• Stefano_Draems

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    Hogwarts Quidditch Cup
    2013/2014


    PARTITA N° 5 - Tassorosso VS Grifondoro



    Ecco la lista delle azioni delle due squadre, dalla mezzanotte del 10 Febbraio la squadra di Tassorosso potrà iniziare a postare.

    Buon lavoro!

    - Con l’arrivo di febbraio era arrivata anche quella che probabilmente sarebbe stata l’ultima neve. L’arbitro si muoveva lento sul soffice manto bianco che copriva il verde del prato, aveva nevicato tutta notte e la partita stava per iniziare finalmente. La folla scalpitante sulle tribune lanciò un urlo quando la scatola fu aperta. E i Bolidi volarono liberi nell’aria gelida del campo. I capitani delle due squadre si lanciarono uno sguardo di sfida e si strinsero la mano.

    - La Pluffa venne lanciata in aria e afferrata dal capitano di Grifondoro (Shana_Sakai) che subito sfugge da centro campo avvicinandosi alla porta avversaria. Schivando un Bolide lanciato dalla battitrice Celine_Randall, Shana passa la Pluffa senza timore a Quenya_Faraway.

    - Sinfo_Arfen e Celine, le due Battitrici di Tassorosso si spostano insieme costeggiando il campo verso la metà campo della loro squadra per cercare di impedire l’avanzata dei Grifondoro. Rimbalzano entrambe un Bolide che sfreccia veloce tra i cacciatori della squadra avversaria intenti tra loro a passarsi la Pluffa e ad evitare che questa venga intercettata da Daphne_Harris cacciatrice di Tassorosso che li tampina da vicino.

    - Con uno scatto Claire_Biovero si infila tra Hoilbus_Skett e Quenya_Faraway proprio mentre i due cercano di passarsi la Pluffa, oramai nei pressi della porta di Tassorosso, e con un guizzo e un giro a testa in giù su se stessa Claire passa la Pluffa a Sidney_Jones rimasta verso la metà campo.

    - Il tiro di Claire è lungo, ma forse non abbastanza. La folla trattiene il respiro e gli studenti di Tassorosso urlano per incoraggiare le loro compagne. La palla scende veloce in picchiata verso terra proprio a pochi metri davanti a Sidney.

    - Daphne_Harris si lancia in picchiata verso il suolo cercando di recuperarla prima che tocchi terra, ma viene spintonata da Hoilbus_Skett che riesce a impossessarsi di nuovo della palla. I fiocchi di neve scendono copiosi e rendono difficile la vista delle azioni dei compagni. Hoilbus quindi aspetta galleggiando a mezz’aria proprio alcuni istanti, quelli che bastano a Celine_Randall e Sinfo_Arfen per dirigere i Bolidi nella sua direzione.

    - I due Bolidi sfrecciano verso il maschio di Grifondoro, lui sembra non accorgersene fin quando una voce dal pubblico lo avverte e con un furtivo spostamento evita di essere colpito. Si lancia con forza verso la porta avversaria, non riuscendo a vedere le sue compagne cerca di raggiungere da solo i tre Anelli.

    - Daphne e Claire lo rincorrono, lo affiancano e lo costringono a lanciare la Pluffa quasi alla cieca. Le Battitrici di Grifondoro cercando di distrarre le due colpendo i Bolidi nelle loro direzioni ma con scarsi risultati.

    - E’ Sidney_Jones ancora una volta in possesso di palla, grazie all’astuta mossa delle compagne. E senza alcuna esitazione a gran velocità scivola tra gli avversari e i Bolidi verso gli Anelli dei Grifondoro. Fronteggia Angie_Smith immobile, anche la neve sembra fermarsi per un secondo. E con essa anche il pubblico delle tribune.

    - Sidney finge un tiro nell’anello di sinistra, e quando Angie si lancia per pararlo, questa scaglia un vero tiro verso l’anello al centro. Il vento però sposta la Pluffa e la fa volare verso lo spazio tra gli Anelli impedendo ai Tassorosso di fare punto.




    - L’arbitro fischia 5 minuti di pausa, per permettere alla bufera che imperversa sul campo di placarsi un attimo. I Giocatori son autorizzati a posarsi sul manto di neve che copre il prato e a parlottare tra loro. Angie recupera la Pluffa, e quando il clima sembra meno avverso la lancia di nuovo verso le compagne.

    - I Cercatori Gandalf_Derweiss e Jane_Casterwill si muovono veloci sopra il campo, sembra abbiano avvistato il Boccino. Anche la folla nota il loro volare in picchiata e si sentono forti gli urli di tutte le persone sedute sugli alti spalti che costeggiano il campo ovale.

    - Quando la battitirice di Grifondoro Laura_Balzarotti se ne accorge colpisce con forza un Bolide verso il Cercatore avversario (Gandalf_Derweiss) che viene disarcionato dalla scopa ma riesce a non cadere a terra tenendosi al manico della stessa. Jane continuando a inseguire la piccola pallina dorata fa una capriola nell’aria, avvitandosi su se stessa.

    - La cercatrice di Grifondoro viene a sua volta sfiorata da un Bolide lanciato da Sinfo_Arfen e per non cadere a terra perde di vista il Boccino. Senza esitazione fa un giro veloce sopra il campo girando in tondo mentre il rivale Gandalf salta di nuovo a cavallo della sua scopa e comincia a girare in senso inverso.

    - A centro campo nel frattempo Quenya riceve palla da Angie e tenta controvento di muoversi verso la porta dei Tassorosso. I suoi compagni Hoilbus e Shana sono marcati stretti da Sidney e Claire, e lei è seguita a macchia da Daphne. È impossibile passare palla senza farla intercettare.

    - Pervinca_Periwinkle soccorre i compagni di Grifondoro lanciando un Bolide contro la scopa di Claire e Quenya senza esitare riesce a passare la Pluffa a Shana. Vano il tentativo di Daphne di rincorrere la Pluffa che oramai è già nelle mani della rivale.

    - La scopa di Claire ha subito dei piccoli danni, ma sembra ancora in grado di volare. Il pubblico di Tassorosso protesta infuriato e l’arbitro ricorda l’importanza di un gioco corretto proprio mentre Shana lancia verso gli Anelli di Tassorosso la Pluffa.

    - 10 punti per Grifondoro! Urla il cronista. Il pubblico esplode nei festeggiamenti. Dragonis_Witch recupera la Pluffa e infuriata la passa alla compagna Daphne subito dopo il fischio dell’arbitro che dà di nuovo il via alla partita.

    - Claire si avvicina a Daphne per farsi passare la Pluffa. L’amica gliela passa e Claire fa uno scatto con la scopa schivando un altro Bolide e raggiungendo la metà campo indisturbata. Li l’aspettano Quenya e Hoilbus, ma facendo una veloce virata verso l’alto e passando a pochi centimetri dalla cercatrice di Grifondoro, li schiva.

    - Claire tenta un tiro lungo verso la porta avversaria, la palla viene recuperata da Sidney, che si trova a pochi metri dalla porta dei Grifondoro, pronta a riportare in pareggio la partita. L’azione è velocissima e ingannando Angie anche Sidney riesce a far segnare alla sua squadra 10 punti. Di nuovo pareggio! Urla il cronista.




    - Protetta dai Bolidi lanciati dalle Battitrici di Grifondoro, Quenya recupera la Pluffa dal Portiere e si muove rapida verso gli Anelli di Grifondoro. La neve sta ricominciando a scendere forte, rendendo ancora più difficile il lavoro dei cercatori che di nuovo si trovano a vagare nel vuoto cercando un barlume di luce dorata.

    - Quenya passa la Pluffa a Shana, che la passa a Hoilbus. Il vento non è però in loro favore e lui non riesce ad afferrarla. Occasione che viene colta al volo da Daphne che lo stava tampinando, che con un guizzo all’indietro riesce a passare la palla a Sidney.

    - Sidney a pochi metri dalla porta lancia un urlo verso Angie con tono di sfida. “Pronta per regalare un altro punto ai Tassorosso?” le esclama a gran voce. Non fa però in tempo a lanciare la palla che viene raggiunta dalle due Cacciatrici di Grifondoro, che la spintonano sui due lati.

    - Sidney lancia la palla in alto, pochi metri sopra di lei, dove Daphne sta osservando la scena incerta sul da farsi. Altra scelta non ha che intercettare la Pluffa, anche se da quell’angolo è quasi impossibile tentare un tiro. Tenta comunque.

    - Altri 10 punti per Tassorosso! Urla il cronista. Gli studenti dei tassi festeggiano lanciando in aria stelle filanti e coriandoli e accendendo piccoli fuochi per scaldarsi con le loro bacchette. Angie affranta e molto arrabbiata urla incitazioni alle compagne, e il capitano Shana le fa eco.

    - E’ proprio Shana a tornare in possesso di palla. Laura_Balzarotti coglie l’attimo in cui i battitori di Tassorosso son impegnati a cercare di capire i discorsi dei Grifondoro per battere un Bolide e scagliarlo verso i tre cercatori della squadra avversaria. Lo schivano per un pelo perdendo la formazione che stavano tenendo per difendere la metà campo.

    - Nessuno sembra ferito e Shana, Hoilbus e Quenya si infilano tra loro veloci passandosi la palla per raggiungere Dragonis davanti agli Anelli dei Tassi e segnare il punto di pareggio. Vani sono i tentativi di Celine e Sinfo di deviare la loro formazione con dei Bolidi. I tre in pochi secondi piombano davanti al Portiere di Tassorosso che indietreggia di pochi metri per coprire i preziosi Anelli.

    - Dragonis_Witch para il tiro di Quenya facendo una capriola nell’aria e la Pluffa vola verso la metà campo proprio tra le mani di Claire_Biovero. La sua scopa ammaccata poco tempo prima fa qualche bizza quando questa si gira su se stessa e si dirige verso gli Anelli di Grifondoro. E’ sola nella metà campo avversaria quando quasi viene disarcionata dalla scopa. Non potendo far altro lancia la Pluffa in direzione della porta.

    - Gandalf_Derweiss e Jane_Casterwill, si muovono sopra il campo, combattendo per mantenere il controllo delle proprie scope, spazzate dalle forti raffiche di vento e dalla bufera di neve che oramai scende su tutta la zona. Avvistano il boccino d’oro proprio mentre Angie esce dalla porta per recuperare la Pluffa.

    - Il boccino è proprio dietro Dragonis, nello spazio tra lei e gli Anelli, sembra quasi voler sbeffeggiare i due con il suo volo tranquillo. Jane fa uno scatto distanziando di qualche metro Gandalf, e infilandosi in quella che sembra una scivolata tenendosi con una sola mano sulla scopa, allunga il braccio verso il boccino e lo cattura. L’arbitro fischia la fine della partita. 150 punti per i Grifondoro!



    Mi scuso per il ritardo con cui vengono pubblicate le azioni, avevo lasciato il file nel computer dell'ufficio e non ho potuto recuperarlo prima di oggi Sad
    @Dragonis_Witch, @Daphne_Harris, @Shana_Sakai, @Pervinca_Periwinkle.



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  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

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    Ho avuto solo fortuna o, come direbbero, essa mi aiutato perché mi sono dimostrato audace, per non dire stupido!

    *Pensò Gandalf, fermandosi di fronte alla porta che portava agli spogliatoi della squadra giallo-nera. Quel freddo giorno di inverno, svegliandosi e vedendo la neve che ancora cadeva, aveva avuto un brutto presentimento, come un senso di tragedia imminente e ciò lo aveva messo di cattivo umore. Sapeva bene che quello non era lo spirito "giusto" per scendere in campo e avrebbe voluto scacciare quella sgradevole sensazione prima di unirsi alle sue compagne, ma pareva che, per quanti sforzi facesse, il malumore gli restasse attaccato come se fosse stato stregato con un Incantesimo di Adesione permanente.*

    Che sguardo serio, mio bel cavaliere teutonico!

    *La voce melodiosa e cristallina di Maya lo fece sobbalzare.*

    Ma che ci fai qui… questo è l'ingresso degli spogliatoi di Tassorosso, non puoi entrare!

    *Bisbigliò lui con fare circospetto come un bambino che si stesse preparando a fare una marachella pur sapendo che sarebbe stato colto in flagrante reato.*

    Lo so bene: infatti, sono sulla porta e non mi azzarderei mai a varcarla… o, di certo, non lo farei quando rischierei di essere colpita dagli schiantesimi lanciati dalla squadra giallo-nera, fatta eccezione, forse solo per il Cercatore.

    *Ribatté lei scoppiando a ridere e facendo ondeggiare intorno al corpo i lunghi e luminosi capelli argentei.*

    Ridi, ridi… tu tanto non devi scendere in campo...

    Certo, non oggi, ma il mese prossimo e magari anche quello successivo, so bene come ci si sente prima di una partita.

    *Rispose la Corvonero tornando seria ed allungando una candida mano per sfiorare il viso di Gandalf.*

    Qualcosa ti preoccupa, mein Schatz, e non è la mia presenza, eri già corrucciato prima del mio arrivo…

    *Aggiunse lei fissandolo con i suoi enormi, luminosi e stupendi occhi color indaco… per un attimo, il Tassorosso avrebbe voluto annegare e perdersi in quelle profondità, per non pensare alla partita ed al nefasto presagio che gli gravava sul cuore.*

    E’ vero… ho un brutto presentimento… fin da stamattina… ho la netta sensazione che qualcosa debba andare storto e, visto che l'unico evento di questa giornata è la partita, non posso che collegare ad essa il mio presagio…

    *Disse lui a voce bassa e scuotendo il capo mestamente.*

    Fermo un attimo! Se non ricordo male, nella soffitta di divinazione mi hai detto che sei poco tagliato per le arti mantiche…

    *Gandalf annuì ed era pronto a ribattere ma Maya non gliene lasciò il tempo precedendolo.*

    Ecco, appunto, quindi, dato che è estremamente improbabile che in una notte tu ti sia trasformato in un veggente, cerca di allontanare da te questa negatività e questa ipotetica premonizione che è priva di qualsiasi fondamento!

    *Il tono della Corvonero era risoluto e dolce insieme, mentre sorrideva al Tassorosso continuando ad sfiorargli teneramente il viso.*

    Spero che tu abbia ragione, meine Liebe, ma non sai che terribile senso di oppressione avverto…

    *Mormorò lui increspando la fronte ed indicando con la mano il torace.*

    Uhm, temo che quella non sia una premonizione ma, piuttosto, un'indigestione da frittelle di mele… se non ho visto male, ieri sera te ne sarai mangiato almeno una dozzina!

    *Intervenne lei sorridendo sollevata, era certa di aver trovato una soluzione logica al disagio di lui.*

    Forse hai ragione… ma ti detesto quando sei così razionale e Corvonero…

    No, mein Schatz, tu mi adori anche per questa mia fastidiosa razionalità che a te manca!

    *Lo motteggiò Maya e Gandalf non poté che annuire, era vero la amava anche per la sua mente eccezionalmente brillante, oltre che per mille altre doti che non si potevano certo definire intellettuali.*

    Ecco, ora che sai anche tu che nulla di brutto ti accadrà, a meno che tu faccia qualcosa di stupido e pericoloso come la volta scorsa, vai e fatti onore!

    *Concluse la ragazza stringendolo in un lungo, dolcissimo, estenuante abbraccio, poi, gli sfiorò le labbra con un bacio leggero, si staccò da lui e se ne andò senza aggiungere una parola. Gandalf per alcuni secondi rimase imbambolato a fissare il punto dove fino a poco prima si trovava Maya, in preda a sentimenti ed emozioni contrastanti ma libero dal senso di angoscia che lo aveva perseguitato per ore.*

    E' davvero magica, se non ci fosse la si dovrebbe inventare…

    *Esclamò sorridendo, quindi, spinse l'uscio ed entrò negli spogliatoi di Tassorosso.*

    [Spogliatoi di Tassorosso]


    Link


    Questa deve essere un'idea di Daphne!

    *Pensò udendo aleggiare nell'aria le note di una canzone babbana che avevano scelto dopo la vittoria contro i Serpeverde e che, in una certo senso, era diventato il loro inno. Dopo aver salutato le compagne si ritirò in disparte per cambiarsi… Essendo l'unico ragazzo della squadra, non era insolito che arrivasse un po' in ritardo, quando le ragazze erano già in divisa, e poi si spogliasse in fretta e furia nell'angolo più riparato e buio del locale. Quando anche lui ebbe indossato la sua bella divisa giallo-nera, si unì alle altre giocatrici intorno al Capitano che si stava accingendo a tenere un breve discorso.*

    Abbiamo vinto la partita più dura del Campionato, quella contro i Serpeverde, ma non ci siamo adagiati sugli allori e ci siamo allenati duramente, per dare sempre il meglio, per dimostrare che quella vittoria non è stata solo merito della fortuna.

    *Dragonis che si stava infervorando un po' troppo, fece una breve pausa, ed il giovane mago sorrise annuendo, in attesa che lei riprendesse a parlare.*

    Che i Grifondoro vedano gli artigli di Daphne, Claire e Sidney, i denti di Celine e Sinfo, l'occhio di lince di Gandalf, e, perché no, la mia agilità di fronte agli anelli… ognuno di noi è bravo, no… Eccellente, nel proprio ruolo, e tutti insieme formiamo una squadra invincibile, la migliore di Hogwarts, non perché siamo i più coraggiosi, i più scaltri oppure i più ambiziosi ma perché giochiamo con il cuore!

