• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Daphne_Harris


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Il temporale quel giorno non voleva dare proprio un barlume di luce, tra quei nuvoloni neri che continuavano ad ammassarsi, come se volessero annebbiare tutto il cielo. Daphne era stufa di stare in giro per il castello, aveva bisogno di un attimo di svago. Certo, il tempo era davvero pessimo, ma per una giocatrice di Quidditch come lei, la pioggia era praticamente di routine. Era convinta più che mai, che prendere la scopa era ciò che le occorreva per scaricare quello che non capiva provava dentro. Un misto di emozioni, una dietro l'altra, rabbia, amore, dolore, sollievo... Come si faceva a provare tutte quelle cose nello stesso istante? Davvero, era il tempo adatto per una confusa come la giovane Tassorosso, in balia di ciò che stava accadendo.
    Alexander Warren era andato in America dopo il ballo di fine anno, dando ben poche spiegazioni, facendosi sentire molto poco, solo per dire che stava bene e cose molto classiche, niente di che. Dal canto suo Daphne, aveva passato l'estate davvero strana, lontana dalla famiglia, con molte uscite insieme ad Alex Foster, quel Corvonero che ancora amava. Aveva capito che con Alexander era stata solo una cotta passeggera, perché aveva per la mente solo Foster. La sala Comune di Tassorosso era ricca di gente che studiava, altri invece era impegnati a giocare a scacchi o a sparaschiocco, altri ancora, parlavano del tempo e del Quidditch. Erano tutti in trepidante attesa per la nuova stagione dello sport magico più famoso del mondo, che erano tutti eccitati all'idea di vincere la Coppa; la ragazza ascoltò qualcosa in lontananza, salutando qua e là, dirigendosi presso la sua camera, diretta al baule. Lo aprì, osservando la bellezza del suo manico di scopa: una Firebolt comprata 2 anni prima, in occasione del Quidditch. All'epoca i suoi, le permettevano di dedicarsi alle compere magiche, anche se con qualche riguardo, restando sempre fuori dal mondo magico, nel quale non volevano, e mai avrebbero messo, nemmeno un piede. Afferrò quel manico, sfiorandolo tutto lentamente, sentendo dentro l'adrenalina che cresceva, i battiti del cuore che iniziavano a correre. Aveva addosso jeans e top, piuttosto estivi, ma non le importava. Prese il manico, lo mise dentro una borsa, uscendo dalla camera salutando la sua micia. Certo uscire fuori dal castello non era una buona idea, ma non le interessava di nulla, a costo di andare in infermeria per farsi dare la cura, doveva volare. Uscì dal ritratto ritrovandosi nei sotterranei senza molta fatica, dato che tutti erano molto impegnati in sala comune, riuscendo a dirigersi facilmente, a passo veloce, verso il campo da Quiddditch. Per i corridoi solo qualche studente che correva a lezione o in biblioteca, lei usciva nel pieno del temporale. Una volta fuori, Daphne si mise a correre, incurante della pioggia che iniziava a bagnarla, incurante di chiunque potesse guardarla dalle finestre, e vedere una pazza che correva sotto la pioggia.*

    Ecco il campo.

    *Pensò la ragazza, rallentando il passo, le converse nere bagnate fradicie, come lei del resto. Poteva sentire i piedi galleggiare dentro la scarpa, ma se ne curò ben poco, prendendo la scopa dalla borsetta a tracolla e mettersi a cavalcioni di essa, prima che questa sfrecciasse nel cielo a tutta velocità.
    Aria. Libertà. Eccitazione.
    Emozioni conosciute ormai, ogni volta che ella librava nel cielo, lasciandosi tutto alle spalle. Quel giorno non era così semplice. Warren era andato via per sempre, in quell'amore per Audrey che non aveva dimenticato e che mai avrebbe potuto dimenticare, come Daphne, dopotutto, provava amore per Foster.
    Strano come il destino, si prenda gioco delle persone, manipolandole a proprio piacimento, giocando con loro e con i loro sentimenti. Per quanto impegno c'era stato, Alexander amava Audrey e Daphne, Alex Foster. Era tutto collegato dall'inizio, una catena che non si poteva rompere, nemmeno se si voleva. Quei cuori erano collegati come puzzle in quel modo, non si poteva cambiare la disposizione, perché doveva andare così dall'inizio.

    Daphne e Warren si conobbero proprio in quel campo anni prima, in un allenamento di Quidditch, entrambi nello stesso ruolo in casate diverse, competitivi al massimo, divenendo subito amici, compagni di gioco, confidenti. Era tutto bello quando tra loro non vi era nulla oltre l'amicizia, perché era giusto in quel modo. Dopo quel bacio, quella sbandata, entrambi si erano persi, smarriti in una via che non era la loro, perché non si appartenevano davvero, mai si sarebbero appartenuti. Si erano detti addio, anzi, arrivederci, ma non sarebbero stati più che semplici amici, perché non vi era vero amore tra loro.

