• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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    Role Aperta da Dubhe_Dolohov


  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    [ARABESQUE_HOGSMEADE]


    *Strano ma vero, era a Hogsmeade. Da un tempo indefinito. Ma la cosa più strana e bella allo stesso tempo era il fatto che fosse seduta davanti ad un pianoforte laccato di vernice nera e che con gli occhi chiusi, sfiorasse appena i tasti bianchi e neri, facendo scaturire dallo strumento una musica malinconica e piacevole allo stesso tempo. Una musica delicata, dolce. Li, in quelle note, la malinconia e la pace si fondevano, diventando un tutt'uno. Diventando quella musica perfetta che la giovane suonava.
    E, quando smise di sfiorare i tasti, di pestare lievemente i pedali, la musica cessò e la giovane aprì gli occhi, rivelando due pozzi di un verde scuro, mischiato al grigio. Fece un mezzo sorriso e lentamente si alzò in piedi dallo sgabello dov'era seduta.
    Quel brano le piaceva troppo. Era sempre stato perfetto nella sua semplicità. E per quanto fosse facile, era un brano che, se suonato bene, poteva trasmettere molto.
    Per quel giorno aveva finito di suonare. Aveva preso pure in mano il flauto traverso ma subito si era resa conto che quei suoni, quelle note un po' troppo udibili, non facevano per lei. Non quel giorno, almeno.
    Uscì dal negozio e una folata di vento la investì in pieno.
    Quella melodia le ricordava tanto Alex.
    Una fitta di malinconia la fece sorridere amaramente. E un pensiero, una domanda che non avrebbe dovuto esserci, le venne in mente.
    Veloce entrò ancora una volta all'Arabesque, chiedendo a Dragonis, un'amica di lunga data, carta e penna.
    Scrisse le parole con velocità ma con una certa titubanza, un'indecisione che la fecero proseguire imperterrita. Ecco. Non avrebbe saputo spiegarlo. Quei dubbi, quelle indecisioni, le facevano scrivere le parole con velocità.
    Quando finalmente posò la penna, quello che c'era scritto era assai strano. Ma sopratutto, la persona alla quale era indirizzata la lettera.*

    Citazione:
    Caro Alexander,
    scusa se ti disturbo. Non lo farei mai per nessun motivo, lo sai bene.


    *Si fermò un attimo. Già. Era troppo triste, troppo arrabbiata, troppo orgogliosa per poter anche solo pensare di chiedere a lui qualcosa. Ma in quel caso era necessario.

    Citazione:
    Ma una domanda mi tortura e, anche se sono pochi minuti che cerco di darmi una risposta, so che non la troverò.
    Per questo lo chiedo a te... ma voglio chiedertelo a quattrocchi. Non.. non mi va di chiedertelo tramite una lettera, per quanto sia molto più comodo e meno imbarazzante.
    Ecco. Lo so. Ti sto riempiendo di domande la mente, domande che ti scocciano pure.
    E mi spiace.
    Ma, ti prego... vediamoci non appena ti arriverà questa lettera al limitare della Foresta Proibita.
    Con... un grazie anticipato,
    Dubhe.


    *Fece un sorriso triste. Quel saluto era così triste che le veniva da piangere. "Con... un grazie anticipato" non era quello che avrebbe messo. Si era bloccata, quando era arrivata a quel punto. Avrebbe voluto scrivere "Con affetto, con amore" ma sapeva che era sbagliato.
    Salutando Dragonis si diresse veloce nella "Guferia" di Hogsmeade, inviando la lettera con un gufo bruno dal becco un po' troppo adunco.
    E poi, corse alla Foresta.*

    [FORESTA PROIBITA]


    *Non aveva più fiato. Ma era arrivata veloce, senza fermarsi neppure un istante per riprendere aria, per riempire i polmoni della fresca arietta autunnale.
    E ora, seduta a terra con le gambe al petto, per farsi un po' di calore, lo aspettava.*



    Link pianoforte se ti va di ascoltare un po' di musica Very Happy

    @Alex_Foster,




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    [Nocture Alley, casa di Viktor Foster]

    Stupeficium.

    *Un incantesimo non verbale staccò da terra il Mangiamorte Viktor Foster, uno dei più ricercati in quei tempi, facendolo volare una decina di metri all'indietro, mentre la sua bacchetta in Agrifoglio rotolava sul pavimento distante da lui. Alexander Aiden Foster era in piedi, con un sorriso compiaciuto a curvagli il volto e nella mano sinistra l'anello di sua madre e la bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco.*

    Niente male davvero! Ormai mi metti al tappeto con poco, Alex.

    *Diceva lo zio, alzandosi a fatica da terra, colpito dallo Schiantesimo, con una smorfia mista ad un sorriso compiaciuto: eh si, il nipote aveva fatto passi da gigante in brevissimi mesi, apprendendo con una certa soddisfazione gli incantesimi non verbali e l'incanto Patronus nel giro di due mesi.*

    Stai diventando un mago con i fiocchi!

