• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Daphne_Harris


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Sala Comune di Tassorosso]

    Le quattro e mezza.

    *Ecco le parole di Daphne, chiusa nella sua camera, nel dormitorio di Tassorosso, studiando Incantesimi e Animagia. Il carico di compiti era sempre crescente e lei dava il massimo, stando ore e ore china sui libri.*

    Basta!

    *Esclamò stufa, arrotolando pergamene e chiudendo la boccetta di inchiostro, alzandosi dalla scrivania, rivolta verso la finestra. Il tempo era fantastico, sole, nemmeno una nuvola, uccellini che svolazzavano qua e la. No, non poteva non uscire con quel tempo, per non contare che aveva intenzione di parlare con Alex, ancora del suo progetto: l'ES.*

    Meglio oggi!

    *Pensò la giovane Tassorosso, aprendo di nuovo la boccetta di inchiostro, prendendo una pergamena nuova, intingendo la piuma d'oca e scrivendo:*

    Codice:
    Ciao Amore,
    scusa se ti disturbo, poiché immagino sia immerso anche tu nei libri a causa dei G.U.F.O. che terrai quest'anno, ma ho bisogno di vederti e di proporti una cosa, sperando che ti possa fare piacere.
    Se sei disponibile, ti aspetto al limitare della Foresta Proibita, nei pressi della capanna del guardiacaccia, tra 15 minuti. Un milione di baci,

    sempre tua,
    Daph.


    *L'inchiostro si asciugò in fretta, un nuovo acquisto ad Hogsmeade, così arrotolò la pergamena, la avvolse con un nastrino rosa, prima di darlo ad un Gufo della scuola. Non ne aveva uno suo, ma voleva munirsene, perché una volta terminata la scuola, andare sempre alla Torre dei Gufi o alla Guferia della scuola, non era il massimo; una volta legato alla zampetta della creatura, Daph le diede un biscotto gufico, prima che il volatile si recasse presso la Torre dei Corvonero, o comunque alla ricerca del suo ragazzo.
    La Tassa sistemò il tutto, prima di osservarsi allo specchio.*



    Perfetto!

    *Si disse ammirandosi, prima di mettere una giacca di sopra, lasciandola aperta e uscendo di corsa dalla stanza, fuori dal ritratto.*

    [Foresta Proibita]


    *Corse per tutto il percorso, finché l'aria non le sfiorò il viso. Si avvicinava alla capanna del guardiacaccia, rallentando il passo, respirando l'aria fresca e pulita, prendendo dalla tasca la bacchetta, attendendo Alex, dietro la vecchia dimora, vicino agli alberi della Foresta.*



    Speriamo arrivi presto...

    *Pensò la Tassorosso, giocherellando con la sua bacchetta, stando ben attenta a qualche creatura che poteva avvicinarsi di soppiatto a lei.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
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    [Sala Comune Corvonero]

    *Era un normalissimo pomeriggio nella Sala Comune dei Corvonero: c'era chi studiava, chi leggeva, e chi semplicemente giocava a scacchi magici con il suo amico Edge. Questo qualcuno aveva un nome?*

    Cavallo in H 7. Scacco matto a Re.

    *Ovviamente si trattava di Alexander Aiden Foster, un Corvonero del quinto anno dall'intelligenza particolarmente spiccata. Quel pomeriggio indossava una semplice camicia bianca, le cui maniche erano arrotolate fino ai polsi e dei blu jeans. Un velo di barba gli volto, mentre con un soddisfattissimo sorriso faceva la linguaccia ad Edge. Improvvisamente un gufo cominciò a bussare ripetutamente alla finestra con il becco, aspettando che qualcuno gli aprisse.*

    Ci penso io.

    *Disse Alexander al suo amico Edge, aprendo la piccola finestra al gufo, che gli lasciò tra le braccia una piccola lettera, prima di volare via, verso la Guferia. Per non volere un biscotto in cambio di avergli portato il messaggio, qualcuno lo aveva già nutrito.*

    Daphne.

    *Esclamò il ragazzo con un mezzo sorriso, che si aprì del tutto quando la calligrafia della lettera gli diede la conferma di chi fosse il mittente. Lesse il messaggio e senza salutare si catapultò fuori dal ritratto, puntando alla capanna del guardiacaccia, come richiesto nel biglietto.*

    [Ingresso della Foresta Proibita]

    *La capanna era a un passo dalla Foresta, e arrivato in zona, una bellissima Tassorosso dagli occhi grandi come il cielo, sinuose curve e ricci biondi entrò nella visuale di Alexander, che la salutò con un sorriso.*

    Ciao amore.

    *Le sussurrò, camminando verso di lei e stringendola a se, a quel corpo che sembrava non voler accennare a smettere di crescere, prima di posarle un delicato bacio sulle labbra.*

    Volevi vedermi, amore?

    *Le chiese in un sorriso, prendendole una mano ed intrecciando le dita di lei alle sue.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne attendeva il suo ragazzo, forse leggermente impaziente, a causa dell'argomento che doveva prendere e alla reazione che avrebbe avuto. Non era certa che accettasse, ma lei sperava quantomeno, in un'aiuto quando lei aveva da fare, in un vero e proprio insegnante, più che un'assistente. @Alexander_Foster, oltre ad essere il suo ragazzo, era la persona più in gamba con gli incantesimi che conoscesse, un buon insegnante, che poteva aiutarla a gestire l'ES, anche se dall'anno prima, si era sgretolato. La bacchetta di Daphne stava nella sua mano destra, osservando oltre la fitta foresta buia, che di certo, avrebbe celato molte sorprese, come al solito del resto. I suoi pensieri vennero interrotti dalla voce del suo ragazzo, sempre più bello, affascinante, alto! Accidenti, era piuttosto muscoloso e le spalle erano il doppio della ragazza.*

    Certo sciocca, lui è un maschio, ancora in fase di crescita e sempre più bello con il passare degli anni.

