• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
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    Role Aperta da Daphne_Harris




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne Harris si trovava nella sua casetta al Villaggio, un luogo intimo e carino, preso in affitto per l'estate. Il suo migliore amico @Alex_Foster, stava riposando nella camera per gli ospiti, quando la giovane si ricordò di dover raccontare un avvenimento che lo riguardava, che aveva turbato la mente di Daph. La volta scorsa, quando si erano visti al bar,si era proprio tolta dalla mente di ciò che era accaduto giorni prima con Dub, la sua ragazza. Stava sistemando casa con semplici e brevi gesti della bacchetta, pulendo e ordinando un po', ciò che avevano usato per il pranzo.*

    Alex... meglio che vada da lui.

    *Pensò Daph, finendo con un gesto di sistemare l'ultimo piatto e soddisfatta iniziare a salire le scale di legno che portano al piano di sopra, dove si trovano le camere da letto. Lentamente, un piede dopo l'altro, si avvinava a lui, in quella camera che aveva riposto per lui. Il suo amico era la persona più presente nella vita della Tassa, come sperava di esserlo lei, per il Corvetto.*

    Alex, posso entrare?

    *Chiese la giovane dopo aver bussato in camera sua.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
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    *Una doccia pomeridiana era l'ideale per buttare via preoccupazioni, angosce e stupidi pensieri. Daphne era di sotto, in cucina, ostinata a pulire tutto senza farsi aiutare, così il ragazzo mentre usciva dalla doccia poteva star tranquillo di poter percorrere il corridoio del piano di sopra senza imbattersi in lei e fare una figuraccia pessima. Tuttavia sfrecciò deciso verso la sua camera, chiudendo la porta alle sue spalle: quanto tempo era passato da quando era li? Forse un pò troppi giorni, e lo zio, sicuramente, aveva cominciato a preoccuparsi, per non parlare del suo "rettile-per-amico" Scar, il quale non lo aveva mai abbandonato da quel giorno.*

    Già... quel giorno...

    *Un sorrisino curvò le labbra del Corvonero, poggiato di spalle alla porta, con l'asciugamano stretto in vita. La sua mente andava all'indietro, come faceva ultimamente sempre più spesso, questa volta alla sua prima esperienza da Rettilofono: aveva nove anni, quando lo zio indietreggiò alla vista di un Boa Constrictor non molto grande, ma con le fauci spalancate, minaccioso. Stranamente il bambino sentiva quel sibilo come una voce, prima lontana ed incomprensibile, poi come sempre più chiara e sinistra, inquietante.*

    Lascialo stare!

    *Pronunciò quelle parole con decisione, spaventato, o per lo meno, lo credeva: il serpente, in posizione di attacco, ricadde a terra, quasi come costretto con la forza, innocuo come un cagnolino. Lo zio, dal canto suo, era spiazzato. Aveva cominciato a vestirsi, quando una voce familiare, la voce della padrona di casa, lo riportò alla realtà.

    Alex, posso entrare?

    *Era... non proprio presentabile, mentre sfrecciava verso il letto, alla ricerca dei pantaloni.*

    Ehm... un secondo...

    *Li infilò al volo, cercando a tentoni la maglia e sbattendo di stinco contro il letto, imprecando sottovoce, prima di correre verso la porta, infilando la maglia, con i capelli più arruffati del solito, aprendo alla padrona di casa, con un sorriso:*

    Ciao Daph...

    *Era stata una vera e propria impresa riuscire ad aprire quella porta, ma la faccia di Daphne non prometteva nulla di buono, se la conosceva un minimo. Si accigliò un secondo, facendo un passo indietro per permettere alla ragazza di entrare nella camera, chiedendole poi:*

    Tutto bene?

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne era davanti la porta, in attesa dell'amico che aprisse alla porta, sistemandosi per quanto poteva i riccioli ribelli, più scombinati che mai. Il giovane dentro aveva risposto, lei attendeva il momento giusto per entrare.*

    Che sta combinando.

    *Pensò la ragazza con un sorriso, prima di sentire uno strano rumore, qualcosa che era sbattuto o caduto, ma non udì l'amico, quindi era tutto sotto controllo. Nella sua mente intanto si preparava il discorso, di parole che sarebbero presto giunte alle orecchie del Corvonero. La porta si aprì, con un giovane dai capelli arruffati quanto i suoi, salutando la ragazza con un sorriso, che svanì poco dopo che la ebbe fatta accomodare in camera. La Tassa silenziosa si accomodò in un divanetto ai piedi del letto.*




    *La giovane si guardò intorno, osservando con quanto ordine era mantenuta la camera, indugiando solo sul telo che era vicino a lei nel divano. Daph intuì che si era appena fatto la doccia, motivo per il quale aveva atteso fuori e per i capelli del giovane che sembravano aver preso la corrente.*

    Dobbiamo parlare si.

    *Osservò il ragazzo, abbozzando un debole sorriso, non sapendo come avrebbe potuto prendere quello che era accaduto.*

    Ho cancellato il ricordo del tuo futuro a Dub.

    *Le parole le uscirono tutte d'un fiato, sperando di non far infuriare l'amico e perdere di nuovo la sua fiducia, ma se aveva compiuto quel gesto, era solo per il suo bene. Non aveva tremato la sua voce, ma era ferma e decisa.*

    Spero capirà.

