• Josephine_Moraine

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    Odiarti? E perché mai dovrei farlo? Non giudico le persone da questo, di certo.

    *Benjamin la colpì, era l'unica persona che non credeva che lei fosse una maga oscura solo perché le sue dinastie non erano delle migliori. Era davvero felice di aver trovato un amico. Lui la strinse a sé e lei rilassandosi capì che non doveva preoccuparsi di sé stessa, dopotutto ognuno aveva i propri difetti, lei ne aveva tanti, ma erano "dettagli".*

    Sai, sei passato a "Oddio, chi è quest impertinente che osa disturbare la mia quiete sull'albero." a "Oddio, questo tizio mi sta troppo simpatico". Ammirevole Brown, ammirevole.

    *Disse ricominciando a scherzare. Staccò un pezzo di erba e cominciò a spezzettarla in tanti minuscoli pezzi. Si sentiva tremendamente in imbarazzo. All'inizio era sembrata una persona così forte e ora si sentiva vulnerabile, Josephine era fatta così. Aveva un carattere molto strano. Ma in fondo le piaceva, sapeva essere molte cose solo in pochi minuti.*

    @Benjamin_Brown,


  • Benjamin_Brown

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    *La ragazza parve rincuorata dalle sue parole. Tanto meglio, né l'uno né l'altro aveva qualcosa da nascondere, il che lo faceva sentire unito a lei. Era la conferma che si poteva fidare di lei, non aveva nulla da temere, e lui sarebbe stato ben disposto ad aiutarla. Era la sua prima amica, dopo Valerie. Amiche, amiche... ma aveva bisogno anche di qualche amico. Cos'era, stava facendo la collezione? No, assolutamente, ma anche qualche figura maschile non sarebbe stata male, giusto per conoscersi meglio.*

    Sai, sei passato da "Oddio, chi è quest impertinente che osa disturbare la mia quiete sull'albero." a "Oddio, questo tizio mi sta troppo simpatico". Ammirevole Brown, ammirevole.

    *Disse Josephine, tornando al tono scherzoso di prima. Lui sorrise, accorgendosi solo in quel momento che aveva ancora il suo braccio avvolto intorno a lei. Così l'avrebbe strozzata, o peggio, lei avrebbe pensato qualcosa che non avrebbe dovuto pensare veramente (?). D'altro canto, lei sembrava sentirsi a suo agio: prendeva un pezzo d'erba, lo strappava in mille pezzi, e lo lasciava cadere sul terreno, incurante di tutto. E la cosa più bella era che stava sorridendo in tutto questo. La guardò quasi con tenerezza, felice di aver stretto con una persona dalle tante sfaccettature come lei.*

    Sì, ammirevole davvero. Tu invece mi hai fatto assistere per la prima volta in vita mia all'evoluzione di una scimmia in serpente! Questo è molto più che ammirevole, è qualcosa più unico che raro. Dubito che gli scienziati possano dare una spiegazione a tutto questo.

    *Disse con tono sarcastico, ma pur sempre scherzando. Era molto diverso dagli scherzi che c'erano stati in precedenza: adesso, in un certo senso, riuscivano a compatirsi l'un l'altro, ed era una cosa meravigliosa.*

    Non è bizzarro? Noi due, qui, a quest'ora. E pensare che volevo fare una semplice escursione notturna.

    *Disse in una riflessione a voce alta. Il mondo era proprio piccolo, e secondo lui non era stato un caso quell'incontro. Certamente, adesso lui era diventato un Veggente, possedeva l'Occhio Interiore, percepiva cose del genere.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    *Alzò gli occhi al cielo, la luna era tremendamente bella. Era l'esempio vivente che le cose più belle erano le cose imperfette. La luna non è perfetta, ha tutti quei buchi, non ci si può stare la sopra, non si respira e pure è l'unica cosa che ci salva dall'oscurità nel buio. Per tutta la sua vita si era sentita ripetere che non era nessuno che non valeva niente che era imperfetta. Ma anche la luna, il mare, il cielo, lo erano, le cose più belle erano imperfette. Poi la voce di Benjamin distolse i pensieri dalla sua mente.*

    Sì, ammirevole davvero. Tu invece mi hai fatto assistere per la prima volta in vita mia all'evoluzione di una scimmia in serpente! Questo è molto più che ammirevole, è qualcosa più unico che raro. Dubito che gli scienziati possano dare una spiegazione a tutto questo.

