• Stefano_Draems

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  • Stefano_Draems

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  • Charlotte_Mills

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    [MARTEDì 14 GENNAIO – ORE 10.30 – NOTTURN ALLEY]


    *Era una tranquilla mattina di ormai metà Gennaio, le feste natalizie erano ormai terminate da un pezzo e le vie di Diagon Alley e Notturn Alley erano tornate alla loro normalità.
    Una figura si aggirava però per le vie poco raccomandabili di Notturn Alley: era Charlotte Mills.
    Charlotte, una donna superata la trentina dai capelli scuri come la pece e i grandi occhi scuri come la notte. Non si interessava di quello che la circondava, non le importava del vagabondo che le chiedeva l' elemosina, non le importava di un venditore ambulante che urlava per quelle strette stradine, a lei interessava solo ciò che riteneva importanti.
    Quel giorno, smessi gli abiti di insegnante di Arti Oscure a Hogwarts aveva alcune commissioni “private” da fare, cose che solo pochissime persone conoscevano.*



    *Char, come la chiamavano gli amici, aveva infatti una vita fuori dalla scuola di magia più famosa del regno unito, una vita privata che nessuno conosceva.. solo le persone più importanti.
    Charlotte si poteva considerare come una tipa strana, una di quelle persone su cui non ci si può fidare al 100%, ma se assegnato un determinato compito lo portava a termine e lei si era ficcata in cose che probabilmente non riusciva più a gestire, ma ne era fiera.
    Charlotte infatti non era una comune strega, era qualcosa di più. Era una pedina all' interno di un gioco che vedeva contrapposte due parti, era sempre così in fin dei conti.
    Mangiamorte contro Auror, Auror contro Mangiamorte. Era sempre la solita storia che ormai Char aveva imparato con il passare del tempo a sue spese.
    Molti anni prima qualcuno di caro a Charlotte, venne ucciso durante la battaglia ad Hogwarts, proprio in quella battaglia dove morì il Signore Oscuro: Lord Voldemort.
    A morire per mano di qualcuno dai capelli rosso fuoco (un Weasley sicuramente) fu il fratello maggiore di Charlotte: Luke Mills, unico serpeverde della famiglia oltre a lei e ai due fondatori del casato Mills.
    Luke, giovane mago era un Mangiamorte e per questo “rinnegato” dalla sua famiglia formata da soli Auror, genitori che vennero poi uccisi in un agguato alla Testa di Porco, davanti alla loro unica figlia rimasta.
    La morte dei genitori non placò la sete di vendetta di Charlotte, la vendetta era diventata tutto per lei, qualcosa senza cui non poteva vivere, vendetta per la morte del suo amato fratello maggiore.
    Char però non fu lasciata sola a meditare vendetta per tutti quanti i torti subiti ai vari Mangiamorte (compreso il Signore Oscuro), un uomo infatti, sconosciuto agli Auror ma molto noto alle forze del male, decise di prendere il comando, prendendo quindi il posto di Lord Voldemort e comandando i vari Mangiamorte fedeli alla causa del famoso Signore Oscuro.
    Molti però erano gli ideali di Lord Voldemort portati avanti da questo nuovo capo che aveva assegnato, a Charlotte, un compito di estrema importanza.
    Quale: infiltrarsi a Hogwarts.
    Charlotte era un mangiamorte infiltrato ad Hogwarts e mai nessuno se era accorto. I suoi compiti erano semplici: istruire nuovi menti alla magia oscura, raccogliere informazioni sul nemico e farsi amici il Ministro della Magia e la Preside di Hogwarts.
    Tra gli ideali di Lord Voldemort c' era anche quello di eliminare tutti i mezzosangue o babbani dal mondo magico e quale opportunità migliore poteva esistere se non quella di stringere una finta amicizia con la strega più potente di Hogwarts, la Preside Sibilla per poi ucciderla senza problemi?
    Ed era giunto finalmente il momento. Dopo un paio d' anni come professoressa, più i sette da studentessa aveva conosciuto fin troppo bene Sibilla e il nuovo capo del Mangiamorte aveva decretato che in quei giorni, una parte della missione di Charlotte fosse finalmente eseguita.
    Avevano atteso fin troppo, non potevano sopportare oltre una nata babbana a gestire una scuola di magia.
    Era la cosa più sacrilega che potesse esistere.
    Al suo posto ci sarebbe andata una persona di famiglia altolocata, purosangue, quella persona che aveva il compito di uccidere la Strangedreams.
    Era per quello che Charlotte si trovava a Notturn Alley, per comprare qualcosa per l' occasione qualcosa che avrebbe ridotto le possibilità degli Auror di capire che fosse stata lei ad ucciderla.*

    Oscura giornata signor Sinister

    Oscura giornata anche a lei signorina Mills, in cosa potosso esserle utile oggi? Mi sono arrivati....

    *Ogni volta sempre la solita storia, il signor Sinister, fortunatamente scampato alla morte durante il periodo buio, ogni volta che lei metteva piede in quel negozio cercava di rifilarle cianfrusaglie sue cianfrusaglie pensando che la sua conoscenza della magia oscura si limitasse alle nozioni che elargiva agli studenti di Hogwarts.
    Quel giorno però non aveva intenzione di comprare nulla per le sue lezioni o esercitazioni, solo una cosa aveva in mente, un oggetto che era riuscito a fuggire dalla catastrofe della guerra, un oggetto assai raro e utilizzato in precedenza da un Mangiamorte non molto esperto: Draco Malfoy.*

    Nulla di tutto questo mi interessa Sinister, sono qui per un oggetto di cui sono venuta a conoscenza che possiedi qui, nel tuo negozio.
    E' un oggetto molto raro, utilizzato da Draco Malfoy anni fa, agli albori della guerra. Un oggetto così è difficile da scordare e sono sicura che hai capito di cosa sto parlando.


    *L' uomo all' inizio non sembrava molto convinto, era intenzionato a non vedere quel malefico oggetto, sicuro che sarebbe servito ad uccidere qualcuno e che sarebbero risaliti al suo negozio finendo così ad Azkaban.
    Solo dopo qualche minuto di “suppliche” il commesso tirò fuori, non ancora del tutto convinto, l' oggetto in questione.*



    E' più bella di quanto immaginassi

    Mi-mi dispiace ma non posso venderla

    *Quelle parole furono come un doloroso colpo al cuore.
    Aveva intravisto per un attimo la sua gloria, la sua potenza dietro alla scrivania dei presidi di Hogwarts e tutto se ne era andato in un soffio di vento perchè quell' uomo non voleva vendere l' oggetto che tanto interessava a Charlotte.
    Rabbia. Fu la rabbia ad esplodere in Charlotte, tanto da terrorizzare il commesso e mostrare quello che non doveva: un marchio sull' avambraccio destro.
    Nessuno doveva vedere quel tatuaggio, quel marchio che riconosceva i seguaci del Signore Oscuro.
    Si era intravisto solo per un attimo, quando la donna aveva alzato le maniche del lungo cappotto che indossava.*

    Questa non è certo la fine

    *Disse prima di uscire e sbattere la porta del negozio più famoso di Notturn Alley.
    Le serviva assolutamente quell' oggetto e niente l' avrebbe fermata.*

    [NOTTURN ALLEY- ORE 20.20]


    *Il commesso di Magie Sinister non le avrebbe venduto l' oggetto che tanto bramava? Se lo sarebbe preso con la forza.
    Nel pomeriggio, dopo una lunga chiacchierata con il nuovo capo dei Mangiamorte aveva escogltato un modo per prendere quello che serviva.
    Un assalto al negozio era quello che avevano pesato ed era inoltre l' unico modo che potesse finire in qualche modo sulla gazzetta del profeta.
    Aveva deciso però di non andarci da sola ma di farsi aiutare da qualcuno.
    Si trattava di Alex Foster un ragazzo da poco diventato Mangiamorte che, alla vista della sua professoressa di Arti Oscure come Mangiamorte era rimasto davvero sorpreso.
    Era un ragazzo molto abile con gli incantesimi e averlo con se per quella piccola missione era molto utile.
    “Ricordati Foster.
    Alle 20.20 nella stradina dietro magie Sinister”

    Gli aveva detto prima di allontanarsi dal luogo segreto dove i Mangiamorte si riunivano.
    Il pomeriggio passò indisturbato e la sera giunse come un fulmine che cadeva dal cielo.
    Era giunta l' ora.
    Insieme al suo collega Mangiamorte si avviò verso quel negozio che possedeva la famosa collana di opali che era stata maledetta moltissimi anni prima.
    Chissà però se il commesso del famoso negozio aveva avvertito gli Auror alla vista del marchio nero inciso sulla pelle di Charlotte.
    Lei sperava tanto di no, ma conoscendo l' uomo dovevano stare molto attenti.*



    Foster è arrivato il nostro momento

    *Disse Charlotte indossando una maschera che le copriva il viso e avvolgendosi nel scuro mantello che indossava.
    Era giunta l' ora di agire.*


    @Daphne_Harris, @Alexander_Foster, @Maya_Mondlicht,




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  • Stefano_Draems

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  • Daphne_Harris

    Tassorosso

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    Tassorosso
       
       

    [Ministero della Magia: ore 10.00 AM]


    *Daphne Dianne Harris era riuscita quello stesso anno a diventare Auror, con un'enorme soddisfazione ed orgoglio. Era appena uscita da un camino che dava sull'Atrium dentro il Ministero della Magia, sistemandosi un ciuffo ribelle dal volto, pronta come non mai ad affrontare la nuova giornata. Mai e poi mai avrebbe usato il metodo arcano e poco igienico dello sciacquone, situati in alcuni dei bagni pubblici di Londra, per cui partiva sempre da casa sua con la Metropolvere.*

    Chissà se Maya è già nel nostro ufficio.

    *Pensò la giovane donna, cercando di muoversi in mezzo a tutti i Maghi e le Streghe che occupavano ogni angolo di quel grande ed immenso luogo.*



    Arriverò mai in tempo al secondo livello?

    *Si chiese un po' sconfortata la Harris, salutando tutti coloro che la riconoscevano. Era entrata da Settembre al Ministero, ma come al solito, le voci correvano più veloci della luce, caratteristica che accomunava Maghi e Babbani.
    Con un sospiro sconfortato si diresse verso gli ascensori e si gettò a capofitto in uno che stava già per chiudere; giusto in tempo vi riuscì a salire.*

    Livello due per la signorina Harris.

    *Disse un ragazzo biondo che non faceva altro che posarle gli occhi addosso da quando aveva iniziato a lavorare come Auror. Era solo un sciocco che lavorava come segretario nella sezione Ufficio per i Giochi e gli Sport Magici, situato al settimo livello.*

    In poche parole lui non fa nulla.

    *Pensò con un sorriso forzato verso di lui, in un misto di emozioni che erano tante, tranne amore o affetto.*

    Grazie mille Finnick.

    *Rispose seccamente al Mago, interrotta e salvata dalla vocina dell'ascensore che annunciava il suo arrivo; quel ragazzo non era proprio il suo tipo, ma quella mattina aveva fatto una cosa buona in vita sua, facendola arrivare prima al suo livello. Daphne scese a passo svelto percorrendo i corridoi umidi e molto illuminati, diretta verso il Quartier Generale degli Auror, dove l'attendeva la sua collega ed amica Maya. Giunse alla porta del loro ufficio, soffermandosi ancora ad osservare il cartello che vi era stato affisso.*



    *Daphne entrò con un sorriso dirigendosi verso la sua scrivania e posando la borsetta e la giacca nera, sperando di poter fare qualcosa di più pericoloso che semplici ricerche o pedinamenti. L'amica però non c'era, probabilmente si era sicuramente recata nella stanza dove erano presenti i documenti degli ex Mangiamorte e leggere altre notizie. *

    E quei fogli che sono? Maya, ha già affondato la testa su quei grossi volumi impolverati!

    *La giovane Auror osservando dei fascicoli e fogli vari sulla scrivania dell'amica, avvicinandosi a questa e leggendo qualche rigo, finché non si soffermò ad osservare una foto nella pagina accanto. Quel viso le era familiare, quei tratti e quegli occhi erano identici a qualcuno che lei aveva visto altre volte.*

    Questo qui mi sembra di averlo visto o sto sognando?.

    *Daphne indicò con il dito la foto, quasi a voler percepire qualcosa di più, prima di leggere un piccolo foglietto scritto da Maya che diceva chiaramente... *

    Che cosa? Questo è un parente della Mills morto alla battaglia di Hogwarts?

    *Esclamò la donna, non curandosi del tono di voce che aveva usato, restando ad osservare ancora quel volto.*

    Vuol dire che, quest'uomo era un Mangiamorte e che lei sta seguendo le sue orme?

    *Si disse ancora, preoccupata e pensierosa, sconvolta anche da quella notizia che aveva appena appreso. Forse era il caso di parlare con il loro capo e vedere che cosa avrebbero dovuto fare al riguardo.*

    Maya ha svolto un'ottimo lavoro.

    *Immaginò l'espressione che sicuramente aveva assunto l'amica, colta dallo stesso pensiero che aveva attualmente Daphne: la Preside era in pericolo.
    Charlotte Mills, insegnante di Arti Oscure alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, aveva sicuramente altri scopi che dare lezione agli studenti. Se i suoi pensieri erano corretti e gli appunti di Maya dicevano il vero, lei poteva essere una Mangiamorte e cercare di eliminare la Preside e tutti i Nati Babbani, iniziando dalle mura del Castello.
    Si mise seduta alla scrivania di Maya, osservando meglio la foto e leggendo alcuni fascicoli, intenta a trovare una soluzione ed a risolvere un po' di dubbi che le vorticavano nella testa.*

    Se la Mills ha le stesse intenzioni dei Mangiamorte e sta lavorando per loro come infiltrata al Castello, dobbiamo avvisare la Preside ed iniziare a verificare la situazione della donna. Non abbiamo tempo da perdere!

    *Sì, era tutto a rischio e dire quelle parole ad alta voce, rese la bionda nervosa ed arrabbiata. Lei per prima era una Nata-Babbana e non poteva sopportare che, ancora oggi, vi fossero problemi legati al sangue di ognuno.*

    Siamo tutti in possesso di bacchette che ci hanno scelto. Siamo tutti passati dal binario 9 e 3/4. Abbiamo superato lo Smistamento.



    *I brividi iniziarono a correrle lungo la schiena e la paura di tornare al clima di anni prima le dava il tormento.
    I libri per quanto utili fossero stati non sarebbero più serviti: si doveva agire. Il verificare e accettarsi delle supposizioni che si facevano in ufficio, dovevano sempre essere certificate da fatti reali, pedinamenti, "missioni". Per la prima volta da quando erano diventate Auror, le due amiche avevano tra le mani la loro missione più importante e non potevano farsela sfuggire.*

    Meglio che mando un messaggio a Smith perché mi sa che non è ancora nel suo ufficio.

    *Daphne era decisa come mai a trovare il modo per poter finalmente entrare in azione, ma soprattutto perché erano informazioni cui lavoravano da un mese, fino ad arrivare a quella nuova rivelazione: la missione apparteneva a loro. Sicuramente John Smith, il loro capo, non sarebbe stato molto d'accordo ma, dopo tutto il lavoro che avevano svolto, non avrebbe tolto alle due la gioia di svolgere ricerche approfondite da vicino. Sapevano già che la Mills era pericolosa e potente, dato la sua enorme esperienza in Magia Oscura, ma loro erano Auror e non si sarebbero tirate mai indietro.*

    Citazione:
    Signor Smith,
    visualizzando alcuni fascicoli io e Maya ci siamo accorte che vi è un stretto legame tra Charlotte Mills, insegnante di Arti Oscure a Hogwarts ed un certo Luke Mills, deceduto durante la Seconda Guerra dei Maghi. Presumiamo sia un parente stretto, forse persino suo fratello.
    Crediamo che la donna sia un'infiltrata a scuola, che lavori per il gruppo ancora in vita di Mangiamorte. Se le nostre supposizioni fossero davvero vere, potremmo rischiare una Terza Guerra Magica e questo non possiamo permettercelo.
    Gradiremo il suo permesso immediato per iniziare le ricerche sul campo.

    Saluti,
    D. Harris e M. Mondlicht.



    *Finì di scrivere il foglio di pergamena, incantandolo per far sì che questo giungesse a destinazione, dato che al Ministero della Magia non erano concessi i gufi per il disordine e la sporcizia che creavano. *

    Ora avviso Maya ed è meglio ispezionare prima i luoghi da lei frequentati, poi andremo ad intuito.
    Partiamo da casa sua, Hogwarts e... Notturn Alley! Lei va spesso a fare acquisti lì! Qualunque cosa compri, dobbiamo essere certi di tenerla sotto controllo.


    *Un po' assorta nei suoi pensieri, prese una pergamena nuova, intinse la piuma nell'inchiostro e scrisse un altro biglietto indirizzato a Maya.*

    Citazione:
    Sono nel nostro ufficio e ho letto le informazioni da te trovate. Credo sia il caso di iniziare a seguire i suoi passi di persona. Iniziamo tra poco da casa sua. Ci vediamo nell'Atrium tra dieci minuti.

    Baci,
    Daph.


