• Stefano_Draems

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    Role Aperta da Lavinia_Grent


  • Lavinia_Grent

    Corvonero

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        Lavinia_Grent
    Corvonero
       
       

    [Giardino di Hogwarts]


    *Erano le cinque di un caldo pomeriggio di luglio. Lavinia si trovava nel giardino del Castello e stava giocando con il suo piccolo amico. Il coniglietto si divertiva a saltarle addosso e poi scendere giù. Aveva un musetto tanto dolce e Lavinia guardandolo non la smetteva di ridere.

    Dai Batuffolo smettila, mi fai il solletico!

    *Gli disse la strega non riuscendosi a trattenere in quanto l'animaletto saltando in fretta le faceva il solletico. Dal momento che il piccolino non stava fermo, la ragazza lo prese in braccio e iniziò ad accarezzarlo lentamente. Era così caldo e morbido. Sfiorare il pelo bianco del mio piccolo amico la faceva rilassare e uscire fuori dai suoi brutti pensieri. Batuffolo si faceva coccolare volentieri e frattempo osservava la sua padroncina con i suoi occhietti piccoli e dolci.*



    Ma quanto sei dolce tu?

    *Disse la ragazza continuando ad accarezzare il piccolino. Stare lì insieme al suo unico vero amico la faceva stare bene. Certo in quel momento avrebbe potuto essere in Egitto con i suoi genitori, ma ormai aveva deciso di rimanere e non si tornava indietro. Magari se partiva avrebbe trovato un pretesto per distrarsi e rilassarsi, però si sarebbe sentita in colpa per non aver studiato. Rimanere ad Hogwarts era sicuramente la scelta migliore che poteva fare.
    Mentre continuava a coccolare il suo amico ci fu improvvisamente un forte boato. La ragazza si alzò di scatto e Batuffolo balzò a terra in allerta, aveva capito che qualcosa non andava.*

    Che c'è piccolino? Cosa avverti?

    *Disse Lavinia facendogli un'altra carezza. Il coniglietto aveva assunto uno sguardo strano, come se la volesse avvertire di qualcosa. La ragazza lo prese in braccio e si incamminò verso il castello per capire cosa era successo. Tutto però era tranquillo e nessuno sembrava aver sentito quel rumore. I pochi studenti rimasti ad Hogwarts per l'estate erano tranquillamente sdraiati sul prato. L'ex corvetta cominciò a temere di aver immaginato tutto.*

    Non è possibile..

    *Pensò pensò portandosi una mano alla testa per spostare una ciocca che le era finita davanti agli occhi. Credeva di essere diventata pazza. Stava per tornare di nuovo nel punto in cui era seduta con il suo piccolo amico quando sentì di nuovo quel forte boato. Ancora una volta gli studenti vicino a lei non capirono nulla. La ragazza però era convinta che quel rumore venisse dalla Foresta Proibita, anche se era abbastanza lontana da lì. Decise di andare a vedere cosa stesse succedendo.*

    [Foresta Proibita]


    *Lavinia aveva preso coraggio e si trovava alle porte della Foresta con il suo piccolo Batuffolo in braccio. Non si era mai avvicinata così tanto lì. Era proibito per gli studenti andarci e quindi negli anni in cui aveva frequentato Hogwarts non si era mai azzardata di mettere piede lì. Adesso che aveva diciotto anni ed era maggiorenne da due, non credeva che le fosse proibito. Fece qualche timido passo ed entrò nella Foresta. Ma cosa stava fecendo? Si sentiva una stupida ad essere andata lì. Sicuramente non era successo niente ed entrando lì dentro avrebbe finito per affrontare una brutta creatura. Stava mettendo pure in pericolo in suo Batuffolo.*

    Piccolino.. non venire con me! Torna sulla Torre!

    *Disse la bionda strega poggiando per terra il suo coniglietto e incoraggiandolo ad andare via. Purtroppo il suo amico era troppo legato alla padroncina per lasciarla lì e con un balzo le saltò di nuovo in braccio. Lavinia si rassegnò e stringerlo ancora più forte cominciò ad incamminarsi in mezzo a quegli alberi scuri.*



    *La Foresta era più buia di come se l'era immaginata. Gli alberi erano neri e talmente alti che non si riusciva a vederne la cima. Erano anche molto folti e pieni di foglie, tanto che non si vedeva la volta celeste. Più si addentrava e più tutto diventata scuro. Arrivò a in un punto in cui non riusciva a capire dove doveva mettere i piedi. Si era incastrata da sola. Non poteva né andare avanti e né tornare insieme. Non sapeva cosa fare.*

    Stupida Lavinia.. sei una strega o cosa?

    *Pensò dandosi una colpo in testa. La ragazza aveva completamente dimenticato di disporre di una bacchetta magica e di avercela in tasca. Era da qualche giorno che non faceva incantesimi. Era molto strano, ma assolutamente vero. Si era talmente immersa nei suoi pensieri e nei suoi problemi che aveva dimenticato pure chi fosse. Si era comportata per tre giorni come una perfetta babbana. Lavinia non sapeva più che pensare di se stessa. Stava deludendo tutti, compresi i suoi genitori che credevano tanto in lei. Estrasse la bacchetta dalla tasca dei suoi pantaloni e la puntò nel nulla.*

    LUMOS!

    *Pronunciò la formula per permettere che la bacchetta si accendesse. In un attimo il suo catalizzatore magico di Noce e Capello di Veela si accese.



    *L'ex corvetta fece un sospiro di sollievo perchè così poteva tornare indietro e dimenticare tutto. Non aveva più voglia di scoprire cosa fosse quel rumore. Era stata veramente una stupida a decidere di entrare lì dentro. Che voleva fare? Voleva salvare il mondo? Ormai la ragazza aveva perso il suo spirito competitivo e combattente. Era diventata una buona a nulla.
    Si voltò e intraprese il sentiero che l'aveva portata lì al contrario per tornare al Castello, ma all'improvviso Batuffolo balzò per terra e scappò nella direzione opposta.

    No Batuffolo.. torna qui!

    *La ragazza urlò correndogli dietro, ma fu tutto inutile perchè il coniglietto scomparve nell'ocurità. Lavinia andò in panico. Adesso come faceva a ritrovare il suo piccolo amico in mezzo a quegli alberi scuri e tutti uguali? Era stata tutta colpa sua, non avrebbe dovuto addentrarsi così tanto nella Foresta. In quel momento avrebbe voluto accanto a sé suo padre, lui era bravissimo ad orientarsi nei boschi. Lui sicuramente avrebbe ritrovato in un attimo in suo Batuffolo. Però adesso si trovava in Egitto e lei invece da sola nella Foresta. Una lacrima le scese sulla guancia. Che doveva fare? Si asciugò gli occhi e prendendosi di coraggio cominciò ad avanzare nell'oscurità tenendo la bacchetta ben salda davanti in cerca del suo piccolino.*

    @Alexander_Morgenstern, @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    [AULA INSEGNANTI]


    *Charlotte si trovava in aula insegnanti insieme ai suoi colleghi, non chiacchierava però con loro, leggeva un volume sulle Arti Oscure in particolare quelle africane.
    Adorava la materia che anni prima aveva deciso di insegnare anche se non era molto ben accetta dagli studenti che la evitavano come la peste.
    Sentiva i suoi colleghi insegnati parlare di vacanze.
    Le sarebbe piaciuto tanto andare in vacanza, ma aveva troppe cose da fare per permettersi dei giorni, se non settimane di totale relax.
    La mente vagò permettendole di sognare ad occhi aperti.
    Spiagge paradisiache, cocktail da sorseggiare lungo il mare.
    No, doveva andarsene andarsene da quella stanza, chiuse il grande volume che aveva in mano e come se nulla fosse si trasformò in un gatto nero.
    Era utile essere un Animagus.