    *La mente vorticava al giorno in cui aveva abolito il ricordo di Alex Mangiamorte e la cosa la turbò. Con Daph il segreto era al sicuro, ma Dubh aveva dato segno di debolezza e di un peso che non avrebbe sopportato per anni, era stato giusto così, ma adesso toccava all'amico dire qualcosa. La giovane era in attesa, con un silenzio carico di tensione, forse, solo perché temeva la reazione dell'amico, o di un'altro ceffone che le avrebbe spezzato il cuore. Gli voleva bene e se aveva compiuto quel gesto, il motivo era più che valido.*

    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *Come previsto, il viso della ragazza non prometteva davvero nulla di buono. La vide avanzare nella camera, guardandosi attorno, e poi sedersi sul divano ai piedi del letto, quel letto tanto comodo e accogliente, che gli faceva dormire sonni tranquilli, tranquilli come mai prima in vita sua.*

    Accidenti! Ti chiedo scusa...

    *Esclamò il ragazzo, prendendo il telo dal divano, piegandolo velocemente e riponendolo nel bagno accanto alla camera, tornando poi nella stanza, guardando la ragazza.*

    Dobbiamo parlare si.

    *Lo sapeva, ma improvvisamente al Corvonero venne un pensiero in mente, un possibile motivo per il quale la ragazza voleva parlargli.*

    Ti chiedo scusa, ho approfittato anche troppo della tua ospitalità...

    *Le parole di lui furono interrotte da quelle di Daphne, pronunciate in modo secco, deciso, quasi spietato*

    Ho cancellato il ricordo del tuo futuro a Dub.

    *Silenzio. Un silenzio opprimente, che rischiava di diventare assordante, riempiva le orecchie e la mente del Corvonero. Cosa aveva fatto? Sentì la sua espressione farsi neutra, i suoi occhi ridursi a due fessure e la sua mano cercare la bacchetta in Ebano, mentre una violenta rabbia gli bruciava il petto.*

    Perchè...?

    *Prima che se ne rendesse conto, la sua mano sinistra stringeva la bacchetta dal legno nero, ma era conscio che non avrebbe neanche mai provato a puntargliela contro. Poggiò la schiena contro lo stipite della porta, facendosi scivolare giù, seduto a terra, mentre il rumore di legno della bacchetta che cadeva a terra riempiva quell'improvviso silenzio. Perchè gli aveva fatto una cosa del genere? Come aveva potuto farle questo?*

    Che cosa hai fatto, Daphne?

    *Non se lo sarebbe mai aspettato da lei... ma al momento era solo interessato a sapere perchè aveva fatto quello che aveva fatto. Sapeva che lei agiva solo se necessario, che se faceva una cosa del genere era per un motivo valido... ma ora voleva, doveva sapere il perchè... o non glielo avrebbe mai perdonato. Era li, a guardarla con una stretta al cuore, amareggiato.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Un silenzio gelido si infiltrava nelle orecchie di Daphne, che continuava a guardare il suo amico, ogni movimento, ogni espressione e ciò non prometteva nulla di buono. Doveva parlare più chiaramente, perché così, aveva solo lanciato un pietra, adesso bisognava mostrare anche la mano. Lui avrebbe capito, non era un bambino, era piuttosto maturo ed era un adolescente ormai, molto sveglio e dalla mente aperta a capire le ragioni che l'avevano spinta a cancellare il ricordo a Dubhe. La mano del ragazzo andò in direzione della sua bacchetta, lo sguardo faceva paura, ma Daph era calma, sapeva che non l'avrebbe toccata e poi, aveva il suo scudo protettivo se lui si sarebbe deciso a scagliarle contro qualche incantesimo. La rabbia si vedeva sul suo volto, aleggiava per la camera azzurra come il cielo, la palpava, come se potesse stringerla nel suo pugno, se solo si potesse afferrarla. La ragazza non disse nulla, non voleva interromperlo in un momento come quello, non voleva dire qualcosa che lo avrebbe potuto ferire, ma la verità lui l'avrebbe compresa e accettata. Il ragazzo poggiò la schiena sullo stipite della porta, fino a lasciarsi scivolare per terra, mentre con un leggero tonfo, la sua bacchetta, si posava al suo fianco, interrompendo un'altro breve silenzio, prima che riprendesse a parlare, con un voce carica di dolore. Un dolore che poche volte si era disegnato così carico nel suo viso dolce.*

    Voleva dimenticare...

    *Il suo tono neutrale non faceva carpire alcuna emozione, ma doveva delle spiegazioni in più, o lui l'avrebbe sicuramente abbandonata per sempre.*

    Mi aveva confessato il tuo futuro, si sentiva il peso di sopra, come fosse troppo grande da accettare. Pensava a noi, l'uno contro l'altro, nel sogno dopo averle cancellato la memoria. Era così stressata da quel pensiero che mi è svenuta davanti.

    *Raccontò brevemente di quel'incontro con la ragazza del suo amico, cercando e sperando di dargli qualche spiegazione e far placare quel dolore e quello sguardo che la stava ferendo come una lama dritta nel petto.*

    Temevo potesse non reggere a lungo, così mentre lei era svenuta, le ho cancellato quel ricordo. Solo quello.

    *Alzandosi dal divanetto, osservando l'amico, lo sguardo carico di affetto. Non avrebbe rinunciato mai a lui, anche a costo di ferirsi, ma non avrebbe dato mai in pasto ai Dissennatori il suo più caro amico. Mai. Dubh era ancora giovane e preoccupata e non avrebbe potuto reggere a lungo l'idea del suo ragazzo Mangiamorte e della sua amica Daphne Auror, a lottare tra di loro, anche se lei non sapeva che non si sarebbero mai e poi mai potuti farsi del male. Erano legati da un filo saldo e forte, che nessuno poteva rompere o anche solo scalfire e il suo cancellare la memoria alla sua ragazza, non era stata una buona idea, ma un'ottima idea a parere della Tassorosso. Si era impegnata molto a tenere il suo segreto al sicuro, sperava che il suo lavoro venisse solo apprezzato, perché non voleva perdere il suo amico per il suo futuro. Non avrebbe potuto accettare un suo rifiuto dopo aver confessato il perché della sua azione a fin di bene.*

    L'ho fatto solo per te e per proteggere quel che diverrai, nonostante saremo in due schieramenti diversi, io tengo a te e ti proteggerò sempre.