    *Concluse il Capitano con fierezza, poi, Daphne, come aveva fatto anche prima degli incontri precedenti, allungò la mano destra, poi, una alla volta, quelle di tutti gli altri, prima Sidney e Claire, poi Sinfo e Celine, infine Gandalf e Dragonis, si unirono alla sua, in un gesto di solidarietà, che ricordava quello che facevano i quattro moschettieri gridando: "tutti per uno ed uno per tutti".*



    Tassorosso per la vita,
    vinceremo la partita!


    *Scandirono tutti insieme prima di sciogliere quell'intreccio di mani.*

    Ora andiamo… e facciamo vedere a tutti di che pasta siamo fatti!

    *Li incitò il vice capitano, dirigendosi verso la porta che dava l'accesso al campo. Gandalf guardò con affetto ed ammirazione l'amica che in tante occasioni era riuscita a tirare su il morale dell'intera squadra grazie alla sua determinazione ed al suo incrollabile ottimismo.*

    E' davvero eccezionale ed io sono fortunato ad averla come amica... senza di lei mi sentirei perso!

    *Pensò il ragazzo con gli occhi colmi di gratitudine non solo, e non tanto, per ciò che la Harris aveva fatto in campo, sia durante gli allenamenti sia durante le partite, ma soprattutto per l'affetto che gli aveva dimostrato in mille occasioni, per l'infinita pazienza che aveva usato nelle lunghe interminabili notti davanti al caminetto della Sala Comune, quando lui le raccontava le sue pene d'amore, per la lealtà incrollabile con cui aveva custodito il segreto che le aveva rivelato.*

    [Campo da Quidditch]



    *Il campo era coperto da una candida coltre, su cui l'arbitro ed il baule contente le palle stregate spiccavano più del solito.*

    Dovrò fare molta attenzione al riverbero… questa volta non resterò accecato, facendomi sfuggire un'occasione d'oro…

    *Pensò il ragazzo ricordando fin troppo bene la frustrazione e l'umiliazione provata quando, per via del riverbero, aveva dovuto rinunciare all'inseguimento del Boccino d'oro.*

    Voglio un gioco pulito, mi pare che sia il minimo pretenderlo da voi!

    *Raccomandò l'arbitro, lasciando sottintendere che da Tassorosso e Grifondono non avrebbe ammesso la minima scorrettezza, perché ciò, non solo sarebbe stato un'infrazione del Regolamento di gioco, ma perché un simile comportamento sarebbe stato contrario agli ideali dei fondatori delle due Case. Tutti i giocatori annuirono ed i due Capitani si stinsero la mano, un segno di sfida ma anche di leale competizione, poi tutti i giocatori in campo inforcarono i propri manici attendendo il fischio di inizio.*

    FORZA TASSOROSSO,
    NON MOLLARE L'OSSO

    *Gridava la tifoseria giallo-nera sulle proprie tribune a scacchi, cui faceva eco quella rosso-oro dal lato opposto.*

    GRIFONDORO L'ARDIMENTOSO
    TRIONFERA' VITTORIOSO

    I soliti megalomani boriosi… per fortuna, il Cappello Parlante non mi ha smistato fra di loro...

    *Commentò Gandalf lanciando un sguardo alla tifoseria avversaria e scuotendo impercettibilmente il capo.*

    Mi spiace per papà, ma è ciò che penso!

    *Aggiunse sentendosi un po' in colpa, poi si voltò a fissare il baule che stava per essere aperto. Per primo fu liberato dal suo piccolo scrigno il Boccino d'oro che subito agitò le ali e si librò in volo.*



    Non lo devo perdere di vista…

    *Il ragazzo non fece nemmeno in tempo a formulare quel pensiero, che la piccola sfera dorata era scomparsa, nel nulla.*

    Come non detto… Sarebbe stato troppo facile!

    *Sospirò Gandalf aguzzando la vista alla ricerca della piccola e sfuggente preda. Sotto di lui, sfrecciavano minacciosi e raminghi i Bolidi che erano stati liberati dalle loro catene stregate. Infine, l'arbitro lanciò in aria la Pluffa soffiando nel suo fischietto.*

    FIIIIIIIIII



    E' iniziata!

    *Constatò il Tassorosso senza nemmeno voltarsi: non gli importava chi avrebbe preso la palla scarlatta, non si preoccupava delle sfere ferrate la sua unica preoccupazione era il Boccino d'oro. Era il Cercatore, il suo ruolo era tanto semplice quanto essenziale, non doveva fare gioco di squadra, non doveva seguire le azioni che si svolgevano in campo, da lui si pretendeva solo che acchiappasse una minuscola noce alata che sfrecciava più veloce di una saetta ed era più sfuggente di un'anguilla. Dalla sua abilità in quello dipendevano le sorti dell'intera partita, e Gandalf lo sapeva fin troppo bene per lasciarsi distrarre dalle grida dei giocatori o dal sibilo dei Bolidi.*

    @Pervinca__Periwinkle, @Shana__Sakai, @Dragonis__Witch, @Daphne__Harris, @Sibilla__Strangedreams,


  • Shana_Sakai

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    [Spogliatoi di Grifondoro]


    ”Rieccoci nuovamente qui. Dopo Serpeverde e Corvonero è arrivato il momento di misurarci con i Tassorosso.”

    *Shana, capitana della squadra, osservava la porzione di campo che non le era preclusa alla vista; alle sue spalle percepiva la sileziosa presenza dei suoi compagni, dei suoi amici, dei suoi valorosi Grifondoro. In testa al gruppo sapeva che a breve avrebbero dovuto fare il loro ingresso nel campo, azione ormai consueta ma che incuteva sempre una certa apprensione.
    Le urla che si sarebbero disperse dalle fila sugli spalti avrebbero soltanto incalzato l’ansia e l’agitazione; la vittoria o la sconfitta era nelle loro mani. E quella partita, l’ultima, poteva spiegare una maggiore importanza, potendo essa portare punti utili alla Coppa delle Case.
    Dopo la sconfitta contro i Serpeverde e il pareggio contro i Corvonero, dovevano andare alla ribalta, consegnando ai propri tifosi la vittoria migliore cui potessero assistere.
    La giovane sapeva quanto il suo ruolo fosse importante: quello era il momento in cui doveva motivare tutti, risollevare gli animi tormentati e spingere la squadra a dare il massimo. E lei sapeva quali erano le capacità della propria formazione; li aveva allenati lei, lei aveva assistito al sudore e all’impegno che avevano profuso, alle lacrime che avevano versato.
    Ma i discorsi smielati non facevano parte di lei, non quando vestiva la divisa rosso-oro cui tanto andava fiera.*

    Ha nevicato tutta la notte; la cosa in qualche modo vi preoccupa?

    *Non si voltò verso di loro, lasciando semplicemente che la sua voce li raggiungesse, scontrandosi col muro di sorpresa che il suo discorso avrebbe suscitato.
    Il soffice manto bianco sembro brillare di luce propria mentre le sue parole si spargevano nell’aria, annullandosi man mano che si distanziavano dal gruppo.
    Dopo un istante di perplessità, Quenya e Holibus risposero all’unisono.*

    No!

    Assolutamente no!

    *Era questo che voleva sentire dai suoi ragazzi: sicurezza e determinazione. Qualità fondamentali perché una squadra di Quidditch riuscisse ad operare sul campo.*

    Vi preoccupano i vostri avversari?

    *Non c’era punta d’ironia nella sua voce, ma quando sentì una risata roca provenire dalla piccola Jane non poté evitare di sorridere.*

    Non gli lasceremo neanche il tempo di rendersi conto di cosa li ha travolti!

    *La sua vice, fiera battitrice, accompagnò le parole con un movimento arcuato del braccio; la mazza che stringeva con orgoglio fendette l’aria tagliandola di netto.*

    Perfetto, allora andiamo a far vedere di che pasta siamo fatti!

    [Campo di Quidditch]



    *Sorrise boriosa dietro di sé prima di muovere il primo dei tanti passi che li avrebbero condotti all’esterno, sotto la volta del cielo, davanti allo sguardo di tutti i loro compagni di Casata. Uno dopo l’altro i suoi piedi procedevano sicuri, e il suo volto puntava dritto inanzi a sé, dall’altro lato del campo ovale dove il Capitano di Tassorosso procedeva seguito dai giocatori giallo-neri.
    Anche il loro incedere ostentava sicurezza; parevano voler sbattere sotto il naso di tutti il loro impeccabile gioco di squadra e le loro strategie studiate fin nei minimi dettagli.
    Parevano urlare a chiare lettere le parole che citava per loro il Cappello Parlante: costanza, tolleranza, pazienza e correttezza.
    Ma anche i suoi ragazzi sarebbero stati pazienti e costanti nel rubare loro il possesso della Pluffa; Shana aveva studiato il loro modo di agire e aveva approntato delle contromosse efficaci da utilizzare.*

    ”Sapranno rimanere tolleranti e corretti quando si renderanno conto che li stiamo stracciando?”

    *Si chiese con un sorriso spavaldo, mentre era ormai abbastanza vicina da poter fissare dritta negli occhi il Capitano avversario. Tutti compagni di Scuola, ma in momenti come quello erano dettagli su cui non ci si soffermava, né da una parte né dall’altra.
    Allungò la mano, stringendo con forza quella che le venne allungata; attraverso le sue dita voleva trasmettere sicurezza. La sua stretta possente citava “Non ci potrai battere”!
    Era finalmente il momento di montare sui manici di scopa, di librarsi in volo assaporando il clima tipico di Febbraio. Il vento accarrezzava i capelli che Shana aveva raccolto in una semplice coda di cavallo, e le sferzava il volto con audacia.
    Ma la sua attenzione non poteva essere scalfita, così come non sarebbe accaduto al suo equilibrio. Prese posto in testa alla formazione, col busto fermamente reclinato in avanti, pronto a scattare al minimo segnale.
    La coda dell’occhio teneva inquadrata l’immagine dell’arbitro che, goffo sulla neve bianca appena caduta dal cielo, si portò in mezzo alle due squadre, posando il pesante baule che si era trascinato; la scia dei suoi piedi sul soffice manto era intervallata da una lunga linea sottile che si perdeva fin sotto gli spalti.*



    *Pochi, ulteriori istanti bastarono all’uomo e una folla esultante confermò alla Capitana che i Bolidi e il Boccino erano stati liberati.
    Pervinca, Laura e Jane si protesero, scalpitanti sulle proprie scope, desiderose di lanciarsi a capofitto verso i propri obiettivi personali. Sentiva le due battitrici scambiarsi battute brevi e criptate per evitare di gettarsi senza pensare sul medesimo Bolide.
    Non poteva che essere fiera di loro nell’udirle mettere in pratica le strategie che aveva insegnato loro, ma in quel momento il suo obiettivo era un altro.
    Eccola, stretta nella mano dell’arbitro, luccicante e ambita: la Pluffa!*

    ”Sarai mia!”

    *Il busto era proteso in avanti, la punta della scopa inclinata e diretta al punto preciso dove di lì a poco sarebbe incominciata l’azione.
    Osservò l’angolazione del lancio e, appena la palla si staccò dalla presa dell’uomo, schizzò in avanti, talmente tanto veloce che poteva sembrare si fosse semplicemente materializzata a pochi centimetri dalla Pluffa in volo.
    La sua mano si allungò e sfiorò il materiale liscio e compatto che aveva imparato a conoscere, e la Pluffa trovò un posto sicuro stretta al suo fianco.
    Il tutto avvenne nell’arco di pochi secondi, stupendo magari qualche spettatore e avversario, ma non Shana; era talmente tanto sicura di riuscire nel suo intento che non rallentò neanche un secondo.
    Il suo incedere era preciso e lineare, sempre più vicino agli anelli avversari.*



    *Certo, sarebbe stato un duro colpo per i giocatori giallo-neri subire un punto fin dall’inizio, in modo così semplice e banale.
    Ma forse la Capitana aveva dato per vinti i Tassorosso troppo presto. I Cacciatori arrancavano dietro di lei, senza riuscire a raggiungerla grazie al vantaggio che aveva saputo sfruttare fin da subito, ma i Battitori, dall’alto della loro visuale, potevano agire senza preoccuparsi di quell’aspetto della situazione.
    Se pensavano, però, che un semplice Bolide potesse mandare a monte un’intera strategia studiata e messa a punto in numerosi allenamenti, si sbagliavano di grosso!*

    ”Di sicuro a breve tenteranno di reagire.”

    *Non ci voleva un genio per poter prevedere un simile sviluppo degli eventi, e il fischio continuo e insistente che seguì i suoi pensieri, diede alla giovane la conferma di ciò che aveva dato per scontato. Studiò il campo attorno a lei, posando gli occhi su Quenya, pronta a ciò che sarebbe seguito, e poi analizzò il suono per studiarne la provenienza.
    Grazie ai suoi sensi leggermente più sviluppati, sapeva di poter evitare lo scontro con la pesante palla anche senza osservarsi intorno.
    Annullò ogni altro rumore, impegnando il senso dell’udito solo sul fischio prodotto dal Bolide nel suo scontro perpetuo contro il vento. Ne sentiva l’oppressione mentre lo percepiva sempre più vicino al suo corpo; ma non doveva andare nel panico. La sua scopa procedeva sicura, senza segni di tentennamento o rallentamenti.
    Qualcuno dal pubblico si zittì, vedendo la palla così pericolosamente vicina a disarcionare l’obiettivo, ma solo perché non erano a conoscenza del fatto che era tutto sotto controllo.*

    ”Ci siamo, da destra!”

    *Virò con decisione nello stesso istante in cui la sua mente visualizzava il viaggio del Bolide, e lo sentì spostare l’aria accanto alla sua guancia.
    Sorrise soddisfatta, sperando con tutta se stessa che i Tassorosso capissero quanto forti e capaci erano i loro avversari, prima di agitare il braccio che proteggeva la Pluffa.
    La palla seguì la traiettoria che le era stata impressa e volò sicura tra le braccia di Quenya, già scattante e decisa a proseguire il percorso tracciato in precedenza da Shana.*

    Vai Quenya!

    *L’urlo della giovane si perse tra i soffi del vento, ma il sorriso sul volto della Cacciatrice dimostrava che era giunto a destinazione.
    Neanche pochi minuti di gioco e stavano già mostrando la loro superiorità e bravura. Shana era indiscutibilmente fiera di loro!*

    @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss, @Pervinca_Periwinkle, @Sibilla, @Stefano


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Quidditch. Ecco la parola che continuamente portava nella sua testa Daphne Harris, Cacciatrice e Vice-Capitano della squadra dei Tassorosso, ragazza del settimo anno, fiera di tutti i suoi compagni. Il suoi "piccolini", era così che ormai li definiva, sebbene con alcuni di loro vi fossero solo pochi anni di differenza.
    Erano anni ormai che giocava a Quidditch, fiera di assistere agli allenamenti, di spronarli a dare il massimo e fare di tutto per raggiungere l'ambito Trofeo del Quidditch. L'emozione era sempre presente, anche l'agitazione e la tensione, sempre più palpabili e violente, probabilmente causate dalla consapevolezza che quella era la loro ultima partita e, quindi, l'ultima possibilità di vincere.*

    Se ci impegniamo e lavoriamo in squadra come abbiamo sempre fatto, possiamo raggiungere il nostro obiettivo.

    *Pensò la biondina, concentrandosi sull'arbitro che aveva in mano la Pluffa, in procinto di essere lanciata in aria. La loro ultima partita era si sarebbe ancora svolta sul campo innevato e il freddo gelido penetrava attraverso la pesante divisa gialla-nera. Erano in momenti del genere che, la giovane Cacciatrice, desiderava con tutte le sue forze la bacchetta di Acero e piuma di Ippogrifo, lasciata direttamente nel comodino del suo dormitorio, bramandola con ogni parte del suo corpo.*



    Quanto la vorrei con me... magari per togliere anche quel sorrisino dai volti dei Grifondoro.

    *Troppo sicuri di loro e delle loro capacità, la squadra rosso-oro non si smentiva mai, facendo credere ogni giorno di più a Daphne, che le parole di Alexander Foster, erano completamente vere.*

    Dobbiamo far svanire quel sorriso soddisfatto dal loro volto.

    *Continuò a riflettere la biondina, presa da desiderio di sfrecciare veloce, di sferzare l'aria gelida e di dare la carica giusta a tutta la squadra, facendo preoccupare gli avversari. I Grifondoro, come tutte le altre casate, erano convinti che la casata di Tosca fosse la più debole, ma era qui che si sbagliavano! Se solo per un attimo avessero messo da parte la loro arroganza e avessero osservato meglio si sarebbero potuti rendere conto che, qualora venissero attaccati, i Tassorosso non si tiravano mai indietro e affrontavano il pericolo senza esitazione. Probabilmente non si erano apprestati molto a leggere i libri di Storia della Magia e soprattutto quelli della Seconda Guerra Magica, dove gli studenti giallo-nero, appoggiarono prontamente il famoso Harry Potter, combattendo con coraggio i loro nemici: Mangiamorte e le Creature che appoggiavano Lord Voldermort. E poi, anni prima questo avvenimento, Cedric Diggory aveva rinunciato a fuggire via dal Cimitero per restare al fianco di Harry, perdendo la vita, nonostante sapesse che non avrebbe avuto scampo contro in Mago Oscuro più forte. La sua prematura e tragica fine avrebbe dovuto insegnare a tutti qualcosa, ma ancora oggi le altre casate non si rendevano conto delle capacità e potenzialità dei figli di Tosca.*

    Continueremo a dimostrare che non ci arrendiamo e lotteremo per raggiungere il nostro obiettivo, duramente e con pazienza, come cita ogni anno il Cappello Parlante.