    Sotto quella forma che molte persone ritenevano sfortunata si avviò verso qualche posto calmo dove poteva passare il resto della giornata che ormai stava volgendo al temine.*

    La Foresta Proibita, di certo li non incontro nessuno

    *Pensava mentre zampettava verso la foresta proibita, luogo di molte sue passeggiate.
    La Foresta Proibita non era così pericolosa agli occhi della donna, passava molto tempo tra quei sentieri quasi tutti inesplorati dai maghi e dalle streghe.
    Ci passava del tempo da sola, ma anche in compagnia di Sibilla, sia amica di passeggiate notturne insieme a Pilli e Perseo.*

    [FORESTA PROIBITA]




    *Il sole stava iniziando a scendere, nel giro di poco avrebbe iniziato a tramontare ed essere nascosto dietro il paesaggio che circondava quel castello che molti consideravano come una casa.
    Amava passare il suo tempo al castello, amava passare il suo tempo libero insieme ai suoi abitanti, agli studenti, ai professori, a Mirco, ma aveva anche lei bisogno della sua privacy e della sua solitudine.
    Chiuse gli occhi, respirò la leggera brezza di quella serata estiva, era meraviglioso.
    Il caldo a quell' ora non si faceva più sentire, era davvero piacevole passare del tempo li, sopratutto in quella bellissima serata.
    Qualcosa però interruppe la sua concentrazione.
    Sentì dei rumori, strani rumori che non appartenevano a quel luogo che conosceva ormai bene.
    Il suo udito da felino Animagus era molto acuto, riusciva a percepire suoni anche abbastanza lontani dalla sua posizione.
    Non le importava però di quello che c' era li intorno, si era recata nella foresta con un intento ben preciso.
    Intento che però non sarebbe riuscita a portare a termine.
    Incuriosita da tali e strani rumori decise di andare a dare un' occhiata.*

    LUMOS!

    *Sentì in lontananza.
    Era la voce di una donna che però non riuscì a riconoscere.
    Che ci faceva un' abitante del castello in quella Foresta? Quello era un luogo che per lo più veniva evitato dagli studenti e anche dagli insegnanti.
    Curiosa si sapere di chi si trattasse, sempre sotto forma di gatto nero, sua forma da Animagus, si avventurò verso quella voce che non le pareva di conoscere.*

    Chissà di chi si tratta

    *Pensava la donna-gatto che con passo felpato stava attenta a non fare rumore e, nello stesso momento, attenta ad osservare intorno a lei.
    Il manto nero era un buon modo per mimetizzarsi tra quegli alberi fitti con la chioma piena di foglie che parevano color catrame, ma era solo il sole che permetteva tutto ciò, sole che stava tramontando dietro le alte montagne.
    Si stava avvicinando a quella persona che in precedenza aveva evocato quel semplice incantesimo, la curiosità era tanta e anche la concentrazione.
    Concentrazione che venne meno quando qualcosa di indefinito le corse incontro scontrandosi con lei.*

    MIAO

    *Miagolò il gatto nero a tono alto sobbalzando, era qualcosa che non aveva visto bene, qualcosa contro cui si scaraventò con gli artigli.
    L' adrenalina per lo spavento le circolava nel sangue, la stessa adrenalina che le aveva fatto tirar fori gli artigli e graffiare a morte quello che sembrava un innocente coniglietto dal pelo color quasi grigio*

    No Batuffolo.. torna qui!

    *Sentì pronunciare da quella persona che inizialmente aveva attirato la sua attenzione.
    Batuffolo? quello era per caso il coniglio di qualche abitante del castello? Il gatto dal manto nero iniziò a sentirsi in colpa.
    Non l' aveva fatto apposta, non l' aveva ucciso apposta, era stato un incidente.
    La donna-gatto si sentì terribilmente male, come se qualcuno le avesse calpestato la coda o addirittura tagliata.
    Pochi furono i secondi e quella persona misteriosa si mostrò a lei, si trattava di Lavinia, una Covonero che aveva frequentato Hogwarts insieme a Charlotte.
    Ovviamente lei non sapeva dell' abilità della donna di trasformarsi, non sapeva che l' ex Serpverde fosse un Animagus.
    Chissà quale sarebbe stata la sua reazione, chissà cosa sarebbe successo.*


    @Lavinia_Grent, @Alexander_Morgenstern,




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    E' la bacchetta a scegliere il mago, signor Morgenstern.

    *Alexander camminava per la Foresta Proibita, risentendo nella propria mente le parole di Olivander quando acquistò la sua bacchetta magica, sette anni prima. Avanzava sicuro senza uno straccio di luce d'avanti agli occhi, essendosi lanciato un Visibula Noctambulus in pieno viso solo dopo aver Silenciato le sue scarpe: nessuno si sarebbe accorto di lui, a meno che il ragazzi non avessi voluto. Nessuno studente, per lo meno, perché se avesse incontrato un docente o se una creatura lo avesse fiutato, beh, non avrebbe potuto farci proprio niente. Il suo pensiero, adesso, era alla bacchetta che teneva in tasca, una che aveva trovato in un'antica villa che aveva ispezionato assieme a Maya, sua collega Prefetta, una villa che riguardava entrambi. Quella bacchetta lo aveva scelto, lo aveva... chiamato, e non in una lingua convenzionale.*

    Ish seedis dehrom? (Cosa ne farai?)

    *Si, lo aveva chiamato nella mente proprio nella stessa lingua con la quale il suo alleato magico gli si stava rivolgendo: il Serpentese. Oh si, era curioso che un Rettilofono fosse finito nella casata dei Corvonero, piuttosto che in quella dei Serpeverde ma... "Il Cappello tiene conto della tua scelta", giusto? Passò in una piccola radura dove il sole gli baciò il viso e prima di immergersi di nuovo nel buio della Foresta, si guardò attorno, controllando che nessuno lo guardasse dalla Capanna del Guardiacaccia.*



    Ashii dissen nish (Forse la tengo)

    *Sibilò in risposta al suo Boa Constrictor Imperator che, in un baleno, si fermò a guardarlo allibito. Si, Alex sapeva già cosa intendeva dirgli: "Non l'hai mai usata", "Chissà a chi è appartenuta", "E se fosse pericolosa" e "Non mi ispira niente di buono". Alexander avrebbe dovuto fidarsi di lui, insomma, era un rettile e tutti sanno che i rettili hanno la capacità di... vedere più in là. Erano più o meno le cinque del pomeriggio ma lì dentro sembrava mezzanotte per quanto era fitta la vegetazione: la cosa non infastidiva tanto il ragazzo che, però, sentì le spire di Gmork spezzare sonoramente un ramoscello. Niente di strano, per chi non conosceva quel rettile che, sibilò con il suo inquietante tono di voce:*

    Animhagas... (Animagus...)