    *Pensò con gli occhi lucidi, quasi a formare dei cuoricini, mentre si prendeva il bacio che gli posava il ragazzo, che mostrò subito un cenno di curiosità. Sì, voleva vederlo non solo per l'ES, ma anche per passare del tempo insieme: che c'era di male?*

    Oh, si...

    *Rispose la ragazza, destandosi dal guardarlo innamorata, mano nella mano, facendo strada verso l'interno della Foresta, in una radura che conosceva, poco più in là dalla capanna del Guardiacaccia. Accese la bacchetta con un incantesimo non verbale, poiché, nonostante la luce del sole, in mezzo agli alberi così fitti ed enormi, non filtrava per niente luce.*

    Un attimo soltanto...

    *Continuò a dire Daphne, in un sussurro, spontaneo e carico di amore, mentre ispezionava la zona con la bacchetta in mano, dirigendosi nel luogo che si presentò pochi minuti di strada dopo. Stavano per arrivare alla radura, quando un ramo fuori dal terreno, stava facendo rischiare la ragazza di cadere a faccia per terra: non aveva perso ancora la brutta abitudine di inciampare, fortunatamente c'era solo Alex. Se non era per la mano con il suo ragazzo, di certo era sporca ovunque.*

    Ehm, siamo arrivati.

    *Imbarazzata per l'accaduto, lasciò la mano di Alex, osservando un attimo intorno: nessuno. La bacchetta ancora in mano, illuminando il ragazzo, prima di avvicinarsi di nuovo a lui, posargli un'altro bacio, farsi spazio tra le sue braccia.*

    Non questo il momento delle coccole Daph!

    *Si rimproverò da sola, restando ancora un po' tra le sue braccia, staccandosi poco dopo, osservandolo.*

    Ho bisogno di te.

    *Detto così non diceva nulla, solo che voleva lui, ma aveva bisogno di tempo per formulare il tutto e concentrarsi sull'ES e non su di lui, anche se era il Corvonero che voleva, concentrandosi solo sulle sue labbra calde e morbide.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *Daphne cominciò a condurlo dentro la Foresta, con la bacchetta alla mano. Lui non la prese, invece, tenendole la mano sinistra, piuttosto divertito.*

    Facciamo un pic nic con i Centauri?

    *Scherzò ironico il Corvonero, vedendo la punta della ragazza accendersi di una luce biancastra, pallida come la luna, che illuminò il paesaggio circostante: la macchia d'alberi nella quale si erano infilati aveva chiome così fitte che riuscivano quasi del tutto a bloccare i raggi del sole.*

    La cosa inizia ed essere intrigante...

    *Pensò tra se il giovane mago, continuando a tenere la sua ragazza per mano e a un certo punto salvandola da una caduta con i fiocchi.*

    Ci sono io, ci sono io.

    *Le disse in un sussurro, cercando di essere rassicurante. Arrivarono ad una radura che era un pò... tetra.*

    Che bella.

    *Non c'era nulla da fare, Alexander era il classico tipo che era attratto da luoghi del genere, ed era senza speranze. Nel frattempo Daphne si era avvicinata ancora a lui, che le posò le mani sui fianchi e la tirò a se, rispondendo a quel bacio che aveva desiderato tanto, ma forse con troppo trasporto.*

    Ook...

    *Sussurrò appena, spostando il suo viso da quello di Daphne: era diventato ancora più alto, perchè adesso doveva abbassare il viso per poterle dare un bacio, così la strinse forte a se, sentendola dire che aveva bisogno di lui.*

    Amore, io sono qui.

    *No, un momento: non era a quello che alludeva. Era inquietante la capacità che il ragazzo aveva nell'intuire le cose, a volte era quasi profetico, mentre le chiedeva.*

    Devi dirmi o chiedermi qualcosa, vero?

    *Detto ciò la lasciò andare, restando comunque a pochi centimetri di distanza dal suo corpo, un corpo dal quale era fatalmente ed irrimediabilmente attratto, stregato, dipendente. Tutto divenne freddo, di colpo. Il ragazzo alzò il viso di scatto, vedendo quello che, ne era certo, sarebbe stato il primo di tanti, tantissimi.*



    Dissennatori.

    *Il gelo aumentava, e altre sagome stavano riempiendo gli alberi attorno a loro: erano tantissimi, ed erano circondati.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne e @Alexander_Foster, erano arrivati al luogo in cui avrebbero potuto avere un attimo di tempo per parlare, senza nessuno che ascoltasse le loro parole. Il ragazzo aveva scherzato per tutto il tragitto, ma lei non gli aveva detto nulla, lo conosceva fin troppo bene e adorava quando lo faceva. Il Corvonero capì subito che voleva dirle altro, come sempre, aveva un naturale modo, del tutto sconosciuto alla giovane, nel capire ogni minima cosa. I primi tempi era inquietante che lui comprendesse tutto prima, ma ormai, vi aveva fatto l'abitudine, perché lo conosceva e lo amava.
    Freddo.
    Lei era solita a sentirne, ma era coperta, solo che stavolta, il respiro era pesante, dalla bocca i loro respiri erano delle nuvolette bianche che fluttuavano, i brividi erano forti, incessanti.*

    Dissennatori

    *Fu Alex a dirlo, come a confermare il pensiero della ragazza. Un mantello nero stava fluttuando verso di loro.*



    *Ecco, sapeva che avrebbero incontrato creature, ma accidenti, nemmeno il tempo di arrivare che già loro erano pronti all'assalto? Sì, perché non era uno... Dietro a quello, tanti altri, centinaia, migliaia.*

    Non sei sola Daph, perché Alex può aiutarti questa volta.

