Altri Luoghi del Mondo Magico
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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Alex_Foster




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *La luna si stagliava alta nel cielo notturno di Hogsmade, seppur celata a tratti da sottili nuvole, volte a trasformare quel luogo in un luogo più tetro del dovuto.*

    Lumos.

    *Alex Foster camminava per le viottole del cimitero con un grande mazzo di rose bianche, facendosi luce tra le lapidi, con la bacchetta alla mano. Giunse ad una in marmo, finemente decorata e con sopra uno stemma di famiglia antico, antico forse più di quello dei Foster, sedendosi ai suoi piedi, con un sorriso.*

    Ciao mamma.

    *La punta della bacchetta di lui emanava ancora luce, quando il ragazzo la posò a terra, adagiando le rose sulla lapide di Cassandra Foster, sua madre. Quella donna aveva rinunciato a tutto, sposando il padre di Alex, persino al nome della sua famiglia, una famiglia parecchio conosciuta nel mondo dei maghi, ma temuta perchè custode di segreti oscuri.*

    Questo è il terzo anno che frequenterò Hogwarts... e avevi ragione. E' bellissima, proprio come la descrivevi tu!

    *Un sorriso cupo, triste, gli curvò il viso, mentre allungava le dita a sussurrarle.*

    Mi manchi tanto...

    *Le disse con un sorrisino, mentre le dita del ragazza andavano a sfiorare il nome della madre.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne Harris aveva fatto gli ultimi acquisti quel pomeriggio, poiché il giorno dopo, avrebbe dovuto riprendere a frequentare la scuola. Avrebbe finalmente rivisto persone con le quali aveva perso i contatti per tutto il periodo delle vacanze estive. Era soddisfatta degli acquisti, ma restare a casa non le andava proprio. Quella casa le ricordava ogni istante passato con il suo amico Alex, che non vedeva da un po' di giorni ormai. Gli mancava. Sì, gli mancava immensamente, ed era per questo che aveva deciso di restare ancora fuori casa. Quel luogo le ricordava così tante cose... Era una serata umida, leggermente nuvolosa, la luna alta nel cielo che faceva capolino da dietro le nuvole, come a voler giocare a nascondino con gli occhi della ragazza. Almeno era una distrazione. Non si era nemmeno resa conto di dove stava andando, quando si guardò intorno, notando che si era spinta fino al Cimitero di Little Hangleton. Quel luogo era più oscuro di tutto il Villaggio, come se i morti reclamassero le tenebre, avvolgendo le lapidi da una leggere e sottile nebbiolina, che sembrava riposare su di queste. Una luce in lontananza incuriosì Daphne, che tenendo la sua bacchetta in mano, si diresse piano verso di essa. Doveva capire chi era, o magari era di nuovo Charlotte con i suoi piani? Doveva scoprilo, ma da quella distanza non poteva capire chi si celava avvolto nelle tenebre del luogo. Troppe lapidi, molte rotte. Grandi, piccole, logore, con i fiori o ricoperte di sterpaglie. Lo vedeva in controluce, quel po' che filtrava dalla luna. Quella figura sembrava...*

    Alex?

    *Un sussurro nella notte, debole e tremolante. La luce della sua bacchetta gli illuminava il viso, triste e decisamente giù di morale. Uno sguardo veloce ai fiori e alla lapide, gli fecero capire che non era il luogo più adatto per disturbarlo. Il nome su di essa però la fece restare per un attimo bloccata: era la tomba di sua madre. Il mantello blu scuro della ragazza, la rendeva come mimetizzata nella notte, quando con la bacchetta ancora in mano, si abbassò vicino ad Alex, facendo comparire con un movimento circolare della bacchetta, una meravigliosa composizione di fiori, una ghirlanda intrecciata per la madre di quel suo amico che le stava vicino. Che voleva averlo vicino e stare vicino a lui, se lo desiderava.*

    Scusa... Mi sono fatta i fatti tuoi... Vado adesso...

    *Un po' imbarazzata per essersi intrufolata in un momento intimo come quello tra madre e figlio, che non avrebbe dovuto rovinare. La sua curiosità, o solo il suo senso del dovere verso il Villaggio e verso ciò che poteva accadere alla scuola come l'anno prima, quando erano tenuti d'occhio da alcuni Mangiarmorte e da un'insegnante di Arti Oscure troppo sospetta. Rimase un attimo lì, giusto uno sguardo ad Alex, prima di guardare la lapide di sua madre.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Una figura spuntò accanto a lui, mentre la sua bacchetta disegnava un cerchio, puntata sulla lapide di sua madre. Una meravigliosa ghirlanda di fiori si intrecciò magicamente, posandosi sulla lapide della madre del ragazzo, prima che delle parole uscirono dalla sagoma avvolta nell'oscurità, una voce che lui conosceva come le sue tasche.*

    Daph... sei tu...