    *Dimostrare che non erano dei babbei era una sfida che affrontavano ogni giorno, ma sembrava davvero che i Tassi vi stessero riuscendo, mostrando le loro doti e capacità. Un sorriso affiorò nel viso di Daphne Harris che, senza esitare un solo istante, al lancio della Pluffa si avventò su di essa. Shana Sakai, docente di Crittologia e Capitano dei Grifondoro aveva preso la palla rossastra per prima, dirigendosi verso Dragonis, portiere della squadra giallo-nera, che era pronta di difendere gli anelli con tenacia. La biondina osservò le Battitrici Celine e Sinfo darsi da fare e usare le loro mazze con forza, scagliando i Bolidi verso le avversarie. La Sakai non si sarebbe di certo fatta cogliere impreparata: infatti, la prima palla nera era riuscita a deviarla, con la maestria e professionalità tipiche di una giocatrice esperta, che tante volte aveva volato sula campo ovale.*

    Non ci lasceremo intimorire dalla sua bravura. Sappiamo fare di meglio.

    *La biondina di Tassorosso sfrecciava veloce a cavallo della sua Firebolt, compagna di giochi da sempre, il suo acquisto migliore. Era vicina agli avversari, ma dei movimenti alla sua destra la fecero voltare in quella direzione, ammirando le due amiche Battitrici costeggiare il campo, come se si stessero preparando a un lancio particolare del Bolide.*

    Forse non dovrei stare così vicina a loro, magari mi dovrei portare avanti e deviare loro la strada.

    *I suoi piani erano sempre pensati all'ultimo minuto, secondo le situazioni e le strategie della Casata avversaria. Quella volta Daphne fu colta da un'improvvisa intuizione, provocato proprio dalle due compagne di squadra, Sinfo e Celine.*

    Non mi dire che vogliono usare proprio quella mossa...



    *Un sorriso dolce e delicato comparve nel volto della Harris che, deviando la traiettoria e portandosi a sinistra, lasciò lo spazio necessario alle amiche per attuare la loro mossa. Infatti, mentre si avvicinava Shana e Quenya per tentare di sottrarre loro la palla scarlatta, un violento colpo al Bolide la fece voltare di scatto e vide le due Tassorosso con le mazze alzate usare una mossa citata nel famoso libro il “Il Quidditch attraverso i secoli”.*

    La Arfen e la Randall hanno colpito insieme un Bolide, che veloce e potente si dirige verso le Grifondoro in possesso della Pluffa.

    *Urlò il cronista che, osservando le mosse in campo, le elencava, le commentava e, a volte, suscitava ansia nei giocatori in campo.*

    Un famosissimo Dipplebeater Defence, ecco il nome esatto della loro mossa! Complimenti alle Tassorosso!

    *Per una volta Daphne fu lieta di sentire quella voce maschile fuori campo e sperò che i compagni di squadra, udendo i complimenti e le lodi dello Speaker , si sarebbero sentiti lusingati e sarebbero stati motivati a fare sempre meglio.*

    Non vedo l'ora di mettere in atto lo schema di attacco Harris. Forse la notte sogno troppo Quidditch...

    *Ogni volta che pensava a quella mossa e al nome che le aveva dato, si sentiva un po' sciocca ma, essendo una sua idea, avevano deciso di chiamarla così.*



    *Una strategia, ideata in ogni dettaglio, che richiedeva precisione e decisione. La tecnica era di per sé semplice: Daphne avrebbe marcato Skett, Claire la Sakai e Sidney Quenya, mentre le battitrici ai lati opposti del campo, avrebbero tentato di scagliare i Bolidi contro i Grifondoro, cercando fi proteggere il portiere e il cercatore, Celine si sarebbe occupata di Dragonis e Sinfo di Gandalf, che era di vitale importanza per la conclusione della partita. Senza di lui la squadra non avrebbe fatto altro che continuare a lottare, dovendo attendere la fine dal Cercatore avversario.*

    So che il suo ruolo è il più difficile e complesso. Le sorti della partita sono quasi tutte sulle sue spalle.

    *Pensò la biondina di Tassorosso, sperando che il giovane amico non si sentisse troppo oppresso. Negli spogliatoi non sembrava molto tranquillo e Daphne l'aveva notato, ma credeva in lui e nelle sue capacità. Oltretutto Maya e Alex, i loro Corvonero, erano sugli spalti a fare il tifo per loro e i due giocatori giallo-neri non li avrebbero mai delusi.*

    Però, che abbinamento: Io e Alex Cacciatori, Maya e Gandalf Cercatori. Tassorosso e Corvonero... abbiamo un po' di cose in comune noi quattro.

    *La mente la condusse a quel ragionamento, al momento sciocco, ma che per lei aveva dato un senso alla giornata. Non era che un'affermazione senza capo né coda, perché le diede la carica con cui avrebbe spronato e incentivato i suoi, in particolare, Gandalf che, forse, contagiato dal suo entusiasmo avrebbe potuto un po’ dissipare le sue paure.*

    So che non si arrenderà di fronte a nulla e per rendere ancora una volta Maya fiera di lui, tenterà in ogni modo di prendere il Boccino.

    *Daphne nonostante fosse avvolta dai pensieri, continuava a sfrecciare vicinissima ai suoi avversari, che tentano di passarsi la Pluffa stando bene attenti a non farla intercettare dalla Tassorosso, che non demordeva e cercava in ogni modo di arrestare la loro corsa.*

    @Gandalf_Derweiss, @Shana_Sakai, @Sibilla_Strangerdreams, @Stefano_Dreams,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

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    Grifondoro Certificato
       
       

    *L’avanzata della squadra rosso-oro pareva inarrestabile; il loro incedere era sicuro e i loro passaggi precisi seguivano uno schema che la giovane Daphne, Cacciatrice avversaria, non era ancora riuscita a contrastare.
    Eppure li tallonava senza mostrare alcun segno di cedimento, senza lasciarli avanzare troppo; per ora, però, non era stata in grado di raggiungere l’obiettivo.
    Per quanto ancora sarebbe andata avanti quella situazione?*



    ”Non possiamo permettere che ci raggiunga!”

    *Il giovane Holibus era più determinato che mai a concludere quella partita con una schiacciante vittoria; le intemperie, il vento, niente poteva fermarlo o farlo temporeggiare. E la presenza dell’avversaria alle sue spalle lo rendeva ancora più agile e scaltro.
    Accelerò, inclinando il busto in avanti, e Quenya e Shana, notandolo, fecero subito altrettanto.*



    * Anche loro sapevano della minaccia che giungeva dalle retrovie, ed erano consapevoli che non potevano assolutamente sprecare il prossimo tiro. Dovevano portare quella palla fino agli anelli!
    Il divario andò aumentando, Daphne sembrava non riuscire a reggere il loro gioco, sempre più rapido ma altrettanto preciso e pulito.*

    ”Perfetto, non manca più molto.”

    *Scambiò un rapido sorriso con Quenya mentre allungava la Pluffa nella sua direzione, che l’afferrò il tempo necessario prima di spedirla verso Shana, a qualche metro di distanza da lei.
    Le Battitrici giallo-nere, Celine e Sinfo, osservavano la scena dall’alto con cipiglio serio; sapevano di dover fare qualcosa se volevano evitare che i passaggi degli avversari terminassero con un centro perfetto in uno degli anelli che la loro compagna difendeva.
    Ecco che un baluginio dorato riuscì ad attirare la loro attenzione; un lieve riverbero mostrò la posizione di uno dei due Bolidi in corsa lungo il campo.
    Uno sguardo rapido ed entrambe partirono in direzione della pesante palla, desiderose di indirizzarla al più presto verso il trio, ormai sempre più vicino agli anelli.
    Mentre volavano radente agli spalti, i loro mantelli erano preda del vento che soffiava forte nella direzione opposta e che li agitava quasi come fossero guidati da fili invisibili. Ma le due non vi diedero peso: avevano un solo obiettivo fisso in mente e niente pareva poter rallentare o inasprire il loro volo esperto e accorto.*

    ”Che cosa pensano di fare quelle due?
    La cosa non mi piace affatto.”


    *Lo sguardo vigile e attento di Laura perlustrava il campo e non si era fatto sfuggire lo strano scatto delle sue dirette avversarie; era certa che stessero tramando qualcosa ai danni dei suoi amici, impegnati in quel momento a passarsi la Pluffa per portare la squadra in vantaggio.
    In pochi istanti decise di muoversi anche lei, lasciando il Bolide nelle abili mani di Pervinca.*

    ”Non posso permettere che li infastidiscano, o peggio che li feriscano!”

    *Il suo era un ruolo serio e importante. Sapeva che la sicurezza dei suoi compagni dipendeva da lei e dalla sua capacità di intercettare i Bolidi e rispedirli al mittente. Non avrebbe permesso a Celine e Sinfo di costituire una seria minaccia.
    Osservò le due Tassorosso, mentre schizzava lungo il campo per raggiungerle il più velocemente possibile, incurante del freddo e delle correnti contrarie che minacciavano costantemente il suo equilibrio. Sopraggiunse alle loro spalle proprio nel momento in cui si apprestavano a colpire la pesante palla; la mazza di Celine era alzata sopra la sua testa, in procinto di sferrare l’attacco.*

    E’ inutile che ci sperate; ho capito cosa volete fare e potete star certe che ve lo impedirò.

    *La voce della Grifondoro arrivò forte e sicura alle orecchie delle due Battitrici, che per un istante ne rimasero sorprese, lasciandosi sfuggire da sotto il naso la preziosa opportunità di bloccare l’avanzata avversaria.
    Un solo istante, però, bastò a Sinfo per recuperare il contegno e partire all’inseguimento del Bolide appena scivolato oltre di loro, subito tallonata da Celine e Laura. Il pubblico seguì curioso le peripezie delle tre rivali, e i Tassorosso accolsero con un’ovazione il recupero brillante e scaltro che la loro Battitrice era riuscita ad operare. La mazza di Sinfo incontrò per prima il Bolide, che fu così costretto a seguire la traiettoria che la giocatrice giallo-nera aveva scelto per lui.
    Quasi come si fossero parlate, Celine si distanziò dall’avversaria, precedendola nel punto esatto in cui l’amica aveva scagliato la pesante palla; subito la rispedì indietro, con un movimento preciso.*

    Accidenti!

    *Nonostante le buone intenzioni e la buona volontà, Laura si trovava adesso vittima del gioco delle sue avversarie. Osservò la palla scivolarle davanti agli occhi più e più volte, mentre Celine e Sinfo se la scambiavano a gran velocità col solo obiettivo di distrarla.
    Doveva cercare di comprendere i loro movimenti, per poterle anticipare, ma i colpi erano troppo veloci e ravvicinati tra loro e rendevano impossibile qualsiasi tentativo di interferire.
    Presto, però, avrebbero interrotto quello scambio, per puntare contro i tre Cacciatori, che ignari proseguivano il loro viaggio verso i tre anelli giallo-neri. Sicuramente la strategia era stata messa in atto all’ultimo secondo, col solo obiettivo di distrarre la giovane Grifondoro e poter mettere in atto la mossa che le aveva spinte a raggiungere quel Bolide, quello che ancora torreggiava sopra la testa di Laura.
    Furono attimi di tensione, che nella mente della Grifondoro parvero non avere mai fine. Dieci minuti, un’ora, da quanto tempo si stavano passando quella malefica palla? Non avrebbe saputo dirlo.
    Eppure doveva cercare di concentrarsi sulle espressioni delle due avversarie, senza fretta, nella speranza di riuscire a leggervi le loro intenzioni.*

    ”Adesso ci vorrebbe la Professoressa che si occupa di Occlumanzia!”

    *Pensò con una nota di amarezza nella voce. Proprio in quel momento, però, scorse uno strano luccichio negli occhi di Sinfo e capì che era arrivato il momento.
    Cercò di raggiungerla, ma il Bolide era già partito schizzando verso la formazione di Grifondoro, intenzionato a minacciare il trio con il suo arrivo.*



    *Laura gli volava dietro più veloce possibile, ma non aveva alcuna possibilità di raggiungerlo per tempo, frenata com’era dalle correnti avversi; correnti che invece la pesante palla sembrava quasi non percepire. In breve tempo il distacco aumentò, diventando sempre più schiacciante, fino a farsi impossibile da annullare.
    Alla giovane Battitrice non restava che augurarsi che i suoi compagni scoprissero in tempo la minaccia; se qualcuno di loro avesse finito per farsi male niente le avrebbe impedito di ritenersi responsabile direttamente dell’accaduto.*

    ”Coraggio ragazzi, adesso spetta a voi.”

    *Pensò, rallentando in modo da poter osservare meglio la scena. Guardò con timore, insieme al pubblico rosso-oro sugli spalti, il Bolide mentre sfrecciava diretto verso Quenya. La giovane Cacciatrice, però, l’aveva già scorto e, velocemente, stava cercando di vagliare tutte le alternative.
    La formazione era troppo stretta, se avesse provato ad evitarlo avrebbe mandato a monte tutto il loro lavoro fino a quel momento; ma non poteva neanche farsi colpire se non voleva lasciare i compagni da soli ad affrontare la partita.
    Non le restava che cedere la Pluffa e allontanarsi quel tanto che bastava per evitare lo scontro; una volta scampata la minaccia, Holibus avrebbe potuto ripassare la palla nella sua direzione così da provare a concludere la loro strategia mirando agli anelli di Tassorosso.*

    Holibus adesso passerò a te la Pluffa, così, dopo che avrò evitato il Bolide che sta puntando verso di me, potrai rilanciarmela e io, o Shana, tenteremo il tiro verso gli anelli, come nella strategia che avevamo approntato.

    *Anche se un imprevisto si era materializzato all’orizzonte, dovevano cercare di portare a termine la strategia studiata durante gli allenamenti. In fondo tutti e tre sapevano che il Quidditch era uno sport pieno di improvvisi e inattesi capovolgimenti della situazione; non sarebbe stato quello, però, che li avrebbe fatti andare nel panico.
    Appena ricevette un segnale di assenso dal giovane alla sua destra, Quenya procedette con un passaggio pulito nella sua direzione, inclinando subito dopo il peso del corpo nella direzione opposta, occupando lo spazio che Shana le aveva lasciato libero.
    Il Bolide schizzò oltre la sua figura, mangiando l’aria a vuoto accompagnato da un fischio inconfondibile. Il suo viaggio non ebbe vita lunga ancora; pochi metri più sotto incontrò la mazza di Pervinca e si ritrovò a volare diretto contro qualche divisa giallo-nera.
    Con un sorriso soddisfatto sul volto, Quenya si preparò a ricevere il passaggio di Holibus. La Pluffa era in volo tra di loro, non troppo alta, quel tanto che era necessario per permetterle di giungere tra le braccia della Cacciatrice nonostante il vento contrario.
    Accadde però in un istante.
    Una figura indistinta volò in mezzo ai due, proprio nel momento in cui la Pluffa volava priva di difesa. Il corpo disegnò una perfetta giravolta in cielo, con una maestria degna di una giocatrice professionista, e il braccio allungato dinanzi a sé trovo presto la palla, afferrandola prima che potesse raggiungere la giovane Quenya.
    Il trio si arrestò all’istante, nonostante la sorpresa, per cercare di operare un recupero; erano così vicini agli anelli di Tassorosso, così prossimi a segnare un punto, che gli bruciava troppo lasciarsi sfuggire così la splendida opportunità che, a fatica, si erano creati.
    Shana cercò di virare, combattendo contro le raffiche di vento che le erano avverse, ma Claire, che forse aveva già previsto quel possibile sviluppo, si liberò in fretta della Pluffa, compiendo un lancio alla giovane compagna Sidney.*

    ”Questa non ci voleva!”

    *Osservò la Capitana con una smorfia di disapprovazione; si erano fatti fregare come degli stupidi e adesso dovevano volare per porre rimedio all’errore che avevano commesso. Ma se gli avversari pensavano di metterli in difficoltà in questa maniera avevano di certo fatto male i loro conti!
    La palla era di nuovo a metà campo? Poco importava, l’avrebbero nuovamente raggiunta e, come avevano già fatto una volta, sarebbero tornati all’attacco, con grinta e determinazione.
    Sarebbero stati loro a trionfare quel giorno!
    Scambiò un rapido sguardo con Quenya e Holibus, e subito ripartirono a razzo, rompendo le fila per coprire una porzione di campo maggiore.
    Il loro obiettivo era uno soltanto, e in quel momento brillava tra le braccia di Sidney come a indicare con precisione il punto ove si trovava.*




    OT

    @Stefano, @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss, @Pervinca_Periwinkle, ho rilevato un grave erroe di coerenza nel post di @Shana_Sakai: infatti, nel testo originale veniva completamente ignorato ciò che accade nell'azione successiva, quella che dovranno postare i Tassorosso.
    Ciò non solo devia dalla traccia data, ma rischia di compromettere pesantemente l'intero esito della partita, quindi, ho messo sotto spoiler la parte di testo "incriminata", in modo che l'azione possa proseguire come da copione. Mi scuso con tutti per il disagio.

    @EDIT BY Sibilla_Strangedreams




    Ultima modifica di Sibilla_Strangedreams oltre 1 anno fa, modificato 2 volte in totale


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

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    Galeoni: 4059
       
       

    *Holibus_Skett e Quenya_Faraway, dopo aver preso possesso della Pluffa, si erano lanciati verso gli anelli di Tassorosso compiendo dei passaggi precisi e veloci, molto difficili da intercettare. Claire, che era nella posizione più avanzata, si guardò un attimo intorno per vedere se potesse contare sull'aiuto delle due compagne Cacciatrici, ma Daphne e Sidney erano troppo lontane e non avrebbero mai raggiunto in tempo né lei, né gli avversari.*

    Ci devo pensare io per forza e... che Tosca mi assista!

