Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Shireen_Firewet


  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    [Dormitorio femminile Corvonero – Stanza Harper Lee]

    *Quella mattina la Firewet venne svegliata dal suo furetto che le era graziosamente balzato sulla testa.*

    Oh Oberyn! Va bene mi alzo!

    *Sussurrò la giovane Corvonero per tranquillizzare il piccolo animale che continuava a balzarle allegramente addosso. Prese così il furetto tra le braccia e lo posò sul letto a baldacchino. Shireen cercò le sue ciabatte (ovviamente si trovavano sotto il letto dal momento che tutte le notti Oberyn le trasportava là sotto), le infilò e si diresse, cercando di non fare troppo rumore per non svegliare le compagne di stanza, verso il suo baule per scovare il mangime del suo animaletto. Trovata la bustina ne versò il contenuto in una ciotolina (recante la scritta a caratteri cubitali Oberyn). Subito il furetto si fiondò verso la fonte di cibo. Mentre quest’ultimo era troppo impegnato per saltellarle in giro, la Firewet iniziò a togliersi il pigiama e si mise la bronzo-blu divisa della sua Casa. Dopo essersi allacciata le scarpe aggiustò ordinatamente il suo letto (non le piaceva che gli Elfi domestici della Scuola dovessero faticare rifacendo anche il suo letto). Ultimata quest’operazione si avvicinò ad una delle finestre della sua stanza: quella mattina il sole risplendeva nel cielo e scaldava con i suoi raggi Hogwarts. Cosa poteva fare quel giorno? La ragazzina si grattò la testa mentre considerava le varie opzioni. Con quel sole poteva andare a fare due passi in riva al Lago portando con sé anche Oberyn, oppure poteva andare alla Guferia per spedire una lettera alla sua cara nonnina, oppure..come aveva fatto a non pensarci prima! Cosa poteva fare una diligente Corvonero in una splendida giornata di sole? Ovviamente rinchiudersi in Biblioteca. Presa una decisione, Shireen tirò fuori dal suo baule una grande quantità di pergamene nuove, due boccette d’inchiostro e diverse piume (nel caso qualcuna si fosse rotta). Infilò il tutto nella sua borsa di pelle nera, fece una carezza ad Oberyn, che dopo aver mangiato si era comodamente acciambellato sul suo letto, e uscì di fretta dalla stanza. Prima di recarsi in Biblioteca sarebbe però passata dalla Sala Grande per fare un’abbondante colazione per iniziare con il piede giusto la giornata.*


    Biblioteca

    *Dopo aver fatto una copiosa colazione (composta da succo di zucca, riso soffiato immerso nel latte, uova e pancetta, fette di pane tostato con diversi tipi di marmellate) nella Sala Grande, la Firewet si diresse al quarto piano per entrare nella Biblioteca. Giunta dinanzi alla pesante porta del luogo che racchiudeva i volumi di Hogwarts la aprì. Un piccolo scricchiolio dell’uscio sembrò tagliare l’immenso silenzio che fluttuava nella stanza. La bibliotecaria alzò leggermente lo sguardo quando la giovane entrò ma poi ritornò ai suoi affari. Shireen cercò dunque un posto isolato dove potesse svolgere i suoi compiti senza essere osservata dagli occhi della bibliotecaria. Trovato un tavolo, tra due scaffali ricolmi di libri, vi posizionò la sua borsa (come se qualcuno potesse rubarle il posto vista l’affluenza di studenti) ed andò a cercare qualche libro che facesse al caso suo. In pochi minuti trovò il necessario: i libri di Antiche Rune e di Erbologia erano localizzati proprio vicino a dove si trovava lei. Mise così i due pesanti volumi sul tavolo e si sedette. Tirò fuori tutti l’occorrente per iniziare a svolgere i compiti e decise di iniziare da Antiche Rune. Su una pergamena scrisse, dopo aver immerso la piuma nell’inchiostro nero, ordinatamente il suo nome e la Casa di appartenenza ed iniziò ad analizzare la prima domanda: doveva comporre un riassunto sulla storia delle rune. Consultò così gli appunti che aveva preso a lezione e li integrò con nozioni del libro posto dinanzi a lei. In pochi minuti riempì mezza pergamena. Mentre pensava come continuare una frase, venne all’improvviso attirata da un passerotto che si stava riposando sul cornicione vicino alla finestra del suo tavolo. Poco dopo arrivarono altri uccellini della stessa specie e tutti insieme iniziarono a cinguettare verso il sole. Quest’avvenimento fece diventare triste la Corvetta: le mancava la sua famiglia e da quando era lì ad Hogwarts aveva stretto rapporti con pochissime persone, tutte appartenenti alla sua Casa. La ragazzina si sentiva estremamente sola. Certo, lei non si impegnava molto a fare nuove conoscenze: il più delle volte si rintanava in biblioteca, proprio come quel giorno.*



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  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *L'evento più degno di nota di quella mattinata era stata l'apparizione in bacheca dei termini di scadenza dei compiti per ciascuna materia, circostanza che aveva sprofondato la Sala Comune dei Serpeverde in un cupo mormorio di disappunto. Come se l'ambiente non fosse già abbastanza lugubre di suo, tra i Verde e Argento.
    Il secondo evento degno di essere ricordato, fu che un ragazzino del primo anno dei Tassofes.. ehm, Tassorosso, era riuscito a fondere un calderone durante la colazione in Sala Grande per un esperimento di pozioni decisamente mal riuscito, che aveva provocato l'ilarità di tutti gli studenti e una sonora sgridata- con sottrazione di punti, manco a dirlo!- da parte della professoressa Sinfo.
    Il motivo per cui Lyhtande Leahnna Lynch procedeva con un ironico sorriso dipinto sul volto in direzione della biblioteca, tuttavia, non aveva nulla a che vedere con gli eventi della scuola. Con la tracolla penzolante dalla spalla destra, procedeva gongolante per aver eliminato dalla lista già buona parte dei compiti. Rimanevano due delle peggiori croci che gravavano sul suo collo ofidico: Erbologia e Antiche Rune.
    Ma l'ottimo inizio di giornata che, oltre a quanto accaduto al Tassorosso, aveva visto la trasformazione di uno dei suoi più odiati compagni di Casata in un tronfio tacchino grazie a una innocente Crostatina Canarina, lasciata ovviamente per puro caso in Sala Comune a disposizione di incauti avventori,valeva da solo a renderla di buon umore.
    Si, quella sarebbe stata decisamente un'ottima giornata.
    Con questo pensiero, schiuse la porta della biblioteca che si spalancò lentamente innanzi a lei con un cigolio sommessamente sinistro. Gli occhi implacabili della bibliotecaria erano già piantati sulla Lynch, mentre richiudeva l'uscio quasi fosse stato di cristallo e si avviava in punta di piedi alla ricerca di un tavolo il più lontano possibile da quell'arcigna guardiana.
    Fu durante la sua ricerca di un posticino appartato che pose le grigie iridi sull'esile figura di @Shireen_Firewet, mentre fissava malinconica uno stormo di uccellini intenti a svolazzare sul cornicione di una delle imponenti finestre.*

    Almeno a quelli, quell'avvoltoio della bibliotecaria, non può rimproverare niente per tutta questa confusione.