    *Emozionata e carica, Daphne si preparò a svolgere la missione più importante della sua vita. Certo, attendeva ancora notizie dal suo capo, ma intanto iniziò a mettersi una giacca nera e legarsi i capelli, giusto per lavorare comodamente e senza avvertire freddo. Dovendo andare in giro per il mondo Babbano e per il mondo magico, il suo abbigliamento era perfetto in ogni caso, perché portava sempre un mantello nella borsetta, nel caso le fosse venuto in mente di indossarlo dopo.*



    *Stava per dirigersi nell'Atrium, dove avrebbe dovuto incontrare la collega, quando un biglietto entrò nel loro ufficio, posandosi sulla sua scrivania. Daphne si avvicinò ed iniziò a leggerlo. *

    Citazione:
    Harris, sta attenta e mantenete la calma. Occhi aperti e, nel caso la faccenda si faccia più sospetta, vi prego di avvisarmi all'istante.

    Capo degli Auror,
    John Smith.


    *La bionda rilesse più volte quel biglietto, quasi stordita da quelle parole che le risuonavano nella mente, eppure non poteva negare che ricevere la loro prima vera missione, la rendeva davvero fiera e orgogliosa. Lavorare al Ministero della Magia non era semplice, ma aveva desiderato intraprendere quella carriera da quando era una giovane studentessa e finalmente aveva coronato il suo sogno. Le bambine Babbane di solito sognano di diventare principesse o parrucchiere, mentre lei aveva sempre desiderato combattere il male e adesso poteva farlo. Si mise il biglietto del suo capo nella borsetta, dirigendosi verso gli ascensori.*

    Maya! Eccomi!

    *Esclamò la donna correndo verso l'ascensore dove vi era già l'amica, pronta a partire e con il biglietto che le aveva inviato prima, quindi insieme, iniziarono a salire di livello, dirette ai camini.*

    Hai già letto tutto quanto?

    *Chiese la Mondlicht con fare preoccupato, rivolgendole uno sguardo serio e deciso a risolvere il mistero che avvolgeva la docente di Arti Oscure. *

    Sì, ecco perché dobbiamo andare subito in missione. Iniziamo a girare nei dintorni di casa sua a Londra.

    *La collega accennò un sì con il capo, ma sembrava leggermente assorta nei suoi pensieri o piani. Fu solo pochi secondi dopo che ripresero parola, prendendosi per mano, pronte ad entrare nel camino. *

    Sarà pericoloso ed avremo bisogno di molto di fortuna e di coraggio, più di quanto non ne abbiamo mai avuto. La Mills è tosta, ho letto tantissime notizie su di lei, ma siamo due contro una e… siamo diventare Auror, un motivo ci sarà, no?

    *Si avvertiva tanto dalla voce di Maya, ma di certo risaltava molto la grinta e la determinazione, fondamentali per quel mestiere. Erano per la prima volta in azione e con un'avversaria temibile. Non potevano fallire.
    Un cenno di Daphne ed entrambe si tuffarono nel camino, avvolte da una luce azzurrina.*


    [Londra ore: 12.00 AM]


    *Il vorticare veloce e le polveri del camino si insinuavano fin dentro i polmoni, causando nelle due amiche un po' di tosse, terminata una volta che furono atterrate in una stradina isolata. In rigoroso silenzio e come se nulla fosse, iniziarono a percorrere le vie di Londra alla ricerca di casa Mills, situata a Covent Garden. Avere queste informazioni era già un'ottima base e tutto sarebbe iniziato da lì.
    Iniziarono a percorrere strade e stradine, camminando come due turiste che ammirano il bellissimo panorama e le case tipiche del luogo, fino a giungere davanti la residenza della loro "ricercata". Daphne osservò il volto di Maya intento ad osservare la casa della docente, imponente ma vuota.*



    Evidentemente non è in casa.

    *Le disse l'amica posando lo sguardo su di lei, come in attesa di organizzarsi per il loro giro.*

    Andiamo a fare una visita a Hogwarts?

    *Chiese la Harris in attesa di organizzare la loro prossima tappa. Cosa sarebbe accaduto? Cosa stava organizzando la donna? Perché non si erano accorti prima di quel legame con l'uomo della foto morto anni prima? Sarebbero riuscite a scoprire che piano aveva Charlotte Mills? Di certo dovevano avere la conferma se, anche lei, era una Mangiamorte.*

    @Alexander_Foster, @Maya_Mondlicht, @Charlotte_Mills, @Sibilla_Strangedreams, @Stefano_Dreams,




    Ultima modifica di Daphne_Harris oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

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    [Paiolo Magico, 09:42 a.m]


    *Alexander Aiden Foster si risvegliò tra le coperte di un letto a baldacchino fin troppo grande per una persona sola. Appena aperti, gli occhi neri avevano cominciato a guardare tutt’attorno ma niente: buio. La luce del giorno filtrava appena tra i lembi delle polverose tende del letto, finendo dritta sullo zigomo di lui. Il giovane mago si mosse appena, tirando un respiro di quelli mattutini, più sentiti, più profondi di quelli che si fanno di notte, mettendosi a sedere sul letto. Come si era ridotto così? Oh, continuava a chiederselo, e senza sosta, ma non sapeva quando e se l’avrebbe finita. Si rendeva conto, ora più che mai, che per troppo tempo aveva vissuto sognando la vita, concentrandosi su tutt’altro che godersi la spensieratezza degli anni scolastici. Per sette anni si era ripetuto che la vita era fuori dalla scuola, che valori come l’amicizia potessero solo deviare la concentrazione, focalizzarla fuori dalla giusta via. No, non la chiamava di proposito “retta” e per motivi molto validi. Fin da undicenne, Alexander aveva le idee molto chiare su chi e cosa avrebbe voluto essere da grande, motivandosi a fare meglio e nel migliore dei modi giorno dopo giorno, a studiare, ad esercitarsi nella pratica, ad essere l’indiscusso numero uno in tutte le materie e sotto tutti i punti di vista. Certo, se da questi escludiamo il rispetto delle regole e un’adeguata distinzione tra il lecito e l’illecito, Alex era forse uno dei migliori studenti di Hogwarts. Aveva passato tutto il suo tempo nel sotterraneo della Stamberga Strillante dove si poteva allenare e studiare in santa pace, poiché il numero di visitatori tra quelle assi di legno malmesso era davvero misero, e se non era lì era a lezione. Non cercava che occasione più adatta per svignarsela dal gruppo e lavorare individualmente, tanto che non aveva nessun amico. Ho detto nessuno? Beh… non è proprio la verità.*



    Shakyseth des? (Già sveglio?)

    *Il suo unico amico e compagno d’avventure da diversi anni era un Boa Constrictor Imperator il cui nome in greco sta a significare “morte”, il bellissimo Gmork. Da sotto il letto adesso stava strisciando sulle coperte, andando a salutare il suo amico e padrone, dandogli un leggero colpetto di lingua sul naso, facendo sorridere il mago.*

    Shihayadeth. (Buongiorno.)

    *Vide ancora una volta il suo amico strisciare fuori dalle tende del letto, perdendone la visuale ma sentendolo strisciare fuori dalla finestra, grazie alla sedia poggiata sotto di essa: probabilmente a caccia di topi o di qualcosa da mettere sotto i den… le zanne. Anche se non voleva, il giovane era purtroppo costretto ad alzarsi. Sospirò, levandosi di dosso con fare disgustato le orride coperte, aprendo le tende del letto e lasciando che quel po’ di fioca luce solare potesse illuminargli il viso. Era la tipica giornata soleggiata inglese: rara, ma con un sole così pallido che a stento se ne avvertiva il calore. La prima cosa che fece posando i piedi a terra fu guardarsi attorno e, dopo aver notato che tutti i suoi effetti erano perfettamente come li aveva lasciati poté rilassarsi, concentrandosi sulla pietosa condizione della camera nella quale alloggiava: mai aveva dormito in condizioni igieniche più pietose. Le assi di legno erano rese quasi invisibili dal quantitativo impressionante di polvere che ricordava… orribile zucchero a velo grigiastro.*

    Etciù!

    *Il giovane mago balzò sul letto, con una mano a coprirgli le labbra e gli occhi serrati, colto da uno starnuto così potente da poter essere paragonato ad un Ventus e che trattenne per paura di trovarsi coperto di polvere fino a diventare un pupazzo di “neve”.*

    Che cosa orripilante… devo sparire di qui!

    *Pensò con un’espressione di puro disgusto dipinta in volto, alzandosi in piedi e trovandosi già vestito: ora ricordava, non si era neanche spogliato per risparmiare tempo. Un sorriso gli curvò il volto, mentre avanzava a grandi passi verso il tavolo presente nella camera, prendendo tra le mani una piccola fiaschetta rivestita in finta pelle, lì dove era incisa una famosa marca di Whiskey babbano, il Jack Daniels. Svitato il tappo bevve un gran quantitativo del suo contenuto, rabbrividendo e rischiando di vomitare, mentre richiudeva il singolare contenitore del misterioso intruglio, mettendolo nella tasca interna del cappotto, indossandolo. Si ritrovò più basso di una decina di centimetri, mentre sentiva la sua bella corporatura fargli “ciao ciao”, divenendo ben più esile, per non parlare del resto del corpo! La sua pelle diventava più chiara, così come i suoi occhi e i suoi capelli. Cos’era il liquido che aveva ingurgitato credo l’abbiate capito tutti: pozione Polisucco. Aveva bisogno di quella, per poter andare in giro da uomo libero: non era saggio per lui andare in giro a volto scoperto almeno per un po’, così, era costretto a ripiegare su quel piccolo trucchetto che tornava sempre utile. Ed eccolo lì, un viso che non avrebbe destato i sospetti di nessuno, un volto che avrebbe consentito al giovane mago di andarsene in giro allegro e spensierato. Era allo specchio, scambiando un sorriso al suo volto provvisorio, mormorando prima di uscire dalla camera:*



    Si comincia.

    *Non gli restava che pagare la camera così, dopo essersi chiuso la porta alle spalle, scese le scale che portavano al bancone del locale, lì dove lavorava una ragazza molto carina: occhi blu elettrico e capelli neri, un viso molto delicato… ma espressione furba quanto quella di un Troll. Alexander avanzava a grandi passi eleganti e a testa alta verso di lei, pronto ad abbandonare quel luogo e dedicarsi ad un intera giornata di spensieratezza e di libertà.*

    Che camera?

    *Chiese la giovane strega con un sorriso, vedendo il mago porgerle le chiavi.*


    Camera 5, Ichabod Crane.

    *Le disse in un sorrisino: se avesse assunto altre sembianze e mantenuto il suo nome, beh, non avrebbe fatto in tempo a stendersi a letto che gli Auror sarebbero piombati nella sua camera. Così aveva creato un’identità tutta sua, un suo personalissimo e divertente gioco. In quello stato, il suo corpo non era che la marionetta, lui il grande burattinaio. Non c’erano fili da muovere, dato che era lui stesso a muovere quello che considerava come un pupazzo: in quelle sembianze sentiva il proprio corpo come null’altro che un fantoccio, cosa che sotto un certo punto di vista è vera.*

    Sono 11 Galeoni, signor Crane.

    *Parlò ancora la cameriera, arrossendo quando il ragazzo posò il suo sguardo su di lei: incredibile quanto fosse ingenua. Soffocò un sorrisino perfido, deciso a “giocare” con quella bamboccia un po’ cresciuta, mormorando in modo più suadente che poteva, faticando però dallo scoppiarle a ridere in faccia.*

    La prego… mi chiami Ichabod.

    *Detto ciò fu costretto ad abbassare lo sguardo con la scusa di dover prendere i Galeoni dal sacchetto, ringraziando il cielo per non essere esploso a riderle in faccia: ci mancava poco, lo sentiva. Le consegnò le monete, uscendo fuori dal Paiolo Magico, in strada, ridendo di gusto.*


    [Diagon Alley, 10:15 a.m]


    *Affollata e caotica come sempre, Diagon Alley era fonte di tanti ricordi per quello che un tempo era stato membro della nobile Casata dei Corvonero, una Casata che scelse in barba all’opinione di un incerto Cappello Parlante, più propenso a spedirlo tra i Serpeverde. Forse per la rara dote di saper parlare con i serpenti, forse perché sentiva che, in quello che all’epoca era un bambino, qualcosa di marcio c’era sempre stato. Ma non importava, non adesso, non ora che il sole gli baciava il viso.*

    Non è cambiato nulla, da quel giorno.

    *Si ritrovò a riflettere, di colpo immobile di fronte al negozio di bacchette di Olivander. Da lì riusciva a vedere ancora il bancone scuro, illuminato dalla fioca luce di una lampada ad olio che di certo conferiva a tutto quell’ambiente una particolare atmosfera. Incredibile quanto Alex fosse cresciuto in quegli anni! Ora era un vent’enne, ma all’epoca, quando aveva comprato la sua bacchetta, quel bancone lo toccava con il mento. Allungò la mano verso il pomello della porta, bloccandosi immediatamente: per quanto gli sarebbe piaciuto, no, proprio non poteva entrare. Se in un qualche modo il vecchio avesse avuto tra le dita la bacchetta del ragazzo, lo avrebbe identificato facilmente… e questo proprio non poteva permetterselo. Continuò a camminare, finché non si fermò nuovamente, guardando una specifica vetrina con aria che chiamare interessata sarebbe stato dire nulla: sembrava un bambino d’avanti ad uno scatolone di Api Frizzole.*



    *Si, in quella vetrina vi era ancora la scopa dei suoi sogni: una Nimbus 2001. La passione bruciava da sempre nel cuore di quello che allora era un giovane Corvonero, un desiderio però represso dalla sua determinazione.*

    Chi si concede distrazioni non arriva ai propri obbiettivi.

    *Era stato il suo motto per anni… ma adesso cominciava seriamente a chiederselo: qual’era la vita? Quella fuori da scuola? O quella come studente? Non lo sapeva ma, se era la seconda, l’aveva persa, buttata al vento. No, la sua mente combatteva anche solo quel pensiero, poiché farsi degli amici non era che una distrazione, roba da mammolette! Lui si bastava, era felice, era indipendente. La cosa che più lo incuriosiva era l’amore, qualcosa che non aveva mai provato prima d’ora.*

    E’ un invenzione della mente, è l’essere succube di qualcuno. E’ il cervello che produce Ossitocina, tutto qua!

    *Oh certo, la spiegazione scientifica era sempre la più appropriata, no? Aiutava a girare attorno ai problemi, in quel caso come in quello della religione: in quel modo, almeno, tutto era più semplice. Ma come diavolo aveva fatto a fare tutto quel giro mentale, davanti ad un semplice negozio di scope?*

    Merlino, sei ridicolo.

    *Disse a sé stesso il Mangiamorte, alzando gli occhi al cielo e portando la mano destra alla tasca interna del cappotto, bevendo un altro sorso di pozione che lo scosse da capo a piedi: Dio quanto era nauseante! Si costrinse a proseguire, sentendo la fidata bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco premergli contro la coscia sinistra, pronta ad essere usata: quel giorno aveva un appuntamento molto importante, ma perché non perdere tempo? Infondo, far aspettare una donna non era molto carino ma, si sapeva, le carinerie non erano da Alexander. Adesso affiancava la Gringott, a passo veloce, mentre un solo pensiero riempiva la sua mente.*

    Vediamo se a Nocturn ci sono nuovi arrivi.

    *Fu proprio in quel momento che urtò una donna, vedendo solo la sua sagoma in procinto di rovinare a terra. Allungò prontamente le braccia per afferrarla, prendendola per una spalla e con l’altra mano per un avambraccio, evitandole una dolorosa caduta sulla dura pavimentazione in pietra. Solo dopo essersi assicurato che la donna fosse stabile ed in piedi, il giovane mago si piegò in un profondo inchino, mormorando.*



    Chiedo venia, mia signora.

    *Non sentì le parole della donna, non capì nemmeno se lei avesse detto qualcosa, ma la vide andare via, riprendendo la sua direzione. Si alzò da quell’inchino, rimanendo a fissare la sconosciuta camminare dritta, spedita, pensando con un sorriso in volto.*

    Se è un mondo di pazzi, io devo essere il re.

    *Si concesse una lieve risata, scuotendo il capo, prima di abbandonare quelle stradine affollate, dirigendosi nella parte buia, oscura del mondo magico, lì dove avvenivano molte contrattazioni, lì dove spariva gente, lì dove alcuni morivano, lì dove tutto aveva avuto inizio per lui.*


    [Nocturn Alley, 10:37 a.m]


    *Quanta… “vitalità” tra quelle strade! Dio, l’affollamento c’era, ma era di quelli silenziosi-lugubri. Eppure il nuovo arrivato dall’occhio azzurro che camminava con le mani giunte dietro la schiena attirava fin troppi sguardi indiscreti. Un bel sorriso sereno era stampato sul suo volto, evidente motivo di nervosismo per gli altri, mentre l’indifferente ragazzo pensava solo quanto fosse bello poter camminare indisturbato per quel posto: per una volta non doveva tirar fuori la bacchetta! Non gli sembrava reale.*

    Ma che bel giovanotto! Hai da offrirmi qualche Galeone?

    *Una strega… orribile, con tanto di porro di dimensioni preoccupanti stava spuntando in un vicolo lì accanto, non proprio con la tipica aria di chi chiede l’elemosina, ma si sapeva: a Nocturn Alley, l’elemosina, era un pretesto per prenderti la bacchetta. Con un sorriso allegro, il giovanotto si voltò verso l’attempata megera, salutandola con un cenno del capo.*

    Madame.

