Hogwarts - 3° Piano
Hogwarts - 3° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Daphne_Harris


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Sala Comune di Tassorosso - ore 10.30]


    *Daphne Harris, Tassorosso del settimo si era svegliata di buon'ora quella mattina, pronta ad intraprendere una meravigliosa giornata. L'aria era gelida, come doveva essere il clima di quel periodo, ma un meraviglioso sole riempiva il castello di gioia e di sorrisi.*

    Cosa fa una splendida giornata!

    *Rifletté la biondina alzandosi che cercava nel baule qualche abbigliamento consono alla giornata. Nessuna lezione quel giorno, dato che era domenica, ma avrebbe trascorso di certo una splendida giornata con il suo amore: @Alexander_Foster, il suo Corvonero.*

    Devo scrivergli subito un biglietto!

    *Esclamò con un sorriso, in vena di vederlo e passare tutto il giorno in sua compagnia. Come poteva desiderare altro, se tutto ciò di cui aveva bisogno era lui?*

    Non vedo l'ora di rivederlo!

    *Continuò entusiasta la Tassetta, prendendo subito pergamena ed boccetta di inchiostro dalla sua scrivania e, una volta immersa la piuma nel liquido, iniziò a scrivere:*

    Citazione:
    Buon giorno amore mio,

    buona domenica! Oggi c'è una splendida giornata e non vedo l'ora di poterla trascorrere insieme a te. Finisco di prepararmi e ci vediamo alle 11.00 nel Salone di Ingresso.
    Ti amo, a dopo,

    Tua,
    Daph.


    *Una volta terminato il biglietto, restava solo un problema... Come inviarglielo? Non aveva tempo per andare in Guferia, lei non possedeva un suo gufo e Luna di certo non sarebbe sgattaiolata in giro per il Castello a consegnare il biglietto ad Alex nella Torre di Corvonero. Affranta di gettò sul letto, riflettendo a come fare, quando dalla piccola finestrella apparve una creatura a lei familiare.*

    Gmork!

    *Il Boa del suo ragazzo sembrava essere andato in suo soccorso giusto in tempo, mentre la biondina correva ad aprirgli la finestra. Non parlava il Serpentese, ma lui era propenso a capirla, anche se avrebbe affidato lui il biglietto appena scritto.*

    Grazie, sei arrivato nel momento del bisogno. Mi serve un grandissimo favore.

    *Disse Daphne al Boa, che la osservava quasi come se sorridesse. Si meravigliava ogni giorno di quanto quella Creatura potesse avere delle espressioni quasi umane.
    Era a dir poco scioccante!
    La mano della ragazza passò sul capo leggermente chinato di Gmork, come a farle capire che era ai suoi ordini e quasi iniziò a credere che stesse per fare le fusa, proprio come un gatto.*

    Ti affido questo biglietto. Devi consegnarlo ad Alex in prima possibile per favore.

    *Un'altro cenno del Boa, che questo strisciò ancora verso la finestra, diretto dal suo padrone.*

    E pensare che ero molto titubante sull'avere una simile creatura come animale da compagnia.

    *Si ritrovò a pensare per un'istante Daphne, richiudendo la finestra e salutando il Boa con un sorriso e un cenno della mano, osservandolo andare via con il biglietto inserito in una borsetta, mentre la tracolla la reggeva lui in bocca. Era stata un'ottima idea!*

    Finiamo di prepararci... o arriverò in ritardo.

    *Sussurrò Daphne, indossando una camicia arancione e un jeans, prendendo a sistemare i capelli. Pochi secondi dopo si ritrovò a cantare con la spazzola in mano, canzoni babbane e molto movimentate: era felice.*



    Yeeeah, yeeeah!

    *Canticchiava ancora, afferrando la bacchetta e mettendosela nella tasca dei jeans, posando la spazzola e girando intorno sorridendo e ballando. Una volta posato il suo microfono personale, si diresse verso il luogo dell'appuntamento ed era in perfetto orario.*

    Wow, faccio progressi!

    *Pensò mentre usciva dalla Sala Comune affollata e ricca di chiacchiericci: tutti erano allegri quella domenica.*

    [Salone di Ingresso - ore 11.00]


    *Il Salone di Ingresso era anch'esso ricco di studenti; chi si riuniva per organizzare il pomeriggio, chi decideva di andare a giocare a palle di neve nel prato, chi voleva andare alla scoperta dei segreti del Castello... Solo lei sembrava immersa nei suoi pensieri e avvolta da qualcosa che la turbava.*

    Fino a poco fa andava tutto bene... e ora?

    *Rifletté Daphne, non riuscendo ad afferrare quel qualcosa che le sfuggiva, che la rendeva agitata e impaurita. Aveva dimenticato qualcosa, ma non ricordava cosa.... Eppure sembrava fosse una cosa importante!*

    Che cosa succede?

    *Rimuginava assorta nei meandri della sua mente, in attesa che il suo ragazzo giungesse presto nel Salone di Ingresso, dove lei stava seduta in un gradino, pensierosa e adesso preoccupata.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    [Dormitorio Maschile Corvonero, camera di Alexander Foster]


    *Era una fredda domenica di fine Febbraio, quella in cui gli studenti si erano attivati di buon ora per varie attività. C'era un vero e proprio fermento, tra quelle mura, e sembravano essere tutti tornati alle scuole materne. Perché? Beh, perché era l'unico giorno libero che avevano nella settimana, ovviamente! Per non parlare degli studenti che dovevano dare i M.A.G.O. Certo, avvertivano quella tensione simile a quando dovevano tenere i G.U.F.O, ma in modo peggiore, molto peggiore. Tutti i corridoi erano invasi da pura vitalità, dato anche l'orario indecente per dormire. Ed Alex? Dormiva, ovviamente.*



    *Beato, troppo... massiccio per quel letto a baldacchino, ma in grado di adattarsi a tutto, dormiva alla stragrande. Le spalle rivolte ai raggi del sole, un braccio che quasi toccava terra e l'altro sotto il busto. Probabilmente era davvero troppo dormire fino a quell'ora, ma c'erano delle attenuanti. 1) Era un periodo che era a dir poco stravolto. 2) Era un gran pigrone.*

    Shi hashi... (Non ci credo...)