    *Decise in un frazione di secondo, traducendo immediatamente il pensiero in azione. Strinse le dita e le ginocchia intorno al manico della propria scopa e si lanciò subito all'inseguimento, tenendo gli occhi socchiusi per non lasciarsi accecare dal riverbero. La Tassorosso era più veloce dei due avversari perché doveva solo pensare a spingere al massimo la propria scopa, mentre loro erano rallentati dai passaggi di palla.*

    Ci sono quasi… manca pochissimo.

    *Si disse Claire cercando di aumentare ancora di più la propria velocità e rannicchiandosi sulla scopa per diminuire l'attrito e guadagnare ancora qualcosa in velocità. I due Cacciatori rosso-oro ormai avevano raggiunto l'area giallo-nera, ancora non minacciavano direttamente gli anelli e Dragonis si stava già preparando a fare il proprio dovere, ma Claire non avrebbe permesso che avanzassero oltre indisturbati, ormai era loro addosso, anzi li aveva raggiunti.*

    Grazie, questa la prendo io!




    *Disse frapponendosi fra Holibus e Quenya proprio mentre stavano passandosi la Pluffa. La Cacciatrice giallo-nera sottrasse la palla da sotto il naso di Skett che la guardò in cagnesco senza, però, poter fare nulla, se non mangiarsi il fegato, per impedirlo. Mettendosi sotto il braccio destro la palla scarlatta, la Tassorosso impennò fulmineamente la scopa per portarsi in una posizione leggermente sopraelevata e, così, riuscire a sfuggire dalla presa dell'avversario che, istintivamente, aveva rivolto la propria scopa verso il punto in cui, fino ad un attimo prima, si trovava Claire.*

    Sono in due e sono troppo vicini, se non passo la palla subito a Daph o Sid, me la sottrarranno di certo…

    *Rifletté la Cacciatrice roteando la scopa per vedere quale delle due compagne fosse nella posizione migliore. La Harris era leggermente più vicina ma, con la coda dell'occhio, Claire vide che da quella parte stava arrivando la Faraway che, più veloce nel reagire e più abile del compagno, si stava avvicinando all'avversaria impedendole di effettuare il lancio migliore e più facile.*

    Accidenti, se tirassi da quella parte, la Pluffa finirebbe dritta fra le braccia di Quenya…

    *Constatò Claire capendo che doveva puntare sulla giovane Jones che era ben oltre la metà campo ma su una traiettoria completamente libera perché Skett, meno lungimirante della compagna, non aveva pensato ad ostacolare il tiro dell'avversaria, ma si stava direttamente dirigendo su di lei.*

    Per fortuna, Holibus non è furbo quanto la sua compagna, ma fra poco lo avrò addosso…

    *Pensò preoccupata vedendo che il Grifondoro, scuro in volto e con la mascella contratta, si stava avventando su di lei dal basso. Evidentemente era rimasto scornato per il trucchetto della Tassorosso ed era ben deciso a non farsi fregare di nuovo. Poi la ragazza si voltò verso Sidney che era più arretrata, ben oltre la metà del campo ma che era l'unica su una traiettoria libera.*

    La distanza è parecchia, perciò, il tirò dovrà essere potente e preciso, comunque dovrei farcela, mi sono allenata molto sui tiri lunghi.

    *La Cacciatrice valutò con perizia ed occhio esperto la situazione. I duri allenamenti l'avevano preparata ad affrontare tutte le situazioni, anche le più proibitive.*

    Maledizione, Shana ha intuito le mie intenzioni e si sta già muovendo per intercettare la Pluffa nel momento stesso in cui la lancerò, quindi, devo agire molto, molto in fretta... e prima che sia troppo tardi!

    *Pensò Claire prendendo sommariamente le misure e non calibrando perfettamente il lancio per la fretta e la tensione del momento, poi, tirò con l'intento di passare la Pluffa alla giovane compagna di squadra, nella speranza di battere sul tempo i Grifondoro. La palla scarlatta volò, ondeggiando lentamente, in direzione di Sidney, mentre tutto il pubblico ne seguiva la traiettoria con il fiato sospeso, alcuni, i Tassorosso, sperando che raggiungesse il suo bersaglio, altri, i Grifondoro, pregando che fosse intercettata dagli avversi, altri ancora, Corvonero e Serpeverde, con pura e semplice curiosità, ma tutti tenendo il fiato sospeso.*

    Dovevo lanciare con più forza…

    *Commentò la Biovero facendo un piccola smorfia di disapprovazione, quando si rese conto che la parabola formata dalla palla scarlatta aveva raggiunto l'apice quando si trovava ancora fuori dalla portata della compagna di squadra.*



    Sidney, scusa…

    *Mormorò lanciando un'occhiata carica di rimorso per l'occasione persa mentre la palla di cuoio rosso, prima lentamente poi, sotto l'effetto della gravità, sempre più rapidamente, precipitava verso il campo da Quidditch che era completamente coperto di neve.*

    Noooooo

    *Pensò Sidney rendendosi conto, troppo tardi, che la Pluffa non l'avrebbe mai raggiunta e restando un attimo di troppo attonita. Nel frattempo, Shana che si era mossa in anticipo con l'intento di impedire a Claire di passare la palla alla giovane compagna di squadra, aveva raggiunto la Jones che, inaspettatamente, vide la Grifondoro alla sua sinistra.*

    Se anche accelerassi al massimo e mi gettassi sulla palla lei mi fermerebbe o, visto che ha già più velocità di me, la raggiungerebbe per prima.... potrei tentare, ma non ho molte chance, però, se la marcassi io le potrei impedire di prendere la Pluffa.

    *Rifletté rapidamente la ragazza valutando tutte le possibilità e decise. Poi si voltò verso Daphne e, facendole un cenno con il dito, le fece capire che si sarebbe occupata lei della Grifondoro e che le lasciava l'incombenza di cercare di recuperare la Pluffa prima che toccasse terra. La Harris colse al volo il senso di quel gesto ed annuì, preparandosi a scattare.*




    Ora a noi due...

    *Sibilò Sidney serrando le dita intorno al manico e lanciandosi all'inseguimento di Shana che era ancora vicinissima a lei. Bastò una partenza ben fatta per raggiungere il capitano avversario, senza decelerare, sterzò il manico verso destra per portarsi ancora più vicina alla Grifondoro. Non vi fu contatto e la manovra, sebbene rischiosa ed al limite del consentito, era regolamentare.*

    Devo starle abbastanza vicina in modo da limitarne le possibilità di movimento ma evitando di toccarla... ecco, così.

    *La giovane Tassorosso spostava leggermente l'impugnatura della sua scopa per regolare la traiettoria di volo in modo quasi millimetrico.*

    Ho proprio le mani di pasta frolla, contro i Serpeverde ho lasciato cadere la Pluffa ed ora ho fatto un lancio pessimo… forse il Quidditch non fa per me.

    *Rifletté Claire fissando Pluffa che continuava a cadere, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime.*

    Brava Sidney, fagliela vedere a quella grifa!
    Per tutti i Gargoyle, Claire, non stare lì impalata!
    Daphne, sei la nostra unica speranza!

    *Gridava a squarciagola la tifoseria giallo-nera, creando una fastidiosa cacofonia che arrivava alle orecchie caotica e stridente. Claire udiva quelle grida e distingueva alcune parole ma era come impietrita per la delusione, il rammarico e lo sconforto, se qualcuno poteva far qualcosa per salvare la situazione non era certo lei e ne era dolorosamente consapevole. Per un attimo, attraverso le lacrime che le offuscavano la vista, incrociò gli occhi con quelli del vice-capitano, e vi lesse determinazione, coraggio e voglia di non lasciarsi piegare dal fato, se lei aveva perso quelle doti, in Daphne Harris erano più forti che mai: avrebbe agito, tentando il tutto per tutto pur di non lasciare che la Pluffa toccasse il suolo o finisse nelle mani dei Cacciatori di Grifondoro.*



    Spero che Claire non si abbatta troppo... ma mi preoccuperò dopo del suo morale ora le mie priorità sono ben altre.

    *Rifletté il vice-capitano di Tassorosso proprio un istante prima di spingere con forza il proprio manico di scopa verso il basso e di partire all'inseguimento della palla di cuoio che continuava a precipitare sempre più veloce verso il suolo.*

    Sarà mia, ad ogni costo!

    *Si disse risoluta mentre il vento gelido le sferzava il viso e gli occhi azzurri che erano socchiusi ma sempre fissi sulla Pluffa, che metro dopo metro si avvicinava al terreno. Era una lotta contro il tempo, chi l'avrebbe spuntata? La Cacciatrice giallo-nero oppure la forza di gravita?*

    @Daphne_Harris, @Shana_Sakai, @Pervinca_Periwinkle, @Sibilla_Strangerdreams,


  • Dragonis_Witch

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 5084
       
       

    *Dragonis era molto agitata durante quella partita, la mattina non aveva quasi toccato cibo, anche se la sua squadra la invitava a mangiare. Sapeva benissimo che per essere in forma e dare il meglio di sé bisognava mettere qualcosa nello stomaco, però, la vista di tutto quel cibo le faceva venire la nausea. Sapeva che doveva mettere tutta se stessa in campo, non voleva deludere la sua fantastica squadra perciò, appena si riunirono negli spogliatoi, dopo essere riuscita a mangiare un toast e a bere un succo di arancia, fece un discorso incoraggiante, aveva dei validissimi elementi: un Cercatore che, con la sua scaltrezza, velocità e imprudenza, aveva dato del filo da torcere ai Cercatori delle altre Casate; le due Battitrici, Sinfo, sua coetanea e docente di Erbologia, era una colonna della squadra ormai da anni, e Celine che, seppur non avessero moltissima esperienza, era molto dotata, volenterosa e imparava molto in fretta, con le loro mazze in mano potevano far invidia anche ai Battitori delle squadre Nazionali; poi le tre Cacciatrici avevano molta esperienza e la loro complicità le aveva rese ancora più unite e ciò si vedeva anche nel gioco di squadra che utilizzavano in campo perché per loro bastava un semplice scambio di sguardi per capirsi.*

    Siamo tutti formidabili e possiamo batterli senza nessun timore!

    *Pensò la donna dai capelli corvini che dopo, dopo aver indossato il suo caschetto da portiere, si alzò in volo e andò a collocarsi davanti agli anelli, gli stessi che, in tanti anni di gioco, aveva protetto innumerevole volte, sotto il sole cocente o in balia della tempesta, quando non era in forma e quando non si sentiva all'altezza dell'incarico, sempre e comunque era rimasta al suo posto, compiendo il proprio dovere nel migliore dei modi possibili. Mentre ripensava a tutto quello, le tornarono in mente le prime partite che aveva giocato e, sopra ogni altro, le si impose il ricordo del suo provino per diventare portiere. Quanto tempo era passato da allora? Quante cose esano cambiate? Quanto lei stessa era diversa dalla giovane goffa Tassorosso che si era presentata per quel difficile ruolo?*



    [Inizio Flashback]


    *Era arrivato il giorno dei provini per entrare a far parte della squadra di Tassorosso e la piccola Dragonis aveva deciso di provarci, sapeva molto bene che diversi ragazzi, anche più grandi di lei, volevano tentare, ma quello era uno dei suoi sogni e non voleva rinunciarvi. Sapeva di aver meno esperienza di molti altri perché lei, il Quidditch lo aveva conosciuto solo l'anno precedente, quando dal mondo babbano era giunta a Hogwarts, ma durante l'estate si era allenata moltissimo a volare sulla scopa che i suoi genitori le avevano comprato per aver passato gli esami con degli ottimi risultati. Quando si librava in aria con il suo manico nuovo fiammante la ragazza si sentiva la padrona del mondo, avvertiva che niente avrebbe potuto dividerli, in quei momenti c'erano solo lei, il vento che le finiva tra i capelli e la sua scopa, con cui era talmente unita da formare un’unica entità. Proprio grazie a quel profondissimo legame, a quella sinergia perfetta, nell’arco di pochi mesi si era compiuto un miracolo e la giovane Tassorosso aveva acquisito un’abilità e una disinvoltura in volo da poter fare invidia a giocatori molto più esperti di lei.
    Così quando arrivò il suo turno salì in sella senza esitare e, anche se sentiva i motteggi e le parole taglienti dei Serpeverde, non li ascoltò, decisa a non farsi abbattere dai loro sciocchi e ottusi pregiudizi; determinata più che mai a dimostrare il proprio valore, a dispetto di tutto e tutti.*

    Andiamo e lasciamoli senza parole!

    *Sussurrò rivolgendosi alla propria scopa, che in quei mesi per lei era diventata molto più di un semplice oggetto o di un mezzo di trasporto, era la sua amica, la sua confidente e, su quel campo, la sua fedele alleata, la sola di cui si potesse davvero fidare l’unica su cui fare affidamento, oltre a se stessa.
    Si portò davanti agli anelli e fece il provino migliore di tutti non lasciando passare nemmeno una Pluffa, compiendo manovre spericolate e precise, dimostrandosi un portiere nato. Ovviamente, il ruolo di titolare fu suo, nonostante la giovane età e l’esterna timidezza, aveva raggiunto il suo scopo e realizzato il suo sogno. Da allora, per molto anni, prima come studentessa e poi come Responsabile di Tassorosso aveva mantenuto quel ruolo che considerava il suo e che aveva nel sangue.*

    [Fine Flashback]


    *Dopo essersi persa in quel ricordo la donna riportò la concentrazione sulle azioni che stavano accadendo, non c'erano stati molti movimenti durante quella partita anche a causa della neve che stava cadendo e ricopriva pian piano il campo di bianco, vide che i due Bolidi stavano seguendo quasi in modo feroce Skett che aveva in mano la Pluffa. Stranamente il Cacciatore rosso-oro sembrava avere la testa da un'altra parte anziché in campo, ma questo a Dragonis non doveva importare, anzi tutto ciò poteva esser anche a loro vantaggio ma sentì una voce dalla tribuna rosso-oro *

    HOLIBUS ATTENTO AI BOLIDI

    *Il Portiere guardò nella direzione della tribuna, ma non riuscì a individuare lo studente che aveva pronunciato la frase, ma sapeva che aveva riscosso il Cacciatore avversario: infatti, il ragazzo, vedendo arrivare il pericolo, si mosse diagonalmente e riuscì a schivare la palla stregata senza nessun problema *

    Non poteva starsi zitto quel ragazzo, Skett era distratto e non si sarebbe accorto dei Bolidi che erano praticamente alle sue costole… peccato, avrei avuto un avversario meno da tener d’occhio

    *Pensò forse un po’ poco sportivamente il Capitano giallo-nero, ma sia sa che in amore, in guerra e sul campo da Quidditch le leggi della morale sono leggermente diverse e, anche se la leale Tassorosso non avrebbe mai fatto nulla di scorretto per nuocere agli avversari, nessuno le poteva impedire di gioire se qualche giocatore della controparte finiva al tappeto.*

    Non posso lasciarlo passare!



    *Pensò stringendo i pugni e preparandosi a scattare. Daphne e Claire erano lontane rispetto al loro avversario perciò Dragonis doveva difendere gli anelli a ogni costo, con le unghie e con i denti. D'altronde aveva davanti a sé un solo avversario e poteva affrontarlo senza problemi, non doveva lasciarsi sopraffare dal timore e dall’ incertezza ma doveva tirar fuori tutta la sua determinazione e la voglia di vincere. Avrebbe dimostrato a tutti, avversari e compagni di squadra, che era caparbia e risoluta come un tasso che deve difendere la propria tana, zelante e paziente come la più degna delle figlie di Tosca, impenetrabile come le botti incantate poste a difesa dei sotterranei di Tassorosso.*

    @Gandalf_Derweiss, @Shana_Sakai, @Laura_Alderbow,




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  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
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        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Daphne e Holibus procedevano quasi alla pari nella loro folle discesa per recuperare la Pluffa; la Tassorosso tentava disperatamente di porre rimedio al tiro troppo corto della compagna, il Grifondoro le scivolava accanto con la sola speranza di recuperare il possesso di palla perso dopo un suo passaggio.
    Sapeva che non era colpa sua ma non poteva evitare di sentirsi responsabile. Era una partita troppo importante e ogni passaggio andava calibrato con attenzione.*

    ”Devo assolutamente riprenderla!”

    *Pensò il ragazzo mentre si appiattiva ancora di più sul manico di scopa. Raggiunse la sua avversaria e cominciò a spintonarla per cercare di mandarla fuori dalla traiettoria che la Pluffa continuava a disegnare durante la sua caduta.
    Fiocchi di neve, probabilmente gli ultimi per quell’inverno, cominciarono a cadere dal cielo, spinti con violenza dalle raffiche di vento che continuavano a bersagliare il campo di Quidditch. Holibus, però, non vi diede peso: il suo unico obiettivo era dimostrarsi più veloce e scaltro di Daphne.*

    ”Sei mia, sì adesso ti afferro.”

    *Sogghignò dopo che Daphne, forse per il vento o per la neve, o forse per la costante interferenza di Holibus durante il suo volo, fu costretta a deviare leggermente. Il giovane Grifondoro non si lasciò sfuggire lo spiraglio di possibilità che gli veniva servito su un piatto d’argento; si scagliò con furia afferrando la Pluffa pochi metri prima del terreno.
    Deviò subito dopo, portando il manico verso il cielo in modo da evitare lo scontro con il duro terriccio sottostante; la coda della scopa cozzò leggermente ma, per fortuna, l’impavido Cacciatore riuscì a ritrovare l’equilibrio quasi subito.
    Le tribune si lanciarono in grida euforiche per l’evoluzione del compagno.*



    *Tornò in quota, cercando le compagne per mettere in atto nuovamente una strategia di attacco, ma la neve che scendeva ormai copiosa dalle bianche nuvole in cielo, rendeva i contorni delle persone opachi e indistinti.*

    Accidenti! Mi toccherà agire da solo finché non riesco a scorgere Shana o Quenya.