    *Dolcemente, un'altro passo, piccolo, insicuro adesso. Non sapeva se colui che aveva davanti, avrebbe odiato l'azione che aveva compiuto, ma doveva capire che era stato giusto così, che aveva solo riposto il suo segreto al sicuro. Il suo posto era insieme a Daphne, nella sua mente, protetto. Un ricordo come quello non poteva essere spifferato a destra e a manca, ma lei non avrebbe mai e poi mai, detto a qualcuno il segreto di Alex.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *La spiegazione tardava ad arrivare, e quel silenzio cominciava ad essere pesante, davvero troppo pesante per lui. Qualcosa non andava, o la motivazione che aveva spinto Daphne a fare una cosa del genere era davvero troppo grave, un qualcosa che non aveva considerato, forse? Ma a cosa non aveva pensato? Qualcosa gli sfuggiva, ed era davvero troppo esasperante.*

    Voleva dimenticare...

    *Parole neutre, espresse in tono incolore, vuoto. Il significato, tuttavia, non era sconosciuto al ragazzo, un significato, un qualcosa che non aveva considerato, oppure che, semplicemente, aveva ignorato. Aveva bisogno di sfogarsi, e lei era stata la vittima del suo egoismo.*

    Mi aveva confessato il tuo futuro, si sentiva il peso di sopra, come fosse troppo grande da accettare. Pensava a noi, l'uno contro l'altro, nel sogno dopo averle cancellato la memoria. Era così stressata da quel pensiero che mi è svenuta davanti.

    *L'aveva tradito, dunque? Aveva tradito il suo segreto? No, era stato lui a tradire se stesso. Era stato lui a mettere Dubhe in una situazione scomoda, in una situazione nella quale non sarebbe mai dovuta trovarsi. Eppure perchè provava un pò di rancore, nei suoi confronti?*

    Temevo potesse non reggere a lungo, così mentre lei era svenuta, le ho cancellato quel ricordo. Solo quello.

    *Non faceva una piega, tutto tornava. Daphne era in piedi, e si avvicinava a lui. Il ragazzo, a sua volta, si alzò, prendendo la bacchetta tra le dita, restando a guardare il pavimento, senza incrociare lo sguardo di Daphne.*

    L'ho fatto solo per te e per proteggere quel che diverrai, nonostante saremo in due schieramenti diversi, io tengo a te e ti proteggerò sempre.

    *Si allontanò da lei, assorto da mille pensieri, nonostante la ragazza cercasse di avvicinarsi a lui, in modo cauto, quasi temendo una sua reazione negativa. No, non avrebbe urlato, questa volta. Non si sarebbe disperato, questa volta: avrebbe affrontato la situazione da ragazzo, non da bambino, non come il bambino che, infondo, non era mai stato.*

    Non ho mai avuto una vera e propria infanzia. L'infanzia è per pochi, mentre io venivo trattato sempre come un piccolo aduto. Non erano contemplati capricci, non era contemplata l'immaturità dovuta alla tenera età, in casa mia.

    *Avanzava, indeciso su dove andare, se verso il letto, la parete o la porta, lasciando la stanza, ma si allontanò da quest'ultima, puntando alla parente.*

    Ho sempre dovuto prendere la responsabilità delle mie azioni e delle mie scelte. Ma, adesso, temo di essere caduto nella tana del Bian Coniglio, come Alice.

    *Le dita della mano destra, timide, indecise, sfiorarono la parete azzurra della camera, distratte, mentre con tono basso, nel quale risuonava un eco di distrazione, tristezza, e decisione, veniva fuori dalla sua gola, dal suo cuore.*

    Ho fatto una scelta... e ad ogni azione, segue una reazione: una regola che gestisce l'universo, e non solo quello babbano, ma anche quello del mondo magico. Non sarà al sicuro con me, nessuno, sarà al sicuro con me.

    *Le dita scivolarono giù, mentre quel monologo riferito più a se stesso che a Daphne si avviava alla conclusione, amara, sofferta, ma decisa.*

    Non avrò più scusanti, sulla mia assenza. Non posso dirle più di mio zio, di ciò che facciamo, non può più venirne a conoscenza. Devo troncare la mia relazione con lei. Devo troncare ogni rapporto d'amore che verrà, devo proteggere colei che amerò, o non amerò davvero.

    *Una piccola pausa, mentre gli occhi incrociavano il viso di Daphne, ma non il castano dei suoi occhi.*

    L'egoismo è dei bambini, e non mi sento un bambino da tanto, troppo tempo. Ho scelto il cammino delle tenebre... e nelle tenebre, l'amore non è contemplato. Si trova nella luce, nella gioia. Non avrei che da offrire morte e peccato. Non avrei, non avrò, da offrire nulla se non la morte ai miei nemici. Lealtà ai miei compagni... e sventura, a chi incrocerà il mio cammino.

    *La bacchetta in Ebano parve sibilare, sibilare di un suono strano, quasi possedesse una vita propria, quasi fosse conscia di quanta sofferenza, dolore e morte avrebbe seminato.*

    Ma funziona così, non è vero? C'è chi protegge la vita, come te, Daphne...

