Bottega Rettilofoni
Bottega Rettilofoni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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    Role Aperta da Charlotte_Mills




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  • Klaus_Skett

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
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        Klaus_Skett
    Grifondoro
       
       

    [Cuore della notte - Riunione proibita alla presenza degli indesiderati]


    *Un piccolo villaggio, eretto lungo le colline, vicino la tanto amata Hogwarts. Ah, che nullità, credere che quelle quattro mura, tenute insieme da Sibilla, possano difendere quegli sciocchi studenti. E poi, i professori, chiamateli professori, non sarebbero capaci nemmeno di far levitare una piuma. Poveri ingenui. L'unica persone che poteva ricevere del rispetto da Klaus, è Charlotte, lei si che poteva essere chiamata strega. Strega nel vero senso della parola. Le Arti Oscure, lei si che sapeva cosa fossero, aveva bisogno del suo aiuto per padroneggiarle, per essere capace di poterle utilizzare a piacimento, di esserne il padrone, e anche essere posseduto da loro. Il suo amato pugnale, simbolo del male. Lo teneva sempre con se, attaccato alla sua gamba destra. Un amato pugnale che aveva con se fin da piccolo, ma che nemmeno i suoi genitori babbani sapevano il perchè dell'esistenza. Ah si, babbani, impossibile che era figlio di sciocchi babbani. Il suo cuore era puro di magia. Era da molto tempo che sentiva qualcosa che lo attraeva alle arti oscure. Amava il dolore degli altri, vedere gli occhi di una persona morta. Poter torturare chiunque, sentire le loro grida penetrargli nei timpani, sentiva le loro urla squarciare il silenzio dell'oblio, sentire la loro voce, sparire per sempre, nel buio, nella notte, nelle tenebre della morte. Aveva bisogno di colei che potesse aiutarlo. A diventare capace di praticare le antiche arti dell'oscurità. Aveva sete di potere, di poter controllare il mondo, di uccidere coloro che non meritavano la magia, colore che rinnegano il male, e credono nell'esistenza della salvezza, del bene, della luce. Ma la vera luce erano le tenebre. Ex Tenebris Ad Lucem, così recitava il suo tatuaggio che aveva fin da piccolo. Dalle tenebre alla luce, le tenebre erano la luce. La luce di un mondo che avrebbe trovato la sua pace soltanto con la presenza del male, con la presenza dei veri possessori delle arti magiche. La vera magia non scorreva nel sangue di tutti, ma soltato nelle vene di pochi, quei pochi che un giorno salveranno il mondo dall'esistenza del bene. Il bene dovrà soccombere. Per sempre.
    Camminava,con il cappuccio sul capo, le strade di Hogsmeade. Si ritrovò di fronte la bottega dei Rettilofoni. Charlotte era li, e solo lei poteva dargli una mano. Aprì la porta dell'entrata.
    Finalmente, tutto si sarebbe avverato.*
    Ex Tenebris Ad Lucem

    [Flashback]


    Mamma, mamma cos'è questa scritta che porto sul braccio?

    Rimase stupita alla veduta del tatuaggio. La vide gridare, correre dal marito e portarlo dal figlio. Rimasero a bocca aperta. Come poteva avere quella scritta.

    Non può essere uno di loro, James...

    [Fine Flashback]


    @Charlotte_Mills,




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  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
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    *L’ ora era tarda e Charlotte, donna ormai non più molto giovane, si trovava seduta al piano terra della Bottega dei Rettilofoni.
    Quel luogo era un bellissimo posto dove passare il tempo, le faceva tornare in mente la sua infanzia.
    La donna infatti, quando si trovava ai primi anni ad Hogwarts, a anche dopo, aveva frequentato quel luogo per molto tempo.*