    *Adesso insieme, felici come non mai, con la forza del loro amore, avrebbero sconfitto di certo tutte quelle creature, ma sarebbe stata lo stesso dura. Lei era forte, lo sapeva, ma non aveva mai visto il Patronus di Alex, ne mai scacciare tutte quelle Creature Oscure.*

    Ci riusciremo!

    *Pensò stringendo con la mano sinistra la mano destra di Alex, mentre con l'altra si concentrava sul loro amore, la loro felicità, la loro forza.
    Lo amava. Un amore che superava tutto. Ecco il ricordo felice di Daphne, ecco cosa pensava: il loro amore e la loro casa, il loro meraviglioso futuro.*

    Expecto Patronum!

    *Le uniche parole che disse, con forza, determinazione, mentre dalla punta della bacchetta, un filo argenteo usciva fuori, uno scudo si metteva davanti a loro, mentre l'Unicorno di Daphne galoppava scacciando i Dissennatori.*



    *Erano davvero tanti! Da dove accidenti venivano fuori? Daphne concentro le sue energie, avvolta da luce bianca, da un'aura calda e avvolgente, emanando tutto il suo amore in quel Patronus.*

    Amore... ehm..

    *Iniziò indecisa la Tassorosso, non sapendo se continuare o meno, eppure doveva farlo.*

    Non è che per caso, mi daresti una mano?

    *Chiese decisa infine al suo ragazzo, stringendo la sua mano con un sorriso, dando ancora più forza al suo Unicorno.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *A volte Alexander pensava che lo aspettasse una brillante, anzi, sfavillante carriera da professore di Divinazione. Altre volte, invece, si convinceva che il suoi stessi pensieri portassero iella a lui e chiunque gli stava intorno.*

    Gramo 2, la vendetta.

    *Pensò con un sospiro, mentre una nuvoletta di vapore gli sfuggiva dalle labbra. Si sentì stringere la mano da Daphne, mentre altri mantelli neri offuscavano quel poco di visuale che poteva esserci: stramaledetti alberi!*

    Per la pelata di Voldemort! Mai visti così tanti Dissennatori tutti assieme!

    *Pensò tra se e se, sgranando la bocca mentre con la coda dell'occhio vedeva Daphne puntare contro di loro la bacchetta, sentendola pronunciare l'incantesimo con forza, decisione, amore. Uno sbuffo uscì dalla bacchetta della Tassorosso, mentre un Unicorno d'argento prendeva a galoppare contro alcuni Dissennatori, incornandoli e respingendoli lontani, con le loro urla. Il Corvonero, in tutto ciò, ridacchiava sotto i baffi: si amavano, certo, ed erano tanto simili.... ma in quanto a Patronus, accidenti, erano l'esatto opposto!*

    Come trotta, il cavallino!

    *Mormorò senza perdere il suo spirito, neanche contro i Dissennatori. Ricambiò la stretta di quella gioia che neanche loro avrebbero potuto strappargli, perchè Daphne Harris era il suo Patronus in carne ed ossa. La sentì chiedere il suo aiuto, poichè un brivido di freddo dietro la schiena gli fece intuire che altri ne stavano arrivando, e proprio dietro di loro.*

    Mmh, beh, bel pensiero sulla Daphne - Patronus, ma temo che non si scaglierà fisicamente contro i Dissennatori urlando come una forsennata.

    *Ok, o la smetteva di fare il cretino o avrebbe cominciato a schiaffeggiarsi da solo. Guardò con un sorriso Daphne, tirando fuori la bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco, mormorando appena.*

    L'ultima volta mi hai protetto tu...

    *Lasciò la frase a metà, vedendo l'Unicorno impegnarsi a scacciare quelle orribili creature che, purtroppo, erano davvero troppe. Avrebbe sorpreso Daphne? Mmmh, si, forse. Rialzò gli occhi con un sorriso, verso i Dissennatori di fronte a loro che erano partiti in carica. Un sorriso: era quella la chiave di tutto.

    [Inizio Flashback]

    *Era una fredda sera di inizio anno scolastico, quando Alexander Aiden Foster, un Purosangue del tutto fuori dai classici schemi, entrò ai Tre Manici. Venne subito catapultato in un mondo pieno di colori, luci, risate e profumi. Non avrebbe potuto descrivere a nessuno ciò che si provava dal passare ad una vita di solitudine, silenzio e buio ad una dove, sovrano, regna il sorriso, quel sorriso. Aveva preso posto in un tavolo un pò lontano dal bancone, forse quello più in disparte rispetto a tutti quelli nel locale. Solitudine, paura di far qualcosa di sbagliato e paura di non essere adatto tenevano l'anima del bambino appena undicenne ben salda nelle tenebre, dove il colore più vivace era il nero. Tanta gente in quel locale, attorno a lui, eppure non c'era nessuno. Nessuno che lo vedesse, lo notasse o che più semplicemente si chiedesse cosa ci fa un bambino in un bar, tutto solo e a quell'ora di notte: che era un mondo di cani, oh beh, quello lo sapeva da un bel pezzo.*

    Questo è un mondo di cani, e papà ne è il capobranco.

