• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Sibilla_Strangedreams

    Allenamento aperto per Grifondoro
    prenotazione campo ore 14.00-16.00

    POTRETE INIZIARE A POSTARE DALLE 01.00 DEL 5 AGOSTO

    cito @Shana_Sakai, @Quenya_Faraway,




    Ultima modifica di Sibilla_Strangedreams oltre 1 anno fa, modificato 2 volte in totale


  • Quenya_Faraway

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 1260
       
       

    [Campo da Quidditch - ore 13:30]


    *Il sole del primo martedì di agosto penetrava in tutti gli angoli di Hogwarts. L'aria era appiccicosa e densa, senza un filo di vento a rinfrescare gli studenti in visita. Il campo da Quidditch, coi suoi quattro sgargianti colori, sembrava un cespuglio di primule su un deserto verde.
    Quenya entrò lentamente nello spogliatoio femminile dei Grifondoro. Indossava una vecchia maglietta dorata con gli orli sfilacciati, un paio di jeans scoloriti e delle scarpe dalle punte logorate dal tempo. Aveva un'aria tutt'altro che curata. Eppure, il volto della ragazza era fresco, le sue labbra erano luminose e sui lobi delle orecchie brillavano due minuscole pietre preziose, circondate da uno cerchio argentato. Era incredibile come Quenya riuscisse a indossare con delicata eleganza anche gli stracci. I suoi capelli castani erano graziosamente raccolti in una coda, ma una boccolo sfuggiva al laccio e le ricadeva morbido sul viso.*


    *Qualcosa, però, quel martedì incrinava i graziosi lineamenti della Faraway. Si trattava di una profonda frustrazione, un sentimento di rabbia e vergogna che le pizzicava le punte delle dita e le stringeva il cuore in una morsa di ferro. Mai, nei suoi cinque anni di scuola, si era sentita tanto umiliata. Una parola echeggiava incessantemente nella sua testa e, nonostante Quenya tentasse di scaraventarla fuori dalla sua mente, come un boomerang tornava sempre più potente, sempre più schiacciante.*

    Perdenti. Perdenti. Perdenti.

    *Anche la seconda partita del Quidditch estivo si era conclusa con la sconfitta dei Grifondoro. Tuttavia, mentre nella prima partita la squadra rosso-oro aveva valorosamente tenuto testa ai Serpeverde, nella seconda era stata clamorosamente stracciata dai Corvonero. Ripensando a quella orribile partita, gli occhi di Quenya si bagnarono di lacrime amare, ma l'ostinatezza della ragazza impedì loro di sgorgare sulle sue guance e dunque rimasero lì, intrappolate tra le ciglia. Lo sforzo per non piangere creò un notevole groppo alla gola del Vice Capitano della squadra.*

    Adesso basta.

    *Quenya corrugò la fronte e si asciugò gli occhi con il polso della mano destra, poiché la sinistra era occupata dalla sua scopa volante. Una Comet 180 da 35 galeoni, acquistata pochi giorni prima a causa di un "piccolo incidente" accaduto alla sua scopa precedente - era stata accartocciata dai ripetuti agguati di un bolide. La Comet 180, nonostante fosse un modello un po' antiquato, era una scopa agile e facilmente manovrabile. Beh, no. In realtà no, era soltanto un catorcio volante, lento e non del tutto stabile, ma almeno volava. Quenya osservò con sdegno quella che per molto tempo sarebbe dovuta essere la sua fedele compagna di Quidditch.
    La Cacciatrice fece scorrere gli occhi sul manico lucido e sull'elegante punta in rami di saggina laccati, che avrebbe dovuto conferirle una maggiore aerodinamicità. Avrebbe dovuto.
    Quenya pensò al giorno in cui aveva acquistato la Comet, al Magic Brooms di Hogsmeade. Pensò alle decine di scope che le erano state mostrate da uno dei proprietari e ricordò il fastidio che aveva provato di fronte al suo atteggiamento da esperto di vendita. In quel momento, nel polveroso spogliatoio dei Grifondoro, Quenya ne rise. Ricordò come il negoziante avesse tentato di convincerla ad acquistare una Firebolt. Era bellissima... La ragazza aveva allungato una mano per tastarla, ma aveva percepito la sua scia di potenza senza neanche toccare il manico.*

    E chi aveva 120 galeoni da buttar via in una Firebolt?