    Che bei tempi

    *Pensava la donna rimuginando sul suo passato.
    Quanti pensieri colorati di emozioni ripassarono nella sua mente: i primi compiti, i primi odio e disprezzi, i primi amori e le prime delusioni.
    Anche lei era una persona normale, forse però non come tutti gli altri.
    La normalità per lei era qualcosa di strano, la normalità non era andare a casa e stare con la famiglia, per lei la normalità era tornare a Londra da Milo e Kyle e preoccuparsi per l’ incolumità del figlio, incolumità che per quel momento era garantita.
    Molte cose erano successe da quando aveva lasciato il castello come studentessa: era diventata sindaco di quel villaggio, aveva adottato Kyle, aveva fatto cose buone, ma anche cose poco buone.
    Cose che voleva dimenticare di aver fatto, cose che doveva dimenticare per il bene di suo figlio.
    Quel marcio sulla pelle, grazie a nuovi incantesimi, era temporaneamente sparito, quel marchio che chi faceva parte di una stretta cerchia di persone possedeva.
    Era un marchio crudele e infame, un marchio che non molti conoscevano e che nessuno voleva avere per paura della gabbia.
    Aveva lavorato per persone e con la costante paura di essere scoperta da qualcuno, aveva vissuto con la paura di Azkaban fino a qualche mese prima.
    La paura era poi scomparsa quando, qualcuno di importante aveva affermato che, tutte le cose che la preoccupavano non ci sarebbero più state fino quando non l’ avrebbe deciso lui.
    Lei era il suo secondo, il suo vice, il braccio destro e persona su cui poteva fidarsi ciecamente da tantissimi anni, persona che lo lasciava da solo dopo tutti quel tempo insieme.
    Sicuramente non era finita.
    Sicuramente quel marchio sull’ avambraccio destro sarebbe tornato visibile, segno che qualcosa stava per cambiare (di nuovo) nella sua vita, segno che qualcuno aveva bisogno di lei, segno che doveva a tutti i costi tornare a lavorare sporco.*

    Ex Tenebris Ad Lucem

    *Aveva chiesto migliaia di volte cose significasse esattamente, il perché di quel marchio ma le sue numerose domande non avevano mai avuto risposta, soprattutto da quando, quella persona che si fidava tanto di lei, era scomparsa nel nulla, lasciando a lei tutto il lavoro.
    Lei aveva smesso di fare certe cose ma, come si voleva dimostrare, il male nella sua vita era tornato, male che non se ne sarebbe mai andato.
    Doveva fare qualcosa: non poteva crescere un bambino con il bene e il male entrambi nelle loro vite.*

    Shane ho riposto la mia fiducia in te e tu in me.. Ed è così che mi ripaghi?

    *Avrebbe voluto urlare a squarcia gola.
    Non era fatta per avere così tanto potere tra le mani, non era abituata troppe persone contavano su di lei, persone assetate dalla vendetta o da altri sentimenti oscuri, altre persone con lo stesso suo tatuaggio.
    Quel tatuaggio che non voleva scoprire, ma che ogni tanto, rimuovendo l’ incantesimo creato apposta, osservava.
    Era un tatuaggio che Charlotte aveva subito da ormai già grande ma che, persone come lei anni e anni prima, avevano inciso sulla pelle di uomini, donne e infanti senza colpe, con la speranza che quest’ ultimi, curiosi di cosa fosse sarebbero arrivati a loro, che da quel momento era diventata una singola persona: lei. Charlotte Mills.
    Charlotte Mills che anni e anni prima anche lei aveva inciso con la magia vari tatuaggi su infanti innocenti mentre i loro genitori erano assenti o addormentati con qualche incantesimo.
    Se li ricordava uno ad uno tutti quei bambini, bambini che la tormentavano in sonno, bambini che non sarebbe mai riuscita a guardare in faccia per il rimorso e il pentimento che aveva.
    La manica del maglioncino leggera alzata, l' avambraccio destro scoperto ad osservare quel marchio.
    Doveva chiedere quel locale e tornare a casa di corsa, aveva un sacco di cose da fare che centravano con quel marchio, ma che riguardavano alche altre cose.
    Ma forse la sua serata li non era ancora terminata.*

    @Klaus_Skett,


  • Klaus_Skett

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
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        Klaus_Skett
    Grifondoro
       
       

    *Ma cosa voleva significare quella scritta? Tutto era nata dalla curiosità di un giovane studente di Hogwarts, che aveva deciso di conoscere il significato di quella scritta, di saperne di più del perchè la possedesse e perchè le Arti Oscure lo attiravano così tanto.
    Aveva bisogno di aiuto, doveva sapere, e anche al più presto. Lei era l'unica, era l'unica persona che sapesse e che potesse aiutarlo. Aveva bisogno di Charlotte.
    Era dinanzi alla porta di quel negozio. Era notte tarda, ma sapeva che Charlotte era li. L'aveva spiata per poterla incontrare quando era da sola. Si alzò il cappuccio in testa. Posò la mano destra, dove la scritta da giorni continuava a bruciare, la piegò, ed entrò.
    Si ritrovò lei di fronte. Seduta ad un tavolo, con il viso posto alla visuale del suo braccio destro. Vidi che qualcosa era tatuato sopra. Era la sua stessa frase, le stesse parole, la stessa calligrafia. Rimasi pietrificato. Come poteva essere, cosa voleva significare?*

    Come fa... Ad averlo anche lei?