    *Sibilò Gmork esasperato, strisciando nella camera del ragazzo e salendo sul suo letto. Cominciò a toccargli la punta del naso con la lingua biforcuta, punzecchiandogli i fianchi con la coda, finché un lungo mugugno di disappunto e di "odio" uscì dalle labbra del Corvonero che, girandosi a pancia in giù, mugugnò in modo piagnucoloso ed esasperato, con la voce rauca di chi si è appena svegliato.*

    Da shi hadenaydeees?? (Che cosa vuoiii?)

    *Si passò una mano sugli occhi, tenendoli rigorosamente chiusi, quando un altro colpetto ai fianchi del suo serpente lo convinse ad aprirli, sibilandogli contro.*

    Hah, hah, desih dahtah! (Si, si, sono sveglio, sono sveglio!)

    *Detto ciò si mise a sedere sul letto, sbadigliando e stiracchiandosi, mentre il silenzio che riempiva la stanza lo incuriosiva: con suo sommo dispiacere, Gmork non era un tipo che di primo mattino parlava poco. Ma non voleva chiedergli il perché di quel silenzio, voleva solo goderselo.*

    Mihsesh. (Guardami.)

    *Quel sibilo fuoriuscì dalla bocca del serpente con un suono simile al tono fastidioso di un bambino capriccioso, fiero di un qualcosa che era riuscito ad ottenere dopo innumerevole tempo. Solo allora Alexander abbassò lo sguardo nei piccoli occhietti fieri, mentre il Boa abbassava il viso verso qualcosa legata alla base del suo collo. Il ragazzo, ironicamente, gli chiese:*

    Neshih seth sa ha des karàh? Neeih, hosey syhm sahuh. (Hanno provato a strangolarti senza successo? Poveretti, non è così semplice.)

    *Abbassò lo sguardo, dritto sul lenzuolo, cercando di non scoppiargli a ridere in faccia, quando sentì l'amico punzecchiargli le costole con la coda, facendolo saltare sul letto.*

    Neshy! Meshys des deh. (Scemo! Guardami meglio.)

    *Quel "coso" attaccato al suo collo non era che un laccio, un laccio che partiva da una borsetta per lettere che l'animale gli aveva lasciato sul letto.*

    Oh, fantastico: ma che bell'ambasciatore, che ho.

    *Questo lo disse in inglese, poiché Gmork si sarebbe potuto offendere. Certo, era stato gentilissimo... ma cavolo, non era molto garbato nel svegliare le persone. Aperta la lettera, il ragazzo sorrise, leggendo il messaggio che la sua Tassorosso gli aveva fatto recapitare da Gmork.*

    E ora che la prendo la Crucio.

    *Pensò con un sorrisino, alzandosi dal letto, mentre diceva con un gran sorriso verso il suo serpente.*

    Ahsii. (Grazie.)

    *In breve tempo si lavò e si vestì, andando verso il comodino per prendere la bacchetta, fermandosi però ad osservare una foto.*



    *In quello scatto aveva quindici anni ed era assieme a Viktor Foster in Olanda, alla Semifinale della Coppa del Mondo di Quidditch: Bulgaria contro Gran Bretagna. Erano passati due anni, e tutto era cambiato. In maniera sconvolgente, radicale. Adesso, almeno in teoria, avrebbe dovuto essere più alto di Viktor di un paio di centimetri.*

    Avrò modo di appurarlo... e presto.

    *Infilata la bacchetta in tasca uscì dal Dormitorio e poi dalla Sala Comune, diretto al Salone d'Ingresso.*

    [Salone d'Ingresso, ore 11:01]


    *Aveva un minuto di ritardo e si, Daphne era già li. Evidentemente lei stava cambiando, così come il suo concetto di puntualità, ma anche Alex lo era. Poteva sentire qualcosa in lui cambiare, quasi soffocarlo. Sentiva il cambiamento in lui, attorno a lui.*

    Goditi la giornata con lei, su.

    *Si disse così, scendendo le ultime scale e andandole incontro, guardando quanto fosse bella sempre più, ogni giorno che passava.*

    Buongiorno amore.



    ----->
    @Daphne_Harris, ignora il casco e quella catena XD


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Salone di Ingresso - ore 11.02]

    *Daphne era nervosa e di @Alexander_Foster, nemmeno l'ombra. Possibile che ancora era assorto nel mondo dei sogni? Possibile, dopotutto era domenica e quel giorno era l'unico in cui potessero riposare con calma. Lei invece era sveglia dalle nove, indaffarata e presa da una strana vitalità, anche se adesso era... come? Assorta? Preoccupata? Pensierosa?*

    Diamine... non è possibile!

    *Pensò arrabbiata e frustata da ciò che stava appurando. Non era possibile! Era solo un brutto pensiero, causato magari da un sogno un po' strano. O forse era a causa di quello che in realtà stava accadendo. No.... Non poteva essere vero nulla di tutto quello.*

    Sarà solo una sciocchezza....

    *Cercò inutilmente di convincersi la biondina, inutilmente e in maniera davvero deludente. Come poteva parlarne con Alex? Lui avrebbe capito che qualcosa non andava. Ne era certa.*



    Accidenti... Alex capirà sicuro appena mi vedrà.

    *Si ritrovò ancora a rimuginare la Tassorosso, cercando di passare ad altri pensieri, più allegri e costruttivi magari.
    Gmork era giunto a destinazione? Aveva consegnato il messaggio ad Alex? Quella creatura era più servizievole di quanto si potesse immaginare e la cosa la stupiva. Doveva farci l'abitudine, ma su queste cose era meglio andarci piano. C'erano troppe cose che non si spiegava e troppe cose che la turbavano, quindi doveva andare piano.*

    Fai finta di essere su una scopa e di andare più lentamente. Decelera Daph... forza, non è difficile.

    *Si incoraggiava la ragazza, respirando a fatica, presa da un senso di ansia e terrore. Che cosa sarebbe stato del suo futuro? Che sarebbe successo a loro? E agli studi?*

    Basta! Sto esagerando.