    *Alex rise, rimettendo in tasca la bacchetta, conscio che l'allenamento del giorno si era concluso.*

    E scommetto che te ne prendi tutto il merito, no?

    *Disse guardando suo zio prendere la bacchetta e riporla nel lungo mantello nero, prima che gli occhi verdi di lui incontrassero quelli del ragazzo.*

    Assolutamente...

    *Disse semplicemente il Mangiamorte, facendo ridere di gusto il ragazzo, che nel frattempo scuoteva la testa, dandogli le spalle: era cresciuto. Ormai sfiorava il metro e ottantanove, portava indosso una maglietta di taglia XL, e sapeva che il suo processo fisico di crescita non si sarebbe fermato che da li a due anni, almeno. Un ombra di barba corta gli copriva il viso, nera come i suoi capelli, come i suoi occhi, mentre la sua muscolatura cresceva, quasi come quella di un adulto. Guardò l'orologio che erano le cinque del pomeriggio, mentre un gufo planava dalla finestra aperta, con alla zampa una lettera ben legata, con sopra scritto il suo nome. Quella calligrafia, tuttavia, turbò il Corvonero del quinto anno: era quella di Dubhe, la sua ex ragazza, e per scrivergli doveva esserci davvero un motivo serio. Andò verso il gufo a passi decisi, sfilandogli la busta dalla zampa con poco riguardo, vedendolo sbattere le ali, innervosito e sconcertato.*

    Si, si!

    *Esclamò il Corvonero, seccato, cercando un biscottino per tutta la stanza, porgendoglielo di malagrazia e vedendo il volatile sparire dalla finestra, con la stessa fulmineità in cui aveva fatto capolino della stanza. Il ragazzo lesse la lettera tutta d'un fiato, mentre una strana sensazione lo pervadeva.*

    Hogsmade?

    *Chiese lo zio, che già gli aveva poggiato una mano sulla spalla, smaterializzandolo ad un cenno d'assenso di Alex.*

    [Hogsmade, strade del Villaggio]

    *Alex venne materializzato in una stradina, mentre a passo veloce andava verso Hogwarts, guardando il cielo: un bel sole caldo illuminava il piccolo Villaggio, nonostante l'aria fredda di quello che sarebbe presto diventato un paesaggio autunnale, con una strana morsa allo stomaco: era da un paio d'anni che non vedeva Dubhe, ma non era solo quello che lo turbava. Insomma, se una tipa orgogliosa e fiera come lei chiedeva il suo aiuto, accidenti, sotto c'era qualcosa di veramente grosso!*

    [Hogwarts, Foresta Oscura]

    *Si ritrovò presto al limitare della Foresta, scorgendo Dubhe seduta sotto un albero, probabilmente infreddolita, come al solito. Le si fermò a pochi metri di distanza, facendole cenno di seguirlo con il capo, addentrandosi nel buio di quella Foresta, all'erta: infondo, non era uno di quei luoghi che si definiscono sicuri, ma, quantomeno, era il luogo ideale per conversazioni che non si voleva venissero ascoltate. Si fermò in un punto isolato, pochi minuti più tardi, voltandosi verso la sua compagna di Casa, guardandola negli occhi: era cambiata tanto, in due anni.*

    Buon pomeriggio, Dubhe.

    *Disse semplicemente, senza fare tante cerimonie, cosa che lei di sicuro non avrebbe fatto, mantenendo il comportamento gelido e scostante che gli aveva riservato le ultime volte che si erano visti.*

    Eccomi qui, dunque. Cosa vuoi chiedermi?

    *Eppure un sospetto ce l'aveva: che l'Oblivion avesse cominciato a perdere la sua efficacia? Se si, cosa ricordava, adesso? La ragazza che cercava spiegazioni, ora, era diventata quella che doveva darne.*