    *E solo allora, per un breve istante, incrociò gli occhi della ragazza, tornando a fissare le pareti della stanza, in cui la sua mente si divertiva a disegnare cose strani, come delle visioni su ciò che sarebbe stato, su come sarebbe diventato, su ciò che avrebbe fatto nella sua vita da indegno mago.*

    ... e c'è chi, come me, lotta per spegnere vite, per mieterle, per far raccogliere fuoco e morte ai miei nemici. E' il cerchio della vita: non esisterebbero gli Auror se non ci fossero i Mangiamorte. Non ci sarebbe uno scopo, per nessuno dei due, se l'altro non esistesse. Ho dato a Dubhe un fardello troppo pesante da portare sulle spalle, un fardello derivato da me, dalla persona che dovrebbe amarla.

    *Una smorfia di dolore, di rabbia verso se stesso gli curvò il viso, mentre una scintilla di consapevolezza, dura come l'acciaio e indistruttibile come il rapporto d'amore tra una madre e un figlio gli corrompeva anche la voce, facendola diventare innaturalmente fredda, risoluta e ferma.*

    Ma è arrivato il momento che io sconti la mia colpa: mi congenderò da lei senza ovviamente darle tutte queste spiegazioni. Lascerò che mi disprezzi, che mi detesti come altrimenti avrebbe fatto in futuro. La mia prima vittima, seppur in modo non deciso e voluto da me, è stata lei. Ha pagato la mia scelta con l'angoscia che l'ha spinta a sfogarsi con te, e ti sarò eternamente grato per ciò che hai fatto per me... ma è arrivato il tempo, ormai... che il piccolo uccellino impari a volare via dal nido, un nido, nel quale non ha mai trovato posto. Imparerò pian piano a volare e a costruirmi un nido, dal quale nessuno potrà mai scacciarmi. Raccoglierò ciò che semino, come giusto che sia.

    *Concluse quel monologo, deglutendo e sedendosi sul letto, posando la bacchetta, che aveva tenuto con estrema delicatezza fra le dita, nonostante tutta quella situazione. Mille pensieri gli riempivano il cervello, ormai, e la confusione cominciava a dar posto alla decisione, alla chiarezza, la chiarezza di un futuro che si stava costruendo con le sue mani, senza il merito di nessuno.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne era ferma, dinanzi il ragazzo, che invece, dopo essersi alzato dal pavimento, cambiava direzione, dritto a quelle pareti azzurre come il cielo. I pensieri sicuramente vorticavano nella sua mente, ma anche Daph era avvolta da essi; incessanti e opprimenti, si facevano strada in quella testa che ne era ormai piena, affollata, come le strade di Diagon Alley per gli acquisti scolastici. Il giovane parlava, facendo un discorso tutto suo, una specie di monologo su quello che sarebbe avvenuto nel suo futuro, confessando quanta negatività e orrore avrebbe provocato, alla sofferenza che avrebbe causato a Dubhe e che le aveva già causato, con ciò che le aveva raccontato prima. Ma una cosa ancora non la capiva: la Tassa le aveva cancellato la memoria, quindi non si poneva più il problema del futuro di Alex, neanche di tutto il peso che la Corvonero aveva dentro.*

    Non deve più preoccuparsi del suo futuro, anche perché con me, il suo segreto è al sicuro.

    *Pensò la giovane, osservando ancora il giovane muoversi, lo sguardo era serio, mentre egli parlava del dolore che avrebbe causato, delle morti che avrebbe seminato, del futuro che tanto opprimeva, adesso, anche lei. Non avrebbe mai aggredito il suo migliore amico, quel ragazzo che aveva accolto sin dal primo giorno, al quale aveva dato affetto e amore dalla loro prima volta in cui si conobbero, che aveva anche ospitato a casa sua e che non avrebbe mai voluto far andare via da quel luogo. Daphne lo sentiva distante, lontano dal lei e da quello che era il suo affetto per lui, ma molto probabilmente lo faceva come per proteggersi dall'amicizia che provava e dal dolore che invece, avrebbe causato in seguito. Non le importava. Non le importava che avrebbe distrutto vite, che avrebbe seminato il panico e che sarebbe stato nello schieramento opposto. No, a lei interessava solo il suo bene e quello che poteva, lo avrebbe dato lei. Il dubbio sorgeva nella mente della ragazza però, un dubbio che la tormentava e la faceva sentire male. Il fiato era corto adesso, il cuore le doleva: lui avrebbe voluto lo stesso bene Daph se diveniva Auror e lui era nello schieramento opposto? Vi era ancora la possibilità di restare migliori amici, se tutto andava contro di loro? La giovane avrebbe lottato con le unghie e con i denti per mantenere accesa la loro amicizia e quello che sarebbe potuto essere il loro rapporto.*

    Tu dal mio cuore non andrai mai via, lo sai?

    *Il pensiero che sempre più forte, si faceva strada, unendosi sempre di più al cuore della ragazza, che non avrebbe mai e poi mai, lasciato andare via il suo amico Alex Foster. Il ragazzo finì il discorso, per quelle che parvero ore, sedendosi sul letto e lasciando la bacchetta al suo fianco. Daphne non sapeva che fare, se era il caso di farsi strada e sedersi vicino a lui, o dire solo una parola e lasciarlo solo a pensare.*

    Non posso lasciarlo qui da solo. Io ho bisogno di lui.