    *Aveva detto una delle poche volte che si vedevano a suo zio Viktor, l'angelo delle tenebre della sua famiglia che, per il bambino, emanava una luce che solo il paradiso poteva eguagliare. No, nessuno in quel bar si era guardato attorno... tranne che una persona. Probabilmente solo per lavoro, sicuramente per dargli il benvenuto, Daphne Harris si avvicinò al bambino spaurito, regalandogli un sorriso che lo uccise. Si, Alexander Aiden Foster, un bambino picchiato quasi tutti i giorni, un bambino solo e senza nessuno accanto era morto, dando spazio ad Alex Foster.*

    Buonasera anche a te. Io sono Daphne, la barista del locale, piacere.

    *Perchè era così dannatamente strano? Era un Pietrificus, un Languelingua e un Silencio, tutto assieme. No, qualcosa di ben più grande lo riduceva al silenzio: occhi grandi come il mare ma azzurri come il cielo, capelli biondi ma con ciocche più scure e ricci... quel sorriso, che era come una carezza su una lacrima, un bacio su una ferita.

    [Fine Flashback]

    Sei sempre stata tu, il tuo sorriso... il mio ricordo più felice. Expecto Patronum.



    *Ora era li, era vivo, era in piedi, e il bambino era divenuto qualcuno, un qualcuno che, adesso, non tremava più, un ragazzo che grazie a Daphne Harris non conosceva che gioia, un mago che, finalmente, aveva trovato il suo sogno. La bacchetta puntata dinnanzi a lui, e l'incantesimo non verbale si attivò. Un fumo argentato che sembrava un fiume in piena cominciò a fuoriuscire dalla bacchetta del Corvonero, mentre il suo Patronus corporeo di 150 metri faceva la sua comparsa, ruggendo. Azzannava, scagliava contro alberi e colpiva con la coda i Dissennatori: un Basilisco. Alexander adesso stringeva più forte la mano di Daphne, con un sorriso, vedendo i due Patronus lavorare assieme, quasi sembrava non volessero altro, assieme come il mago e la strega che li avevano evocati.*

    Da adesso, insieme, possiamo farcela.

    @Daphne_Harris,




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  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Tutto ciò che pensava la giovane Daphne Harris, era il solo modo, forte e solido, per poter scacciare via tutte quelle Creature Oscure che si stavano sempre più avvicinando a loro. Il suo unicorno argenteo faceva di tutto, facendo fuggire via Dissennatori, ma altri ancora stava sopraggiungendo, imperterriti e sempre più gelidi. Sì, perché i brividi di freddo non cessavano e questo voleva solo dire che altri ancora, erano pronti dietro di loro. Doveva farcela, ma @Alexander_Foster, il suo ragazzo di Corvonero, si era per qualche minuto bloccato, senza capirne il motivo. Forse erano troppi e vedeva che sola non ce la faceva? Temeva a evocare il suo Patronus? Troppe domande invasero la mente di Daphne, ma non poteva arrendersi a quello che, se non avessero lottato, li avrebbero condotti a morte certa. Anzi, più che morte, era una vita nulla, priva di emozioni e di amore, vuota. *

    No! Mai!

    *Decisa più che mai, non poteva farsi scavalcare dall'Oscurità, perché lei non vi apparteneva. Non poteva immaginare una vita senza amore, una vita, senza il suo amato Alex. Il giovane sembrò destarsi da tutto quello che pensava o lo opprimeva, a seconda dei punti vista, quando anche lui evocò il suo Patronus.*

    Ok...

    *Adesso, quella che non capiva era proprio la Tassorosso. Il Patronus di Alex era un Basilisco.
    Un Basilisco!
    Sì, si stava iniziando a fare problemi. Bene e male, uniti contro un'unico nemico, ok. Però... Era un Basilisco! Una delle più Oscure Creature che popolano il mondo.*

    Datti una calmata Daph!

    *Prese il respiro, calmandosi. Il loro amore era più forte e non era quello il momento di pensare a quale creatura fosse o che significato aveva, perché stava aiutando parecchio l'Unicorno.
    Una luce bianca avvolse la ragazza, presa di ancora più forza e grinta, facendole fluttuare i capelli, che sembravano... Vivi.*



    Coraggio! Dovete farli fuori!

    *Sì, l'amore racchiusa ancora nella stretta di quelle loro mani, unite, forti, diede la carica a Daphne, che non si sarebbe arresa, non si sarebbe messa a rimuginare su che Creatura aveva Alex, perché loro erano A-M-O-R-E. Non le importava del Basilisco, ma di lui.*

    Di lui e del nostro amore. Ti amo!

    *Determinazione. Era solo questo l'aggettivo che poteva descrivere la Tassorosso del settimo anno, oltre ad un cuore carico di un sentimento più forte dell'odio e della paura, un sentimento che superava qualunque ostacolo.*



    *Un potente scudo bianco, rimbombò nella Foresta tetra, proteggendo i due ragazzi, mentre le loro creature lottavano. Scudo che, allontanava anch'esso i Dissennatori, facendo riscaldare il corpo della giovane ricciolina.*

    Ti amo Alexander Aiden Foster.