    *Ai lati dei suoi occhi si formarono delle piccole increspature di infelicità. I maghi e le streghe con i genitori comprensivi avevano tanti galeoni da spendere per uno sport magico, ecco chi li aveva. Quenya no. Sua madre credeva di aver partorito il demonio e suo padre, probabilmente, aveva già diffuso da anni la notizia della morte di sua figlia. Per i Nati Babbani non era esattamente una passeggiata ambientarsi nel mondo magico. La piccola Quenya non era stata da meno.*

    Non dimenticherò mai il primo giorno in cui misi piede nel Castello, credendo di trovarmi in uno dei miei sogni.

    *La Vice Capitano dei Grifondoro scosse violentemente il capo, accorgendosi in tempo di quale pericolosa strada avesse imboccato la sua mente. La sua vista, che fino ad allora era stata offuscata dai ricordi, riacquistò confidenza con l'ambiente circostante. Quenya osservò le familiari panche di legno dalle travi scheggiate, le pareti giallognole e lisce, gli armadietti delle scope macchiati di ruggine...*

    Dobbiamo allenarci. Non c'è tempo da perdere.

    *La ragazza strinse i denti e si incamminò verso la parete di fondo. Dalla sua spalla destra pendeva una pesante borsa di tela bianca, con l'imponente stemma dei Grifondoro cucito al centro. Quenya lasciò cadere con un tonfo la borsa su una panca e non fece caso ai piccoli sbuffi di polvere che si sparsero nell'aria. Aprì la cerniera ed estrasse la sua divisa da Quidditch, poi iniziò a togliersi i vestiti, pensierosa. Senza neanche rendersene conto, cominciò a leggere i vari articoli di giornale sparpagliati sul muro.*

    La Gazzetta del Profeta ha scritto:
    QUIDDITCH WORLD CUP FINAL

    Transcript of the Live Coverage from the Daily Prophet's Quidditch Correspondent Ginny Potter and Gossip Correspondent Rita Skeeter.

    BULGARIA - BRAZIL
    170 - 60


    *Quenya passò a una serie di post-it colorati, su cui erano trattati gli argomenti più vari, dalle frecciatine contro gli avversari alle semplici note di memoria, fino a veri e propri motti di incitamento alla squadra. Uno, in particolare, catturò la sua attenzione.*


    Gli ultimi saranno i primi.

    *Probabilmente, quella frase latina era stata scritta per incitare i Grifondoro in un momento poco glorioso della loro carriera. L'ennesimo, negli ultimi tempi. Purtroppo, la predizione di "trasformarsi" in primi non avveniva mai, poiché ultimi erano e ultimi restavano. Primi, lo erano soltanto nei turni di allenamento, come in quell'afoso martedì.
    Quenya si infilò la divisa estiva da Quidditch ma, nonostante il caldo, non si privò dell'attrezzatura di sicurezza. Dopotutto, un po' di sudore era preferibile alle ossa rotte.
    Allacciata anche l'ultima ginocchiera, la Cacciatrice abbandonò lo spogliatoio femminile e confluì nell'atrio, una sala per tutti i componenti della squadra rosso-oro. Anch'esso era cosparso di panche di legno, ma a troneggiare sulla scena era una grossa lavagna su cui venivano segnate le strategie di gioco. Quel giorno, soltanto poche cifre in gesso bianco occupavano la vasta superficie nera della lavagna: 14.00 - 16.00*

    Due ore. Abbiamo due ore per recuperare ciò che abbiamo perso in due turni.