    *La ragazza si fece forza, dirigendosi dunque verso il suo letto a baldacchino, sedendosi al suo fianco e posando la mano sulla sua gamba. Voleva far capire lui, che sarebbe stata sempre al suo fianco, per il resto dei suoi giorni.*

    Io ci sono sempre per te e starò sempre al tuo fianco, qualunque siano le tue scelte. Io voglio bene te, com'eri, come sei e come sarai, non importa, per me, sei sempre il mio Alex.

    *Non lo guardava, ma il suo tono dolce e la sua mano salda nella sua gamba, davano lei un senso di calore che sprigionava in ogni dove. Il suo affetto si poteva notare a miglia di distanza, perché si erano sempre voluti bene e non sarebbe cambiato solo per il loro futuro opposto.*

    Tu puoi stare qui tutto il tempo che vuoi, ti accoglierò sempre a braccia aperte. Se per questo, nemmeno te ne farei andare. Non sei un bambino, non lo sei mai stato, ma voglio darti l'affetto che non hai mai ricevuto, voglio renderti parte di una famiglia, come vorrei farne parte anche io. Siamo giovani è vero, ma nessuno ci vieta di stare in una casa insieme, e prenderci cura l'uno dell'altra.

    *Un sorriso apparve sul volto della ragazza, carico di gioia al pensiero che sarebbe potuto essere il loro futuro, la loro compagnia, il loro abitare sotto lo stesso tetto, insieme.*

    Tu prendi le decisioni che ritieni più giuste, ma sappi che ti sarò vicina, in ogni istante, in ogni scelta. Sei un adolescente, ma sei più maturo di qualsiasi altra persona che conosca, che si fa carico delle sue responsabilità, che lotta per ciò che vuole ottenere, che si fa strada, nel bene o nel male, in questo mondo che ti ha dato molta sofferenza. Ti comprendo sai?

    *Lasciò un secondo il sospeso la domanda, senza però lasciare troppo tempo al ragazzo di rispondere.*

    Le sofferenze che hai provato, una famiglia assente, sei dovuto crescere da solo e lo capisco. Una cosa sola ti chiedo: permettimi di aiutarti, di crescere insieme, di far ancora parte della mia vita, come tu lo sei nella mia.

    *Un'altro sorriso, debole, intimorito da quella che sarebbe potuta essere la risposta del ragazzo, da quello che sarebbe potuto venire fuori una volta aperta la sua bocca.*

    Io ti starò sempre vicino, ma tu ti prego, permettimi lo stesso.

    *La ragazza finì di parlare, stringendo la mano che piano aveva preso all'amico, stranamente calda, accogliendo la sua in essa, sperando che non la rifiutasse, sperando che accettasse quel gesto, che accettasse lei.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Era li, con la testa che girava più veloce di una giostra, con il cuore che batteva piano, con una tremenda voglia di urlare, sparire, morire. No, non andava contro le sue scelte, no, non rimpiangeva nulla. Era disposto a vivere una vita solitaria, come previsto, senza mai amore. Ma riguardo gli affetti? Nessuno poteva impedirgli di avere amici. Pochi ma buoni, magari, ma comunque l'avere qualcuno poteva benissimo essere una cosa positiva, un qualcuno che potesse supportarlo, consigliarlo.*

    Sveglia, Alex! La tua unica compagna è la tua bacchetta, e dove non arriva lei, li ci sono io. Mai fidarsi di qualcuno, è fidarsi del nemico!

    *Erano queste le parole dello zio, dure ma veritiere, e non facevano che rimbombare nel suo cervello, nei momenti di debolezza. Si, doveva imparare molto da lui, a livello di incantesimi e tutto il resto ma, cosa più importante, doveva imparare a filtrare ciò che gli veniva detto: non avrebbe fatto il classico errore di assorbire anche il modo di pensare di qualcun altro. Aveva una sua intelligenza, una sua testa, e cominciare a pensare con la testa di qualcun altro, era partire per una crociata che non è la propria.*

    Abbraccio i tuoi ideali, non il tuo pensiero.

    *Erano quelle le parole che aveva ripetuto tante volte allo zio, lasciando il Mangiamorte contraddetto, indeciso se continuare a dirgli le sue opinioni o star zitto, ma per fortuna, questi sceglieva sempre la seconda opzione. Una mano calda, d'improvviso, si posò sulla sua gamba, mentre una voce dolce, calda e familiare riempiva il gelido e pesante silenzio della stanza, lasciando il ragazzo con gli occhi sbarrati. Erano parole nuove, quelle che risuonavano nelle orecchie del Corvonero, parole di speranza, di affetto, di famiglia. Diverse volte fu sul punto di interrompere Daphne, diverse volte avrebbe voluto stringerla a se, bloccando le sue parole, ma tutte quelle volte si costrinse ad ascoltare in silenzio, a stare fermo, finchè, con un sorriso e le lacrime agli occhi, mormorò in direzione della ragazza:*

    Sai... se c'è qualcosa che ho capito, in tre anni scolastici, è che non c'è magia più grande del suono della tua voce. Saresti in grado di convincere i sassi a diventare sabbia e al mare di tramutarsi in fuoco.

    *Ridacchiò, intrecciando le sue dita a quelle di lei, prima di ritirare indietro le lacrime e dirle in un sussurro, inchiodando i suoi occhi in quelli di lei:*

    Si, sarò un mago oscuro, Daph... ma, se possibile, non vorrei buttare all'aria quel nostro progetto... quello di vivere assieme, intendo. Tengo troppo a te, e...

    *Si interruppe, mentre una nuova idea prendeva vita nella sua mente, un'idea che non aveva neanche considerato.*

    ... e credo... che mi dovrò impegnare abbastanza nei G.U.F.O. Insomma... se voglio lavorare come Auror, avrò bisogno di voti fantastici. Si, pensavo di lavorare al Ministero come infiltrato. Se te lo dico è perchè mi fido di te, e so che la mia fiducia e molto più che ben riposta.