    *Si incitò ancora, scioccamente e malamente. Non funzionava nulla, nemmeno il suo solito ottimismo.*

    Andrà bene e risolveremo la cosa.

    *Continuò la studentessa, voltandosi verso la voce familiare di Alex e immergendosi nei suoi occhi.*

    Buon giorno anche a te cuore.

    *Cercò di essere il più naturale possibile, abbracciando il suo ragazzo, respirandone in profumo e assaporandosi quel momento. Che sarebbe successo? Come avrebbe reagito alla notizia?*

    Non è morto nessuno Daph!

    *Particolare rilevante, ma non del tutto tranquillizzante. Forse un po' si, perché non era nulla certo. Non era tutto scontato e avrebbe voluto fare una visitina all'infermiera del Castello. Dopotutto che costava fare un giro al terzo piano e accertarsi di quel piccolo problemino?*

    Ma si... Andrà bene e tutto si risolverà per il meglio.

    *Continuò con un sospiro, posando un leggero bacio sulle labbra del ragazzo, anche perché non voleva essere troppo sospetta.*

    Dobbiamo parlare...

    *Certo che era molto intelligente! Che accidenti aveva detto? In quel modo lo avrebbe terrorizzato!*

    Idiota!



    *Abbozzò un sorriso, giusto per risollevare la faccenda, ma non era certa che avrebbe sortito un buon risultato.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Qualcosa in lui si muoveva. Si trattava del cambiamento, come se il passato autunno avesse cambiato qualcosa in lui, oltre alle foglie degli alberi. Non capiva, era confuso: cosa intendeva fare della sua vita? Aveva un piano, l'aveva sempre avuto per tutto... e adesso? Ora, semplicemente, non riconosceva nemmeno se stesso. Avrebbe messo in dubbio perfino i propri gusti, le proprie percezioni, le sue sensazioni.*

    Non capisco...

    *Erano giorni che continuava a ripeterselo. Non comprendeva come ci si poteva sentire così... soli. Così pieni e vuoti allo stesso tempo. Non capiva perché doveva abbandonare il sogno che aveva di diventare un mago oscuro per Daphne.*

    Lei sarà un Auror.

    *Era una giustificazione. Giustificazioni, ancora ed ancora, come se nella sua vita non ne avesse avute abbastanza. Non voleva seguire il "piano" di qualcuno, non di nuovo, mai più. Era Alexander Aiden Foster, un mago, un uomo libero, libero di seguire i suoi sogni e, chiunque avrebbe cercato di frapporsi tra lui e questi sarebbe stato solo zavorra.*

    Daphne non mi metterà i bastoni fra le ruote. Ma, come al solito, farà il suo faccino intristito.

    *No, sarebbe finita in modo diverso, questa volta: o era con lui, o contro di lui. Lo amava? Lo avrebbe accettato per ciò che davvero era, per i sogni che aveva ma, in caso contrario, l'avrebbe lasciata vivere una vita al sicuro, coccolata dalla calda luce e lontana dalle fredde tenebre di cui il ragazzo voleva sporcarsi. Non gli interessava essere un Mangiamorte, non ne condivideva le idee, ma voleva conoscere e padroneggiare tutti gli incantesimi, anche quelli più oscuri: solo allora avrebbe potuto considerarsi un mago. Non gli piaceva che alla conoscenza si dessero dei limiti, perciò, conoscendo anche le magie non approvate dal Ministero sarebbe stato considerato un mago oscuro a tutti i titoli.*

    E non mi farò scrupoli ad usare la Magia Nera su chi minaccia me o la mia famiglia.

    *Era fatto così. Non vedeva le sfumature come "bianco luce" o "nero tenebre". Per lui la magia era un mezzo, sia quella approvata sia quella che non lo era, e voleva realizzare il suo sogno.*

    Voglio essere uno dei maghi più temibili che siano mai esistiti.

    *Era un affermarsi, un sentirsi vivo, un sentirsi libero da vincoli e costrizioni. Daphne, nel frattempo gli aveva scambiato un saluto non molto convinto, facendo socchiudere gli occhi al ragazzo per mezzo istante: qualcosa non andava.*

    Tutto bene?

    *Chiese incerto, guardandola negli occhi azzurri, nei quali brillava una luce debole, carica di qualcosa che non riusciva ad identificare. Quel tipo di luce, però, gli ricordava quello della sera al lago, anni fa.*

    Oh.

    *Disse soltanto, facendo un passo indietro e sentendo la sua espressione facciale divenire gelida, il suo cuore cominciare a pompare ghiaccio e la sua mente divenire puramente razionale. Era pronto a sentirsi dire addio, un'altra volta?*

    Sono tutt'orecchi.

    *Disse guardandola negli occhi, conscio che quella volta l'addio sarebbe stato definitivo. Se Daphne Dianne Harris avrebbe anche solo osato rivolgergli la parola non se la sarebbe cavata come alla Stamberga Strillante. Questa volta, davvero, le avrebbe puntato la bacchetta contro.*

    Che diavolo mi succede?

    *Pensò allarmato: non era da lui reagire con tale distacco, con tanta freddezza. Doveva darsi una calmata e, sul più tardi, andare a chiedere spiegazioni a chi di dovere.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Salone di Ingresso - ore 11.07]



    *Daphne Dianne Harris era una ragazza sempre solare e vivace, ma non quel giorno. In realtà lo era stata. Si era svegliata di buon'umore, canticchiando e sfrecciando allegra per la camera del suo dormitorio, giù nei sotterranei di Tassorosso, osservando il cielo limpido di una splendida giornata di Febbraio. Strano come il suo umore fosse cambiato nel giro di poco tempo e tutto dovuto a cosa?*

    Credo che mi stia preoccupando inutilmente... Dopotutto non è nulla di grave... no?

    *Cercava di convincersi la biondina, sotto lo sguardo di @Alexander_Foster, gelido, distaccato. Che pensasse nuovamente al peggio?*

    Amore, non voglio rompere con te.