    *Fece una piccola risata e poi mantenendo sempre il sorriso parlò.*

    Beh, hai fatto male a sottovalutarmi. Una serpe-scimmia non si trova ovunque.

    *Sciolse il sorriso continuando a cercare fili d'erba sempre più grandi.*


    Non è bizzarro? Noi due, qui, a quest'ora. E pensare che volevo fare una semplice escursione notturna.


    *Queste parole la fecero riflettere. Se i professori li avrebbero scoperti le punizioni sarebbero scattate all'istante. Era proprio per quello che lei si nascondeva nel suo rifugio preferito: l'albero.*

    Beh, è proprio per questo che mi arrampico sugli alberi.

    *Spiegò in tono da "Corvonero". Non aveva distinsioni per casata ma ogni gruppo aveva le sue qualità. D'un tratto si alzò togliendo piano il braccio di Benjamin da lei. Salì sul primo ramo e poi guardò il ragazzo.*

    Dai, sali quì sopra.

    *Lo incitò lei.*

    @Benjamin_Brown,


  • Benjamin_Brown

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    *In una frazione di tempo minuscola potevano succedere centomila cose. Poteva cadere una goccia di pioggia, schiantandosi con il suolo e inumidendolo, poteva arrivare un raggio di Sole che si rifletteva e risplendeva su tutta la terra, oppure, in pochissimi casi, poteva nascere un'amicizia. E poteva ritenersi fortunato se proprio quello era successo a lui. Si sentiva al settimo cielo, ma perché? Alla fine era solo un'amicizia. Sì, un'amicizia, ma un'amicizia non era da catalogare come qualcosa di inutile al proprio sviluppo. Gli amici erano tutto per lui, sebbene fosse molto pochi quelli che considerava tali.*

    Beh, è proprio per questo che mi arrampico sugli alberi.

    *Effettivamente non ci aveva pensato, e il ragionamento di Josephine era più che corretto. Se fosse passato qualcuno da quelle parti -cosa molto improbabile, ma prevenire è sempre meglio che curare-, sarebbero finiti in guai davvero seri. Malvolentieri, Ben ritirò il braccio. Era stato bene, finché era durato. La guardò con sguardo interrogativo: si era alzata. Aveva intenzione di andarsene? O combinare qualcos'altro delle sue "genialate"? Qualunque cosa avesse fatto, l'avrebbe assistita e accompagnata. Significava questo essere amici.*

    Dai, sali qui sopra.

    *Non ebbe nemmeno il tempo per voltarsi e vedere che cosa stesse facendo, che era già salita sulla radice spessa di un albero, arrampicandosi con molta destrezza su per il fusto, fino ad arrivare in cima.
    Lui la prese come una sfida, più che come un favore. Si tenne ben stretto con le braccia intorno al fusto, mentre poggiava la gamba destra sul primo ramo che Josephine gli aveva indicato, per poi procedere oltre. Andò così per qualche secondo, ogni volta che faceva leva sulla gamba si issava con l'altra, spostando man mano la posizione delle braccia. In poco tempo, si ritrovò di fronte alla sua amica, al sicuro e al riparo da occhi indiscreti.*

    Alla fine non è così difficile come sembra. Anche io sarei un'ottima scimmia.

    *Ipotizzò, facendo un'espressione di falsa riflessione alquanto bizzarra, portandosi la mano sotto il mento. La serata si faceva sempre più piacevole.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    *Agilmente, quasi come lei, quasi, lei era più brava, Benjamin si arrampicò sull'albero raggiungendola. Lei sorrise, finalmente anche lui era diventato "una scimmia".*

    Alla fine non è così difficile come sembra. Anche io sarei un'ottima scimmia.

    *Affermò lui quasi come se l'avesse letta nel pensiero. Lei fece una risatina e si alzò sul ramo con uno scatto di gambe si avvicinò camminando su un rametto minuscolo ma era molto forte e resistente, vi si sedette sopra e penzolò le gambe.*

    Beh, ma io sono la scimmia migliore..