    Il campo sembrava distante, per quanto esso era proprio sotto gli occhi di Daphne, che si ritrovava a pensare a quello che provava per Alexander Aiden Foster. Lo aveva sempre amato ed era quel Corvonero il suo unico vero amore. Non poteva sostituirlo, non poteva cambiarlo, non riusciva a dimenticarlo. Sapeva quanto fosse difficile però, riuscire a riconquistarlo, ma sarebbe riuscita nell'intento. Se c'era una cosa più forte nel carattere di Daphne, era la forza di lottare per coloro che ama.
    Daphne Harris amava proprio Alex Foster.
    Come poteva dimenticare tutti i momenti con lui. Come poteva anche solo pensare a quanto fosse dura non fare scenate per il suo rapporto con Dubhe. Certo, aveva tutto il diritto di farsi la sua vita, ma aveva capito da quelle piccole cose, che il suo amore per quel ragazzo, non era mai davvero finito. Si era solo nascosto per breve tempo, incapace di farlo parlare, o forse, solo costretto a non farlo parlare. Era stufa di non confessare ciò che provava, stanca di non poter lottare per averlo.
    Volava, volava e ancora volava. L'acqua continuava a bagnarla, il cielo a diventare sempre più nero. Certo, erano le sei e quel temporale non faceva altro che scurire il campo e tutti i dintorni.*

    Ti amo.

    *Lo pronunciò tranquilla nella pioggia, come a confessare a se stessa che tutto quello su cui stava rimuginando, era vero. L'effetto che le fece? Brividi su tutto il corpo, ma non per il freddo, ma per l'emozione. Il sangue sembrava ribollire nelle vene in quel momento, come se stesse scoppiando di quell'amore, come se non volesse stare più al suo posto. Era proprio vero, che quando si perde la testa per qualcuno, non si hanno occhi che per lui. Quanto era stata sciocca a credere che tra loro non vi poteva essere nulla. Quanto era stata stupida ad ingannarsi da sola, convincendosi che non potesse esserci nulla. Lo amava, perché non esprimere un così dolce sentimento? Era così brutto innamorarsi follemente di qualcuno, al punto di non vedere altro barlume di luce, se non con lui? Domande su domande, alle quali sapeva anche rispondersi, anche se, preferiva non ammetterle. Sapeva cosa aveva fatto, dei rischi che aveva corso. Accidenti! Lo aveva perso di vista anche per un bel periodo! Non poteva permettersi un'altra volta di perderlo, o quella volta, sarebbe stata troppo dura da affrontare. Non si sarebbe perdonata mai più.*

    Ti amo @Alex_Foster.

    *Continuò a dire sotto la pioggia incessante, sfrecciando a tutta velocità sotto la pioggia, iniziando a piangere insieme a lei. Doveva finalmente sfogare il dolore che provava per non averlo al suo fianco.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Temporale. Si, pioveva a dirotto quel pomeriggio, quel pomeriggio in cui tutti gli studenti stavano tra le mura del castello, al riparo, al caldo, al sicuro. Un tuono squarciò l'aria, mentre una folata di vento portava un pò di pioggia oltre gli spalti... ma ad Alex stava bene così. Era seduto al riparo negli spalti più alti, precisamente in quelli dove gli spettatori che tifavano la squadra di Corvonero durante il Quidditch prendevano posto, con la bacchetta alla mano. Aveva bisogno di stare solo, di scendere a patti con se stesso, di chiarire quel turbinio di pensieri ed innegabili verità che gli giungevano d'avanti agli occhi, facendogli venire i giramenti di testa. Acqua, acqua e ancora acqua cadeva dal cielo, implacabile, segno che quel temporale non sarebbe stato uno di quelli estivi, bensì uno di quelli che preannunciava il ritorno del freddo autunno, quello che permetteva alla natura di morire, trovare riposo dopo la fioritura della primavera, ritrovando poi le forze per esplodere in quella successiva, ancora più maestosa, piena di colori e profumi. Il bianco dei tuoni, il grigio: gli unici colori dinnanzi agli occhi del ragazzo, finchè non mormorò con rabbia, puntando la bacchetta parecchio più in la, agli spalti di fronte a lui.*

    Expulso.

    *Un'esplosione di schegge pervase l'aria, così come i suoi mille e più pensieri, attanagliati in un unico cuore, in un'unica mente. Forse quell'incanto esplosivo aveva servito a farlo sfogare un pò... ma oltre questo? Danneggiare la proprietà della scuola, oltre che a metterlo nei guai, a cosa serviva?*

    Reparo.