    *Rifletté il giovane Grifondoro, per un istante indeciso su come agire. Era rischioso lanciarsi all’attacco da solo, senza una strategia alle spalle, ma non gli restavano altre possibilità; di certo non poteva rimanere fermo lì, era un bersaglio troppo facile!
    Conscio della sua unica possibilità, decise di rischiare il tutto per tutto, lanciandosi con decisione e sicurezza verso gli anelli di Tassorosso. Li riusciva ad intravedere, difesi dal Portiere; non erano molto distanti dalla sua posizione, forse avrebbe avuto una speranza di riuscire nell’intento anche procedendo in solitario.*

    Accidenti a questo malefico tempo!

    *Esclamò mentre si ritrovava ancora una volta a lottare contro il vento che procedeva in direzione opposta alla sua. Era la seconda partita, in quel campionato, che trovavano condizioni avverse; la volta precedente l’arbitro si era visto costretto a interrompere la partita, negando così alle squadre in gara la possibilità di giocarsi la vittoria.
    Ma quella volta non poteva andare nello stesso modo; lo scontro era appena cominciato, e da esso potevano dipendere le sorti delle due fazioni in gioco.
    Specialmente loro, i Grifondoro, dovevano giocare al massimo delle potenzialità se non volevano rischiare di arrivare ultimi al campionato… e di certo Holibus non l’avrebbe permesso!
    La sua attenzione era portata al massimo, il suo sguardo era puntato ai tre anelli che rappresentavano il suo obiettivo, il motivo per cui si stava spingendo oltre le sue possibilità.
    Niente altro pareva poter intaccare quella concentrazione , nemmeno le ombre dei giocatori che oltrepassava nel suo incedere.*



    *Eppure una voce, sconosciuta e acuta nonostante il sottofondo delle raffiche di vento, riuscì a oltrepassare quel muro che Holibus aveva costruito intorno a sé.*

    Attento ai Bolidi!

    *Mentre il giovane rifletteva su quanto aveva appena udito, una strana consapevolezza cominciò a impossessarsi di lui. In effetti si era concentrato esclusivamente sul suo obiettivo, tralasciando non solo le figure indistinte che superava man mano che si avvicinava agli anelli, ma anche le due pericolose palle che avrebbero potuto metterlo ko con un sol colpo.*

    I Bolidi?



    *Il suo incedere ebbe un brusco arresto, per permettere al suo volto di scorgere la minaccia cui quella voce nel pubblico aveva fatto cenno. Era sicuro che non si trattasse di uno scherzo, aveva proprio scorto il panico in quell’acuto che si era sparso per il campo, giungendo fino alle sue orecchie.
    E infatti li vide subito: entrambi i Bolidi puntavano con precisione alla sua figura.*

    ”Ma sono io il solo che non riesce a distinguere neanche i propri amici?”

    *Si domandò esasperato, rendendosi conto che una simile precisione non era frutto di fortuna sfacciata.
    Doveva muoversi ad agire se non voleva fare una brutta fine; già era pericolosa una sola di quelle palle, due lo avrebbero decisamente distrutto.
    Ma non voleva neanche rinunciare alla possibilità di tirare la Pluffa, faticosamente recuperata, in uno dei tre anelli che avrebbero potuto garantire loro un vantaggio.
    I Bolidi, però, erano sempre più vicini, e non gli restava più molto tempo per prendere una decisione.*

    ”Non ho nessuno così vicino da rappresentare una seria minaccia, quindi posso limitarmi a evitarli e poi ripartire verso il mio obiettivo.”

    *Con un rapido spostamento a sinistra, Holibus riuscì a far passare oltre la sua figura entrambe le minacce che sfrecciavano verso di lui; percepì il lieve spostamento d’aria che avevano causato col loro passaggio e ringraziò mentalmente la voce che dagli spalti si era distinta nell’avvertirlo del pericolo che stava correndo.
    Sicuramente si era trattato di un suo compagno di Casata; una volta concluso lo scontro avrebbe cercato di scoprire chi era stato per poterlo ringraziare.
    Ma in quel momento aveva cose più urgenti di cui occuparsi!
    Riprese la propria avanzata proprio nel momento in cui due figure giallo-nere gli si fecero pericolosamente vicine, tallonandolo e stringendolo sempre più in una morsa dalla quale non sarebbe riuscito a uscire con ancora in mano la palla.*

    Accidenti! Pervinca, dobbiamo assolutamente fare qualcosa e aiutare Holibus!



    *Laura, dalla sua postazione, aveva scorto le due ragazze volare contro il suo compagno di Casata, per cercare di soffiargli nuovamente la Pluffa. Questa volta, però, non aveva intenzione di restare a guardare! Il suo compito non era solo quello di difendere gli amici dai Bolidi avversari, ma anche infastidire i Tassorosso con qualche lancio ben piazzato.
    Pervinca la pensava esattamente come lei. Non ebbe bisogno di ulteriori indicazioni per partire a razzo a recuperare una delle due palle in discesa libera. Dovevano agire velocemente se volevano avere la possibilità di intervenire per tempo; ancora qualche minuto e Holibus sarebbe stato costretto ad agire in qualche modo, che fosse tirare la palla negli anelli o tentare un passaggio alle compagne.
    Colpirono i Bolidi con una precisione e un tempismo ammirevoli, scagliandoli con forza verso le due ombre indistinte che tallonavano e infastidivano il giovane Cacciatore.
    Li osservarono sfrecciare a gran velocità, scivolando lungo la traiettoria che avevano tracciato per loro, incuranti del vento che tentava di deviarli verso altri orizzonti. A breve avrebbero incontrato gli obiettivi verso i quali erano diretti!*

    ”Coraggio Holibus, resisti ancora qualche istante.”

    *Pensò Laura, proprio nel momento in cui due figure comparvero a difesa delle Tassorosso, incrociando le proprie mazze coi Bolidi e interrompendone il percorso. Le due pesanti palle schizzarono oltre il trio, lasciando Holibus da solo a fronteggiare la minaccia che Daphne e Claire rappresentavano.*

    ”Devo trovare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sono ancora distante dagli anelli; un tiro di questo genere non farebbe altro che finire facilmente tra le braccia del Portiere.”

    *La mente del giovane Grifondoro lavorava freneticamente, mentre la sua scopa era costantemente spintonata dalle due avversarie, mettendo a dura prova il suo equilibrio già minacciato dalle raffiche di vento.
    Holibus sapeva di avere una sola scelta possibile, ma sapeva che sarebbe significato correre un rischio enorme. Ma l’alternativa era cedere direttamente il possesso della palla ai Tassorosso… quindi aveva ben poco da perdere.*

    ”Ragazze, faccio affidamento su di voi e sui vostri riflessi.”

    *Pensò, nell’esatto istante in cui il suo braccio si mosse per lanciare la palla in alto, verso il cielo, così, senza alcun preavviso.
    L’unica speranza era che, nonostante la sorpresa, le sue compagne Shana e Quenya fossero più veloci nella reazione; non potevano sprecare una seconda occasione, non ora che erano relativamente vicini agli anelli.
    Col capo alzato, Holibus seguì la traiettoria che la Pluffa aveva inforcato.*

    @Pervinca_Periwinkle, @Sibilla, @Stefano, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris


  • Sidney_Jones

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Sidney_Jones
    Tassorosso
       
       

    *Neve, neve candida, questo riempiva la mente di Sidney quel giorno. Se la giovane Cacciatrice non avesse avuto quell'importante partita da giocare, sarebbe stata nel suo caldo e morbido letto, con le coperte tirate fin sopra la testa, a godersi quel rassicurante tepore che in una notte aveva accumulato, restando fuori dalle preoccupazioni di tutti i giorni, come in una bolla impenetrabile.*

    Sogna ad occhi aperti, mi raccomando, i tuoi compagni aspettano solo di giocare in sei

    *Le disse mentalmente la sua coscienza. Costava ammetterlo, ma aveva ragione. Era inutile stare lì a centro campo a fissare ogni più piccolo granello di neve che cadeva al suolo, anche se quello spettacolo era oggettivamente suggestivo e avrebbe ammaliato chiunque, lei non poteva lasciarsi incantare dai nivei fiocchi. Scrollò la testa per riscuotersi, poi diede uno strattone alla scopa. La divisa le sferzò i fianchi e il vento gelido le si infilava a forza tra gli abiti facendola tremare per i brividi. Vide con la coda dell'occhio i colori poco contrastanti dei Grifondoro e dei Tassorosso, spiccare sul campo innevato, poi, raggiunse le compagne che, dopo una serie di passaggi serrati, le lanciarono la Pluffa velocemente e con precisione, tanto da far invidia a un architetto babbano. Daphne e Claire avevano fatto un'azione magnifica: prima la Biovero aveva inseguito e marcato l’Holibus Skett, costringendolo lanciarle la Pluffa, compiendo una rotazione di 360° sulla propria scopa, si era diretta veloce verso gli anelli avversari. Ad un certo punto aveva tirato verso di lei ma il lancio era corto, così Daphne si era lanciata in picchiata per recuperare la palla prima che toccasse terra e, dopo uno scontro piuttosto duro con il Cacciatore avversario, aveva avuto la meglio. Poi, fiancheggiata insieme alla compagna che si era ripresa dall’errore compiuto poco prima, iniziò a fare una specie di catenaccio passandosi la palla scarlatta e impedendo agli avversari di riprenderne il controllo. Alla fine, quando erano ben oltre la metà del campo Sidney si era avvicinata a loro e subito le avevano lanciato la Pluffa, Afferrandola la giovane Cacciatrice sorrise leggermente, felice di rendersi utile e di fare la propria parte in campo.
    Poi mise la palla scarlatta sotto il corpo in modo che non potesse cadere e fosse quasi impossibile da prendere. Il suo gracile corpo non era una grande protezione, ma le permetteva di andare molto veloce, quindi, con un po’ di fortuna i Grifondoro non sarebbero riusciti ad acchiapparla. Ognuno in campo usa le armi che ha cercando di sfruttarle al meglio, Sidney sapeva bene di non avere un grande forza nelle braccia, come Daphne, e di non avere nemmeno una mira da far invidia ad un cecchino, come Claire, ma lei era leggera e rapidissima in volo. Quella era il talento che metteva al servizio della squadra, la sua velocità era ciò su cui facevano affidamento i suoi compagni.*

    Non vi deluderò…




    *Mormorò a fior di labbra, poi guardò la Pluffa e pensò che anche se era tanto sottovalutata e la maggiore responsabilità di una vittoria era data al Boccino d'Oro, quella palla rossastra era parte fondamentale in campo come lo erano Sidney, Daphne e Claire. Era raro ma, a volte, le partite si potevano vincere anche senza che la preziosa sferetta alata fosse catturata, se così non fosse stato tanto sarebbe stato inutile avere due squadre composte di sette giocatoti, ciascuno con un ruolo ben definito, se tutto fosse dipeso esclusivamente dai Cercatori, allora sarebbe stato un spor singolo non un gioco di squadra.*

    Nella storia del Quidditch, oltre a tutte le volte in cui, o per consenso dei due capitani i per imposizione dell’arbitro, gli scontri erano stati sospesi con la pallina d’oro ancora libera sul campo, vi erano state eccezionali occasioni in cui, benché uno dei due Cercatori avesse guadagnato 150 punti, la squadra avversaria, grazie ai goal segnati, aveva un vantaggio maggiore e aveva vinto anche senza lasciandosi scappare l’aurea preda….

    *Lasciarsi irretire dai propri pensieri era inutile, anzi, la distraeva dal gioco: infatti, gli avversari la stavano accerchiando e le Battitrici che agitavano le mazze si facevano sempre più minacciose. Pervinca e Laura si avvicinavano, da due direzioni opposte ma con lo stesso obiettivo: lei. Si portò più in alto e i Bolidi proseguirono imperterriti le loro corse, ma la mancarono. Iniziò a zigzagare tra i Cacciatori. S'immaginò che gli avversari erano tutti Bolidi da schivare e stava sognando ad occhi aperti così bene che qualche istinto di sopravvivenza si attivò nella sua testa. Con uno strattone alla scopa iniziò a zigzagare tra i giocatori. Alla fine, il suo esile corpo era servito a qualcosa. Anche se tutte le protezioni la facevano sembrare più robusta lei era molto più leggera e minuta degli altri giocatori; poteva infilarsi negli spazi più piccoli e riusciva anche a schivare meglio i Bolidi.
    I sostenitori di Tassorosso esultavano, ma lei era così concentrata che, sebbene udisse quegli urli d'incoraggiamento, non ne distingueva le parole e, per quello che ne sapeva potevano anche essere per il loro Cercatore. Non osò alzare lo sguardo perché, a quella velocità, anche la più piccola distrazione poteva avere conseguenze disastrose: una palla stregata poteva disarcionarla, un Cacciatore avversario poteva arrivarle addosso o poteva lei stessa speronare qualcuno. Schivò Quenya che, più veloce dei compagni aveva ripiegato per non lasciare il portiere da solo, e si impressionò della sua abilità. Finalmente aveva campo libero. Si sfilò velocemente la Pluffa da sotto il busto e la prese in mano. Era fissa, come se fosse incollata con un Incantesimo di Adesione Permanente. Silenzio. Quel silenzio che rimbomba nelle orecchie più di un rumore assordante. Sidney conosceva delle persone che odiavano il silenzio, quasi lo considerassero un crimine, invece, per lei era rasserenante, e le ricordava le lunghe ore silenziose e tranquille passate sugli alberi, dove scoprì i primi segni di magia. Si sentiva il vento tra i capelli...*

    Avrei fatto meglio a raccoglierli

    *Pensò, mentre un boccolo ribelle si separava dagli altri che, indisciplinati, volteggiavano dietro le spalle della giovane Cacciatrice. Pensò di scostarlo con un soffio, ma una corrente inversa lo fece tornare al posto suo. Un fiocco di neve le cadde sul naso e, per un attimo, si ricordò che nevicava. Sorrise debolmente e si prese tutto il tempo necessario prima di tirare, valutando la situazione con calma e senza alcuna fretta. La sua prudenza fu scambiata per arroganza e la tifoseria di Grifondoro iniziò a inveire contro di lei insultandola e intimandole di tirare. Sidney cercò di concentrarsi e di non dare perso a quelle parole fastidiose ma innocue. Poi, inaspettatamente, tutto si calmò e tutto tacque; le grida dagli spalti si fermarono, le mani e i piedi che scandivano il ritmo si bloccarono, persino il fischio dei Bolidi sembrava meno minacciosi, quasi amichevoli. Sembrava che il mondo per un attimo si fosse fermato e che poi avesse ripreso a girare avendo come epicentro una Cacciatrice giallo-nero e un Portiere rosso-oro. Sidney era nervosa. Chiuse gli occhi. Pensò a quello che c'era sotto di lei, sopra di lei.*



    Io sono parte di tutto questo...

    *Pensò. Sua nonna le aveva insegnato questo modo per rilassarsi. Di solito lo vi ricorreva quando, da piccola, compiva incantesimi involontari per bloccare quel gran fascio di energia a lei estraneo. Era di nuovo calma. Aprì gli occhi improvvisamente.
    Serviva solo uno di quei tiri ad effetto che la caratterizzavano. Lei non aveva mai fatto tiri puntando sulla potenza, che non possedeva, piuttosto puntava su precisione ed elemento sorpresa. La giovane Tassorosso sapeva dove avrebbe tirato, con quale inclinazione e con quale rotazione. Doveva solo passare dalle intenzioni ai fatti.*

    A noi due.

    *Sussurrò Sidney. Lei e la Smith si continuavano a guardare, nessuna delle due osava staccare gli occhi dall'altra. In quel momento, come prima, sarebbe bastata una minima distrazione a vanificare tutti gli sforzi fatti, un piccolo errore e i dieci punti che avrebbe potuto conquistare per la sua squadra sarebbero fumati, non poteva gettare al vento quell’occasione che, tanto faticosamente, insieme alle sue compagne, aveva creato. Lei era sola davanti agli anelli ma sapeva bene che, se era giunta fin lì era perché Daphne e Claire avevano conquistato la Pluffa, mentre Sinfo e Celine avevano scagliato Bolidi a destra e manca per rallentare gli avversari.*

    Devo farcela per tutti loro!

    *Pensò mentre ruotava leggermente il busto e si apprestava a tirare la palla di cuoio imprimendole un effetto che, nelle sue intenzione, avrebbero dovuto rendere quel lancio imprendibile.*

    @Pervinca__Periwinkle, @Shana__Sakai, @Dragonis__Witch, @Daphne__Harris, @Sibilla__Strangedreams,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Ancora una volta in possesso della Pluffa erano i Tassorosso, che con un’abile strategia erano riusciti a soffiarla agli avversari. In testa al gruppo, Sidney procedeva spedita e sicura, dribblando con estrema abilità non soltanto gli avversari ma anche i Bolidi che Laura e Pervinca continuavano a lanciare nella sua direzione. Nonostante il vento contrario, che le faceva socchiudere gli occhi, sembrava assai determinata a mettere la Pluffa in uno degli anelli difesi dai Grifondoro.*



    ”Accidenti, è troppo rapida e scaltra!
    Temo che arriverà alla soglia degli anelli senza che nessuno riesca a fermarla.”