    *Si rivolse a lui dolcemente, incupendosi osservando quel volto triste, ricordando il dolore che aveva provato anni prima, quando aveva rotto con lui. Non questa volta. Non lo avrebbe lasciato mai più. Lei lo amava, come poteva lui pensare ad una cosa del genere quando il loro rapporto si era rafforzato e cambiato in meglio? Vivevano insieme, condividevano segreti, passioni e momenti indimenticabili. No, non era li per lasciarlo.*

    Vieni. Questo non è il luogo adatto per parlare.

    *Sussurrò con un groppo in gola, prendendo la sua mano, anche se lui era ancora molto scettico e pieno delle sue convinzioni. Doveva parlare con lui in tutta tranquillità, ma dove? Iniziarono a salire i gradini del Salone d'ingresso, ritrovandosi dinanzi le scale che cambiavano continuamente direzione.*

    Dove andare?

    *Lo trascinò con sé, prendendo una scala a caso, diretta chissà dove, in silenzio. Come poteva dirgli quella cosa? Lo avrebbe di certo stordito, proprio come lo era lei.*

    [Corridoio del terzo piano - 11.11]




    *Il corridoio era deserto, almeno al momento e Daphne rimuginò ancora un po', assorta dal modo migliore per parlare con il ragazzo.*

    Non c'è un modo migliore per dargli questa notizia!

    *Pensò la ragazza, sentendo delle voci avvicinarsi e un gran trambusto di ragazzi allegri e pronti alla giornata all'aria aperta. Non voleva farsi vedere. Non voleva che nessuno li vedesse lì. E se vi fosse qualche insegnante? O qualche Prefetto? No, dovevano togliersi dal corridoio. Ancora con la mano in quella di Alex si diresse al passo veloce verso la porta più vicina: chiusa.*

    Accidenti!

    *Sussurrò prendendo la bacchetta dal pantalone e puntandola contro la serratura.*

    Alohomora.

    [Aula di Incantesimi - ore 11.16]




    *La serratura scattò e Daphne si tirò dentro il ragazzo, richiudendosi la porta alle spalle. Di certo si stava insospettendo e preoccupando più del dovuto. Lo osservò per qualche istante, con uno sguardo intenso, misto tra preoccupazione e amore. Lo spinse contro la porta e lo baciò.*

    Ti amo e sarà per sempre così.

    *Sussurrò sulle sue labbra, ancora in punta di piedi per raggiungere il suo volto, dovendolo ugualmente osservare con la testa alzata, passando poi una mano tra i suoi capelli neri arruffati. Dovevano parlare. Erano soli e doveva darsi una mossa. Più il tempo passava, più preoccupata era e più preoccupava Alex. Il suo Corvonero... Il suo amato e dolce, tenero, intelligente Corvetto. No, come poteva pensare ad una vita senza di lui? Come poteva lui pensare che lo stesse lasciando? Lei era niente senza quel ragazzo al suo fianco. Si sentiva una foglia in balia del vento senza Alex. Era l'unico che voleva per il resto della sua vita e niente poteva farle cambiare idea, nemmeno le scelte che avrebbero intrapreso per il loro futuro. Non avrebbe mai cambiato lui, non avrebbe mai deciso al posto suo.*

    Sono tua... per sempre.

    *Deglutì a fatica, una volta uscite quelle parole strozzate in gola. Voleva dirgli finalmente ciò che la tormentava. Doveva farlo. Era di vitale importanza. Era il loro futuro.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Odiava quel posto, odiava se stesso, odiava tutto ciò che lo circondava... tranne lei. No, avrebbe dovuto farlo, probabilmente, ma non ci riusciva. Era convinto che l'avrebbe lasciato, di nuovo, era conscio che non avrebbe voluto vederla mai più. La smentita ai suoi pensieri, però, arrivò veloce, facendogli tirare un ben celato sospiro di sollievo.*

    Cosa hai da dire, dunque?

    *Accidenti, se si era spaventato! Ma cos'altro c'era che non andava? Daphne non gli aveva mai dato problemi per aprirsi con lui, per raccontargli tutto... ma cos'aveva da dirgli di tanto importante? Perché tanta segretezza? Per essere un Corvonero, adesso, era parecchio confuso.*

    Non capisco dove vuoi arrivare.

    *Le disse esitante, guardandola negli occhi chiari. Un'ombra sembrava oscurare quell'azzurro cielo, rendendolo simile al colore del mare. La voce di lei arrivò subito, quasi soffocata, fioca, prendendogli la mano e dicendogli che non era il posto ideale per discutere a quattrocchi. Inarcate le sopracciglia, il ragazzo cominciò a seguirla su per la scalinata, sussurrandole.*

    Bene, ora si che inizio a preoccuparmi.

    *Di solito l'avrebbe detto in tono scherzoso, almeno per provare ad allentare quella tensione che sembrava aria compressa, come se una cappa di vetro avesse avvolto l'intero castello, pressurizzandolo. Da un momento all'altro, il ragazzo sentì come se le vetrate finemente dipinte stessero per implodere. Salivano le scale, ancora e ancora, mentre il suo cervello da Corvetto faceva tic-tac.*

    Non vuole rompere con me. Allora...

    *Un sorrisino gli coprì il volto, che Alex abbassò sui gradini che continuavano a salire. No, era impossibile, ridicolo! Doveva assolutamente scartare un'idea tanto barbara quanto sciocca. Sapeva molte cose di Daphne e, sebbene volesse raccontarle di qualche giorno prima, dell'Irlanda, era certo che non era quello il giorno adatto.*

    Dovrò omettere di Viktor... ma come le spiego il... tatuaggio?

    *Mille idee, una più improbabile dell'altra gli riempirono la mente, mentre cercava di valutare quale fosse la meno balorda.*

    Sai, sono stato a Los Angeles, sono svenuto... e mi sono svegliato tatuato!

    *Per lo meno, a quanto si diceva, era quel che accadeva da quelle parti. Uno scherzetto assai sciocco. Stupido, certo, ma originale. Il suo pensiero andò immediatamente a quei poveretti che si svegliavano con tatuaggi sconci sulla fronte, o su una guancia.*

    Merlino, tu hai problemi seri...