    *pensò fra se e se. Procedere oltre e farsi altezzosamente i fatti suoi, così come in fondo tutta Hogwarts si sarebbe aspettata da una Serpeverde, o intraprendere la conoscenza di quella ragazzina sconosciuta?*

    Ti stai per caso esercitando con l'incantesimo Avis?

    *Aveva vinto la sua curiosità. La domanda fu pronunciata in un sussurro che voleva essere abbastanza forte da farsi udire, ma non troppo per scongiurare il rischio di alterare l'Avvoltoia Bibliofila. Attese così, in quel corridoio tra gli scaffali, tracolla in spalla e un tiepido sorrisetto ad allungarle le rosee labbra.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *La ragazzina, mordicchiando la piuma che teneva nella mano destra, continuava ad osservare in particolare un Passer domesticus che sembrava molto socievole con i suoi simili (quest’ultimo infatti condivise un malcapitato bruco con altri tre passerotti). Perché lei non riusciva a stringere rapporti con gli Studenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e preferiva diventare amica di un libro?*

    Firewet tu sei pazza! Come puoi entrare in confidenza con un lib..

    *Grazie al sinistro scricchiolio della porta della Biblioteca, la voce della coscienza di Shireen, per una buona volta, venne zittita. Non potendo vedere chi fosse entrato, dal momento che la sua vista era preclusa da due enormi scaffali ricolmi di volumi, rivolse gli occhi smeraldo nuovamente verso la grande vetrata. I suoi compagni a due ali di quel giorno si erano comodamente sistemati sul cornicione della finestra, forse per riprendere fiato dopo una lunga volata. I pensieri della Corvonero vennero però smorzati da una voce lieve e femminile che giunse dalla sua sinistra: le chiese se si stava esercitando nell’incantesimo Avis. La ragazzina fece un piccolo balzo sulla sedia, spaventata dall’arrivo improvviso di qualcuno (e se fosse stata la Bibliotecaria che l’avrebbe cacciata fuori? O un fantasma?). Prima di incrociare però lo sguardo con colei che aveva espresso quel quesito la Firewet cercò, tra le nozioni della sua mente, l’incantesimo Avis.*

    Incantesimo che permette di evocare uno stormo di volatili. Formula: Avis. Movimento della bacchetta: puntare in direzione del luogo ove si desidera evocare lo stormo. Consigliato per: confondere un nemico e distrarlo ma anche per infliggergli ferite leggere. E’ un incantesimo che può risultare utile anche per distrarre pericolose belve volanti, come il Grifone o la Chimera, guadagnando tempo per fuggire.

    *Rimembrando l’excursus relativo all’incantesimo si affettò a rispondere all’interlocutrice. Dalle sue corde vocali uscì però un tono alto della voce e troppo stridulo:*

    No, no!

    *Il pasticcio alla Firewet era avvenuto. Perché tutte le volte che parlava con un estraneo il suo cervello andava in tilt? Portò la mancina alla bocca come se avesse potuto trattenere quel gridolino che ormai era uscito dalla cavità orale. Si guardò in giro per controllare se la Bibliotecaria venisse ad ammonirla, ma in quel luogo sembrava esserci una calma piatta. Così posò gli occhi sulla nuova venuta: si trattava di una studentessa che doveva avere all’incirca la sua stessa età. Dopo aver compiuto un profondo respiro, le si rivolse con più calma, cercando di assumere un tono di voce basso:*

    Scusami non volevo urlare. Comunque no, non ho evocato quegli uccellini. Li stavo solo osservando.

    *Detto ciò Shireen si concentrò maggiormente sulla figura della streghetta: le prime cose che notò furono la sua altezza e i suoi occhi grigi. Poi la sua attenzione venne attirata dalla divisa che portava: faceva parte della Casa di Salazar Serpeverde. Avendo origliato qualche discorso in Sala Grande aveva percepito che le Serpi non erano molto ben volute: venivano criticati in quanto si sentivano superiori ad altri ed inoltre, anche dopo la caduta del Signore Oscuro, tendevano a disprezzare gli studenti nati da famiglie babbane. La Firewet, però, pensava con la sua testa e non dava troppo credito alla maldicenze, in fondo non aveva mai avuto rapporti con un Serpeverde della sua età. Però conosceva qualcuno appartenente alla Casa di Salazar: suo padre. Anche se il genitore l’aveva sempre tenuta sotto una teca di cristallo, insieme a suo fratello, nei confronti del mondo magico, la Firewet apprezzava due qualità del padre: l’ingegno e l’ambizione (forse determinanti per appartenere ai Serpeverde). Il padre Nicodemus però aveva sfatato un giudizio che si riteneva proprio dei Serpeverde, cioè quello di disprezzare i non portatori della magia: aveva infatti sposato una donna babbana. Dopo aver fatto quelle riflessioni la domanda che turbinava nella testa della giovane era solo una: come si sarebbe comportata quella ragazza con lei?*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *Fu un tutt'uno. La ragazzina Corvonero sobbalzò sulla sedia ed emise un concitato gridolino stridulo quasi fosse stata morsa da uno Schiopodo Sparacoda.*

    Accipicchia, abbiamo in nervi tesi qui...

    *pensò tra e se la Serpeverde, mentre seguiva la compagna di scuola nell'allungare il collo in direzione dell'Avvoltoia per saggiarne la- forse- immediata reazione. Ma Salazar, o chi per lui, pareva essere stato benevolo: l'Avvoltoia non si precipitò a ficcare il suo prominente naso aquilino nelle faccende di due povere studentesse, così la Lynch potè ritornare a dedicare tutta la sua attenzione a quella nervosa Corvonero. Inarcò lievemente un sopracciglio nel notare con quanta veemenza continuava a rimarcare di non aver evocato l'incantesimo Avis. Doveva essere una di quelle ligie studentesse che mai si sarebbero sognate di violare le regole della scuola. O di fare male a qualcuno, probabilmente.*

    Ehi tranquilla, non sono mica un Prefetto o una Caposcuola...

    *sorrise ironica all'indirizzo di @Shireen_Firewet, soffiando le parole e indicando con un gesto della mancina la giacca della divisa dove non compariva alcuna minacciosa spilletta. Inclinò il capo da un lato, lasciando che le proprie iridi d'argento si specchiassero in quelle smeraldo della ragazza, in quell'atteggiamento di muto studio che la Lynch rivolgeva a qualsiasi oggetto o qualunque persona attirasse la sua ferale attenzione. Mosse qualche passo verso il tavolo della Strega, fino a portarvisi innanzi, gettando un'occhiata rapida ai libri che vi giacevano sopra: Antiche Rune. Fu la pergamena, tuttavia, a catturare l'attenzione della Serpeverde, ove spiccava il nome della sua inaspettata interlocutrice. Assottigliò un po' gli occhi, nello sforzo di decifrare la grafia della compagna, soprattutto da quella prospettiva capovolta. Dopo qualche istante, tuttavia, riuscì nel suo intento.*

    Qualcosa ti tormenta, Shireen Firewet?

    *proferì dolcemente all'indirizzo di lei. La voce della Serpeverde risuonava come un drappo di seta al vento nel silenzio della biblioteca. Voleva saggiare quell'insolita ragazzina. Avrebbe speso una parola gentile con una dei tanto odiati Serpeverde? Chissà. No, non temeva una reazione sgarbata alla quale avrebbe, ovviamente, saputo tenere testa. Non voleva nemmeno diventare sua amica, intendiamoci, sarebbe occorso molto tempo per far breccia nel cuore di Lythande: tuttavia, era indole di quest'ultima non dimostrarsi ostile a priori, semmai beffarda talvolta, ma... tutto dipendeva sempre da chi si trovava davanti.*

    Oh, perdona la mia sfacciataggine. Solo che avevi uno sguardo così lontano mentre osservavi quegli uccellini...