    *Mormorò il ragazzino, felice di vederla, ma un pò in imbarazzo per quella situazione: cosa avrebbe pensato di lui? Che era troppo attaccato al passato, ad una madre che ormai era morta? Quando lei fece per andarsene, lui le afferrò il mantello, in un istante di debolezza, mormorandole piano.*

    Rimani qui...

    *La voce del ragazzo uscì fuori rotta, debole come se fosse ferito a morte: una ferita del cuore faticava a guarire come quelle del corpo. Se la schiarì, lasciando la presa sul lembo del suo mantello blu notte, dicendole.*

    Scusa. Avrai da fare, e poi... non è di tuo interesse, la tomba di mia madre.

    *Le cercò di sorridere, in una smorfia di dolore celata in parte dalle ombre offuscanti la luce lunare: non poteva chiederle quello, ovviamente. Non era di suo interesse stare in un cimitero, sulla tomba di qualcuno che non era un suo caro, e il ragazzo poteva benissimo immaginarlo.*

    Ti ringrazio per il tuo carinissimo pensiero, Daphne, sono davvero bellissimi. Oh, scusami tanto, ti sto trattenendo, come uno sciocco.

    *Una risata, più simile ad un pianto mai espresso gli uscì fuori dalla gola, mentre si voltava verso la lapide della madre, sospirando, perso in un dolore che mai avrebbe potuto di poter realmente provare.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne stava per andare via, lasciando Alex nella sua intimità con la madre, ma una cosa la fermò. Si era impigliata il mantello? No, era lui che l'aveva fermata. La voce era rotta, carica di dolore. Un dolore che non avrebbe potuto colmare lei, ma almeno poteva stargli vicino, confortarlo, aiutarlo. Non sapeva se abbracciarlo o restare vicina a lui in silenzio. Magari si sarebbe messa in disparte o gli avrebbe semplicemente tenuto la mano, sperando di dargli forza. Il mantello venne di nuovo lasciato, ma la ragazza era ferma, ad attendere che il suo cervello si accordasse a prendere la decisione più giusta, anche se sapeva bene cosa aveva deciso il suo cuore. Quelle scuse.. Non le voleva. Non le interessavano, perché era stata lei a disturbare lui al cimitero. Nella debole luce della bacchetta e del leggero chiarore della luna, vide il volto di Alex, triste e cupo, cercando però di celare quelle emozioni dietro un sorriso forzato. Tutto ciò che era del ragazzo, che era importante per lui, era importante anche per Daph, perché voleva fare parte della sua vita. Si limitò ancora a stare in silenzio, dando modo al ragazzo di sfogarsi, ma lui dopo averla ringraziata dei fiori, si scusava ancora perché la stava trattenendo, ridendo poi, senza alcuna gioia. Anzi, a dirla tutta era così finta, che nascondere la sua tristezza era a dir poco vana. Si chinò vicino a lui e lo abbracciò.*

    Starò qui con te, se mi vorrai... Se non disturbo. Io ci sono... Sempre per te.

    *Stringendolo a sé, sperando di dargli forza, di aiutarlo ad affrontare quella perdita. Sapeva che erano passati già alcuni anni, ma molto probabilmente, oltre a far male sempre e comunque la morte di qualche familiare, era ancora più doloroso se ad andare via era la madre. La mamma è la persona che tiene con sé il suo figlio per nove mesi della sua vita, cullandolo e dandolo poi alla luce, restando al fianco del piccolo, curandolo e coccolarlo, tenendolo lontano dai guai. Chissà se la madre di Alex sarebbe stata d'accordo sul futuro del figlio. Chissà com'era quella donna in vita. Alex aveva sicuramente qualcosa di lei, ma non sapeva cosa, ma Daphne era certa di una cosa: quella sera al cimitero, si sarebbe presa lei cura di Alex, come avrebbe continuato a fare per molti giorni ancora, finché lui non si fosse stancato di lei.*

    Sono qui. Non ti lascio.