    *Scherzò lei levando il suo "oscuro ciondolo" dal suo collo e giocandoci con le mani. Era il suo simbolo, non poteva cambiare questo.*

    @Benjamin_Brown,


  • Benjamin_Brown

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    *Dovette riconoscere che Josephine aveva stile. Non tanto per la sua apparente altezzosità, ma per quel suo modo nel vedere ed affrontare le cose. Era difficile da spiegare, molto, ma pensava che loro due avessero qualcosa in comune, in un certo senso. Se no per quale motivo ci andava ancora appresso? Doveva pur esserci una spiegazione. Lei gli aveva salvato la vita, e questo era evidente. Le era riconoscente, anche se avrebbe potuto tranquillamente abbrustolire il Cobra con un semplice incantesimo. Non per forza ucciderlo, gli stavano simpatici i serpenti, ma magari spaventarlo con il fuoco.*

    "E' roba passata, vai avanti."

    *Eh sì, per lui non ci voleva niente a perdersi in inutili chiacchiere, era fatto così. Rifletteva, rifletteva e rifletteva, per arrivare poi a che cosa? Niente. Invece quella ragazza aveva reagito d'istinto, era stata pronta per ordinare a quella creatura di ritornare sui propri passi senza causare alcun disturbo. Voleva essere come lei, pronto a tutto, nonostante non fosse al suo livello. Almeno avrebbe potuto dire, se ci fosse stato un seguito: "io ce l'ho mesa tutta". Lui ce l'aveva messa tutta per arrivare a Hogwarts, ce l'aveva messa tutta per stringere amicizia, ce l'aveva messa tutta per arrampicarsi su quell'albero. E doveva continuare così, era sulla buona strada, solo... un po' più sicuro, ecco.*

    Beh, ma io sono la scimmia migliore.

    *La ragazza si era spostata verso l'estremità di un rametto apparentemente esile, ma a quanto pareva abbastanza forte da poterla reggere. Le sorrise in risposta, sempre per quel tono altezzoso, ma lei non lo stava guardando. Stava giocherellando con qualcosa a lui sconosciuto tra le mani. Non lo vedeva bene, c'era troppo buio, ma moriva dalla voglia di saperlo. O sarebbe stato troppo invadente? Ma al diavolo, faceva quello che pensava, agiva direttamente.*

    Che cosa è? Quello che hai fra le mani.

    *Sembrava un ciondolo, ma non ne poteva essere del tutto sicuro. Sembrava piuttosto legata a quell'aggeggio, giudicando dal modo in cui lo osservava. Sembrava che stesse riflettendo, e di certo non avrebbe voluta interromperla in un momento del genere. Ma la curiosità regnava sovrana nella sua testa, c'era ben poco da fare.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    *Il ciondolo le sembrava così strano quella sera, il giorno sembrava come se non fosse per lui invece la sera brillava. La sua vera identità spuntava nell'oscurità della notte. Era una specie di vecchio Horcrux. Non una specie. Lo era e basta. Aveva un sacco di storia. Apparteneva ai Gaunt. Suo padre era il suo discendente, poi sarebbe stato regalato alla ragazza della famiglia che possedeva il dono del serpentese. In casa sua ne erano in due. Ma Josephine aveva dimostrato una certa affinità con quei rettili sin da neonata quando giocava con le bisce del fratello di sei anni.*

    Che cosa è? Quello che hai fra le mani.

    *Mormorò Benjamin, non poteva biasimarlo, in fondo non pensava che quello era il vecchio ciondolo di Orvoloson Gaunt. Non poteva nemmeno lontanamente immaginarlo. Ma in fin dei conti, non le sembrava giusto rispondergli. Si, forse erano diventati amici ma lo conosceva appena. Si doveva fidare per rivelare una cosa del genere. Era un po' freddina su queste cose ma è carattere. Per fortuna, ognuno ne ha uno diverso. Posò i suoi occhi color diamante su quelli verdi del ragazzo.*

    Oh..

    *Sospirò abbassando gli occhi. Doveva pensare ad un modo per non farsi scivolare via la verità dalle labbra. Come gli succedeva sempre. Doveva essere forte. Sorrise sperando che quella curva che i suoi muscoli avevano provocato non le avrebbe giocato la serata.*

    Niente, solamente un ciondolo.