    *Questa schizzò via, colpita da un Everte Statim non verbale e senza bacchetta: nel corso degli anni d’istruzione imparavi a fare a meno del tuo catalizzatore magico, specie per gli incantesimi più semplici. Quell’azione attirò più sguardi di quanti il mago non ne avesse attirati prima: di certo, adesso, nessuno l’avrebbe seccato. In quelle zone, purtroppo, chi aveva il grugno più duro la vinceva e chi si mostrava arrendevole… beh, di certo Sinister avrebbe venduto eventuali pezzi del suo corpo ridotti come la famosa “Mano della Gloria”. Continuava a camminare con la sua aria tranquilla e il suo sorriso, chiedendosi quando quella farsa sarebbe finita: aveva bisogno di stare al chiuso per non dover usare la Polisucco e, fintanto che doveva avere quell’aspetto, meglio mostrarsi a tutti l’opposto di quello che davvero era. Stava per entrare da Magie Sinister quando si fermò all’entrata, tirando un’occhiata al muro lì accanto, un muro sul quale era stato appeso un manifesto che proprio no, non avrebbe dovuto esserci.*



    *Guardò con stupore la sua foto, decidendosi a fermarsi di fronte a questa: non potevano aver scoperto la morte di James Foster, suo padre, così presto. No, James era morto la sera prima, il suo corpo era da poco diventato freddo e già il ragazzo era ricercato fino al punto da finire sui manifesti!?*

    Calmati, Alex: è impossibile. Il Ministero avrà scoperto chi c’è dietro la morte dell’Auror Blake.

    *Bene, tutta quella situazione lo innervosiva. Non aveva paura… ma il solo pensiero che la morte di suo padre fosse già nota agli Auror lo seccava oltre ogni dire. Certo, James Foster era un Purosangue altolocato e ben conosciuto dal mondo magico, così come tutta la sua famiglia.*

    Ora conoscono anche me. Contento, “papà”?

    *Pensava in un sadico sorrisino il ragazzo, entrando nel negozio e guardandosi attorno, sforzandosi di avere un atteggiamento diverso da quello che teneva abitualmente, continuando a tenere le mani dietro la schiena e guardandosi attorno fingendo curiosità.*

    Guarda guarda…

    *Pensò tra sé tirando un’occhiata alla donna al bancone: Charlotte Mills, la sua vecchia professoressa di Arti Oscure al castello e la sua attuale collega Mangiamorte. Che ci faceva lì? Ovviamente restare impalato sarebbe stato sospetto, così afferrò un manufatto oscuro, attento a non toccare nulla che avrebbe attivato la maledizione al suo interno, cominciando ad osservare la collega.*



    *Cercava qualcosa, qualcosa che evidentemente il signor Sinister possedeva. Quando lo vide tirar fuori una collana, qualcosa nelle budella del ragazzo si agitò, abbassando appena il manufatto che teneva tra le dita, sentendo un’antica magia oscura provenire da ciò che il proprietario del locale mostrava alla donna.*

    La Collana di Opali…

    *Lo pensò in un sussurro, completamente stregato dalla vista di una collana così antica: così antica, eppure ancora così potente. La maledizione impressa in lei era rimasta la medesima, non perdendo efficacia neanche dopo anni e ciò la diceva lunga su colui che l’aveva stregata.*

    Il signor Malfoy era proprio un mascalzone, eh?

    *In quel momento, però, vide la sua collega sfrecciare via, con il polso un po’ scoperto. Il ragazzo ridusse gli occhi a due fessure, vedendo la lingua di serpente del teschio, quel teschio che altro non era se non il Marchio Nero, quello stesso marchio che lui possedeva, il suo marchio, il segno che contraddistingueva i fedeli del Signore Oscuro.*

    Come posso esserle utile?

    *Chiedeva intanto l’uomo, strofinandosi le mani con sguardo interessato diretto verso il mago, ignaro di chi realmente si trovasse d’avanti. Adesso, era evidente che il teschio che si trovava tra le mani di Alexander fosse appartenuto a chissà chi o, per lo meno, costasse un bel po’, dato il sorriso che si accese in viso al mago che però si spense quando il mago lo lasciò cadere bruscamente al suo posto, sibilandogli contro, essendo finalmente se stesso.*

    Vendendo quella maledetta collana.

    *Detto ciò uscì fuori dal negozio, camminando verso il vicolo più vicino, assorto nei suoi pensieri. Era evidente che Charlotte volesse usare quella collana per il “lavoretto” ad Hogwarts e nessuno, nessuno poteva dire di no ad una Mangiamorte. Era il caso di far visita a suo zio Viktor, il mago che l’aveva tirato su e che l’aveva indotto nella via delle tenebre, quel mago che, probabilmente, voleva notizie dell’amato e prezioso nipote. Fu così che Alex si smaterializzò lontano, lì dove ad attenderlo c’era quel po’ di famiglia che potesse avere.*


    [Noctun Alley, 20:19 p.m]


    *Finalmente era finito l’effetto della Polisucco e Alex camminava per le strade di Nocturn Alley con il suo aspetto, guardando con fare minaccioso chiunque lo osservasse: non era serata, era chiaro. Perché se ne andava a viso scoperto, a quell’ora, tra quelle strade? Beh, sarà stato un postaccio, ma chi bazzicava quelle parti sapeva che non era mai un bene mettersi contro un Mangiamorte, figuriamoci denunciarlo agli Auror! Si, perché c’era il terrore che questi maghi oscuri potessero maledire i responsabili della loro cattura e le loro famiglie: cosa non poi tanto assurda.*



    *Beh, era nel luogo dell’appuntamento, anche in anticipo, ma della Mills neanche l’ombra. Arrivò in ritardo, guardando il ragazzo con fare interrogativo. Alzato lo sguardo al cielo, esasperato, Alex tirò fuori dalla tasca posteriore dei jeans la sua maschera, mettendola sul viso e sentendo la magia impressa in quell’oggetto fare il resto. Cosa fece? Semplice: gli appellò il resto della divisa addosso.*

    Quando vuoi, Char.



    *Mormorava Alex con la voce camuffata dalla maschera, pronto, finalmente, ad entrare in azione.*

    @Daphne_Harris, @Charlotte_Mills, @Maya_Mondlicht, @Stefano_Dreams, @Sibilla_Strangedreams,




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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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  • Maya_Mondlicht

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 7073
       
       

    [PAIOLO MAGICO - ORE 7.30 A.M.]




    *Una fiammata verde si sprigionò dall'ampio camino del più noto pub londinese per Maghi, ma frequentato anche da comuni Babbani, e Maya apparve all'interno del focolare. Si guardò intorno: nella luce livida del mattino si potevano vedere alcuni avventori intenti a fare colazione. La giovane Strega guardò la sua immagine riflessa nello specchio; non vi erano tracce né di fuliggine né di fumo sulla sua pelle candida e fra i capelli biondo-argenteo. Con un po’ di pratica aveva imparato a rendere il più confortevole e meno “sporchevole” possibile il viaggio via Metropolvere.*

    Buongiorno Tom, potrei avere un caffè, per favore?

    *Chiese al gestore avvicinandosi al bancone con un sorriso.*

    Certo, signorina Mondlicht.

    *Rispose cordiale come sempre il gestore, ricambiando il sorriso. Maya, in realtà aveva già fatto colazione a casa, ma le sarebbe parso quantomeno sgarbato usare il locale solo come comodo passaggio per trasferirsi da Godric’s Hollow, dove viveva con il suo compagno, a Londra dove lavorava. Se avesse avuto il pass ministeriale, sarebbe potuta sbucare in uno dei camini stregati dell’Atrium ma, purtroppo, per un disguido di cui ignorava la ragione, benché lavorasse più di un mese al Ministero, il suo badge pareva essersi perso nel nulla. A volte si materializzava ma quella pratica un po’ la stancava, inoltre, negli ultimi giorni vi era ricorsa fin troppo spesso per i suoi gusti, quindi, aveva preferito “sfruttare” il camino del Paiolo Magico, quella non era la prima volta e non sarebbe stata nemmeno l'ultima. Avevano anche pensato di affittare una casa a Londra per agevolare i trasporti ma entrambi, lei tirocinante Auror al Ministero e lui praticante Medimago al San Mungo, percepivano degli stipendi minimi e, se li avessero spesi tutti per un costoso affitto londinese, sarebbe rimasto poco o nulla. Quindi, avevano preferito per una soluzione un po’ più scomoda ma notevolmente più economica: usare la casa che i nonni materni di Gandalf che gli avevano lasciato in eredità.*

    Ma che succede, c’è un nuovo ricercato? Strano che non ne sappia nulla… deve essere una notizia fresca di stanotte…



    *Pensò la giovane strega mentre, sorseggiando il suo caffè fumante notò che sulla parete del locale era affissa una foto segnaletica. Strano, quel viso era vagamente familiare ma non ricordava dove lo avesse visto, lo fissò ancora un attimo, poi mise 1 galeone e 12 zellini sul bancone, salutò il gestore ed uscì, dal lato Babbano del locale, ovviamente.

    Che aria pungente…

    *Pensò tirandosi la sciarpa fin sopra il naso e calcandosi in testa il cappello di lana.
    Camminava a passo veloce muovendosi fra le vie della Londra Babbana, indossando abiti che le consentissero di passare inosservata: una giovane pendolare, forse una studentessa universitaria o forse una commessa, nessuno avrebbe potuto immaginare che quella ragazza dai capelli biondissimi e gli occhi di un colore particolare e magnetico fosse una Strega. Forse qualcuno avrebbe detto che era un po' eccentrica con addosso un improbabile giaccone color carta da zucchero che sembrava un po' troppo grande per lei.*

    Quando mi daranno il pass, sarà sempre troppo tardi…



    *Sospirò entrando nella cabina telefonica stregata che fungeva da ingresso al Ministero della Magia ed, in teoria, era riservata solo ai visitatori… oppure ai pochi privilegiati come lei che, da quasi un mese e mezzo, aspettava che le fosse data l'autorizzazione per entrare come dipendente.*

    Purtroppo, la burocrazia funziona male nel mondo dei Maghi quasi quanto in quello dei Babbani…

    *Pensò mentre digitava sulla tastiera i tasti 62442, MAGIC.*

    Benvenuta al Ministero della Magia. Per favore dichiari il suo nome.

    Maya Merope Mondlicht.

    *Scandì la Corvonero che detestava il suo secondo nome e non lo diceva mai, anche durante il primo controllo lo aveva taciuto ma, con suo enorme stupore e disappunto si rese conto che non fu un'idea brillante, quindi, da quella volta seppur con riluttanza, pronunciava il proprio nome completo, non omettendo lo strampalato e cacofonico "Merope" che, a detta di sua madre, era un "retaggio di famiglia", un nome tradizionale di un'antica e nobile Casata di Purosangue.*

    E tutti con dei nomi che sono peggio di maledizioni; Merope, Orfin, Asterope, poveri bambini a doversi presentare con nomi del genere.

    *Rifletteva Maya, ma la voce metallica riprese a parlare.*

    Qual è il motivo della visita?

    Attentare alla vita del Ministro e piazzare una Caccabomba nell'Ufficio dei Misteri.

    *Che avrebbero fatto se avesse risposto in quel modo? E soprattutto, davvero pensavano che, se qualcuno avesse avuto intenzioni criminali, lo avrebbe dichiarato ad una cabina del telefono?*

    Sono un’Auror e devo raggiungere il Quartier Generale, prima dell'ora di pranzo... possibilmente.

    *Si udì uno scatto ed un tintinnio, e qualcosa cadde nel contenitore metallico, dove di solito scendono le monete del resto. Lo raccolse: era una spilla quadrata d'argento con scritto sopra Maya Merope Mondlicht, Quartier Generale Auror. La fissò sul giaccone mentre la voce femminile riprendeva a parlare.*

    Il visitatore del Ministero ha l'obbligo di sottoporsi a perquisizione e di presentare la bacchetta perché sia registrata al banco della sorveglianza, all'estremità dell'Atrium.

    Purtroppo lo so bene!

    *Il pavimento della cabina tremò. Stava sprofondando lentamente nel suolo. L’abitacolo iniziò a scendere rapidamente e, lasciandola senza fiato, pochi secondi dopo, si bloccò con un sobbalzo.*

    [MINISTERO DELLA MAGIA - ORE 8.00 A.M. ]




    Il Ministero della Magia le augura una buona giornata!

    *Salutò la voce femminile, la porta della cabina si spalancò e lei uscì.
    Era all'estremità di un magnifico salone con il pavimento splendente di parquet scuro. Il soffitto blu pavone era incastonato di scintillanti simboli dorati che continuavano a muoversi e mutare come un enorme volta celeste. Al centro dell'ingresso c'era una fontana. Un gruppo di statue dorate, più grandi del naturale, si ergeva al centro di una vasca circolare. La più alta di tutte rappresentava un Mago dall'aspetto nobile, con la bacchetta puntata diritta in aria. Di fianco a lui c'era una bella Strega ed attorno ai due, un Centauro, un Goblin ed un Elfo Domestico. Scintillanti zampilli d'acqua schizzavano dalle estremità delle loro bacchette, dalla punta della freccia del Centauro, dalla cima del cappello del Goblin e dalle orecchie dell'Elfo Domestico.
    Le pareti ai due lati erano coperte da pannelli di lucido legno scuro, dove si aprivano molti camini dorati. Ogni pochi secondi un Mago o una Strega affioravano da uno dei camini sulla sinistra con un dolce fruscio.*

    Io dovrei essere come loro…

    *Mormorò scuotendo il capo e lanciando loro uno sguardo carico di invidia, per dirigersi verso i cancelli dorati. Seduto a una scrivania sulla sinistra, sotto un cartello che diceva Sorveglianza, un mago con un’incipiente calvizie ed un abito blu pavone, in tinta con il soffitto, la guardò avvicinarsi e posò il libro che stava leggendo.*

    Prego, avanti!

    Di nuovo? Non è possibile evitare questo terzo grado ogni santo giorno?

    *Rivolgendosi all'impiegato che, da oltre un mese, ossia da quando lavorava al Ministero, ogni mattina ripeteva la stessa, identica scena, che sarebbe stata comica se si fosse ripetuta solo una o due volte ma, dopo 40 giorni, era diventata fastidiosa e grottesca.*

    Certo che non si può evitare, in quest'ultimo periodo sono state denunciate attività sospette da una setta di Mangiamorte… perciò i controlli sono diventati molto più rigorosi, approfonditi e puntuali.

    Io direi grotteschi, assurdi e ridicoli…

    *Pensò alzando gli occhi al cielo e sopprimendo un sospiro carico di irritazione, poi, si avvicinò ed il Mago tese una lunga asta dorata, sottile e flessibile, una Sonda Magica, e la passò su e giù davanti e dietro lungo il corpo della ragazza.*

    La bacchetta, prego.

    *Le chiese in tono secco quando fu soddisfatto dell’ispezione e Maya estrasse il proprio catalizzatore magico da sotto il giaccone e lo posò sul tavolo di fronte all'uomo, proprio sul libro che lui stava leggendo fino ad un attimo prima che lei arrivasse. *



    Attenda un attimo…

    *Bofonchiò lo “zelante” burocrate prendendo la bacchetta e posandola su uno dei due piatti di una strana bilancia di ottone, che cominciò a vibrare e non smise finché una minuscola pergamena non sbucò dalla base. Lui la prese e la lesse.*

    10 pollici e mezzo, rigida, legno di Vite con anima di capelli di Veela, in uso da sette anni e 5 mesi. Esatto?

    *Chiese con voce monotona, non alzando lo sguardo dal foglietto.*

    Sì, esatto come ieri e tutti i giorni dell’ultimo mese…

    *Ribatté seccata e, mentre il burocrate sfogliava il registro come aveva fatto anche il giorno precedente, le sorse il dubbio che non sapesse leggere e che, per lui, le parole fossero solo degli incomprensibili glifi.*

    Ah, sì, ecco, c'è una Maya Merope Mondlicht, tirocinante Auror...

    Appunto, sono io!

    *Lo interruppe esasperata la giovane strega, indicando la spilletta argentea e chiedendosi se davvero il mago calvo che aveva di fronte fosse tanto stupido oppure se fingesse… di certo, se stava recitando, era da premio Oscar, come avrebbero detto i Bbabbani.*

    Ma dovrebbe avere il pass, come dipendente ministeriale…

    *Commentò lui rilevando l'ovvio, purtroppo. Maya alzò gli occhi al cielo, era ben conscia che, se il suo pass non fosse andato smarrito chissà dove, si sarebbe risparmiata di sottoporsi ad un interrogatorio tanto inutile quanto snervante ogni mattina.*

    Sì, lo so, ma purtroppo non mi è ancora stato consegnato, come le ho detto anche ieri… o forse l'ho spiegato ad un suo collega…

    … stupido quando lei!

    *Terminò mentalmente la frase per non essere troppo sgarbata, ma cominciando a dare segni di cedimento. Se c'era qualcosa che non sopportava, erano le inutili perdite di tempo… e la stupidità della gente, non obbligatoriamente in questo ordine.*

    Prego, vada pure, ma questo lo tengo io!

    *La congedò rendendole la bacchetta ed infilzando la strisciolina di pergamena su un piccolo puntale di ottone. Maya non ringraziò neanche, si voltò e si diresse a passo veloce verso gli ascensori. Aspettò che le griglie metalliche si aprissero ed entrò. Diversi maghi e streghe la guardavano con un sorriso od un cenno di saluto, lei ricambiò, molti li conosceva di vista, anche se non ne sapeva i nomi. Le griglie si chiusero con fragore e l'ascensore prese a salire lentamente, con le catene che sbattevano, mentre la stessa fredda voce femminile che aveva parlato nella cabina telefonica risuonò di nuovo.*

    Settimo Livello, Ufficio per i Giochi e gli Sport Magici...