    *O forse voleva dire non voglio lasciarti? Certo, lo aveva sussurrato, ma erano così vicini che lo avrebbe sentito. Sentiva di volergli stare vicino. Di confortarlo. Aiutarlo. Amarlo. Forse era inevitabile. Forse avrebbe dovuto chiarire quel problema con il suo cuore, o lo avrebbe solo lasciato fare, ma per il momento, lo avrebbe continuato a tenere per lei.
    La mano della ragazza passò ad accarezzargli la testa, la mano tra quei capelli morbidi, assaporando il suo profumo, avvertendo il dolore che provava, insinuandosi anche in lei. Lo conosceva bene, che pensava, che l'avrebbe presa in giro? Il suo tono di voce era stato limpido come l'acqua, pungente come una lama. Sapeva che soffriva e da li non sarebbe andata via nemmeno se il Ministro in persona la convocasse. Lui contava di più.*



    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Non capiva il perchè di tante cose, quasi di tutte quelle che gli succedevano attorno, ultimamente. Non capiva perchè si addestrava per divenire un Mangiamorte, non capiva neanche più se voleva diventarlo, non capiva cosa gli aspettava nella vita, ma non riusciva a capire neanche cosa lui voleva aspettarsi, da questa. Non capiva perchè era li, fragile, tra le braccia della ragazza, a farsi accarezzare i capelli e a venire inondato dal profumo di lei, che non avrebbe mai potuto confondere con nessun altro.*

    Grazie.

    *Riuscì solo a dire, senza versare neanche una lacrima: lei non avrebbe voluto. Era una donna che aveva detto sempre al figlio che al posto di un funerale voleva una grande festa, perchè era passata ad una vita migliore e preparava un posto per tutti i suoi cari, che li avrebbe aspettati e che avrebbe vegliato su di loro, specialmente su lui. Gli aveva detto di non smettere di sorridere alla vita, perchè riteneva la vita permalosa: se smetti di sorriderle, lei fa lo stesso con te. E quanto aveva ragione, gli costava ammetterlo.*

    Apprezzo molto quello che stai facendo per me Daph...

    *Le disse il ragazzo, con un sorriso che lei non vide, tirandole un bacio tra la mandibola e il collo, poichè stava poggiato con la testa sulla sua spalla, mentre la mano di lei era affondata nei suoi capelli.*

    Ti voglio bene.

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Calore. Il corpo di Daphne era adesso avvolto da un velo di calore che dal cuore si allargava su di lei, in ogni fibra del suo corpo. Cosa c'era di meglio che aiutare un amico nel momento del bisogno. Soprattutto se quell'amico era Alex Foster. Forse non era proprio un amico... Non per lei almeno, ma non doveva pensarci. Non in quel momento non un una situazione come quella, ne nel suo stato attuale. Continuò a carezzargli i capelli, così morbidi che sembrava affondare la mano in una morbida nuvola bianca. La luna era uscita allo scoperto illuminando i loro contorni, in quell'abbraccio che aveva desiderato da quando lui era andato via da casa sua la settimana prima. Il grazie del ragazzo, nonostante tutta la situazione era fermo, deciso, senza che la ragazza avesse avvertito delle lacrime. Non stava piangendo, forte come solo lui poteva essere. Era in gamba quel giovane, sempre a non mostrare il suo lato debole, ma solo quella sua fermezza, che a volte Daphne non capiva come faceva. Lo ammirava per questo, ma a volte lo sfogarsi faceva bene, ma chissà se l'avrebbe fatto mai. Altre parole giunsero alle orecchie della ragazza, tornando alla realtà, dopo che si era persa nel suo profumo, nel suo calore, nel loro abbraccio. Apprezzava ciò che stava facendo per lui, ma la giovane Tassa era sempre dell'idea che quello non era niente, che tra amici veniva naturale, o forse era a lei che veniva spontaneo stargli vicino?*

    Ti voglio bene anche io Al.

    *Rispose dolcemente al ragazzo, dopo che il suo bacio le aveva causato i brividi. Certo, nella posizione in cui era, l'unico posto che gli veniva a tiro era quel piccolo angolo tra la mandibola e il collo, che le fece provare emozioni, forse che non avrebbe dovuto provare. Rimase ancora abbracciata a lui, per qualche altro istante, prima di spostarsi un poco e prendere le sue mani.*

    Lo faccio per te... Siamo amici dopotutto, no?

    *Abbozzò un mezzo sorriso, nella debole luce lunare, mentre un ricciolo le dondolava vicino al volto e i capelli che si increspavano sempre di più, grazie a quella meravigliosa umidità che aleggiava nel cimitero.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Al ragazzo sfuggì un sorriso, sentendo le parole dolcissime che Daphne gli sussurrò. Si, si volevano un bene dell'anima. Si ricordava ancora di quella ventosa sera in cui giunse ad Hogsmade, fermandosi ai Tre Manici di Scopa per una Burrobirra e chiedere indicazioni. Li dietro al bancone, c'era lei, Daphne Harris, quella che era diventata il sindaco di Hogsmade poco dopo. Lo accolse in un calorosissimo modo, come mai avrebbe sperato di essere accolto, riempiendogli il cuore di affetto. Lei c'era sempre stata, e non voleva perderla, perchè aveva provato anche cosa significava stare senza lei. Ma ora era li, assieme a lui, sulla tomba di sua madre. Un qualcosa che non spettava a lei, no? Eppure era li... e voleva stare con lui.*

    Ti sarebbe piaciuta, mamma. E' una ragazza d'oro.