    *Alzò la manica della felpa e mostra all'insegnante la stessa scritta che anche lei riportava sull'avambraccio destro. Presa la bacchetta, la puntò contro l'insegnante e disse, con un tono della voce più alto.*

    Cosa significa!?

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Charlotte era seduta a quella grande scrivania che c'era al piano terra di quel locale, piano terra che era anche l' impressione che i clienti avevano di quel luogo.
    La donna stava rimuginando su quel marchio quando la porta si aprì.
    Non stava aspettando visite e di sicuro un cliente con buone intenzioni non sarebbe giunto in quel club a tarda notte, inoltre per quella sera non c' era nessuna riunione del Club Per Purosangue in programma.
    Ad aprire la porta però era stato un giovane ragazzo di diciassette anni-*

    Signor Skett, come mai qui a quest....

    *La proprietaria di quella bottega non riuscì a terminare di parlare che il ragazzo la interruppe con una domanda, una domanda che non si sarebbe mai aspettata.
    Quando il ragazzo era entrato aveva notato qualcosa.*

    Come fa... Ad averlo anche lei?

    *Charlotte sgranò gli occhi quando vide quella scritta sul braccio di Klaus.
    Come era possibile? Come era possibile che non se ne fosse accorta prima di quel momento di quell' ingombrante marchio?*

    Cosa significa!?

    *Urlò il Grifondoro puntatole contro la propria bacchetta, solo in quel momento Charlotte si ricordò.
    Era stata lei a incidere su quella pelle quel marchio che spiccava sulla pelle bianca del ragazzo dai capelli rossi. *

    Flashback


    *Una giovane Charlotte si aggirava per le vie di quel paese che poco conosceva dato la giovane età.
    Era appena uscita da Hogwarts, aveva quasi diciotto anni ma certe cose per lei sembravano fatte da tantissimo tempo.
    Quel giorno era stata incaricata di recarsi in una famiglia babbana, una famiglia dai capelli rossi.
    I genitori erano stati addormentati con un semplice incantesimo mentre il più piccolo dei figli era la sua vittima.
    Odiava fare quel lavoro, non era per lei marchiare bambini per indirizzarli a un futuro oscuro.*

    Perdonami piccolo

    *Il bambino che dormiva proprio come i suoi genitori, mentre il fratello di quel ragazzino dai capelli rosso fuoco (della stessa età di Charlotte) non era presente, ma che di sicuro aveva parlato di tutto quello che stava succedendo nel mondo magico alla sua famiglia, sicuramente non avrebbe tralasciato una cosa così pericolosa anche per i babbani*

    Fine flashback


    *Quella famiglia dai capelli rossi non se la sarebbe più scordata.
    Klaus sembrava voler scoprire cosa fosse quel marchio scopo che era stato creato e chi gliel' avesse inciso.*

    Metti giù quella bacchetta Klaus.

    *Affermò Charlotte al ragazzo che si trovava difronte, ragazzo che non assomigliava al quel bambino di tanti anni prima.
    Sul suo volto non più da bimbo ardeva il desiderio di sapere, il desiderio di iniziare con tutto quelli per cui Ex Tenebris Ad Lucem era stato creato: indirizzare i maghi alla via oscura della magia e i babbani a scoprire quel mondo a loro nascosto.
    Stranamente non l' aveva chiamato "signor Skett", ma aveva usato il suo nome di battesimo, era una cosa che non faceva con nessuno.
    Prese un profondo respiro: avrebbe detto tutto quanto a quel giovane studente di diciasette anni?*



    Mettila giù o, se mi ucciderai non avrai le risposte che cerchi.

    *Profetizzò la donna quasi come se fosse una minaccia.
    Sapeva che a quelle sue ultime parole il ragazzo avrebbe abbassato la bacchetta ma la sua voglia di sapere non sarebbe di certo diminuita.
    Gli avrebbe raccontato tutto quanto, con la speranza di non finire cruciata dalla rabbia del ragazzo.*

    @Klaus_Skett,




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  • Klaus_Skett

    Grifondoro

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        Klaus_Skett
    Grifondoro
       
       

    Metti giù quella bacchetta Klaus.