    *Le porte dell'ascensore si aprirono e si scorse un corridoio dall'aria trascurata, con numerosi poster di squadre di Quidditch appesi storti alle pareti. Un paio di Maghi scesero e le porte si chiusero, l'ascensore sussultò e riprese a salire.*

    Sesto Livello, Ufficio del Trasporto Magico...

    *Di nuovo le porte si aprirono e scesero due Maghi ed una Strega, mentre diversi; nello stesso tempo, parecchi aeroplani di carta, color lilla con la scritta “Ministero della Magia” stampata lungo l’estremità delle ali, entrarono planando. Maya osservò un attimo, chiedendosi se uno di quei promemoria inter uffici contenesse una comunicazione riguardante il suo pass smarrito. Nel frattempo, l’ascensore riprese a salire sferragliando.*

    Quinto Livello, Ufficio per la Cooperazione Internazionale Magica...

    *Recitò la voce femminile quando le porte si aprirono ancora una volta, insieme con un mago canuto ed un po’ curvo, uscirono parecchi aeroplani di carta ma molti altri entrarono e cominciarono a volteggiare intorno alla lampada che pendeva dal soffitto, attenuando considerevolmente la luminosità.*

    Quarto Livello, Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche...

    *Un Mago, che reggeva una scatola alquanto irrequieta che emetteva suoni acuti e sinistri, si fece largo per uscire, seguito da una mezza dozzina di promemoria.*

    Terzo Livello, Dipartimento delle Catastrofi e degli Incidenti Magici...

    *Tutti scesero dall'ascensore tranne Maya ed una Strega occhialuta intenta a leggere una lunghissima pergamena che quasi toccava il pavimento. Gli aeroplani residui, non più di tre o quattro, continuarono a svolazzare attorno alla lampada. L'ascensore sobbalzò poi le porte si aprirono e la voce fece il suo annuncio.*

    Secondo Livello, Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia...

    *La Corvonero uscì salutando educatamente la strega ma quella non alzò lo sguardo dal foglio che aveva davanti al naso occhialuto. Un paio di promemoria la seguirono ma, quando si fermò davanti alla porta dell’ufficio che condivideva con l’amica e collega Daphne Harris, la sorvolarono e proseguirono. Fissò un attimo l’etichetta sulla porta ed entrò.*



    Dovrei avere un paio d’ore di solitudine per verificare alcune incongruenze che ho trovato sfogliando dei vecchi incartamenti…

    *Pensò entrando ed agitando la bacchetta per fa accendere lampade stregate che illuminarono subito il locale, che era piuttosto angusto e spoglio: due scrivanie, una libreria che correva lungo quattro pareti ed era interrotta solo dalla porta da cui era entrata e da una finestra incantata che riproduceva magicamente le condizioni meteorologiche esterne. Sugli scaffali lucidi non solo vi erano numerosissimi libri, ma erano appoggiati strani e vagamente inquietanti artefatti incantati e boccette di pozioni dai colori sinistri, quelli che si sarebbero potuti definire gli strumenti degli Auror.
    Maya si diresse alla propria scrivania che era ingombra di fogli di pergamena scritti con la sua calligrafia minuta ed ordinata, libri ed annuari aperti, vecchie copie della Gazzetta del Profeta e perfino un paio di numeri muffiti del Mensile delle Streghe.
    Mentre osservava tutto quello si ricordò di come aveva trascorso gli ultimi tre giorni, ossia da quando, il venerdì precedente, sfogliando una vecchia copia della Gazzetta del Profeta, quasi per caso, aveva scoperto un collegamento a dir poco sospetto fra l’attuale professoressa di Arti Oscure a Hogwarts, Charlotte Mills ed un Mangiamorte morto durante la famosa battaglia che aveva portato alla sconfitta di Lord Voldemort, Luke Mills. Dapprima il suo era stato solo un vago sospetto, la sensazione di qualcosa che non quadrasse e, sulla scia di quell'intuizione, che definire labile sarebbe stato riduttivo, si mise ad indagare per conto suo, senza nemmeno avvertire la sua collega od il Capo degli Auror. Così, il giorno seguente, sabato, suscitando un certo disappunto da parte di Gandalf, si era recata in Francia Montpellier, dove la strega era nata per verificare i certificati di nascita della famiglia Mills conservati nell'archivio locale e, con preoccupazione ma non stupore, scoprì che, in effetti, i due erano fratelli. Ma com'era possibile che quell'informazione fosse scomparsa dai documenti del Ministero della Magia, che schedava con perizia quasi ossessiva tutti Mangiamorte accertati indicandone l’albero genealogico fino alla terza o la quarta generazione? Qualcosa non quadrava, era come se delle informazioni essenziali e “scottanti” fossero state omesse o cancellate, ma perché? L’unica risposta sensata che la razionale Corvonero si poté dare era che ciò avesse lo scopo “ripulire” la genealogia di Charlotte Mills per renderla “al di sopra di ogni sospetto” e, per un certo periodo, quella strategia dell’occultamento aveva funzionato: infatti, la Strega era riuscita ad entrare nel corpo docenti della più famosa Scuola di Magia e Stregoneria del Mondo, la stessa presso cui era stato assassinato suo fratello tanti anni prima. Forte di quella nuova consapevolezza, senza esitare, il giorno dopo ancora, ossia la domenica, si recò a Hogwarts e chiese la Preside il permesso di consultare la Biblioteca sia i vecchi annuari conservati nella Stanza dei Trofei. Subito non sapeva con esattezza che cosa stesse cercando, si aggirava semplicemente fra gli scaffali polverosi sperando di trovare qualcosa che attraesse la sua attenzione, ma non sortì alcun risultati. Certo, vide libri interessantissimi, ma nessuno che contenesse quello che stava cercando, quindi, dopo oltre due ore di infruttuose ricerche decise di cambiare strategia e cominciare ad appellare a casaccio tutto ciò che le pareva attinente, ma non fu una buona idea, perché in breve si trovò sommersa di vecchie genealogie dei Purosangue, annuari che nessuno sfogliava più da almeno un lustro e curiosi tomi riguardanti le Arti Oscure che parevano c’entrare poco o nulla con tutto il resto. Quando stava per desistere, arrendendosi all'evidenza, si imbatté in alcune pagine magicamente cancellate e quel fatto la insospettì. Controllando le pagine precedenti e quelle successive, si rese conto che i fogli bianchi coprivano circa un decennio della Storia della Casa di Serpeverde. Nomi, magi-foto e perfino i risultati di G.U.F.O. e M.A.G.O. erano spariti, come se quei dieci anni non fossero mai esistiti. Per scrupolo verificò se la stessa discrepanza fosse presente anche per le altre quattro Case e, in effetti, vide che anche le pagine di Corvonero, Tassorosso e Grifondoro erano egualmente immacolate. Provò lanciare sull'annuario Aparecium, ma nulla, poi provò con Specialis Revelio ma anche in quel caso nemmeno una riga ricomparve. Con un colpo di bacchetta rimise apposto tutti i volumi che aveva inutilmente consultato e, tenendo il tomo sotto il braccio, si diresse nell'ufficio della Preside per chiederle se sapesse qualcosa della misteriosa scomparsa che, magari poteva essere stata causa da qualche maleficio che aveva colpito il Castello durante una delle due guerre dei maghi. Purtroppo, però, la professoressa Strangedreams, dopo aver guardato con uno sguardo carico di stupore e di malinconia, negò di saperne qualcosa e precisò che quelli erano proprio gli anni in cui lei stessa aveva frequentato Hogwarts e convenne che tutto quello era molto sospetto. Provò anche lei ad applicare alle pagine misteriose formule che Maya non aveva mai sentito e che, probabilmente erano di Animagia, giacché pure Pilli si aggirava agitando nervosamente la coda intorno al volume. Tuttavia, ogni tentativo fu vano ed i fogli rimasero candidi e muti ai loro occhi. Con moltissima pazienza l’illustre strega aiutò la giovane Auror a ricostruire parte di ciò che nel libro mancava. Naturalmente, essendo una Tassorosso, per di più Nata-Babbana, non aveva molti contatti con i Serpeverde se non quelli sporadici e non certo piacevoli con coloro che la vessavano e la motteggiavano per le sue origini. Fu allora che si ricordò di uno studente verde-argento particolarmente fastidioso e petulante, ma non riuscì né a distinguerne chiaramente il viso né a ricordarne il nome, come se un incantesimo di memoria avesse cancellato tutto ciò di rilevante potesse sapere su quel ragazzo. Maya la ringraziò per la sua disponibilità e le promise che avrebbe fatto il possibile per chiarire quella misteriosa ed enigmatica faccenda, chiedendo il permesso di portare l’annuario “cancellato” al Ministero per farlo analizzare a degli esperti. Naturalmente acconsentì e raccomandò alla giovane Auror di tenerla informata e di mantenere il massimo riserbo su tutta quella faccenda almeno finché non vi fosse un piccolo spiraglio di luce, nell'oscurità in cui brancolavano. Ormai era notte fonda quando fece ritorno alla villetta di Godric’s Hollow che, come spesso accadeva, era deserta perché Gandalf aveva un doppio turno al San Mungo, capitava spesso ai “praticanti” del primo e del secondo anno di restare giornate intere all'ospedale e, sebbene un po’ le dispiacesse, non ci poteva fare nulla. Avevano carriere impegnative e ciascuno doveva essere comprensivo e paziente con l’altro, se voleva essere ripagato con la medesima moneta, entrambi lo sapevano e lo accettavano per amore l’uno dell’altra. Esausta ma troppo stanca per dormire, dopo aver consumato un pasto frugale, andò a letto ma non riuscì a chiudere occhio, troppi pensieri, uno più angosciante dell’altro, le affollavano la mente, si girò e rigirò nel letto finché la sveglia non suonò. Si preparò in gran fretta e, per una volta, si materializzò direttamente di fronte alla cabina rossa che dava l’accesso al Ministero della Magia, poi, appena superata la sorveglianza, portò subito il volume al Quartier Generale degli Obliviatori, dove c'erano i Maghi e le Streghe più esperti in ogni tipo di cancellazione magica, sperando che uno dei colleghi potesse recuperare parte delle informazioni cancellate. Rosemary Sullivan, specializzata in Maledizioni Oblivianti fu ben felice di dare una mano alla giovane ed intraprendente Auror e promise a Maya che la sera stessa oppure la mattina successiva le avrebbe fatto sapere qualcosa. La Corvonero ringraziò, tornò nel proprio ufficio, al livello superiore, e dedicò tutta la giornata a collegare le tante informazioni raccolte, alla fine, quando se ne andò, il risultato fu un cumulo caotico di pergamene, appunti e schemi, che per chiunque, eccetto lei stessa, sarebbe stato incomprensibile. Lo stesso identico caos le si presentò dinanzi agli occhi la mattina seguente, quando, più riposata e lucida, si rese conto di aver lasciato un vero e proprio campo di battaglia sulla sua postazione di lavoro.*

    Uhm, forse è il caso che faccia un po' di ordine se voglio sperare di riuscire a far capire qualcosa a Daph…

    *Pensò sedendosi alla scrivania ed iniziando a dividere gli appunti, le pergamene ed i libri, in modo che tutto trovasse una collocazione logica, poco alla volta, il caos prese forma ed un disegno contorto ma comprensibile si delineò chiaramente agli occhi di Maya.*

    Tutti i tasselli stanno andando al loro posto, se solo riuscisse ad aggiungere l'ultimo, il quadro sarebbe davvero completo…



    *Proprio in quel momento sala porta entrò un promemoria inter uffici che, dopo aver volteggiato in aria atterrò sulla scrivania esattamente davanti a lei. Con mano tremanti dispiegò l'aeroplanino violetto e lesse il messaggio che conteneva.*

    Citazione:
    Signorina Mondlicht,
    ho le informazioni che mi ha chiesto, La attendo nel mio ufficio quanto prima. E' alquanto urgente!

    Cordialmente,
    Rosemary Sullivan


    *Con ancora il biglietto in mano Maya balzò in piedi e si precipitò fuori dalla porta, non aspettò l’ascensore e si diresse alle scale che separavano i due piani. Le scese di corsa raggiungendo quindi il Livello Tre, poi, giunta davanti alla porta del Quartier Generale degli Obliviatori si fermò un attimo a prendere fiato. Trasse un profondo respiro ed entrò.*

    Buongiorno Signora Sullivan, ho appena ricevuto il suo messaggio…

    *La Strega, che era sola in ufficio, la salutò con un mezzo sorriso, ma la sua espressione era visibilmente tirata.*

    Prego si accomodi…

    *La invitò con gentilezza, ma la sua voce rilevava un profondo turbamento, la giovane Auror obbedì.*

    Molti delle informazioni contenute non ho potuto recuperarle…

    *Le disse mostrandole le pagine dell’annuario che, dal giorno precedente erano cambiate ben poco.*

    Tuttavia, direi che è stato più illuminante ciò che non ho trovato rispetto al poco che ho trovato: infatti, su queste pagine è stata usata una Magia Oscura molto potente che non vedevo da parecchio tempo…

    *Maya ascoltava le parole dell’Obliviatrice trattenendo il fiato e fissandola con i suoi grandi occhi indaco sgranati ed annuendo leggermente.*

    Per l’esattezza dall'epoca della seconda guerra magica, era una pratica piuttosto utilizzata dai Mangiamorte, al fine di cancellare ogni loro traccia e spesso era associata anche all'utilizzo dell’Incantesimo di Memoria e della Maledizione Imperius…

    Quindi deve essere stato un Mangiamorte a cancellare tutto?

    *La interruppe la giovane Auror mentre la sua mente lavorava velocemente per integrare quella rivelazione con tutte le altre scoperte che aveva fatto negli ultimi giorni.*

    Esatto, ma questo non è il dato più preoccupante…

    *Ribatté l’anziana strega che pareva essere diventata più rugosa e pallida del solito. Maya annuì ma non disse una parola, attendendo che Rosemary terminasse il proprio discorso.*

    La traccia magica non risale ad oltre quindici anni fa, ma è molto più recente, ipotizzerei due o tre anni, forse quattro ma di certo non prima….

    *L’Obliviatrice alzò lo sguardo acquoso su Maya per accertarsi che la ragazza avesse capito le gravi implicazioni che le sue parole comportavano, quindi, proseguì.*

    Siccome, però, essa è stata camuffata, per esperienza, direi che potrebbe essere addirittura più recente… temo che, chiunque abbia usato questa maledizione sia ancora all’interno della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

    E’ Charlotte Mills, è lei che ha cancellato le informazioni per infiltrarsi a Hogwarts… e di certo non l’ha fatto solo per lo stipendio da professoressa, sta tramando qualcosa!

    *Pensò Maya mentre la testa le scoppiava e le tempie le pulsavano per l’emozione, l’ansia e l’angoscia che quel pensiero comportava: il luogo più sicuro dell’intero mondo magico non era più sicuro, un oscuro pericolo aleggiava sul Castello, sulla Preside, sugli insegnanti e su tutti gli studenti.*

    Capisco, la ringrazio molto…

    *Mormorò con un filo di voce la giovane Strega pallida come non mai.*

    Deve scoprire di chi si tratta e soprattutto, deve mettere in guardia la professoressa Strangedreams…

    *Maya annuì, sapeva benissimo anche lei ciò che doveva fare ed era ben intenzionata a muoversi subito.*

    Certo, è ovvio provvederò immediatamente …

    *Ribatté l’Auror alzandosi, pronta a congedarsi, ma l’Obliviatrice la fermò.*

    Aspetti un attimo…

    *Disse rovistando in un cassetto della scrivania ed estraendo un vecchio biglietto da visita impolvera ed ingiallito dal tempo.*

    Molti anni fa, quando ero ancora una giovane Obliviatrice, avevo un collega più anziano che era il più esperto di tutti nelle maledizioni di cancellazione e di memoria, perché, per un certo periodo, prima dell’inizio della prima guerra dei maghi, è stato un Mangiamorte, ma poi, rendendosi conto delle scelleratezze che il Signore Oscuro progettava, si ricredette e si mise al servizio del Ministero… ora è in pensione ma di certo non le negherà il suo aiuto, se glielo chiederà, il suo nome è Simon Wilson.

    *Spiegò porgendole il biglietto che, sebbene fosse molto sbiadito, era ancora leggibile.*

    Grazie, mi sarà molto utile…

    *Tenendo il libro sotto il braccio destro ed il biglietto nella mano sinistra, uscì dall'ufficio e si diresse alle scale, perché doveva inviare dei gufi postini e, per farlo, era necessario che raggiungesse la Guferia del Ministero, al Livello Uno, solo due piani sopra e non aveva né il tempo né la voglia di aspettare l’ascensore. Salì rapidamente gli scalini ed arrivò ad un lungo corridoio: era la prima volta che si addentrava al livello uno. Molte porte erano chiuse e lesse le etichette cercando quella giusta, alla fine la trovò, era proprio l’ultima in fondo. Bussò ed entrò: il locale era molto ampio e tutta la parte sinistra era occupata da una grande voliera in cui gufi di tutti i tipi sonnecchiavano pigramente, dal lato opposto vi era una scrivania, su cui era diversa un’alta pila di piccole pergamene, piume di diversi tipi e varie bocchette di inchiostro, dietro di essa, un impiegato, che all'apparenza sembrava un Goblin tanto era basso ed arcigno, pergamene, era quasi completamente nascosto da dal piano di mogano.*

    Salve, avrei bisogno di inviare due messaggi, uno entro il confine di Londra e l’altro a Hogwarts, sono entrambi estremamente urgenti…

    *Spiegò Maya in tono sbrigativo, ed il nano occhialuto alzò gli occhi su di lei.*

    Ha già scritto le missive o le occorre carta e penna?