    *Pensò tra se e se, sentendo le successive parole della ragazza. Annuì, semplicemente, sorridendole. Lei sciolse l'abbraccio, prendendogli le mani, così che il ragazzo potesse rivolgerle un sorriso sincero: era sempre così carina con lui. Girò il viso verso la tomba della madre, leggendo quella scritta in minuscolo ai piedi della lapide.*

    "Ognuno hai suoi tempi: puoi esserlo o non abbastanza. Ma se lo sei, non puoi non saperlo."

    *Una lampadina si accese nel suo cervello, mentre il Corvonero stringeva gli occhi, concentrato, con un sorrisino: aveva trovato la soluzione all'enigma lasciatogli. Probabilmente, avrebbe dovuto rispondere in Serpentese, affinchè qualcosa accadesse. Si, gli era stato lasciato qualcosa da sua madre, un qualcosa che la donna non si fidava a lasciargli per terzi. Avrebbe successivamente sibilato la risposta, per non spaventare Daphne, così carina ad essergli restata vicino.*

    Si, hai ragione...

    *Le disse con un sorriso, rispondendo all'ultima esclamazione della ragazza, per poi dirle, accarezzandole il viso con una mano.*

    Ma sei così carina, a fare questo per me.

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Lui le sorrise, Daphne invece, sprofondò nell'immensità dei suoi occhi. Ricordava ancora come fosse confusi la prima volta che lo vide. Come era perso e come si presentò a lui. Sembrava ieri, eppure era trascorso del tempo, anni per la precisione. Era così bello perdersi nei suoi occhi. Sembrava potesse leggergli dentro, anche se in realtà, si perdeva da sola nei ricordi e nei momenti passati insieme. Tanti momenti, attimi, rimasti nell'anima della giovane, che non avrebbe potuto mai dimenticare. Erano quelli più belli. Tutto con lui era più bello, anche quel luogo che le incuteva un po' di paura. Era sempre stato misterioso quel cimitero, ma non era solo quello: era il pensiero della rinascita di Lord Voldemort a metterle i brividi. La cosa che le importava, era quello stare con l'amico, confortarlo, aiutarlo. Voleva esserci sempre per lui e sperava di farglielo capire ogni giorno. Voleva riacquistare la sua fiducia, piano piano, a piccoli passi; non voleva inciampare e non voleva più commettere errori o sarebbe stata la fine.*

    Vorrei averlo per me.

    *Forse era un pensiero, ancora una volta, troppo grande. Troppo forte in quel momento, ma fu come un attimo, che questi fuggi via. Il pensiero si era andato a rifugiare in quel cassetto nella mente, che teneva riservato solo per lui e quel suo amore segreto, celato a chiunque, forse, persino a lei stessa. Il suo sorriso era come il sole, che illuminava la sua giornata. Certo, era debole e provato, erano pur sempre davanti la tomba di sua madre, ma vedere un minimo di gioia sul suo volto, voleva dire che era sempre più forte e che cercava di farcela ad ogni costo. Daph dal canto suo sperava di aver aiutato il giovane a superare un minimo il dolore, anche se quello, era indelebile nel cuore del Corvonero. Il volto di lui tornò sulla tomba di sua madre, concentrato per un istante su quella che era una piccola incisione, che lesse anche lei, un istante, tornando a guardare lui. Un'altro sorriso, la sua mano che passava sul volto della ragazza, facendo dondolare quel ricciolo ribelle, che non voleva stare al suo posto. Le sue parole, unite a quel gesto, fecero venire altri brividi sul corpo della ragazza, che sorrise di rimando a quell'amico, che non avrebbe voluto perdere mai.*

    Lo faccio per te... perché mi va.

    *Parlò piano, come se non volesse disturbare la quiete del luogo, o non profanare il silenzio dei morti, abbozzando un'altro sorriso, stringendo la mano rimasta di lui, carezzandogli il dorso.*

    Non vado via... Non ti lascerò mai solo, a meno che non vorrai tu. Ti sarò vicino finché avrò la forza di farlo.