    *Non riuscendo a guardare negli occhi Benjamin alzò gli occhi al cielo. E con un sospiro si stese aggiustando sotto di lei la gonna grigia della sua divisa di Serpeverde.*


    @Benjamin_Brown,




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  • Benjamin_Brown

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    *Sì, anche questa volta la sua curiosità era stato di disturbo. Da cosa lo aveva potuto capire? Semplice, dall'espressione torva di Josephine. Non era rivolta a lui, ma sembrava molto turbata, e questo gli fece comprendere la gravità della situazione. Dannazione a quella sua boccaccia, doveva per forza chiedere qualcosa nei momenti meno opportuni? A quanto pareva, sì.
    La ragazza posò il suo sguardo su Benjamin, facendolo sentire in imbarazzo. Lo interpretava come un'occhiata truce, come se stesse tentando di scavargli gli occhi per estirparne le membra più profonde. Oddio, che visione orribile. Perché gli stava mettendo quella sensazione di ansia? Non gli era mai capitato con qualcun altro, di solito era lui a mettere ansia alle persone. Poteva essere il netto segno che qualcosa in lui stava cominciando a cambiare, se non lo avesse fatto già del tutto. Forse doveva solo farci l'abitudine, far passare un po' di tempo e... tutto qui.*

    Oh...

    *Josephine apparve sorpresa da quella sua domanda, sorpresa da quella sua insulsa arroganza e curiosità. Non poteva pretendere si sapere tutto su di tutti, era una cosa patetica e senza un filo di logica. Le cose che si volevano ottenere se le doveva conquistare, nessuno sventolio di bacchetta gli avrebbe permesso di entrarne in possesso. Solo l'impegno e l'esperienza lo avrebbero portato sulla via giusta, sulla via della grandezza, sulla via della saggezza. Sì, evviva Serpeverde.
    Si sentiva uno stupido. Un emerito ignorante. Aveva ancora così tanto da imparare, e invece no, secondo lui era già avanti rispetto agli altri. D'accordo, andava bene la sicurezza di sé, ma non troppa. Ed ecco dove lo aveva portato, alla rovina. Se fino a quel momento sapeva di trovarsi avanti, adesso aveva capito che era rimasto indietro, perché accecato dalla sua boriosa convinzione di puntare sempre al meglio.*

    Niente, solamente un ciondolo.

    *Ovviamente, che risposta avrebbe potuto dare la ragazza?
    Basta piangere sulle lacrime versate, non serviva a niente, e anzi, lo screditava ancora di più davanti a tutti. Guardò la sua amica, sorridendole. Sperò che avesse capito, sperò davvero con tutto il cuore che comprendesse la sua espressione per carpire da questa tutti i significati. Lui non se l'era presa, affatto. Anche lei aveva una vita, e con essa dei segreti, naturalmente. Vediamo un po', se lei gli avesse chiesto chi fosse veramente, lui le avrebbe detto la verità? Sicuramente no, perché era meglio che certe cose rimanessero isolate in una cella, per la quale non esisteva né una serratura né una chiave.*

    D'accordo.

    *Le lanciò uno sguardo d'intesa. Si sistemò meglio sul ramo dell'albero, distendendo le gambe e poggiando la schiena al fusto.*

    E' da tanto che stai qui? Vieni sempre in questo posto?

    *Chiese con un piccolo sorriso, guardandosi intorno. Non si poteva sapere mai, i serpenti stavano anche sugli alberi talvolta, e potevano sbucarti davanti all'improvviso senza neanche avere il tempo di reagire. Era un bel posto quello, per riflettere, o anche per raccontare qualcosa d'importante a una persona. Sì, lo avrebbe usato di sicuro.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    *Il ragazzo era pieno di pensieri. Forse aveva fatto male a non dirgli la verità?
    No, quelli erano i suoi segreti, cose che sapevano solo i suoi migliori amici Alex e Valerie. Dovevano restare tra di loro, purtroppo non era ancora pronta a confessarsi a Benjamin. Per fortuna lui le sorrise. Notò che poi non era così brutto quel ragazzo. Ma di certo non ci sarebbe stato niente di più non era il suo tipo. Ma era il suo tipo di amico.*

    E' da tanto che stai qui? Vieni sempre in questo posto?

