Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Alex_Foster


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Quando arrivarono al Lago, i ragazzi stavano ancora ridacchiando per la faccia che aveva fatto Madama Clare nel vederli chiacchierare*

    Accidentaccio, dire che mi ha spaventato a morte è dire nulla.

    *Aggiunse, prima di guardare Micol negli occhi, con un sorriso. Un sibilo arrivò alle sue orecchie, ciò voleva dire che un serpente si aggirava per il lago, ma finchè restava alla larga dai due ragazzi, il Corvonero non vedeva neanche il motivo per intervenire.*

    Allora, ti va di sederci? Io mi sento ancora un pò uno straccio...

    *Ammise il ragazzo, notando solo in quel momento di quanto fosse più alto rispetto alla ragazza. Per essere un tredicenne era molto alto, e sembrava persino più grande di età, un qualcosa che lo seguiva dalla sua infanzia.*

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 509
       
       

    Allora, ti va di sederci? Io mi sento ancora un pò uno straccio...

    *Micol non rispose. Semplicemente si accovacciò sul prato umido, con il mento appoggiato sulle ginocchia e le dita che sfioravano distrattamente i fili d'erba.
    Subito dopo Alex la raggiunse, allungando le lunghe gambe affusolate accanto a lei.
    Per un po' rimasero senza dirsi nulla. Semplicemente seduti lì. I capelli sugli occhi, lo sciabordio lento e rassicurante delle onde del Lago Nero.*

    Sai, ti devo ringraziare...erano secoli che non passavo del tempo con qualcuno...da quando Luna...beh ecco...grazie comunque.

    Si, da quando Luna aveva lasciato la scuola e ora la camera che condividevano era talmente fredda senza le loro risate che ogni tanto Micol usciva dal Dormitorio e andava a dormire nella Stanza delle Necessità, un posto speciale solo per lei....
    Da quando era stata costretta a stare lontano dalla scuola e al suo ritorno aveva trovato tutti troppo impegnati per passare del tempo con lei...
    Perchè a Micol piaceva passare il tempo. Le bastava un libro con più di trecento pagine, una tazza di cioccolata calda sgraffignata dalle cucine, una stanza calda e accogliente, un albero sotto cui sedersi e...un amico?


    *Così, seduta in riva al Lago Nero, una mano fasciata e i capelli scompigliati dal vento scozzese, Micol si sentì finalmente a Casa.
    La sensazione di vuoto si stava lentamente colmando e il pensiero di aver trovato finalmente un posto dove stare le martellava in testa ogni giorno, lasciando la sgomenta quanto stupita, le lacrime smorzate in gola.
    Perchè lei non aveva mai avuto un posto a cui appartenere. Quindi non lo credeva possibile.
    Guardò il ragazzo accanto a lei e per un attimo lo vide come se ci fosse stato una parete di vetro fra di loro. E se avesse potuto lei avrebbe preso un'ascia e abbattuto quella dannata parete.
    Ma non poteva perchè...perchè quel vetro lo aveva eretto lei. Era sempre stata costretta ad alzare barriere tra lei e le persone a cui voleva bene perchè era la sua unica protezione. Ma ora si sentiva intrappolata.
    È come una farfalla che vuole uscire dal bozzolo che lei stessa ha costruito. Solo che non ci riesce.
    Micol aveva da tempo perso il filo che le avrebbe permesso di uscire dal suo bozzolo e ora rischiava di rimaner intrappolata in se stessa*

    Perchè?



    @Alex_Foster




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Erano seduti sul prato, lei con il mento sulle ginocchia e lui con le lunghe gambe stese, le braccia allungate dietro la schiena a tenersi seduto per non ricadere steso sul prato. Il Lago Nero: era di certo il suo posto preferito in tutta Hogwarts. Se c'era un posto che avrebbe potuto mai chiamare casa, quello era Hogwarts.*

    Già... casa.