    @Dubhe_Dolohov,


  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

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        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    *La Foresta la circondava. Gli alberi, con i loro rami, sembravano protendersi verso di te per abbracciarti o per indicarti la giusta direzione dove andare. Il sole -quei raggi scampati alle fronde degli alberi per fortuna- facevano dei bellissimi giochi di ombre sulla terra fresca ai piedi della ragazza. Quel posto era perfetto per stare in comunione con la natura, per pensare o per parlare a qualcuno di cose che dovevano rimanere segrete. Sempre che così si potessero definire. E lei lo aveva scelto per questo.
    Lei, seduta a terra con la schiena poggiata al tronco di un albero stava pensando a cosa dire ad Alex quando sarebbe arrivato. La verità. La pura e semplice verità. Il problema era proprio quello però. Se avesse dovuto dire quello che pensava, che la tormentava probabilmente sarebbe stato qualcosa come "confusa, preoccupata". Ma i pensieri erano così scombussolati, così confusi che la sua voce sarebbe stata tremula e il discorso poco chiaro.
    Non sapeva cosa dire. Ancora una volta si ritrovava senza parole. Cosa e come dire quello che le passava per la testa? Non lo sapeva. Ne era totalmente digiuna. Avrebbe voluto confidarsi al Corvonero, confidargli quello che aveva scelto, la strada che aveva intrapreso. Voleva con tutto il cuore riuscire a svuotarsi fino a non avere più nulla da dire, nulla da nascondere agli altri o a se stessa.
    Ma era difficile.
    Chiuse gli occhi, scuotendo il capo e massaggiandosi le tempie con le dita.
    Track. Un ramo spezzato. Fece un sorriso, mentre apriva gli occhi con lentezza per rivelare due pozzi scuri dai colori che variavano a seconda del tempo, dal verde più chiaro a quello più scuro, mischiato al grigio.
    Track. Sapeva annunciarsi, non c'era ombra di dubbio. Di certo non aveva il passo felpato come il suo ma... in quella foresta si nascondeva di tutto! Chissà quali predatori potevano aver udito quel rumore ed essersi incuriositi. Ma no, non avrebbero avuto problemi. Erano tutti e due armati di bacchetta. Anche se non si era ancora visto lei sapeva che Alex aveva a portata di mano la bacchetta. E il suo pezzo di legno di Tasso era li, nella tasca dei jeans. Erano al sicuro.
    Al sicuro. Era possibile essere al sicuro, in quel periodo? Nel periodo che il Mondo Magico stava passando? No. Le forze Oscure stavano uscendo allo scoperto, pronte per altri assalti. E lei... lei aveva scelto la parte dove schierarsi.*

    Buon pomeriggio, Dubhe.

    *Fu nulla più che un saluto ma bastò per far accelerare il battito del cuore di Dubhe. Tum tum tum tum, faceva il suo cuore. Si portò una mano al petto, li dove stava quel cuore che oramai accelerava fin troppo. E li, in quel momento, capì la cosa che la fece arrabbiare, che la scombussolò più di tutte. Quell'amore che aveva creduto svanito in quei due anni, non si era appassito, non era evaporato. Si era solo nascosto, aspettando il momento giusto per sbucare fuori.
    E l'amore, nel suo caso, portava solo altra confusione. Dubhe ne aveva abbastanza di tutta la confusione mentale che aveva. Per quanto fosse una ragazza circondata dalla confusione, l'unica che proprio non sopportava era quella interiore, dentro di lei.
    Si alzò in piedi, pronta ad esternare la sua confusione quando lo vide. Boccheggiò.
    In due anni si cambiava. Lo aveva dato per scontato. Aveva pensato che sarebbe rimasto uguale a quel ragazzo che l'aveva lasciata. Ora si ritrovava davanti a lei, un uomo.
    Lo sguardo era più consapevole di quello che nascondeva il mondo, di quanto fosse crudele -per quanto già da giovane lui ne fosse a conoscenza- e velati di qualcosa di più oscuro, di nascosto. Ma non agli occhi di Dubhe. Oh, lei lo conosceva troppo bene. Sapeva cogliere le sue emozioni con semplicità, anche se lui cercava di non far vedere quello che provava.
    E c'era preoccupazione, nei suoi occhi, nel suo viso. Come se qualcosa fosse andato storto. E lei non si spiegava cosa. Confusione, altre domande. Fece un respiro profondo.
    Le fece cenno di seguirlo e lei, da brava ragazza ubbidiente qual'era lo seguì silenziosamente come un ombra. Aveva scorto della barba, poca ma c'era, nel suo viso. Aveva visto consapevolezza, aveva visto... aveva visto Alex dopo tanto, troppo tempo. Ebbe l'impulso di abbracciarlo, di baciarlo, di inspirare ancora il suo profumo. Ma sapeva che doveva trattenersi. Per il suo orgoglio ferito. Perché non voleva accettare a testa bassa di essere stata mollata da lui, e in un modo orribile, per giunta. Quando si fermarono poco tempo dopo in un posto isolato e buio, per quanto fosse giorno, si sentì osservata da lui e si sentì di farsi vedere forte, per quanto dentro si sentisse debole. Alzò il mento e lo guardò fiera e sicura, incrociando le braccia al petto.*

    Eccomi qui, dunque. Cosa vuoi chiedermi?

    *Bastò quello per cancellare dal suo visto tutta la sicurezza da poco comparsa. Vacillò. Aprì più volte la bocca, cercando di parlare, cercando di spiegare fin da subito quello che stava succedendo.
    Vuoto. Alla fine sussurrò o meglio mimò un:*

    Ciao.

    *appena udibile. Si schiarì la voce. Non l'aveva scomodato solo per un saluto, doveva continuare. Doveva dire tutto, subito. Non ci riusciva. Sembrava che qualcuno l'avesse Silenziata.*

    Sono confusa, Alex.

    *Disse infine, dopo qualche minuto di un freddo silenzio che solo lei avrebbe potuto riempire con le parole. Non aggiunse altro. Forse, l'avrebbe capita. Forse.... forse l'avrebbe aiutata.*

    @Alex_Foster, scusa il ritardo!