    *Chiese lui senza nemmeno salutare, la voce era leggermente nasale e stridula.*

    Ehm, no, avrei anche bisogno della pergamena e tutto il resto…

    Allora dovrà pagare un supplemento di 13 falci, accetta o preferisce tornare con i messaggi già scritti?

    *Domandò lui in tono distratto come fosse un registratore di cassa, e Maya pensò che non assomigliava solo ad un Goblin ma che, considerando la natura di quel questi, probabilmente, fra i suoi antenati vi erano davvero dei Folletti.*

    Non ho tempo da perdere accetto di pagare il supplemento!

    *Ribatté lei seccamente prendendo due pezzetti di pergamena, una piuma ed una boccetta di inchiostro, quindi, iniziò a scrivere.*

    Citazione:
    Illustre Professoressa Strangedreams,

    in merito al nostro incontro di domenica, vi sono sviluppi piuttosto inquietanti.

    Al momento non posso essere più precisa, ma mi riprometto di darLe notizie più dettagliate a voce al più presto.

    Nel frattempo, Le suggerisco di rafforzare le difese del Castello e di non fidarsi di nessuno, nemmeno dei”suoi” insegnanti…

    In fede,
    Maya Mondlicht


    *Scrisse il primo messaggio stando ben attenta che il Goblin-impiegato non potesse sbirciarne il contenuto, quindi, lo arrotolò e lo fermò con un nastrino rosso, infine, agitando la propria bacchetta vi impose una semplice protezione che avrebbe impedito a chiunque, eccetto la diretta interessata, di aprire la pergamena. Poi, si chinò di nuovo sulla scrivania per scrivere il secondo.*

    Citazione:
    Gentile Signor Simon Wilson,

    lei non mi conosce, sono Maya Mondlicht, un’Auror impiegata al Ministero (può controllare le mie credenziali prendendo contatto il Coordinatore dei Quartier Generale, John Smith).
    Mi permetto di disturbarla, perché ho saputo dalla signora Rosemary Sullivan, che le sue competenze potrebbero essermi molto utili per un’indagine che sto conducendo.

    La questione è della massima importanza ed urgenza, quindi, la prego di contattarmi quanto prima, a lei la scelta del luogo e dell’ora ma ricordi che prima è, meglio è… domani potrebbe essere tardi.

    Grazie della cortese attenzione, attendendo una sua celere risposta, le porgo i miei più cordiali saluti.

    Maya Mondlicht


    *Maya arrotolò e legò anche la seconda pergamena ma non vi applicò alcun incanto protettivo, poi tornò a rivolgersi all'impiegato.*

    Ho bisogno che questa raggiunga Hogwarts in giornata!

    *Disse porgendogli la missiva stregata indirizzata alla Preside.*

    Allora dovrà pagare un extra di 1 galeone e 16 zellini.

    Ovviamente!

    *Rispose Maya facendo un grosso sforzo per non scoppiare a ridergli in faccia. L’impiegato si alzò, stagliandosi in tutta la sua bassezza e si diresse verso la voliera, poi, dopo aver esaminato con cura diversi esemplari, scelse un giovane gufo reale che sembra in gran forma, gli legò alla zampa destra la pergamena e lo liberò. Il rapace bubolò cupamente e spiccò il volo sicuro, sembrava felice di poter svolgere il compito per cui era stato addestrato.*



    E’ sicuro che arriverà in tempo? Come ho detto è molto urgente!

    *Chiese la giovane Auror mentre il rapace si infilò in una bocca di lupo, all’altezza del soffitto, da cui filtrava una pallida luce che, evidentemente, doveva essere aperta sulla strada o comunque all’esterno del Ministero.*

    Certo signorina, quello è Igor uno dei gufi più veloci che abbiamo e sicuramente il più resistente, può stare tranquilla, i suoi soldi saranno ben spesi.

    *Maya non disse nulla e si limitò ad alzare le spalle, poi si avvicinò al veniale impiegato e gli porse il secondo rotolo di pergamena.*

    Questa, invece, resta a Londra ma è comunque urgente.

    In questo caso dovrà pagare il supplemento prioritario di 9 falci…

    *Ribatté lui con il solito tono piatto e fastidioso.*

    Ma non mi dica? Non lo avrei mai immaginato…

    *Ribatté sarcastica mentre il mago afferrava un piccolo assiolo dai colori particolarmente anonimi, probabilmente una femmina, e legò la pergamena alla zampa destra. Il minuscolo rapace, non emise alcun suono, ed uscì dalla stessa fessura da cui era passato l’altro gufo poco prima.*

    In totale fa 4 galeoni, 13 falci e 21 zellini, paga in contanti o preferisce che l'importo venga detratto dal suo prossimo stipendio?

    *Domandò lui con espressione arcigna, ormai non c’era dubbio, era una Goblin… chi altri poteva fare i conti a mente in così poco tempo ed essere contemporaneamente tanto sgarbato?*

    Non ho con me il portamonete, li faccia pure detrarre dallo stipendio…

    In tal caso, deve compilare l’apposito modulo con i suoi dati

    *La interruppe l’impiegato invitandola a seguirlo alla scrivania, Maya avrebbe voluto protestare, dicendo che aveva molta fretta e che non aveva tempo da perdere… ma rinunciò, immaginando che non sarebbe servito a nulla se non a farle gettare al vento altri minuti preziosi. Così, facendo ricorso a tutto il suo autocontrollo obbedì e riempi la pergamena che lui le dette, poi, biascicando un saluto uscì dalla porta. Fu allora che un aeroplanino violetto la raggiunse, con l’istinto della Cercatrice, lo prese al volo, poi lo dispiegò e ne lesse il contenuto.*

    Citazione:
    Sono nel nostro ufficio e ho letto le informazioni da te trovate. Credo sia il caso di iniziare a seguire i suoi passi di persona. Iniziamo tra poco da casa sua. Ci vediamo nell'Atrium tra dieci minuti.
    Baci,
    Daph


    *Lesse il contenuto del biglietto e si affrettò di nuovo verso le scale, perché, prima di andare all’appuntamento nell’Atrium avrebbe dovuto comunque pendere il giaccone e la borsa che aveva lasciato in ufficio. Scese gli scalini due a due ed imboccò il corridoio. In lontananza vide l’amica e collega che stava aspettando l’ascensore e le corse incontro e la raggiunse circa a metà del corridoio. Scambiarono poche parole, raccontandosi rapidamente ciò che avevano appreso, poi, la Tassorosso mostrò alla Corvonero il messaggio che aveva appena ricevuto dal loro capo e propose di iniziare le ricerche da Convent Garden, dove si trovava la Casa della Mills.*

    Mi sembra un’ottima idea, dammi solo il tempo di prendere il cappotto e le cose che ho lasciato in ufficio…

    *Daphne annuì e Maya in un battibaleno fu vestita e pronta, poi, insieme presero l’ascensore che iniziò rapidamente a scendere, ogni livello era scandito dalla solita voce femminile ed impersonale ma le due amiche non vi fecero caso, avevano troppo di cui parlare.
    Giunte nell’Atrium scesero, si diressero veloci verso uno dei camini stregati che servivano ai dipendenti per uscire dal Ministero, contrariamente a quelli che davano l’accesso all'Atrium, quelli non richiedevano alcun pass per essere usati, le due giovani Auror vi si tuffarono e scomparvero in una fiammata verdognola e fumosa.*

    [CONVENT GARDEN - ORE 12.00 A.M.]



    Forse non è stata un’idea geniale…

    *Commentò tristemente Maya, indicando l’imponente edificio che pareva disabitato da qualche tempo. Non era per nulla certo che lo fosse realmente ma di sicuro qualcuno si era dato parecchio daffare perché lo sembrasse.*

    Potremo comunque tentare di entrare…

    *Propose Daphne che, per sua natura era molto più ottimista dell’amica.*

    Beh, in effetti sì, dato che siamo arrivate fino a qui, vale la pena di provare…

    *Rispose la Corvonero, poi, entrambe, con fare circospetto, si avvicinarono al cancello del giardino che, inaspettatamente cedette subito quando lo spinsero.*

    Mi sa di trappola…

    *Pensò Maya senza dire nulla, non voleva fare l’uccello del malaugurio, magari facendo preoccupare inutilmente l’amica, tanto, conoscendola, anche se le avesse manifestato i suoi sospetti, era alquanto improbabile che la caparbia Tassorosso si facesse fermare. Dopo aver perlustrato il giardino e l’esterno della casa, per accertarsi che non vi fosse nessuno, si avvicinarono alla porta di servizio che era sul retro, che non era visibile dalla strada e, bacchette alla mano, cominciarono ad armeggiare un po’ sulla serratura, ma senza ottenere nulla.*

    Mi sa che abbiamo davvero fatto un viaggio a vuoto…

    *Commentò la Corvonero, cercando di non palesare il proprio sollievo: infatti, pensando a tutte le cose orribili che sarebbero potute accadere loro, se davvero la Mills avesse imposto delle maledizioni a protezione della sua dimora, considerava una gran fortuna l’essersi imbattuta solo in una serratura inespugnabile.*

    Evidentemente, davvero, non è in casa.

    *Daphne non poté che convenire con l’amica che restare lì non sarebbe stato di alcuna utilità, quindi, le due giovani Auror, sempre muovendosi furtive come delle ladre, ripercorsero a ritroso i propri passi ed uscirono dal cancello.*

    Andiamo a fare una visita a Hogwarts?

    *Suggerì la Tassorosso mentre si allontanavano camminando con indifferenza come due comunissime ragazze Babbane.*

    Io veramente ci sono già stata domenica…

    *Rispose Maya arrossendo leggermente, come le capitava ogni volta che si sentiva in imbarazzo.*

    Cerchiamo un posto tranquillo che ti spiego…

    [HYDE PARK- ORE 1.30 P.M.]




    *Aggiunse, abbassando un po’ il tono della voce. Daphne, sebbene visibilmente stupita da quella rivelazione, non disse nulla e si limitò ad annuire, quindi, insieme entrarono nel famoso Hyde Park che era poco distante. Con sollievo Maya notò che era quasi deserto, c’erano solo alcuni Babbani che portavano dei cani ed un paio di coppiette che si erano appartate, sfidando il gelo.*

    Mi pare che quella panchina sia abbastanza appartata…

    *Disse indicando un punto dal lato opposto del parco, ad un laghetto semi ghiacciato. Di nuovo la Tassorosso annuì, impaziente che la Corvonero svuotasse il sacco. Poi le due si sedettero e Maya, in modo dettagliato e con dovizia di particolare le raccontò tutto ciò che aveva fatto durante il weekend e di come avesse raccolto tutte le carte accumulate sulla sua scrivania al Ministero. Non omise nulla, nemmeno ciò che quella stessa mattina le aveva rivelato Rosemary Sullivan circa l’annuario cancellato e l’ex-Obliviatore, fu Mangiamorte, di cui le aveva dato il biglietto da visita. Infine, concluse spiegando che aveva scritto sia alla Preside per metterla in guardia, ma senza scendere in particolari e dettagli che, per il momento, sarebbero stati difficili dimostrare, sia del biglietto che aveva inviato a Simon Wilson chiedendogli un appuntamento. Quando finalmente tacque, il pallido sole invernale stava già iniziando a tramontare, il tempo era volato e le due non erano assiderate solo grazie ad un incantesimo che le proteggeva dal rigore dell’inverno oltre che da orecchie indiscrete dei babbani che, di tanto in tanto, comparivano nel parco.*

    Spero che Wilson mi risponda presto… per ora non possiamo fare molto altro che aspettare anche perché non saprei proprio dove cercare… forse alla Gringott potremo trovare qualcosa ma, di certo, a quest’ora sarà chiuso, inoltre dubito che i Goblin ci farebbero dare un’occhiata nella cassetta di sicurezza della Mills, neanche se riuscissimo a farci scrivere un’ingiunzione dal Ministro della Magia in persona, inventerebbero qualche assurdo cavillo.

    *Sospirò la Corvonero e solo allora si rese conto che avevano saltato un pasto, perché il suo stomaco iniziò a brontolare rumorosamente.*

    Per il pranzo è decisamente tardi, però, che ne diresti di andarci a prendere un classico tè inglese con tanto di tartine e dolcetti annessi e connessi? Io mi sono accorta solo adesso di avere una fame da lupo!

    *Propose Maya e Daphne, che evidentemente era affamata quanto lei, subito accettò con entusiasmo. Quindi, si alzarono e si mossero verso uno dei tanti locali Babbani presenti nel parco cittadino, dove sarebbe stato piuttosto facile trovare un bar che servisse il classico English Tea Time. Quando, all'improvviso, un piccolo assiolo planò sulle loro teste per poi posarsi sulla spalla della Corvonero. Maya lo riconobbe, era lo stesso cui l’impiegato della Guferia ministeriale aveva consegnato la missiva indirizzata a Simon Wilson.*

    Forse ci sono novità…

    *Commentò prendendo con delicatezza in mano il minuscolo rapace e sciogliendo il nastro che legava un foglietto di pergamena, alla sua zampa destra.*



    Sei stato molto bravo… anzi, brava, ma mi spiace, non ho con me neanche un biscottino gufico.

    *Disse alla bestiola accarezzandole il capo piumato, poi se la rimise sulla spalla e, con mani tremanti, srotolò la pergamena e ne lesse il contenuto, poi la passo a Daphne perché potesse vedere anche lei con i suoi occhi.*

    Citazione:
    Gentile signorina Mondlicht,
    come può immaginare, prima di risponderle ho verificato la sua identità e le sue credenziali presso il Capo degli Auror, ciò nonostante, ho esitato ancora a contattarla perché ormai sono fuori dal gioco da molto, troppo tempo, ed avrei preferito che le cose restassero così.

    Purtroppo, però, poco fa, la mia ex-collega e vecchia amica Rosemary è venuta a farmi visita e, in via ufficiosa e strettamente confidenziale, mi ha sommariamente spiegato la natura del problema. Fosse stato per qualsiasi altro motivo avrei ignorato il suo appello, ma non posso lasciare che Hogwarts e tutti gli studenti che la frequentano, corrano dei rischi, quindi, la aspetto stasera alle 8.30 p.m. al Notturn Night Club, di Notturna Alley, un luogo alquanto malfamato ma che ci garantirà la riservatezza e l’anonimato che, credo, entrambi desideriamo.

    Mi riconoscerà perché indosserò un mantello verde petrolio ed avrò in mano una copia di “Magical me” dell’ex-professore Gilderoy Lockhart, la scelta del libro, come potrà facilmente intuire, non è casuale. Dal canto mio, non credo che avrò problemi ad individuarla perché la cara Rosemary mi ha fornito una descrizione del suo aspetto e, considerando che sono davvero poche le giovani Streghe dai capelli argentei e gli occhi indaco, ritengo che dovrei riconoscerla facilmente.

    In fede,
    Simon Wilson

    PS. Per ovvi motivi, la esorto a non rispondere a questa mia missiva ed a rispedire l’assiolo al Ministero a zampe vuote… ricordi: continua vigilanza!


    Mi sembra una notizia grandiosa!

    *Esclamò Daphne appena ebbe terminato anche lei di leggere, restituendo il biglietto a Maya che lo ripiegò e se lo mise nella tasca del giaccone.*

    A questo punto direi che conviene andare a prendere il nostro tè al Paiolo Magico, così saremo già in zona e potremo approfittarne per fare un salto a Ghirigoro, per vedere com'è fatto “Magical me”, confesso di non averlo mai letto e dubito che potrei mai riconoscerlo.

    *Propose Maya accarezzando ancora la piccola rapace che si era appollaiata comodamente dell’incavo del suo collo.*

    Già, è un libro un po’ datato, inoltre, da quando l’autore ha perso credibilità ed è stato internato al San Mungo, non è stato più molto richiesto, non so nemmeno se continuano a stamparlo…

    *Rispose Daphne che, come l’amica, non aveva mai visto una copia di quello, che oltre venti anni prima, era stato un best-seller, che Streghe di ogni età non solo avevano letto ma si erano duramente contese una copia autografata dall'autore. Maya annuì e, dopo aver liberato l’assiolo, che subito si librò in cielo diretto verso il Ministero della Magia, le due amiche si incamminarono per le vie di Londra dirette verso il Paiolo Magico.*

    [PAIOLO MAGICO - ORE 5.00 P.M.]



    Buona sera, Tom!

    *Salutò la Corvonero entrando nel locale affollato di clienti.*

    Buonasera a lei, signorina Mondlicht, le porto il solito?

    *Chiese il mago che, da quando la ragazza si serviva del pub come luogo di transito, l'aveva sempre e solo ordinare un caffè nero.*

    No, stasera, come vede, sono con un'amica e vorremo uno dei suoi famosi e luculliani English Tea che sono praticamente dei pasti completi.

    *Ribatté la ragazza sorridendo e dirigendosi verso uno dei tavolini liberi, mentre alle sue spalle il barista rispondeva che sarebbe stata subito accontentata e che sarebbe stato un piacere servirle qualcosa di un po’ più sostanzioso del solito.*

    Non sapevo che fossi una cliente abituale...