    *Era quello il tasto dolente del ragazzo, il suo punto debole. La situazione a casa era arrivata a concludersi. Adesso non aveva più qualcuno da poter chiamare padre, qualcuno a confortarlo e a spiegargli il perchè e il percome di tante cose. Doveva affrontare la vita da solo, conscio che nulla avrebbe mai riempito il vuoto. Eppure era li.. con Micol. Nonostante si sentisse un volantino sperso dal vento, un albero senza radici, adesso era li. Si sentiva vivo solo quando stava con qualcuno... per il resto, poteva quasi sentire di poter attraversare i muri. Poichè per lui, definirsi insignificante, era darsi una promozione.*

    Sai, ti devo ringraziare...erano secoli che non passavo del tempo con qualcuno...da quando Luna...beh ecco...grazie comunque.

    *Quelle parole lo riportarono alla realtà, mentre si voltava verso di lei, con un sorriso triste, quasi spento.*

    Sai... non devi ringraziarmi proprio di nulla. Quando vuoi parlare, se un giorno vorrai sfogarti, confidarti, qualsiasi cosa... io sarò subito al tuo fianco.

    *Un altro sorriso, stringendole la mano nella sua, mentre una folata di vento scompigliava i capelli di entrambi*

    Io sono tuo amico. E se un giorno riuscirò a conquistare la tua fiducia, vedrai che non ti pentirai di avermela data.

    *Tornò così a fissare le rive del lago, lasciandole la mano per non imbarazzarla e immergendosi con la mente nelle profondità di quelle acque. Un altro colpo di vento tornò a soffiare, portando un odore fresco d'erba, di qualcosa che somigliava alla spuma marina e una frescura tipica del vento del nord, che assieme al freddo, portava giornate di pioggia e novità, poichè un altro anno si avviava alla fine, seguito da un nuovo inizio. Si sentì osservato, girando il capo a guardare Micol, che lo guardava, distratta. Preoccupato, ruotò il busto verso di lei, chiedendole piano.*

    Ehi... va tutto bene?

    *Le scostò una ciocca di capelli dal viso, in modo da poterla guardare chiaramente negli occhi. Non era nessuno per conoscere i segreti di quella ragazza, neanche lo chiedeva, poichè sapeva di non avere alcun diritto... ma se lei avesse voluto sfogarsi, anche se si fosse trattato di buttargli addosso tutte le sue preoccupazioni e la sua rabbia, il ragazzo ci sarebbe stato, sempre. Se avrebbe potuto essere una valvola di sfogo per Micol, gli sarebbe andato bene tutto: infondo gli importava solo sapere che la ragazza stesse bene. Restò dunque in attesa, senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi, occhi nei quali cercava di leggere una qualunque emozione, un qualcosa che gli indicasse cosa fare.*

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

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    *Micol aveva appena ringraziato Alex quando lui le afferò la mano, stringengola.
    Un piccolo sassolino lanciato contro la sua barriera.*

    Sai... non devi ringraziarmi proprio di nulla. Quando vuoi parlare, se un giorno vorrai sfogarti, confidarti, qualsiasi cosa... io sarò subito al tuo fianco.

    *Com'era difficile credergli.
    Quanto era complicato dirgli che era terrorizzata dall'idea di affezionarsi a qualcuno per poi perderlo.
    Così era sempre stato. I legami umani sono fragili e si spezzano al minimo soffio di vento.*

    Non amare per paura di soffrire è come non vivere per paura di morire...

    *Più facile a dirsi che a farsi...*

    Io sono tuo amico. E se un giorno riuscirò a conquistare la tua fiducia, vedrai che non ti pentirai di avermela data.

    *Doveva essere lei a lanciare il prossimo sasso contro il vetro.
    Lui le sfiorò una guancia scostandole i capelli, gli occhi fissi nei suoi che la studiavano, la braccavano in cerca di uno spiraglio del suo essere.*

    Io mi fido di te.

    @Alex_Foster


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *Dalle labbra della ragazza uscirono parole che mai avrebbe creduto di poter sentire, non così, o semplicemente, era lui a non aspettarsele.*

    Io mi fido di te.

    *Un gran sorriso curvò le labbra del Corvonero, che disse in un tono gentile verso Micol:*

    E io mi fido di te. Forse sono uno sciocco, ma mi hai ispirato fiducia dalla prima volta che ti ho conosciuta.

    *Continuando a sorridere, distolse lo sguardo dalla ragazza, cambiando posizione, sdraiandosi a pancia in giù e restando con i gomiti poggiati a terra, lo sguardo basso, posto a scrutare i sottili fili d'erba.*

    Non sto a dirti le solite sciocchezze come "non tradirò mai la tua fiducia" o cose del genere. Non sono il tipo di persona che ama le parole vuote, parole che, con il tempo, non restano nient'altro che parole.