    *proseguì in tono rassicurante, mentre il sorriso assumeva una piega docile sulle sue labbra. Indugiò ancora qualche istante sullo sguardo di lei, per poi spostarlo verso i piccoli pennuti che ancora ravvivavano il davanzale. Attese in silenzio, lo sguardo fintamente perso nel panorama e i sensi all'erta per cogliere chi, delle due, avrebbe per prima ceduto il passo a quel terribile peccato umano chiamato pregiudizio.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *La Firewet attese una qualche reazione da parte della nuova venuta, cosa che non tardò ad arrivare. Quest’ultima, sempre mantenendo un tono di voce incline a non far sprigionare l’ira funesta della Bibliotecaria, le consigliò di tranquillizzarsi dal momento che lei non ricopriva né il ruolo di Prefetto né quello di Caposcuola. Detto ciò indicò la sua divisa dove non vi si trovava alcuna spilla. Ma Shireen aveva notato tutto ciò al primo sguardo; anche perché se si fosse trovata davanti ad un Prefetto o ad un Caposcuola la sua reazione non sarebbe stata solo un urletto stridulo. La paura di far togliere un punto alla sua Casa per essere stata scovata ad infrangere le regole della Scuola l’avrebbe completamente paralizzata. Mentre pensava a quanto le fosse andata di lusso ad aver incontrato una Serpeverde invece che un Caposcuola, vide la strega che la stava analizzando sotto il suo sguardo grigio laser. La giovane Corvonero però non si fece intimidire e di rimando controllò le azioni della nuova venuta.*

    Brava Firewet! Così si fa! Ora ricorda: prima di parlare conta fino a dieci.

    *La Serpeverde, intanto, si era avvicinata di pochi centimetri al suo tavolo e sembrò analizzare la pergamena della ragazzina che subito pensò:*

    È venuta fin qui per copiare il mio compito di Antiche Rune?

    *Una risposta negativa si affacciò subito nella sua testa: come poteva quella studentessa sapere che una Corvonero era lì a sbrigare qualche compito? Aveva formulato proprio una sciocchezza, indegna ad un’appartenente della Casa di Priscilla Corvonero. Finalmente la nuova venuta, dopo aver analizzato il pezzo di carta posto dinanzi alla Firewet, proferì nuove parole: le chiese se ci fosse qualcosa che la tormentasse, enfatizzando anche il nome della Corva (svelando anche il mistero del perché stesse scrutando attentamente il suo compito). Quest’ultima, come le aveva consigliato la sua coscienza, pensò per dieci secondi in quale modo dovesse rispondere a quella domanda. Mentre rifletteva su una risposta efficiente, l’altra studentessa, dopo qualche secondo, le disse di perdonare la sua sfacciataggine e le spiegò che quella domanda era sorta dal fatto che la Firewet aveva assunto uno sguardo obliviato mentre guardava i volatili. Quindi quest'ultima, cercando di parlare nel modo più naturale possibile, le si rivolse:*

    Ti ringrazio per esserti preoccupata ma non c’è nulla che mi tormenta.

    *Shireen nella prima parte della sua frase aveva detto una bugia bella e buona ma non voleva apparire ancora più fragile di quello che già fosse sembrata. La tormentava il fatto di essere lontano da suo fratello, da sua nonna e da suo padre; l’affliggeva il fatto di non avere molte compagnie in quel di Hogwarts e la angosciava il fatto di dover finire ancora una valanga di compiti. I suoi pensieri vennero nuovamente interrotti da un passerotto del piccolo stormo che iniziò a cinguettare con tutta la forza che sembrava avere in corpo. Se non fosse stato attento l’arcigna Bibliotecaria gli avrebbe sicuramente lanciato una maledizione senza perdono. Ruotando lievamente la testa per incontrare gli occhi della Serpeverde le rivolse nuovamente la sua attenzione e notò che si trovava in piedi ancora accanto a lei:*

    Posso sapere con chi ho l’onore di poter parlare?
    Comunque se vuoi sederti qui non farti problemi.


    *Mentre affermò ciò, utilizzando il miglior tono alle Buone-Maniere-Firewet, indicò con la mancina la sedia in quercia posta dinanzi a lei attendendo un qualche segnale, positivo o negativo che fosse, da parte della Serpe.*

    @Lythande_Lynch




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  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *La Serpeverde riportò lo sguardo a specchiarsi in quello smerlandino di @Shireen_Firewet, osservando il caleidoscopio di espressioni che si affacciava timidamente sul volto della compagna di scuola. C'era diffidenza consumata in quello sguardo, tipica di chi pare sentirsi preda agli occhi di un osservatore. E cautela, in quelle pause calcolate prima di proferire ogni singola parola. Il diniego formulato con ostentata risolutezza suggerì alla Lynch quanto non vi fosse di vero in quell'asserto, ma d'altra parte chi era lei per pretendere una risposta sincera? L'insistente cinguettio degli uccellini le fece voltare il capo nuovamente verso la finestra.*

    La bibliotecaria tra poco sarà qui. E le sue parole saranno, nell'ordine, prima "Avada" e poi "Kedavra"

    *mormorò con una smorfia di disgusto, scuotendo appena il capo come di chi scaccia una mosca fastidiosa.*

    Posso sapere con chi ho l’onore di poter parlare?
    Comunque se vuoi sederti qui non farti problemi.


    *Certe domande assumono toni totalmente differenti a seconda del timbro che le pronuncia. Lasciò che le iridi d'argento trovassero uno specchio verde ad accoglierle, mentre la mano sinistra della Serpeverde scostava con grazia la sedia ove la ragazza prese immediatamente posto. Lasciò scivolare la tracolla sul tavolo, e con gesto disinvolto ravviò la lunga chioma corvina all'indietro.*

    Io mi chiamo Lythande Leahnna Lynch, terzo anno, Serpeverde.

    *Sibilò in un sussurro, lasciando che quelle parole risuonassero in tutta la loro velata risonanza. Non pretendeva che il cognome Lynch, benchè assai noto nel mondo magico, la facesse sobbalzare sulla sedia, ma solo pronunciare i Verde-Argento aveva, di norma, un ben preciso ventaglio di conseguenze. Avrebbe voluto proseguire dicendole "e tu sei una pessima bugiarda", ma se ne guardò bene. Sapeva che il fragile gioco delle nuove conoscenze si muoveva su un filo di lana, e far sentire troppo presto scoperto il suo interlocutore non le aveva mai portato molti risultati.*

    C'eri anche tu stamattina in Sala Grande quando quel novellino di Tassorosso ha fatto fondere il calderone? E' stato uno spettacolo divertente. Deprimente, visto che penso sia il terzo che fonde dall'inizio dell'anno, ma divertente.

    *un sottile e ironico ghigno a schiuderle le labbra. Allungò le mani sul tavolo, lasciando che le dita si intrecciassero con indolenza aristocratica.*

    Non ti ho mai vista molto in giro. E' stato un caso dettato dal Fato, oppure sei una come me, che preferisce trascorrere il tempo coi libri piuttosto che con la maggior parte dei nostri totali imbecilli compagni di scuola?