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *Dubhe lo salutò con un debole "ciao", prima di dirgli che era confusa. E chi non lo era di quei tempi? Si sorprese, tuttavia, nel vederla così. Era sempre stata una ragazza forte, fiera, che non si buttava mai giù. Ma ora? Era... sofferente, abbattuta. E si vedeva! Alex sospirò, incollando la schiena ad un albero, incrociando le braccia e dicendole in un sospiro, addolcendosi appena, quel tanto che bastava per non risultare gelido verso la ragazza, quella ragazza, alla quale aveva fatto tanto male. Male? Dolore? Un improvviso pensiero gli fece sgranare gli occhi: nessuno dei due poteva vantare di una vita, fin ora, felice. Entrambi avevano avuto esperienze orribili, un passato catastrofico, e in quel luogo giravano parecchi Dissennatori, ultimamente: li avrebbe attirati, quel profumo di angoscia, quella dolce agonia, quel dolore indelebile nell'anima di entrambi? Avevano tutti e due una bacchetta, e avrebbero potuto difendersi. Dubhe, probabilmente, aveva già appreso l'incanto Patronus, e lui, lui riusciva a crearne uno corporeo, quindi non c'erano problemi. Ma ritornando alla questione...*

    Cosa ti turba?

    *Le chiese in un sussurro, non essendo più gelido, cercando di farle capire che lui era andato li per aiutarla, supportarla, e che voleva il suo bene. Ma infondo, il ragazzo cominciava ad avere più certezze che domande, sul perchè Dubhe lo avesse voluto li, sul perchè gli avesse chiesto il suo aiuto. Ma se avesse potuto risparmiarle la notizia della sua Obliviazione? L'avrebbe fatto, di certo... ma quanto era possibile fare, per nascondere tale evento? Solo Dubhe sapeva quanto dolore covava dentro, per quanto Alex cercasse di comprenderlo, sarebbe rimasto celato a lui, proprio a lui, che era la causa più grande di quel sconvolgimento interiore. Cosa poteva dirle, allora? Cosa poteva fare per rassicurarla, anche per quel minimo?*

    Comunque sia... non mi hai disturbato.

    *Le parole uscirono automaticamente, dal profondo del cuore. No, lui non la odiava, come avrebbe potuto? Era più probabile che era lei a detestarlo, ma lui aveva ancora fissa in mente quella sera, quella sera in cui tutto cambiò tra loro. Abbassò gli occhi, guardando altrove, in preda al rimorso dell'averla buttata a terra con parole troppo dure, parole con le quali sperava lo avesse odiato.*

    Se sono qui, è per provare ad aiutarti.

    *Restò in attesa, con gli occhi fissi a terra, con la mente altrove, ma non poi tanto lontano: l'aveva uccisa, quella sera, e ne era conscio da sempre, ma se in quella situazione avesse potuto aiutarla, bene, lo avrebbe fatto.*

    @Dubhe_Dolohov,


  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

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        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    *Con gli occhi sembrava sfiorargli le guance, le labbra, baciargli il collo, la bocca. Forse indugiava troppo. Ma... ma... ma. C'era sempre un ma. Un "ma" che la faceva arrabbiare, ribellare, fremere di indignazione. Un nome si componeva nella sua mente, in quell'attimo di inebriamento dato dal solo guardarlo. Un nome che per i due significava molto. Molto. In modi diversi. Lo sguardo, un po' troppo coraggioso, si abbassò sulla fredda e nuda terra che stava ai suoi piedi.
    C'era uno spesso strato di tristezza che li separava. Una tristezza che non sarebbe mai andata via, lo sapevano entrambi, ne erano perfettamente consci.
    E lei non sapeva neppure se avrebbe voluto abbatterla, se ci sarebbe riuscita. Incognite. Domande senza risposta o che risposta avevano ma troppo dolorosa per poter essere confermata con convinzione.*

    Cosa ti turba?

    *Le chiese, increspando lievemente le labbra in un sorriso. Un sussurro che svanì così veloce com'era arrivato, lasciando ancora una volta il vuoto e la tristezza tra loro. Cosa la turbava? Cosa la confondeva? Cosa..? Cosa!?*

    Comunque sia... non mi hai disturbato.

    *Continuò. Avrebbe voluto sussurrare un "grazie" ma non sapeva in verità se era la risposta giusta. Non sapeva più nulla, a dir la verità. Aveva bisogno di qualcuno che la capisse. Che l'aiutasse, che ci fosse, per lei. Sempre. E quel qualcuno era scomparso una sera estiva, lasciando solo il vuoto. Fece un sorriso amaro, ricordando quelle parole dette con violenza, con forza, per ferirla fin nel profondo. C'era riuscito. Oh, si. Ma forse erano parole vere. Forse era lei quella che aveva sbagliato.*

    Se sono qui, è per provare ad aiutarti.

    *Forse vedeva l'incertezza e la confusione di Dubhe. Forse voleva veramente aiutarla e non era solo una frase di circostanza. Gli sorrise, questa volta cercando di essere più serena possibile. Perché se lui l'aiutava forse sarebbe riuscita a mettere a posto tutto. Tutto sarebbe divenuto chiaro.*

    Ho...fatto una scelta.