    *Fu allora che Alexander sfoderò la sua nuova bacchetta, sentendo quella familiare sensazione di gelo sprigionarsi dall'impugnatura del catalizzatore, carezzandogli le ossa e i tendini della mano, prima di trasformarsi in un caldo piacevole. Gmork sibilò contro al pezzettino di legno, beccandosi un'occhiataccia da parte del suo padre. Poco dopo Alexander sentì una voce in lontananza chiamare a gran voce qualcuno o qualcosa... ma era tutto così confuso.*



    *Con quella bacchetta stretta tra le dita della mano sinistra si sentiva più al sicuro, più... capace di difendersi. Non aveva mai provato a lanciarci un incanto, motivo per il quale era andato in quella Foresta, onde evitare di creare qualche disastro a scuola... ma quella situazione cominciava a farsi interessante. Fu dopo qualche passo che Gmork si irrigidì, dando segno al ragazzo che il gatto poco più avanti era l'Animagus in questione, mentre un piccolo coniglio sembrava ferito da un suo graffio. Ecco, la voce si stava avvicinando e, il rettile accanto a lui, si appollaiò a terra, curioso di vedere quali sarebbero stati gli sviluppi.*

    @Charlotte_Mills, @Lavinia_Grent,


  • Lavinia_Grent

    Corvonero

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        Lavinia_Grent
    Corvonero
       
       

    *Lavinia era ancora in cerca del suo piccolo Batuffolo. Il coniglietto era scappato nel momento in cui lei aveva deciso di uscire dalla Foresta. Si sentiva tremendamente in colpa per averlo portato lì con lei. Avrebbe dovuto lasciarlo nel Giardino oppure, cosa migliore, avrebbe dovuto non entrare lì. Nonostante la ragazza si sentiva diversa rispetto a prima, la sua dote innata per cacciarsi nei guai non era sempre lì. La ragazza aveva le lacrime agli agli occhi. Se il suo piccolo amico si fosse perso o peggio se gli fosse successo qualcosa, si sarebbe sentita in colpa a vita. Batuffolo era il suo amico da sempre. Lo aveva trovato suo padre in un bosco durante una delle sue spedizioni. Le venne subito in mente quel giorno. Aveva cinque anni. *

    [INIZIO FLASHBACK]


    *La piccola Lavinia era nella sua stanza nella villetta dei suoi genitori.



    Stava giocando con una bambola che sua madre aveva stregato facendo in modo di farla camminare. La bambina si divertita a rincorrerla per la stanza e sua madre a guarda così felice. In quell'instante la porta d'ingresso dell'abitazione si aprì. La donna prese in braccio la piccola e scese di corsa le scale per andare a salutare il marito che non vedeva da settimane. Infatti Hyden, il padre di Lavinia, era uno studioso di erbe magiche e, insieme ad alcuni suoi colleghi, partiva spesso per delle spedizioni in cerca di erbe nuove o rare.*

    Papà..

    *Disse la bambina non appena vide il mago e aprì le braccia in quanto voleva essere presa in braccio da lui. Suo padre corse ad abbracciare le due, felice di rivederle. Diede un bacio alla moglie e poi prese in braccio la sua adorata figlia.*

    Tesoro.. ho una sorpresa per te..

    *Le disse sorridendo e uscendo fuori dalla porta. Portò la bambina nel giardino della villetta dove aveva lasciato una scatola con dei buchi. La piccolina scese subito dalle braccia del padre curiosa di aprirla. Stava per sollevare il coperchio quandò notò che si muoveva. Lavinia si spaventò e indietreggiò.*

    Non spaventarti.. guarda!

    *La incoraggiò il mago aprendo il coperchio e rivelando un piccolo cucciolo di coniglio bianco. Il mago l'aveva trovato nel bosco in cui stavano facendo le ricerche. Era un cucciolo ed era da solo, probabilmente era stato abbandonato dalla madre. Pensò che sua figlia poteva occuparsi di lui. La bambina sorrise e si avvicinò per accarezzarlo. Era felice che suo padre le avesse regalato quell'animaletto tanto dolce.*

    Uffolo!

    *Disse la piccolina ridendo e prendendo il braccio il coniglietto e correndo dalla madre, che nel frattempo era uscita, per farglielo vedere. La donna lo accarezzò e sorrise alla sua bambina.*

    Che significa Uffolo piccola?

    *Chiese il padre avvicinandosi e facendole una carezza sui capelli dorati. La bambina indicò il coniglietto e allora il padre capì.*

    Vuoi che si chiami Uffolo?

    *Le disse prendendola di nuovo in braccio e stringendola a sè. Era davvero contento di aver reso felice la sua piccola bambina. Lavinia era tutto per lui e sua moglie, era la figlia che avevano sempre desiderato e avrebbero fatto di tutto per non farsela portare via. La piccolina annuì alle parole del padre.*

    Forse vuoi dire Batuffolo?

    *Intervenne la madre guardando il marito che coccolava la figlia. Era uno spettacolo bellissimo. Era felice che la loro famiglia fosse di nuovo riunita, dopo le settimane di assenza di Hyden. Lavinia annuì ancora e sorrise battendo le mani felice del regalo del padre.*


    [FINE FLASHBACK]


    *La bionda strega tornò alla realtà. In quel momento c'era una cosa più importante da fare: trovare il suo piccolo amico. Batuffolo era stato in suo compagno d'avventura da sempre. Lui era il suo più caro e vero amico e conosceva tutti i suoi segreti. Tra la ragazza e il coniglio c'era un rapporto davvero speciale.*

    Ma dove ti sei cacciato?

    *Pensò nervosamente Lavinia. Doveva trovarlo. Non l'avrebbe lasciato lì nella Foresta da solo in balia di chissà quali creature pericolose. Continuò la sua ricerca con molta ansia. Più si addentrava nella foresta e più tutto si faceva buio. L'unica fonte di luce proveniva dalla sua bacchetta che teneva salda davanti a se e puntava ovunque nella speranza di trovare il suo amico.
    All'improvviso sentì un forte miagolio e un rumore forte di qualcosa che cadeva tra i cespugli. Cercò di capire da che parte venisse quel rumore e avanzò verso quella direzione tenendo stretta la bacchetta pronta a intervenire, ma non c'era nulla. Si voltò a destra e puntò la bacchetta accesa verso un cespugli da cui provenivano dei rumori. Ebbe la sensazione di sentire il sibilo di un serpente, ma non lo vide.*

    Questo posto fa brutti scherzi..

    *Pensò intimorita. Poi si accorse che lì accanto quel cespuglio c'era un gatto nero che la osservava. Sembrava che le volesse dire qualcosa, ma stava fermo spaventato. La ragazza si sporse per vedere cosa si stesse muovendo tra i cespugli. Con grande orrore vide un candido coniglio ricoperto di sangue: era il suo Batuffolo.