    *Commentò Daphne a voce bassa, apprestandosi a togliere il cappotto.*

    Lo sono per forza, non per scelta... purtroppo, il mio pass non è ancora arrivato...

    *Fece lei scuotendo il capo e con esso i lunghi capelli argentei, che erano appena stati liberati dal pesante cappello di lana.*

    Ma non è possibile, a me è arrivato il giorno prima di iniziare a lavorare...

    *Maya annuì sempre più sconfortata, quindi, cambiò discorso e cominciò a chiacchierare animatamente con l'amica di argomenti futili, quello non era certo il luogo in cui parlare del loro lavoro. Poi con molta, moltissima calma consumavano una lauta merenda, sotto gli occhi stupiti del proprietario che non aveva mai visto Maya mangiare tanto.*

    Forse ci conviene andare, se non vogliamo rischiare che il Ghirigoro chiuda...

    *Propose la Corvonero una volta sazia, forse anche troppo.*

    Stasera la libreria resterà aperta fino a tardi, perché vi si svolgono gli incontri mensili del "Club del Libro".

    *Si intromise Tom che, mentre portava loro il conto, non aveva potuto, o forse voluto, evitare di sentire ciò che Maya aveva detto.*

    Grazie dell'informazione... sarà piacevole trattenerci un po' più a lungo per curiosare fra gli scaffali polverosi.

    *Rispose la ragazza in tono apparentemente casuale, ma scambiando uno sguardo di intesa con l'amica. Per loro sarebbe era davvero una fortuna inaspettata avere un luogo dove ingannare il tempo fino all'ora dell'appuntamento. Daphne annuì accennando un mezzo sorriso, per far capire alla Corvonero che aveva avuto il suo stesso pensiero. Poi le due pagarono ed uscirono dal lato "magico" del locale, si trovarono in un angusto cortile delimitato da mura fatiscenti e con un singolo bidone della spazzatura come arredo, ma le ragazze non ci fecero caso e, dirigendosi con sicurezza verso la parete opposta, scrutarono con attenzione i mattoni diseguali e dissestati, poi Maya toccò con la bacchetta un punto preciso che aveva cercato con cura ed il muro si aprì permettendo loro di entrare nella Londra di cui i Babbani ignorano l’esistenza, ma che per i Maghi è la più famosa via per lo shopping all’interno della capitale britannica.*

    [DIAGON ALLEY- ORE 6.30 P.M.]


    *Le due giovani streghe si avviarono verso Il Ghirigoro, la libreria dove, durante gli anni di studio a Hogwarts, acquistavano tutti i manuali. Entrando l'odore di carta appena stampata risvegliò nella Corvonero tanti ricordi, troppo recenti per non suscitare emozioni.*

    Ehi, Mya, hai visto un fantasma?

    *La voce di Daphne riportò l'amica alla realtà, alla loro missione, alla priorità del momento.*

    Scusa, Daph, mi pareva che ci fosse il nostro vecchio professore di Incantesimi... ma mi ero sbagliata.

    *Mentì Maya sperando di essere credibile, le seccava ammettere con l'amica di essersi lasciata sopraffare dalla nostalgia in un simile frangente.*

    Beh, era piuttosto ordinario, facile che ti sia confusa...

    *Commentò la Tassorosso alzando le spalle e proseguendo verso una giovane commessa dai capelli rossi crespi e dagli occhi nocciola, vagamente porcini, che non poteva avere più di quindici o sedici anni.*

    Salve, la mia amica ed io stiamo cercando un libro intitolato "Magical me", pubblicato nel 1992, la casa editrice non la ricordo, ma l'autore è Gilderoy Lockhart...

    Gellert Luckheart... non l'ho mai sentito!

    *La interruppe la ragazza, dimostrando una volta di più che la scienza Babbana chiamata fisiognomica era più attendibile di quanto molti credessero.*

    G I L D E R O Y L O C K H A R T!

    *Sillabò Maya, guardando la ragazzetta con un'espressione che oscillava fra compatimento e disgusto.*

    Fa lo stesso, anche così non l’ho mai sentito…

    *Le due amiche si guardarono e scossero impercettibilmente il capo simultaneamente, mentre ad entrambe balenò in mente il detto Babbano: “è come cavare sangue da una rapa”.*

    Non c’è qualcuno di un po’ più… ehm, competente di te con cui possiamo parlare?

    *Chiese Maya cercando di non apparire troppo aggressiva o sgarbata.*

    Ah, avete capito che sono nuova… si vede tanto, allora!

    *Esclamò la ragazzina con voce querula, e le due streghe si chiesero se fosse tanto sciocca da essere contenta di venir etichettata come una perfetta idiota oppure se fosse talmente stupida da non capire neanche quanto fosse ignorante.*

    No, comunque, al momento ci sono solo io… la titolare tornerà fra circa un’ora per presenziare la serata del “Club del Libro”.

    *Maya con il suo solito sarcasmo si domandò se la giovane commessa conoscesse davvero il significato del termine “presenziare” oppure se stesse ripetendo a pappagallo ciò che le era stato suggerito di riferire ai clienti.*

    Possiamo comunque dare un’occhiata, magari lo troviamo da sole…

    *Bisbigliò Daphne all'orecchio dell’amica dimostrando il suo solito senso pratico.*

    Direi che è l’unica, se non vogliamo aver fatto un altro buco nell'acqua, in fondo, non dobbiamo comprare nulla, ci basta vedere com'è la copertina… sempre che vi sia ancora una copia in negozio.

    *Rispose la Corvonero con assoluta sincerità e senza alcun ritegno, come se la commessa non fosse ancora di fronte a loro e non le stesse fissando con i suoi occhi nocciola in cui non brillava nemmeno una scintilla di intelligenza.*

    Grazie, allora, mentre attendiamo che torni la titolare, guarderemo un po’ in giro.

    *Disse Daphne educatamente che, da brava figlia di Tosca era molto più tollerante e ben disposta verso il prossimo, rispetto alla Corvonero.*

    Certo, certo, fate pure… così io posso tornare dagli altri clienti…

    Che potranno beneficiare come noi del tuo preziosissimo aiuto…

    *Pensò caustica la giovane Auror mentre sorrideva alla commessa annuendo, poi con l’amica e collega iniziò a guardare sugli scaffali.*

    Fortunatamente, i volumi sono divisi per genere e sistemati in ordine alfabetico per autore…

    *Commentò Maya che, da perfetto topo di biblioteca, sapeva destreggiarsi in mezzo ai libri meglio di chiunque altro. Scartò quindi la sezione dedicata alla narrativa e anche quella dedicata alla saggistica, poi, finalmente, trovò la libreria che conteneva Biografie ed Autobiografie e vi si avvicinò, abbassando lo sguardo per leggere i nomi degli autori dalla L ed alla M, che erano sul sesto scaffale dall'alto.*

    Eccolo, è questo… oggi deve essere proprio il nostro giorno fortunato!



    *Esclamò la giovane strega raggiante mostrando il libro all'amica, non potendo immaginare che, entro un’ora, la sua affermazione sarebbe stata tragicamente smentita dalla dura realtà o, se si vuole, da un fato sgarbato che stava tramando alle loro spalle.*

    Mi viene male a pensare che quel damerino impomatato abbia insegnato Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts…

    *Commentò la Tassorosso che era sì buona e magnanima ma non era né cieca né sciocca.*

    Già, lo immagini a scontrarsi in duello contro la professoressa Master?

    *Chiese Maya immaginando la severa e rigorosa insegnante di DCAO che lasciava il povero Lockhart appeso per aria a testa in giù con addosso solo un bel paio di boxer, rigorosamente celesti. Scoppiò a ridere, subito seguita dall’amica, poi, notando che i clienti le guardavano con occhi truci, cercarono di tornare serie o, almeno, si sforzarono di essere più silenziose.*

    Non so come facesse ad avere tanto successo… io un libro del genere non lo comprerei mai.

    *Commentò a voce bassa la Corvonero dopo aver letto la quarta di copertina porgendo il volume a Daphne che lo prese e lo squadrò storcendo impercettibilmente il naso, quindi, lo rese all'amica senza nemmeno aprirlo.*

    Va bene che erano altri tempi, ma resta comunque un mistero… però, un aspetto positivo ce l’ha: non faremo certo fatica a riconoscerlo.

    *Riposto il volume sullo scaffale, esattamente dove lo avevano trovato, le due giovani Auror ne approfittarono per gironzolare un po’ in libreria ma nulla attrasse in modo particolare la loro attenzione e, quando, i soci del “Club del Libro” iniziarono ad arrivare, confondendosi nella piccola folla, uscirono senza passando inosservate.*

    Forse siamo in anticipo, ma preferisco arrivare un po’ prima per studiare il locale… eppoi, non mi andava a genio di restare al Ghirigoro con quel gruppo di intellettuali della domenica…

    *Commentò mentre, insieme all’amica, si inoltrava lungo la via fino a raggiungere svincolo che portava al lato scuro di Diagon Alley, Notturn Alley.*

    [NOTTURN ALLEY- ORE 8.15 P.M.]



    Aspetta, ferma un attimo…

    *Sussurrò Maya appena ebbero imboccato la buia stradina, indicando due figure incappucciate che si trovavano poco più avanti. Non potevano vederle in viso perché voltavano loro le spalle, l’unica cosa che si distingueva, oltre ai neri mantelli che parevano in parte confondersi con le ombre della notte, era l’alta statura di una delle due.*

    Mya, sei un po’ paranoica, saranno due maghi che, come noi, si stanno recando al Night Club, non c’è nulla di strano o di sospetto… non puoi immaginare che dietro ogni mantello si nasconda un Mangiamorte.

    *La canzonò Daphne, avendo però il buon senso di parlare a voce bassissima. La Tassorosso stava per proseguire, quando la Corvonero la trattene per un braccio, costringendola a rifugiarsi nella nicchia di un portone.*

    Ho una brutta sensazione… non ti so spiegare, non è una cosa razionale… la definire più come qualcosa di viscerale, che mi prende allo stomaco…

    Quello è l’effetto dei sei tramezzini e delle innumerevoli paste che hai mangiato al Paiolo Magico, tesoro…

    No, quelli non c’entrano, prima stavo bene… aspetta, guarda meglio la testa di quello più basso… io giurerei di aver scorto una maschera.

    *La Tassorosso allora, si voltò e, per una frazione di secondo, anche lei ebbe l'agghiacciante certezza di vedere una maschera nera, quella stessa maschera che anima gli incubi di tutti i bambini del mondo magico, quella maschera che, per quasi un ventennio,sembrava solo un brutto ricordo, quella maschera che era un emblema di morte.*

    Hai ragione…

    *Bisbigliò con voce incrinata dalla paura, un nodo doloroso serrava la sua gola, esattamente come quella dell’amica.*

    Purtroppo, lo so.

    *Rispose la Corvonero con un filo di voce annuendo mestamente, per una volta, avrebbe voluto avere torto ed essere contraddetta, ma doveva rassegnarsi all’evidenza: pochi metri davanti a loro, vi erano due Mangiamorte.
    Entrambe realizzarono che non avrebbero potuto fuggire e che la lesena nel muro in cui si erano rifugiate non era sufficientemente profonda per nasconderle né abbastanza solida per difenderle. Allora, per la prima volta nelle loro giovani esistenze, si resero conto che la sopravvivenza sarebbe dipesa dall'abilità nell'usare le proprie bacchette, se avessero sbagliato non avrebbero avuto una seconda possibilità od una prova d’appello, come accadeva sui banchi di scuola, perché quella era la vita reale ed ogni minima mossa poteva fare la differenza fra la vita e la morte.*



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  • Sibilla_Strangedreams

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    ANNUNCIO!

    Come richiesto da @Daphne_Harris,
    e con il consenso di tutte le parti interessate,
    lo scontro viene congelato fino a giovedì 20 febbraio,
    da allora @Charlotte_Mills, avrà 5 giorni
    (ossia i 7 regolamentari meno i due già trascorsi
    da quando @Maya_Mondlicht, ha editato il suo post)
    per rispondere, quindi, dovrà farlo entro il martedì 25.

    Stay Alive!
    Sibilla_Strangedreams & @Stefano_Draems




    TOPIC RI-APERTO


    @Alexander_Foster,




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  • Stefano_Draems

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    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Charlotte_Mills ha ricevuto un bonus potenza di 5.
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 9 a area 14 con la potenza di 1
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 1 - 0 - 0; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha assegnato all'area 5 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha assegnato all'area 9 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha assegnato all'area 29 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha assegnato all'area 5 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha assegnato all'area 1 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 9 a area 14 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 3 - 0 - 0; Difesa: 1 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha conquistato da area 9 l'area 14 che era di Daphne_Harris trasferendo automaticamente la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 37 a area 38 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 1 - 0; Difesa: 3 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha conquistato da area 37 l'area 38 che era di Daphne_Harris trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 21 a area 22 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 4 - 4 - 0; Difesa: 1 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha conquistato da area 21 l'area 22 che era di Daphne_Harris trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Charlotte_Mills ha trasferito da area 13 a area 1 la potenza di 2
    # Charlotte_Mills ha trasferito da area 1 a area 13 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha trasferito da area 1 a area 14 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 1 a area 10 con la potenza di 4
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 3 - 2 - 2; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha conquistato da area 1 l'area 10 che era di Daphne_Harris trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Charlotte_Mills ha attaccato Daphne_Harris da area 10 a area 18 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 5 - 0 - 0; Difesa: 6 - 0 - 0;
    # Charlotte_Mills ha cercato di trasferire da area 13 a area 1 la potenza di 1
    # Charlotte_Mills ha passato la mano.


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 253950
       
       

    *Due figure incappucciate e mascherate vagavano per le piccole stradine di Notturn Alley, per poi fermarsi nei pressi del famoso negozio chiamato Magie Sinister.*



    Quando vuoi, Char.

    *Disse Alex parlando per la prima volta da quando erano li.
    Charlotte conosceva da molto tempo Alex Foster e quello che sapeva di lui era che era un mago molto abile negli incantesimi, a cui piacevano le arti oscure e che era appartenuto alla casa di Corvonero.
    La donna non poteva chiedere di meglio come partner di quella missione.
    Sapeva inoltre che era un mago ricercato, fatto che non era molto positivo, non immaginava nemmeno la sua vita senza poter uscir di casa senza essere arrestata.
    Char se l' era ripromesso: prima o poi avrebbe smesso con quella vita losca e illegale. L' avrebbe fatto per il suo bene e per quello della vita che le si prospettava davanti.
    Avrebbe sempre potuto continuare a passare informazioni al Grande Capo, ma di sicuro avrebbe smesso di eseguire missioni ad alto pericolo.
    Prima di entrare in azione Charlotte prese da parte il suo collega Mangiamorte.*

    Aspetta solo un secondo... Il capo mi insegnato un incantesimo davvero davvero utile

    E quale sarebbe?

    Allunga il braccio.

    *Charlotte puntò la bacchetta verso l' avambraccio sinistro di Alexander, pronunciò parole incomprensibili e per magia il marchio nero impresso sulla sua pelle scomparì come se non ci fosse mai stato.
    Lo stesso fece con il suo marchio.*

    Questo incanto l' ha inventato il capo per nasconde ad occhi indiscreti e da incantesimi vari i marchi dei Mangiamorte.
    In questo caso nessuno potrà incolparci di far parte di questa organizzazione, nemmeno gli Auror che non sanno come rivelare e quindi annullare l' incantesimo.
    La magia sta facendo passi da giganti.


    *Affermò la donna osservando il marchio sul suo avambraccio che piano piano diventava invisibile, come se fosse risucchiato da ciò che lo circondava.*

    Davvero stupefacente.

    *Anche Alex, nipote di Viktor Foster, noto Mangiamorte, sembrava davvero meravigliato nel vedere quel tatuaggio impresso a vita scomparire.
    Era come se fossero tornati indietro nel tempo, quando certe decisioni non erano ancora state prese, quando certe decisioni non erano ancora state impresse sulla pelle.
    Quelle decisioni risalivano a moltissimi anni prima per Charlotte, esattamente fin dalla tenera età voleva far parte dei Mangiamorte e vendicare la morte di suo fratello Luke, anche lui Mangiamorte però ucciso in battaglia.
    Voleva troppo bene a suo fratello per non vendicarsi su qualcuno dai capelli color rosso fuoco. Non sapeva esattamente chi fosse ma di una cosa era sicura: avrebbe ucciso l' intera famiglia Weasley se fosse stato necessario.
    Lei odiava quella famiglia, la odiava perchè aveva rovinato la sua, perchè uno di loro aveva ucciso la persona più importante per Charlotte.
    La vendetta però aveva un prezzo: un marchio impresso sulla pelle a vita.
    I volti di Charlotte ed Alex erano nascosti dietro le loro maschere ma si poteva intuire sia la tensione, sia l' eccitazione di portare a termine una missione tanto agognata e tanto complessa.
    Charlotte però, donna dalle mille risorse, aveva captato qualcosa di anormale.
    Lei era un animagus, più precisamente si trasformava in gatto e il senso più sviluppato che aveva era l’ udito.*

    Dannazione.

    Cosa c’è?

    C’è qualcuno.. E direi che ci ha visto, anzi ci hanno visto. Sono in due.