    *Diede un bacio sulla fronte della ragazza, facendole poi l'occhiolino.*

    Così avrò modo di tenerti d'occhio, signorina Harris.

    *Un gran sorriso, seguito da una carezza al viso della ragazza, concludendo:*

    Proprio come tu sarai sempre con me... io guarderò sempre le tue spalle.

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *La mano di Daphne stringeva ancora quella dell'amico. Lui non l'aveva rifiutata, era rimasto al suo fianco, non aveva urlato. Le parole del giovane vennero subito dopo, come se un sorriso vi fosse stampato sul suo volto, un dolce stringere la mano dalla ragazza. Le sue parole la fecero sorridere, perché non era capace di tutto quello. Non sapeva convincere se stessa, figurarsi gli altri. La sua voce non era nulla di speciale per lei, ma lui sembrava adorarla, come se fosse ammaliatrice, di una donna che sapeva solo dare calore. Daphne lo dava, ma non era speciale come la descriveva Alex. Ridacchiò con lui, per un istante, finché la mano di lui, stratta prima nella mano di Daph, si andò ad intrecciare ad essa, come quella volta al Parco del Villaggio, tre anni prima. Erano passati anni dalla loro prima volta insieme, ma sembravano essere volati via, come una foglia in autunno, ritrovandosi velocemente in un'altra stagione, tutta ancora da scoprire, come la loro profonda amicizia che cresceva sempre di più. Senza di lui era triste, in un buio che la avvolgeva e faceva affondare sempre di più, in quegli abissi senza fine, tormentata da pensieri negativi e poco piacevoli. Lo voleva con se, in quella casa, a condividere momenti di gioia e di dolore, a fare confusione o stare in quei silenzi carichi di parole non dette, ma come sussurrate dal cuore. Cosa vi era tra i due ancora non si capiva, avvolti da un torpore che non si sarebbe sciolto facilmente, congelati in una morsa stretta e difficile da rompere.*

    Ti voglio bene.

    *Un pensiero, fulmineo e travolgente, prima di udire la sua voce, ammaliante e accogliente, come fosse il suo rifugio più sicuro. Non avrebbe buttato il loro rapporto all'aria, non avrebbe distrutto i loro progetti di una casa insieme, si sarebbe preso i G.U.F.O. e i M.A.G.O. adatti per divenire Auror. Avrebbe fatto l'infiltrato, ma si sarebbero visti tutti i giorni al Ministero della Magia, sarebbero stati insieme, sarebbe potuto ancora cambiare.*

    Tu sei buono. Sei il mio bene e lo sarai anche per gli altri.

    *L'anima della ragazza era tormentata ancora da quei pensieri dove il giovane, prima o poi, si sarebbe deciso a cambiare schieramento, a stare al suo fianco, a lottare contro quello per cui aveva tentato di essere. La luce era assorta nel suo cuore doveva solo trovare il modo di portarla a galla e sprigionare il suo amore e quel calore che sapeva dare solo alla Tassorosso.
    Un bacio. Nella fronte. Caldo e accogliente, mentre si allontanava poco dopo, facendole l'occhiolino. Quei suoi occhi. Daphne finalmente li osservò, per perdersi in quelle profondità, ammirando il barlume di speranza che forse, immaginava lei, ma che in quel momento poteva guardare, felice di averlo al fianco.*

    Che dolce.... Lo è sempre e sempre lo sarà. Nessuno può cambiarlo.

    *Alex la chiamò per cognome, sorridendo, scherzando con lei, come avevano sempre fatto, quel sorriso che conosceva come le sue tasche, un sorriso che concedeva a ben poche persone. Un sorriso, che la ragazza però, conosceva molto bene. La sua mano sfiorò il viso, mentre quel ricciolo ribelle cadeva morbido sul volto della ragazza, sorridendo anche lei, felice di stare con lui, avere quel calore di cui aveva bisogno, come una piccola dose di droga che si insinuava in lei.*

    Io sarò con te e tu con me...

    *Sorrise anche Daphne alle parole di lui, che adesso vorticavano nella testa della ragazza, unendosi ai mille pensieri che aveva. Affetto, amore, amicizia? Lo voleva con sé in quella vita, ma ancora mille problemi dovevano affrontare.*

    Non distoglierò mai gli occhi da lei, signor Foster.

    *Scherzò Daphne, abbracciando l'amico, mentre un'odore di fresco pino e menta piperita si insinuava dentro di lei, come quella dose di cioccorane che aveva tempo prima. Era cresciuto e il suo odore, pur sempre inconfondibile, cresceva insieme a lui.*

    Starò con te, a tenerti la mano, nel bene o nel male. Non andrò mai via...

    *Gli sussurrò dolcemente quelle parole, chiudendo gli occhi, fluttuando in quell'azzurro della camera, come fosse in quel cielo che tanto conosceva, avvolta dalle sue braccia che parevano morbide nuvole bianche.*

    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

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    *Tutta quella situazione era a dir poco singolare, infondo, lo era ogni momento che trascorreva con Daphne. Il ragazzo non era ancora riuscito a capire cosa c'era tra lui e quella studentessa del settimo anno che si trovava avanti: amicizia? Amore? Non lo sapeva, aveva anche smesso di chiederselo, sapendo che lui era troppo piccolo per lei, e che se anche lo fosse stato, erano accadute troppe cose tra loro e tante altre ne sarebbero accadute una volta che fossero stati entrambi maggiorenni.*

    Non è il caso Alex, e semmai lo sarà, si vedrà.