    *Sussurrò questa volta, vedendo le schegge di legno incastrarsi nuovamente tra loro, tornando nello spalto, come nuovo. Sapeva affrontare i problemi, si riteneva un ragazzo abbastanza maturo per la sua età, e nella solitudine, lontano dal chiacchiericcio del castello riusciva a pensare... già, ma a cosa? A chi? Daphne. Si, sempre e solo lei, lei, comunque. Odiava tutta quella situazione, odiava scoprirsi ancora innamorato di lei, odiava sapere che quel suo cuore era un imperterrito masochista, odiava persino ammettere a se stesso in un qualche modo che era ancora innamorato di lei, ma perchè negare l'evidenza? Perchè doveva sempre andare così? Perchè doveva amare lei? Aveva giurato a se stesso di non innamorarsi mai più di Daphne Harris, dal momento in cui l'aveva piantato al Lago Nero, dal momento in cui aveva scelto Warren per un semplice bacio. Era stato uno stupido, un idiota, ma alla fine quando tutto ciò era successo, lui non era che un bambino. Quanto poteva soffrire, infondo, un undicenne? Per amore, poi? Eppure quel bambino adesso era un adolescente, un quattordicenne: erano passati tre anni, e quel dolore se lo portava dietro da ormai ben tre anni, forse in modo inconscio, forse no... ma era stanco di mentire a se stesso! Quantomeno a se avrebbe dovuto dire la verità, o sarebbe stato prendersi in giro per primi in un mondo che non fa altro. Se non nei confronti di Daphne, nei propri sarebbe stato meglio essere chiari.*

    Ti amo Daphne.

    *Un tuono squarciò l'aria proprio in quel momento, mentre il corpo del ragazzo veniva percorso da brividi: era una sensazione strana, mai provata prima. Un miscuglio tra gioia, disapprovazione e... cos'era...? Darsi del deficiente? Perchè succedeva tutto quello? Perchè a lui? Perchè di nuovo?*

    Ma c'è qualcosa di sbagliato, in questo?

    *No, non lo era. L'amore non era mai sbagliato, non poteva esserlo. Sospirò, prima di guardare il cielo: era lei, quella che svolazzava sulla scopa? Bene, aveva anche le allucinazioni... ma davvero, sembrava lei.*

    Daphne?

    *Mormorò, puntando poi la bacchetta ed esclamando:*

    Meteo Recanto!

    *Un raggio di luce fuoriuscì dalla punta della sua bacchetta, andandosi a schiantare contro i nuvoloni neri. Si diradarono in modo veloce, lasciando posto ad un bel sole caldo, un cielo sereno ed una temperatura ottimale: da secchione com'era, aveva studiato quell'incanto in anticipo, ancora prima che l'avessero spiegato in classe, quindi si era fatto da autodidatta. Il raggio di luce serviva anche ad attirare l'attenzione della bella Daphne.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Gli occhi di Daphne erano colmi di lacrime, di pioggia, di capelli che ricadevano davanti, crespi e ribelli. Non le importava, perché il suo cuore era troppo impegnato a pensare ad @Alex_ Foster, il sempre suo Corvonero. Che stupida che era stata, a rendersene conto solo adesso, ma sperava davvero in una seconda possibilità e quella, sarebbe stata per sempre. Come poteva perdere di nuovo colui che le dava il mondo in un sorriso? Come poteva anche solo pensare di affrontare la sua vita senza lui? Aveva pensato molto alla decisione di rompere con Alexander Warren, decisione presa in comune accordo, dato che tra loro, era solo stata una cotta passeggera, una sbandata, un momento di debolezza. Era stato solo un modo, inutile, per dimenticare l'amore per Alex, portandola di nuovo al punto di inizio. Lei era sola, con un amore che, chissà come, non sapeva nemmeno se poteva di nuovo ricambiarlo. La Tassorosso sembrava danzare nell'aria, fluttuando in quel temporale, sfogando tutto quello che aveva nascosto per troppo tempo. Era facile pensare di dire un semplice: "Amo ancora te", ma era difficile anche solo provarci. Le domande era tante: e se dopo aver confessato, lui avrebbe reagito male? O se scappava? Se non voleva più sentirla? Lei era persa senza lui. Solo con lui stava bene, solo con lui aveva aperto il suo cuore e raccontato la sua vita privata. Si erano aperti l'un l'altra, parlando giorno e notte dei loro futuri, delle loro vite, di quei progetti che speravano divenire realtà. Se Daphne aveva chiesto tempo prima ad Alex di vivere insieme, era perché lo amava. Voleva essere sua, come coppia, come invece, lui aveva rifiutato. Ovvio, non sapeva che provava per lui, la ragazza non si era espressa, cambiando l'argomento al Cimitero. Che stupida. Si malediva per non aver detto tutto quella stessa sera, ma che sarebbe stato? Era messa davvero in bilico. Non lei, ma i suoi sentimenti. Erano al bordo di un precipizio davvero alto, se cadevano, si sarebbero rotti, lasciando solo dolore e così troppa sofferenza, che vivere non era più nei suoi obiettivi.
    Tuoni, pioggia, vento.
    Tre elementi combinati insieme, dalla forza sempre maggiore, sempre più distruttiva. Stava iniziando quasi impossibile fluttuare nell'aria, ma lei continuava imperterrita, sfogando almeno un po', quello che non poteva dire. Perché no poi? Che c'era di sbagliato? Accidenti, si continuava a straziare senza un valido motivo, senza una plausibile scusa, un senso logico. Ovvio no? L'amore non segue logiche, non ha schemi, non ha scuse plausibili. Avviene e basta, senza che esso ti avvisi. Cavolo, ci mancherebbe solo della posta dall'amore! Cupido non può mica occuparsi anche di avvisare con lettere a casa. Ha lavoro a sufficienza.
    Amore uguale Alex.
    Questo era ormai lo schema nella testa di Daphne.
    Aprì per un attimo le braccia, facendosi sferzare il viso dalla pioggia e dal vento, non curandosi di nulla.*