    *Davanti all'evidenza della sconfitta, l'umore di Quenya sprofondò nuovamente nell'oblio. Strinse la sua Comet 180 con forza, fino a quando le nocche diventarono bianche. Poi, infuriata, si diresse a passo scattante verso un mobiletto nella parte opposta della stanza.
    Con la coda dell'occhio, vide i primi compagni di squadra entrare nella sala e, dunque, si sforzò di apparire serena. La Vice Capitano sapeva già che l'umore della giornata sarebbe stato color nero ebano, quindi non aveva intenzione di peggiorare la situazione. Ovviamente, lei o Shana avrebbero dovuto occuparsi della meritata ramanzina, ma avevano anche il compito di incoraggiare la squadra e di proporre soluzioni valide che colmassero le lacune del gruppo. Quenya, inoltre, non era così certa di poter "sgridare" i suoi compagni di squadra, dal momento che lei stessa aveva partecipato alla disfatta dei Grifondoro. In fondo, era anche colpa sua.
    Dal mobiletto, la Cacciatrice estrasse un pesante baule di legno, contenente la pluffa, due mazze, due bolidi e il boccino d'oro. Al tocco della ragazza, la scatola iniziò a scalpitare con furia, tanto che Quenya dovette tenerla con entrambe le braccia, cercando contemporaneamente di non far cadere la scopa. Zoppicante, alle ore 14.00 la Vice Capitano uscì dagli spogliatoi e si diresse al centro del campo. L'ultimo allenamento del Quidditch Estivo era iniziato.*



    @Shana_Sakai,
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  • Laura_Alderbow

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1439
       
       

    *L'umore della giovane Grifondoro non rispecchiava propriamente quello del cielo di quel caldo pomeriggio di inizio agosto. Se gli uccellini cantavano la loro gioia, il sole splendeva il suo buon umore ed il cielo azzurro e terso -privo di nuvole- rispecchiava la sua felicità, la mascella serrata, il passo deciso e lo sguardo corrugato segnalavano che qualcosa non andava, dentro alla ragazza. Inoltre le dita -totalmente bianche per lo sforzo, cosa di per se già assurda- stringevano la Scopa della strega come se potessero spezzarla da un secondo all'altro, mentre i denti si spingevano l'uno con l'altro, per il nervoso. Sembrava quasi un toro inbufalito, con l'aria che usciva dalle narici. Ecco potevi quasi figurartelo, con lampi e saette a sfrigolarle dalle tempie.

    La Alderbow aveva diversi motivi per essere nervosa ed alquanto arrabbiata. Prima tra tutto con se stessa. Frustazione, disagio, colpa e risentimento erano solo una parte di quanto provava, ma al momento erano i sentimenti che dentro di lei facevano da padrone. E non solo verso se stessa -anche se la maggior parte andavano in quella direzione- ma anche verso i suoi compagni di Casa e Squadra.
    Ok, da una parte -abbastanza inutile devo aggiungere- odiava il caldo, cosa che la innervosiva parecchio, odiava esporsi al sole cocente perché si scottava e basta, tanto da avere la febbre. Ma era tutto relativo alla presenza di quanto sopracitato.
    Avevano perso nel primo turno. E non contenti avevano fatto ancora più schifo nel secondo. Laura si incolpava e si crucciava, ma ovviamente non poteva prendersi tutto l'onere della colpa. In fondo qualcosa aveva provato a farlo. La innervosiva il fatto che erano solo, quanti? 5 o 6 quelli che facevano veramente qualcosa per la Squadra, quando in realtà erano parecchi di più. Quanti Grifondoro c'erano al Castello? Quanti per Sette Anni di corso? Di certo non 5 o 6! Non era possibile, Laura trovava inammissibile che la loro Casa non vincesse da anni, erano sempre ultimi. Le altre Case vincevano, perché si impegnavano, collaboravano e arrivavano uniti allo scopo comune. Anche chi arrivava terzo ci arrivava lottando. Noi invece. Ci adattavamo, lasciavamo perdere e niente. Perdevamo come logica conseguenza, lasciando che accadesse. Dovevamo essere la Casa dei vincenti, dei guerrieri, di quelli che lottano e invece.. sembriamo quasi una mandria di scimmie cerebrolese incrociate con Troll di montagna privi di raziocinio.
    Insomma, non era possibile continuare a perdere. Almeno una volta, qualcosina, avrebbero dovuto vincere. Ma era difficile quando la gente se ne fregava.