    *Si era spinta forse oltre a quello che era giusto dire, ma ormai, le parole erano fuori, e con il silenzio intorno, avrebbe capito appieno il senso di ciò che aveva confessato? Era sul punto di dimenticarsi la carriera di Auror pur di non torcere un capello all'amico, oppure di proteggerlo dall'interno, cercando di deviarle da lui e lui soltanto. Era ancora indecisa su cosa fare, ma avrebbe riflettuto dopo su questo, quando sarebbe venuto il momento. Quella sera sarebbe stata solo per lui: Alex.*

    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Le parole di lei arrivarono forti e chiare alla mente del Corvonero, mente che era concentrata sul dolore che provava in quel luogo e sulla curiosità di ciò che avrebbero causato le parole pronunciate a breve, risolvendo l'enigma che per due anni gli aveva straziato il cervello. Quanti giorni aveva pensato ad una possibile soluzione? Per quanto tempo, poi? Eppure adesso, questa gli veniva spontanea, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.*

    Sai mantenere un segreto, Daphne?

    *Le chiese con un sorrisino: si, dopo quello che gli aveva detto, dopo aver visto quegli occhi esprimere sincerità assoluta, sapeva di potersi fidare di lei anche per quanto riguardava quel lato della sua vita. Le fece un cenno con il capo, stringendole la mano, con un sorrisino*

    Mi ha lasciato qualcosa in eredità, un qualcosa che è della sua famiglia... ma dovevo risolvere un indovinello, prima. Sono due anni che mi scervello, due anni che provo a capire la soluzione a quelle parole.

    *Fece una piccola pausa, guardando di nuovo quelle parole incise nel marmo, solenni.*

    ""Ognuno ha i suoi tempi: puoi esserlo o non abbastanza. Ma se lo sei, non puoi non saperlo."

    *Un sorriso gli curvò le labbra, mentre guardava di nuovo Daphne.*

    Ma ora che ci sei tu, qui con me, mi pare tutto così chiaro, che mi chiedo come ho fatto a non arrivarci prima.

    *Chiaramente, non si riferiva unicamente all'enigma, ma un pò a tutto ciò che era successo e stava succedendo nella sua vita. L'adolescenza: un periodo di cambiamenti, no?*

    Perciò non allontanarti da me, Daphne, non farlo mai. Ho fatto tanti progetti e sognato tanto, aspettando. Ma adesso come mai, io lo so:

    *Tolse gli occhi da lei, sibilando in Serpentese la soluzione a quell'enigma, voltandosi poi un breve istante verso Daphne, con un sorriso, ripetendola in modo che le potesse capirlo.*

    Sono pronto.

    *In cima al nome della madre, sulla lapide, lo stemma della famiglia si aprì in due, rivelando dietro di questo un piccolissimo nascondiglio nel marmo, mentre una piccola bustina volava nella sua mano destra. Lasciò un secondo quella di Daphne, incurioisito: era pesante, quella busta. Non poteva contenere unicamente una lettera. Qualcosa gli scivolò tra le mani, un anello.*



    *Era di certo un bell'anello, quello che teneva nel palmo della mano, ma trasudava magia oscura. Lo mise all'anulare sinistro, sentendolo stringersi, adattandosi magicamente al suo dito. Prese la lettera, leggendola ad alta voce.*

    Questo è tutto ciò che ho da offrirti, Alex. Ora sei custode delle tenebre della mia famiglia, come sono stata io stessa per tanti anni. Affido a te l'anello che ti spetta di diritto come mio figlio. Ti voglio bene, mamma.

    *Riguardò per un breve istante quell'anello che gli stava al dito, la cui gemma intrappolava all'interno un denso fumo nero che, placido, si muoveva. Rimise la lettera nella bustina, con un sospiro, conservandola in una tasca.*

    Credi che potrò avere un anno nel quale non scopro nulla di strano, nella mia vita?