    *Che importava ormai, se il vento la buttava giù dalla scopa? Importava, perché voleva stare vicino ad Alex Foster. Lo sapeva che l'amore portava solo a pensare incessantemente, incondizionatamente alla persona che si porta nel cuore. Ma non era brutto, solo che sarebbe stato meglio se quella persona apparteneva all'altra.
    Lo desiderava. Lo bramava. Lo voleva più di quell'aria che le penetrava nei polmoni, gelida e distaccata.*

    Che ne sarà di quest'amore che si cela ancora, ai suoi occhi?

    *Pensò la ragazza, portandosi la mano ai capelli, bagnati fradici, con tutto il resto, sempre di più.*



    Ti amo. Si ti amo.

    *Continuava a dire quelle parole, lottando contro sé stessa, contro il vento, contro il rombo di quei tuoni che le iniziavano a fare sempre più paura. Erano così violenti, così duri. Sembravano non volerla far concentrare, riflettere in santa pace. Non poteva stare tranquilla nemmeno nel posto più isolato del mondo, perché la mente, avrebbe continuato a lottare contro il cuore, in quella lotta senza fine. No... Vi poteva essere una fine, ma quello voleva dire parlare con Alex.
    Una luce.*



    *La luce del sole al tramonto, rosso e passionale. Sembrava volesse farle capire che il suo amore per Alex era così forte, da aprire il cielo e far svanire un temporale. No, non poteva essere così. Si fermò a mezz'aria, osservandosi intorno, alla ricerca di quel bagliore che aveva fatto allargare il cielo.
    Ed eccolo li. Splendido, magnifico, sempre più bello. Era al quarto anno, faceva non poca fatica ormai, a farsi notare dalle ragazze. Lo guardò da lontano, proprio colui che avrebbe voluto incontrare. Sì, voleva stare sola, ma se c'era qualcuno con il quale Daphne avrebbe trascorso del tempo, quella persona aveva proprio il nome di Alex Foster. Ormai il suo nome era impresso nel suo cuore, oltre che nella sua mente.*

    Perché continuo ad amarti? Perché non sei mai andato via?

    *Lo guardava. Immobile. Che fare? L'acqua non la bagnava più adesso, ma era così strano che il tempo fosse improvvisamente cambiato. C'era lo zampino del Corvonero. Scese lentamente di quota, avvicinandosi agli spalti sperando non fosse solo la sua mente che le faceva strani scherzi. Eppure, più si avvicinava, più era convinta che era davvero lui. Stava a mezz'aria, dinanzi a lui, prima che in un sussurro pronunciasse solo il suo nome.*

    Alex...

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Era li dinnanzi a lui, scendendo di quota, bellissima. L'aveva visto e ora scendeva verso di lui, con l'aria di una che ha appena visto un fantasma: eppure era da pochissimo che non si vedevano! Lui indossava la divisa completa dei Corvonero, lei vestiti estivi, ed era fradicia. Le porse la mano, con un sorriso.*

    Vieni qui, dammi la mano... tienimi compagnia.

    *La concentrazione, che doveva mantenere necessariamente per tenere l'incantesimo attivo, venne meno, e così il temporale tornò, veloce come un battito di ciglia. La fece scendere, prendendole il manico di scopa dalle mani e adagiandolo ad un lato, asciugandolo con la bacchetta per non rovinarlo, prima di puntare quest'ultima contro la ragazza, asciugando anche lei e andandole incontro. Rimise la bacchetta nella tasca della divisa, togliendosi il suo mantello con lo stemma dei Corvonero mettendolo sulle spalle della Tassorosso, per tenerla calda, rimanendo in camicia, cravatta e, ovviamente, pantaloni.*

    Credo tu voglia finire in Infermeria per un bel pò... che ti salta per la testa, di volare sotto questo tempaccio?