    *Sussurrò. Non era quella la sua risposta e non riusciva a capire dove stesse andando a parare. O forse lo sapeva e non voleva crederci. Si, probabile. Se aveva intenzione di dirglielo forse voleva consegnarsi direttamente nelle mani del nemico. Un peso in meno, comunque.*

    Ho...

    *Non riuscì a finire. Non poté farlo. Le dita le si gelarono, insieme a tutto il resto del corpo. Un freddo gelido tra loro. Non così reale. Non così vero, così palpabile. Sgranò gli occhi. E seppe quello che stava succedendo. Lo sguardo andò ad Alex, senza neppure alzarlo al cielo. Il gelo era un fattore più che rilevante. Il suo sguardo diceva solo una cosa. Dissennatori.*

    Alex!

    *Strillò, quasi non sapesse difendersi e lui fosse la sua unica ancora di salvezza. Oh, no. Lei sapeva evocare un Patronus corporeo, forse anche troppo precocemente della norma. Ma in quei mesi si era data da fare sui libri. Ora era il momento di mettere in pratica quello che aveva imparato.
    Prese dalla tasca dei jeans la bacchetta e la puntò davanti a se.*

    Expecto Patronum...

    *Nulla. Cosa.... cosa doveva pensare di così tanto gaio? Poteva pensare al bacio che Alex le aveva dato. E li un pensiero, una domanda sbagliata, la fecero confondere. E seppe con precisione cosa la turbava. Ma non c'era tempo per pensare a quello. Chiuse gli occhi. Inspirò. E pensò al suo bacio. Al bacio più dolce che si erano dati. Al primo loro bacio. Con uno sbuffo azzurrino, fuoriuscì dalla punta della bacchetta della ragazza un bellissimo falco.*



    *Puntò la bacchetta davanti a se e fece un sorriso incoraggiante ad Alex. Sapeva che lui ne era in grado. Lo sapeva.*

    @Alex_Foster




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *Sentiva gli occhi della ragazza su di lui, quasi a cercare un qualcosa che lo legasse a ciò che un tempo era, al bambino che lei aveva conosciuto, che ormai era un ragazzo che stava diventando uomo. Sapeva benissimo di essere diventato un miscuglio tra un gigante e un armadio a due ante, ma se c'era qualcosa in cui era cresciuto era in abilità magica: ormai gli incanti non verbali erano il suo pane quotidiano, li praticava con naturalezza, in modo sicuro. Si, ora era sicuro di se e di ciò che sapeva fare. Dubhe fece per parlare, per annunciare un cambiamento in lei, quando un gelo innaturale, il classico gelo che il ragazzo si aspettava da un momento all'altro. Dubhe urlò il nome del ragazzo, che con un colpo di schiena si staccò dalla corteccia dell'albero, sciogliendo le braccia incrociate e prendendo la bacchetta nella mano sinistra, passeggiando con calma accanto a Dubhe, una calma ormai caratteristica di lui, trasudando una sicurezza che aveva acquisito nelle sue capacità: sapeva benissimo che era un mago dotato, in gamba, rimanendo però sorpreso quando vide Dubhe evocò un Patronus corporeo, un bellissimo falcò d'argento. Rispose al suo sorriso, puntando poi gli occhi sul falco di lei, che si sbarazzò di un Dissennatore, volandogli contro fino a farlo schiantare lontano, contro degli alberi. L'urlo che emanò, comunque, fece accapponare la pelle del Corvonero, un urlo al quale non ci avrebbe mai fatto l'abitudine. Altri Dissennatori volavano a gran velocità verso i due ragazzi, accerchiati, ormai.*

    Vuoi una mano, Dubhe?

    *Chiese il ragazzo, in un sussurro, sorridendo e alzando la bacchetta sulla sua testa. Il costato del ragazzo toccava la spalla sinistra di Dubhe, mentre lui prendeva a far roteare la bacchetta sulla sua testa, formando un cerchio, pensando intensamente prima al suo ricordo più felice, lasciando che questo gli fece venire i brividi, per quanto intenso, concentrandosi poi sulla formula magica, lasciandola esplodere nella sua mente, ma non dalle sue labbra.*

    Expecto Patronum.



    *Un possente sbuffo argenteo, quasi fosse una violenta fiumana, esplose dalla punta della bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco, condensandosi attorno a loro in un Basilisco d'argento, simbolo del male puro, delle tenebre che albergavano nell'anima del ragazzo, un anima votata da sempre alle tenebre, mentre con un piccolo cenno della bacchetta, il Basilisco si avvolgeva attorno ai due ragazzi, a mo di schermo contro i Dissennatori, ma senza toccarli, lasciando tra le sue spire una fessura afinchè il ragazzo potesse vedere cosa succedeva attorno. Quei Dissennatori che li avevano accerchiati urtavano contro il Basilisco d'argento, sparendo lontani tra le urla, mentre quest'ultimo si toglieva da intorno ai due Corvonero, strisciando veloce accanto al falco, guardandosi attorno.*

    Ce li siamo tolti di torno.