    *E, in effetti, era l'unica spiegazione plausibile a tutti quei botta e risposta che aveva nella testa, una testa che, se non fosse stata attaccata al collo, si sarebbe potuta avvistare durante una lezione di Astronomia. Il "time out" venne dato da un cambio di direzione di Daphne, che lo condusse al terzo piano, verso l'aula di Incantesimi.*

    Che cavolo sta succedendo?

    *Si chiese il ragazzo che, sinceramente, cominciava a seccarsi. I muscoli della mandibola guizzarono sotto la pelle abbronzata di lui, mentre si apprestava a tenere il passo. Se Daphne non si fosse decisa a parlare, probabilmente, l'avrebbe obbligata con la magia.*

    Siamo troppo nervosetti, oggi!

    *Si disse il ragazzo, mentre una fitta gli trapassò il braccio marchiato dal grande tatuaggio. Trattenne a stento una smorfia, mentre il braccio destro sembrava diventare... freddo. Poi il nulla. Era sparito il dolore, così come il cattivo umore e, qualsiasi cosa fosse, era ben più di un disegno. Sicuramente non era nulla di simile al Marchio Nero perché si, quel simbolo lo aveva visto tante volte sul braccio di Viktor, ma... non era un disegno come gli altri. Daphne esitò un po' d'avanti alla porta dell'aula, trovandola chiusa, così il ragazzo fece per intervenire, ma inutilmente. Lei aveva già preso la bacchetta, aprendo la porta e tirandolo dentro con lei. Lui, chiusa la porta, le lasciò andare la mano: era il momento della verità, e non avrebbe aspettato un secondo di più!.*

    Beh... forse un momentino...

    *Lei l'aveva spinto contro la porta dell'aula, facendolo sbattere di spalle contro il legno massiccio, producendo un bel baccano. Le loro labbra danzavano le une contro le altre, le loro lingue si intrecciavano, mentre le braccia di lui stringevano il corpicino esile di lei.*

    Ti amo anche io.

    *Lei si allontanò e lui, ergendosi in tutto il suo metro e novantatre le disse, socchiudendo gli occhi.*

    Ma adesso devi dirmi cosa c'è.

    *Non glielo stava chiedendo... lo pretendeva. Mai aveva avuto tanta segretezza, mai l'aveva preoccupato tanto.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Aula di Incantesimi - ore 11.25]



    *Nelle mente della giovane milioni di domande si continuavano a creare, rendendola sempre più confusa e impaurita. Per diamine! Aveva pur sempre 17 anni!*

    No... no. No? NO!

    *Si diceva confusamente, quasi stesse per uscirle il fumo dalla testa e andare in fiamme. Non voleva crederci. Non poteva farlo. Come lo avrebbe condiviso con @Alexander_Foster, che adesso non voleva sapere altro, eccetto il suo "segreto".*

    Non ha mica tutti i torti. Solo che ho paura di come reagirà.

    *Sospirò Daphne, chinando il capo, non riuscendo a reggere lo sguardo del ragazzo. Il bacio e le parole che la Tassorosso aveva detto lui erano bastate a fargli capire che non voleva lasciarlo, ma era tormentato, tanto quanto lei, all'idea di sapere cosa nascondesse ancora.*

    Lo dico tutto d'un fiato e lascio che lui assimili la notizia? O meglio che lo faccio sedere e gli procuri un bicchiere d'acqua?

    *Si chiedeva disperata la Harris, avvolta da nervosismo e da piccoli tremori in tutto in corpo. Non si era mai sentita così agitata e questo lo si notava dalle sue mani che si torturavano la camicetta arancione e un piccolissimo strato di sudore che spuntava nel collo della giovane.*

    Accidenti, dillo e basta!

    *Si ripeteva, logorandosi ancora il suo nuovo capo d'abbigliamento: ci mancava poco e se la strappava di dosso dal nervosismo.*

    Idiota! Poi finisce solo che complico le cose e accantoniamo il problema...



    *Rifletté, spostandosi i capelli da un lato, gli occhi lucidi. Era il momento. Ora o mai più.*

    Che mai più! Mi schianta piuttosto!

    *Pensò scherzandoci su, ma senza alcuna traccia di allegria. No, non era per niente serena e... felice? Non perché era triste, ma per il problema che le si aggrappava ferocemente al cuore. Era un forte peso, un macigno troppo grosso da riuscire a portare da sola e aveva tenuto ormai troppo per sé. Non aveva mai nascosto niente ad Alex, mai avrebbe nascosto lui niente, mai avrebbe evitato di parlare con lui di un'argomento tanto serio e delicato quanto quello che stava per prendere.*

    Ho un ritardo.

    BOOM!


    *Aveva scagliato una bomba e ora era il momento di attendere cosa sarebbe accaduto. Si sentì girare la testa e si appoggiò ad un banco.*

    Di una settimana...

    *Continuò pensandoci, sbiancando in viso e sperando che tutto quello fosse solo un'incubo.
    No, sapeva che non stava sognando, sapeva che era reale, sapeva che stava succedendo davvero.*

    Per la barba di Merlino! Non sto sognando!

    *Si rimproverò, quasi a volersi svegliare da uno strano strato di torpore, cui però non riusciva a venire a galla.
    Vi era un problema.
    Vi era un grosso problema.
    Un ritardo.
    Una settimana.
    Nervosa, impaurita, preoccupata.
    No, non poteva essere vero. Non poteva crederci. Non voleva farlo.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Dalle ultime parole di Alexander, il tempo sembrò rallentare, quasi scorrere all'indietro. Daphne non parlava, lui si stava agitando, e un'improvvisa impazienza si impossessò di lui. Non capiva il perché di tante cose al mondo ma, dannazione, i misteri di Daphne li aveva sempre odiati. Il cuore e la mente di lui erano in chiaro, netto contrasto. La mente diceva:*

    "Urla"

    *Il cuore diceva:*

    "Ascolta"

    *Ma se Daphne non avesse parlato, e subito, il ragazzo avrebbe deciso di urlarle contro ascoltando il suono della sua voce: quale migliore alternativa, infondo?*

    Ah, maledizione, di qualcosa!