    *Si perse nei suoi occhi con un sorriso, mentre il cuore del Corvonero faceva qualche battito di troppo, come sempre, ogni volta che incrociava il suo sguardo, il suo dolce viso. Quanto avrebbe voluto prenderla dalla nuca, tirandola a se e fiondarsi su quelle morbide labbra...*

    Alex, per l'amor di Odino, che cavolo pensi?!

    *E quel pò di lucidità salvò il Corvonero, che le sorrise ancora una volta, prendendole la mano.*

    Vieni a sederti con me, ti va?

    *Erano al riparo dal temporale, nelle tribune, ma potevano comunque guardarlo come si fa con un bel paesaggio, e per di più, erano assieme. Lui era assieme a lei... la donna che amava, la ragazza che sperava potesse essere sua, in un qualche modo, in un qualche tempo, ma ormai si dava dell'illuso. Ormai, ci andava perdendo le speranze.*

    Perchè sono felice solo quando guardo nei tuoi occhi?

    *Quella era una domanda che avrebbe voluto farle... ma non poteva, non poteva permettersi di farle una domanda del genere. Tanti motivi glielo vietavano, quelli stessi motivi che lo tenevano ben ancorato a terra mentre un semplice sguardo di lei lo portava su, più si di qualunque altra cosa o persona: ecco, si sentiva come una Rapa Dirigibile. Ancorato da un fragile stelo che, se spezzato, si sarebbe ritrovato chissà dove, sperso dalla corrente di novità che incombeva sulla sua vita. Le strinse forte la mano nella sua, azzardando un gesto forse un pò troppo esagerato: intrecciò le sue dita in quelle di lei.*

    Ti va di restare un pò con me?

    *Le chiese, trovando una qualche forza che gli fece schiodare i suoi occhi da quelli di lei, sentendosi arrossire sensibilmente.*

    Ma che bravo... complimenti, Alexander, fatti venire anche lo sbrilluccichio negli occhi e tanto vale che ti butti da qui sopra!

    *Perchè era sempre il solito deficiente? Aveva ereditato il Serpentese dalla madre e l'idiozia dal padre? Si, molto plausibile, infinitamente, plausibile..... oh, ma perchè si comportava così? Perchè lei lo rendeva così.... così? L'amava. Non c'era altro da dire.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne scendeva, scendeva, scendeva ancora, avvicinandosi a lui. Era tutta bagnata, doveva essere davvero orribile quel pomeriggio, ma se c'era un cosa che non le importava, era come l'avrebbe vista Alex. Dai! Si erano visti appena svegli quell'estate in casa di Daph; ubriachi al Bar 3 Manici di Scopa; di notte, durante quegli stupidi scherzi, cos'era dunque, un po' di pioggia? Forse era infreddolita e pallida adesso, anche se, vi era un attimo di pace da quell'intemperia. Un pezzo di cielo mostrava, agli occhi di Daphne, un disegno, un cuore tra le nuvole che si allontanavano.*




    *Era un bel panorama, ma lui non poteva vedere tutta la situazione che si trovava proprio alle sue spalle, come ad insistere di quell'amore che si celava agli occhi di Alex. Era lui che voleva, era lui che amava e quel pensiero, per quanto tentasse di levarlo dalla mente, non faceva che infierire, addentrandosi invece, sempre di più, pensandolo ancora di più. Incessantemente.
    La mano di lui si protendeva verso di lei, con quel sorriso e dolci parole, che la ragazza non avrebbe mai e poi mai potuto rifiutare.
    Si avvicinò a lui, atterrando sugli spalti con la mano sinistra nella sua, prima che egli prendesse la scopa, la posasse per asciugarla, proprio mentre il temporale riprendeva a imperversare. Era una giornata orribile, ma avere Alex vicino, voleva dire avere il sole di fianco a lei. Asciugò anche lei, i riccioli erano tutti crespi e molto gonfi, ma poco le importava, era con lo sguardo fisso su di lui. Forse era troppo bloccata a guardarlo, così osservò un lampo che squarciò il cielo, seguito da un tuono potente, che quasi le rompeva i timpani. Un brivido di freddo la scosse, ma il ragazzo l'aveva già circondata con il suo mantello, facendola scaldare appena, il sorriso appariva adesso nel volto della giovane. Alex però, sembrò come rimproverarla, dato che aveva volato con abiti estivi sotto il temporale, una temperatura che ormai non era poi tanto estiva, ma in procinto di avviarsi l'autunno. In sorriso si affievolì quando i loro occhi si incontrarono, perdendosi l'uno nell'altra, come se quello che avevano atteso tutto il giorno, era proprio quel momento.*

    Perché non posso averti?