    Non potevano in 5 caricarsi il peso di qualsiasi cosa.
    Laura si sentiva in colpa anche per questo. Cercava di fare qualcosa e nel frattempo di incitare gli altri, ma non veniva mai ascoltata e non riusciva a fare abbastanza. E lo odiava. Non era possibile che non riuscissero ad ottenere il ben che minimo risultato. E nessuno si svegliava a nessuno dava fastidio. Semplicemente era più facile dormire, nuotare e giocare.

    Laura sbuffò, esasperata, scrollando le spalle, tanto che la borsa che portava a tracolla, le scivolò lungo il braccio. Se la riportò in cima, stizzita, graffiandosi l'avambraccio. Ma poco le importava in quel momento. Si sentiva plumbea e ingrigita, come una giornata di temporale. No anzi, come una giornata di uragano. Al momento avrebbe spazzato chiunque l'avesse spazientita. Scosse il viso, contrariata e si apprestò a raggiungere gli Allenamenti. Erano i primi ad allenarsi, quel giorno, e non voleva fare tardi. Voleva dimostrare che in Grifondoro c'era ancora qualcuno che ci teneva -anche se sapeva di non essere l'unica- anche se erano in pochi. Si morse l'interno della guancia, pensando al prossimo turno.
    L'ultimo. Dovevano fare per forza qualcosa o sarebbero stati umiliati davanti a tutti. Ancora.

    Non avrebbe potuto sopportarlo, non di nuovo. Non avrebbe potuto vedere, di nuovo, tutto sfuggire loro da davanti al naso.*

    Per le mutande consunte di Merlino,
    mi mangio il cappello se non vinciamo, parola mia!!


    *Era talmente infuriata che non si curò nemmeno di quanto stesse dicendo. Sperava solo che i suoi compagni di Squadra volessero seguire lo stesso fine, altrimenti avrebbe dovuto farlo per davvero. A prescindere da parole e giuramenti, però, era inammissibile davvero che non avessero vinto una singola Partita o una singola Coppa, da anni. L'impegno c'era, ovviamente, ma era poco, prodotto da poche persone. Dovevano essere tutti, uniti in una sola mano, per potercela fare. *

    E' innammissibile si... ah, ma mi sentiranno quelli, vedrai! Farsi battere dai Serpeverde e dai Corvonero. Ci manca che ci battano anche i Tassi e siamo a posto, guarda... saremmo gli zimbelli della Scuola...


    *Si morse il labbro inferiore, urlando il suo sdegno, fermandosi a prendere fiato solo quando fu un passo fuori dagli Spogliatoi.
    Inspirò ed espirò lentamente e poi entrò.*



    *Posò la scopa e la borsa su una delle panchine nella stanza vuota e silenziosa e in silenzio -il viso ancora contratto dalla rabbia e dalla delusione- si cambiò. Tolse i vestiti che indossava -jeans logori bianchi e canottiera rossa con il Leone del Grifondoro- e infilò Divisa, protezioni, stivaletti, parastinchi, ginocchiere e gomitiere. Si legò i capelli in una coda alta e tirata e, recuperando la sua Firebolt, si diresse nella stanza attigua.*

    owh... ciao Nya.


    *Disse mestamente sedendosi accanto alla ragazza, una delle sue migliori amiche.*




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  • Moira_Drake

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 264
        Moira_Drake
    Grifondoro
       
       

    *Moira_Drake correva verso il campo di Quidditch*

    Spero di non essere in ritardo

    *Pensò continuando a correre verso l'entrata. Non appena arrivò si poggiò alla ringhiera delle tribune per riprendere fiato e vide che per fortuna, gli allenamenti non erano ancora finiti. In lontananza vide @Laura_Alderbow e Quenya_Faraway. Non le conosceva molto bene ma sapeva che erano delle ottime giocatrici, colme di grinta. Magari fossero tutte come loro.
    Si sedette alle tribune e con un sorriso guardò attentamente gli allenamenti. Moira amava alla follia il Quidditch e non si sarebbe persa mai e poi mai un allenamento o una partita. Per ora, anche se sognava da sempre di entrare nella squadra, si concentrava sul tifo. Ne avevavano bisogno. Le ultime partite che aveva visto non erano andate bene per i Grifondoro per questo cercava di metterci tutto l'impegno possibile perché sapeva, o meglio, si immaginava come poteva essere brutto sentirsi chiamare 'perdenti'. Ma dopo tutto, Moira non si preoccupava più di tanto perché era sicura che questa volta i Grifondoro avrebbero vinto la partita e dopo tanti duri allenamenti e grandi sforzi, sarebbero stati i primi in classifica*