    *Pensò a denti stretti, proprio mentre lei si passava i capelli sull'altra spalla, decidendosi "finalmente" a parlare.*

    Ho un ritardo.

    *Se vi chiedete cosa si prova ad esser preso a padellate in testa, Alexander Aiden Foster saprà spiegarvelo come nessuno. Chiuse gli occhi un secondo, come stordito, sentendo un silenzio assurdo: il suo cuore e la sua mente, perfino loro, si erano ammutoliti. Doveva dire qualcosa, sforzarsi di emettere qualche suono, mentre lei si poggiava al banco. D'un tratto, quasi per miracolo, gli parve di "vedere" la reazione delle sue due vocine interiori. Mentre la sua mente, la parte razionale era un po'... come dire...*


    Poooooorca Rowena...

    *Il cuore, la parte emotiva, quella che era... wow...*


    Wo-ho-ho!!!

    *Sentimenti contrastanti ma intensi, insomma, cuore e mente erano in complotto contro di lui che, piuttosto, indietreggiò fino a sedersi su un banco, sentendosi morire. "Infondo è solo un ritardo" avrebbero detto molti... ma un ritardo avrebbe potuto dire...*

    Che presto avrai tra le braccia...

    *Un improvviso senso di nausea lo fece boccheggiare, mentre si sistemava un po' meglio sul grande banco di legno. Ok, doveva decisamente parlare... ma per dire cosa?*

    Ehm... si, ok...

    *Scoppiò in una risatina nervosa, scrocchiando il collo e poi prese la parola.*

    Direi... che dobbiamo andare in Infermeria. Sai... per avere conferme.

    *Dovevano averne, per forza, perché così non potevano andare avanti un altro secondo... per lo meno lui, non poteva andare avanti ancora a lungo. Non si avvicinò a lei... non fece nulla. Restava a pensare, terrorizzato, scioccato, pensando ad un futuro con lei... e qualcun altro.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Aula di Incantesimi - ore 11.35]

    *Daphne restava in silenzio, appoggiata al banco, la testa che le girava, il cuore che batteva all'impazzata, il respiro affannato. Come era possibile? Come aveva fatto a dimenticarsi del suo ciclo? Era così piena di cose da fare che non si era soffermata un solo istante a contare i giorni. Il rapporto con @Alexander_Foster, il suo amato Corvonero, era una storia molto stabile e parecchio continuativo.*

    Che stupida! Come ho fatto!!

    *Si rimproverò la biondina, restando costernata dalla rilevazione che lei stessa aveva fatto. Era una cosa seria, importante, fondamentale. Daphne e Alex erano troppo giovani per avere un figlio. Troppo piccoli, con una voglia di vedere il mondo, di sognare il loro futuro, di sposarsi prima, non trovarsi da un giorno all'altro con un bebè in braccio. Certo, lei adorava i bambini, ma non era il momento! Voleva terminare gli studi, intraprendere una carriera al Ministero, organizzare il loro giorno speciale, condividerlo con amici e parenti...*

    E ora?

    *Pensava ancora Daphne, in preda ad emozioni contrastanti, che variavano dal nervosismo alla paura, all'ansia e alle preoccupazioni, dalla gioia alla tristezza. Inoltre Alex era in pieno, totale, assoluto silenzio.*

    Che bella frittata.

    *Constatò la Tassorosso, osservando il suo amato aprire la bocca senza che alcun suono gli uscisse dalla bocca. Era frastornato più di lei, racchiuso nel suo stato emotivo, lontano da lei e immergendosi in chissà quale mondo. Cosa ne pensava? Era di certo contrario a tutto e che non le rivolgesse nemmeno lo sguardo era alquanto preoccupante.*



    *Quello sguardo, quella tensione e preoccupazione, la stessa che sicuramente era presente anche nel volto della giovane biondina.*

    Perché non parla accidenti!

    *Si chiese ancora in balia della paura Daphne, ascoltando poco dopo alcune parole di Alex, ma il "Ehm... si, ok.." non si poteva sentire. A lei servivano fresi di senso compiuto, non affermazione boccheggiate per caso. Era ancora più sconfortata di prima.*

    Ho bisogno di lui, non della sua distanza.

    *Rifletté abbattuta la biondina, osservando il banco vicino, ammirando la delicatezza e il candore di una piuma dimenticata sul legno scuro.*



    *Si sentiva fragile e delicata come quella piuma, abbandonata a se stessa come quest'ultima e sul punto di crollare in un mare di lacrime. La Tassetta allungò la mano, prendendo la morbida piuma, sentendosi uguale all'oggetto che teneva stretto a sé, quasi potesse darle conforto e calore, non riuscendo però nell'obiettivo che sperava. Furono le altre parole di Alex a scuoterla dal torpore e renderla consapevole di ciò che era giusto fare in quel momento, l'unica cosa di adatta: andare a fare una visita in infermeria.*

    Si, hai ragione.

    *Ammise non riuscendo a guardarlo negli occhi, sentendosi molto sola e sconfortata. Come era possibile che si sentisse così vuota e triste? Correre era la scelta più facile, ma affrontare la realtà era la decisione più giusta!*

    Ti prego... vieni con me.

    *Disse con la voce rotta, spaventata e sul punto di crollare. Si sentiva troppo fragile, un bicchiere di cristallo pronto a cadere per terra e rompersi in mille e più pezzi. Era una situazione che non avrebbe mai voluto affrontare. Non adesso almeno. Queste erano situazioni per gente adulta, con una vita fuori dalla scuola e con un lavoro, non con due studenti di diciassette anni, spaventati e senza alcuna esperienza.*

    Non lasciarmi sola, per favore.

    *Calde lacrime scorrevano adesso sulle calde gote della giovane Tassorosso, sperando con tutte le forze che lui non le facesse affrontare quella situazione da sola. Non ne era in grado. Non ci poteva riuscire. Non era in grado di farlo.*

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Che strana situazione, eh? Avevano tanti problemi, alcuni in comune, di coppia, altri singoli ed esterni al proprio partner... ma adesso, in quella situazione, c'erano entrambi dentro.*

    Immersi nella cacca di drago fino ai piedi.