    *Parole calde, di amore. Sì, parole così intense, che innervosirono i Dissennatori, che volevano ancora di più, aspirare le loro anime, portarle nel nulla.
    L'Unicorno di Daphne però, non gli avrebbe mai permesso un simile affronto, non avrebbe permesso al male di distruggere l'amore che vi era nei cuori dei due giovani, non lo avrebbe mai permesso. La Tassetta lo vide galoppare con più energia, sempre di più, facendo inciampare e fuggire i Mantelli Neri. Uno enorme si stava proiettando verso il raggio di Luce creato dalla giovane, quando la Creatura lo dirottò.*



    *Lo vide impennarsi, scalciare, facendolo allontanare. Daphne sorrise al suo Patronus, che dopo un'inchino alla sua creatrice, si diresse veloce verso le altre.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *I due Patronus si davano da fare, caricando quelle creature oscure con una certa aggressività e, nonostante questi due fossero opposti, sembravano fare davvero un ottimo gioco di squadra: l'Unicorno scalciava Dissennatori e il Basilisco le azzannava al volo, lanciandoli nel buio della Foresta. La faccia di Daphne, che guardava il Basilisco d'argento, non gli piaceva neanche un pò.*

    Si starà di certo chiedendo che ci fa un Basilisco come Patronus del suo ragazzo.

    *L'Unicorno, nel mentre, si dava un gran da fare. Scacciò un Dissennatore parecchio grande scalciando, nitrendo ed impennandosi, sotto l'occhio vigile di colei che lo aveva evocato. Era del settimo anno, e si vedeva con quanta maestria padroneggiava l'incanto Patronus, con quanta disinvoltura faceva muovere quel magnifico Unicorno, simbolo di una purezza che a lui non apparteneva. No, a lui stavano le tenebre, quell'oscurità che faceva parte di lui e che avrebbe fatto parte di lui per sempre.*

    Speravo non mi giudicassi, almeno tu, per il mio Patronus... ma forse è normale farlo.

    *Pensò tra se e se triste, cercando di mantenere il suo ricordo felice ben fisso nella mente, perchè altrimenti quell'enorme serpente sarebbe sparito. Sentì Daphne stringergli la mano, pronunciando parole che gli fecero venire un mezzo sorriso.*

    Ti amo anch'io, Daphne Harris.

    *Il Patronus di lei emanò uno scudo che respinse buona parte di quei Dissennatori e lo sorprese: non sapeva che un Patronus potesse agire in quel modo... ma quello del ragazzo era li, cercando di darsi da fare con quel pò di gioia che il ragazzo provava, momentaneamente sostituita da tristezza: non si aspettava da Daphne una tale reazione, e forse ci era rimasto un pò male, ma non poteva aspettarsi salti di gioia e approvazione.*

    Incredulità... forse addirittura disprezzo.

    *Le lasciò la mano, colto da un miscuglio di emozioni, che erano più simili all'amareggiamento e alla rabbia che ad una sana gioia. Eppure il Patronus era li.*

    Adesso dovete sparire... ADESSO.



    *Il Basilisco era li, che lo guardava, come in attesa di qualcosa, e sembrava davvero stupito. Il giovane mago fece qualche passò verso di lui, preso dall'urgenza di far sparire quelle Creature che erano responsabili di tutto ciò che stava accadendo, di quella reazione che non si aspettava dalla sua ragazza.*

    Sparite.

    *Sibilò, puntando la bacchetta contro il proprio Patronus, vedendolo brillare di nuovo, di luce bianca.... accecante. Non sapeva cosa aveva fatto, ma l'istinto che stava seguendo, quello, gli suggeriva molto più di anni di studi. Improvvisamente vide il grande serpente alzarsi del tutto, chiudendo gli occhi e alzando il muso al cielo, ruggendo con tutta la sua forza. Uno scudo di energia pulsante a 360° investì ogni singolo Dissennatore presente in quella radura, finendo quello che l'Unicorno aveva cominciato. Ora erano li: il giovane mago, la strega e i loro due Patronus. Il Basilisco aveva ripreso la sua normale posizione, guardandosi attorno, prima di strisciare verso il Corvonero, che aveva già allungato la mano destra. Il grande serpente portò il proprio muso contro il palmo della mano del ragazzo, che adesso lo stava accarezzando con un sorriso. Patronus e mago chiusero gli occhi, quando il ragazzo posò la propria fronte contro il muso del grande serpente, pensando.*

    Non è colpa tua... è il tuo aspetto.

    *Potè quasi sentire l'enorme serpente sospirare, prima il ragazzo si allontanasse da lui, vedendolo svanire in una cortina di fumo argenteo.*

    E' finita.