    *Chiese con un sorriso a Daphne. Era ancora li, era sempre stata li per lui... e la ragazza non poteva davvero capire quanto lui le volesse bene e quanto le fosse grato per tutto.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Un breve attimo silenzio dopo la parole di Daphne, giunte troppo forti forse al giovane Corvonero. Eppure era certa che doveva dire prima o poi tutto, certa che prima o poi, tutto sarebbe venuto a galla. Il silenzio venne interrotto da Alex, che guardandola negli occhi, gli diceva che voleva confessargli un segreto. Un cenno del capo, in silenzio, che lui continuò a parlare, spiegandole che erano due anni che lui si concentrava su un'indovinello, quell'indovinello scritto nella lapide di sua madre, credendo che lei vi avesse riposto qualcosa. Qualcosa che avrebbe potuto prendere solo lui, lui soltanto. Era strano, quasi assurdo che qualcosa vi sia nascosta nella lapide, ma il volto di lui era certo, sicuro, finché non posò gli occhi su di lei, con un sorriso. La sua presenza aveva aiutato lui a scoprire il significato? Aveva dato lei l'aiuto involontario per fargli scoprire l'indovinello? Era un po' incredula, forse più di prima, ma restò con lui, tenendogli la mano, con un sorriso carico di affetto: non sarebbe andata mai via da lui. Nonostante ciò che diceva lui, non sapeva che non l'avrebbe abbandonato mai a prescindere? Daphne sapeva che cosa si provava a stare senza di lui, lo dimostrava il fatto che quella casa, era stata fin troppo vuota. Troppo nuda. Era come spogliata di tutti i suoi averi, di tutto ciò che di bello c'era. Lui era la cosa più bella di quella casa. Lui era la cosa più bella che le potesse capitare in tutta la vita. Quindi, come poteva lui pensare, che sarebbe andata via, lasciandolo solo? Come poteva pensare che non sarebbe rimasto al suo fianco? Il ragazzo tornò a fissare la lapide, Daph invece, guardava ancora i contorni del suo viso, morbidi e dolci, anche se il cambiamento sempre più crescente lo stavano facendo diventare un'adolescente, sempre più bello e buono. O forse, lo era solo per lei? Il ragazzo disse qualcosa in Serpentese, lo aveva capito dai sibili che aveva fatto, osservando un istante verso la lapide, prima di tornare a guardare lui, incrociando il suo sguardo, prima che le dicesse "Sono pronto". Era la traduzione di ciò che aveva sibilato? Era quella la risposta all'enigma? Rimase ancora in silenzio, osservando poi insieme ad Alex ciò che stava accadendo. Lo stemma di famiglia sulla lapide infatti si aprì, mostrando loro un piccolo incavo dal quale uscì fluttuando una busta. Il ragazzo lasciò la sua mano, afferrando quella busta, che forse conteneva più di una semplice lettera e il dubbio parve infatti, apparire su quello del ragazzo. Infatti un anello scivolò nella mano del Corvonero, che indossò subito dopo. Daphne lo guardava, osservando la pietra che vi era, dove uno strano movimento nero, le aveva fatto capire che qualcosa di oscuro era nascosto all'interno, o forse, era incantato da qualche magia Oscura. Per un attimo ebbe paura, poiché poteva averlo lasciato qualche mago oscuro, riponendo su di essa una maledizione, ma lui aveva indossato quell'anello fiducioso, come se sapesse che fosse tutto sotto controllo. Il ragazzo aprì la lettera e la lesse ad alta voce.*

    Mi rende partecipe della sua vita. Come mai proprio a me?

    *La domanda sciocca le balenò nella mente, ma forse aveva la risposta, proprio lì, a portata di mano. Era ovvio no? Era la sua più cara amica. L'unica che sapeva molto di più di quel che sapevano altri. Colei che stava al suo fianco sempre, incoraggiandolo e non temendolo, ma stando al suo fianco qualunque scelta egli affrontasse. Erano come uniti da un filo invisibile, che racchiudeva quello che avevo condiviso, parole non dette, ma intese con uno sguardo. Forse, si provava questo quando ci si amava? Capire l'altro senza bisogno di parlare? Probabilmente.
    La lettera le fece venire i brividi. Nonostante il "problema" dell'anello oscuro, la mamma doveva volere molto bene a suo figlio. Doveva essere devastante per Alex, non averla più. Osservò l'amico riporre la lettera nella busta, conservarla con cura, come ricordo di sua madre, non sapendo se era il caso di guardare lui, l'anello, la lapide o le tenebre all'orizzonte. La voce del ragazzo giunse a lei con un sorriso, chiedendole se ogni anno era normale che dovesse succedere qualcosa e Daphne non poté che guardarlo, ricambiando un sorriso.*

    Stai crescendo. Con il tempo crescono anche i problemi e qui davanti ne hai una prova vivente.

    *Disse scherzando. Lei era la prima che ogni anno aveva qualcosa che non andava, iniziando dalla famiglia che adesso aveva deciso di allontanare, dato che non la accettavano molto per la sua magia. Erano felici i primi tempi, ma con il passare degli anni avevano iniziato a rifiutare quella parte di lei, come se la iniziassero a temere. Era andata via ormai e non le rimaneva altro che la sua amica Luna, quella micia che la seguiva ovunque e le stava sempre vicina.*

    Credimi... Dopo un po', non ci farai più nemmeno caso. Questione di abitudine.

    *Aggiunse con un sorriso forzato. Ormai, quella solitudine la stava uccidendo. Fortunatamente il giorno dopo sarebbero tornati a scuola.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *La risposta alla sua domanda arrivò entro poco tempo. Apprese che Daphne stava allontanando i suoi genitori, poichè loro poco gradivano il fatto che in lei ci fosse la magia. Ma era parte di lei, del ragazzo, e del mondo nel quale vivevano. Alex si aspettava una cosa del genere, prima o poi: infondo, era inevitabile. I babbani e i maghi, seppur crescendo assieme, alla fine imboccano due strade diverse, poichè fanno parte di due mondi diversi. La mano sinistra di lui cercò la mano di lei, stringendola a se, mentre gli occhi neri di lui incrociavano quelli chiari di lei:*

    Mi dispiace, Daphne.