    *Fino ai piedi, aveva pensato? Oh no, c'erano ricoperti, e alla grande! Con tutto quel "materiale" avrebbero potuto preparare pozioni per una vita intera. Persino le scorte della professoressa di quella materia avrebbero potuto invidiare la quantità di sterco di drago nella quale i due ragazzi navigavano... qualcosa che, forse, avrebbe potuto sconvolgere anche un Allevatore di draghi.*

    Ok, respira, Al... respira...

    *Pensò tirando un profondo respiro, scendendo dal banco sul quale si trovava, guardando la sua amata negli occhi. Era una situazione imprevista, difficile... ma per entrambi. Non era solo lui, non era mai stato al centro dell'universo, non ci si era neanche mai sentito... e, di certo, non avrebbe cominciato in quel momento, in quell'occasione nella quale sarebbe dovuto essere ancora più vicino a Daphne, alla sua amata.*

    Credo non sia il momento opportuno per chiederle quella cosa, ma... rinvierò, magari con acque più calme e quando il vento sarà a favore.

    *Fu così che le si avvicinò, asciugandole le lacrime e dandole un delicato bacio a fior di labbra, stringendola a se. Quanto era buono il suo profumo? Tanto. Quanto l'amava? Ancora di più.*

    Andrà tutto bene amore.

    *Le disse in un sussurro, carezzandole i capelli. Certo, erano due studenti, in teoria non potevano permettersi di avere un figlio, ma...*

    Se sarà come pensiamo... io voglio tenerlo.

    *Ok, avrebbe dovuto solo pensarlo, tenerlo per se, ma quelle parole gli erano scappate via dalle labbra ancor prima che il suo raziocinio potesse filtrare i pensieri, valutare, decifrare l'immenso ingarbuglio di pensieri e poi dar modo alla bocca di esprimere ciò che, infondo, pensava. Ma non era successo, non era andata così. Si separò da lei, con un sorriso, baciandola ancora, prima di guardarla negli occhi.*

    Ti accompagno. Fai strada tu?

    *La strinse ancora più forte, a volerla sostenere fisicamente e moralmente. Tutto ciò l'avevano cominciato assieme... ed è assieme, che avrebbero concluso la questione. Certo, non poteva fare tantissimo per tirarla su, ma le avrebbe chiaramente dimostrato...*

    Io ci sono. Non sei sola: assieme, per sempre.

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Aula di Incantesimi - ore 11.45]


    *Un leggero imbarazzo, forse a causa della paura e del modo più appropriato soprattutto, che avrebbe permesso un dialogo tra loro due studenti e l'infermiera. Dover dire del ritardo, dover solo pensare di far qualunque cosa, la metteva parecchio a disagio. Per non contare che sperava fosse tutto un sogno, perché per quanto amasse i bambini, Daphne era troppo giovane, troppo piccola, per poter affrontare simile situazione e non era di certo quello il momento a loro propizio per avere un bebè. Certo, chi erano loro a decidere quando lo fosse, ma non a diciassette anni l'uno!*

    Si, uscirai fuori di testa molto giovane... anzi, a dire il vero lo sei già!

    *Si rimproverò mentalmente, sentendosi invadere da uno strano calore e senso di amore, più inaspettato e grande che mai. Alex si era ripreso, aveva mosso qualche passo, poi più sicuro si era avvicinato a lei, asciugandole le lacrime che le avevano rigato il volto e baciandola dolcemente. Aveva desiderato quel contatto, quel gesto, lui vicino a lei per affrontare il problema che avevano davanti. Niente e nessuno poteva fermarli, perché se erano insieme, sarebbero riusciti ad affrontare qualunque ostacolo, lo sapeva.*



    Se c'è il bebè, lui non si fa problemi?

    *Si chiese perplessa la Tassorosso, quando solo pochi istanti prima aveva visto solo ansia, paura, preoccupazione, ma non un barlume di gioia negli occhi del suo compagno di vita, perché ormai lo considerava tale. Vivevano insieme e ciò era più che sufficiente per dire al mondo, che stavano insieme in modo serio e duraturo. Come quei famosi "per sempre" delle favole, solo che era davvero tutto reale.
    Un debole sorriso comparve nella giovane, felice di poter contare sempre sull'appoggio di Alex e su quel sostegno che le dava forza e coraggio. Adesso però, come aveva detto anche lui, era il momento di tagliare la testa al toro, dirigersi ad accertarsi che i loro presentimenti fossero...?*

    Irreali. Falsi. Solo uno stupido ritardo che mi ha fatto andare in crisi.

    *Certo, la sua, ecco, "vita sessuale" era iniziata per davvero dall'inizio dell'anno scolastico, diciassette anni appena compiuti, non poi così giovane in effetti, fatto con la persona giusta.*

    Più giusto di lui, non c'è nessuno.

    *Ammise con un dolce sorriso, prendendo la mano del suo amato Corvonero, per poi tuffarsi tra le sue braccia e farsi cullare un po' dal battito del suo cuore. Una volta decisa ad andare, rispose prima al ragazzo, riprendendo nuovamente la mano.*

    Andiamo.

    *Sussurrò appena, aprendo nuovamente la porta e uscendo lentamente per non farsi vedere, prima di iniziare a percorrere i corridoi, diretti nel luogo della verità.*

    [Infermeria - ore 12.00]


    *Il percorso, per quanto breve, era stato parecchio lento e silenzioso, investito solo dal clangore provocato dagli studenti euforici del primo e secondo anno, che scorrazzavano allegri in giro per il castello. Se qualche docente li avesse beccati, avrebbero di certo scontato una punizione, ma a quanto pareva, era il loro giorno fortunato.
    Trovati davanti il portone di legno che separava il corridoio con il luogo "della verità", la biondina fece prima un grande respiro, entrando nella grande stanza, adibita con letti, divisori e comodini, tutto ordinato ed estremamente pulito.*



    Io... non c'è nessuno, torniamo dopo...