    *Domandò ancora con un sorriso il ragazzo guardandosi intorno. Era ovvio che ci veniva sempre. Era "il suo posto" amava stare là, sola tra gli alberi. Senza che nessuno potesse giudicarla o insultarla. Amava il silenzio. Avevano molte cose in comune. Entrambi non volevano che nessuno parlasse. Erano timidi entrambi. Lei e il silenzio erano fatti della stessa sostanza.*

    Oh.. si, questo è l'unico luogo in cui mi sento bene. Mi sento... a mio agio.

    *Spiegò lei con un pizzico di malinconia che le spezzettava la voce in mille parti. Era una cosa brutta da dire per una ragazzina di soli dodici anni.*

    @Benjamin_Brown,


  • Benjamin_Brown

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    *Un leggero venticello soffiava fra i rami degli alberi, ma lui si teneva ben stretto, timoroso che potesse cadere, spostato dal vento. Certamente, stava arrivando un uragano per lui, al posto di qualche soffiata lieve e delicata, che accarezzava dolcemente i volti dei due giovani. Perché, a volte, doveva essere così catastrofico e apocalittico? Era tutto così tranquillo, e lui doveva farne un dramma. Bitch please.
    La nebbia stava per scomparire, lasciando il posto alle varie sterpaglie e alle foglie secche che cadevano, giorno dopo giorno, in quel periodo autunnale. Volse lo sguardo sotto la propria figura, ispezionando di continuo con occhi vigili il terreno circostante. Si stava facendo tardi, e forse sarebbe stato meglio tornare al proprio Dormitorio, al caldo fra le coperte del suo magnifico letto a baldacchino verde-argento. Però anche lì si sentiva bene, almeno aveva qualcuno con cui chiacchierare.*

    Oh... sì, questo è l'unico luogo in cui mi sento bene. Mi sento... a mio agio.

    *Aveva detto sincera Josephine. Secondo lui, ognuno aveva un luogo dove riflettere, o come diceva lei "sentirsi al proprio agio". Tutti lo avevano, e poteva essere un luogo pubblico, come un parco o qualcosa del genere, come poteva essere un luogo sperduto e desolato come quello, chiuso o aperto che fosse. E lui, in quel momento, stava avendo l'impressione di averla disturbata, aver interrotto il suo momento di riflessione.*

    Hai degli ottimi gusti.

    *Affermò Ben, annuendo con il capo e sorridendole. Ma non aveva ancora espresso un giudizio vero e proprio su quel posto, e forse non lo avrebbe mai espresso. Non si poteva considerare tanto pericoloso, non si erano nemmeno inoltrati abbastanza nella Foresta per incappare in creature mostruose e gigantesche, però quell'atmosfera cupa e triste non lo faceva sentire al proprio agio. Era difficile da stabilire, ma ognuno aveva i propri gusti in materia, e quello era il suo.*

    Hai studiato per domani? Ci ho messo secoli a scrivere quel saggio sugli Incantesimi di Levitazione.

    *Decise di cambiare argomento, quello più classico e usuale. Forse poteva risultare ripetitivo, ma era l'unica cosa che gli era venuta in mente. Pensava ancora a quel pomeriggio, trascorso rinchiuso in Biblioteca fra tomi di libri, alla ricerca di qualche nozione basilare sugli Incantesimi. Non era stato difficile alla fine, ma i suoi appunti in quel caso non gli erano bastati, e si era dato molto da fare.*

    @Josephine_Moraine




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  • Josephine_Moraine

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    *Benjamin sorrise alla sua confessione un po' imbarazzante. Di sicuro l'avrebbe presa per strana, o peggio ancora pazza credere in un albero come una specie di tradizione o di rito.
    Josephine si affezionava perfino alle cose? Una persona può mai essere così tanto idiota da affezionarsi così facilmente? Si odiava, semplicemente odiava il suo essere sé stessa. Odiava il suo corpo, il suo carattere tutto. Poi lo guardò, perché doveva essere così depressa? Ecco, si, odiava anche questo di lei.*

    Hai degli ottimi gusti.