    *Lui che per tanti anni aveva provato il dolore della solitudine, forse, poteva capirla meglio di chiunque altro. Seppur in modo diverso, i due ragazzi sembravano soffrire del medesimo male, un male che non uccideva, ma consumava l'animo come un potente acido non abbastanza potente da poter uccidere, ma abbastanza da non farti vivere. Un'idea balenò nella mente del ragazzo, idea che partì come un impulso, uno strano desiderio di vederla felice, vederla sorridere. Per lui era un' amica... solo amica. Si, non poteva essere altro, era un pensiero assurdo!*

    Ehi... è ancora valida la proposta di vivere con te?

    *Di sicuro lei gli avrebbe chiesto come avrebbe fatto per suo zio, dato che viveva con lui, ma lui preferì parlare ancora prima che lei glielo chiedesse, se glielo avesse chiesto.*

    Sai com'è: tu vivi sola, io sto solo tutto il giorno, tranne la sera quando zio Viktor torna e mi addestra... così ci teniamo compagnia entrambi, no? Posso benissimo passare da mio zio la sera per l'addestramento e poi tornare da te.

    *Aveva fatto forse il passo più lungo della gamba? Tolse la sua mano da quella di Daphne, dicendole poi con un sorrisino sincero.*

    Certo, sempre se a te va.

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Alex stringeva ora la mano di Daphne, come se avesse capito cosa turbasse la ragazza, o trapelando la soluzione da ciò che aveva appena detto. Dopo tutto era un ragazzo intelligente, non ci voleva molto a capirlo, sapendo pure la storia di lei e della sua famiglia. Era per questo che adorava tutto di lui. Era per questo che trovava rifugio nel ragazzo, perché era spontaneo e semplice, senza che nulla di male potesse accadergli, se lui era con lei. Era una sensazione strana o era normale? Eppure non si faceva tanti problemi, non più almeno, non con lui. Certo, che nascondeva ancora qualcosa per lui adesso, non riusciva più a nasconderlo molto a se stessa, ma sperava di nasconderlo ad altri, specie al suo attuale ragazzo. Si, aveva un ragazzo, ma non aveva avuto molti contatti con lui quell'estate, era stato distante, mentre Alex per lei, c'era nonostante tutto. Ma lei lo amava per ben altro. Altri motivi spingevano ancora a provare qualcosa per lui, qualcosa che avrebbe tenuto per sé. Era strano come il loro rapporto continuasse sempre a rafforzarsi, quanto quel loro incontro al Bar, che il destino sembrava avesse fatto apposta per farli incontrare, amare. Non aveva mai creduto nel destino o forse era solo statoi il caso, una semplice coincidenza, ma era inevitabile pensare che grazie a quel famoso incontro, si fossero uniti in qualcosa di più grande che di una semplice amicizia. La mano di lui prese la sua mano, stringendola e affondando gli occhi l'uno nell'altra, come se guardandosi, si leggessero dentro. Le sue parole erano sentite, confortanti nonostante il dolore che provava, ma non era quello il momento di pensarci, dopo tutto era con Alex e lui sua madre l'aveva persa. Però almeno lui, sapeva che era morta e che non avrebbe potuto vederla in ogni caso, invece lei i genitori li aveva, ma avevano avuto un allontanamento perché con i poteri. Era orribile sapere di averli, ma fare finta di no. Da un lato, pensava che era meglio che andasse a portare anche lei i fiori nelle loro tombe, piuttosto che avere quel dolore continuo nel suo cuore. Entrambi sapevano cosa voleva dire essere soli, provare come ci si sente, restare con una tristezza infinita. Alex riprese a parlare e Daphne si distrasse, ascoltando quella frase che mai avrebbe sperato di risentire. La proposta che gli aveva fatto di vivere insieme. Cavolo, se davvero si sarebbero ritrovati in casa insieme, che macelli avrebbero combinato! Peggio di quelli trascorsi quella settimana insieme. Erano sempre allegri e felici insieme, come non lo erano quando erano separati. Almeno, questo era come si sentiva Daphne. Senza nemmeno dargli il tempo di rispondere, l'amico continuò a parlare, spiegando che sarebbe tornato a casa dallo zio per gli allenamenti e poi di nuovo con lei. L'idea era a dir poco favolosa. Come poteva rifiutarla? Un sorriso apparve sul suo volto, che si allargava sempre di più, finendo ad abbracciare di nuovo il ragazzo, proprio mentre finiva di parlare.*

    Se a me va? Se a me va tu mi dici?