  • Filippo_Neri

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 634
        Filippo_Neri
    Grifondoro
       
       

    [Campo da Quidditch - ore 13:35]


    *Filippo era appena giunto nello spogliatoio maschile, sentiva qualche rumore nello spogliatoio femminile accanto.*


    Qualche ragazza dovrà essere già arrivata. Speriamo di riuscire a sollevarci da questa brutta caduta e non di sprofondare ulteriormente...

    *Appoggiò il borsone sulla panca e si sedette; in quel momento la testa di Filippo venne travolta. Fuori c'era il sole, ma nel suo cuore sembrava ci fosse un cielo in tempesta sconvolto da uragani di emozioni turbinanti che rendevano inquieto l'animo di Filippo: un misto di rabbia, tristezza e sconforto oscuravano il viso del giovane ragazzo. Nel suoi occhi tuttavia era presenta ancora una scintilla, una scintilla di ottimismo che lo aveva spinto a provarci di nuovo e a non lasciarsi abbattere da quel momento avverso. Anche se Filippo voleva sempre apparire sereno e impassibile per nascondere le sue vere emozioni, tuttavia quel giorno non ci riusciva e ogni tanto qualche piccola lacrima segnava le gote se ripensava alle batoste subite in quelle due partite. Anche se era stato ritenuto uno dei migliore in entrambe le partite dal suo capitano, Filippo si sentiva profondamente in colpa per non essere riuscito a fare di più per la squadra e tendeva a rovesciarsi le colpe addosso invece che rivolgerle al resto della squadra. Però Filippo cercò di non dare a vedere tutto questo bailamme di pensieri che aveva per la testa per evitare di turbare ulteriormente il resto della squadra già di per sé affranta. Riprendendosi da quell'improvvisa analisi interiore andò verso i bagni e si sciacquò la faccia per riprendersi. Tornò alle panche e indosso la divisa, simbolo di tutte le sconfitte, ma anche di tutte le vittorie della sua squadra negli anni in cui fece parte di essa. Mancavano ancora 15 minuti prima dell'inizio dell'allenamento: se la sarebbe presa comoda riflettendo un po' in generale. Nel frattempo, sentì fuori dallo spogliatoio una voce molto familiare che lanciava imprecazioni.*


    Questa deve essere Laura. A giudicare dal tono deve essere alquanto inviperita e carica come una palla da schioppo!

    *Aspettò che fosse entrata nello spogliatoio femminile per evitare di diventare bersaglio della sua ira e dopodiché uscì dirigendosi verso l'armadietto delle scope. Erano giunte le 14:00 in punto, mentre Filippo estraeva la sua Nimbus 2000 appena lucidata per cancellare i segni della sconfitta subita. Vide che Quenya si era già avviata al campo di Quidditch e subito affrettò il passo per cercare di raggiungerla*


    Ciao Quenya! Aspetta, ti do una mano a portare il baule.

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  • Laura_Alderbow

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1439
       
       

    *A lei e Quenya si erano presto aggiunti una ragazza del Primo Anno tra gli spalti, di nome Moira, e Filippo, che invece faceva parte della loro squadra e si era sempre distinto.
    Laura sbuffò piano, rilasciando lentamente l'aria dalle guance.
    In tre non avrebbero fatto molto.
    Si morse l'interno della guancia, sedensosi sopra al baule delle palle da gioco e lasciando ai suoi piedi la prorpria scopa.*

    Arriva anche qualcun altro vero?? Altrimenti finisce che ci guardiamo negli occhi. Non fraintendermi Nya, hai degli occhi bellissimi, ma se vogliamo vincere, trovo che dovremmo trovare qualcos altro. Anche se, se proponi di irretire i giocatori dei Tassorosso con lo sguardo... devo ricordarti che non siamo Veela, purtroppo. Sarebbe stato utile...