    *Benjamin, anche se intendeva essere sincero, non sembrò molto convinto nel suo intento, il sorriso fatto precedentemente lo tradì mostrando la sua insicurezza.*

    "Si, va bene, mi ha presa per pazza..."

    *Disse tra sé e sé la tredicenne aggiustando il ciuffo dei suoi capelli corvini e ribelli dai suoi occhi azzurri. Abbassò la testa per l'imbarazzo quando per fortuna il ragazzo cambiò il discorso.*

    Hai studiato per domani? Ci ho messo secoli a scrivere quel saggio sugli Incantesimi di Levitazione.

    *La domanda la sorprese. Era ovvio che aveva studiato! Era molto secchiona a volte.
    Aveva già preparato appunti per tutte le domande possibili, studiato tutto, sia sull'incantesimo di lievitazione che sul Dominusterra, detto anche "L'antilievitazione" si sentiva sicura di sé stessa solo nello studio. Per fortuna.*

    Dubiti delle mie capacità intellettive?

    *Disse con voce rauca e sarcastica mentre faceva finta di atteggiarsi nei movimenti.*


    -->
    @Benjamin_Brown, ho cambiato di nuovo il colore. lol
    E' "mediumseagreen"...


  • Benjamin_Brown

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    *Possibile che ogni cosa che chiedesse a quella ragazza fosse un punto a suo sfavore? Aveva sempre qualcosa da ridire sulla domanda, indipendentemente dall'argomento scelto. E forse quello "scuola", quello più generico che potesse esistere, era il tasto dolente della serata. Non era stata una bella idea parlarne, insomma, a cosa servivano momenti come quelli se non per lasciare momentaneamente da parte la dura vita scolastica e fare altro? E invece no, ne doveva parlare necessariamente, era la sua aria per continuare a vivere, o meglio, esistere. Sì, c'era una bella differenza fra i due termini.*

    Dubiti delle mie capacità intellettive?

    *Chiese la Serpe con tono e sorriso sarcastici. Ovvio che no, non si poteva valutare l'intelligenza di qualcuno da un suo elaborato. No, ognuno era intelligente, ognuno di loro, perché prima di essere maghi e streghe, erano umani, e tutti possedevano un determinato quoziente intellettivo da coltivare. Peccato che poi alcuni continuavano sula buona strada, mentre altri mettevano il cervello da parte per dedicarsi ad altre stupidaggini varie, "babbanate", come si suol dire.*

    Oh, ma certo che no, mia padrona. Le mie più umili e sincere scuse.

    *Disse con fare teatrale, simulando un inchino con un lieve cenno del capo. Fece un piccolo sbadiglio, ovviamente coprendolo con la mano davanti la bocca: il sonno cominciava a farsi sentire, e le prima stanchezze della giornata trascorsa si facevano sempre pesanti con ogni minuto che passava. Che ore potevano essere? Sicuramente erano le undici passate, se non avevano già raggiunto la mezzanotte. Eh sì, il tempo vola quando ci si diverte, era stato dimostrato scientificamente. Non è vero, ma lo credevano tutti, quindi valeva come esempio sufficiente per dimostrarlo.*

    Che ore si saranno fatte? La principessa deve tornare al Castello prima di mezzanotte?

    *Chiese con un sorriso dolce, fissando le finestre del Castello che si intravedevano dall'albero, fra i rami e i cespugli di foglie. La sua casa. La sua seconda casa. Era Hogwarts.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    Oh, ma certo che no, mia padrona. Le mie più umili e sincere scuse.

    *Mormorò come in una recita barocca il ragazzo provocando una risata da parte di Josephine, poi esso sbadigliò provocando una reazione simile alla tredicenne che cominciò a sentire gli effetti sonniferi cadere su di lei. Il buon Dio Morfeo stava dando i suoi frutti, come se l'avesse letta nel pensiero il ragazzo parlò poco dopo:*

    Che ore si saranno fatte? La principessa deve tornare al Castello prima di mezzanotte?


    *Altra risata e altro sorriso, beh, come era vero, si stava facendo tardi. Poi si alzò dall'albero, sentiva un sibilio familiare, era un serpente. Poi lo vide, si avvicinò al rettile massaggiandogli il cranio squamoso.*

    Asshe seeh jeh. (Devi venire con me)

    *Il volto della ragazza si illuminò di curiosità e timore quando tolse la mano dal capo del serpente.*

    Leh asshassosah. (Voglio mostrarti una cosa)

    *Josephine con sguardo vago diede un'occhiata a Benjamin e poi annuì.*

    Kesh (Aspetta).