    *Sicuramente sul volto di Alexander era comparsa un espressioni tra il misto di curioso e terrore.*

    Oh su Foster dopo tutti gli anni che hai passato ad Hogwarts, non ti ricordi più che sono un animagus?
    Tu entra, prendi la collana e torna qui il prima possibile, di certo non posso tener testa a due persone.
    Sarò pure un abile strega ma anchio ho i miei limiti


    *Foster, giovane ragazzo e giovane Mangiamorte fece come la donna gli aveva richiesto, rompendo il vetro del negozio in cui si dovevano intrufolare e lasciando Charlotte da sola.
    Le due persone erano nascoste alle sue spalle.
    Due donne a giudicare dalle volate di profumo che arrivavano alle narici dell’ animagus.
    Non aveva la minima idea se poteva conoscerle o meno, ma loro di sicuro non sarebbero mai risalite alla sua vera identità.
    Il marchio nero era scomparso, la maschera copriva il viso e camuffava la voce, nessuno sarebbe mai riuscito a scoprire che sotto a quel nero mantello c’ era la professoressa di Arti Oscure di Hogwarts.
    Doveva escogitare un piano per regalare tempo ad Alex, per recuperare la collana di opali e poi svignarsela insieme senza subire danni.*



    Glacius

    Citazione:
    GLACIUS
    Descrizione: incantesimo congelante
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: in combo con Aguamenti o in zone dove c’è già dell'acqua
    Avvertenze: in luoghi molto caldi potrebbe risultare inefficace
    Livello Minimo Consigliato: 4


    *Pronunciò mentalmente la donna puntando la propria bacchetta contro una grondaia con dei residui di acqua piovana, proprio sopra le teste delle due donne curiose.
    Due Auror sicuramente.
    Quell’ incanto non ebbe però nessun efficacia, doveva saperlo che alla fine sarebbe finita in quel modo.
    Odiava gli scontri diretti tra Auror e Mangiamorte ma a quanto pareva quella sera, tra le vie di Notturn Alley ce ne sarebbe stato uno.*

    Fantastico.
    Charlotte complimenti, tra qualche settimana hai il colloquio all’ orfanotrofio e se ti beccano di sicuro il tuo desiderio più grande svanirà. Finirai ad Azkaban per il resto della vita!

    Devo smetterla con certe cose… Dovrei limitarmi a passare informazioni dall’ interno di Hogwarts.


    *Charlotte era solita parlare tra se e se, non lo trovava strano, anzi! Era sicuro che moltissimi maghi, anche sani di mente parlavano da soli.
    L’ ex Serpeverde aveva deciso, avrebbe attaccato le due donne alle sue spalle che, di sicuro, non avevano colto nessun brandello della conversazione precedente con Foster, era stata molto attenta a non parlare troppo forte.
    Notturn Alley era pieno di persone poco affidabili ed era meglio parlare sottovoce per non rischiare di essere scoperti in qualsiasi modo.
    Mentre Alexander, suo compagno di “avventure” di quella sera, si trovava all’ interno di Magie Sinister, Charlotte aspettava il momento preciso per entrare in azione.
    Riusciva, anche se flebilmente a cogliere piccole frasi pronunciate dalle bocche delle misteriose persone.*

    Ho una brutta sensazione… […] che mi prende allo stomaco…

    Quello è l’effetto dei sei tramezzini…

    […] guarda meglio la testa di quello più basso… io giurerei di aver scorto una maschera.

    *Fu come se il suo cuore, ormai non più tanto giovane, avesse iniziato a fare le capriole.
    Conosceva quelle voci lontane, e se conosceva le voci conosceva anche le persone a cui appartenevano, anche se non aveva captato tutto quanto quelle misteriose persone si stavano dicendo.
    Alcune volte era davvero una fortuna essere un animagus.
    Erano due donne, due giovani donne che aveva conosciuto ad Hogwarts, erano state sue allieve e Char, in quel momento, ringraziava il cielo per avere una maschera che le nascondeva il volto e che le camuffava un po’ la voce.*

    Devo guadagnare tempo, prima o poi quelle due usciranno dal loro nascondiglio e saranno guai per me e per Alexander.
    Cosa posso fare?


    *La docente di Arti Oscure raramente provava la sensazione di panico profondo, ma quella era una delle volte.
    Non voleva farsi scoprire, non voleva finire in prigione e non voleva nemmeno che ci andasse Alex, anche se lui era ormai un mago ricercato.
    Buffa la vita, non avrebbe mai detto che quel studente, che raramente prendeva parte alle sue lezioni, dopo essere uscito da Hogwarts sarebbe diventato un Mangiamorte.
    Basta non poteva rimanere li ad ascoltare e fare nulla, avrebbe puntato la bacchetta contro quelle due persone, le avrebbe ferite e poi se ne sarebbe andata via indisturbata.
    Una nuvola nera l’ avvolse. Succedeva sempre con i Mangiamorte.
    E la stessa nuvola di fumo scuro l’ avvolgeva anche dopo la smaterializzazione, avvenuta proprio alle spalle delle due ragazze.*



    Dagli ascolto Harris, quando vuole la Mondlicht ha ragione.
    Alarte Ascendare


    Citazione:
    ALARTE ASCENDARE (n-vbl)
    Descrizione: lancia la vittima in alto, per poi farla ricadere violentemente a terra
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disorientare il nemico e renderlo inoffensivo per qualche minuto
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *Disse l’ ex Serpeverde sorprendendo le due figure che stavano osservando, fino a qualche secondo prima, lei e Foster di nascosto.
    Char puntò la bacchetta contro Daphne Harris, una Tassorosso che a quanto sembrava era restia a dare ragione alla collega ex Corvonero.
    La Harris fu lanciata letteralmente in aria per poi ricadere rumorosamente e sicuramente anche dolorosamente, a terra, i suoi riccioli biondi scompigliati sul volto.
    La ragazza sembrava stordita da quell’ attacco a sorpresa e, dolorante cercò di recuperare la sua bacchetta, che era caduta poco lontano.
    Fu però Charlotte a recuperarla per prima, che non badava a Maya Mondlicht, che però poteva attaccarla in qualsiasi momento.*

    Nono cara Tassorosso, questa la prendo io.
    Pensi che recuperando la tua bacchetta riuscirai in qualche modo ferirmi o meglio togliermi la maschera per capire chi c’è dietro?
    Mi dispiace ma questo non succederà mai, non sei abbastanza potente per sconfiggermi e poi noi Mangiamorte ci siamo evoluti con il passare degli anni.

    Monstrum.


    Citazione:
    FATTURA ORCOVOLANTE (MONSTRUM)
    Descrizione: evoca degli spiritelli volanti che attaccano sulla faccia e in modo molto fastidioso
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per rallentare il nemico, impedirgli la visuale e distogliere la concentrazione; utile per fuggire
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 4[/b]


    *Pronunciò la Mangiamorte da dietro la maschera riuscendo a colpire quella ragazza dai riccioli dorati.
    Delle parole uscirono come lamenti dalla bocca di Daphne.*

    Lasciaci in pace.. Non ti abbiamo fatto nulla..

    *Una risata riempì i polmoni di Charlotte, cosa più buffa e inappropriata non si poteva chiedere a un Mangiamorte.*



    Ahah fammici pensare. NO.
    Mi divertirò con te fin quando voglio mentre la tua amica è troppo impaurita per aiutarti.
    Vedi?!
    Sembra che non abbia mai visto un Mangiamorte in vita sua! Hai scelto proprio una bella collega di lavoro…


    *Affermò sarcastica osservando l’ altra ragazza dai capelli chiari, immobile dalla paura ad osservare la sua collega Auror che veniva torturata e ferita da un Mangiamorte.
    Per alcuni quegli incantesimi potevano essere sufficienti per metter ko gli avversari, ma per Charlotte non era così.
    A lei piaceva “giocare” con i suoi avversari, le piaceva sbizzarrirsi con gli incantesimi, anche se Daphne Harris non accennava a mollare la presa.*

    Questa non sviene nemmeno se le offro 100.000 galeoni in un colpo solo.

    *Charlotte si avvicinò a Maya, ragazza probabilmente in preda alla paura più profonda, povera, Charlotte un po’ la capiva.
    Appena uscita da Hogwarts, un mondo ovattato e subito capultata nella vita reale, fatta di scontri tra il bene e il male.
    Furono così vicine che il naso di lei, e la maschera di Charlotte, quasi si toccarono.
    Poteva tranquillamente colpirla con qualche incantesimo ma quell’ espressione spaventata le faceva quasi pena. Se ne sarebbe pentita successivamente, ne era sicura, ma preferiva lasciarla da parte per quel momento, non era una minaccia.*

    Dimmi un po’ Mondlicht quale incantesimo posso usare sulla tua amica? Non so.. Dici che un Dismundo va bene? Sai non voglio ferirla subito.. Che divertimento ci sarebbe!

    Dismundo


    Citazione:
    DISMUNDO (n-vbl)
    Descrizione: fa apparire strane visioni di mondi spaventosi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per spaventare il nemico o fargli perdere la concentrazione
    Avvertenze: dato che è un incantesimo che richiede grande forza di volontà e concentrazione, il contatto visivo con la vittima deve essere mantenuto costantemente
    Livello Minimo Consigliato: 6


    *Alle sue spalle la ragazza iniziò ad urlare, visioni di mondi spaventosi la spaventavano, doveva essere davvero atroce e Charlotte non immaginava nemmeno cosa si provava, ma poteva immaginarlo.
    No, non era abbastanza voleva fargliela pagare.
    Erano due Auror e quello era più che sufficiente per l’ ex Serpeverde diventata Mangiamorte solo per vendetta.
    Suo fratello era morto per mano di un ragazzo che era diventato Auror, i suoi coniugi Mills erano due Auror e avevano ripudiato i due figli cercando poi di uccidere la loro figlia minore, solo perché teneva più al ricordo del fratello che a loro.
    Odiava i suoi genitori, li aveva sempre odiati e il Mangiamorte che li aveva uccisi aveva tutta la sua stima e devozione, non a caso era diventato il suo superiore e capo di tutti i Mangiamorte del Regno Unito.
    Un avversario che si contorceva per delle visioni paurose, l’ altro avversario immobile che non riusciva a reagire.
    Cosa poteva chiedere di più?
    Charlotte manteneva il contatto visivo con la Harris, senza preoccuparsi di Maya.*

    Ehy tu A…. Mangiamorte

    *Disse Charlotte correggendosi all’ ultimo minuto.
    Alexander Foster era si un mago ricercato ma non voleva che il furto della collana di opali si aggiungesse alla sua lista di crimini.*

    Hai finito li dentro?

    Eccomi, ho preso quello che ci serve.
    Il signor Sinister è stato un po’ difficile da convincere ma alla fine ha ceduto.


    *Affermò il ragazzo, ormai considerato un uomo.
    La sue mani erano sporche di sangue, e accorgendosene se le pulì nel nero e lungo mantello.
    Non lo aveva ucciso ma torturato sicuramente.*

    Che abbiamo qui?

    *Chiese Alex facendo distrarre Charlotte e quindi mettendo fine all’ incantesimo Dismundo.
    Non era una cosa grave ma la donna fulminò il compagno da sotto la maschera.*

    Nulla di che: due Auror, direi anche alle prime armi.

    BASTA! Ora basta!

    Zitta ragazzina non si interrompono i grandi mentre parlano, ora mi hai davvero stancato.
    Crucio.


    Citazione:
    CRUCIO
    Descrizione: chi viene colpito è istantaneamente invaso da atroci dolori lungo tutto il corpo, si dice che la sensazione che prova la vittima sia essere infilzato da coltelli bollenti
    Tipo: maledizione senza perdono
    Durata: istantanea
    Consigliato: per indebolire notevolmente il nemico o per estorcergli informazioni attraverso la tortura
    Avvertenze: per scagliare la Maledizione Cruciatus non è sufficiente provare rabbia o paura, ma è necessario possedere il desiderio di infliggere dolore per pura e semplice crudeltà
    Note: essere sorpresi a scagliare questa maledizione, equivale a procurarsi un biglietto di sola andata per il carcere di Azkaban
    Livello Minimo Consigliato: 8


    *Grandi furono le urla della vittima, urla che riecheggiarono nei piccoli vicoli di Notturn Alley, urla a cui nessuno però diede importanza. Era come se gli abitanti e commercianti di quel luogo malfamato fossero abituati a certe grida.
    Un sorriso di piacere e soddisfazione comparve sul volto (dietro la maschera argentea) di Charlotte.



    Ma tutto quello per Charlotte non era abbastanza, voleva metter fine a quell’ incontro che sicuramente non sarebbe però terminato in quel modo.*

    Incarceramus

    Citazione:
    INCARCERAMUS
    Descrizione: crea delle funi intono ad una persona, per immobilizzarla ed impedirgli di muoversi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e strozzare il nemico fino allo svenimento (in caso di opposizione la stretta aumenterà)
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2


    *Delle lunghe funi avvolsero il corpo di Daphne, stringendo non molto forte, qualcosa in quell’ incantesimo non era andato a buon fine.
    Charlotte non ne poteva più.
    Si era recata li con un intento ben preciso e voleva andarsene il prima possibile, ma era davvero difficile con quelle due ragazze a intralciare il loro cammino.
    Quell' incontro iniziava a farsi interessante, anche se due Mangiamorte come Alex e Charlotte erano di gran lunga superiore di Daphne e Maya.
    Solo i migliori avrebbero vinto lo scontro.*

    @Daphne_Harris, @Alexander_Foster, @Maya_Mondlicht,




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Daphne_Harris ha ricevuto un bonus potenza di 3.
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 18 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 6 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 34 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 26 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 30 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 2 la potenza di 5
    # Daphne_Harris ha assegnato all'area 18 la potenza di 4
    # Daphne_Harris ha attaccato Alexander_Foster da area 34 a area 3 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 0 - 0 - 0; Difesa: 5 - 5 - 1;
    # Daphne_Harris ha attaccato Charlotte_Mills da area 18 a area 10 con la potenza di 3
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 0 - 0 - 0; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Daphne_Harris ha passato la mano.


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Le stradine del luogo del terrore erano completamente deserte, ma Maya e Daphne, due giovani Auror del Ministero della Magia, erano in giro alla ricerca di informazioni. Erano state tutto il giorno in più luoghi per indagare della vita di Charlotte Mills, insegnante di Arti Oscure al Castello di Hogwarts, ma non avevano niente di tangibile per poter affermare della sua intrusione a scuola, né che lavorasse per il gruppo di Mangiamorte ancora in circolazione. Entrambe le ragazze erano ferme in una piccola nicchia, l'ingresso di una casa di Notturn, intente ad osservare altre due uniche figure presenti in quel luogo. La voce preoccupata di Mya e il tono di allarme che aveva assunto, le fecero temere davvero che quei due mantelli neri erano proprio due Mangiamorte. Non aveva ancora individuato le maschere, mentre la collega e amica le aveva già notate: la cura nei dettagli di Maya era fenomenale.*



    *Anche la Harris si voltò ad osservare meglio, preoccupata adesso, perché era sempre più convinta delle parole dell'ex Corvonero; avevano davanti due Magiamorte e loro non erano ancora pronte a dover affrontare simile avvenimento. Uno scontro. Un duro scontro.*

    Sono dei seguici di Voldemort. Per cosa lottano ancora? Lui è morto. Non risorgerà ancora dalle sue ceneri.

    *Trovare dei modi oscuri per ricongiungere i pezzi di ciò che un tempo era l'Oscuro Signore, colui che aveva causato due guerre e tantissima distruzione. No, non poteva tornare e loro lo avrebbero impedito, qualunque cosa volessero fare quelle due figure, non sembravano venute a Notturn Alley con le intenzioni migliori. Una delle due si era intrufolata da Magie Sinister, uno dei locali più loschi di quel luogo e le due amiche non sapevano che avevano in mente. Si stava voltando per decidere cosa fare, come agire, cercare di rintracciare il loro capo, che si era prodigato per tanto tempo a tenerle al sicuro nei meandri del Ministero, mentre adesso erano in balia di chissà quali persone senza scrupoli e, senza preavviso, a volteggiare per aria. Un volo alto, improvviso, scaraventò la biondina verso il cielo, cadendo a terra stringendo i denti, dolorante e quasi senza fiato. Era stato del tutto inaspettato e, a parer suo, vile. Il fiato corto e il corpo già in frantumi da quell'incantesimo che la voce sotto la maschera aveva tenuto, cautamente, per sé.*

    Che male!

    *Pensò la Harris, decisa a non dare alcun segno di cedimento, pronta a lottare contro forze oscure e decisamente più forti di loro. Forse non avevano scampo, ma avrebbero tentato, almeno lei non si sarebbe arresa al primo colpo. Alla fine, era stato solo un volo di una decina di metri, cosa poteva essere? Decisamente ammaccata e piena di lividi, il corpo sembrava essere stato investito da una macchina a tutta velocità, ma non poteva restare immobile per terra. Stava per cercare la sua bacchetta, purtroppo non riuscì a trovarla, volata distante da lei. La figura incappucciata era soddisfatta e afferrò la sua amata bacchetta di Acero e piuma di Ippogrifo, impossessandosene.*



    Sono finita.

    *Nonostante la sua capacità di evocare scudi protettivi senza bacchetta, l'effetto del volo l'aveva già indebolita, ma prima ancora che potesse azzardare una mossa avventata e parecchio stupida, venne colpita da un'altro incantesimo, ritrovandosi con il viso pieno di spiritelli che le coprivano la visuale e le impedivano di concentrarsi a proteggersi. Certo, non erano poi peggio di quel volo e quella caduta, ma erano davvero fastidiosi e insopportabili, quasi ridessero e la schernissero di essere sotto il loro attacco.*

    Maledizione!