    *Disse in direzione di Daphne, con un mezzo sorriso: si, non poteva biasimarla. Il Basilisco era il simbolo del male puro, delle tenebre che pochi individui hanno in se... e sinceramente, lui era l'unico che conosceva ad avere un Patronus del genere. No, non era colpa di Daphne, non era colpa di nessuno.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Che stava accadendo? Daphne stava lottando, lo stava stingendo, ma la mano di Alex, scivolò via dalla sua, facendo muovere il suo Patronus verso i Dissennatori, che ormai stavano diminuendo. Pensieri, mille e uno fluttuavano e vagavano veloci nella mente della Tassorosso, stanca per l'immenso sforzo che aveva appena fatto. Eppure, ciò che più la tormentava, era la visione del Patronus di Alex, ma non a causa del suo aspetto, o perché fosse un Basilisco, ma non si aspettava di certo una simile creatura, opposta rispetto quella della giovane. Bene e male, ecco i significati dell'Unicorno e del Basilisco. Non pensava che Alex, il suo ragazzo, che provava tanto amore nei suoi confronti, potesse avere una simile creatura, ma non lo giudicava, perché nonostante tutto lo amava. Forse, un po' se lo aspettava, dato quello che voleva intraprendere, ma era comunque una novità. I Dissennatori andarono via e lei osservò tremante la scena di Alex con la sua creatura, mentre l'unicorno si avvicinava a lei. Ne poteva avvertire il calore e Daphne gli sorrise, prima di vederlo svanire con la stessa nube argentea del Basilisco.*

    Che cosa ho fatto.

    *Pensò Daphne, voltandosi ad osservare l'amore della sua vita, con lo sguardo di una che non lo teme a causa di un Patronus, forse, un po' incuriosita in realtà. Era la prima persona che possedeva una creature simile, come forse lei stessa. Erano Patronus rari quelli, se non unici.*



    *Adesso però, la sua vista sembrava offuscata, le gambe le tremavano, come se non volessero reggere quel peso, finché non cadde con le ginocchia nella terra. Non era questione di debolezza dopo Dissennatori, o quantomeno, non solo. Era tutta quella tremenda situazione, perché sicuro, il ragazzo, credeva che lei lo odiasse. Non era così, era solo rimasta stupita. Era anormale rimanere stupiti? Come poteva immaginarsi un Patrunus che superava i 150 metri di lunghezza?
    Osservava la terra, umida e fredda, a causa dell'arrivo delle Creature Oscure che avevano gelato praticamente tutto, senza in realtà, vederla davvero. Era delusa da sé stessa, dalla sua possibile espressione che aveva avuto all'arrivo della figura argentea di Alex, temeva che lui non la potesse più amare. Forse stava un po' degenerando, ma il timore era forte. Lei lo amava, nonostante quello che era accaduto, sapeva che il ragazzo, aveva un cuore immenso, carico di passione e amore che condivideva insieme alla biondina. Non poteva finire tutto per una sciocchezza simile, no? Sperava in quello, con tutte le forze che le restavano. Sperava di poter restare al fianco del ragazzo, del suo ragazzo, per il resto della sua vita.*

    Mi... Mi dispiace...

    *Sussurrò nel buio della Foresta, tremante per il freddo, sconfortata dalla reazione di entrambi. La terra era solo un ricordo, perché non la riusciva più a vedere, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime, quelle sperava non venissero giù. Che doveva tenere a tutti i costi per sé.*


    @Alexander_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *I Dissennatori erano andati via, lontani, tra gli alberi di quella Foresta che di oscuro non aveva solo l'aspetto.*

    Finalmente un po' di pace...

    *Pensò Alexander, mettendo la bacchetta nella tasca dei jeans e ascoltando le scuse di Daphne, con un' improvvisa pugnalata al petto. Perchè il dolore di lei gli faceva così male? Deglutì, avvicinandosi poi alla Tassorosso del settimo anno, alzandole il viso da terra e baciandola, senza nemmeno degnarsi di risponderle: no, una sciocchezza del genere non era nemmeno degna di risposta. La strinse a se, continuando ad assaporare le sue labbra, sentendo le sue carezzare quelle di lei, con una delicatezza da far venire i brividi.*

    Dovevi dirmi qualcosa?

    *Le chiese con un mezzo sorriso, in un sussurro, interrompendo il bacio e posando la fronte su quella di lei, senza però smettere di tenerla stretta a se.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Era tutto finito, eppure per Daphne Dianne Harris, un vuoto si era introdotto dentro di lei, lasciandole un sapore amaro in bocca. Causa di tutto quello, era per ciò che era avvenuto nella Foresta Proibita solo pochi istanti prima. Doveva ammettere che non si aspettava nemmeno per un istante, che il ragazzo le si avvicinasse in quel modo calmo e tranquillo, sollevandole il viso rivolto alla terra, senza nemmeno osservarla davvero, ritrovandosi le labbra del suo ragazzo, unite alle sue. Erano così calde, che i brividi iniziarono a correre lungo il suo corpo, mentre Alex la stringeva ancora di più, tra quelle braccia calde e possenti. Si sentiva al sicuro. Si sentiva a casa. Sperava davvero che quello, era solo un segno che tutto quello che era avvenuto, era stato solo un attimo di confusione, che aveva compreso nel suo volto, solo un attimo di esitazione, perché non si aspettava un Patronus di quel genere. Avrebbe voluto tanto parlare con qualcuno riguardo le forme delle Creature che proteggono dai Dissennatori, ma con chi parlarne? Con l'insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure? Con la Preside? Non le avrebbe i certo detto che forma avevano, ma almeno poteva essere un buon modo per schiarirsi le idee e tornare a capire se tutto quello era possibile. Era confusa, perché non si era mai nemmeno posta il problema del suo Patronus fino a quel momento? Perché possedeva una Creatura tanto casta e pura, come un Unicorno? Non si era mai posta tante domande quanto quelle che adesso le fluttuavano nella mente, proprio in una situazione come quella appena avvenuta. Forse, la vista di due Creature tanto rare, non si era mai posta un domanda simile nella sua mente, finché la presenza di esse la fece riscuotere da quel pensiero, che adesso stava diventando un chiodo fisso.
    Perché due Creature rare e opposte ai due innamorati?
    Non si riusciva a dare una risposta, perché anche lui, la prima volta che le aveva viso il Patronus, poteva pensare qualcosa su di lei e sulla sua natura...*

    Basta, non posso stare tutto il giorno immobile a rimuginare sulla natura dei Patronus. Non adesso. Non ora. Non qui.