    *Farfugliò Daphne, preoccupata di scoprire la verità, di restare lì, in attesa e attendere un'esito. O forse, era anche la grande paura di essere giudicata dall'infermiera? Certo, di solito era un donna molto riservata e poco impicciona, chiedendo solo il giusto necessario per poter passare ai suoi "test", se così poteva chiamarli. Controlli, visite erano forse i termini più esatti, perché test era di uso più comune nel mondo Babbano, no? Presa da mille e una paranoie, la mano stringeva forte quella del ragazzo, che nonostante tutto, continuava a restare al suo fianco, deciso più che mai a sostenerla fino alla fine.*

    Ti amo.

    *Bisbigliò la biondina, incerta se chiamare l'infermiera o stare immobile come una statua, sperando che giungesse da qualche angolo nascosto della camera. Optò per la seconda, non perché le piacesse stare in silenzio, ma perché non riusciva ad alzare il tono di voce per chiamarla, troppo confusa e spaventata per affrontare quel problema e dirlo anche alla donna che avrebbe scoperto la verità.*

    Non vedo l'ora di essere fuori di qui, o mi ritroverò a contemplare qualche altra cosa e trovare altri problemi.

    *Pensò la Tassetta, assorta e immersa nel suo mondo, estraniata persino dal luogo e dal ragazzo che era al suo fianco. Volava così in alto che era in un posto tutto suo, dove non aveva pensieri e preoccupazioni e tutto troppo candido e soffice per essere vero. Eppure, quel mondo era così comodo e sicuro che non avrebbe voluto lasciarlo, ma la realtà era un'altra, che nonostante tentasse di cambiarla, non vi era altra alternativa che affrontarla a testa alta.*

    @Alexander_Morgenstern, @Shana_Sakai,


  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    [Infermeria - Stanza Provviste]

    *Dopo l'ultima rimescolata, finalmente il liquido nel calderone assunse il colorito giusto; la Pozione era finalmente pronta!*

    "Non mi resta che versarla nelle boccette e sigillarle, in vista del loro possibile utilizzo.
    A causa del Quidditch le scorte stavano diventando inesistenti; e sono pronta a scommettere che neanche queste avranno vita lunga."


    *Ancora non ci credeva a quanti danni era in grado di portare quello sport, forse a causa della troppa testardaggine o audacia dei giocatori. Come se non bastasse, alcuni si credevano abili Guaritori, proponendosi di aiutare personalmente i compagni infortunati.
    Ma alla fine il risultato era sempre lo stesso, se non peggiore, e a lei toccava risistemare la situazione, con il doppio della fatica ogni volta.
    Osservò la boccetta di Pozione Ossofast, che per un istante brillò nelle sua mani.*



    "E dire che, rispetto a un semplice incantesimo per rinsaldare le ossa rotte, questo è decisamente più doloroso e debilitante. A volte mi domando davvero se gli studenti non siano eccessivamente autolesionisti!"

    *Era una teoria che non avrebbe mai visto la luce, o una soluzione; in fondo a lei importava soltanto fare il suo lavoro nel migliore dei modi e rimettere in sesto i malcapitati visitatori. Sarebbe spettato agli Insegnanti o ai Responsabili preoccuparsi di tenere a bada gli studenti più "audaci" e i loro fallimentari tentativi. Perché, e questo era senza dubbio un dato di fatto, non tutti erano portati per gli incantesimi di guarigione.*

    "Per fortuna io sono riuscita a intraprendere con successo questa strada; anche se il mio cammino non è ancora del tutto concluso."

    *Era entusiasta di possedere quelle capacità, quelle doti in più che le avevano consentito di percorrere la strada che, da sempre, aveva sognato per il suo futuro. Certo, aveva sempre da imparare, ma ogni giorno ringraziava per la possibilità che le era stata offerta.
    Ad un certo punto, qualcosa le si strusciò sulla gamba, uggiolando piano, per attirare la sua attenzione. Abbassando lo sguardo, Shana incrociò gli occhi accesi di preoccupazione della sua dolce Mysia.*



    *A Shana non servirono parole per capire quello che la sua amica le stava dicendo: qualcuno era arrivato in Infermeria. E qualcosa pareva turbare la lupa, i cui sensi maggiormente affinati forse avevano captato la gravità della situazione.*

    "E' inutile che pensi al peggio, Shana, prima almeno guarda con i tuoi occhi cosa sta succedendo!"

    *Sapeva che la sua alleata magica non sbagliava mai; il suo aiuto si era rivelato prezioso in molte occasioni. Ma forse la sua preoccupazione riguardava qualche altro aspetto di ciò che si stava verificando in Sala Visite; perché di solito annunciava con tranquillità l'entrata di qualche studente, sapendo che la Guaritrice era in grado di gestire ogni situazione.
    Non restava che raggiungere di corsa la Sala oltre la porta, per mettersi subito al lavoro su qualunque emergenza le si fosse parata davanti.*

    [Infermeria - Sala Visite]

    *Quando aprì la porta, per un istante le parve tutto tranquillo; soltanto dopo qualche secondo scorse due figure dall'altro lato della stanza, ferme a qualche centimetro l'una dall'altra, in un silenzio carico di preoccupazione e ansia.
    Si incamminò a passo svelto verso di loro, rendendosi conto solo dopo qualche metro che si trattava di Daphne e Alexander.
    La loro posa, così anonima, e il volto che non lasciava trasparire alcun segno di un sorriso, la fecero preoccupare alquanto; li vedeva sempre in giro scherzosi e allegri, mano nella mano come le coppie più affiatate.*

    Ragazzi, che cosa è successo?

    *Domandò, con la solita inflessione professionale nella voce, ma senza riuscire a celare quella leggera angoscia che l'aveva colta fin da subito, forse anche per colpa dell'espressione di Mysia che l'aveva preparata al peggio.
    I due giovani sembravano stare bene, almeno apparentemente, ma quando si voltarono per salutare l'arrivo di Shana, i loro volti lasciarono intendere che qualcosa non andava.*



    Venite, sedetevi su un lettino e raccontatemi tutto quanto.

    *Sorrise, mettendo da parte le sue preoccupazioni per svolgere al meglio il suo lavoro, e indicò il letto più vicino a dove i due ragazzi erano rimasti fermi ad attenderla.*


    @Daphne_Harris, @Alexander_Morgenstern