    La ragazza rimase immobile. Il suo piccolo amico era ferito e immobile, sembrava morto. Non poteva credere ai suoi occhi. Batuffolo le era sempre stato vicino e lei lo aveva fatto scappare e permesso che venisse ferito e addirittura ucciso.*

    Piccolino...

    *Fu l'unica cosa che riuscì a dire. Si chinò e lo prese in braccio. Le sue mani si sporcarono del sangue dell'amico. Le sue lacrime scorrevano e cadevano sul corpo dell'animale. Non riusciva a smettere di piangere. Quel giorno che suo padre l'aveva portato a casa lei gli aveva promesso che si sarebbe presa cura di lui e adesso aveva permesso questo.
    Lo osservò bene e vide che il sangue proveniva da tre profondi graffi sull'addome. Il coniglietto era privo di sensi. La ragazza fece un profondo respiro e avvicinò due dita al collo dell'amico. Sentiva i battiti molto lenti del suo piccolo cuore. Fece un sospiro di sollievo: era vivo. Però se non faceva qualcosa sarebbe sicuramente morto. Guardò il gatto nero che non si era mosso da lì. I suoi grandi occhi continuavano a scrutarla, voleva comunicare con lei.*

    Sai chi è stato?

    *Disse Lavinia al gatto, ma lui ovviamente non risposte. La ragazza stava diventando matta se chiedeva aiuto a un gatto. Come poteva aiutarla a salvare il suo amico? Pensò che probabilmente era stato lui a trovare Batuffolo ferito e aveva iniziato a miagolare per cercare aiuto. Si chinò per accarezzarlo e ringraziarlo per averle fatto trovare il coniglietto.
    Poi le venne in mente un'idea, una di quelle che fanno ragionare nei momenti in cui il dolore acceca la mente. Aprì la sua borsa e si mise a cercare. Ne estrasse una piccola boccetta viola.



    Era Essenza di Dittamo. Perchè non ci aveva pensato subito? Gliela aveva data sua madre, abile pozionista, per precauzione. Infatti Lavinia era solita graffiarsi o tagliarsi con qualsiasi cosa. La madre Samantha era un tipo molto apprensivo e quindi gliela aveva infilata nella borsa per sicurezza. La ragazza aprì la boccetta e versò alcune gocce sulle ferite del suo piccolo amico. I graffi cominciarono magicamente a scomparire finché non furono completamente guarite. Il coniglietto rimase però privo di sensi. La ragazza fece un altro sospiro di sollievo e abbracciò l'amico.*

    Grazie gattino..

    Si rivolse poi al gatto nero che le aveva permesso di trovare il suo amico. Si chinò e lo accarezzò. In quel momento però ebbe di nuovo la sensazione di sentire un sibilo di serpente. Prese la sua bacchetta di Noce che le era caduta accesa quando aveva visto il suo amico sanguinante e la puntò verso altri cespugli attorno a lei. Non c'era nulla.*

    @Alexander_Morgenstern, @Charlotte_Mills


  • Charlotte_Mills

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    *Cosa aveva fatto?
    Aveva ucciso quel piccolo ingenuo batuffolo di pelo candido appartenente a lavinia, che come dal nulla era comparsa.
    Vide la donna avvicinarsi a quel povero coniglietto e constatare che c’era ancora della vita in lui, Charlotte non si sentì più in colpa come prima, la notizia che quell’ animale fosse ancora vivo la rasserenava, anche il fatto che Batuffolo non potesse parlare e dirle alla sua padrona chi era stato a ridurlo in quello stato.*

    Sai chi è stato?

    *Ma certo che sapeva chi era stato, era stata lei, Animagus da qualche anno.
    Amava trasformarsi nella sua forma animale, era come estraniarsi da quel mondo che ogni tanto andava come non doveva, amava passare il tempo sotto quella forma felina, nessuno la capiva e nessuno badava a lei.
    Charlotte amava davvero molto trasformarsi in un gatto nero, con quel colore del manto che molti consideravano una disgrazia, non era stata lei a decidere in cosa trasformarsi.*

    [INIZIO FLASHBACK]

    *Finalmente l' inverno era arrivato, anche se le temperature si erano abbassate notevolmente.
    La neve avvolgeva la città di Londra, dal centro, alla periferia, alla campagna.
    Era meravigliosa la neve, adornava tutto quanto rendendo tutto più bello, più soffice.. Più natalizio.
    Ormai Natale era passato da qualche giorno, ma nelle case si poteva ancora sentire il chiacchiericcio dei bambini intenti a scartare i regali portati da un vecchio uomo con la tuta rossa.
    In quella casa si poteva sentire ancora quel chiacchiericco, anche se non di bambini, ma di due ragazzi, ragazzi innamorati.*

    Quali sanzioni rischia un Animagus non registrato?

    *Continuava a pensare Charlotte, che doveva sostenere l' esame per diventare un Animagus.
    Quella era probabilmente la domanda che più la faceva impazzire e che puntualmente ogni volta non si ricordava*

    Basta.
    Sono una povera illusa! Come posso solo pensare di riuscire a superare l' esame quando non mi ricordo una babbanata del genere!


    *Disse tra sé e sé la Serpeverde, mentre chiudeva un libro sull' argomento che aveva comprato al Ghirigoro qualche tempo prima.
    Quel giorno nessuno l' aveva ancora disturbata.
    Nessun' elfo le aveva ancora chiesto cosa volesse per pranzo, nessun ragazzo le aveva ancora regalato la tradizionale rosa giornaliera, nessuno cantava sotto la doccia.
    Infatti era sola in casa quel giorno.
    Avvolta da un grande maglione non suo era seduta in cucina a studiare per quell' esame.*

    Come posso solo pensare di diventare un animagus quando il grande signore oscuro non ci è mai riuscito!
    Una pausa forse mi farà bene..


    *Pensò e come facevano i babbani, mise un pentolino con all' interno del latte sul fuoco, per riscaldarlo abbastanza da farlo diventare caldo, adatto a una mattina in solitaria.
    Mentre osservava che il latte non bollisse e strabordasse, continuò a pensare a quella maledetta domanda a cui non ricordava mai la risposa.
    Possibile che a volte fosse così tonta!?!
    Mentre teneva gli occhi fissi sul pentolino sentì come dei brividi di piacere percorrerle la schiena.
    La persona che amava era tornata, l’ aveva abbracciata e dato un bacio sul collo sussurrandole il buon giorno.*

    Buongiorno anche a te

    *Lo salutò Charlotte girandosi e dandogli un affettuoso bacio sulle gelide labbra.
    Il latte però non aspettava lei.. Uscì dal pentolino sporcando tutti i fornelli, ma loro non se ne accorsero, erano troppo interessanti a baciarsi ed abbracciarsi come se non si fossero visti da un' eternità, invece erano solo qualche ore
    Charlotte non fece a tempo a rispondere ad una sua domanda che si accorse del pentolino e di tutto il latte che ormai non poteva più gustarsi*

    Porca bacchetta...

    Non capisco perchè non le lasci fare a Milo, o perchè non le fai con la magia.