    *Pensò decisa Daphne, facendosi stringere dal suo ragazzo, dal quale mai e poi mai si sarebbe voluta staccare. Ma le parole di lui la distrassero, facendola tornare alla realtà, al motivo per il quale lei era in quel luogo tetro insieme a lui, di certo, non per baciarsi, anche se quello non dispiaceva mai. Il suo sorrisino era tutto ciò di cui aveva bisogno per riprendersi davvero, facendole tornare su le lacrime, senza spargerne nemmeno una, mentre le loro fronti erano unite, tenendosi ancora abbracciati.*

    Oh, si..

    *Sorrise anche lei, poiché era giunto il momento di quella proposta che aveva tenuto in serbo per lui da tanto tempo. Sola non era più in grado di controllare tutto e un aiuto non guastava. Le esercitazioni non andavano avanti dalla fine dello scorso anno, quando al suo fianco vi era Alyssa, ma adesso, proprio perché era rimasta sola, si fidava solo di lui, Alex, il suo ragazzo, in quell'impresa che avrebbe fatto crescere i giovani studenti.*

    Mi chiedevo se... Ecco...

    *Iniziò il discorso farfugliando parole senza senso, perché a lui poteva anche non importare nulla di quell'iniziativa, ma doveva rischiare.*

    Avrei bisogno di una mano per l'ES e tu sei l'unico di cui mi fido, in grado di fare magie eccezionali.

    *Tutto d'un fiato le parole uscirono dalla sua bocca, socchiudendo gli occhi per non vedere come avrebbe reagito lui.*

    Tu mi daresti una mano?

    *Tratteneva il respiro, o forse lo immaginava. Respirava solo molto, ma molto lentamente, come a non far rumore nei pensieri del ragazzo. Eppure, non sapeva se aspettarsi un no, perché se lui poteva, riusciva ad accontentarla sempre. Però, quella era una situazione un po' diversa e magari a lui non andava tutto quello. Restò in silenzio, ascoltando solo la leggera brezza sfiorare le foglie e il lento muoversi di esse: il canto della natura.*

    @Alexander_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    *La temperatura sembrava salire, ma non era dovuta all'assenza dei Dissennatori...*

    Ok Alexander, ora ti calmi.

    *Si costrinse il Corvonero, facendo appello alla sua forza di volontà che, a volte, sembrava proprio non volerlo ascoltare. Scoccò un sorrisino ironico in direzione di Daphne, mormorandole evidentemente provocatorio:*

    Continua a baciarmi così, e non avrò bisogno di cioccolato contro l'effetto dei Dissennatori.

    *Daphne cominciò a farfugliare qualcosa, facendo abbassare un sopracciglio al ragazzo, prima che questo scoppiasse a ridere, prendendo il viso di Daphne tra le mani, inchiodando i suoi occhi a quelli di lei e sussurrandole:*

    Parlo Serpentese, non Scoiattolese... dovresti essere un po' più chiara amore mio.

    *Detto ciò le lasciò il viso, mentre arrivava quella rivelazione che gli faceva sgranare gli occhi e stringere le labbra.*

    Avrei bisogno di una mano per l'ES e tu sei l'unico di cui mi fido, in grado di fare magie eccezionali. Tu mi daresti una mano?

    *Per un momento risentì la voce della sua Daphne riempirgli la mente, ripetendogli quelle parole. Era una situazione che, se qualcuno avesse voluto scriverla in un libro, avrebbe trovato non poche difficoltà ad esprimere, a comunicare ad un possibile lettore, e come si sentiva il ragazzo?*

    Cioccolato, Alexander, nella tasca posteriore dei pantaloni.

    *Già, adesso ne aveva bisogno. Tirò fuori una tavoletta di cioccolato bianco, staccandone un pezzo per Daphne, porgendoglielo, e uno per se, che prese a rosicchiare con avidità: molto bene, una proposta del genere proprio non se l'aspettava, doveva ammetterlo. Quella proposta l'aveva sinceramente spiazzato.*

    Magie straordinarie? Io? Ma ti sei vista?!

    *Era quello che avrebbe voluto dirle, ma altre parole gli sfuggirono dalle labbra, parole che, ad essere sinceri, riassumevano l'intero, contorto ragionamento che avrebbe altrimenti fatto per tirarle fuori.*

    Ci sto. Sono dentro.

    *Rimase nuovamente sorpreso, stavolta per la naturalezza con la quale quelle parole vennero fuori, mentre cercava di sdrammatizzare con un sorriso ironico.*

    Che vuoi farci, ho talento, anzi, sono un genio.

    *Era chiaro che non credeva ad una singola parola di quello che aveva appena detto, così prese una mano di Daphne, mormorando, guardandola negli occhi.*

    Ti amo...