    *Klaus. Quando mai quella giovane donna lo aveva mai chiamato per nome? Quando mai aveva avuto una tono di voce così strano e diverso dal solito, severo da docente. Qualcosa sapeva quella donna per rivolgersi a Klaus in quel, qualcosa che sicuramente avrebbe aperto gli orizzonti al giovane diciassettenne. Klaus aveva bisogno di risposte, perchè le domande nella sua mente erano troppe, e continuavano a tormentarlo tutti i giorni e tutte le notti. Tutte le notti aveva degli incubi, non riusciva a dormire, era sempre triste, non ricordava mai bene cosa sognava ma aveva sempre paura. Ma paura di cosa?
    La donna disse a Klaus di abbassare la bacchetta e così fece. L'abbassò piano ma continuò ancora a tenerla in mano.*

    "Come posso continuare a vivere la mia vita in questo modo? Come posso!"

    *Continuava a ripetersi queste parole, mentre fissava la docente. Era immerso nei suoi occhi neri come la notte. Anche lei continuava a fissarlo, ma in quel momento Klaus non sapevo che cose fare, che non stare in silenzio. Però era il momento delle risposte.*

    Perchè io e lei abbiamo questa scritta?

    *Continuava a toccarsi la scritta perchè da un paio di giorno continuava a fargli male, bruciava, gli prudeva, quasi come se qualcuno volesse avvisarlo. Ma avvisarlo da cosa?*

    Sono notti che non dormo per diversi incubi! Cosa mi succede?!

    *Adesso, o mai più.*



    @Charlotte_Mills,




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  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Il ragazzo di diciassette anni abbasso la bacchetta ma non la ripose, neppure lei lo avrebbe fatto, era sempre meglio tenerla in mano, sopratutto in occasioni come quella.
    Charlotte ovviamente non aveva intenzione di attaccare con qualche incantesimo il giovane grifondoro, gli avrebbe raccontato tutto.
    la semplice vista di quel marchio sulla sua candida pelle l' aveva quasi intenerita, era per colpa sua che in quel momento si trovava li in quella situazione, una situazione non adatta ad un semplice ragazzo.*

    Perchè io e lei abbiamo questa scritta?

    *Chies eil ragazzo continuandosi a toccare la scritta come se gli prudesse, come se stesse andando a fuoco.
    Charlotte non conosceva quella situazione, ma qualche volta aveva come l' impressione che quel marchio la guardasse, aspettando il momento giusto per rivelarle cosa doveva fare.
    Forse era proprio quello che stava aspettando.*

    Sono notti che non dormo per diversi incubi! Cosa mi succede?!

    *Ok, non era cosa da discutere li, in quella bottega ancora aperta.
    Capovolse quel cartoncino pesante, guardò fuori dalla porta a vetro e tirò giù le veneziane in modo che nessuno potesse guardare dentro.



    Non è saggio parlarne qui.
    Seguimi


    *Disse la donna camminando e dirigendosi verso il piano inferiore dove si estendeva la bottega che faceva anche da Club per Purosague.
    superarono alcuni divanetti e una sezione della stanza adibita al consumo di bevande, superarono alcuni scappali traboccanti di manufatti che non si potevano trovare da nessun' altra parte.
    Si cercava qualcosa di insolito? li lo si sarebbe trovato sicuramente.
    Il luogo quella sera era deserto per fortuna di Charlotte e Klaus.
    Arrivarono difronte a un ritratto di una gorgone.*

    Non guardarla.

    *Era un gorgone, una di quelle creature mitologiche che avevano la capacità di trasformare in pietra chiunque le guardasse e, nonostante loro si trovavano difronte ad un semplice ritratto, dovevano fare attenzione a non guardarle, non voleva passare la sua vita in forma di statua.*

    Mostrate il pass per la biblioteca prego

    *Disse quella donna ritratta in quel dipinto che non potevano osservare.
    Charlotte tirò fuori dalla tasca un logoro pezzo di pergamena, talmente usurato che rischiava di sbriciolarsi in milioni di piccoli pezzettini.
    Un sonoro "clonck" fece capire ai due maghi che potevano passare.
    Arrivarono in una parte della della Bottega Dei Rettolofoni assai prestigiosa che non molti maghi avevano visto.*