    *Si ripeteva il Corvonero, ascoltando poi le parole di Daphne: lui aveva visto sbocciare quel fiore, che aveva raggiunto la maggiore età nel mondo dei maghi, e adesso toccava a lei vedere il seme germogliare per diventare fiore. Ne poteva avvertire il profumo già adesso, preludio di ciò che sarebbe stato. Eh si, Alex stava crescendo, con la pazienza di un albero che attende la primavera per poter generare quei fiori che diverranno frutti. Era un ragazzino di talento, intelligente e creativo. Sarebbe diventato un buon mago, un giorno, ma non avrebbe perso di vista ciò che in realtà era, un Rettilofono, con un dono del quale ignoravano persino i suoi genitori, un dono che conosceva solo lui, scoperto una calda sera di quell'estate, dinnanzi allo specchio di quella che era casa di Daphne. Certo, lo spaventava, ma gli dava coraggio, forza, come l'abbraccio che la ragazza gli diede e che lui ricambiò. Aveva sempre cercato la forza in se stesso, non pensando al fatto che con Daphne aveva sempre qualcuno che gli instillava forza, qualcuno su cui contare, qualcuno a cui volere bene.*

    Ti voglio bene, Daph.

    *Disse con un sorriso, ancora abbracciato a lei, ad occhi chiusi, respirando il suo profumo.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

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        Daphne_Harris
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    *Un abbraccio. Ecco dove si trovava adesso Daphne. Sapeva che nonostante le difficoltà e i mille problemi che la vita poteva dare loro, insieme riuscivano a trovare la forza, a tenersi per mano e lottare per ciò che è giusto. La loro amicizia era giusta e la ragazza lo sapeva. Certo, molti dubbi iniziavano a sorgere, incessantemente nella sua testa. Chiedere di stare a casa sua per qualche giorno, il tenersi sempre la mano, incoraggiarsi nei momenti bui: sembrava che ci fosse qualcosa di più della semplice amicizia. Eppure non poteva essere in quel modo. Lei aveva il ragazzo e ci teneva immensamente, ma anche a quel Corvonero tra le sue braccia teneva, avrebbe rischiato la sua vita per salvarlo. Si rese conto che la testa stava iniziando a delirare, a pensare a cose che non doveva pensare. Non era il momento, ne il luogo. Voleva godersi ancora quell'abbraccio caldo, quel dolce profumo di Alex che le riempiva i polmoni, inebriandola, rendendola soffice come una nuvola che fluttua nel cielo. Lei era aria. Lui la rendeva così. La faceva sentire libera. Una farfalla che riesce a prendere il volo anche dopo la tempesta, che lotta per quella breve vita aggrappandosi a ciò che di bello trova. Lei era. Il loro affetto non lo avrebbe potuto comprendere nessuno, perché andava oltre le aspettative di chiunque, superava confini che non esistevano, raggiungevano luoghi inesplorati, rendendoli unici. Lui era unico. Tutto ciò che desiderava adesso era non sciogliere quell'abbraccio, restare li, con lui, a parlare del più e del meno, a raccontarsi aneddoti passati, a giocare come bambini, ad essere liberi e spensierati come loro. Alex non aveva trascorso una vera infanzia e lei invece, aveva sempre passato quella in solitudine a causa dei suoi poteri, cosa c'era di meglio se adesso si godevano quegli attimi persi? Potevano sempre recuperarli. Potevano vivere adesso e lo avrebbe aiutato lei, perché lui era la persona più importante della sua vita. Ogni momento passato con lui era magico, anche nei momenti più tristi, poteva sempre vedere la luce e quella persona fantastica nascosta dietro quegli occhi neri come la pece. Lei si strinse in quell'abbraccio, ricambiando come non aveva mai fatto, come se non si vedessero da tempo. Le era mancato sprofondare in quell'abbraccio. Le era mancato stare con lui in quel modo. Avrebbero ripreso i rapporti, avrebbero visto il mondo, avrebbe condiviso con lui ogni cosa, nel bene e nel male.*

    Ti voglio bene anche io Alex.

    *Assaporando ogni istante come se fosse l'ultimo, cogliendo ogni dettaglio di quel luogo, di quella situazione, di quel momento solo per loro. Lo avrebbe tenuto nel suo cuore per sempre, riponendolo nel cassetto più importante del suo cuore, solo per loro.*

    Non voglio lasciarti andare più via...

    *Sussurrò appena quelle parole, che vicino il suo orecchio, sarebbero sicuramente giunte. Lui avrebbe capito. Avrebbe sentito ciò che aveva detto. Se l'avesse rifiutata? Magari lui voleva andare via da lei. Dopo tutto quello che aveva detto. Dopo il futuro che avrebbe dovuto intraprendere e i rischi che vi erano da correre, lui avrebbe fatto qualunque cosa pur di stare con lei? Daph avrebbe rischiato la sua vita, ma lui, ne sarebbe stato in grado. Si era resa conto che senza di lui, non poteva più vivere. Non avrebbe voluto perdere una persona come Alex Foster. Era il suo più caro amico.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *Un sorriso gli curvò le labbra, mentre le ultime parole di Daphne gli giungevano alle orecchie: lo sapeva quanto lui, forse anche più di lui, cosa sarebbe successo una volta che lui sarebbe divenuto grande. Lei era a un passo dal suo sogno, lui ci sarebbe arrivato presto... ma per quanto i due volessero illudersi, sarebbero stati quantomeno costretti a perdersi di vista, se non a combattersi. Auror e Mangiamorte potevano benissimo non puntarsi contro la bacchetta, ma non uscire assieme come amici.*

    Il lupo mangia l'agnello, non lo fa unire al branco.