    *Già, non era il massimo dell'argomento. Ma da qualche parte, bisognava pure cominciare...*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Sia la Firewet che la nuova venuta concentrarono la loro attenzione sul piccolo volatile che aveva iniziato a cinguettare. Proprio nel momento in cui la Corvonero pensò che da lì a qualche minuto sarebbe arrivata la Bibliotecaria a lanciargli una maledizione, la Serpeverde sembrò leggerle nel pensiero ed esordì dicendo che la custode dei libri di Hogwarts avrebbe potuto dire due semplici parole nei confronti del passeriforme: Avada Kedavra. Shireen non potè fare a meno di esprimersi con una lieve risata e si rivolse alla strega:*

    Come sei cinica! Magari in realtà ha un briciolo di cuore per tutte le creature che non rientrano nella categoria studenti di Hogwarts.

    *Mentre pronunciava questo breve discorso, la giovane Serpeverde accolse l’invito che le aveva rivolto poco prima e si sistemò con grazia sullo sgabello posto dinanzi a lei. Shireen si affrettò a sistemare il caos che si trovava sul tavolo per concederle un po’ di spazio: raccolse ordinatamente le pergamene ancora da utilizzare, chiuse il libro di Antiche Rune tenendo il segno alla pagina in cui era arrivata con una piuma e lo impilò sul libro di Erbologia. Intanto la sua interlocutrice si presentò. Si chiamava Lythande Leahnna Lynch, frequentava il terzo anno, e apparteneva alla Casa di Serpeverde.*

    Perché continua ostinatamente a ripetere quest’ultimo particolare? Non sono né cieca né ottusa come un troll delle caverne.

    *Dopo la presentazione della nuova conoscente la Firewet non poté che dire qualche parola di buona educazione per la circostanza. Non le importava molto se i suoi interlocutori fossero Serpeverde, Corvonero, Grifondoro o Tassorosso: con tutti si sarebbe comportata allo stesso modo e, come le aveva insegnato la nonna da quando era piccina, tutte le persone dovevano essere rispettate sia nei loro pregi che nei loro difetti.*

    È un piacere fare la tua conoscenza.

    *La Firewet disse quelle parole con il cuore, lanciando un piccolo sorriso nei confronti della ragazza. Molto probabilmente la Serpe avrebbe interpretato quella frase come di circostanza, ma a Shireen, in fondo, piaceva conoscere persone appartenenti al mondo magico anche se le prime volte la timidezza e la sbadataggine si impadronivano di lei. Intanto la Lynch le rivolse un quesito:*

    C'eri anche tu stamattina in Sala Grande quando quel novellino di Tassorosso ha fatto fondere il calderone? E' stato uno spettacolo divertente. Deprimente, visto che penso sia il terzo che fonde dall'inizio dell'anno, ma divertente.

    *A dirla tutta quella mattina la Firewet era stata troppo impegnata ad osservare la sua colazione che a guardare quello che accadeva nei tavoli delle altre Case nella Sala Grande. Certo, si ricordava di uno scoppio (qualche goccia del suo succo alla zucca si erano riversate su di lei, in quanto la mancina aveva tremato dallo spavento, mentre lo stava bevendo) e di una nuvola nera piena di vapori solfurei sopra il tavolo dei Tassorosso.*

    Sì, ho visto che accadeva qualcosa al tavolo dei Tassorosso ma non mi sono soffermata. Sono corsa subito qui in Biblioteca.

    *A Shireen non piaceva molto quella presa di posizione della ragazza che aveva definito il fatto deprimente, in fondo uno o anche tre errori di percorso potevano capitare a tutti, quindi le rispose vagamente cercando di sviare il discorso sullo sfortunato Tassorosso. Intanto la Serpe le rivelò che non l’aveva mai vista nei dintorni di Hogwarts.*

    Quando te lo dico io che dovresti fare nuove conoscenze!

    *Inoltre le chiese se, come lei, preferiva rintanarsi nell’antro oscuro della Biblioteca invece di gingillarsi in giro con gli altri studenti della Scuola. La Firewet, come le aveva consigliato la coscienza, pensò qualche secondo prima di rispondere a quella domanda.*

    Diciamo che preferisco rintanarmi qui perché almeno con i libri non mi trovo mai in imbarazzo di fronte a loro e soprattutto non mi giudicano per qualche mia gaffe. Tu invece perché vieni spesso qui? A prima impressione mi sembri una persona che riesce a relazionarsi bene con la gente.

    *La ragazzina chiuse quella frase con totale sincerità. In effetti anche se la nuova conoscente dimostrava un abisso di distacco e ogni tanto lanciava qualche parola di disprezzo nei confronti di altri studenti, non sembrava una persona così tremenda, come la maggior parte degli studenti dipingevano i Serpeverde. Per non sentirsi totalmente scrutata dagli occhi della Serpe puntò il suo sguardo sulla pergamena di brutta del compito di Antiche Rune e, impugnata una piuma nella mano destra, iniziò a fare uno schizzo del passerotto che poco prima aveva cinguettato. Disegnare la faceva calmare quando si trovava in una situazione un po’ ostica come quella, conferendole una calma olimpica.*

    @Lythande_Lynch




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  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    Come sei cinica!

    *Già, anche se la Lynch avrebbe piuttosto usato l'aggettivo "realista". Pur dotata di un'ampia gamma lessicale, preferiva sovente chiamare le cose col loro nome, o definirle senza mezzi termini. Al contrario, @Shireen_Firewet pareva misurare ogni respiro mentre parlava con lei, circostanza che la Serpeverde continuava a notare e studiare conchirurgica precisione.*

    Sì, ho visto che accadeva qualcosa al tavolo dei Tassorosso ma non mi sono soffermata. Sono corsa subito qui in Biblioteca.


    *Beh, almeno non faceva parte di quegli insopportabili gruppetti di ragazzine cinguettanti che non facevano altro che sbirciare e spettegolare tutto il giorno di questo e di quello. Lasciò che il proprio sguardo di piombo fuso accarezzasse la superficie lignea del tavolo mentre la Corvonero replicava compita alla domanda postale. Aveva un piglio da prima della classe, o meglio... l'ansia di soddisfare le aspettative se interrogata: tu chiedevi, lei rispondeva.*

    Tu invece perché vieni spesso qui? A prima impressione mi sembri una persona che riesce a relazionarsi bene con la gente.

    *La Serpeverde trattenne a forza una risata che avrebbe risvegliato, oltre alla Bibiotecaria, anche il Basilisco della Camera dei Segreti, se mai fosse esistito. Per fortuna, probabilmente Shireen non se ne sarebbeaccorta, ora china sulla pergamena intenta a tracciare uno splendido schizzo del passerotto canterino-aspirante-suicida.*

    E' proprio vero che la prima impressione è quella che conta

    *mormorò talmente piano che, forse, la compagna non l'avrebbe udita. Diede un leggero colpetto di tosse per schiarirsi la voce, indi proseguire sempre in sussurro, ma con tono più nitido*

    Capisco cosa intendi quando dici che i libri non ti giudicano. Anch'io preferisco i libri per lo stesso motivo, in un certo senso. E sul mio relazionarmi... beh. Dipende. Hai studiato gli ippogrifi?