    Devi sapere che, anni e anni fa, quando i Mangiamorte e Lord Voldemort erano al massimo della loro potenza, altri gruppi di maghi oscuri nascevano sulla scia del progetto ideato dal Signore Oscuro,
    Molti di questi gruppi volevano far prevalere lo stato puro del sangue e di conseguenza uccidere i mezzosangue, c' era però un gurppo che iniziava a distinguersi per altre idee.
    Questo gruppo voleva far indirizzare alla magia nera a tutti i maghi e tutte le streghe, ma non si limitavano a quest' idea. Volevano rendere noto ai babbani il nostro mondo.
    Questo adotto un marchio, proprio come i Mangiamorte, ed è il marchio che portiamo noi due sul braccio.


    *Affermò la donna mentre camminava verso un punto preciso della biblioteca, il punto più lontano possibile dal ritratto che aveva permesso a loro l' accesso a quella zona esclusiva.*

    Il capo di questo gruppo, il gruppo "Dalle tenebre alla luce" incaricò alcuni maghi e alcune streghe di marchiare babbani, streghe e maghi per ciò che ti ho detto poco fa.
    Questo capo (di nome Shane) incaricò una strega di marchiare un piccolo bambino dai capelli rossi, figlio di babbani con un fratello maggiore dotato di poteri magici.




    Klaus quella strega ero io.

    *Terminò Charlotte trovandosi di nuovo difronte, a facci a faccia con Klaus.
    Calò il silenzio in quel luogo quasi surreale.
    Chissà come avrebbe reagito il giovane Skett, così diverso da suo fratello ma così simile sotto alcuni aspetti.
    Ex Tenebris Ad Lucem poteva sembrare qualcosa di inutile, qualcosa di estremamente insignificante rispetto ai Mangiamorte che continuavano a vagare come ricercati, ma era qualcosa che stava prendendo piede, qualcosa che dopo la morte di Shane era finito in mano sua.*

    @Klaus_Skett,


  • Klaus_Skett

    Grifondoro

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        Klaus_Skett
    Grifondoro
       
       

    *Nella sua mente risuonavano le parole della madre rivolte al padre di quel giovane ragazzino di soli diciassette anni. Essere uno di loro, ma di loro chi?
    Aveva ricevuto una piccola spiegazione, ma le domande che gli tormentavano il cervello erano troppe, e impossibili da rispondere a tutte in una sola serata.
    Adesso però sapeva il perchè del male che si avvicinava a lui, capiva del perchè le tanto nominata arti oscure adesso sembravano padroneggiarlo, quasi come se volessero fare parti di lui, quasi come se volessero essere un tutt'uno come Klaus.*

    Ma... Chi è questo Shane? E cosa vuole da noi?

    *Sottolineò quel noi, perchè adesso anche lui faceva parte di quella storia, faceva parte di quella vita, ormai faceva parte del male. Evitò di porro una domanda sul fatto che era stata proprio lei a segnare sulla pelle del giovane Skett quel simbolo, volle evitare perchè capì che a lei faceva èiù male che a Klaus. Si trovavano in una stanza molto strana, quasi come se fosse stata creata per rimanere nascosta. Erano scesi, e avevano superato la biblioteca, che veniva chiamata anche in giro, la sede del club dei purosangue. Ma tutto ciò era vero? Davvero lui apparteneva a quella storia?*

    Io... Adesso...Appartengo a voi?

    *La voce tremava al solo pensiero, ma non lo spaventava, anzi lo incuriosiva, ma qualcosa nella sua gola lo faceva tremare, come se la sua anima si spaventasse ma il suo corpo, no.*



    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    Galeoni: 254437
       
       

    *Silenzio era calato in quella stanza e tra Charlotte e Klaus.
    lei non sapeva che dire e di sicuro lui, giovane Grifondoro, stava pensando a tutto quello che la donna gli aveva detto.*

    Ma... Chi è questo Shane? E cosa vuole da noi?

    *Chiese Klaus dopo quel silenzio.
    Char come poteva rispondergli? come poteva solo dirgli che Shane era morto e che era lei a doversi occupare di tutto quello, di tutto quello che aveva creato tanti problemi a maghi e babbani e che perseguitava Klaus da tempo.*

    Shane è... Era il capo di questo gruppo.
    Ex Tenebris Ad Lucem era guidato da lui, ma ora che è morto... Sono io che dovrei guidarlo


    *Affermò la donna con sguardo basso e tono quasi colpevole.
    Non sapeva da che parte incominciare per gestire quel gruppo oscuro e criminale, non era roba per lei sopratutto da quando era diventata mamma.*

    Io... Adesso...Appartengo a voi?