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Ecco qui. Aveva finalmente esposto quello che da mesi ormai passava nella sua mente, ma tra il nuovo acquisto della casa, il trasloco, l'inizio della scuola e il carico sempre più alti di compiti, per non parlare ovviamente anche degli allenamenti di Quidditch, aveva avuto a malapena il tempo per respirare, figurarsi di parlare di un'argomento tanto delicato come quello. Era uno dei tasti più importanti, perché quello significava carico di mansioni extra e allenamenti segreti, pericolosi anche. Daphne Harris, la Tassorosso che aveva avuto quella brillante idea, a volte non credeva nemmeno di essere stata la sua mente a farla saltar fuori, intanto, era così. Lui, il suo Alex, era l'unico che riteneva in grado di aiutarla, di cui si fidava ciecamente, che le avrebbe dato un grande, grandissimo aiuto in quelle esercitazioni.
    Da una Tassorosso non ci si aspetta mai l'infrangere le regole o doti come intelligenza e coraggio, ma ciò che non sanno le altre casate, è che anche loro hanno doti che nemmeno si aspettano, oltre una grande lealtà, vi era anche una forza e gran sacrificio, per ciò che è importante. Le parole del ragazzo le udì forte e chiare, come volessero esserci solo quelle nella sua testa adesso, che rimbombavano uniche. Nemmeno fece molta attenzione al cioccolato che intanto aveva preso dalla tasca, o alle battute ironiche o meno che aveva appena pronunciato. Riusciva solo a pensare a quel "Ci sto. Sono dentro".
    Quelle parole erano un po'... Troppo naturali forse, per il modo in cui gli erano venute fuori, seguito da quel sorriso che tanto amava. Bé, amava lui, non solo il suo sorriso, ovvio, ma quello la fece sciogliere dal cumulo di nervi che si stavano iniziando ad aggravare nella sua testa. Le parole che seguirono erano ancora più ironiche di prima, nemmeno lui credeva a ciò che diceva, se lo conosceva bene, cercava solo di tirare l'attenzione altrove, finché i loro occhi si incrociarono e quel ti amo sussurrato che le fece illuminare gli occhi, carichi di lacrime di gioia.*

    Ti amo anche io amore mio.

    *Sussurrò anche lei, temendo forse che, parlando più forte, si potesse risvegliare qualche altra orribile creatura, che poteva essere un problema. Sorrise al ragazzo, prima di addentare un pezzo di quel cioccolato che tanto amava, prima che le si sciogliesse in mano.*

    E smettila di fare l'ironico...

    *Fece la finta offesa, voltando il viso osservando gli alberi di fianco a lei, ridacchiando per quello che in realtà aveva detto prima. Lo scoiattolese poi... Ci mancava solo quella nuova lingua. La sua ironia era quella che sdrammatizzava anche momenti seri come quello. Rise, non riuscendo più a trattenersi, felice di poter condividere tutto con lui.*

    Non lo sei nemmeno un po'!

    *Continuò la sua commedia, ridendo di gusto ormai, perché sapevano entrambi quanto si divertivano insieme, anche nei momenti meno opportuni, come quello in cui si trovavano adesso: nella Foresta Proibita dopo un'attacco di Dissennatori.*

    @Alexander_Foster,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
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    *Con quella ragazza, la sua ragazza, c'era sempre quel rapporto unico a metà tra gioco e serietà che non faceva che rendersi più interessante, giorno dopo giorno. Si sa, le coppie con il passare del tempo perdono il loro smalto, la sorpresa, la gioia effettiva di stare assieme e tutto diventa monotono, naturale, tutto si spegne, finchè a spegnersi non è l'amore. Invece Alexander e Daphne non erano così: più si andava avanti, più tutto sembrava una scoperta assieme, più si apriva un nuovo mondo agli occhi dei due, di quei due che, a dire il vero, riuscivano a trovare il divertimento nelle occasioni più assurde, strane o complicate. Si, forse erano complicati per quelli che li guardavano, forse erano davvero un ragazzo ed una ragazza strani, ma diamine, assieme stavano da Dio. Erano loro, semplicemente loro, la coppia più affiatata e felice del mondo. Riuscivano a guardarsi negli occhi e trovare la pace che l'altro cercava, o per lo meno, era così per Alexander.*

    Fatto sta che sono comunque più simpatico di te!

    *Esclamò con voce squillante, incrociando le braccia e arricciando le labbra, prima di scoppiare a ridere di gusto: ok, si stava tornando ai livelli della scuola materna, ma accidentaccio, quanto si divertiva con quella ragazza! Era bellissima, dolce, simpatica da morire e sincera: che volere di più dalla vita?*

    Se solo riuscissi ad andare oltre i suoi sogni...

    *Mandò quel pensiero allo zio Mangiamorte, accigliandosi un secondo ed abbassando la testa, ritornando con la mente alle dure parole che gli rivolse Viktor Foster. Si ricompose all'istante, guardando Daphne negli occhi, sorridendole e prendendola per mano.*

    Amore, dovremo organizzarci per bene per quanto riguarda l'ES.

    *Aveva chiesto una mano, quindi lui avrebbe espresso un suo sincero parere su tutto, facendo spallucce prima di iniziare il suo discorsetto.*

    Beh... direi che sarebbe meglio se gli allenamenti si svolgessero qui. Insomma, in questa radura ci veniamo solo io e te, e la Stanza delle Necessità era un'innovazione ai tempi di Harry Potter... ora la conoscono Snasi e Goblin!

    *Fece un sorrisino imbarazzato, dicendole così.*

    Spero tu concordi con me, perchè davvero, a momenti ci sono più persone che entrano li di quante ne escano dai camini del Ministero della Magia.

    @Daphne_Harris,



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