    *domandò laconica, mentre gli occhi continuavano a seguire i segni tracciati dalla ragazza, per poi proseguire senza attendere risposta*

    Ecco, io funziono un po' come loro. Accipicchia, sei davvero brava!

    *sibilò, una sottile vena di ammirazione a incrinarle la voce. Si protese un po' sul tavolo, così da guadagnare una visuale migliore sul disegno della Corvonero.*

    In ogni caso, quello che tu chiami imbarazzo, io lo chiamo arroganza. Per come la vedo io, è per arroganza, seppur sotto due profili diversi, che preferiamo entrambe i libri. Tu perchè hai l'arroganza di non volerti esporre con gli altri, io perchè ho l'arroganza di non ritenere gran parte degli altri alla mia altezza.

    *Le ultime parole caddero decise dalle sue rosee labbra, come un teorema. Alla Corvonero dimostrare il contrario. Dopo tutto, era lei quella dall'ingegno smisurato, o no?*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Mentre la Firewet ritraeva con metodica precisione il volatile al di fuori della finestra, finalmente, la calma si impadronì di lei. Si accorse che in fondo parlare con quella ragazzina non era tanto terribile come gli altri studenti di Hogwarts ritraevano gli incontri con gli appartenenti alla Casa di Salazar. Se riusciva ad intrattenere un discorso con una Serpeverde allora con il resto della Scuola sarebbe stata una passeggiata? Scrollò lievemente la testa: doveva ancora approfondire la conoscenza della nuova venuta per poter dire una cosa del genere. Il discorso tra le due sembrava essere pesato su una bilancia: una bilancia che oscillava ritmicamente non riuscendo a trovare una parte più pesante o l’esatto equilibrio. Intanto la Lynch bofonchiò qualcosa nei confronti di quello che Shireen aveva detto poco prima, cioè del fatto che le sembrava una persona che riuscisse a relazionarsi efficientemente con il mondo esterno. La Corva, essendo dotata di un buon udito, decifrò la risposta ma decise di non replicare, rivolgendo solo un lieve sorriso alla creatura di piume che si stava lentamente concretizzando sul foglio. La giovane poi continuò:*

    E sul mio relazionarmi... beh. Dipende. Hai studiato gli ippogrifi? Ecco, io funziono un po' come loro.

    *Certo che aveva studiato gli ippogrifi! Merlino, per chi la stava prendendo? Nuovamente per un troll delle caverne? Ad un Corvonero non si potevano fare certi tipi di domande, soprattutto per quanto riguardava lo studio. Mentre tratteggiava i particolari della sua piccola opera d’arte premette con troppa forza la piuma sul foglio, rilasciando una lieve macchia d’inchiostro. Diligentemente però, riuscì a rimediare all’errore, integrandolo nel disegno. Mentre effettuava quest’ultima operazione ripensò ai dettagli sugli ippogrifi.*

    Predatori alati aventi la testa di un'aquila gigante e il corpo di un cavallo. Possono essere addomesticati, anche se la pratica dovrebbe essere lasciata agli esperti. Avvicinandosi a un Ippogrifo bisognerebbe sempre mantenere il contatto visivo, inchinarsi è segno di buone intenzioni e di rispetto. Solo se l'Ippogrifo ricambia il saluto, è possibile toccarlo senza timori e, in alcuni casi, addirittura cavalcarlo. Gli ippogrifi sono ghiotti di insetti ma si nutre anche di uccelli e piccoli mammiferi. All'epoca della riproduzione costruiscono il nido al suolo e vi depongono un solo grosso fragile uovo, che si schiude nel giro di ventiquattr'ore. Il proprietario di un Ippogrifo deve esercitare un Incantesimo di dissimulazione su di esso a intervalli regolari per evitare che i babbani riconoscano questa magiche creature.

    *Shireen non poteva farci niente: appena qualcuno citava delle nozioni che aveva studiato queste, meccanicamente, apparivano limpide nella sua mente. Quindi se la Serpe funzionava come un ippogrifo..
    All’improvviso posò la piuma che impugnava sul ripiano di legno e velocemente si alzò (curando di non far sfregare la sedia sul pavimento e produrre una malevola reazione da parte della Bibliotecaria) e si mise, in piedi, a capo del tavolo. Quindi fece un inchino nei confronti della sua interlocutrice.*

    Va bene così?

    *Disse rivolgendosi alla verde-argento studentessa, trattenendo a stento una lieve risata. A quel punto i casi potevano essere molteplici: o sarebbe passata per uno sciocco Corvaccio, o la Serpe avrebbe tirato fuori gli artigli da fiero ippogrifo, oppure..? Mentre si trovava in quella strana posizione, la Firewet attese una qualche reazione e si affrettò a rispondere alla ragazza che le aveva rivolto un complimento riguardo al suo disegno.*

    Ti ringrazio. Se poi avrò il permesso ti posso far vedere altri miei schizzi.

    *Poi, rimanendo sempre in quella scomoda posizione, espresse quello che pensava sull’ultima affermazione che aveva riportato la Serpeverde: a suo parere il preferire i libri alle persone era pura arroganza. La Firewet perché aveva l'arroganza di non voler esporsi con gli altri, mentre lei perché aveva l'arroganza di non ritenere gli studenti alla sua altezza. La Corva, riflettendo ben poco prima di parlare, disse quello che le turbinava nella testa:*

    Forse hai ragione. Ma se fosse anche arroganza di non voler esprimere il meglio di noi stessi agli altri?

    *Lasciò in sospeso quella domanda. Avrebbe inculcato un dubbio nella mente della giovane o quest’ultima avrebbe lasciato scorrere il farneticante pensiero della Firewet?*

    @Lythande_Lynch




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  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

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    Va bene così?

    *Con sguardo incuriosito, aveva seguito le movenze della Corvonero che interrompeva inaspettatamente la sua attività artistica per ergersi nella sua media altezza e portarsi al capo del tavolo. Era ancora leggermente piegata in quel grazioso inchino, che la Serpeverde non riuscì a trattenere un sottile sorriso sornione.*

    Incantevole.

    *Sibilò con approvazione, cercando di mantenere tutta la leggerezza di cui era capace nel tono con cui proferì quell'unica parola. Ancora con l'espressione soddisfatta del serpente che si è appena mangiato il topo, ascoltò l'ulteriore conferma del fatto che @Shireen_Firewet, così apparentemente insicura e delicata, era in realtà una degna pupilla di Priscilla Corvonero.*

    Avrò il piacere di vedere altri tuoi disegni se tu avrai piacere di farmeli vedere.

    *Sottolineò con enfasi quello che era un chiaro messaggio di tregua. La Lynch sapeva riconoscere, di norma, la levatura delle persone che si ritrovava innanzi, e quella insolita ragazza aveva appena messo sul piatto due delle doti che maggiormente la Serpeverde apprezzava: ingegno e astuzia. Le fece un cenno della mano a chiaro invito che Shireen poteva rialzarsi, partecipando a quel gioco di avvicina-l'Ippogrifo cui la compagna aveva dato il via.*

    Forse hai ragione. Ma se fosse anche arroganza di non voler esprimere il meglio di noi stessi agli altri?

    Non c'è dubbio.