    *Individuò il germoglio di quella che doveva essere una piccola margherita, che sicuramente aveva spezzato lui stesso con le scarpe o quando aveva poggiato le mani sull'erba, toccandolo. Si raddrizzò, unendosi alla parte spezzata, germogliando sotto le dita del ragazzo in quella bellissima margherita che sarebbe dovuta essere e che lui colse, porgendola a Micol con un sorriso, ritrovando i suoi occhi.*

    Sono il tipo di persona che preferisce i fatti alle parole. E' per questo che ti dimostrerò che la tua fiducia in me è ben riposta.

    *Restò li, porgendole quel fiorellino, guardandola negli occhi: non avrebbe tradito la sua fiducia, non l'avrebbe ferita, e sarebbe stato per lei l'amico più fedele.*

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

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    *Dopo che ebbe pronunciato quelle semplici cinque parole, ma che venivano dal cuore, Micol si sentì profondamente sollevata, come se le avessero tolto un pesante macigno dal petto. Le labbra di Alex si curvarono in un sorriso gentile e l'espressione nei suoi occhi era di sorpresa. Forse non si aspettava che lei dicesse quella frase.*

    E io mi fido di te. Forse sono uno sciocco, ma mi hai ispirato fiducia dalla prima volta che ti ho conosciuta.


    *il ragazzo cambiò posizione e si distese con la pancia sull'erba. Micol incrociò le gambe, aspettando trepidante che lui concludesse il discorso.*

    Non sto a dirti le solite sciocchezze come "non tradirò mai la tua fiducia" o cose del genere. Non sono il tipo di persona che ama le parole vuote, parole che, con il tempo, non restano nient'altro che parole.
    Sono il tipo di persona che preferisce i fatti alle parole. E' per questo che ti dimostrerò che la tua fiducia in me è ben riposta.


    *Esordì con calma. Nel frattempo aveva raccolto dal prato un minuscolo germoglio e lo chiuse fra le dita della mano.
    Quando le aprì era sbocciata una deliziosa margerita.
    Alex gliela porse e a lei si illuminarono gli occhi mentre la prendeva e vi annusava il profumo dolce.*

    Grazie... Significa davvero molto per me... E poi anche io non sono brava con le parole a meno che non si tratti di un'interrogazione...


    *Si chinò e lo abbracciò brevemente.*

    @Alex_Foster



  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *La ragazza lo ringraziò, prima che il ragazzo ridacchiò per quando disse che era brava a fare gli interrogatori.*

    Ah si? Allora qualche volta, vediamo se riesci a estorcermi qualche informazione.

    *Disse il Corvonero, prima di ricambiare quell'abbraccio, breve ma... piacevole. Guardò con un sorrisino Micol, una volta sciolto l'abbraccio, chiedendole poi:*

    Che vorresti fare, una volta uscita da scuola?

    *Certo, era una domanda un pò vaga, ma era per conoscere un pò meglio quella sua nuova amica, un amica che non si sarebbe mai aspettato di incontrare dopo due anni. Era cambiata, era cresciuta tanto. Ed era una ragazza chiusa quanto lui, ma era dannatamente interessante.*

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    Che vorresti fare, una volta uscita da scuola?

    *Micol rimase un attimo spiazzata da quella domanda.*

    Beh ecco, è così difficile da dire...potrei diventare un medimago, aprire un negozio di Astronomia, combattere le Arti Oscure...potrei essere felice ma non sarebbe una felicità reale, non durerebbe a lungo. Ho paura del mio futuro se prima non posso riaffrontare i fantasmi del mio passato...
    Sai cosa vorrei veramente?