    *Angie osservava la scena con una certa preoccupazione, presa dal consueto timore di commettere qualche errore.*



    *Il suo ruolo era importante per mantenere alto l’umore della squadra; ogni punto subito era un duro colpo per tutti e rialzarsi diveniva sempre più difficile. Certo, sapeva che nessuno dei suoi amici e compagni di Casata si sarebbe fermato di fronte a qualche difficoltà, ma niente avrebbe impedito a lei di sentirsi direttamente responsabile per ogni “neo” che avrebbe potuto inscrivere nella sua carriera.*

    ”Non posso assolutamente permetterlo!”

    *Se gli avversari erano determinati, lei lo sarebbe stata altrettanto. Poco importava se le fosse capitato rare volte di trovare Cacciatori così decisi e sicuri… non avrebbe deluso la fiducia che la Capitana aveva posto in lei quando l’aveva scelta come titolare per quel ruolo!*

    ”Come mi ha insegnato Shana devo tenere gli occhi fissi su Sidney, non sulla Pluffa; cercare di interpretare le intenzioni che naturalmente traspaiono dagli occhi.”

    *Gli occhi non mentivano, le azioni spesso sì. L’aveva imparato sulla sua pelle, agli inizi della sua carriera, quando l’attenzione la riservava solo alla palla.
    Troppe volte i Cacciatori avevano deviato all’ultimo istante, impedendole di avere il tempo sufficiente per reagire. Ma quella volta le cose sarebbero andate diversamente!
    La sua concentrazione era al massimo, il suo sguardo non perdeva di vista l’inarrestabile avanzare della Tassorosso.
    Era sempre più vicina, presto avrebbe tentato il tiro. Certo, era coraggiosa a lanciarsi in quella maniera da sola, senza supporto dei compagni, ma la sua figura esile lasciava intendere una potenza di tiro inferiore. Seguire la traiettoria della Pluffa sarebbe dovuto essere più semplice per Angie, così come deviare il volo in caso di errore di valutazione.
    Ma non era quello a cui doveva pensare! Doveva essere certa di farcela. Un punto segnato così all’inizio era uno smacco che non si potevano permettere, specie a quel punto del Campionato.*

    ”Mostrami dove hai intenzione di tirare, avanti!”

    *Pensò la giovane mentre, faccia a faccia con Sidney, si apprestava a decidere dove lanciarsi con la scopa. Nella sua mente tutto sembrava svolgersi al rallentatore; persino la neve dava l’impressione di essersi arrestata di fronte all’azione così magistralmente portata avanti dalla Cacciatrice.
    Il pubblico era in un silenzio forzato: i Grifondoro osservavano la scena con timore mentre la tifoseria giallo-nera attendeva il verdetto del lancio della loro giocatrice per festeggiare insieme il primo traguardo raggiunto.
    Ed ecco giungere il momento tanto atteso.
    Gli occhi di Sidney guizzarono verso l’anello di sinistra, e subito Angie reagì d’istinto, fiondando la sua scopa a difesa di quel cerchio dorato tanto importante. Era stata veloce, incredibilmente rapida, ed era soddisfatta di come si era mossa.*

    ”E adesso la palla è mia!”

    *Si preparò a ricevere tra le braccia la Pluffa, quando, con orrore, si rese conto che la traiettoria era diversa da quella che aveva immaginato.
    Era stata incapace di cogliere le vere intenzioni. Come sempre, nel momento del panico, si era comportata in modo avventato, troppo da Grifondoro.
    Deviò con tutta la rapidità possibile, allungando una mano nella speranza di sfiorare e deviare la palla che avanzava libera e senza ostruzioni verso l’anello centrale. Ignorò il vento che spazzava il manico della sua scopa, conscia che doveva a ogni modo arrivare in tempo… doveva impedire quel punto assicurato!
    Furono attimi di tensione, che si trasformarono in orrore quando la giovane si rese conto che non sarebbe mai riuscita ad arrivare in tempo.
    Persino la tifoseria rosso-oro si era resa conto dell’evidenza.
    Fu proprio in quel momento, però, che accadde l’impensabile.
    La forza delle raffiche di vento, che rallentavano il volo della giovane portiera, spinsero la palla, deviandola di poco dalla traiettoria che Sidney aveva imposto alla stessa col suo lancio.
    Sotto gli occhi esterrefatti delle due avversarie, la Pluffa si insinuò con precisione tra i due cerche, sorpassandoli come se niente fosse.
    Un silenzio, rotto solo dal fischiare del vento, scese sul campo, fino a che l’arbitro non trovò le parole per romperlo, dichiarando ciò che dalle tribune gli spettatori avevano solo pensato.*

    Ed è fuori! La Pluffa ha mancato di poco il bersaglio. I Grifondoro sono salvi.

    *Il pubblico rosso-oro esplose in grida festose, felice che la Dea bendata avesse avuto grazia di loro.
    Angie, dal canto suo, rimase qualche istante immobile a mezz’aria, osservando l’anello che era rimasto solo scottato dal lancio di Sidney.*

    ”Davvero? Sono stata davvero così fortunata!”

    *Non le era mai capitata una simile situazione, una tale fortuna sfacciata in una situazione che si dipingeva alquanto catastrofica.
    Ma sapeva che non si sarebbe più ripetuto nel corso della partita. Adesso dipendeva davvero da lei e dalle sue capacità. Se era stata scelta un motivo doveva pur esserci!
    Doveva credere in se stessa e non commettere più errori di quel genere.
    Però, in quel breve frangente, si unì qualche istante ai cori soddisfatti della tifoseria, lieta che, in un modo o nell’altro, la situazione si fosse conclusa con un nulla di fatto.*



    @Sibilla, @Stefano, @Gandalf_Derweiss, @Pervinca_Periwinkle, @Daphne_Harris


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Il tempo peggiorava e i ragazzi in campo non riuscivano quasi più a distinguersi. La violenta bufera di neve si era innalzata improvvisamente e non portava nulla di buono. Daphne lottava contro il forte vento e faticava a individuare le sue compagne di squadra, che erano chissà dove nel campo.*

    Così giocare è impossibile!

    *Imprecò la biondina invano, contro il vento e la neve che la facevano faticare a reggere il manico di scopa. Come avrebbero potuto giocare ancora in quel modo? Era l'ultima loro partita. La loro ultima possibilità! I Tassorosso dovevano in ogni modo tentare di vincere, segnare, afferrare il Boccino e lottare con tutte le loro forze. Eppure il vento era più forte di loro, i fiocchi di neve candida vorticavano velocemente e le mani della ragazza, che erano sempre più gelide, stavano quasi per diventare un tutt'uno con il bianco del cielo e della terra, ormai ricoperta dalla soffice e candida coltre che aveva ricoperto il campo e tutti i dintorni.*

    Per tutti gli Schiopodi Sparacoda... non vedo nemmeno le mie mani!

    *Pensò la ragazza tremante, infreddolita e scompigliata come mai. La neve e il vento non volevano proprio placarsi e l'unico desiderio che vorticava nella sua mente era di poter stare nella casetta che condivideva con Alex a Hogsmeade… immaginò di essere abbracciata a lui davanti al caminetto acceso, al calduccio fra le sue braccia l’imperversare della tempesta non l’avrebbe toccata. Lei odiava infinitamente il freddo, specialmente se dovevano affrontare una tempesta durante una partita di Quidditch importante come quella.*

    Speriamo di riuscire a resistere a questa bufera.

    *Si disse sconfortata, dato che il problema era quello di un tempo che era sempre più infuriato, quasi prepotente. Sembrava quasi che tutto fosse stato predisposto precedentemente per condurli alla sconfitta. Non si sentivano Nè i boati dagli spati si sentivano, né il lontano fischio dell'arbitro.*

    Sicuro ha fischiato?

    *Si chiese la ragazza, scendendo lentamente di quota e incontrando altri volti confusi come il suo, mentre i giocatori erano ancora in volo, furono raggiunti dall'arbitro che confermò loro la pausa. Il tempo era davvero pessimo e i Tassorosso si guardavano un po' titubanti, come se non credessero che potesse migliorare. Nonostante gli sguardi incerti, la squadra si riunì, posando i piedi sulla neve e avvicinandosi gli uni agli altri, pronti a conversare e scambiarsi consigli e a confortarsi in un momento di ansie e preoccupazioni come quello in cui si trovavano.
    Daphne aprì le mani che, in pochi istanti, si coprirono di neve: se continuava così, come avrebbero potuto proseguire? Rifletté la Harris, prestando subito dopo attenzione alle parole di Dragonis.*



    Ragazzi, so quanto sia difficile, quasi non riusciamo a vederci l'un l'altro a causa della neve e il vento impedisce di mantenere il controllo delle scope, ma dobbiamo dare il massimo per cercare di vincere!

    *Esclamò entusiasta alla squadra, scrollandosi di dosso i soffici pallini di neve e sorridendo ai compagni, nonostante fosse infreddolita e desiderasse fuggire al caldo, davanti il camino della Sala Comune di Tassorosso, nei loro accoglienti sotterranei. Era terribile avvertire quei brividi sulla pelle, sentire i capelli incresparsi e gonfiarsi per l'umidità, percepire i fiocchi candidi che si insinuavano nel colletto della divisa... il gelo le stava letteralmente entrando nelle ossa e non la consolava ammirare la neve che scendeva ad imbiancare il paesaggio, perché, per quanto fosse candida e soffice era terribilmente... fredda.*

    Chi sono, "Capitan Ovvio"?

    *Si rimproverò mentalmente a quell'aggettivo scontato degno del più ottuso dei Troll di Montagna. Era ovvio, che facesse freddo e che la neve fosse gelida! Che le prendeva? L'ansia? L'agitazione? La paura di sbagliare un match tanto importante? Temeva davvero il peggio e forse iniziava anche a capire il motivo della preoccupazione che aveva letto sul volto del suo amico Gandarf negli spogliatoi. Il tempo gli era avverso, ma come lo era per i Tassorosso, lo era anche anche per i giocatori avversari.*

    Possiamo farcela. Siamo tutti nella stessa barca e, quindi, cerchiamo di usare il tempo a nostro vantaggio e...

    *Disse alle sue compagne Cacciatrici, rivolgendo loro un sorriso carico di speranza e di forza.*

    Dobbiamo fare attenzione alla traiettorie nei tiri della Pluffa. I passaggi decisi e sicuri del solito, la coordinazione e la grinta, oggi più che mai, saranno fondamentali. Solo così potremo farci valere in campo, nonostante la bufera.

    *I cenni di assenso della testa delle ragazze le fece capire che quelle parole avevano suscitato in loro un po' di fiducia e di ottimismo... potevano e dovevano dare una svolta alla partita.*

    Ok Daphne!

    *Esclamarono Claire e Sidney contemporaneamente, rendendo soddisfatta il Vice-Capitano dei Tassorosso.*

    Celine e Sinfo, so quanto è dura con questo tempo individuare i Bolidi, ma cercate di restare unite e colpirlo insieme per ottenere un tiro più potente e preciso. Ovviamente, dovrete cercare di proteggere il Capitano in porta e soprattutto Gandalf che, come sapete meglio di me, è di vitale importanza per la partita.

    *Continuò rivolta alla docente di Erbologia e all'amica, che acconsentirono all'istante.*

    Non curatevi di me, ma prendevi cura di chi ne ha davvero bisogno, come la piccola Sid e Claire.

    Ma Daphne!

    *Esclamarono all'unisono le Battitrici, pronte a fare il proprio dovere con più zelo e determinazione che mai*

    Non temete, con questo tempo riuscirò a cavarmela in ogni caso. Sono abituata all'infermeria e preferisco essere io a finirci io che la piccola Sidney, o l'importante Gandalf.

    *Sorrise confortante e sembrava che nessuno avesse altro da aggiungere, ma il confidente e amico Gandalf, con volto leggermente preoccupato non si sarebbe di certo arreso così facilmente.*

    Daph, senza di te la squadra non avrebbe la stessa carica, quindi, scusa se non sono d'accordo con le tue parole, amica... siamo una squadra e ciascuno di noi è importante!

    *La mano del ragazzo si posò sulla spalla della biondina, come a volerla fare ragionare e renderla più coscienziosa, ma lui sapeva che, nonostante quelle parole la rendessero felice, non poteva permettere che i suoi ragazzi si facessero male. Era troppo protettiva ormai nei loro confronti e persino l'amico lo vedeva negli occhi azzurri di lei.*

    Sai bene anche tu che, essendo il Vice-Capitano, ho la responsabilità di farvi uscire dal campo interi...

    FIIIIIIIIIII

    *La frase rimase a metà, perché il fischio dell'arbitro suonò di nuovo, richiamando l'attenzione di entrambe le squadre. Le ragazze si stavano preparando a cavalcare le loro scope e Gandalf e Daphne si guardarono negli occhi, un'ultima volta. Non dissero nulla, fra di loro non c'era bisogno di parole, dopo tanti anni di amicizia e confidenza sapevano leggersi dentro.*

    Sii prudente.

    *Nella voce dell'amico vi era una nota di preoccupazione e di qualcos'altro che non riuscì a comprendere, perché un altro fischio la fece voltare, poi tutti spiccarono il volo, nell'aria gelida. Il vento sembrava essersi un po' placato rispetto a prima; le sue compagne di squadra parevano aver trovato nuova grinta ed entusiasmo dopo quella pausa forzata, lo si leggeva sui loro volti, ma Daphne era nervosa e tesa, per le sorti di quello scontro che sembrava maledetto.*

    Parla lui che si è gettato da oltre quindici metri per prendere il Boccino d'Oro!

    *Sorrise al pensiero che le era affiorato nella mente, rimembrando il volo che il Cercatore di Tassorosso aveva fatto la precedente partita, solo il tempismo e la prontezza della Preside avevano scongiurato il peggio proprio all’ultimo minuto.*



    *I capelli arruffati, il volto serio e la determinazione nel cuore; Daphne era pronta all'azione. Spiccò il volo, tornando in posizione, pronta a riprendere a giocare, a combattere il freddo e dare il meglio di sé. Era sicura che tutti avrebbero lottato e Dragonis davanti agli anelli era più concentrata che mai: la squadra giallo-nera si sarebbe fatta valere.*

    I miei piccolini stanno crescendo...

    *Sentimentale, ecco com'era la biondina, con gli occhi lucidi carichi di gioia e affetto verso i suoi compagni e amici. Un ultimo sguardo alla piccola Sidney e la partita era ripresa. I Grifondoro erano in possesso della Pluffa e le Cacciatrici di Tassorosso dovevano trovare il modo per sottrargliela. Nel campo vi era il fermento e tutti si catapultarono all'inseguimento della palla rossastra, in mano del Portiere rosso-oro, che la lanciò ai suoi compagni. I cori dei tifosi che, a fatica riuscivano a sovrastare il boato del vento e arrivavano alle orecchie dei giocato confusi e ovattati, erano la rumorosa testimonianza di affetto e solidarietà per i loro compagni e amici che sfidavano le intemperie sul campo.*

    @Shana_Sakai, @Sibilla_Strangedreams, @Stefano_Draems, @Gandalf_Derweiss,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Sembrava che la fortuna non volesse stare dalla parte dei Grifondoro. A quanto pareva anche quella loro ultima partita era destinata a essere giocata con condizioni atmosferiche proibitive.
    La precedente era addirittura stata interrotta prima della conclusione… come sarebbe andata a finire quella volta?*

    ”Spero che l’arbitro non la interrompa; non ci vorrebbe proprio!”

    *Erano scesi in campo tutti assolutamente determinati a recuperare; sarebbe stato triste vedersi scivolare via dalle mani una seconda volta la possibilità di recuperare il Boccino per primi. Shana sapeva benissimo che tutta la squadra ne sarebbe rimasta delusa.
    Certo, volare in quelle condizioni era davvero rischioso, e lei non poteva evitare di pensare all’incolumità dei suoi compagni; i Bolidi erano già pericolosi durante una partita normale, in quella situazione diventavano davvero una minaccia costante.
    Il forte vento impediva di udire qualsiasi altro suono che non fossero le raffiche che imperversavano sul campo; la neve ormai copiosa annullava la visuale su qualunque altra cosa che non fosse la propria scopa.*

    ”Accidenti, non riesco neanche a vedere dove sono gli altri.
    Non ho la più pallida idea neanche di chi abbia in mano la Pluffa in questo momento!”


    *Si guardava intorno, cercando di focalizzare qualsiasi cosa si muovesse, ma l’unica cosa che riusciva a vedere erano i fiocchi di neve che continuavano a scivolare dal cielo depositandosi sul manto soffice; erano così numerosi che occultavano ogni altra cosa.
    Se non avesse avuto idea di dove si trovavano le sue mani, avrebbe quasi potuto giurare che fossero rimaste inglobate anche loro in quella tormenta.*

    ”Non si può giocare in queste condizioni. Fosse solo per me passi, ma non posso neanche accertarmi che i miei amici stiano bene.”

    *E questo la tormentava alquanto. Continuava a volare a destra e sinistra, per il campo ovale, ma non era riuscita a intravedere nulla, neanche uno degli avversari.
    All’improvviso un fischio attirò la sua attenzione.
    Era flebile, appena sufficiente a lasciarsi udire sopra il soffio costante del vento.*

    ”Me lo sono immaginata o l’ho sentito sul serio?”

    *Restò in ascolto ancora qualche secondo, ma non riuscì a distinguere nessun altro suono.
    Forse lo aveva davvero immaginato.
    Ma, qualunque fosse l’origine, non poteva continuare a volare in quelle condizioni. Che l’arbitro volesse interrompere o terminare definitivamente la partita, doveva scendere nuovamente a terra.
    Probabilmente lì avrebbe scorto qualcuno dei suoi compagni.*

    ”E se la partita fosse stata fermata perché qualcuno si è fatto male?”