    *le sfuggì dalle labbra, prima ancora che l'ultima sillaba si fosse spenta sulla bocca della Corvonero. Ancora le grigie iridi cercarono quelle della compagna, in una domanda muta, e una speranza, e un'ombra che cancellò il vortice di sensazioni che attraversavano gli occhi della Lynch, ora ridotti a immoti specchi. Tacque un istante, per formulare nel modo più cauto la riflessione proposta dalla Corvonero, sulla quale si era già soffermata più volte.*

    Tuttavia, sarebbe riduttivo incasellare questa arroganza solo nella volontà di celare il meglio di noi. Potrebbe essere l'arroganza di voler essere avvicinati nonostante si mostri il peggio di sè. O l'arroganza di donare il meglio di noi stessi solo a chi, a nostro avviso, si è rivelato veramente meritevole. O ancora, se me lo concedi, potrebbe essere l'arroganza di voler preservare se stessi dal confronto con gli altri. O preservare gli altri dal peggio di noi.

    *Sarebbe potuta andare avanti per chissà quanto a formulare ipotesi. Lythande viveva in un mondo di sfumature. Non riusciva a vedere in bianco e nero, se non in rari casi: amava perdersi in infinite scale di grigio, delle quali i suoi occhi erano specchio perfetto. Arrestò il suo parlare, tuttavia, non volendo concedere troppo a quella ragazza appena conosciuta. Probabilmente, per uno dei tipi di arroganza che le era propria. Scostò con disinvoltura una ciocca della lunga chioma corvina, portandosela dietro l'orecchio, per poi volgere nuovamente lo sguardo verso il panorama fuori dalla finestra.*

    Tu di quale arroganza sei... colpevole?

    *Aveva già dato troppo, di se, in quell'acerba intimità nata fra gli scaffali e la polvere. Ora era il turno della Corvonero.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

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    *Per fortuna lo spettacolino “doma-l’ippogrifo-senza-farti-ammazzare” era finito e il pubblico serpentesco l’aveva addirittura giudicato incantevole. Shireen, mentre alzava la schiena per riassumere una postura dritta, si lasciò sfuggire una risata solare.

    Oh Firewet, perché devi sempre fare queste sciocchezze?

    *La sua coscienza le pose quella semplice domanda. Ma alla ragazzina non importava di essersi messa in ridicolo: era riuscita a conquistare un accenno di sorriso da parte della strega e questo le bastava. Mettendo meccanicamente un piede dietro l’altro, e con ancora una lieve soddisfazione stampata in viso, ritornò a scaldare la sedia che aveva abbandonato poco prima. Inoltre la giovane Serpeverde, nel concederle di lasciare la scomoda posizione dell’inchino, aveva espresso la volontà di vedere i suoi disegni solo se la Firewet ne avesse avuto il piacere. Quest’ultima scrollò le spalle ed emise un piccolo sbuffo: come era tenace quella Serpeverde! Ma le sue rispose ben intonate, in fondo, la facevano divertire. Così, prendendo la sua borsa di pelle nera appesa alla sedia, la aprì e, da una piccola tasca nascosta all’interno di essa, ne estrasse un album da disegno recante una copertina che simulava un volume molto antico. Lo porse alla Serpe: era la prima persona, non appartenente alla sua famiglia, a cui mostrava quel piccolo pezzo di se stessa.*

    Ecco qui. Non troverai molto di interessante all’interno. Ci sono solo alcuni disegni di animali e di piante che si trovano nei pressi di casa mia. Se non ti piacciono ti chiedo solo di non buttarli in un gabinetto.

    *Non aveva detto del tutto la verità: il raccoglitore conteneva sì per la maggior parte schizzi appartenenti ai mondi della flora e della fauna ma in fondo, in una parte ben nascosta anche ad occhi indagatori, vi si trovavano i ritratti molto realistici di sua nonna, suo fratello e suo padre. Nei momenti di maggiore sconforto e solitudine Shireen li contemplava e dal loro sguardo d’inchiostro riusciva a trarre un minimo di sollievo. La Lynch intanto aveva ripreso il discorso sull’arroganza dall’estraniarsi dagli altri. La Corva ascoltò molto bene la sua lunga asserzione:*

    Potrebbe essere l'arroganza di voler essere avvicinati nonostante si mostri il peggio di sè. O l'arroganza di donare il meglio di noi stessi solo a chi, a nostro avviso, si è rivelato veramente meritevole. O ancora, se me lo concedi, potrebbe essere l'arroganza di voler preservare se stessi dal confronto con gli altri. O preservare gli altri dal peggio di noi.

    *E purtroppo nella sua testa dovette ammettere che la ragazzina aveva ragione.*

    Mi arrendo. Mi dispiace dirlo ma hai ragione. Volevo guadagnare il premio “porta un Serperverde sulla retta via” ma ho fallito miseramente. Complimenti Lynch, uno a zero per te!

    *Perché dopo un primo momento di imbarazzo totale, ora le parole sembravano sgorgare facilmente dalle suo corde vocali? Il problema della Firewet forse era proprio l’approccio iniziale con le altre persone. Quando poi prendeva un minimo di confidenza i suoi pensieri potevano abbattersi sugli interlocutori come fiumi in piena. La Corva poi rispose anche ad un'altra domanda che la ragazza-ippogrifo le aveva rivolto: di quale arroganza era colpevole?*

    L’arroganza di cui mi sono macchiata quest’oggi e di cui metterò a conoscenza tutta la Corte dello Wizengamont è quella di non aver detto la verità alla qui presente Lythande Lynch.

    *Con fare teatrale la Firewet impersonò la parte di un accusato posto sotto assedio dal tribunale supremo dei maghi. La recita però ebbe vita breve.*

    Scusami ritorno ad essere seria. Per oggi posso essere accusata di aver raccontato una bugia quando ti ho detto che nulla mi turbava. Ma non volevo, e non voglio, tediare un appartenente alla Casa di Salazar Serpeverde con delle turbe infantili.

    *Detto ciò le rivolse un timido sorriso. Non voleva mettere su un piatto d'argento le sue paure e le sue insicurezze per quanto riguardava la sua vita ad Hogwarts. Ebbene sì quella mattina la Firewet aveva assunto quell'atteggiamento di arroganza per non far trasparire le sue più profonde emozioni e per non sentirsi troppo esposta nei confronti della nuova venuta.*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

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    *La Serpeverde mantenne lo sguardo verso l'orizzonte che ammiccava dalla finestra, laciando alla propria interlocutrice tutto il tempo che avrebbe ritenuto necessario. Un leggero movimento la indusse a voltarsi, pronta ad assistere, non senza una punta di amara delusione, alla fuga della Corvonero. D'altra parte, la Lynch era abituata a interagire con studenti che cadevano troppo facilmente in soggezione innanzi il suo feroce verbo, ma @Shireen_Firewet le era parsa sufficientemente intraprendente da sostenere quell'inaspettato confronto. Tale pensiero si infranse, tuttavia, alla vista della ragazza che riprendeva posto e le offriva un volume dall'aspetto antico contenente i suoi disegni. Non proferì verbo, preferendo lasciar scorrere il fiume di parole che pareva sgorgare come acqua dalle labbra della compagna di scuola.*

    Mi arrendo. Mi dispiace dirlo ma hai ragione. Volevo guadagnare il premio “porta un Serperverde sulla retta via” ma ho fallito miseramente. Complimenti Lynch, uno a zero per te!
    L’arroganza di cui mi sono macchiata quest’oggi e di cui metterò a conoscenza tutta la Corte dello Wizengamont è quella di non aver detto la verità alla qui presente Lythande Lynch.


