aveva un’idea di quale potesse essere il motivo di quanto aveva appena affermato.*

    @Sarah_Jonson,