    *Annunciò Alex verso Dubhe, con un sorrisino, restando però con la bacchetta in mano, tenendo il Basilisco ancora presente su quel terreno, sentendolo ruggire a mo di intimidazione nel caso altri Dissennatori fossero stati presenti.*

    @Dubhe_Dolohov.


  • Dubhe_Dolohov

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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        Dubhe_Dolohov
    Corvonero
       
       

    *Sembravano centinaia. Erano centinaia. Ma.. ma perché li? Perché dovevano arrivare da loro? Non lo sapeva. Eppure... eppure... si. Ok, lo sapeva. Solo che non voleva ammetterlo. Non voleva proprio. Era una cosa che le faceva rabbia e paura al tempo stesso.
    Il suo falco si lanciò in picchiata contro un Dissennatore. Meno uno.
    Svuotare la mente. Da tutto. Da tutti. Solo il suo bacio. Il suo bacio con Alex. Era un ricordo dolce amaro ma non avrebbe saputo a cos'altro pensare. Ogni volta che riviveva quel momento re le sembrava che avesse appena sfiorato le labbra del Corvonero con le sue, che avesse appena inspirato a pieni polmoni il suo profumo, quello che le rilassava i muscoli come una tisana. E il falco cresceva, diventava più grande mentre lei sorrideva, trionfa.*

    Vuoi una mano, Dubhe?

    *Sussurrò il ragazzo, affiancandola. Sembrava così piccola li accanto a lui. Corrugò la fronte, facendo spuntare un broncio infantile sul suo viso giovane e fresco. Le guance si tinsero lievemente di rosato, lo sguardo si fece attento e concentrato subito dopo aver borbottato qualcosa ad Alex.*

    Se devi proprio fare il cavaliere...

    *Mormorò, tornando a sorridere. Sembrava che una musica di incitamento li avvolgesse, che li spingesse a farsi forza, che dicesse loro che avrebbero vinto, che non sarebbero state altre prede di quei Dissennatori.
    Senza proferir parola anche il Patronus del Corvonero espolose nella sua massima potenza. E quando Dubhe riuscì a capire di che animale si trattasse, trattenne il respiro. Stupore. Sembrava un serpente, un'enorme serpente che li stava avvolgendo.
    Avrebbe voluto urlare. Non le erano mai piaciuti i serpenti. Neppure quello di Alex, Scar. Viscidi, silenziosi, letali.
    Ma quello non era un serpente normale. Quello era il Re dei Serpenti... quello era un*

    Basilisco..

    *Sussurrò, riprendendosi. Male. Molto, troppo male. Quell'animale era il male in tutte le sue sfaccettature... il male con ma "m" maiuscola. Male. Quel simbolo era il Male.
    Ebbe un flash. Ebbe un ricordo di quella sera, la loro sera. La sera nella quale si erano uniti, per un breve ma bellissimo periodo.*

    [INIZIO FLASH BACK]

    E... i miei genitori sono Mangiamorte.

    *Glie lo aveva appena confidato. Quelle parole erano trasudate di pudore, di rabbia, di tristezza. Alex le era davanti. Seduti su un divano, nella Sala Comune.*

    Beh, lo è anche mio zio, e conto di raggiungerlo una volta finita la scuola.

    [FINE FLASH BACK]


    *Le si mozzò il fiato in gola. Lui... lui sarebbe divenuto un Mangiamorte... lui...*

    Ce li siamo tolti di torno.

    *Quella voce la fece voltare, il viso trasfigurato. Non dalla paura, no. Dallo stupore, quasi palpabile. Schiuse più volte le labbra ma non proferì parola. Non era possibile.*

    Ho preso la tua stessa decisione.

    *Sussurrò, puntando lo sguardo sui suoi occhi scuri. Lo aveva detto. Lo aveva detto finalmente. Era il primo a saperlo. Sentì il cuore battere, battere forte, fortissimo, in attesa di una sua reazione. Non distolse lo sguardo da lui. Non sapeva come la potesse prendere. Non ne aveva la minima idea. Poteva mostrarsi entusiasta o magari arrabbiarsi. Non sapeva che strada avrebbe scelto. E forse era meglio così.*

    @Alex_Foster, scusami.. sono una lumaca.




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *Il Basilisco andò di fronte ad Alex, che cominciò a carezzargli quel pò di muso che riusciva a toccare con una mano. Era un Basilisco adulto, a dir poco enorme, ma bellissimo agli occhi del ragazzo. Il Re dei Serpenti, visto in atteggiamenti tanto affettuosi con il ragazzo, di certo perdeva di credibilità. Eppure era il simbolo del male puro. Subito si stufò delle carezze, alzando il viso a guardarsi attorno. Fu in quel momento che il viso di Dubhe gli diede le conferme alla sua teoria.*

    Accidenti!

