Hogwarts - Piano Terra
Hogwarts - Piano Terra


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Rhiamon_Mccarthy


  • Rhiamon_Mccarthy

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 191
       
       

    [DORMITORIO SERPEVERDE]


    *Il coprifuoco era scattato da diverse ore, il silenzio riverberava tra le fredde mura di pietra a vista del sotterraneo dei Serpeverde, era pressochè assordante, rimbombava e si schiantava nei corridoi vuoti. Lievi respiri si univano aritmici in quell’atmosfera mite e calma. Il fuoco scoppiettava nei camini così da allontanare l’umidità, anche se andava pian piano verso il suo estinguersi, mostrandosi come braci ardenti nel buio, rosse e lucenti, ma dalla vita breve. I soffitti a volte si nascondevano nella coltre oscura delle tenebre rendendosi invisibili allo sguardo. In uno dei letti, una giovane studentessa, sbuffava rigirandosi spazientita. Il sonno non giungeva, Hypnos - la divinità greca del sonno - si era dimenticata di lei. Le lenzuola le si avviluppavano sulle gambe facendola sentire in trappola, il guanciale le pareva duro come un pezzo di marmo, il silenzio la assordava e il respiro degli altri studenti le giungeva sotto forma di sussurri raccapriccianti che di certo non conciliavano il sonno, le braci ardenti la scrutavano come occhi demoniaci.*

    Oh al diavolo!

    *Mormorò scalciando via le lenzuola e il copriletto. Afferrò una felpa e se la infilò così da non avere freddo, prese il suo catalizzatore di legno di Tasso e crine di Thestral e se lo infilò tra la pelle e l’elastico dei pantaloncini. Si diresse verso la sala comune, sperava che lì ci fosse un po’ più di luce e che i suoi demoni si dissipassero concedendole finalmente il beneficio del riposo. Però, giunta nell’ampia sala, si rese conto che la situazione era immutata, se non peggiorata rispetto alla sua camera. Infatti le ampie dimensioni facevano apparire il buio più denso e la luce più fioca, i sospiri si sommavano e riverberavano con maggior intensità. Guardò il corridoio buio da cui era arrivata, dubbiosa sul da farsi. Se fosse tornata in camera si sarebbe ritrovata di nuovo punto e a capo, ma la sala comune non pareva una valida alternativa.*

    Ho bisogno di vedere la luna…

    *Disse facendo il primo passo deciso verso l’uscita al sotterraneo. Sapeva che non sarebbe dovuta uscire, ma camminare e guardare il cielo chiacchierando con l’astro argenteo le aveva sempre portato un senso di benessere che in quel momento non riusciva proprio a rievocare. Sfiorò il pensiero di uscire e fare un giro nel giardino godendosi l’aria fresca e la vista del firmamento.*

    Un passo alla volta…

    *Si rimproverò per imporsi la calma, doveva prima giungere fino al portone senza farsi scoprire, scostarlo silenziosamente e uscire. Non era detto che l’impresa fosse fattibile da sola. Una parte del suo cervello assaporava già l’idea dell’erba fresca che si appiattiva sotto i suoi piedi nudi sprigionando il suo tipico odore, si beava già della luce opalescente della luna, percepiva il silenzio cedere il passo ai versi dei gufi a caccia, dei pipistrelli e degli altri esseri notturni. Attraversò quasi di corsa la sala comune e varcò l’uscio piombando nell’oscurità più completa.*

    Lumos

    *Bisbigliò dopo aver estratto la bacchetta e aver accompagnato la formula con il movimento appropriato, la punta si illuminò di una flebile luce che le permise di orientarsi meglio. Iniziò ad avanzare furtiva, in punta di piedi.*

    [SALONE D’INGRESSO]


    *Il portone le si stagliava davanti, a separarli solo l’immenso atrio. Il percorso fin lì era stato più o meno tranquillo: aveva dovuto aspettare un po’ quando era giunta alle cucina per paura che qualcuno la vedesse, aveva anche tentennato pensando di tornarsene a letto, ma la consapevolezza che non avrebbe comunque dormito l’aveva spinta a proseguire. Gli elfi domestici che ancora si affaccendavano in cucina erano fin troppo occupati per badare a lei che sgusciava come un ratto. Un altro momento critico si era verificato poco prima della scala che l'avrebbe condotta al primo piano. Quando un suono ruppe il silenzio mandandola nel panico, si acquattò contro il muro nascondendo la bacchetta e la sua luce con il suo corpo, rimase ferma per un tempo che le parve interminabile, poi il suo cervello riprese a funzionare e le fece intendere che era la torre dell'orologio che batteva la mezzanotte. Rhiamon roteò gli occhi prendendosi gioco di se stessa, ricominciò a respirare e riprese la marcia.*

    L'ora delle streghe...

    *Pensò tra sé mentre le affiorava sul viso un ghigno beffardo. I suoi piedi emisero un lieve scalpiccio sul pavimento dell'ingresso, percorse la distanza praticamente correndo. Spense la luce della bacchetta, nel salone non serviva, le ampie finestre permettevano alla luce di filtrare e vedere con una certa chiarezza. Finalmente era giunta al portone, la libertà era vicina. Allungò una mano per toccarne la superficie e testarne la resistenza quando un immenso boato riverberò per la sala. La ragazza sentì i capelli rizzarsi sulla nuca, volse il capo alla ricerca dell'origine del rumore anche se una vocina nella sua testa urlava a squarciagola dicendole che era lei la causa. Aguzzò la vista per capire sia cosa fosse successo sia per sondare la situazione e capire se era in pericolo, per il momento non le pareva ci fosse qualcuno in arrivo, quindi iniziò a cercare un nascondiglio sicuro.*

    @Aerith_Walsh,