    *Le labbra della Serpeverde si schiusero in un sorriso sottile a quella prova magistrale di arte teatrale. Shireen aveva un modo tutto suo per rapportarsi con lei, alternando una timidezza consolidata a una gentile irriverenza, spontanea, eppure probabilmente repressa per troppo tempo. Non senza stupore accolse la piccola confessione che le veniva spontaneamente offerta. Perchè, con quelle parole, la Corvonero le stava dando fiducia. E ben per la seconda volta, in quella mattina. Represse il pirccolo applauso che avrebbe voluto donare alla ragazza, per poi assumere un cipiglio glaciale: socchiuse gli occhi, fino a ridurli a lama d'acciaio, e si protese sul tavolo lasciando che il proprio sguardo vitreo si specchiasse, feroce, nelle verdi iridi della compagna.*

    La Corte del Wizengamot si è riunita e ha formulato la propria sentenza. Siete pronta, Shireen Firewet, a pagare per le vostre responsabilità?

    *Una piccola pausa enfatica, ancora gli occhi piantati sulla Corvonero come due Maledizioni Senza Perdono. Poi... non ce la fece. Un sorriso divertito le schiuse le labbra, mentre a stento tratteneva una risata convulsa che la fece singhiozzare sommessamente. Se la bibliotecaria l'avesse sorpresa a sghignazzare come in preda a un rictusempra, nemmno il Wizengamot riunito in seduta plenaria l'avrebbe potuta salvare.*

    Shireen Firewet, per Merlino, devo dire che sei davvero incredibile. Ti scusi per non essere stata sincera con una terribile ed estranea Serpeverde?!

    *Scosse il capo, traendo un profondo sospiro e portandosi la dritta allo sterno, cercando di riprendere un respiro regolare e tornare seria. Quella ragazza non smetteva di stupirla. La cosa che la lasciava perplessa, tuttavia, era che la stupiva positivamente.*

    Apprezzo molto l'arroganza e apprezzo ancora di più chi ne ha consapevolezza e coraggio. Trovo deplorevole chi tradisce se stesso e i propri istinti in favore dell'approvazione altrui. Non mi dovevi nessuna sincerità quando mi sono seduta al tuo tavolo, così come non me la dovevi adesso. Così come non mi dovevi questo.

    *Alzò con la mancina il volume di disegni offertole dalla Corvonero.*

    Posso assicurarti che non gli accadrà niente. Io so dare molto valore alla fiducia che mi viene concessa. E pur essendo una persona orribile, non lo sono abbastanza da distruggere il lavoro altrui. Specialmente, se ben fatto.

    *Fu con un po' di esitazione che pronunciò quest'ultima frase. Ma Shireen si era mostrata genuinamente sincera con lei e, nonostante non accadesse sovente, la Lynch decise di ricambiare. Ovviamente, a modo suo. Indi, riprendendo il solito atteggiamento di aristocratica sufficienza che tanto amava indossare, proseguì*

    In ogni caso, a fronte della discreta abilità che hai dimostrato nell'arte del mentire, sei perdonata per la tua impudenza. Io so apprezzare e premiare queste doti. E... non so chi ti abbia detto che le tue sono turbe infantili. In ogni caso, doveva essere un emerito idiota. E sono un po' delusa nel vedere che tu abbia ceduto alle vane parole di un idiota. In questo devi migliorare, Shireen. Quando vorrai, questa Serpeverde ti porterà volentieri sulla strada della perdizione.

    *Una via di fuga e una mano protesa. Era questo che stava offrendo alla Corvonero. Aveva già compiuto un piccolo atto di coraggio, offrendole i propri disegni e confessando il proprio crimine e questo aveva fatto, a suo modo, breccia nel cuore metallico della Lynch. Ma l'arroganza della Serpeverde pretendeva di più. Lei chiedeva di più, mettendo alla prova il suo interlocutore, continuamente: lasciava cadere sottintesi, dando campo libero alla ragazza per leggervi ciò che voleva. La scelta, ora, era soltanto sua.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

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    *La Firewet, rinchiusa dietro le sbarre in un’aula del Tribunale Magico, aspettava con apprensione il verdetto sancito dal Wizengamont. Mentre le manette dell’insicurezza sembravano stringersi sempre più ai suoi polsi, un elemento della Corte, meglio conosciuta come Lythande Lynch, le chiese se fosse pronta a pagare per i suoi errori. Lo sguardo glaciale con cui quest'ultima la osservò sembrò gelarle l’anima. L’imputata però riuscì a mantenere un certo autocontrollo. Stava, inoltre, formulando nella sua mente la risposta che sarebbe poi uscita dalle sue corde vocali con tono deciso*

    Sì, vostro Onore.

    *Ma il corso dei suoi pensieri venne interrotto da una potente risata che la riportò alla realtà nella Biblioteca. E di conseguenza Shireen si unì a quella manifestazione espressa dalla Serpeverde. Il piccolo siparietto che aveva creato le ricordò i giorni in cui, insieme a suo fratello, mettevano in scena delle storie create con la collaborazione di entrambi. Ogni qualvolta la Corvonero doveva interpretare il ruolo di un cattivo Mangiamorte o di una principessa testarda o di uno stonato bardo riusciva sempre ad esprimersi al meglio nella sua parte. Le note dolenti venivano proprio quando doveva rivestire il ruolo di Shireen Firewet, che a suo avviso, era il più difficile da interpretare. Nel frattempo entrambe le streghe smisero di ridere. La Serpe, cercando di ritornare all’antica serietà, le si rivolse:*

    Ti scusi per non essere stata sincera con una terribile ed estranea Serpeverde?!
    Non mi dovevi nessuna sincerità quando mi sono seduta al tuo tavolo..


    *Mentre la Serpe sottolineava la sua affermazione, la Firewet riflesse, per l'ennesima volta, sul motivo per cui si fosse aperta con quell’estranea. *

    Perché sei un'indomita impulsiva, ecco perché! Prima di parlare devi sempre cont..

    *La sua coscienza per quella giornata l’aveva decisamente stancata. Sempre ad ammonirla su quello che doveva fare e quello che non doveva nemmeno pensare. E se fosse stata proprio lei la causa principale di tutti i suoi blocchi mentali verso lo sconosciuto? Shireen aveva dato sempre colpa al clima di separatismo verso il mondo esterno attuato dal padre: ma ora quell'opinione si stava affievolendo. Si accorse che stava impiegando troppo tempo a rivolgersi alla studentessa verde-argento, così si affretto a comporre una affermazione con un po’ di senso:*

    Mi sono scusata perché non sono capace a mentire. E anche se non lo hai apertamente detto credo che tu l’avessi capito da sola..E inoltre credo che anche con gli estranei bisogna essere sinceri. Che senso avrebbe far apparire una maschera di noi stessi?

    *Shireen lasciò quest’ultima domanda in sospeso dal momento che forse non voleva una risposta dalla Lynch ma bensì da se stessa. Nel frattempo la sua interlocutrice le confermò, per fortuna, che non avrebbe distrutto i suoi lavori artistici dal momento che non era una persona che si divertiva a cancellare le opere altrui, anche se rimaneva comunque una persona terribile.*

    Secondo me non sei tanto orribile. Fino ad ora stiamo parlando civilmente e mi ritrovo solo qualche graffietto provocato dalle tue zanne. Ma tranquilla non devi preoccuparti per me, manterrò il segreto e dirò a tutti che sei la più orribile tra i Serpeverde.