    *Senza rendersene conto, le erano usciti dei lamenti dalla bocca e parole che non si sarebbe mai aspettata di dire. Parole che erano a dir poco senza senso e privi di logica per un'Auror come lei.*

    Lasciaci in pace.. Non ti abbiamo fatto nulla..

    *Il Mangiamorte rise, soddisfatta e in modo a dir poco raccapricciante, facendo venire i brividi a Daphne, che restava inerme a terra, rimasta leggermente seduta e constatando se avesse qualche arto rotto o contuso.*

    Sembra tutto... diciamo integro.

    *Dichiarò mentalmente la biondina, non riuscendo a capire che fine avesse fatto la sua amica. Perché non l'aveva ancora aiutata? Persino il loro nemico scherniva Maya, ancora in disparte e immobile ad osservare la scena. Che stesse pensando ad una tattica per uscirne entrambe indenni? Che cosa stava aspettando? Sapeva solo che colui o colei che era sotto il mantello, non aveva ancora terminato. No, sennò che gusto c'era? Voleva divertirsi, vederle soffrire, spaventate, fino a che punto? Voleva vedere la luce abbandonare i loro occhi? Voleva vedere i due corpi inermi di due Auror nelle stradine di Notturn? Non erano buon scelte, perché qualora avessero lasciato i cadaveri nelle piccole vie oscure, il Ministero si sarebbe messo alla ricerca del colpevole e con gli indizi che avevano lasciato la mattina, avrebbero di certo iniziato con Charlotte Mills.*

    Possibile che sia lei? La voce è camuffata, ma sembra femminile. Potrei sbagliarmi però... Accidenti a queste stupide maschere!

    *Adirata con se stessa e con la situazione che si era venuta a creare, non poteva stare un secondo di più senza fare nulla. L'avversario era posto di spalle, rivolgendosi a Maya, il momento perfetto per attaccarla, ma con cosa? Un pezzo di legno? Una pietra? Non avrebbe risolto nulla, qui ci volevano le maniere forti, ma senza bacchetta, era poco più di un Babbano, incapace di difendersi.*

    Che cosa più orribile di questa!

    *Pensò Daphne affranta, muovendosi leggermente in avanti, gattonando come una bambina alla scoperta del mondo. Fu quando la sua concentrazione era altrove, al modo migliore per ferire l'avversaria che lei si ritrovò in un luogo diverso.*

    [Visione]

    *Buio. All'improvviso solo buio e niente di più. Daphne non sapeva dov'era finita, sapeva solo che non riusciva a vedere nemmeno il suo corpo. Era come un piccolissimo raggio di luce che cercava, invano, di illuminare il cammino dinanzi a sé. Niente, continuava a girarsi e muoversi lentamente, portando le mani avanti, afferrando il buio e aggrappandosi alla sua volontà che lottava per non mettersi a correre.
    Calma, pazienza, controllo del respiro, del fremito alle mani.
    Non funzionava molto, il buio era opprimente, incessante, sempre più pericoloso. L'odore acre e pungente giunse poco dopo alle narici della biondina, incapace di vedere da dove provenisse. Da cosa provenisse.*

    Non mi piace... Non mi piace proprio per niente.

    *Se c'era una cosa che Daphne capiva in quel momento, di certo sapeva che non era nulla di buono. Qualcosa stava per giungere, ma non sarebbe stata lì per aiutarla, ne era più che sicura.
    Luci. Una ad una delle piccole lanterne di carta iniziarono ad accendersi, fioche e tremanti nella notte più scura. Gli occhi iniziarono ad ispezionare subito i dintorni del luogo in cui si trovava. Un'immensa Foresta Nera, dove l'odore era solo quello del...*

    Sangue...



    *La bionda osservò dietro di sé, ma forse sarebbe stato meglio non farlo. Qualche strana e orrenda creatura e dietro di lei, denti aguzzi, la bocca piena di sangue e bava, mischiati in una fragranza a dir poco vomitevole, artigli affilati quanto i denti, un pelo ispido e nero. Era enorme, ma non riusciva a capire cosa fosse in realtà. Sembrava un grosso cane, o un'orso nero. Scoprire la natura di quell'essere non le importava, ma solo e soltanto la sua sopravvivenza. Iniziò a correre, i piedi nudi sulla terra gelida, calpestando ogni sorta di pietra, rami, aghi di pino, ogni cosa la feriva e lei non poté che gettare un'urlo di dolore, misto a rabbia e odio.*

    Nooooooo!

    *Correva, ansimando, sentendo le sue forze cedere, la creatura avanzare. Aveva un lungo abito nero e grigio, di una principessa senza regno, il quale si incastrò in un pezzo di tronco, finché con un forte strattone, un pezzetto di quell'indumento rimase appeso e Daphne poteva riprendere la sua corsa senza fine. I rami sembravano essere contro di lei, perché ogni volta che li sfiorava, essi la graffiavano, con linee sottili e affilate, graffiandole viso e corpo. Tentava di non toccare nulla, ma qualcosa di più pericoloso era in agguato e non poteva farsi intimorire da dei graffi, nemmeno dai piedi sanguinanti.
    Era dolore. Era sofferenza. Era un viaggio senza fine. Si accasciò a terra, ansimante e senza forze, chiudendo gli occhi e sperando che tutto quello finisse, ma no era certa fosse la soluzione giusta.*

    Daph, non è da te. Tu sei più forte di quel mostro. Tu puoi farcela. Credi in te stessa...

    *Una voce, un raggio di luce più luminosa comparve il lontananza. Ma chi era? Doveva fidarsi? Eppure, aveva provato un brivido quando quella donna aveva parlato, così familiare... Così calda.*

    Nonna...

    *Sussurrò, accorgendosi di quella lacrima solitaria che era scesa calda lungo il volto pallido e graffiato, alzandosi a fatica da terra e riprendendo a correre, diretta il più lontano possibile dall'essere che viveva in quella Foresta.
    All'improvviso il mondo attorno a lei iniziava a svanire, l'oscurità cedeva spazio ad un po' di luce, gli alberi lasciavano posto a delle piccole casette, il suo volto sanguinante e i piedi nudi, erano stati solo un ricordo orribile.*

    [Fine visione]

    *Daphne era a terra, inerme e con la mente alla voce della nonna, che vegliava su di lei e le dava consigli.*

    Grazie nonna...



    *Doveva reagire, agire, farlo in fretta. Eppure era ancora a terra, osservando il secondo nemico uscire dal negozio Magie Sinister, ma per lei le voci erano ovattate e confuse, persa nel suo mondo. La voce di sua nonna era giunta sino a lei, dandole fiducia e conforto, come aveva sempre fatto. Era stata l'unica a credere in lei, a non temerla, a farle sempre credere nelle sue capacità.*

    Riscuotiti da questo torpore. Non hai tempo da perdere.

    *Di nuovo la sua voce. Era nella sua mente vero? Era a colpa del Dismundo o stava diventando pazza?
    All'improvviso si ritrovò ad urlare contro i suoi avversari, arrabbiata e pronta a tutto. Avrebbe lottato, nonostante si rendesse conto che contro due Mangiamorte non avrebbe avuto scampo. Troppo giovane, con poca esperienza e sopratutto senza bacchetta.*

    Devo cercare di ottenerla! Mi serve o sono morta prima ancora di provare a lottare.

    *Daphne urlò contro le due figure, ma era stata un mossa stupida e senza senso. Non avrebbe ottenuto niente, anzi, avrebbe peggiorato la situazione.*

    Zitta ragazzina non si interrompono i grandi mentre parlano, ora mi hai davvero stancato.
    Crucio.


    *Se prima aveva solo pensato che gli avesse scagliato un'Avada Kedavra, quello era anche peggio.
    Dolore. Incessante, potente, sconvolgente.
    Come lame sottili, immerse nel fuoco e poi penetravano nel corpo, infondendo colpi su tutto il corpo. Era lancinante, quasi la sua vita cedesse da un momento all'altro, colta da urla e rotolandosi nelle stradine di ciottoli del luogo. In quel momento, sapeva che desiderava la morte, abbandonare quel luogo, trovare un sollievo, raggiungere la sua amata nonna.
    Daphne stringeva i bugni, si dimenava, urlava.*



    *Più lei urlava, più la sua nemica rideva e la scherniva, soddisfatta del lavoro, della tortura, di come stavano andando le cose. Per quanto tentasse di trattenere le urla, il dolore era troppo forte e lancinante. Si sentiva la testa esplodere, il corpo cedere, il cuore fermarsi. Era dolore allo stato puro, come mai lo aveva sentito fino a quel momento.
    D'improvviso, come il dolore era iniziato, questo cessò, lasciando inerme Daphne, gli occhi socchiusi, il respiro affannato, il corpo debole.*

    Devo lottare. Devo cercare un minimo di farmi valere, ma mi occorre la bacchetta.

    *Il pensiero di non averla con sé, di essere stata sotto attacco senza aver avuto l'occasione di difendersi la faceva sentire impotente e incapace, ma il vero problema era la codardia del nemico, che aveva approfittato dell'occasione, giostrandola a suo favore, senza dare il tempo di reagire. Era troppo debole per muoversi, a questo si aggiunse la corda che si ritrovò attorno.*

    Sciocco da parte sua pensare che dei fili del genere possano tenermi a bada.

    *Pensò la Harris, chiudendo gli occhi e sorridendo appena, risultando però, solo una smorfia che racchiudeva tutto il dolore che aveva sopportato fino a quel momento. La biondina iniziò a regolare il respiro, approfittando dei due nemici che chiacchieravano, prendendo tutte le sue energie e appellando la sua fidata bacchetta, che la sua avversaria aveva riposto nella tasca della mantello, fluttuando veloce verso di lei, senza che nemmeno se ne accorgesse.*

    Perfetto... Adesso devo fare con calma. Non voglio far capire loro che sono ancora in grado di lottare, ma che sono così debole che non riesco ancora a muovermi, mentre invece ho la bacchetta in mano.

    *Le corde l'aveva avvolta, vero, ma la mano destra era libera e con la bacchetta bel salda. Era ora di provare a tagliarle.*

    Diffindo.

    *Le funi si ruppero e molto lentamente Daphne si tolse di dosso tutti i residui. I capelli che, prima di raggiungere Notturn Alley erano legati, adesso erano una massa ribelle sulla testa, più ricci che mai. Tutto quel movimento gli aveva fatto perdere il suo nastrino preferito.*

    Accidenti a loro!

    *Era infuriata, ma doveva mantenere la calma, o ogni suo sforzo sarebbe stato vano. Era ancora debole, ma poco importava. Se non attaccava lei, lo avrebbero fatto al più presto possibile loro e non poteva permetterlo. Si guardò intorno, ma nessuno alla sue grida era uscito di casa, nemmeno un topo a passeggio.*

    Che fortuna!

    *Pensò ironicamente Daphne, constatando quanto fossero silenziosi e taciturni gli abitanti, che terrorizzati o poco interessati, restassero rintanati al sicuro, lontani dalla battaglia che stava avvenendo fuori nelle loro stradine.*

    Ora Daph! ORA!!!

    *Si incitò la giovane Auror, mettendosi di forza in piedi e puntando la bacchetta contro la figura che era voltata verso di lei.*

    Reducto!

    Citazione:
    REDUCTO
    Descrizione: Fa saltare in aria gli oggetti al passaggio di chi lo lancia
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per liberarsi di eventuali ostacoli che impediscono il passaggio oppure per creare un diversivo che permetta di fuggire da un nemico
    Avvertenze: si sconsiglia di usare questo incantesimo nei luoghi chiusi
    Livello Minimo Consigliato: 5




    *L'incantesimo non era forte come sperava, ma aveva solo rotto la maschera di quello che si rivelò essere Alexander Foster, un ragazzo entrato da poco nella lista dei ricercati. I suoi manifesti erano stati affissati ovunque e lei aveva letto un po' di notizie al riguardo. Le dispiaceva appartenesse al lato oscuro, perché era un bel ragazzo.*

    Forse era meglio se non lo vedevo in faccia.

    *Pensò distraendosi al volto serio e affascinante di quello che era il suo nemico. Ma lui era indenne, nessun effetto dell'incantesimo, nessuna ferita, nemmeno un graffio.*

    Accidenti!

    *Voltò lo sguardo, decisa più che mai a far del male a quel nemico che si era preso gioco di lei, torturata e derisa. Era il suo momento, era nelle sue mani. Eppure sapeva di non avere scampo, di non riuscire a fare nulla, perché si sentiva troppo debole, troppo fragile.*

    Recido.

    Citazione:
    RECIDO
    Descrizione: serve per tagliare parti del corpo a persone o animali in modo indolore
    Tipo: incantesimo curativo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per amputare parti del corpo irrimediabilmente compromessi in modo indolore e senza che ci siano rischi di emorragie o di infezioni
    Avvertenze: si consiglia di ricorrere a questo incantesimo solo nei casi in cui ogni altra soluzione non sia praticabile: infatti, le parti del corpo recise magicamente non possono essere fatte ricrescere in nessun modo
    Livello Minimo Consigliato: 6


    Dov'è la tua mira? In vacanza?

    *Si rimproverò la ragazza, affrante per aver fatto andare in frantumi i suoi progetti di ribellarsi. L'incantesimo infatti, aveva solo strappato il lembo del mantello della figura di cui ancora non conosceva il nome, ma sperava di conoscerlo il prima possibile e dargli la caccia finché non l'avesse spedita ad Azkaban, luogo che gli spettava di diritto. Chiunque fosse, aveva una cella riservata.*

    Foster... Un'altro crimine alla lista dunque.

    *Per quanto tentasse di far uscire la voce più aggressiva, questa era debole, senza alcuna traccia di odio, Il ragazzo non gli aveva ancora fatto niente, per cui non aveva nulla di cui accusarlo, perché la sua ira era tutta contro la persona incappucciata.*

    Quanto a te, non sapevo che i Mangiamorte fossero vili e codardi. Attaccare una persona alle spalle, non darle via di scampo, di lotta o di ripresa. Nemmeno un'opportunità.

    *Non era nelle condizioni di andar loro contro, eppure le parole erano le uniche cose che le restavano, che nessuno le avrebbe potuto toglierle. Non le andava di usarle, perché con un nemico come quello, a che servivano? Dovevano agire. Dovevano attaccare, duellare, proteggersi.*

    Dov'è finita Mya? Perché non approfitta della situazione?

    *Pensava agitata Daphne, incapace di trovare una soluzione. Incapace forse, persino di respirare. Non aveva alcun senso lottare, sapendo di dover perire nelle mani dei suoi nemici. Quale orribile morte l'avrebbe avvolta? Quali altre torture avrebbe dovuto subire ancora?*

    Spero di morire il più velocemente possibile.

    *Continuò a riflettere la giovane Auror, osservando le due figura incappucciate, convinta che ormai era giunta la sua fine.*

    Citazione:
    Qui giace Daphne Dianne Harris,
    torturata e uccisa per una nobile causa.


    *Poteva già immaginare le parole incise sulla sua lapide, o pensare al necrologio che qualcuno avrebbe letto al funerale. Qualcuno avrebbe avvisato i suoi genitori della sua morte e avrebbero pianto la figlia, che aveva abbandonato questo mondo troppo giovane.*

    Ma sei fuori di testa? Se pensi negativo non andrai da nessuna parte.

    *La stimolò l'altra parte di sé, facendole mantenere lo sguardo deciso sui due Mangiamorte, stringendo la sua bacchetta e pronta a riprendere lo scontro.*

    @Charlotte_Mills, @Stefano_Draems, @Sibilla_Strangedreams, @Alexander_Foster, @Maya_Mondlicht,




    Ultima modifica di Daphne_Harris oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       

    Messaggio Automatico Riassuntivo da Admin:
    # Alexander_Foster ha ricevuto un bonus potenza di 4.
    # Alexander_Foster ha assegnato all'area 11 la potenza di 4
    # Alexander_Foster ha assegnato all'area 11 la potenza di 4
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 11 a area 8 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 3 - 2 - 0; Difesa: 5 - 0 - 0;
    # Alexander_Foster ha conquistato da area 11 l'area 8 che era di Maya_Mondlicht trasferendo automaticamente la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 35 a area 32 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 2 - 1 - 0; Difesa: 1 - 0 - 0;
    # Alexander_Foster ha conquistato da area 35 l'area 32 che era di Maya_Mondlicht trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 3 a area 36 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 5 - 5 - 0; Difesa: 4 - 0 - 0;
    # Alexander_Foster ha conquistato da area 3 l'area 36 che era di Maya_Mondlicht trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Alexander_Foster ha attaccato Maya_Mondlicht da area 11 a area 12 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 2 - 2 - 0; Difesa: 6 - 5 - 2;
    # Alexander_Foster ha trasferito da area 32 a area 35 la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha trasferito da area 35 a area 3 la potenza di 2
    # Alexander_Foster ha trasferito da area 36 a area 3 la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha cercato di trasferire da area 35 a area 3 la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha attaccato Daphne_Harris da area 3 a area 34 con la potenza di 2
    # Il risultato dei dadi è stato Attacco: 6 - 5 - 0; Difesa: 2 - 0 - 0;
    # Alexander_Foster ha conquistato da area 3 l'area 34 che era di Daphne_Harris trasferendo automaticamente la potenza di 2
    # Alexander_Foster ha cercato di trasferire da area 34 a area 3 la potenza di 1
    # Alexander_Foster ha passato la mano.



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