    *Esclamò Micol alzandosi in piedi e stringendo i pungni, lo sguardo rivolto ad abbracciare l'intero castello.*

    Vorrei tornare indietro a quando ero al tuo anno.
    Quando ci sentivamo in grado di fare tutto e sopravvalutavamo le nostre capacità.
    Quando nei pomeriggi come questo correvamo per il parco come bambini, facevamo il bagno vestiti nel lago nero o tiravamo caccabombe in corridoio per far arrabbiare il Custode.
    Andavamo ai margini della Foresta Proibita, arrostivamo le castagne e qualcuno suonava una chitarra babbana.
    A Hogsmeade, nei fine settimana, facevamo a gara a chi andava più vicino alla Stamberga Strillante, correvamo da Mielandia e poi ai Tre Manici di Scopa per una Burrobirra bollente.
    E quei pochi di noi che rimanevano a Hogwarts anche a Natale si rintanavano in Biblioteca o in Sala Comune a giocare a Scacchi Magici o prendevamo le scope e giocavamo a Quidditch con le palle di neve.
    Eravamo semplicemente felici, senza preoccupazioni di alcun genere.


    *Sospirò passandosi una mano fra i capelli in cui aveva intrecciato la margherita che il ragazzo le aveva regalato e continuò.*

    Poi sono andata via...sei mesi ho passato a rivangare il passato in parte oscuro della mia famiglia, per cercare di saldare i rapporti.
    Quando sono tornata non era più come prima.
    Io ero cambiata, i miei amici, la Scuola stessa.
    Adesso entro nella nostra Sala Comune, vedo sempre volti nuovi e di nessuno conosco il nome.
    E poi c'è tutta questa oscurità che mi avvolge e mi sento soffocare.
    Neanche il calore della mia stanza riesce a darmi conforto.
    Così mi sono chiusa sempre più in me stessa e ora sono intrappolata in una prigione che io stessa ho creato!


    *Si sedette di colpo. Aveva le lacrime agli occhi. Girò il viso verso la Foresta Proibita. Non voleva che lui la vedesse in quello stato.*

    @Alex_Foster


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Le sue parole, così lontane e ricche di significato scuotevano la riva del lago. Cosa ne poteva sapere il Corvonero di rapporti di amicizia così? Lui, che di amici li poteva contare su una mano e gli avanzavano un casino di dita, lui che non aveva mai avuto tante persone da frequentare... ma sembrava bello, per quanto gliene parlava.*

    Mi spiace, non posso capirti Micol.

    *In un sorrisino imbarazzato, gli veniva da piangere, quando ammetteva.*

    Ero il bimbo che parlava alle serpi... non voleva giocare nessuno con me, e quelli che ne avevano l'intenzione venivano tirati per mano dai genitori. Non posso capire il tuo dolore, mi dispiace tanto.

    *Era girata verso la Foresta, non lo vedeva in faccia e forse era un bene.*

    Ma in quanto a oscurità...

    *Tirò fuorì la bacchetta, puntandola a terra, e dalla quale uscì una grande serpe. Un verso lunghissimo, inquietante, uscì fuori dalla bocca del Rettilofono, che impose al serpente le sue volontà, vendendolo cominciare a mordersi la coda a sangue, in una scena a dir poco inquietante.*

    Posso costringerlo a mangiare se stesso, sai? Posso obbligarlo a fare tutto ciò che voglio, ad andare contro la sua stessa natura e lui non può fare niente per opporsi, niente!

    *Emanò un ulteriore sibilo, facendo immobilizzare il serpente, che si accasciò dolorante a terra, mentre gli occhi del ragazzo si riempivano di lacrime, ascoltando i lievi, deboli sibili che il serpente emanava, chiedendo pietà.*

    Vipera Evanesco.

    *Il serpente sparì, mentre il ragazzo si asciugava gli occhi, dicendole con calma, adesso.*

    Io non so tante cose, Micol. Non so cosa voglia dire avere una famiglia, non so cosa significhi avere amici e passare il tempo con loro, non so cosa significhi perderli… ma so cosa vuol dire stare soli. Per me va avanti così da tredici anni, e se ho capito qualcosa, è che ci ritroviamo molto spesso ad affrontare situazioni che non siamo in grado di gestire, ma che siamo costretti a sopportare… a superare, affrontare.

    *Si sdraiò nell’erba, pentendosi del fatto di essersi sfogato così, mormorando poi, pronto a vederla andare via, orripilata, come tutti.*

    La vita va avanti, e non guarda indietro. Gli amici diventano nemici, o per lo meno si allontanano… e quando si arriva a perdere tutto, li trovi un qualcosa per il quale vale la pena combattere, qualcuno, in cui rivedi tutto, la tua stessa vita. E se non è così, impari a bastarti.