    No, ovviamente no.
    Tu appartieni solo a te stesso, sei tu che però devi scegliere se far parte di Ex Tenebris Ad Lucem e quindi abbracciare la parte oscura della magia, o farti cancellare ricordi legati al marchio che porti impresso sulla pelle.


    *Nessuno apparteneva a nessuno.
    NBon esistevano più gli schiavi da ormai moltissimi anni, lui non sarebbe stato il suo schiavo, il suo elfo domestico.
    Klaus Skett, Grifondoro di diciassette anni era libero di decidere da solo cosa fare.
    Charlotte alzò lo sguardo. Quello era uno dei momenti tanto attesi: la persona con il marchio sulla pelle cosa avrebbe deciso di fare? unirsi a quel gruppo o no? le opzioni non erano molte.*

    @Klaus_Skett,


  • Klaus_Skett

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 130
        Klaus_Skett
    Grifondoro
       
       

    *Shane, quel nome lo aveva già sentito da qualche parte, ma dove?Era il capo di tutta quella storia, era stato lui a far nascere tutto ciò che centrava con Ex Tenebris Ad Lucem, e adesso era morto. Adesso aveva lasciato tutto nelle mani della povere Charlotte, doveva cavarsela da sola. Ma forse non era da sola.*

    No, ovviamente no.
    Tu appartieni solo a te stesso, sei tu che però devi scegliere se far parte di Ex Tenebris Ad Lucem e quindi abbracciare la parte oscura della magia, o farti cancellare ricordi legati al marchio che porti impresso sulla pelle.


    *Era difficile dire se davvero apparteneva più a se stesso. Ormai non si riconosceva. Aveva perso tutto ciò che aveva posseduto per anni. Adesso non si riconosceva più, non aveva più voglia di vivere sempre la stessa vita, aveva voglia di cambiare, di cambiare per sempre. Cambiare vita, cambiare mondo, cambiare, lato. Buoni o cattivi. Luce o ombra. Paradiso o Inferno. Bianco o nero. Bene o male*

    "Cattivo, ombra, inferno, nero, male"

    *La donna non sarebbe stata più sola, adesso aveva ricevuto colui che l'avrebbe aiutata per assicurarsi che i loro piani non sarebbero andati in fumo, ma avrebbero avuto un successo. Adesso l'oscurità era dalla sua parte.*

    Io appartengo a lei. Appartengo al male.

    *Abbassò il cappuccio e mostrò alla luce delle candele che illuminavano quel posto. Rune e simboli magici erano disegnati sulla sua schiene e addome, ma alcuni erano visibili sul collo.*

    Ex tenebris ad lucem...



    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 254437
       
       

    *Sembrò che Klaus fosse assorto nei propri pensieri.
    Stava forse pensando a quello che la donna gli aveva appena detto? In fondo era vero, nessuno era padrone di nessuno, sopratutto di maghi e di streghe.
    Non voleva essere una strega crudele e senza scrupoli, sopratutto dopo essere diventata madre.*

    Io appartengo a lei. Appartengo al male.

    *Affermò il ragazzo abbassandosi il cappuccio della felpa che indossava.
    Char, come la chiamavano gli amici, notò alcuni tatuggi che sicuramente non avevano alcun significato oscuro.
    Non trovava nulla di male in tatuarsi segni sul corpo a vita, infondo anche lei ne possedeva alcuni ben nascosti.*

    Ex tenebris ad lucem...

    Ex tenebris ad lucem anche a te Klaus.

    *Affermò l' insegnante di Arti Oscure chiamando di nuovo quel ragazzo per nome.
    Era come se avesse scoperto un antico legame che l' univa a lui, giovane grifondoro di diciassette anni.
    Cosa sarebbe successo da quel momento in poi? Cosa sarebbe cambiato nella vita del ragazzo? di sicuro non avrebbe più osservato la magia come l' aveva osservata fino a quel momento.
    Suo compito era quello di indirizzare i maghi e le streghe alla magia oscura... Ed era esattamente quello che aveva intenzione di fare anche con il giovane Skett.*

    @Klaus_Skett,