    *Imprecò mentalmente il ragazzo: era fatta, Dubhe ricordava ciò che non avrebbe mai dovuto ricordare, e per di più, qualcosa l'aveva convinta a diventare una Mangiamorte, lei, l'ultima persona al mondo che si sarebbe aspettato di vedere passare al lato oscuro. Gli doveva un minimo una spiegazione, forse. Sospirò, mentre il Basilisco spariva nello stesso fumo argenteo in cui era comparso: Dubhe lo guardava negli occhi, quasi a cercare di capire cosa ne pensasse lui a riguardo. Ma perchè? Cosa importava la sua opinione? Era comunque il suo ex ragazzo, il ragazzo che le aveva fatto del male, il ragazzo che l'aveva lasciata per proteggerla dalle tenebre del suo cuore.*

    Cosa ti ha spinta a cambiare idea?

    *Le chiese, in tono neutro, tirando fuori dalla tasca del cioccolato, avanzando verso di lei, mettendo la bacchetta in tasca e porgendogliene un pezzo: era miracoloso, dopo aver combattuto contro dei Dissennatori. Mangiò un pezzettino anche lui, vedendo l'anello al suo dito brillare debolmente della stessa luce nera della gemma, segno che le tenebre in lui solleticavano quell'anello all'inverosimile, facendo rinnovare la sua fedeltà al ragazzo istante per istante.*

    Sono comunque sorpreso: sei riuscita ad evocare un Patronus completo molto precocemente.

    *Cercava di cambiare discorso, mentre voleva approfondirlo? No, doveva sapere cosa aveva spinto Dubhe ad accogliere le tenebre nella sua anima, tenebre che il ragazzo covava nella sua anima fin dalla nascita, quasi come fossero un'eredità di sangue della famiglia della madre, assieme al Serpentese.*

    @Dubhe_Dolohov,


  • Dubhe_Dolohov

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    Cosa ti ha spinta a cambiare idea?

    *Furono le sue prime parole, dopo aver capito che lei aveva ricordato. Ma era quello il suo problema. Cosa...perché non lo ricordava? Aveva un forte sospetto ma la paura che fosse vero, che fosse fondato le fecero allontanare quel sospetto come fosse nocivo per la sua salute. Forse si, nocivo per la sua salute mentale.
    Si guardò intorno aspettando di vedere altri Dissennatori, ma nulla. Allora si soffermò sulla scena più strana mai vista. Un Patronus-Basilisco che si faceva accarezzare da Alex.*

    Fuffi sembra proprio tenero...

    *Disse, rivolgendosi al ragazzo e al suo Patronus. Fece sparire il suo con un sorriso sul viso, ma prima gli fece una carezza sotto il becco. Poi il falco sparì in uno sbuffo di luce. Era bello sapere che esisteva una parte felice di se, che poteva prendere forma in un animale. Era bello sapere che c'era un periodo, un ricordo dove tu eri felice, dove eri al settimo cielo. Anche solo per un attimo.
    Sorrise tristemente. Anche solo per un attimo.*

    Tu sei per me il taglietto al centro delle labbra che mi ricorda che se sorrido quando tu non ci sei, fa sempre male.

    *Dove l'aveva sentita quella frase? Non ricordava. Forse era sua zia -quella che non vedeva da mesi- che glie l'aveva detta, visto il suo sentimentalismo sfacciato. Non rispose comunque alla sua domanda anche se aveva la risposta pronta.
    Sembrava che anche lui non volesse sapere la risposta. O voleva? Sembrava quasi indeciso.*

    Sono comunque sorpreso: sei riuscita ad evocare un Patronus completo molto precocemente.

    *Fece una smorfia, alzando le spalle. Lo guardò per un po' ma poi abbassò lo sguardo a terra.*

    Sarò Corvonero per qualcosa, no? Lo hai detto tu o sbaglio?

    *Chiese con un sorriso. In fondo era vero. Forse perché... non lo sapeva. Forse per un motivo che solo il Cappello Parlante sapeva. Di certo non per il saper fare gli incanti prima del tempo. Serviva solo tecnica. E esercizio. E un pensiero felice. Sorrise. Glie ne venne in mente un altro. Uno diverso, con un affetto diverso da quello che provava per Alex.*

    Ho visto mia sorella, recentemente.

    *Disse. Si, perché tutte le volte che vedeva sua sorella la gioia che le trasmetteva era tanta, impossibile da raccogliere in una persona sola. Aveva una sorella frizzante, spiritosa, dolce e sorridente. Era un dono. Era la pecora bianca in mezzo al gregge nero. Era il buono in mezzo alla mela marcia. Era la purezza e l'innocenza, la dolcezza e la semplicità, la frivolezza e quel tocco di frizzante che c'era sempre in ogni sua frase, in ogni suo sorriso.*

    Ti... ti saluta.