    *Deglutì, chiudendo gli occhi.*

    Ma infondo… sono un ragazzino di tredici anni. Cosa ne posso sapere io, della vita. Ti ringrazio per esserti sfogata con me, e ti chiedo scusa se mi sono permesso di esprimere il mio parere. Se vuoi andare via, la strada per il castello la conosci. Non farti problemi, non c’è da dire niente…

    *Sospirò, asciugandosi gli occhi dalle lacrime, tirando su con il naso*

    Nessuno ha mai detto niente, andandosene…

    *Aveva mostrato quelle tenebre alle quali era condannato, aveva mostrato la sua natura maledetta. Certo, a volte era davvero uno sciocco, un cretino. Sapeva come reagivano le persone, se mostrava loro quel lato di se, eppure si ostinava a farlo.*

    Se vuoi andare via, ti prego... pensa a quello che ti ho detto, Micol. Se vuoi, farò finta che neanche ti ho mai parlato... ma ti imploro... pensa a ciò che ti ho detto. Pensa al fatto che sul nostro cammino incontriamo diverse persone, che ci aiuteranno l'indomani a diventare chi saremo o chi vogliamo essere, in base a ciò che ci faranno provare. Ci sono le persone che ti danno il sorriso anche solo a guardarle... i veri amici, che sacrificano se stessi pur di aiutarti... e coloro che, con una sola parola, ti uccidono.

    *Si calmò del tutto, dicendo poi, alzandosi in piedi*

    Ma comunque vadano le cose... sei tu, a decidere della tua vita. Chiunque tu sia, qualunque cosa tu faccia... sei tu il tuo peggior nemico, e io ritengo... che bisogna conoscere il proprio nemico.

    *Rimise in tasca la bacchetta, sedendosi ancora torturandosi le mani: l'avrebbe presto vista alzarsi, andarsene. Avrebbe dovuto essere abituato a vedere le persone andare via da lui, ma ogni volta era dolorosa come la prima.*

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 509
       
       

    Ero il bimbo che parlava alle serpi... non voleva giocare nessuno con me, e quelli che ne avevano l'intenzione venivano tirati per mano dai genitori. Non posso capire il tuo dolore, mi dispiace tanto...

    ....Posso obbligarlo a fare tutto ciò che voglio, ad andare contro la sua stessa natura e lui non può fare niente per opporsi, niente! ...

    ...Se vuoi andare via, la strada per il castello la conosci...Nessuno ha mai detto niente, andandosene…



    *Le parole di Alex la rattristarono molto e lei sapeva che era colpa sua perchè lo aveva sommerso con i suoi problemi .
    Ma guardandolo lì seduto e rattristato capì che erano più simili di quanto non avesse mai immaginato.*

    Perchè dovrei andarmerne?

    *Lo guardò per un lungo momento mordendosi l'interno della guancia fino a quando non sentì in bocca il sapore metallico del sangue.*

    Io non temo i serpenti, nè temo te anche se so cosa potresti farmi e quali sono le tue capacità. Per quanto ne so sarei benissimo potuta finire in Serpeverde anzichè Corvonero.
    Ho passato i miei ultimi sedici anni a cercare di crearmi una famiglia tra quei relitti Purosangue che vivono di soli ricordi del passato che ho come parenti. Ma non ce l'ho fatta. Sono sola.


    *Trovò un sasso nell'erba e lo scagliò rabbiosamente nel Lago Nero dove sprofondò e di lui non rimasero altro che lenti cerchi concentrici nell'acqua torbida.*

    Ma la cosa che mi fa rabbia adesso è sentire te che tenti di allontanarmi e non capisco il perchè.
    Non ti meritiamo?
    Vorresti che prendessimo le nostre cose e ce ne andassimo per non "ucciderci con una sola parola"? Così?


    *Si alzò di scatto e mosse alcuni passi verso il Castello.
    Si fermò. Si voltó. Poi tornò indietro.
    Si accovacciò davanti a lui è gli prese la mano parlandogli dolcemente.*

    Io non lo farò.
    Perchè preferisco essere uccisa da te che da me stessa. Perchè se ti ho raccontato quei pochi momenti felici è perchè non credo che siano morti.
    Credo che servano solo delle persone che unite creino un'alleanza più forte delle loro paure.
    "Siamo forti solo se uniti, deboli se divisi" E io devo essere forte e non posso farcela se sono da sola.