    *Ultimando la frase abbassò gli occhi e, prendendo con la mano destra la piuma, tratteggiò nuovamente i contorni del piccolo passero che sembrava avere vita propria sulla pergamena. Si era spinta troppo in là con le sue parole? Alla Firewet spettava solamente di vedere quale fosse stata la reazione della Serpe. Quest’ultima, inoltre, in riferimento alle “turbe infantili” che la Corva le aveva confessato di avere le disse che colui che l’aveva definite così doveva essere un vero sciocco.*

    Grazie Lynch per il bellissimo epiteto.

    *Pensò tra se e se. Si soffermò inoltre sul fatto che la Serpe affermò che l’avrebbe aiutata per raggiungere la strada della perdizione.*

    Ehi Lynch..stai per caso partecipando al concorso “devia-un-Corvonero-dalla-retta-via”?

    *Domandò, mentre sul suo viso si affacciava un timido sorriso e guardava di traverso la giovane. Perché riusciva a parlare normalmente con quella ragazza? Perché non aveva iniziato a balbettare in ogni frase che componeva, come succedeva spessissimo con gli estranei? Forse se veniva sfidata o, meglio, stimolata da qualcuno a controbattere riusciva a tirare fuori un accenno di artigli? La Firewet non riusciva a trovare un responso logico alle sue domande.*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

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    Mi sono scusata perché non sono capace a mentire. E anche se non lo hai apertamente detto credo che tu l’avessi capito da sola..E inoltre credo che anche con gli estranei bisogna essere sinceri. Che senso avrebbe far apparire una maschera di noi stessi?

    *Le nuove parole lasciate cadere da @Shireen_Firewet smossero una sottile vena di compiacimento nello stomaco della Lynch. La ragazza era indiscutibilmente acuta, dote che la Serpeverde apprezzava molto, e poneva domande che, chiaramente, parevano rivolte a entrambe le protagoniste della conversazione. Quella ragazza era in grado di interrogare se stessa con la stessa naturalezza con cui interrogava lei: studiava se stessa come studiava il suo prossimo. E questo, benchè la Serpe se ne guardò dall'esternalo, costituiva un raro punto di incontro fra le due.*

    Secondo me non sei tanto orribile. Fino ad ora stiamo parlando civilmente e mi ritrovo solo qualche graffietto provocato dalle tue zanne. Ma tranquilla non devi preoccuparti per me, manterrò il segreto e dirò a tutti che sei la più orribile tra i Serpeverde.

    *Ci era riuscita di nuovo. Un genuino sorriso divertito schiuse le rosee labbra della Serpeverde, sulle quali, incredibilmente, non compariva traccia di scherno, nè di scettica sufficienza. La Corvonero sapeva usare l'arte della sottile provocazione, quella atta a dimostrare la propria indiscutibile capacità intellettiva, che veniva in ogni caso proposta con estrema cortesia. Così diversa dalla ferocia con cui Lythande amava mettere in soggezione i propri interlocutori, ostentando un inscalfibile atteggiamento di superiorità.*

    Oh, ma io non mi preoccupo affatto.

    *Sussurrò serafica scuotendo il capo.*

    Ho in ostaggio i tuoi preziosi disegni, quindi so per certo che terrai la bocca chiusa.

    *sospirò, artigliandosi al petto il volume della Corvonero che ancora stringeva nella mano sinistra.*

    Deciderai tu se ritenermi orribile oppure no. La cosa non mi tange minimamente. Che senso ha indossare una maschera? Suvvia, Shireen, ne abbiamo già parlato. E' un po' come per l'arroganza. Girando il discorso da un'altra prospettiva, mi viene più da chiedermi perchè mai non dovrei indossare una maschera, ammesso poi che lo sia. Sono sicura che trovi innegabilmente affascinante la conversazione che stiamo intrattenendo. Cosa accadrebbe se dovessi scoprire che i miei graffietti, seppur apparentemente innocui, si rivelassero in realtà ineluttabilmente mortali? Cambieresti opinione sulle mie qualità di conversatrice o sulla profondità dei miei ragionamenti?

    *Le grigie iridi della Verde Argento indugiarono sulla pergamena ove la ragazza aveva ripreso a disegnare.*

    Trovo dannatamente più sincero mostrare di essere fatti di luci e ombre, piuttosto che di lucine splendide ma riflesse. Così come apprezzo di più una sincera stima di solo alcune mie caratteristiche, e magari un parallelo disgusto per altre che mi appartengono, piuttosto che una pallida e superficiale approvazione universale. Per quella, sono già soddisfatta dei miei Elfi Domestici.

    *Il tono dovette risuonare più tagliente di quanto avrebbe voluto. Ma quelli erano preconcetti con cui si era scontrata dal primo giorno in cui aveva messo piede in quella dannatissima scuola, verso i quali non esitava ormai a ostentare la più risoluta insofferenza. Un'altra domanda venne spesa dalla Corvonero, più che tempestiva nello stemperare il nodo di tristezza e rabbia sopita che le stava già stringendo lo stomaco.*

    Oh, un gregario fa sempre comodo, mia dolce Shireen, non lo posso negare. Così come non posso negare che il mio ego troverebbe ampia soddisfazione nel deviare l'anima candida di una ragazza così a modo, soprattutto se appartente a un'altra Casata.

    *Sorrise divertita, mentre una maschera di impenetrabile supponenza pareva cristallizzarle la fine trama del volto. Un sapore amaro le infettava il palato. Lo stava facendo di nuovo, stava di nuovo profondendosi nell'arte in cui era maestra: allontanare gli altri. Tacque un istante, cercando di ingoiare quella stilla disgustosa cui aveva concesso di prendere il sopravvento.*

    Ma non è per questo che sono rimasta qui.

    *C'era riuscita. Socchiuse gli occhi, un respiro profondo. La rassegnazione che precede le confessioni.*

    Mi piacerebbe solo che fossi contenta di te così come sei, e la smettessi di castrarti e interrogarti ogni dannatissima volta che devi aprire bocca. Si, esatto, perchè io lo vedo, come hai capito anche tu. Basta con le giustificazioni, basta con la sincerità forzata, basta con la cortesia dovuta. Tu non devi niente a nessuno, Shireen Firewet, e se non l'hai ancora capito, beh... temo che il Cappello Parlante abbia commesso un gravissimo errore. E, dall'alto della mia presunzione, posso dirti che stai commettendo anche tu, un gravissimo errore. Oltre a un imperdonabile spreco di affascinante personalità.

    *Si alzò in uno scatto dalla sedia, ancora il volume stretto nella mancina, la destra che afferrava con veemenza la tracolla abbandonata prima. Si portò innanzi la finestra, dando le spalle alla compagna. Lythande Leahnna Lynch aveva un modo tutto suo per manifestare il proprio apprezzamento e ne era più che consapevole. E non era una disposta a scendere a compromessi.
    Rimase in silenzio in attesa di capire se la Corvonero si sarebbe dimostrata all'altezza dell'opinione che si stava facendo di lei.*



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