    Semplice: fare le cose come le fanno i babbani mi da un senso di.. completezza.
    Ti fa capire il senso e il valore delle cose.
    Dovresti provare qualche volta anche tu amore mio


    Ah..
    Prima, mentre stavo tornando qui ho incontrato qualcuno... Qualcuno davvero simpatico e carino.


    Come scusa!?!

    *Era risaputo: ogni donna era gelosa del proprio ragazzo, in modo particolare se questo le aveva promesso di portarla all' altare un giorno.
    Come se nulla fosse un gatto, per giunta nero salì sul tavolo della cucina, per poi balzare dove il latte era versato.
    Un gatto.. In casa sua.
    No: quello non lo poteva sopportare.*

    E.. E questo cos'è?
    Salazar mandalo via...


    Ma guardalo è così carino!

    Ho detto portalo fuori..

    *Charlotte odiava i gatti, non sapeva il perchè, probabilmente qualche trauma infantile, il fatto era che non le piacevano per niente.
    Quel gatto probabilmente se ne era accorto e iniziò a guardarla in modo strano, per poi tornare a bere il latte versato.
    Gli animali avevano i sensi più sviluppati degli uomini, forse per quello che la guardava in quel modo.*

    Salazar perfavore...

    Ma perchè!?!

    Non mi piacciono i gatti ecco perchè! In poche parole li odio, non li sopporto...

    *Il ragazzo che indossava ancora il giubbotto, la sciarpa e i guanti riluttante e sbuffando prese in braccio il felino, ma quello scappò dalle sue braccia per avviarsi nella sua direzione*

    No...
    No no!


    *Disse Charlotte allontanandosi da quella bestia che tanto odiava, ma era come se il gatto lo facesse apposta, sembrava che volesse provocarla*

    Perfavore non mi fare del male. Perfavore non mi fare del male. Perfavore non mi fare del male-
    Perfavore. Perfavore. Perfavore.


    *Iniziò a pensare la professoressa di arti oscure ormai con le spalle al muro.
    Era talmente intenta a pregare che il gatto nero non le facesse del male che non si accorse di nulla.
    Le sue gambe iniziarono ad accorciarsi, così come le braccia.
    I suoi arti iniziarono a riempirsi di pelo nero come quello del gatto che aveva difronte e un prurito iniziò a diffondersi nel corpo.
    I suoi vestiti ormai erano troppo grandi per quella sua nuova forma.
    Era riuscita a trasformarsi. Era un Animagus a tutti gli effetti.*




    [FINE FLASHBACK]


    *Lo sguardo fisso di Charlotte nel vuoto al ricordo di quel fatidico giorno che le aveva cambiato la vita, quel giorno passato con quella persona che pensava di amare, amore che pensava fosse ricambiato ma a quanto pareva si sbagliava.
    Per fortuna aveva trovato qualcuno in grado di cucire quelle ferite e renderla felice, qualcuno come lei, qualcuno con cui parlare liberamente di qualsiasi cosa, qualcuno che la conosceva bene.
    Con la coda dell’ occhio vede Lavinia estrarre dalla borsa una fialetta, era sicuramente Essenza di Dittamo, essenza che somministrò al piccolo coniglietto che parve guarire in pochissimi secondi.*

    Grazie gattino..

    Mew, mew meew (perfavore non mi toccare, odio le carezze)

    *Disse la Corvonero chinandosi e accarezzando quell gatto che, a sua insaputa, aveva ferito il suo adorato animale da compagnia.
    Il gatto nero rifiutò i suoi ringraziamenti, era pur sempre una strega!
    Qualcosa però attirò la sua attenzione, qualcosa che si trovava a poca distanza da loro.
    Ancora con gli artigli sporchi di sangue del roditore si mise in guardia, pronta a scappare al primo segnale di pericolo.*



    @Lavinia_Grent, @Alexander_Morgenstern,




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  • Alexander_Morgenstern

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    *Non passò molto tempo che quella strana sensazione di non esser soli lì dentro, tra Dissennatori, sicuramente qualche Berretto Rosso generatosi dalla battaglia di Hogwarts diversi anni prima e Gytrash venne confermata: poco più avanti, a distanza di una ventina di metri, c'era una donna inginocchiata accanto a qualcosa, assieme ad un gatto nero.*

    See kaa... (Eccolo lì...)

    *Sibilò Gmork, strisciando accanto al padrone che non ebbe nemmeno bisogno di chiedere: gli aveva segnalato in precedenza la presenza di un Animagus tra quegli alberi e... adesso stava ad Alexander capire di chi stesse parlando. Il Corvonero del settimo anno continuò a camminare, mentre il suo rettile strisciava fra la vegetazione, mimetizzandosi e tenendosi pronto a correre in aiuto del ragazzo nel caso ci fosse stato qualche problema. Avevano frequentato Animagia e, adesso, l'incanto Superior sarebbe tornato parecchio utile per tante situazioni, specie una come quelle. Fu dopo un attimo di indecisione che il ragazzo venne alla luce, fuori dalle tenebre più fitte, palesandosi al bizzarro gruppo lì riunito. Adesso riusciva a vedere cosa stesse a pochi centimetri dalle ginocchia della donna: sembrava un piccolo coniglio e, cosa più ovvia, il felino nero fu il primo ad accorgersi della sua presenza. Aveva rimesso la bacchetta nella tasca sinistra dei pantaloni, tenendo le mani in quelle stesse tasche, pronto ad attaccare o difendersi secondo evenienza.*

    Tutto bene?

    *Pronunciò secco, in modo da non lasciar spazio a fraintendimenti: era un Prefetto, cosa che quella donna non poteva intuire dato che il ragazzo indossava abiti babbani, senza portare la spilla che contraddistingueva lui e i suoi colleghi, ed il suo compito era sorvegliare gli studenti. Però, come obbligo morale, sentiva di dover difendere la scuola e i suoi compagni nel caso di un'intrusione. No, il suo "tutto bene" non poteva essere identificato come "serve una mano?", piuttosto come un "chi sei e cosa ci fai qui?". Era vissuto fra maghi oscuri per tutta l'infanzia, addestrato da uno zio Mangiamorte per non essere nient'altro che un combattente e forse questo, un po', lo aveva rovinato: non aveva più fiducia nel primo che si incontra e, nessuno avrebbe potuto negarlo, una perfetta estranea nel perimetro del castello, ancor peggio nella Foresta Proibita, destava sospetti ben evidenti. Restò a guardarla in attesa, lasciando il suo cervello da Corvonero pronto ad esaminare il suo modo di muoversi, le sue parole e gli intervalli di tempo con i quali avrebbe risposto, prima di decidere come comportarsi. Con la coda dell'occhio prestava comunque attenzione al gatto, poiché se davvero era un Animagus, non si sarebbe lasciato cogliere di sprovvista da un eventuale attacco a sorpresa. Era in netto svantaggio, nel caso si sarebbero rivelati dei nemici... ma era giorno e, per dirla tutta, il fragore di eventuali incantesimi avrebbero attirato docenti e ogni sorta di studenti fra quegli alberi. No, non sarebbe sopravvissuto, ma avrebbe dato del filo da torcere: era pur sempre addestrato e, a dirla tutta, non avrebbe esitato due volte a scagliare contro ad eventuali nemici incantesimi oscuri e tutto il male che gli albergava dentro.*

    Non essere prevenuto, Alexander.