    *Stringendolo forte a lei, incredula, felice, un misto di emozioni che mai avrebbe pensato di riprovare. Cavolo, stava diventando forse troppo appiccicosa, ma quella proposta era come una cioccorana per un giovane mago. Era sempre più carino e disponibile, ma il suo cuore sembrò ridere, felice, provando di nuovo quel calore che aveva provato prima. Quel calore che sembrava celare amore.*

    Ovvio che mi va! Non potevi dire cosa più bella oggi.

    *Stringendolo ancora forte a sé, assaporando il suo profumo, il suo corpo a stretto contatto con il suo, prima di lasciarlo e sorridergli.*

    Scusa, forse mi sono fatta prendere un po' troppo...

    *Lo disse con un filo di voce appena, abbassando subito lo sguardo alle gambe coperte dal mantello, sperando di non aver esagerato nella stretta e nell'euforia.*


    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Daphne parve felice di quella proposta, abbracciandolo, e lui non potè che ridere, ricambiando quella stretta. Era felicissimo, almeno quanto lei, mentre la stringeva a se, assaporando quel suo profumo che lo stregava ogni volta come fosse la prima. Poco dopo, lei lo lasciò andare, mormorandogli qualcosa come "ho esagerato". Lui, ridacchiando, la afferrò e la strinse a se, dicendole.*

    Vieni qui e fatti spupazzare per bene!

    *Continuò a tenerla stretta, ridacchiando, come non faceva da un paio d'anni, da quelle passeggiate in giardino, ad Hogwarts, chiedendole poi, tenendola stretta a se.*

    Quando posso portare le mie cose me lo dirai, non è vero?

    *Fosse per lui, sarebbe andato a prendere i suoi effetti personali quella sera stesso e partire il giorno dopo assieme a lei alla volta di King's Cross, prendendo il treno per Hogwarts, tornando in quella scuola assieme a lei, assieme a quella ragazza. Un nuovo inizio per entrambi, il secondo inizio per lui, per lui, che aveva iniziato quella nuova, magica avventura con il viso di Daphne e la sua voce ben impressi nella mente, nel suo cuore, come sarebbe stato per sempre.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne si era sciolta dall'abbraccio, credendo che magari aveva esagerato, quando la voce allegra del ragazzo, la fece sorridere di nuovo, mentre finiva di nuovo tra le sue braccia. Fosse stato per lei sarebbe rimasta a sprofondare in quell'abbraccio per l'eternità. Erano comode, calde, sapevano di casa. Sì, di casa. Una casa che ormai non aveva se non era con lui. Nemmeno quella dove stava adesso era casa, perché era sola e vuota senza lui. Colui che le aveva fatto perdere il cuore. Era forse una parola grande anche solo a pensarla, ma quando stava per venir catturato da Daph, quel pensiero era di nuovo sfuggito via, nascosto nel cassetto della sua memoria. Nascosto nel cassetto dell'amore segreto per Alex. Ridevano. Ridevano insieme come avevano fatto sempre, nonostante le difficoltà insieme sembravano riuscire ad affrontare tutti gli ostacoli, dandosi la forza e incoraggiandosi l'un l'altro. Erano forti se erano insieme, lei senza lui, si sentiva nulla. Quelle risate gli ricordarono le passeggiate fatte insieme anni prima, le visite al Villaggio, le partite di scacchi al lago... Troppi ricordi, o forse, erano ancora troppo pochi. Il ragazzo dal canto suo sembrava già in vena di portare la sua roba a casa sua, ma ormai era giunto il tempo della scuola, quindi avrebbero portato tutto a casa l'anno dopo o appena possibile. Voleva condividere tutto con Alex che c'era di male? Voleva di nuovo scherzare e parlare con lui, perdendosi in mille discorsi, in progetti futuri, in viaggi per il mondo. Forse era troppo affrettata, ma quella risata le veniva dal cuore, come i mille pensieri che aveva nella mente.*

    Ci sistemeremo appena prendo una casa nostra... Questa al Villaggio era solo per l'estate e domani devo riconsegnarla al proprietario.

    *Sorrise al ragazzo, anche se malincuore perché, per quanto per poco tempo, li dentro vi erano molti ricordi, belli soltanto con lui.*

    Quindi preferirei che poi io e te, ne andiamo a vedere qualcuna insieme e la scegliamo, che ne pensi?

    *Disse ancora sorridendo all'amico, felice di poter programmare qualcosa insieme a lui, felice di averlo nella sua vita, di organizzare già il loro futuro. Magari in seguito, sarebbe cambiato anche il loro rapporto, doveva solo attendere un po' e capire cosa stava accadendo.*

    @Alex_Foster,



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