    *Domandò l’antipatica vocina nella sua testa, quella che spuntava fuori sempre nei momenti meno opportuni. Ma doveva ammettere che questa volta poteva avere ragione; non era un’eventualità così remota!
    Se si fosse trattato di uno dei suoi pupilli non se lo sarebbe mai perdonata!
    Scese veloce, saltando quasi dalla scopa appena fu sufficientemente vicina al terreno. Si guardò intorno, con ansia sempre crescente, senza riuscire a scorgere nessuno oltre lei.*



    *Cominciava a dubitare del fischio che le era parso di aver udito, quando finalmente notò delle presenze non molto lontane; voci sempre più forti arrivarono alle sue orecchie tese in ascolto.
    Accelerò l’andatura, trovandosi qualche istante dopo davanti a tutta la sua squadra al completo.*

    Ragazzi, state tutti bene?

    *Domandò agitata mentre verificava personalmente le loro condizioni; nessuno pareva acciaccato o in pericolo. O si trattava di qualche giocatore dell’altra formazione oppure la vocina nella sua testa aveva come al solito esagerato la drammaticità della situazione.
    I suoi grifetti la osservarono per qualche istante perplessi, negando uno per volta, con grande sollievo della Capitana.*

    Meno male, non vi riuscivo più a vedere e avevo temuto che qualche Bolide potesse aver incrociato il vostro cammino.

    *Per fortuna non era successo niente del genere, evidentemente l’arbitro aveva pensato, a ragione, che cinque minuti di pausa potessero essere utili, nella speranza che riprendendo dopo la situazione, dal punto di vista del clima, fosse leggermente migliorata.
    Shana dubitava che la tempesta potesse placarsi del tutto, ma non poteva non essere contenta che la partita si sarebbe continuata a giocare; avevano un Boccino da prendere a ogni costo!
    Pensare alla piccola sfera dorata, le fece venire in mente un discorso che sentiva il dovere di fare assolutamente ai suoi pupilli.*

    Ragazzi, ascoltatemi bene. La situazione non è semplice; anche riprendendo il gioco tra qualche minuto non spunterà il sole ma dovremo continuare a giocare con il vento e, molto probabilmente, anche la neve.
    Quindi voglio che eseguiate ciò che vi sto per dire.


    *La sua voce era profonda e grave, e l’attenzione di tutti era puntata su di lei; giocatori più anziani come Pervinca e Laura, forse, potevano immaginare quali parole sarebbero uscite dalle labbra della Capitana.*

    Laura, Vi, voglio che voi vi concentriate a difendere tutta la squadra, con particolare attenzione alla giovane Jane. Per lei sarà già abbastanza difficile riuscire a individuare il Boccino in queste condizioni, e sapete bene che è il nostro asso nella manica se vogliamo sperare di vincere.
    Io cercherò di fare più punti possibile, insieme a Quen e Holibus, ma voi non vi concentrate a difendere me, me la caverò anche da sola.


    *Qualcuno stava già per contestare la sua ultima affermazione, ma lei zittì tutti con un movimento della mano; era la Capitana e voleva a tutti i costi che l’ascoltassero. Lei se la sarebbe cavata, ma doveva assolutamente essere sicura che il resto della squadra non corresse rischi. Doveva avere la certezza che nessun Bolide avrebbe ferito i suoi compagni, di cui aveva la responsabilità.*

    Ve lo chiedo per favore. Ho davvero bisogno che facciate quello che vi sto dicendo.

    *La sua voce era diventata un sussurro appena udibile, ma che trasmetteva tutta la sua ansietà circa la restante parte della partita contro i Tassorosso.*

    Voi tutti evitate di fare pazzie. Vincere è importante, ma lo è anche di più ritornare tutti incolumi nel Dormitorio. Vi riterrò responsabili di qualunque azione avventata!

    *Esordì in ultimo, aspettando i cenni di consenso da parte di tutta la squadra.
    Proprio in quel momento il fischio dell’arbitro diede nuovamente il via alla partita. Mentre rimontava in sella alla scopa, Shana osservò il cielo sopra la sua testa. I fiocchi di neve scendevano ancora, come aveva immaginato, ma la situazione era più gestibile; quantomeno adesso riusciva a vedere tutti i membri delle due squadre, e anche i Bolidi che, minacciosi, riprendevano a volare per il campo.
    Si sollevarono tutti insieme, raggiungendo nuovamente le postazioni che avevano abbandonato per qualche minuto, e Angie rimise in gioco la Pluffa.
    La squadra rosso-oro reagì all’istante, all’unisono, partendo in formazione per tentare di assaltare nuovamente i tre anelli che Dragonis difendeva; quella volta erano determinati più che mai a portare la palla che stringevano tanto gelosamente dentro uno di quei tre cerchi.*



    *Qualche metro più in alto, Jane, ferma a osservare il campo in cerca di qualche pagliuzza dorata, sentiva l’importanza della partita tutta sulle sue spalle.*

    ”Non posso deludere la squadra. Loro si stanno impegnando tantissimo, io non posso essere da meno!”

    *Era determinata, sicura e pronta ad agire, ma non era ancora riuscita a individuare il Boccino, e questo la demoralizzava alquanto.
    Sapeva quanto fosse importante riuscire ad afferrarlo prima di Gandalf, se voleva portare alla vittoria la propria squadra; il fatto che ancora non l’avesse trovato, nonostante le condizioni atmosferiche che le rendevano più difficoltoso il compito, stava distruggendo la sua autostima.*

    ”Shana mi ha scelto per le mie doti, almeno credo, quindi non posso restare qui a temporeggiare!”

    *Se ancora la piccola pallina dorata non si era voluta mostrare, l’avrebbe trovata lei! Stare ferma a osservarsi intorno, specie con la neve che copriva parzialmente la visuale, non era certo la soluzione vincente.
    Certo sapeva che anche muoversi poteva risultare controproducente, qualora si volasse troppo distanti rispetto al diretto avversario. Doveva avere la possibilità di intervenire qualora Gandalf avesse scorto qualche baluginio dorato prima di lei.
    Decisa, cercò con lo sguardo la figura del Tassorosso tra i vari giocatori, individuandolo qualche metro più sotto, intendo a scivolare senza una meta, quasi come…*

    ”Se avesse trovato quello che stava cercando!”

    *Il panico si impossessò della Grifondoro, che saettò nella direzione del rivale, combattendo il vento contrario con tutta la forza di cui era capace nonostante la sua esile figura. Era consapevole che non poteva permettergli di arrivare prima di lei!
    Si appiattì sulla scopa come non aveva mai fatto, accelerando visibilmente e socchiudendo gli occhi per sopportare le violente e implacabili sferzate causatele dai fiocchi di neve.*

    ”Ti raggiungo, ti raggiungo!”

    *Si ripeteva nella sua testa come un mantra positivo. E così fu infatti.
    Era a qualche centimetro dietro di lui, che continuava a volare ignorando la sua presenza, forse celatagli dal soffiare del vento.
    Ma ancora non le bastava; doveva superarlo se voleva avere una possibilità di batterlo sul tempo. Certo era rischioso, e Shana si era raccomandata di evitare follie, ma ora che si trovava a pochi metri dal suo obiettivo non poteva lasciarsi sfuggire una ghiotta occasione come quella.*

    ”Più veloce, devo andare più veloce!”

    *Le raffiche di vento minavano la stabilità della scopa, ma non le importava; sapeva che poteva farcela.
    La sua concentrazione era posta totalmente in quella manovra; era consapevole della presenza dei Bolidi intorno a lei, ma si fidava totalmente delle sue compagne Battitrici.
    Ancora qualche centimetro; adesso volava affianco al Tassorosso, mantenendo la velocità e con lo sguardo fisso al Boccino che saettava quasi a prendersi gioco dei due giocatori che ancora non erano riusciti a raggiungerlo.*



    *Grida di sostegno arrivarono affievolite alle orecchie di Jane; a quanto pareva il pubblico si era accorto della loro folle rincorsa alla preziosa pallina, e si erano lasciati andare a cori e urla di incoraggiamento.
    La giovane Cercatrice sorrise, ancora più determinata. Adesso che sapeva che così tanti riponevano le loro speranze in lei, sapeva che non avrebbe potuto fallire!*

    @Sibilla, @Stefano, @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Pervinca_Periwinkle


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    *La neve continuava a cadere, il freddo era sempre più pungente, il baccano proveniente dalle tribune sempre più fragoroso, ma del Boccino d'oro nemmeno l'ombra. Il time-out era finito e Gandalf era teso come non mai, nonostante le parole rassicuranti di Daphne, nonostante la concitata arringa di Dragonis, nonostante l'impegno profuso dalle compagne fuori e dentro il campo per rasserenarlo, l'orribile sensazione che aveva fin dal risveglio non lo aveva abbandonato, anzi, se possibile, era addirittura peggiorata con il trascorrere dei minuti e delle ore.
    Il neo-Prefetto di Tassorosso era pallido come non mai, la mascella contratta e gli occhi socchiusi dietro le lenti protettive, alla spasmodica ricerca di una sferetta stizzosa e sfuggente, che sembrava voler giocare a nascondino.*



    La visibilità continua a peggiorare e del Boccino non c'è la minima traccia…

    *Sospirò il ragazzo sempre più sconfortato, poi, rivolse lo sguardo verso il basso, per vedere se alle sue compagne andasse meglio che a lui, ma subito si pentì, desiderando ardentemente di non averlo fatto. Sotto di lui imperversava una battaglia campale dagli esiti incerti; ciò che poteva scorgere attraverso il fitto nevischio era un groviglio indistinto di divise giallo-nere e rosso-oro che si intrecciavano caoticamente in una sorta di moderna Centauromachia.*

    Dannazione, non va molto bene… Ma non posso fare niente per loro, se non cercare il maledetto Boccino d'oro!

    *Si disse il ragazzo raddrizzando la schiena ed alzando gli occhio, per poi tornare a scrutare il cielo lattiginoso, tanto biancastro da assomigliare all'orzata che nonna Grace gli portava, durante e lunghe estati trascorse a Godric Hollow's, mentre nonno Jonathan gli insegnava ad accudire le piante, magiche e non, del loro piccolo ma ridente giardino.
    Una fitta di malinconia lo colpì al petto, ripensando ai nonni materni che tanto amorevolmente lo avevano cresciuto e che, per un tanto tragico quanto assurdo "incidente magico" erano mancati durante il suo primo anno a Hogwarts, proprio il 14 febbraio, che per tutti gli innamorati del mondo è il giorno più felice dell'anno, per il giovane mago era il più triste, perché in quella data ricorreva l'anniversario della morte dei suoi amati nonnini.*

    Fra quattro giorni saranno quattro anni… come vola il tempo e quanto non è vero che lenisce tutte le ferite!

    *Pensò Gandalf mentre un sorriso privo di allegria gli increspava le labbra spaccate dal freddo e dal vento.*

    Per tutti gli Ippogrifi ma il 14 sarà San Valentino… come potrò spiegare a Maya che non sono in vena di festeggiare?

    *Si chiese il ragazzo che, solo in quel momento, si rese conto che quello che per lui era il più triste dei giorni per il resto del mondo era la Festa degli Innamorati. Immaginò gli occhi indaco della Corvonero spalancarsi per lo stupore ed incupirsi per la delusione, forse non avrebbe detto nulla, forse avrebbe finto che non le importasse, ma Gandalf sapeva che, come qualsiasi giovane strega, ci sarebbe rimasta malissimo.*

    Non voglio ferirla o farle credere che non mi importi di lei, della festa e di tutto il resto, magari, potrei semplicemente dirle la verità, è intelligente e sensibile….

    *Un improvviso e rapidissimo balenio dorato lo strappò dai suoi pensieri riportandolo alla gelida realtà: il campo, la neve, il vento, il gelo e… il Boccino d'oro!*



    Eccolo, il malandrino…

    *Esclamò Gandalf lanciandosi subito all'inseguimento della rapidissima preda alata, che sfrecciò veloce verso la parte opposta del campo. Nello stesso istante anche la giovane Cercatrice di Grifondoro vide il Boccino, e con identica foga, si mosse all'inseguimento.
    La perfetta ed involontaria simmetria creata in cielo dai due Cercatori era davvero spettacolare e tutti i tifosi avevano puntato gli occhi su di loro spalancando la bocca per lo stupore. Gandalf si spinse ancora in avanti, contraendo i muscoli lombari e schiacciandosi sul manico della scopa per aumentare la velocità, mentre costeggiava il bordo del campo, il respiro rapido, le labbra contratte e il naso congelato.
    Jane, dal canto suo, non era meno veloce o determinata e sfrecciava sulla sua scopa con il vantaggio di essere più leggera dell'avversario e, quindi, un po' più veloce.*

    Dannazione, sta guadagnando terreno…

    *Pensò Gandalf voltandosi un attimo per vedere l'avversaria, ma tornando subito a fissare la sua piccola sfuggente preda. Doveva assolutamente accelerare se voleva non essere raggiunto dalla Casterwill, ma come poteva fare? Era già rannicchiato sulla Firebolt con i muscoli tesi allo spasimo, più piccolo non si poteva fare, e lo sapeva benissimo, inoltre, il vento, che in altre occasioni gli era stato amico, soffiava impetuoso e contrario, rallentandolo e ferendogli il viso, mentre si avvicinava metro dopo metro al Boccino, ma meno di quanto stesse facendo la Cercatrice avversaria che, ormai, gli era praticamente addosso.*



    Non ce la farò mai…

    *Pensò, lasciandosi trasportare dai suoi stessi pensieri negativi. Fu la Firebolt a svegliarlo da quel torpore funesto, scuotendosi convulsamente sotto una strana folata di vento, più violenta e più breve delle altre: Gandalf trasalì ma, con prontezza di riflessi riuscì a domare la scopa ed evitò di cadere, evento che avrebbe probabilmente decretato la sconfitta di Tassorosso.*

    Che hai? Anche tu sei stanca della neve?

    *Mormorò Gandalf contraendo mani e gambe per tenersi più saldamente in sella e rannicchiandosi ancora di più sul manico, quasi a toccarlo con il mento e prese a scendere in picchiata poi, i denti stretti, la fronte contratta, bagnata dai fiocchi di neve sciolti mischiati a minuscole stille di sudore.*


    Dai, fai la brava… Ancora per oggi, poi, ti prometto che non usciremo più con questo tempaccio, almeno fino al prossimo anno!

    *Disse con dolcezza alla Firebolt come se la scopa potesse capire le sue parole, come se quell’oggetto stregato, ma inanimato, avesse una volontà propria. Il Boccino era sempre più vicino ma anche Jane che continuava ad avvicinarsi sempre più velocemente, accorciando ogni secondo la distanza.*

    Forza più veloce…

    *Il Cercatore di Tassorosso era troppo concentrato sulla sua preda, troppo impegnato ad incitare la propria scopa che non si accorse che un Bolide era stato lanciato proprio contro di lui. Accadde in un attimo. Un dolore lancinante al fianco destro, il suono agghiacciante delle costole che si incrinavano, il sibilo assordate della palla ferrata che dopo averlo colpito si allontanava come se nulla fosse accaduto deviando solo di poco la sua traiettoria.
    Il dolore lo lasciò senza fiato, facendogli riempire gli occhi di lacrime, mentre le mani perdevano forza e lui scivolava sul lato sinistro rischiando di cadere.*

    Non posso precipitare… no, non devo!

    *Si disse stringendo i denti, cercando di ignorare le fitte intense che si irradiavano dal costato a tutto il fianco destro, arrivando fino al braccio corrispondente. In una frazione di secondo, si rese conto che la parte inferiore del suo corpo era illesa e, comprese, che le gambe erano entrambe sane, allora, con tutta la forza che riuscì a trovare nel suo corpo dolorante, strinse le ginocchia intorno al manico. Per un attimo tutti videro Gandalf penzolare nel vuoto a testa in giù con un braccio inerme mentre con l’altro arrancava faticosamente nell’aria per cercare di afferrare la scopa.*

    Bellissima mossa, Laura Balzarotti ,con un colpo da vera professionista, ha centrato in pieno Gandalf Derweiss che ora è in seria difficoltà… Chissà se il Cercatore di Tassorosso precipiterà di nuovo a terra come la volta scorsa e se avrà di nuovo la fortuna di essere salvato dalla nostra Preside?



    *Quel commento sarcastico ed inappropriato del cronista che, come tutti ormai sapevano, tifava apertamente per Grifondoro non giunsero alle orecchie del giovane mago che aveva altre preoccupazioni ben più impellenti.*

    Oddio, no, non di nuovo, non così!

    *Esclamò Maya alzandosi in piedi ed estraendo la propria bacchetta, pronta ad aiutare magicamente il suo Tassorosso. Non era in grado di lanciare incantesimi complessi e potenti come quello usato dalla professoressa Strangedreams, quindi, se fosse caduto, non avrebbe potuto più fare nulla per salvarlo. Gandalf era ancora appeso alla sua Firebolt e avrebbe dovuto inventare qualcosa, ma cosa? In quel momento tutti i sortilegi che aveva imparato in 5 anni di studio erano come spariti, dimenticati, obliati dalla preoccupazione e dal terrore.*

    Non resisterò a lungo, il sangue mi sta andando alla testa e le ginocchia cominciano a cedere…

    *Pensò il ragazzo sentendo la forza delle gambe affievolirsi, mentre tutto il suo giovane corpo era straziato da un dolore sempre più intenso, che un po’ per via della posizione innaturale e un po’ a causa delle continue oscillazioni, diventava ogni istante più intenso ed insopportabile, mentre la testa iniziava a girargli e dei flash luminosi apparivano davanti ai suoi occhi.*

    Non posso svenire… devo reagire!