    *Pensò il ragazzo, mordendosi il labbro inferiore e restando lì, in attesa di capire in che modo comportarsi.*

    -->
    Mi scuso con @Lavinia_Grent, e con @Charlotte_Mills, per quanto c'ho messo nel rispondere. Ho avuto seri problemi con la connessione ed il sito, perciò ho tardato parecchio Sad


  • Lavinia_Grent

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    Corvonero
       
       

    *Essere dentro la Foresta Proibita anche se in pieno giorno faceva venire i brividi. Lavinia teneva in braccio il suo piccolo Batuffolo ancora privo di sensi. Non aveva ancora capito cosa fosse accaduto. Tutto era avvenuto in brevissimo tempo. Lei si trovava nel giardino di fronte al Castello che si rilassava e giocava tranquillamente con il suo coniglietto cercando di distrarsi dai mille pensieri. Si trovava dentro la foresta perchè aveva sentito un forte boato, ma non sapeva cosa fosse. Si era avvicinata all'entrata della foresta insieme al suo piccolo amico per controllare e la sua dote innata per cacciarsi nei guai l'aveva fatta addentrare lì. Batuffolo era scappato e la ragazza l'aveva ritrovato, grazie al miagolio di un gatto nero, con dei profondi graffi sull'addome. Non sapeva chi l'avesse ferito, però la biondina lo aveva subito curato con l'Essenza di Dittamo che le aveva dato sua madre per le emergenze, come in quel caso. La ragazza, a pericolo scampato, aveva ringraziato quel gatto che aveva salvato la vita al suo fedele amico e si era chinata per accarezzarlo. Il gatto nero, però, cominciò a miagolare e si allontanò dalla strega. Lavinia ritrasse la mano e lo guardò.*

    Non ti faccio niente..

    *Disse l'ex Corvonero rivolgendosi al gatto e sorridendo debolmente. Poi alzò le spalle e si rassegnò dall'accarezzare quel felino. Sicuramente si trattava di una gatto selvatico e quindi era ovvio che non si faceva toccare, non era abituato a relazionarsi con gli umani. Il colore di quel gatto le fece ricordare Bessi, la gattina di sua nonna. Sophie Burke, la nonna materna di Lavinia, era una grande amante dei gatti. Aveva una piccola gattina nera che teneva sempre con se. Era come una terza figlia per lei. Dopo la morte di suo marito, il nonno di Lavinia, permetteva al felino di dormire con lei nel suo letto. La bionda ragazza da bambina si divertiva a giocare con Bessi e lo stesso valeva per Batuffolo. Poi però quella gatta nera tanto amata dall'anziana strega morì all'improvviso e nessuno riuscì a capire perchè.
    Quel gatto nero le ricordava tanto Bessi, aveva i suoi stessi occhi grande che la osservavano intensamente. Sicuramente si trattava di una gatta, ma lei non poteva scoprirlo perchè non riusciva a toccarla figuriamoci a prenderla.
    L'ex Corvonero si voltò verso Batuffolo che aveva in braccio e lo accarezzò. Il coniglietto aprì lentamente un occhio e poi un altro ma rimase accucciato tra le braccia della sua padrona. Lavinia sorrise al suo piccolo amico e fu sollevata di vedergli aprire gli occhi, avevano proprio evitato una tragedia. La ragazza non sapeva cosa avesse fatto senza il suo coniglietto.
    All'improvviso però sentì di nuovo il rumore che aveva sentito poco prima e un sibilo di serpente.*

    Questa volta l'ho sentito davvero!

    *Pensò. Prima aveva creduto di averlo immaginato, ma in quel momento capì che era un rumore reale. Si guardò intorno puntando la bacchetta ancora accesa e cercando la vera fonte del sibilo, ma non riuscì a capirlo perchè, nonostante l'incantesimo, tutto era buio e non si vedeva niente. In fin dei conti se era davvero un serpente si sarebbe mimetizzato tra i cespugli e l'erba. Lavinia pensò che doveva rimanere all'erta, poteva anche non essere un semplice serpente.
    Poi vide una figura scura che stava emergendo tra i cespugli. La ragazza si immobilizzò cercando di capire chi o cosa fosse.*



    *Il cuore le batteva a mille, c'era una grossa probabilità che si trattava di una creatura magica pericolosa. Lei, il suo batuffolo e il gatto nero potevano essere in grossi guai. Lavinia era come paralizzata, non riusciva a muoversi per la paura. Era questo quello che le accadeva in queste situazioni. A volte era molto coraggiosa, altre una perfetta fifona.
    La figura scusa fece qualche passo in avanti e fu illuminata dalla luce della bacchetta: era un ragazzo. La strega abbassò subito la bacchetta e fece un sospiro di sollievo. Lo guardò e vide che si trattava di un Corvonero, in particolare il Prefetto di Corvonero. Non ricordava il suo nome perchè non lo conosceva di persona e non ci aveva mai parlato, ma chi era Prefetto sulla Torre dei corvetti non era una persona sconosciuta neanche per chi, come la biondina, era tornata da poco ad Hogwarts.
    Il ragazzo si avvicinò ancora e chiese se fosse tutto apposto.*

    Adesso sì.. il mio coniglietto è stato ferito, ma adesso sta bene!

    *Disse Lavinia con un debole filo di voce. Anche se alla fine il suo piccolo amico si era salvato, era ancora un po' sconvolta da quello che era successo.
    Osservò il ragazzo e vide che anch'egli non era tranquillo in viso. Forse sentendo dei rumori aveva pensato che c'era qualcosa di pericoloso, forse già si era preparato a combattere. La bionda strega chiese cosa ci facesse lui lì nella Foresta Proibita da solo.
    Solamente in quel momento si ricordò del sibilo del serpente che aveva sentito e notò un serpente che strisciava accanto al ragazzo. Quindi il Prefetto di Corvonero in quel momento si trovava nella Foresta Proibita con il suo serpente, Lavinia non sapeva che pensare. Però in fondo non erano fatti suoi, il ragazzo aveva avuto sicuramente i suoi buoni motivi.
    Notò anche che continuava a osservare intensamente il gatto nero accanto a lei. La strega si voltò a guardarlo e vide che pure il gatto era all'erta. Rimase a guardare entrambi cercando di capire.*

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  • Charlotte_Mills

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    *Charlotte in forma di gatto era all’ erta, chissà chi poteva nascondersi nell’ oscurità.
    Poteva trattarsi di una creatura magica selvatica, poteva trattarsi di qualche studente ingenuo o di qualche mago oscuro, in qualsiasi occasione però lei sarebbe stata in grado di difendersi.
    Nessuno lo sapeva ma lei, professoressa di Arti oscure ad Hogwarts aveva un passato oscuro, aveva passato del tempo con maghi oscuri con certi marchi sul braccio e poteva dire di sapere tutto quanto di loro.
    No, nessun mago oscuro avrebbe rischiato di essere scoperto nei pressi della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
    C’ era già lei.
    Dall’ oscurità uscì una figura maschile, che Charlotte riconobbe subito.
    Si trattava di Alexander Morgenstern.
    L’ ex Serepverde non conosceva molto bene quel ragazzo dell’ ultimo anno, ma conosceva la sua famiglia: i Morgenstern erano un’ antica famiglia di maghi dalle oscure tradizioni.
    Charlotte osservò attentamente quel ragazzo, non assomigliava molto a suo zio Viktor, uomo che Charlotte aveva conosciuto in giovane età.
    Caspita quanto tempo era passato dal suo ultimo anno ad Hogwarts.
    La donna-gatto abbassò lo sguardo e vide che, in compagnia del ragazzo Corvonero, c’ era un serpente.
    Lo osservò con attenzione avvicinandosi lentamente.*

    Tutto bene?