    *Rise sarcasticamente, ma divertita. Lo sperava davvero.
    Grifondoro doveva darsi una bella svegliata. A volte rimpiangeva di non essere finita in altre Case, come Corvonero, magari. Almeno loro erano uniti e vincevano. Insomma, molti poltrivano e basta facendo da zavorra agli altri. Come si poteva invogliarli a collaborare?*

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  • Moira_Drake

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 2
    Galeoni: 264
        Moira_Drake
    Grifondoro
       
       

    *A Laura_Alderbow e Quenya_Faraway si era aggiunto un altro ragazzo. @Filippo_Neri. Strano..erano pochi, troppo pochi.
    In tre non avrebbero fatto molto*

    Arriva anche qualcun altro vero?? Altrimenti finisce che ci guardiamo negli occhi. Non fraintendermi Nya, hai degli occhi bellissimi, ma se vogliamo vincere, trovo che dovremmo trovare qualcos altro. Anche se, se proponi di irretire i giocatori dei Tassorosso con lo sguardo... devo ricordarti che non siamo Veela, purtroppo. Sarebbe stato utile...


    *Rise sarcasticamente Laura, ma divertita. Forse lo sperava davvero.
    Grifondoro, da come avrva capito Moira, doveva darsi una bella svegliata. Forse perché alcuni giocatori poltrivano e basta facendo da zavorra agli altri*
    Che guaio
    *Pensò Moira continuando a guardarli anche se la scena davanti i suoi occhi, non cambiava affatto*

    @Quenya_Faraway,




    @Edit by Quenya:

    @Moira_Drake, cara, ho unito i tuoi due post perché non si possono scrivere post consecutivi.
    Inoltre, anche se non è chiaramente vietato dal regolamento, è preferibile evitare di ricopiare le parole espresse da altri PG.

    Un abbraccio.




    Ultima modifica di Quenya_Faraway oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Blair_Watson

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 360
        Blair_Watson
    Grifondoro
       
       

    * Era un caldo martedì di Agosto, ed il sole splendeva alto nel cielo senza nuvole ad ostacolarlo. La stagione estiva si faceva sentire con prepotenza e lei non ne era affatto dispiaciuta se non fosse per la mega-stratosferica sudata che l'avrebbe attesa presto durante gli allenamenti di Quidditch. Amava quel magico sport, ma a causa di improrogabili impegni extrascolastici non era riuscita a fare molto per la sua amatissima casata e si sentiva profondamente in colpa per questo. Procedeva a passo spedito verso gli spogliatoi femminili , silenziosa e pensierosa, con sul viso dipinta un espressione decisa ma al tempo stesso crucciata e l'aria severa di qualcuno che stava severamente psicanalizzando se stessa.



    *Aveva il timore di entrare nel clima teso di quegli spogliatoi e di quel campo dopo un'altra sonora sconfitta dei Grifondoro e la parola "perdenti" risuonava nella sua testa come un triste eco. Era in pensiero per quello che avrebbe trovato una volta giunta all'allenamento, ma da buona Grifondoro la determinazione,il coraggio e l'audacia la facevano da padrone fronteggiando e sopprimendo le mille piccole ansie che le affollavano la mente. Arrivò velocemente agli spogliatoi femminili del Grifondoro salutò le compagne di squadra che conosceva bene e si sedette accanto a loro sulle panche per cambiarsi ed indossare la divisa da Quiddicht *

    Quenya, Laura ciao ragazze!
    Eccomi qui a dare una mano


    * Sorrise sinceramente mentre pronunciava quelle parole, ci teneva alla sua amata casa e ci teneva ancora di più a dare una mano alle sue compagne nonché amiche. Una volta cambiata le seguì fuori dagli spogliatoi, salutando un altro compagno di squadra Filippo e un'altra Grifa del primo anno. Era determinata a dare il meglio voleva portare il Grifondoro agli antichi splendori insieme alla sua squadra *