    *Il serpente si immobilizzò mentre Josephine camminava in direzione del ragazzo, non voleva metterlo in pericolo, ma, in fondo, era una sua scelta, voleva accompagnarla o no? Voleva aspettare che sia lui a chiederle che cosa era successo, non voleva sembrare scortese.*


    @Benjamin_Brown,


  • Benjamin_Brown

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    *L'ora si era fatta tarda, e ormai Benjamin pensava che non ci fosse più niente da fare, se non dirigersi dritti, rapidi e spediti, verso i propri caldi ed accoglienti letti. Se lo immaginava già nella sua testa, grazia anche alla sua fervida immaginazione da ragazzino: un letto pulito e ordinato, coperte di un colore verde con striature argentate di qua e di là, il tutto decorato con un baldacchino, con tende dello stesso colore. Quella visione si faceva sempre più vivida e reale nella sua mente, lasciando spazio alla sua fantasia, aggiungendo sempre più particolari.
    Sì, arrivato ad una certa ora cominciava a delirare, non ci stava più con la testa e non vedeva l'ora di chiudere le palpebre per un'ultima volta in quella uggiosa giornata autunnale.
    Ma qualcos'altro lo fece destare dai suoi pensieri più profondi, qualcosa simile ad un sibilo acuto e forte, chiaro e coinciso. Sì, era decisamente un sibilo, molto simile a quello che aveva ascoltato in precedenza, sempre con Josephine.*

    Asshe seeh jeh. Leh asshassosah. Kesh.

    *Strascicava le parole come note di una canzone composta ad occhi chiusi, con l'uncio risultato di imbattersi in una totale disarmonia di suoni, dove acuti e bassi erano complementari tra di loro.
    C'era qualcosa che non quadrava. Josephine fissava il ragazzo con sguardo allarmante, e forse anche un poco provocatorio. Voleva sottoporlo all'ennesima prova di quella serata? Ma le gambe stavano per cedere, non ce la faceva più ad andare avanti... sì invece. Doveva fare una bella figura davanti agli altri, giusto? Bene, allora avrebbe cercato di fare del suo meglio anche in quella situazione, positiva o negativa che fosse.*

    Che succede, Jos? C'è qualcosa che non va? Perché quella faccia?

    *Chiese il ragazzo preoccupato, tempestandola di mille e una domande. Evidentemente c'era qualcosa che non andava, e toccava a loro scoprirlo. Benjamin Brown e Josephine Moraine: Avventure da Brivido pt. 1.
    L'atmosfera della Foresta Proibita sembrava essere tornata come prima, ancora più paurosa e misteriosa. Cos'era, cambiava a seconda del suo stato d'animo? Cominciò a guardarsi intorno, come alla ricerca di un qualcosa di indeterminato che potesse metterli in serio pericolo.*

    @Josephine_Moraine


  • Josephine_Moraine

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    *Aveva un certo stimolo di avventura quella sera, sperava vivamente che anche il suo nuovo amico l'avesse. Inclinò leggermente il capo aspettando che Benjamin disse qualcosa.*

    Che succede, Jos? C'è qualcosa che non va? Perché quella faccia?

    *Forse aveva avuto un'espressione fin troppo seria, in teoria era solo un'avventurina, l'unica cosa strana che sarebbero stati guidati da un serpente a sonagli. Un sorrisino si presentò sulle labbra sottili di Josephine che spostando un ciuffo di capelli dagli occhi buttò un'occhiatina al rettile immobile accanto agli alberi.*

    Tranquillo Ben.

    *Mormorò mantenendo quel sorrisino che si avvicinava al sarcastico. Forse doveva capirlo. Per Josephine era normale ma per il dodicenne Benjamin era la prima volta, forse non si era mai avventurato nella foresta proibita a quell'ora.*

    Allora, hai spirito di avventura Brown?

    *Mantenne il tono scherzoso sperando che il serpente non finisca per perdere la pazienza.*

    @Benjamin_Brown,



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