    Adesso sì.. il mio coniglietto è stato ferito, ma adesso sta bene!

    *Furono solo quelle le parole che i due umani si scambiarono, proprio mente Charlotte, ancora con gli artigli sporchi del sangue del roditore di Lavinia, muoveva la zampa destra verso il serpente.
    Sapeva che ad Hogwarts erano ammessi gli animali, ma non avrebbe mai pensato che i serpenti fossero considerati animali da compagnia.*

    Sono un felino, non posso comunicare con i serpenti

    *Pensò l’ Animagus miagolando verso l’essere strisciante che come lui, stava sull’ attenti.
    Era sempre meglio non fidarsi di chi o cosa non si conosceva.
    Le parole di Lavinia, compagna di scuola di Charlotte, aveva riservato al giovane prefetto di Corvonero, fecero sorridere l’ ex Serpeverde.*

    Mew, mew meew meew (Ferito… Ritieniti fortunata che sia ancora vivo)

    *Miagolò il gatto in direzione della donna dalla bionda chioma.
    Non poteva capirla e poteva dirle qualsiasi cosa, qualsiasi cosa le passasse per la testa da felino.
    Il gatto nero si stiracchiò con eleganza tornando ad osservare il giovane Morgenstern.
    Chissà se aveva ancora rapporti con lo zio, uomo che a Charlotte aveva insegnato molto, nonostante l’ età non molto simile.*


    @Alexander_Morgenstern, @Lavinia_Grent,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

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    Un Confringo in faccia alla bionda e Gmork si occuperà della gatta, trasformandosi in un cane.

    *Il piano d'attacco di Alexander, in caso di bisogno, era già pronto da un bel pezzo. Certo, era un diciassettenne, un ragazzino... ma il suo cervello da ingegnoso Corvonero trovava appoggio dalla sua corporatura massiccia, dagli anni d'allenamento nell'arte del combattimento con Viktor Morgenstern, suo zio, un Mangiamorte ricercato e temuto. La mandibola del ragazzo si serrò, mentre il movimento dei muscoli sotto la pelle si notò appena.*

    Bene.

    *Pronunciò il ragazzo in risposta a quella donna, sentendo la bacchetta premergli contro la coscia sinistra. No, di certo non era un uomo adulto e l'esperienza era dalla parte di quella signora... ma era certo di potersela cavare, in caso di necessità: la Dance Macabre, stile di combattimento tramandato di generazione in generazione nella famiglia Morgenstern, celato a chiunque non fosse uno di loro, era qualcosa di temibile. Se a questo si aggiungevano anni di allenamento nell'arte della lotta fisica e magica oscura, si, aveva buone possibilità.*

    Ma adesso sta calmo.

    *La battaglia era sempre stata la seconda eredità dei Morgenstern: il desiderio di lotta, la bramosia di uno scontro soddisfacente, qualcosa che, da sempre, spingeva gli appartenenti a quella famiglia a scontri impossibili, competizioni magiche pericolose, per il puro gusto di scoprire il loro limite, per il desiderio di sperimentare la Dance Macabre, ogni volta più terribile e coinvolgente. Si, era proprio vero che era l'oscurità a scorrere al posto del sangue nelle vene dei Morgenstern.*

    Mew, mew meew meew

    *Quel suono, fin troppo vicino, fece gelare al ragazzo il sangue nelle ossa: il felino, l'Animagus a detta del rettile, si era avvicinato un po' troppo a Gmork, mentre Alexander poteva quasi sentire sulla sua pelle quanto gli desse fastidio quell'attenzione.*

    Ashii des kaih. (Stammi alla larga.)

    *Soffiò Gmork, alzando appena il capo a mostrare la lunga fila di denti appuntiti e robusti: certo, non era velenoso, ma in quanto a forza Alexander l'aveva visto diverso volte stritolare sotto le sue spire degli alberi, fino a spezzarli in due di netto. Adesso, c'era da agire in fretta: se davvero quella gatta era un'Animagus non avrebbe permesso alla serpe di stritolarla. Certo, forse si sarebbe beccata un bel morso, ma se nel frattempo avesse fatto del male al suo serpente... avrebbe fatto di tutto per distruggerla, non solo ucciderla, quando avrebbe riassunto le sue sembianze. Fu proprio in quel momento che il Corvonero prese una decisione: avrebbe agito prevenendo qualsiasi situazione spiacevole, rivelando ad una perfetta sconosciuta e, forse, ad un'Animagus un lato di sé che ben pochi conoscevano.*

    Shaa seth kadai des... (Sta fermo e calmo...)

    *Il suo tono di voce era diventato cupo, sinistro, alterato come al solito dall'accento pronunciato e freddo dei serpenti, trasformando una calda voce da diciassettenne in qualcosa che sapeva di oscurità a chilometri di distanza. E Gmork? Si appallottolò a terra, a bocca chiusa, incapace di fare o dire qualsiasi cosa dopo un ordine tanto imperativo del suo padrone. Essere un Rettilofono, infondo, ti assicurava la fedeltà delle serpi: che loro volessero o meno, poi, non era importante. Ma Gmork era diverso da tanti altri serpenti, o per lo meno, lo era agli occhi di Alexander: era il suo più vecchio amico e, se aveva agito in quel modo, era per evitargli dolore fisico, qualcosa che, immediatamente, avrebbe causato non poco trambusto fra quegli alberi.*

    Adesso, però, devi darti una calmata.

    *Si, decisamente avrebbe dovuto abbassare il suo livello d'ansia di un bel po': non voleva certo attirare Dissennatori, con tutti quei cattivi pensieri. Rialzò così lo sguardo sulla donna, senza perdere di vista il felino, mormorando senza traccia del benché minimo interesse:*

    La foresta è un posto pericoloso... specie per un animale come il tuo.

    *Non era qualcosa atto ad offendere, bensì una semplice considerazione. Certo, per un gatto la cosa non è che puzzasse di meno: con Dissennatori, Berretti Rossi e Lupi mannari nemmeno un felino senza il suo padrone avrebbe avuto qualche possibilità.*

    Si, è un Animagus.

    *Pensò in conclusione il ragazzo, guardando la donna di fronte a sé, ancora inginocchiata accanto al suo piccolo amico. A questo punto, però, si stava sul serio chiedendo che piega avrebbero preso gli eventi.*

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  • Lavinia_Grent

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    Ma chi me lo ha fatto fare?