    *Quel pensiero turbò la ragazza, convinta che tra lui e Dubhe, vi fosse ancora qualcosa, dopo tutto, nemmeno lui sapeva che aveva rotto con Alexander Warren.
    Non vi era amore e avrebbero dovuto capirlo prima. Gli amori non vanno via dopo poco, non svaniscono solo perché la testa lo dice; NO! Gli amori veri rimangono indelebili nel cuore, come se vi fossero stati incisi in qualche speciale modo. Non provava nemmeno dolore per questa situazione con Warren, perché amava @Alex_Foster. Era sempre stato così, perché le cose dovevano essere diverse adesso? Voleva baciarlo. Sì, baciarlo come non aveva fatto mai, ma non poteva rovinare la vita degli altri.
    La mano di Daphne fu in quella di Alex, coperti dalla pioggia in quella tribuna, un po' stretta per lei, che voleva solo...*

    Basta Daph... Non puoi baciarlo. Non è tuo. Devi mettertelo in testa!

    *Quella mente la stava facendo innervosire, in lotta contro in cuore che non reggeva più il peso di amore nascosto. Del loro amore, rotto per una stupida cottarella. Nemmeno avesse avuto due anni! Aveva capito l'errore, ma adesso, forse, era troppo tardi per recuperare.
    Il cielo si tingeva di bianco, subito dopo di nero, di quel grigiore che nonostante la monotonia dei colori, vederli insieme a lui, sembrava il più grande e meraviglioso spettacolo che potesse vedere. Eppure era sempre lo stesso cielo, ogni volta che pioveva, ma con lui, tutto sembrava essere diverso. Tutto era speciale. Un tuono e la mano si strinse in quella di lui, forse un po' troppo stretta, allentandola subito dopo, restando al suo fianco. Dopo pochi minuti, lui strinse la mano come aveva fatto lei, prima di intrecciarla. Daphne non disse nulla, il cuore invece, esplodeva di gioia. Ma come interpretare quel gesto? Che significato dare a tutta quella situazione? Che provava ancora lui per Daphne Harris? Altre domande si intrufolarono nella testa della ragazza, sempre più confusa, sempre più persa a fluttuare ancora in quel cielo in tempesta, in balia del vento che le sferzava il viso. Invece era lì con Alex, ad osservare il cielo, il campo, il mondo da un punto di vista diverso. Perché gli chiedeva di restare con lui? Stava forse scappando? Allora non aveva capito che al Cimitero aveva intenzione di dirgli che lo voleva per sempre al suo fianco come coppia? No... Capiva tutto accidenti, ad amore invece, sembrava un po' sulle sue. O forse, non voleva credere che lei non avesse smesso di amarlo. Ecco, doveva essere così. Quale altro motivo altrimenti, poteva esserci di mezzo? Daphne non ne trovò la risposta, o non voleva trovarla, perché i loro occhi, erano immersi ancora l'uno nell'altra.*

    Se non volevo stare con te, pensi sarei qui a tenerti per mano?

    *Pose la domanda calma, con un sorriso dolce, forse un po' troppo, sciogliendosi al pensiero di loro insieme, da soli, protetti dal temporale, in quel luogo lontano da tutti. Voleva le sue labbra, voleva stringerlo, voleva tutto di lui. NO! Non poteva. Lui non apparteneva alla ragazza, ma ad un'altra sua concasata. Allora perché non riusciva a dire basta a quegli occhi? Perché non riusciva a dire che non restava con lui, perché aveva già la ragazza?*

    Tutto ciò che voglio in questo mondo, sei tu. Solo tu.

    *Sussurrò quelle parole, distogliendo gli occhi da lui, adesso un po' rossa in viso. Si sentiva una bambina di 2 anni! Cavolo, perché si doveva sciogliere sotto quegli occhi? Stava per dire tutto, o avrebbe tenuto per sé, quell'amore da sempre provato? Forse era quello il giorno, o forse no. Se Daphne confessava tutto, temeva però di perderlo! Non voleva non averlo nella sua vita. Senza di lui era persa, era nulla. Quel ragazzo era ciò che voleva per sempre, per tutta la vita, con lei, a tenersi la mano, a giocare, divertirsi, ridere. Quanto era bello il sorriso del Corvonero... Le faceva perdere la testa. Forse doveva dirlo...*

    Cosa è la vita senza il rischio?