    *Con uno sforzo titanico, e tenendosi ben aggrappato alla scopa con ginocchia e polpacci, contrasse i muscoli addominali e dorsali per sollevarsi quel tanto che sarebbe bastato ad afferrare il manico con la mano sinistra, l’unica incolume che gli fosse rimasta. Ogni contrazione, ogni minimo movimento, ogni centimetro che guadagnava, gli causava una nuova fitta dolorosa che dalle costole si irradiava ad ogni cellula. Solo l’adrenalina e la voglia di non abbandonare le sue compagne, più che la paura del vuoto, gli permisero di raggiungere il suo obiettivo.*

    Ce l’ho… è fatta!

    *Le dita guantate si strinsero attorno al manico lucido della Firebolt e quasi al sicuro, sarebbe bastato un ultimo sforzo per passare dalla posizione da bradipo a quella di cavaliere. Per farlo aveva bisogno anche della mano destra che, anche se dolorante, non era stata direttamente ferita e sarebbe bastato che, ancora una volta, ignorasse il dolore, e che compisse un altro atto di volontà che gli permettesse di poter tornare competitivo, seppur malconcio.*

    Volere è potere!

    *Si incitò mentre stringeva anche le dita della mano destra intorno al manico e poi, facendo forza sia con le gambe sia con entrambe le braccia, si sollevò fino a tornare nella posizione consueta, ossia sopra la Firebolt, anziché sotto. Tutta la faticosa e dolorosissima manovra era durata solo pochi minuti, ma nel Quidditch, anche solo pochi secondi possono fare la differenza.*

    Sia ringraziato il cielo



    *Sospirò visibilmente sollevata Maya tornandosi a sedere e lanciando un’occhiata di fuoco al cronista, ripromettendosi che, se avesse di nuovo fatto un commento del genere gli avrebbe scagliato una Fattura Languelingua. Superato il momento di panico la memoria le era tornata ed avrebbe molto volentieri usato come bersaglio l’odioso ragazzetto di Grinfodoro, si trattenne solo perché sapeva fin troppo bene che, anche se svolge il proprio lavoro in modo discutibile, anche il commentatore ha una sua importanza durante il gioco. Inoltre, motivo ben più importante, aveva di meglio da fare che vessare lo studente rosso-oro.*

    Coraggio, mein Schatz, nulla è perduto, ce la puoi ancora fare, tu sei molto più bravo di lei!

    *Pensò Maya tornando a fissare gli occhi indaco sul suo Tassorosso che, dopo il colpo e la prodezza di poco prima, sembrava piuttosto provato e disorientato.*

    Per fortuna, Derweiss ha di nuovo inforcato la propria Firebolt e sembra pronto a ripartire…

    *Disse lo speaker che, evidentemente intimorito dall’occhiataccia della Corvonero non si azzardò a fare di nuovo un commento sarcastico ed infelice come quello di poco prima.*

    Sono di nuovo in gioco, un po’ dolorante e malconcio, ma ancora con la voglia di vincere!

    *Pensò Gandalf scrutando il cielo e cercando di orientarsi, il colpo del Bolide e la conseguente caduta avevano cambiato tutti i suoi punti di riferimento ed impiegò un poco a raccapezzarsi. Fu allora che vide Jane Casterwill continuare l’inseguimento del Boccino d’oro che, proprio quando lo stava acchiappare, cambiò improvvisamente direzione, sottraendosi alla sua presa e scomparendo alla vista di entrambi.*

    Allora esiste la giustizia divina? Adesso, almeno, gareggeremo di nuovo ad armi quasi pari!

    *Commentò il ragazzo posandosi la mano sul lato destro del torace che gli bruciava come se fosse stato colpito da un Confringo, mentre un timido, dolorante sorriso gli illuminava il volto pallido e provato.*

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    *Laura, sempre attenta e pronta all’azione, si rese conto subito che Jane era in difficoltà, tallonata dal rivale della squadra di Tassorosso. Sapeva che spettava a lei agire; Shana era stata risoluta in merito.
    Non poteva permettersi di sbagliare, ne andava non solo della squadra ma anche del suo onore!
    Senza pensarci due volte puntò sicura e decisa verso il Bolide a lei più vicino; presto avrebbe rappresentato una seria minaccia per Gandalf.*

    ”A noi due!”

    *Pensò mentre si sistemava lungo la traiettoria della pesante palla, con la mazza alzata dietro la schiena pronta a colpire. Studiò la distanza e la velocità a cui procedevano i due Cercatori e la potenza e direzione del vento, consapevole che tutti quei dettagli avrebbero fatto la differenza tra il successo e il fallimento.
    Grazie alle sue abilità di Battitrice impiegò poco tempo a calcolare l’angolazione del colpo; giusto qualche istante prima che si trovasse costretta ad agire per non perdere l’occasione.
    Un colpo netto, preciso.
    Il Bolide schizzò, agli ordini della Grifondoro, puntando minaccioso il giovane giocatore.
    Laura ne seguì speranzosa la traiettoria, augurandosi di aver ragionato nella maniera corretta, come le era stato insegnato dalla Capitana.
    Quello era il momento che le piaceva di meno: il suo ruolo le imponeva di essere drastica e crudele, ma il suo carattere sempre gentile la portava ad attendere quegli istanti quasi con rammarico.
    Ma era il gioco stesso a richiederlo: o loro o gli altri. Ed era consapevole di quale delle due alternative fosse la migliore.
    Quindi si costrinse a stringere i denti e osservò la traiettoria del Bolide fino alla fine. Sapeva di aver calcolato bene il lancio, ma quando vide il giovane Tassorosso cadere dalla propria scopa si sentì subito in colpa. Il gioco non valeva la candela, non se erano le vite dei giocatori a essere messe a repentaglio!
    Lo speaker, notoriamente a favore dei Grifondoro, si lasciò andare a un commento non proprio etico, che la giovane Battitrice si limitò a ignorare; certe cose non le andavano proprio giù!
    Era combattuta.
    Era colpa sua se Gandalf si trovava in quella situazione. Però non spettava a lei intervenire; doveva correre dietro al Bolide e riprendere il gioco da dove lo aveva interrotto. Ne andava della propria squadra, dei propri amici.
    Doveva difendere loro e non pensare ad altro! Attaccare e difendere, questo richiedeva il suo ruolo.
    Al giovane Tassorosso, al massimo, avrebbe pensato la Preside, come l’altra volta.*

    ”E’ brutto, ma è così!
    Non posso farmi prendere dai sentimentalismi come al solito; la partita è ancora nel vivo.”


    *Forte di questi pensieri, Laura riprese il volo, puntando il Bolide che, dopo aver disarcionato Gandalf, aveva continuato imperterrito sulla sua traiettoria.
    Scattò rapida lungo la sua scia di distruzione, lasciando Pervinca a occuparsi dell’altra palla; il gioco di squadra era fondamentale essendo due le minacce presenti sul campo. Laura era conscia che, da sola, non sarebbe mai stata in grado di gestirle adeguatamente; ma per fortuna non doveva preoccuparsi di quello.
    In quel momento il suo obiettivo era uno soltanto.*

    ”Non posso lasciare Jane senza difesa.”

    *La giovane, infatti, era ancora in corsa rapida dietro alla piccola e scattante pallina dorata.
    Sembrava non essersi accorta di quanto accorso a Gandalf, o forse era stata più rapida di Laura nel rendersi conto che il suo obiettivo primario era il Boccino, e che al giovane avrebbero potuto pensarci gli altri giocatori. Qualunque fosse il motivo, il suo volo andava protetto, a qualunque costo.

    Jane, china sulla sua scopa, lanciò una rapida occhiata alle sue spalle. Aveva intravisto la minaccia volante, ma aveva pensato fosse diretta a lei, quindi si era limitata ad accelerare la sua andatura, nella speranza di evitarla.
    Quando si era accorta di averla scampata, con uno sguardo alle retrovie, si rese conto della situazione in cui versava il suo diretto avversario.
    La sua scopa aveva impercettibilmente rallentato, mentre nella mente della ragazza l’immagine del Tassorosso appeso con un braccio non voleva saperne di cancellarsi. Cosa doveva fare?
    Rallentare e soccorrere il giovane? Sinceramente non era particolarmente sicura di riuscire ad aiutarlo; era troppo esile e minuta in confronto alla corporatura del ragazzo. Ma poteva davvero andarsene come se niente fosse?
    Certo, non erano soli sul campo, ma gli altri sarebbero stati altrettanto vicini per poterlo aiutare in caso di bisogno?*

    ”E’ un ragazzo forte e muscoloso, potrebbe farcela da solo.”

    *Si disse, come se quelle parole potessero in qualche modo farla sentire meno crudele a procedere il volo approfittandosene in quel modo.
    Ma per quanto poco corretta, il suo obiettivo era il Boccino, e non poteva fasi sfuggire quell’occasione. Quella piccola pallina era troppo importante per lasciarsela scappare!
    E comunque si era ripromessa che i suoi sentimentalismi non avrebbero più intralciato il ruolo che occupava nella formazione. Doveva mantenere fede a quelle sue parole.
    Tornò a guardare avanti a sé, dove brillava ancora la luce soffusa emessa dal Boccino, e riprese il volo più determinata che mai.*



    *Poteva sentire su di sé gli sguardi adirati dei Tassorosso, ma li ignorò decisa più che mai.*

    ”Adesso ti acchiappo. Lo devo fare.”

    *Pensò, stringendo i denti mentre le raffiche di vento le sferzavano il volto; era davvero difficile mantenere la visuale sull’obiettivo in quelle condizioni. Ma per ora era riuscita a non perdere di vista lo sfarfallio delle piccole ali bianche.
    Ma per quanto ancora poteva proseguire? Il Boccino non si sarebbe mai stancato, lei presto o tardi sì.
    Doveva inventarsi qualcosa se non voleva restare a mani vuote.*

    ”Che cosa posso fare? E’ impensabile sperare di superarlo e tagliargli la strada.”

    *Era troppo veloce, sembrava non risentire del vento come invece capitava a lei.
    Ma una strategia fattibile doveva pur esserci. Cercò di concentrarsi sugli insegnamenti di Shana durante gli innumerevoli allenamenti, ma la sua mente pareva non voler collaborare… vuoto assoluto!
    Più si concentrava più le idee sembravano scivolarle via, inafferrabili.
    Si sentiva così impotente, inutile; una ragazzina che non riusciva a portare a termine niente di buono. No, non poteva permettersi di sbagliare ancora, il suo orgoglio ne avrebbe risentito troppo. In fondo se era in squadra c’era un perché, doveva solo credere in quello!
    Allungò il braccio, sperando di poter sfiorare la palla che inseguiva con tanto ardore, quando un rumore forte, quasi un sibilo, la distrasse.*

    Oh no!

    *Nell’attimo che le occorse per capire, percepì la figura opprimente del Bolide venirle incontro; non le serviva vederlo, sapeva benissimo che la stave puntanto e che era troppo tardi per evitarlo.
    E così fu.
    Ma miracolosamente la Palla la sfiorò soltanto, forse sospinta dal vento, e proseguì oltre la sua ombra.
    Nonostante ciò, bastò il suo passaggio per far vacillare il suo già precario equilibrio.
    La scopa prese a ondeggiare pericolosamente, sospinta dalle folate di vento che non volevano saperne di cessare.
    Jane fu costretta a raddrizzare l’andatura, rallentando fino quasi a fermarsi. Ma questo costò la perdita del Boccino.
    Quando la giovane alzò nuovamente lo sguardo trovò soltanto il vuoto dinanzi a sé; non c’era più alcuna traccia della preziosa pallina dorata.*



    Accidenti!

    *Imprecò arrabbiata, cercando con lo sguardo tutto intorno; non poteva essersi allontanato già così tanto, si era fermata giusto pochi secondi!
    Notò con lo sguardo che anche Gandalf, tornato in sella alla scopa, aveva ripreso imperterrito la ricerca; non le rimaneva che rimettersi in volo, nella speranza di avvistare per prima qualunque luccichio sospetto.*

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    *Dopo il tentativo di goal fallito da parte dei Grifondoro la partita era ripresa, ma per poco tempo: infatti, una bufera di vento e neve s era scatenata su campo da Quidditch, quindi, l'arbitro aveva imposto una pausa forzata ia giocatori. Tutti erano planati verso terra formado sula campo innevato due gruppi separati; uno giallo-nero e l'altro rosso-oro. Dragonis, che sentiva sulle proprie spalle tutta le responsabilità del suo ruolo di Capita, decise di usare quei pochi minuti di tregua per complimentarsi con i propri compagni.*

    Bene ragazzi, ottimo lavoro, sono davvero fiera di voi, stiamo facendo un fantastico gioco di squadra, tu Gandalf cerca di scovare il boccino e continua a dare filo da torcere alla tua diretta avversaria, da te dipende l'esito dell'incontro... tuttavia, sul campo ovale, non sei solo e ciascuno di noi concorre ale risultato finale, secondo le proprie possibilità ed il ruolo che riveste. Daphne, Sidney e Claire si stanno impegnando per impossessarsi della Pluffa e non lasciano spazio ai Grifondoro, protette da Sinfo e Celine che continuano a scagliare Bolidi contro gli avversari cercando di distrarli e rallentarli ed è così che vi voglio, siete tutti molto carichi e questa neve non ci sta fermando... complimenti a tutti voi ce la faremo, ne sono sicura, vinceremo!

    *Disse il capitano con un sorriso sul volto, poi fu il vice-capitano Daphne Harris a pronunciare qualche parole di incoraggiamento, entrambe erano molto fiere di ciascuno dei propri compagni. Terminato l'arringa, le due Tassorosso si accorsero che l'arbitro faceva segno ai giocatori di salire nuovamente in sella per riprendere la partita. Appena inforcate le loro scope, una nuova grinta e una più salda determinazione pervase tutta la squadra giallo-nera. Seppure le condizioni metereologiche non fossero delle migliori, i Tassorosso non si sarebbero lasciati abbattere e avrebbero combattutto con le unghie e con i denti, per raggiungere la vittoria che apevano di meritare.*

    I Grifondoro affronteremo
    E noi tassi vinceremo
    Voi avete molto coraggio
    Ma il boccino sarà un miraggio
    Non vi sentite la vittoria in tasca
    Perché non ci batte questa burrasca



    *Dragonis rise udendo l'incitazione che arrivava dalla tribuna giallo-nera, era questo il loro modo per ricaricarsi e sorrise a tutti i suoi compagni, che ormai erano tornati tutti nelle loro posizioni. Allora, vide che Quenya aveva ricevuto la palla dal Portiere Smith, ma la fortuna sembrava schierarsi con i Tassorosso perché la Cacciatrice di Grifondoro stava volando controvento e sembrava arranzare, faticando non poco a mantenere il controllo della propria scopa.*

    La fortuna, non è dalla loro parte d'altronde non può essere sempre a loro favore

    *Pensò la giovane mentre vide che la ragazza si stava avvicinando in maniera pericolosa agli anelli dove lei era pronta a parare ogni tiro che le fosse capitato sotto mano, ma le sue compagne non l'avrebbero abbandonata in un momento come quello anzi Sidney e Claire stavano marcando in maniera molto stretta Skett e la sua collega, la docente di Crittologia, Shana Sakai. A poca distanza, c'era anche Daphne, impeccabile come non mai, che si preparava ad attuare uno dei suoi elaborati schemi, Dragonis ne era certa ed era curiosa di vedere come avrebbero sottratto la Pluffa ai Grifondoro. Intercettarla sarebbe stato difficile anche per giocatori più esperti, ma il capitano giallo-nero sperava con tutta se stessa che le sue compagne di avventura sarebbero riuscite a compiere un miracolo sfruttando il momento propizio per sottrarre la palla scarlatta dalle mani degli avversari. *

    FORZA SQUADRA, DAI DAPH, DAI SIDNEY, DAI CLAIRE, FATEGLI VEDERE DI CHE PASTA SIETE FATTE, STATE ANDANDO ALLA GRANDE

    *Urlò il capitano alle Cacciatrici, non voleva distrarle ma solo incitarle, ogni volta che guardava le loro mosse poteva essere solo fiera, stavano dando il massimo durante tutte le partite e a lei in quel momento non le importava del risultato, ciò che contava era che si stessero comportando come una famiglia, uniti sempre e in qualunque situazione, niente li avrebbe separati. *

    Sono forti e in gamba; non mi stupirei davvero se qualcuno di loro decidesse di intraprendere la carriera di giocatore professionista e non potrei essere più orgogliosa e fiera di essere stata il loro capitano.

    *Con quei pensieri rimase concentrata sulle azioni che si stavano susseguendo in campo cercando di capire se i Grifondoro avrebbero tentato di varcare la sua difesa e mettere a segno qualche punto. Tutti i giocatori erano in estrema difficoltà, per via della neve che continuava a cadere e del vento che infuriava di nuovo; ma nessuno avrebbe ceduto o desistito, ognuno, da una parte all'altra dello schieramento, avrebbe dato il massimo. L'atmosfera era molto tesa e il nervosismo di tutti era quasi tangibile, si poteva nell'aria fredda che respiravano, mentre i candidi fiocchi continuavano a scendere.*



    Chissà che cosa avrà la meglio fra il coraggio dei Grifondoro o la tenacia dei Tassorosso?

    *Si chiese Dragonis mentre, tenendo gli occhi fissi sulla Pluffa, si preparava a scattare per difendere i propri anelli. Quello che si svolgeva davanti ai suoi occhi era uno spettacolo davvero avvincente, e tutti, nonostante il freddo, il vento e la neve che cadeva incessante, stavano dando il meglio, rendendo lo scontro interessante e dall'esito incerto. *

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