    *Balbettò, arrossendo. E c'era un motivo preciso. Oh, si. E se ne vergognava profondamente. Ma.. ma come poteva spezzare quel giore delicato che era Charlye? Non... non ce la faceva! Era come farla piombare nella realtà. Come svegliarla da un sogno bellissimo e farle capire che era in un incubo ad occhi aperti.*

    @Alex_Foster,


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    *Le parole di Dubhe erano cariche di significato, a cominciare da quelle del suo Patronus. La lasciò parlare fino alla fine, ben attento a non interromperla. Una volta che ebbe finito, un sorriso curvò le labbra del ragazzo, mormorando.*

    Charlye... è tanto che non la vedo.

    *Finì di mangiare il suo pezzettino di cioccolato, dicendo poi.*

    Salutamela, quando la rivedi.

    *I rapporti con i suoi conoscenti si erano un pò rovinati: ora era al quinto anno, e quell'anno avrebbe dovuto affrontare i G.U.F.O. per i quali studiava incessantemente, alternando la teoria alla pratica, anche se non gliene serviva poi molta: imparava velocemente, come al solito, e forse anche prima. Sospirò, mettendosi le mani in tasca, sentendo la bacchetta contro il palmo della mano.*

    Per il resto, va tutto bene?

    *Chiese il Corvonero, poggiandosi nuovamente di schiena ad un albero.*

    @Dubhe_Dolohov,


  • Dubhe_Dolohov

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    Charlye... è tanto che non la vedo.

    *Era vero anche per lei. L'aveva incontrata uno degli ultimi giorni estivi a Nocturn Alley mentre si aggirava furtivamente per negozi oscuri. Le aveva fatto prendere un'accidente quella volta. Aveva avuto una paura tale da averla indotta a scrivere una lettera alla zia nella quale si raccomandava di farla uscire solo accompagnata.
    Era cresciuta, si era fatta più ragazza ma caratterialmente era rimasta uguale alla ragazzina di sempre.*

    Salutamela, quando la rivedi.

    *Le disse, finendo la sua cioccolata. Oh, aveva una Cioccorana anche per lei? Dubhe non ne mangiava da secoli! Guardò il pezzetto di cioccolato scomparire in bocca al Corvo, sperando che lui ne desse un pezzo anche a lei.*

    Lo faro senz'altro.

    *Rispose delicatamente, abbozzando un sorriso. Sapeva che prima o poi sarebbero tornati all'argomento "Lato Oscuro". Sarebbe stata questione di minuti. E lei sapeva la risposta da dare, precisa e veloce come una pugnalata alle spalle. Nonostante questo però, sorrise al ragazzo.*

    Per il resto, va tutto bene?

    *Le chiese, mentre appoggiava la schiena ad un tronco di un albero. Lei invece si sedette a gambe incrociata a terra, la schiena rigida come un bacchetto. Annuì al ragazzo.*

    -Si... tra compiti e extra non so però quanto durerò.

    *Disse al ragazzo. Ok. Non ce la faceva più a trattenere tutto dentro. Non riusciva più a trattenere dentro di se il motivo per il quale aveva scelto. Si, aveva scelto e non sarebbe tornata indietro, pentita della sua decisione. No. Lei non tornava indietro.*

    Tutto.

    *Fu l'unica parola che le uscì. Corrugò la fronte. Forse avrebbe dovuto spiegarsi meglio. Eppure, se si fosse spiegata sarebbe stata come un fiume in piena. Sarebbe esplosa.*

    Per tutto. Per tante cose.-

    @Alex_Foster, ok. Sono su questa pagina da circa 3 ore e non ne è uscito nulla di che. Anzi, un vero schifo. Sarà che sto facendo altre mille e più cose e sono meno concentrata.. sarà quel che sarà ma mi faccio schifo. A lei, Mr. Foster.




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  • Alexander_Morgenstern

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    *Andò tutto bene, finchè le parole di Dubhe non esplosero in quell'ambiente, come un'improvvisa e potente raffica di vento. Il ragazzo non disse nulla, capendo subito a cosa si riferisse: una nuova aspirante Mangiamorte, quindi?*

    Tch...

    *Chiaramente Alex non era d'accordo con lei: la ricordava nei primi tempi in cui la conobbe, del tutto estranea alle tenebre, una ragazza immersa nella luce, una ragazza che ripudiava il male come il fuoco con l'acqua. Si staccò con la schiena dall'albero, sedendosi ai suoi piedi e poggiandola ancora, alzando le gambe e poggiando sulle ginocchia gli avambracci, giocando con l'anello alla mano sinistra con le dita della destra, sospirando piano, guardando quella gemma scintillare di nero, di oscurità. Quell'anello sembrava avere una vita propria, come una bacchetta, e aveva scelto lui: aveva trovato le tenebre ideali nell'anima del ragazzo, raggiungendo con lui un equilibrio.*

    Benvenuta nelle tenebre, Dubhe Dolohov.

    *Disse il ragazzo, guardando brevemente la ragazza negli occhi, per puntare lo sguardo al cielo e poi alla foresta attorno a loro: non dovevano rilassarsi troppo, poichè tra quegli alberi c'erano diverse pericolose creature, che avrebbero attaccato entrambi senza troppo indugiare.*

    @Dubhe_Dolohov,