    *La mente si era decisa a confessare qualcosa, come se adesso volesse spingerla verso lui, dando modo a cuore di sorridere, salutando come una vecchia amica proprio lei. Stavano lavorando insieme, non aiutando più la coscienza adesso, a ragionare nel modo migliore. Forse stava per sbagliare tutto. Forse stava per sganciare la bomba, ma le parole stava per uscire dalla bocca, stavano andando fuori con forza. Non volevano restare più bloccate.*

    Ti amo.

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Il temporale stava mutando in tempesta, l'acqua che cadeva dal cielo scendeva sempre più violenta, implacabile. Il cielo diventava da grigio a nero, mentre lampi cominciavano pian piano a divenire sempre più frequenti, i tuoni più poderosi. Non era un bel punto dove stare, probabilmente, ma la parte laterale delle torrette li teneva al riparo dal vento che sferzava il capo di Quidditch. La risposta di Daphne alla sua prima domanda non tardò ad arrivare, facendolo sorridere: si, probabilmente aveva ragione, come quasi sempre d'altronde. Non aveva mai dimenticato quanto fosse matura, rispetto a lui, rispetto a tutti quelli che conosceva. Si era ritrovato tantissime volte a pensare a lei e Warren assieme, e ogni volta quasi si sorprendeva di quanto lo invidiasse, di quanto si sarebbe voluto trovare al posto suo. Si, perchè Daphne quando se ne andò, quella sera al lago, lo lasciò solo con tanti dubbi, uno dei quali era: possibile fosse solo per la sua età? Certo, quella influiva parecchio, ma possibile fosse solo quello? C'era qualcosa in lui che non andava? Si, era probabile... ma cavolo, quanto si sentiva strano. Quella situazione, tutto quello che stava succedendo, era stranissimo: gli permetteva di tenere la mano intrecciata alla sua, nonostante quello fosse un modo da "coppia"? Era uno scemo lui, perchè sapeva che lei era impegnata e continuava a tenerla così, a sperare che un giorno potesse essere sua, scioccamente, ma inevitabilmente. Un altro tuono squarciò il cielo, un fortissimo rumore vece tremare sensibilmente le assi di legno sotto i piedi dei ragazzi, mentre Alex stringeva un pò la mano della Tassorosso, a mo di incoraggiamento.*

    Ci sono io qui.

    *Le disse in un sorriso, perso nei suoi occhi. Ricordava benissimo la sua poca simpatia per i temporali, specialmente per i tuoni. Ma lui era li, pronto a rassicurarla, se necessario. Successivamente, accadde qualcosa che, ad essere sinceri, non capì molto, una frase che non volle interpretare. Perchè si, non era stupido, ma non voleva arrivare a quella conclusione, faceva troppo male pensare a cosa sarebbe potuto essere altrimenti, a cosa sarebbe stata una volta accettata l'idea che lei provasse qualcosa per lui.*

    Voglio solo te, Daph.

    *Quelle parole erano uscite in automatico dal cuore, mentre la mente era stanca di filtrare le reazioni di quest'ultimo, concorde a lui, una volta tanto. Eppure non capiva perchè l'aveva fatto, perchè ora?! Distolse lo sguardo da quello di lei, mentre le parole della ragazza, quelle finali, gli arrivarono dritte al cuore come un bolide a tutta velocità, lasciandolo senza fiato. L'aveva detto? Aveva detto davvero quello che aveva sentito? Sbatteva le palpebre, confuso, incredulo, tornando poi a guardarla negli occhi, perdendosi nell'intensità di questi: quanto la amava.*

    Ti amo anch'io.