    @Alex_Foster


  • Lightning_Pink

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 668
       
       

    *White aveva deciso di prendere una boccata d'aria quel giorno e dirigersi verso il lago. L'acqua d'altronde era indiscutibilmente il suo elemento. Guardava un cigno che inzuppava il suo becco dorato nello zeffiro intenso dello specchio d'acqua.*

    Che pace, che serenità.

    *Pensò White. Ad un tratto sentì delle voci provenire da una radura non molto lontano.*

    Chi sono quei due? Uno di loro è in lacrime. Spero non sia successo nulla di grave.

    *Cominciò a correre, preoccupato che fosse successo qualcosa, li raggiunse e gli disse*

    Tutto bene, ragazzi? Mi scuso per l'improvvisa intromissione, ma mi sono preoccupato.

    Sui mantelli di @Micol_Evensrav e @Alex_Foster vi era l'effige dei Corvonero.

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Micol parlò, ma non aveva capito: Alex non voleva rimanere solo, non lo voleva. Odiava tutta quella situazione, odiava litigare con lei, adesso.*

    Micol... hai capito male, ti assicuro.

    *Le disse, quando lei fece per andarsene, sentendosi un vero schifo... ma lei tornò. Tornò, come sempre aveva fatto. Si accovacciò d'avanti a lui e gli prese una mano, dolcemente. Restò a sentire tutto ciò che aveva da dirgli, stringendole la mano e tirandola a se, abbracciandola forte.*

    Tu non sei sola, non più.

    *Si sciolse in un sorriso, dicendole, accarezzandole la schiena*

    Hai me. E non ti tradirò mai.

    *La lasciò andare da quell'abbraccio, per non metterla in imbarazzo, sorridendole: era tanto gentile con lui, sempre, così il ragazzo le disse.*

    Se ti prometto che faccio il provino per essere il Cercatore... ti va di venire a vedermi?

    @Micol_Evensrav,


  • Micol_Evensrav

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 509
       
       

    ...non posso farcela se sono da sola...

    Micol... hai capito male, ti assicuro.

    *Il ragazzo la attirò in un caldo abbraccio consolandola.
    Una sola, ultima lacrima diafana si staccò dalle ciglia di Micol scivolandole lungo la guancia.*

    Tu non sei sola, non più. Hai me. E non ti tradirò mai.

    Grazie...vuol dire molto per me.

    *Disse la ragazza abbozzando un sorrisino.*

    Se ti prometto che faccio il provino per essere il Cercatore... ti va di venire a vedermi?


    Davvero lo faresti? Cioè non devi sentirti obbligato, in nessun modo...ma...si verrò ovviamente. Come posso perdere un simile spettacolo?


    *Riappacificato lo spirito e tranqullizzato l'animo la ragazza si fece prendere dall'antica felicità e battè le mani entusiasta.*

    Fantastico! Non vedo l'ora.
    Sia mai che vengano fuori altre tue doti soprannaturali.


    @Alex_Foster


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    Davvero lo faresti? Cioè non devi sentirti obbligato, in nessun modo...ma...si verrò ovviamente. Come posso perdere un simile spettacolo?

    *Il ragazzo non potè non ridacchiare a quelle parole, scoppiando poi letteralmente a ridere di gusto nel sentire quelle successive.*

    Fantastico! Non vedo l'ora.
    Sia mai che vengano fuori altre tue doti soprannaturali.


    *Cadde disteso all'indietro, sull'erba soffice, con le mani sulla pancia e senza fiato: doti soprannaturali??*

    Sono solo un Rettilofono, cavolo!

    *Disse, ridendo come non faceva da tanto, tanto tempo. Quella ragazza, oltre ad avere un carattere interessante, era anche spassosa da morire.*

    Quali sono le mie altre doti soprannaturali dovrai spiegarmelo...

    *Continuò a dire, tirandosi su con i gomiti, rimettendosi poi a sedere, concludendo asciugandosi una lacrimuccia.*

    Ma davvero, avrei piacere tu ci fossi.

    @Micol_Evensrav,



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