    *Pensò Lavinia osservando il Prefetto di Corvonero davanti a lei. Erano all'interno della Foresta Proibita. La ragazza aveva il suo Batuffolo in braccio che era stato ferito che lei aveva curato con l'essenza di Dittamo di sua madre. Accanto a lei si trovava un gatto nero che l'aveva aiutata a trovare il suo piccolo amico. Il corvetto era uscito fuori all'improvviso dai cespugli insieme al suo serpente. Aveva uno sguardo strano, sembrava in allerta.



    La biondina però non capiva perchè dovesse essere pronto per combattere. Non credeva di avere l'aspetto di una donna pericolosa che attacca all'improvviso. A Lavinia era capitato pochissime volte di aggredire qualcuno, ma solamente per difendersi o difendere una sua amica. Aveva ricevuto un'ottima educazione dai suoi genitori, Samantha e Hyden, e ogni volta che si trovava in situazioni in cui si doveva combattere era sempre a disagio. Il suo ragazzo, neo Auror, invece, era davvero bravo a duellare e qualcosa gliela aveva insegnata. Quindi nel caso in cui il ragazzo l'avesse attaccata avrebbe saputo come difendersi. In punto era però che non c'era motivo di combattere. Le venne in mente quel giorno di qualche anno fa, quando ancora non aveva lasciato Hogwarts, dove un Serpeverde l'aveva importunata dandole della "traditrice del suo sangue" solamente perchè aveva degli amici Mezzosangue e Nati Babbani. Lavinia lo aveva completamente ignorato perchè era nel suo carattere evitare il confronto. Purtroppo per quel serpino aveva scelto il giorno peggiore per insultarla poichè si trovava con il suo ragazzo che a differenza sua era molto impulsivo. Alla fine però la biondina era stata costretta ad intervenire e salvare il suo compagno che era stato pietrificato dal Serpeverde. In quel caso non lo risparmiò e finirono tutti e tre in punizione.*

    I duelli portano solo guai..

    *Pensò la ragazza ricordando ancora quel giorno. Poi scosse la testa e tornò alla realtà. Il Prefetto di Corvonero guardava ossessivamente il gatto nero che si trovava accanto a lei. Il felino miagolava e osservava con i suoi grandi occhi il serpente del ragazzo.



    Lavinia si trovava in mezzo a quegli scambi di sguardi. Si voltò anche lei verso il felino. Il suoi occhi erano anormali, sembravano umani, sembrava che volesse dire qualcosa. Non lo aveva notato prima.
    Poi il ragazzo parlò e disse che la foresta era pericolosa, specialmente per il suo coniglietto tanto candido e buono. L'ex corvetta non potè dagli torto, quel luogo era pericoloso per tutti.*

    Hai ragione.. non dovevo avventurarmi qui.. ho sentito dei forti rumori e sono venuta a vedere cosa era successo.. ma il mio coniglio è mi scappato..

    *Disse la ragazza con tono deciso. Era entrata lì solo per i forti boati che aveva sentito dal giardino di Hogwarts. Purtroppo però non aveva scoperto da dove e cosa avesse prodotto quei rumori. Si sentiva una stupida perchè sicuramente quei suoni erano dovuti a qualche creatura pericolosa che abitava la foresta. Lavinia non avrebbe dovuto entrare lì, ma le leggi del Castello non glielo vietavano dal momento che non era una vera e propria studentessa. Il ragazzo però era uno studente ed essendo lì stava infrangendo un po' di regole, ma vedendo il suo serpente la biondina capì che per lui non era un problema infrangerle.*

    In ogni caso.. anche per te questo è un posto pericoloso..

    *Tentò a parlare la ragazza, ma questa volta con un leggero tremolio della voce. Cominciava ad avere paura, forse il corvetto era pericoloso. Era proprio vero che l'apparenza inganna. Quelle poche volte che aveva visto il ragazzo nel Castello sembrava uno studente modello, infatti, era diventato Prefetto. Non avrebbe mai creduto che dietro di lui si celava qualcosa di diverso.*

    @Alexander_Morgenstern, @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

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    *Charlotte si trovava li per passare del tempo inn solitudine e non di certo a preoccuparsi di quello che Lavinia e Alexander, due Corvonero di età differenti avevano da dirsi.
    La donna ex Serpeverde si trovava vicino a quel rettile tanto curioso, era un rettile da compagnia e lei non ne aveva mai visto uno, o almeno, non sapeva che i serpenti potessero avere padroni come i cani o i gatti.*

    Curioso, molto curioso

    *Pensava il gatto osservando quel rettile mentre si sedeva comoda sulle zampe.
    Si era come appallottolato su se steso ma continuava ad osservarla imperterrita, il suo padrone gli aveva ordinato una cosa e lui, da bravo animale da compagnia aveva obbedito.
    Vicino a loro Alexander e Lavinia parlavano, quelle poche parole che pronunciavano però erano come piene di tensione.
    Charlotte conosceva Lavinia, non avrebbe fatto male ad una mosca, ma conosceva anche Alexander, o meglio, conosceva la sua famiglia e sapeva quanto fossero desiderosi di lotta e di qualche scontro.
    Inoltre il ragazzo che si trovava vicino a Charlotte era stato cresciuto da Viktor, uomo dedito alle arti oscure, chissà se il vecchio zio aveva insegnato quello che sapeva anche ad Alex.
    I due Corvonero erano presi nell’ osservarsi, nello scrutarsi per accorgersi che il gatto non c’ era più e che al suo posto c’ era una donna.
    Una donna dai capelli di media lunghezza e scuri che le incorniciavano il volto che indossava una leggera camicia estiva e un paio di pantaloni color nero.*



    Signor Morgenstern il suo serpente mi guarda in modo strano

    *Affermò la donna che continuava ad osservare quel serpente difronte a lei.
    Era seduta per terra a gambe incrociate e non accennava ad alzarsi.*

    Non mi piace per niente.
    Anche se sono una Serpeverde e i serpenti dovrebbero piacermi, questo non mi piace…


    *Gli artigli del gatto, sporchi del sangue del coniglio di Lavinia, erano semplicemente tornati ad essere unghie, unghie lo stesso ancora sporche del sangue della povera creaturina che, in precedenza, Charlotte aveva attaccato.
    Poteva diventare la sua cena se solo la ragazza non si fosse intromessa.*

    Ehm.. Sono felice che il tuo coniglio si sia ripreso.
    Ma ti prego Lavinia, la prossima volta non mi accarezzare grazie.... Non mi piace gran che.
    Almeno non da una donna


    *Affermò e pensò la professoressa di Arti Oscure che forse, tra i tre presenti, era l' unica a poter stare nella foresta a quell' ora.
    Il suo sguardo si distaccò solo un attimo dal rettile, animale da compagnia di Alexander Morgenstern, e si posò sul volto della bionda ragazza che a quanto sembrava non si era accorta che era stata proprio lei a ridurre in fin di vita il suo adorato coniglietto dal manto bianco.*

    @Lavinia_Grent, @Alexander_Morgenstern,




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