    *Provò dei violenti brividi, pronunciando quelle parole, parole che mai avrebbe giurato di risentire da lei, ma che non avrebbe mai creduto di dire ancora. Eppure le aveva dette, ed erano i suoi occhi, quelli in cui si stava perdendo, era il suo profumo, quello che gli avvolgeva l'anima.... era il suo viso, quello al quale si stava avvicinando sempre più, inevitabilmente, stringendola a se con una mano, affondandole l'altra nei capelli e incontrando le sue labbra. Si, erano davvero le labbra di Daphne quelle che sfiorava con le sue, e un'immensa voglia di piangere si fece strada nel ragazzo: quanto tempo aveva aspettato per darle un bacio, quel bacio? Quanto tempo aveva tenuto segreto quell'amore, maledicendosi per ogni istante che non passava con lei? Sapeva niente, sapeva poco, di ciò che succedeva in quel paesaggio, in quel momento... ma sapeva alla perfezione ciò che accadeva nel suo cuore, sapeva alla perfezione davvero quali labbra erano contro le sue. Alexander Aiden Foster, per la prima volta in tanto tempo, si sentì vivo, quella sera.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Parole. Due semplici e piccole parole, che in realtà, hanno un'importanza unica ed immensa. Solo due cuori possono provare a rendere duraturo un'amore come quello che provava per Alex Foster.
    Daphne Harris era esplosa. Sì, doveva essere solo fuori di testa per aver confessato il suo amore. Non sapeva nemmeno che reazione avrebbe avuto Alex, non sapeva se era stato opportuno, ma ormai, era stanca di tenere quelle emozioni dentro di sé. Certo, le parole del ragazzo le avevano in qualche modo dato la conferma che ancora in lui, vi fosse qualche segno, un indizio che le diceva che, anche lui, era innamorato della Tassorosso. Non restò molto concentrata, ma stordita, quando le stesse parole furono pronunciate proprio dal Corvonero, che aveva creduto, di non sentirle mai più. Aveva i brividi, gli occhi lucidi, carichi di quell'amore che stava per esploderle dal petto, come una notte ricca di splendidi giochi d'artificio. Eccoli lì, sotto una bufera, tipica giornata buia, eppure sembrava splendere il sole, dietro tutte quelle nuvole nere, mentre il viso di Alex, era sempre più vicino al suo. Altri brividi, quando le mani del ragazzo affondavano una tra i capelli, l'altra nel bacino, avvicinandosi l'uno all'altra, stretti come avrebbe voluto da tempo.
    Un bacio.
    Le loro labbra erano di nuovo unite, dopo quello che sembrava essere stato, un secolo!
    Per un attimo fu incapace di muoversi, stretta a lui, gli occhi chiusi, assaporandosi quell'instante, finché le sue braccia passarono attorno al collo del ragazzo, ricambiando il bacio, facendosi trasportare dall'emozione.
    Quanto era caldo.. Quanto era dolce...
    Era amore.
    Daphne Harris, aveva fatto per la prima volta, qualcosa di giusto in vita sua, seguendo ciò che diceva il suo cuore. Era lui che voleva. Non avrebbe atteso altro, nessuno, niente. Lui era ciò che aveva desiderato per tanto tempo e adesso, poteva finalmente dire...*

    Sei mio.

    *Il cuore le stava per esplodere, ricco di gioia e di momenti sempre più belli da passare con la persona che amava, ma che aveva tenuta segreta per qualche tempo. La mano della ragazza passò lungo il viso di lui, tenendo gli occhi socchiusi, gustandosi quel nuovo contatto, prima di aprirli, sfiorando il naso del Corvetto, tenendo la mano sul suo viso.*

    Non riesco ancora a credere che tutto questo... Sia vero...

    *Aveva sussurrato quella parola, come se temesse che un tuono, la scavalcasse nel momento opportuno, ma giunse subito dopo, quando la ragazza si era tuffata tra le braccia di Alex, infreddolita e spossata. Il solo avere il giovane al suo fianco però, la fece sorridere, felice di poter stare con colui che aveva sempre cercato.*

    @Alex_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Le calde, morbide labbra di Daphne danzavano assieme a quelle di Alex, in una carezza senza fine. Non riusciva ancora a credere che si trovava in una situazione del genere... ma... stava accadendo davvero? Riaprì gli occhi senza interrompere il bacio... ed era proprio il viso di Daphne. Erano le sue braccia quelle che, ora, si stringevano al suo collo, attirandolo a se. Si lasciò trasportare a sua volta da quel bacio, incollando il suo corpo a quello di lei, quasi a voler fondersi assieme alla ragazza in un unico essere, un essere che non sarebbe mai stato solo.*

    Quanto mi sei mancata...

    *Pensò tra se e se, passando la sua mano lungo tutti i suoi capelli, alzando la mano via dal suo fianco, posandola sulla sua schiena. Cosa poteva dire, dunque, tutta quella situazione? Si amavano entrambi, e questo era chiaro... ma cosa avrebbero fatto, ora? Non voleva perderla, non poteva, non se lo sarebbe mai potuto permettere, mai più. Il bacio finì, forse anche troppo presto per i suoi gusti, ma non poteva durare quanto voleva lui: per sempre. Le parole di Daphne furono seguite subito dopo da un tuono, mentre il viso del ragazzo si curvava in un sorriso.*

    Beh, direi che siamo in due...

    *Era senza fiato: in parte per il bacio, in parte per tutta quella situazione. Non avrebbe davvero mai e poi mai creduto che sarebbe potuto accadere questo tra loro, non più. Le diede un altro bacio, sentendo violenti brividi percorrergli il corpo, interrompendolo quasi subito, prendendola per le mani e tirandola assieme a se verso gli spalti più alti. Si sedette di spalle al muro, a terra, facendole segno di posarsi contro il suo petto, appellando una coperta, con la bacchetta, che per poco non arrivò fradicia. L'asciugò, pronto a metterla addosso a Daphne quando si sarebbe seduta.*

    @Daphne_Harris,