    *Si ripetè il ragazzo, come molto spesso in quei giorni. Stava crescendo, non poteva permettersi di guardare la vita come un bambino, non più. Si era rimboccato le maniche e si consumava il cervello sui libri ogni giorno, impiegando il restante della giornata a farsi addestrare da un Mangiamorte ricercato, che era suo zio. Era un mago promettente, per la sua età, e non sarebbe potuto che migliorare, crescendo.*

    E' arrivato il momento che pensi solo a me.

    *Si disse il ragazzo. Si, aveva ammesso a se stesso di amare ancora Daphne, ma tra loro non poteva esserci nulla per diversi, numerosi motivi.*

    Ma, cavolo, se mi sarebbe piaciuto. Sei stata il mio amore, il mio, dolce, mio meraviglioso amore. Lo sei stata dall'alba chiara, finchè il giorno muore. Ti amo ancora, sai? Ti amo...

    *E così, con un sorriso debole, triste, rimanendo abbracciato a lei, disse addio a quel pezzo del suo cuore, a quella che stava diventando una donna, a quella ragazza il quale destino si era intrecciato con il suo, ma mai unito.*

    Lo sai che accadrà... almeno per un pò, sai benissimo che accadrà.

    *Disse Alex in un sorrisino, separandosi da quell'abbraccio, guardando l'orologio: era tempo di tornare a casa. Doveva preparare le sue cose, poichè presto sarebbe dovuto tornare ad Hogwarts, e per di più doveva scusarsi con lo zio con il quale viveva per non essersi fatto vivo giorni interi. Si alzò così dal letto, cominciando a dire a Daphne.*

    Daph, ti ringrazio tanto per l'ospitalità.... ma è ora che io torni a casa.

    *Tirò così fuori dal letto una valigia.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

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        Daphne_Harris
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    *Distrutta. Daphne era distrutta. Si sarebbero dovuti allontanare davvero per un po'? Lei sperava ancora di no, ma lui sembrava esserne convinto. Certo, avrebbero intrapreso due carriere diverse, opposte. Ma chi aveva detto che lei avrebbe davvero fatto l'Auror? Avrebbe rinunciato a quel lavoro per non fargli del male. Avrebbe rinunciato a tutto pur di star vicino a lui. Se non diveniva un Auror, sarebbe stato più facile. No? Potevano ancora uscire insieme, vedersi, parlarsi. Fare quello che avevano sempre fatto. Forse però, lei avrebbe voluto fare di più. Lei lo avrebbe voluto con sé, di nuovo. La testa era in turbinio di luci e colori, non capiva che provava ancora per Foster. Non capiva che cosa le passasse per la mente. Lui non sarebbe ritornato ugualmente da lei, tanto meno non in "quel senso". Aveva perso la sua fiducia tempo prima, come poteva riacquistarla dopo il dolore che gli aveva causato? Non era quello il momento di rimuginarci su, perché l'abbraccio si era interrotto e altro dolore invase la ragazza, osservando l'amico alzarsi, fissando l'ora, per dire che doveva andare a casa, ringraziandola. Non voleva che andasse via, ma lui aveva suo zio che lo attendeva e sicuro si sarebbe arrabbiato con lui per non avergli dato sue notizie. Si era divertita parecchio con lui in quella casa, e adesso che sarebbe andato via, sarebbe stata maledettamente sola e piena di ricordi. Piena di lui. Perché doveva farlo andare, anche se non voleva. Non era una bambina e per quanto facesse male, sapeva che era la cosa giusta per lui. La cosa giusta per entrambi. Però perché faceva così male? Perché il cuore bruciava sapendo che quella sera non sarebbe stato più con lei?*

    Si... Hai ragione.

    *Disse con tono triste, anche se aveva uno di quei deboli sorrisi, sperando di nascondere la tristezza. Sperando di nascondere quanta delusione vi era sotto, che bruciava come fuoco. Il sangue nelle vene sembrava essere divenuto Ardemonio. Il cuore era in balia delle fiamme, che lo facevano sanguinare, solo perché lui stava andando via e non sapeva quando si sarebbero rivisti. Mancava ancora un bel po' però all'inizio della scuola... Sperava di rivederlo prima di quella data, o la prossima volta che si incontravano era al Castello?*

    Non ringraziare. Questa la puoi considerare anche casa tua.

    *Osservando il ragazzo prendere la valigia da sotto il letto, pronto per riporre lì le sue cose e tornare dallo zio. Gli sarebbe mancato. Il suo profumo. La sua presenza. Il suo sorriso. L'alzrsi dal letto e sapere che lui era nella camera accanto e svegliarsi a colpi di cuscini. O restare svegli fino a tardi a parlare, o passeggiare. Ogni cosa in quella casa, in quel Villaggio, era Alex Foster.*

    Buon viaggio...

    *Un sorriso, un caldo abbraccio, per scioglierlo subito e con la bacchetta riporre tutta la sua roba piegata e ordinata dentro la valigia, che si chiuse, pronta per il viaggio. Scesero al piano di sotto, la valigia che fluttuava sotto il controllo della bacchetta di Daphne, aprendo la porta e posandola davanti i gradini di casa.*

    A presto. Stai attento!

    *Esclamò Daphne abbracciando di nuovo il ragazzo davanti la porta, salutandolo poi con la mano mentre si allontanava, sentendo già la sua mancanza. La casa era vuota senza lui. La casa era niente senza lui lì con lei.*

    @Alex_Foster,